IL RICORDO / Pasquale Amato: La storia folle impresa della Reggina nel 1986

di PASQUALE AMATO – Quando nel 1986 – su designazione unanime del Consiglio comunale – venne proposto un consiglio d’amministrazione straordinario di cinque membri che, senza soldi ma con immenso spirito civico, si rese protagonista di una duplice storica impresa, conquistando. anche la promozione in C1.

I cinque epigoni di Cincinnato furono: Presidente Aldo Sgroj (messinese, caporedattore a Reggio della Gazzetta del sud); Vice-presidente avv. Giuseppe Foti; Tesoriere dott. Mario Monastero, commercialista; Consiglieri l’avv. Aldo Crocè e il docente Universitario di Storia prof. Pasquale Amato.

I cinque vennero accolti dall’assemblea dei soci versando una quota simbolica ed eletti come Consiglio d’Amministrazione Straordinario. E si avvalsero nei momenti più delicati dei consigli elargiti, con la sua consueta discrezione, da un grande reggino la cui creatura sportiva, la Viola, stava realizzando il miracolo che l’ha resa un mito: il giudice Giuseppe Viola.

Quel gruppo governò una situazione impossibile senza avere nessuna disponibilità economica, mentre ogni giorno si presentavano al suo cospetto creditori che rivendicavano servizi non pagati, versamenti non effettuati, acquisti non saldati e una serie infinita di problemi.

Ciononostante si rese protagonista di un miracolo: conquistò la promozione in c1 con un manipolo eroico di giocatori che per mesi vennero pagati con con i ricavati degli incassi di 3000 tifosi fedelissimi (esclusi i casi in cui i creditori fecero sequestrare gli incassi), guidati da Giuseppe Caramanno, un gladiatore palermitano di Piana degli Albanesi e con i pullman delle trasferte pagati con collette o in qualche caso personalmente dal vice-presidente; raccolse una notevole somma tra i tremila tifosi irriducibili e consegnò l’intera cifra alla nuova società di Benedetto e Foti, che usufruirono anche di due rilevanti contributi del Comune e della Provincia, rispettivamente guidati dal sindaco Giuseppe Mallamo e dal Presidente Vincenzo Gallizzi.

Ringrazio il sen. Renato Meduri per aver accennato a quell’esperienza in cui la Reggina venne salvata dalla prospettiva drammatica di un ritiro a metà campionato grazie all’impegno corale dei politici di maggioranza e opposizione che si tolsero le rispettive casacche di appartenenza partitica e scelsero all’unanimità i cinque cittadini disponibili a immolarsi in un’impresa disperata, quando tutti davano la Reggina per spacciata, con il ritiro inglorioso dal Campionato di C2.

In questo difficile frangente, mentre si materializza l’idea che Reggio si deve riappropriare della sua Reggina tenendo lontani speculatori e avventurieri, ho ritenuto giusto e doveroso rammentare il cammino incredibile di quell’ennesima Resurrezione che a Reggio si verificò nel 1986. Una resurrezione che potrà sollecitare ed ispirare una presa di coscienza collettiva e un’assunzione di responsabilità della classe imprenditoriale reggina. (pa)

Reggina, il sindaco di Reggio Brunetti e il delegato Latella: Sentenza del Tar un colpo mortale

Il sindaco f.f. del Comune di Reggio, Paolo Brunetti e il delegato allo Sport, Giovanni Latella, hanno commentato la sentenza del Tar come «un colpo mortale all’intero movimento calcistico reggino».

«Una condizione inaccettabile – hanno aggiunto – che penalizza in maniera pesantissima un intero territorio. La nostra comunità paga incolpevolmente una vicenda che di sportivo non ha proprio nulla e che di fatto ha prodotto l’espulsione della nostra Reggina dal sistema calcio professionistico. Un fatto gravissimo, con pesanti ricadute anche sotto l’aspetto economico, sociale ed occupazionale, sul quale chiederemo vengano pienamente accertate tutte le responsabilità, a partire da quelle societarie».

«Da parte nostra – hanno proseguito – da istituzioni responsabili, abbiamo il dovere di tutelare i colori amaranto e l’intero movimento sportivo reggino. Abbiamo già attivato tutte le procedure previste dal diritto sportivo per fare in modo che la squadra della nostra città possa essere iscritta ad un campionato di rilevanza nazionale. E proseguiremo su questo indirizzo con l’obiettivo di tutelare la maglia amaranto a prescindere dalla categoria, nel rispetto dei tifosi e di tutti gli sportivi reggini». (rrc)

Il Tar boccia il ricorso della Reggina

Il Tar ha bocciato il ricorso della Reggina per iscriversi in Serie B.

