Inaugurata a Cicala (CZ) Casa Paese centro per demenze e Alzheimer

Inaugurato a Cicala (CZ) il centro di accoglienza promosso dall’Associazione Ra.Gi per le persone affette di Alzheimer e demenze neurovegetative, battezzato “Casa Paese”. Una grande festa all’insegna dell’umanità e l’accoglienza.

«Oggi – ha detto emozionata e soddisfatta Elena Sodano, presidente dell’Associazione Ra.Gi. – non abbiamo raggiunto un traguardo, bensì intraprendiamo un ulteriore sentiero che conduce verso l’alba di un nuovo giorno per le persone affette da Alzheimer e demenze neurodegenerative». 

Con queste parole la Sodano ha dato il benvenuto alle centinaia di persone accorse a Cicala per celebrare l’inaugurazione di CasaPaese, la residenza accogliente che, nel piccolo borgo calabrese – Dementia Friendly Community riconosciuta dalla Federazione Italiana Alzheimer – è pronta ad assicurare protezione, libertà e dignità a soggetti affetti da una patologia che, spesso, li relega ai margini della società.

Ad affiancarla durante la cerimonia d’apertura la giornalista di LaC Tv, Rossella Galati, e una madrina d’eccezione come l’attrice Annalisa Insardà, ma soprattutto il calore dei pazienti con le rispettive famiglie, dei sostenitori sopraggiunti da ogni parte d’Italia e delle istituzioni locali, tra cui il sindaco di Cicala, Alessandro Falvo, che ha supportato l’ideatrice di CasaPaese sin dai primi passi.

Un’intera comunità si è stretta attorno a quest’opera straordinaria – prima e unica in Calabria interamente dedicata a persone affette da demenze – resa possibile dall’appassionato impegno di Sodano, sostenuta dalla rete di solidarietà costituita da aziende, associazioni, imprenditori, singoli cittadini che hanno partecipato al crowdfunding lanciato lo scorso anno.

«CasaPaese ci dimostra come, grazie alla collaborazione tra società civile e soggetti istituzionali, è possibile valicare il muro della solitudine e avviare un percorso di accoglienza e solidarietà, che porta risultati significativi per il paziente fragile e per l’intera comunità» ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Catanzaro, Bonaventura Lazzaro, intervenuto con il vicesindaco Giusi Iemma e il presidente del consiglio comunale Gianmichele Bosco.

Il team della residenza di Cicala, composto da psicologi, animatori, educatori ed OSS, è pronto ad accogliere 16 pazienti, con tempi cadenzati dalle loro esigenze e abitudini, sia di giorno che di notte, affrontando la malattia nella sua dimensione umana ed esistenziale, più che assistenziale, attraverso la Teci, Terapia Espressivo Corporea Integrata, metodo non farmacologico ad approccio corporeo, ideato da Sodano, che, reputando il corpo uno scrigno di esperienze ed emozioni, integra il movimento funzionale con la consapevolezza mentale del corpo.

Il sogno di CasaPaese ha camminato sulle gambe di centinaia di donatori che hanno permesso di raggiungere questo traguardo importante per l’intera Calabria, ma ora, come ci tiene a ribadire Sodano, è giunto il momento che le istituzioni politiche diano la possibilità di diventare operativi: “Stiamo inaugurando per mostrare alle tante persone che ci hanno aiutato cosa siamo riusciti a realizzare con le loro donazioni, ma organizzeremo una festa ancora più bella quando avremo tutte le autorizzazioni per far funzionare la struttura e i necessari accreditamenti”.

A mostrare subito disponibilità e sostegno l’Onorevole Tilde Minasi, già assessore regionale, e il presidente del consiglio regionale, Filippo Mancuso, concordi nell’affermare “ci impegneremo affinché la lungimiranza di Elena Sodano e dei suoi operatori possa diventare un modello di cura da ampliare in Calabria e replicare anche in altre regioni d’Italia”.

