Al Porto di Gioia Tauro sarà realizzata nuova banchina per navi Ro.ro e ro-pax

Al Porto di Gioia Tauro sarà realizzato un dente di attracco lungo la banchina lato nord al servizio delle navi RoRo e Ro-Pax. Ciò è stato possibile all’approvazione, da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dell’adeguamento tecnico funzionale al Piano regolatore del porto di Gioia Tauro che prevede, anche, la ristrutturazione della banchina nel tratto E.

L’Adeguamento tecnico funzionale al piano regolatore del porto di Gioia Tauro è stato redatto nel rispetto dell’assetto urbanistico locale, che non viene alterato, e definisce interventi che non determinano alcun impatto ambientale di rilievo. 

All’interno dell’ATF sono state definite alcune modifiche non sostanziali che, per la loro natura, non comportano “variante” al Piano regolatore portuale ma che incidono sul perseguimento di specifici obiettivi, al fine di ampliare la competitività del porto di Gioia Tauro, adeguandolo alle nuove richieste di mercato e così alle nuove esigenze di navigazione e alle mutate dimensioni della flotta globale.

In particolare, l’intervento si è reso necessario in quanto, attualmente, la banchina destinata all’attracco delle navi RoRo è dotata di tre scivoli di 25 metri di lunghezza, che non sono più idonei alle dimensioni delle navi RoRo e Ro-Pax di ultima generazione, che scalano il porto di Gioia Tauro. 

I lavori previsti sono, quindi, finalizzati a consentire una piena funzionalità allo scalo portuale, garantendone tempi più celeri delle attività portuali e condizioni di sicurezza maggiori nelle operazioni di trasbordo delle autovetture, lungo il Terminal gestito da Automar. 

Nello specifico, i lavori punteranno ad adeguare le dimensioni degli scivoli posti lungo la banchina, al servizio dei portelloni delle navi RoRo e Ro-Pax, dagli attuali 25 metri ai 35 in modo tale da agevolare le attività di imbarco e sbarco delle autovetture. 

Nel contempo, sarà altresì realizzato un nuovo dente di attracco con una banchina a giorno fondata su pali della lunghezza di 35 metri. (rrc)

 

Speranza (FI): Intercettare i flussi del Porto di Gioia Tauro per favorire la crescita del territorio

La candidata in consiglio comunale e coordinatrice di Forza Italia giovani Gioia Tauro, nella lista di Forza Italia della candidata Sindaco Scarcella, Domenica Speranza, ha ribadito la necessità di «intercettare i flussi del Porto di Gioia Tauro per favorire la crescita del territorio».

«Porto e logistica sostengono la struttura portante, ma la nostra idea si allarga a macchia d’olio puntando su un modello di crescita di economia del mare che, attraverso lo scalo, si estenda nel territorio», ha proseguito Speranza, ricordando come «il porto di Gioia Tauro rappresenta un asset di crescita e sviluppo sempre più strategico e la connessione tra tutti gli attori coinvolti deve essere sempre più forte: per farlo, coinvolgeremo i tanti operatori gioiesi del settore, per trasformare Gioia Tauro in una meta sempre più attrattiva ed accogliente». (rrc)

Il presidente Agostinelli incontra gli studenti del Classico di Palmi e dello Scientifico di Cittanova

Nell’ambito del progetto del Rotary Club di Palmi, dal titolo Creare speranza oggi, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, ha incontrato gli studenti dell’IIS Einaudi Alvaro di Palmi e del Liceo Scientifico Guerrisi di Cittanova.

Il Progetto “Creare speranza oggi” organizzato dal Rotary – Distretto 2102 Italia – Club Palmi, presieduto da Maria Stella Morabito, in collaborazione con il Rotaract Club Palmi, ha visto il coinvolgimento, oltre che dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, anche della Camera di Commercio di Reggio Calabria, di Confindustria Reggio Calabria e dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.  

L’iniziativa rientra, anche, nel programma nazionale di Assoporti “Italian Port Days – Opening port life and culture to people” che punta ad “aprire” gli scali portuali italiani, nello stesso periodo, ad eventi, incontri e visite per informare e avvicinare le popolazioni alla vita e alla cultura portuale. 

