Fermo pesca obbligatorio, il Comitato Pescatori Calabria: Regione ci tuteli

Salvatore Martilotti, presidente del Comitato Pescatori Calabria, è intervenuto in merito al decreto sul fermo pesca, che prevede l’arresto temporareo e obbligatorio da Brindisi a Reggio Calabria per i motopescherecci autorizzati alla pesca con attrezzi tipo “reti a strascico a divergenti (OTB) e simili dal 4 settembre.

«Il blocco delle attività di pesca terminerà il 3 ottobre – ha spiegato Martilotti – mentre per il tirreno calabrese è dal 1° al 31 ottobre. Inoltre, è prevista “L’interruzione temporanea obbligatoria aggiuntiva” che per la Gsa 19, per i battelli pari o inferiori ai 18 metri, è di 66 giorni, invece per quelli superiori è di 61 giorni, mentre nella Gsa 10 sono 35 e 45 giornate. E come spesso viene comunicato “burocraticamente” le giornate aggiuntive obbligatorie sono effettuate “nel rispetto delle limitazioni di cui alla vigente normativa unionale” che sembrano penalizzare la Gsa 19 ionica. Infatti, se sommiamo le giornate di fermo pesca a quelle aggiuntive, a tutti i sabato e domenica con i giorni festivi dell’intero anno obbligatori e comprendendo anche i giorni di cattivo tempo, complessivamente le giornate lavorative per un’impresa di pesca sono in media intorno alle 145 sui 365 giorni dell’anno».

«Pertanto, una domanda sorge spontanea – ha continuato –: può un’impresa di pesca con queste poche giornate lavorative nell’intero anno essere competitiva e, soprattutto, produrre utili? Purtroppo, queste scelte incoraggiano l’uscita dal settore. Infatti, i ricavi diminuiscono, i costi operativi aumentano in maniera esponenziale e così gli utili spariscono con il risultato finale di un bilancio annuale di un’impresa di pesca in perdita e di conseguenza in tanti decidono l’uscita dal settore con la riduzione della flotta da pesca e con gli equipaggi che vanno ad ingrossare l’esercito dei senza lavoro. Invece, è di tutt’altro avviso ad oggi la risposta “burocratica” di Bruxelles: la decisione assunta dall’Unione europea è il risultato della ricerca scientifica applicata condotta nelle varie Gsa».

«Allora come si fa ad individuare un punto di equilibrio fra ambiente, risorse disponibili e sostenibilità economica e sociale? – si è chiesto –. Si può frenare l’uscita dal settore? In questa fase delicata è possibile meglio razionalizzare programmi e interventi ma, per Salvatore Martilotti, è determinante il ruolo della Regione per tutelare i pescatori e le imprese di pesca a Bruxelles, a Roma e, in particolare, in Calabria. Perché non si coinvolgono, preventivamente, le imprese di pesca e i pescatori convocando, magari, la “Consulta regionale della pesca” prevista dalla L.R. n.27/2004? A tutti ormai è noto che la lunga crisi, prima sanitaria, poi per la guerra in Ucraina, con aumento esponenziale dei costi operativi, che sommati alla “crisi strutturale” che viene da lontano, hanno prodotto il risultato di mettere il settore in ginocchio. E poi, non aver governato il cambiamento in atto con l’ammodernamento, l’innovazione e la diversificazione inter-settoriale per formare una nuova figura professionale in grado di avviare il ricambio generazionale, non ha consentito di cogliere le nuove opportunità occupazionali, in particolare, nell’ambito dell’economia costiera».

«Forse per una gestione abbastanza opinabile degli strumenti Ue, a partire dai Flag? Ma anche non aver attivato e resi operativi gli strumenti di gestione partecipata già normati della Legge regionale di settore (L.R. n. 27/2004) come l’Osservatorio regionale della pesca e la mancanza di politiche a sostegno per non aver  elaborato un “Programma triennale regionale della pesca e dell’acquacoltura” unico e vero strumento di programmazione del settore, dotandolo di una copertura finanziaria adeguata a sostenere progetti di innovazione e modernizzazione del comparto, hanno contribuito ad amplificare la crisi», ha detto ancora.

