DIAMANTE CAPITALE DELLA CULTURA 2024
UN SOGNO CHE RISCATTA CALABRIA E SUD

di SANTO STRATI – Diamante Capitale della cultura 2024: un’aspirazione, una promessa, un sogno. splendida cittadina tirrenica, famosa nel mondo per i suoi murales e, soprattutto, per il suo Festival del Peperoncino, ha tutti i numeri per potersi immaginare “capitale” di una cultura che le appartiene, per storia, tradizione millenaria, passione civile dei suoi abitanti. E l’entusiasmo di tutti i calabresi. 

Senza togliere nulla all’altra aspirante calabrese Capistrano (di cui molti, ahimè, ignorano persino la posizione geografica), Diamante rappresenta la sfida della Calabria (una nuova dopo quella di Tropea di qualche anno fa) all’Italia e al mondo. Il modello è Matera: da capoluogo pressoché dimenticato e citato esclusivamente per i suoi “Sassi”a cittadina esaltata e magnificata in ogni angolo del mondo, regina di un fermento culturale straordinario che ha raccolto consensi da ogni parte, convogliando migliaia (ma forse è meglio dire milioni) di visitatori a scoprire una città dal sapore antico, ma ricca d’un fascino eccezionale.

Così Diamante può spendere le sue energie migliori e puntare a un obiettivo non impossibile da raggiungere, soprattutto se al Ministero dovesse prevalere la logica di mettere in evidenza i borghi, le piccole città che conservano forti presenze di cultura rispetto a grandi capoluoghi che brillano già di luce propria. Un traguardo raggiungibile se, sopra ogni cosa, si mette insieme l’impegno della Regione con l’entusiasmo dei calabresi, il cui orgoglio, per fortuna, travalica sempre le rivalità di campanile quando si tratta di difendere il territorio nella sua interezza. E i calabresi capiscono bene che l’eventuale (possibile) vittoria di Diamante Capitale 2024 sarebbe la vittoria della Calabria, del Mezzogiorno che riscatta le sue grandi capacità soffocate dalla superficialità di molti governanti, la vittoria di una Regione che esalta le sue attrazioni naturali, materiali e immateriali che vanno a tradursi in ricchezza per  il territorio, per chi fa impresa, per i giovani che cercano occupazione nell’ambito del turismo culturale e religioso, per la popolazione tutta. 

Non è una medaglietta il titolo di Capitale della cultura: è il riconoscimento della capacità di proporsi come rigenerazione del territorio e delle sue ricche proprietà, dove accanto al tradizionale spirito, ineguagliabile, di accoglienza si pongono tesori inestimabili d’arte, architettura, storia, paesaggio, cultura. La millenaria storia magnogreca pervade ogni angolo di questa terra, persino Diamante, con i ruderi di Cirella, ha il suo particolare racconto di una civiltà che è partita da qui, dal Mediterraneo e ha fatto da faro al mondo intero.  

Ecco perché la candidatura di Diamante assume un significato forte nel momento in cui la Regione guidata da Roberto Occhiuto vuole voltare pagina su tutti i fronti, affrontando con la dovuta serietà e competenza non solo i gravi problemi della salute e del lavoro che affliggono i calabresi, ma anche individuare le risorse (esistenti) in ambito culturale e turistico per creare attrattori di alta promozione. La cultura e il turismo sono un binomio indissolubile e la loro valenza costituisce il vero punto di forza per un rilancio straordinario di questa terra, dove tra paesaggi di sogno, 800 km di costa, tesori archeologici unici, chiese, monasteri e conventi che raccontano una storia meravigliosa di fede, è possibile individuare un percorso di crescita e sviluppo senza precedenti.

Si tratta di utilizzare al meglio le competenze e le capacità, che in Calabria non mancano, e costituire una sorta di task force della cultura che sia in grado di instaurare una narrazione diversa con il mondo che ancora non conosce (o conosce poco) la regione. Ci sono fin troppe meraviglie ignorate, trascurate, dimenticate su cui puntare per poter contendere il titolo a più agguerrite e blasonate città, ma nessuna – diciamo la verità – può vantare il patrimonio e la testimonianza di cultura che la Calabria custodisce e di cui Diamante sarà portavoce. 

Il bando del ministero dei Beni culturali che assegna il titolo prevede una severa valutazione del dossier di presentazione. Tropea ha mancato il traguardo perché la documentazione mostrava qualche lacuna: oggi il dossier di Diamante 2024 è completo, intrigante e avvincente. Ma serve l’impegno – lo ripetiamo – prioritario della Regione. Il nuovo assessore agli “Attrattori culturali e allo sviluppo economico” Rosario Varì mostra di avere talento e capacità per affrontare questa sfida e siamo certi che giocherà ogni carta per sostenere l’impresa della candidatura. «Diamante e la Calabria – ha detto l’assessore regionale Varì non sono solo mare e spiagge e lo testimoniano i tanti progetti calabresi premiati nel 2021: Vibo è stata Capitale italiana del Libro, Tropea Borgo dei borghi e la Ciclopedia dei Parchi ha ottenuto l’Oscar italiano del cicloturismo».

