Accordo politico fra Italia del Meridione e il movimento Noi

Accordo politico fra Italia del Meridione guidata dal sindaco di Castrolibero Orlandino Greco e il movimento Noi di Fabio Gallo.

Ieri si sono incontrate le delegazioni di Idm, con Orlandino Greco, Santo Gagliardi e Francesco Intrieri, e la delegazione del movimento Noi, con Fabio Gallo, Eleonora Cafiero ed Eugenio Toteda.

Durante l’incontro si è parlato della necessità di dare alla politica la centralità che merita in quanto solo gente scortata da comprovata capacità culturale ed amore per il territorio può dare speranza per il futuro della nostra terra.

In questo contesto si è concordato un accordo elettorale che possa, insieme, individuare risorse umane da mettere a disposizione dei territori.

Già nelle prossime amministrative si creerà una giusta sinergia a partire, sin da subito, da Mendicino e Montalto.

Infatti, per le amministrative di Mendicino, il movimento Noi candiderà, nelle liste del prof. Raffaele Vena, il dr. Eugenio Toteda affiancandosi, così, al percorso già tracciato da Idm. Il dr. Toteda rappresenta una delle migliori professionalità del territorio ed il suo percorso di studi, nonché professionale, sono state messe a disposizione dell’ambizioso progetto capeggiato dal prof. Raffaele Vena.

Eugenio Toteda è il rappresentante di una storica famiglia mendicinese che ha sempre dato lustro alla bella cittadina delle serre cosentine.

Orlandino Greco e Fabio Gallo, nello stringersi la mano come si conviene tra persone perbene, auspicano un percorso comune anche per le europee nella convinzione che solo le migliori energie del territorio possono dare speranza alla nostra terra.

Aggiungono che si impegneranno, attivamente ed incessantemente, per consentire a Mendicino di ripartire con slancio e rinnovata fiducia.

Augurano ad Eugenio Toteda di poter contribuire alla vittoria di Raffaele Vena perché solo con giovani preparati si può sperare in un ricambio generazionale affiancato dalle giuste esperienze. (rcs)

De Bartolo (Idm): Su fusione De Francesco faccia rispettare realmente volontà popolare

Emilio De Bartolo, segretario regionale di Italia del Meridione, ha stigmatizzato «con forza la strumentalità della nota stampa della consigliera regionale Luciana De Francesco che, richiamando a suo uso e consumo una dichiarazione del Presidente nazionale dell’Anci, Antonio De Caro, sul tema» della Città Unica, «sostiene che il Presidente dell’Anci avrebbe così certificato, a suo dire, “la legittimità dell’operazione in chiave politica e istituzionale”, aggiungendo che “De Caro coglie lo spirito partecipativo della proposta di legge e il vincolo della scelta democratica referendaria».

«Pur volendoci sforzare – ha detto De Bartolo – non riusciamo proprio a comprendere quale dichiarazione di De Caro abbia letto la Presidente della Prima commissione. Il Presidente dell’Anci ha semplicemente ribadito il valore imprescindibile del referendum popolare e quindi della scelta dei cittadini, che noi peraltro invochiamo da tempo con grande forza, aggiungendo poi una generica condivisione, su cui non possiamo peraltro non essere d’accordo, rispetto ai processi di fusione fra Comuni e di gestione associata dei servizi, citando per esempio il settore dei rifiuti e dei servizi sociali».

«La verità, leggendo la legge Omnibus recentemente approvata dal Consiglio regionale – ha spiegato – è purtroppo un’altra e cioè che in Calabria non comandano affatto i cittadini, se e’ vero come è vero che nella suddetta legge, che De Francesco, evidentemente distratta, ha votato, non solo vengono estromessi dalle scelte i Sindaci e i consigli comunali, dal momento che è stato eliminato il riferimento alle delibere consiliari, ma non si è nemmeno reso il referendum vincolante in ogni Comune, sottolineandone anzi, nella legge in questione, la natura consultiva e quindi teoricamente inutile».

«E dunque, ci chiediamo – ha aggiunto – dove sarebbe il rispetto della volontà popolare che De Caro invece invoca?».

