Nicola Gratteri cittadino onorario di Portigliola

di ARISTIDE BAVA – Il piccolo comune di Portigliola ha vissuto una straordinaria giornata con la presenza del neo Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, originario della vicina Gerace, al quale è stata attribuita la cittadinanza onoraria in occasione, anche, della inaugurazione di un campetto di calcio segno di aggregazione sociale e input per ribadire la presenza dello Stato e la voglia di legalità.

È stata una festa di popolo. I commissari straordinari del Comune di Portigliola Luigi Guerrieri, Giovanni Todini e Francesco Greco con la collaborazione diretta del funzionario prefettizio Sandro Borruto, hanno fatto le cose in grande per suggellare una giornata storica per il piccolo centro interno della provincia Reggina dove è stata data, appunto,  la cittadinanza onoraria a Nicola Gratteri, figlio della Locride. Una giornata fatta coincidere, come si diceva, con la inaugurazione di un campetto di calcio che è subito diventato punto di ritrovo dei bambini, molti dei quali si sono stretti attorno a Gratteri che di buon grado si è prestato ad una serie di fotografie profondamente colpito dall’interesse che ha riscontrato.

Alla manifestazione hanno partecipato il Prefetto Massimo Mariani, il sottosegretario Wanda Ferro, l’assessore regionale Giovanni Calabrese, tanti rappresentanti delle forze dell’ordine, vari sindaci e amministratori del territorio, oltre a politici e rappresentanti istituzionali. Tutti per applaudire  la consegna della pergamena che portava la motivazione «per il suo costante impegno nella lotta contro la criminalità organizzata in difesa della convivenza civile e delle libertà democratiche».

E i vari interventi che si sono susseguiti, prima e dopo la ufficializzazione della cittadinanza onoraria a Gratteri, hanno ruotato sulla “legalità” e non a caso il dott. Guerrieri a chiusura della importante manifestazione ha voluto evidenziare a gran voce rivolgendosi a Gratteri  «noi siamo lo Stato; la legalità si afferma in questo momento. Adesso, qui, con la sua presenza in questo paese». Una giornata significativa, dunque, per Portigliola, ma anche per tutta la Locride, durante la quale lo stesso Nicola Gratteri non ha mancato di esprimere le sue considerazioni sullo stato della giustizia, sulla politica e sulla stessa criminalità organizzata, evidenziando a gran voce che continuerà la sua battaglia, anche con molti  incontri già programmati nelle scuole o nelle dirette televisive per stimolare e indirizzare i giovani sul cammino della legalità.

A margine del conferimento della cittadinanza onoraria nel Comune di Portigliola al Procuratore Nicola Gratteri, lo abbiamo sentito, a microfoni spenti, per chiedergli le sue impressioni. 

Cosa significa per Lei, sul piano personale, ricevere la cittadinanza onoraria qui a Portigliola, nel cuore della Locride, sua terra natale?

«Sono cose che fanno bene al cuore. Conosco questo paese dove ci sono tanti amici; conosco questa terra. Ho contribuito, nel mio piccolo a rendere più vivibile questo territorio quando sono stato sostituto Procuratore a Locri e poi procuratore aggiunto a Reggio Calabria prima di prendere servizio a Catanzaro. È stato bello venire quì. La cosa che più mi è piaciuta, dico la verità. è l’inaugurazione di questo campetto. Il fatto che abbiano avuto l’idea, la sensibilità, l’intelligenza di mettere a nuovo questo campetto è molto bello. Vedo bambini che già giocano a pallone e proprio partendo dal pallone, che è uno sport che aggrega, io penso che questo paese possa ripartire. Questa commissione ha fatto tanto. Ho visto anche nelle campagne e nelle contrade  strade asfaltate, ho visto il decoro urbano; ho visto il paese pulito; significa che c’è molta attenzione. Io mi auguro che la prossima amministrazione eletta possa proseguire nel solco della legalità e della buona amministrazione«.

Che aria tira a Napoli ? Come si trova? 

«È un posto molto impegnativo. È una Procura quattro volte più grande di quella di Catanzaro. Ciononostante riesco a rapportarmi con migliaia di rappresentanti delle forze dell’ordine. Io entro in Procura la mattina poco dopo le ore 8 ed esco la sera tra le 21 e le 22. Quasi sempre  pranzo anche in ufficio. Il lavoro è molto impegnativo; c’è grande tensione ed è necessaria molta attenzione, ma incomincio anche ad avere le prime soddisfazioni. Sto cercando di portare  la mia esperienza, le mie idee , il mio metodo di lavoro anche in una grande città come Napoli e spero di avere buoni risultati». (ab)

 

Domani Confcommercio Calabria Centrale incontra e saluta il Procuratore Gratteri

Domani pomeriggio, a Crotone, alle 15.30, nella sede di Confcommercio, è in programma l’incontro dal titolo Percorsi culturali tra passato e futuro: incontriamo il procuratore Nicola Gratteri, organizzato da Confcommercio Calabria Centrale.

