LE ZONE ECONOMICHE SPECIALI DEL SUD
BASTA CHIACCHIERE, SERVONO RISULTATI

di ERCOLE INCALZA – Il Decreto legge 20 giugno 2017 n. 91, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2017 n. 123 e successive modificazioni, nell’ambito degli interventi urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno, ha previsto e disciplinato la possibilità di istituzione delle Zone Economiche Speciali (Zes) all’interno delle quali le imprese già operative o di nuovo insediamento possono beneficiare di agevolazioni fiscali e di semplificazioni amministrative. 

Ho riportato la data e le finalità del provvedimento per stigmatizzare, ancora una volta, i sette anni trascorsi praticamente inseguendo convegni, nominando e rinominando Commissari e non riuscendo però a poter misurare concretamente i risultati che, in sette anni, tali scelte strategiche siano riuscite a garantire. E pochi giorni fa, in particolare il giorno 8 novembre, si è svolto a Napoli un Convegno promosso da Intesa San Paolo. 

In tale occasione Intesa San Paolo ha presentato il nuovo piano di valorizzazione delle Zone Economiche Speciali (Zes) istituite nel Mezzogiorno e delle Zone Logistiche Speciali (Zls in fase di realizzazione nel Centro Nord. Intervenendo al Convegno il Presidente del gruppo Intesa San Paolo Gian Maria Gros Pietro ha ribadito: «il ruolo che Intesa San Paolo sta svolgendo è quello di motore dello sviluppo economico, un ruolo che svolgiamo rispetto a tutte le attività nelle quali si esplicano il saper fare e la capacità innovativa delle imprese italiane. Siamo particolarmente orgogliosi di essere stati l’unico gruppo bancario ad avere creato un centro di studi specificatamente dedicato all’economia del mare e del Mezzogiorno in particolare».

Oltre a Gian Maria Gros Pietro è intervenuto anche il Vice Presidente di Confindustria Vito Grassi che ha precisato: «È una occasione unica per il Mezzogiorno in una fase favorevole in cui cresce il PIL e gli occupati. Confindustria crede nelle Zes e lavora perché siano un sistema». Poi, sempre al Convegno di Napoli, ha parlato il Commissario della Zes Campania Romano che ha ricordato: «Lavoriamo per essere sinergici non in competizione».

Sempre nel Convegno tutti i vari altri interventi hanno precisato che bisogna riconoscere all’ex Presidente del Consiglio Draghi di aver, dopo sette anni, sbloccato la stasi in cui versava il provvedimento varato, come detto all’inizio, oltre sette anni fa e questo sblocco è avvenuto con la nomina degli otto Commissari.

Non metto in dubbio la buona fede e la convinta attenzione del Presidente Gros Pietro per una iniziativa strategica così rilevante per l’intero assetto economico del Paese ed è anche interessante l’impegno assunto sempre dal Presidente del Gruppo Intesa San Paolo nel garantire un plafond di 5 miliardi di euro dedicato agli investimenti produttivi ed alle opere di adeguamento infrastrutturale ed all’avvio di un roadshow internazionale per attrarre capitali dall’estero.

Tuttavia mi chiedo come mai non si sia ancora capito che forse uno dei limiti di tale provvedimento vada ricercato nel numero rilevanti di siti e nella completa assenza di precise strategie mirate al lancio di determinate filiere produttive e, soprattutto, alla misurabile prospettazione di sistemi logistici capaci di garantire l’immediato accesso alle aree mercato di determinati prodotti. In merito al numero di siti molti mesi fa ebbi modo di ricordare che in Sicilia, entro il 2020, sono state istituite due Zes, per un totale di 5.118 ettari in 43 aree dichiarate idonee dalla commissione di valutazione. Cioè nella sola Sicilia ci sono 43 aree elette a Zes, in tutta la Ue le aree interessate da Zes sono solo 91. 

Come anticipato, sempre tanto tempo fa in una mia nota, dovremmo compiere un vero atto di umiltà: imitare le esperienze effettuate dagli altri Paesi della Ue e cercare di imitare quelle Zes realizzate in altri Mezzogiorni di Europa. Sempre molti mesi fa ricordai ancora che il polmone industriale formato dalle provincie di Milano, Piacenza e Novara si configura come Zona Logistica Speciale. 

