L’Ansi e l’Associazione per onorare la memoria dei Caduti nella lotta alla mafia a Catanzaro per Nicola Gratteri

Domani mattina, alle 11, davanti alla Procura di Catanzaro, l’Associazione nazionale Sottufficiali d’Italia (ANSI) e l’Associazione per onorare la memoria dei Caduti nella lotta contro la mafia, saranno presenti per esprimere piena e incondizionata solidarietà al magistrato Nicola Gratteri.

«È un dovere morale e civico – si legge in una nota congiunta – essere presenti e dare un segnale tangibile alle mafie, in modo che possano comprendere che se si tocca un uomo di Stato, ligio al proprio dovere, ci saranno migliaia di persone decise a insorgere al fine di opporsi ai loro propositi criminali. Non lasceremo da solo il magistrato di Catanzaro Nicola Gratteri e siamo pronti a partecipare attivamente sull’intero territorio italiano affinché le coscienze di tutti siano toccate e si alzino con una voce sola».

«Dalla Sicilia e dalla Puglia – continua la nota – ci siamo attivati immediatamente per aderire alla manifestazione così come richiestoci da Adriana Musella, figlia di Gennaro, l’imprenditore ucciso dalla criminalità che fece esplodere la sua autovettura nel 1980». (rcz)

 

Minacce a Gratteri, la solidarietà e vicinanza delle Istituzioni calabresi

Tanta solidarietà è stata espressa dalle istituzioni e politici calabresi, al Procuratore Nicola Gratteri per le minacce che gli sono state rivolte dalla ‘ndrangheta.

«Quanto riportato dal ‘Fatto Quotidiano’ è grave e inquietante. Fa bene il Copasir a voler approfondire. Al procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, la solidarietà della Giunta che ho l’onore di guidare. La Regione Calabria è al suo fianco nella lotta contro la ‘ndrangheta», ha scritto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

Anche il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha evidenziato come «le notizie riportate dal Fatto Quotidiano circa le minacce rivolte dalla ‘ndrangheta al procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri destano forte preoccupazione».

«Sicuro che non si stia trascurando nulla per garantirgli la massima protezione, esprimo la solidarietà mia e dell’Istituzione che rappresento ad un uno dei maggiori protagonisti del contrasto alla criminalità organizzata», ha concluso.

Il segretario regionale del Partito Democratico, Nicola Irto, ha espresso la vicinanza del PD al Procuratore Gratteri. «Il Procuratore Gratteri senta la vicinanza di tutta la Comunità calabrese, per la quale si è speso senza sosta negli ultimi anni, delle Istituzioni e della politica che sono al suo fianco anche in questo difficile momento. Siano svolti tutti gli opportuni approfondimenti – la posizione del Pd della Calabria – e si mettano in atto tutte le necessarie precauzioni. Per il resto siamo certi che Gratteri proseguirà, come sempre ha fatto, il suo indispensabile lavoro per la Calabria e per il Paese».

«Le notizie riportate dalla stampa e non smentite dal Procuratore Nicola Gratteri sono di una gravità inaudita e dimostrano, ancora una volta, di come la ‘ndrangheta sia sempre pericolosissima», ha dichiarato il commissario regionale della Lega, Giacomo Saccomanno.

«Un tentativo di alzare il tiro e colpire il più prestigioso paladino alla lotta contro le mafie – ha aggiunto –. La valenza del Procuratore Gratteri è ormai riconosciuta in tutto il mondo per le sue coraggiose battaglie nei confronti dei clan e del traffico internazionale di stupefacenti».

