REGGIO – Domenica Giuseppe Livoti presenta la nascita dei Premi Muse Calabria

Domenica 5 dicembre, il presidente dell’Associazione Le Muse di Reggio, Giuseppe Livoti, presenta il Premio Muse Calabria, nato per onorare «l’operato di chi ha lavorato, lavora e continua ad operare in terra di Calabria, non un luogo di trincea ma, un luogo geograficamente aperto a tutti i linguaggi, competenze e culture altre».

In questa prima sezione ricorda la vice presidente e già dirigente scolastica Orsola Latella, si è pensato a quelle che sono le istituzioni di altra cultura che governano la cultura musicale o ancora personalità che animano luoghi di riferimento sia religioso o teatrale, da sempre proiettati nel panorama nazionale. 

Dunque, domenica saranno premiati Mariella Grande, direttore del Conservatorio di Musica “Francesco Cilea” di Reggio, Lillo Chilà, direttore di Catonateatro, don Nuccio Cannizzaro, parroco della Chiesa degli Artisti e Demetrio Crucitti, già direttore di Rai Calabria.

Don Nuccio Cannizzaro, personalità impegnata nella città di Reggio Calabria nel mondo sociale e culturale, che da attento liturgista, ricordiamo che in passato è stato direttore dell’Ufficio Liturgico della Curia di Rc, dopo attente ricerche teologiche e simboliche ha condotto il restauro e l’adeguamento liturgico della Chiesa di S. Elia di Condera, oltre oggi ad essere tra i pochi parroci in Italia ad operare appunto in una Chiesa dedicata agli Artisti (San Giorgio alla Vittoria), ospitando settimanalmente il mondo culturale e musicale calabrese.

Altro nome prestigioso è Lillo Chilà  presidente della Polis Cultura, ente che organizza e propone da più di 36 anni manifestazioni ed eventi culturali legati al Teatro sul territorio di Reggio e provincia. Il Festival più importante che esprime questa organizzazione è Catonateatro, giunta quest’anno alla sua 36esima edizione. In inverno invece la stagione di prosa Le Maschere e i Volti presso il Teatro Cilea, che quest’anno animerà l’inverno culturale in città con grandi titoli e artisti di fama nazionale dal 19 Gennaio al 19 Aprile 2022.

Chilà di queste manifestazioni ne è il direttore artistico e organizzativo. Sin da giovanissimo si è occupato di organizzare eventi, ma la svolta arriva dal suo incontro con l’attore catonese Ettore Pensabene, col quale inizia una fitta collaborazione che ben presto li porterà a pensare in grande e creare nel 1986 la prima Estate Catonese preludio a quello che sarebbe diventato di lì a poco il Festival nazionale Catonateatro, grazie anche all’arrivo alla direzione artistica del già noto regista Walter Manfrè.

Chilà inizia così un percorso che lo vede da una parte organizzare grandi produzioni firmate Polis Cultura che fanno il loro debutto a Catonateatro per poi proseguire in tournèe nazionali, e contestualmente far arrivare in riva allo Stretto alcuni degli artisti e delle compagnie più importanti del Teatro in Italia, da Roberto De Simone a Giorgio Strehler, da Albertazzi a Gigi Proietti, da Renato Carosone a Massimo Ranieri e Renzo Arbore con l’orchestra italiana, da Ornella Vanoni a Fiorella Mannoia, Carla Fracci, Valeria Moriconi, Paola Borboni, Gino Bramieri, Franca Valeri, la compagnia internazionale dei Momix, Goran Bregovic, Antonio Marquez…e tanti altri, mantenendo sempre negli anni, nonostante le mille difficoltà, uno standard elevato che ha portato il Festival ad essere riconosciuto dai maggiori produttori italiani. Animatore instancabile di eventi di grande livello, si pensi anche al Festival cinematografico “Verso Sud”.

Ed ancora significativo attestato a Demetrio Crucitti tra i massimi esperti aziendali in tema di innovazione tecnologica in Rai dal 1986. Ha lavorato al Centro di Produzione di Roma, in via Teulada, successivamente come responsabile in RaiWay, società del gruppo Rai, ha curato la gestione nazionale degli impianti di Isoradio, canale di pubblica utilità dedicato alle informazioni sulla mobilità. Dal 2005 dalla direzione strategie tecnologiche ha collaborato con il Centro Ricerche per la sperimentazione applicativa dei decoder interattivi per le piattaforme digitali terrestri e satellitari. Ha avuto la direzione tecnica per gli insediamenti delle regioni per lo sviluppo informatico nella progettazione e promozione di impianti ad alta frequenza. A Trento è venuto in contatto con il mondo delle minoranze e della successiva tutela.

Importante il ruolo dell’accessibilità per le tecnologie per le persone disabili, come ciechi e sordi, che lo hanno condotto a produrre servizi utili alle diverse abilità con la produzione di programmi con il linguaggio dei segni per i sordi ed l’autodescrizione per i ciechi, esperienza trasferita poi, nei 10 anni di direzione della sede Rai Calabria.

