Porto di Gioia Tauro, Tallini: confermare ammiraglio Agostinelli alla guida

«Mi appello al Governo perché, in sintonia con la Regione Calabria, confermi alla guida dell’autorità portuale l’ammiraglio Andrea Agostinelli che ha dato prova non solo di competenza, ma anche di equidistanza e autonomia» ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Mimmo Tallini, in occasione della nomina, ormai imminente, del presidente dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro da parte del ministro dei Trasporti, Paola De Micheli.

«Con la gestione dell’ammiraglio Agostinelli – ha proseguito il presidente Tallini – Gioia Tauro ha ripreso a pulsare, registrando un consistente aumento dei volumi, grazie alle nuove politiche del gestore terminalista, Msc del gruppo Aponte, subentrato ad Eurokai. Il gruppo Aponte, che gestisce oltre a tantissimi altri porti anche la società di navigazione, è  un vettore internazionale ha riportato i traffici merci nel porto di Gioia con un incremento nei primi mesi dell’anno del 50%. Sono in tanti, in maniera bipartisan, a riconoscere grandi meriti all’ammiraglio Agostinelli: il riassorbimento di 350 lavoratori reso possibile dall’aumento del traffico, l’impulso dato al progetto del bacino di carenaggio che consentirebbe alle navi di essere riparate e manutentate a Gioia Tauro, lo sblocco, in sinergia con la presidente Santelli e il Ministero delle infrastrutture, del raccordo ferroviario tra il porto e Rosarno che consentirà d incrementare il traffico merci su rotaie».

«Il porto di Gioia Tauro – ha concluso Tallini – rappresenta la più importante scommessa per il futuro della Calabria. Sono convinto che una questione così centrale e strategica debba registrare una convergenza di tutte le forze politiche e non debba prestarsi a forme di occupazione del potere. Così come è fondamentale che attorno al progetto Gioia Tauro ci sia una piena intesa tra il Governo, la Regione, i Comuni su cui insiste questa importantissima infrastruttura del trasporto via mare».

Dello stesso pensiero i parlamentari calabresi, i consiglieri regionali e il coordinamento regionale di Forza Italia che, in una nota congiunta, hanno ribadito come «i quattro anni di gestione dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro da parte del Commissario Andrea Agostinelli hanno segnato un deciso cambio di passo. Il Governo non commetta l’errore di interrompere questo percorso virtuoso».

«L’Ammiraglio Andrea Agostinelli ha, infatti – prosegue la nota – saputo condurre con competenza e passione, un aperto ed efficace confronto con i dipendenti e le rappresentanze sindacali e i risultati di questa illuminata politica di gestione non sono tardati ad arrivare. La nuova governance ha inoltre impresso una svolta in termini di programmi di investimento e di sviluppo. Ne sono esempi plastici l’insediamento delle Gru a cavalletto tra le più grandi al mondo, con un braccio di estensione che copre ben 24 file di containers, e il completamento del Gateway ferroviario. Un risultato storico, raggiunto – dopo vent’anni di vertenze tutte interne alla Regione Calabria – dalla presidente Jole Santelli, in occasione di un importante tavolo sinergico condotto insieme all’Ammiraglio Agostinelli, il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti e i vertici di Rfi, Rete Ferroviaria Italia».  

«Il Porto di Gioia Tauro ha oggi – prosegue la nota – grazie ai risultati raggiunti, la legittima ambizione di diventare ciò per cui era nato e che non è mai riuscito ad essere, ovvero una infrastruttura di rilievo internazionale tecnologicamente all’avanguardia, collegata alla terraferma grazie all’intermodalità, finalmente sbloccata».

«Questo percorso si sta compiendo con apprezzamenti bipartisan – conclude la nota di Forza Italia – e solo una politica inadeguata potrebbe interromperlo o mortificarlo con scelte incomprensibili e unilaterali che, tra l’altro, offendono il principio della meritocrazia».

Anche i parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle, chiedono la riconferma dell’ammiraglio Agostinelli. Una «scelta saggia» secondo i deputati 5 Stelle, «che darebbe un senso di continuità al progetto di rilancio dello scalo messo a punto dal Governo anche grazie al prezioso e insostituibile operato del commissario».

«L’impegno profuso dal dottor Agostinelli – sostengono i parlamentari pentastellati – costituisce, indubbiamente, un tassello fondamentale nella svolta positiva che ha interessato lo scalo gioiese negli ultimi tempi. Per questo motivo è importante andare avanti sulla strada tracciata, nel solco delle iniziative già promosse e dei successi ottenuti». (rrm)

 

Fabrizio Criscuolo nominato nel Comitato Zes

Il dott. Fabrizio Criscuolo, ordinario di Diritto Privato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma “La Sapienza”, è stato nominato rappresentante della Regione nel Comitato di Indirizzo della Zes dal presidente della Regione Calabria, Jole Santelli.

La nota, poi, è stata trasmessa al Commissario Straordinario dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli.

Fabrizio Criscuolo vanta un curriculum di studi, di ricerca e di innumerevoli pubblicazioni scientifiche sull’arbitrato, l’autonomia privata, l’autodisciplina. Il suo nome è fortemente legato agli atenei calabresi, dove ha insegnato. Da legale ha seguito grandi gruppi anche internazionali, si è occupato della privatizzazione e della collocazione in Borsa di numerose aziende.

Esperto di contenzioso arbitrale, oggi viene chiamato a mettere a disposizione la sua alta professionalità nei confronti della ZES di Gioia Tauro. (rrm)

Covid-19: una nave ospedale per l’emergenza.
Il sindaco di Gioia insiste, la Regione dice no

L’idea del sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio di predisporre un ospedale galleggiante al porto di Gioia non piace alla Regione. Il primo cittadino gioiese aveva lanciato una proposta all’armatore Gianluigi Aponte di MSC/Grandi Navi Veloci che si era detto disponibile a concedere, al costo simbolico di un euro per tutta al durata del noleggio, una nave passeggeri, da trasformare in ospedale d’emergenza per fronteggiare l’epidemia da Covid-19. Ma il suo entusiasmo non ha trovato riscontro a Germaneto: in buona sostanza, la proposta non è stata nemmeno presa in considerazione.

Il sindaco, però, insiste e ha mandato una lettera circostanziata alla presidente Jole Santelli e al prefetto di Reggio  Massimo Mariani.