«Ci auguriamo, come Italia del Meridione – ha concluso – che si prenda veramente spunto dalle parole del Presidente nazionale dell’Anci e, laddove ci dovrà essere il referendum, si renda questo strumento effettivamente vincolante in ogni singolo Comune interessato, rispettando nei fatti e non a parole il principio della volontà popolare, perché il parere dei cittadini non può essere un orpello superfluo e accessorio, invocato a sproposito e a convenienza, ma deve invece costituire il cuore e il centro del processo decisionale democratico». (rcz)

Alfano (Idm): È necessario dare risposte ai balneari

La segretaria provincia di Italia del Meridione, Annalisa Alfano, ha ribadito la necessità di «dare risposte ai balneari», che lo scorso 31 dicembre «hanno visto scadere le loro concessioni e che ora versano nell’incertezza più totale».

«La situazione è molto seria – ha evidenziato – se si pensa che solo in Calabria sono in gioco quasi 5mila concessioni demaniali, 1.500 delle quali per stabilimenti balneari, circa 15mila posti di lavoro e un giro d’affari annuo di mezzo miliardo di euro».

«La Commissione Europea – ha ricordato – ha ricevuto la lettera dell’Italia in cui il governo risponde al parere motivato di novembre scorso, dove Bruxelles aveva sancito un passo avanti nella procedura di infrazione per il mancato adeguamento dell’Italia alla direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari. Il nodo cruciale, su cui il nostro governo ha focalizzato la propria attenzione, è la non scarsità delle risorse».

«Il tavolo tecnico interministeriale  – ha detto ancora – che ha visto il coinvolgimento dei Ministeri Affari Europei e Infrastrutture e di esponenti della maggioranza di governo, ha evidenziato che in Italia solo il 33% delle aree demaniali disponibili è occupato da concessioni. E dal momento che non c’è scarsità della risorsa naturale, non si applicherebbe l’articolo 12 della direttiva Bolkestein sul divieto di rinnovo automatico e obbligo di procedure di gara».
«Nelle sue conclusioni il governo italiano dice testualmente: “In un contesto tuttora in divenire, si ritiene pertanto che sussistano i

presupposti per l’esercizio da parte degli enti concedenti della valutazione discrezionale connessa alla cosiddetta “proroga tecnica” di cui all’articolo 3, comma 3 della legge n. 118/2022 (Legge Draghi)”», ha detto ancora Alfano, sottolineando come «un indirizzo ai comuni sul da farsi da parte delle Regioni – immediatamente dopo la lettera inviata all’Europa dal nostro governo – oltre che opportuno, sarebbe stato rassicurante e avrebbe garantito omogeneità nelle soluzioni, evitando sull’intero territorio nazionale il marasma di decisioni autonome e diversificate sulla medesima questione».
«Ancora una volta, gli enti comunali si ritrovano a prendere decisioni importanti in solitudine – ha proseguito – ma stavolta è necessario agire presto e con  buon senso per tutelare, anche sotto il profilo penale, tanto i concessionari quanto le strutture comunali, dato che in mancanza del provvedimento di proroga, potrebbe configurarsi, addirittura, il reato previsto dall’art 1161 del Codice della Navigazione, ovvero “Abusiva occupazione di spazio demaniale”. In ragione di quanto finora esposto, Italia del Meridione esorta gli  amministratori comunali a promuovere presso gli uffici competenti l’estensione delle concessioni balneari fino al 31 dicembre 2024 ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 3, comma 3, L. n. 118/2022, in attesa che venga approvata una disciplina normativa nazionale che, nel caso in cui la risorsa naturale risulti non scarsa, stabilisca che, nel pieno rispetto del diritto eurounitario, non sussiste l’obbligo di assegnazione delle concessioni mediante procedure ad evidenza pubblica oppure, nel caso in cui la risorsa naturale risulti scarsa, fissi criteri e direttive uniformi che i comuni dovranno seguire nelle conseguenti procedure selettive ad evidenza pubblica».

«Onde evitare di ritrovarsi tra meno di un anno nelle medesime condizioni – ha detto ancora – estendere le concessioni al 31.12.2025 consentirebbe una maggiore e opportuna garanzia. Non sarebbe affatto un azzardo vista la richiesta di maggiore tempo inviata all’Europa da parte di palazzo Chigi. La proroga delle concessioni demaniali, in questo momento, rappresenta un sostegno vitale per la stabilità economica della Calabria. Le attività commerciali legate alle spiagge costiere generano occupazione, stimolano l’indotto turistico e contribuiscono al reddito delle famiglie locali. La stagione turistica è alle porte e una regione come la nostra non può permettersi tentennamenti nella gestione di servizi fondamentali».
«La politica ha il dovere di sostenere i comuni e i territori di riferimento – ha concluso –. Italia del Meridione continua, con il coraggio e la determinazione di sempre, la propria azione politica costruendo e indicando, concretamente, soluzioni sulle questioni vitali per la valorizzazione della nostra regione». (rcz)

