L’OPINIONE / Aldo Ferrara: Bene firma Fsc, ora investimenti in aree industriali e infrastrutture

di ALDO FERRARA – I 2,5mld di euro destinati alla nostra regione attraverso il Fondo rappresentano una potente leva finanziaria capace di attivare importanti investimenti in settori strategici per la Calabria: interventi sul sistema di trasporto stradale, su trasporto marittimo, logistica e portualità, a favore della prevenzione in materia idrogeologica, gestione dei rifiuti e depurazione rappresentano un’opportunità da non perdere e anzi da cogliere nel più breve tempo possibile. 

Parimenti, auspichiamo che una parte di queste risorse siano destinate alla riqualificazione delle aree industriali calabresi: da tempo, infatti, sosteniamo pubblicamente come l’investimento in questo ambito si traduca in un moltiplicatore di opportunità, in una spinta alla capacità dell’intera regione di essere attrattiva rispetto alle intenzioni di investimento da parte di imprese italiane e straniere.

Questo, è forse superfluo sottolinearlo, si tradurrebbe in azioni concrete per la riduzione delle distanze sociali ed economiche della Calabria rispetto al resto del Paese e dell’Europa: esattamente le finalità per le quali è nato il Fondo di Sviluppo e Coesione. Questi temi sono stati al centro dei più recenti incontri con il presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, il quale ha manifestato sensibilità e attenzione: ora c’è la concreta opportunità di tradurre in azioni concrete gli intendimenti forti e particolareggiati di cui abbiamo fin qui discusso. Siamo fiduciosi che ciò possa avvenire rapidamente così da consegnare alla Calabria lo strumento che, assieme alle infrastrutture, più di altri sarà capace di determinare lo sviluppo sociale ed economico della regione. (af)

[Aldo Ferrara è presidente di Unindustria Calabria]

L’OPINIONE / Fausto Cordiano: Autonomia, tra cavalli di Troia e nuovo colonialismo

di GAUSTO CORDIANO – Non c’è bisogno di essere principi del foro per sapere come la premeditazione sia considerata un aggravante anche se capiamo che il ruolo di piccoli cavalli di Troia, sparsi nel nostro territorio per agevolarne la conquista, imponga il linguaggio della premeditazione mascherata da ragionamenti fuorvianti e offensivi dalle intelligenze dei cittadini.

Non poteva essere diversamente se pensiamo alla grave premeditazione che su questa legge grava come un macigno. Progetto pensato e seguito, anche con ogni strumento di ricatto politico, utilizzando quella parte di sinistra che finalmente ci auguriamo, ha capito non solo dove questa legge ci porterà ma dove ci ha già portati.

L’inferno non è quello che sarà, ma quello che già stiamo abitando quello che stiamo già vivendo, con il federalismo fiscale, tappa concreta di quella premeditazione. Non ci tocca di capire se chi si sente paladino di altri interessi economico-politici e geografici, sappia o volutamente ignora cosa siano e cosa vogliono dire parole come residui fiscali, spese consolidate, spesa storica, fondi perequativi. In fondo i piccoli cavalli di Troia, non sono mandati per capire le ragioni dei cittadini, ma per aprire le porte alla loro dominazione. In fondo, pensiamo senza allegria, sono solo servi di altri interessi.

Evidentemente si, se credono di convincere amministratori e cittadini che i Lea, che avevano già mostrato il loro diseguale successo, possono essere sostituiti da i Lep che altri non sono un semplice elenco di prestazioni; una banale tabella di prestazioni come quelle fornite dalle assicurazioni e che, con una delega al governo saranno poi definiti entro 24 mesi. Intanto in Calabria vengono distribuiti, in un silenzio allarmante, oltre i 180 milioni per foraggiare la sanità privata a cui si aggiungono oltre 300 milioni per la migrazione sanitaria.

Forse non sanno costoro, senza polemica ce lo chiediamo, cosa vuol dire amministrare quando bisogna fare i conti con trasferimenti sempre più bassi perché il calcolo che si fa per quantizzarli è relativo alla spesa storica. Ma come si fa, come si può essere uguali tra diseguali!