L’inaugurazione di CasaPaese è stata impreziosita dalla benedizione del vicario del Vescovo di Catanzaro-Squillace, Don Savino Cognetti, che, insieme a Sodano e alle istituzioni presenti, ha spalancato le porte della residenza in cui si respira il profumo dell’umanità. (rcz)

Un incubatore d’imprese nel Centro storico di Cosenza

di FRANCO BARTUCCIL’UniCal ed il Centro Storico di Cosenza si fondono per creare, prima nel palazzo Spadafora e successivamente  nel Convitto nazionale “Telesio”, un incubatore d’impresa che si dovrà occupare di cultura e turismo.

In sostanza, attraverso un bando, presentato nell’aula “Umberto Caldora”,  che scadrà il prossimo 31 ottobre, si dovranno individuare delle idee innovative per comporre 10 aziende che occupandosi di cultura e turismo animeranno il centro storico cosentino.

Il progetto denominato Cosenza Open Incubator costituisce un incubatore unico nel Mezzogiorno d’Italia dando al rettore Leone la consapevolezza di dire: “Finalmente arriviamo nel cuore della città per mettere a disposizione del territorio i saperi dell’ateneo”.

Non è altro che un nuovo importante contributo dell’Unical al territorio. Nel centro storico di Cosenza nasce, quindi, l’incubatore di imprese per cultura e turismo, un progetto unico nel suo genere in Italia, sviluppato nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo, sostenuto da fondi Cipe per 90 milioni di euro, per la riqualificazione della città antica. Le attività saranno ospitate presso lo storico Palazzo Spadafora, messo a disposizione dal Comune di Cosenza. L’incubatore poi prenderà sede all’interno del Convitto nazionale “Telesio”, una volta ultimati i lavori di ristrutturazione a cura della Provincia di Cosenza. 

Se Cosenza ed in particolare il centro storico avranno l’incubatore d’imprese della cultura e del turismo – ha detto nella circostanza il Rettore Leone – non di meno sarà altrettanto importante il territorio di Rende, dove presso la vecchia sede del Cud in Contrada Commenda, verrà aperto il “Palazzo dell’Innovazione”.

Le finalità del progetto “Cosenza Open Incubator” sono state illustrate  nel corso della  conferenza stampa che si è svolta nell’aula “Umberto Caldora”, presieduta  dal rettore, Nicola Leone, con i contributi di: Maurizio Muzzupappa, delegato del Rettore al Trasferimento tecnologico; Antonio Costabile, delegato del Rettore alla Missione sociale dell’Unical; nonché dalla deputata Anna Laura Orrico, attuatrice  del Cis  Calabria; da  Franz Caruso, sindaco di Cosenza e Alfredo Fortunato, presidente della Sezione terziario innovativo di Unindustria Calabria.

Il progetto

L’ateneo selezionerà 10 aziende e startup con idee progettuali finalizzate alla creazione e allo sviluppo di imprese nel territorio, con particolare attenzione per il contesto turistico-culturale. L’Unical ha già emanato un bando, con scadenza 31 ottobre 2022, i cui dettagli, per tutti gli interessati, saranno approfonditi nel corso di un seminario aperto al pubblico che si terrà lunedì 10 ottobre dalle 15,00 nell’aula magna dell’Unical. 

L’iniziativa è finalizzata alla diffusione della cultura di impresa e della cooperazione in grado di generare sviluppo locale, con l’obiettivo di favorire e sostenere la nascita di servizi nel campo turistico-culturale. Le proposte dovranno ricadere in uno dei quattro ambiti di applicazione: turistico, industria culturale e creativa, artigianato e made in Italy ed è rivolto a team di due o più persone o ad imprese già costituite da non più di 5 anni, disponibili ad aprire una sede operativa nel centro storico di Cosenza. L’incubatore sarà caratterizzato da approcci improntati alla sostenibilità ambientale e sociale e volti a rafforzare l’attrattività dell’area e sarà gestito dall’Area ricerca innovazione e impatto sociale (Ariis) dell’ateneo.

Durante il periodo di incubazione di 36 mesi, il centro sarà in grado di erogare gratuitamente alle 10 aziende selezionate, servizi generali in ambito amministrativo, legale, risorse umane, comunicazione, attività di coaching e contatti con investitori esterni. In più sarà garantito un voucher di ingresso di 20.000 euro.