«Adesso con un settore in forte declino da dove partiamo? – ha concluso –. Oltre che da una diversa gestione degli strumenti messi a disposizione dalla Programmazione Ue 2021/2027, non è più rinviabile, accanto a questi, un forte investimento sulla promozione dell’associazionismo, sulla imprenditoria giovanile e femminile, sulla formazione e la qualificazione professionale per costruire una nuova figura di pescatore che sia in grado di essere protagonista nella gestione del prodotto mediante la filiera corta a partire dal decollo delle Op, ma anche con proposte, programmi e progettualità in grado di tutelare in sede comunitaria e nazionale l’economia ittica calabrese». (rcz)

Saccomanno (Lega): Intervenire per tutelare pesca e acquacultura

Il commissario della Lega, Giacomo Saccomanno, ha ribadito la necessità di un intervento immediato per arginare l’emergenza del caro gasolio, che ha messo in difficoltà il settore della pesca e dell’acquacultura italiane.

«Per noi – ha spiegato Saccomanno – è prioritaria la difesa di un comparto fondamentale per l’economia italiana, il 2,9% del valore aggiunto del settore primario in Italia. È ormai evidente la necessità di un ministero efficiente per la sburocratizzazione degli iter amministrativi, con progetti a lungo termine. La modifica dei regolamenti europei è primaria nella tabella di marcia. Il pescato italiano deve essere valorizzato contro una concorrenza sleale del prodotto estero, spesso di bassa qualità e dubbia freschezza».

«Servono incentivi – ha concluso – per ammodernare la nostra marineria con programma di demolizione che prediliga le vecchie imbarcazioni. Vanno rimodulati i canoni demaniali marittimi contro l’attuale tassa, voluta da Pd e M5S, aumentata del 700% rispetto alla precedente. La Pesca è l’anima dell’Italia e la Lega la tutelerà in ogni modo». (rcz)

Pesca, l’assessore Gallo: Chiesto al Mipaaf attivazione tavolo di crisi

«Insieme a tutte le altre Regioni, abbiamo già schiesto l’attivazione di uno specifico tavolo di crisi: attendiamo a breve la risposta del Mipaaf». È quanto ha dichiarato l’assessore regionale alla Pesca, Gianluca Gallo, al nono seminario nazionale dei Flag.

Un evento, in cui «abbiamo riportato la Calabria al centro delle politiche della pesca» ha evidenziato l’assessore Gallo, dove è stata l’occasione per discutere delle prospettive di rilancio del settore. Ma non solo: si è parlato anche «dei problemi, e in particolare delle conseguenze derivanti dall’invasione dell’Ucraina, con l’aumento dei prezzi delle materie prime, ed in particolare del gasolio».

«Le marinerie sono allo stremo – ha rilevato Gallo –: ho incontrato una delegazione di pescatori impegnati in una protesta pacifica e civile. Ho assicurato l’impegno, specie nel confronto con il Governo e la Ue, dai quali attendiamo misure concrete».

All’incontro era presente anche Eleonora Iavoconi, dirigente del settore Pesca del Mipaaf.

Il tema dell’incontro, rivolto ai 53 FLAG operativi sul territorio nazionale e alle Regioni, ha riguardato i risultati, le prospettive e il valore aggiunto dell’approccio CLLD (la cosiddetta programmazione dal basso) e ha consentito di confrontare le diverse esperienze condividendo le “buone pratiche” da assumere come modello.

I tanti partecipanti provenienti da diverse Regioni Italiane hanno anche fatto il punto sullo stato di attuazione dei Piani di Azione Locali e hanno convenuto sulla condivisione di buone prassi, strategie, programmi e prospettive future.

Tra gli argomenti affrontati, grande risalto è stato dato anche all’attualissimo e urgente tema del caro gasolio che affligge le marinerie di tutta Italia.