«Sin dai primi anni, appena superato l’esame per essere immesso in magistratura – ha ricordato – ha dato la sua vita per combattere, senza se e senza ma, la criminalità organizzata e qualsiasi altra condotta illecita, venendo a scoprire intrecci impensabili. Una vita blindata che ha accettato con spirito di sacrificio avendo nel profondo del suo cuore questa indispensabile lotta, anche a livello internazionale, per la liberazione della Calabria e dell’intero mondo da un sistema di lobby di potere e di controllo illecito del territorio. Le importanti indagini, portate avanti con coraggio e dedizione, hanno, nel tempo, consentito di scoprire situazioni incredibili che hanno dimostrato di come le mafie si siano integrate con pezzi dello Stato e della politica. A Nicola Gratteri il più ampio sostegno, la più sentita solidarietà, il più pieno appoggi che non possono, però, limitarsi a sole affermazioni di rito, ma devono, invece, declinare poi in fatti concreti. La politica tutta deve interrogarsi su cosa stia succedendo e fornire al procuratore Gratteri tutti quegli strumenti necessari per poter portare avanti una battaglia di civiltà e giustizia che non può, assolutamente, arretrare di un solo millimetro».

«La Lega – ha concluso – ha sempre lottato per la legalità, è stata sempre accanto ai magistrati valorosi, ha sempre sostenuto coloro che hanno a cuore la liberazione della Nazione da condizionamenti criminali, lasciando agli altri i proclami sterili e senza costrutto. Sarà, pertanto, sempre accanto a Nicola Gratteri nella battaglia che sta portando avanti e che sono indispensabili per la Calabria e per l’Italia intera».

Il consigliere regionale di Italia al Centro, Francesco De Nisi, ha espresso la sua vicinanza al Procuratore Gratteri,  il cui «indefesso impegno e la sua costante battaglia di legalità – aggiunge De Nisi – lo collocano tra i più illuminati servitori dello Stato».

«Con caparbietà, coraggio e alto senso delle istituzioni  ha aggiunto – si batte da anni per restituire vero civismo alla Calabria.  Una terra che ha bisogno di pilastri solidi e ideali fermi». Il consigliere regionale, nel riaffermare la piena solidarietà all’uomo delle istituzioni giudiziarie, conclude dicendosi convinto «che non sarà l’ennesima minaccia a scalfire la sua volontà di proseguire nella lotta contro la criminalità organizzata. Sarà, invece, l’amore per la Calabria e per i calabresi a indurlo a proseguire con maggiore determinazione e fermezza nella consapevolezza che non mancherà mai il nostro totale appoggio».

La senatrice di Forza Italia, Michela Caligiuri, ha evidenziato «quanto i nostri servizi di intelligence hanno fatto emergere riguardo a un piano per attentare alla vita del Procuratore Nicola Gratteri è preoccupante e agghiacciante». 

«Esprimo – ha concluso – la mia totale solidarietà al Procuratore Gratteri chiedendo maggiore protezione e ringrazio il comparto intelligence per il lavoro che ogni giorno svolge anche per tutelare l’incolumità di chi lavora per sconfiggere uno dei mali della nostra terra: la ‘ndrangheta». 

Nicola Gratteri tra i candidati a procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo

Tra i procuratori in corsa al ruolo di procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, c’è anche il Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri.

Insieme a lui, secondo alcune indiscrezioni, ci sono i procuratori di Napoli, Giovanni Melillo, il procuratore aggiunto nazionale Giovanni Russo, il Procuratore di Firenze Marcello Viola, Carmelo Zuccaro (Catania), Maurizio de Lucia e Leonardo Leone De Castris (Lecce).

Le audizioni sono previste per il 12 aprile. (rcz)

Pesaro premia e “adotta” il Procuratore Nicola Gratteri

di PINO NANONella motivazione ufficiale del premio che Pesaro, città della cultura,  ha assegnato ieri al procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri si legge testualmente: «Da sempre in prima linea contro la ‘Ndrangheta e la criminalità mafiosa, vive sotto scorta dal 1989. Tantissime le inchieste condotte da Gratteri che hanno colpito i rapporti tra ‘Ndrangheta, mafia siciliana, i cartelli della droga messicani e colombiani ed il traffico di stupefacenti tra Calabria, Sudamerica e USA».