 Si chieda ai sindaci, in maniera trasversale, si chieda al presidente Anci Calabria. Vorremmo ridere, se non fosse così tragica perché sembra che l’attacco a chi non avrebbe capito, i Sindaci di sinistra, sia in realtà l’attacco a quella stessa parte politica che non intende però accettare supinamente quanto nel decreto Calderoli viene compiutamente deciso: colonizzare ancora una volta e in maniera definitiva un territorio splendido e martoriato che i proclami di questi nuovi cavalli di Troia ulteriormente mortifica deviando sentimenti e la dignità dei cittadini.

Non ci fermeremo e non ci fermeranno questi Signori. Ci impegneremo sempre di più a informare compiutamente i cittadini di quanto sta avvenendo e si, anche di quanto sarà più difficile vivere questa terra dopo l’approvazione di tale sciagurata legge. Intanto però si stornano fondi ingenti ed energie non per distribuire servizi ma pensando… al Ponte sullo Stretto. (fc)

[Fausto Cordiano è presidente del Consiglio comunale di Cinquefrondi]

L’OPINIONE / Flavio Stasi: Il Sud in questo momento chiede attenzione, non schermaglie

di FLAVIO STASI – Il deputato Alfredo Antoniozzi deve conoscermi molto poco per aver provato a distogliere l’attenzione da ciò che ho affermato, nel merito, con banali schermaglie politiche.

Di certo, oltre all’ironia, ne apprezzo l’onestà. È stato lo stesso vice-capogruppo, infatti, a parlare di gestione politica disastrosa della Calabria, e tutti sappiamo che il centrodestra governa da 4 anni, dopo un governo di centrosinistra (Oliverio) che ha seguito un governo di centrodestra (Scopelliti), dopo Loiero (centrosinistra) preceduto da Chiaravalloti (centrodestra). Insomma, se fallimento c’è stato, è stato bipartisan.

Non entro nel merito di cosa stia facendo il Governo per il Sud, ma dando per scontato la buona volontà, temo che qualche svista ci sia: basti pensare alla vicenda del fondo perequativo “dimagrito” di qualche miliardo di euro.

Tornando alla vera questione, sono così al di sopra delle parti che solo pochi giorni fa, di fronte a quattro parlamentari, ho avuto modo di affermare che la riforma del Titolo V del 2001, per la quale il centrosinistra di allora ha avuto un ruolo dirimente, è stata a mio avviso un fallimento. Ciò non autorizza l’attuale Governo a farne una peggiore.

Il divario tra sud e nord esiste, ma finora abbiamo avuto almeno la speranza costituzionale di colmarlo. Gli amministratori del sud sono preoccupati perché l’Autonomia Differenziata rischia di istituzionalizzare ed acuire tale divario, e si tratta di una preoccupazione scevra da ragionamenti di schieramento. Invito tutte le forze parlamentari a tenere tale preoccupazione in considerazione. (fs)

[Flavio Stasi è sindaco di Corigliano Rossano]

L’OPINIONE / Giusy Iemma: Sit-in sindaci contro autonomia dimostra compattezza e sensibilità

di GIUSY IEMMA – La presenza numerosa di sindaci e amministratori al sit-in davanti la Prefettura di Catanzaro, indetta dall’Anci regionale in tutti i Capoluoghi di provincia in segno di protesta contro l’autonomia differenziata, ha confermato il livello di attenzione e di sensibilità bipartisan che i territori stanno esprimendo su un tema così complesso e delicato.

Nel mio doppio ruolo di vicesindaco e di presidente dell’Assemblea regionale Pd, ho voluto testimoniare personalmente la necessità di far arrivare al Governo nazionale la preoccupazione di chi rappresenta la voce e i sentimenti della comunità calabrese. Timori che più volte, negli ultimi mesi, hanno trovato una cassa di risonanza nelle diverse sedi politiche e istituzionali. La presenza oggi di sindaci di diversi schieramenti che hanno risposto all’appello dell’Anci dimostra come su un argomento così complesso ci sia bisogno di fornire adeguate garanzie e di blindare le risorse che spettano al Sud, prima ancora di immaginare possibili interventi che rischiano di mettere a rischio i fondamentali diritti civili e sociali. Superare la spesa storica e finanziare i Lep è, quindi, la risposta primaria che ci aspettiamo dal Governo nazionale, al fine di mettere al sicuro quei livelli minimi di servizi che per troppo tempo sono stati calpestati alimentando divisioni e gap profondi tra Nord e Sud.

