REGGIO – Bronzi 50, dal 24 Letture dalla Magna Graecia

Dal 24 al 27 settembre, a Reggio, è in programma la rassegna teatrale Lettura dalla Magna Graecia, parte integrante del programma finanziato dalla Regione Calabria per la celebrazione del 50° Anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace.

Quattro gli appuntamenti, che vedrà sul palco grandi nomi del teatro italiano e una serie di interventi artistici e spettacolari all’interno dei principali spazi d’arte della Magna Grecia, da Reggio Calabria a Locri passando per Casignana, raccontando un territorio unico al mondo, metafora dell’incontro tra culture e da sempre crocevia del Mediterraneo.

A salire sul palco in questa riscoperta della ricchezza e della storia della Magna Grecia, saranno Antonio Catania, Anna Bonaiuto, Pasquale Anselmo, Annamaria De Luca, Max Mazzotta, Giuliana De Sio, Debora Caprioglio e Francesco Montanari che – tra Platone e Socrate, Ulisse, Aristofane e molti altri – faranno incontrare sul palco mitologia, storia e teatro intorno a quella culla di cultura che è stata la Magna Grecia, connubio di miti e stili che ha dato vita a leggende e narrazioni, oggi terra da scoprire e vivere 12 mesi l’anno.

«Rendiamo esecutivo – ha dichiarato il vicepresidente della Giunta regionale con delega al ramo, Giusi Princi – un primo progetto del più ampio piano che abbiamo predisposto per celebrare il ritrovamento dei bronzi, che ci vedranno impegnati sino al prossimo agosto 2023 in una serie di attività di carattere nazionale ed interazionale, tutte finalizzate a raccontare questa Calabria che si rilancia partendo dal suo patrimonio storico”.

Con la direzione artistica di Lindo Nudo e curate da Vincenza Costantino, le Letture della Magna Grecia avranno luogo dal 24 al 27 settembre 2022 (sempre alle 19.00 a ingresso gratuito) in spazi storici e suggestivi della Calabria: dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria – che il 24 settembre sarà il palco della BrisElenadi Anna Bonaiuto e della Mitica Calabria di Antonio Catania – al Museo Archeologico di Locri, che il 25 settembre prenderà vita grazie ai brani tratti da Timeo e ilSimposio di Platoneportati in scena da Pasquale Anselmo e il liberoadattamento in chiave di monologo della Lunga notte di Medea di Annamaria De Luca.

E ancora: il 26 settembre, a Casignana Villa Romana, Max Mazzotta interpreta I Cavalieri di Aristofane mentre Giuliana De Sio leggerà le avventure di Ulisse attraverso i Mostri Polifemo e Maga Circe. Il 27 settembre, a Piazza Castello Aragonese (Reggio Calabria) Debora Caprioglio si troverà a tu per tu con i Bronzi di Riace, nell’anno del cinquantenario del loro ritrovamento, grazie a un espediente teatrale in Io Sono Mito, mentre Francesco Montanari interpreta Il Processo, tratto da l’Apologia di Socrate e Critone di Platone.

Oltre alle letture serali, il 26 e 27 settembre avranno luogo anche Masterclass e Workshop presso lo Spazio Teatro di Reggio Calabria. Il 26 settembre, alle ore 18, va in scena lo spettacolo teatrale La Ragazza con l’Arco – Atalanta, con Adriana Eloise Cuzzocrea e Gaetano Tramontana a cura della Compagnia Teatrale Spazio Teatro (età consigliata da 8 anni in poi). Il 27 settembre – dalle ore 14.30 alle ore 17 – si terrà una Masterclass teatrale a cura dell’attore e regista Lorenzo Pratico. Infine, il 27 settembre – dalle ore 17.30 alle ore 19.30 – spazio al Workshop Scritture del Tragico, a cura dell’attore, regista e drammaturgo Gaetano Tramontana(rrc)

IN CALABRIA LA CULTURA È IN SVENDITA
E I MUSEI SONO “ORFANI” DI ATTENZIONI

di ANTONIETTA MARIA STRATI – «La Calabria potrebbe vivere solo di turismo, ma perché i musei sono ridotti così?». È quanto si sono chiesti diversi turisti milanesi in vacanza in Calabria.

È una domanda più che lecita, che porta a domandarsi il motivo per cui ci sia così tanta trascuratezza nei confronti dei luoghi di cultura che, invece di essere valorizzati e promossi, spesso rimangono all’angolo e lasciati in balìa di se stessi.

È inutile dire che chi viene in Calabria se ne innamora e lascia un pezzo di cuore qui, con la voglia di ritornare appena possibile,  ma, accanto alle cose belle, ci sono anche quelle che hanno lasciato l’amaro in bocca. I musei in Calabria dell’arco jonico reggino, per esempio. Che, pur essendo di grande suggestione e richiamo, rivelano la grande trascuratezza in cui sono abbandonati, con poca valorizzazione dei propri tesori e scarsa considerazione per il visitatore.