Anche Pesaro, dunque città della cultura e della legalità, come tante altre città italiane e straniere ha scelto di “adottare” Nicola Gratteri come “Eroe dell’antimafia”. È l’ennesima festa importante per il procuratore della Repubblica di Catanzaro, l’ennesimo riconoscimento di prestigio per il suo ruolo e per il suo impegno contro il mondo organizzato del crimine, l’ennesimo bagno di affetto corale e popolare per un magistrato che ha segnato profondamente la storia della giustizia italiana. 

Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro Nicola Gratteri ha ricevuto a Pesaro, il Premio Antiracket-Targa della Solidarietà di “50 &Più”, l’Associazione degli Over 50 di Confcommercio Pesaro e Urbino, con una sorta di “dichiarazione d’amore” da parte della città che lo vede “Faro dell’antimafia” in Italia e in Europa, magistrato di altissimo profilo istituzionale in ogni parte del mondo dove si parla del sistema giudiziario italiano, e soprattutto “uomo di una semplicità così disarmante” da immaginarlo più “missionario che giudice”, e più “sacerdote che magistrato inquirente”.

E quando i vertici di Confcomercio gli danno la parola, il magistrato calabrese è un fiume in piena. Ma in realtà, nessuno meglio di lui in Italia e in Europa oggi, è in grado di spiegare meglio la Ndrangheta e i tentacoli della Mafia sul tessuto economico internazionale. Nessuno meglio di lui conosce le pieghe più intime delle grandi organizzazioni criminali che oggi governano le relazioni economiche dei grandi paesi stranieri, e nessuno meglio di lui è in grado soprattutto di immaginare un sistema di protezione per il Paese da parte di queste lobby così agguerrite. Non a caso in queste settimane al CSM si discute proprio di quale potrebbe essere il futuro di questo magistrato così determinato e preparato, che ha presentato domanda formale per la guida della Direzione Nazionale Antimafia, la struttura operativa che oggi è guidata dal procuratore Cafiero De Raho e che da domani potrebbe essere affidata allo stesso Nicola Gratteri. Non mancano, anche qui, dei concorrenti agguerriti, ma il curriculum che vanta oggi il magistrato calabrese è tale da offuscare qualunque altra possibile candidatura di parte. 

«Nicola Gratteri – dichiara Alberto Dolci, Presidente di “50&Più-Confcommercio Pesaro Urbino”è un protagonista assoluto della lotta alla criminalità organizzata nel nostro Paese. Uno strenuo difensore della legalità e delle Istituzioni. Per questo, abbiamo deciso di conferirgli il prestigioso riconoscimento del Premio Antiracket che giunge alla 19ª edizione. La consegna del Premio era già stata calendarizzata nel 2021, poi a causa della pandemia la manifestazione è stata rinviata. Ora siamo veramente onorati di poter ospitare il Procuratore nella Città di Pesaro». 

Il Premio assegnato ieri al procuratore Gratteri, e ideato da 50 &Più di Pesaro Urbino, è stato consegnato, lo ricordiamo, nel corso degli anni ad illustri rappresentanti delle Istituzioni impegnati nella difesa della legalità: Ferdinando Imposimato, Pietro Grasso, Giancarlo Caselli, Franco Roberti, Raffaello Magi. Ma anche ad imprenditori che hanno subìto l’aggressione della criminalità o a giornalisti antimafia come Paolo Borrometi. Dietro questo prestigioso riconoscimento al procuratore Gratteri c’è la grande storia di Confcommercio Pesaro e Urbino, organizzazione sindacale più rappresentativa delle imprese del terziario e nata nel lontano 1945, al servizio oggi di oltre 5 mila imprese diverse.

