A Lamezia il cardinale Gianfranco Ravasi chiude gli incontri della Scuola Biblica Shekhinah

«Fratello ateo nobilmente pensoso, alla ricerca di un Dio che io non so darti, attraversiamo insieme il deserto. Di deserto in deserto andiamo oltre anche la foresta delle fedi, liberi e nudi verso il nudo Essere e là, dove la parola muore, abbia fine il nostro cammino». Con questa poesia di David Maria Turoldo dedicata al fratello ateo, il cardinale, Gianfranco Ravasi, ha concluso la sua omelia durante la santa Messa che ha presieduto al termine della Lectio su Dio vi parlò in mezzo al fuoco. Parola, storia, creato in occasione della conclusione degli incontri del secondo anno della Scuola Biblica Shekhinah (tenda della presenza) e del primo anno della Scuola per i Ministeri “Tikvàh” (speranza) che hanno registrato rispettivamente 608 e 752 iscritti.

«Ecco le parole di David Maria Turoldo che vi invito a seguire – ha detto Ravasi – pensando a tutti i fratelli che sono fuori nella vostra città e ancora una volta ringraziarvi per questo vostro affetto e ascolto».

Una riflessione, quella del presidente emerito del Pontificio consiglio della cultura e presidente della Pontificia commissione di archeologia sacra, che, parlando della fede, ha evidenziato che essa «comprende anche i momenti in cui noi perdiamo la stella come i Magi e non è sempre il cielo nostro popolato di Dio. Qualche volta anche noi sconfiniamo nel territorio in cui ci sono tanti nostri fratelli che non sono credenti. Ebbene, io vorrei, proprio in questo momento, che noi tutti pensassimo ai non credenti a coloro che non hanno alcun Dio ed io, che mi interesso tanto del dialogo con loro, vorrei finire con le parole di un mio amico che molti di voi, soprattutto i sacerdoti, conoscono. Era un religioso ed un poeta, col quale abbiamo fatto insieme anche dei libri: padre David Maria Turoldo che ha scritto una poesia proprio dedicata al fratello ateo ‘nobilmente pensoso’».

Partendo dalla riflessione sulla “suggestiva definizione del tempio” all’interno dell’Antico Testamento dove viene indicato come “casa dell’incontro”, Ravasi ha accompagnato gli oltre mille fedeli presenti in un percorso analitico all’interno delle letture del giorno evidenziando che “l’incontro aveva due dimensioni una orizzontale che “era l’assemblea del popolo di Dio, le varie tribù che si ritrovavano insieme – non per nulla la parola liturgia, come sapete, è di origine greca e significa ‘opera di un popolo’, di una comunità” ed una “verticale, fondamentale: era l’incontro con Dio, l’incontro con la sua Parola che scendeva dal monte, idealmente, cioè dall’eterno e dall’infinito”. 

Quindi, ha incentrato l’attenzione sui “tre volti di Dio” cioè: “la rappresentazione del Dio onnipotente, del Dio mistero, del Dio, come si dice, totalmente altro rispetto a noi. È quel riconoscere un po’ di più il mistero che ci circonda, il mistero del Divino che è alla base anche del credere. Ed è per questa ragione che credere non è mai riducibile semplicemente a una sorta di logica formale, logica matematica, in cui l’evidenza è un’evidenza dimostrabile in maniera quasi meccanica. La logica del rapporto col mistero, con la grandezza, con l’infinito, con l’eterno è la logica che voi tanti – forse spero – conosciate ed è la logica dell’innamoramento, dell’amore che, come vedete, non calcola, è spontaneo quando è amore autentico».