Gli interventi

Alla conferenza stampa è intervenuta la deputata Anna Laura Orrico, attuatrice Cis Calabria, che ha sottolineato come sia essenziale promuovere sviluppo economico locale e apportare innovazione creativa e sociale per la rigenerazione del centro storico di Cosenza. Ha ricordato, altresì, la sua funzione e ruolo avuto durante il suo mandato di sottosegretario con Ministro ai Beni Culturali l’on. Franceschini, sensibile e attento nel valorizzare il centro storico cosentino. «L’incubatore che nascerà sarà unico nel Mezzogiorno d’Italia e sarà punto di riferimento delle altre Regioni per cui diventa significativo ed importante accrescerne il valore ed il ruolo con il sostegno di tutti».

Se al prof. Maurizio Muzzupappa, delegato del Rettore al Trasferimento tecnologico, è toccata la funzione di presentare ed entrare nel merito del bando di cui sopra; bene ha fatto il prof. Antonio Costabile, delegato del Rettore alla Missione sociale dell’Unical, nel dire e rafforzare il concetto del ruolo e del rapporto avuto dai padri fondatori dell’UniCal ed in particolare dal Rettore Beniamino Andreatta, ricordato con l’inaugurazione del 51° anno accademico, nel disegnare la missione che ci è stata data di curare due valori importanti come il trasferimento tecnologico e la missione sociale nel territorio. 

«Due valori che continuano a vivere – ha dichiarato il prof.Costabile – e che vediamo bene in questo progetto per dare al centro storico di Cosenza la sua dignità esistenziale».

Del centro storico di Cosenza nel rapporto con la nascente Università della Calabria se n’è parlato fin dagli albori della nascita della stessa Università per forte interesse del Sindaco, Fausto Lio, e del Presidente dell’Amministrazione Provinciale, Francesco De Munno, entrambi componenti del Comitato Tecnico Amministrativo e successivamente del Consiglio di Amministrazione, tanto da portare quest’ultimo organismo ad occuparsi del “problema UniCal centro storico” approvando, con Beniamino Andreatta presidente rettore, una delibera che prevedeva la nomina di una  commissione ad “hoc” con il compito di studiare e proporre le cose da fare per attuare e rafforzare il legame tra le due entità istituzionali e strutturali urbanistiche.

Negli anni si è continuato a parlare di questo rapporto ed esigenza tanto che sono state attuate delle iniziative come l’insediamento nel palazzo Sersale della Fondazione “Calabria Scienze oggi”, una foresteria per docenti e studenti nel “Palazzo Bombino”, come anche nel vecchio albergo “Bologna”, tutti ristrutturati che hanno finito per cessare la loro funzione di collegamento con l’Università, soprattutto per ragioni di distanze, che un progetto come la “metropolitana”, anch’esso mandato irresponsabilmente al “macero”, avrebbe potuto dare il giusto impulso e sopravvivenza.

Oggi si riparte con il progetto “Cosenza Open Incubator” e l’auspicio è quello di augurare il meglio e dire con forza “forse ci siamo”.

Nel concludere la conferenza stampa il rettore Nicola Leone ha ringraziato tutti per l’impegno profuso in questo importante progetto, compresa la presidente della Provincia, Rosaria Succurro, assente per sopraggiunti impegni istituzionali, non nascondendo, però, che quella che si andrà ad affrontare sarà una sfida difficile. 

«Stiamo provando a creare imprese innovative – ha detto Leone – in un centro storico che ha una realtà sociale deteriorata e che, dal punto di vista strutturale, per molti mesi sarà un cantiere a cielo aperto, e in più lo faremo su temi notoriamente ardui, quali la cultura e il turismo. Ma le sfide si affrontano e lo si fa mettendo in campo tutte le competenze presenti nell’università e stringendo sinergie con le altre istituzioni, perché Cosenza e la Calabria meritano di crescere e svilupparsi e l’Unical vuole fare la sua parte. Lo facciamo anche con questa iniziativa, così come lo faremo a Rende, con il Palazzo dell’innovazione che presto prenderà forma nell’ex Cud, lo abbiamo fatto negli scorsi anni intensificando i rapporti con le scuole e lo facciamo ogni volta che ci arrivano istanze interessanti e sostenibili dal territorio». 