La cosa forse più commovente che si coglie dall’intervento del Procuratore Gratteri è il suo legame profondo con la Calabria, che è la sua terra di origine, l’ammirazione e la riconoscenza che dichiara per la Procura che dirige e per i giovani magistrati che lavorano con lui, e soprattutto per il grande rispetto che Gratteri riserva alla democrazia e allo stato di diritto. Per Pesaro quella di ier è stata una giornata molto speciale, e per certi versi anche indimenticabile. (rcz)

La giunta sezionale dell’Anm CZ esprime solidarietà a Gratteri per l’articolo su “Il Riformista”

La Giunta sezionale dell’Anm Catanzaro ha espresso solidarietà al Procuratore Nicola Gratteri, per l’articolo pubblicato su Il Riformista che, per l’Anm, sono «un’aggressione verbale violenta nei confronti del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, chiedendo l’intervento del Consiglio Superiore della Magistratura a tutela del Procuratore.

L’articolo, dal titolo Gratteri si accanisce contro Pittelli: non gli bastano due anni e mezzo di torture, senza prove lo vuole ancora in prigione, per l’Anm «esprime altresì, in maniera non fraintendibile, l’idea che esista un collegamento tra la carriera in magistratura del Procuratore Nicola Gratteri e la crescita dell’’ndrangheta: con l’obiettivo di delegittimare il lavoro di un magistrato, al contrario, quotidianamente impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, lotta condotta attraverso gli strumenti dell’ordinamento giudiziario».

Per la Giunta sezionale, «le affermazioni in esso contenute, che si traducono in un’aggressione verbale violenta nei confronti del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, a fronte di un atto legittimo, quale la proposizione di un appello avverso un’ordinanza di sostituzione di una misura cautelare, atto firmato da tutti i colleghi titolari del procedimento c.d. Rinascita-Scott».

«Ciò posto – conclude la nota – questa Giunta ritenendo non accettabile la campagna pressochè quotidiana portata avanti da “Il Riformista” contro il Procuratore di Catanzaro, oltre ad esprimere la propria solidarietà allo stesso, chiede un intervento del Consiglio Superiore della Magistratura a tutela del Procuratore, che da decenni vive sotto scorta per il lavoro che svolge in Calabria contro l’’ndrangheta e i suoi favoreggiatori». (rcz)

Su La 7 a Di Martedì boom di ascolti e consensi per Nicola Gratteri

di PINO NANO – Da Giovanni Floris, dunque, a Di Martedì, Nicola Gratteri fa il pieno di consensi e la sua intervista totalizza oltre il 7 per cento di share, che in termini numerici  significa oltre un mione e mezzo di personae che lo hanno seguito dall’inizio alla fine. Una serata interamente dedicata ai temi della giustizia e Gratteri ne è stato grande protagonista.

Anche ieri sera (martedì ndr.) il Procuratore della Repubblica di Catanzaro ha spiegato le ragioni per cui continua a ripetere che la ‘ndrangheta controlla e condiziona l’economia del Paese, e di fronte ad una Elisa Fornero, ex ministro del Governo Monti, attenta alle sue teorie dimostra con numeri e riferimenti storici incontestabili come la ndrangheta abbia ormai conquistato e occupato anche le grandi città e le grandi realtà territoriali del Nord Italia, da Torino a Milano, da Trento a Bolzano, da Aosta a Reggio Emila e via dicendo.Un fiume in piena il procuratore calabrese, che della ndrangheta sa tutto e il contario di tutto, e che da oltre 30 anni combatte a viso aperto e senza nessuna forma di mediazione.

La politica? Durissimo il giudizio del famoso magistrato calabrese: «La ndrangheta non conosce né destra né sinistra, ma punta sui singoli, il che vuol dire che sceglie le persone che poi potrà condizionare o controllare. Guai a dire che la ndrangheta è di destra o di sinistra. La Ndrangheta pensa solo a fare business e  i soldi non hanno nessuna connotazione o colore politico».