La popolazione di Diamante, guidata da un caricatissimo sindaco, il sen. Ernesto Magorno, è entusiasta e si sente coinvolta. «Mi rendo conto – ha detto l’autrice del dossier della candidatura Lucia Serino – di aver dato parola alle dinamiche sociali di una comunità molto viva. La partecipazione  a questo tipo di progetto culturale non è mai un caso, arriva quando la comunità è pronta a partecipare. E Diamante ha tutte le carte in regola per concorrere con convinzione». 

A sostegno della candidatura, mercoledì scorso a Roma c’è stato un convegno a Palazzo Wedekind, tornato in possesso all’Inps, ed è stato il presidente dell’istituto il calabrese Pasquale Tridico a fare gli onori di casa, sottolineando come già la sola candidatura della città dei cedri e del peperoncino va ritenuta una prestigiosa vittoria dei calabresi. Un’occasione di valorizzazione del territorio e di tutta la Calabria. «Diamante – ha detto il presidente Tridico – è una città meravigliosa. Da calabrese sono orgoglioso di questa candidatura e auguro il meglio alla città e a tutta la Calabria».

All’incontro intitolato “Transizioni, rischi e opportunità del nostro tempo, il ruolo della cultura” hanno preso parte personalità del mondo politico e della cultura. A cominciare dal presidente della Commissione Cultura del Senato Riccardo Nencini (, al già magnifico Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio presidente del Comitato organizzatore di Diamante 2024, al presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci (oggi vicepresidente del Consiglio regionale calabrese9 al presidente dell’Anci Calabria Marcello Manna, nonché il regista Mimmo Calopresti, particolarmente legato a Diamante dove ha girato un bellissimo film (Preferisco il rumore del mare), nonché il rettore del Santuario di S. Francesco di Paola padre Francesco Trebisonda e Stefano Caccavari, fondatore del Mulinum di San Floro, fresco di nomina di cavaliere da parte del presidente Mattarella. La sen. Liliana Segre che è nel comitato d’onore della candidatura ha inviato il suo caloroso saluto per tramite della portavoce Maria Paola Gargiulo, mentre il sindaco Magorno, visibilmente emozionato, ha fatto sentire l’entusiasmo della sua amministrazione, ma anche di tutta la città, per questa grande importante sfida. «La cultura non è solo accumulo di beni culturali, ma è la ricchezza che nasce dal confronto e dall’accoglienza e in questo, Diamante, con tutta la Calabria, è un archetipo. Greci, arabi, ostrogoti sono solo alcuni dei popoli che hanno attraversato questo territorio e che hanno lasciato la loro traccia, a partire dal cibo». Magorno, inoltre, ha voluto sottolineare il «forte legame con la Comunità ebraica, tanto che la presidente onoraria del Comitato Diamante 2024 è la sen. Liliana Segre. Un grande sogno – ha detto, concludendo il sen. Magorno–. Perché, se vince Diamante vince la Calabria, vince il Sud». Una premessa, una promessa. Un sogno da far diventare realtà. (s)

CASSA INTEGRAZIONE, 100MILA RICHIESTE
LA CALABRIA DEL 2020 NEI CONTI DELL’INPS

«La Calabria è una delle regioni che nel passato hanno fatto poco accesso a strumenti di cassa integrazione guadagni o al Fondo di integrazione salariale: invece nel 2020 ci siamo trovati anche in Calabria davanti a uno tsunami di domande di cassa integrazione e Fondo di integrazione salariale»: le parole del presidente dell’Inps Pasquale Tridico all’incontro telematico presso la sede regionale dell’Istituto danno il senso dell’impegno e della complessità degli interventi di questo terribile anno di pandemia. L’occasione è la presentazione del bilancio sociale 2019, ma in realtà serve a fare una fotografia quanto mai nitida di una situazione che è tutt’altro che risolta. Il cosentino Tridico (è originario di Scala Coeli) è comunque soddisfatto del lavoro svolto dal Comitato regionale dell’Inps Calabria presieduto da Gianfranco Trotta, anche se – come dice lo stesso Trotta – «Il quadro che emerge e chiaramente allarmante e molto preoccupante sulla tenuta socio-economica e sociale della Calabria».

