Nicola Gratteri al master in Intelligence dell’Unical: Per contrastare mafie investire in tecnologie

di FRANCO BARTUCCI – «Per contrastare le mafie lo Stato deve investire in tecnologie. Attenzione al fentanil, una droga che potrebbe avere effetti devastanti anche per l’Italia».

Sono due pensieri di sintesi della lezione di Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli, ormai di casa all’UniCal, nell’ambito del Master sulla Intelligence, diretto dal prof. Mario Caligiuri, avente come tema: Le mafie, minacce alla sicurezza nazionale.

Gratteri ha iniziato la sua lezione citando il caso di una famiglia di ‘ndrangheta della provincia di Crotone, che ha ingaggiato degli hacker tedeschi per effettuare una sofisticata operazione di riciclaggio internazionale.

«Oggi il lavoro giudiziario – ha affermato – dimostra non solo quanto i mafiosi siano in grado di comprare e gestire alberghi, ristoranti, latifondi ma anche quanto la ‘ndrangheta sia capace di rivolgersi agli hacker».

In tale quadro ha evidenziato come le truffe online oggi provengano dall’est europeo e in particolare dalla Romania, dove le organizzazioni criminali si avvalgono di specialisti informatici molto validi, frutto di una tradizione di studio per la matematica maturata durante i regimi comunisti.

«Come già accaduto in Puglia con il contrabbando – ha proseguito –, oggi le forze di polizia devono inseguire le mafie dal punto di vista della tecnologia. Un’esigenza che si pone perché solo da 4 o 5 anni sono stati riattivati i concorsi nella pubblica amministrazione, compresi quelli delle forze di polizia. Si è registrato quindi un buco generazionale, perché non c’è stato ricambio e i governi non hanno investito in tecnologia».

Gratteri ha, quindi, ribadito come oggi i reati più gravi si commettano nel dark web, dove è possibile comprare di tutto: droga, armi, organi, bambini, oltre ad organizzare omicidi.

Ha proseguito affermando: «I mafiosi sono in grado di crearsi da soli delle piattaforme tipo whatsapp con cui comunicare in maniera criptata, ma le forze di polizia italiane, a differenza di quelle estere, che hanno investito ingenti somme per dotarsi di apparecchiature in grado di ascoltare le comunicazioni criminali nel dark web, non dispongono delle tecnologie adeguate per consentire un livello elevato d’intercettazione”. Ha quindi ulteriormente precisato che “quando mi si dice che le intercettazioni costano troppo, dico che non è vero, perché, ad esempio, la Procura di Napoli ha speso, in un anno, cinque milioni di euro d’intercettazioni, però ha sequestrato valori per centonovantacinque milioni di euro, quindi ha ottenuto un guadagno di centonovanta milioni di euro».

Il Procuratore di Napoli ha poi aggiunto che, «a livello normativo, bisogna consentire l’utilizzabilità delle intercettazioni dei reati riferiti alla pubblica amministrazione: concussione, corruzione, peculato, intercettati in procedimenti per i cui reati non è previsto l’arresto in fragranza».

Gratteri ha poi continuato sostenendo che «nel contrasto alle mafie, occorre prestare molta attenzione alla “zona grigia” che è spesso funzionale agli interessi in gioco. Infatti, c’è una mafia che controlla il territorio e c’è una mafia che controlla gli appalti e che ha un bisogno continuo di rapporti con la pubblica amministrazione».

Su questo tema ha poi rimarcato che «è utile il tabulato del mafioso, non perché nella conversazione parli di omicidi o altri reati, ma perché chiama un incensurato, che commetterà errori e più di tutti statisticamente è quello che, non abituato al rigore delle carceri, diventerà collaboratore di giustizia».

Il docente ha poi sostenuto che per contrastare le mafie è necessaria una conoscenza multidisciplinare: «Bisogna interessarsi di tutto. Non è solo un fatto materiale, bisogna conoscere la sociologia, la psicologia, le scienze perché servono per avere chiara la situazione delle mafie. Appunto per questo, è importante il lavoro di questo Master, dove coesistono tante discipline, apparentemente sconnesse, ma che in realtà sono importantissime per cogliere spunti essenziali per la comprensione della società e quindi anche del fenomeno mafioso, che per essere efficacemente contrastato ha bisogno di una visione all’interno della quale collocare il singolo reato».

«Chi lotta la mafia – ha proseguito – è proiettato in un mondo dove bisogna fare analisi, dove le persone che hanno ruoli di responsabilità devono essere guidati da una visione, senza la quale non si riuscirà a comprendere in pieno e in profondità il territorio e i suoi attori».