Un Nicola Gratteri ancora una volta protagonista assoluto della scena ieri sera, consapevole forse del fatto che egli è forse il vero unico grande testimone della evoluzione del fenomeno criminale che dalla Calabria è arrivato ormai a invadere con i suoi tentacoli il resto del mondo.E alla domanda di Giovanni Floris, «Chi ha vinto tra lo Stato e la Nrangheta questa guerra così aperta e dichiarata?», Gratteri non ha nessun dubbio «se devo dare un risultato calcistico dico che siano ancora zero a zero».

Gratteri for ever, grida il popolo dei social subito dopo la trasmissione. (pn)

 

Denuncia shock di Gratteri alla tv francese: la ‘Ndrangheta voleva uccidere mio figlio

di PINO NANO – Esplosivo inedito ed esclusivo dossier della TV francese su Nicola Gratteri e sul maxiprocesso messo da lui in piedi contro le cosche più agguerrite della mafia calabrese. Ne viene fuori un dossier senza veli e senza reticenze istituzionali in cui per la prima volta il giudice Nicola Gratteri racconta davanti ad una telecamera dell’attentato che la ‘ndrangheta aveva organizzato e stava mettendo in atto per uccidere uno dei suoi figli, il più piccolo.

È la prima volta che France 24, una delle più importanti e influenti reti televisive francesi dedica uno dei suoi speciali più importanti alla giustizia italiana, ma più che alla giustizia italiana alla figura e al ruolo storico di Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica a Catanzaro, magistrato nel mirino della grande criminalità organizzata di mezzo mondo e protagonista assoluto di un processo contro la ‘Ndrangheta che la televisione francese definisce senza perifrasi e nessuna mediazione possibile il Processo per la storia.

Uno speciale della durata di 17 minuti primi anticipato e “lanciato” dagli studi centrali di France 24, e interamente girato sul campo, tra Catanzaro-Lamezia Terme-Vibo Valentia-la piana di Gioia Tauro e la Locride dove ogni sera il magistrato torna a dormire a casa sua. Uno speciale che è il racconto fedelissimo della giornata tipo di questo magistrato italiano che ormai vive blindato da un’intera esistenza, e che per la prima volta accetta di raccontare quello che è stato il momento peggiore di tutta la sua vita, il giorno in cui i suoi uomini, che sono i migliori segugi d’Europa, hanno scoperto che le cosche mafiose più agguerrite del reggino avevano deciso di uccidere suo figlio, simulando un incidente stradale nel corso del quale il ragazzo sarebbe dovuto morire sul colpo.

Lo speciale di France 24, che paragona la storia e la mission di Nicola Gratteri a quella di Paolo Borsellino, fa vedere per la prima volta in esclusiva mondiale lo studio privato del magistrato, nel cuore del palazzo della procura della repubblica di Catanzaro, a lavoro al suo computer personale, e avvolto da centinaia di crest militari alle pareti, collezionati e raccolti in ogni parte del mondo e nelle caserme più impensabili del pianeta, là dove Nicola Gratteri in tutti questi anni si è ritrovato a passare e a operare. Perno centrale del reportage della televisione di Francia è il processo Rinascita Scott che Gratteri ha messo in piedi nell’aula bunker di Lamezia Terme, «qui ci sono mille posti a sedere»,  e dove, secondo le previsioni dei cronisti più accreditati del settore verrà finalmente una volta per tutte sancita una condanna esemplare per i boss della mafia calabrese che ormai è diventata, racconta lo stesso Gratteri agli inviati della televisione francese, la più aggressiva famiglia criminale di tutto il mondo, con ramificazioni potenza di fuoco e capacità di condizionamento pari ormai solo alle grande holding dei narcos boliviani. Il che vuol dire, un «Caso di criminalità non più e non solo locale, peggio ancora non esclusivamente calabrese, ma assolutamente sovranazionale e intercontinentale». Lo speciale di France 24 è firmato in testa da uno dei conduttori francesi più amati e più seguiti dal pubblico francese, Antoine Cormery, e in collegamento da Roma da una delle giornaliste più amate dell’emittente d’Oltralpe, Louise Malnoy, corrispondente di France 24 dall’Italia. (pn)

Nicola Gratteri confermato Procuratore di Catanzaro

Nicola Gratteri sarà ancora, per i prossimi quattro anni, Procuratore di Catanzaro. La conferma è avvenuta a seguito del Plenum del Consiglio Superiore di Magistratura, che ha votato all’unanimità Gratteri come Procuratore della Repubblica di Catanzaro per il secondo quadriennio.

