Via libera da Regione a rimodulazione del progetto strategico di alta formazione

Sono ulteriori 21 milioni la somma che la Giunta regionale, guidata dal presidente Roberto Occhiuto, ha stanziato nella rimodulazione del progetto strategico regionale di alta formazione, raggiungendo così l’importo complessivo di 31.625.162,00, destinati agli alloggi universitari. Un’azione fatta per valorizzazione e sviluppare il sistema universitario, l’alta formazione artistica, musicale e coreutica e della ricerca.

Deliberati, poi, sempre su proposta del presidente Occhiuto, due regolamenti regionali.

Uno si riferisce all’organizzazione e al funzionamento dell’Organismo regionale per i controlli di legalità (O.re.co.l.) in attuazione dell’art. 11, comma 8, della legge regionale n. 42/22. Tra le funzioni di O.re.co.l. anche quello di verificare il corretto funzionamento delle strutture amministrative della Giunta regionale, degli enti strumentali e delle società controllate, di vigilare sulla trasparenza e regolarità degli appalti e sulla fase esecutiva dei contratti.

L’altro è il regolamento attraverso il quale si dà concreto avvio al servizio delle guardie ecologiche volontarie, figure introdotte nella legge regionale n. 15/2023 sulle “Aree protette e sistema regionale della biodiversità”. Le guardie ecologiche volontarie nascono dalla necessità di avviare e rendere operativi i servizi di vigilanza ambientale per favorire la formazione di una conoscenza civica di rispetto e di interesse per il patrimonio naturalistico ambientale calabrese.

Su proposta della vicepresidente, Giusi Princi, la Giunta ha anche approvato il Piano strategico di comunicazione per la Programmazione Calabria Fesr Fse+2021-2027. Con questo Piano, la Regione intende adottare un indirizzo comune al fine di promuovere unitariamente le opportunità offerte da Fesr e Fse+, in stretta collaborazione con gli altri fondi della programmazione unitari. Inoltre, si vuole garantire un approccio integrato della comunicazione mediante il coinvolgimento diretto e collaborativo con tutti i soggetti coinvolti (Dipartimenti regionali, enti locali, ecc.) al fine di promuovere un’informazione ampia e trasparente sulle opportunità offerte dalla programmazione 2021-2027.

Deliberato, tra l’altro, sempre su indicazione della vicepresidente Princi, lo schema di protocollo d’intesa di individuazione delle città di Catanzaro, Reggio Calabria e area urbana Cosenza-Rende quali organismi intermedi nell’ambito delle strategie territoriali urbane, con relativa istituzione del tavolo di negoziazione tra regione e città dell’agenda urbana calabrese.

Inoltre, a seguito di una serie di osservazioni che i Gruppi appartamento hanno avanzato rispetto a delle criticità rilevate durante lo svolgimento delle loro attività, la Giunta, su proposta dell’assessore alle politiche sociali, Emma Staine, ha approvato la modifica dello schema di convenzione, tra la Regione Calabria e i Gruppi appartamento, per l’erogazione di servizi socio-assistenziali, riparametrando la quota dedicata al personale uniformandola per tutti i gruppi appartamento.

Infine, su proposta dell’assessore all’agricoltura, Gianluca Gallo, è stata decisa la costituzione del Comitato di sorveglianza del Consorzio di bonifica Sibari-Crati ed è stato nominato il commissario liquidatore. (rcz)

Sinergia tra Coordinamento affido e adozione e Giunta regionale per nuove politiche di Welfare

È stato un incontro in cui sono state affrontate le principali criticità che, finora, «non hanno permesso di potere disporre di un sistema in grado di valorizzazione quel capitale sociale che sono le famiglie e le associazioni che sono disponibili a garantire una accoglienza dei minori attraverso l’affido e l’adozione», quello avvenuto tra la delegazione del Coordinamento regionale Affido e Adozioni e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto e l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Emma Staine.

«Regione e Coordinamento su questi temi devono trovare forme di collaborazione stabili – viene spiegato in una nota – coniugando le competenze istituzionali dell’Ente con quelle valoriali e sociali che le associazioni possono mettere in campo in forza del loro radicamento sul territorio e della loro conoscenza dei bisogni dei minori e delle famiglie vulnerabili».

