Occhiuto, contro tutti, scommette su tre liste, ma il centro-destra ha “benedetto” Jole Santelli

di SANTO STRATI – Che sarebbe stata una campagna elettorale ricca di colpi di scena era prevedibile da tempo, ma lo scenario che si presenta a sei giorni dalla presentazione delle liste supera qualsiasi immaginazione. È la battaglia dei due Mario, che viaggiano in parallelo, contro le logiche dei partiti e puntano a raccogliere il consenso necessario, quanto meno a misurare il loro peso politico. Oliverio, pur avendo perso la vicinanza del suo Richelieu (Nicola Adamo, colpito da obbligo di dimora e quindi impossibilitato a percorrere il territorio calabrese organizzando i sostenitori del governatore uscente) non recede dall’intenzione di presentarsi da solo senza il simbolo del partito che lo ha visto protagonista da una vita (pur nelle varie denominazioni). Occhiuto, offeso e svillaneggiato da Salvini, per compiacere a richieste “gentiliane”, rinuncia, con il fratello Roberto, a Forza Italia e correrà con tre liste che ancora credono fortemente in lui.

Oggi a Cosenza i due fratelli Occhiuto (che ieri sono stati ricevuti da un affabile quanto mortificato Berlusconi dovutosi piegare ai diktat della Lega ma decisamente dispiaciuto per il cambio di candidato) avevano convocato un incontro tecnico-organizzativo per fare il punto sulla raccolta delle firme necessarie al deposito della candidatura e delle liste: in realtà si è trasformato in un’affollatissima assemblea elettorale che ha ribadito il proprio sostegno al sindaco di Cosenza. Mario Occhiuto, visibilmente contento, non si aspettava una risposta così eclatante da un popolo di supporter e simpatizzanti che lo ha convinto senza esitazioni a proseguire la marcia iniziata da tempo. Ufficialmente dalla convention di Lamezia dello scorso giugno dove Occhiuto si presentò come il candidato ufficiale di Forza Italia, candidato unico per il centrodestra, ma in realtà è da un paio di anni che il sindaco cosentino preparava la sua discesa in campo per conquistare la Cittadella di Germaneto.

Mario Occhiuto ha circoscritto in una battuta il suo obiettivo: «Voglio cambiare la Calabria». Si presenterà da solo, senza simboli partitici ma col supporto di tre liste civiche in grado di dare qualche dispiacere all’ex-amica Jole Santelli e a tutto il centrodestra, che in un documento, l’ha incoronata regina unica di queste elezioni.

«Sarà – ha detto Mario Occhiuto – una campagna elettorale molto breve e intensa. Una campagna elettorale d’opinione. Dalla nostra parte abbiamo la voglia di cambiare che è la stessa voglia di cambiamento dei cittadini calabresi. Le persone in Calabria sanno bene che non possono più affidarsi ad altri, ma hanno l’esigenza di essere parte attiva di una nuova primavera. Troppi, e troppo a lungo, fino ad oggi, hanno deciso
al posto dei calabresi».

«Sappiamo con certezza – ha stigmatizzato il sindaco di Cosenza – che il diniego di Salvini sul mio conto era solo un pretesto per mascherare certe ombre a cui il mio nome non è gradito e che da sempre oscurano lo sviluppo della Calabria. Alla faccia del rinnovamento, la Lega nella nostra regione non fa altro che cavalcare vecchie logiche affaristiche».  Una stoccata l’ha riservata a Jole Santelli: «Quali contenuti porterà avanti il Centrodestra nel corso della campagna elettorale calabrese, visto che solo fino a ieri le stesse persone oggi in campo al posto mio vedevano in Occhiuto il miglior nome possibile per la svolta di questa regione. È  risaputo – ha affermato Mario Occhiuto – che si debba discutere prima dei programmi che dei candidati, per cui mi domando quale sarà il programma della candidata Santelli, dal momento che ha girato per due anni con me sostenendo il mio programma e le mie idee, e dicendo che io rappresentavo l’unica speranza per la Calabria. Quindi ora vorrei capire qual è il suo progetto».

