Le Muse di Reggio all’evento “Notte d’Arte” di Messina

L’Associazione Culturale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria parteciperà, per il quinto anno consecutivo, all’evento Notti d’Arte, in programma domani, sabato 13 e domenica 14 gennaio.

La manifestazione è patrocinata dal Comune di Messina, dalla Città Metropolitana di Messina e dalla IV Circoscrizione. Madrina dell’evento sarà, come nelle edizioni precedenti, l’attrice Daniela Conti. Il presidente Muse, Giuseppe Livoti, ha ringraziato per l’invito l’organizzatrice, la presidente dell’Associazione “Impronte”, Marisa Arena insieme al direttore artistico il fotografo Lillo Lo Cascio.

L’installazione sarà aperta al pubblico sabato e domenica e, sempre domenica, dalle 17 si terrà una full immersion con scrittori e poeti calabresi e siciliani. Per “Le Muse” saranno presenti Clara Condello, Salvatore Curto’, Enza Cuzzola, Sonia Impalà, Carmen Miranda Monteleone, Patrizia Pipino i quali presenteranno i loro ultimi lavori da poco pubblicati. Questa edizione invernale sottotitolata “Figli delle Stelle” è dedicata all’Associazione Fasted Messina Onlus (Federazione Associazioni Siciliane di Talassemia  Emoglobinopatie e Drepanocitosi),che opera da anni per promuovere e sensibilizzare l’opinione  pubblica sul tema della donazione del sangue.

«Per questo nuovo appuntamento – ha detto Giuseppe Livoti nella qualità di presidente e curatore della Pinacoteca dell’Area Grecanica di Bova Marina – dopo avere scelto per tematica il mare che unisce e che divide, dopo avere raccontato forme artistiche e comunicative collegate alle tradizioni popolari, ritorniamo in questa importantissima manifestazione  che vede come location tutti i palazzi ed i luoghi di prestigio della città di Messina».

«Dopo il Cortile del Palazzo Vescovile – ha aggiunto – la chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani quest’anno saremo presenti a Palazzo Zanca ovvero presso la sede del municipio della nota città siciliana. In un momento di grande sconforto e perdita di valori umani, sociali, civili con gli artisti Cosimo Allera, Antonella Laganà, Cristina Benedetto, Francesca Avenoso, Francesca Perina, Grazia  Papalia, Manuela Lugara’, Maria Grazia Musolino, Antonio Nincolò, Rossella Marra, Santa Maria Milardi, Gaetano Antonio Villegiante si è pensato non ad un momento espositivo in solitaria, autonomo, ma alla  creazione, all’interno di Palazzo Zanca di Messina, luogo deputato ed istituzionale, di una installazione che possa servire come  – stazione del pensiero – ed isola per un messaggio condiviso ed universale, tenuto insieme dalla circolarità della sua composizione formale». 

Pace non guerra. Questo il senso dell’installazione, ovvero un’idea nata mantenendo ancora l’utilizzo della classica tela come dimensione fisica, tra il figurativo ed il simbolico ed una successiva fase compositiva, di assembramento che allude ad un ipotetico volo di ali in cui micro messaggi si allineano in un iter compositivo ed ideativo comune.

Un mondo neutro, identificato con un materiale povero, in plastica opaca, prende forma sferica: è una ideale geografia dei luoghi che  accolgono  – cocci – in frantumi, sopravvissuti da tutto ciò che è stato. Un cosmo freddo e triste è agitato da un bandolo di una matassa, un filo d’Arianna di garze dipinte e disegnate, che seguono la circolarità della vita tra sole, luna, frecce direzionali, segni di ribellioni, richiami di una cultura che unisce oriente ed occidente. 

Un volo di tele unite, da vita ad una mente che unisca un abbraccio di popoli, richiama il volo delle idee e delle culture, anima un cuore versatile, dal corpo composto da farfalle, simbolo di rinascita e rigenerazione, su ali di cromatismi aggrovigliati, ma anche libertà piumate, tra grigi e danneggiati ambienti urbani militarizzati ed un messaggio di – pace – tra simbolici colombi della tradizione. All’interno di questo cosmo, una esile figura di uomo, scarno, essenziale, primordiale, libero da orpelli e sedimentazioni, passato il momento della riflessione, attende il tempo del Volo…

«La non violenza è la più forte arma mai inventata dall’uomo» il messaggio visivo e digitale che richiama il Mahatma Gandhi e che viene consegnato allo spettatore affinché possa capire che, «…l’aumento della circolazione di armi rende la guerra sempre più crudele, fa crescere il numero delle vittime, alimenta l’odio reciproco e ci avvicina a un punto di non ritorno pericolosissimo per tutti. Su questa strada non ci saranno vincitori, perché tutti saranno vittime della violenza e tutti i conflitti precedenti questa guerra resteranno sul campo». (rrc)

 

REGGIO CALABRIA – Ad Anna Barbaro il premio Le Muse

Ancora un secondo appuntamento con il Premio Muse versione Estate 2023 che domenica scorsa ha visto un pienone di pubblico per l’avvenimento più importante della stagione culturale estiva del Laboratorio delle Arti e delle Lettere “Le Muse” di Reggio Calabria.

Un gremito Cortile delle Muse, giardino della nota associazione ha accolto l’inedita premiazione che, ancora una volta, ha suggellato momenti di riflessione ed il racconto di personalità che sono orgoglio e vanto nazionale. In apertura di manifestazione scandita dell’Inno d’Italia, il presidente del Premio Muse Livoti, ha ribadito come «l’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” per questa nuova edizione ha pensato proprio bene di creare due eventi per il noto riconoscimento: ancora riecheggiano le parole forti e chiare della notissima Adriana Pannitteri, vicecaporedattrice a Tv7- Speciali Rai che ha fatto riflettere il pubblico, domenica scorsa, sul senso di capire e far capire perché accadano certi crimini, per sconfiggere il femminicidio, occorre creare alleanza tra donne e far passare attraverso le generazioni uno scambio valoriale e formativo».

«L’appuntamento con Anna Barbaro – continua Livoti – è utile e necessario per fare comprendere come le diverse abilità, identificano ognuno di noi ed occorre accettarle e porle all’attenzione della collettività».