Significativa la consegna del premio ad una eccellente Mariella Grande direttore del Conservatorio “Francesco Cilea”. Diplomata brillantemente in Pianoforte presso il Conservatorio di musica “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, si è successivamente perfezionata in Pianoforte con le professoresse Marcella Crudeli e Ninì Giusto, e in Clavicembalo con il M° David Collier.  Dal 1980 è stata docente di pianoforte presso il Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, dove, dal novembre 2017, ricopre l’incarico di direttore.  Ha svolto intensa attività concertistica da solista e in gruppi da camera per importanti Amministrazioni pubbliche e Associazioni musicali e nazionali e internazionali.

Per molti anni ha condotto una proficua attività di ricerca rivolta alla riscoperta, allo studio e alla divulgazione del patrimonio musicale calabrese. Ha quindi, nel corso delle sue ricerche, riportato alla luce opere inedite manoscritte di compositori reggini quali Francesco Cilea, Francesco Mantica, Annunziato Vitrioli, Diego Vitrioli, Alfredo Caccamo, dei quali ha spesso eseguito le composizioni in diverse formazioni da camera. Ha inoltre tenuto numerose conferenze-concerto incentrate sulla figura di Francesco Cilea e sulla produzione musicale dei musicisti studiati, eseguendone in prima assoluta le composizioni. È stata redattrice e Responsabile scientifico del progetto di ricerca Recupero revisione e pubblicazione degli inediti di Francesco Cilea e dei musicisti reggini dell’Ottocento.

Istituzione di una mostra permanente, selezionato e finanziato dalla Fondazione Carical di Cosenza. Ha curato i volumi Francesco Cilea: Documenti e immagini (Edizioni Laruffa, 2001); Reggio Calabria e la sua storia musicale in età moderna. Catalogo della Mostra permanente (Edizioni Laruffa, 2003), che ha ottenuto il premio “Omaggio alla cultura” del “Circolo di cultura e di Relazioni internazionali Villa San Giovanni”, ha promosso e curato la introduzione di un volume di musiche inedite di Alfredo Caccamo (Edizioni Laruffa, 2003). È autrice di un saggio su Francesco Cilea contenuto nel volume “Terra Morgana. Itinerari culturali in provincia di Reggio Calabria” (Edizioni Laruffa, novembre 2008), è curatrice del volume degli Atti del convegno di studi Francesco Mantica e il Risorgimento civile degli Italiani (Reggio Calabria, Conservatorio di musica Cilea, 6–7 ottobre 2006) (Edizioni Laruffa, 2009).

Ha organizzato, in collaborazione con il Dipartimento di musica Antica del Conservatorio “Cilea” e l’Associazione Ibimus calabrese, la Mostra fotografica I Beni Bibliografico–Musicali in Calabria. Presso il Conservatorio di musica è stata Componente del Consiglio di Istituto, del Consiglio di Amministrazione dal 1996 al 2005, Coordinatore del Dipartimento per l’Editoria e i Rapporti con le Istituzioni per quattro anni accademici, Funzione obiettivo per il coordinamento delle attività di produzione artistica dal 1999 al 2003, Componente del Consiglio Accademico dal 2005 al 2011 e dal 2014 al 2017.  Ha anche ricoperto gli incarichi di Collaboratore della direzione dal 2011 al 2014 e di Vicedirettore dal 2014 al 2017. Nell’ottobre del 2017 è stata eletta Direttore del Conservatorio “F. Cilea”, per il triennio 2017.2020, e, nel settembre 2020, è stata rieletta per il triennio 2020.2023. Nel corso del periodo di direzione ha potenziato l’offerta formativa dell’Istituto, che si è arricchita del Corsi accademici triennali di Tecnico del suono, Contrabbasso jazz, Maestro collaboratore, Discipline storiche e musicologiche, e dei Corsi accademici biennali di Batteria e Percussioni jazz, Canto jazz, Chitarra jazz, Pianoforte jazz, Discipline storiche e musicologiche, Didattica della musica e Didattica della musica e dello strumento.

Ha istituito l’Ufficio Comunicazione del Conservatorio, i Premi incentivanti per gli studenti che partecipano alle attività concertistiche, sostenendo la costituzione di un’Orchestra stabile del Conservatorio, anche attraverso la promozione di Masterclass strumentali e orchestrali, che hanno visto la presenza, oltre che di docenti quali Giovanni Sollima, Benedetto Lupo, Roberto Cappello, Giuseppe Andaloro, di Direttori d’Orchestra quali Hakan Sensoy, Peter Tiboris, Chikara Imamura, Claudio Scimone, che hanno diretto l’Orchestra in altrettanti apprezzati concerti presso il Teatro Cilea della Città.  Dovrà ancora essere sottoscritto, presso l’Accademia Belgica in Roma, un Protocollo d’intesa con l’Institut de Musique et Pédagogie de Namur nell’ambito della visita di Stato dei Reali del Belgio a Roma. Il Partenariato prevede l’attuazione di una serie di progetti relativi all’Informatica Musicale e la Composizione, che potranno successivamente essere estesi ad altre discipline, in base a nuovi accordi tra le due parti. La visita di Stato, che il Re Filippo e la Regina Matilde di Belgio avrebbero dovuto rendere al Presidente Mattarella nei primi tre giorni del mese di dicembre 2021, è però stata rinviata a data da destinarsi causa il protrarsi dello stato di emergenza. 