Alle ore 15 e 30 nella sede di Confcommercio Crotone, via Carrara 6, si terrà la conferenza stampa relativa alla presentazione della prima borsa di studio Dodò Gabriele. Interverranno il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, i genitori di Dodò Gabriele, vittima innocente di ‘ndrangheta ucciso a soli 11 anni, Giovanni e Francesca Gabriele, il presidente di Confcommercio Calabria Centrale nonché presidente Cciaa Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia Pietro Falbo, il direttore Confcommercio Calabria Centrale Giovanni Ferrarelli, il presidente di Confcommercio Crotone Antonio Casillo, la presidente dell’associazione Mutamenti Patrizia Pagliuso, il provveditore agli Studi Luciano Greco.

Alle 16, al Cinema Teatro Apollo, Gratteri converserà con il giornalista e direttore di Esperia Tv Salvatore Audia e risponderà alle domande degli studenti della scuole di Crotone. Ad introdurre l’evento sarà il direttore di Confcommercio Calabria Centrale Giovanni Ferrarelli, seguito dal presidente di Confcommercio Crotone Antonio Casillo e dal presidente di Confcommercio Calabria Centrale nonché presidente Cciaa Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia Pietro Falbo. (rkr)

I presidenti Falbo (Camera Commercio) e Ferrara (Unindustria) incontrano Gratteri

I presidenti della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia e di Unindustria Calabria, rispettivamente Pietro Falbo e Aldo Ferrara, hanno incontrato il procuratore Nicola Gratteri, che il 20 ottobre si insedierà alla Procura di Napoli.

«Insieme al presidente Aldo Ferrara, abbiamo rinnovato i nostri auguri di buon lavoro al procuratore, ringraziandolo del lavoro svolto in questi anni in Calabria» ha dichiarato il presidente dell’ente camerale, Pietro Falbo.

«Una attività che lo ha visto impegnato su più fronti nel contrasto alla criminalità organizzata, ma non solo – ha aggiunto –. La sua azione è stata anche diretta a favorire un cambio di percezione dei fenomeni criminali, in alcuni contesti territoriali talmente endemici da assurgere quasi a modello sociale. Gli incontri con i cittadini e con gli studenti, sempre molto partecipati, hanno consentito di tracciare una via nuova, di riscatto per questa terra ponendo in germe il seme della cultura della legalità».

Nel corso della visita il presidente della Camera di Commercio e il presidente di Unindustria hanno, inoltre, incontrato il procuratore aggiunto, Vincenzo Capomolla che, in veste di vicario, continuerà a reggere la Procura di Catanzaro fino alla nomina del nuovo capo degli uffici. (rcz)

Il Procuratore Gratteri: Calabria può competere a livello nazionale con agricoltura bio e beni culturali

Sono due gli “ingredienti” che, per il Procuratore Nicola Gratteri, possono permettere alla Calabria di «riposizionarsi e competere finalmente su scala nazionale ed internazionale». Si tratta dell’agricoltura biologica la cui «qualità dell’esperienza agroalimentare ed enogastronomica sulla quale siamo difficilmente imitabili» e i suoi beni culturali, architettonici, archeologici, identitari e distintivi «che questa terra eredita ma che molto spesso sono abbandonati, sconosciuti o, peggio, imbruttiti dai pessimi restauri intervenuti».

Non ci sono dubbi per Gratteri, intervistato nei giorni scorsi ad Altomonte dal comunicatore Lenin Montesanto nell’ambito della Gran Festa del Pane promossa dall’Amministrazione Comunale insieme all’Agrichef Enzo Barbieri: «questa è la strada, altrimenti non si cresce».

«Cosa serve per far fare questo giro di boa alla capacità naturale di promuoversi diversamente ad un turismo più intelligente? – ha chiesto –. Di sicuro non servono ben tre Facoltà di Giurisprudenza che sfornano soltanto patenti mensili di emigrazione di cervelli e reddito altrove. Serve semmai qui una Facoltà di Turismo in cui insegnare ai nostri giovani aspiranti imprenditori non a chiudere battenti a fine agosto, ma la professione dell’accoglienza 365 giorni l’anno, valorizzando strategicamente la propria identità».