Roberto Occhiuto, dal canto suo, ha annunciato che lascerà Forza Italia: «Credo che Mario sia il candidato più apprezzato dai calabresi e anche quello più apprezzato dagli avversari perché gli avversari hanno girato la Calabria con lui dicendo che sarebbe stato l’unica speranza possibile. Adesso invece dovranno spiegare agli elettori calabresi che hanno mentito per due anni. Io sono vicecapogruppo vicario di Forza Italia, il numero due del gruppo, e quando Matteo Salvini ha posto questi pretestuosi veti ho detto che tra il nome e le cariche, tra il nome e l’appartenenza politica, io scelgo il nome. Per cui, all’atto della presentazione delle liste, io mi dimetterò dai miei incarichi e da Forza Italia perché credo che fare politica sia fare ciò che si ritiene giusto anche quando si perdono incarichi e posizioni. Sono orgoglioso di questa battaglia portata avanti da Mario perché ci sta facendo riscoprire il senso vero della politica e l’amore per la Calabria che non si scopre tanto nei partiti o nelle comode stanze. E poi faremo una battaglia contro coloro che vogliono colonizzare la Calabria senza conoscerla, prendete ad esempio Invernizzi. Noi non ci facciamo giudicare da Salvini, chiederemo ai calabresi di giudicarci. E per questo siamo pronti a una vera rivoluzione».

Quasi tutto il centrodestra calabrese (con ovvia esclusione del parlamentare Roberto Occhiuto) firma documenti di sostegno che “benedicono” la discesa in campo di Jole Santelli. Donna capace, competente e preparata, una seria ipoteca per Cinque Stelle e Callipo (e per Occhiuto) in grado di raccogliere consensi anche trasversali, salvo che il suo “tradimento” (come lo definiscono gli Occhiuto) non finisca per danneggiarla.

L’ex vicesindaco di Cosenza (e di Occhiuto) ha registrato consensi unanimi dalle tre componenti del centrodestra. Wanda Ferro, Fausto Orsomarso ed Edmondo Cirielli per Fratelli d’Italia sono convinti che «con la designazione di Jole Santelli alla guida della coalizione, il centrodestra ha ora la possibilità di tornare al governo della Regione Calabria. Fratelli d’Italia sosterrà questa sfida con lealtà e coerenza, ma soprattutto tentando di mettere a disposizione dei calabresi una classe dirigente di qualità e proposte programmatiche realmente capaci di segnare per la nostra terra quel cambio di passo che i nostri cittadini meritano e chiedono da tempo. Siamo certi che Jole Santelli, con le sue capacità e facendo gioco di squadra, sarà all’altezza di questo compito».

Jole Santelli ha detto che «questa candidatura nasce dalla consapevolezza di dover lavorare per rendere giustizia a una regione che vive una fase di oscurantismo senza precedenti. Il compito più importante – ha detto la coordinatrice regionale di Forza Italia – è quello di dare un brand identitario alla Calabria che non è solo cronaca e negatività, ma un luogo pieno di tradizioni e di cultura. Il mio desiderio è restituire speranza ai calabresi, lavorare con abnegazione, riaccendere la luce in un tunnel che non è il destino immane di una regione».

Nel documento firmato dai “Consiglieri regionali e i Parlamentari di Forza Italia” a proposito dell’ufficializzazione della candidatura si legge che «la figura di Jole Santelli riteniamo sia la più adatta a ricoprire quest’incarico: è da sempre in Forza Italia, una figura che ha dimostrato esperienza e affidabilità, e siamo certi che non solo ci porterà ad una vittoria elettorale con ampio margine, ma anche e soprattutto che vincerà la sfida più grande, quella di saper finalmente amministrare questa Regione in modo egregio dopo tanti fallimenti e in modo particolare dopo il disastro di Oliverio e compagni del Pd che negli ultimi 5 anni hanno fatto sprofondare la Regione nel baratro». Più laconico il comunicato del commissario della Lega in Calabria, il bergamasco Cristian Invernizzi: «Accettiamo la candidatura e siamo pronti ad iniziare la campagna elettorale concentrandoci unicamente sul futuro dei calabresi». Nulla di più, mentre la Lega (che da ieri ha cambiato nome in Lega per Salvini) cerca nomi credibili da inserire in lista (ma non sarà facile vista il pochissimo tempo a disposizione).

Schermaglie che provocheranno molte scintille nell’area di centrodestra, ma anche a sinistra non si scherza. Callipo continua a ricevere endorsement dal cosiddetto “popolo della sinistra”, ma Oliverio è una spina al fianco che non si sa quanto possa pungere in profondità.