«Il secondo volto – ha aggiunto –, è quello che avete sentito nell’interno di questo brano della lettera che Paolo scrive ai cristiani di Roma, il suo capolavoro teologico, e voi avete sentito che qui è la rappresentazione esplicita del Dio Padre. Lo si dice fin dall’inizio: tutti quelli che sono guidati dallo spirito di Dio sono figli di Dio, per cui voi potete invocare Dio con l’intimità assoluta del bambino nei confronti del suo genitore. L’idea di padre è già nell’Antico Testamento ribadita più volte. Cristo, forse, aggiunge una nota unica, sua, usando questa parola ‘abba’ che è babbo: è la parola più semplice del bambino nei confronti del suo genitore. Ed ecco allora l’altro volto di Dio che non perde il suo mistero, per cui noi tante volte non comprendiamo il suo agire, però è l’invito a riconoscere un figlio, anche nelle oscurità del mistero, un figlio della sua paternità che guida questa folla oscura che è il mondo, che è l’umanità, la guida verso una meta diversa.

«Ed è la fiducia, alla fine, che permane in noi perché altrimenti saremmo come, per certi aspetti, la grande cultura classica che aveva una concezione della storia circolare, come una ruota, senza speranza e senza paura. Terzo e ultimo volto è il volto di Cristo. Avete sentito queste sono le sue ultime parole nel Vangelo di Matteo. Io di queste parole dove c’è la dichiarazione della Trinità che celebriamo in questa liturgia, il Dio Cristiano, Dio, appunto di amore perché di relazione – Giovanni Paolo II diceva Dio per certi aspetti ha come immagine la famiglia padre, figlio e l’amore materno dello spirito. Tra l’altro in ebraico la parola spirito è femminile -. Ebbene, io vorrei scegliere soltanto l’ultima frase: ‘Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo’. Ed è idealmente un rimando all’inizio del Vangelo di Matteo, quando si diceva che l’Angelo diceva a Giuseppe che si chiamerà Gesù Cristo, sarà l’Emmanuele il Dio con noi. Ed ecco allora questo aspetto del Dio spalla a spalla con noi».

Quindi, ha ringraziato il vescovo Parisi «per questo invito che mi ha fatto, incontrando una comunità che mi ha emozionato». (smg)

 

A Lamezia un trionfale ritorno di Luigi Strangis

Luigi Strangis è tornato nella sua Lamezia Terme con uno strepitoso concerto “unplugged” al Teatro Comunale Grandinetti.  Ad attenderlo un’autentica festa e fan arrivati da tutta Italia, consapevoli che il clima della serata nella sua terra sarebbe stato da autentico evento. Così è stato, grazie anche allo speciale “Bentornato a casa” su cartoncini sistemati sulle poltroncine dal suo fan club cittadino, prontamente tirati su da ogni spettatore al suo ingresso sul palcoscenico. Il concerto è iniziato puntuale, tra ovazioni, urla d’entusiasmo, applausi, un tributo di affetto davvero straordinario per un ragazzo che, nonostante l’improvviso successo nazionale, è rimasto umilmente legato alla sua Città. In teatro, presenti anche il sindaco Paolo Mascaro, l’assessore allo spettacolo Luisa  Vaccaro,  genitori e familiari.

Strangis, cantautore e polistrumentista, vero talento della musica italiana, è stato magistralmente accompagnato dai suoi bravissimi musicisti, Luca Monaldi, batteria e percussioni, e Nicolò Pagani, basso e contrabbasso. Lui, invece, si è diviso tra il pianoforte al centro della scena e svariate  chitarre, confermando il suo eccezionale virtuosismo di musicista eclettico.

Soddisfatto a fine serata Ruggero Pegna, organizzatore dell’evento, ennesimo appuntamento del ricco programma di “Fatti di Musica 2024”, la 38° edizione del suo Festival del Live d’Autore.

«Serata bellissima ed emozionante – ha detto Pegna –  riscaldata dal calore di un pubblico meraviglioso che ha fatto da coro ad ogni brano e ha offerto uno spettacolo nello spettacolo per entusiasmo e partecipazione. È la conferma che Lamezia ama questa sua stella, ma anche la grande musica dal vivo e merita l’apertura del nuovo palasport, capace di ospitare grandi eventi!».

«Quando Luigi venne con il papà nel mio ufficio per proporsi – ha ricordato –, non ebbi dubbi sul suo talento e gli consigliai di provare  subito con il talent della De Filippi. Avevo visto giusto, anche se non era difficile immaginarne il successo. E ancora è solo l’inizio!».