Un’apertura testimoniata anche dal sindaco Franz Caruso, che ha sottolineato come  la  presenza dell’Unical nel Centro Storico  non sia più un’utopia, ma un progetto concreto che si realizza sotto gli occhi di tutti.  Intanto la società tutta è invitata  a partecipare al seminario aperto  che si terrà lunedì 10 ottobre dalle 15,00 nell’aula magna dell’Unical, per come meglio animare e vivacizzare il progetto con il contributo di tutti.(fb)

Jazz’inn: in contri sull’innovazione a Roseto Capo Spulico

Successo per l’edizione 2022 di Jazz’Inn, un evento che – secondo gli amministratori «ha cambiato la narrazione dell’open innovation nel Sud Italia».  Il bilancio della manifestazione è largamente positivo: in 5 giorni, l’Antico Granaio di Roseto Capo Spulico è stato il teatro di 72 colloqui con Invitalia per le imprese, finalizzati a verificare idee da trasformare in attività imprenditoriali, 5 comuni hanno attivato il servizio Wifi Italia con Infratel Italia per ridurre il digital divide nelle aree minori, si sono svolti 32 tavoli di open innovation, 1 flash mob femminile, 1 laboratorio di design thinking per l’imprenditoria femminile, 1 think tank sulla rigenerazione dei borghi, 3 open talk, 1 brainstorming pubblico su La Carta di Roseto, 24 soci della Fondazione AmpioRaggio sono coinvolti come moderatori durante gli eventi, 4 serate jazz hanno permesso un’invasione di note nel borgo cittadino.

Oltre 500 le presenze complessive, provenienti da 17 regioni italiane, giunte a Roseto Capo Spulico per confrontarsi sull’innovazione e non in vacanza, superando anche le difficoltà logistiche e la cronica mancanza di infrastrutture adeguate. Risultati piccoli ma concreti, reali e tangibili.

Azioni che hanno trasformato un piccolo borgo del Sud Italia in uno smart village, eliminato le distanze tra Nord e Sud, praticato di fatto la destagionalizzazione a fine settembre e trasformato un Antico Granaio e un castello federiciano in laboratori di idee e il paese in una capitale di innovazione per una settimana.

Jazz’Inn è stata, rispettando le intenzioni iniziali di tutti coloro che l’hanno progettata e che sono stati chiamati a darle vita, una vera e propria rivoluzione concettuale, una proposta nuova di fare innovazione, di confronto, di crescita, di interazione.

Questo risultato è stato possibile grazie ad una fondamentale sinergia tra la Fondazione AmpioRaggio, il Comune e l’Amministrazione di Roseto Capo Spulico, guidata dal sindaco Rosanna Mazzia, e tutti i partner coinvolti nella progetto. 

I fiori più splendidi, le querce più robuste, gli alberi più carichi da frutto, nascono e crescono sui terreni più fertili, coltivati seminando impegno, fiducia, speranza, risolutezza, visione, passione, costanza: il Comune di Roseto Capo Spulico ha rappresentato per Jazz’Inn tutto questo, permettendo ad un percorso nato nel 2017 a Pietrelcina di crescere  in tutta Italia, di consolidarsi lo scorso giugno a Bracciano e di sbocciare del tutto in Calabria, sulle coste dello Ionio, proprio a piedi del Castello Federiciano.

Roseto Capo Spulico è stato quindi un esempio sorprendente di volontà di cambiamento che ci ha convinto prima e stupito dopo. Lo porteremo come esempio e per tale motivo a tutti coloro che hanno avuto la forza di stupirci in positivo, a partire dal Sindaco Rosanna Mazzia, rivolgiamo il nostro ringraziamento, il ringraziamento della Fondazione AmpioRaggio, che festeggia il successo di Jazz’Inn anche con il recente riconoscimento giuridico come Fondazione di Partecipazione e Organismo di Ricerca, altro piccolo, grande passo del percorso piacevolmente infinito che ci attende ogni giorno.