«Perché è soltanto così e non con i prezzi che ci si può distinguere – ha sottolineato – né sprecando risorse pubbliche senza alcuna misurazione in costosissime iniziative spot o di solo intrattenimento. Lo dico da esperto agricoltore infiltrato in magistratura: non possiamo non fare agricoltura biologica così come non possiamo non rispettare i cicli della natura non frenando l’invecchiamento del Pianeta, perché sarebbe come non rispettare l’altro. Ed in questa direzione in Calabria c’è ancora molto, ma molto da fare, non siamo neppure a metà del percorso».

Insieme allo chef Barbieri sono intervenuti anche il Vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio Francesco Savino, Don Francesco Faillace (Responsabile Cappellani Case circondariali della Calabria), il sindaco Giampiero Coppola, e il Prefetto di Cosenza Vittoria Ciaramella.

«Purtroppo – è stato questo il ragionamento proseguito dal Procuratore incalzato da Montesanto che ha ricordato contenuti e temi rilanciati proprio con la partecipazione pionieristica 16 anni fa dello stesso Gratteri ai Caffè Filosofici itineranti di Otto Torri sullo Jonio – questa visione, questa prospettiva e questa capacità di programmazione, anche ma non soltanto nel turismo, è spesso assente perché nella pubblica amministrazione si annida tantissimo analfabetismo che la impantana».

Come arginare la fuga dei cervelli?

«Serve in Calabria sicuramente maggiore offerta formativa – ha sottolineato Gratteri – altrimenti i laureati di questa terra non si inseriranno mai ed al loro posto prevarranno sempre figli della ‘ndrangheta, della massoneria deviata o del malaffare. I decenni passati non sono trascorsi invano».

«La Calabria – ha scandito – è cambiata molto e sempre per restare nel campo dello sviluppo agricolo è nata una filiera della trasformazione agricola prima del tutto assente. Resta forse la rabbia perché si poteva fare di più. Tuttavia abbiamo liberato tanti spazi e non basta – ha ribadito più volte il Procuratore parlando ai giovani – essere solo cittadini onesti, bisogna occupare e saper occupare quegli spazi».

Prima dell’intervista che per oltre un’ora ha tenuto inchiodato il pubblico seduto ed in piedi, accolto da una partecipazione straordinaria e da numerose scuole in Piazza Tommaso Campanella ai piedi della Chiesa di Santa Maria della Consolazione, evento clou dell’intera tre giorni dedicata al pane il Procuratore Gratteri, è stato accompagnato nei vicoli del borgo di Altomonte dal sindaco Coppola e dall’Agrichef Barbieri ad impastare e ad infornare i Pani della Legalità insieme ad un gruppo di ristretti della Casa Circondariale di Castrovillari, in collaborazione con gli allievi dell’Istituto Superiore Filangieri di Trebisacce.

«Anche io all’età di 6 anni – ha ricordato poi il Procuratore nel corso della sua conversazione con Lenin Montesanto, elogiando l’iniziativa dei Pani della Legalità e ringraziando Enzo Barbieri per lo speciale invito – impastavo con i miei e ricordo benissimo – ha sottolineato, invitando a riflettere su questa chiave di lettura di quella che è la vera emergenza culturale, pedagogica, sanitaria ed economica delle nostre società occidentali – che quel pane, che mangiavamo anche con la muffa, durava quasi un mese, mentre i panini di oggi, dopo 24 ore, sono altra cosa».

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Gratteri va a Napoli lasciando un vuoto incolmabile in Calabria

di GIACOMO SACCOMANNO – È stato il punto di riferimento di tutte le persone per bene ed oneste che cercavano giustizia. La sala di attesa del suo ufficio di Catanzaro era sempre stracolma di persone che si rivolgevano a Nicola Gratteri per avere quelle risposte che tante altre Procure spesso non sono riuscite a dare.

Ma, quello che colpiva maggiormente era la sua disponibilità all’ascolto, al confronto ed al conforto per le tante persone che avevano subito angherie, prepotenze, violenze, mortificazioni, estorsioni, omicidi e tanti condizionamenti rispetto ad una possibile vita normale. Gratteri era diventata l’ultima ancora, l’ultima luce per cercare di riprendersi quella dignità spesso calpestata per l’assenza dello Stato. E pur dinnanzi a tanto lavoro vi era sempre la disponibilità all’ascolto.