La cultura in Calabria sembra essere in svendita, senza valore. E questo fa male. Fa male perché vedere quei tesori ritrovati, frutto di anni di lavoro e di ricerca trattati come se fossero pezzi di poco conto non è giusto. Non è giusto trovare i Musei della Città Metropolitana di Reggio Calabria in condizioni di trascuratezza, non è giusto che i musei debbano arrancare da soli perché la Regione o il Governo si dimenticano della loro esistenza – o non vogliono investirci. 

Non è giusto – né rispettoso – che l’ingresso al museo di Locri o di Monasterace si debba pagare solo quattro euro, quando la visita al Castel Sant’Angelo di Roma costa 15 euro, senza visita guidata. Perché la cultura in Calabria deve essere svenduta e sminuita? Certo, pagare poco una entrata al Museo fa sempre piacere – considerando spesso i costi un po’ alti – ma non si pensa che, magari, quei soldi possono aiutare il museo?

Da qui, è emersa la consapevolezza – amara – che in Calabria ci sono musei di serie A e di Serie B. E, purtroppo, a parte quello di Reggio, gli altri sembrano essere di serie B.

Il MArRC, per esempio, è un museo di serie A. È innegabile la bellezza dei tesori che il Museo custodisce – d’altronde, è la casa dei Bronzi di Riace – e il percorso che offre ai suoi visitatori è un viaggio magico alla scoperta di un’era che non c’è più raccontata dai reperti che sono stati trovati. Ad arricchire il tutto, le innumerevoli mostre che rendono l’esperienza ancora più magica, ancora più ricca, grazie all’encomiabile impegno del suo direttore, Carmelo Malacrino, che cerca di portare al MArRC mostre di alto profilo, spesso da lui curate e che si rivelano sempre di grande successo.

Ma, se il MArRC è un “sogno jonico”, basta salire un po’ più in alto per scoprire che sì, ci sono altri musei, ma non sono curati come lo è quello di Reggio.

Basta vedere in che condizioni in cui versa il Museo e Parco Archeologico dell’Antica Kaulon, a Monasterace. Il Museo è in ristrutturazione – in piena stagione estiva, e già questo fa storcere il naso – e, quindi, all’interno del museo si può solo vedere una stanza. Quattro teche, nulla di più.

Non è messo meglio il Parco Archeologico, dove 10 anni fa fu ritrovato il Mosaico del Drago, che è stato definito «il più grande mosaico di epoca ellenistica rinvenuto al Sud», oltre che il più antico della Calabria, in quanto risale al IV secolo.

Una scoperta importantissima, tant’è che il Fai, addirittura, avviò un progetto per la sua ricollocazione in situ, in quanto il mosaico era stato esposto al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Quella del mosaico, tuttavia, è una storia di breve celebrità: se ne  sono dimenticati tutti – tranne RaiNews che ha dedicato un servizio per appunto i 10 anni dal ritrovamento. Eppure, lo stesso Comune di Monasterace, ai tempi del suo ritrovamento, scriveva che «per le sue caratteristiche, il il mosaico può assurgere a simbolo dell’intera fascia territoriale della Locride archeologica e il progetto per il recupero e la ricollocazione nel suo contesto originario essere l’emblema della valorizzazione delle risorse culturali e ambientali del territorio».

Non è stato da meno nemmeno il Ministero della Cultura che, candidamente, ha deciso di dedicare un post su Facebook al mosaico, ma non per la ricorrenza, bensì perché rientra tra gli “animali e luoghi fantastici”, un viaggio promosso dal Mic in collaborazione con Finestre sull’Arte.

Ma non è solo il mosaico a essere “orfano” di attenzioni: anche il Parco, purtroppo, si presenta in uno stato di totale abbandono, con pochi pannelli informativi e pochi recinti a “salvaguardare” e proteggere i preziosi reperti.

Recinzioni che mancano anche sul delimitare nella spiaggia, permettendo, così, ai cittadini o turisti, di entrare tranquillamente nel Parco Archeologico per scendere a mare.

Un fatto, che mette a rischio il sito e che lo espone a possibili danneggiamenti, che si possono facilmente provocare data la totale assenza di controlli. D’altronde, se nei mesi scorsi il direttore Malacrino denunciava la mancanza di personale al suo MArRC, è forse troppo pretendere la presenza di personale che vigili su dei reperti così preziosi. 

Un discorso che si ripete, purtroppo, anche al Parco Archeologico di Locri, che è completamente abbandonato. Invece di un Parco, sembra di trovarsi nella terra di nessuno, dove i pannelli informativi sono completamente sbiaditi dal sole, lasciando i poveri turisti in balìa di se stessi e di un parco dove c’è il rischio di perdersi.

Infatti, in biglietteria, c’è un foglio con su scritto di chiamare due numeri se ci fossero problemi all’interno del Parco, perché non c’è personale, al suo interno.

Ed è un peccato perché, insieme ai vari reperti, c’è il Casino Macrì che, come c’è scritto in uno dei pannelli informativi al suo interno, è «il cuore della città antica», dove si sovrappongono e intrecciano edifici e testimonianze che documentano 2700 anni di storia, dalla fondazione di Locri Epizefiri fino ai giorni nostri».

Una struttura fondamentale, peccato che nel librone che si trova appena entrati nel Museo – perché è stato adibito a Museo – si legge spesso una frase lasciata dai turisti: «ripristinare la cartellonistica che non è più leggibile».