Un fatto importante e che conferma l’ottimo operato di Gratteri, se si considera che la nomina di un Procuratore prevede la durata del mandato di quattro anni più quattro, con la particolarità che il secondo quadriennio deve essere ratificata dal Plenum del Csm, che confermi il buon operato del magistrato.

Tra l’altro, come riporta l’Ansa, Nicola Gratteri è candidato alla carica di Procuratore nazionale Antimafia. (rrm)

 

A Roma grande festa in onore di Nicola Gratteri nel ricordo di Santina Zucchelli

di PINO NANO – «Quando sono debole è allora che sono forte».

Questa frase può essere la regola di vita di Santina Zucchinelli, di cui domani, 4 dicembre 2021, si celebrano i nove anni della sua morte. A Roma, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Cardinale Angelo Comastri presiederà una solenne Eucaristia per i soci della Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus ricordando il bene compiuto e pregando per le opere di Fondazione Santina nel mondo. 

Santina Zucchinelli, lo ricordiamo, è morta a Bergamo nel 2012 e le sue ceneri riposano ora nella Città Santa di Gerusalemme, alla Quarta Stazione della Via Crucis, dove anche il figlio sarà sepolto. Era questo uno dei desideri del Cardinale Martini, “essere sepolto a Gerusalemme”, ma questo si è avverato per Santina Zucchinelli che ben conosceva il Cardinale ed il Cardinale ben conosceva Santina. 

Morta con niente in tasca, oggi la Fondazione a lei dedicata ha saputo produrre un capitale di 1.700.000 euro devoluti in 88 progetti per il mondo dal Vietnam, all’Iraq, al Kenya, alla Striscia di Gaza, in Messico, Perù e Brasile senza dimenticare Bergamo e la Calabria.

Proprio in Calabria, mesi fa, don Gigi Ginami incontra Nicola Gratteri, e il giovane sacerdote bergamasco scrive su di lui un libro dal titolo Nicola e con i proventi della vendita del libro si costruisce un bagno assistito a Villa della Fraternità a S. Andrea allo Ionio.

Bene, Nicola Gratteri è uno dei «sei libretti scritti nel tempo della pandemia» da don Luigi Ginami insieme a Luca per Bergamo, Bendera e Halima in Kenya, Ashur in Iraq, Sol in Perù. Proprio di questi sei libretti il Procuratore della Repubblica di Catanzaro parlerà domani, alle ore 18,30 all’Hotel Oly di Roma. Insieme a lui interverrà S.E. Mons. Galantino Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), Marco Tarquinio Direttore di Avvenire, Giulia Cerqueti di Famiglia Cristiana, Valentina Alazarki di Televisa Messico, moderatore della serata sarà invece Mons. Dario Edoardo Viganò.

«La presenza di Gratteri – sottolinea don. Luigi Ginami – vorrà ancora una volta essere Speranza: la pandemia è stata, infatti, un’occasione proficua per la ‘ndrangheta di lucrare profitti».

All’evento sarà presente anche NTN24 una grande rete televisiva colombiana che diffonde i suoi programmi in tutta l’America Latina.