«Il Mipaaf – ha affermato l’assessore Gallo – si è impegnato a dare una risposta concreta nel più breve tempo possibile, tenuto conto dei tempi tecnici di approvazione delle azioni previste. Abbiamo anche ottenuto rassicurazioni da parte dei rappresentanti ministeriali nel merito dell’approvazione della rimodulazione finanziaria del PO Feamp, grazie alla quale, fino alla fine del 2023, saranno resi disponibili oltre 5 milioni di euro di risorse a valere sul Fondo europeo per gli Affari marittimi e la Pesca destinati a soddisfare molti fabbisogni espressi dalle marinerie calabresi e ad avviare importanti azioni di tutela dell’ecosistema marino».

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, che ha accolto gli ospiti nella splendida cornice del Castello Ducale.

«Il seminario – ha evidenziato il sindaco –è stata anche l’occasione per gli intervenuti da ogni parte d’Italia di conoscere la più grande marineria della Calabria e alcune realtà produttive della città ad essa legate. Hanno poi potuto ammirare il Codex Purpureus, visitare la storica fabbrica di liquirizia Amarelli e conoscere una parte di Calabria bellissima ma poco conosciuta perché fuori dalle rotte turistiche più battute».

A Corigliano Rossano la conferenza regionale sulla Pesca

Domani pomeriggio, a Corigliano Rossano, dalle 15.30, nella Sala Conferenze dell’Autorità Portuale del Porto di Corigliano, è in programma la Conferenza Regionale sulla Pesca.

L’evento comincerà con la proiezione dei filmati di testimonial e beneficiari, per poi proseguire con l’introduzione di Bruno Zito, referente Adg e Dirigente Settore 5 Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria. Dopo i saluti di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano, relazionano Salvatore Benvenuto, funzionario Pemac III Pesca Mipaaf su Lo stato della Pesca; Giacomo Giovinazzo, Dg Dipartimento Agricoltura Regione Calabria su Feamp – Attuazione in Calabria.

Ancora, Giuseppe Sciarrone, comandante Direzione Marittima Calabria su Il ruolo delle Capitanerie; Silvio Greco, direttore della Stazione Zoologica “A. Dohrn” su Lo stato dei mari calabresi.

A seguire, il dibattito. Conclude Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura. Modera Soave Maria Pansa. (rcz)

Pesca, la marineria della Piana di Gioia Tauro si ferma contro il caro gasolio: Intervengano il Governo e Regione

Domani mattina, alcuni pescherecci sosteranno davanti all’imbocco del Porto di Gioia Tauro per protestare contro il caro carburante, che «sta rendendo impossibile a chi vive di pesca arrivare a fine mese».

Giuseppe Rizzo, segretario di Uiltrasporti Calabria, ha riferito che il sindacato si «affianca a questa giusta protesta pacifica per richiedere con forza e determinazione, un immediato intervento da parte del Governo nazionale e regionale».

«L’’aumento sproporzionato e immotivato del carburante, infatti – ha spiegato – non consente a migliaia di lavoratori di poter garantire i bisogni quotidiani alle proprie famiglie. I lavoratori non possono e non vogliono aumentare il prezzo del pescato per una serie di motivi, tra cui il rischio concreto che lo stesso rimanga invenduto. Questa protesta, unitamente alle altre che stanno interessando tutto il territorio nazionale vuole riportare su questa delicata problematica l’attenzione del Governo nazionale, affinché vengano ricercate e trovate, con prontezza, le giuste soluzioni alla problematica legata al caro gasolio».

«La Uiltrasporti, nel ribadire la propria vicinanza ai lavoratori del settore – ha concluso Rizzo – chiede un intervento immediato al presidente della Regione, Roberto Occhiuto che, da sempre, ha dimostrato massima attenzione e piena disponibilità nell’affrontare le problematiche dei lavoratori. Come Uiltrasporti, infine, vigileremo su questa protesta e saremo pronti a dire la nostra sulle soluzioni che saranno ricercate per garantire l’intero sistema produttivo, compreso l’indotto».