Alla gente, a volte, era sufficiente questo: poter raccontare la sua storia, le sue mortificazioni, per avere un punto di riferimento, di ascolto e di conforto. Ed allora dinnanzi a tale disponibilità le persone sono diventate tante, anzi tantissime: chi aveva tenuto dentro momenti difficili, drammatici trovava la forza di parlare! Gratteri dava la forza di sentirsi protetti e lo faceva con grande passione: ogni storia, ogni racconto era importante. Un pezzo della travagliata Calabria che poteva contribuire a costruire la mentalità mafiosa oppure a spingere le indagini verso una parte rispetto all’altra. E poi l’organizzazione dell’Ufficio di Procura: una macchina quasi perfetta che consentiva a tutti di lavorare con serenità e dare il massimo per le indagini in corso.

Qualcuno lo ha criticato per non aver, le indagini, raggiunto il massimo delle condanne: si tratta di persone che non conoscono le norme e che, spesso, affermano ciò in modo tendenzioso. Il PM deve procedere all’acquisizione della prova dinnanzi ad una ipotesi ed a indizi rilevanti di possibile reato ed in tale direzione chiede la emissione delle misure ritenute più idonee. Sarà poi il Giudice a decidere se concedere o meno tale misura. Poi sarà il dibattimento a dimostrare se si raggiunge o meno la prova piena e nel contraddittorio delle parti. E naturalmente nei processi di ‘ndrangheta è molto difficile scardinare il vincolo dell’affiliazione e familiare.

Eppure, Nicola Gratteri è riuscito a coinvolgere decine di pentiti! Peccato che ora andrà a Napoli e che la Calabria perde un punto di riferimento forte, importante e sempre disponibile. Questa amarezza, però non può esimerci dal congratularci con il Procuratore Gratteri per un riconoscimento molto importante e che suggella la sua prestigiosa carriera. A Nicola Gratteri, quindi, gli auguri più sentiti delle persone per bene che son sicure che raggiungerà anche nella difficile Procura di Napoli i successi calabresi e meritati. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

Nicola Gratteri stravince. E’ lui il nuovo Procuratore della Repubblica a Napoli

di PINO NANO – Il dibattito in Consiglio Superiore della Magistratura si è concluso poco prima delle ore 14, ma già dai primi interventi iniziali si capiva che il vincitore di questa sfida istituzionale per la designazione del nuovo Capo della Procura della Repubblica più grande d’Italia sarebbe stato lui, Nicola Gratteri, attuale Procuratore della Repubblica di Catanzaro.

Una partita per niente scontata per lui, e che a tratti di questo percorso tortuoso sembrava anche vederlo perdente. Ma alla fine ha vinto lui e la sua storia. Ma non poteva essere altrimenti. Se non lo avessero eletto, ne avrebbero fatto un martire, riproponendo al Paese la storia di Giovanni Falcone. Con lui questa volta ha vinto il buon senso di Stato, e soprattutto è prevalsa la tesi più ricorrente all’interno di Palazzo dei Marescialli, che lo vuole un simbolo importante della storia antimafia d’Italia.

Che dire oggi del Nuovo Procuratore della Repubblica di Napoli?
Che ha il carattere peggiore che si possa avere. Caparbio, ostinato, testardo, cocciuto, insistente, irremovibile, inflessibile, irriducibile, costante, puntiglioso, duro, incaponito, fissato, a volte anche scontroso e irritante. Ma l’uomo ha una dote rara e unica, che è la modestia. Questo lo mette nelle condizioni ideali per discutere di qualunque cosa e con chiunque. Gli consente di ricevere chiunque bussi alla sua porta, soprattutto i più deboli e i più soli, e di ascoltarli come se non esistesse nulla di più importante al mondo.
Modestia e determinazione, insieme. Ma è proprio questa sua straordinaria capacità dell’ascolto, che fa oggi di Gratteri in Italia un’icona popolare.

Amato, platealmente amato e ammirato, pubblicamente osannato e invidiato, guardato con rispetto quasi sacro da intere generazioni di giuristi, giudicato e moltissime volte anche contestato, ma considerato dalla folla anonima delle nostre città quasi un fratello più grande, additato e giudicato dai filosofi contemporanei come il vero grande innovatore del processo penale in Italia.