Tante autorità presenti hanno portato il loro saluto dalla presidente in coming della Fidapa di Palmi Sissy Barone, al dirigente dell’Ic Nosside Pythagoras ing. Giuseppe Martino, alla referente comitato scientifico Adisco Calabria Antonella Pontari, alla presidente Cif Melissari Poeta all’onorevole Tilde Minasi che ha ribadito come «“Le Muse” rappresentano la Calabria migliore, libera ed indipendente che promuove cultura proiettata anche in campo nazionale».

Una lunga intervista con la Barbaro ha catalizzato l’attenzione con fotografie che ne hanno raccontato il personaggio: «Io sono una persona come tante, e chiaramente avevo dei sogni come tutti gli adolescenti. La patologia che ha colpito la mia vista ha stravolto la mia vita, la mia passione per la musica, la mia laurea sono state importanti ma le cose non vanno a volte come devono andare e quindi sono diventata un’atleta, una triatleta, che ha partecipato alle paralimpiadi di Tokyo. Occorre avere una unicità, avere la forza per rinascere. Sono passata dall’isolamento alla collaborazione di coloro i quali mi hanno aiutata, primo fra tutti mio marito dandomi sostegno e forza. La medaglia d’argento è frutto di tanti anni di sacrificio non essendo una sportiva».

Anna Barbaro, ricorda anche la sua guida Charlotte Bonin, con cui ha fatto sognare l’Italia ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, centrando uno strepitoso argento nel paratriathlon al termine di una gara intensa ed eccellente in tutte e tre le discipline: nuoto (0,75 chilometri), ciclismo (20 chilometri) e corsa (5 chilometri).

«Ho iniziato a prepararmi nel 2018, tra Verona e Reggio Calabria per mesi – dice – Quando è iniziata la pandemia non potevo spostarmi, mi sono allenata a Reggio in casa e da maggio 2020 ho cominciato a nuotare a mare e mi sono preparata al meglio».

Suggestiva durante la serata, l’esibizione e la presenza della giovanissima Ginnasta Greta Costantino che nel Campionato nazionale Gr individuale Lc cat. Allieve 4 ha conquistato il titolo italiano assoluto nell’esercizio con il cerchio.

La Società Ginnastica Gebbione, guidata dalla Direttrice Tecnica prof.ssa Rosa Cristiano ha dato così un messaggio aperto alle giovanissime generazioni che trovano nelle diversità espressive dello sport un importante messaggio di riscatto. Intensa la lettura di brani collegati all’inclusione con le voci di Clara Condello, Santina Milardi, Mimma Conti sulle note di “Esseri umani” brano di Mengoni che identifica musicalmente l’inclusione. Riflessione con la psicologa Luisa Foletti che ha trattato il tema dello sguardo sul cuore, sguardo dell’Anima e di ciò che narra e racconta.

Come da rito la fase della premiazione con la seguente motivazione: ad Anna Barbaro donna, figlia, moglie e madre che, nel suo percorso di crescita, accettando una nuova visione del vivere, è riuscita, grazie allo sport – prima supporto e poi stessa vita – a diventare atleta e campionessa, trovando nella lingua della sana competizione, il senso dell’onore, dell’appartenenza alla sua nazione ed in primis dell’inclusione. Medaglia olimpica d’argento a Tokyo ha trovato nella fede e nella fatica una nuova spinta emotiva, una determinazione, dimostrando che rialzarsi vuol dire “rinascere” e “ripartire”. Ed infine la firma del consegnato premio sulla tavoletta in argilla cruda realizzata dall’artista Rossella Marra. (rrc)

REGGIO – Le Muse al Palazzo della Cultura approfondire l’arte moderna e contemporanea

Nei giorni scorsi l’Associazione Culturale Le Muse di Reggio Calabria è stata in visita al Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi”.

Una iniziativa organizzata in sinergia e il patrocinio della città Metropolitana di Reggio Calabria, in cui il presidente Giuseppe Livoti ha ribadito «come l’associazione culturale “Le Muse” offre ai propri soci anche momenti di confronto nel e con il territorio. Siamo per la nostra città e per la promozione di spazi e location che meriterebbero più attenzione dal turista e con questo spirito, anche noi, abbiamo voglia e necessità di conoscere il patrimonio storico – artistico e museale, cercando anche di approfondire tematiche che spesso sfuggono al cittadino e che dovrebbero invece essere di orgoglio di identità ritrovata».

«Ogni socio potrebbe visitarlo singolarmente il Palazzo Crupi o altre realtà come lo stesso Museo Nazionale, ma, crediamo che la visita tutti insieme, ci faccia sentire “cittadini responsabili” proponendo anche una riflessione comune. L’incontro – ha continuato Livoti – è stato realizzato grazie all’accoglienza del dott. Filippo Quartuccio, delegato cultura Metrocity che ha sin da subito accolto la richiesta delle Muse per la realizzazione dell’evento ed alla collaborazione della responsabile di Palazzo Crupi, dott.ssa Anna Maria Franco».

Filippo Quartuccio salutando i tantissimi soci Muse presenti, ricordando anche la presenza significativa del noto sodalizio reggino nei percorsi culturali della città che li vede presenti da 23 anni, sin da subito, ha posto la sua attenzione alla nuova vita del Palazzo con un maggiore senso del decoro negli spazi esterni e vari lavori che attualmente stanno riguardando il 3 piano proponendone una nuova sistemazione.

«Il Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi”, museo di Reggio Calabria – ha detto Quartuccio – ha aperto nel 2016 in seguito all’acquisizione di numerosi dipinti confiscati all’imprenditore vicino alla ‘ndrangheta Gioacchino Campolo ed è ospitato nella sede dell’ex Brefotrofio cittadino luogo che ha visto una tragica pagina di storia cittadina, ovvero durante i bombardamenti del 21 maggio del 1943 fu colpito da un grosso ordigno che provocò la morte di 33 bambini, 14 balie e una suora che si trovavano nelle cantine dell’istituto utilizzate come rifugio antiaereo». 