In circa novanta minuti, Luigi  ha eseguito tutti i brani che lo hanno imposto all’attenzione del pubblico televisivo e lo hanno consacrato tra le rivelazioni della musica d’autore italiana, dai singoli Tienimi Stanotte, un vera hit, a Stai Bene Su Tutto, che ha anticipato il disco di inediti Voglio la gonna, ad altri successi come  Adamo ed Eva,  Tulipani Blu, brano inciso con Matteo Romano, Stupida libertà, splendida canzone dalle atmosfere acustiche e dal testo profondamente riflessivo che rappresenta un’ulteriore maturazione del giovanissimo artista. Due anni ricchi di esperienze, in cui Luigi è stato anche chiamato ad interpretare le canzoni del coccodrillo Lyle, nel live-action Il Talento di Mr. Crocodile, film, prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros Entertainment. Bis, ovazioni e standing ovation, hanno chiuso una notte davvero magica per Lamezia e per lo stesso festival Fatti di Musica, che continua a regalare emozioni e concerti da incorniciare.

I prossimi appuntamenti: il 22 giugno al Due Mari di Maida il concerto spettacolo di Nino Frassica e Los Plaggers Band per l’Anniversario della struttura commerciale, il 23 giugno il concerto di Ron al Teatro dell’Abbazia di San Giovanni in Fiore per volontà del sindaco Rosaria Succurro. Il celebre cantautore dovrebbe essere il 28 giugno a Lamezia, ma si attende la conferma dal Comune. Confermati, invece, lo storico live sui Pink Floyd del leggendario fondatore Nick Mason con una superband il 24 luglio a Roccella Jonica, i live di  Ron e Dargen D’Amico il 5 e 8 agosto a Isola Capo Rizzuto, Irama il 3 agosto e di Gabry Ponte il 9 agosto  in Piazza Castello di Reggio C., Sergio Cammariere l’11 agosto al Castello Normanno  di Santa Severina.  Fatti di Musica ha il Patrocinio della Regione Calabria, “Calabria Straordinaria”. (rcz)

LAMEZIA – Venerdì la mostra-evento “Maschere, identità nascoste”

Venerdì 31 maggio, a Lamezia, alle 18, a Villa Glicini,  si terrà la mostra-evento Maschere, identità nascoste dell’artista lametina Concetta Cantafio e a cura di Giovanna Adamo, presidente dell’associazione artistico-culturale “Arte&antichità Passato Prossimo”. Presenta le opere Ghislain Mayaud, critico e storico dell’arte. 

«In mostra ci saranno venti mie opere – ha spiegato Concetta Cantafio – tutte espressioni di quella maschera che ognuno di noi indossa quotidianamente per piacere o per dovere. Uno strumento che serve a schermare il dolore, la sofferenza generata dalle tante traversie che puntualmente la vita ci presenta come banco di prova ogni giorno; ed ecco che la maschera diventa irrinunciabile per noi adulti. Invece – sottolinea l’artista – l’unica vera maschera che avrebbe ragione di esistere dovrebbe essere quella dell’allegria, della felicità, indossata solo dai bambini che sono l’emblema della purezza e della sincerità».

Giovanna Adamo, curatrice della mostra, mette in risalto la funzione catartica che la pittura ha nella vita di Concetta Cantafio: un mondo quello dei pennelli e delle tele da colorare con le tante sfumature dell’esistenza, a volte manifestate con leggiadria, altre volte con toni marcati e tinte forti. Dalla levità al pathos, un percorso di sequenze policromatiche in cui perdersi e interrogarsi.