All’appello a un intervento per questa situazione di crisi arriva anche dal consigliere comunale di San Ferdinando, Gianluca Gaetano, che ha ricordato come «quello della pesca è un settore trainante per molte economie locali, ed è basato su prestazioni lavorative estremamente faticose e usuranti».

«In segno di rispetto per questi lavoratori – ha aggiunto – che consentono a molti comparti economici di disporre di prodotti di qualità, rivolgiamo agli organi di governo un appello affinché adotti tempestivamente tutte le misure utili a superare le difficoltà del settore, per restituire ai pescatori quella serenità di vita che è condizione essenziale per la crescita armoniosa dell’economia e della società».

«Ci affianchiamo alla protesta degli armatori e dei marinai – ha proseguito – che, di fronte all’impossibilità conseguire i frutti della propria fatica per fattori esterni e spesso ingiustificati, hanno deciso di far sentire la loro voce in modo deciso con uno sciopero per rappresentare la gravità della situazione e l’urgenza di misure correttive o compensative. Siamo e saremo al fianco di queste persone che praticano la nobile arte della pesca e consentono, con la loro silenziosa operosità, l’approvvigionamento alle famiglie e ai ristoratori di quei prodotti ittici che sono un elemento essenziale e prestigioso della nostra dieta mediterranea».

«Il nostro pensiero va in particolare alla flotta sanferdinandese che, tra impiego diretto e indotto – ha concluso – occupa circa 100 persone cui corrispondono altrettante famiglie che non meritano di vivere, senza alcuna responsabilità,  l’incubo della disoccupazione e della difficoltà economica». (rrc)

Gallo: Chiesto al ministero rimodulazione del piano Feamp

L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha reso noto di aver chiesto al Ministero delle Politiche agricole una rimodulazione del piano finanziario del Feamp, per consentire l’erogazione di ulteriori somme per i  ristori covid di cui sono beneficiari i pescatori.

La Regione Calabria, infatti, tramite l’assessorato all’Agricoltura e Risorse agroalimentari, ha già provveduto ad erogare tutte le somme precedentemente stanziate sul Fondo europeo per gli Affari marittimi e la pesca (Feamp), mediante l’emanazione di un bando con cui sono stati finanziati un centinaio di beneficiari, costretti al fermo pesca nel periodo tra il 1° febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020, per una prima tranche fino alla concorrenza delle risorse finanziarie disponibili. 

Pertanto, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha sollecitato una risposta tempestiva da parte del Governo che prescinda da tale complessiva valutazione, tenuto conto che la Calabria dispone delle risorse da trasferire sul capitolo dei ristori da Covid-19 ed attende già da due mesi un riscontro.

Pertanto, non appena sarà approvata la rimodulazione finanziaria da parte del Ministero, la Regione è pronta a fare la sua parte in quanto gli uffici del settore Pesca saranno in grado di erogare le somme in tempi brevi.

PRESERVARE LA PESCA NEL MEDITERRANEO
LE ORGANIZZAZIONI CONTRO DECISIONI UE

Bisogna salvare la pesca nel Mediterraneo. È l’appello lanciato dalla Organizzazioni Imprenditoriali e delle Organizzazioni dei Lavoratori dei settori – composto per l’Italia da Agci Agrital, Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare, Federpesca, Coldiretti Impresa Pesca, Unci Agroalimentare, Ue.Coop, Unicoop – ai ministri della Pesca di Francia, Italia e Spagna, chiedendo di non sostenere la proposta della Commissione Europea per le possibilità della pesca per il 2022.

Quello che chiedono le Organizzazioni, infatti, è che i rispettivi Governi concedano più tempo alla pesca nel Mediterraneo, valutando gli impatti delle misure già attuate sulle risorse, «sopratutto sul settore, sostenendolo attraverso misure di accompagnamento».

