L’OPINIONE / Enzo Scalese: Il lavoro va rispettato, diamo voce a chi non ha voce

di ENZO SCALESE – Saremo sempre al fianco ai lavoratori e alle lavoratrici per dire che il lavoro va rispettato, va supportato e per dare voce a chi non ha voce.

Il lavoro va retribuito, sempre e comunque. Senza differenza di mansioni né colore della pelle. Chi mette a disposizione il proprio tempo, la propria professionalità, i propri sacrifici, il proprio sudore, contribuendo al buon andamento di una attività, di un progetto, esercitando una professione, ha il diritto di essere retribuito. Il datore di lavoro non concede né fa un favore: la retribuzione è un diritto.

E, questo, è un dato da cui ripartire per costruire condizioni di lavoro adeguate, in grado di tutelare la sicurezza e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici soprattutto in questa drammatica fase di congiuntura economica e sociale che non lascia spazio all’ottimismo. Le imprese del Mezzogiorno, spiega la Svimez, sono più esposte delle altre nel resto del Paese allo shock Ucraina e agli aumenti dei costi dell’energia. I costi dei trasporti nel Sud sono oltre il doppio che nel resto del Paese: nel complesso, il sistema economico meridionale è più fragile. E a risentirne anche il lavoro: il recupero dell’occupazione si fonda quasi esclusivamente su contratti di lavoro dipendente a termine e tempo parziale involontario.

Se viene meno il lavoro stabile aumenta l’incertezza e con essa la povertà. Per questo diventa sempre più necessario non sprecare le risorse messe a disposizione dal PNRR per costruire lavoro stabile e sicuro. Quella di Beauty, alla quale rinnoviamo la nostra vicinanza, accomuna tante lavoratrici e lavoratori che non vedono riconosciuti i propri diritti, e non solo nel settore del turismo.

I sindacati, le associazioni, le Istituzioni hanno il diritto di vigilare: devono essere rispettate le norme per la tutela della sicurezza nei posti di lavoro, dove si rischia anche di morire di botte, e devono essere attivate tutte le procedure che perseguono i datori di lavoro inadempienti, senza rimpalli burocratici. Il rispetto della dignità umana passa dalla centralità dell’uomo e della donna, e dal riconoscimento del valore del lavoro. (es)

[Enzo Scalese è segretario generale della CGIL Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo]

IN CALABRIA DOVE NON C’È MAI IL LAVORO
MANCA PERSONALE PER LE RISORSE PNRR

di SANTO BIONDO La Calabria dei paradossi si riscopre debole davanti alla sfida che potrebbe cambiare il suo futuro. Nella regione che spicca a livello nazionale per il più alto indice di disoccupazione, soprattutto fra i giovani e le donne, l’incapacità amministrativa degli enti territoriali, conseguenza di anni di tagli al comparto pubblico da parte di una politica incapace di costruire corrette pratiche di promozione occupazionale, rischia di mettere a repentaglio la progettazione e la finalizzazione dell’imponente dote di finanziamenti che l’Europa, in uno slancio solidaristico, accantonati gli anni di ristrettezze legate ai vincoli del patto di stabilità, ha messo a disposizione del nostro paese. 

La carenza di personale e di competenze, purtroppo, si evidenzia in tutto il comparto della pubblica amministrazione. Tutti gli enti locali, Regione e Comuni, che saranno chiamati a gestire la fase progettuale dei bandi del Pnrr e a seguirne la messa a terra concreta, sono in enormi difficoltà di pianta organica e di qualificazione professionale. 

Nasce così il paradosso di una regione senza lavoro nella quale la mancanza di lavoratrici e lavoratori, che riguarda tutte le amministrazioni, nei cui bilanci la spesa per il personale è al di sotto dei tetti massimi, contribuisce non solo a mantenere alti i tassi di disoccupazione regionale soprattutto giovanile, ma impedisce, in questa fase di grandi opportunità, di creare nuova occupazione nel settore privato nella nostra regione, dato che una pubblica amministrazione inefficiente, non permetterà alla Calabria di mettere in moto la propria economia attraverso la messa a terra delle risorse europee. 

Questa cronica mancanza di personale, rimanendo così le cose, impedirà la realizzazione dei programmi europei, non permetterà l’apertura dei cantieri, non permetterà di migliorare i servizi di cittadinanza e di crearne di nuovi; non permetterà di modernizzazione e innovare il tessuto produttivo e non consentirà di attrarre in regione nuovi e importanti investimenti privati. 