Ghislain Mayaud nasce a Valence (Francia) il 25 agosto 1951. Nel 1968 ottiene il B.E.P.C. al Liceo “Paul Cézanne” di Aix en Provence. Partecipa nel 1969 ai seminari di teatro e di mimo diretti da Ingemar Lindh e Yves Lebreton al “Centre Dramatique” di Aix en Provence. Nel 1970 conclude gli studi presso il Liceo “Paul Cézanne”. Nello stesso anno è ammesso a frequentare il corso universitario di teatro a numero chiuso al Théâtre du Gymnase di Marsiglia, diretto dal regista Andonis Vouyoucas. Sempre a Marsiglia segue i seminari del regista polacco Gerzy Grotowski, tra le figure più eminenti dell’avanguardia teatrale del Novecento. Attualmente Mayaud, poeta, pittore e scultore, collabora con diverse gallerie italiane. (rcz)

LAMEZIA – La lectio del Cardinale Ravasi su “Dio vi parlò in mezzo al fuoco. Parola, storia, creato”

Il cardinale Gianfranco Ravasi ha tenuto l’incontro conclusivo della Scuola Biblica e della Scuola per i Ministeri promosse dalla diocesi di Lamezia Terme con la lectio dal titolo Dio vi parlò in mezzo al fuoco. Parola, storia, creato.

Un colloquio, che lo stesso cardinale ha definito “familiare”, che ha toccato temi forti in linea con i due percorsi formativi voluti dal vescovo Serafino Parisi per la chiesa lametina: la Scuola Biblica, che ha concluso il suo secondo anno, e la Scuola per i Ministeri che termina il primo anno.

Per il cardinale “due movimenti pervadono tutta la Scrittura: la dolcezza e la consolazione da un lato e dall’altro l’inquietudine. La Parola di Dio, se entra davvero nella nostra vita, non ci può lasciare indenni, ma deve inquietarci. La Parola di Dio è il principio della storia, è l’ “a priori” assoluto della nostra fede, che ci precede, ci eccede, incede davanti a noi e intercede per noi”. Per il presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Cultura, “la Bibbia è dialogo tra Dio e l’uomo. La Bibbia è Parola di Dio ma c’è anche tanta parola dell’uomo. Pensiamo ai salmi: sono parole dell’uomo che il teologo Bonhoeffer definiva le parole che Dio vuole sentirsi rivolgere da noi e per questo vi ha messo il suo sigillo e la sua ispirazione”.

La Grazia e libertà umana, nelle parole del cardinale, rievocano l’immagine «di una mano tesa all’uomo che sta sprofondando nelle sabbie mobili del peccato, che tenta di autosalvarsi e che solo tendendo la sua mano, nella libertà, può essere salvato. Non basta che irrompa l’epifania della “chàris”, ma serve la risposta libera dell’uomo, la risposta della fede». 

Sul rapporto con i non credenti e le persone in ricerca, Ravasi, citando Isaia, parla di Dio che «si fa ricercare da quelli che non chiedono di lui, si fa trovare anche da quelli che non lo cercavano. In Dio c’è sempre il desiderio di recuperare ogni sua creatura, di non abbandonarla. Lo vediamo in quell’immagine consegnataci nel libro dell’Apocalisse: Egli sta alla porta e bussa e lascia a noi la libertà di aprire o di chiudere la porta».

La Parola – ha continuato Ravasi – «si incontra nella storia, Dio si lascia incontrare nel volto degli altri.  Tutta la Bibbia ci insegna a scoprire la presenza di Dio nel volto dell’altro. Nel racconto della Creazione, l’uomo, a conclusione di tutto il suo impegno, è ancora infelice perché  non trova un aiuto che gli sia simile, tradotto letteralmente “un aiuto come davanti a lui”. Solo il volto dell’altro permette alla persona di essere completa.  E la Bibbia ci ricorda sempre che noi siamo in relazione Nel volto dell’altro, scopri non solo la fraternità che ti lega a lui ma anche la comune indigenza. Noi siamo nella storia e la storia della nostra umanità, della nostra carne, è il luogo nel quale dobbiamo incontrare Dio».

Un Dio che, nel Nuovo Testamento, si lascia incontrare nel volto dei sofferenti e degli esclusi: «Gesù che incontra il lebbroso – ha rimarcato Ravasi – non solo gli va incontro, violando tutta la normativa del Levitico sul rapporto con i lebbrosi, ma lo tocca, prende su di sé la sua infezione e la sua “scomunica”. Cristo ha deposto un seme di eternità, la Pasqua, nel dolore umano».