Sono sicuro che immediatamente le varie realtà locali, le varie Regioni del Mezzogiorno e tra queste la Sicilia da me citata prima ribadiranno che hanno già provveduto a definire e ad avviare concretamente le Zone Economiche Speciali (Zes) e che le Zone Logistiche Speciali (Zls) sono in realtà una parte chiave delle stesse Zes. Ma la grande differenza sta nel fatto che queste iniziative logistiche; questi incentivi alle attività che garantiscono ai polmoni industriali di amplificare al massimo le potenzialità produttive e, soprattutto, le interazioni tra le aree della produzione e quelle dell’accesso ai vari mercati nazionali ed internazionali, sono operative ormai da oltre quattro anni, cioè solo un anno dopo il varo della Legge 205/2017 e a tale proposi rivolsi una serie di interrogativi che riporto di seguito:

  • perché nel retroporto del sistema portuale caratterizzato dai porti di Napoli e Salerno non esistano Zone Logistiche Semplificate; cioè perché la piastra intermodale di Marcianise, lo scalo di Nola, il potenziale interporto di Benevento e le piastre logistiche di Battipaglia ed Eboli non sono state ancora elette a vere Zone logistiche semplificate
  • perché nel retroporto dei tre impianti portuali di Bari, Brindisi e Taranto non sono stati definite Zone Logistiche Semplificate quelle di Bari Lamasinata, Cerignola, Francavilla Fontana, Surbo
  • perché nel retroporto di Gioia Tauro non sono state inserite le Zone Logistiche Semplificate di Nicastro, Corigliano, Castrovillari
  • perché nel retroporto di Palermo e di Augusta non sono state inserite le Zone Logistiche Semplificate di Vittoria, Caltanissetta, Marsala
  • perché nel retroporto di Cagliari non sono state inserite le Zone Logistiche Semplificate di Assemini e di Nuoro


interrogativi che non hanno avuto alcuna risposta e che nel Convegno di Napoli del giorno 9 novembre non sono neppure state oggetto quanto meno di approfondimento critico. Ora ne aggiungo un ulteriore proprio al Gruppo Intesa San Paolo:


  • Come pensa di garantire un plafond di 5 miliardi di euro dedicato agli investimenti produttivi ed alle opere di adeguamento infrastrutturale ed all’avvio di un roadshow internazionale per attrarre capitali dall’estero, quando allo stato si dispone, dopo cinque anni dal varo di un’apposita Legge, solo di ipotesi?

Tocca all’attuale Governo mettere la parola fine alle illusioni mediatiche sulle Zes nel Mezzogiorno ed uscire finalmente da un grave equivoco: disporre solo di promesse e di impegni sistematicamente non rispettati.  (ei)

(Courtesy Il Quotidiano del Sud / L’Altravoce dell’Italia diretto da Roberto Napoletano)                                                           

Il Porto di Gioia Tauro si apre agli studenti con il progetto “Immaginare il Futuro”

Immaginare il futuro è il titolo del progetto di conoscenza, sotto forma di concorso d’idee, che sta coinvolgendo gli studenti di nove  istituti scolastici della Piana di Gioia Tauro, il cui focus è il Porto di Gioia Tauro.

Questo, infatti, è spesso poco noto ai giovani calabresi che immaginano il proprio futuro lontano dai confini regionali, anche perché ignari delle possibili opportunità lavorative offerte in Calabria. A tale proposito, il Rotary Club di Palmi, guidato da Maria Stella Morabito, con il patrocinio dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio e della Camera di Commercio di Reggio Calabria, in collaborazione con il Rotary Club di Gioia Tauro ed il suo presidente Domenico Infantino, e quello di Polistena,  con il presidente Sarilena Stipo, con i club Rotaract ed Interact di Palmi, nel trarre ispirazione dal tema dell’anno rotariano 2022/2023, scelto dal presidente internazionale Jennifer Jones, Imagine Rotary, e mutuato dal governatore del Distretto 2102, Gianni Policastri, ha ideato e promosso il concorso di idee Immaginare il Futuro.

Tra le varie fasi del percorso, rivolto agli studenti calabresi, si sta svolgendo una serie di incontri che vedono il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, recarsi nelle scuole, insieme alla presidenza della Camera di Commercio, con Antonino Tramontana e Patrizia Rodi Morabito, e ad altri rappresentanti di belle e floride realtà economiche calabresi, per lanciare un messaggio di stimolo ai giovani, affinché si proiettino, in un prossimo futuro, nel mondo del lavoro con curiosità e intraprendenza, supportati dalle proprie conoscenze e competenze.

«Abbiamo ispirato questo progetto del Rotary Club di Palmi – ha spiegato il presidente Andrea Agostinelli – perché bisogna partire dalle scuole, dai licei, dalle università e dalla società civile per far conoscere le potenzialità del nostro porto, che è il volano della crescita della Calabria. Dobbiamo incontrare i giovani calabresi per spiegare loro che, anche nella loro regione, esistono realtà positive e costruttive, per le quali poter essere orgogliosi, e intorno a cui poter immaginare la propria vita, con coraggio e voglia di fare impresa».

L’obiettivo è quello di prospettare alle nuove generazioni l’opportunità di un futuro lavorativo in Calabria attraverso la conoscenza della più grande azienda della nostra regione, che si trova a pochi chilometri dalle loro case e che, oltre ai 1200 circa lavoratori diretti, produce un importante indotto lavorativo nel territorio circostante. 