Questa è l’unica strada possibile da percorrere se si vuole rispettare il dettato costituzionale: lo confermano anche i dati della Fondazione per la finanza e l’economia locale dell’Anci secondo cui, senza Lep e senza autonomia, la distanza tra i Comuni del Nord e quelli del Sud è aumentata del 12 per cento in pochi anni.

Gli enti più ricchi hanno visto crescere la propria capacità di spesa, al contrario di quelli più poveri, finendo per superare la distanza di 800 euro sulla spesa ad abitante tra Nord e Sud. Il sit-in di oggi ha rappresentato, quindi, l’ulteriore presa di consapevolezza su una riforma dai contorni molto ambigui e su cui gli amministratori calabresi non intendono abbassare la testa. (gi)

[Giusy Iemma è vicesindaca di Catanzaro]

L’OPINIONE / Raffaele D’Agostino: Necessario e indispensabile realizzare il rigassificatore a Gioia Tauro

di RAFFAELE D’AGOSTINO –  Già nel 2006 la Lng gas (controllata dai colossi dell’energia Iren e Sorgenia) voleva installare un rigassificatore nell’area industriale di Gioia Tauro.

Questa opera strategica, visti anche gli ultimi sviluppi in fatto di approvvigionamento energetico si sarebbe potuta già realizzare da molti anni riducendo così il fabbisogno di gas proveniente da Paesi ritenuti oggi non affidabili.  È necessario e indispensabile realizzare il rigassificatore, naturalmente ci deve essere un interlocuzione, non solo con Gioia Tauro, ma anche con San Ferdinando e Rosarno.
Dopo 18 anni se ne torna a parlare. Ci furono degli allarmismi inutili allora che hanno demonizzato questa iniziativa e poi non se ne fece più nulla. Eppure oggi è di massima priorità realizzarla vista l’importanza che ha l’approvvigionamento e la produzione di Gas. Quindi un’opera che si sarebbe potuta realizzare già da tempo, con i conseguenti risvolti sul piano economico. Saremmo stati uno dei primi insediamenti in Italia, col 40% di gas che sarebbe diventato di riserva nazionale, questo spiega l’importanza di questa opera.
C’è poi una questione da non trascurare affatto e di cui nessuno ne parla e per cui dobbiamo batterci e mi riferisco alle accise. Non mi riferisco alle royalties che molto spesso sono quasi un elemosina come quelle che la Iam paga alla città per il mega depuratore. Purtroppo il sindaco Aldo Alessio ha commesso un errore ad uscire dall’Assemblea dei Sindaci e monetizzare quel 2% che aveva il comune di Gioia Tauro, anziché utilizzare quel tavolo, come avevo proposto già in campagna elettorale 4 anni fa. Perché andava fatta una trattativa con la Iam e con la Regione.
Alessio ha sbagliato ad alzarsi da quel tavolo perché avrebbe dovuto lottare almeno per sgravare i cittadini gioiesi dalla tassa sulla depurazione, innanzitutto perché il danno ambientale che potrebbe causare è incalcolabile e inoltre perché noi abbiamo un sistema di fognature che raccoglie le acque piovane indirizzandole al mega depuratore e considerato che si paga in base ai litri che vengono depurati, noi paghiamo anche per la depurazione delle acque piovane.
Quindi oltre alle royalties, che sono un elemosina, bisognava stare dentro quell’assemblea e alzare la voce, discutere un “risarcimento” sotto forma di sgravi fiscali per i cittadini gioiesi, non monetizzare prendendo 20/30 mila euro che non sono serviti a nulla. Lì bisognava combattere, non andare via.
Errori commessi anche sul Termovalorizzatore, anche qui andava fatto un ragionamento con gli enti sovraordinati al comune, ovvero con la parte privata che è il gestore e con la Regione che è titolare dell’impianto. Sedersi a discutere e trattare sul conferimento del comune di Gioia Tauro. Intanto Gioia Tauro avrebbe dovuto conferire per come sarebbe stato opportuno fare per la città. Seconda cosa, che sarebbe stato ancora più opportuno discutere, sono le tariffe di conferimento.
Noi città avremmo dovuto avuto avere almeno un 50% di abbattimento della spesa. Inoltre, royalties e sgravi a parte, io avrei proposto di inserire nel piano di opere pubbliche della città, un’opera da far realizzare interamente alla Regione e alla società che gestisce l’impianto, sveltendo i tempi di approvazione e costruzione dell’opera e non facendola pesare sul bilancio comunale.
Ritornando al Rigassificatore e per non commettere gli stessi sbagli commessi col mega depuratore e termovalorizzatore, bisogna discutere sulle accise che scaturiscono dalla vendita di questo gas, come avviene per la benzina, il gasolio e via dicendo, quindi la cosa importante, fondamentale, è incassare una parte delle accise.
Noi il rigassificatore siamo fieri di ospitarlo come zona industriale, però la sede fiscale dell’opera deve essere a Gioia Tauro, di questo si dovrà discutere e del fatto, che a parte le maestranze specializzate di cui ci sarà bisogno e che arriveranno necessariamente da fuori, tutte le altre figure professionali dovranno essere del luogo. Come anche i materiali necessari alla costruzione dovrebbero essere comprati nella zona dei comuni che ospitano l’opera e non farli arrivare da fuori. (rda)
[Raffaele D’Agostino è consigliere comunale di Gioia Tauro]