FARE PRESTO E BENE L’ALTA VELOCITÀ: IN
CALABRIA FONDAMENTALE REALIZZARLA

di EMILIO DE BARTOLO – Il dibattito che ha visto in questi giorni intervenire alcuni esponenti delle Istituzioni e della politica rispetto alla nuova linea di Alta Velocità ferroviaria che collegherà Reggio Calabria a Salerno ci induce, come Italia del Meridione, a ribadire alcune nostre posizioni rispetto a questa questione. Per quanto ci riguarda chiediamo con forza, come abbiamo sempre fatto, che il nuovo tracciato di Alta Velocità che consentirà di raggiungere Roma in tempi finalmente europei, sia realizzato presto e bene. Già il fatto che nel 2023, alle nostre latitudini, non esista una tipologia infrastrutturale presente invece in tutto il resto del Paese è la più macroscopica certificazione che i divari che separano questo territorio dalle altre aree geografiche più ricche sono ancora, purtroppo, fortemente presenti e dovranno essere invece rapidamente colmati. Oggi l’Italia è spaccata letteralmente in due : da una parte le 12 città con Tav, collegate ogni giorno con 300 treni Av che trasportano persone e merci e dall’altra, nel Meridione d’Italia, le Città senza Tav.

E d’altronde l’associazione fra AV e Pil è ormai una evidenza statistica acclarata unanimemente, perché le infrastrutture per la competitività determinano oggettivamente processi di crescita e di sviluppo e possono fungere da volano per la attratività e la valorizzazione economica e sociale dei territori. Queste questioni, come Italia del Meridione, le abbiamo ribadite più volte e anche nel mese di Novembre in un partecipato convegno nella Città di Scalea nel quale, oltre ad alcuni esponenti accademici e delle Istituzioni, ha dato il suo contributo autorevole e propositivo anche il sindaco Giacomo Perrotta. In quella occasione abbiamo illustrato la nostra visione, che è quella che consentirà di accorciare tracciato e tempi di percorrenza, ridurre i costi e soprattutto eliminare il rischio di blocco dei cantieri.

Rischio che diventerebbe altissimo se si optasse invece per il tracciato che viene denominato “appenninico” o a zig zag e che dovrebbe bucare un vero e proprio massiccio quale è quello del Pollino, composto peraltro da rocce che, come dicono i tecnici, sono composte da carbonati pieni di acqua, con tutto quello che ne conseguirebbe in termini di sicurezza dei cantieri se durante i lavori si intercettassero getti d’acqua consistenti, stante la impossibilità a mappare tutte le vene d’acqua da cui le rocce stesse sono permeate. Il percorso cosiddetto “tirrenico” invece, ovvero la nuova linea che da Praia a Mare arriverà a Lamezia Terme è, per quanto ci riguarda, senza dubbio la più ragionevole e garantirebbe la realizzabilità in sicurezza, minimizzando gli impatti ambientali.

Tale percorso pero’ non dovrà escludere la riviera dei cedri e questo potrà avvenire attraverso le interconnessioni con la linea storica, mentre per quanto riguarda la Città di Cosenza e tutta la sua area urbana, non solo questa non verrà esclusa, come qualcuno vorrebbe far credere ma, attraverso il raddoppio, finalmente, della linea Paola-Cosenza e della galleria Santomarco, potrà collegarsi pienamente e rapidamente al tracciato di Alta velocità.