«Il palazzo è stato progettato alla fine degli anni Venti – ha proseguito – dagli ingegneri Leale e Calogero ed è stato terminato nel 1934. Il brefotrofio fu ricostruito nel 1948 e continuò a svolgere attività per l’assistenza infantile fino al 1970, quando venne abbandonato. In seguito l’edificio ha ospitato gli uffici del Genio Civile e dal 1983 al 1997 è stato sede della Facoltà d’Ingegneria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Dopo un rinnovamento ed adeguamento della sede, il 7 maggio 2016 fu inaugurato il Palazzo della Cultura, intitolato a Pasquino Crupi insegnante, giornalista, opinionista, critico letterario e scrittore. Il corpus più importante è una raccolta di 123 opere di cui 31 tele false o di dubbia autenticità o contraffatte e fanno parte della Collezione Campolo imprenditore reggino vicino alla ‘ndrangheta. Tra le opere esposte, alcune tele di Salvator Dalì, Giorgio De Chirico, Lucio Fontana, Pietro Annigoni, Domenico Purificato, Agostino Bonalumi, Antonio Ligabue, Carlo Carrà, Mario Sironi e poi tante le realtà espositive presenti come il Piccolo Museo San Paolo che conserva numerose icone dei secoli che vanno dal Cinquecento al Novecento».

«Da poco – ha continuato Quartuccio – una piccola guida è stata realizzata da chi opera all’interno del palazzo, vademecum senza prerogative scientifiche, testo che accompagnerà sicuramente i visitatori nel prossimo futuro».

Livoti durante la visita facendo osservare alcune tele, ha evidenziato che artisti come Nunzio Bava, Fabon (Domenico Bonfà), Crista (Cristoforo Taglieri) sono dei nomi che appartengono ad un percorso tra moderno e contemporaneo del mondo artistico calabrese ma, purtroppo, dimenticati e non valorizzati nella loro città o provincia di appartenenza e sarebbe utile ricordarli più spesso e magari approfondire le loro storie con appuntamenti dedicati.

La vice presidente Orsola Latella, invece nel suo intervento si è soffermata sulla disattenzione di chi vive in un determinato contesto, poiché occorre conoscere per promuovere e divulgare il valore dei beni della propria città.

Il delegato cultura alla Metrocity Quartuccio a fine evento si è dimostrato aperto a nuove eventuali collaborazioni con “Le Muse”, vista anche l’attenzione dell’associazione all’arte, alla pittura ed ai fermenti artistici che animano la nostra regione, magari proponendo mostre o attività collegate ai linguaggi visivi. (rrc)

REGGIO CALABRIA – L’associazione Le Muse in visita al Palazzo della cultura “Pasquino Crupi”

L’associazione culturale Le Muse “Laboratorio delle arti e delle lettere” di Reggio Calabria continua i suoi appuntamenti con cadenza settimanale dopo il ponte del 25 aprile e lo fa, questa settimana, eccezionalmente sabato 29 aprile alle ore 18 presso il Palazzo della cultura “Pasquino Crupi” con il patrocinio della città metropolitana di Reggio Calabria.

Il presidente Muse Giuseppe Livoti ricorda come l’associazione culturale “Le Muse” con l’arrivo della bella stagione offre ai propri soci anche momenti di confronto nel e con il territorio affinché ci siano incontri “on the road”, di conoscenza del patrimonio storico – artistico e museale, cercando anche di approfondire tematiche che spesso sfuggono al cittadino e che dovrebbero invece essere di orgoglio di identità ritrovata. Essere cittadini responsabili, vuol dire anche amare i propri beni culturali che, forse sono lontani dai grandi circuiti e che magari dovrebbero essere parte integrante di itinerari specifici. L’incontro – continua Livoti – viene realizzato grazie all’accoglienza del dott. Filippo Quartuccio – delegato cultura Metrocity che ha sin da subito accolto la richiesta delle Muse per la realizzazione dell’evento in questa importante struttura museale e alla professionalità e collaborazione della responsabile di Palazzo Crupi, dott.ssa Anna Maria Franco.

Il Palazzo della cultura “Pasquino Crupi”, museo di Reggio Calabria, ha aperto nel 2016 in seguito all’acquisizione di numerosi dipinti confiscati all’imprenditore vicino alla ‘ndrangheta Gioacchino Campolo. Tra le opere esposte, alcune tele di Dalì, De Chirico, Fontana, Bonalumi e Migneco. Il palazzo è stato progettato alla fine degli anni venti dagli ingegneri Leale e Calogero ed è stato terminato nel 1934. Inizialmente esso era sede del brefotrofio cittadino e durante la seconda guerra mondiale, il 21 maggio 1943, fu vittima di uno dei bombardamenti che colpirono la città di Reggio Calabria. Quel giorno persero la vita trentatré bambini, insieme a quattordici balie, due bambinaie e una suora. Il palazzo riportò inoltre ingenti danni strutturali.

Il brefotrofio fu ricostruito nel 1948 e continuò a svolgere attività per l’assistenza infantile fino al 1970, quando venne abbandonato. In seguito l’edificio ha ospitato gli uffici del genio civile e dal 1983 al 1997 è stato sede della Facoltà d’ingegneria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Dopo un rinnovamento e adeguamento della sede, il 7 maggio 2016 fu inaugurato il Palazzo della cultura, intitolato a Pasquino Crupi insegnante, giornalista, opinionista, critico letterario e scrittore.

Tante le realtà espositive presenti. Il Piccolo museo San Paolo presenta numerose icone dei secoli che vanno dal Cinquecento al Novecento, oltre a numerose tele tra cui un bozzetto attribuito a Raffaello ed ancora l’esposizione delle opere confiscate a Gioacchino Campolo, imprenditore reggino vicino alla ‘ndrangheta. Si tratta di un totale di 125 tele che vanno dal Seicento al Novecento. E l’esposizione della Collezione Calarco, che contiene principalmente opere di noti artisti calabresi del Novecento, come Nunzio Bava e Fabon (Domenico Bonfà). Il piccolo Museo San Paolo è suddiviso in diverse sezioni: la sezione delle icone: 180 opere che vanno dal Cinquecento al Novecento, provenienti dai paesi dell’Est Europa, la sezione dei dipinti con oltre 130 tra tele e tavole, che vanno dal Quattrocento all’età contemporanea, la sezione degli argenti con 200 pezzi tra ostensori, calici, turiboli e navette che vanno dal Quattrocento al Novecento, la sezione delle sculture, risalenti perlopiù al medioevo, la sezione di archeologia che espone in particolare monete di tutti i secoli, dalla Magna Grecia all’età contemporanea, la sezione degli avori, tra i quali spicca un crocifisso del ‘500.