Per il presidente di Unci Agroalimentare, Gennaro Scornamiglio, che ha ribadito di aver sempre sostenuto le ragioni dei nostri pescatori «il regolamento west med si sta rilevando nella sua spettacolare forma anti socioeconomica e nella non sostenibilità sociale».

«Il fattore pesca – ha evidenziato – non è l’unico elemento concorrente alla ripresa ecologica del mare anzi, i nostri pescatori che stanno ripulendo il mare dai rifiuti antropologici sono i primi a volere il loro luogo di lavoro salubre e riproduttivo, al fine di un rilancio serio del settore e contro le lobby dei venditori di pescato esteri, e sostenere il vero pescato fresco di filiera Italia».

La Ue, infatti, ha adottato la proposta che «promuove la gestione sostenibile degli stock ittici nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero, rispetta gli impegni politici assunti nelle dichiarazioni MedFish4Ever e di Sofia e tiene fede all’obiettivo ambizioso della Commissione di conseguire una pesca sostenibile in questi due bacini marittimi, in linea con la strategia della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) per il 2030 adottata di recente».

Come dichiarato dal Commissario Ue per l’Ambiente,  gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius, «Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero – riporta il sito Greenreport.it – siamo ancora lontani dal raggiungere livelli di sostenibilità e sono necessari ulteriori sforzi per raggiungere questo obiettivo. La proposta che presentiamo oggi sulla pesca in questi due bacini marittimi si basa, quindi, integralmente sui pareri scientifici».

Come riportato da Greenreport.it, «per il Mare Adriatico la proposta della Commissione attua il piano di gestione pluriennale della CGPM per gli stock demersali nel Mediterraneo con l’obiettivo di conseguire la sostenibilità di tali stock entro il 2026 attraverso una riduzione dello sforzo di pesca. La proposta odierna comprende anche svariate misure di gestione per gli stock di anguilla, corallo rosso, lampuga, occhialone e gambero rosa mediterraneo nel Mar Ionio, nel Mar di Levante e nel Canale di Sicilia, in linea con le decisioni della CGPM».

«La proposta di oggi – si legge – attua, inoltre, il piano di gestione pluriennale per gli stock demersali nel Mediterraneo occidentale nell’intento di ridurre ulteriormente la pesca, sulla base dei pareri scientifici. La Commissione Ue ha detto che “Questa parte della proposta sarà completata non appena, quest’anno, saranno disponibili i pareri scientifici pertinenti. L’obiettivo finale è raggiungere, entro il 1o gennaio 2025, il rendimento massimo sostenibile (MSY), vale a dire la quantità massima di pesce che i pescatori possono prelevare dal mare senza compromettere la rigenerazione e la produttività futura dello stock”».

Per le organizzazioni, tuttavia, «l’ostinata applicazione del piano di gestione pluriennale nel Mediterraneo occidentale, che ha già ridotto l’attività di pesca con reti a strascico del 17,5% negli ultimi due anni (superando in realtà il 20%) accompagnata da nuove misure tecniche, porta la maggior parte delle imprese al di sotto del punto di pareggio. A fronte di ulteriori riduzioni, potranno solo fermare e sbarcare gli equipaggi, con gravi conseguenze su tutta la filiera e sulla filiera».

L’Organizzazione, infatti, ha ricordato come «il settore Pesca del Mediterraneo applica, di propria iniziativa e da anni, misure di sostenibilità, ricercando sempre la collaborazione e il sostegno delle Amministrazioni responsabili e degli scienziati, ed esprime la volontà di continuare a collaborare in una gestione che permetta di garantire la sostenibilità del risorsa e, anche, della pesca professionale e di tutte le attività connesse che da essa dipendono».