Quello di Locri e Monasterace sono solo due esempi di come due siti importanti della Provincia reggina siano svalutati in modo inverosimile e senza motivo, dimostrando come l’amministrazione pubblica di Enti così importanti non è sufficiente, se il risultato è questo.  Allora ecco una provocazione: Perché non privatizzarli? Un esempio di come il privato riesca a dare il giusto valore al Museo è il Musaba di Nik Spatari. L’ingresso costa 10 euro, ma l’esperienza espositiva è qualcosa di unico.

Al di là dell’arte e di ciò che ha creato il compianto Nik Spatari, la differenza tra un Museo gestito pubblicamente e privatamente è innegabile. E, allora, senza dover aspettare miracoli o nuovi finanziamenti dal Ministero della Cultura, perché non diamo in mano ai privati questi Musei reggini che sono in stato di abbandono? Sarà una proposta che potrebbe far storcere il naso, ma penso che lo faccia storcere ancora di più vedere i luoghi della cultura ridotti così. E, se Regione, Governo o chicchessia, non faranno nulla a riguardo, allora è vero che in Calabria la cultura è in svendita e che esistono musei di serie A e B.

Gli esempi di Locri e Monasterace sono i più evidenti, ma basta salire un po’ sopra Monasterace e arrivare a Roccelletta di Borgia e trovare una situazione surreale che sta vivendo il Museo e Parco Archeologico di Scolacium che, come ha denunciato l’assessore al Turismo del Comune di Squillace, Franco Caccia, è vittima di «una gestione dissennata che determina danni all’immagine e all’economia per il turismo di tutto il comprensorio del Golfo di Squillace».

Quello di Scolacium, ma non solo, è la dimostrazione vivente di come ci siano «burocrati che dis-amministrano i tesori del nostro territorio» piuttosto che valorizzarli. E non bastano i quattro milioni dal Ministero della Cultura a compensare i disagi che il Parco Scolacium ha dovuto subìre nel corso della stagione estiva: prima l’apertura a tempo ridotto, poi la chiusura per due giorni a settimana del sito, confermata dalla funzionaria Elisa Nisticò.

Ma, mentre delle difficoltà del Parco Scolacium se ne parla, come scrive Giuseppe Lacquaniti sulla Gazzetta del Sud, «sul Parco di Medma di Rosarno è calato un assordante silenzio tombale», la cui apertura è attesa da 20 anni.

Una situazione che ha portato la comunità locale a pensare «che nella Città Metropolitana di Reggio Calabria vi sono coloro che remano contro, fingendo di tessere di giorno la tela per poi di notte disfarla» e, scrive Lacquaniti, «la Metrocity aveva chiesto diversi mesi orsono del tempo per mettere a posto alcune pratiche catastali», per poi sposare l’idea di «cedere il Parco in concessione con gara a evidenza pubblico, fingendo di ignorare che i 13 ettari del Parco sono per metà di proprietà dello Stato e per metà sono gestiti dall’Istituto Agrario, che li utilizza per le attività tecnico-pratiche degli allievi».

Una vera e propria vergogna, se si pensa che l’ultimo intervento di restyling risale al 2014 grazie a un contributo di oltre 1 milione di euro messo a disposizione dalla ex Provincia che, tuttavia, non è durato a lungo, lasciando il Parco in una condizione disastrosa e abbandonata, con l’impianto di illuminazione completamente distrutto, pannelli della recinzione mancanti in alcuni tratti, tanto per citarne alcuni.

Intanto, è recente l’annuncio, da parte della vicepresidente della Regione, Giuseppina Princi, dell’investimento di 10 milioni per sostenere «gli eventi culturali, tra cui quelli storicizzati da diversi anni, nonché le realtà teatrali, non dimenticando una particolare attenzione al sostegno delle diverse realtà artistico-musicali, come quelle bandistiche».

«Insieme al Presidente Roberto Occhiuto, abbiamo delineato un piano di rafforzamento e riorganizzazione del settore Cultura che vada dagli strumenti di sostegno finanziario per i diversi attori del comparto, all’avvio di un serio lavoro di aggiornamento di quel corpus di norme che regolano il settore», ha spiegato Princi, che ha parlato di una nuova programmazione, oltre che della necessità di riorganizzare e aggiornare delle normative regionali di settore che per alcune aree sono ferme a leggi emanate oltre 30 anni fa «e quindi – ha spiegato – da aggiornare ai tempi diversi ed esigenze del comparto».

In tutto questo, viene da chiedersi dov’è la Direzione Regionale dei Musei – Calabria che, proprio a fine luglio, ha sottoscritto una convenzione con le Soprintendenze per valorizzare i musei.

«L’intesa – si legge – nasce dalla convinzione che il patrimonio archeologico della Calabria, in qualunque posto esso sia custodito e da chiunque sia gestito, è parte indistinta della memoria e della storia della ricerca archeologica dello Stato e che per questo motivo ne vada ricercata la gestione migliore e più unitaria possibile».