Il confronto è servito a concordare una agenda comune di lavoro per dare risposta alle richieste che la lettera aperta aveva avanzato alla Regione.

Per il presidente Roberto Occhiuto, Regione e Coordinamento su questi temi devono trovare forme di collaborazione stabili coniugando le competenze istituzionali dell’Ente con quelle valoriali, sociali  che le associazioni possono mettere in campo in forza del loro radicamento nel territorio e della loro conoscenza dei bisogni dei minori e delle famiglie vulnerabili.

L’assessore  Staine ha ribadito l’importanza di questa collaborazione impegnandosi a rafforzare il tavolo tecnico già avviato con il coordinamento,  prevedendo una sua formalizzazione. Il confronto è servito a concordare una agenda comune di lavoro per dare risposta alle richieste che la “lettera aperta” aveva avanzato alla regione. In particolare l’adozione di un atto di recepimento da parte della Giunta Regionale delle linee di indirizzo nazionale per l’affidamento familiare dell’8 febbraio 2024 approvato alla Conferenza Stato-Regioni che prevede l’avvio di un percorso di accompagnamento e di implementazione della collaborazione tra pubblico e privato sociale , gli ambiti territoriali, i Tribunali per i minorenni, le Asp, e la rete famiglie.

Obiettivo immediato è l’attivazione dell’assistenza tecnica e di programmi formativi per gli operatori degli Enti locali e delle Asp che dovranno promuovere i Centri Affido in tutta la regione. Un provvedimento che, per il presidente della Giunta, dovrà essere redatto avvalendosi sia del coordinamento regionale che del Tavolo nazionale dell’affido che ha dichiarato disponibilità a dare un suo contributo. Un secondo impegno assunto è stato quello relativo all’attivazione di un osservatorio regionale sui minori fuori della famiglia,  minori collocati i centri residenziali ed in affido che spesso vengono dimenticati e raggiungono la maggiore età senza prospettive  per il loro futuro.

Il presidente Occhiuto e l’assessora Staine hanno accolto ed apprezzato la disponibilità del Dipartimento Sociologia dell’Unical e del coordinamento affido e adozione a realizzarlo senza oneri per la regione. Anche sui minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio calabrese, il presidente della Giunta e l’assessore  ritengono di strutturare un progetto regionale condiviso con il coordinamento  per la loro accoglienza in famiglie disponibili all’affido in sintonia con quella tradizione di accoglienza che ha visto la Calabria attiva in occasione dei tanti sbarchi che l’hanno coinvolta.

Il Coordinamento, poi, ha chiesto riguardo i minori con patologie e bisogni speciali per i quali manca una rete di neuropsichiatria e di comunità sanitarie riabilitative. Una parte di loro potrebbe trovare accoglienza in affido e in adozione ma, le famiglie disponibili, chiedono un adeguato sostegno e supporto per una scelta impegnativa e difficile. Nel dibattito è emersa anche da parte delle associazioni la preoccupazione su quelli che saranno le ricadute negative della “riforma Cartabia”, che ha un impatto sui Tribunali per i Minorenni; scenario che dovrebbe spingere ulteriormente i diversi attori istituzionali e sociali ad attivare un lavoro di rete con una integrazione tra sociale e sanitario che è sempre di più indispensabile. (rcz)

La Giunta regione prende atto dell’accordo per Sviluppo e Coesione Meloni-Occhiuto

La Giunta regionale, presieduta dal presidente Roberto Occhiuto, ha preso atto dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione della Regione Calabria, sottoscritto lo scorso 16 febbraio a Gioia Tauro dalla presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e dal presidente Occhiuto.

Nel corso della seduta inoltre, su indicazione dell’assessore regionale Emma Staine, sono state deliberate le modifiche all’allegato 1 alla Dgr n.503/2019 nel merito della riorganizzazione dell’assetto istituzione del sistema integrato in materia di servizi e politiche sociali. Lo scopo di quest’ultima modifica, voluta dall’assessore Staine in accordo con il Terzo settore, è quello di migliorare e favorire l’accesso ai servizi socio assistenziali ai soggetti disabili.