In particolare, a Gioia Tauro, il progetto del Rotary Club Palmi si è posto l’obiettivo di prospettare alle nuove generazioni l’opportunità di un futuro lavorativo in Calabria attraverso la conoscenza della più grande azienda della regione, che offre lavoro, tra diretti e indotto, ad oltre 4000 persone. 

Per focalizzare l’attenzione sulle potenzialità e sulle risorse, soprattutto umane e professionali del territorio, il progetto ha visto il coinvolgimento, tra gli altri, dell’imprenditore Pippo Callipo, titolate dell’azienda “Giacinto Callipo Conserve Alimentari spa”, che all’interno del porto di Gioia Tauro ha realizzato un proprio stabilimento per la ricezione del tonno dagli oceani Indiano, Pacifico e Atlantico.

Nel corso della mattinata, il presidente Andrea Agostinelli ha illustrato agli studenti l’importante infrastrutturazione dello scalo portuale di Gioia Tauro, primo porto di transhipment d’Italia e tra i più importanti del bacino del Mediterraneo. 

Si è quindi soffermato sulla capacità del porto di continuare a registrare una sempre maggiore crescita, sia nel terminale contenitori MCT che in quello del trasbordo delle autovetture Automar, dovuta al costante lavoro di investimento, in sinergia tra pubblico e privato, per assicurare le più alti performance produttive richieste dal mercato globale. 

L’attenzione dell’incontro è stata, principalmente rivolta agli aspetti relativi alla legalità, necessari a garantire sicurezza e operatività allo scalo e a chiunque decida di lavorare in questa realtà. Ad illustrarne i particolari è stato il cavaliere Pippo Callipo, cha ha sottolineato quanto per un imprenditore sia fondamentale avere la certezza di poter lavorare in una realtà, come è appunto quella di un porto, senza dover sottostare a logiche poco legali ma, al contrario, consapevole di avere alle spalle una Istituzione pubblica che, insieme alle Forze dell’ordine, assicurino fiducia e così piena produttività. 

Nel rivolgersi agli studenti, Callipo ha ripercorso l’iter burocratico che lo ha visto, inizialmente, impegnato nella richiesta autorizzativa e, successivamente, in tutti gli step della sua attività produttiva interna al porto di Gioia Tauro per evidenziarne la sana gestione. 

L’obiettivo è stato quello di dimostrare, attraverso il racconto di una serie di esempi concreti, quanto sia fondamentale avere la consapevolezza che, anche, in Calabria ci siano le condizioni per poter operare nel pieno rispetto della legalità, che è l’elemento base da cui partire per costruire il proprio futuro.  

Ha, quindi, stimolato gli studenti a credere nelle potenzialità che questo territorio offre a chi lo sceglie per vivere e lavorare onestamente, senza dover necessariamente emigrare.

«In Calabria si può progettare il proprio futuro – ha concluso Callipo – purché si abbia la capacità di scegliere da quale parte stare, consapevoli della vicinanza delle Istituzioni pubbliche» . (rrc)

 

FRONTE DEI PORTI: GENOVA, TANTI MILIONI
AL SUD, PER GIOIA TAURO, POCHI SPICCIOLI

di MASSIMO MASTRUZZO – Le ultimissime vicende che stanno coinvolgendo politici e industriali che gravitano attorno al Porto di Genova, non fanno altro che rimarcare quanto evidentemente non vuole vedere solo chi è palesemente intellettualmente disonesto.

Erano gli anni 90 e, il porto di Gioia Tauro era destinato a diventare il più grande porto di scambio marittimo-ferroviario. C’erano grandi progetti che probabilmente davano fastidio a certe latitudini. Ed infatti l’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti della Repubblica Claudio Burlando (già dirigente di partito del Pci, Pds, Ds, Pd) veniva intercettato mentre si rivolgeva all’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Lorenzo Necci, con queste parole: «Se fai partire un solo treno da Gioia Tauro ti caccio!».

A pensar male si fa peccato, male spesso si indovina, Burlando è stato: Consigliere comunale a Genova dal 1981 al 1993, dove ha ricoperto gli incarichi di assessore ai trasporti dal 1983 al 1985; Vicesindaco dal 1990 al 1992;Sindaco di Genova per 6 mesi, dal 3 dicembre 1992 al 19 maggio 1993; Ministro dei trasporti e della navigazione nel primo governo Prodi dal 1996 al 1998; Presidente della regione Liguria dal 2005 al 2015.