L’OPINIONE / Emilio Errigo: A Crotone sarà firmato il “Manifesto della Fede, Ambiente e Lavoro onesto per tutti”

di EMILIO ERRIGO – Sarà firmato a Crotone il Manifesto della Fede, dell’Ambiente e del Lavoro. La città di Pitagora sarà per i Meridionalissimi d’Italia, come la Ventotene del Sud, un’isola ideale dove la forza universale della fede, il bisogno sempre più avvertito di ambiente salubre, saranno i due elementi propulsivi per generare forza lavoro onesta, generalizzata e sicura, almeno per i prossimi decenni.

Si dice, e pare che sia vero, che non tutti i mali vengono per nuocere, così come è vero il detto antico che narra «chi prima inizia è già a metà dell’opera».

Crotone si troverà in futuro, a vivere anni di alta congiuntura economica e ambientale, perché non sarà certo necessario che lo dica io, dove la fede è forte, la solidarietà umana diventa forza lavoro, economica e sociale, sia verso i più fortunati, che nei confronti degli ultimi, i più indifesi e i fragili.

Nei giorni scorsi sono stato invitato a Crotone, prima da un incontro con i vertici regionali e provinciali di Ance; a seguire ho partecipato ad un evento organizzato da FenImprese, Cisl, Cgil e Uil, in cui erano presenti il Presidente del Consiglio Regionale della Regione Calabria, Filippo Mancuso, il consigliere regionale Antonello Talerico, in rappresentanza del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il sindaco di Crotone, Enzo Voce, il Presidente della Provincia, Sergio Ferrari, il Presidente dell’Ordine Nazionale dei Geologi, Franco Violo, i Presidenti degli Ordini Professionali, Imprenditori, Rappresentanti del Presidente delle Camera di Commercio Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone, Pietro Falbo, Confindustria, il Segretario Generale della Uil Crotone, Fabio Tomaino, moltissimi giornalisti, artigiani e molta altra gente interessata ai lavori.

Nel corso dei lavori sono intervenute in video collegamento da Roma, la vice ministro, Vannia Gava e la sen. Tilde Minasi, le quali hanno voluto lasciare ai presenti un loro video-messaggio ben augurante a proseguire senza tentennamenti o ritardo alcuno sulla strada della bonifica.

Dopo aver ricevuto una importante e molto gradita telefonata da parte del Signor Prefetto della Provincia di Crotone, Franca Ferraro, sempre molto puntuale, attenta e presente, all’interno della vita reale della Comunità Territoriale Provinciale di Sua competenza, la quale mi ha chiesto con la nota determinazione, come proseguono i lavori della Struttura Commissariale, a beneficio della tanto attesa bonifica e recupero ambientale delle aree del Sin di Crotone.  

Prima di recarmi presso le sedi dove si sono tenuti gli eventi, il buon Dio mi ha guidato verso la sede della Curia Diocesana Arcivescovile di Crotone e Santa Saverina, dove sono stato accolto con grande umanità e spiritualità dall’Arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta. 

Invito tutti i lettori di trovare il tempo necessario, per consultare il ben strutturato sito della Curia Diocesana; navigando troverete informazioni utili per comprendere quanto cose belle, ricche di umanità in cammino, vengono assicurate concretamente ai figli di nessuno e i primi degli ultimi.