Le modifiche apportate, su cui si era già intervenuti in maniera più strutturale il 29 settembre 2023 con la deliberazione n. 512, aumentano in maniera considerevole la possibilità di accesso dei soggetti fragili non autosufficienti in considerazione che, attraverso l’Isee socio sanitario e la soglia di accesso per la compartecipazione alla retta dei servizi determinata in 9.360 euro, gli utenti, che rientrano in detti parametri, potranno fruire dei servizi di assistenza semi residenziale in forma gratuita, consentendo così alle fasce più deboli la possibilità di percorsi riabilitativi sociali a totale carico dell’Ente pubblico.

Congiuntamente, anche per i servizi domiciliari, da erogare a favore di soggetti disabili, è stata prevista la possibilità dell’utilizzo dell’Isee di riferimento per i fruitori dei servizi, quindi con la possibilità dell’utilizzo dell’Isee sociosanitario per i soggetti disabili che diversamente avrebbero dovuto accedere ai servizi tramite quello familiare.

Con queste modifiche la Regione Calabria continua a tracciare il percorso che vede l’utente/cittadino quale centro dei servizi e i servizi quale mezzo per raggiungere lo scopo di supporto, sostegno e accompagnamento alla vita quotidiana dei soggetti fragili.

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore Staine, sottolineando come «diventa ulteriormente chiaro il modello di welfare a cui mi riferisco, e che prende in carico tutte le situazioni di crisi e fragilità».

«Per questo continuiamo a costruire un servizio sociale in continuo dialogo con il Terzo settore e tutti gli Ambiti – ha concluso – che sia attento ai bisogni del territorio e che, soprattutto, porta a compimento gli obiettivi».

Infine, su proposta congiunta dell’assessore al lavoro, Giovanni Calabrese, e dell’assessore all’organizzazione e alle risorse umane, Filippo Pietropaolo, la Giunta ha approvato l’atto d’indirizzo per il trasferimento delle risorse (quantificate dal dipartimento organizzazione e risorse umane previa acquisizione dei dati forniti dall’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro) non ancora utilizzate nel quadro dell’applicazione della Legge n. 15/2022 per finanziare il superamento del precariato, mediante la stabilizzazione con contratto di lavoro a tempo indeterminato e part time al 50%, del personale a tempo determinato in servizio presso la medesima Arpal Calabria e Azienda Calabria lavoro. (rcz)

AFFIDAMENTO, IN CALABRIA UN PROBLEMA
PER I MINORI UNA POLITICA SOCIALE NUOVA

di ANTONIETTA MARIA STRATI –  Infanzia, minori, affidamento: In Calabria il problema è più ampio di quanto si possa immaginare. Nella nostra regione, infatti, come riporta il Gruppo Crc in un rapporto del 2020, il tasso di affidamenti familiari è di 1,2 ogni mille residenti – mentre la media italiana è di 1,5 –, e sono solo l’8,8% i bambini e gli adolescenti stranieri in affidamento. Un dato che, oltre a essere inferiore di 10,1% rispetto alla media italiana, è in diminuzione rispetto al precedente rapporto.

Numeri che preoccupano e che dovrebbero indurre le Istituzioni a fare di più nei confronti di quei minori che, da troppo tempo, vivono nei centri residenziali, «una sorta di limbo in attesa che qualcuno si occupi di loro», come ha denunciato Mario Nasone, presidente del Centro Comunitario Agape.

In Calabria, infatti, c’è un grave ritardo sulle politiche del Welfare e, soprattutto, non è mai stato attivato un Osservatorio regionale  regionale sull’infanzia e l’adolescenza, previsto dalla legge nazionale n. 451 /97.

Secondo i dati di Save The Children, infatti, i tempi di permanenza di un minore in Istituto in Calabria è di quattro anni a fronte di uno a livello nazionale e spesso con l’aumentare dell’età  si passa da un istituto all’altro, ormai difficilmente adottabili, fino ad arrivare a diciotto anni senza potere nemmeno contare sull’assistenza da parte della Regione, praticamente in mezzo alla strada.