Di certo è che i candidati si contenderanno i voti su aree pressoché omogenee: chi sarà in grado di convincere di più gli elettori? A mezzogiorno di giovedì 28 si chiudono i giochi: qualcuno non sarà riuscito a raccogliere le firme necessarie, qualcun altro non riuscirà a raccogliere il consenso indispensabile per le soglie di sbarramento. È un brutto momento della politica regionale, ma a soffrirne di più sono, purtroppo, i calabresi: delusi, avviliti e demotivati. Qualcuno dovrà farsi un serio esame di coscienza. (s)

Mario Occhiuto: «Manovra di Palazzo contro di me, tra arroganza e prepotenza»

Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, candidato governatore di Forza Italia, com’è noto si sta scontrando con il niet di Salvini nella coalizione di centro destra contro la sua designazione. Occhiuto ha pubblicato su FB un post con un messaggio ai calabresi che Calabria.Live ospita volentieri nell’ottica della terzietà che contraddistingue il nostro quotidiano on line. I calabresi che andranno alle urne il prossimo 26 gennaio hanno il diritto di conoscere tutte le posizioni e ciò che si nasconde in quelle che – all’evidenza – risultano manovre di palazzo e interessi di partito che non tengono conto delle reali esigenze del popolo calabrese. La Calabria ha bisogno di chiarezza e di certezze: i calabresi devono poter scegliere, conoscendo programmi e posizioni e non su nomi imposti da segreterie di partito o uffici privati di movimenti populisti. Calabria.Live darà conto – come ha fatto fino ad oggi – di tutto ciò, senza guardare in faccia a nessuno: da calabresi chiediamo il rispetto che ci è dovuto da tutti, senza alcuna esclusione.

Bisogna purtroppo rilevare che i partiti nazionali non stanno mostrando grande interesse per le vicende elettorali calabresi: conta solo per PD, M5S e Centro-Destra l’appuntamento emiliano che potrebbe decidere le sorti del governo: «i calabresi possono arrangiarsi da soli» – è il pensiero corrente – e litigare tra loro. Tutto questo non è accettabile: la chiamata al voto è l’esercizio di un dovere, ma anche del diritto di scegliere i propri rappresentanti, in piena libertà e senza condizionamenti di alcun genere. Che a poco più di un mese dalle elezioni ancora non ci sia l’ufficializzazione di chi correrà a governatore (con esclusione di Pippo Callipo, “incoronato” da Zingaretti lo scorso venerdì) è una cosa insostenibile e ingiustificabile che tradisce la poca attenzione nazionale, ma allo stesso tempo rivela la debolezza della politica, avvitata su se stessa, incapace di esprimere con coerenza e serietà propri rappresentanti.

«Care calabresi, cari calabresi, – scrive Mario Occhiuto sulla sua pagina Facebook – come forse già sapete, attraverso una manovra di palazzo e un atto di grande arroganza e prepotenza nei miei confronti sembrerebbe che sia stata raggiunta l’intesa sul profilo del candidato da proporre a Presidente nello schieramento di cdx per le prossime elezioni regionali. Un unico obiettivo: tutti, tranne Mario Occhiuto.

In Politica come nella Vita esistono valori ai quali decidi di donare le tue energie migliori, i tuoi sogni, la tua voglia di cambiamento. E credi nella reciprocità, nella bellezza dell’impegno sociale e della amicizia. Sai bene che il palazzo non ti ama. Te ne accorgi quando tanti, troppi, poteri si oppongono al tuo tentativo di fare della Calabria una Terra migliore, di introdurre “la cultura del fare” per creare anche qui finalmente un luogo di opportunità da consegnare ai nostri figli.

Capisci sulla tua pelle il dispiacere e l’amarezza del tradimento da parte di persone che ritenevi amiche e che hai sempre gratificato e che trovi oggi impegnate, con manovre davvero misere, nel tentativo di sostituirti. Non riesci neppure a crederci all’inizio, ma dopo qualche giorno metti in fila tante parole e tanti avvenimenti, ricordi di situazioni simili, e capisci. Eppure io continuo ad aspirare in una Calabria della Bellezza.

Per questo faccio un appello a tutte le persone libere, ai tanti giovani che credono ancora che sia possibile il cambiamento. E a tutti coloro i quali non vogliono consegnare la nostra regione a chi pensa, magari dall’esterno, di utilizzare la voglia di riscatto dei calabresi per i propri interessi. Dobbiamo ribellarci a tanta violenza e miseria umana travestita di opportunità politica.