La mia innata curiosità mi ha spinto di chiedere di saperne di più, così ho chiesto informazioni dirette al nostro Arcivescovo, il quale non si è certo limitato nel raccontarmi quante iniziative pro primi e ultimi, vedono impegnati gli Uomini e le Donne della Madre Chiesa di Crotone e Santa Severina.

Ho conosciuto la mamma e la sorella del Vescovo, le quali non lesinano lavoro e molta dedizione personale a favore della Comunità Cristiana e Religiosa di Crotone e non solo.

Con l’Arcivescovo Don Angelo, ho parlalo di lavoro, del passato, presente e futuro, delle complesse e complicate realtà ambientali della città e Provincia di Crotone, una realtà ambientale che porterà benessere e lavoro in un territorio maltrattato per molti e molti decenni. 

Non è mancato il commento alle due Encicliche di Papa Francesco, “Laudate Si e Laudate Deum”, libri preziosi e neanche costosi che vi invito a leggere con calma e attenzione.

Poi ci siamo ritrovati assieme tra la Comunità degli imprenditori, industriali e lavoratori.  

I lavoratori del Mare e della Terra, sono la forza sana e sanificante della natura, veri difensori e protettori dell’ambiente terrestre e marittimo.

È bene sapere che a Crotone, il lavoro notoriamente duro del contadino e del pescatore, dell’artigiano, dell’imprenditore agricolo e della pesca, sono più faticosi e per questo i frutti della terra e le risorse ittiche del mare, valgono molto di più, rispetto alle altre realtà regionali.

A breve inizieranno a Crotone, come ho assicurato al Signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, il dott. Giuseppe Capoccia, entro e non oltre 6 mesi, le operazioni di bonifica e recupero ambientale dei territori contaminati del Sito di Interesse Nazionale (SIN), dei fiumi, torrenti, canali, porto commerciale e mare di Crotone, così come è già avvenuto per la bonifica e riqualificazione ambientale degli ex siti contaminati di Cassano allo Ionio e Cerchiara di Calabria. 

Tali attività, attuate con risorse finanziarie pubbliche e private rilevanti saranno impiegate sul territorio di Crotone e Provincia con mezzi tecnologici messi in campo, sia dalla Struttura Commissariale, che da Eni Rewind S.p.A. e Edison S.p.A., per iniziare e ultimare la bonifica nei previsti tempi tecnici necessari per la realizzazione degli interventi. 

Come più volte ho sostenuto, non risparmierò le mie energie psicofisiche, adoperandomi in tal senso per conseguire tanti, piccoli o grandi obiettivi ad alto tornaconto economico, ambientale e occupazionale, a beneficio in primis degli abitanti e residenti nei vasti territori fertili e ricchi di fede, della città pitagorica e dei 27 Comuni della Provincia di Crotone. 

A Crotone, è bene che tutti siano consapevoli, che con la cooperazione a somma positiva, vincono tutti, nessuno escluso. 

 (Emilio Errigo, attuale Commissario Straordinario Delegato per gli interventi di bonifica e recupero ambientale del SIN di Crotone-Cassano e Cerchiara)

L’OPINIONE / Gianni Papasso: Siamo al lavoro in difesa dell’ambiente e di Marina di Sibari

di GIANNI PAPASSO – Alla Bit di Milano, che si è da poco conclusa, ho partecipato ad un panel che si è tenuto allo stand di Calabria Straordinaria e dove si è affrontato il tema Tutela del patrimonio naturale e turismo sostenibile nelle aree protette. Parlando di Parchi e Riserve naturali, sono intervenuto per portare all’attenzione dei relatori la Riserva naturalistica della Foce del Fiume Crati. Ho parlato anche dell’Area Sic, sito di interesse comunitario Natura 2000, che abbiamo sempre a Sibari, dove nidifica la Cicogna bianca, dove sosta il Fratino e dove depone le sue uova la tartaruga Caretta Caretta, che deve essere anch’essa necessariamente tutelata e promossa. Il mio intento era quello di sollecitare in tal senso la Regione Calabria.