Il ricorso era stato presentato per la «decisione del Collegio di Garanzia dello Sport, Sezione Controversie di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche, n. 64 del 20 luglio 2023, che ha respinto il ricorso proposto dalla Società Reggina per la riammissione in Serie B – si legge nella sentenza –. nonché di tutti gli atti, presupposti e conseguenti, ad esso comunque connessi e, in particolare, della delibera pubblicata il 7 luglio 2023 del Consiglio Federale della FIGC di cui al CU n. 8/A che – sulla base del parere della CO.VI.SO.C., Commissione Vigilanza Società di Calcio (Covisoc@pec.figc.it) 6 luglio 2023, prot. n. 1594/2023 (anche esso oggetto della presente impugnazione), ha respinto il ricorso della Reggina 1914 S.r.l. ed ha deciso di non concedere alla medesima società la Licenza Nazionale 2023/2024, con conseguente non ammissione al Campionato di Serie B 2023/2024».

La Covisoc – si legge sempre nella sentenza – lo scorso 30 giugno aveva rilevato «a carico della Società ricorrente “il mancato rispetto di alcuni dei criteri legali ed economico finanziari previsti per l’ottenimento della licenza nazionale ai fini dell’ammissione al campionato di Serie B 2023-2024, di cui al Titolo primo del Comunicato Ufficiale n. 66/A del 9 novembre 2022, come modificato e integrato dai Comunicati Ufficiali nn. 141/A del 14 marzo 2023 e 169/A del 21 aprile 2023”; nonché di ogni ulteriore atto, presupposto o conseguente, ad esso comunque connesso e, in particolare, a titolo meramente tuzioristico, ove occorra, del richiamato Comunicato Ufficiale n. 169/A; nonchè per il riconoscimento del titolo/diritto della Società Reggina al rilascio della Licenza Nazionale ed all’ammissione al Campionato di Serie B 2023-2024; con richiesta di abbreviazione dei termini». (rrc)

 

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: La Reggina deve rimanere in B

di GIACOMO SACCOMANNO – Pur essendo uno sportivo ed un giurista non sono intervenuto prima per evitare inutili polemiche e sconsiderate affermazioni. Quello che sta accadendo nella giustizia sportiva è inammissibile ed intollerabile. Campionati e posizioni ribaltate, anche durante lo svolgimento delle gare, con gravissime penalizzazioni che spesso non fanno emergere i veri valori sportivi. Se qualcuno sbaglia deve pagare. Su questo siamo tutti d’accordo.

Ma non può pagare la squadra o i tifosi o un’intera città! Senza entrare in merito a quanto sta accadendo a livello nazionale, veramente assurdo, non è veramente accettabile quello che è accaduto alla Reggina. Un Tribunale civile afferma una cosa che viene, inspiegabilmente, smentita da quello della giustizia sportiva! Oggi si gioca una partita importante sotto questo aspetto e, comunque, si rischia di umiliare un’intera città, un’intera regione, oltre che quello spirito sano che dovrebbe accompagnare sempre le competizioni sportive. Nei prossimi giorni il Tar dovrà valutare se ha più valore una indicazione della Federazione oppure un provvedimento assunto da un Tribunale di questo Stato.

Era giusto rispettare il termine indicato dalla prima o quello, invece, stabilito dal secondo? Se fossimo equilibrati e non ci fossero, probabilmente, “pesanti spinte”, per gli innumerevoli interessi economici esistenti nel calcio, il problema non si porrebbe: la Reggina, in ogni caso, ha versato le somme dovute e, quindi, non si tratta di sostanza, ma soltanto di formalismo. Ma, una nazione non può, sicuramente, vivere di principi solo formali.

Bisogna guardare al merito e agli sforzi che una comunità ha fatto per mantenere viva una squadra esistente da decenni. Sia come tifoso che, come giurista, ritengo che la sostanza debba prevalere sulla forma e, quindi, il Tar debba fare, veramente, giustizia e restituire alla città la squadra del cuore. Non penso che vi possa essere una soluzione diversa e, comunque, queste ultime vicende e, specialmente, quella odierna devono portare alla riforma del sistema giustizia sportiva. Non può esserci, ancora, incertezze, pene non previste, decisioni lasciate agli umori dei singoli o delle lobby. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

I sindaci Versace e Brunetti: Una gravissima ingiustizia esclusione della Reggina nella Serie B

Per i sindaci f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria e del Comune di Reggio, rispettivamente Carmelo Versace e Paolo Brunetti, l’esclusione della Reggina dal campionato di Serie B è «una grave ingiustizia, un colpo pesantissimo inferto all’intero movimento sportivo calabrese».