Occorre lanciare l’allarme a Roma. Perché occorre fermare il cane che si sta mordendo la coda. 

Questa rivendicazione ai piani alti la deve porre la politica calabrese, la quale deve chiedere al governo nazionale di consentire alla Calabria l’apertura, in via straordinaria, di una stagione di concorsi pubblici e meritocratici all’interno di tutte le articolazioni pubbliche regionali. 

Se questo non sarà fatto, nel mentre il cane fuori controllo insisterà ad inseguire la propria coda, i giovani continueranno ad andare via dalla Calabria, la nostra regione si impoverirà ulteriormente e le prospettive di rinascita e di ripartenza del territorio sbiadiranno. 

Il Pnrr per la Calabria deve rappresentare anche l’occasione per modernizzare e innovare la propria macchina pubblica. Un’amministrazione pubblica efficiente è un argine contro la criminalità organizzata e contro il rischio dell’applicazione di pratiche clientelari e collusive.

Inoltre se la politica calabrese non mette sotto la propria lente di ingrandimento la voce personale pubblico, potrebbe verificarsi, anche che grazie ai fondi del Pnrr vengano costruite delle infrastrutture che, per la grave mancanza di personale, potrebbero rischiare di diventare delle nuove cattedrali nel deserto.

Cose se ne possono fare i calabresi, infatti, di nuovi ospedali se poi non ci sono gli operatori sanitari necessari per farli diventare i luoghi della salute? Cosa se ne possono fare i calabresi di scuole e asili nido nuovi di zecca se poi non ci sono le insegnanti e gli insegnanti per far crescere i nostri ragazzi?

Il rischio concreto, quindi, è quello di far precipitare il territorio della Calabria nel labirinto del sottosviluppo. Una ipotesi inaccettabile che dobbiamo assolutamente scongiurare.

Un sottosviluppo che potrebbe segnare il destino della sanità calabrese, che potrebbe trovare ossigeno nell’incapacità di infrastrutturare una regione povera nei suoi asset viari, che potrebbe amplificarsi a causa dell’odiosa mancata applicazione della clausola del 34% degli investimenti in conto capitale che dovevano essere destinati alle regioni del Mezzogiorno, che potrebbe essere appesantito dai miasmi nefasti di un federalismo fiscale a trazione padana.

Infine sul Pnrr, gli enti territoriali, che devono e dovranno svolgere da qui al 2026 un ruolo da protagonisti nello sviluppo sociale, occupazionale ed economico del nostro territorio, devono mettere da parte le barriere campanilistiche e devono avanzare nella capacità di mettersi insieme, consorziarsi, fare sinergia affinché insieme possano affrontare le criticità amministrative e mettere a fattore comuni i punti di forza.  Per fare tutto questo è necessario che i Comuni calabresi si associno sostanzialmente e non formalmente in ambiti provinciali ottimali. 

In una visione solidaristica, infine, dovrebbero essere soprattutto i grandi comuni calabresi a muovere il primo passo verso i piccoli e medi comuni, che sono gli enti in cui si riscontrano le maggiori difficoltà.

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: In Italia mancano 200mila lavoratori in ristoranti e bar

di PIETRO MOLINARO

L’Associazione dei Calabresi in Lombardia è stata sollecitata dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) di Milano a diffondere in Calabria nei confronti dei giovani l’opportunità di lavoro in ristoranti e bar. Sono ormai troppi anni che si è investito sulle politiche passive e mancano politiche attive del lavoro che, orientano i giovani verso determinate professioni e ne innovano le competenze.
Anche in Calabria le imprese faticano a coprire, questi settori con l’aggravante che mancano lavoratori anche nelle strutture balneari. Paradossalmente si può dire che esiste un “mercato del lavoro” e un “mercato dell’imprenditoria” che mal si conciliano.
La Calabria che punta sul Turismo come vocazione territoriale, deve valorizzare il suo potenziale lavorativo facendo si che lasciare la Regione sia una scelta spontanea e non una necessità. Al di la dei grandi progetti, occorre il potenziamento dei servizi di orientamento, informazione e formazione anche con il sostegno dei fondi paritetici di settore. Sostenere le nostre Imprese aiuta a contrastare lo spopolamento, l’emorragia demografica e il depauperamento degli asset naturali dello sviluppo. (pm)

Politica attiva del Lavoro, numeri da record per la Regione: 1085 le domande finanziate

Sono numeri da record quelli raggiunti dalla Regione Calabria che, con un investimento superiore ai 5 mln di euro, ha finanziato 1085 domande nell’ambito dell’avviso pubblico, “Attiva Calabria”, a sostegno di percorsi di inserimento e reinserimento lavorativo di soggetti disoccupati e inoccupati adulti, finalizzato all’implementazione dell’Asse VIII – promozione dell’occupazione sostenibile e di qualità.