Perché tutto questo? Perché da tempo mi sto battendo contro le ingiustizie degli attentati all’ambiente. A Marina di Sibari in piena area Sic Natura 2000 che cosa è accaduto? Pare che per realizzare delle infrastrutture siano state abbattute centinaia di piante: è sparita una intera area di macchia mediterranea. Quando sono intervenuto denunciando il tutto sono stato etichettato come il mostro, come colui il quale deve ricevere infamie, colui il quale deve ricevere colpi su colpi per distruggerne le qualità politiche, amministrative e anche morali.

Ma allora è giunto il momento di fare chiarezza e raccontare al cittadino cosa è avvenuto in questa area. Come dimostrano le immagini allegate, partiamo dal giugno 2012 quando sono stato eletto sindaco per la prima volta; la stessa area la riprendiamo quando ancora sono sindaco nell’aprile del 2016 poco prima che io venissi mandato a casa per le firme di quei consiglieri che andarono dal notaio, e la situazione è ancora immutata. Passiamo ora al 2019 quando io non sono sindaco perché il consiglio comunale nel novembre del 2017 viene sciolto per presunte infiltrazioni mafiose (poi dalle inchieste risultate non esserci) e il comune è guidato per 2 anni da una commissione straordinaria.

Precisamente dalla slide riferita all’ottobre del 2019, al posto di un pezzo intero di macchia mediterranea compaiono delle strutture balneari. Con un importante danno anche all’ecosistema e alla fauna. Ancora, a maggio del 2022 quando sono sindaco, invece, si inizia a sbancare un’altra area sottostante. A quel punto interveniamo, intervengono anche i Carabinieri forestali e il magistrato dapprima sequestra l’area e poi la dissequestra consegnandola al sindaco per proteggerla e favorire la vegetazione spontanea. Qualcuno mi suggerì di dire che quegli alberi erano caduti per colpa del vento. Avrei dovuto dire una infamità e raccontare una bugia ai miei cittadini nonostante le immagini realizzate all’epoca mostrino chiaramente come gli alberi siano stati tagliati da qualcuno. Parliamo di un’area grande quanto un campo sportivo. Cosa è accaduto? Non lo so di preciso, probabilmente si stava preparando un parcheggio a servizio del lido ma saranno gli inquirenti e le indagini a dircelo con certezza.

Intanto ci siamo opposti, abbiamo detto che questo non era possibile e che quest’area ricadente in zona protetta Sic Natura 2000 è del cittadino. Un’area dove nidificano il fratino, la cicogna bianca, la tartaruga Caretta Caretta e cresce il giglio di mare: tutte specie protette. Ma ad un certo punto ancora, non sappiamo cos’altro è accaduto e questa estate si è bruciato tutto: ettari e ettari di macchia mediterranea dati alle fiamme. Vederlo dall’alto oggi, anche a distanza di mesi, è ancora un colpo al cuore nostro, della natura e dell’intera comunità.

Io ho chiesto e chiedo con forza e determinazione che gli organi dello Stato facciano chiarezza e individuino coloro i quali sono stati i responsabili di questo scempio, di questo disastro ambientale compiuto nei confronti di Marina di Sibari, dell’ambiente e della natura perché i responsabili devono pagare. Io non ce l’ho con nessuno anche perché se conoscessi i nomi li avrei già fatti però auspico che le forze dell’ordine che hanno tanti mezzi e tanti modi per indagare vadano fino in fondo per capire cosa è successo in questa bellissima area. Forse per queste cose, per questa denuncia, sono costantemente, continuamente infangato e diffamato e forse questo modus operandi continuerà ma non mi interessa niente. Quando si crede in qualcosa e si fanno battaglie bisogna sfidare tutti e non mi lascio intimorire da nessuno affinché si faccia piena luce su quanto accaduto in questa area di Marina di Sibari. (gp)

[Gianni Papasso è sindaco di Cassano allo Ionio]

L’OPINIONE / Nicola Fiorita: Creare un sistema ospedaliero universitario policentrico

di NICOLA FIORITA – L’assetto logistico e urbanistico delle strutture ospedaliere del Capoluogo dovrà essere sancito da un solenne accordo di programma tra Comune, Regione, Umg, Provincia che preveda anche la dotazione infrastrutturale. Non dovranno esserci fughe in avanti , iniziative scollegate , ma ci sarà bisogno di una visione di insieme che solo il Consiglio Comunale, per le sue prerogative in materia di governo del territorio, potrà garantire in uno spirito di leale collaborazione con le altre istituzioni interessate.