Tra le opere d’arte contemporanea spiccano i Tagli di Lucio Fontana, Piazza Italia di Giorgio De Chirico e due opere di Dalì: Fuente de vita e Romeo e Giulietta. Sono presenti anche opere di Carlo Carrà, Agostino Bonalumi e Fausto Pirandello. La manifestazione inizierà dunque alle ore 18 presso il palazzo di via Emilio Cuzzocrea e prevede un momento di presentazione frontale con il saluto del dott. Filippo Quartuccio Delegato cultura Metrocity e l’introduzione del presidente Muse prof. Giuseppe Livoti, a seguire la visita della imponente ed importante realtà espositiva. (rrc)

L’associazione Le Muse di Reggio nel napoletano per il dipinto nascosto del santo

L’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle arti e delle lettere” di Reggio Calabria, per il giorno di San Giorgio festività celebrata non solo in diverse chiese cattoliche, diversi stati e città del quale il santo è patrono, per il 23 aprile ha realizzato uno scambio culturale di approfondimento sulla iconografia dello stesso presso la chiesa di San Giorgio Maggiore nel cuore di Napoli in via Duomo, nota anche come Spaccanapoli, nel quartiere Forcella.

Il presidente Muse, Giuseppe Livoti, ha ricordato come si è pensato ad organizzare tale momento culturale questa volta, coinvolgendo il gruppo degli artisti dell’associazione, per un momento di approfondimento sulle iconografie collegate all’immagine del santo proprio perchè il 23 aprile è la data tradizionalmente accettata della morte dello stesso durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano del 303 d.C.. In tale occasione il saluto di padre Carmelo Raco parroco in solidum moderatore presso S. Giorgio Maggiore da circa 6 mesi.

Padre Raco evidenziando le sue origine calabresi, di Molochio, comune della città metropolitana di Reggio Calabria, posto nel cuore dell’Aspromonte, ha salutato la delegazione Muse ed ha voluto conoscere le attività associative e culturali della stessa, ribadendo anche la comunanza delle sue origini calabresi e la voglia di fare della gente di Calabria.

L’approfondimento storico – artistico invece è stato fatto dall’esperto dei beni custoditi nell’edificio e sacrestano Andrea Toscano che ha subito ricordato le origini della chiesa costruita tra il IV e il V secolo per volere di San Severo, celebre vescovo di Napoli. Il complesso monumentale, originariamente paleocristiano, si trova in piazzetta Crocelle ai Mannesi, lungo via Duomo, dove sorse tra la fine del IV e gli inizi del V secolo e, insieme alla Basilica San Giovanni Maggiore Pignatelli e Santa Maria Maggiore, conosciuta anche come la Chiesa della Pietrasanta, e si può considerare uno dei primi edifici religiosi costruiti a Napoli.

La chiesa era inizialmente conosciuta come “della Severiana” perché la sua edificazione fu voluta da San Severo, vescovo di Napoli dal 363 al 409, famoso per la sua grande opera di evangelizzazione della città, per aver combattuto l’arianesimo e per alcuni miracoli a lui attribuiti, anche quando era in vita, come quello in cui si racconta che una donna, rimasta vedova, si era recata dal vescovo per chiedergli aiuto perché un finto creditore del marito voleva da lei una grossa somma in denaro e questi, allora, aveva condotto l’impostore sulla tomba del defunto che, miracolosamente, era apparso ad entrambi raccontando la verità.

Nel IX secolo la chiesa fu poi dedicata a San Giorgio, soldato valoroso e martire illustre, patrono della milizia cristiana, sempre rappresentato in atto di sconfiggere un dragone con la sua lancia e, per questo, simbolo di una potente protezione contro le tentazioni del demonio. Importante dunque l’approfondimento dietro l’altare maggiore e lo stupore alla visione delle immagini dipinte sia in un affresco -nascosto- e sia in una grande tela.

Un enorme e pregiato affresco di un artista del seicento, quale fu Aniello Falcone (1607-1657) famoso pittore di battaglie, è rimasto nascosto per oltre tre secoli sulla parete dietro un’altra opera settecentesca. La tela visibile di Alessio d’Elia, pittore di scuola solimeniana, che raffigura San Giorgio ha continuato l’esperto d’arte Andrea Toscano, durante un recente restauro nel 1992, si è scoperto che nascondeva un grande affresco segreto di Aniello Falcone, anche lui raffigurante San Giorgio, che in groppa ad un bianco cavallo impennato e lancia alla mano, affronta ed uccide il drago liberando una donna. Una bellissima opera del 1645 che, a differenza di altri affreschi dell’artista, ha mantenuto splendidamente conservati i suoi colori tenui e l’elemento del cavallo, riferimento tipico dei suoi quadri di battaglia.

L’opera fu nascosta poiché lo stesso Aniello Falcone, fu il fautore di una associazione segreta che cospirava contro gli spagnoli, voleva insieme ad altri artisti la loro cacciata fondando la “Compagnia della morte”. Per una damnatio memoriae, una condanna della memoria venne dunque coperto l’affresco con un grande quadro. Oggi questo capolavoro è visibile in quanto la sovrastante opera che è del D’Elia, è stata sistemata su un telaio incernierato che è spostabile con una lunga corda al fine di rendere visibile anche il sottostante affresco del Falcone.

L’incontro si è concluso con la chiusura dell’opera proprio per mano dello stesso presidente Livoti, il quale ha avuto il privilegio di accompagnare manualmente la grande tela alla parete ed ancora una promessa, quella di continuare a poter approfondire queste conoscenze storico-artistiche invitando per un maggiore approfondimento presso l’associazione Le Muse il parroco padre Carmelo Raco nel percorso tracciato alla scoperta della pittura religiosa. (rrm)

La Pasqua diventa più solidale con l’associazione culturale Le Muse

L’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle arti e delle lettere” di Reggio Calabria, ha ripreso una storica tradizione di collaborazione con le parrocchie reggine nei periodi liturgici importanti e di cooperazione con le varie realtà che sono parte integrante del noto sodalizio reggino. Grazie alla fattiva accoglienza di Don Nino Ventura parroco della parrocchia Protopapale Santa Maria della Cattolica dei Greci, in occasione della Domenica delle Palme, domenica scorsa il sodalizio reggino ha animato la celebrazione eucaristica con l’aiuto e la collaborazione dei soci.