Domenica la consegna del Premio avverrà con una solenne cerimonia che ufficialmente, come rito, avverrà con la firma per accettazione, su una tavola in argilla cruda, realizzata dall’artista, ceramista e scultrice Rossella Marra(rrc)

 

REGGIO – Successo per l’Omaggio al Milite Ignoto

L’Associazione Culturale Le Muse di Reggio ha reso omaggio al Milite Ignoto, con un evento organizzato nella Chiesa di San Giorgio al Corso, in occasione delle celebrazioni del 4 novembre, per i primi 100 anni del Milite Ignoto.

«Un appuntamento, questo, importante per la città di Reggio Calabria – ha dichiarato il parroco don Nuccio Cannizzaro – subito dopo l’apertura istituzionale con l’Inno D’Italia cantato dal Coro delle Muse e dal Coro Giovanile Laudamus diretto dal Maestro Enza Cuzzola con l’accompagnamento del maestro Fabio Migiano».

«Le istituzioni – dice Cannizzaro – hanno dimenticato e continuano a dimenticare il ruolo di questo edificio, di questa chiesa che da poco è definita “chiesa degli artisti”, ma è  un vero e proprio “sacrario” che dovrebbe essere un riferimento per eventi di tal genere soprattutto per la festa del 4 novembre».

«Omaggio al Milite Ignoto – ha affermato il presidente Muse, Giuseppe Livoti – è  organizzata nell’ambito dei 100 anni, ovvero da quando i resti di un soldato, tra i tanti morti al fronte nella prima guerra mondiale, furono traslati al Vittoriano a Roma, diventato per tutti il monumento al Milite Ignoto o Altare della Patria. ​​Dopo la 1ª Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano partecipato vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno».

Livoti ha chiosato mettendo in evidenza i vari monumenti del Milite Ignoto nel mondo, da Mosca a Londra, da Praga a Vienna soffermandosi sulle scelte stilistiche e architettoniche varie per modalità ed impatto ambientale, così come si ha descritto nello specifico l’altare della patria, il monumento nazionale a Vittorio Emanuele II o (mole del) Vittoriano, definito Altare della Patria, monumento nazionale italiano situato a Roma, in piazza Venezia, sul versante settentrionale del colle del Campidoglio, opera dell’architetto Giuseppe Sacconi, posto al centro della Roma antica e collegato urbanisticamente alla Roma moderna da strade che si dipartono a raggiera da piazza Venezia.

L’incontro è stato voluto in sinergia con Le Muse con le guardie d’onore alle Reali Tombe del Pantheon rappresentate dal dr. Giovanni Guerrera – il quale ha raccontato come è nato l’istituto nazionale, durante il regno di S. M. Vittorio Emanuel II, primo Re d’Italia, con un gruppo di ufficiali che fondò associazioni di veterani delle guerre d’indipendenza. Alla morte del Sovrano, avvenuta il 9 gennaio 1878, per mantenere viva la devozione e la riconoscenza all’Augusta Casa di Savoia, tali associazioni decisero, sul proprio onore, di prestare un servizio di guardia alla venerata spoglia mortale del “Padre della Patria”, presso il suo luogo di sepoltura al Pantheon di Roma. S.M. Umberto I approvò tale decisione il 18 gennaio 1878.

Nell’agosto del 1900 si rese purtroppo necessario erigere nel Pantheon un secondo monumento funebre, per onorare il secondo Re d’Italia, UMBERTO I, assassinato a Monza il 29 luglio di quell’anno. In conseguenza di ciò gli statuti furono modificati, e le Guardie d’Onore estesero il loro servizio alle due Tombe Reali delle LL. MM. Vittorio Emanuele II, “Padre della Patria” e primo Re d’Italia, ed Umberto I, il “Re Buono”.

Il dott. Fabio Arichetta, componente della Deputazione di Storia Patria della Calabria, si è soffermato sull’ idea di onorare una salma sconosciuta risale in Italia al 1920 e fu propugnata dal Generale Giulio Douhet. ​Il relativo disegno di legge fu presentato alla camera italiana nel 1921. Approvata la legge, il Ministero della guerra diede incarico ad una commissione che esplorò attentamente tutti i luoghi nei quali si era combattuto, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello; e l’opera fu condotta in modo che fra i resti raccolti ve ne potessero anche essere di reparti di sbarco della Marina.

Fu scelta una salma per ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare. Le undici salme, una sola delle quali sarebbe stata tumulata a Roma al Vittoriano, ebbero ricovero, in un primo tempo, a Gorizia, da dove furono poi trasportate nella Basilica di Aquileia il 28 ottobre 1921. Qui si procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani.

La scelta importante fu proprio quella di una donna che rappresenta la madre spirituale, donna che riconcilia, che ha l’incarico di portare nella comunità nazionale la pace. Altro personaggio importante è Gasparotto, ministro della Guerra nel luglio 1921 nel governo Bonomi I, durante il quale promosse il rito del Milite ignoto, fino al febbraio 1922. Eletto deputato ancora nel 1924, fu vice presidente della Camera e, pur non aderendo alla secessione aventiniana contro Mussolini fece parte dell’opposizione in aula e si dimise da vicepresidente nel dicembre 1926. Conclusa la legislatura nel 1928, si ritirò dalla vita politica.