Un Dio che «si incontra  anche nello spazio, nella Creazione, nella rivelazione cosmica». Dio e la sua Paola – ha concluso Ravasi – «è da ricercare non volando dalla nostra realtà verso cieli mistici e mitici, ma all’interno della storia, nello spazio, nella nostra casa comune. Anche se la storia gronda miserie e lo spazio è devastato, dobbiamo ritrovare questa Voce. La Parola di Dio che ricerca l’uomo, che va incontro a lui ma non cancella la sua libertà».

In apertura dell’incontro, il vescovo Serafino Parisi, nel ringraziare il cardinale Ravasi per la sua presenza, ha parlato dell’incontro di oggi come di “un momento di comunione ecclesiale, nello stile che stiamo vivendo in questi anni con la Scuola Biblica e la Scuola dei Ministeri. Ho nel cuore il desiderio che la nostra chiesa diocesana possa sempre più crescere per essere presente nella società e nel mondo in modo qualitativamente significativo”.

Il momento di preghiera che ha aperto l’incontro è stato accompagnato dal canto del coro “Ancillae Domini” diretto da Licia Di Salvo. (rcz)

LAMEZIA – Successo per il Festival della Sostenibilità

Si è svolto, nella Sala Sedna di Lamezia Terme, per il quinto anno consecutivo, il Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato da AIParC Lamezia Terme presieduto dalla giornalista e docente Dora Anna Rocca.

L’evento lametino quest’anno è riuscito a creare un interessante connubio tra festival dello sviluppo sostenibile 2024, maggio dei libri 2024, la celebrazione del centenario di Franco Costabile ed il tutto ha anticipato la Presidente di AIParC Lamezia Terme si concluderà a giugno con una mostra d’arte estemporanea che sarà organizzata con il Comune di Lamezia Terme e che rappresenterà la fase conclusiva di questa edizione 2024 del festival della sostenibilità.

Dopo i saluti del Presidente Nazionale di AIParC, dottor Salvatore Timpano, che ha elogiato l’evento di taratura nazionale che merita di essere inserito nelle iniziative di un certo livello organizzate dall’Associazione ed i saluti della presidente di Aiparc Lamezia Dora Anna Rocca che ha illustrato l’importanza della tematica scelta per questa quinta edizione a Lamezia, ossia Sostenibilità vista con un approccio multidisciplinare, sono intervenuti illustri relatori nel convegno moderato dal direttore del Quotidiano del Sud il giornalista Pasqualino Rettura, che hanno considerato diversi aspetti della sostenibilità: sociali, economici, ambientali. In particolare la dottoressa Claudia Calidonna, capo Dipartimento di Isac-Cnr sezione di Lamezia Terme ha parlato di «alcuni casi di studio rilevati dal Cnr Isac locale: sorgenti antropiche e naturali con approccio integrato», portando in evidenza l’importanza del monitoraggio giornaliero, mensile e su base annuale effettuato sull’atmosfera per rilevare gas e molecole inquinanti, realizzato dal centro di ricerca da lei diretto e che ha rilevato fattori di inquinamento non naturali ma antropici nell’area monitorata che abbraccia una vasta area della Calabria non solo relativamente alla città di Lamezia Terme ma della Calabria intera che  potrebbero essere evitati se solo si operasse opportuna prevenzione.

Un ambiente dunque sostenibile sarà possibile solo se si terranno in considerazione gli esiti dei risultati sperimentali intervenendo poi in maniera appropriata. Molto interessante l’intervento, anche, del docente di fisica e dottore in neuromotricità infantile Paolo Failla che in qualità di esperto ha messo in evidenza la relazione esistente tra cambiamento climatico e fenomeni di inquinamento correlati con lo stato di salute della popolazione. con un ampio interessamento per le patologie psichiche e psichiatriche in particolare da stress ed i possibili rimedi  secondo recenti studi effettuati da illustri professionisti di settore.