«Intendiamo favorire processi e programmi comuni di tutela, ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale per promuovere uno sviluppo sostenibile e un riequilibrio sociale nei territori» ha sottolineato il direttore ad interim della DRM Calabria, Filippo Demma.

L’iniziativa è sicuramente pregevole, ma se i tesori e i reperti devono essere abbandonati o stipati nei magazzini dei Musei, allora forse è meglio pensare a un’alternativa diversa altrimenti, è la storia del cane che si morde la coda.

Fa riflettere il commento lasciato da un utente sotto il post della pagina satirica Facebook Lo Statale Jonico in cui c’è scritto «Considera che se avessimo un po’ di testa, in Calabria potremmo vivere di turismo», in cui dice che «in Calabria non abbiamo la mentalità per puntare sul turismo». E se c’è questa mancanza, come si pensa di poter sostenere la candidatura della Locride a Capitale Italiana della Cultura 2025? Ma, soprattutto, con la situazione descritta prima di due Musei e Parchi Archeologici che si trovano proprio nella Locride, con che faccia e coraggio ci presentiamo all’Italia e pretendiamo di diventare Capitale della Cultura, se la cultura stessa la trattiamo come se fosse uno straccio?   (ams)

A Locri i violoncelli di Sfra-Cellos in piazza Moschetta

Arriva stasera a Locri nella piazza di Moschetta l’orchestra di Violoncelli “Sfracellos” per concludere una estate locrese di alto livello. Il gruppo musicale sarà diretto dal Maestro Giovanni Curinga.

«Gli “Sfracellos” – spiega Curinga – riunisce un gruppo di altri tre musicisti a Marina di Gioiosa Ionica, nella sede di Eureka Cultura, per provare alcune trascrizioni di quartetti d’archi per soli violoncelli. La buona riuscita della cosa stimola tutti a continuare, mentre nel frattempo altri giovani si avvicinano allo studio dello strumento, sempre in seno all’Associazione “Eureka”. “L’incrementarsi dell’organico porta a rendere meno occasionali gli incontri e nasce quindi l’idea di creare un programma ad hoc per il gruppo, avvalendosi della mano compositiva del Maestro Ferdinando Curinga incaricato di trascrivere brani del repertorio classico e moderno, per orchestra di violoncelli». La prima esibizione dell’organico completo (11 elementi) si ha nel luglio 2018 dopo della quale tutti i musicisti, galvanizzati dalla spettacolare riuscita della cosa, decidono di ufficializzare il gruppo battezzandolo come “sfracellos” (nome derivante in parte dallo strumento Cello, in parte dal significato vero e proprio del termine sfracello, utilizzato appunto per indicare una grande quantità di qualcosa: di note, di musicisti, di entusiasmo, di pubblico ecc.). L’avvento della pandemia nel 2020 – racconta il maestro Curinga – rallenta di molto l’evolversi della cosa, ma il gruppo rimane nonostante tutto molto compatto e ancora più desideroso di voler riprendere e continuare a crescere, cosa che si avvera ma mano che si ricreano le condizioni per poter lavorare». 

Oggi l’orchestra si compone di nove violoncellisti e un percussionista stabili, diretti dal Maestro Giovanni Curinga che ne è anche primo violoncello, e di altre quattro future promesse. Gli Sfracellos vantano un repertorio che spazia dal barocco al rock, passando per la musica romantica e contemporanea. L’obiettivo del gruppo è quello di diffondere e promuovere la cultura del violoncello nel territorio mettendo in luce le grandi potenzialità nascoste dello strumento. La prima stagione concertistica del gruppo ha inizio nel giugno 2022, quando gli Sfracellos si presentano a Pirgo di Grotteria per il concerto inaugurale. (rs)

A Locri inaugurato il Teatro all’Aperto

di ARISTIDE BAVAUn orgoglio per Locri e per la Locride. Immenso l’entusiasmo del sindaco Giovanni Calabrese nel prendere la parola per solennizzare l’inaugurazione del Teatro all’aperto di Contrada Moschetta.

«Adesso dobbiamo pensare in grande. Questo Teatro non ha nulla da invidiare a quelli di Siracusa e Taormina».

Una struttura immensa che può ospitare 3500 persone e che mercoledì sera ha offerto l’effetto del “grande spettacolo” e non solo per la splendida esibizione della Soprano Carly Paoli accompagnata dal suo “fido” maestro Gianluca Marcianò e dalla sorprendente orchestra dell’Accademia Senocrito di Locri diretta dal maestro Saverio Varacalli ma anche e soprattutto per la festosa presenza di tanti cittadini arrivati da ogni centro della Locride e da un parterre di ospiti di indubbia qualità a partire dal Prefetto Massimo Mariani, dal Vescovo Mons. Francesco Oliva, dai rappresentanti delle forze dell’ordine al gran completo e da alcuni esponenti politici di primo piano quali l’assessore al turismo Fausto Orsomarso e alle politiche sociali Tilde Minasi.