Si tratta di misure di politica attiva del lavoro che prestano particolare attenzione ai settori che offrono nuove e maggiori prospettive di sviluppo economico.

Scopo dell’intervento è il rafforzamento delle condizioni di occupabilità, agendo sulla dotazione di nuove competenze tecnico-professionali, sull’attivazione e gestione di relazioni con il mercato del lavoro, tramite la realizzazione di esperienze formative on the job, in favore di persone in cerca di lavoro e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone che si trovano ai margini del mercato del lavoro, in una logica di complementarità e rafforzamento degli interventi a favore di quel target di popolazione maggiormente in difficoltà.

In realtà le domande pervenute sono 6337, superando di gran lunga non solo il budget previsto, ma anche le migliori aspettative dell’Assessorato.

Ovviamente, ad oggi, sono state istruite solo le domande fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Motivo per cui il Vicepresidente della Giunta regionale, Giusi Princi, d’intesa con il Presidente Roberto Occhiuto ed il Direttore generale del Dipartimento Lavoro e Welfare Roberto Cosentino hanno già individuato le risorse per rifinanziare la misura.

«In considerazione dell’ampissima partecipazione registrata e dell’elevato numero di domande risultate ammissibili e allo stato non finanziabili per insufficienza di fondi – ha spiegato la vicepresidente Giusi Princi – la Regione Calabria ha quindi già disposto lo stanziamento di una dotazione aggiuntiva, integrando i mezzi finanziari al fine di aumentare l’efficacia dell’intervento».

«La Giunta Occhiuto – ha concluso – intende andare incontro in particolare ai disoccupati di lunga durata, tramite azioni mirate di politica attiva del lavoro, attraverso la realizzazione di esperienze formative ed investendo sui settori che offrono nuove prospettive di sviluppo (su tutti servizi alla persona, green e blue economy). Attiva Calabria mira a favorire l’allineamento tra le esigenze formative delle persone con difficoltà a entrare/rientrare nel mercato del lavoro ed il fabbisogno delle imprese di figure dotate di competenze in grado di sostenere la Ripresa e la Ripartenza».

Lunedì a Gizzeria il congresso di Fenealuil Calabria su “Valorizzare il lavoro, riqualificare il futuro”

Lunedì 30 maggio, a Gizzeria, all’Hotel Marechiaro, dalle 9.30, è in programma l’ottavo congresso regionale di Fenealuil Calabria, sul tema Valorizzare il lavoro, riqualificare il futuro.

I lavori congressuali saranno conclusi da Vito Panzarella, Segretario generale della FenealUil Calabria ed è previsto, fra gli altri, l’intervento di Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria.

L’ottavo congresso regionale della FenealUil Calabria si inserisce nella stagione congressuale della categoria che vivrà il suo momento conclusivo sempre in Calabria, dal 19 al 21 settembre 2022 quando, presso il centro congressi “Tui magic life Calabria” di Pizzo, si terrà il 18esimo congresso della FenealUil.

Hanno risposto, infine, all’invito del Segretario generale della FenealUil Calabria, Maria Elena Senese, anche: Marco Alberto De Benedetto, ricercatore dipartimento Economia statistica e finanza Unical; Marcello Ferraro Restagno, presidente nazionale Federcave; Roberto Cosentino, dirigente generale dipartimento Lavoro e welfare Regione Calabria e Giuseppe Patania, direttore Ispettorato del lavoro di Reggio Calabria e Cosenza. (rcz)

Princi: Un successo l’Avviso di aiuto a imprese e lavoratori con 1600 adesioni

Sono quasi 1600 le adesioni e 457 le domande ammesse e finanziabili all’Avviso pubblico Promozione dell’occupazione sostenibile e di qualità del POR Calabria FESR-FSE 2014-2020”, rivolto alle imprese calabresi pubblicato a febbraio e fortemente voluto dalla Regione Calabria, che ha stanziato 35 milioni di euro nell’ambito dell’Azione 8.6.1 dell’Asse VIII.

