L’OPINIONE / Nicola Irto: I parlamentari di centrodestra evitino strumentalizzazioni

di NICOLA IRTO – Democrazia, leggi e sentenze vanno rispettate sempre e non a corrente alternata. Un principio che vale ancora di più in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo.

Le strumentalizzazioni per obiettivi politici non servono a nulla. Noi rispettiamo la decisione dei Giudici della Corte d’Appello di Reggio Calabria, anche se continuiamo e continueremo ad essere convinti dell’innocenza di Giuseppe Falcomatà e della sua Giunta.

Le dichiarazioni dei parlamentari della destra reggina, sembrano fatte per “obbligo a dire qualcosa per forza”. Tant’è che la richiesta di dimissioni del sindaco arriva dopo la cosiddetta sentenza Miramare, ma in relazione allo stato in cui, a loro dire, verserebbe la città. Le critiche politiche dell’opposizione fanno parte della normalità democratica, vanno bene  e possono servire anche da stimolo per l’Amministrazione comunale e rappresentano il sale della democrazie. Non sono accettabili, invece, le mere aggressioni verbali. Vale la pena evidenziare che non ci troviamo davanti a una condanna definitiva.

La sospensione di Falcomatà dalla carica di sindaco è l’effetto della tanto criticata legge Severino, che anche la Destra mette da tempo in discussione. Lo stesso Sgarbi, sottosegretario del governo Meloni, ha difeso il sindaco di Reggio puntando l’indice proprio contro quella legge.

C’è, inoltre, un altro punto fermo e chiaro: l’attuale Amministrazione comunale, con sindaco Falcomatà, ha ottenuto la fiducia dei reggini alle elezioni per la seconda volta bloccando il progetto politico della Lega. Una volontà popolare che merita rispetto e che non può essere ribaltata con un richiamo implicito, e anche pericoloso, alle “piazze“. Saranno di nuovo i cittadini a giudicare e decidere, alle scadenze previste dalla legge, chi dovrà guidare questa città.

Detto questo, anche io sono convinto che è necessario, adesso, un grande sforzo collettivo per migliorare ulteriormente la nostra città facendo arrivare risultati concreti. Uno sforzo che passa anche da un confronto civile, costante e di merito con tutti i soggetti politici con gli attori sociali e tutti i cittadini che vogliono contribuire al progresso della nostra comunità. Pertanto sarebbe utile che anche i parlamentari della destra, che fanno parte della maggioranza governativa, anziché concentrarsi su strumentali campagne pubblicitarie, utili solo per conquistare spazio sui giornali locali, iniziassero ad impegnarsi in questa direzione per ottenere risultati tangibili e da tutti verificabili. Potrebbero iniziare, ad esempio, rendendo chiara la loro posizione rispetto ai progetti del Ministro Calderoli e del governo sull’autonomia differenziata. (ni)

Processo Miramare, Giuseppe Falcomatà condannato anche in appello

La Corte di Appello di Reggio Calabria ha emesso la sua sentenza, confermando la condanna per Giuseppe Falcomatà, sindaco sospeso di Reggio Calabria. La sentenza, dunque, è un anno di reclusione per Falcomatà.

Per gli altri ex assessori coinvolti, la Corte di Appello ha emesso una condanna di 6 mesi di reclusione. Si tratta di Acquaviva Giovanna Antonia, Anghelone Saverio, Neri Armando, Nardi Patrizia, Marino Giuseppe, Muraca Giovanni, Quattrone Agata, Spanò Maria Luisa, Zagarella Paolo, Zimbalatti Antonino.

«Non c’era nessun pronostico alla vigilia quindi aspettiamo di capire meglio le motivazioni che hanno motivato la sentenza. Sono sereno e tranquillo come prima. Sul piano giudiziario aspettiamo di conoscere le motivazioni; ci tengo a ringraziare i miei avvocati Panella e Caiazza che hanno fatto un ottimo lavoro e adesso aspettiamo. La città in questi mesi con i due sindaci facenti funzione e con la maggioranza ha retto il colpo, adesso si tratterà di resistere ancora un po’», ha detto Falcomatà dopo la lettura della sentenza.

Franco Germanò, già assessore comunale, ha commentato la sentenza: «La giustizia ha fatto il suo corso, adesso tocca alla politica. Il Consiglio Comunale e quello Metropolitano non hanno più legittimazione politica e devono essere sciolti. Per dimissioni del sindaco sospeso, auspicabili ma non probabili, oppure per dimissioni vere dei Consiglieri Comunali».