«Lo sviluppo della Pandemia nella nostra Regione – scrive il sindaco Alessio – e l’allarme generalmente avvertito dai cittadini – ben consapevoli dei rischi in un territorio non adeguatamente assistito sul piano sanitario – mi costringono a ritornare sulla proposta di attrezzare nel Porto di Gioia Tauro, una nave ospedale per il miglior contrasto del Covid-19.

«Voglio precisare, peraltro, che in ciò sono confortato dalle adesioni pubbliche di tanti Sindaci calabresi, consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione, esponenti politici prestigiosi come l’on. Angela Napoli, decine di associazioni che meritoriamente operano da tempo nella nostra Piana. Appelli in questo senso sono venuti anche da personalità mediche riconosciute e portatrici di progetti che hanno trovato già adesione – quanto all’intervento medico – di​ tanti ufficiali medici in pensione e di tanti affermati medici di origine calabrese , impegnati con riconosciuta professionalità nel nostro​ Paese e pronti a ritornare in Calabria per dare una mano. Evito di fare specifici riferimenti, atteso che la stampa quotidiana regionale ne ha dato ampio risalto. L’esperienza drammatica di quest’ultimo mese – come Lei ben sa – sta cominciando ad evidenziare errori e sottovalutazioni del rischio che hanno portato​ al collasso sistemi sanitari regionali molto celebrati e​, purtroppo, un numero inaccettabile di morti. La nostra Regione ha avuto, al momento, la fortuna di essere ai margini degli importanti focolai nazionali ma – come ci ricorda giornalmente il Comitato tecnico Scientifico e la Protezione civile – siamo lontanissimi dall’esserne esenti, ed anzi l’acuirsi di situazioni oramai note, ci impone la massima attenzione e prudenza.

«Conosciamo bene l’incertezza e – mi consenta – la confusione finora riscontrata nell’attrezzare adeguati Presidi Ospedalieri in Calabria e nella Piana. È stato, peraltro, già evidenziato il pericolo che i nostri Ospedali, per come organizzati,​ possano diventare pericoloso veicolo per la diffusione del virus, con immediata compromissione del Personale sanitario e parasanitario.​ La scelta della Lombardia di approntare ospedali dedicati (Milano alla Fiera, Bergamo con ospedale degli Alpini..) o della Liguria (nave​ ancorata nel Porto di Genova) fuori dai celebratissimi​ e storici ospedali di quelle città ci deve indurre a considerare anche per​ nostri territori a considerare una soluzione del genere. Purtroppo, al momento, non solo non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione in merito all’impraticabilità della nostra proposta di allestire una nave all’interno del Porto di Gioia Tauro, ma non è stata resa nota nessuna altra ipotesi, come, per esempio, la riapertura e la messa in funzione di reparti Covid-19 presso l’Ospedale di Gioia Tauro o altre strutture ospedaliere cadute in disuso.

Il caso Genova e la soluzione data – quindi verificabile nella positività della proposta – non può pertanto essere esclusa senza una adeguata motivazione. Questa, al momento non è stata data né altra similare soluzione – ad esempio presso uno degli Ospedali chiusi – è stata proposta o anche semplicemente rappresentata per ipotesi dall’Autorità Regionale che – con la Protezione civile – è abilitata a darla.

«Sono pertanto – ed ancora una volta – ad insistere perché sia affrontata la questione con la serietà e l’urgenza che il caso comporta».

Fin qui il sindaco di Gioia Tauro che trova il sostegno del consigliere regionale Giacomo Pietro Crinò (Casa della Libertà).

«Non è da abbandonare definitivamente – dice  Crinò – la proposta lanciata nei giorni scorsi dal sindaco di Gioia Tauro, Aldo Alessio, per una nave-ospedale nel porto calabrese, che darebbe la possibilità di liberare posti letto negli ospedali che sono importantissimi in questa fase e potrebbe ospitare tre diverse categorie di pazienti: coloro che, in uscita dall’ospedale e tecnicamente guariti, avessero bisogno di un periodo in più di degenza per ristabilirsi completamente; le persone colpite in modo lieve dal Coronavirus, che potrebbero restare in isolamento nelle proprie abitazioni ma che, non avendo nessuno ad aiutarli per la spesa o l’approvvigionamento dei farmaci o avendo altre persone in casa che potrebbero essere infettate, optassero per questa possibilità. In più, i pazienti godrebbero del vantaggio di trovarsi in mare e poter respirare iodio e aria umida che favorisce la respirazione. Una idea presa subito al volo – aggiunge Crinò-, dall’armatore Gian Luigi Aponte, patron di MSC, che ha dato immediatamente disponibilità di una sua nave per trasformarla in ospedale. Insomma, si tratta né più e né meno del progetto identico che è già divenuto operativo a Genova e che ancora si fa in tempo a replicare anche in Calabria”. Aggiunge Crinò: “La prima risposta della task force sanitaria regionale non è stata favorevole. Ritengo però che ci siano ancora i presupposti per non fare morire del tutto l’idea. Purtroppo, è sotto ai nostri occhi la situazione calabrese riguardo il progredire dei contagi. Le strutture ospedaliere calabresi rischiano di non reggere le necessità, tra quelle ordinarie e quelle dovute al virus. In pochi giorni, l’ospedale galleggiante potrebbe essere adeguatamente attrezzato e consentire a tutti di guardare con un certo ottimismo alla possibilità di nuovi posti letto in caso di bisogno. Non è il momento più di continuare a fare della sanità solo un calcolo aritmetico, soprattutto in momenti come quelli che stiamo vivendo. Se in altre regioni ciò è stato realizzato, ritengo che sia possibile anche in Calabria. Serve l’impegno fattivo di tutti. Auspico che la task force sanitaria della Regione Calabria, la Protezione Civile e altri attori competenti scendano ad un confronto dialettico, aperto e leale, per addivenire a concretizzare in tempo l’idea del sindaco di Gioia Tauro, ringraziando la MSC per la disponibilità manifestata».

Perché la Regione ha detto no già la scorsa settimana? Secondo quanto riferisce il sindaco Alessio la proposta non sarebbe praticabile perché, secondo la Regione, i posti letto in Calabria sarebbero sufficienti. «Ma oltre il danno, – ha detto Alessio – la beffa: infatti, da quello che percepiamo, l’ospedale di Gioia Tauro, individuato come centro Codiv sarà smantellato di tutti i servizi per evitare eventuali contagi».