Non possiamo semplicemente rassegnarci. “Nessuno può tornare indietro, ma tutti possono andare avanti”». (rp)

«Cambiamo l’ “immaginario” della Calabria»: è il progetto di Mario Occhiuto per la Regione

di SANTO STRATI – Che progetti ha l’architetto Mario Occhiuto (attuale sindaco di Cosenza) per la Calabria? Beh, a parte l’obiettivo di espugnare Germaneto, l’impegno di Occhiuto, probabile futuro governatore della Calabria, è basato sul pragmatismo tipico del progettista: non solo disegni e idee in bozza, ma edificazione e fatti concreti. La Calabria – ha detto in un pacato ma convincente discorso durato 50 minuti Mario Occhiuto davanti a una sala gremitissima, con esauriti anche i posti in piedi – ha le risorse umane, quelle naturali, le capacità, le competenze e financo i finanziamenti a sufficienza per portare avanti grandi realizzazioni. Peccato che non abbia, fino ad oggi, saputo sfruttare nè i soldi dell’Europa, che tristemente tornano a casa e vengono dirottati verso Paesi più virtuosi, nè il capitale umano che le nostre università, i nostri centri di eccellenza, riescono a produrre. Esportiamo giovani, ha detto in sostanza Occhiuto, e tutto questo deve finire.

Non sono parole da libro dei sogni, la concretezza del fare Occhiuto l’ha dimostrato in questi otto anni da sindaco a Cosenza: la città risplende, la qualità della vita è migliorata tantissimo, è una Milano del Sud che produce benessere e offre opportunità di crescita e, soprattutto, guarda ai giovani, alla loro pressante richiesta di opportunità di occupazione e lavoro. Che offra stabilità e sicurezza. Per questo, occhiuto si propone di diventare il “sindaco” della Calabria, con una caratteristica ben definita: basta il tempo dell’uomo solo al comando. Occorre fare squadra, indipendentemente dai colori politici e partitici. La Regione deve offrire opportunità a tutti gli amministratori locali, coinvolgendo in un progetto di crescita e sviluppo. Fuori della logica delle spartizioni e dei tentennamenti: occorre agire per il bene comune e lo si potrà fare solo se, ciascuno con le proprie competenze, metterà a servizio dei cittadini il potenziale di risorse che è in grado di esprimere. In altre parole, «fino ad oggi – ha detto Occhiuto – la politica regionale è stata costruita sui bisogni, sulla loro strumentalizzazione. Questa concezione proprietaria è alla base del disastro economico che emerge dalla Regione. Serve una svolta: ripartire dai territori e dalla loro identità».

Il claim della sua campagna “è la svolta buona” la dice lunga sulla necessità di voltare pagina, anzi di svoltare in maniera radicale sulle inerzie e le mancate realizzazioni: «La Calabria deve diventare il giardino d’Europa». E non solo in ottica ambientalista (anche se molte direttrici del programma di Occhiuto mettono al centro l’impegno eco-sostenibile che dovrà accompagnare ogni nuova iniziativa), ma anche come modello industriale. Occorre utilizzare il mare, le coste, il ciclo delle acque e dei rifiuti, il patrimonio agro-forestale, le energie alternative, il turismo e non ultima, l’agricoltura biologica. La green economy, in Calabria, non è una realtà irraggiungibile, è un traguardo facilmente superabiler, soprattutto guardando alle generazioni future.

Serve cambiare, innanzitutto, l’immaginario della Calabria: terra maledetta, arida, di malavitosi e di mafiosi. Invece è la culla di una civiltà millenaria che tutti ci invidiano e di cui i calabresi devono essere orgogliosi. Ecco, dice Occhiuto, dobbiamo essere orgogliosi di essere calabresi, essere innamorati della nostra terra. È questo il cambiamento: far capire agli altri, a chi ci osserva, anche da molto lontano, che c’è un patrimonio inestimabile che aspetta solo di essere scoperto. Il turismo non è solo mare e montagna, ci sono meravigliose mete per il turismo religioso, località da favola che non  sono nemmeno prese in considerazione nei tour internazionali e rappòresentano la vera fortuna della Calabria, se solo si sapranno convogliare e utilizzare le risorse nella maniera più adeguata.