Degne di nota la presenza degli scultori Cosimo Allera e Pino Gattuso che, pur rappresentando l’innovazione della scultura uno e l’altro la tradizione del tutto tondo bronzeo, si sono soffermati su delle proposte in cui ancora una volta, consegnare il messaggio del milite ignoto.

Allera ha presentato un plastico attraverso la forza ed il gioco lamellare di forme di uomini deportati in guerra mentre Gattuso si è soffermato su ex tempore con particolari di stele marmoree e decori bronzei. Con il suggestivo brano La leggenda del Piave, conosciuta anche come La canzone del Piave, Il Piave mormorava o semplicemente Il Piave, celebre canzone patriottica italiana composta nel giugno 1918 dal maestro napoletano Ermete Giovanni Gaeta, il Coro delle Muse ha concluso ufficialmente la manifestazione all’insegna di una ritrovata unità nazionale. (rrc)

BOVA MARINA (RC) – Il 13 e 14 agosto “Incontri a Palazzo Malgeri: la memoria… del giorno e della notte”

Il 13 e 14 agosto, a Bova Marina, è in programma Incontri a Palazzo Malgeri: la memoria…del giorno e della notte, organizzato dalla sezione Dimore storiche dell’Associazione Culturale Le Muse di Reggio Calabria.

Il presidente Giuseppe Livoti, insieme alla delegata Muse per le Dimore Storiche, Marinella Malgeri, hanno annunciato un primo appuntamento dove protagoniste saranno le belle ed importanti architetture dei primi novecento che danno lustro ed arricchiscono di storia le nostre città e cittadine, evento questo come tanti altri, bloccati da mesi a causa della pandemia. 

Con il patrocinio dell’Amministrazione del Comune di Bova Marina si terranno, dunque, gli Incontri a Palazzo Malgeri: la memoria…del giorno e della notte, titolo suggestivo scelto per dare la possibilità a turisti, curiosi e amanti dell’architettura di vedere il piano terra dello storico palazzo, inserito ormai da tanti anni nel progetto Casa Reale e nell’associazione nazionale Italia Liberty.

«Si è pensato – ha dichiarato Malgeri – di fare visionare al pubblico solo alcuni ambienti scelti in base alla tematica della serata, proprio per fare appronfondire quello che è il bene nei suoi particolari».

«Due giorni – ha ricordato Giuseppe Livoti – ed esattamente venerdi 13 e sabato 14 agosto in cui parte dell’edificio sarà aperta dalle ore 21 alle ore 24 ma con una caratteristica dal grande impatto comunicativo. Non si poteva non creare anche un momento di incontro e scambio con varie personalità e, allora, il lussureggiante cortile ospiterà alle ore 21,30 due conversazioni tra arte, parola ed immagine inserite in due importanti mostre “effimere” poiché, sarà possibile visitarle esclusivamente in questi due giorni».

Si inizia venerdì 13 con La memoria del giorno… dove si parlerà del lavoro con particolare riferimento alla lavorazione dell’agrume “colto”, quale il bergamotto, produzione storicamente molto diffusa in tutta la bovesia. All’interno del piano terra una mostra di ramiere ed oggetti di uso quotidiano, restaurati da poco, mostreranno proprio come questi oggetti venivano utilizzati.

I saluti saranno di Saverio Zavettieri, sindaco di Bova Marina, mentre l’ospite della serata sarà il dott. Ezio Pizzi, presidente del Consorzio del Bergamotto. Le tele dell’artista prof.ssa Cristina Benedetto completeranno il momento espositivo, mostrando come protagonista assoluto il noto agrume, inserito nell’ambiente paesaggistico e/o come natura morta, ricca di significati e significanti.

Sabato 14 sempre alle ore 21.30 la conversazione riguarderà La memoria della notte…, aspetti legati alla vita mondana di inizio secolo ed ancora al ruolo delle famiglie storiche reggine. Ospite il dott. Fabio Arichetta componente della Deputazione di Storia Patria, mentre una mostra molto particolare riguarderà la biancheria femminile da notte con pezzi unici dalle fine dell’800 ai primi del ‘900. Importante il ruolo delle lettura ed in tutto questo i protagonisti saranno i componenti del Laboratorio di Lettura Interpretativa delle Muse diretto da Clara Condello che, insieme ad Emanuela Barbaro, Adele Leanza, e Antonella Mariani, creeranno momenti di interazione con il pubblico.

«Due momenti dunque  per conoscere il nostro patrimonio – ha spiegato Malgeri – e la valorizzazione di ville e palazzi e proprio per questo la Sezione Muse dedicata alla Dimore, promuoverà tutti coloro che si assoceranno e che credono in questo progetto, che inizia così a prendere vita nella nostra regione, coniugando tutti i sensi e spingendo le amministrazioni locali a valorizzare cio’ che i nostri borghi e città custodiscono a volte dimenticandone valore e storia».   