«Il progetto è quello di provare a far guardare con occhi fiduciosi al futuro del territorio in cui operano i club rotariani, – ha aggiunto Maria Stella Morabito – con l’intento di stimolare, attraverso una maggiore conoscenza, la creatività dei ragazzi e favorire un’interazione con le realtà che operano in loco. Il nostro obiettivo è quello di colmare quella mancanza di conoscenza, soprattutto dei nostri giovani, delle realtà economiche della Calabria, prima tra tutte il porto di Gioia Tauro, che non permette loro di fare scelte consapevoli sul proprio futuro».

Nasce, quindi, da questa premessa, la finalità del progetto che si propone di focalizzare l’attenzione sulle potenzialità e sulle risorse soprattutto umane e professionali del territorio. Si punta, quindi, al coinvolgimento dei giovani per fare immaginare loro lo sviluppo dell’economia che ruota attorno al Porto o che da esso può trarre linfa vitale.

All’iniziativa hanno aderito l’Istituto di Istruzione Superiore F. Severi di Gioia Tauro, l’Istituto d’Istruzione Superiore R. Piria di Rosarno, l’Istituto d’Istruzione Superiore Conte Milano di Polistena, il Liceo Statale “G. Rechichi”  e l’Istituto d’Istruzione Superiore Renda di Polistena, il Liceo Ginnasio San Paolo di Oppido Mamertina, l’Istituto d’Istruzione Superiore Gemelli Careri di Oppido-Taurianova, il Liceo Scientifico “Guerrisi” di Cittanova e l’Istituto d’Istruzione Superiore Einaudi – Alvaro di Palmi. L’iniziativa si concluderà con la presentazione di progetti di idee, che ruotano intorno allo sviluppo presente e futuro del porto di Gioia Tauro, da parte degli studenti degli Istituti scolastici che hanno aderito al concorso di idee, che saranno valutati da un’apposita commissione con la premiazione dei primi tre classificati.  (rrc)

Al via la formazione per i lavoratori iscritti alla Gioia Tauro Port Agency

Sarà avviata la formazione professionale per gli iscritti nell’elenco dell’Agenzia portuale di Gioia Tauro, che sarà finanziato con i fondi del Pnrr.

L’accordo è stato raggiunto nel corso di una riunione che si è tenuta nei locali dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, guidata dal presidente Andrea Agostinelli.

Con questo corso, quindi, gli iscritti all’Agenzia portuale che acquisiranno, così, le competenze idonee a rispondere alle diverse richieste di lavoro che proverranno da ogni ambito del cluster portuale di Gioia Tauro. 

Alla presenza dei dirigenti della Regione Calabria, Cosimo Cuomo e Giampiero Elia, dei responsabili del Centro per l’Impiego Area Sud della Calabria, Consolata Loddo, Francesca Laganà e Carmela Ornella Mazzù, impegnati nella realizzazione del progetto denominato Programma Goal, la riunione ha registrato anche la presenza dell’amministratore unico della Port Agency, Cinzia Nava, del segretario generale dell’Ente, Pietro Preziosi, e del responsabile del Settore Legale, Simona Scarcella

L’obietto del “Programma Goal” è quello di individuare un mirato percorso formativo da rivolgere a soggetti disoccupati, o comunque che vivono in condizioni di svantaggio sociale, attingendo a finanziamenti appositamente destinati dal Pnrr. 

Si tratta di misure finanziarie, particolarmente importanti, che coinvolgono tutte le regioni d’Italia e, in particolare, in Calabria vedranno impegnate circa 27 mila persone a cui sarà offerta adeguata formazione. 

A tale proposito, i Centri per l’impiego hanno elaborato uno studio finalizzato a verificare i punti di incontro tra la domanda e l’offerta di mercato e, quindi, i settori nei quali è più richiesta la necessità di un percorso formativo di apprendimento specialistico da parte di soggetti inoccupati.

Considerato il caso specifico, legato alla possibilità di formazione e, così, di successiva occupazione nel porto di Gioia Tauro, verranno coinvolti tutti gli iscritti alla Gioia Tauro Port Agency. 

A tale proposito, nel corso della riunione, i rappresentanti dei due Terminalisti del porto di Gioia Tauro, il direttore del personale Alberto Casali e Gabriella Avenoso di MCT, e il responsabile risorse umane Automar, Andrea Maria Romano, accompagnato dai consulenti Vincenzo Barbaro e Daniela Majorana, hanno dato specifiche indicazioni rispetto alle esigenze formative più confacenti alla domanda di lavoro. 

A fine riunione, l’Ente, guidato dal presidente Andrea Agostinelli, ha formalmente inviato richiesta di formazione per tutte le mansioni portuali più importanti, al fine di creare professionalità polivalenti riconosciute a livello regionale. (rrc)

SS 106, l’assessore Dolce: Prossimo mese completata progettazione da Sibari a Catanzaro

La Statale 106 «è una delle priorità». È quanto ha ribadito l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Dolce, a margine dell’incontro organizzato da Unioncamere Calabria sulle infrastrutture, specificando che «stiamo lavorando a stretto contatto con l’Anas, l’Ufficio progettazione di Anas affinché «i progetti vadano avanti rapidamente e sono andati avanti rapidamente».