Per Gratteri, la situazione europea è ancora peggiore, perché a parte eccellenze tecnologiche di alcune polizie, la legislazione è poco efficace per contrastare le mafie. Ad esempio «Eurojust, Europol, Interpol, progetto I-Can (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) le squadre investigative comuni, sono strutture che hanno una loro utilità nei rispettivi settori, ma presentano difficoltà sia a causa di mancanza di personale, sia per il fatto che, a livello internazionale, ogni polizia lavora a suo modo, con una sua sensibilità e una sua regolamentazione».

Inoltre, per il Procuratore di Napoli per svolgere indagini di qualità, oltre che creare delle sinergie tra le varie forze dell’ordine, «è necessario che ci sia un magistrato, un Sostituto Procuratore capace, autorevole e credibile che abbia la capacità e l’autorevolezza di dire chi fa cosa. Quando mancano questi dirigenti capaci di assumersi le responsabilità e di trasmettere tranquillità e sicurezza alle forze dell’ordine, le indagini non ottengono risultati e le procure non funzionano. Ecco perché è importante il fattore umano».

Gratteri ha, poi, effettuato una differenza tra la ‘ndrangheta e la camorra. Ha spiegato che ci sono tante camorre, con un’elevata capacità di utilizzare il dark web. Infatti, ha ricordato che a Napoli si producono i migliori passaporti falsi del mondo, alimentando un’attività illegale internazionale da cui trae vantaggio anche il terrorismo.

Ha poi ribadito il grave rischio che potrà presto esplodere collegato con la diffusione del Fentanyl, la droga degli zombie, che, prodotta in Cina ed esportata per ora prevalentemente negli Usa, sta causando effetti devastanti sui giovani. Per il docente, tra uno o due anni questa droga potrebbe invadere anche il nostro Paese con esiti devastanti.

Il docente ha anche affrontato i profili criminali della fornitura delle armi all’Ucraina, sulle quali ha suggerito di apporre un gps, in modo che siano immediatamente individuabili per evitare quello che è accaduto nel conflitto bosniaco, dove, terminata la guerra, le organizzazioni criminali hanno acquistato gli armamenti.

Gratteri ha concluso affermando che per avere degli Stati più liberi, più democratici, più competitivi c’è bisogno di contrastare efficacemente le mafie. Per cui occorre una forte volontà politica che fornisca strumenti globali per un problema globale. (fb)

Gratteri al Majorana di Corigliano Rossano: «Con questa formazione non dovete emigrare»

«Abitate nella Sibaritide che è la zona più evoluta in Calabria dal punto di vista della trasformazione agroalimentare. Non potevate, dunque, scegliere scuola migliore per il vostro futuro professionale». È quanto ha dichiarato il Procuratore Nicola Gratteri, incontrando gli studenti del Majorana di Corigliano Rossano.

«I mestieri che state apprendendo oggi vi consentiranno di non emigrare come invece dovranno fare purtroppo i 300 laureati all’anno nelle 3 inutili facoltà di giurisprudenza dislocate, senza programmazione e visione del futuro, in questa regione e nelle limitrofi», ha aggiunto il procuratore, in occasione della presentazione del suo libro Fuori dai confini e scritto a quattro mani con Antonio Nicaso.

«Quella delle tante ed inutili facoltà di giurisprudenza a pochi chilometri le une dalla altre, destinate – ha sottolineato – a produrre sicuri emigrati in altri territori rappresenta soltanto una delle conferme di come in Calabria non si sia programmato. E per questo – ha detto rivolgendosi ancora alla platea stracolma ed attentissima di giovani e giovanissimi – dovete sapervi indignarvi e reagire».

Accolto dal dirigente scolastico Saverio Madera, al termine del ricco confronto con gli studenti coordinato dalla docente Stefania Romanello, Gratteri, in altre occasioni auto-definitosi un agricoltore infiltrato in magistratura, è stato accompagnato a scoprire ed a degustare la formazione e le preparazioni enogastronomiche identitarie degli studenti dell’Alberghiero.

Coordinati dai docenti Pietro Bloise, Antonio Farace, Pietro Spataro, Gianfranco Turano, Fabio Di Rende e Roberto Pastore, gli alunni della quarta A sezione Cucina e quelli della terza sezione Sala hanno presentato al magistrato uno scrigno di pasta sfoglia con cioccolato e melagrana, fazzolettini di crepes alla crema di liquirizia, muffin all’arancia, canestrini di sfoglia con fonduta di pecorino crotonese dop biologico, clementine e melagrana.