All’incontro ha partecipato anche il direttore regionale dell’Inps Calabria Giuseppe Greco, che in quest’anno di pandemia ha gestito in maniera adeguata le circa 100mila richieste di cassa integrazione insieme con le erogazioni del Reddito di Cittadinanza che hanno in un certo qual modo aiutato molte famiglie a superare il disagio economico provocato dalla perdita dei posti di lavoro e dalla crisi economica conseguenza del Covid. Il lavoro della sede regionale – ha detto Greco introducendo l’incontro – ha ottenuto un punteggio di soddisfazione in linea con la media nazionale (3,76 contro il 3,74), così da poter collocare – visti i risultati in termini di performance – l’Inps Calabria al sesto posto  a livello nazionale pe ril 2019, per salire al terzo posto nel primo semestre. «Un risultato – ha detto il direttore Greco – che mi rende soddisfatto e che vuole dire che abbiamo cercato di dare corso al maggior numero di istanze che ci sono pervenute. Considerando che queste sono state di gran lunga superiori a quello che è il flusso normale. L’ufficio ha avuto il merito e la forza di dare risposte celeri alle istanze senza trascurare la qualità del servizio». Intervenuti anche l’assessore regionale al Welfare Gianluca Gallo e il presidente nazionale della Centrale Patronati (CePa) Michele Pagliaro.

Il presidente Trotta ha sottolineato che «L’Inps Calabria ha risposto tempestivamente organizzando specifiche task-force che hanno consentito una gestione ordinata e celere che ha consentito le varie liquidazioni in tempi brevissimi». Secondo quanto si legge nel bilancio sociale dell’Inps, «le domande di Cassa integrazione straordinaria, di Cassa integrazione ordinaria, di Fondo di integrazione salariale Covid-19 presentate nel periodo 1 aprile-30 novembre 2020 sono state oltre 100.000 per un totale di beneficiari di oltre 340.000, a cui si aggiungono i 149.211 beneficiari dei vari bonus covid-19 Calabria. Altro aspetto non di secondaria importanza e stata l’erogazione delle indennità emergenziali Rem Covid 19 le domande pervenute all’Inps Calabria sono state 34.281 definite 33.391 pari al 97%. I sussidi e gli interventi per politiche attive e tirocini durante il periodo 1 aprile-30 novembre 2020 sono stati 13.236 per un importo totale pari a euro 12.760.900». Un focus aggiuntivo ai dati 2019 con gli interventi attuati nel corso del 2020, per offrire un quadro quanto mai aderente alla realtà pre e post-covid.

La verità è che – ha detto Trotta – «diminuisce il lavoro stabile, aumenta il precariato, la popolazione invecchia, i flussi demografici sono negativi, le aree interne soffrono lo spopolamento che inizia ad interessare anche le aree urbane. È necessario avviare una sana e robusta azione di programmazione e di investimenti dotando la Calabria di un vero e proprio piano industriale e sociale che – ha aggiunto il presidente del Comitato regionale dell’Inps Trotta – crei lavoro di qualità, che dia sbocchi lavorativi ai tanti giovani che emigrano e che doti la Calabria di tutti quei servizi primari di cui la popolazione ha necessita».

Qual è la situazione dell’Inps in Calabria a bilancio 2019? «I lavoratori assicurati – si legge nel documento della Sede regionale –  sono 489.449 per il 2019, in diminuzione rispetto al 2018 di 4.350 unità, le pensioni erogate sono 731.084 precisamente 618.711 relative alla gestione privata con un importo medio mensile di euro 604,29, per la gestione pubblica invece le pensioni erogate sono 111.835 il cui importo medio e pari a euro 1.837,80». Per quel che riguarda gli interventi di sostegno al reddito, nel 2019 «le domande di Naspi presentate sono state 72.839 e quelle accolte 66.861, le domande di Cassa integrazione ordinaria sono state 10.313 di cui 10.010 definite, I percettori di Reddito di Cittadinanza Calabria sono 63.721 nuclei familiari per un totale di 166.774 persone coinvolte, mentre le Pensioni di Cittadinanza sono 6.116 e coinvolgono 7.203 persone: i nuclei familiari coinvolti in totale sono 69.837 le persone 173.977 per un importo mensile medio erogato pari a euro 494,93 in linea con la media nazionale».

E a livello nazionale? Premesso che il Comitato regionale calabrese dell’Inps «ha risposto in modo eccellente» e che «gli indici di produttività della Calabria sono sopra la media delle Regioni italiane», il presidente Tridico ha voluto tracciare un breve profilo dell’impegno dell’Istituto:  «Nel contesto nazionale ad oggi abbiamo avuto 17 milioni di prestazioni direttamente pagate dall’istituto e 10 milioni anticipate dalle aziende e conguagliate successivamente dall’Inps. Anche in questo la Calabria ha fatto la sua parte, soprattutto con strumenti più tipici come la cassa integrazione per l’agricoltura». (ed)

Un cosentino chiamato alla guida dell’INPS, il prof. Pasquale Tridico prossimo presidente

Cosentino, di Scala Coeli, il prof. Pasquale Tridico è stato indicato dal Consiglio dei ministri come futuro presidente dell’INPS. Intanto, in attesa della riforma della governance dell’Istituto, il ministro del Lavoro Di Maio ha firmato la nomina di commissario, condivisa con il subcommissario Francesco Verbaro.