Paolo Marraffa, esperto di sostenibilità, ha illustrato gli importanti aggiornamenti del testo Verso la Society 5.0 scritto con la Rocca di cui è stata appena pubblicata dalla Delfino Editoriale la seconda edizione, dato che la prima è andata a ruba. A tal proposito interessanti gli interventi di Umberto Bruno Zaffina della IIIB del Liceo Scientifico e Maria Sole Carotenuto della IV B dello stesso liceo intervenuti per descrivere in sintesi le loro impressioni sul testo visionato nelle settimane precedenti al festival anche in vista del maggio dei libri.

Altro importante intervento quello della dottoressa Katia Ruberto, che ha parlato della poetica di Costabile e della sostenibilità presente in essa, declamando alcune sue poesie. (rcz)

LAMEZIA – Emozioni con Francesco Guadagnolo e la sua Opera Prima “U Suli a Chini Vidi Scarfa”

È stato un incontro emozionante, quello avvenuto nella sede della Grafichéditore a Lamezia, dove Francesco Guadagnuolo ha presentato la sua opera prima U Suli a Chini Vidi Scarfa.

Con una voce carica di passione e autenticità, l’autore ha tessuto un intreccio di emozioni, regalando agli ascoltatori una cartolina di vita vissuta. Le sue poesie hanno toccato corde profonde nell’animo di chi le ascoltava, portando alla luce ricordi sepolti e speranze ancora inespresse.

Era più di un semplice lancio di un libro; era un incontro con la bellezza e la potenza delle parole, un’esperienza che ha risvegliato sensazioni sopite e ha nutrito la fiamma della speranza per il futuro.

Le poesie declamate in vernacolo da Salvatore De Biase hanno creato un’atmosfera senza tempo, rimarcando la lingua vernacolare quale strumento di comunicazione emotiva e storica. La straordinaria presenza del maestro Polopoli poi, ha aggiunto ulteriore profondità all’evento, ricostruendo il percorso stilistico delle poesie con maestria e sensibilità.

A declamare le poesie dell’autore c’era anche la madre, Rosetta Mascaro colei che per prima ha creduto nel progetto del figlio, raccogliendone nel corso dei mesi, gli scritti inediti sparsi su fogli occasionali. Ad accompagnare ogni istante della serata, il tocco soave di una chitarra suonata da Vincenzo Guadagnuolo, padre di Francesco, per tutti Ciccio.

Così, mentre le luci della sera si affievolivano e il suono delle parole si dissolveva nell’aria, restava impressa nell’anima di ciascuno la magia di quella serata indimenticabile, un’esperienza che avrebbe continuato a brillare nel cuore di chiunque fosse stato presente.

Che questa opera possa continuare a ispirare e a illuminare i cuori di coloro che la leggeranno, portando con sé il ricordo indelebile di una serata memorabile, questo l’augurio lasciato ai presenti. A chiudere la serata, condotta da Luisa Vaccaro, l’editrice Nella Fragale che ha invitato alla scrittura e lettura, qualsiasi sia il pensiero, qualsiasi sia il libro.

Un cenacolo di cuore quello che Ciccio Guadagnuolo ha “scarfato” con la  veridicità del verbo. (rcz)

 

LAMEZIA – Al Museo Lametino la Notte Europea dei Musei

In occasione della Notte Europea dei Musei, il Museo Archeologico Lametino ha programmato un’offerta culturale dedicata al più ampio pubblico, dai piccoli fruitori agli adulti.