“E’ stato un momento di condivisione e di partecipazione attiva, quello vissuto domenica scorsa – ha dichiarato il presidente Muse Giuseppe Livoti – poiché hanno risposto ed aderito all’invito tutte le diverse realtà che costituiscono la nostra associazione con in primis il coro delle Muse diretto da 20 anni dai maestri Enza e Marina Cuzzola che per l’occasione ha preparato un repertorio musicale attinente il periodo della quaresima e che verrà anche eseguito in occasione dell’ora santa giovedi prossimo.

“Abbiamo riunito i nostri soci, le loro forze artistiche ed intellettuali, all’insegna di un evento condiviso, che credo sia servito a rompere i ritmi culturali che svolgiamo ogni domenica, creando occasione per meditare dopo una intensa programmazione culturale, continua Livoti. Nella celebrazione domenica scorsa, ognuno di noi, “nessuno escluso” si è differenziato nello svolgimento della liturgia che è stata celebrata da don Nino Ventura. Durante l’omelia, il parroco Ventura, ha ribadito come la Pasqua deve essere oggetto non di commozione o recupero di una storia ma soprattutto conversione. E’ bello aiutarsi a pregare insieme e scoprire il vero significato di questa celebrazione della domenica delle Palme e della Passione di Gesù, esultare il Signore che viene a salvarci, accoglierelo nel nostro cuore ma, anche prepararci a vivere i momenti più importanti della sua vita: la passione, la morte e la resurrezione. Tramite l’animazione liturgica e musicale “Le Muse” continua don Ventura, hanno aiutato la nostra comunità a vivere con solennità ed intensità la celebrazione, e siamo grati per i segni della loro generosità: tanti alimenti per i bisognosi che bussano alle porte della parrocchia. Per l’occasione nella processione offertoriale sono stati donati da parte dei soci, generi di prima necessità per cercare di aiutare nell’anonimato le famiglie indigenti. I poeti e gli scrittori de “Le Muse” Patrizia Pipino, Antonietta Siviglia, Enza Cuzzola Carmen Monteleone, Titti Strano Polimeni hanno donato alcune pubblicazioni edite in questo anno sociale. Per la parte artistica la pittrice e decoratrice Cristina Benedetto ha consegnato alla parrocchia un uovo dipinto, uovo simbolo della Pasqua e di resurrezione, caratterizzato cromaticamente da elementi liturgici con richiami iconografici al territorio calabrese. L’uovo proprio in virtù della sua forma non ha né un vero inizio né una vera fine, ma rappresenta il ciclo continuo della vita e della morte. Simbolo del lutto per la perdita, ma è anche la speranza per una nuova rinascita. Ma anche nelle altre civiltà l’uovo era un simbolo di vita e fertilità: i contadini dell’antica Roma, per esempio, avevano l’abitudine di seppellire nei campi un uovo dipinto di rosso per propiziarsi un buon raccolto.

Infine “Le Muse” anche Giovedi Santo saranno presenti oggi dalle ore 22 alle ore 23, animando sempre presso la Cattolica anche l’Ora Santa, ovvero momento in cui si medita e si contempla l’agonia di Gesù nell’Orto degli ulivi. Il presidente Muse, infine, ricorda le parole di Papa Francesco, che afferma che “…il tempo della Quaresima è stato occasione propizia per tutti noi per compiere un cammino di conversione, confrontandoci sinceramente con il Vangelo” ed in occasione della Santa Pasqua, Gesù respinge tutte le tentazioni e ribadisce la volontà di seguire la via dal Padre, di non scendere a compromessi con il diavolo tentatore come invece aveva fatto Eva. La chiesa della Cattolica “dei Greci”, o Santa Maria della Cattolica “dei Greci” rappresenta l’istituzione cristiana più antica nella città Reggio Calabria, distrutta dal terremoto, riedificata nel 1876 sull’attuale sito, in stile neoclassico su progetto dell’architetto Antonino Pugliese e restaurata nel 1954 per poi riaprire al culto il 25 marzo 1957 dopo i danni del terremoto del 1908.

REGGIO – L’Arcivescovo Morrone ha ricevuto l’Associazione Le muse

Nei giorni scorsi, l’Associazione Le Muse di Reggio Calabria è stata ricevuta dall’Arcivescovo, mons. Fortunato Morrone.

L’incontro ha visto la partecipazione attiva dei soci e del consiglio direttivo per una presentazione di quelle che sono le finalità statutarie e le attività del noto sodalizio reggino in 23 anni di attività e per uno scambio di auguri in occasione delle feste che stiamo vivendo. 

«Un momento molto inteso – ha dichiarato il presidente Muse prof. Giuseppe Livoti –, poiché l’associazione ha all’interno soci che provengono da tutta la città metropolitana e non solo e che appartengono a diverse parrocchie reggine, dunque non potevamo non farci ricevere da S. E. proprio per rimarcare come anche la spiritualità è parte integrante del nostro sodalizio che cresce non solo con momenti culturali che animano le domeniche durante l’intero anno sociale».

Infatti nella programmazione Muse, solitamente sono presenti di tanto in tanto anche figure importanti che appartengono alla Chiesa reggina come lo si è visto nelle scorse settimane con mons. Antonino Denisi o ancora con la presenza di mons. Pasqualino Catanese per un intervento sulla Sacra Famiglia. 

Livoti ha fatto memoria su come l’Associazione nel tempo è stata parte attiva in più parrocchie reggine con momenti sia di animazione che di partecipazione a messe solenni in particolare per tradizione dello statuto, la domenica prima di Natale e la domenica delle Palme, cerimonie in cui i soci da sempre hanno animato con il Coro Muse diretto dai Maestri Enza e Marina Cuzzola oppure creando particolari offertori ideati da artisti reggini. E poi anche tutta una serie di simbologie rinnovate nella tradizione calabrese come lo scorso anno, l’avere ricordato le famose Palme di Bova durante una celebrazione, coinvolgendo l’amministrazione e la presenza del vice sindaco Gianfranco Marino. 