Il prof. Tridico è il consigliere economico del vicepremier Luigi Di Maio, ma è più conosciuto come “padre” storico del reddito di cittadinanza. È lui che ha ideato e formulato per i 5Stelle il provvedimento “anti-povertà” che dovrebbe rivoluzionare lo stato sociale degli italiani indigenti. In verità, il suo nome era circolato durante la formazione del governo come potenziale ministro del Lavoro, ma poi Di Maio aveva deciso diversamente volendolo al suo fianco come consigliere economico, in grado di gestire la complessa macchina del reddito di cittadinanza.

Nato in Calabria nel 1975, docente di Politica Economica a Roma Tre, il prof. Tridico è stato una decina di giorni fa a Catanzaro per illustrare, con la senatrice Gelsomina Silva Vono, il provvedimento del reddito di cittadinanza, spiegandone i meccanismi e le modalità di realizzazione, nel corso di diversi incontri. nel suo nuovo ruolo di commissario prima e di presidente poi, dovrà occuparsene in prima persona, col vantaggio di conoscere già a fondo le problematiche che, inevitabilmente, emergeranno quando (se e quando) il provvedimento entrerà nella fase esecutiva. Secondo Tridico «Grazie alla nostra misura almeno 1 milione di persone che attualmente non cercano lavoro ma sarebbero disponibili a lavorare (i cosiddetti ‘inattivi’ e scoraggiati) verranno spinti alla ricerca del lavoro attraverso l’iscrizione ai Centri per l’Impiego e andranno così ad aumentare il tasso di partecipazione della forza lavoro»

Pasquale Tridico
Pasquale Tridico: sarà il presidente dell’INPS

Strenuo sostenitore dell’articolo 18 e del salario minimo orario, il prof. Pasquale Tridico è un ottimo conoscitore della materia lavoro, ma è probabilmente a digiuno delle dinamiche interne all’Istituto di previdenza, quindi dovrà dedicare molto impegno a studiare i meccanismi di applicazione da parte dell’INPS non solo del reddito di cittadinanza ma anche della cosiddetta quota 100. È, comunque, fuori discussione la preparazione e la competenza in materia economica che avrà modo di far notare ed apprezzare.

È il classico figlio di Calabria, emigrante intellettuale, che dopo gli studi superiori (liceo scientifico a Cariati) dalla Sila Greca di Scala Coeli è andato a studiare fuori (a Roma) e dopo la laurea ha saputo – come tanti altri calabresi – costruirsi una carriere di grande prestigio. Ha studiato alla Sapienza Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, conseguendo poi anche il master in Economia e Relazioni Internazionali, sempre alla Sapienza, prima di conseguire un prestigioso master in Economia in Inghilterra. Una carriera dove l’impegno, la competenza, la serietà, sono state il marcatore costante. Dal 2015 è titolare di Economia a Roma Tre. La Calabria può essere orgogliosa: ancora una volta un suo figlio ha saputo dimostrare di cosa sono capaci i suoi giovani, purtroppo fuori della terra che li ha visti nascere. Auguri, professore! (s)

L’intervento a Catanzaro il 9 febbraio scorso:

 

 

Ecco il curriculum pubblicato online del prof. Pasquale Tridico:

  • Professore Ordinario in Politica Economica, Dipartimento di Economia, Università Roma Tre (abilitazione dal 2013)
  • Professore Associato in Politica Economica (2015-2018), Dipartimento di Economia, Università Roma Tre
  • Ricercatore in Economia Politica (2009-2014), Dipartimento di Economia, Università Roma Tre
  • Dal 2018: Direttore del Centro di Ricerca di Eccellenza Jean Monnet “Labour, Welfare and Social Rights”
  • Dal 2016: Coordinatore della Laurea Magistrale Mercato del lavoro, relazioni industriali e sistemi di welfare
  • Direttore (2013-2018) del Master “Human Development and Food Security”
  • Dal 2013: Jean Monnet Chair in European Economic Studies
  • Dal 2012: Segretario Generale dell’Associazione accademica europea EAEPE (eletto)
  • Fulbright Scholar, New York University, 2010-11
  • Dottorato di ricerca in Economia Politica (2004), Università Roma Tre, Dipartimento di Economia
  • Marie Curie Fellow, Sussex University, 2002-2003
  • Insegnamenti: Economia del lavoroPolitica EconomicaEconomic Growth and Welfare Systems, Development Economics (Master HDFS)