Una serata snella condotta da Nicola Procopio iniziata con la proiezione di un video che, alla presenza di molti sindaci, ha esaltato le bellezze di Locri e della Locride e che deve seriamente far riflettere sulle possibilità di far diventare la Locride capitale della cultura 2025 grazie anche a questa nuova importante potenzialità “sognata” 18 anni addietro dall’ex sindaco Carmine Barbaro e portata adesso a compimento da Giovanni Calabrese che non ha mancato di parlare nel suo intervento della  necessità di lavorare, con gli altri sindaci, per un grande progetto comune.

Durante la serata il ringraziamento anche all’imprenditore Nicola Capogreco che unitamente alla moglie ha ceduto a titolo gratuito un vasto appezzamento di terreno per completare l’imponente Teatro all’aperto destinato a produrre tanta cultura. Ed è proprio il leit motiv della cultura certamente anche arma vincente per combattere la criminalità che è stata oggetto delle forti considerazioni del Prefetto Massimo Mariani  e del Vescovo della Diocesi Locri-Gerace, Francesco Oliva, a margine della inaugurazione. 

«La Locride – ha detto il Prefetto Mariani – ha grandi potenzialità e vedere il positivo risultato di oggi  con l’inaugurazione di questo teatro è, per me,  motivo di grande soddisfazione anche perchè sono convinto che proprio grazie alla cultura si può valorizzare tutto ciò che di positivo esiste in questo territorio. Bisogna insistere così come stiamo facendo noi grazie all’intenso lavoro che stanno facendo le forze dell’ordine che mi sento di dover ringraziare per i grandi sforzi che vengono fatti per garantire condizioni di vivibilità qui nella Locride.  Noi ci siamo e continueremo ad esserci».

«Adesso bisogna insistere – ha concluso –. La Locride merita attenzione positiva e il nostro augurio e che proprio questo Teatro sia fonte di cultura, svolga pienamente le proprie funzioni e possa contribuire al riscatto di questo territorio». 

Mons. Francesco Oliva, dal canto suo, dopo aver scherzosamente fatto riferimento ad un iniziale  accenno di pioggia che – ha detto – è quasi una benedizione che viene dall’alto su questa struttura, ha insistito sulla parola “grazie” pronunciata più volte. 

«Mi sento di dover usare la parola “grazie”, che faccio subito mia, – ha detto – perché poter disporre di un’opera così importante nel nostro territorio è una cosa meravigliosa. È un segno di speranza; direi anche un segno di futuro. Il futuro è possibile anche in questa terra. Affinché questo sia possibile è necessario che tutte le sinergie operino insieme in maniera che le opere che si sognano diventino realtà».

«Dico ancora grazie a tutti coloro che hanno contribuito – ha aggiunto – perché questa opera fosse portata a termine perché ritengo che questo è anche un importante segno dell’attenzione degli organismi istituzionali a cui dico ancora grazie perché in questo modo si è anche dimostrato che le forze del male che certe volte impediscono il compimento di opere previste, prevalessero. Partiamo da questa opera e dalla cultura che la stessa può portare sul territorio per guardare al futuro con rinnovata speranza».

Un futuro che è già presente, con il sogno che il territorio  sta vivendo  con la sfida per Locride Capitale della cultura 2025.Chissà che quella pioggia iniziale  che è stata richiamata da Mons. Francesco Oliva non sia veramente una “benedizione” arrivata dall’alto. (ab)

In copertina, il sindaco Calabrese e mons. Oliva

 

Il Liceo Zaleuco di Locri alla commemorazione in ricordo di Paolo Borsellino

Un pomeriggio denso di emozioni, quello che si è vissuto martedì, 19 luglio, alle ore 17.00, sotto l’insegna della via dedicata ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per commemorare la scomparsa di quest’ultimo, avvenuta, nello stesso giorno e nella stesa ora, trent’anni fa in via Mariano d’Amelio a Palermo.

Un ordigno esplosivo di intensità inaudita esplose proprio mentre il giudice stava citofonando alla madre, per accompagnarla dal cardiologo. In un attimo fu dilaniato lui e cinque componenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

All’evento, oltre alle Forze Militari, all’Amministrazione Comunale, nella persona del sindaco Giovanni Calabrese e dell’assessore Domenica Bumbaca, a diversi cittadini, anche e soprattutto la presenza delle scuole. E non poteva mancare una rappresentanza del Liceo Scientifico Zaleuco di Locri, nella persona del vice Preside prof. Vincenzo Romeo, accompagnato dalla prof.ssa Rosella Fontana, dalla prof.ssa Raffaela Cortese, e dai due ex rappresentanti d’Istituto, Giorgio Arcidiacono e Angelo Praticò.

Quest’ultimo si è detto orgoglioso di chiudere in bellezza la sua funzione di rappresentanza, partecipando ad un momento di così alta levatura civica e morale. Una scuola, il Liceo Zaleuco, che non smette di trasmettere valori ai suoi allievi, richiamando ad una legalità che non è fatta solo di regole da imparare, da ricordare, ma da atteggiamenti da vivere, da incarnare nella vita sociale, per creare un ambiente sempre più consapevole che, fare la cosa giusta, senza prevaricare, nel rispetto e nel dialogo, possa allontanare quella pseudo – sicurezza dettata da un atteggiamento vessatorio, violento e omertoso. Il sacrificio di Borsellino non è stato solo quello di un giudice che rappresentava le Istituzioni, ma anche quello di un uomo che amava ridere, scherzare, amante della sua terra, appassionato della sua famiglia. La vera lezione sta in questo: per essere veri e autentici cittadini, bisogna essere, prima di tutto, persone leali, autentiche, che sanno stupirsi della bellezza, che la sanno scovare anche dove sembra non ci sia, anche nelle tenebre più profonde. Bisogna crederci e avere coraggio!