L’altra grande dote, che ha contribuito a fare di lui oggi un’icona popolare, è il coraggio straordinario delle sue idee, e questo senso della libertà personale che Gratteri non nasconde mai, anzi che sbandiera e racconta dovunque egli vada, questa fede assoluta nel diritto, questo suo vangelo personale che predica da quando era ancora studente in legge all’Università di Catania, questa sua sfrontata capacità di contraddire i potenti, e di mettere in berlina il “sistema politico”, sbattendo in faccia le mille porte che gli si sono aperte in questi anni e dietro le quali, coccolato e ricoperto di mille lusinghe, aveva probabilmente intravisto o subodorato lo spettro dell’inganno.

Gratteri – gli va riconosciuto – ha un carisma che gli permette licenze mai consentite o mai permesse prima d’ora a nessun altro. È il caso della denuncia pesantissima che un anno fa lo vide protagonista assoluto sui grandi giornali italiani contro il mondo dell’informazione.

«La mafia -si lascia sfuggire Gratteri- ha deciso di investire i suoi enormi capitali anche nell’acquisizione di quote societarie dei grandi circuiti televisivi, dei grandi network privati, dei giornali e delle tv più influenti del Paese». Come dire? La mafia ha deciso di controllare e condizionare anche le coscienze popolari di un Paese civile come il nostro. Ma sarebbe la morte della democrazia.
Ma è proprio dei mesi scorsi un’altra denuncia coraggiosissima, questa volta diretta da lui contro i vertici della burocrazia regionale in Calabria.

«La mafia? Attenti a non sottovalutare il mondo dei grandi burocrati regionali, perché la mafia – tuona Gratteri – è una piovra che ha assediato anche il cuore vero del potere amministrativo regionale».

La mafia, insomma, ci spiega Gratteri, non è più fatta di coppole e lupara come per anni si è immaginato questo fenomeno, ma questa volta è sostanzialmente caratterizzata dalla presenza e dalla volontà di manager e burocrati pubblici di alto lignaggio.

Analisi, denunce e verità pesantissime, a cui però nessuno ha mai trovato il tempo e il coraggio di rispondere o di controbattere.

Questo non fa che accrescere sempre di più il suo carisma e la sua autorità morale. Ma questo fa di lui anche una sorta di profeta laico, di maestro di vita, di saggio del paese, un uomo a cui affideresti senza nessun dubbio ogni problema di sorta della tua vita, qualunque sia il risultato finale.

Questo ed altro ancora è il nuovo Procuratore della Repubblica di Napoli. Ma di lui sentiremo ancora parlare negli anni che verranno. (pn)

CATANZARO – Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri in visita alla Camera di commercio

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, è stato questa mattina in vista alla Camera di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Nel corso della sua visita il procuratore ha avuto un colloquio informale con il presidente, Pietro Falbo, durante il quale sono state affrontate alcune tematiche riguardanti il mondo delle imprese. Falbo ha avuto modo di esprimere personalmente il suo apprezzamento al procuratore per le operazioni di recente messe a segno dalla direzione distrettuale antimafia e che hanno consentito di disarticolare presunte associazioni che vessavano, con continue richieste di denaro e danneggiamenti, le attività commerciali nell’area sud di Catanzaro.

La Camera di commercio ha ribadito la necessità di stare al fianco di quegli imprenditori che operano in contesti sociali infiltrati dalla criminalità organizzata. Ma soprattutto ha ribadito il dovere civile e morale della denuncia per consentire alle forze dell’ordine e alla magistratura di operare un maggior controllo sul territorio.

Nell’occasione il procuratore ha, inoltre, fatto la conoscenza del nuovo segretario generale della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Ciro Di Leva. Ha positivamente sottolineato il clima di collaborazione e lo spirito di squadra che si percepisce all’interno dell’ente e ha esortato ad andare avanti sulla strada della sinergia istituzionale. (rcz)

Nicola Gratteri su Sky News International seguito da milioni di inglesi

di PINO NANO – The Mafia’s Most Wanted Man. “L’uomo più ricercato dalla Mafia”.

Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri continua ad occupare l’attenzione dei media internazionali. Oggi è la volta di Sky News per via di una intervista molto intensa e personale rilasciata alla giornalista Siobhan Robbins, corrispondente per l’Europa della rete televisiva inglese, che lo racconta e lo descrive come una sorta di “eroe italiano nel mirino della Ndrangheta” 

Ecco alcuni dei passaggi più forti della testimonianza del Procuratore Gratteri alla Rete televisiva inglese.

«Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia di persone oneste. Se fossi nato 100 metri più in la della strada o 100 metri più giù, oggi sarei un mafioso, o un boss della ‘Ndrangheta».

«Ho visto tante persone uccise, ho visto tanta violenza. I figli dei boss della ‘Ndrangheta si comportavano come piccoli boss mafiosi a scuola. Erano violenti come i loro padri».