Platealmente a suo agio sui temi culturali, colturali e tecnici delle produzioni, delle trasformazioni e delle sperimentazioni in agricoltura, insieme al dirigente Madera, al direttore dell’azienda agricola del Majorana Francesco Filippelli ed al comunicatore dell’Istituto Lenin Montesanto, Gratteri si è a lungo soffermato con gli studenti su qualità, proprietà e declinazioni delle produzioni autentiche, identitarie e distintive dei territori, ritornando e rafforzando il suo monito iniziale sull’utilità della formazione tecnica di agrario, alberghiero ed industriale: «seguite bene – ha scandito – i vostri docenti, scoprite e rubate anche ciò che forse non vi trasmettono, superateli e impegnatevi perché a differenza dei vostri colleghi di altre scuole con altri indirizzi, voi – ha concluso Gratteri – non sarete mantenuti dai vostri genitori al termine degli studi». (rcs)

Nicola Gratteri cittadino onorario di Portigliola

di ARISTIDE BAVA – Il piccolo comune di Portigliola ha vissuto una straordinaria giornata con la presenza del neo Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, originario della vicina Gerace, al quale è stata attribuita la cittadinanza onoraria in occasione, anche, della inaugurazione di un campetto di calcio segno di aggregazione sociale e input per ribadire la presenza dello Stato e la voglia di legalità.

È stata una festa di popolo. I commissari straordinari del Comune di Portigliola Luigi Guerrieri, Giovanni Todini e Francesco Greco con la collaborazione diretta del funzionario prefettizio Sandro Borruto, hanno fatto le cose in grande per suggellare una giornata storica per il piccolo centro interno della provincia Reggina dove è stata data, appunto,  la cittadinanza onoraria a Nicola Gratteri, figlio della Locride. Una giornata fatta coincidere, come si diceva, con la inaugurazione di un campetto di calcio che è subito diventato punto di ritrovo dei bambini, molti dei quali si sono stretti attorno a Gratteri che di buon grado si è prestato ad una serie di fotografie profondamente colpito dall’interesse che ha riscontrato.

Alla manifestazione hanno partecipato il Prefetto Massimo Mariani, il sottosegretario Wanda Ferro, l’assessore regionale Giovanni Calabrese, tanti rappresentanti delle forze dell’ordine, vari sindaci e amministratori del territorio, oltre a politici e rappresentanti istituzionali. Tutti per applaudire  la consegna della pergamena che portava la motivazione «per il suo costante impegno nella lotta contro la criminalità organizzata in difesa della convivenza civile e delle libertà democratiche».

E i vari interventi che si sono susseguiti, prima e dopo la ufficializzazione della cittadinanza onoraria a Gratteri, hanno ruotato sulla “legalità” e non a caso il dott. Guerrieri a chiusura della importante manifestazione ha voluto evidenziare a gran voce rivolgendosi a Gratteri  «noi siamo lo Stato; la legalità si afferma in questo momento. Adesso, qui, con la sua presenza in questo paese». Una giornata significativa, dunque, per Portigliola, ma anche per tutta la Locride, durante la quale lo stesso Nicola Gratteri non ha mancato di esprimere le sue considerazioni sullo stato della giustizia, sulla politica e sulla stessa criminalità organizzata, evidenziando a gran voce che continuerà la sua battaglia, anche con molti  incontri già programmati nelle scuole o nelle dirette televisive per stimolare e indirizzare i giovani sul cammino della legalità.

A margine del conferimento della cittadinanza onoraria nel Comune di Portigliola al Procuratore Nicola Gratteri, lo abbiamo sentito, a microfoni spenti, per chiedergli le sue impressioni. 

Cosa significa per Lei, sul piano personale, ricevere la cittadinanza onoraria qui a Portigliola, nel cuore della Locride, sua terra natale?

«Sono cose che fanno bene al cuore. Conosco questo paese dove ci sono tanti amici; conosco questa terra. Ho contribuito, nel mio piccolo a rendere più vivibile questo territorio quando sono stato sostituto Procuratore a Locri e poi procuratore aggiunto a Reggio Calabria prima di prendere servizio a Catanzaro. È stato bello venire quì. La cosa che più mi è piaciuta, dico la verità. è l’inaugurazione di questo campetto. Il fatto che abbiano avuto l’idea, la sensibilità, l’intelligenza di mettere a nuovo questo campetto è molto bello. Vedo bambini che già giocano a pallone e proprio partendo dal pallone, che è uno sport che aggrega, io penso che questo paese possa ripartire. Questa commissione ha fatto tanto. Ho visto anche nelle campagne e nelle contrade  strade asfaltate, ho visto il decoro urbano; ho visto il paese pulito; significa che c’è molta attenzione. Io mi auguro che la prossima amministrazione eletta possa proseguire nel solco della legalità e della buona amministrazione«.