Ed è per questo che ci vuole una formazione scolastica che punti alla conoscenza, intrecciandola ai desideri dei ragazzi, per tessere un uomini caparbi, resilienti e liberi, capaci di affrontare, a testa alta, il futuro nella sua complessità. Cittadini che forgino un futuro propositivo, superando tutta l’incertezza della situazione socio – politica che stiamo vivendo nel presente. Quindi, un ringraziamento, è doveroso, al Liceo Zaleuco, per stimolare continuamente, in maniera eccellente, ideali sani ed eticamente lodevoli. Dopo aver posto una corona, per ricordare il momento della strage, l’Assessore Bumbaca ha letto alcune frasi del giudice Borsellino.

Al termine, ognuno ha ripreso la sua strada, ma non da solo, portando con sé una parte di Paolo Borsellino. “La lotta alla mafia deve essere, innanzitutto, un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità” (Paolo Borsellino). (Luisa Totino)

LOCRI – Domenico Catalano presidente del Rotary Club di Locri

Con il passaggio delle consegne, Domenico Catalano è, ufficialmente, presidente del Rotary Club di Locri, succedendo a Luigi Brugnano.

Il passaggio delle consegne è avvenuto al Grand Hotel President, alla presenza di autorità rotariane e di numerosi soci, nel corso della consueta cerimonia che sancisce il termine dell’anno rotariano e l’inizio di quello nuovo, ha preso per primo la parola il Dott. Brugnano che, dopo avere esposto in maniera esaustiva e documentata da slides, tutte le attività che hanno visto impegnato il club durante l’anno appena trascorso, ha consegnato degli attestati di riconoscimento ad alcuni soci (Archinà, Attisano, Aversa, Roemo, Tortora e Ursino) che si sono contraddistinti per il particolare impegno  profuso ed ha conferito due Paul Harris Fellow al socio onorario Dott.ri Gaetano Gargiulo e al socio Dott. Vincenzo Schirripa. Di seguito ha preso, quindi, la parola la Dott.sa Maria Pia Porcino in qualità di assistente del Governatore uscente, la quale ha avuto espressioni di stima e di apprezzamento per tutte le attività che hanno visto impegnato il Club di Locri durante l’anno appena trascorso.

È stata , poi, la volta del nuovo Presidente del Club Dott. Domenico Catalano che ha presentato il nuovo direttivo dell’anno rotariano 2022/2023 che sarà così composto: Vice presidente Dott.ssa Carmelita Mittoro; Presidente incoming Dott. Pasquale Tavernese; Past Presidente Dott. Luigi Brugnano; Segretario M° Vincenzo Ursino; Segretario esecutivo Avv. Francesco Archinà; Prefetto Sig. Decio Tortora; Prefetto esecutivo Dott. Vincenzo Finis; Tesoriere Dott. Carmelo Carbone; Consigliere Avv. Pasquale Sansalone (PDG); Consigliere Avv. Salvatore Spagnolo; Consigliere Ing. Edmondo Crupi; Consigliere Dott. Salvatore Cilea.

Il neo Presidente ha, infine, esposto il programma per l’anno rotariano appena iniziato assicurando una continuità d’azione con la prosecuzione di alcuni progetti che fino ad oggi hanno visto impegnato il club in attività determinanti ed incisive nella crescita del territorio, nonché ha annunciato nuovi progetti che vedranno coinvolti in maniera particolare le nuove generazioni che costituiscono la linfa vitale della società.

Nello svolgimento del suo mandato, il Presidente sarà coadiuvato da dieci commissioni che lo affiancheranno insieme al direttivo, oltre che nelle funzioni interne anche nei vari settori del sociale che il Rotary segue e promuove sia con iniziative circoscritte al proprio comprensorio sia con quelle di interesse internazionale.

Infine, ha concluso i Lavori il Dott. Antonio Enrico Squillace, nella qualità di assistente del nuovo Governatore del neo Distretto 2102 Dott. Giovanni Policastri, che ha assicurato la sua vicinanza al Club e ha rivolto un augurio di buon lavoro a tutti i soci.

Il club di Locri, uno tra i più antichi e blasonati della Regione, si accinge, dunque ad aprire un altro capitolo della sua lunga storia (è stato fondato nel 1961 e ha espresso due governatori distrettuali) e ad affrontare un nuovo anno con lo spirito di sempre e con un nuovo Presidente che permetterà alla “ruota” di continuare il suo giro inarrestabile e assicurare continuità alle proprie iniziative con rinnovato impegno ed entusiasmo che vede coinvolti, ogni volta, nuovi soci pronti a dare il proprio contributo per il bene del club. (rrc)

A Locri una kermesse di leggenda e poesia

Una Locri sotto le stelle, scrutata da uno spicchio di luna ridente, quella che ho visto la sera del “Giugno Locrese”. Una manifestazione ormai consolidata da decenni e che intende valorizzare il talento artistico del poetare, come legame, delicato e profondo, con le ricchezze storiche del territorio. Molto suggestivo, infatti, il video introduttivo su Locri, sempre foriera di miti e leggende, capace di incantare e aprire l’immaginazione oltre l’orizzonte.