Un ringraziamento finale –hanno affermato gli organizzatori in una nota – va a tutti coloro che sono stati protagonisti di Jazz’Inn, cioè a tutto coloro che hanno contribuito alla loro riuscita, a partire da Borghi Autentici Italiani, fino ad ogni singolo case giver, partner, amministrazione pubblica o semplice visitatore che ha varcato le porte dell’Antico Granaio durante l’edizione di quest’anno.

Se ognuno di noi è una goccia nell’oceano, insieme siamo un’onda, l’onda del cambiamento che vuole innovare attraverso la digitalizzazione e la connettività, la collaborazione e l’open innovation.

Da Roseto Capo Spulico sono nate nuove sfide.

Sfide che Ampioraggio intende trasformare da subito in investimenti e progetti sostenibili che riguarderanno borghi e multinazionali, imprese e centri di ricerca, startup e investitor.

Sfide che saranno presentate al prossimo Jazz’Inn, l’edizione del 2023, ancora una volta insieme, non per parlare di innovazione, non solo per fare innovazione, ma per essere innovazione. (rcs)

Domani tutti a votare: Si decide anche per il futuro della Calabria

È il giorno del voto. Oggi, 25 settembre, quasi 51 milioni di italiani andranno alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. Il 51% sono donne, mentre 2,6 milioni di maggiorenni voterà per la prima volta al Senato. Sono alcuni dei dati sulle elezioni contenuti nel dossier pubblicato dal Viminale.

In Calabria, sono 1.496.834 i calabresi che hanno diritto al voto: nel 2018 (si votò il 4 marzo) l’affluenza alle urne fu del 63,64% (981.045 elettori su 1.541.566 aventi diritto al voto), alle ultime regionali (si votò il 3 ottobre 2021) l’affluenza fu del 44,36% (838.691 elettori su 1.890.732 aventi diritto al voto).

Questa è la prima tornata elettorale in cui si vota con la riduzione dei parlamentari: rispetto al 2018, dai 30 eletti si passa a 19: in totale, in Calabria per la Camera, saranno eletti 11 deputati mentre, per il Senato, soltanto 8. 

Come si vota

Si può votare dalle 7 alle 23 di oggi. L’elettore, prima di recarsi al seggio, deve controllare se nella tessera elettorale

sono rimasti spazi per la certificazione del voto. In caso contrario, dovrà recarsi con la tessera all’Ufficio elettorale del comune di residenza per ritirarne una nuova.

L’elettore deve recarsi nel seggio, il cui numero ed indirizzo è stampato sulla tessera elettorale personale, munito di idoneo documento di identificazione (carta di identità valida o documento equipollente).

L’elettore nel seggio riceverà una matita copiativa e le due schede di votazione, una per l’elezione della Camera dei deputati e una per il Senato della Repubblica, con l’indicazione del numero di cabina nella quale recarsi per esprimere in segreto il voto. 

L’elettore, al termine dell’espressione del voto, deve consegnare al presidente di seggio le schede chiuse e la matita. Il presidente stacca il tagliando antifrode dalla scheda, controlla che il numero progressivo sia lo stesso annotato prima della consegna e, successivamente pone la scheda senza tagliando nell’urna. (rcz)

SIDERNO (RC) – Si presenta il Gelsomini Film Festival

Domani mattina, a Siderno, a Palazzo De Moja, è in programma la conferenza stampa di presentazione del Gelsomini Film Festival, promosso dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mariateresa Fragomeni.

All’incontro saranno presenti per fornire tutti i dettagli del “Gelsomini Film Festival”, il sindaco Mariateresa Fragomeni, il consigliere con delega alle Manifestazioni Davide Lurasco e il Direttore Artistico del festival Lele Nucera.  A moderare l’incontro, il direttore di “Incipit Sistema Comunicazione” Pasquale Muià(rrc)

La Cipolla Rossa di Tropea al Salone del Gusto di Torino

La Cipolla Rossa di Tropea sarà protagonista a Terra Madre Salone del Gusto di Torino, in programma dal 22 al 26 settembre.