E al primo rigetto, lo stesso sindaco aveva replicato con durezza parlando dell’Ospedale di Gioia: «In pratica – un vero e proprio ‘lazzaretto’. Ma anche quella trasformazione procede a rallentatore perché mancherebbero gli autorespiratori e quindi, almeno per adesso non si sarebbe in grado di attuare posti di terapia intensiva e sub intensiva. Ma la cosa che ci allarma e ci preoccupa ancora di più è che l’unico pronto soccorso di tutta la fascia tirrenica, secondo le ultime indicazioni prese dai responsabili sanitari, dovrebbe essere smantellato insieme a tutti quei servizi ordinari che sono essenziali e necessari a servire la popolazione sanitaria dell’intera fascia tirrenica, che ha circa 60 mila abitanti. Coloro che stanno gestendo l’emergenza sanitaria regionale e provinciale, oltre a disattendere le loro stesse determine, cambiano continuamente le loro strategie di intervento sanitario sul territorio, senza avere alcun rapporto istituzionale e nessun confronto con i legittimi rappresentanti delle comunità amministrate». (rrm)

La Giunta ancora no, ma la ferrovia per Gioia sì
La Santelli “sblocca“ il collegamento col Porto

di SANTO STRATI – Per la Giunta aspettiamo la scelta finale, ma, anche senza assessori, la Presidente Jole Santelli riesce a portare a casa un risultato sorprendente e di grande valenza per la valorizzazione dell’Area del Porto di Gioia Tauro. Dopo vent’anni, c’è il via al completamento del gateway ferroviario che collegherà il Porto con la la linea ferrata: sarà la fine del solo transhipment, fino ad oggi obbligato per l’assenza del collegamento ferroviario, per creare finalmente un completo servizio di smistamento dei container verso i mercati europei. Il Porto di Gioia Tauro, al centro dell’area Zes, con l’estensione dell’operatività h24 e la realizzazione dell’agognata intermodalità potrà diventare il centro nevralgico del Mediterraneo per il traffico merci e il punto di ripartenza per lo sviluppo della Calabria.

«Una giornata storica per gli investimenti e la crescita della Calabria – ha dichiarato la Presidente Santelli –. A due settimane dalla mia proclamazione porto a casa un grande risultato: il completamento del gateway ferroviario nel Porto di Gioia Tauro. Grazie a un lavoro sinergico con il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Giancarlo Cancelleri, che ha visto coinvolti anche i vertici di RFI, Rete Ferroviaria Italiana e il Commissario dell’Autorità Portuale Andrea Agostinelli, questa tratta ferroviaria sarà ammodernata e consentirà il trasporto ferroviario da Gioia Tauro lungo la Penisola e verso i grandi mercati europei. Il porto diventerà, dunque, intermodale».

Esprime grande soddisfazione la Presidente,  che stamattina a Germaneto ha incontrato il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Giuseppe Falcomatà e il suo vice al Comune Armando Neri. «Avevo promesso un impegno serio in questo senso – ha detto – e in sole due settimane di intenso lavoro, ho recuperato un blocco che durava da vent’anni per una struttura costata fin qui 20 milioni di euro che rischiava di diventare un monumento allo spreco, per una ventennale disputa giudiziaria su 4 km di raccordo ferroviario. Il blocco era dovuto ad una controversia tutta interna alla Regione. Abbiamo recuperato la proprietà da Corap, ex Asi, comunicato al MIT che avevamo svolto i “compiti a casa” e che eravamo in grado di far partire l’accordo con RFI, già pronta con gli investimenti. A breve sarò sulla tratta ad aprire il cantiere. Uno sblocco necessario perché la “porta sul Mediterraneo” oggi diventa “la porta dell’Europa”».

«Vent’anni di lungaggini burocratiche archiviati in 20 giorni – secondo il consigliere regionale Gianluca Gallo –, per dare alla Calabria un ruolo concreto in Europa. Da quando si è insediata la presidente Santelli, con caparbia determinazione, s’è buttata a capofitto nel lavoro di risoluzione delle tante emergenze calabresi ed in meno di tre settimane è riuscita in un mezzo miracolo: cancellare ritardi antichi ed assicurare alla Calabria la realizzazione di un’opera infrastrutturale da tanto, troppo tempo attesa». Commenti positivi, ovviamente, da numerosi parlamentari calabresi. Per l’on. Maria Tripodi «Il rilancio dell’economia calabrese è partito in modo concreto, con uno scarto brevissimo tra l’enunciazione e i fatti. Esprimo soddisfazione per la determinazione e all’autorevolezza della presidente Santelli che è riuscita a mettere attorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati al completamento della tratta ferroviaria, superando gli ostacoli burocratici che ne avevano impedito la realizzazione. È questa la strada maestra da seguire per la rinascita della nostra regione». «. Importante – ha sottolineato l’on. Francesco Cannizzaro – è stata l’interlocuzione che il governatore Santelli ha avuto con tutti i rappresentanti istituzionali interessati, compreso il vice ministro Cancelleri che appartiene a un altro partito ma è forza di Governo e con cui è riuscita ad avere un confronto proficuo, sbrogliando un nodo che era comunque regionale. È stata molto efficace anche la grande sinergia ottenuta con il Comandante Andrea Agostinelli, Commissario straordinario del Porto di Gioia Tauro, con cui potremo intensificare l’interlocuzione per il futuro sviluppo dell’hub portuale su cui puntiamo moltissimo».