Don Gigi, ormai da metà giugno, ha lasciato il Vaticano per dedicarsi a tempo pieno alla sua Fondazione Santina che è radicata nella diocesi di Bergamo. In questi anni don Gigi ha percorso la bellezza di 865.944 Km che equivalgono a 21 volte il giro del mondo (oppure un viaggio sulla luna e 2 volte il giro del mondo), per inaugurare opere che la Fondazione ha sovvenzionato e prendere in adozione a distanza circa 300 bambini dalle nazioni prima indicate. 

Alcune di queste opere sono state finanziate totalmente dalla Diocesi di Bergamo: come un orfanotrofio in Vietnam, oppure la ricostruzione di una parte del seminario di Puerto Maldonado, il Memoriale delle vittime dei narcos in Messico e per questo tempo di Avvento l’ADASM di Bergamo con tutte le famiglie dei piccoli, che frequentano la scuola di infanzia, aiuteranno nella costruzione di pannelli solari per un orfanotrofio in Kenya laddove lo scorso anno i bimbi bergamaschi avevano contribuito all’edificazione di un asilo nido voluto dallo Stato.

Lui, don Gigi, si dice felice, rinato ad una vita piena e nuova assolutamente migliore di prima e senza paragoni, senza più costrizioni di uffici altisonanti in Vaticano, ma con la forza di condividere esperienze forti con gli ultimi nel mondo. Di questo se n’è accorto Gratteri che a S. Andrea Ionio ha elogiato la concretezza del prete bergamasco. 

«Domani sera – ripete don Luigi Ginami – sarà per Roma Capitale una bella serata in cui si parlerà, come abbiamo detto, di Speranza: Gratteri sarà presente e questo è un grande orgoglio per la Associazione e quindi per tutti noi».

Un’ultima curiosità? Don Gigi è appena tornato dal Messico. (rrm)

In Senato, al procuratore Nicola Gratteri il Premio Legalità

di PINO NANO – A Palazzo Madama solenne cerimonia di consegna del “Premio per la Legalità contro tutte le mafie” assegnato al Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri. Al Senato gli è stata infatti conferita la Medaglia d’oro donata dal Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico per i “suoi alti meriti nella lotta alle mafie”. Prima di lui, lo scorso anno, questo Premio era andato al Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero De Raho. Alla manifestazione di Palazzo Madama erano presenti anche tre diversi Ambasciatori del mondo arabo, che hanno salutato il Procuratore Gratteri con tutti gli onori previsti dal cerimoniale diplomatico dei loro rispettivi Paesi.

Partiamo dalla motivazione del Premio, letta in Sala Zuccari dalla Presidente del “Premio Tulliola Renato Filippelli” Carmen Moscariello.

“Al Procuratore Nicola Gratteri, e al suo coraggio, per il suo operato caratterizzato dalla speranza, dalla determinazione, dalla certezza di vincere la ndrangheta e tutte le mafie. Grazie al suo coraggio immenso nel mai temere la morte. Il suo essere – oltre che magistrato di altissimo valore – anche scrittore e amante della buona cultura, l’essere chiaro e preciso analista di fatti inerenti alla malavita organizzata, non ultimo, il suo amore incondizionato per i giovani”.

Il “Premio della Legalità contro tutte le Mafie a Nicola Gratteri – ha spiegato ancora la Presidente del Premio Carmen Moscariello – è «il riconoscimento scontato ad uno dei magistrati italiani oggi più raccontati e più seguiti dalla stampa di tutto il mondo. Magistrato icona della giustizia e simbolo più autentico della magistratura più sana di questo nostro paese. Un uomo al di sopra di tutto e di tutti, che ogni giorno mette a rischio la sua vita per una missione in cui non ha mai smesso di credere, neanche quando qualcuno ha provato a far del male a suo figlio».

Probabilmente lui non se lo aspettava, ma il Procuratore Nicola Gratteri a Palazzo Madama è stato ricevuto e premiato con tutti gli onori possibili che la sua storia personale e il suo ruolo meritano. Pubblico delle grandi occasioni in sala, per giunta una location che lo aveva già visto, nei mesi e negli anni passati, decine di altre volte protagonista di primissimo piano di dibattiti e manifestazioni istituzionali di alto livello sociale.