Lo stesso orizzonte che ammirava Nosside e la spingeva a scrivere i suoi meravigliosi ed eterni epigrammi. E sulle onde della sua poetica, la serata è stata allietata con brani sinfonici e canti lirici, grazie alla presenza della Senocrito Festival Orchestra. Forse sarà stata la musica o la magia del momento, ma mi è sembrato, insieme ai presenti, di essere lì, su quella imbarcazione, che in una notte antica portò i nostri avi greci a noi, con le loro storie, devozioni, tradizioni. Immagino le prime note del mare, che si infrangeva su questa spiaggia, o il fruscio, lieve e ritmato, delle fronde degli alberi, quasi una danza propiziatoria di benvenuto. In questa cornice rupestre e ancestrale, hanno risuonato, come eco di un tempo antico, i versi magistrali dei vincitori del concorso e le motivazioni che li hanno portati sul podio.

Ritornando al presente, mi accorgo che da allora ad oggi, le qualità dei locresi non sono mutate, la volontà, la passione, l’intraprendenza, l’accoglienza, ma solo il modo manifestarle. Serate e momenti di questa levatura, possono veramente portare lustro alla città, come impronte indelebili che resteranno nel cuore e nella storia di questo territorio. Complimenti all’ amministrazione, nella persona del sindaco Calabrese, all’assessore Bumbaca, per l’ottima organizzazione, alla giuria, che si è dovuta districare in mezzo a più di trecento componimenti poetici.

Grazie per aver fatto vivere un “Giugno Locrese”, quale Kermesse di leggenda e poesia!. (Totino Luisa)

Aristide Bava è il nuovo presidente del Lions Club di Locri

Prestigioso incarico per Aristide Bava, che è stato eletto presidente del Lions Club di Locri, succedendo al primario chirurgo Rocco Vasile, che ha diretto l’importante sodalizio per l’anno sociale 2021/2022.

La nomina del neo presidente è stata solennizzata alla presenza del Governatore Del Distretto Lions 108 ya (Calabria, Campania, Basilicata), il calabrese Franco Scarpino (Catanzaro), alla sua prima uscita “ufficiale” con il prestigioso  incarico, dopo l’ insediamento di tutti i Governatori internazionali Lions che ha avuto luogo nei giorni scorsi a Montreal (Canada).

Il tradizionale “passaggio della campana” ha avuto luogo nei suggestivi locali di Villa Denise a Bovalino. Presente anche il sindaco della città, Vincenzo Maesano che, in apertura dei lavori ha portato il suo saluto all’assise Lions ringraziando per la scelta della sua città come location per l’incontro al quale hanno partecipato i rappresentanti di numerosi club dell’intera regione e del Distretto.

I lavori sono stati coordinati da Toni Zuccarini e da Franca Riggio e si sono aperti con gli inni americano (in onore del nuovo presidente internazionale Brian Sheehan), europeo e nazionale. Poi, prima del passaggio di consegne, il presidente uscente Rocco Vasile, ha tracciato un breve consuntivo della sua annata lionistica. Il neo presidente Aristide Bava, quindi, si è soffermato sugli aspetti essenziali del suo programma  «che guarderà  certamente – ha detto – alle indicazioni dei nostri vertici associativi ma curerà soprattutto ogni iniziativa utile al miglioramento della vita dei nostri territori  e delle nostre comunità contando sulla collaborazione diretta di tutti i soci del club e sulle loro acclarate professionalità nei più disparati campi sociali».

Poi gli interventi di Orazio Violante, già presidente di zona, di Massimo Serranò, già presidente di circoscrizione e di Pippo Ventra fresco di nomina, con comunicazione diretta del Governatore, come presidente della XI circoscrizione. I lavori sono stati chiusi da Franco Scarpino che si è detto onorato di aver potuto fare la sua prima “uscita ufficiale” come Governatore  in un club storico come quello di Locri e particolarmente a Bovalino città natale della sua consorte, Antonella Saffioti. Scarpino si è soffermato sull’importanza dell’Associazione Lions e sui suoi  nuovi aspetti programmatici che la vedono protagonista anche nel rapporto con le istituzioni.