Un discorso di largo ottimismo, anche quando Occhiuto, affronta il tema, terribile, della sanità calabrese. Deve finire il tempo del commissariamento, i calabresi si devono poter curare in casa propria e le nostre eccellenze in  campo scientifico vanno valorizzate e impiegate per il bene di questa terra e dei suoi abitanti.

Ha giocato d’anticipo Occhiuto con quest’evento che ha raccolto adesioni ed entusiasmi inaspettati anche se attesi: solo da Reggio l’on. Francesco Cannizzaro ha guidato con dieci pullman oltre 700 simpatizzanti, amministratori, politici di professione. Ma sono arrivati pullman stracarichi da Crotone, Soverato, Catanzaro, insomma da ogni angolo della Calabria. Al  là della partecipazione di tanti amministratori locali, per la verità la grande massa di pubblico era composta da simpatizzanti, elettori delusi, curiosi. Moltissimi sono rimasti fuori della grande sala della Fondazione Terina, nell’area industriale di Lamezia, ma non sono andati via, hanno atteso fino alla fine, captando il discorso finale di Occhiuto che ha chiuso una lunga serie di interventi aperti dal sindaco di Catanzaro Sergio Abramo. Questa così ampia partecipazione ha un solo grande significato: i calabresi vogliono riappropriarsi della politica, vogliono capire, ascoltare, partecipare. È un segnale che i candidati alla poltrona di Governatore dovranno tenere bene a mente.

La Calabria vuole unità, vuole fatti concreti, non più promesse. E il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo ha fatto finalmente un discorso da “calabrese”: non voglio più sentire parlare di campanilismi. Dobbiamo unire i nostri sforzi, da qualunque città, da qualunque area provengano, per far rinascere questa terra. Lo dobbiamo ai nostri giovani. Per questo il progetto di Occhiuto è importante: dobbiamo farde squadra, è questa la proposta, è questo l’obiettivo che ci dobbiamo prefiggere se vogliamo raggiungere il successo. Successo che non è personale, ma di tutti, se a beneficiarne è tutta la Calabria».

Un evento che lascerà il segno. Dopo Abramo, in tanti hanno parlato alla platea, raccogliendo consensi e spesso grida entusiaste. Il coordinatore provinciale di Catanzaro di Forza Italia, Mimmo Tallini, si è visibilmente commosso parlando delle nuove generazioni che non hanno prospettive di occupazione, non vedono futuro. «Per le nostre battaglie – ha detto Tallini – abbiamo bisogno di uomini liberi che ci facciano sognare. L’unico in grado di affrontare questa sfida è Mario Occhiuto».

Secondo il senatore Giuseppe Mangialavori, Occhiuto è un uomo “accerchiato”, sì da da migliaia di sostenitori che vedono in lui il futuro della Calabria. “Reputo Occhiuto – ha detto il senatore – la migliore risorsa che la Calabria possa avere».

L’on. Francesco Cannizzaro, coordinatore provinciale di Reggio per Forza Italia, non perde l’occasione per attaccare l’attuale governo regionale. «Oliverio ha diviso la Calabria, toccherà ad Occhiuto riunirla. Ad affiancarlo ci sarà una grande squadra. Dobbiamo mettere mano ai settori agricoltura, turismo, welfare, e spazzare via le lobby della sinistra dalla sanità. Siamo orgogliosamente calabresie solo Occhiuto può farci sventolare questo orgoglio».

Sul palco si sono affiancati tutti gli esponenti calabresi di Forza Italia. S’è visto il sempre imperturbabile Roberto Occhiuto, emozionarsi parlando del fratello candidato a guidare la Regione Calabria, e poi una prorompente Jole Santelli, una decisa Maria Tripodi («Pensiamo ai giovani, Occhiuto rappresenta la Calabria positiva») e poi i consiglieri regionali Claudio Parente e Giuseppe Pedà e tutti i rappresentanti delle otto liste che sostengono la candidatura di Occhiuto. È solo il primo segnale di una campagna elettorale che riserverà tante sorprese, ma soprattutto, ci auguriamo, possa far trionfare un’idea innovativa di Calabria. Occhiuto ha mostrato le sue carte (torneremo nel dettaglio nelle prossime settimane) toccherà agli altri presentare programmi e progetti. Ovviamente dopo il 26 maggio. Mai elezioni europee sono state così guardate con occhio trepido da tutti gli schieramenti. (s)

 

Oggi l’Occhiuto-Day. Il sindaco di Cosenza presenta il suo progetto per la Regione

Stamattina a Lamezia, il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto ha presentato il suo progetto per la conquista della Presidenza della Regione Calabria. Una grande adunata dei protagonisti politici e degli elettori e simpatizzanti del centro destra al Centro Agroalimentare della Fondazione Terina, per confermare la candidatura di Occhiuto quale prossimo Governatore.

