SANT’ONOFRIO (VV) – Successo per la Giornata Solidale per donare il sangue

Nei giorni scorsi, a Sant’Onofrio, si è svolta una Giornata Solidale messa in piedi dall’Avis di Mileto, l’Admo di Vibo Valentia e il supporto, economico – organizzativo (non privo di spassionato entusiasmo) di tante associazioni del territorio.

Sono stati in tanti, infatti, ad essere accorsi all’oratorio parrocchiale di Via San Gerardo per donare il sangue e tipizzazione per potenziali donatori di midollo osseo.

«La risposta è stata più che soddisfacente – hanno commentato gli organizzatori –. Donare il sangue e diventare donatori di midollo osseo  sono gesti che vanno oltre e che possono salvare delle vite».

Un segnale chiaro che arriva dalle contrade vibonesi per «sensibilizzare l’opinione pubblica – ha concluso chi ha organizzato l’iniziativa – sull’importanza della donazione e, soprattutto, a sottolineare l’impegno fondamentale di chi, gratuitamente,compie questo gesto solidale a favore di tanti pazienti.  Un vero e proprio supporto strategico per tutti i sistemi sanitari locali e nazionali».

Giornata solidale a Sant’Onofrio: insieme per fare la differenza e salvare una vita. (rvv)

SANT’ONOFRIO (VV) – Il 14 dicembre al via corso per tecnico ispettore delle produzioni agricole

Parte il 24 dicembre, a Sant’Onofrio, un corso di qualifica per tecnico ispettore delle produzioni agricole vegetali e trasformate biologiche, promosso da Csqa Calabria.

Il corso si svolgerà nei giorni 14, 15, 16 dicembre 2022, nella sede di CSQA in via Raffaele Teti, 73 – 89843 Sant’Onofrio VV; dalle ore 9 alle ore 18.

«Ci rivolgiamo a soggetti in possesso di diploma di laurea o di scuola secondaria di secondo livello che abbiano attinenze con le attività di controllo delle produzioni biologiche – ha dichiarato Maurizio Agostino, docente del corso e referente CSQA per il Sud Italia, esperto nelle produzioni biologiche, con esperienza ultra decennale nelle attività di controllo e certificazione dell’agricoltura biologica –. Il target di riferimento – continua- sono: laureati in scienze agrarie, scienze e tecnologie alimentari, veterinaria, biologia, acquacoltura e igiene delle produzioni ittiche, scienze delle produzioni animali, oppure periti agrari, agrotecnici, alimentaristi e diplomi equipollenti».

«È certamente un’opportunità di specializzazione spendibile da subito nel mondo del lavoro – ha proseguito Agostino –  e che può essere esercitata nel mondo delle aziende che producono bio e che devono certificarsi per entrare nella fascia di prodotto con le caratteristiche che questo tipo di certificazione richiede».

In Calabria e non solo, crescono le aziende agro-alimentari che prestano attenzione al processo di coltivazione, produzione e immissione sul mercato di alimenti a marchio biologico e che tutelano il consumatore garantendo una filiera corta e sostenibile, quella del tecnico controllore è dunque una figura sempre più richiesta sul mercato del lavoro.

In Calabria nel 2021 sono stati sottoposti a controllo 10.400 operatori agroalimentari, con una crescita quasi del 3% rispetto all’anno precedente.

La superficie agricola coltivata con metodi biologici nella nostra regione raggiunge i 197.165 ettari, in crescita del 2% sul 2020 e rappresentano oltre il 34% della superficie agricola utilizzata calabrese.

Più di un terzo delle nostre coltivazioni (cioè olivi, agrumi, viti e seminativi) sono biologiche. È un dato che pone la Calabria al primo posto in Italia.