«Nel prossimo mese – ha annunciato Dolce ai giornalisti – tutta la progettazione della parte a nord di Catanzaro, quindi da Sibari a Catanzaro, sarà completata e portata anche al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. È un grosso risultato, così come un grosso risultato è avere un quadro complessivo di tutta la statale 106 che è stato fatto, quindi avere un’idea di come può poi completarsi la statale 106 anche a sud di Catanzaro».

«Quanto ai tempi, noi abbiamo come prima attività il tratto Crotone-Cutro, che – ha proseguito Dolce – è già  stato finanziato come progetto bandiera, e sarà il primo a partire e ad essere sottoposto all’esame del Consiglio superiore dei lavori pubblici, e poi a seguire ci sono le altre. Una volta che c’è la progettazione pronta, saremo in grado di intercettare i finanziamenti che saranno disponibili nel prossimo futuro, speriamo che ce ne siano».

«Questo, ovviamente – ha rilevato – non dipende da noi: noi stiamo facendo anche un grosso lavoro per ottenere finanziamenti per portare avanti questa opera fondamentale, adesso vediamo con il nuovo governo. È chiaro che stiamo parlando di un’arteria che va da Taranto a Reggio Calabria. Fino a Sibari, con il Megalotto 3 ci siamo arrivati con le quattro corsie, vogliamo arrivare a Reggio Calabria: e su questo stiamo facendo uno sforzo».

L’assessore, poi, ha spiegato che non è solo la Statale 106 a essere al centro dell’azione della Giunta Occhiuto: ci sono anche le infrastrutture fondamentali, l’alta velocità, la ferrovia jonica e i porti. E, proprio sui porti, Dolce si è soffermato sul Porto di Gioia Tauro, ribadendo che «è un’eccellenza dal punto di vista del trasbordo» e che «deve trasformarsi o evolversi come un porto che sia capace di accogliere merci e trasportarle via ferrovia e via gomma nel resto d’Italia e in Europa».

«Su questo ci stiamo impegnando tanto, le Ferrovie stanno sviluppando il gateway – ha spiegato – e già sono partiti diversi treni per le varie destinazioni come Padova e Bologna. Quindi, l’impegno della Giunta Occhiuto e mio personale è quello di realizzare queste opere che sono in parte già progettate o in corso di progettazione avanzata, perché poi il problema della Calabria è riuscire a mettere a terra e realizzare le opere».

«Ci sono interessi diversi – ha concluso – a volte anche contrastanti, interessi locali che magari vanno contro l’interesse generale, e questi interessi – ha rilevato l’assessore regionale – devono trovare una sintesi e una sinergia rispetto agli interessi regionali e poi anche nazionali».

Agostinelli: «Prossime priorità rigassificatore e ampliamento della linea ferroviaria»

Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Jonio, si è detto «favorevole al rigassificatore dentro il porto di Gioia Tauro».

Agostinelli, che ha partecipato al dibattito di Unioncamere Calabria, ha evidenziato che «c’è un progetto già praticamente approvato presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici, prevede un accosto esterno al porto di Gioia Tauro, e una condotta, una pipe line che corre periferica ai terminal per andare nelle aree retroportuali».

«Ci interessa molto – ha spiegato – per il discorso della piastra del freddo, che ci vede condividere questo obiettivo con il governo regionale attuale. Stiamo sistemando delle aree portuali anche per accogliere questa piastra del freddo: sono lavori compresi nel Pnrr, 10 milioni di euro che stiamo progettando, è in piedi la progettazione definitiva».

«Le priorità che abbiamo raggiunto è il gateway ferroviario – ha evidenziato ancora – perché una volta tanto non parliamo di infrastrutture che devono venire ma di infrastrutture già perfettamente realizzate, collaudate e funzionanti. Le prossime priorità sono il rigassificatore e l’ampliamento e il rafforzamento della linea ferroviaria per regalare anche l’alta capacità al porto di Gioia Tauro».

«In questo momento – ha detto Agostinelli – con la politica regionale c’è una perfetta sintonia di visioni, proprio sul rigassificatore la pensiamo esattamente allo stesso modo. Quanto ai collegamenti ferroviari, non dipende dalla politica regionale ma dal Pnrr, da quanto Rfi sarà in grado di progettare e realizzare sulle dorsali tirrenica a jonica per dare l’alta capacità in uscita e in entrata al porto di Gioia Tauro».

«Il porto di Gioia Tauro è l’11esimo Porto del Mediterraneo, in crescita. Anche quest’anno sfioreremo i tre milioni e mezzo di contenitori», ha ricordato Agostinelli, aggiungendo che il Porto può significare il rilancio non solo della Calabria ma dell’intero Meridione».