Per Nasone, infatti, «se poi hanno delle patologie non hanno praticamente speranza di avere una famiglia. I minori in Calabria sono doppiamente abbandonati, a livello informativo perché non ci sono dati su quanti sono e sulla loro condizione», sottolineando come «sono circa centomila i minori a rischio povertà, almeno cinquecento quelli che vivono fuori della famiglia (a cui aggiungere i tantissimi che vivono in famiglie multiproblematiche che avrebbero bisogno di un affiancamento come le madri sole)  ma non conosciamo la loro condizione, i servizi che sono stati attivati. Soprattutto sono abbandonati perché manca un piano regionale per l’infanzia in grado di intercettare e dare risposte ai loro bisogni correggendo anche alcuni squilibri che vedono zone con più servizi ed altre come la Locride, la Piana di Gioia Tauro sprovvisti».

«Per i  bambini e i ragazzi calabresi che hanno bisogno di accoglienza e di solidarietà non mancano le famiglie disponibili anche per i cosiddetti bambini con bisogni speciali  L’affidamento familiare è una famiglia in più per i bambini e diventa la migliore terapia soprattutto nelle situazioni più gravi», ha detto ancora Nasone.

E proprio di questo se ne è discusso nella giornata di studio in Consiglio regionale nei giorni scorsi, dove diversi attori istituzionali e sociali hanno affrontato il tema dell’affido, un «diritto che in Calabria è ancora negato, soprattutto ai minori più fragili che provengono da nuclei familiari che non sono in grado di provvedere a loro».

Coordinati dal giudice onorario Giuseppe Marino, l’evento è incominciato con Vincenzo Starita, delegato dalla ministra per la famiglia Eugenia Roccella, che ha evidenziato l’importanza della recente sentenza della corte costituzionale che ha indicato nella adozione aperta una opportunità per dare una famiglia a quei minori per i quali i rapporti con la famiglia di origine è bene che siano mantenuti.

Nasone, ribadendo come in Calabria si è troppo indietro sul tema dell’affido, ci sono delle isole più meno felici come quella di Reggio dove Comune ed associazionismo hanno una tradizione positiva fin dagli anni ‘80, ma a livello regionale va rilanciato alla luce delle trasformazioni  sociali perché sono cambiate le famiglie che dovrebbero accogliere; è mutata la domanda di affido, sono intervenuti modifiche  legislative, con i rischi ma, anche, con le opportunità che hanno introdotto. Con l’Assessorato regionale alle politiche sociali è stato avviato un dialogo con le associazione che si auspica possa dare frutto.

Le famiglie «potenzialmente disponibili ci sono ma non vanno lasciate sole, vanno formate ed accompagnate da servizi e dalle associazioni. Con un ruolo importante anche delle Chiese locali che si devono interrogare di più anche su queste sfide», ha detto Nasone.

Del ruolo cruciale delle regioni, sul tema dell’affidato, ha parlato Frida Tonizzo, presidente nazionale di Anfaa –Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie. Queste infatti, assieme ad Enti locali, Tribunali per Minorenni, e Asp, devono recepire le nuove linee guida nazionali sull’affido, prevedendo investimenti in risorse umane e finanziarie,

Tonizzo, inoltre, ha segnalato la necessità, prevista dalle normative, di dare maggiore ascolto alle famiglie e di garantire alle associazioni impegnate un coinvolgimento anche sui progetti di aiuto del minore. Preoccupa, poi, il crollo delle domande di adozioni internazionali, che non deve passare inosservato anzi, servono, per la presidente di Anfaa, degli interventi specifici.

Mirella Schillaci, magistrata del Tribunale per i minorenni di Reggio, ha evidenziato come una effettiva tutela dei diritti dei minori è possibile solo se, nel territorio, si riesce ad attivare una rete di servizi in grado di intercettare i disagi e di prevedere una loro presa in carico.

La referente del comune di Reggio, la psicologa Maria Grazia Marcianò, ha presentato il lavoro svolto per promuovere e favore la scelta dell’affido e dell’adozione, rimarcando l’importanza di instaurare con le famiglie un rapporto fiduciario e di accompagnamento. Con l’assunzione di nuovi assistenti sociali si potrà garantire una maggiore copertura dei bisogni. Per Francesco D’Amato, delegato dall’Asp, è importante che l’azienda sanitaria faccia la propria parte garantendo una integrazione tra gli interventi sociali e sanitari e ha confermato l’impegno della direttrice Lucia Di Furia a implementare, anche sul fronte degli affidi e delle adozioni, gli interventi delle equipe multidisciplinari.