Il corso, che si svolgerà in venti ore, intende promuovere le conoscenze di base sui principi e sui metodi dell’agricoltura biologica e sul quadro normativo del settore, comprese le pratiche agricole, zootecniche e della trasformazione dei prodotti biologici; la conoscenza delle norme internazionali e comunitarie e leggi nazionali e regionali del settore; l’apprendimento e la capacità di mettere in pratica le metodologie per l’esame, l’indagine e la valutazione delle aziende di produzione vegetale e trasformazione biologiche e la preparazione dei relativi rapporti di audit.

Principi e normative vigenti dell’agricoltura biologica in Italia e in Europa per la produzione e la trasformazione agricola ed alimentare biologica, fino al sistema di controllo e certificazione, passando per gli adempimenti a cui sono assoggettati i produttori, sono le principali materie di studio che verranno sviluppate nel corso delle tre giornate di formazione.  (rvv)

SANT’ONOFRIO (VV) – Il confronto “Quale Sud… Quale sociale?”

Domani sera, a Sant’Onofrio, alle 21, a Piazza Umberto I,  è in programma il confronto con i cittadini dal titolo Quale Sud… Quale sociale? organizzato dalla Pro Loco di Sant’Onofrio nell’ambito di Canuscimundi, oh Calabrisi! La Calabria tra le nostre mani, viaggio nella cultura e nell’attualità, realizzata in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Intervengono Dalila Nesci, sottosegretaria per il Sud, Tilde Minasi, assessore regionale alle Politiche Sociali, Maurizio Simone, presidente regionale Fand – federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili, Vincenzo Dattolo, presidente Federsolidarietà Calabria.

Ad arricchire il confronto, le testimonianze dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e della Società Cooperativa Sociale “Fenice” di Vibo Valentia. Modera il giornalista Maurizio Bonanno. (rvv)

SANT’ONOFRIO (VV) – Lo Schiavo presenta la proposta di legge sulle Cooperative di Comunità

Venerdì 17 giugno, a Sant’Onofrio, alle 18, nella Sala del Centro di aggregazione sociale “Falcone e Borsellino”, è in programma l’iniziativa pubblica del consigliere regionale di De Magistris Presidente, Antonio Lo Schiavo, sulla sua proposta di legge regionale sulle Cooperative di Comunità, in collaborazione con la Cooperativa di comunità Sant’Onofrio 3.0 e Legacoop Calabria e con il gratuito patrocinio del Comune di Sant’Onofrio.

Nell’occasione porteranno i loro saluti il sindaco di Sant’Onofrio, Antonino Pezzo, i consiglieri regionali Raffaele Mammoliti e Francesco De Nisi e il presidente di Legacoop Calabria Lorenzo Sibio. Sarà poi lo stesso Antonio Lo Schiavo ad illustrare la proposta di legge regionale sulle Cooperative di comunità: uno strumento espressamente volto a normare un settore ritenuto strategico per il contrasto alla marginalità e allo spopolamento dei piccoli centri dell’entroterra calabrese.

Quindi spazio alle testimonianze dal mondo delle Cooperative di comunità con il contributo di Gianni Torri, presidente della Cooperativa di comunità “Terre del Magra” di La Spezia; Roberta Caruso, presidente della Cooperativa di comunità “I live in Vaccarizzo” di Montalto Uffugo (Cs); Anna Capicotto, presidente della Cooperativa di comunità “Le 5 icone” di Pentone (Cz). Seguiranno gli interventi di Francesco Carchedi, presidente della Cooperativa di comunità Sant’Onofrio 3.0; Maurizio De Luca, vicepresidente di Legacoop Calabria con delega alle Cooperative di comunità; Paolo Scaramuccia, responsabile Cooperative di comunità Legacoop nazionale.