«Non è il momento di disunirci – hanno aggiunto – ma certamente la società dovrà dare conto, con chiarezza e trasparenza, di questo disastro che ricade sulle spalle dei tifosi e di tutti gli appassionati. La città pretende di sapere se ci sono aspetti che non conosciamo e che stanno determinando questa assoluta severità nei giudizi verso la nostra squadra. Lo ripetiamo: il calcio, ancor più in una realtà come la nostra, non è solo uno sport; la Reggina, a prescindere da chi ne detiene temporaneamente il titolo, è anzitutto un patrimonio identitario della Città. Ci spiace che le istituzioni che dovrebbero rappresentarla a livello nazionale, a cominciare da autorevoli esponenti della maggioranza di governo, non se ne rendano conto, non esponendosi per difendere la maglia amaranto».

«Adesso ci auguriamo che nei successivi gradi di giudizio, a partire dal ricorso al Tar, la Società con i suoi legali sia nelle condizioni di far valere le sue ragioni, ribaltando questa assurda situazione. Da istituzioni territoriali – ha concluso il sindaco facente funzioni Paolo Brunetti – ci muoveremo da subito, in maniera responsabile, tutelando il titolo sportivo, a questo punto anche a prescindere dalla categoria». (rrc)

Comune e Metrocity RC: Su vicenda Reggina tifosi meritano chiarezza e trasparenza da società

«La Società debba assumere una posizione di profonda chiarezza nei confronti della Città e dell’intera comunità sportiva reggina, che ha diritto a conoscere le reali evoluzioni della vicenda». È quanto è stato ribadito in una nota congiunta del Comune e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in merito alla vicenda della Reggina.

«Sarebbe opportuno – continua la nota – che la compagine societaria chiarisse in merito ai proclami avanzati negli ultimi dodici mesi, nel corso dei quali si è sempre fatto riferimento ad un progetto di durata triennale, con i vertici societari che dovrebbero dimostrare pieno rispetto delle prerogative dei tifosi, ai quali ad oggi non sono state fornite notizie chiare e trasparenti come auspicavamo».

«I dubbi e gli interrogativi che abbiamo sollevato nelle ultime settimane, anche pubblicamente, si sono purtroppo rivelati fondati – si legge ancora –. Il dispositivo Covisoc evidenzia temi che oggi la società ha tutte le possibilità di superare, fermo restando il merito della compagine sportiva che la serie B, e perfino i playoff per la Serie A, nonostante tutte le difficoltà riscontrate, li ha ottenuti sul campo».

«Entrando nel merito c’è da dire che la Covisoc afferma – si legge ancora nella nota congiunta – che l’omologa concessa dal Tribunale non sia definitiva in quanto ancora impugnabile. È evidente che potrà essere impugnata ad esempio da altre squadre interessate, dall’erario e da altri enti come Inps e Inail con appelli o ricorsi in Cassazione che potrebbero durare per lungo tempo, anche anni, ma bisogna tenere presente che le sentenze, anche quelle di primo grado, sono esecutive».

«Il mondo del calcio – viene evidenziato – può anche presumere di avere sue regole e sue scadenze ma non può modificare il principio di esecutività di un provvedimento in primo grado. Se un provvedimento non viene considerato esecutivo in quanto potenzialmente impugnabile si rischia di andare avanti per anni, consentendo ad altri soggetti interessati di proporre anche impugnazioni strumentali per non consentire l’applicazione di una sentenza. In sostanza se per il mondo del calcio un’omologa per essere utilizzabile deve essere definitiva, di fatto l’omologa non può mai essere utilizzata nel mondo del calcio».

«Relativamente al 5% non pagato nei tempi della giustizia sportiva ed oggi contestato – continua la nota – è utile ricordare che esiste una fideiussione di Buoni del Tesoro già depositata in Tribunale da 5 milioni di euro. Il compito della Covisoc dovrebbe essere quello di assicurarsi che le squadre siano sostenibili economicamente. In questo senso, considerando la fideiussione, è come se i debiti in sostanza fossero già stati pagati».