Che aria tira a Napoli ? Come si trova? 

«È un posto molto impegnativo. È una Procura quattro volte più grande di quella di Catanzaro. Ciononostante riesco a rapportarmi con migliaia di rappresentanti delle forze dell’ordine. Io entro in Procura la mattina poco dopo le ore 8 ed esco la sera tra le 21 e le 22. Quasi sempre  pranzo anche in ufficio. Il lavoro è molto impegnativo; c’è grande tensione ed è necessaria molta attenzione, ma incomincio anche ad avere le prime soddisfazioni. Sto cercando di portare  la mia esperienza, le mie idee , il mio metodo di lavoro anche in una grande città come Napoli e spero di avere buoni risultati». (ab)

 

Domani Confcommercio Calabria Centrale incontra e saluta il Procuratore Gratteri

Domani pomeriggio, a Crotone, alle 15.30, nella sede di Confcommercio, è in programma l’incontro dal titolo Percorsi culturali tra passato e futuro: incontriamo il procuratore Nicola Gratteri, organizzato da Confcommercio Calabria Centrale.

Alle ore 15 e 30 nella sede di Confcommercio Crotone, via Carrara 6, si terrà la conferenza stampa relativa alla presentazione della prima borsa di studio Dodò Gabriele. Interverranno il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, i genitori di Dodò Gabriele, vittima innocente di ‘ndrangheta ucciso a soli 11 anni, Giovanni e Francesca Gabriele, il presidente di Confcommercio Calabria Centrale nonché presidente Cciaa Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia Pietro Falbo, il direttore Confcommercio Calabria Centrale Giovanni Ferrarelli, il presidente di Confcommercio Crotone Antonio Casillo, la presidente dell’associazione Mutamenti Patrizia Pagliuso, il provveditore agli Studi Luciano Greco.

Alle 16, al Cinema Teatro Apollo, Gratteri converserà con il giornalista e direttore di Esperia Tv Salvatore Audia e risponderà alle domande degli studenti della scuole di Crotone. Ad introdurre l’evento sarà il direttore di Confcommercio Calabria Centrale Giovanni Ferrarelli, seguito dal presidente di Confcommercio Crotone Antonio Casillo e dal presidente di Confcommercio Calabria Centrale nonché presidente Cciaa Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia Pietro Falbo. (rkr)

I presidenti Falbo (Camera Commercio) e Ferrara (Unindustria) incontrano Gratteri

I presidenti della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia e di Unindustria Calabria, rispettivamente Pietro Falbo e Aldo Ferrara, hanno incontrato il procuratore Nicola Gratteri, che il 20 ottobre si insedierà alla Procura di Napoli.

«Insieme al presidente Aldo Ferrara, abbiamo rinnovato i nostri auguri di buon lavoro al procuratore, ringraziandolo del lavoro svolto in questi anni in Calabria» ha dichiarato il presidente dell’ente camerale, Pietro Falbo.

«Una attività che lo ha visto impegnato su più fronti nel contrasto alla criminalità organizzata, ma non solo – ha aggiunto –. La sua azione è stata anche diretta a favorire un cambio di percezione dei fenomeni criminali, in alcuni contesti territoriali talmente endemici da assurgere quasi a modello sociale. Gli incontri con i cittadini e con gli studenti, sempre molto partecipati, hanno consentito di tracciare una via nuova, di riscatto per questa terra ponendo in germe il seme della cultura della legalità».

Nel corso della visita il presidente della Camera di Commercio e il presidente di Unindustria hanno, inoltre, incontrato il procuratore aggiunto, Vincenzo Capomolla che, in veste di vicario, continuerà a reggere la Procura di Catanzaro fino alla nomina del nuovo capo degli uffici. (rcz)

Il Procuratore Gratteri: Calabria può competere a livello nazionale con agricoltura bio e beni culturali

Sono due gli “ingredienti” che, per il Procuratore Nicola Gratteri, possono permettere alla Calabria di «riposizionarsi e competere finalmente su scala nazionale ed internazionale». Si tratta dell’agricoltura biologica la cui «qualità dell’esperienza agroalimentare ed enogastronomica sulla quale siamo difficilmente imitabili» e i suoi beni culturali, architettonici, archeologici, identitari e distintivi «che questa terra eredita ma che molto spesso sono abbandonati, sconosciuti o, peggio, imbruttiti dai pessimi restauri intervenuti».

Non ci sono dubbi per Gratteri, intervistato nei giorni scorsi ad Altomonte dal comunicatore Lenin Montesanto nell’ambito della Gran Festa del Pane promossa dall’Amministrazione Comunale insieme all’Agrichef Enzo Barbieri: «questa è la strada, altrimenti non si cresce».