Il 6 Agosto 2015, poi, fu inaugurato il nuovo canale di Suez: il canale che collega il Mar Rosso e il Mediterraneo fu “raddoppiato”. Il progetto, realizzato in tempi da record sotto il governo di Abdel Fattah al Sisi, risultò fin da subito estremamente promettente: ogni giorno il canale poteva essere attraversato da un numero doppio di navi, con un tempo di transito minore e senza più limiti per la grandezza degli scafi.

Il raddoppio del canale di Suez, quindi, non rappresentava semplicemente un’opportunità per l’economia egiziana, ma una vera e propria svolta per tutto il Mediterraneo, che tornava ad essere il centro delle rotte commerciali intercontinentali.

Ad accaparrarsi il titolo di primo porto del Mediterraneo per traffico container fu Algeciras, una città dell’Andalusia di appena 170.000 abitanti. La forza di questa nuova potenza portuale non è la semplice vicinanza con Gibilterra: grazie al giusto investimento dei fondi Europei, la Spagna è riuscita a trasformare una città più piccola di Salerno nel punto di partenza del cosiddetto Corridoio del Mediterraneo, ovvero una linea di grande comunicazione che arriva a Lione per poi proseguire per il centro Europa.

Nel frattempo l’Italia come pensa di cogliere le opportunità offerte dal nuovo canale?

Non lo fa, o meglio, non lo fa prendendo in considerazione i porti più prossimi al canale di Suez: i porti del Sud Italia.

Allora, così come ancora adesso, infatti, i porti di Gioia Tauro e Taranto sono adibiti esclusivamente al trasbordo su altre navi, poiché non dispongono dei collegamenti via terra adeguati alle nuove esigenze commerciali:

la circolazione di treni di almeno 750 metri, a  Napoli  infatti, nessun treno merci supera i 400 metri. E dopo Napoli? Il buio a Mezzogiorno.

Tutti i vari partiti, infatti, hanno governato vedendo come unico porto strategico quello di Genova (che riceve continuamente miliardi), e come nemico giurato quello di Gioia Tauro (che si permette di movimentare 3 milioni di container annui, 900 treni senza neanche un vero interporto) e quasi 200.000 autovetture. Più del cumulato di tutti i porti liguri e con circa un centesimo degli investimenti pubblici rispetto a Genova. 

Nel frattempo, quasi come un anticipo delle odierne inchieste sul porto di Genova, a fine 2022 scoppiava lo scandalo della nuova diga foranea (diga progettata per consentire al Porto di Genova di ospitare in navi più grandi…mentre Gioia Tauro ha già fondali adatti a navi da 20 mila Teu, e Augusta i fondali più profondi del Mediterraneo) con le clamorose dimissioni del Project Manager che ha denunciato costi e tempi reali doppi o tripli rispetto alle stime: “ci vorranno almeno 2 miliardi di euro e 15 anni di lavori”.

Nel frattempo il porto di Gioia Tauro, adibito esclusivamente al trasbordo su altre navi, poiché non dispongono dei collegamenti via terra adeguati, che ha già fondali adatti a navi da 20 mila Teu (ovvero con fondali adatti alle grande navi senza quindi la necessità di dover scavare i fondali marini come a Genova), aspetta quei collegamenti via terra adeguati alle nuove esigenze commerciali. (mm)

Il console del Marocco Naccari ha incontrato il presidente del Porto di Gioia Agostinelli

Il Console onorario del Regno del Marocco per la Regione Calabria, Domenico Naccari, ha incontrato Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Meridionale e Ionio.

All’incontro, svoltosi al Porto di Gioia Tauro, era presente anche il sindaco di Gioia Tauro, Aldo Alessio. Il colloquio che fa seguito a quelli avvenuti a Roma anche presso l’ Ambasciata del Regno del Marocco.