«Ulteriore elemento da considerare – si legge – è che probabilmente non tutte le squadre tra serie A e serie B hanno saldato i propri debiti al 31 dicembre 2022. Da quello che si legge sulla stampa nazionale tutte le società professionistiche italiane hanno aderito a strumenti di legge (il cosiddetto “salva calcio”) o transazioni, come nel Codice della crisi, per dilazionare il proprio dovuto nelle scadenze fissate da accordi con gli Enti impositori o con l’Agenzia delle Entrate. Non si capisce perché invece per la Reggina il pagamento debba obbligatoriamente avvenire immediatamente e non nella scadenza prevista dalla transazione, omologazione, il 12 luglio. Ancora una volta il rischio sarebbe quello di applicare due pesi e due misure diversi, per ragioni che oggettivamente ci sfuggono».

«La ratio del cosiddetto Salva aziende, – continua la nota – confermato recentemente dal Governo, è la tutela sociale, economica ed occupazionale di una società. Pensiamo quanti posti di lavoro si perderebbero se la Reggina dovesse fallire, oltre alle chiare difficoltà di carattere sociale che l’ipotesi di fallimento genererebbe per la città, con evidenti danni di immagine per l’intero territorio. Come può la Federazione consentire il fallimento di una Società mentre è pienamente pendente il termine ad adempiere dato dallo Stato? In questo modo il rischio è che venga mortificata la legge e un gran numero di principi costituzionalmente garantiti in ragione di una “autonoma” parità di trattamento che vale solo per le sentenze di omologazione ma non vale per i vari “salva calcio”».

«Il mondo del calcio – conclude la nota – non può rivendicare la propria autonomia a convenienza sulle leggi dello Stato. Oppure rivendicare autonomia solo quando spinta da ricche squadre del nord che bruciavano i faldoni con le fideiussioni false, ma forse sono più utili da tenere in vita per motivi che nulla hanno a che fare con il vero merito sportivo e che sono retrocesse sul campo». (rrc)

Vicenda Reggina, Minasi (Lega): Città merita chiarezza

La senatrice della Lega, Tilde Minasi, ha annunciato che non intende «entrare nel merito di questioni squisitamente tecniche inerenti alla vicenda Reggina, ma una riflessione su quanto sta accadendo in queste giornate è doverosa per ciò che la squadra rappresenta».

«La Reggina – ha ricordato – è un patrimonio della città ed anche della Calabria, al pari delle altre compagini che hanno una storia ed hanno portato in alto il nome della nostra Regione nel panorama calcistico.  A fronte di questa considerazione e alla luce dell’apprensione della comunità sportiva, e non solo, è quantomeno il minimo chiedere rispetto nei riguardi dei tifosi e di tutti coloro che hanno un legame con i colori amaranto».

«Come istituzioni, ma soprattutto come reggini – ha proseguito – siamo disponibili a qualsiasi tipo di confronto con Felice Saladini e la direzione della società, soprattutto per incamminarci nell’unica direzione adesso possibile ed auspicabile, cioè quella della chiarezza e della verità.  Al di là del dispositivo Covisoc e di tutto ciò che ne consegue in termini di step da seguire, scadenze da rispettare e iter da sviluppare, Reggio non merita assolutamente questo stato di incertezza e dubbio per le sorti della propria squadra, che può vantare una delle tifoserie più appassionate d’Italia che ha seguito e supportato la squadra in ogni categoria».

«La preoccupazione dei supporter la vogliamo fare nostra– ha detto ancora – perché la comprendiamo e perché sappiamo perfettamente con quale significato sia incastonata la Reggina nel nostro tessuto sociale. La compagine societaria deve a tutti quella sincerità che da più parti, giustamente, viene invocata e che può essere indicativa per il futuro della squadra che, stante così le cose, non corrisponde assolutamente a quanto era stato annunciato».

«Non è accettabile che non si parli alla città, non è accettabile – ha concluso – che non si senta l’esigenza di accogliere questa richiesta per dimostrare, con i fatti, che l’interesse nei confronti della Reggina da parte degli attuali massimi dirigenti è concreto e tangibile e non solo un’enunciazione fatta di slogan ma non di intenti programmatici». (rp)

Caso Reggina, Cannizzaro (FI) presenta interpellanza urgente ai ministri

Il deputato di Fi, Francesco Cannizzaro, ha presentato un’interpellanza urgente ai ministri della Giustizia, delle Imprese e del Made in Italy e per lo Sport e per i Giovani, affinché si interessino del caso della Regina.