Non c’è che dire. La Jole vi sorprenderà – avevamo anticipato qualche giorno fa – irritando la Presidente con l’attribuzione di un’idea che provocatoriamente avevamo immaginato sua. Da immaginare semmai come tentazione a percorrere nuove strade nella formazione di una Giunta che rischia di provocarle qualche mal di pancia per i troppi aspiranti candidati. Ieri mattina, a Montecitorio, qualcuno dava per fatto l’accordo, un assessore ad ogni partito e via. In serata una nuova smentita perché l’accordo di massima trovava ancora qualche perplessità nella coalizione. L’idea di un governo aperto a larghe intese non è una bestemmia, ancor di più, nell’attuale grave situazione emergenziale in cui si trova tutto il Paese. Significa premiare il merito e pescare professionalità e competenze anche tra esponenti della sinistra, senza pregiudiziali partitiche. Qui non si tratta di mantenere gli equilibri politici, bensì di individuare risorse e capacità in grado di gestire la grande sfida che la Calabria dovrà affrontare da qui ai prossimi anni. Una sfida che richiede un impegno che travalichi limitazioni partitiche e opposizione eventualmente schierata a fare solo ostruzionismo: occorre lavorare insieme per costruire un sogno che si tramuti in una bella, solida, realtà. Serve una visione ampia e non soltanto rispettosa di accordi pre-elettorali, occorre la capacità di guardare oltre e azzardare (questo è vero) oltre l’immaginabile, anche a costo di scontentare i sodali che hanno sostenuto la candidatura della Presidente. Si può viaggiare lungo un percorso comune, nel rispetto reciproco di evidenti contraddizioni ideologiche, però con un obiettivo univoco. Con un grande, inimmaginabile, consenso di tutti i calabresi che aspettano il segnale di una svolta, di un radicale cambiamento rispetto all’andazzo politicante del passato.

Staremo a vedere cosa succederà a Palazzo Campanella lunedì, in un Consiglio regionale senza pubblico, causa misure anti-contagio, e senza parenti a sostenere i neoconsiglieri e gli amici dell’ultima ora venuti a stringere mani e possibilmente nuove alleanze e conquistare simpatie. Un Consiglio in streaming internet, che probabilmente non riuscirà a chiudere le incombenze d’inizio, entro la stessa giornata, ma proseguirà il giorno dopo. C’è da eleggere il Presidente del Consiglio (e gli accordi in questo campo sono come la tela di Penelope che viene disfatta al mattino successivo), vanno eletti i due vicepresidenti, il segretario, i questori. C’è da presentare la Giunta… Che non è poi l’assillo maggiore per la Santelli: ha due assessori e in base allo statuto già da sola può approvare il bilancio di previsione che Oliverio ha volutamente evitato di approvare, facendo scattare l’esercizio provvisorio. Detto in parole semplici, senza l’approvazione del nuovo bilancio la Regione può disporre solo delle somme previste dal bilancio precedente, ovvero affari correnti, retribuzioni e quant’altro, mentre gli impegni e le necessità dei comuni sono sempre più impellenti. La grana del bilancio è solo uno dei regali di benvenuto lasciato dal governatore Oliverio e andrà risolta in tempi ridottissimi se si vuole far partire la macchina regionale in perfetta efficienza.

Di sicuro, il “colpaccio” del gateway ferroviario per il Porto di Gioia Tauro mostra la capacità e la voglia del fare che la Presidente ha. Nei giorni scorsi il capo dell’opposizione Pippo Callipo aveva sottolineato l’esigenza di assegnare con urgenza le deleghe per turismo e agricoltura «due settori potenzialmente trainanti dell’economia calabrese», che – ha detto Callipo – «rischiano un crollo drammatico a causa del Coronavirus da un lato e della siccità dall’altro, ma ancora gli operatori dei due settori non hanno alla Regione gli assessori al ramo con cui interloquire. Non intendo fare polemica politica ma dare voce alla Calabria che lavora e, con questo intento, chiedo alla presidente della Regione di assegnare al più presto le deleghe in questione. È urgente dare concretezza al confronto con le parti sociali e valutare misure straordinarie per tamponare le emergenze in atto. Fondamentale, poi, sarebbe avviare una massiccia campagna di comunicazione per far sapere al mondo che la Calabria è perfettamente in grado di gestire un fenomeno che, per fortuna, qui non ha al momento risvolti preoccupanti».
«Le misure di contenimento e gestione del Coronavirus – aveva aggiunto Callipo – devono prioritariamente essere di natura sanitaria, ma non dimentichiamoci delle conseguenze economiche che un eccessivo allarmismo può comportare. Molte delle misure che vengono proposte in queste ore dalle parti sociali vanno prese in seria considerazione, ma è necessario, oltre all’impegno del governo nazionale, che la Giunta regionale abbia al più presto nei posti chiave personalità di indiscussa competenza che possano affrontare eventuali situazioni critiche, confrontarsi con chi lavora sul campo ed evitare quindi che l’economia calabrese subisca l’ennesimo, durissimo colpo che ne pregiudicherebbe la già fragile tenuta». A questo si aggiunga l’urgenza di un assessore alla Sanità in grado di affrontare con la dovuta competenza la situazione del Coronavirus, che a Catanzaro, per esempio, sta sfuggendo di mano. Serve immediatamente una necessaria verticalità decisionale, a livello di Regione, proprio per coordinare interventi e modalità di prevenzione che non provochino ulteriori affanni e favoriscano situazioni di disagio di difficile gestione. Basti solo pensare ai 50 infermieri precari del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio che non sono stati riconfermati nell’incarico: ma il commissario alla sanità generale Cotticelli ha capito la gravità dell’epidemia che rischia di scoppiare anche in Calabria?

Armando Neri, la Presidente Jole Santelli e il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà
Il vicesindaco di Reggio Armando Neri, la Presidente Jole Santelli e il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà

Il sindaco di Reggio Falcomatà, «auspicando un proficuo percorso di collaborazione istituzionale» nell’incontro con la Presidente Santelli alla Cittadella regionale, ha sottolineato la «priorità assoluta al monitoraggio del sistema di gestione degli impianti regionali per il conferimento dei rifiuti, con specifico riferimento alla discarica di Crotone gestita da Sovreco Spa». Ma anche il lavoro è stato al centro delle richieste del sindaco metropolitano di Reggio: occorre «accelerare – ha detto Falcomatà – l’iter amministrativo per l’aumento e la storicizzazione delle risorse finanziarie destinate dalla Regione Calabria e la successiva adozione dei relativi decreti attuativi, che consentiranno al Comune di Reggio Calabria, come da delibera sul fabbisogno del personale già approvata dall’Ente comunale, la stabilizzazione dei quaranta lavoratori ex Sial (legge 15 del 2008) in coerenza con il più complessivo percorso di tutela e valorizzazione dei diritti dei lavoratori del pubblico impiego messo in campo in questi anni dall’amministrazione comunale reggina». Oltre a sollecitare le deleghe relative al trasporto pubblico locale, Falcomatà ha toccato il punto dolente dell’Aeroporto dello Stretto e col vicesindaco Neri ha chiesto che «sia avviata in tempi brevi una riflessione ampia e condivisa sulla gestione del sistema aeroportuale, con particolare riferimento alla pubblicazione del piano industriale da parte di Sacal, propedeutico ad una strategia complessiva che punti all’aumento dell’offerta volativa attraverso il coinvolgimento di nuove tratte aeree e nuove compagnie».