Come Italia del Meridione, inoltre, auspichiamo che vengano realizzati e velocizzati i collegamenti trasversali Est-Ovest in modo che la Sibaritide e il Crotonese siano parte organica di un progetto complessivo di sviluppo che non contempli la periferizzazione di nessun territorio e che colleghi pienamente queste aree alla dorsale jonica. Italia del Meridione rimarrà dunque vigile rispetto ai tempi di realizzazione di questa fondamentale opera e complessivamente si batterà perché, finalmente, si realizzi quella modernizzazione infrastrutturale attesa da troppi anni e che è la ragione del ritardo di sviluppo di cui ancora oggi soffriamo. (edb)

[Emilio De Bartolo è segretario regionale di Italia del Meridione]

PENSARE A UNA PORTUALITÀ TURISTICA
MATURA E BEN STRUTTURATA IN CALABRIA

di GIUSEPPE MARADEI – Caro presidente, in questa estate caratterizzata dalle feroci polemiche sul caro ombrellone e il caro ristorazione, con paragoni più o meno appropriati con l’Albania, vorrei portare alla tua attenzione una problematica che Italia del Meridione ritiene centrale per lo sviluppo del comparto turistico calabrese, un settore che garantisce fra i più alti valori aggiunti: la portualità turistica.

Come sai benissimo, la regione Calabria si è dotata di un piano della portualità dal 2011, confluito nel piano regionale dei trasporti, approvato nel 2016 e di una legge sulla disciplina dei Marina Resort del 2022. In questi importanti strumenti pianificatori e normativi sono fotografati i ritardi infrastrutturali e programmati gli investimenti utili a riequilibrare il deficit rispetto agli standard italiani e internazionali. La regione Calabria, nei suoi 750 km di costa, conta solamente 5449 posti barca (ovvero circa 7 posti barca per km di costa), tra l’altro circa un migliaio di questi sono attualmente inutilizzabili a causa della carenza di manutenzione delle infrastrutture portuali. Quasi tutte le regioni Italiane hanno una quantità di posti barca estremamente superiore: la pubblicazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “Il Diporto Nautico” – anno 2020 (ultima disponibile) evidenzia che in Italia sono attivi in tutto 158452 posti barca che, considerando i circa 8300 km di costa, significano circa 20 posti barca per km di costa, poco meno di 3 volte superiore alla media Calabrese.

Nel 2017 la Regione Calabria ha stanziato circa 22 milioni di euro per sostenere l’adeguamento strutturale e funzionale dei porti esistenti e ha promosso una manifestazione di interesse per capire quante risorse fossero necessarie ai comuni inseriti nel piano della portualità per redigere i progetti di fattibilità tecnico-economici indispensabili per indire le procedure di Project financing sulla nuova portualità.

Alcuni degli interventi finanziati sono arrivati ad un livello di progettazione esecutiva, ovvero allo stato attuale è possibile procedere immediatamente alle gare d’appalto ma, per ragioni legate alla struttura dei finanziamenti e all’enorme incremento dei costi dei materiali e dell’energia occorsi fra il 2021 e il 2023, mancano le risorse per far partire i lavori.

Presidente, nell’autunno del 2022 ti eri impegnato a trovare rapidamente le risorse necessarie per finanziare almeno gli interventi di adeguamento strutturale e funzionale dei porti esistenti. Questi progetti sono già cantierabili e, quindi,  hanno ottenuto tutte le approvazioni necessarie (comprese le complicate autorizzazioni ambientali); l’appalto di queste opere sarebbe un’opportunità di spesa immediata e in una terra in cui fare spesa di qualità è importante tanto quanto respirare, appare incredibile come ancora non si siano riuscite a trovare queste risorse (poche decine di milioni di euro) per integrare i finanziamenti di questi interventi di fondamentale importanza per il nostro turismo, che tra l’altro avrebbero un impatto molto positivo su tutto il comparto diportistico.

Ogni anno ammiriamo gli yacht dei vari vip che sono attratti dalle indescrivibili bellezze calabresi e, in generale, del mediterraneo. Avere una efficiente rete di porti, unita alla crescente offerta aeroportuale, potrebbe garantire turismo di qualità per tanti mesi all’anno, non solo in qualche giorno di agosto, realizzando la tanto desiderata e agognata “destagionalizzazione dell’offerta turistica”. Indurre tante persone a frequentare la Calabria anche durante i mesi non estivi, per godere delle bellezze naturali, culturali, culinarie e dello splendido clima, oltre che favorire i paesi rivieraschi avrebbe un ritorno di immagine per tutta la regione: si pensi alla possibilità di far conoscere e apprezzare i borghi, i monti, gli impianti di risalita sciistici di Lorica, Camigliatello e Gambarie, i parchi nazionali e anche le nostre città.

Un’offerta di portualità turistica matura e ben strutturata consentirebbe alla Calabria di fare quel salto di qualità da anni auspicato e promesso, ma sempre rimandato.