Francesca Mallamaci, per l’ordine professionale degli assistenti sociali, ha rimarcato il ruolo fondamentale di questa figura professionale sia nella segnalazione dei disagi che nella progettazione degli interventi. Per Pasquale Cananzi, della Camera Minorile, l’avvocatura ha un ruolo importante per la formazione di decisioni che siano effettivamente a vantaggio dei minori più che degli adulti e ha auspicato un coinvolgimento maggiore della comunità nelle azioni a loro difesa.

Nella seconda sessione, i lavori sono proseguiti con il confronto tra la  referente del Tribunale per i minori Mirella Schillaci, l’assessore alle politiche sociali Lucia Nucera del comune, le  famiglie affidatarie e le Associazioni Emmaus di Roccella, Giovanni XXIII di don Benzi e Agape.

Tutte hanno chiesto di essere maggiormente sostenuti nel loro percorso e, soprattutto, di prevedere una migliore comunicazione tra gli Enti preposti, in primis Tribunale per i minori e Comuni, in grado di ridurre i tempi di attesa dei provvedimenti che in alcuni casi si allungano  per mesi e anni con gravi pregiudizio per i minori soprattutto di quelli della fascia di età dai 0 ai 6 anni.

Si è parlato, anche, dell’adozione di minori che presentano patologie e disturbi del comportamento. In Calabria, infatti, mancano servizi di neuropsichiatria e strutture specializzate e questo comporta il rischio che le famiglie che accettano di occuparsi di questi minori, siano lasciate da sole.

«Le famiglie potenzialmente disponibili ci sono ma non vanno lasciate sole – ha ribadito Nasone – vanno formate ed accompagnate da servizi e dalle associazioni. Con un ruolo importante anche delle Chiese locali che si devono interrogare di più anche su queste sfide».

Per questo si rende necessaria un’alleanza tra Istituzioni e Reti Associative, per dare una famiglia a ogni minore in Calabria. Questo perché, come ha già detto Mario Nasone, l’esperienza dell’affido «che negli ultimi quaranta anni ha salvato migliaia di bambini dall’abbandono deve continuare in tutto il nostro Paese, soprattutto nelle zone del Mezzogiorno come la Calabria, dove le povertà minorili materiali ed educative sono più diffuse». (ams)

 

Nelle prossime settimane sarà istituito il tavolo tecnico per migliorare la mobilità

L’assessore regionale alle Politiche Sociali e ai Trasporti, Emma Staine, ha reso noto che nelle prossime settimane sarà istituito il tavolo tecnico di lavoro per migliorare la mobilità e l’accessibilità del sistema dei trasporti.

L’annuncio è stato fatto nel corso della seduta della Terza Commissione regionale Sanità, durante la quale si è discusso delle persone con diagnosi dello spettro autistico e delle problematiche che riguardano la totale integrazione, l’erogazione dei servizi socio assistenziali e socio sanitari e il sostegno alle famiglie.

«L’inclusione sociale – ha dichiarato l’assessore Staine – non può non tener conto di un sistema dei trasporti adeguato e snello che garantisca libertà di movimento e la partecipazione attiva alla vita sociale, civile e lavorativa. Dunque, è per me fondamentale rintracciare ogni soluzione possibile per migliorare il servizio di trasporto locale perché, come ripeto da tempo, il mio unico obiettivo è creare nel nostro territorio un sistema di trasporti che consenta a tutti, in particolare alle persone più fragili, la libertà di spostarsi».

Al Tavolo saranno chiamati a partecipare i rappresentanti del mondo della disabilità e tutti gli stakeholder che si occupano dei servizi di trasporto nei diversi contesti territoriali. Si lavorerà per gradi, partendo dall’individuazione e approfondimento delle problematiche nei diversi settori dei trasporti pubblici e privati, fino ad arrivare a soluzioni concrete al fine di garantire un miglioramento dei servizi per le persone con disabilità. (rcz)

L’OPINIONE / Vito Crea: Cosa ci insegna la vicenda del clochard a Bovalino

di VITO CREA – Anche se purtroppo da 10 anni a Bovalino mi sembra di parlare arabo quando affronto tematiche sociali, nelle quali tematiche rientra di diritto, al contrario di quello che scrive qualche pennivendolo locale la vicenda assunta alle cronache regionali e mi auguro non Nazionali, altrimenti ci sarebbe da vergognare per ciò che si è fatto nel passato e si continua imperterriti a fare.