«Lavorando giorno per giorno – ha concluso – abbiamo coscienza di tanti problemi, da quelli dell’organizzazione del lavoro portuale, alla sicurezza, alla legalità: sono principi che non ci devono abbandonare mai. Il nostro grande problema è la pianificazione delle spese e la programmazione delle spese. Abbiamo delle date limite, come il 2030 per l’elettrificazione delle banchine. Ma non è un problema di fondi, ma di semplificazione di una burocrazia che ci asfissia». (rrm)

Porto di Gioia Tauro, Agostinelli ha incontrato il commissario Zes Romano

Un proficuo incontro si è svolto al Porto di Gioia Tauro, tra il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, e il commissario Zes Calabria, Giuseppe Romano.

Al centro dell’incontro, delle diverse aree, presenti all’interno della delimitazione della Zona economica speciale, con particolare attenzione a quelle collegate agli scali portuali di competenza dell’Ente. 

Nel corso della discussione, il presidente Andrea Agostinelli ha illustrato nel dettaglio le misure programmatiche, messe in campo dall’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, per delineare un maggiore sviluppo delle singole infrastrutture portuali, all’interno di un complessivo quadro di sistema portuale.

L’obiettivo è stato quello di condividere l’acquisizione di ogni elemento utile a identificare le peculiarità dei territori e, quindi, le rispettive opportunità di sviluppo.

In piena sinergia, si è quindi deciso di avviare le pratiche burocratiche affinché si possa stipulare, a breve, un protocollo d’intesa tra l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e il commissario Giuseppe Romano a capo della Zona economica speciale della Calabria, al fine di tracciare le strategie comuni, poste a fondamento di un’efficace collaborazione istituzionale, per dare inizio ad un programma complessivo che possa generare chiare ricadute economico-sociali sull’intero territorio regionale. (rrc)

 

Agostinelli: A Gioia Tauro il Gateway ferroviario realizzato in soli quattro anni una scommessa vinta

«In linea con gli standard europei, siamo riusciti a realizzare un’opera pubblica considerata strategica, completata in soli quattro anni, con una spesa per la parte pubblica di poco più di 19 mln di euro su 20 preventivati». È quanto ha dichiarato Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio alla 25esima edizione di Euromed Convention from Land to Sea di Sorrento.

La manifestazione, organizzata dal Gruppo Grimaldi, riunisce 700 delegati, rappresentanti di enti governativi internazionali e nazionali, rappresentanti dei settori logistico, portuale e marittimo dell’area euromediterranea.  

Nell’ambito della sessione dedicata a “Intermodal Transport in the Mediterranean area: which toolbox for a sound growth?” hanno preso parte Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Ettore Morace, amministratore delegato di Trasmed GLE, Maria Teresa Di Matteo, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Damia Calveti Valera, presidente dell’Autorità portuale di Barcellona, Francesco Di Sarcina, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Orientale, Guido Grimaldi, presidente Alis, e Morena Pivetti, giornalista di Fortune Italia che ha condotto l’incontro. 

Il presidente Agostinelli ha centrato il proprio intervento sul percorso di sviluppo del porto di Gioia Tauro, primo scalo di transhipment italiano, sempre più indirizzato verso la piena intermodalità. Nell’evidenziare la crescita dei volumi, tra gennaio e settembre sono stati movimentati oltre 2,6 milioni di teus, Agostinelli ha illustrato lo sviluppo intermodale del porto grazie ai quotidiani collegamenti con gli hub intermodali di Bari, Nola, Padova e Bologna. 

«Si tratta – ha dichiarato Agostinelli – di risultati importanti che vedono il nostro porto inserito nelle tratte che uniscono le principali e più trafficate linee internazionali dei traffici, da e per il Far East, per poi trovare a Gioia Tauro anche piena connessione intermodale».

Il Gateway ferroviario di Gioia Tauro, infatti, occupa una superficie di 325 mila metri quadrati, con una lunghezza complessiva dei nuovi binari pari a 3,825 metri ed aste da 825 metri ciascuna, che consentono di fare partire convogli di lunghezza pari a 750 metri, lo standard internazionale di competitività del cargo ferroviario. La sua gestione è a capo del Consorzio composto da Medcenter Container Terminal, Medway Italia e Medlog Italia, individuato dall’Ente tramite gara pubblica.

«Senza alcun dubbio, – ha precisato Agostinelli – il gateway rappresenta l’elemento che, più di altri, configura il porto di Gioia Tauro come porto gateway e non solo di transhipment. Nei primi sette mesi di quest’anno, il transito in porto ha registrato 423 treni, con una previsione di 900 convogli in un anno.  Si tratta di un risultato importante che determinerà, tramite avviso pubblico, l’individuazione del gestore unico di manovra». 

Nel 2023 il numero di treni in arrivo e in partenza dovrebbe aumentare. A tale proposito è stato interessato Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Mercitalia Logistics, affinché assicuri l’ulteriore transito di treni nel prossimo anno.

«Abbiamo ricevuto, in tal senso, assicurazioni che Gioia Tauro sarà uno dei principali obiettivi dell’Azienda, nel percorso di crescita della quota di merci trasportata su treno. Una scelta che va nella stessa direzione del memorandum, sottoscritto di recente tra il Gruppo FS e Msc, per favorire la sinergia tra trasporto marittimo e ferroviario, in un’ottica di maggiore efficienza e più sostenibilità».   