L’arcivescovo di Reggio- Bova mons. Fortunato Morrone ha salutato i numerosi presenti definendo l’occasione, un incontro fruttuoso ed uno scambio vivace di esperienze di vita e soprattutto di uno spaccato su una realtà che dà lustro e pregio alla città.

«Importante per tutti i cittadini ed in particolare per voi soci – ha dichiarato con vigore Morrone –,  la missione culturale che i sodalizi devono avere, e  propongo a voi de “Le Muse” un taglio generativo da far seguire ai giovani nella loro missione. Importante la conoscenza del patrimonio storico che la città e la provincia conserva poiché occorre sempre avere radici salde. Anche le associazioni devono guardare alla città, soci si, ma anche e soprattutto cittadini che hanno un compito: quello di animare il dibattito sulla città, su ciò che è utile, necessario per una crescita comune e dunque collettiva».

Ringraziando tutta l’associazione, Morrone ha definito lo scambio un «confronto utile e necessario per camminare insieme».

A fine assise, il presidente Livoti a nome del Consiglio Direttivo e dei Soci ha consegnato il gagliardetto associativo che omaggia la bellezza nell’arte ed una scultura, un profilo di magno-greca memoria, realizzata dall’architetto nonché artista Alberto Trifoglio, volto di una  kore che esprime al meglio il concetto del kalòs kai aghatòs (bello e buono). Scultura in terracotta di una giovinetta nel fiore della sua femminilità ma che possiede anche la matura consapevolezza della donna e della madre. La vice presidente Orsola Latella nei saluti ha espresso il pensiero su come anche chi opera in “contesti altri” come quello della cultura, necessita di un confronto autentico con la fede e l’essere stati ricevuti da S. E. è segno di una Chiesa reggina in evoluzione. (rrc)

 

A Reggio le Muse a confronto con Confcommercio e Confindustria: Tornare al dialogo tra politica e istituzioni

Si torni al dialogo tra politica e istituzioni. È stato questo il focus dei Dialoghi Metropolitani, evento organizzato dall’Associazione Le Muse di Reggio Calabria, che si è confrontata con il presidente di Confcommercio, Lorenzo Labate e il vicepresidente di Confindustria, Giuseppe Febert.

Il presidente dell’Associazione, Giuseppe Livoti, nella sua premessa ha chiarito come nella programmazione annuale di volta in volta, verranno chiamati presidenti o referenti di istituzioni importanti all’interno dell’area metropolitana proprio per capire lo stato dell’arte, ciò che è stato fatto o ciò che è un diritto sapere.  

La Città metropolitana di Reggio Calabria e la sua conseguente area è stata individuata e riconosciuta per legge solo a partire dal 5 maggio 2009 grazie alla legge delega n 42 in materia di federalismo fiscale in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione. In base a quella legge il Governo era delegato ad adottare entro 36 mesi dalla data in entrata in vigore della legge (entro il 21 maggio 2012) un decreto legislativo per l’istituzione delle 10 città metropolitane individuate dalla legislazione italiana, tra le quali la città di Reggio Calabria.

La Città metropolitana di Reggio Calabria è stata istituita dall’ordinamento giuridico nazionale con il decreto legge 5 novembre 2012, n. 188 “Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane”. Si è ricordato, inoltre, come dell’area metropolitana di Reggio Calabria, si discute sin dagli anni Settanta, principalmente in funzione della conurbazione con la corrispondente area metropolitana di Messina e per la istituzione dell’area metropolitana dello Stretto.

Ed ancora il territorio definito dall’Aspromonte ai due fronti costieri del basso ionio reggino e del tirreno fino alla sua conformazione lineare dal comune di Rosarno a nord al comune di Melito di Porto Salvo a sud. In evidenza i comuni di Villa San Giovanni, Campo Calabro, Montebello Ionico e Motta San Giovanni mentre  l’ area di gravitazione principale è formata da otto comuni: Calanna, Cardeto, Fiumara, Laganadi, San Roberto, Scilla, Bagnara Calabra e Melito Porto Salvo mentre i rimanenti comuni formano i “sistemi secondari aggregati” che fanno riferimento per i servizi di livello inferiore principalmente su Palmi e Gioia Tauro. 

Due confronti dunque e due ospiti importanti alle Muse ovvero il presidente di Confcommercio Lorenzo Labate ed il vicepresidente di Confindustria Giuseppe Febert. La Confcommercio di Reggio Calabria è oggi una moderna Associazione che ha come propria mission rappresentare gli interessi gli operatori del commercio, del turismo, dei servizi e delle professioni.

I principali obiettivi dell’Associazione – ha chiarito subito il presidente Labate – sono promuovere e tutelare gli interessi morali, sociali ed economici degli associati nei confronti di qualunque organismo pubblico o privato, in armonia con gli indirizzi della Confcommercio nazionale e delle organizzazioni nazionali di categoria, dare identità e voce ai settori rappresentati come soggetti collettivi, organizzare le relazioni tra gli associati per la risoluzione di problemi comuni, promuovere la formazione professionale, tecnica e sindacale degli imprenditori e degli aspiranti imprenditori, fornire assistenza e consulenza alle imprese, servizi e opportunità esclusive di risparmio nella gestione aziendale.

Labate chiamato ad intervenire sulle ultime posizioni della città sull’indagine realizzata da Italia Oggi con l’Università La Sapienza vede Reggio Calabria al 95 ° posto e al 101° nel più recente rapporto del Sole 24 ore sulla qualità della vita, ha ribadito come i sondaggi non sono mai delle verità assolute perché dipendono da vari parametri richiesti agli intervistati ed occorre sempre considerare altri riferimenti quali (sanità, pericolosità, servizi sociali ecc…).

Dunque, esaminare un territorio vuol dire avere molteplici parametri di riferimento ed attribuibili a più fasce d’età cosa che effettivamente non viene mai fatta e da questo ne scaturisce che la polemica anche nel caso di Reggio ha sempre un successo mediatico.  «Occorre tornare e parlare alla politica – ha detto – occorre che la politica faccia parte della vita di impresa non dimenticando che dal 2021 hanno chiuso 320 mila tra aziende e società. Nella nostra città e Provincia, poi, manca proprio l’educazione all’impresa ed occorre una strategia comune, una scelta comune che regioni magari come la Sicilia gestiscono meglio e con più facilità per forma mentis».