Noi di Italia del Meridione ci chiediamo, caro presidente: la portualità turistica è ancora è una priorità regionale? In tal caso, hai ancora intenzione di finanziare gli appalti per gli interventi di adeguamento funzionale e strutturale dei porti esistenti, in cui esistono progetti già esecutivi? Hai intenzione di spingere sulla costruzione di nuovi porti, e, quindi, finanziare la progettazione dei nuovi interventi in modo che sia possibile espletare le gare di project financing e attrarre capitali privati al fine di ridurre il gap infrastrutturale con il resto dell’Italia e dei paesi mediterranei? (gm)

SCALEA (CS) – Italia del Meridione a sostegno dei Comuni del Tirreno Cosentino coinvolti in episodi criminosi

Al Consiglio comunale straordinario di Scalea, indetto dall’Amministrazione comunale, per gli atti criminosi che hanno coinvolto l’alto Tirreno Cosentino, ha partecipato anche una rappresentanza di Italia del Meridione.

Dall’incendio che ha completamente distrutto un noto Lido al pestaggio da parte di alcuni minorenni ai danni di un uomo, episodi che hanno sconvolto l’intera comunità che ha manifestato e ha assunto, da subito, una posizione di netto diniego.

Lo stesso no che IdM ha sempre palesato contro ogni tipo di violenza, condannabile nei fatti e nei modi in cui si perpetua, macchiando, a volte in maniera indelebile, i nostri territori, la nostra regione.

È arrivato il momento di un’azione corale che vada oltre la condanna e di cui la politica deve farsi carico e che porti a sostenere ogni tipo di iniziative che aiutino i sindaci e le amministrazioni a combattere l’illegalità, che sia essa criminalità organizzata o altro che trova in quella zona grigia terreno fertile per crescere e quindi delinquere.

Fatti, dunque, che drammaticamente ripropongono l’attenzione sulla necessità che hanno i nostri territori di un maggiori controllo e altrettanti presidi da parte delle Forze dell’Ordine, in nome della legalità e della tutela dei cittadini.

Vanno, inoltre, attuate anche politiche sociali che aiutino attraverso la prevenzione ad interpretare quel malessere esistenziale giovanile, dei nostri ragazzi che hanno bisogno di essere ascoltati, supportati nella crescita, per evitare che diventino manovalanza o alimentino fenomeni come il bullismo.

Ci uniamo, altresì, all’appello dei sindaci, i quali hanno più volte espresso, visto l’acuirsi  degli episodi criminosi che stanno colpendo il Tirreno cosentino, da Praia a Mare a Diamante, da Belvedere a Cetraro, affinché vengano ascoltati dalle istituzioni competenti e arrivino nell’immediato le risposte necessarie.

«IdM ci sarà ora  – si legge in una nota – e in ogni circostanza che possa servire ad abbattere il muro del silenzio, della criminalità in tutte le sue manifestazioni, per costruire la cultura della legalità e quindi un futuro diverso per i nostri territori e le nostre comunità.(rcs)

Successo a Catanzaro per il convegno su autonomia di Italia del Meridione

Successo per Le Regioni e i Torti dell’Italia Differenziata, il convegno organizzato da Italia del Meridione e svoltosi, nei giorni scorsi, nell’Aula Consiliare della Provincia di Catanzaro.

Soddisfazione, per la numerosa partecipazione, è stata espressa dalla commissaria cittadina di Idm, Serena Varano e dal delegato  all’Autonomia Differenziata e ai Rapporti Stato-Regioni della Direzione Regionale IdM, Antonio Di Virgilio.

Il dibattito sugli aspetti socio-economici e giuridici derivanti dalla proposta di legge Calderoli, animato da stimati relatori, come il Docente di diritto Costituzionale presso la UMG, Andrea Lollo e il noto giornalista e saggista Marco Esposito, giunto a Catanzaro per l’occasione, si è arricchito della preziosa presenza di rappresentanti di alcune amministrazioni, degli enti sovracomunali e delle associazioni di categoria.

Hanno contribuito alla discussione, il Sindaco della cittadina capoluogo, Nicola Fiorita, il Presidente della Provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile, il Consigliere Provinciale, Paolo Mattia, il Presidente della Camera di Commercio Catanzaro-Crotone-Vibo, Pietro Falbo e il rappresentante della Confapi Provinciale di Catanzaro, Vincenzo Serra. A presiedere ai lavori, moderati dal giornalista Massimo Clausi, i dirigenti di IdM: Nicodemo Filippelli, presidente onorario, Leo Procopio, segretario provinciale, e Orlandino Greco, fondatore IdM, che hanno rimarcato l’impegno di Italia del Meridione in questa battaglia, anche prima che diventasse uno degli argomenti più caldi e attenzionati di questo Governo.