Inoltre si ricorda come Le Muse hanno anche realizzato come –service- targhe turistiche visibili nelle facciate principali sia di Palazzo Malgeri che di Palazzo d’Agostino di Serrata, elementi utili ai visitatori per avere indicazioni ed un approccio critico estetico, con i testi scritti dal prof. Giuseppe Livoti. Nelle prossime settimane verranno annunciati i nuovo palazzi che ospiteranno i pannelli come le informazioni turistiche. (rrc) 

REGGIO – Domenica il primo appuntamento dell’Associazione Le Muse

Domenica 6 giugno, a Reggio, alle 19, è in programma il primo appuntamento degli Appelli culturali nelle sere d’estate organizzati dall’Associazione Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria, dedicato alla letteratura.

«Il direttivo del Premio Muse 2021 – si legge in una nota – non poteva non ricordare, rivalutare, fare memoria e promuovere il grande poeta neorealista Saverio Strati».

Il saluto delle varie personalità istituzionali presenti darà il là alla serata seguito dal primo messaggio importante, con la già premiata da Le Muse Marinetta Saglio – “fotografa dei divi” che ricorderà al pubblico la grande figura dell’étoile per eccellenza Carla Fracci, scomparsa in questi giorni e considerata una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo oltre ad essere stata definita nel 1981 dal New York Times la prima ballerina assoluta.

Confronto tra memoria, letteratura e contemporaneità con Palma Comandè, nipote di Strati la quale sarà introdotta per argomenti e richiami storici dalla prof.ssa Orsola Latella vice presidente Muse e dalla prof.ssa Titti Strano, le quali introdurranno contesto, periodo storico e dinamiche che hanno visto animare il neorealismo calabrese, non dimenticando i testi di Strati che ormai appartengono alla storia della letteratura come il Selvaggio di Santa Venere (Premio Campiello 1977) e Tibi e Tascia.

La Comandè converserà sul ruolo letterario di Strati oggi, non dimenticando la pubblicazione da lei curata in qualità di nipote e scrittrice di “Prima di tutto un uomo”, testo che esprime al meglio e con dovizia di particolari, la storia dei parenti, le origini e quel rapporto così intimo con la casa Strati ed  con la terra che influenzerà le vicende di una famiglia come tante nella Calabria a cavallo tra il secolo XIX e XX e della sua società rurale in cui la proprietà e il suo sfruttamento danno la misura di ricchezza e benessere da un lato, di povertà e sfruttamento dall’altro.

Il tutto tra momenti di letteratura interpretativa curate da Clara Condello – referente del Laboratorio Teatrale Muse con la partecipazione di Adele Leanza, Antonella Mariani, Elena Tropiano. Un viaggio culturale animato da tutti i sensi con varie sollecitazioni visive che accompagneranno la prima serata estiva della nota associazione reggina. Tutto verrà organizzato con i massimi accorgimenti post covid, entrate contingentate e posti prenotati proprio per applicare i regolamenti vigenti. (rrc)

 

STAITI (RC) – Le Muse consegnano libri per la Biblioteca Comunale

In occasione della Giornata delle Donne, l’Associazione Cultutale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio consegneranno dei libri alla Biblioteca comunale “Tommaso Campanella” di Staiti.

«Un appuntamento, questo, che ne risente delle restrizioni a causa del Covid ma che vuole essere segno e luce per la comunità intera» ha dichiarato il presidente Muse, Giuseppe Livoti.

L’Associazione, infatti, donerà libri, pubblicazioni di arte, poesia, musica, teatro, letteratura saranno donate affinché ne possano usufruire i ricercatori, gli studiosi e coloro i quali vorranno approfondire le loro conoscenze.

Il presidente Livoti ribadisce che si è pensato ad arricchire questa istituzione per rinnovare ed implementare il patrimonio librario così come è nelle priorità dell’amministrazione comunale di Staiti con l’attento sindaco avv. Giovanna Pellicanò.

Il protocollo che “Le Muse” firmeranno vedrà anche una presa di impegno con il comune affinché, con l’arrivo della bella stagione, con cadenze da concordare, il Laboratorio di Lettura e Teatro con la sua referente Clara Condello inviterà alla riflessione ed alla condivisione di testi, con la presenza di autori, per animare  momenti di lettura per la cittadinanza di Staiti e non solo, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni, anche con testi sulla letteratura calabrese.

Una giornata simbolica quella dedicata alla donna che è anche un momento di riflessione, di ricordo sulle conquiste politiche, sociali, economiche del genere femminile così come verrà ribadito dal primo cittadino “donna” avv. Giovanna Pellicano’ in apertura dell’evento e dal presidente del Consiglio Comunale, prof. Leone Campanella, mentre la vice presidente Muse, dott.ssa Orsola Latella, si soffermerà sulla letteratura al femminile, e concluderà la dott.ssa Clara Condello su il suo approccio di donna scrittrice e poetessa. 