Si è complimentato con Rocco Vasile per il lavoro fatto nella pregressa annata sociale ed ha fortemente condiviso e apprezzato gli aspetti salienti del programma annunciato da Aristide Bava con particolarità agli stimoli che i club Lions potranno dare alla soluzione dei problemi del territorio. Nel corso della serata sono state annunciate anche le altre cariche del club di Locri oltre a quelle del presidente Aristide Bava e del past president Rocco Vasile. Sono le seguenti: Segretario Antonio Zuccarini  con  segretaria  aggiunta Maria Luisa Muscoli, Cerimoniere Giulia Arcuri con cerimoniere aggiunta Franca Riggio, Tesoriere Pasquale Giovinazzo, Presidente di Comitato Leadership  Antonio Zuccarini,  Presidente del Comitato marketing e comunicazione Mario Diano, Presidente del Comitato service, Silvana Porcella Fonti, Officer per la sicurezza  Fortunato Campisi, Coordinatore di programma Nietta Bova, Censore, Mario Mory, Presidente del Comitato soci, Giuseppe Ventra con componenti Rocco Vasile e Giuseppe B. Fimognari, consiglieri in seno all’esecutivo Franco Ferraro e Rocco Lombardo.

Il neo presidente ha anche nominato i coordinatori dei Comitati permanenti: per lo Statuto e i regolamenti (Tonino Lacopo), per il Comitato finanze (Pasquale Giovinazzo e per il Comitato per le tercnologie informatiche (Ettore Lacopo).

Sono stati nominati dal neo presidente Bava i coordinatori dei Comitati speciali: Pino Macrì per le problematiche sanitarie, Margherita Miolanesio per lo sviluppo delle attività culturali, Piero Multari per la promozione del territorio, Enzo Circosta per le attività imprenditoriali, Gianni Strangio per i rapporti con le associazioni di volontariato e Elisa Ventra per le problematiche ambientali. (rrc)

A Locri successo per il convegno medico sulla prevenzione e cura della donna dopo i 50 anni

Perfetta sinergia tra associazioni e tematica di stringente attualità per il mondo femminile che si accinge a superare il traguardo dei 50 anni rappresentano le carte vincenti di un convegno medico organizzato dalla Fidapa di Siderno, in collaborazione con Ammi Locride e con i Lions Club di Locri e di Siderno, dal titolo Serenamente donna anche dopo i 50: dalla prevenzione alla cura di sé, che si è svolto sabato 25 giugno presso la scenografica location del Circolo di Società e cultura di Locri.

L’evento si è aperto con i saluti della Presidente della sezione Fidapa di Siderno – Cinzia Lascala, che ha evidenziato l’importanza di diffondere una nuova cultura tra le donne over 50: ridefinire in chiave di empowerment questa delicata fase della vita, affrontarla di petto, parlarne e confrontarsi, ma soprattutto farsi consigliare da specialisti seri e competenti per neutralizzare gli aspetti che incidono di più sulla qualità della vita, che comunque si avvia al cambiamento.

Il Presidente Lions Locri, Rocco Vasile ha mostrato grande soddisfazione nel poter ospitare l’evento nella sede dei Lions, ribadendo il valore di questa stagione della vita che va vissuta in armonia con se stesse. La Presidente Ammi Locride, Nicoletta Santoro Tavernese, dopo aver esposto le finalità della sua associazione, che oggi comprende non solo mogli dei medici ma anche donne medico, farmaciste e biologhe, ha rilevato l’importanza della prevenzione, dell’educazione sanitaria e della ricerca nel campo della medicina di genere, sovvenzionata con una borsa di studio, e infine il Presidente Lions Siderno, Pasquale Gagliardi ha sottolineato il ruolo del farmacista nel consigliare le donne over fifty sulla prevenzione delle malattie legate a disturbi ginecologici frequenti nel post menopausa, e salutato il folto pubblico presente e attento alla tematica proposta. 

È seguita, poi, la relazione ampia e articolata della dott.ssa Maria Antonietta Bova, ginecologa, che ha trattato da un punto di vista medico-scientifico le problematiche legate alla menopausa evidenziando alcuni disturbi tipici nonché i rimedi e gli strumenti a disposizione della medicina più recente, con un linguaggio delicato e tecnico al contempo. Infine la nutrizionista dott.ssa Elisa Ventra nella sua brillante relazione ha messo in luce le differenze tra alimentazione e nutrizione, soffermandosi sui principi fondanti di quest’ultima e analizzando nel dettaglio l’apporto equilibrato tra proteine e carboidrati utili e indicati in questa fase della vita, consigliando un regime alimentare basato sulla dieta mediterranea.

Dopo gli interventi del pubblico, a cura di Maria Celi Campisi, Palma Comandé e Aristide Bava, che hanno arricchito ulteriormente l’evento, la consegna delle targhe alle due stimate relatrici. (Cinzia Lascala)

LOCRI (RC) – Il 25 giugno il convegno medico della Fidapa di Siderno

Sabato 25 giugno, a Locei, alle 18.30, al Circolo di società e Cultura, il convegno medico Serenamente donna anche dopo i 50 – Dalla prevenzione alla cura di sè, organizzato dalla Fidapa Bpw Italy – Sezione Siderno in collaborazione con l’Ammi – sezione della LocrideLions Club Locri-Siderno.

Si parte con i saluti di Cinzia Scala, presidente Fidapa sezione Siderno, Rocco Vasile, presidente Lions Locri, Nicoletta Santoro Tavernise, presidente Ammi Locride e Pasquale Gagliardi, presidente Lions Siderno.

Intervengono la dott.ssa Maria Antonietta Bova, ginecologa e la dott.ssa Elisa Ventra, nutrizionista. (rrc)