Soluzioni parziali e affrettate potrebbero favorire un disegno disorganico, come la concentrazione intensiva di tutte le principali attività ospedaliere a Germaneto che si tradurrebbe in uno smantellamento del “Pugliese”. È del tutto evidente che la vaga ipotesi di una Casa della Salute a viale Pio X è troppo debole e potrebbe rivelarsi, da sola, una scatola vuota. I muri e le siringhe non bastano, ci vogliono le funzioni, i medici, gli infermieri, le tecnologie. Premetto che ritengo molto utile l’attività che sta svolgendo il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso volta a mettere ordine nella ragnatela dei finanziamenti, alcuni stanziati e mai utilizzati da diciassette anni e altri condizionati alle dinamiche dell’Inail.

Un sistema ospedaliero universitario policentrico

Il modello che proporremo, con le integrazioni migliorative che sicuramente verranno dal Consiglio comunale,  è quello di un Sistema Ospedaliero Universitario Policentrico imperniato su tre pilastri, armonicamente collegati e integrati, come avviene in tante importanti realtà italiane come Torino e Verona, giusto per fare qualche esempio. Si tratta nei fatti dell’articolazione funzionale della nuova azienda “Renato Dulbecco”: il Policlinico Universitario con il secondo Pronto Soccorso; il presidio “Pugliese” che deve mantenere un certo numero di reparti e unità operative e, negli spazi che si renderanno disponibili, la Casa della Salute con i suoi poliambulatori e una quota di laboratori e aule della facoltà di Medicina; il Polo Oncologico del “Ciaccio” che va potenziato e incanalato verso il riconoscimento a IRRCS. Si aggiunge ovviamente il Polo Direzionale e Amministrativo del Mater Dei. I soldi che si renderanno man mano disponibili, quasi certamente con modalità tempistiche differenti (parliamo di oltre 260 milioni di euro) dovranno essere spesi all’interno di questa visione. Importantissima la questione delle infrastrutture , assolutamente indispensabili per rendere efficiente e produttivo il sistema.

Mi riferisco alla strada di collegamento rapido tra la tangenziale ovest e il Policlinico che abbatterebbe i tempi di percorrenza che oggi sono di 25 minuti per 15 chilometri. Ma mi riferisco anche all’interessante progetto illustrato da Michele Traversa per la realizzazione di 750 posti auto in multipiano tra il “Pugliese” e il “Ciaccio” (parcheggi anche a servizio dello stadio Ceravolo) e/o all’ipotesi di un parcheggio multipiano sull’area risultata dalla demolizione del muro di viale Pio X, di cui abbiamo già discusso con le istituzioni competenti. Mi riferisco anche ad una bretella che garantisca un collegamento rapidissimo tra la parte est della città e la zona del Pugliese (nonché dello stadio) di cui stiamo ultimando la progettazione.

E infine mi piace molto l’idea di una connessione diretta del “Pugliese” con il parco della biodiversità che ne farebbe uno degli ospedali più verdi d’Italia. Necessario, e anche di questo abbiamo già iniziato la discussione con gli organi competenti, anche prevedere piattaforme per l’elisoccorso a servizio di Policlinico e “Pugliese” e ” Ciaccio”. Una visione d’insieme, con ogni tassello al suo posto, per una grande sanità al servizio di una Grande Catanzaro. (nf)

[Nicola Fiorita è sindaco di Catanzaro]

L’OPINIONE / Franz Caruso: Basta annunci sul trasporto pubblico locale regionale

di FRANZ CARUSO – La Regione Calabria comunica di importanti intese raggiunte per la realizzazione di servizi coordinati  treno – bus, fra Trenitalia regionale e Ferrovie della Calabria, mirate a migliorare l’accessibilità attraverso l’intermodalità, oltre che per i principali attrattori anche verso i numerosi siti regionali di interesse culturale e turistico.

In realtà si tratta del progetto “stazioni virtuali” già in essere fin dal  2018  per alcuni collegamenti. Bene, pertanto, l’opera in continuità con le amministrazioni precedenti, ma, appunto, non è una novità, che comunque presenta già significative criticità.  Prima  fra tutte il fatto che i servizi bus di tpl in Calabria non sono effettuati nei giorni di domenica e festivi, verosimilmente i più importanti ai fini della mobilità turistica, salvo che siano stati autorizzati nottetempo unitamente al reperimento delle necessarie  risorse. Al di là degli annunci, comunque, sarebbe interessante sapere se trattasi di servizi bus aggiuntivi ovvero, un coordinamento coi servizi tpl, che notoriamente vengono ridotti nei periodi non scolastici e festivi, e che seguono dinamiche proprie difficilmente integrabili sempre, se non con azioni di potenziamento economicamente rilevanti.