Andiamo con ordine come Associazione ci siamo fatti sempre portabandiera dei diritti sociali che, a Bovalino, vengono continuamente negati. Qualche esempio? Mai dico mai un Tribunale della Repubblica ha emesso un provvedimento di discriminazione nei riguardi di un alunno disabile, nei confronti del Comune di Bovalino! (Ordinanza Tribunale Locri NRG 106/2021).
Mai è stato messo nero su bianco in decine di atti pubblici che i servizi sociali di Bovalino non ha personale e, pertanto, si rivolge all’Ambito Territoriale Sociale con Locri capofila, questo avviene per i PDV e per qualsiasi bisogno socio assistenziale. Apprendiamo dalla intervista televisiva a Rai Tre che il sindaco il 3 gennaio ha telefonato ma ha risolto con la rete (??) dei suoi servizi sociali comunali. Posso nutrire dei dubbi?
I servizi sociali a Bovalino funzionano ad intermittenza o forse io non capisco la funzione di essi? Se la situazione di disagio esiste da giorno 30(con versioni che dicono che lo stesso sventurato era accampato da prima) come mai solo giorno 3? Sarà forse per il clamore mediatico innescato da un coraggioso cittadino che ha postato un video sui social?Accusare di spettacolarizzazione chi ha sollevato il problema è etico ed è etico postare sui social in mutande un povero cristo? Non sono credente ma S. Agostino non ha insegnato nulla?
Come mai la rete si sveglia in ritardo?
Tralasciamo ciò e andiamo avanti: nella stessa intervista a Rai Tre il primo cittadino parla di carestia di fondi degli amministratori.Di grazia cosa sono 90.473,38 euro inviati dallo Stato per le famiglie in stato di disagio del nostro paese, trattenute indebitamente dal 9 agosto 2021?
Vogliamo ritornare sui 34.963,23 € dei fondi Estivi 2020 che gli stessi uffici sociali che oggi si vantano hanno perso con la complicità dell’allora assessore al ramo? (Fortunatamente che si è avuta la coscienza di non delegare nessuno in questo campo, anche se si sono dati incarichi di studio a qualche consigliere che non mi sembra che si vedano i frutti).Vogliamo ritornare sui 31.169,29 € dei fondi dei Campi Estivi 2021 che il Dipartimento della Famiglia con nota 0001045 del 24.02.2022 della Presidenza del Consiglio su esposto della nostra Associazione ha chiesto chiarimenti?A proposito ci volete indicare la reversale di incasso di dette somme oppure devo dedurre che sono gravati sul Bilancio Comunale?
Vogliamo parlare dei 10.988,64 dei Campi estivi del 2022 che un assessore in una intervista radiofonica ha candidamente ammesso che vista l’urgenza sono stati spesi in maniera difforme alle linee guida ministeriali?Vogliamo parlare dei 11.367,87 dei Campi Estivi del 2023?
Questi valorosi Uffici Sociali e l’Amministrazione tutta che cosa vuole dirci dei FSC 2022 comma 449D per gli asili nido e per il trasporto scolastico andati persi? Rispettivamente per €69.058,12 e € 6950.88! Ci erudite sui 13.914.,98 dei fondi incrementali per il trasporto scolastico disabile dei FSC 2023 ?Su questa situazione abbiamo fatto accesso agli atti in quanto si è affermato nel CC del 29.12 che sono stati impegnati ma nessun atto ufficiale è pubblicato ad oggi sull’albo pretorio comunale!
Avete mai sentito parlare di Fondi povertà?Avete una mappatura dei bisogni del territorio?Come mai dal Novembre 2021 non ESISTE più la Garante dei disabili?
Tutto ciò che cosa è un detrattare l’Attuale Amministrazione? No cari signori, è mettere in evidenza l’incapacità Amministrativa in Campo Sociale e penso che, visto i danni causati, l’unica soluzione è dimettervi per il bene delle fasce deboli di Bovalino. (vc)
[Vito Crea è presidente dell’Associazione Adda – Associazione Difesa Diversamente Abili]

L’assessore regionale Staine: Sarà istituito il Fondo per le donne vittime di violenza

L’assessore regionale alle Politiche Sociali, Emma Staine, ha reso noto che «la Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha stabilito di istituire un fondo per le donne vittime di violenza».