La sua premiazione, ricordiamo, arriva all’indomani dell’uscita del suo nuovo libro Complici e colpevoli (Mondadori Editore), saggio che ha già sollevato interrogativi pesanti in tutto il Paese per via del racconto a tratti sconcertante che Nicola Gratteri fa dell’assalto della ndrangheta alle Regioni del Nord. Per anni si era pensato che la mafia calabrese si muovesse solo al Sud, e invece Nicola Gratteri nella sua analisi lucida e documentatissima dimostra come è tutto falso.

«La ndrangheta di fatto governa anche al Nord, Piemonte, Lombardia, Veneto, Valle d’Aosta Emila Romagna e Trentino. E mentre polizia e carabinieri davano la caccia al Sud a piccoli gregari, al Nord invece cresceva indisturbata una nuova classe dirigente di ’Ndrangheta che alla fine ha determinato condizionato e influenzato elezioni politiche di tutti i livelli».

C’è questo e molto altro ancora nel nuovo libro del Procuratore Capo della Repubblica di Catanzaro, che oggi viene considerato “uno dei magistrati più a rischio del mondo”, ma oggi al Senato lui è stato premiato proprio per il coraggio e la libertà con cui manifesta la sua missione e il suo ruolo.

Rimarrà indimenticabile il giudizio severo e tranchant che l’altra sera a “Otto e Mezzo” nel salotto di Lilli Gruber il procuratore Gratteri ha dato delle ministre Marta Cartabia e Luciana Lamorgese, e sul come le due ministre gestiscono il proprio ruolo ai vertici del Governo. Ma solo lui è capace di queste cose.

Dopo aver ringraziato gli organizzatori della manifestazione per il Premio assegnatogli il Procuratore Gratteri non ha esitato a riaprire anche in questa sede un suo vecchio contenzioso con i giornalisti italiani. Non sono mancati infatti neanche in questa occasione i riferimenti alle ultime disposizioni del Governo in tema di “Presunzione di innocenza”, disposizioni che “condizionano” moltissimo – lamenta l’alto magistrato – il racconto che i procuratori della Repubblica potranno fare da ora in poi delle loro inchieste.

«A me non chiuderà mai la bocca nessuno – dice Gratteri –. Sono una persona libera che non ha timore di niente e di nessuno, e chi mi conosce sa bene che dico sempre quello che penso. Se non posso dire la verità è perché non posso dimostrarla. Per quanto mi riguarda, penso alle nuove direttive, noi continueremo a parlare e a spiegare all’opinione pubblica, che ne ha pieno diritto, quello che è il nostro lavoro quotidiano, soprattutto se si tratta di personaggi noti e quindi pubblici. In Italia ancora non è stato ancora negato il diritto di informazione della stampa».

E qui ricompare, forte e determinata, la vecchia polemica con Ordine dei Giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa.

«Mi aspettavo che Ordine e Sindacato dei giornalisti italiani prendessero posizione, difendessero i loro interessi, rivendicassero piena libertà nel poter comunicare liberamente le inchieste della magistratura, e informare il cittadino. E invece, il silenzio. L’unica cosa che mi dispiace è che ho visto la categoria dei giornalisti, a livello nazionale e locale, molto timida nella protesta, quasi queste nuove imposizioni e direttive andassero bene al mondo della comunicazione. Purtroppo, è così, mi ha meravigliato non poco questo atteggiamento timido dei rappresentanti dei giornalisti, per giunta in questo paese dove c’è sempre più bisogno di libertà e di autonomia». Applausi a scena aperta, e standing ovation finale per lui. Si coglie con mano il rapporto personale e quasi “intimo” che il magistrato antimafia è riuscito a legare con la gente comune. E che a dispetto delle sue inchieste, gli vuole tanto bene e gli crede fino in fondo. (pn)