A sostegno dello sviluppo intermodale del porto di Gioia Tauro, e così della sua ulteriore crescita, Agostinelli ha individuato anche la scelta del terminalista Automar Spa, che gestisce il trasbordo delle autovetture nello scalo calabrese.

«Con lungimiranza – ha spiegato – si è dotato di una propria asta ferroviaria, per permettere ai treni di giungere direttamente nell’area interna alla propria concessione. Nonostante, infatti, la crisi del settore, che vede l’Azienza, partecipata al 40% da Grimaldi, lavorare in regime di cassa integrazione al 25%, non è venuta meno la sua ferma volontà di credere nella prospettiva di Gioia Tauro e di continuare ad investire nello scalo calabrese. Si è così dotata di una asta autonoma per ricevere, via treno, le autovetture, realizzate dal marchio Stellantis, che attraverso Gioia Tauro raggiungono il mercato internazionale. Sono molto orgoglioso, quindi, di poter dichiarare che Gioia Tauro non è più solo un porto container ma anche automotive». 

Per Agostinelli, il cammino a supporto dell’incremento dei traffici intermodali dello scalo calabrese è segnato anche dalla strategica attenzione che, recentemente, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha riservato al porto di Gioia Tauro attraverso la realizzazione del cosiddetto “fast corridor”.

«Si tratta di una nuova e importante infrastruttura digitale, realizzata lungo la tratta ferroviaria di 1000 km tra lo scalo portuale di Gioia Tauro e l’interporto di Bologna. In questo modo si rafforza ulteriormente la nostra leadership a livello italiano e nel Mediterraneo, in quanto si permette alle merci di arrivare a destinazione in modo rapido e controllato. Grazie al “corridoio digitale veloce” si avrà la possibilità di trasferire la merce di origine extra Ue, in entrata in Italia attraverso il porto di Gioia Tauro, direttamente nell’hub intermodale di Bologna dove saranno effettuare le pratiche di sdoganamento».

«Saranno, così, evitati eventuali ritardi causati da colli di bottiglia generati dalla congestione delle banchine portuali delle procedure doganali. Per noi è motivo di grande orgoglio – ha concluso Agostinelli – perché quello di Gioia Tauro è il primo fast corridor che interessa un porto del Mezzogiorno ed è il più lungo finora mai attivato».

Tra gli altri elementi strategici che puntano allo sviluppo intermodale, Agostinelli ha evidenziato anche l’interesse di Anas, che realizzerà il nuovo raccordo autostradale di Gioia Tauro, collegato direttamente al porto, finanziato dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.  (rrm)

Gioia Tauro sempre più leader nei trasporti: arriva Fast Corridor

Si chiama fast corridor: è la nuova e importante infrastruttura digitale, realizzata lungo la tratta ferroviaria di 1000 km che si sviluppa tra lo scalo portuale di Gioia Tauro e l’interporto di Bologna. È un’iniziativa che rafforza ulteriormente la leadership del porto calabrese a livello italiano e nel Mediterraneo, in quanto permette alla merce di arrivare a destinazione in modo rapido e controllato. 

Grazie al “corridoio digitale veloce” si avrà la possibilità di trasferire la merce di origine extra Ue, in entrata in Italia attraverso il porto di Gioia Tauro, direttamente nell’hub intermodale di Bologna dove saranno effettuare le pratiche di sdoganamento. Saranno, così, evitati eventuali ritardi causati da colli di bottiglia generati dalla congestione delle banchine portuali delle procedure doganali.

Quello di Gioia Tauro è un accordo particolarmente rilevante, perché è il primo fast corridor che interessa un porto del Mezzogiorno ed è il più lungo finora mai attivato. Ad oggi, sul territorio nazionale sono attivi 22 fast corridor, 15 ferroviari e 7 su strada, coprono una rete di oltre 5mila chilometri e movimentano circa 20mila container all’ anno. Tutti nelle regioni del Nord, coinvolgono i porti di Genova, La Spezia e Ravenna con i terminal interni di Rivalta Scrivia, Melzo, Padova, Rubiera, Marzaglia e Bologna. Ora si aggiunge lo scalo portuale calabrese.

In linea con gli standard europei, il gateway ferroviario di Gioia Tauro è stato realizzato dall’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, che lo ha progettato, costruito e collaudato. Si tratta di un’opera pubblica considerata strategica, realizzata in soli quattro anni, con una spesa per la parte pubblica di poco più di 19 mln di euro su 20 preventivati, che offre un asset da sempre mancante nel porto calabrese. Occupa una superficie di 325 mila metri quadrati, con una lunghezza complessiva dei nuovi binari pari a 3.825 metri ed aste da 825 metri ciascuna, che consentono di fare partire convogli di lunghezza pari a 750 metri. 