«Cosa serve per far fare questo giro di boa alla capacità naturale di promuoversi diversamente ad un turismo più intelligente? – ha chiesto –. Di sicuro non servono ben tre Facoltà di Giurisprudenza che sfornano soltanto patenti mensili di emigrazione di cervelli e reddito altrove. Serve semmai qui una Facoltà di Turismo in cui insegnare ai nostri giovani aspiranti imprenditori non a chiudere battenti a fine agosto, ma la professione dell’accoglienza 365 giorni l’anno, valorizzando strategicamente la propria identità».

«Perché è soltanto così e non con i prezzi che ci si può distinguere – ha sottolineato – né sprecando risorse pubbliche senza alcuna misurazione in costosissime iniziative spot o di solo intrattenimento. Lo dico da esperto agricoltore infiltrato in magistratura: non possiamo non fare agricoltura biologica così come non possiamo non rispettare i cicli della natura non frenando l’invecchiamento del Pianeta, perché sarebbe come non rispettare l’altro. Ed in questa direzione in Calabria c’è ancora molto, ma molto da fare, non siamo neppure a metà del percorso».

Insieme allo chef Barbieri sono intervenuti anche il Vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio Francesco Savino, Don Francesco Faillace (Responsabile Cappellani Case circondariali della Calabria), il sindaco Giampiero Coppola, e il Prefetto di Cosenza Vittoria Ciaramella.

«Purtroppo – è stato questo il ragionamento proseguito dal Procuratore incalzato da Montesanto che ha ricordato contenuti e temi rilanciati proprio con la partecipazione pionieristica 16 anni fa dello stesso Gratteri ai Caffè Filosofici itineranti di Otto Torri sullo Jonio – questa visione, questa prospettiva e questa capacità di programmazione, anche ma non soltanto nel turismo, è spesso assente perché nella pubblica amministrazione si annida tantissimo analfabetismo che la impantana».

Come arginare la fuga dei cervelli?

«Serve in Calabria sicuramente maggiore offerta formativa – ha sottolineato Gratteri – altrimenti i laureati di questa terra non si inseriranno mai ed al loro posto prevarranno sempre figli della ‘ndrangheta, della massoneria deviata o del malaffare. I decenni passati non sono trascorsi invano».

«La Calabria – ha scandito – è cambiata molto e sempre per restare nel campo dello sviluppo agricolo è nata una filiera della trasformazione agricola prima del tutto assente. Resta forse la rabbia perché si poteva fare di più. Tuttavia abbiamo liberato tanti spazi e non basta – ha ribadito più volte il Procuratore parlando ai giovani – essere solo cittadini onesti, bisogna occupare e saper occupare quegli spazi».

Prima dell’intervista che per oltre un’ora ha tenuto inchiodato il pubblico seduto ed in piedi, accolto da una partecipazione straordinaria e da numerose scuole in Piazza Tommaso Campanella ai piedi della Chiesa di Santa Maria della Consolazione, evento clou dell’intera tre giorni dedicata al pane il Procuratore Gratteri, è stato accompagnato nei vicoli del borgo di Altomonte dal sindaco Coppola e dall’Agrichef Barbieri ad impastare e ad infornare i Pani della Legalità insieme ad un gruppo di ristretti della Casa Circondariale di Castrovillari, in collaborazione con gli allievi dell’Istituto Superiore Filangieri di Trebisacce.

«Anche io all’età di 6 anni – ha ricordato poi il Procuratore nel corso della sua conversazione con Lenin Montesanto, elogiando l’iniziativa dei Pani della Legalità e ringraziando Enzo Barbieri per lo speciale invito – impastavo con i miei e ricordo benissimo – ha sottolineato, invitando a riflettere su questa chiave di lettura di quella che è la vera emergenza culturale, pedagogica, sanitaria ed economica delle nostre società occidentali – che quel pane, che mangiavamo anche con la muffa, durava quasi un mese, mentre i panini di oggi, dopo 24 ore, sono altra cosa».

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Gratteri va a Napoli lasciando un vuoto incolmabile in Calabria

di GIACOMO SACCOMANNO – È stato il punto di riferimento di tutte le persone per bene ed oneste che cercavano giustizia. La sala di attesa del suo ufficio di Catanzaro era sempre stracolma di persone che si rivolgevano a Nicola Gratteri per avere quelle risposte che tante altre Procure spesso non sono riuscite a dare.