«Qui e ora serve un atto politico forte, da parte di chi riveste ruoli istituzionali – ha proseguito – per dimostrare che il senso vero del fare politica è solo servizio alla comunità, è solo onore e orgoglio di rappresentare i cittadini. È necessario che tutti i consiglieri del centrodestra si rechino dal Segretario Comunale e rassegnino le loro dimissioni. Dal Segretario Comunale, così come prevede la legge, perché abbiano valenza giuridica e esplichino gli effetti voluti».

«Qui e ora servono i Partiti – ha detto – che hanno una responsabilità enorme nella gestione di questa fase politica che si apre davanti a noi. Devono con chiarezza chiedere ai propri Consiglieri il passo indietro che la Città invoca. Devono poi garantirsi la sottoscrizione, da parte dei candidati non eletti, di una dichiarazione di rinuncia al subentro in Consiglio Comunale ai Consiglieri dimissionari».

«Qui o ora servono serietà e responsabilità – ha concluso –. Devono prevalere l’amore per la Città, la coerenza, il rispetto per le Istituzioni e per i cittadini. Serve uno scatto d’orgoglio in alternativa alla conservazione dello status quo. Solo così potremo sperare di riaprire una pagina nuova per la nostra Reggio, proponendoci come alternativa seria e credibile a una classe dirigente che ha ampiamente dimostrato i propri limiti e il cui unico obiettivo è stato quello di conservare posizioni di potere e di privilegio».  (rrc)

 

Caso Miramare, la solidarietà e vicinanza della politica a Falcomatà

Sono tantissimi i sindaci e non, oltre che parlamentari, a esprimere la propria solidarietà a Giuseppe Falcomatà, sospeso dalla carica di sindaco di Reggio a seguito della condanna per il processo Miramare.

Il direttivo di Anci Calabria, guidato da Marcello Manna, ha espresso la propria solidarietà, e ha chiesto «una repentina rivisitazione della legge Severino affinché siano garantiti i principi costituzionali».

«In merito alla sentenza di primo grado a carico del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà – si legge in una nota – appare infatti improcrastinabile un intervento legislativo rispetto a un reato che è privo di indicazione di condotte specifiche risultando utilizzabile per qualsiasi condotta/atto amministrativo».

«Emerge la necessità di accelerare il processo di rivisitazione delle predette norme – ha evidenziato Manna – sia perché l’abuso d’ufficio è un reato estremamente fumoso e privo di tipizzazione della condotta e sia perché la legge Severino, che prevede la sospensione degli amministratori in caso di condanna anche solo di primo grado e, quindi, non definitiva, appare in palese contrasto con i principi costituzionali e comunitari relativi alla presunzione di innocenza».

«Per questo si chiede la discussione intorno tali temi – ha concluso – così da accelerare su una problematica che, soprattutto a queste latitudini, impone una serie riflessione in merito all’esercizio democratico dei diritti costituzionali. Si ritiene infatti non più rimandabile il progetto di riforma di legge già in discussione in parlamento».

Franco Iacucci, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, ha espresso la sua vicinanza a Falcomatà «che ha dimostrato con i fatti quanto ama il suo lavoro e il territorio che amministra».

«Purtroppo – ha aggiunto – non si è più nelle condizioni di operare con serenità, ogni firma su un provvedimento diventa un potenziale avviso di garanzia. Ecco perché, come è stato ribadito più volte anche da Anci e Upi, è necessario rivedere la Riforma sull’abuso d’ufficio, considerando che nel 60 per cento dei casi le indagini si chiudono perché è lo stesso pubblico ministero a chiedere il proscioglimento e solo nel 2 per cento dei casi il processo finisce con una condanna definitiva».

«Nel frattempo, però – ha proseguito – si vive sotto i riflettori, si diventa vittima di una gogna mediatica e sei responsabile di qualunque cosa accada nel tuo Comune. Falcomatà è stato ritenuto colpevole per abuso d’ufficio e assolto dal reato di falso. Sono sicuro che il primo cittadino di Reggio Calabria possa far valere le proprie ragioni in Appello e riuscire a dimostrare la sua estraneità alle accuse che gli sono contestate. Ma Falcomatà, così come tutti gli altri sindaci d’Italia, ha bisogno di essere tutelato anche dal punto di vista normativo».