Oggi, collegato agli hub intermodali di Nola, Bari, Bologna e Padova gestisce, tra arrivi e partenze, nove coppie di treni al giorno. Con lo sguardo ai dati statistici, nel primo semestre del 2022 sono stati registrati 423 convogli, con una stima previsionale di 900 treni a fine anno. Si tratta di un risultato importante che determinerà, tramite avviso pubblico, l’individuazione del gestore unico di manovra. 

Come da cronoprogramma, nel 2023, il numero di treni in arrivo e in partenza nello scalo di Gioia Tauro avrà un ulteriore aumento, che amplificherà il ruolo dello scalo calabrese da piattaforma di transhipment ad hub intermodale, in linea con le politiche perseguite dal Governo nella promozione del trasporto delle merci con modalità più sostenibili. 

Ad opera dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che a Gioia Tauro è guidata da Giorgio Pugliese, l’attuale operazione è frutto, anche, di una strategica sinergia che ha visto coinvolti la società Medlog Italia, gestore del viaggio e di proprietà del gruppo Msc di Gianluigi Aponte. Dal gateway ferroviario, realizzato dall’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, guidata da Andrea Agostinelli, parte la tratta ferroviaria che termina presso il nodo logistico di destinazione della società Terminali Italia, del Gruppo FS che, a Gioia Tauro, è altresì coinvolta nello sviluppo del collegamento tra il nodo ferroviario interno al porto e la stazione nazionale di Rosarno. 

Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, ha espresso grande soddisfazione per l’attenzione che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, guidata dal professor Marcello Minenna, ha riservato allo scalo calabrese, attraverso la realizzazione del cosiddetto fast corridor. 

Intermodalità Porto di Gioia Tauro, Automar spa si dota della propria asta ferroviaria

Il termalista Automar Spa che gestisce il trasbordo delle autovetture nello scalo calabrese, si è dotato di una propria asta ferroviaria, per permettere ai treni di giungere direttamente nell’area interna alla propria concessione. 

Così, l’ultimo miglio della piena intermodalità del porto di Gioia Tauro è compiuto, con l’ingresso del primo convoglio ferroviario, carico di furgoni, si inaugura la piena infrastrutturazione del porto, completamente collegato al mercato interno.  

Si tratta, infatti, di un’infrastruttura considerata indispensabile da Automar, che riceve via treno le autovetture, realizzate dal marchio Stellantis, che attraverso Gioia Tauro raggiungono il mercato internazionale. 

Nonostante, infatti, la crisi del settore, che vede l’Azienza, partecipata al 40% da Grimaldi, lavorare in regime di cassa integrazione al 25%, non è venuta meno la sua ferma volontà di continuare ad investire nello scalo calabrese. 

È stato un lavoro di squadra, portato avanti anche da RFI e dall’azienda Ventura, che hanno chiuso il cantiere in tempi record. 

Allo stesso tempo, dotandosi di una propria infrastruttura ferroviaria, Automar ha così reso libera l’area, datale in uso da MedCenter Terminal Container che ora potrà agevolmente riutilizzarla e procedere alla sua manutenzione. 

Per il porto di Gioia Tauro si tratta di un percorso importante di sviluppo verso la sua piena intermodalità, che vedrà giungere un programmato numero di treni nel corso delle prossime settimane. 

Ma per chiudere il cerchio della fattiva collaborazione tra pubblico e privato, e al fine di garantire un’ulteriore efficienza delle operazioni ferroviarie dello scalo portuale, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, lancia l’invito a RFI affinché possa completare celermente i lavori di elettrificazione e manutenzione del raccordo ferroviario di San Ferdinando, che collega lo scalo alla rete nazionale di Rosarno. (rrc)

MEZZOGIORNO, STRATEGIA FALLIMENTARE
TOLGONO AL SUD PER LE REGIONI RICCHE

di GIOVANNI MOLLICA – Negli ultimi giorni, Calabria.live, ha ospitato una perfetta rappresentazione dell’incapacità di questo Governo di comprendere l’urgenza di cambiare la pluridecennale e fallimentare strategia adottata per interrompere il degrado sociale ed economico dell’estremo Sud e la perdita di competitività del Paese.

Lo spunto iniziale è venuto dall’articolo nel quale Roberto Di Maria stigmatizzava lo spreco di denaro pubblico derivante dal velleitario tentativo di ristrutturare la Logistica del glorioso porto di Genova, al fine di renderlo competitivo con gli scali del Mare del Nord.

Gli addetti ai lavori non condizionati da interessi diretti sanno bene che la Lanterna ha ormai ben poco da offrire al Paese. 

Doveroso modernizzarne le dotazioni, ma aspettarsi che possa produrre ricchezza analoga a quella di altre realtà mediterranee e anseatiche è una pericolosa illusione. O uno studiato inganno. Serve solo a togliere risorse a Gioia Tauro, Augusta e Taranto che rappresentano il vero futuro del Paese.