L’Ammiraglio ha evidenziato che il porto di Gioia Tauro rappresenta oggi l’eccellenza della portualità italiana nel Meridione. Si trova nella migliore posizione geostrategica del Mediterraneo. È un porto che non ha subito contraccolpi rispetto alla crisi del Mar Rosso, vista la sua importanza come scalo, a detta di tutti gli armatori di riferimento, di rilievo mondiale. I terminal lavorano egregiamente.
Dal canto suo il Console Naccari ha evidenziato che la scelta di Gioia Tauro come sede consolare avente competenza sull’ intero territorio regionale, da parte delle autorità marocchine, deriva proprio dalla rilevanza che oggi il porto  di Gioia Tauro  riveste nel contesto del Mediterraneo e per la numerosissima comunità di cittadini marocchini che vivono e lavorano onestamente nella Piana di Gioia Tauro.  (rrc)

 

Autorità di Sistema Portuale, approvati bilancio consuntivo 2023 e la relazione annuale

Il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha approvato, all’unanimità, il Bilancio Consuntivo relativo all’esercizio 2023 e la collegata Relazione annuale.

Al centro della Relazione il conseguimento degli obiettivi strategici, fissati annualmente dal Ministero delle Infrastrutture, che l’Ente, nel corso del 2023, ha raggiunto al 100 percento. Tra le pieghe dei due documenti, è stata infatti evidenziata la positività della gestione attraverso alcuni elementi che ne definiscono la ponderatezza con cui è stato amministrato l’Ente.

Quale risultato dell’accertamento del Consuntivo 2023, tra i vari elementi, è stato rilevato: il rispetto dei limiti di spesa, per come previsto dalla normativa vigente in materia, la riscossione in conto competenza di oltre il 95,3% dei canoni demaniali, nel rapporto tra canoni accertati e incassati, pari a 4,1 milioni di euro, che registra un incremento assoluto del 20% rispetto agli incassi dell’anno precedente, ma anche il pagamento delle fatture con 11 giorni di anticipo dalla scadenza, rispetto ai limiti stabiliti per legge, quale segno di attenzione verso i propri fornitori. 

Nello specifico, dall’analisi del documento finanziario, è stato accertato un avanzo di amministrazione di oltre 127 milioni di euro. Si tratta di somme, in parte, già vincolate alla valorizzazione infrastrutturale degli scali portuali, che ricadono nella propria circoscrizione. A scopo prudenziale, l’Ente ha, inoltre, vincolato 17 milioni di euro a copertura di eventuali spese da affrontare in caso di soccombenza dei contenziosi in essere.

Dall’illustrazione della rendicontazione, l’ammontare delle Entrate, accertate nel corso del 2023, ammonta a circa 63 milioni di euro a fronte dei 74 milioni di euro destinati alle Uscite. Sono stati, complessivamente, riscossi 38 milioni di euro mentre i pagamenti effettuati hanno avuto una consistenza di 31 milioni di euro. Il fondo cassa al 31 dicembre 2023 è di circa 177 milioni di euro. Si tratta di somme liquide importanti, che hanno una chiara destinazione d’uso e sono disponibili per finanziare ulteriori opere infrastrutturali.

L’oculata gestione economica dell’Ente è stata, come ormai da diversi anni, finalizzata anche nel 2023 all’abbattimento delle tasse d’ancoraggio, per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro, da rimborsare alle compagnie di navigazione che attraccano negli scali portuali di competenza dell’Ente, al fine di sostenere la competitività dei propri porti. 

Tra gli altri punti all’ordine del giorno, il parere favorevole espresso all’unanimità dai componenti del Comitato di Gestione all’istanza di concessione marittima nel porto di Corigliano Calabro presentata dall’azienda Nuovo Pignone – Baker Hughes finalizzata alla realizzazione di un impianto industriale di produzione di manufatti di carpenteria metallica, da spedire via mare e destinati ad impianti di compressione ed estrazione di gas.

A conclusione della riunione, il presidente Andrea Agostinelli ha aggiornato i membri del Comitato di Gestione in merito alla vicenda della Gioia Tauro Port Agency, la cui vigenza è scaduta lo scorso 27 aprile, che vede l’Ente impegnato, dallo scorso novembre e in diverse sedi, anche a livello ministeriale, nella trasformazione della stessa in impresa ex art. 17 legge 84/94. 