Nessuna posizione di parte, nessuno scontro ideologico partitico, ma responsabilità politica istituzionale che si apre al dialogo con tutti gli attori possibili, che smuova le coscienze, che vigila attentamente sulle scelte del governo, che rappresenti l’Italia del Meridione che vuole rompere col silenzio generale che per anni ha alimentato il divario Nord-Sud, questa la sintesi dei loro interventi.

«L’autonomia differenziata è un tema molto attuale, ma anche complesso e divisivo che potrebbe avere un impatto drammatico sui nostri diritti di cittadinanza – ha affermato Antonio Di Virgilio – e la modifica dell’assetto istituzionale rischia di cristallizzare le disuguaglianze nord-sud del Paese a dispetto dell’impegno europeo che ha ispirato il Pnrr che avrebbe tra le sue mission soprattutto la riduzione dei divari territoriali».

«Da questo dibattito cittadino è emerso – ha continuato –  come non sia e non debba essere accettabile l’accelerazione data a questo processo di autonomia, con l’inserimento dell’articolo 143 nella legge di bilancio appena approvata, che marginalizza il ruolo del Parlamento. Inoltre, riteniamo che la bozza della legge già presentata al Consiglio dei Ministri abbia l’intento di garantire vantaggi già acquisiti a parti limitate del paese perpetrando la distrazione ventennale di risorse a danno dei diritti civili al SUD, causandone un forte sottosviluppo ed un impoverimento del suo capitale sociale».

«La battaglia che siamo chiamati a combattere – ha concluso – per il futuro dell’Italia tutta è troppo importante e richiede il protagonismo di ciascuno di noi, in ogni settore della vita sociale e produttiva. Siamo certi, come IdM, che questo convegno abbia acceso finalmente la luce su questo importante tema facendo da catalizzatore per altre iniziative che ci auguriamo saranno intraprese in ogni settore produttivo e amministrativo della città».

Alle dichiarazioni di Di Virgilio fanno eco quelle di Serena Varano, commissaria cittadina di Catanzaro: «L’incontro è stata un’ occasione preziosa per ribadire la posizione di IdM sull’Autonomia differenziata in un luogo rappresentativo delle comunità nonché casa dei comuni quale è la Provincia».

«Ed è da questo luogo simbolico – sottolinea Varano – che spero possa continuare il dibattito attraverso una profonda riflessione analitica e obiettiva rispetto alle pretese avanzate da quella parte politica che evidentemente non si riconosce nei principi di uguaglianza e unità della Repubblica».

«Sono molto soddisfatta – ha detto la commissaria cittadina IdM – della numerosa partecipazione a prova del fatto che questo argomento è giustamente sentito da tutti i cittadini».

E nella chiusa i ringraziamenti e un invito: «Ringrazio il presidente della provincia e il sindaco di Catanzaro, la loro presenza è stata preziosa non solo perché entrambi sono la massima espressione dei territori ma soprattutto perché credo sia stato importante ribadire la loro posizione sul tema e ascoltare differenti punti di vista origine di una diversa appartenenza politica. Ritengo fondamentale in questo momento restare uniti al di là di ogni ideologia e appartenenza partitica, perché è in gioco il futuro di questa parte del Paese che per troppo tempo ha visto sottratte risorse importanti e giovani talenti andare via». (rcz)

Parte da Cosenza la raccolta firme per il “no” all’Autonomia differenziata di Italia del Meridione

È partita, da Cosenza, la raccolta firme di Italia del Meridione per dire no all’Autonomia differenziata..

«L’Italia del Meridione – si legge nella nota – è pronta a dare battaglia contro quello che è un vero attacco al Sud e alla Costituzione italiana. Il disegno di legge Calderoli, infatti, non è altro che il becero tentativo di aumentare ulteriormente i divari di un Paese nel quale a tutt’oggi non trovano applicazione i Livelli Essenziali delle Prestazioni. Imperversa, invece, l’iniquo criterio della Spesa Storica, che è l’unico criterio di ripartizione delle risorse finanziarie e che cristallizza e certifica le attuali diseguaglianze fra le diverse aree del Paese, che viaggia, dunque, a velocità diverse dalle due estremità».