Un risultato talmente positivo da spingere il Vicepresidente Giusi Princi, titolare delle deleghe al Lavoro ed alla Formazione, a pensare ad una seconda tranche di stanziamenti.

«In considerazione dell’ampia partecipazione registrata e dell’elevato numero di domande risultate ammissibili e allo stato non finanziabili per insufficienza di fondi – ha spiegato la vicepresidente insieme al Governatore Occhiuto ed al Direttore del Dipartimento Lavoro e Welfare Cosentino  – stiamo valutando la stanziabilità di una dotazione aggiuntiva da ricavare dalle risorse POR, perché l’Avviso prevede che i mezzi finanziari inizialmente stanziati possano essere integrati al fine di aumentare l’efficacia dell’intervento. Da parte nostra c’è tutta la volontà di programmare per dare proseguimento al bando».

Per l’Avviso pubblico in questione hanno potuto presentare domanda di partecipazione tutte le imprese (ad esclusione di quelle operanti nei settori pesca, acquacoltura e della produzione agricola) che hanno subito una perdita di fatturato non inferiore al 10% nel corso dell’anno solare 2020, rispetto al precedente.

L’importo massimo del contributo concedibile, nel caso di aiuti per le attività di formazione/riqualificazione del personale dell’impresa ammonta a 25mila €; 100mila nel caso di aiuti sui costi salariali lordi del personale.

È una duplice concessione: aiuti sotto forma di contributo in conto capitale (a fondo perduto) per le attività di riqualificazione e formazione del personale dell’impresa, sulla scorta del catalogo regionale della formazione continua già appositamente approvato; aiuti sui costi salariali lordi del personale.

I costi della riqualificazione e della formazione sono totalmente a carico della Regione, rimborsati alle aziende al 100%. Si tratta di un aiuto concreto alle imprese ed ai lavoratori maggiormente in difficoltà, con obiettivi specifici: favorire la permanenza al lavoro e la ricollocazione dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi, intervenendo a sostegno del sistema produttivo calabrese, attraverso aiuti alle imprese per la riqualificazione dei lavoratori ed il mantenimento dei livelli occupazionali, implementando azioni integrate di politiche attive e passive a seguito dell’emergenza Covid-19.

«Abbiamo effettuato un’iniezione di liquidità direttamente nelle casse per tirare su le aziende calabresi più in difficoltà. Ma non è stato solo un aiuto economico-finanziario – ha concluso la vicepresidente Princi – perché contemporaneamente abbiamo puntato alla riqualificazione del personale, tramite un importante intervento formativo, facendo lavorare gli enti di formazione su un catalogo costruito sulla scorta dei bisogni rilevati presso le aziende». (rcz)

Turismo, Lo Papa (Fisascat Cisl): Si vada verso un Patto per il Lavoro

Il segretario generale della Fisascat CislFortunato Lo Papa, ha detto «basta alla logica dell’emergenza e alle soluzioni tampone. Sì ad una programmazione ragionata e concreta affiancata da un patto per il lavoro che da anni reclamiamo e che potrebbe essere il punto di ancoraggio tra offerta e lavoro, nonché la via d’uscita dall’attuale crisi del settore».

«Al di là dei proclami, degli slogan e degli eventi mediatici – ha aggiunto – rimane ben poco di costruttivo per una Calabria che con quasi 800 chilometri di costa, stupendi territori montani, terme ed enogastronomia, potrebbe vivere di turismo tutto l’anno»..

«Tra l’altro – sottolinea il segretario – spesso si tratta di eventi nei quali non c’è alcun coinvolgimento delle parti sindacali e datoriali, al di là di rare eccezioni. Al contrario riuscire a lavorare in tandem, facendo del confronto un asse nevralgico della programmazione, sarebbe fondamentale».

«Un accordo tra Regione, sindacati e categorie datoriali – ha proseguito – finalizzato al sostegno alle imprese potrebbe costituire il vero momento di svolta. Penso ai bonus occupazionali decisi dalla Liguria proprio all’interno di un contenitore del genere, il Patto per il Lavoro, e che andranno ad agevolare le imprese turistiche che estenderanno il loro periodo lavorativo affinché ci possa essere un impatto positivo sull’occupazione del ramo».