Un momento, dunque, per riflettere e pensare, uno scambio che sarà promosso anche da vari collegamenti sui media e che cercherà di sopperire alle difficoltà di incontrarsi per scambiare pareri, giudizi ed opinioni in un momento come questo per fare memoria anche dei numerosi femminicidi (le donne sono state uccise principalmente in ambito affettivo/familiare (90% nel primo semestre 2020) e da parte di partner o ex partner (61%). Tutti dati questi in continuo aumento e che attestano un degrado della società e della civiltà in cui viviamo. (rrc)

In copertina, Livoti, Pellicanò e Campanella

REGGIO – Celebrata da Le Muse la Giornata mondiale delle Malattie Rare

L’Associazione Culturale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria ha celebrato, alla Chiesa di San Giorgio alla Vittoria, la Giornata Mondiale delle Malattie Rare.

Una celebrazione, quella per la Giornata Mondiale delle Malattie Rare che ha trovato ospitalità, alla parrocchia di San Giorgio alla Vittoria, guidata da don Nuccio Cannizzaro, che con Le Muse ed i suoi soci ha instaurato, essendo “chiesa degli artisti” un rapporto di cooperazione e collaborazione.

«Una iniziativa questa – ha ribadito in apertura dei lavori il presidente Muse Livoti – che da continuità ai precedenti ampi dibattiti sul sociale, e sull’inserimento del singolo con una malattia rara nella rete di relazioni, idea nata a voluta per la città di Reggio Calabria della psicologa dott.ssa Rosaria Melissi».

L’incontro, organizzato con il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi Calabria, ha visto la premessa della Melissi che ha subito chiarito come il  titolo scelto per l’evento è Lo sguardo: diversità espressive dell’io, espressione evidente dell’importanza che il corpo esprime nel relazionarci con l’ Altro. Il corpo visibile di ognuno è corpo sociale, costantemente immerso nelle relazioni che influenza e ne viene influenzato ed il modo in cui la persona si vede e il modo in cui l’Altro lo vede, prospettive in costante dialettica tra loro, prospettive irriducibili una nell’altra.

Nella realtà delle malattie rare, diviene di fondamentale importanza educare alla conoscenza di cosa vuol dire malattia rara e moltiplicare le prospettive, affinché lo sguardo dell’altro faccia vivere alla persona con “malattia rara” l’esperienza di vedere il proprio essere nella sua complessità. La dirigente Orsola Latella, vicepresidente Muse, si è soffermata sullo sguardo come riflessione comune, lo sguardo considerato come totalità delle forme, in cui gli occhi, rappresentano appunto un linguaggio, linguaggio muto.

Lo sguardo è condivisione di se, è visione, espressione e dovrebbe condurre oltre le apparenze. Importante è avere uno – sguardo lungo -, prendendo le distanze dai modelli omologati per approdare così a quel superamento tra ragione e sentimento come dimostrato dalla “coraggiosa gioventù scolastica” molto rigida e severa nell’ambito dell’autoapprendimento.

Il dott. Vincenzo Nociti, direttore Unità Operativa Complessa Geriatria – Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli, ha iniziato il suo intervento partendo dal concetto di Primo Levi, ovvero che «la dignità e la sicurezza di sé che nascono dall’esercitare un’arte per cui si è preparati».

Oggi, il linguaggio del corpo passa dal mittente al ricevente e nel declino della nostra società odierna non è facile interagire con gli altri poiché ci vuole la capacità di capirsi. L’uomo vale per quello che è, ma la malattia rara a volte non ci fa relazionare come vorremmo. Ha proprio ragione Aristotele – ha concluso il noto professionista Nociti, ricordando  che l’anima è la struttura stessa del corpo e dirige il funzionamento dei suoi organi per mantenerlo in vita. Quando l’anima lascia il corpo, questo diventa un corpo senza vita.

Il presidente Muse Livoti in qualità di docente d’arte, si è soffermato sul ruolo dell’occhio nella sguardo mettendo in evidenza un artista del passato come Gericault che con alcuni ritratti ha rappresentato una grande novità nel panorama artistico contemporaneo, trattando tematiche nuove e uniche con la volontà di approfondire in modo analitico la diversità psicologica umana con raffigurazioni di malati mentali che assumono la stessa dignità che possono avere le rappresentazioni dei nobili o degli alti prelati ed ancora Magritte che porta l’osservatore a “immaginare” per dare un senso surreale ad inedite “prospettive visive”.

Importante la rielaborazione della tematica affidata agli artisti de Le Muse Cristina Benedetto,  Pierfilippo Bucca, Daniela Campicelli, Maria Teresa CeretoMimma Gorgone, Antonella Laganà, Silvia Laganà, Adele Leanza, Francesco Logoteta, Emanuela Lugarà, Angelo Meduri, Santina Milardi, Grazia Papalia, i quali hanno restituito con tecniche miste, l’iride di occhi ritrovati con la sensazione del tempo perduto che delinea nel nostro -volto- la geografia della vita. (rrc)

REGGIO – Le Muse celebrano la Giornata Mondiale delle Malattie Rare

L’Associazione Culturale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere celebra la GIornata Mondiale delle Malattie Rare con un evento in programma per domani, alle 18, alla Parrocchia di San Giorgio alla Vittoria di Reggio Calabria.