«Dentro casa mia è come il Grande Fratello. Ci sono telecamere di sicurezza ovunque, anche nel giardino dove do da mangiare alle mie galline».

Uomo sotto scorta. Gratteri ha vissuto così per più di tre decenni. Secondo quanto abbiamo appreso, ha bisogno di più protezione lui rispetto al primo ministro italiano. Auto blindate, una delle quali è dotata di un disturbatore di segnale per impedire l’attivazione remota di una bomba: Lo scortano da casa verso il lavoro e dal lavoro a casa. Gli piace guidare da solo perché questo lo rende “meno teso”. 

«Nel 1989, il suo lavoro nelle indagini antimafia lo aveva reso un bersaglio. «Ho sentito la ‘Ndrangheta alitarmi sul collo», ricorda. Le minacce iniziarono sul serio quella primavera. Prima la mafia ha sparato contro la porta di casa della sua fidanzata, poi l’hanno chiamata alle 2 del mattino e l’hanno avvertita che stava per sposare “un uomo morto”».

«Un amico d’infanzia aveva solo 11 anni quando la mafia uccise suo padre. Smetteva di parlare e stava sempre zitto», dice Gratteri. Ma quel ragazzo silenzioso stava tramando la sua vendetta. Una volta che ha potuto guidare, ha comprato un’auto blindata e ha cercato di rintracciare gli assassini di suo padre. Poco tempo dopo, è stato ucciso scendendo dalla sua macchina. Ha ottenuto una condanna a otto anni di reclusione per un ex amico diventato membro della ‘Ndrangheta che è stato arrestato con un grande deposito di armi tra cui kalashnikov, esplosivi e bazooka». 

«Suo padre era “generoso” ma “povero”. Suo padre ha lasciato la scuola quando aveva 11 anni, sua madre quando ne aveva appena nove. I suoi genitori avevano una piccola quantità di terra e pochi animali, ma è stata la loro guida morale a salvarlo». 

«Ordinatamente vestito con una camicia bianca e pantaloni chino, i suoi capelli castani cosparsi di grigio, è impegnato ma generoso con il suo tempo. Si scusa per la sua scrivania disordinata, piena zeppa di carte e libri sulla mafia, poi mi offre un caffè preoccupandosi di controllare che tipo bevo.Questo mix di empatia ed efficienza è forse uno dei motivi per cui 300 vittime di mafia sono nella sua lista d’attesa. «Sono la loro ultima risorsa», dice. «La loro ultima speranza di vivere una vita pacifica».

Fin qui la traduzione del racconto che ne fa la corrispondente inglese di Sky News. Ma a questo punto vale la pena di ricordare il valore e il peso mediatico di questa intervista televisiva. 

Sky News è un canale all-news britannico edito dal gruppo Sky. Nato nel 1989 come canale televisivo all-news, nel tempo si è evoluto in servizio multipiattaforma con un sito web, tramite radio e sui dispositivi mobili. Il canale è inoltre presente su Apple TV, Roku e YouTube. Parliamo di una rete TV che oggi domina il mondo occidentale. Dal 2006 è diretta da John Ryley e il dato più interessante è che Sky News è stato il primo canale interamente dedicato all’informazione a trasmettere nel Regno Unito e in Irlanda e oggi è la rete concorrente diretta della mitica BBC News, mentre in Europa compete con diversi canali all-news nazionali oltre alle grandi testate internazionali CNN, BBC World News e Euronews. 

Situato nel quartier generale Sky di Londra, Sky News oltre a sette uffici di corrispondenza nel Regno Unito e altri sparsi per il mondo, si appoggia anche ai partner del gruppo News Corp come ad esempio Fox News negli Stati Uniti e Sky TG24 in Italia. Oltre alla versione britannica, Sky News è presente in Australia e Nuova Zelanda con le rispettive versioni locali (Sky News Australia e Sky News New Zealand) e in tutto il mondo con la versione internazionale (Sky News International), visibile in Italia sulla piattaforma Sky al canale 522. 

Questo la dice lunga sul peso enorme che i grandi media internazionali oggi assegnano al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, e soprattutto al suo ruolo-guida nella lotta contro la ndrangheta, che pare abbia raggiunto oggi un fatturato stimato annuo di oltre 52 miliardi di euro. Uno Stato nello Stato. (pn)

Il Procuratore Gratteri: I Consorzi di Bonifica Enti che non hanno mai fatto nulla

«Ho sempre conosciuto in Calabria i Consorzi di bonifica, in particolare quelli della Jonica reggina, come enti che non hanno mai fatto nulla o quasi nulla». È quanto ha dichiarato il procuratore Nicola Gratteri, intervenendo all’inaugurazione di un innovativo sistema di controllo di distribuzione idrica del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese.