«Quella del Consorzio della Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp è una storia che raccoglie e mette insieme tante giovani esperienze – ha dichiarato Giuseppe Laria, presidente del Consorzio della Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp – ritorni alla terra che hanno saputo abbracciare obiettivi e visioni: tutelare, promuovere e valorizzare un prodotto d’eccellenza saldamente legato alla cultura e all’economia dei territori. Raccontare e condividere questo progetto è una missione che vogliamo continuare a portare avanti per creare opportunità di crescita e sviluppo per la Calabria intera».

Ma non è finita qui: domenica 25 settembre è la giornata dedicata alla Cipolla Rossa di Tropea. Interpretata dai cuochi dell’Alleanza Slow Food Calabria – aggiunge Daniele Cipollina di Adv Maiora Comunicazione Integrata – la Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp è stata chiamata a svolgere un ruolo importante: narrare e raccontare l’agroalimentare di qualità Made in Calabria che passa dalla produzione di questo prodotto, unico per dolcezza e croccantezza. (rrm)

LAMEZIA – Il concerto “Maria Fiammeggiante Aurora”

Questa sera, alle 18, alla Chiesa di San Giovanni Battista di Lamezia Terme, è in programma il canto liturgico cristiano: Maria Fiammeggiante Aurora, che rientra nell’ambito della rassegna All’ombra dell’Abbazia – Dialoghi di archeologia e storia promosso dall’Assessorato alla Cultura e presidenza del Consiglio comunale di Lamezia.

Prima del concerto, alle ore 17.15, verrà effettuata una visita guidata della chiesa e del borgo, curata dalla professoressa Giuliana de Fazio, che ha studiato e conosce profondamente questa zona di Lamezia Terme. 

«La lezione cantata delle Ancillae segnerà, come sempre, un momento intenso di comunione con i luoghi e con la storia che ancora oggi pulsa tra le pietre dei nostri monumenti. La chiesa di San Giovanni Battista di Sant’Eufemia Vetere, fondata all’indomani del terremoto del 1638, ha ospitato le reliquie che erano venerate in Abbazia, determinando non solo la continuità del culto della santa ma anche il suo radicamento su un territorio che, a distanza di oltre millesettecento anni, porta ancora il suo nome», ha commentato l’Assessore alla Cultura, Giorgia Gargano.

Licia di Salvo ha spiegato così la scelta del repertorio:«Vogliamo dedicare alla città una meditazione cantata – ha aggiunto – per colei che rappresenta il ponte d’amore, il simbolo della nuova alleanza tra Dio e l’umanità. Il culto mariano, sin dal IV sec. d.C., si diffonde con forza suadente e appassionata dall’Oriente all’Occidente radicandosi nel bacino del Mediterraneo. La tradizione orale di canti dedicati a Maria sarà presto soppiantata da quella scritta, ma si tramanderanno ancora versioni poetico-musicali differenti, frutto di stratificazioni, usi e variazioni ad opera di cantori e musici che vivevano nei monasteri o operavano nelle Chiese locali. Contesti diversi, ma un unico cuore orante che tesseva melodie per Maria, Vergine e Madre, Regina e Domina, consolatrice e intermediaria, presenza silenziosa ed emblematica del soccorso alla fragilità umana».

«All’ombra dell’Abbazia benedettina di Sant’Eufemia – ha concluso – baluardo strategico, ma anche culla di devozione e preghiera, si sono amorevolmente succeduti il rito bizantino e quello romano, in un dialogo mai interrotto, che trova nel loro rispettoso passaggio una continuità storica e sonora. Condivideremo condividere il canto mariano nelle sue diverse tradizioni: il canto “gregoriano”, il canto liturgico di tradizione calabrese, il canto di tradizione greco-bizantina e il canto dei pellegrini di area iberica e inglese». (rcz)

Riace: nella Locride un campeggio di impegno e formazione

L’associazione Spostiamo Mari e Monti, in collaborazione con Volere la luna ODV, organizza dal 2020 un campeggio, rivolto a giovani partecipanti, diffuso nel tempo e nello spazio, per unire idealmente due confini: quello delineato dal mare sulla costa di Riace e quello sui sentieri di montagna tra Val di Susa e Francia.