Una proposta che è stata avanzata dall’esponente della Giunta regionale, nonché coordinatrice della Commissione e condivisa da tutti gli assessori regionali presenti alla seduta.

L‘assessore Staine, presente all’Expo Aid a Rimini, ha partecipato la notizia al ministro Alessandra Locatelli, già assessore alle Politiche sociali della Lombardia e da sempre attenta alle problematiche delle donne.

«In seguito agli eventi recenti accaduti a Palermo e Caivano, come donna e come rappresentante delle istituzioni – ha dichiarato l’assessore Staine al termine della seduta – ho ritenuto necessario promuovere l’istituzione di un fondo per sostenere le donne vittime di violenza. Un gesto concreto, condiviso con i componenti della Commissione, che sarà di supporto alle vittime che dovranno affrontare spese di natura legale o psicologica per superare il trauma. Inoltre, per tramite del presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga, chiederemo al ministro Eugenia Roccella l’aumento del ‘Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza’ per sostenere le vittime con figli a carico e in difficoltà economica».

L’incremento del Fondo si rende necessario anche al fine di potenziare ulteriormente le attività finanziate dallo stesso, raggiungendo una platea più allargata.

Nelle prossime sedute, la Commissione approverà il documento che sarà elaborato dai tecnici delle Regioni con le specifiche inerenti alla quota di partecipazione, ai criteri di assegnazione e all’utilizzo delle somme. (rrm)

Sclerosi multipla, Commissione Politiche Sociali RC: Fondamentale divulgazione a partire dalle scuole

È fondamentale la divulgazione sulla sclerosi multipla, a cominciare dalle scuole. È quanto è emerso dall’audizione in Commissione “Politiche sociali e della Salute” del Comune di Reggio Calabria del Direttivo provinciale di Aism, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, guidato dalla Presidente Sissi Facciolà.

«Un confronto utile ed istruttivo – lo ha definito il Presidente Carmelo Romeo – un’opportunità per tutti i Commissari di rendersi conto dell’enorme lavoro svolto da questa associazione per dare supporto a persone che soffrono di una patologia gravissima, sulla quale però negli ultimi decenni sono stati compiuti passi in avanti davvero importanti, anche per ciò che riguarda la qualità della vita dei pazienti».

Nel corso dell’incontro la Presidente di Aism Facciolà ha avuto modo di illustrare ai membri della Commissione le tante attività svolte dall’Associazione, che ha la sua sede principale a Palmi, su tutto il territorio provinciale.

«Attività – ha spiegato – che vanno dalla raccolta fondi destinata alla ricerca, agli aspetti legati al sostegno ed al supporto logistico nei confronti dei pazienti e delle loro famiglie». Basti pensare, come ha specificato la stessa presidente, che fino a 20 anni fa, circa l’85% delle persone affette da sclerosi multipla finiva su una sedia a rotelle, mentre oggi solo il 15%. Passi in avanti determinanti dovuti principalmente all’avanzare della ricerca sostenuta proprio dalle iniziative promosse dai volontari sul territorio».

Tra le attività recentemente realizzate dall’Associazione anche una mostra dal titolo I volti di Aism allestita nella Galleria di Palazzo San Giorgio, sede del municipio reggino, e visitabile fino al prossimo 3 settembre. Un percorso espositivo, realizzato con il supporto dei ragazzi del Servizio civile universale, nato con l’obiettivo di far comprendere che, oltre la patologia, c’è sempre la persona al centro, con i suoi interessi, desideri, progetti, obiettivi, e far conoscere il mondo della sclerosi multipla, il volontariato, le persone che con abnegazione dedicano tempo ed energie all’interno dell’associazione.

«L’audizione del Direttivo nella Commissione Politiche Sociali ha registrato l’interesse unanime di tutti i consiglieri – ha affermato Romeo – è nostra intenzione continuare a dare ascolto ed attenzione a tutte le realtà sociali che operano in maniera brillante sul nostro territorio, conseguendo importantissimi risultati sul piano del sostegno alle persone fragili, ai pazienti affetti da gravi patologie ed in generale ai soggetti presi in carico da enti del Terzo settore. Il nostro non è solo un supporto in termini di ascolto, ma intendiamo rappresentare le istanze che ci vengono sottoposte, veicolandole all’interno della comunità, attraverso campagne di sensibilizzazione che possono, come nel caso di Aism, coinvolgere anche il contesto scolastico».