A tale proposito, il presidente Agostinelli ha informato i presenti intorno alla riunione che il 6 maggio prossimo terrà con la Direzione generale del Ministero delle Infrastrutture per trovare la soluzione più opportuna.

La riunione del Comitato di gestione si è conclusa con il sostegno formale, espresso in favore del presidente Agostinelli, del delegato del Comune di Gioia Tauro e del delegato della Regione Calabria a proseguire nel suo operato, al fine di raggiungere un risultato positivo per il futuro dei 60 lavoratori iscritti nelle liste della Gioia Tauro Port Agency. (rrc)

Il sindaco Falcomatà: Lavoratori Port Agency risorsa irrinunciabile per comunità metropolitana

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, ha espresso sostegno e vicinanza ai lavoratori portuali che rischiano il licenziamento per la mancata trasformazione dell’attuale Port Agency in agenzia portuale, ribadendo come questi siano «una risorsa irrinunciabile per l’intera comunità metropolitana».

«Ognuno di noi sa quanto sia importante, nel nostro territorio – ha evidenziato – tutelare e difendere anche un solo posto di lavoro. Rischiare di veder cancellati, con un colpo di spugna, la professionalità, l’impegno, la dedizione ed i sacrifici di questi lavoratori sarebbe un duro colpo per l’intera comunità metropolitana».

«Unendomi al grido d’allarme lanciato dai sindacati – ha concluso il sindaco Falcomatà – mi rivolgo alle aziende private che operano nell’infrastruttura portuale Gioiese affinché facciano tutto il possibile per evitare un fallimento insopportabile che sarebbe di tutti. Allo stesso modo, faccio mio l’appello lanciato dai rappresentanti dei lavoratori all’Autorità portuale e dal Presidente Andrea Agostinelli, seriamente impegnato per la Port Agency, perché l’agenda politica regionale sia diretta verso ogni azione di competenza finalizzata a sostenere una battaglia per il lavoro, per i lavoratori e per l’intera Calabria». (rrc)

Romano Prodi: Nel libro di Soriero la ricetta per rilanciare Porto di Gioia Tauro nello scenario Euromediterraneo

«Il libro di Giuseppe Soriero indica uno scenario concreto su come si può intervenire per rilanciare il Porto di Gioia Tauro da un lato, inserendolo a pieno titolo nello scenario euromediterraneo dall’altro». È quanto ha dichiarato Romano Prodit, nel corso della presentazione del libro di Giuseppe Soriero, Andata in porto, presentato durante il Festival Euromediterraneo dell’Economia a Napoli.

«Il Mediterraneo è una via molto importante, anche perché – ha spiegato Prodi – lo attraversano circa 150 mila navi all’anno. Ci sono 87 diversi porti, molti al servizio di un piccolo entroterra, ma molti diventati anche di livello mondiale. Il Mediterraneo è molto importante anche dal punto di vista economico, eppure il commercio intra-Mediterraneo è ancora molto scarso, così come le esportazioni europee nel Sud del Mediterraneo».

«E, oggi – ha precisato Prodi – c’è solo commercio ma non ci sono più relazioni. Si è persa l’idea della comunità nel Mediterraneo. La politica cinese ha stabilito tutte le premesse per sostituire l’Europa in questi rapporti. Rimaniamo i maggiori donatori, ma dal punto di vista degli investimenti siamo passo passo sostituiti dalla strategia mediterranea della Cina che conquista pezzi di porti in Grecia e in Egitto».

Il libro è  stato presentato nell’Aula Magna del centro congressi dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, con la partecipazione del Presidente Romano Prodi, dell’Ammiraglio Andrea Agostinelli, Presidente Autorità portuale di Gioia Tauro, di Mario Mattioli, Presidente Federazione del Mare e di Ercole Incalza, manager esperto di economia dei trasporti. Hanno garantito la loro autorevole presenza anche Adriano Giannola, Presidente Svimez, Bruno Discepolo, assessore Regione Campania, Giuseppe Gaeta, direttore dell’Accademia Belle Arti di Napoli  e il Capitano di Vascello Savino Ricco della Direzione Marittima di Napoli.