Nelle scelte di merito, poi, meraviglia molto il come la Regione non abbia in questa occasione pensato di istituire un servizio ordinario bus che colleghi con regolarità Cosenza e Rende con  la Frecciarossa Trenitalia, che ferma a Torano in transito da e per Sibari e molto frequentata.
In realtà per sviluppare  strutturalmente il turismo in Calabria in modo efficace e stabile, e al  di la degli slogan e della vendita di illusioni,   il Presidente Occhiuto farebbe molto meglio a rivedere il suo inopinato disinteresse verso la realizzazione dell’alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio, svendendo il futuro della nostra terra a scelte meramente tecniche e prive di visione che ne snaturano il tracciato previsto e ne mettono a rischio la realizzazione stessa a causa della mancata integrazione delle risorse originariamente previste. Importante, sarebbe, inoltre, mettersi in gioco realmente per ottenere il potenziamento, e non già la continua riduzione, dei collegamenti aerei internazionali guardando, a 360 gradi dai nostri aeroporti vista la preziosa posizione della Calabria dal punto di vista geografico. È sotto gli occhi di tutti, infine, la necessità di una effettiva riqualificazione del tratto autostradale Cosenza-Altilia, dando assicurazione pubblica sulla certezza dei tempi e sul fatto che gli oltre due miliardi di cui si parla con Anas non siano   un semplice numero ma uno  stanziamento reale  e disponibile poiché supportato  da concreta e puntuale attività progettuale svolta.
Sono convinto che la Calabria non ha bisogno di annunci e propaganda di dettaglio, ma di una visione, di infrastrutture importanti, di risorse aggiuntive e di strategia orientata alla coesione e alla condivisione  e non già ai campanilismi ed al disinteresse. (fc)
[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Giusy Iemma: Serve battaglia congiunta tra istituzioni contro ogni forma di violenza

di GIUSY IEMMA – In occasione della giornata contro il bullismo e cyberbullismo, non riesco a porre una riflessione solo nelle vesti di amministratrice di Catanzaro, ma sento il bisogno di farlo anche come madre e cittadina impegnata nella lotta per un futuro migliore per le nostre giovani generazioni. Il bullismo è una piaga sociale che mina l’integrità e il benessere dei nostri adolescenti e giovani, creando un profondo disagio che spesso si trasforma in ferite incancellabili, come il caso di Davide Ferrero ci ha dimostrato. Alla sua famiglia vorrei dedicare un pensiero e la solidarietà per un evento tragico che, a 18 mesi dall’accaduto, continua a scuoterci.

In questo giorno di riflessione, è fondamentale riconoscere che la responsabilità di contrastare il bullismo e il disagio giovanile non ricade su un singolo individuo o entità, ma è una responsabilità collettiva che ci coinvolge tutti. È imperativo che ogni livello della società, dalle famiglie alle scuole, dalle istituzioni religiose ai servizi sociali, si unisca in un fronte comune per affrontare questa sfida con determinazione e impegno concreto.
Come amministrazione comunale, dobbiamo impegnarci a promuovere iniziative ed educare la nostra comunità sull’importanza della legalità, della prevenzione e del sostegno alle vittime del bullismo. Tuttavia, la nostra azione da sola non è sufficiente. È necessario che ogni famiglia, ogni scuola, ogni presidio educativo e ogni organizzazione giovanile diventi un baluardo contro il bullismo, fornendo un ambiente sicuro e supportivo in cui ogni giovane possa crescere e svilupparsi in modo sano e sereno.
Dobbiamo assumerci la responsabilità collettiva di guidare una generazione di adolescenti e giovani verso un futuro in cui il rispetto reciproco e l’empatia siano i pilastri della nostra convivenza. Insieme, possiamo fare la differenza. Insieme, possiamo garantire che nessun giovane debba mai sentirsi solo, incompreso o minacciato. (gi)
[Giusy Iemma è vicesindaca di Catanzaro]