Modererà l’evento il giornalista Stefano Mandarano. In occasione della presentazione, negli stessi locali di via Raffaele Teti, sarà aperta al pubblico la biblioteca, centro-studi e ricerca “Pasquale Marcello” che ospita, tra le altre cose, un allestimento di oltre 50 manifesti originali di promozione politica nazionale del periodo 1948/1953. (rvv)

A Sant’Onofrio si chiude il progetto “Comunichiamo” del Forum Famiglie Calabria

Si è chiuso, a Sant’Onofrio, il progetto Comunichiamo del Forum Famiglie Calabria, finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri ”con  Ente capofila il  Forum nazionale delle Associazioni familiari.

Il progetto che ha avuto come coordinatore per la Calabria Onofrio Casuscelli, si è concluso con un convegno finale: Sperimentiamo la “Silver Economy, finalizzato a diffondere a tutti gli stakeholder coinvolti, in modo particolare le associazioni, che hanno svolto diverse iniziative, i risultati ottenuti in termini di: cooperazione tra le generazioni, sviluppo del territorio e miglioramento qualitativo della vita sociale dei giovani e, in particolare, degli anziani per favorire il processo di invecchiamento attivo.

La crisi della natalità sta favorendo giocoforza i processi di desertificazione in essere nei piccoli comuni, dove riuscire a conservare e accrescere il patrimonio demografico e il coinvolgimento sociale dei giovani è vitale per preservarne l’esistenza. Per questo urgono politiche serie e strutturate per rendere appetibile la permanenza dei giovani nei medesimi territori e rilanciare la natalità in tutto il Paese.

Queste le considerazioni scaturite dal convegno promosso dal Forum delle Associazioni Familiari in collaborazione con Istat e della presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia, tenutosi alla presenza di Gian Carlo Blangiardo, presidente Istat, Tiziana Zannini, Direttrice generale dell’Ufficio Politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gigi De Palo, Presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari e Emma Ciccarelli, vicepresidente, Paolo Proietti, amministratore Fast (Federazione per l’Accoglienza e lo Sviluppo Turistico).

Il progetto, è stato avviato un anno fa in cinque comuni in Italia e ha avuto per la Calabria il Comune di Sant’Onofrio (VV) e ha visto coinvolte diverse associazioni. È stata  fornita una fotografia sulla condizione dei giovani e sui loro rapporti con le altre generazioni e si e’ avvalso dei risultati della Ricerca statistica sulla condizione giovanile e i rapporti tra generazioni con focus sui piccoli comuni a cura dell’Istat, mediante la quale si è proceduto a calcolare un indice detto di “attrattività giovanile”, per sintetizzare la capacità di ogni comune italiano di esercitare una forza attrattiva (o espulsiva) nei riguardi della popolazione giovane.

Tra buone pratiche avviate e nuove sperimentazioni, il progetto ha dato vita a modelli metodologici e linee-guida per favorire l’intergenerazionalità come leva di riattivazione socio-culturale dei territori.

«Sono molto soddisfatto dei risultati del progetto – ha commentato il Coordinatore per la Calabria Casuscelli – abbiamo consolidato alcuni percorsi importanti e c’è stato un reale protagonismo del mondo associativo con la nascita anche di associazioni, quali l’ammodernamento della biblioteca, la ripresa di percorsi storico culturali quali il cippo della via Popilia e l’attualizzazione di personaggi che hanno dato lustro a Sant’Onofrio come Pasquale Marcello e lo sport come attività che integra le diverse generazioni».

Il presidente del Forum Famiglie Calabria Claudio Venditti ha dichiarato che «il progetto proseguirà con focus specifici di approfondimento per consolidare le indicazioni e i risultati ottenuti». (rvv)

SANT’ONOFRIO (VV) – Aperta la nuova sede della Csqa Certificazioni

La Csqa Certificazioni ha aperto una nuova sede al Molino d’Urzo di Sant’Onofrio, diventando il punto di riferimento nel sud Italia per le certificazioni bio, oltre che referente per le certificazioni in ambito volontario in Calabria.

Questa scelta strategica è resa possibile grazie all’accordo con Igea Srl, con la quale è stata siglata una partnership strategica ed organizzativa.