Previsti oltre duemila partecipanti. Non è l’ufficializzazione della candidatura (occorrerà attendere le elezioni del 26 maggio per capire i nuovi equilibri proprio nel centro-destra), ma è sicuramente un primo, importante, momento di confronto con gli elettori. Occhiuto esporrà il suo programma e sarà interessante capire il percorso che il primo cittadino di Cosenza ha in mente per la crescita, lo sviluppo e soprattutto la rinascita di questa terra.

Mario Occhiuto

Inutile nascondere che, anche nel centro destra, ci sono ancora posizioni da smussare nell’ottica di una piena coesione delle forze in campo. Le possibilità di successo sono molto elevate, ma il rischio di una frantumazione della coalizione non va trascurato. Se da un lato su Occhiuto convergono gran parte dei consensi del centro destra, anche a livello nazionale (si è visto nel recentissimo congresso provinciale di Forza Italia a Cosenza), dall’altro bisognerà capire – dati alla mano dopo il 26 maggio – se Lega e Fratelli d’Italia vorranno proporre (con spinte suicide) un candidato di “rottura” (la pur ottima Wanda Ferro), che significherà inevitabilmente una dispersione di voti. E una vittoria, tutto sommato facile facile (vista l’inadeguatezza delle proposte che vengono da pd e sinistra in generale e la quasi assenza di M5S), potrebbe sfumare in un lampo.

È importante sottolineare l’endorsement del sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro Sergio Abramo che non ha mai nascosto le sue mire su Germaneto, ma ha dichiarato ieri di appoggiare la candidatura di Occhiuto. Quello di cui la Calabria ha bisogno è di un presidente, non importa se di Cosenza, di Catanzaro, di Reggio o di qualunque altra provincia, purché propositivo e con le idee chiare. Di destra o di sinistra – lo stabiliranno gli elettori nel segreto dei seggi – ma con progetti e obiettivi concreti e soprattutto con un target preciso: dare l’avvio a un grande processo di riforme che metta i giovani e il lavoro al centro di qualunque futura iniziativa.

Domani sentiremo le proposte di Occhiuto, che ha ben governato Cosenza e mostra buone capacità di amministrazione. La sinistra, ma soprattutto il PD, fatta chiarezza al suo interno, dovrà far conoscere, a sua volta, il progetto per la ottenere la riconferma a Germaneto (Mario Oliverio?). Poi, la parola passerà agli elettori. (s)

Nella foto di copertina: Mario Occhiuto, l’on. Francesco Cannizzaro e la vicepresidente della Camera Mara Carfagna

Sarà tutta cosentina la sfida 2019 per la Regione Calabria ?