Il Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, presieduto da Luigi Stanizzi, all’uscita del libro ha immediatamente rimarcato i rilevanti contributi culturali che – generosamente – elargisce l’Architetto Giuseppe Soriero a favore del dibattito nazionale e internazionale. Intanto, è pervenuto anche l’invito al Presidente Prodi da parte del Sindaco di Gioia Tauro di ritornare nel Porto, per una verifica più attenta e dettagliata della situazione in cui si trova l’importante struttura calabrese.

Il libro, che conta l’autorevole prefazione di Romano Prodi e l’introduzione di Nicola Carlone, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, è un documento di grande interesse per una conoscenza dettagliata del porto di Gioia Tauro, leva decisiva per lo sviluppo e la coesione nazionale nel rapporto tra Nord e Sud, proprio mentre è in discussione la funzione e il ruolo dell’Italia nel raccordo tra l’Europa e il Mediterraneo. Il libro descrive minuziosamente le difficoltà della prima fase di avvio ed evidenzia, al contempo, gli attuali rischi nello scenario geopolitico che incombe e che condiziona i traffici marittimi nel Mar Rosso. E, con oltre 3 milioni e mezzo di teus movimentati, lo scalo calabrese è a pieno titolo il “cancello d’Europa nel Mediterraneo”.

Nel 2023 il Porto di Gioia Tauro registra un incremento di teus movimentati di quasi l’8% rispetto al 2022 che, a sua volta, era il 7% in più rispetto al 2021. Il numero dei teus movimentati nel primo trimestre del 2023 è stato di 804.988 mentre nel primo trimestre del 2024 è stato di 939.228.

Anche per quanto riguarda il ‘terminal auto’, i numeri confermano un significativo incremento del traffico, anche grazie all’avvio di nuove rotte dirette da e per Gioia Tauro. Nel solo 2023 un balzo del 38% rispetto al 2022 che, a sua volta, aveva già registrato uno straordinario incremento del 267% rispetto al 2021.

L’intero numero dei veicoli movimentati nel primo trimestre del 2023 è stato di 66.857 mentre nel primo trimestre del 2024 di 54.162. I numeri, comunque sia, evidenziano l’assenza di ripercussioni concrete sui traffici nel primo trimestre del 2024. (rrm)

L’OPINIONE / Giuseppe Rizzo e Natale Spadaro: C’era una volta il Porto di Gioia Tauro

di GIUSEPPE RIZZO E NATALE SPADARO – Dal ministro Burlando alla direttiva Ets, passando per il Ponte dello Stretto. Ancora una volta il porto di Gioia Tauro è costretto a contrastare i pericoli che arrivano dal fuoco amico. Il potere politico degli ultimi trent’anni non è soddisfatto della crescita di Gioia Tauro e, con una certa ciclicità, sferra continui attacchi allo scalo calabrese. È inaccettabile pensare a Gioia Tauro come deposito dei materiali che servano alla costruzione del ponte.

Vorremmo sapere qual è quella mente deviata che pensa di affossare l’economia calabrese illudendola che il ponte porterà dei benefici. Noi non siamo contro la realizzazione del ponte ma certamente faremo le barricate se questo governo non troverà altre soluzioni per lo stoccaggio dei materiali. L’unica certezza oggi è che nello scalo calabrese trovano occupazione oltre 3000 donne e padri di famiglia che, sicuramente, all’inizio dei lavori perderanno il posto di lavoro a vantaggio di un’opera straordinaria di cui si potrà conoscere la data della posa della prima pietra, ma certamente non quella della consegna.

Ormai è storia che lo sviluppo del porto e la professionalità dei lavoratori abbiano dato fastidio a tutti i governi che si sono alternati dalla metà degli anni 90, con continue iniziative mirate solo a danneggiare lo scalo calabrese in favore dei porti del Nord. Ribadiamo ancora una volta che la continua crescita e lo sviluppo del porto calabrese, può trasformare tutto il territorio italiano nel retro porto più grande del mondo.

Inoltre, non possiamo dimenticarci dei 100 lavoratori ricollocati da un recedente esubero, nell’Agenzia del lavoro in attesa di una risposta che il Governo si rifiuta a dare.