Insomma, si prospetta una legislatura di tanto lavoro, auspicando la rinnovata consapevolezza da parte della Presidente Jole: dimenticarsi delle “Calabrie” con i personalismi e i particolarismi provinciali, ma pensare e provvedere “alla” Calabria intera. Che è una, forte, coesa, appassionatamente convinta di potercela fare. (s)

ELEZIONI / Tansi: «Ecco come dovrà essere il porto di Gioia Tauro»

Il candidato alla presidenza delle Regione Calabria con la lista Tesoro di Calabria Carlo Tansi ha diffuso una nota sulle prospettive del Porto di Gioia Tauro e manifestando il suo punto di vista a proposito della sua gestione e della riorganizzazione.

«Il Porto di Gioia Tauro – afferma Tansi –, per la sua posizione centrale rispetto alle principale rotte commerciali dal Nord Africa all’ Europa Continentale, con i fondali naturali fino a 18 metri di profondità, 3,4 Km di banchine, 22 gru di banchina in grado di raggiungere fino a 23 file di container ed una capacità massima di 4 navi portacontainer ultra grandi, è senza alcun dubbio la struttura portuale commerciale più importante e meglio dotata del Mediterraneo, in grado di movimentare oltre 4 milioni di TEU (Twenty-Foot Equivalent Unit: misura standard di volume dei container) all’anno, che allo stato nessuna altro porto europeo può garantire».

«È opportuno constatare – dice Tansi – che, dopo i risultati negativi registrati nel biennio 2017-2018, nel 2019, le iniziative di rilancio dell’infrastruttura portuale, messa in campo dall’Autorità Portuale di Gioia Tauro in sinergia con il nuovo management di Med Center Container Terminal, ha iniziato a dare risultati apprezzabili: nel settore dei container si è registrato un incremento dei traffici pari all’8,4 percento dei TEUS e dell’8,6 percento delle movimentazioni, rispetto allo scorso anno. Si tratta di un dato rilevante che indica Gioia Tauro essere il primo HUB nel settore del transhipment, con un andamento positivo consolidato del traffico, che ne conferma le potenzialità nonostante il permanere della crisi internazionale nel settore. È quindi necessario mettere in primo piano, nel programma di sviluppo infrastrutturale della Regione, di concerto con l’Autorità Portuale e la Società di gestione del Terminal, gli investimenti che riguardano i lavori di risanamento e riqualificazione dei tratti di banchine degradati ; ma non sono ormai può derogabili gli interventi : – di valorizzazione del gateway ferroviario, ormai realizzato per una spesa di quasi 20 milioni di euro; – di realizzazione dei collegamenti ferroviari con la rete nazionale; per consentire lo scarico dei container, oltre che da una nave all’altra e dalle navi sui camion, anche direttamente dalle navi sui treni. Quando sarò, anche con il consenso dei Calabresi della Piana, – conclude Tansi – Governatore della Regione , non esiterò a chiedere con forza al Governo Nazionale un impegno risolutivo per il porto di Gioia Tauro che, se opportunamente potenziato e collegato alle reti infrastrutturali, materiali ed immateriali, non può temere alcuna concorrenza, in altre strutture del settore». (rp)

Oggi il ministro per il Sud Provenzano in visita al Porto di Gioia Tauro

Domani pomeriggio, il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, si recherà a Gioia Tauro per far visita all’Autorità Portuale.

Il suo arrivo è previsto per le 15.00, e sarà accolto dal commissario straordinario Andrea Agostinelli, dal management dell’Ente, alle Istituzioni locali e ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

Agostinelli, infatti, illustrerà le attività di rilancio del porto messe in campo per permettere allo scalo calabrese di tornare ad assumere una posizione leader nel Mediterraneo.

La visita, inoltre, sarà l’occasione per soffermarsi sulle infrastrutturazioni in fase di progetto, sulle criticità dell’implementazione della Zona Economica Speciale della Regione Calabria. (rrc)

L’assurda portualità dimezzata dello Stretto. Reggio e Villa sottratti alla Zes di Gioia Tauro

di SANTO STRATI – La parola è fascinosa e ha un che di importante, portualità, e serve a indicare la gestione dei porti affidati all’Autorità competente. Per lo Stretto ne è stata istituita una ad hoc (sede a Messina, con il controllo anche di Tremestieri e Milazzo) dal governo lega-stellato che ha ben pensato di sottrarre i porti di Reggio e Villa San Giovanni a Gioia Tauro per affidarli alla gestione messinese (grazie, grillini!). Il fatto è che Villa San Giovanni per i trasporti da e per la Sicilia e Reggio per la crocieristica sono due porti che rientrano nella Zona Economica Speciale di Gioia Tauro. Con una strabica lungimiranza il ministro Danilo Toninelli e Co. l’anno scorso hanno bellamente ignorato le complicazioni di tale scelta, sottraendo così alla Zes due porti strategici che, andrebbero “guidati” dall’Authority portuale di Gioia Tauro. Porto che – non bisogna dimenticare – è il più importante del Mediterraneo per la profondità dei fondali che possono ospitare porta-container di immense proporzioni. La Legge di riforma del riordino è passata in Parlamento e ora lo “scippo” dei due porti è prossimo a divenire un fatto concreto.

Entro venerdì, la Commissione Trasporti della Camera dovrà nominare il presidente dell’Authority dello Stretto e, ignorando il ricorso alla Corte Costituzionale presentato dalla Regione Calabria contro questa scelta a dir poco scellerata, andrà avanti  almeno per quanto riguarda l’individuazione del responsabile della nuova Authority. Dovrebbe essere Mario Mega il cui nome del futuro presidente c’è già l’ok della ministra Paola De Micheli, ma l’eventuale accoglienza del ricorso annullerebbe di fatto l’istituzione dell’Authority dello Stretto e la stessa nomina diventerebbe inutile. Per questo, la IX Commissione della Camera, al gran completo, in modo irrituale ha promosso delle audizioni non obbligatorie per cercare di capire meglio un altro dei tanti inghippi che, inesorabilmente, affliggono e mortificano la Calabria nella sua dignità e nella sua autonomia territoriale: stamattina ha ascoltato il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio e il vicepresidente Francesco Russo, con delega  alla sviluppo della portualità.