23 settembre – Se venissero confermate le voci, la sfida per la conquista della poltrona della Cittadella di Germaneto, il prossimo anno, diventerebbe  tutta cosentina: a sfidare Oliverio (di San Giovanni in Fiore) due cosentini doc, Mario Occhiuto (attuale sindaco di Cosenza) e l’europarlamentare pentastellata Laura Ferrara.
Dopo l’ufficializzazione della ridiscesa in campo di Mario Oliverio, che punta a una riconferma come Presidente della Regione, si vanno delineando le altre candidature per la conquista di Germaneto. Con buona pace di Sergio Abramo, il centro-destra sembra voler convergere sul sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, su cui andrebbero a concentrarsi anche i voti di Lega e Fratelli d’Italia. Non c’è alcuna ufficializzazione, anche perché manca ancora un anno, ma soprattutto risulta difficile interpretare i malumori che da più parti, nel centro-destra, continuano a registrarsi. A Fiuggi, sotto sotto, in questi giorni si è sentito tutto e il contrario di tutto, con la sensazione che, nonostante le rassicurazioni e i buoni propositi, ci sia molto da ricucire tra Forza Italia e Lega, anche soprattutto a livello regionale. In Calabria, com’è noto, l’affermazione degli azzurri è stata determinante per contenere lo “sfascio” provocato dai pentastellati e la Lega (che ha eletto Salvini proprio a Reggio Calabria) lo riconosce in pieno, tanto da non avere dubbi che la poltrona di governatore dovrebbe spettare a Forza Italia. L’on. Domenico Furgiuele, segretario regionale della Lega e uomo di Salvini in Calabria, mostra, però, perplessità su una lista unica di sapore civico, dove ogni alleato possa portare l’acqua del suo mulino. In ogni caso, qualsiasi ipotesi di candidatura “forte” dovrà tenere conto delle elezioni europee di primavera e degli scenari politici che si andranno a delineare. Occhiuto, a Fiuggi, con il fratello Roberto (deputato di Forza Italia)  e la coordinatrice regionale Jole Santelli, non smentisce la sua probabile candidatura «Sono tanti a sollecitarmi a correre per la Regione, ma voglio riflettere, ci devono essere le necessarie convergenze di tutti i partiti del centro-destra». L’idea, detta in soldoni, è una lista civica con un progetto di sviluppo che vede partecipi e coinvolti tutti gli schieramenti del centro-destra. Unica chance – aggiungiamo noi – per controbattere un pd lacerato e incapace di esprimere l’unità necessario per il rilancio e il Movimento Cinque Stelle che, alle politiche in Calabria, ha raccolto a piene mani tra gli elettori insoddisfatti di pd e forza Italia. L’incognita – che le elezioni europee potrebbero sciogliere – è se i grillini faranno il bis beffando, di nuovo democrat e soprattutto azzurri.
Il Movimento Cinque Stelle – secondo i rumours di Montecitorio –  sembra orientato a puntare su Laura Ferrara, unica europarlamentare calabrese, che ha fatto in questi anni un lavoro serio impegnandosi anche oltre le linee del Movimento. D’altro canto l’azzardo degli sconosciuti, riuscito alle politiche, potrebbe risultare fatale nella corsa a governare la Calabria. (s)

COSENZA: NUOVE IDEE PER ATTRARRE TURISTI E VISITATORI

10 agosto  – Il Comune di Cosenza punta più che mai a far crescere la domanda di turismo e si attrezza per offrire strumenti utili per attrarre nuovi visitatori. Nell’ambito dell’accoglienza turistica, tra gli ultimi servizi introdotti dall’Amministrazione comunale, ci sono una mappa ufficiale e un nuovo portale che costituiscono un chiaro segnale della trasformazione avvenuta in questi ultimi anni.


«La città che abbiamo trovato nel 2011 quando sono diventato sindaco non era certo una città a vocazione turistica – ha esordito Mario Occhiuto all’incontro con la stampa a palazzo dei Bruzi – In passato sono stati prodotti milioni di metri cubi che hanno alimentato una politica industriale edilizia, ma Cosenza non è certamente una città industriale e non può essere oggi una città di sviluppo edilizio. Quello che attualmente ci è rimasto è il recupero legato alla rigenerazione urbana. Quindi il turismo, di cui non avevamo vocazione bensì una forte prospettiva».
Il primo cittadino ha così ripercorso la strada politico-amministrativa che ha realizzato opere senza le quali non sarebbe stato possibile immaginare progetti di sbocco sul turismo. «Non avevamo ancora il Castello Svevo, oggi finalmente riconsegnato alla fruizione di tutti, non avevamo i BoCs Art, non avevamo il Museo multimediale di piazza Bilotti, il BoCs Art Museum e, soprattutto, non avevamo le persone che sono l’elemento fondamentale, perché una città senza persone è una città senza vita».
Dalla visione urbanistica di una Cosenza con un grande centro pedonale, con il Parco del Benessere, i suoi giardini tematici e la Metrotranvia, con il corso pedonale che arriva sul ponte di Calatrava dove ci saranno due grandi piazze da un lato e dall’altro, quindi il Planetario («prima struttura in Italia dal punto di vista della tecnologia, un polo turistico culturale e scolastico»), con il Museo delle Scienze fino al fiume navigabile eccetera, Occhiuto ha ricordato proprio come si possono favorire processi di sviluppo sull’accoglienza e di conseguenza sulla crescita economica di un territorio.
«Vogliamo favorire il tema dell’accoglienza grazie al supporto degli operatori – ha detto – Addirittura, ho saputo che qualcuno di loro prepara i dolci natalizi tutto l’anno perché i turisti chiedono i prodotti tipici, segno che c’è un’attenzione verso la domanda».
Il carattere distintivo di una Cosenza vocata al turismo resta preciso e unico in Italia: «Il Centro storico è la nostra risorsa fondamentale – ha aggiunto il Sindaco – ma non può essere l’unica nostra risorsa su cui puntare, avendo l’Italia centinaia di Centri storici di interesse. Per tale motivo portiamo avanti nuove architetture unendo la capacità di innovazione. In pratica uniamo l’identità storica all’innovazione e ne viene fuori un mix straordinario».