Da oltre vent’anni, Igea Srl è una importante comunità di professionisti che opera nella regione Calabria e in tutte le regioni del Mezzogiorno d’Italia, impegnata nello sviluppo e nell’affermazione dell’agricoltura biologica e sostenibile, attraverso la certificazione delle produzioni. Un punto di riferimento al servizio dell’agroalimentare biologico e delle produzioni di alimenti ispirate a principi di tipicità, qualità, sostenibilità ed equità.

La società coinvolge 22 fra quadri tecnici e specialisti del settore agroalimentare, forestale e ambientale. Negli ultimi anni ha erogato servizi di orientamento, controllo e certificazione per migliaia di imprese agroalimentari biologiche e delle produzioni tipiche.

Csqa è organismo di certificazione leader nel settore agroalimentare che svolge attività di certificazione, assessment e formazione, attivo nei settori dell’Agroalimentare e Packaging, dei Beni di Consumo, della Ristorazione, dei Servizi Tecnici e Professionali, Information Technology, Biologico, Sostenibilità, Foreste, Legno & Carta, Servizi alla Persona e della Pubblica Amministrazione.

«Più che un’impresa – ha dichiarato Maurizio Agostino – ci sentiamo una libera comunità di professionisti, che con una propria visione collettiva interpreta il territorio e le esigenze delle imprese che lo vivono e per mettere loro a disposizione strumenti e metodi per accrescere il valore economico, ambientale, salutistico e sociale delle loro produzioni».

«Con questa esperienza e queste motivazioni – ha aggiunto – affrontiamo un rinnovato impegno di cooperazione con Csqa, per sviluppare ulteriori sevizi avanzati ed integrati, di prossimità agli operatori del mezzogiorno che credono nello sviluppo sostenibile e solidale del territorio».

«Siamo felici di aprire la nostra nuova sede CSQA in Calabria, dodicesima in Italia – ha dichiarato Pietro Bonato, ad e Direttore Generale Csqa. “Grazie a questa partnership sinergica con Igea rafforziamo la nostra presenza sul territorio a fianco delle aziende, con una realtà di professionisti qualificati e apprezzati dai clienti». (rvv)

Sant’Onofrio cerca di ricostruire la sua reputazione, dopo 30 anni di terribili sospetti

Dopo trent’anni dalla strage mafiosa di Sant’Onofrio, nel Vibonese, dove due persone vennero uccise e undici rimasero ferite, il sindaco della cittadina Onofrio Maragò ha lancia alla società civile un appello forte: «Aiutateci a liberarci da questa cappa e da questo pesante sospetto di ‘ndrangheta. Qui c’e ancora tanta gente buona, e soprattutto onesta».

La strage dell’Epifania del 1991 – dice il sindaco Maragò – «può essere annoverato come l’evento che più di ogni altro ha segnato e condizionato l’evoluzione sociale, culturale ed economica di Sant’Onofrio e dei suoi abitanti. In una mattinata di festa nella quale la comunità soleva radunarsi in piazza per vivere un momento di socialità, si è scatenata la violenza ed il terrore, lasciando a terra fra la folla due vittime e nove feriti, cittadini innocenti che si sono trovati fatalmente nella traiettoria dei proiettili destinati ad altri, vittime di una modalità perversa di contrasto e di affermazione criminale.

Il 6 gennaio 1991 è stata una giornata luttuosa e di terrore della quale, verosimilmente, non è stata presa ancora piena coscienza, anche perché al fragore delle armi e al sangue innocente versato, non è seguita una forte presa di posizione civica tale da arginare e osteggiare, più di quanto si sia fatto, il diffondersi di fenomeni di criminalità organizzata ed il proselitismo su nuove leve inquadrate nella cosca locale, come le cronache giudiziarie riportano.