Per Cannizzaro, infatti, è «un’anomalia; bisognerebbe evitare che Giustizia sportiva e Giustizia ordinaria possano andare in conflitto tra loro per uno stesso caso». 

L’argomento, come si può facilmente dedurre, riguarda la complessa situazione societaria della Reggina 1914 Srl, che si trova dinnanzi a Giustizia sportiva e Giustizia ordinaria, fronteggiando diverse limitazioni e una penalizzazione che pesa sull’attuale classifica del Campionato di Calcio di Serie B.

«La Società amaranto, in data 28/4/2023 – ha spiegato – ha depositato il ricorso per l’omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti e transazione su crediti tributari e previdenziali. La procedura di accordo di ristrutturazione dei debiti è una delle opzioni che la normativa italiana mette a disposizione del mondo delle imprese per anticipare e risolvere le situazioni di difficoltà economico-finanziarie ancora reversibili, con l’intento di dare la possibilità agli imprenditori di superare le difficoltà delle proprie Società, comprese quelle di calcio professionistico», si legge testualmente tra le premesse del documento presentato dall’Onorevole Cannizzaro e che porta la firma anche di un altro deputato del territorio reggino: Giovanni Arruzzolo.

«Reggina che – precisano ancora i parlamentari di Forza Italia – in previsione della scadenza federale per la dimostrazione del pagamento degli emolumenti e relativi oneri, sia a febbraio che a marzo ha depositato istanza presso il competente Tribunale per chiedere di essere autorizzata al pagamento dei contributi previdenziali, ricevendo tuttavia diniego. In entrambe le occasioni, la Società, pur sapendo di incorrere in eventuali sanzioni federali, ha ritenuto di adeguarsi ai provvedimenti del Tribunale Ordinario di Reggio Calabria (per evitare il rischio di estromissione dalla procedura), in ossequio a quanto ben precisato nel provvedimento di diniego, dove si legge che le norme dell’ordinamento sportivo non possono derogare nemmeno implicitamente all’applicazione della disciplina dell’ordinamento statale, ovvero comportarne la sua disapplicazione».

«Intanto però la Giustizia sportiva ha già sanzionato la Reggina per non aver rispettato le scadenze – precisano i deputati firmatari – questo perché le norme della FIGC non contemplano la procedura messa in atto. E nel frattempo da parte della Procura Federale è arrivato anche il deferimento relativo alle scadenze saltate, sia per la Reggina che per il suo Amministratore Delegato. E purtroppo altre sanzioni potrebbero presentarsi all’orizzonte. In questo contesto, inoltre, non sembra prospettarsi un’auspicabile armonizzazione tra diritto sportivo e competenza del diritto statuale nell’esercizio della giurisdizione ordinaria, in particolare rispetto alle norme in materia di crisi d’impresa»

«Alla luce di tutto quanto premesso – scrivono in conclusione Francesco Cannizzaro e Giovanni Arruzzolo nella loro interpellanza urgente – chiediamo quali iniziative intendano intraprendere i Ministri dei dicasteri interessati al fine di evitare che una Società calcistica in stato di crisi possa eventualmente essere destinataria di una disciplina giuridica diversa da quella riservata ad una normale società commerciale, e quindi risultare penalizzata, solo per il fatto che soggiace anche ad un ordinamento di settore che, seppur autonomo, è però subordinato e derivante da quello statuale».

L’interpellanza si chiude, pertanto, con una richiesta anche sull’armonizzazione del diritto sportivo con quello della crisi d’impresa, per escludere l’eventuale rischio per gli amministratori di una società calcistica di esporsi a sanzioni nell’ambito della Giustizia ordinaria, in funzione di comportamenti diversamente valutati in ambito sportivo.

Della vicenda si sta occupando pure il Governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, che ha già avviato un’interlocuzione diretta col Presidente della FIGC, Gabriele Gravina. (rp)

REGGIO – Il Centro sportivo Sant’Agata sarà in concessione alla Reggina

Per i prossimi 19 anni, il Centro Sportivo Sant’Agata sarà in concessione alla Reggina. È quanto è stato stabilito dall’accordo sottoscritto tra il Comune di Reggio e il club, nella Sala “Monsignor Ferro” di Palazzo Alvaro, alla presenza del sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà, e del presidente della squadra amaranto, Luca Gallo.

«È un momento molto importante», ha detto il sindaco Falcomatà sottolineando come questo rappresenti «un ulteriore tassello del proficuo percorso di collaborazione, avviato nel tempo, con il club del presidente Luca Gallo».