Con il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi Calabria, si terrà, dunque, una celebrazione,  che prevede con una veste più introspettiva, ricordano gli organizzatori, la psicologa Rosaria Melissi ed il presidente Muse Giuseppe Livoti, che hanno voluto tale celebrazione per andare così a ricercare le diverse tracce che ognuno di noi porta nel proprio vissuto, attraverso lo sguardo dell’Altro.

Pensiero che prenderà forma con testimonianze tra psicologia e arte alla ricerca di quello sguardo che esprime le diversità espressive dell’Io”. La Giornata Mondiale delle Malattie Rare, così, punta all’“Essere Visti” con una prospettiva sia interpersonale, sia soggettiva e intrapersonale. E importanti le testimonianze di Don Nuccio Cannizzaro, parroco di San Giorgio della Vittoria – chiesa degli Artisti di Reggio Calabria, della dott.ssa Orsola Latella, vicepresidente ass. Le Muse e già dirigente scolastico, del prof. Giuseppe Livoti, presidente ass. culturale Le Muse e presidente Pinacoteca Area Grecanica di Bova Marina, della dott.ssa Rosaria Melissi, psicologa e del dott. Vincenzo Nociti, direttore Unità Operativa Complessa Geriatria – Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli.

Ed ancora, le attestazioni “virtuali” di artisti reggini quali Cristina Benedetto, Pierfilippo Bucca, Daniela Campicelli, Maria Teresa Cereto, Mimma Gorgone, Antonella Laganà, Silvia Laganà, Adele Leanza, Francesco Logoteta, Emanuela Lugarà, Angelo Meduri, Santina Milardi, Grazia Papalia, virtualità in cui l’occhio è protagonista di quella geografia dell’anima e della vita, segno tangibile del nostro essere. (rrc)

REGGIO – Le Muse ricordano Sergio Caristo

La sezione Dimore storiche dell’Associazione Culturale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria ha ricordato Sergio Caristo, proprietario della storica villa scomparso recentemente.

Il presidente Muse prof. Giuseppe Livoti, ha ricordato l’interesse e la finalità del sodalizio reggino per la promozione di residenze che rappresentano la storia architettonica della regione con particolare attenzione alla provincia di Reggio Calabria. Ed infatti Caristo, più volte, in qualità di proprietario dell’importante villa a Stignano, è stato presente in vari importanti eventi tra cui il “Progetto Casa Reale” promosso da Le Muse, Melito tv e dall’ing. Bruno Taverna che, nell’ultimo biennio, hanno realizzato una vera e propria schedatura virtuale di residenze dal grande valore storico-artistico.

Ed ancora, l’evento all’Archivio di Stato di Rc, diretto a suo tempo dalla dott.ssa Mirella Marra che per l’occasione presentò documenti attinenti l’importante edificio come la planimetria del fondo Scinà a Stignano,  con la pianta di Villa Caristo (a. 1908 atti Istruttori,  causa Minici-Caristo).

Livoti fa memoria anche della signorilità e disponibilità del noto professionista Sergio Caristo, volto alla divulgazione e promozione della struttura di proprietà della sua famiglia con l’unica presentazione a Reggio del volume che ricostruisce la storia dell’edificio che conserva, all’interno, affreschi con la raffigurazione di Pentidattilo, Placanica, San Luca e Chorio.

Villa Caristo è l’esempio più significativo dell’arte barocca in Calabria,  edificata sulle rovine di una villa di epoca romana appartenuta al patrizio romano Stenius da cui sarebbe poi derivato il nome dell’attuale Stignano. La costruzione sarebbe da attribuire ad epigoni del Vanvitelli o del Sanfelice o del Vaccaro, che la idearono, spronati dal fervore edilizio avvenuto nel napoletano durante il periodo borbonico. Ai piedi della scala di accesso vi è il gruppo marmoreo raffigurante Tancredi che battezza Clorinda morente (canto XII della Gerusalemme Liberata), unico in Italia e nel Mondo.

Il presidente Giuseppe Livoti e la prof.ssa Marinella Malgeri sono  vicini alla famiglia e annunciano, appena si potranno riprendere le attività, un evento per ricordare Sergio Caristo, mecenate di una residenza,  definita da Alfonso Frangipane, «la piu’ bella e la piu’ architettonica della regione, degna dei dintorni di Napoli, come di Torino settecentesca e di Catania barocca»(rrc)

REGGIO – Le Muse in ripartenza tra protocolli e collaborazioni

L’Associazione Culturale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria rilancia il nuovo anno sociale con nuove ed inedite attività, considerando la pandemia e le problematiche collegate agli assembramenti, che potrebbero accadere nello svolgersi di varie manifestazioni.

«Occorreva dunque non avendo potuto inaugurare ad ottobre – ha dichiarato il presidente Giuseppe Livoti – dare un segno di ripresa e di fiducia ai soci e simpatizzanti. E, così, in occasione dell’ Epifania insieme al Consiglio Direttivo ed alla vice presidente Orsola Latella, si è pensato di riunire tutti i soci per essere parte attiva di una celebrazione eucaristica solenne presso la Chiesa degli Artisti di San Giorgio alla Vittoria – tempio degli Artisti, accolti con entusiasmo da Don Nuccio Cannizzaro».