«Soluzioni fattibili anche in Calabria. Invece – ha detto ancora – mentre i primi lidi ricominciano ad aprire siamo di nuovo alle prese con un corto circuito tra domanda e offerta. Lavoratori che lamentano contratti pirata e diritti calpestati e imprenditori che parlano di una vera e propria sofferenza nel trovare chi impiegare nelle vari mansioni. Bisogna agire con maggiori garanzie per gli stagionali e allo stesso tempo organizzare e offrire una formazione adeguata che permetta la crescita di un ramo turistico di qualità».

«Ecco perché sarebbe auspicabile sedersi a un tavolo e ragionare, includendo tutte le parti coinvolte per costruire un turismo all’altezza  – ha concluso – della nostra regione e non più alla spontaneità». (rcz)

Lavoro, Fisascat Cisl: C’è abuso di contratti precari e mal pagati

La Fisascat Cisl ha evidenziato come «il dopo pandemia ha lasciato tra le ceneri un disallineamento tra domanda e offerta del lavoro in Italia, in particolare nella nostra regione, dove già eravamo abituati a situazioni difficili e dove ora abbiamo toccato il fondo».

«Le cause primarie – ha spiegato il segretario generale Fisascat Cisl Calabria, Fortunato Lo Papa – sono i salari troppo bassi e la facilità, se non l’abuso vero e proprio, con il quale si ricorre a contratti precari e non stabili o di tipo tradizionale».

A sostegno della tesi della sigla ci sono i numeri raccolti dal rapporto FragilItalia elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos ed estratti da un lavoro di interviste e raccolta dati. Stipendi inferiori ad una soglia adeguata sono denunciati dal 65% degli intervistati.

Numeri corposi che spiegano le difficoltà all’incrocio di offerta e domanda e che vengono confermati a loro volta dallo Svimez. Non solo sono aumentati coloro che versano in condizioni di povertà nonostante lavorino, ma in Calabria la loro percentuale raddoppia quella del centro-nord e si verificano differenze di retribuzione anche del 75 per cento.

«Una fotografia devastante e paradossale! Ora che le aziende si stanno rimettendo in piedi, bisogna puntare al futuro con consapevolezza e prospettiva – afferma Lo Papa -. Strategica è, ad esempio, la formazione, volta a creare lavoratori con più competenze e qualità nell’azienda».

«Ma è anche il momento di investire sui giovani, di creare economia e circoli virtuosi. Un altro elemento di contrasto – ha aggiunto il sindacalista – è il ricorso alla bilateralità in grado di contribuire alla creazione e al consolidamento dell’occupazione secondo criteri di professionalità e qualità, regolarità nei rapporti di lavoro, partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori».

«Riallineare domanda e offerta è possibile ma serve – conclude Lo Papa – impegno, lungimiranza e tutela. La Fisascat Cisl, come sempre, farà la sua parte in questo processo certa che ci siano le condizioni per fare ripartire il motore economico del Paese». (rcz)

Fenealuil Calabria: Servono formazione e collaborazione istituzionale per fermare le morti sul lavoro

Maria Elena Senese, segretario generale di Fenealuil Calabria, ha ribadito la necessità e il bisogno di formazione e collaborazione per fermare la strage sui luoghi di lavoro.

La segretaria, infatti, si è rivolta agli imprenditori chiedendo di  «utilizzare lo strumento delle visite tecniche di cantiere da parte dei nostri Enti bilaterali, in quanto trattasi di sopralluoghi preventivi mirati a verificare il rispetto delle misure di sicurezza con lo scopo di individuare e segnalare eventuali irregolarità e fornire alle imprese ed ai responsabili della sicurezza in cantiere le opportune indicazioni volte ad eliminare o ridurre i rischi rilevati». 

«Pertanto tale attività – ha aggiunto – svolta dai nostri Enti di formazione e sicurezza, può solo contribuire a migliorare l’ambiente di lavoro attraverso una consulenza continuativa e gratuita per la sicurezza e l’igiene sul lavoro, per tutta la durata del cantiere. Tant’è che le osservazioni, rilevate dai tecnici dell’Ente Edile, vengono fornite all’impresa per poter sistemare eventuali incongruenze con l’obiettivo di poter continuare a lavorare in totale sicurezza evitando pericolosi infortuni sul lavoro».