Il primo dei due momenti della giornata, si terrà nelle ore preserali, dalle 16.30 alle 18.30, e sarà dedicato ai più piccoli con il laboratorio ludico-didattico dal titolo Archeologi per un giorno, laboratorio con simulazione di uno scavo archeologico a cura del dott. Marco Matarazzo e dell’assistente all’accoglienza, fruizione e vigilanza del Museo, Roberta Scalzo.
Nella serata, poi, a partire dalle 19, si svolgeranno delle visite guidate tematiche alla scoperta del patrimonio conservato nelle sale museali. Le visite, aperte a tutti, saranno a cura del dott. Giovanni Vasta e degli assistenti all’accoglienza, fruizione e vigilanza del sito culturale statale di piazzetta San Domenico. Sono previsti due turni di visita in versione notturna: il primo alle 19.15 e il secondo alle 21.15. (rcz)

LAMEZIA – Incontro tra Fi e Noi Moderati per le elezioni europee

Si è svolto, a Lamezia Terme, un incontro tra Forza Italia e Noi Moderati, nel corso del quale è stato ribadito il progetto politico unitario, fortemente voluto da Antonio Tajani e Maurizio Lupi, sottolineando l’importanza del voto europeo.

Lo ha reso noto il coordinatore di Fi Salvatore De Biase, spiegando come «durante l’incontro, è emerso come un centro più forte sia essenziale per portare avanti l’azione positiva di ogni realtà governata, rafforzando il progetto di un’area moderata nel contesto dei popolari europei in Italia».

«Un centro politico coeso – ha detto – non solo favorisce una governance più stabile e efficace, ma porta in dote anche una serie di benefici tangibili per tutte le realtà amministrate. Un centro più forte è sinonimo di amministrazioni locali che operano con maggiore efficienza, promuovendo politiche che rispondano ai bisogni dei cittadini e stimolino lo sviluppo economico e sociale. Questo rafforza il progetto di un’area moderata all’interno del panorama politico italiano ed europeo, consolidando la presenza e l’influenza dei popolari europei in Italia».

«L’incontro ha offerto l’occasione per richiamare la volontà di cercare, motivare e ampliare – ha proseguito – l’unità del centrodestra anche a Lamezia Terme, riconoscendo l’unità come un valore da difendere, superiore a qualsiasi logica di partito. Un centrodestra coeso rappresenta un baluardo contro le forze politiche antagoniste, garantendo stabilità e continuità nelle politiche di sviluppo del territorio. In tal senso, è stato lanciato un appello alla responsabilità, come più volte evidenziato da Forza Italia anche attraverso la stampa. La città ha bisogno di una democrazia matura e politicamente vicina al governo del Paese, delle regioni e delle province, dove si opera con saggezza e lungimiranza. È essenziale accettare il passato, promuovere il futuro e vivere il presente, raccogliendo le nuove sfide».

«Un centrodestra diviso – ha aggiunto – favorisce inevitabilmente le forze politiche antagoniste; per questo motivo, oggi più che mai, è tempo di saggezza e avvedutezza nel comune governare. Forza Italia è sempre pronta a qualsiasi confronto responsabile e costruttivo, per un’intesa che guardi alla realtà e si proietti verso il futuro».

«In conclusione, il nostro impegno è rivolto alla costruzione di un futuro prospero e inclusivo per Lamezia Terme e per tutta l’Itali – ha concluso –. Crediamo fermamente che solo attraverso l’unità e la collaborazione possiamo affrontare con successo le sfide del presente e costruire una società più giusta e dinamica. Il governo cittadino deve essere completato con questo spirito di coesione e responsabilità. Spetta ora alla politica decidere da che parte stare, dimostrando maturità e visione per il bene comune». (rcz)

 

LAMEZIA – Concluso il progetto “Fate alla moda”

Si è concluso con successo, all’Antico Mulino delle Fate di Lamezia,  Fate alla moda, il progetto portato avanti dalle allieve della classe terza R indirizzo Moda dell’Istituto Carlo Rambaldi di Lamezia Terme.

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra la Scuola e l’Associazione Aps Samarcanda e nasce come come attività di Pcto, ex Alternanza Scuola-Lavoro.

Il progetto si è ispirato alla stilista punk Vivienne Westwood, scomparsa nel 2022; per la realizzazione degli abiti si sono utilizzati capi dismessi nel rispetto dell’ambiente, valenza educativa questa, a cui si è dato rilievo approfondendo il tema dell’eco sostenibilità attraverso l’attività di riciclo creativo. Da rimarcare inoltre che è stato realizzato anche un abito dedicato alla fata Gelsomina che rappresenta l’anima dell’Antico Mulino incastonato tra i boschi dello storico quartiere di San Teodoro. 