«È assolutamente necessario informare e dare battaglia su queste tematiche – viene evidenziato – iniziando da un sano confronto con i cittadini. Per tali ragioni, si invitano tutti i residenti  dell’area urbana e dell’hinterland cosentino a recarsi il giorno 7 Dicembre, dalle ore 16:00 alle ore 20:00, presso il nostro banchetto informativo che verrà allestito in Piazza XI settembre a Cosenza. Sarà un momento volto a condividere le ragioni per una proposta di legge di iniziativa popolare che modifichi gli art. 116 e 117 della Costituzione e dire definitivamente No a chi vorrebbe perpetrare il cinico disegno di un Paese diviso, nel quale i diritti universali vengono calpestati a seconda delle latitudini geografiche».

«Tutti i cittadini non residenti nei comuni indicati – conclude la nota – potranno ricevere informazioni su come e dove firmare anche tramite Spid». (rcs)

Italia del Meridione ribadisce il suo “No” all’Autonomia differenziata

L’Italia del Meridione ha ribadito il suo no all’autonomia differenziata, annunciando, per i prossimi giorni, gazebo in piazza e la raccolta firme per l’immediato ritiro della bozza sulla proposta di legge ipotizzata dal ministro Calderoli.

«Nella direzione federale, tenutasi a Roma presso il Gran Hotel del Gianicolo, nei giorni scorsi – viene spiegato in una nota – alla presenza dei quadri dirigenziali de L’Italia del Meridione, e a cui hanno partecipato i segretari regionali della Calabria, Sicilia, Puglia, Molise, Basilicata, Lazio e i referenti delle circoscrizioni estere, è stata presentata la mozione, votata all’unanimità, con la quale IdM ribadisce il no all’autonomia differenziata. Una battaglia storica del Movimento, ribadita a gran voce da tutti i presenti nei loro interventi, e che oggi chiama alla mobilitazione generale, scendendo in piazza a difesa del Sud e per l’Italia».

Questo è quanto si legge nel documento redatto dal Movimento: «La proposta di legge del Ministro Calderoli induce i militanti di Italia del Meridione e i cittadini del Sud a far fronte comune per respingere, anche attraverso i parlamentari eletti nelle nostre circoscrizioni, il tentativo di realizzare, quella che è stata definita la folle “secessione dei ricchi”: no perché legittima l’egoismo fiscale delle regioni più ricche; no perché non prevede fondi perequativi per le regioni in ritardo di sviluppo; no perché non è basato sullo studio dei fabbisogni degli altri territori».

«Da cultori della Costituzione Italiana e rispettosi dei suoi dettami – continua la nota – fermamente convinti che il riscatto del Paese passi da una crescita omogeneo dei territori, dando a tutti le stesse opportunità di partenza, organizzeremo banchetti informativi per la popolazione con l’intento di far crescere una consapevolezza diffusa e di raccogliere le firme per modificare alcuni articoli della Costituzione, attraverso una legge di iniziativa popolare che garantisca i livelli uniformi dei servizi e superando i livelli essenziali delle prestazioni».

«I cittadini del Sud, a causa di politiche miopi dei governi nazionali – viene evidenziato – hanno meno servizi e risorse economiche pro capite inferiori a quelli del Nord. È questo l’effetto dei mancati investimenti al Sud in settori strategici quali le infrastrutture e l’industrializzazione. Le conseguenze si sono riflesse nell’emigrazione lavorativa, facendo si che le risorse  finanziarie venissero utilizzate in altre territori e sottraendo ulteriore ricchezza al Sud in vantaggio di altre aree del Paese. Si aggiunga che lo Stato, per i servizi essenziali, destina risorse finanziarie differenti e lo stesso Svimez evidenzia nei suoi rapporti, ad esempio, che a fronte di 100 euro spesi nel centro Nord per la sanità, al Sud ne vengono spesi 75».

«Invitiamo, quindi, tutti ad aderire all’azione politica di Italia del Meridione – continua la nota – finalizzata a modificare il terzo comma dell’art. 116 e dei commi 1-2-3 dell’art. 117 della Costituzione Italiana. Questa battaglia è la battaglia di tutti. Si potrà aderire o firmando in maniera digitale con lo Spid su www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it, oppure, in maniera più tradizionale, recandosi presso i nostri banchetti dove si riceveranno tutte le informazioni utili a capire fino in fondo le ragioni della nostra azione politica».