Mario OliverioLa difesa di Oliverio delle motivazioni della Calabria, contro lo “scippo” di Villa e Reggio a Gioia Tauro che assegna i due porti all’Authority dello Stretto di Messina, è stata appassionata e molto convincente. Lo stesso ha fatto il vicepresidente Russo, contestando l’illogicità della scelta di sottrarre i due porti alla Zes di Gioia. La questione non è di poco conto: come farà la Regione a gestire la Zona economica speciale, entro cui ricadono i porti di Reggio e Villa, per le iniziative che vedranno coinvolte le due portualità di fatto gestite da un’altra regione? Non si tratta di discutere su priorità fondamentali per lo sviluppo del Paese, davanti alle quali sarebbe giusto arretrare e fermarsi, bensì di ristabilire un corretto rapporto Stato-Regione Calabria, dove le competenze di quest’ultima valgono, a quanto pare, meno di zero. Oliverio, con pacatezza, ma in modo deciso e risoluto ha presentato in Commissione Trasporti le ragioni che dovrebbero indurre a rivedere la scelta di accorpare Reggio e Villa a Messina, anche per rispetto dell’esito del ricorso alla Consulta presentato dalla Regione Calabria contro la legge istitutiva dell’Authority dello Stretto, che andrà in discussione il prossimo 28 gennaio.

È una problematica – ha detto Oliverio – «che, per quanto riguarda la nostra regione, assume particolare valore strategico. La Calabria è la regione dove ha sede l’importante porto di transhipment di Gioia Tauro. Nel corso degli anni che abbiamo alle spalle abbiamo lavorato per costruire intorno a questo porto o, meglio, assumendo il porto di Gioia Tauro per la sua importanza e per la sua valenza strategica, un sistema della portualità calabrese. Siamo riusciti a realizzare, non senza difficoltà, un traguardo importante. E questo perché, appunto, attraverso una governance di sistema, la portualità calabrese (parlo del porto di Gioia Tauro, quello di Vibo, quello di Schiavonea sul versante jonico, quello di Crotone, quello di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni) ha avuto una collocazione precisa in un disegno indirizzato anche alla specializzazione delle attività delle infrastrutture portuali. Non solo. Siamo riusciti a realizzare un obiettivo importante, che è quello della Zes (Zona Economica Speciale), realizzata, come sapete, per la prima volta in un Paese dell’occidente europeo, ed abbiamo scelto proprio il sistema della portualità come perno per individuare le aree da sottendere a Zone Economiche Speciali in un disegno generale.Tutto questo lavoro che è stato costruito e che cominciava a dare i suoi frutti perché, per esempio, mentre il porto di Gioia Tauro è prevalentemente un porto di transhipment, il porto di Reggio Calabria è specializzato nella crocieristica e quello di Villa San Giovanni in attività commerciali e soprattutto come infrastruttura di collegamento da e per la Sicilia, rischia ora di essere azzerato. Il Disegno di Legge che ha modificato questo sistema ha determinato, infatti, un indebolimento e, soprattutto, un ritorno all’indietro perché, come sapete, lo scorso anno il Parlamento, su iniziativa del Governo, ha scomposto questa autorità di sistema. Chiaramente rispetto a questa decisione, prima ancora che il Parlamento decidesse, noi abbiamo assunto un’iniziativa per porre all’attenzione del Parlamento queste problematiche e per evidenziare che, appunto, ritornare indietro sarebbe stato un errore ma, soprattutto, sarebbe stato un errore sganciare dall’Autorità Portuale di Gioia Tauro due importanti infrastrutture portuali che sono prossime come quelle di Villa San Giovanni e di Reggio Calabria. Il porto di Gioia Tauro, inoltre, è nella rete TEN-T e, quindi, noi abbiamo adesso un’Autorità Portuale che ha sede fuori regione con due infrastrutture portuali prossime a Reggio Calabria che sono state scomposte e portate fuori regione».

Oliverio ha attaccato con inaspettata determinazione la scelta del Governo, avallata dal Parlamento: «Perché tutto questo? Per rispondere a quale logica e a quale disegno di interesse nazionale? Avrei capito questa decisione se ci fosse stato un interesse nazionale. Non c’è alcun interesse. C’è solo l’interesse a motivare la costituzione di una nuova Autorità Portuale. Questo si sarebbe potuto fare diversamente, senza scomporre un’Autorità di sistema per giustificare questa operazione. Vorrei evidenziare, infine, a questa autorevole Commissione, che la Regione è stata costretta a ricorrere alla Corte Costituzionale dove è pendente un nostro ricorso motivato nel merito, oltre che dal punto di vista della procedura attivata. Noi riteniamo sia necessario ripensare questa decisione. La poniamo al Parlamento come esigenza e come opportunità perché, attraverso l’Autorità di Sistema di Gioia Tauro avevamo, abbiamo messo in moto un processo virtuoso che, in seguito a tale decisione, ha subito un fortissimo rallentamento dal punto di vista della logistica, della razionalizzazione della utilizzazione delle risorse e anche delle opportunità».

Francesco Russo
Francesco Russo

Il presidente Oliverio ha rimarcato il palese dissenso della Regione: «Siamo fortemente contrari e, questo parere, lo abbiamo espresso formalmente comunicandolo alla Commissione. Lo avevamo fatto già prima, anche con altri atti, oltre a farlo anche oggi, depositando tutti gli atti che abbiamo prodotto in passato e copia del ricorso che abbiamo avanzato presso la Corte Costituzionale. Riteniamo, quindi, necessario rivedere una decisione che, tra l’altro, vede insieme la Regione, la Città Metropolitana di Reggio Calabria e il Comune di Villa San Giovanni. È assurdo che il Sistema portuale di una Regione venga scomposto provocando un danno al suo territorio con motivazioni che non hanno alcun fondamento e che sono evidentemente determinate da altri elementi che non hanno alcuna rispondenza con gli obiettivi di efficienza, razionalizzazione e di corrispondenza con gli interessi del Paese. Non ho altro da aggiungere anche perché questa decisione mi sembra così evidentemente sbagliata e grossolana (utilizzo questo termine volutamente forzato per meglio evidenziare il senso di questa operazione) da non richiedere ulteriori commenti».