«È necessario rivedere questa Legge Severino –ha concluso – e mi auguro che, come è stato detto nel corso dell’assemblea annuale dell’Anci a Parma, venga rivista a breve la riforma delle responsabilità e dell’abuso d’ufficio».

Su twitter, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, ha scritto che «è ingiusto e contro la Costituzione: nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva», mentre Enza Bruno Bossio, deputata del Partito Democratico, ha scritto che «la legge Severino è incostituzionale. Nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva- Tutta la mia solidarietà a Giuseppe Falcomatà. L’abuso d’ufficio va abolito, la Severino va modificata».

Il sindaco di Parto e presidente di Anci Toscana, Matteo Biffoni, ha dichiarato che «senza entrare nel merito della sentenza, non posso che ribadire un concetto chiaro e ormai condiviso: è ora di rivedere le norme che mettono a rischio l’attività quotidiana dei primi cittadini. Non chiediamo impunità, ma solo di poter fare serenamente il nostro lavoro».

Enzo Maraio, segretario del Psi, ha ricordato che «i sindaci svolgono quotidianamente un lavoro prezioso per la propria comunità, spesso con abnegazione personale e con grande senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, con cui ogni giorno si interfacciano per risolvere i loro problemi quotidiani».

«Più volte – ha ribadito – abbiamo  chiesto di rivedere la legge Severino che a nostro avviso contiene profili di incostituzionalità e di riprendere urgentemente la riforma sul reato di abuso d’ufficio che spesso si rivela infondato. Per queste ragioni siamo al fianco del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà a cui rivolgiamo tutta la  solidarietà dei socialisti».

«È intollerabile che i primi cittadini debbano essere sottoposti ad una gogna mediatica. Giuseppe farà valere le proprie ragioni in appello – ha proseguito Maraio – e sono certo dimostrerà la sua estraneità rispetto a quanto gli viene contestato».

Luigi De Magistris, già candidato alla presidenza della Regione, ha ribadito che «per il sindaco di Reggio Calabria Falcomatà, come per tutti, vale la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva».

«Anche se, è da dire – ha aggiunto – una condanna in primo grado per una vicenda grave non è solo un avviso di garanzia, ma è molto di più rilevante. Noi non pensiamo che gli avversari politici debbano essere colpiti utilizzando le vicende giudiziarie che appartengono al lavoro autonomo ed indipendente della magistratura. Noi crediamo nell’autonomia reciproca e nel leale rispetto reciproco tra politica e magistratura. Noi pensiamo che la legge Severino sia oltremodo ingiusta soprattutto nei confronti degli amministratori locali».

«Ma lo pensiamo sempre – ha proseguito – non solo come fanno quei rappresentanti politici ed istituzionali che intervengono e chiedono garanzie, tutele e riforme solo quando sono protagonisti soggetti che appartengono al proprio recinto politico. Ci sono stati casi in cui la Severino ha colpito amministratori in prima linea nel silenzio di chi doveva tutelare i sindaci in prima linea e nulla dicendo di fronte ai cori da stadio che ne chiedevano le dimissioni».

«La democrazia è forte – ha detto ancora – quando le regole valgono per tutti, la democrazia è debole quando gli apparati partitocratici occupano le istituzioni per favorire i propri adepti e colpire gli avversari politici. Per noi Falcomatà deve continuare a fare il Sindaco, magari cominciando a risolvere problemi cronici e drammatici come l’emergenza rifiuti, e non invece divenire l’agnello sacrificale».

«È innocente fino a sentenza definitiva, la Severino va cambiata, Reggio Calabria non può rimanere senza sindaco democraticamente eletto» ha concluso. (rrm)

 

Processo Miramare, condannato Giuseppe Falcomatà: scatta la sospensione da sindaco

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, è stato è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione. È la sentenza del Tribunale di Reggio Calabria per abuso di ufficio che, fa scattare la sospensione dalla carica di sindaco.

Insieme al primo cittadino, condannati anche gli assessori della sua prima giunta: Saverio Anghelone, Armando Neri, Rosanna Maria Nardi, Giuseppe Marino, Giovanni Muraca, Agata Quattrone e Antonino Zimbalatti, e la dirigente comunale Maria Luisa Spanò e l’imprenditore Paolo Zagarella a un anno. (rrc)