Quest’anno il campeggio a Riace è inserito nel progetto “L’Agenda in Viaggio. Per le persone. Per il pianeta. Senza confini” nell’ambito delle azioni del progetto europeo Mindchangers, realizzato in partenariato con la città di Nichelino (Torino), Volere la luna ODV e CisvSolidarietà Torino.

Un campeggio di formazione, partecipazione e impegno civile sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione, ma anche del rispetto per l’ambiente, del ripopolamento dei borghi attraverso il recupero di case, botteghe e antichi mestieri, dei diritti dei lavoratori stagionali e dei braccianti agricoli, analizzando i casi del Villaggio Globale di Riace e l’esperienza di confine della Val di Susa quali esempi positivi, promotori di buone pratiche da imparare a conoscere e diffondere.

L’edizione 2022 del campeggio di impegno a Riace è iniziata il 17 agosto con un viaggio di comunità, covn 1350 chilometri da percorrere, per passare anche idealmente dalla notte all’alba su Riace, dove il progetto di accoglienza di Mimmo Lucano continua a educarci a un’accoglienza dolce.

«Ogni anno torniamo qui a Riace con tantissimi ragazzi e ragazze che, viaggiando insieme, conoscono, pensano, si confrontano, diventando una comunità che lotta per un mondo più giusto, più bello, promuovendo azioni sostenibili per le persone e per l’ambiente – ha dichiarato Sabrina Di Carlo, presidente dell’APS Spostiamo Mari e Monti – Oggi riaccendiamo il “Forno dei popoli”, inaugurato da noi lo scorso anno insieme alla Comunità Laudato Si’ nella piazza del Villaggio Globale di Riace, un luogo di cui condividiamo ideali e valori comuni. Il pane è forse l’alimento più semplice e umile, diffuso in tutto il mondo: esprime una comunità e un territorio, il forno, la farina e chi la impasta. Quello che vogliamo dire è che dall’incontro può nascere un borgo, un quartiere; possiamo essere il cambiamento necessario e riaccendere la speranza di un’umanità migliore».

Il campeggio che si conclude oggi ha avuto luogo a Caulonia Marina, dove già dal primo giorno i ragazzi e le ragazze hanno avuto occasione di confrontarsi, informarsi e crescere insieme grazie alle parole di Stefano Musolino, segretario nazionale di Magistratura Democratica, il quale ha introdotto alcuni dei temi che caratterizzano il nostro percorso: immigrazione, ma anche il rapporto tra legalità e giustizia.

«Progetti come questo sono fondamentali per comprendere, interpretare e costruire delle chiavi di lettura relativamente alla complessità dei fenomeni che stanno attualmente cambiando l’aspetto della nostra società e delle città anche in cui viviamo – ha concluso Alessandro Azzolina, assessore alla pace della città di Nichelino (Torino) – Comprendere un modello virtuoso di accoglienza fa sì che i ragazzi e le ragazze possano imparare a decostruire quella che è la narrazione dominante fatta di parole come “invasione”. Riace mostra che un modello dolce, un modello gentile di accoglienza è possibile ed è importante che anche le amministrazioni comunali prendano esempio da sindaci che ancora oggi resistono per affermare quanto una politica di accoglienza diversa sia possibile».  (rrc)

Basta abbattere gli alberi a Rende: la denuncia di Giardini di Eva

Non si ferma la marea di adesioni a sostegno della denuncia fatta dai Giardini di Eva sul taglio e la potatura di alberi in pieno agosto a Rende.

Sono più di 50 le associazioni ambientaliste nazionali, regionali e locali che hanno aderito.

Spiega Nadia Gambilongo la fondatrice di Giardini di Eva: « Qualcuno dice “sono solo alberi”. Ma forse non sanno che gli alberi fanno parte di ecosistemi intelligenti che esistevano già prima della comparsa dei sapiens e che con molta probabilità li sopravviveranno. Gli alberi raccontano la nostra storia e il nostro modo di stare al mondo.

A Rende in questi giorni si sta compiendo una vera e propria strage degli innocenti, il sopralluogo effettuato da volontari esperti dei Giardini di Eva e le foto scattate dimostrano che molti degli esemplari abbattuti erano perfettamente sani.