Tra le iniziative che farà per la città per Natale Confcommercio offrirà Via per Via, ovvero 10 mila euro per una pubblica illuminazione ad una zona della città (lo scorso anno fu il Viale Aldo Moro), e poi una novità ovvero la nascita di una applicazione da scaricare sul cellulare denominata Movibel utile ai turisti  per fare scaturire informazioni del territorio ed orientarli alla conoscenza dei siti storico-artistici e non solo ed infine si sta pensando ad istituire un Festival Internazionale dedicato al Bergamotto con chef da tutto il mondo.

Per Confindustria ha conversato il vice presidente Giuseppe Febert: «rappresento la principale associazione di rappresentanza delle imprese manifatturiere e di servizi in Italia a cui aderiscono volontariamente oltre 150 mila imprese di dimensioni piccole, medie e grandi, per un totale di 5.382.382 addetti», ha subito chiarito Febert.

«La mission dell’associazione – ha spiegato – è favorire l’affermazione dell’impresa quale motore della crescita economica, sociale e civile del Paese. In questo senso, definisce percorsi comuni e condivide – nel rispetto degli ambiti di autonomia e influenza – obiettivi e iniziative con il mondo dell’economia e della finanza, delle Istituzioni nazionali, europee e internazionali, della PA, delle Parti Sociali, della cultura e della ricerca, della scienza e della tecnologia, della politica, dell’informazione e della società civile. Noi puntiamo alla politica del -rimani al Sud- magari divenendo una regione attrattiva per i ragazzi del Nord, poiché la nostra città con le sue ottime condizioni meteo climatiche e la sua predisposizione al turismo potrebbe essere la California  dell’Italia».

«Strategico il Porto di Gioia Tauro – ha proseguito – unico per la sua conformazione geografica e strutturale, ecco perché Msc opera in questa importante realtà che è l’area portuale che non dovrebbe essere solo un importante riferimento per il tracking. Per Confindustria sarà decisiva la costruzione del ponte sullo Stretto che va vista non in una ottica di scelta politica ma di aspetto economico, di sviluppo del territorio, basti pensare che sarebbero impegnate alla sua realizzazione circa 120 mila persone e si creerebbe una sinergia continua con la vicina Sicilia al centro del Mediterraneo».

Tra gli interventi si segnala quello del vice sindaco di Bova Gianfranco Marino, il quale ha sostenuto che le scelte politiche devono essere sempre fatte ad ampio raggio, non limitandosi al tempo attuale, ma verificando i benefici negli anni, e questo lo si evince anche da precise volontà che storicamente hanno visto rinascere centri come Roccella o ancora lo storico borgo di Bova, esempio rappresentativo delle buone pratiche della politica.  Dunque un riscatto emotivo, sociale, economico ed umano per un’area metropolitana che ancora non ha una sua identità precisa ed unitaria. (rrc)

 

REGGIO – Le Muse incontrano Mimmo Gangemi

Domani pomeriggio, nella sede dell’Associazione Le Muse di Reggio Calabria, è in programma l’incontro con lo scrittore Mimmo Gangemi.

L’evento è stato organizzato Sezione Muse “Cultura e Linguaggi Espressivi” guidato dalla prof.ssa Antonella Mariani che introdurrà i presenti nell’argomento della serata, mentre il Laboratorio di Lettura Interpretativa Diretto dalla dott.ssa Clara Condello darà indicazioni con brani estrapolati da il libro “Il Popolo di Mezzo” insieme a vari input e stimoli dell’altro protagonista della conversazione Cosimo Sframeli, il quale, si confronterà con l’autore sull’importante tematica del testo. 

La narrazione de “ Il popolo di mezzo” si tinge di verità pur nella finzione della famiglia siciliana, con vicende realmente accadute e con personaggi, sia di fantasia sia esistiti, che sono riusciti a strattonare, a usare violenza alla volontà fino a liberarsi dalla morsa e a condurre per mano su percorsi inimmaginati, mutando pelle, trasformandosi da figuranti in protagonisti della scena; non è rimasto che assecondarli e lasciarsi guidare. Tutto diventa memoria di ciò che siamo stati e però abbiamo velato d’oblio con troppa facilità, diventa testimonianza di un popolo in cammino, tributo a una comunità che infine ha saputo farsi onore.

Fantasia e cronaca del nostro tempo vanno a braccetto e si fondono in un caldo abbraccio agli sventurati che, con oltre un secolo di ritardo, si avventurano nel Canale di Sicilia, percorrendo strade simili, per miseria e bisogno, a quelle dei nostri antenati – generazione eroica, la loro, se si è scossa dal torpore e dall’immutabilità dei secoli e ha forgiato l’idea rivoluzionaria che fosse possibile deviare la rotta di un destino che sembrava già tracciata, immobile e uguale.

«Una ripresa all’insegna della scrittura e della riflessione condivisa – ha ricordato il presidente prof. Giuseppe Livoti – poiché Mimmo Gangemi scrittore, giornalista e romanziere sarà ospite insieme a Cosimo Sframeli capitano dei Carabinieri». 

Un evento che racconterà l’uomo e lo scrittore Gangemi, personalità nata a Santa Cristina d’Aspromonte, ingegnere che vive in Calabria, autore di diversi romanzi, tra cui “Il giudice meschino”, da cui è stata tratta una serie tv interpretata da Luca Zingaretti e “La signora di Ellis Island”, apprezzatissimo da pubblico e critica.

L’ultimo libro “Il popolo di mezzo” sarà un itinerario e punto di partenza per una analisi della scrittura e della letteratura prodotta da voci autentiche del contemporaneo. In tale contesto si inserisce il protocollo di intesa con l’Istituto Pascoli – Galilei che prevede per l’intero anno scolastico momenti di confronto e organizzazione di eventi con il noto sodalizio reggino. I saluti in apertura di serata saranno del Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Galilei – Pascoli” di Reggio Calabria, avv. Lucia Zavettieri. La dirigente scolastica ricorda come tale protocollo promuove la conoscenza autoriale contemporanea sia in arte che in letteratura, creando un dialogo con le generazioni dei più giovani anche fuori dalle aule scolastiche ed in questa ottica occorre formare gli alunni sulla conoscenza della produzione letteraria del nostro tempo.  Per questa occasione quindi la presenza di un Gruppo di Ascolto dei ragazzi delle classi terze dell’Istituto Galilei che saranno protagonisti con le loro domande a  Mimmo Gangemi. (rrc)

REGGIO – Livoti: La Tribuna politica de Le Muse occasione persa per il territorio

È amareggiato Giuseppe Livoti, presidente dell’Associazione Le Muse di Reggio Calabria, per la scarsa partecipazione della Tribuna Politica Muse, una iniziativa in cui i sodalizi associativi volevano confrontarsi con i candidati politici del territorio ma, a cui, hanno partecipato solamente tre personalità.