«Quella di oggi – ha spiegato – non è una semplice firma su un contratto, ma un momento fondamentale per la crescita dell’intero territorio. I nostri uffici hanno lavorato a lungo per raggiungere questo risultato ed un ringraziamento lo rivolgo al dirigente di settore, Giuseppe Mezzatesta, ed al consigliere metropolitano delegato, Carmelo Versace, che ha seguito direttamente tutto iter che ci porta a suggellare un accordo che consentirà alla Reggina, ancora di più, di continuare i propri investimenti in quella parte della città e nell’intera area metropolitana».

«Il Sant’Agata – ha detto il sindaco – è a tutti gli effetti un gioiellino sul quale, negli ultimi anni, il presidente Gallo ha concentrato molti sforzi per renderlo un punto di riferimento per tutti noi. Ci giocano i ragazzini, lo frequentano le famiglie, ma è bello per potervi respirare l’aria di un’oasi all’interno dei nostri quartieri».

«Con questa convenzione – ha continuato il primo cittadino – fissiamo in 19 anni l’orizzonte sul quale la Reggina potrà crescere avendo il tempo necessario per programmare i propri investimenti. Il rapporto che il presidente Gallo ha instaurato con la città è patrimonio collettivo, lo conosciamo e ne siamo orgogliosi. Molte cose, infatti, non si sarebbero fatte se non ci fossero state questa empatia ed un amore viscerale con la nostra città. Qualcosa, insomma, che non deve essere data per scontata. Da sindaco, dico che ci sono stati e ci saranno altri impegni economici importanti che potranno far crescere Reggio e generare un indotto economico con ricadute occupazionali non indifferenti. È significativo che questo sia stato fatto da una persona che ha conosciuto la nostra città, ma non vi è nato. Qui, il presidente Gallo, ha trovato la sua dimensione più naturale, differentemente da quanti, pur avendo solide radici reggine, anziché investire nella propria terra preferisce farlo altrove. Noi ci teniamo stretto il presidente Gallo e siamo convinti di portare ulteriori risultati, non solo sportivi, per l’intera città».

Il presidente Luca Gallo ha, quindi, ringraziato, a nome suo e della Reggina, il sindaco Falcomatà per «un’opportunità che ci consentirà di rendere il Centro sportivo Sant’Agata più grande e più bello».

«Una concessione lunga 19 anni – ha affermato il numero uno amaranto – ci permetterà di lavorare nel migliore modo possibile. Sin da subito, ho compreso l’importanza del Sant’Agata e spero che, con gli anni e puntando molto sul settore giovanile, si possa riuscire ad avere anche dei giocatori in grado di diventare eccellenze future per il club».

«Al di la di questo – ha precisato Gallo – mi auguro che i ragazzi che frequenteranno il Centro sportivo possano farlo interpretando questa esperienza come una vera e propria scuola di vita. Sicuramente, ci saranno ulteriori investimenti e la firma di oggi è solo l’inizio. Tutto questo, però, deve essere foriero di successi sportivi, senza i quali sarà difficile realizzare qualsiasi obiettivo. La speranza è che il Covid consenta alle persone di poter venire a visitare il Sant’Agata perché, chi sente davvero dentro la Reggina, non può non provare piacere nel vedere e riconoscere gli importanti cambiamenti fatti». (rrc)

Antonio Tempestilli è il nuovo direttore generale della Reggina

Prestigioso incarico per Antonio Tempestilli, che è il nuovo direttore generale della Reggina.

A renderlo noto la squadra e il presidente Luca Gallo, spiegando che «nelle nostre numerose conversazioni, ho potuto constatare la passione che Antonio ci mette nel suo lavoro».

«La sua mentalità – ha aggiunto – è orientata al successo, in coerenza con l’etica della Reggina. Sono certo che, con la sua energia e la sua capacità gestionale, riuscirà a portare avanti il progetto Reggina».

«Ringrazio il presidente Gallo per questo ulteriore attestato di stima» ha dichiarato il neo direttore generale Antonio Tempestilli, già responsabile del settore giovanile, del calcio femminile e del centro sportivo Sant’Agata.

«Sono onorato – ha concluso – di ricoprire questo ruolo. Sin dalla prima telefonata ho avvertito le ambizioni del presidente e sposato la causa della Reggina. Così come già fatto dal mio insediamento al Centro Sportivo Sant’Agata, continuerò a mettere a disposizione della società il bagaglio d’esperienza maturato in questi anni». (rrm)