«Noi proprietari di appezzamenti di terreno paghiamo i Consorzi di bonifica – ha spiegato – ma non abbiamo mai visto la presenza fisica dei rappresentanti dei Consorzi di bonifica dire “controlliamo questo scolo”, “controlliamo questo torrente”, “vediamo se bisogna consolidare questo territorio con un progetto”. Nulla, il nulla di nulla. Non vorrei che si continuasse con questa non presa di posizione o di non responsabilità, bisogna dimostrare di esistere e giustificare lo stipendio ogni giorno».

«Sono soldi pubblici, sono soldi della collettività, sono soldi della gente che paga le tasse e vuole vedere i risultati – ha evidenziato –. È la stessa cosa dei Gal: io ancora non ho capito a cosa servono i Gal, cosa fanno in concreto per il territori. Di queste cose bisogna incominciare a discutere perché poi non voglio sentire lamentele dietro le quinte e al bar, non sono discorsi bar dello sport, sono discorsi da affrontare in modo serio».

«Penso – ha proseguito il procuratore di Catanzaro – che a un certo punto i Consorzi di bonifica e i Gal devono dare conto, devono dare conto a qualcuno, perché se no facciamo lo stesso discorso dei forestali: i forestali mi devono spiegare concretamente se hanno pulito mai un fiume o un bosco e cosa fanno nella giornata. La gente ha bisogno di sapere questo, perché io non voglio che questi enti o parte di questi enti siano ammortizzatori sociali, dobbiamo finirla con questa storia dell’assistenzialismo, bisogna prendere posizione».

Il Procuratore, poi, ha parlato della situazione incendi, sottolineando che «c’è ancora tanto da fare».

«Siamo arrostiti dagli incendi – ha rilevato – e io voglio sapere dove sono i forestali quando ci sono gli incendi: io non li vedo, vedo solo i vigili del fuoco. Voglio sapere cosa fa il Gal concretamente, la spesa del Gal dove va a finire, chi sono i beneficiari, e dove sono i Consorzi di bonifica ogni volta che c’è un evento naturale».

Il Procuratore ha rilanciato la necessità di dichiarare lo stato di emergenza per la situazione di crisi dei bergamotteti e quanto sia «importante fare bandi per assumere giovani in agricoltura in modo da evitare ulteriore emigrazione e bandi per impianti fotovoltaici, ma non per quelli che occupano suolo, mandando i dipendenti della Regione a fare i controlli per evitare truffa».

«Sono cose urgenti a da fare – ha proseguito – per dare aiuto all’imprenditoria agricola in Calabria, un’imprenditoria che è molto evoluta, ha fatto passi da gigante, non è all’anno zero, ci sono punte di eccellenza e sono per noi ossigeno perché non c’è assistenzialismo, c’è un trend che è cambiato e ci rincuora».

«So – ha concluso Gratteri – che in questo settore sono stati contributi importanti dalla Regione, bisogna insiste su queste cose vere e non inventarsi cose che sono solo spot e non hanno alcun riscontro sul piano della produzione dell’occupazione, in modo da frenare l’emigrazione inesorabile dei giovani calabresi verso il Nord». (rcz)

Oltre 14mila presenze e la visita di Gratteri al Villaggio Sud Agrifest

Dopo tre importanti tavole istituzionali, dibattiti ed eventi di formazione in collaborazione con diversi ordini professionali, una fiera agricola con un’area coperta di oltre 2.600 mq, show room per gli operatori di settore, presentazione libri, un cooking show dedicato alla promozione e valorizzazione delle risorse ittiche locali con gli chef Peppe e Paolo Stilo, tantissimi laboratori didattici ed educativi per i più piccoli con il coinvolgimento di 600 bambini durante i tre giorni, stand informativi, percorsi enogastronomici con tante proposte food & beverage, 3 dj set e 8 concerti, tra cui l’apertura di Nada e il concerto finale di Alex Britti che ha registrato il tutto esaurito con oltre 4.000 persone, la gara di abilità dei trattoristi – 2° Memorial Francesco Galluccio, amante della natura e dell’innovazione nell’agricoltura, che ha toccato il cuore di tutti i concorrenti, e la visita del procuratore Nicola Gratteri che si è intrattenuto con tutte le parti coinvolte da vero appassionato ed esperto del settore agroalimentare, si è concluso con grande successo di pubblico e di riconoscimenti Villaggio Sud Agrifest, la seconda edizione della tre giorni sulla cooperazione e sostenibilità, realizzata da Organizzazione produttori pianagri e Associazione politico culturale risorse e supportata sostegno finanziario della Coopfond fondo mutualistico di Legacoop oltre che dal patrocinio della Legacoop Nazionale, del Comune di Taurianova, della Città Metropolitana di Reggio Calabria, della Presidenza del Consiglio regionale Calabria, dell’Ordine dei Geologi della Calabria, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria, dell’Ordine degli Agronomi e forestali della provincia di Reggio Calabria, del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, della Camera di Commercio di Reggio Calabria, della Consulta delle Associazioni di Taurianova.