Il vicepresidente Russo ha messo in evidenza che la legge istitutiva delle autorità portuali richiede la presenza di un porto “core” che sia al centro del sistema portuale all’interno di ogni Authority: Quella dello Stretto – ha detto – «è un’autorità di sistema che nasce senza porti “core”. Allora, ognuno si assuma la sua responsabilità: Parlamento, Commissione, Regione Sicilia. Ognuno può fare quello che vuole: noi abbiamo otto porti regionali e potremmo dire che domani mattina proponiamo che i porti regionali fanno autorità portuale. Ma stiamo andando contro quella che è la scienza, la tecnica internazionale che fa delle scelte precise con i porti “core”. L’Europa ha stabilito di investire nei porti “core” e c’è una logica precisa: se il Parlamento vuole declassare i porti di Messina e Reggio togliendoli da un’autorità portuale che è un porto “core”, il porto di Gioia Tauro significa fare un’autorità di serie B. Un declassamento dei porti di Reggio e Villa in un’autorità portuale senza porti “core” per la Calabria è inaccettabile»

Nico Stumpo
Nico Stumpo

Il deputato Nico Stumpo (Leu) ha fornito un sostanziale assist al presidente Oliverio. Con polemico riferimento alle scelte avvenute prima del 7 agosto (data di  insediamento del nuovo governo giallo-rosso) il deputato Stumpo, citando il ricorso alla Corte Costituzione, ha sottolineato che però «spetta alla politica fare altri tipi di verifiche e di valutazioni anche sul passato. Perché così come sono stati riorganizzati i porti in Italia non è stato un evento nato dal nulla. C’è stato qualcuno che ha preso degli atti e li trasformati poi in autorità, in gestione, in modalità di controllo e quant’altro. Io credo, ritengo che in questo momento il presidente Oliverio, che ringrazio per la sua esposizione, ha posto un tema che è quello del sistema complessivo, del sistema portuale di una regione che ha al suo interno un porto importante come quello di Gioia Tauro. Non si tratta soltanto di una richiesta formale, campanilistica, ma di una vicenda che sta dentro al sistema portuale del Paese. Per cui è giusto che le valutazioni che sono state espresse oggi siano oggetto di una valutazione complessiva di tutti noi e del Governo. Domani, quando sentiremo il ministro competente, ognuno di noi avrà il compito di avere un’idea di quello che dev’essere lo sviluppo del sistema portuale italiano».

La scelta della Commissione di convocare audizioni, non previste in casi come questo, lascia immaginare che esistono forti perplessità sulla decisione presa lo scorso anno a proposito dell’accorpamento di Reggio e Messina nell’authority messinese, ma i tempi non sono favorevoli: entro venerdì la Commissione deve votare, al di là della nomina del Presidente dell’Authority portuale, come previsto dalle procedure abituali imposte dalla legge. Il punto principale è che, a rigor di logica, il Governo dovrebbe cancellare la precedente decisione e rimettere le cose a posto, soprattutto nel rispetto delle regole che la zona economica speciale richiede per quel che riguarda competenze e autorizzazioni. La battaglia è appena iniziata. (s)

 

La ‘ZES’ di Gioia Tauro è finalmente operativa. E il Governo impegna il 34% delle risorse al Sud

di SANTO STRATI – La Zona Economica Speciale (ZES) di Gioia Tauro è finalmente operativa, da ieri funziona il credito d’imposta per gli investitori e le imprese e sulla pagina dell’Agenzia delle Entrate è apparso il modulo per accedere alle agevolazioni per progetti fino a 50 milioni di euro. Questo significa che l’attrattore principale di investimenti (un forte credito d’imposta) può davvero diventare un elemento determinante per il rilancio non solo dell’area ZES (vedi in fondo i comuni interessati) ma per tutta la Calabria. È un importante traguardo, anzi un buon punto di ripartenza sia per le imprese che già operano nell’area sia per quelle che verranno. Il punto, adesso è come “convincere” industriali e imprese a scommettere sulla Calabria, ovvero come costruire una reputazione per un territorio vessato non solo da effettive e pericolose presenze di mafia (in parte debellate grazie all’incessante lavoro di magistrati, forze dell’ordine, esponenti della società civile), ma anche e soprattutto dalla cosiddetta “cattiva stampa”. La Calabria sconta anni di articoli e inchieste che hanno tratteggiato solo il suo lato malavitoso, senza mai considerare la presenza delle sue eccellenze in ambito universitario, nel campo dell’impresa, della cultura, del turismo: i grandi giornali, ancora oggi, pur con meritevoli eccezioni, parlano della Calabria solo in occasione di morti ammazzati o di grandi retate di mafia. Il territorio calabrese è ricco di cultura, tradizioni, sentimento: motivi più che validi per far avvicinare gli imprenditori del Nord e farli innamorare di una terra irresistibile. E soprattutto offrendo loro una situazione di vivibilità aziendale rassicurante, che dev’essere regola non un’opzione. Richiamare, con il pretesto della ZES, investitori in Calabria può davvero significare capovolgere una situazione  sconfortante e offrire delle vere opportunità di crescita alla nostra migliore gioventù. Quei laureati che si sentono dimenticati dalla madre terra, ma apprezzati e richiesti da ogni parte d’Italia e del mondo. Quei giovani cui la politica di questi ultimi 25 anni ha letteralmente rubato il futuro, senza nemmeno sentire il bisogno di chiedere scusa. La ZES non è una parola magica, ma rappresenta il segnale che qualcosa sta cambiando: proprio qualche giorno fa il Consiglio dei ministri, il Governo, ha indicato i punti qualificanti del piano per il Mezzogiorno che il nuovo ministro per il Sud, Peppe Provenzano, dovrà coordinare restando fianco a fianco col premier Giuseppe Conte. C’è il vincolo di impegnare il 34% delle risorse a favore del Mezzogiorno, quindi riparte un ampio programma per riattivare gli investimenti pubblici e finanziare quelli privati, destinando aiuti ai nuovi imprenditori (soprattutto ai giovani con Resto al Sud) e favorendo contratti di sviluppo che prevedano fiscalità di vantaggio per chi vuol fare impresa al Sud. Non sono parole o promesse, ma impegni di spesa.