Certo le capitozzature ripetute negli ultimi anni e la copertura maldestra con asfalto e cemento delle radici hanno indebolito alcuni esemplari, ma erano danni sanabili con interventi mirati che avrebbero consentito la messa in sicurezza.

Abbiamo chiesto ripetutamente in queste settimane all’amministrazione comunale di fare dei sopralluoghi congiunti con i volontari dei Giardini di Eva, insieme agli esperti incaricati dal comune di redigere le relazioni tecniche sullo stato vegetativo degli alberi nell’area urbana, ma non ci hanno ascoltato, hanno preferito avviare prima i tagli.

Questa scelta allontana i cittadini e la rete delle associazioni ambientaliste dal governo dei beni comuni e, ovviamente, stigmatizziamo questo comportamento, anche perché non è così che si gestisce il verde urbano in piena crisi climatica.

Gli alberi ci regalano ossigeno, ingentiliscono il paesaggio, abbassano la temperatura al suolo, in cambio chiedono il giusto rispetto e un po’ di cura che nelle aree urbanizzate si rende necessaria.

Il paesaggio rendese fortemente edificato era addolcito dalla presenza di viali alberati ad alto fusto. In passato, chi ha governato la città ha concesso molto ai costruttori, ma contemporaneamente ha messo a dimora moltissimi alberi. In questi giorni il paesaggio urbano  è stato deturpato irrimediabilmente. La rassicurazione sulla messa a dimora di nuove essenze in sostituzione di quelli abbattuti, dovrà vedere il coinvolgimento attivo delle associazioni ambientaliste nei prossimi mesi, così come la verifica e il monitoraggio nel tempo delle condizioni vegetative degli altri esemplari considerati a rischio.

Il taglio e le potature in pieno agosto dei viali alberati di Rende hanno riacceso l’attenzione e l’attivismo di tante associazioni presenti non solo nell’area urbana, ma su tutto il territorio regionale e costiero, segno di una sempre più crescente sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali che pone chi amministra il territorio di fronte ad una grande responsabilità e vocazione collaborativa che purtroppo ad oggi non si riscontra». (rcs)

Al via i lavori si restyling della stazione di Scalea-S. Domenica di Talao

Sono 3,5 mln di euro la somma stanziata con i fondi dal Pnrr per i lavori di restyling della stazione di Scalea-Santa Domenica Talao. Lo ha reso noto l’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino, nella persona del suo coordinatore Ettore Simone Durante, spiegando che tale progetto è inserito nel piano commerciale di RFI.

Il progetto prevede la totale riqualificazione dell’impianto, nello specifico saranno effettuati numerosi interventi fra cui l’installazione degli ascensori, la realizzazione di nuove pensiline, la rifunzionalizzazione degli spazi interni, l’ammodernamento dei sistemi per l’informazione al pubblico, un nuovo sistema di illuminazione a led, nuovi servizi igienici, nuovi percorsi tattili per non vedenti/ipovedenti e nuova segnaletica.

«Siamo felici – ha dichiarato il coordinatore – perché RFI oltre a progetrare quanto previsto dalle normative in materia di sicurezza ha accolto quasi tutte le nostre proposte. E davvero non possiamo fare a meno di sottolineare la grande professionalità degli ingegneri e dei tecnici che stanno curando l’opera nei minimi dettagli. É un segno concreto di attenzione non solo verso i turisti ma soprattutto verso i lavoratori e le fasce più deboli».

«Essendo il treno il mezzo in assoluto più ecologico – ha auspicato Maurizio Cava, presidente dell’Associazione ScaleaFuturo, aderente all’Unione delle Associazioni – vogliamo sperare che la bellezza di questo luogo in futuro possa ulteriormente incentivare la mobilità dolce, specie in un’epoca di crescente sensibilizzazione verso le tematiche ambientali».

«Per onestà – si legge in una nota – va detto inoltre che nel periodo di pandemica la realizzazione dell’opera fu richiesta dall’allora consigliere regionale Antonio De Caprio. In conclusione, é opportuno anche ricordare, come ha più volte affermato RFI, che le stazioni non devono essere intese come un luogo isolato bensì come un’opera ben inserita nel contesto urbano». (rcs)