«Alla politica – ha proseguito – chiediamo di non fermarsi nell’opera di potenziamento degli ispettorati del lavoro, che ancora oggi sono costretti a fare i conti con una pianta organica notevolmente sottodimensionata rispetto alle necessità del settore, e di sostenere la nostra proposta di prevedere un ispettore dedicato al settore edile per ogni provincia della Calabria che sia di sostegno e stimolo alla necessaria azione di controllo che deve essere portata a compimento diuturnamente».

«Ed infine – conclude l’appello – chiediamo alla Regione, stante la disponibilità di somme considerevoli destinate alla formazione, di avviare bandi per la formazione professionale e per i servizi al lavoro». 

«Dunque – ha spiegato – gli strumenti per una corretta formazione professionale ci sono, basterebbe che chi gestisce la cosa pubblica decidesse di sostenere finanziariamente queste esperienze professionali e, così facendo, compartecipare ai costi della formazione e creare un nuovo bacino di operai altamente professionalizzati per riscrivere il presente ed il futuro di un settore, quello edile, che da sempre è stato motore dell’economia». 

«Non può esserci – ha concluso – una vera ripresa senza una decisa inversione di rotta degli incidenti sul lavoro. La collaborazione fra tutti gli attori coinvolti è essenziale se si vuole porre fine a questa tragedia quotidiana». (rcz)

Dalla Regione 11 milioni per i lavoratori svantaggiati

Sono 11 milioni di euro la somma stanziata dalla Regione in favore lavoratori svantaggiati «che vogliono fare impresa, attraverso lo strumento del microcredito, le cui regole di funzionamento sono definite in un bando appena pubblicato e che prevede nei prossimi giorni l’apertura dei termini per la partecipazione».

Lo ha reso noto la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, spiegando in anteprime la misura a dare ossigeno, muovere l’economia e dare nuove opportunità.

La grande novità di fatto segna l’incoraggiamento concreto che vuole dare la Giunta Occhiuto tramite FinCalabra a tutti quei lavoratori svantaggiati che hanno voglia di rimettersi in gioco e avviare nuove iniziative imprenditoriali. Come? Attraverso il sostegno agli investimenti per la creazione di imprese.

Il bando, infatti, è finalizzato alla concessione di un sostegno sotto tre diverse forme: prestito a tasso agevolato; supporto tecnico fornito da FinCalabra (accompagnamento e tutoraggio); sovvenzione a fondo perduto.

Il tasso d’interesse è pari a zero. L’importo massimo del prestito è pari a 40.000euro; l’importo del supporto tecnico (accompagnamento e tutoraggio) è pari a 6 mila euro; l’importo della sovvenzione a fondo perduto è nella misura massima del 25% delle spese ammissibili sotto forma di finanziamento.

La durata del finanziamento è 6 anni, con rimborso a rate con decorrenza 1 anno dalla data di erogazione. E non è necessaria alcuna garanzia. Gli investimenti agevolabili sono i costi d’investimento (opere murarie, macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica, investimenti immateriali, l’imposta di registro, spese per contabilità o audit, consulenze legali, parcelle notarili e spese relative a perizie tecniche o finanziarie; le spese afferenti all’apertura di uno conto bancario dedicato) e le spese ammissibili al sostegno finanziario sotto forma di sovvenzione (utenze; materie prime; costi di locazione; costi di consulenza; spese per risorse umane inerenti ad oneri e retribuzioni).

Libero sfogo alla fantasia per i progetti da presentare. Si possono prendere in considerazione tutti i settori, tranne: pesca, acquacoltura, agricoltura, produzione e commercio di tabacchi e alcolici, fabbricazione e commercio di armi e munizioni, sale da gioco, ricerca e sviluppo.

Il bando sarà pubblico dal 20 aprile, giorno in cui sarà attivato lo sportello per la presentazione delle domande, che sarà aperto fino al 31 dicembre 2022.

«Avvisiamo tutti gli interessati che, trattandosi di domande a sportello, bisognerà affrettarsi ad avanzare i progetti, perché l’ordine di presentazione delle domande sarà un elemento basilare per la concessione delle risorse (fino ad esaurimento fondi). Ci aspettiamo migliaia di idee originali – ha sostenuto la vicepresidente Giusi Princi – incoraggiando le propensioni e le attitudini dei calabresi. Stiamo dando una grande opportunità e sono certa che sarà colta appieno. Questo bando sarà un successo per l’economia di tutta la Calabria!». (rcz)