La Zona Economica Speciale di Gioia Tauro ha una storia lontana. Era il 27 giugno 2013 quando il Consiglio regionale calabrese aveva inviato al Senato un disegno di legge che prevedeva l’istituzione della Zes nella Piana di Gioia Tauro. Un progetto che aveva l’obiettivo di offrire sgravi fiscali alle imprese, sia esistenti che di futura creazione, con margini particolarmente appetibili: esenzione totale dalle imposte per 8 anni per tutte le imprese e ulteriore sgravio del 50% per altri tre anni alle piccole e medie imprese. Prevedeva esenzione IRAP (la tassa sulle attività produttive che avvilisce le aziende) e altre esenzioni di vario genere, come benefici fiscali e agevolazioni per le nuove attività. Quel progetto originario il 25 settembre 2015 venne riformulato, sempre dal Consiglio regionale, tenendo conto delle limitazioni imposte dalla UE sugli aiuti di stato: il 25% di benefici per le grandi aziende, il 35% per le medie imprese, il 45% per quelle piccole, come misura massima dell’intensità dei contributi. Non aumento della spesa pubblica ma incremento di domanda: secondo quanto afferma su OpenCalabria il prof. Antonio Aquino, docente di economa industriale all’Unical «le agevolazioni fiscali concesse alle nuove attività stimolate dalla ZES non costituirebbero un onere effettivo per la finanza pubblica, poiché in assenza della ZES queste attività non ci sarebbero e, quindi, non ci sarebbero neppure le relative entrate fiscali per imposte e contributi. In effetti, l’impatto effettivo sulla finanza pubblica sarebbe probabilmente in complesso positivo, se si tiene conto sia delle imposte e contributi che comunque sarebbero pagati, sia pur parzialmente, anche dalle imprese incentivate, sia delle imposte e contributi che pagherebbero i lavoratori impiegati nelle nuove attività incentivate. Il potere di acquisto generato dalle attività incentivate genererebbe, inoltre, una domanda aggiuntiva di prodotti calabresi e, quindi, ulteriori aumenti di occupazione, reddito ed entrate tributarie e contributive».

La ZES di Gioia Tauro è stata poi istituita con la legge 123 del 3 agosto 2017: ci sono voluti due anni abbondanti per vederla finalmente operativa. Il Comitato d’indirizzo, qualche mese fa, aveva ultimato gli adempimenti che ancora ostacolavano l’avvio, e si attendeva che l’Agenzia delle Entrate definisse le modalità per la fruizione del credito d’imposta. «È stato un percorso lungo – ha detto il Presidente Mario Oliverio – partito dalla dura crisi del 2016 che vedeva il porto di Gioia Tauro in forte declino, in una situazione che necessitava di essere affrontata con determinazione. Insieme alle forze sociali, all’Autorità Portuale ed al Governo, si è definito, così, nel luglio di quell’anno un accordo di programma basato sul rilancio del porto, che prevedeva la nascita dell’Agenzia portuale per salvaguardare il lavoro di circa 400 persone che da lì a poco avrebbero perso il lavoro, la realizzazione di opere portuali e del bacino di carenaggio e la nascita della ZES Calabria. Oggi l’Agenzia ha assolto il suo compito, la banchina di appoggio nel lato ovest finanziata dalla Regione, è in corso di progettazione e, soprattutto, la ZES Calabria è concreta realtà che apre rosee aspettative per il futuro del porto alla luce del grande interesse che suscita in grandi investitori nazionali ed internazionali».
Secondo il Governatore «Ora che le imprese hanno la possibilità di attingere a nuova linfa e che il traguardo più importante è stato raggiunto si apre una nuova fase di sostegno alle imprese che vogliono investire nelle aree ZES calabresi con nuovi servizi ed ulteriori investimenti infrastrutturali, nonché, immateriali come l’istituzione del SURAP (Sportello Unico Regionale per Attività Produttive) volti a migliorare l’accessibilità e la sicurezza delle aree oltre che la promozione e la valorizzazione del tessuto imprenditoriale e sociale presente in quella che è ormai divenuta una delle aree strategiche più importanti per lo sviluppo della nostra Regione e del nostro Paese».

Adesso si tratta di puntare al rilancio del Porto di Gioia Tauro: l’annunciato – imponente – investimento di MSC dev’essere seguito da un altrettanto poderoso piano operativo di sviluppo e crescita di tutta l’area portuale. Occorre che sia resa possibile l’intermodalità, ovvero la connessione ferroviaria che permetterebbe ai container scaricati a Gioia di poter proseguire verso le destinazioni “terrestri” di tutta Europa. Secondo il documento licenziato dalla Regione, il Piano di Sviluppo Strategico della ZES Calabria si integra pienamente con la pianificazione strategica portuale che, a sua volta, è pienamente raccordata con il Piano Regionale dei Trasporti. L’azione 5 del Piano dei Trasporti è dedicata al sistema logistico e portuale regionale e nazionale e quella successiva indica le Misure per lo sviluppo del Sistema dell’area di Gioia Tauro nei contesti euro-mediterraneo e intercontinentale nel sistema economico e trasportistico di Gioia Tauro. In poche parole ci sono una grandissima serie di opportunità che si aprono utilizzando la caratteristica di “zona franca” che la ZES offre e serve un impegno adeguato perché il mostro burocrazia non finisca per strangolare, come di consueto, ogni iniziativa seria. Il documento sulla ZES della Regione si sviluppa in 474 pagine: il futuro Governatore, chiunque esso sia, dovrà trasformarlo in vangelo e spingere perché ogni singola annotazione si trasformi operativamente in realtà produttiva. Non mancano, naturalmente, rettifiche necessarie (il porto di Reggio e di Villa sono stati assegnati all’Autorità Portuale di Messina-Milazzo: chi deciderà gli interventi?), ma verranno al momento dovuto. È tempo di agire, ora. (s)

Ricadono nella ZES di Gioia Tauro i seguenti comuni, con riferimento alle singole macroaree:

1. Macronodo Gioia Tauro (Area del Porto di Gioia Tauro e Area del Retroporto):
Gioia Tauro
Rosarno
San Ferdinando

2. Aree dei Porti:
Reggio Calabria
Villa San Giovanni
Crotone
Vibo Valentia
Corigliano Calabro

3. Aree degli Aeroporti:
Lamezia Terme
Reggio Calabria
Crotone

4. Aree degli Agglomerati Industriali:
Gioia Tauro
Crotone
Corigliano Calabro
Lamezia Terme
Vibo Valentia