La posizione dello scalo gioiese è strategica (anche in questo momento contrassegnato dalle problematiche del Mar Rosso) cosa che lo rende importante concorrente rispetto agli altri porti del Mediterraneo e, sicuramente, non ai porti italiani. Gioia Tauro, il suo porto e la sua area retro portuale, sono il valore aggiunto della portualità italiana. Chiediamo, quindi, che venga immediatamente costituito un osservatorio di controllo permanente, che veda la partecipazione attiva delle parti sociali, affinché non si assista alla chiusura definitiva dello scalo. (gr, ns)

[Giuseppe Rizzo e Natale Spadaro sono rispettivamente segretari di Uil RC e Uiltrasporti Calabria]

GIOIA TAURO: approvato l’adeguamento del Porto

Autorizzato dal Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale dei mari Tirreno Meridionale e Ionio, presieduto dal presidente Andrea Agostinelli e guidato dal segretario generale Alessandro Guerri l’adeguamento tecnico funzionale del Porto di Gioia Tauro.

Il provvedimento è stato varato dopo la relativa adozione decisa all’unanimità dell’ATF (Adeguamento tecnico funzionale) al Piano regolatore del Porto di Gioia Tauro, già approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici con  alcune modifiche non sostanziali che, per la loro natura, non comportano “variante” al Piano regolatore portuale ma che incidono sul perseguimento di specifici obiettivi. In particolare, l’adeguamento tecnico funzionale si è reso necessario per offrire allo scalo portuale una maggiore e uniforme profondità dei fondali lungo l’intero canale, finalizzata ad ampliare la competitività del porto, primo scalo di transhipment d’Italia e tra i principali delle rotte transoceaniche interne al circuito internazionale del Mediterraneo. Attraverso l’adozione dell’ATF si potrà, così, procedere ad avviare i lavori di consolidamento e di approfondimento del canale portuale a 18 metri anche nel tratto A, che ha una lunghezza di 783 metri, nel tratto B (457 metri) e nel tratto C (645 metri), che al momento hanno quota 16 metri.

Approvati anche i Piani d’Impresa che, annualmente, vedono l’Ente impegnato nella verifica dei report presentati dalle imprese portuali chiamate a rispettare il raggiungimento degli obiettivi indicati nei propri piani d’impresa al momento della richiesta di autorizzazione all’esercizio.

È stata, quindi, ratificata all’unanimità la variazione, adottata in via d’urgenza, del Bilancio 2023 che ha adeguato in aumento alcune voci di Entrata e di Spesa. Tra queste, al capitolo Entrate spicca l’aumento di 7 milioni di euro relativo agli introiti derivanti dalle tasse d’ancoraggio, mentre tra le voci di Spesa, in particolare, la destinazione di un plafond di 1,5 milioni di euro al rimborso delle tasse d’ancoraggio, che rappresenta un importante strumento per rendere concorrenziale il porto di Gioia Tauro, soprattutto, alla luce delle direttive europee e della crisi del Mar Rosso.

È stato, inoltre, autorizzato all’unanimità il rilascio di concessione demaniale in ampliamento dell’azienda FOM, nel porto di Corigliano Calabro, per l’uso dello specchio acqueo adiacente il manufatto dell’ex Lega Navale, già in sua concessione, per lo sviluppo della sua attività produttiva di nautica da diporto.

Il presidente Andrea Agostinelli ha evidenziato le linee di programmazione adottate dall’Ente che, nello specifico, hanno determinato il completo banchinamento del porto di Gioia Tauro, al fine di garantire maggiore crescita e competitività allo scalo. Agostinelli si è soffermato sul completamento della banchina di ponente del porto di Gioia Tauro, funzionale alla diversificazione dell’offerta dei servizi portuali offerti, che a breve sarà inaugurata, e agli interventi di approfondimento a 18 metri dell’intero canale portuale.

Agostinelli ha altresì sottolineato, a proposito del porto di Corigliano Calabro, la recente sottoscrizione dell’atto di sottomissione e l’autorizzazione Zes unica alla richiesta della società “Baker Hughes – Nuovo Pignone” per dare inizio ad una grande realtà imprenditoriale nel porto di Corigliano Calabro che assicurerà la rinascita dello scalo e porterà sviluppo ed economia nel territorio della Sibaritide.  (rrc)