A tale riflessione si sono contrapposte le dichiarazioni del Ministro Giovannini che, al Meeting di Rimini, ha ribadito la validità del modello di portualità nazionale fondato sugli scali liguri e dell’Alto Adriatico. 

L’ottusa protervia del Ministro nel sostenere un’idea di sviluppo vecchia e ampiamente fallita non è passata inosservata: sia il direttore di Calabria.live, Santo Strati, che il segretario della Uiltrasporti Calabria, Giuseppe Rizzo, hanno contestato con durezza le parole di un ministro che mostra di ignorare il ruolo della Logistica nel mondo globalizzato, ma anche temi come la coesione nazionale e la Questione meridionale. 

Il che è ancora più grave. Triste dimostrazione della totale e acritica adesione alla stantia teoria del trickle down (gocciolamento) che concentra sulla parte ricca del Paese più risorse possibili nella convinzione che anche la parte povera, in qualche modo, ne trarrà beneficio. Quel “Put the money where the mouth is” (metti i soldi dove c’è la bocca) di thatcheriana memoria, espressione di un’iniqua cultura ultra liberista che tante ingiustizie ha causato nel mondo. Respinta da leader come Xi Jinping e Biden e in contrasto con le direttive europee sulla politica di coesione per uno sviluppo sostenibile, equilibrato e inclusivo. 

È veramente incomprensibile come Draghi, europeista per antonomasia, accetti senza reagire esternazioni che contraddicono platealmente il suo meritorio impegno. 

Spiace anche il prudente silenzio elettorale della Cgil e, soprattutto, della Cisl il cui segretario confederale, Luigi Sbarra, da calabrese, avrebbe dovuto reagire di fronte a quest’ennesima mortificazione dell’estremo Sud. 

Alle suddette denunce si è aggiunto – il 28 agosto, sempre su Calabria.live –  l’articolo di Pietro Spirito che, dando al tema un’interpretazione ancora più ampia, ha deplorato l’inadeguatezza del governo e delle forze politiche nell’affrontare un tema che determinerà gli assetti economici planetari dei prossimi decenni. 

Una mancanza di attenzione figlia di una visione della Logistica a trazione settentrionale sostenuta da forze politiche inadatte a guidare il Paese intero.

A questa situazione quasi disperata, si aggiungono i limiti della classe politica meridionale che, invece di coalizzarsi verso obiettivi comuni – neanche il leader di partito più ignorante può oggi credere che la Logistica e le sue derivazioni possano essere concepite su scala locale e non su modelli sovraregionali se non euromediterranei –, preferisce tentare di arraffare un consenso locale fragile quanto transitorio.

Sul quali moderne teorie di Economia dei Trasporti – e/o realtà di consolidato successo -, il ministro basi le sue balorde ricette non è dato sapere. Certo è che è ignora sprezzantemente l’autorevolissima schiera di tecnici, economisti ed esperti che hanno elaborato e continuano a divulgare solidi programmi neo meridionalisti che, oltre a uno sviluppo equilibrato e sostenibile, favoriscono quella coesione che, incredibilmente, sembra essere il meno importante obiettivo dei governi italiani.

È ormai evidente che avere Giovannini come interlocutore è assolutamente inutile. Resta la speranza di suscitare l’attenzione del Premier, ultima dea per un Meridione il cui voto potrebbe dare risultati inattesi. 

Come nel 2018. Se ciò accadesse, si può essere sicuri che alcuni partiti accuseranno i cittadini del Sud di “avere sbagliato a votare”. (gmo)

Porti di Gioia Tauro, d’Ippolito (IC): No al campanilismo elettoralistico

Il deputato di Impegno CivicoGiuseppe d’Ippolito, ha ribadito che «il Porto di Gioia Tauro è un’eccellenza della Calabria, per la sua organizzazione e gestione, per l’imponente movimento delle merci e per lo sviluppo straordinario che ha avuto negli ultimi anni».

Per d’Ippolito, infatti, «il porto di Gioia Tauro non corre alcun pericolo, soprattutto perché sta dimostrando di essere infrastruttura strategica per la Calabria, il Mezzogiorno e l’intero Paese. Il ministro Giovannini, che è un tecnico, ha espresso delle posizioni personali. Non bisogna dimenticare che la politica, me compreso, ha prodotto fatti concreti, decidendo di investire ingenti risorse e di realizzare interventi fondamentali per la crescita della struttura portuale di Gioia Tauro, anche con l’alta velocità ferroviaria per il trasporto delle merci lungo la linea adriatica».

«Come rappresentanti parlamentari della Calabria – ha concluso D’Ippolito – dobbiamo continuare il lavoro intrapreso, nella piena consapevolezza che i campanilismi elettoralistici non servono a nessuno e che il porto di Gioia Tauro è centrale per l’economia calabrese, l’occupazione, l’indotto e la lotta alla criminalità organizzata, che prospera nei territori poveri e privi di lavoro e, al contrario, perde ossigeno e forza laddove, come nell’area portuale in questione, esiste indubbia capacità che genera progresso collettivo». (rp)