Un successo oltre ogni aspettativa con un grande afflusso di pubblico in tutti i suoi appuntamenti grazie ad un programma ricco e articolato per una manifestazione unica nel suo genere con al centro di ogni giornata, dibattiti a tema che hanno visto protagonisti assessori e consiglieri regionali, tra cui l’assessore allo sviluppo economico della Regione Calabria Rosario Varì e l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo, l’europarlamentare Camilla Laureti, il presidente del gruppo Granarolo Gianpiero Calzolari, il presidente Nazionale Lecacoop Simone Gamberini, il sindaco ff della Città metropolitana di Reggio Calabria Carmelo Versace, esponenti delle sigle imprenditoriali, rappresentanti di categoria, il sostituto procuratore Marisa Manzini, il regista Giacomo Triglia, il giudice Antonio Salvati, l’artista Massimo Sirelli e diversi giornalisti, tra cui la direttrice dell’Avanti della Domenica Giada Fazzalari.

Tante le analisi e le proposte sui temi della cooperazione, del lavoro, del turismo e della sostenibilità ambientale, etica e sociale con l’obiettivo di accendere una luce sui problemi del settore e del territorio e delineare un percorso per la già attesa terza edizione, ma il Villaggio Sud Agrifest ha saputo anche unire lo spirito della solidarietà con una raccolta fondi da destinare alle popolazioni alluvionate dell’Emilia-Romagna, alla capacità di silenzio dedicato a Denise Galatà, giovane studentessa di Rizziconi morta nel fiume Lao.

Tra le novità di quest’anno la presentazione di start up innovative del territorio (tra cui Caprichar e Aliva) all’inizio di ogni tavola istituzionale, per far conoscere belle realtà locali anche agli ospiti presenti.

«Siamo lieti di questo successo confermato – commenta Noemi Asciutto, presidente associazione Risorse – e della partecipazione di un pubblico ormai affezionato, e grati alle istituzioni che hanno investito sul nostro Villaggio. Questo evento dimostra che c’è una Calabria bellissima, giovane e capace, con tanta voglia di lavorare onestamente, portare innovazione, e soprattutto, investire per lo sviluppo e la crescita della propria terra».

«È stato bello riuscire a portare più gente possibile nella nostra Op – ha affermato Leandro Caccamo, presidente Op Pianagri -. Far conoscere a così tante persone la realtà in cui ogni giorno cooperiamo per lo sviluppo del settore e del territorio. Quest’anno la gratificazione è doppia perché oltre il successo della parte ludica e musicale abbiamo apprezzato un grandissimo interesse di giovani, famiglie e appassionati per la parte fieristica e i dibattiti a tema. Questo ci fa ben sperare per la crescita dell’evento che ha tra i suoi obiettivi quello di far avvicinare il più possibile le persone alla terra e al territorio».

Sia Facebook che Instagram si sono confermati social molto apprezzati dal pubblico del Villaggio Sud Agrifest – grazie anche al grande impegno nella comunicazione e nell’accattivante grafica di Lamorfalab Studio Creativo che ha realizzato la maglietta dell’evento, andata esaurita in pochi minuti.

Un esempio di sinergia straordinaria che ha coinvolto istituzioni, associazioni, partner e cittadini e come main partner De Masi Macchine Agricole a cui si sono aggiunti Ventra macchine agricole, Edilferr, Generali, Ecopiana, Banca Etica, Strano SpA, De Angelis trattori, Cumo fertilizzanti, Crisafulli vivai, Milone vivai, Legal consulting, La Cristallina Group, Petullà macchine agricole, Full Service, Lentini, Natura, Aspro, Amuseskin, Latersud, Crocitti Costruzioni e General Ferr. (rrc)