«Le sottoscritte Organizzazioni – si legge in una nota – ricordano inoltre i notevoli sforzi compiuti per applicare le misure del piano di gestione (riduzione dello sforzo di pesca dei pescherecci da traino, chiusure spazio-temporali). Ci sono anche incoraggianti primi segnali di ripresa degli stock ittici. Ad esempio, le chiusure spazio-temporali attuate nel Golfo del Leone, abbinate ad un’iniziale riduzione dello sforzo di pesca dei pescherecci da traino del 10%, hanno dimostrato la loro efficacia con una diminuzione delle catture di novellame fino di nasello al 55% realizzata nel 2020 rispetto alla media del periodo 2015-2017, per un obiettivo iniziale del 20%. Risultati positivi si osservano anche per le chiusure spazio-temporali intorno alle coste italiane». (rrm)

 

Pesca, in arrivo ristori da covid-19 per oltre 695 mila euro

È in arrivo, grazie al Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca, un sostegno per oltre 695 mila euro per i pescatori calabresi, fortemente penalizzati dalla pandemia.

Sono stati pubblicati e resi disponibili sul portale istituzionale www.regione.calabria.it gli elenchi definivi del bando pubblico per la selezione delle domande a valere sulla misura 1.33 par. 1 lett. d) “Arresto temporaneo dell’attività di pesca (per emergenza Covid-19)”, valido per l’annualità 2021.

«Già prima dell’estate – ha ricordato l’assessore regionale alle Politiche agroalimentari, Gianluca Gallo – si era deciso di attivare questa misura, per far fronte alle difficoltà economiche patite dagli operatori di uno dei più importanti comparti produttivi calabresi a seguito dei ripetuti arresti delle attività lavorative indotti dalle ondate pandemiche, nello specifico con riferimento al periodo ricompreso tra il 1° febbraio ed il 31 dicembre 2020. Con la pubblicazione della graduatoria definitiva gli interessati potranno ora ricevere aiuti utili a compensare, almeno in parte, le perdite subite dal settore, sostenere l’attività dei pescatori calabresi ed arginare le conseguenze della crisi dei mercati ittici».

In particolare, dagli esiti del lavoro del gruppo di valutazione costituito nei mesi passati dal dipartimento Agricoltura, oltre che sulla base delle verifiche effettuate dalle Capitanerie di Porto e dall’Inps, sono risultate essere 109 le domande ammesse a finanziamento, destinatarie di ristori – finanziati con risorse Ue – per un importo complessivo pari a 500.000 euro per l’anno 2021, mentre altri 195.479,72 euro arriveranno in riferimento all’annualità 2022, implementate con risorse ulteriori e aggiuntive, già richieste e oggetto di una procedura autorizzativa da parte del Mipaaf, in relazione al piano finanziario del programma operativo Feamp Calabria 2014/2020. (rcz)

Dalla Regione 1 milione di euro per porti e ripari di pesca

«La Regione intende sostenere, con particolare attenzione, la filiera ittica, segmento fondamentale per l’economia dell’intero territorio, promuovendo la competitività delle Pmi del settore» è quanto ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Gianluca Gallo, in merito al bando Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e ripari di pesca, che ha una dotazione finanziaria di un milione di euro ed è rivolto a enti pubblici e autorità portuali.

«Per questo – ha aggiunto – finanzieremo al 100% investimenti volti a migliorare le infrastrutture preesistenti dei porti di pesca, delle sale per la vendita all’asta, dei siti di sbarco e dei ripari di pesca, incluso quanto occorrente per la raccolta di scarti e rifiuti marini, con l’obiettivo di migliorare la qualità, il controllo e la tracciabilità dei prodotti sbarcati, accrescere l’efficienza energetica, diminuire l’impatto ambientale e migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro».

«A questo proposito – ha concluso Gallo – è stato stabilito di premiare, attraverso i criteri di selezione, le operazioni volte ad attuare, nell’ambito della stessa domanda di sostegno, il maggior numero di interventi fra quelli previsti dalla misura».