 «Le nostre richieste – si legge ancora – di cui sotto, sono rivolte al Governo, agli amministratori locali e a tutti i nostri conterranei che hanno a cuore l’unità vera del Paese: L’immediato ritiro della bozza sulla proposta di Legge relativa all’autonomia differenziata ipotizzata dal Ministro Calderoli; La mobilitazione di tutti i parlamentari eletti nei collegi del Sud, per incidere sull’azione del Governo ed espletare un mandato finalmente a difesa delle ragioni del Sud; Istituire l’Unione delle Regioni del Sud. Un fronte comune da rivendicare nella Conferenza Stato-Regioni da parte dei Presidenti delle Regioni del Meridione; Approvare atti deliberativi nei consigli comunali contro la bozza Calderoli. Un’azione che passi dalla sinergia dei Sindaci del Sud sensibili al tema: Il sostegno, da parte dei cittadini, alla forte azione politica intrapresa, recandosi presso i nostri banchetti o firmando tramite Spid sulla specifica piattaforma». (rcz)

De Lorenzo (idm): No alle discariche, la Regione intervenga

Rita De Lorenzo, vice segretaria Regionale di Italia del Meridione, è intervenuta in merito alle discariche, ribadendo il suo “no” e chiedendo alla Regione di intervenire, 1al fine di verificare (per tutte le discariche situate nel territorio calabrese) la sussistenza dei requisiti per il loro corretto funzionamento e ove tali requisiti non fossero, anche in minima parte, rispettati, di attivarsi per la loro definitiva chiusura, messa in sicurezza e bonifica».

«In questi giorni si sono riaccesi i riflettori sulla riapertura della discarica di Melicuccà situata in località la “Zingara” ubicata nello stesso bacino del Torrente Arena – Acqua di Vina – ha spiegato –  torrente sul quale insistono gli impianti di captazione dell’acquedotto che rifornisce i Comuni di Palmi, Melicuccà, e Seminara e serve circa 20.000 cittadini. Un ulteriore rischio per la collettività è rappresentata dalla discarica  di Comunia, sita nel Comune di Motta San Giovanni, posizionata in un luogo ad alto pericolo di frana: sono infatti evidenti i segnali del dissesto in atto e le vistose fratture di tensione su cui poggia la strada, che testimoniano incipienti fenomeni franosi; inoltre i cumuli di rifiuti più volte durante l’anno sprigionano fumi tossici. Entrambe le discariche, collocate a breve distanza dai centri abitati, anche se per motivi differenti, non devono essere assolutamente riaperte».

«Sono intervenuta più volte su questo tema – ha proseguito – da tecnico più che da politico; mi chiedo come mai si insista ancora sulla riapertura di queste opere situate in zone non idonee? zone franose, vicini a centri abitati, altamente sismiche, su falde acquifere. Il codice ambiente stabilisce che le discariche non vanno ubicati in aree interessate da fenomeni quali faglie attive, aree a rischio sismico di 1a categoria, aree interessate da attività vulcanica, ivi compresi i campi solfatarici; in corrispondenza di doline, inghiottitoi o altre forme di carsismo superficiale; in aree dove i processi geologici superficiali quali l’erosione accelerata, le frane, l’instabilità dei pendii, le migrazioni degli alvei fluviali potrebbero compromettere l’integrità della discarica e delle opere ad essa connesse; in aree soggette ad attività di tipo idrotermale; in aree esondabili, instabili e alluvionabili; vicino ai centri abitati».

«Le discariche possono essere autorizzate solo se le caratteristiche del luogo – ha concluso – per quanto riguarda le condizioni di cui sopra, o le misure correttive da adottare, indichino che la discarica non costituisca un grave rischio ecologico. Personalmente, credo che le discariche non rappresentino una misura efficace per lo smaltimento dei rifiuti ma soltanto, e se adeguatamente controllate e sorvegliate, un’alternativa provvisoria ad una messa a sistema del ciclo integrato dei rifiuti nel rispetto dei criteri per la sostenibilità ambientale e lo sviluppo sostenibile, soprattutto in una terra come la Calabria che gode di un patrimonio ambientale unico semmai da tutelare e valorizzare, così come il benessere e la salute delle sue comunità». (rrm)