Le Muse, già invitate da Don Nuccio Cannizzaro al Tempio della Vittoria, al suo arrivo circa due anni fa, oggi,  non dimenticando l’accoglienza di mons. Giorgio Costantino, già parroco al Soccorso, approdano in quello che è il riferimento fisico delle associazioni culturali e service di Rc San Giorgio alla Vittoria, tempio degli artisti da Napoli in giù.

Una messa solenne è stata così celebrata, in cui don Nuccio, da buon liturgista e cerimoniere, ha accolto a braccia aperte, la nota associazione reggina che ha presentato ai presenti per la prima volta il nuovo Consiglio Direttivo.

«…È questo il luogo di ritrovo della città – ha ribadito più volte don Nuccio – e… questo tempio, rinato a nuova vita, a poco a poco restituito ad un nuovo splendore, vede oggi “Le Muse” animare il primo evento sacro dell’anno. Non a caso il giorno dell’Epifania, giorno che serve per contemplare i sentimenti, per ripensare il cammino dei magi, tradizione della Chiesa, della tradizione antica della Chiesa e Le Muse oggi ripartono in cammino per cercare di recuperare quel senso di fratellanza e fraternità perduto in questi mesi».

Il presidente Livoti, ha ricordato, anche, le adesioni all’evento: dal presidente di Nuovo Giangurgolo Oreste Arconte, alla presidente Adisco Franca Arena Tuccio, da Roberta Zehender, presidente Associazione Volontari Ospedalieri ai vari soci del Lions Area Grecanica, che hanno creato, tutti insieme, la suggestione nel rito sacro.

Livoti, a fine celebrazione, ha letto la preghiera degli artisti che richiama il mondo distratto, e che dovrebbe «mostrare o meglio dare forma» a qualcosa di Dio attraverso la propria individualità creativa. Presenti anche numerosi pittori, scultori, fotografi reggini, segno questo, per la vice presidente Muse Orsola Latella «del voler recuperare quel tempo della memoria che è andato perduto e che si ritrova nell’unione dei vari linguaggi».

Ai saluti finali, a Don Nuccio è stato consegnato il distintivo Muse in argento, creato per l’occasione dell’orafo Giovani Malavenda, ed è stato ricordato come nei prossimi giorni verrà presentato un importante protocollo di intesa con il comune di Staiti e vari eventi, sul rapporto dell’arte e della sua sacralità, proprio in sinergia con il tempio di San Giorgio creando dei veri e propri approfondimenti, utili alle nuove generazioni di artisti della città e provincia di Reggio Calabria. (rrc)

REGGIO – Le Muse ripartono con la celebrazione augurale alla Chiesa degli Artisti

«In occasione dell’Epifania, insieme al Consiglio Direttivo ed alla vicepresidente Orsola Latella, si è pensato di riunire tutti i soci per essere parte attiva di una celebrazione eucaristica solenne presso la Chiesa degli Artisti di San Giorgio alla Vittoria – tempio degli Artisti, accolti con entusiasmo da Don Nuccio Cannizzaro».

Lo ha reso noto Giuseppe Livoti, presidente dell’Associazione Culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere”, invitando gli artisti della città di Reggio a partecipare alla Santa Messa, che si concluderà con la Preghiera degli Artisti.

«L’Associazione Culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria – ha spiegato Livoti – dopo avere rinnovato il Consiglio Direttivo per riaprire con il nuovo Anno Sociale, ed esattamente il 21esimo con le sue attività, ha subìto, in questi mesi, una fase d’arresto a causa della pandemia.Un periodo lungo e difficile, perché il sodalizio è un vero e proprio punto di riferimento della città. Lo dimostrava la sua apertura settimanale con le varie attività, dal Laboratorio Teatrale al Coro delle Muse, dal Laboratorio di Poesia ai Videodibattiti. Questi eventi animavano la vita dei tantissimi soci, diversi per età e per interessi, ma tutti insieme riuniti per tracciare quel solco della diversità formativa che la cultura deve pretendere». 

«Un luogo libero, “Le Muse” – ha detto ancora Livoti – aperto a tutte le idee sociali, umane e politiche, mai volte al “pensiero unico”, perché crediamo che la diversità di opinione e formazione, sia il valore aggiunto del nostro tempo. In questi mesi, la virtualità dei mezzi di comunicazione e, le sporadiche occasioni di incontro hanno fatto emergere come l’essere umano sia rimasto –isolato – nel loro mondo, a volte nella loro tragedia: l’associazionismo è vita, vitalità, conoscenza». 

«Tra le tante affermazioni nei nostri continui contatti telefonici – ha proseguito il presidente del sodalizio reggino – è stato bello e utile sentire come, per alcuni, gli appuntamenti domenicali venivano definiti momenti –profani – dopo la santa messa. Ci si sentiva uniti nel rispetto di quel senso di familiarità che, ogni settimana, riusciva anche a riunire, presso presso la storica sede di via San Giuseppe, più di cento persone. Occorreva dunque con l’arrivo del nuovo anni creare un segno, un simbolo pur se di lenta ripresa». (rrc)