Ma, quello che colpiva maggiormente era la sua disponibilità all’ascolto, al confronto ed al conforto per le tante persone che avevano subito angherie, prepotenze, violenze, mortificazioni, estorsioni, omicidi e tanti condizionamenti rispetto ad una possibile vita normale. Gratteri era diventata l’ultima ancora, l’ultima luce per cercare di riprendersi quella dignità spesso calpestata per l’assenza dello Stato. E pur dinnanzi a tanto lavoro vi era sempre la disponibilità all’ascolto.

Alla gente, a volte, era sufficiente questo: poter raccontare la sua storia, le sue mortificazioni, per avere un punto di riferimento, di ascolto e di conforto. Ed allora dinnanzi a tale disponibilità le persone sono diventate tante, anzi tantissime: chi aveva tenuto dentro momenti difficili, drammatici trovava la forza di parlare! Gratteri dava la forza di sentirsi protetti e lo faceva con grande passione: ogni storia, ogni racconto era importante. Un pezzo della travagliata Calabria che poteva contribuire a costruire la mentalità mafiosa oppure a spingere le indagini verso una parte rispetto all’altra. E poi l’organizzazione dell’Ufficio di Procura: una macchina quasi perfetta che consentiva a tutti di lavorare con serenità e dare il massimo per le indagini in corso.

Qualcuno lo ha criticato per non aver, le indagini, raggiunto il massimo delle condanne: si tratta di persone che non conoscono le norme e che, spesso, affermano ciò in modo tendenzioso. Il PM deve procedere all’acquisizione della prova dinnanzi ad una ipotesi ed a indizi rilevanti di possibile reato ed in tale direzione chiede la emissione delle misure ritenute più idonee. Sarà poi il Giudice a decidere se concedere o meno tale misura. Poi sarà il dibattimento a dimostrare se si raggiunge o meno la prova piena e nel contraddittorio delle parti. E naturalmente nei processi di ‘ndrangheta è molto difficile scardinare il vincolo dell’affiliazione e familiare.

Eppure, Nicola Gratteri è riuscito a coinvolgere decine di pentiti! Peccato che ora andrà a Napoli e che la Calabria perde un punto di riferimento forte, importante e sempre disponibile. Questa amarezza, però non può esimerci dal congratularci con il Procuratore Gratteri per un riconoscimento molto importante e che suggella la sua prestigiosa carriera. A Nicola Gratteri, quindi, gli auguri più sentiti delle persone per bene che son sicure che raggiungerà anche nella difficile Procura di Napoli i successi calabresi e meritati. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

Nicola Gratteri stravince. E’ lui il nuovo Procuratore della Repubblica a Napoli

di PINO NANO – Il dibattito in Consiglio Superiore della Magistratura si è concluso poco prima delle ore 14, ma già dai primi interventi iniziali si capiva che il vincitore di questa sfida istituzionale per la designazione del nuovo Capo della Procura della Repubblica più grande d’Italia sarebbe stato lui, Nicola Gratteri, attuale Procuratore della Repubblica di Catanzaro.

Una partita per niente scontata per lui, e che a tratti di questo percorso tortuoso sembrava anche vederlo perdente. Ma alla fine ha vinto lui e la sua storia. Ma non poteva essere altrimenti. Se non lo avessero eletto, ne avrebbero fatto un martire, riproponendo al Paese la storia di Giovanni Falcone. Con lui questa volta ha vinto il buon senso di Stato, e soprattutto è prevalsa la tesi più ricorrente all’interno di Palazzo dei Marescialli, che lo vuole un simbolo importante della storia antimafia d’Italia.

Che dire oggi del Nuovo Procuratore della Repubblica di Napoli?
Che ha il carattere peggiore che si possa avere. Caparbio, ostinato, testardo, cocciuto, insistente, irremovibile, inflessibile, irriducibile, costante, puntiglioso, duro, incaponito, fissato, a volte anche scontroso e irritante. Ma l’uomo ha una dote rara e unica, che è la modestia. Questo lo mette nelle condizioni ideali per discutere di qualunque cosa e con chiunque. Gli consente di ricevere chiunque bussi alla sua porta, soprattutto i più deboli e i più soli, e di ascoltarli come se non esistesse nulla di più importante al mondo.
Modestia e determinazione, insieme. Ma è proprio questa sua straordinaria capacità dell’ascolto, che fa oggi di Gratteri in Italia un’icona popolare.

Amato, platealmente amato e ammirato, pubblicamente osannato e invidiato, guardato con rispetto quasi sacro da intere generazioni di giuristi, giudicato e moltissime volte anche contestato, ma considerato dalla folla anonima delle nostre città quasi un fratello più grande, additato e giudicato dai filosofi contemporanei come il vero grande innovatore del processo penale in Italia.