Abiti e accessori dismessi sono stati donati dal Mercatino Franchising e dall’Associazione Senza Nodi Aps.

Hanno collaborato i docenti Francesca Tripodi, Luca Cardone e Francesco Venuti anche tutor interno, per l’Associazione Samarcanda Aps la presidente, Manuelita Iacopetta, come tutor esterno.

Alla sfilata sono intervenuti genitori, alunni e appassionati dell’Antico Mulino oltre alla dirigente scolastica Anna Primavera che ha espresso apprezzamento per il lavoro ed ha lodato allieve e docenti. (rcz)

LAMEZIA – Aisf Odv in prima linea per la lotta alla fibromialgia

La sezione Aisf Odv (Associazione italiana sindrome fibromialgica) di Lamezia, con i suoi volontari, ha creato una postazione nell’area pedonale di corso Nicotera per fornire informazioni e raccogliere fondi da impiegare per la lotta alla fibromialgia.

L’iniziativa è stata fatta in occasione della Giornata mondiale della Fibromialgia. La sindrome fibromialgica è una sindrome da sensibilizzazione centrale, caratterizzata dall’abbassamento della soglia di sensibilità al dolore; è una patologia cronica ed invalidante purtroppo ancora non riconosciuta dal sistema nazionale. I sintomi principali sono dolori diffusi, fatica a sforzi fisici, disturbi del sonno, fatica a sforzi mentali, rigidità, disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare, emicrania, crampi muscolari, problemi neurologici, cognitivi comportamentali, equilibrio, debolezza, intolleranze, depressione, confusione mentale. 

Ad oggi non esistono teorie che confermino un’origine autoimmune o genetica, o che esista un marcatore genetico unico e specifico della sindrome. La fibromialgia è maggiormente rappresentata nel sesso femminile con un rapporto di 6/1 rispetto agli uomini, ma può interessare tutte le età. Non è una patologia rara perché l’incidenza nella popolazione generale si colloca tra l’1 e l 1,6 per cento.

 La diagnosi è affidata al reumatologo ma anche al terapeuta del dolore in collaborazione con fisiatra, neurologo, psichiatra, psicologo, fisioterapista, nutrizionista. La terapia è multidisciplinare ovviamente ogni malato avrà il suo trattamento personale, finalizzato al miglioramento del proprio stato fisico e mentale. 

A chi si è avvicinato al banchetto sono state date in omaggio delle spille fatte dalle volontarie lametine di Aisf di Lamezia Terme e sono state distribuite delle piantine in cambio di un piccolo contributo.

 Al punto informativo dell’area pedonale è stato anche distribuito tanto materiale gratuito sulla sindrome fibromialgica e gadget realizzati dai soci volontari; sono state fornite informazioni sul percorso da fare per diagnosi e cura della patologia. Si sono avvicinati in tanti, molte persone hanno chiesto di collaborare con la sezione lametina di Aisf come volontari; hanno messo a disposizione la loro competenza e professionalità anche medici e operatori sanitari. 

Sempre nella giornata dedicata alla fibromialgia, la sezione lametina di Aisf ha partecipato a Catanzaro all’inaugurazione di una panchina viola realizzata da un collaboratore dell’associazione. Si rende noto, inoltre, che dal 2019 è attivo uno sportello informativo (ambulatorio 19) all’ospedale di Lamezia Terme, dove ogni giovedì mattina vengono accolte tutte le persone che hanno bisogno di avere maggiori informazioni su questa particolare patologia. 

Da rimarcare che, con l’aiuto delle istituzioni è stata data visibilità alla fibromialgia illuminando molti monumenti e piazze del colore viola: hanno aderito all’iniziativa la Regione Calabria; i Comuni di Lamezia Terme, Pianopoli, Feroleto Antico, Marcellinara, Falerna, Gizzeria Lido e molti altri. (rcz)