«Sette giorni fa – ha ricordato Livoti – fa aveva fatto un appello ai vari candidati per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica per partecipare a questo incontro in quanto le associazioni culturali, i club service e non solo, da luoghi di cultura liberi ed indipendenti, hanno bisogno di confrontarsi con il territorio, con le varie geografie e con le personalità che ivi operano poichè ognuno proviene da estrazioni culturali, politiche e formative diverse».

«Un incontro innovativo – ha spiegato – che ha posto il ruolo dei sodalizi associativi come luoghi per informare ed approfondire con la gente comune con la conoscenza di chi ci rappresenterà a livello nazionale,  in un tempo quale è il nostro che vive di disaffezione alla politica, di allontanamento dalle piazze e senza momenti di confronto autentico. Nonostante la numerosa adesione via email di aspiranti politici al dibattito, Livoti ha amaramente constatato la sola presenza di tre candidati che si sono esposti al giudizio del pubblico incontro e tutto questo la dice lunga sulla qualità del mondo politico lontano dalla gente comune e sempre più distante dal dialogo».

«Il 25 settembre – ha proseguito il presidente del sodalizio – si vota per eleggere la XIX legislatura. Quella che entrerà nell’esercizio delle sue funzioni sarà la XIX legislatura della storia della Repubblica, della seconda volta che si voterà con la legge elettorale Rosato (il cosiddetto “Rosatellum”) e della prima volta che si eleggeranno i membri del parlamento dopo la riforma del 2020. Quest’ultima ha modificato gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, riducendo il numero di membri della Camera dei deputati da 630 a 400 (con quelli riservati alla circoscrizione estero che passano da 12 a 8) e del Senato da 315 a 200 (da 6 a 4 per la circoscrizione estero). I nuovi membri del parlamento rimarranno in carica cinque anni».

E, ad aver risposto concretamente all’appello de Le Muse, Gerardo Pontecorvo, candidato al Senato per Sinistra Verde, che si è soffermato sul riscaldamento globale catastrofico, sulla mancata realizzazione di una politica del mare, nessun futuro ambientale, inquinamento imperante. Errato il ciclo dei rifiuti compresa la creazione degli inceneritori come quello che dovrebbe essere realizzato a Gioia Tauro ed indicato come termovalorizzatore. Nessuna politica antincendio è stata fatta e oggi vediamo le conseguenze continua Pontecorvo così come allo stato attuale, non vi è stata nessuna sistemazione idraulica forestale.

La recente crisi del prezzo del gas e delle forniture ci rinforza nella convinzione di accelerare l’uscita dall’economia delle energie fossili per costruire un modello resiliente in grado di fornire risposte. Occorre garantire l’energia ai cittadini per i loro bisogni a un prezzo equo e stabile nel tempo, senza speculazioni e senza impatti climatici ed un piano di eliminazione dei combustibili fossili dalle abitazioni mediante energie rinnovabili, efficienza energetica, pompe di calore e ogni altro processo che porti all’elettrificazione completa delle abitazioni, incluso il superamento delle deroghe per l’impiego di gasolio nel riscaldamento.

Secondo intervento, sempre per pubblico sorteggio quello di Zaira Viviana Lenzi per “Vita” che promuove l’abrogazione di ogni norma in violazione dei diritti umani e si alla vita come diritto inalienabile in tutte le sue espressioni e manifestazioni in cui le giovani generazioni, i bambini e gli adolescenti sono al centro della comunità nazionale. La Lenzi si è soffermata su libertà e diritto al lavoro ed allo studio come attitudine al proprio talento personale e professionale finalizzato al bene comune e cosa importantissima per “Vita” stop alle speculazioni della finanza internazionale sull’Italia e sulla sua economia nazionale così come si deve avere in campo medico la libertà di scelta terapeutica ed l’ abolizione del passaporto sanitario e green pass.  

Ultimo intervento quello di Tilde Minasi per il Senato in quota Lega, che ha sostenuto che il loro programma si basa su un mix di fonti energetiche, sia per risolvere l’emergenza in atto che per raggiungere gli obiettivi climatici europei. La proposta principale è quella di abbassare il costo del lavoro – soprattutto per l’assunzione di giovani – e di potenziare gli incentivi per l’occupazione femminile. Viene inoltre proposto di estendere fino ai 35 anni l’età anagrafica per il contratto di apprendistato. Sulle buste paga, anche la Lega prevede una forma di salario minimo agganciata alle retribuzioni previste dai contratti nazionali più diffusi.

Obiettivo è anche quello di rivedere il reddito di cittadinanza. Tra le proposte, quella di assegnare l’erogazione del Rdc ai Comuni e di trasformarlo in un “ammortizzatore sociale finalizzato all’occupazione”. Per le pensioni, la Minasi ha rilanciato la proposta di “Quota 41” (dove 41 sta per gli anni di contributi versati). Ed ancora creare e sburocratizzare gli impianti rinnovabili in un mix di fonti energetiche, sia per risolvere l’emergenza in atto che per raggiungere gli obiettivi climatici europei. ecologica.

Il ripristino dei decreti sicurezza compreso il divieto di ingresso per le Ong che operano nel Mediterraneo. Abbassare il costo del lavoro – soprattutto per l’assunzione di giovani – e di potenziare gli incentivi per l’occupazione femminile. Infine fulcro del programma è l’introduzione della flat tax, ovvero di una aliquota fissa al 15 per cento. L’obiettivo è quello di eliminare la tassazione progressiva basata sulle attuali aliquote Irpef. Nella seconda parte della serata il pubblico ha animato un ampio dibattito rivolgendo domande e perplessità ai candidati presentati, denunciando anche come il mondo politico-istituzionale è ormai lontano dalla quotidianità e sempre più vicino alle scelte di palazzo. (rrc)