L’ammontare massimo del contributo pubblico concedibile per singolo progetto è pari a 125mila euro.I progetti ammessi, parzialmente finanziati o non finanziati per assenza di risorse, potranno beneficiare delle risorse rinvenienti dalla dotazione del bando, dal piano finanziario e/o da una sua rimodulazione, da economie, rinunce o revoche, fino all’importo massimo di 250mila euro. (rcz)

Sei miliardi dall’Europa per la filiera marittima a sostegno di pesca e acquacoltura

Buone notizie per il comparto marittimo: adottato il nuovo Fondo Europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’ acquacoltura (Feampa). Il pacchetto di sostegno, che ammonta a 6,108 miliardi di euro, servirà a garantire la sopravvivenza dell’ intero settore nell’ottica di una evoluzione sempre più green dell’ economia blu, nell’ intento ulteriore di mettere a punto un regime gestionale capace di assicurare una maggiore capacità resiliente nel caso di eccezionali e imprevedibili crisi economiche.

Come ampiamente prospettato, il Fondo è completamente proteso alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica del settore, nel pieno rispetto dei dettami imposti dalla PCP. Il 30% dello stanziamento totale è destinato al clima”; il 15% al controllo della pesca e la raccolta dei dati per contrastare la pesca illegale; il restante servirà alla gestione vera e propria della pesca, dell’ acquacoltura e delle flotte. La pesca, compresa naturalmente l’ acquacoltura, va sostenuta, modernizzata e innovata; il FEAMPA offre gli strumenti finanziari adeguati per agire in maniera efficace in quei campi fondamentali che costituiscono, alla fine, le quattro priorità che determinano l’ articolazione stessa del Fondo: promozione di una pesca sostenibile; conservazione delle risorse; economia blu; governance internazionale di mari e oceani.

Le condizionalità imposte dalla Commissione europea dettano le linee guida dei progetti che saranno finanziati dal Fondo, i cui iter saranno in ogni caso più snelli e semplificati. Sarà incentivata la presenza dei giovani nel settore; sono previsti contributi per coloro che demoliscono e compensazioni per i pescatori costretti a fermi temporanei; stabiliti sostegni per lavori di ammodernamento e di miglioramento in ottica sostenibile delle prestazioni dei pescherecci.

«L’ ufficializzazione del FEAMPA – ha dichiarato Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale UNCI Agroalimentare – arriva sicuramente al momento giusto: la crisi economica conseguente a quella pandemica, ha messo a dura prova il settore della pesca. È l’ora di ricominciare anche grazie agli importanti strumenti finanziari messi a disposizione dall’Europa. Siamo soddisfatti? Sicuramente si: l’ ambientale e la sostenibilità ecologica delle attività produttive sono temi cari a UNCI Agroalimentare, quindi bene le azioni miranti al sostegno dell’ evoluzione in chiave verde da attuare anche nel settore della pesca; ma nostro obiettivo è anche quella sostenibilità economica che deve essere assicurata ai nostri pescatori. Quindi riteniamo necessario garantire agli operatori la possibilità di intercettare e utilizzare le risorse snellendo quegli iter burocratici eccessivamente lenti che sin qui hanno fortemente condizionato l’ andamento della gestione del settore. Consideriamo positivamente l’ intenzione di promuovere un sistema di condizioni di lavoro più sicure e dignitose per i nostri pescatori: il tema dei diritti dei lavoratori e della condizionalità sociale rappresenta per noi di Unci elemento imprescindibile di ogni iniziativa. Siamo sicuramente favorevoli a quella innovazione che sa tradursi in reddito, competitività e diversificazione. Il FEAMPA assicura incentivi al segmento della trasformazione, della vendita e della commercializzazione: in quest’ottica si inquadra anche la maggior importanza riservata all’ acquacoltura. Più in generale dunque, la nostra speranza è che, anche attraverso l’ utilizzo delle risorse FEAMPA, il settore della pesca e dell’acquacoltura non sia più visto e gestito semplicemente come un settore produttivo ma come un vero e proprio settore di filiera pienamente inserito in un “complesso” e “completo” sistema di filiera agroalimentare destinato a soddisfare il mercato interno e quello estero, e a esaltare il nostro marchio Made in Italy». (ed)