L’altra grande dote, che ha contribuito a fare di lui oggi un’icona popolare, è il coraggio straordinario delle sue idee, e questo senso della libertà personale che Gratteri non nasconde mai, anzi che sbandiera e racconta dovunque egli vada, questa fede assoluta nel diritto, questo suo vangelo personale che predica da quando era ancora studente in legge all’Università di Catania, questa sua sfrontata capacità di contraddire i potenti, e di mettere in berlina il “sistema politico”, sbattendo in faccia le mille porte che gli si sono aperte in questi anni e dietro le quali, coccolato e ricoperto di mille lusinghe, aveva probabilmente intravisto o subodorato lo spettro dell’inganno.

Gratteri – gli va riconosciuto – ha un carisma che gli permette licenze mai consentite o mai permesse prima d’ora a nessun altro. È il caso della denuncia pesantissima che un anno fa lo vide protagonista assoluto sui grandi giornali italiani contro il mondo dell’informazione.

«La mafia -si lascia sfuggire Gratteri- ha deciso di investire i suoi enormi capitali anche nell’acquisizione di quote societarie dei grandi circuiti televisivi, dei grandi network privati, dei giornali e delle tv più influenti del Paese». Come dire? La mafia ha deciso di controllare e condizionare anche le coscienze popolari di un Paese civile come il nostro. Ma sarebbe la morte della democrazia.
Ma è proprio dei mesi scorsi un’altra denuncia coraggiosissima, questa volta diretta da lui contro i vertici della burocrazia regionale in Calabria.

«La mafia? Attenti a non sottovalutare il mondo dei grandi burocrati regionali, perché la mafia – tuona Gratteri – è una piovra che ha assediato anche il cuore vero del potere amministrativo regionale».

La mafia, insomma, ci spiega Gratteri, non è più fatta di coppole e lupara come per anni si è immaginato questo fenomeno, ma questa volta è sostanzialmente caratterizzata dalla presenza e dalla volontà di manager e burocrati pubblici di alto lignaggio.

Analisi, denunce e verità pesantissime, a cui però nessuno ha mai trovato il tempo e il coraggio di rispondere o di controbattere.

Questo non fa che accrescere sempre di più il suo carisma e la sua autorità morale. Ma questo fa di lui anche una sorta di profeta laico, di maestro di vita, di saggio del paese, un uomo a cui affideresti senza nessun dubbio ogni problema di sorta della tua vita, qualunque sia il risultato finale.

Questo ed altro ancora è il nuovo Procuratore della Repubblica di Napoli. Ma di lui sentiremo ancora parlare negli anni che verranno. (pn)

CATANZARO – Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri in visita alla Camera di commercio

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, è stato questa mattina in vista alla Camera di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Nel corso della sua visita il procuratore ha avuto un colloquio informale con il presidente, Pietro Falbo, durante il quale sono state affrontate alcune tematiche riguardanti il mondo delle imprese. Falbo ha avuto modo di esprimere personalmente il suo apprezzamento al procuratore per le operazioni di recente messe a segno dalla direzione distrettuale antimafia e che hanno consentito di disarticolare presunte associazioni che vessavano, con continue richieste di denaro e danneggiamenti, le attività commerciali nell’area sud di Catanzaro.

La Camera di commercio ha ribadito la necessità di stare al fianco di quegli imprenditori che operano in contesti sociali infiltrati dalla criminalità organizzata. Ma soprattutto ha ribadito il dovere civile e morale della denuncia per consentire alle forze dell’ordine e alla magistratura di operare un maggior controllo sul territorio.

Nell’occasione il procuratore ha, inoltre, fatto la conoscenza del nuovo segretario generale della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Ciro Di Leva. Ha positivamente sottolineato il clima di collaborazione e lo spirito di squadra che si percepisce all’interno dell’ente e ha esortato ad andare avanti sulla strada della sinergia istituzionale. (rcz)

Nicola Gratteri su Sky News International seguito da milioni di inglesi

di PINO NANO – The Mafia’s Most Wanted Man. “L’uomo più ricercato dalla Mafia”.

Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri continua ad occupare l’attenzione dei media internazionali. Oggi è la volta di Sky News per via di una intervista molto intensa e personale rilasciata alla giornalista Siobhan Robbins, corrispondente per l’Europa della rete televisiva inglese, che lo racconta e lo descrive come una sorta di “eroe italiano nel mirino della Ndrangheta” 

Ecco alcuni dei passaggi più forti della testimonianza del Procuratore Gratteri alla Rete televisiva inglese.

«Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia di persone oneste. Se fossi nato 100 metri più in la della strada o 100 metri più giù, oggi sarei un mafioso, o un boss della ‘Ndrangheta».

«Ho visto tante persone uccise, ho visto tanta violenza. I figli dei boss della ‘Ndrangheta si comportavano come piccoli boss mafiosi a scuola. Erano violenti come i loro padri».

«Dentro casa mia è come il Grande Fratello. Ci sono telecamere di sicurezza ovunque, anche nel giardino dove do da mangiare alle mie galline».

Uomo sotto scorta. Gratteri ha vissuto così per più di tre decenni. Secondo quanto abbiamo appreso, ha bisogno di più protezione lui rispetto al primo ministro italiano. Auto blindate, una delle quali è dotata di un disturbatore di segnale per impedire l’attivazione remota di una bomba: Lo scortano da casa verso il lavoro e dal lavoro a casa. Gli piace guidare da solo perché questo lo rende “meno teso”. 

«Nel 1989, il suo lavoro nelle indagini antimafia lo aveva reso un bersaglio. «Ho sentito la ‘Ndrangheta alitarmi sul collo», ricorda. Le minacce iniziarono sul serio quella primavera. Prima la mafia ha sparato contro la porta di casa della sua fidanzata, poi l’hanno chiamata alle 2 del mattino e l’hanno avvertita che stava per sposare “un uomo morto”».

«Un amico d’infanzia aveva solo 11 anni quando la mafia uccise suo padre. Smetteva di parlare e stava sempre zitto», dice Gratteri. Ma quel ragazzo silenzioso stava tramando la sua vendetta. Una volta che ha potuto guidare, ha comprato un’auto blindata e ha cercato di rintracciare gli assassini di suo padre. Poco tempo dopo, è stato ucciso scendendo dalla sua macchina. Ha ottenuto una condanna a otto anni di reclusione per un ex amico diventato membro della ‘Ndrangheta che è stato arrestato con un grande deposito di armi tra cui kalashnikov, esplosivi e bazooka». 

«Suo padre era “generoso” ma “povero”. Suo padre ha lasciato la scuola quando aveva 11 anni, sua madre quando ne aveva appena nove. I suoi genitori avevano una piccola quantità di terra e pochi animali, ma è stata la loro guida morale a salvarlo». 

«Ordinatamente vestito con una camicia bianca e pantaloni chino, i suoi capelli castani cosparsi di grigio, è impegnato ma generoso con il suo tempo. Si scusa per la sua scrivania disordinata, piena zeppa di carte e libri sulla mafia, poi mi offre un caffè preoccupandosi di controllare che tipo bevo.Questo mix di empatia ed efficienza è forse uno dei motivi per cui 300 vittime di mafia sono nella sua lista d’attesa. «Sono la loro ultima risorsa», dice. «La loro ultima speranza di vivere una vita pacifica».

Fin qui la traduzione del racconto che ne fa la corrispondente inglese di Sky News. Ma a questo punto vale la pena di ricordare il valore e il peso mediatico di questa intervista televisiva. 

Sky News è un canale all-news britannico edito dal gruppo Sky. Nato nel 1989 come canale televisivo all-news, nel tempo si è evoluto in servizio multipiattaforma con un sito web, tramite radio e sui dispositivi mobili. Il canale è inoltre presente su Apple TV, Roku e YouTube. Parliamo di una rete TV che oggi domina il mondo occidentale. Dal 2006 è diretta da John Ryley e il dato più interessante è che Sky News è stato il primo canale interamente dedicato all’informazione a trasmettere nel Regno Unito e in Irlanda e oggi è la rete concorrente diretta della mitica BBC News, mentre in Europa compete con diversi canali all-news nazionali oltre alle grandi testate internazionali CNN, BBC World News e Euronews. 

Situato nel quartier generale Sky di Londra, Sky News oltre a sette uffici di corrispondenza nel Regno Unito e altri sparsi per il mondo, si appoggia anche ai partner del gruppo News Corp come ad esempio Fox News negli Stati Uniti e Sky TG24 in Italia. Oltre alla versione britannica, Sky News è presente in Australia e Nuova Zelanda con le rispettive versioni locali (Sky News Australia e Sky News New Zealand) e in tutto il mondo con la versione internazionale (Sky News International), visibile in Italia sulla piattaforma Sky al canale 522. 

Questo la dice lunga sul peso enorme che i grandi media internazionali oggi assegnano al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, e soprattutto al suo ruolo-guida nella lotta contro la ndrangheta, che pare abbia raggiunto oggi un fatturato stimato annuo di oltre 52 miliardi di euro. Uno Stato nello Stato. (pn)