Attorno a tale mix, prende principalmente linfa l’attività dell’assessorato al Turismo e al Marketing territoriale guidato da Rosaria Succurro: «Cosenza non si ferma – ha affermato la delegata di Occhiuto – Oggi presentiamo infatti più iniziative che testimoniano il fermento del nostro lavoro».
Rosaria Succurro ha illustrato nel dettaglio la mappa ‘Cosenza City Map’, «un progetto complesso che ha comportato una lunga lavorazione». A tal proposito, un ringraziamento particolare per l’apporto alla toponomastica è andato al geometra del Comune, Francesco Montalto, nonché alla Design Multimedia che ha seguito la progettazione grafica, alle guide turistiche all’associazione APT che ha fornito la selezione dei locali di interesse turistico (ma tutti i locali del territorio urbano saranno comunque presenti sul portale turistico). E, inoltre, l’assessore Succurro ha tenuto a ringraziare «tutti i fotografi e tutti coloro fanno turismo offrendo un prezioso contributo alla città di Cosenza». La mappa è stata suddivisa in base a colori che ne differenziano le aree: centro città, centro storico, architetture del periodo fascista, altri quartieri.
Daniele Donnici, dell’APT associazione Città di Cosenza, ha contestualmente presentato una mappa off line che è una app, ‘applicazione turistica con mappa, audioguida e sistema di navigazione offline’ appunto, dal nome ‘Cosenza turismo POPGuide’, che si utilizza con il rilascio di un codice, in due lingue.
Eulalia Micheli, responsabile Calabria Maggioli Musei, società che si occupa di varie attività ed è attualmente leader nel campo dell’informatica e delle app, ha mostrato la funzionalità del portale www.cosenzaturismo.com: «Abbiamo anticipato questo portale come work in progress, nello stile dell’operato in movimento dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Occhiuto – ha affermato – Un portale fluido e dinamico, con video promozionali e tanti itinerari, le strutture ricettive, le chiese, i monumenti. Per ogni luogo di interesse viene aggiunta una scheda descrittiva e la posizione su mappa. C’è anche la sezione ospitalità e gusto».
Il sito web sul turismo a Cosenza è stato realizzato pensando a tutti i dispositivi mobili, ed è “strumento utile che permette al visitatore di destreggiarsi agevolmente tra arte, storia, gastronomia e vie dello shopping”.
A dare il polso sui numeri in costante evoluzione, poi, davanti a un pubblico di operatori ed esercenti molto incuriosito proprio dai flussi sul territorio locale, è toccato a Raffaele Rio di Demoscopika: «I dati servono a programmare meglio il futuro – ha sottolineato – L’amministrazione ha istituito l’osservatorio turistico comunale della città che noi coordiniamo scientificamente. Sempre di più la scelta dei turisti è in parte direttamente proporzionale alla ricerca sul web. Contiamo circa 170mila turisti rispetto all’ottima programmazione del Comune. Pernottano in media due giorni, non c’è un picco di stagionalità e questo è un bene in quanto a Cosenza non esistono periodi in cui c’è un flusso straordinario di presenze e poi nel resto dell’anno invece la città muore. I turisti qui spendono più che nel resto della Calabria: ben 7milioni e 400mila euro hanno speso in un anno a Cosenza (in crescita del 3,7% rispetto al 2017). Per non parlare del boom dei B&B».
E, intanto, la stagione estiva dovrebbe segnare un +14,5% con la previsione di oltre 18mila arrivi di visitatori che, fra le altre cose, troveranno appunto ad accoglierli una mappa tascabile e un portale informativi nuovi di zecca. (rcs)