«In questo senso – ha informato ancora Romeo – ci siamo impegnati a dare il nostro sostegno all’attività che l’Associazione sta programmando per il prossimo anno scolastico, ormai alle porte, con l’obiettivo di sensibilizzare bambini e ragazzi sui temi legati alla solidarietà. Conoscere la malattia è certamente il primo passo per poterla combattere, ed in questo senso siamo davvero grati all’attività che l’Associazione svolge sul nostro territorio e ringraziamo l’intero Direttivo per averla rappresentata anche in sede istituzionale». (rrc)

Firmato accordo tra Regione, l’Ens e Mom per inclusione dei bambini sordi nelle scuole

Sostenere la lingua dei segni quale strumento essenziale per abbattere le “barriere comunicative”. È questo l’obiettivo della convenzione che è stata firmata tra l’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Calabria, l’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi Ets Aps (Ens) e la Mom – Nido e Casa dei Bambini Montessori Montalto Uffugo (CS).

La Lis non è una forma abbreviata di italiano, ma una lingua con proprie regole grammaticali, sintattiche, morfologiche e lessicali che, come tutte le lingue, ha un lessico in costante evoluzione e regole che consentono di “segnare” qualsiasi argomento, dal più concreto al più astratto.

«Sono felice – ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali, Emma Staine – di aver messo in contatto queste due realtà e di aver presenziato alla nascita di questo importante progetto. Questo è un esempio positivo del fare rete, quando il welfare diventa realmente strumento di inclusione sociale».

È assolutamente importante fornire strumenti, sin dalla prima infanzia, ai bambini nati sordi o con una sordità acquisita nei primi anni di vita. La lingua parlata e scritta è un processo complesso che richiede anni di terapia logopedica, oltre ad una precoce protesizzazione e ad un lungo e faticoso percorso educativo, per il bimbo e per la sua famiglia.

È peraltro scientificamente dimostrato come il successo scolastico sia maggiore nei ragazzi sordi che acquisiscono la lingua dei segni come prima lingua. Per il bambino sordo, infatti, è fondamentale far propri gli strumenti della comunicazione per garantire il sereno e completo sviluppo socio-affettivo e cognitivo.

La lingua dei segni permette ai piccoli di acquisire rapidamente e naturalmente una lingua con la quale comunicare con l’ambiente e le figure che li circondano, a partire dai genitori, essendo strumento primario di apprendimento di contenuti. (rcz)

Pubblicato avviso per contrastare il caporalato in agricoltura

È stato pubblicato, sul sito della Regione, l’avviso per interventi di outreaching per assistenza, trattamento e riabilitazione a tutela della salute e di promozione dell’inclusione sociale dei migranti nei territori delle Piane di Sibari e di Gioia Tauro.

Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Emma Staine, spiegandone l’obiettivo: «acquisire manifestazioni di interesse da parte delle associazioni del terzo settore e dare così continuità agli interventi complementari al progetto europeo che ha come obiettivo principale il contrasto e il superamento di tutte le forme di grave sfruttamento lavorativo e di grave marginalità e vulnerabilità dei lavoratori migranti presenti sul territorio calabrese. Si tratta di uno step fondamentale per il rispetto della legalità e dei tanti che sostengono, con il loro lavoro, la nostra economia».

Si tratta di un intervento finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per dare continuità all’azione di contrasto al caporalato in agricoltura promossa nell’ambito del progetto ‘Più Su.Pr.Eme’, a sua volta finanziato dalla Commissione Europea, con 706.500,00 di euro.

L’azione ha lo scopo di fornire una prima forma di assistenza e di monitoraggio delle condizioni sanitarie in cui si trovano i migranti che vivono negli insediamenti delle aree a maggiore vocazione agricola della regione e si inserisce nella strategia che la Calabria, insieme alle altre quattro regioni del Sud (Puglia Basilicata, Campania e Sicilia) sta sviluppando per contrastare la pratica dello sfruttamento, contribuendo alla crescita sana di uno dei maggiori settori produttivi della nostra terra. (rcz)