Da quella data fatidica Sant’Onofrio è cambiata profondamente. A livello di socialità si è innescato un timore diffuso, una quieta rassegnazione, che ha condotto gran parte della popolazione ad estraniarsi da quanto avveniva, rinchiudendosi nel proprio sistema familiare e amicale, che costituisce da sempre un micromondo in cui rifugiarsi. Così facendo i suoi abitanti hanno però sottovalutato gli effetti negativi di lungo periodo che sono conseguenti all’affermarsi di fenomeni criminali, soprattutto in relazione allo sviluppo socio-economico del territorio».

«A trent’anni di distanza – afferma il primo cittadino –, certo molte cose sono cambiate, nella società civile vi è una nuova percezione e considerazione dei fenomeni mafiosi come testimoniato dalla grande partecipazione alla manifestazione organizzata dall’associazione Libera a favore delle forze dell’ordine a seguito dell’operazione giudiziaria denominata “Rinascita Scott”. La lotta alla ‘ndrangheta si è intensificata nel corso degli anni a fronte della constatazione della pervasività e pericolosità di tale organizzazione criminale. Molto altro ancora deve essere affrontato e perseguito, sia a livello di istituzioni, di organismi intermedi e di società civile.

«L’affermazione di principi di legalità e di convivenza civile deve essere condivisa a tutti i livelli, ognuno deve fare la propria parte, in un’azione corale che faccia comprendere compiutamente che la ‘ndrangheta è un male, anche per chi aderisce a tale organizzazione, perché foriero di una vita non vissuta (come si legge in molte testimonianze riportate in numerose pubblicazioni). E come ogni male può essere curato solo se l’ammalato ne prende piena coscienza e decide di curarlo, anche per il male sociale legato alla ‘ndrangheta occorre prenderne coscienza e decidere di curarlo, sia con le azioni di contrasto sia con interventi di “ricostituzione” e di “rigenerazione” del tessuto sociale ed economico.

«E allora bisogna parlarne, bisogna partecipare e far partecipare, risvegliare le coscienze sopite dei santonofresi, bisogna essere testimonianza attiva per affermare un rinnovato senso di comunità, la quale sta registrando negli ultimi decenni una continua emorragia di giovani che emigrano, ancora oggi come i loro avi, verso altre aree di Italia e del mondo. Occorre arrestare questa disgregazione sociale che ha radici e cause nel ritardo di sviluppo e nella carenza di occasioni di lavoro, cause che sono fortemente legate alla presenza del malaffare ed in molti casi da questo generate.

«Ci vorrà tempo e molto impegno, la comunità di Sant’Onofrio deve prendere coscienza di sé e rifuggire dal rassegnarsi ad un ineluttabile destino, quello di essere etichettata come paese di ‘ndrangheta che deve essere evitato e da cui bisogna andarsene. La comunità di Sant’Onofrio rimane composta da gente onesta e di grandi qualità umane, che non merita di essere tacciata in modo spicciolo e generalistico di mafiosità.

«L’Amministrazione comunale di Sant’Onofrio crede che i tempi possano essere propizi e che occorra agire per evitare l’inesorabile declino della comunità amministrata. È cosciente che oltre a rispettare e far rispettare le leggi, base imprescindibile, ed essere modello di moralità istituzionale e di testimonianza attiva a favore della legalità, occorra promuovere una strategia di risveglio sociale, culturale ed economico, che coinvolga tutte le forze sane presenti e crei le occasioni più opportune e sostenibili, di socialità e di lavoro, per dimostrare fattivamente che vivere di ‘ndrangheta o esserne associati, in fondo, non conviene a nessuno: chi in un modo, chi per altro, perdiamo tutti.

«Questo può rappresentare un manifesto di intenti imprescindibile tale da accomunare tutti ed al quale impegnarsi anche nel futuro amministrativo di Sant’Onofrio. L’Amministrazione comunale di Sant’Onofrio in questi anni ha marciato insieme a Libera, partecipando attivamente alle sue iniziative, tra le quali le giornate dedicate alla memoria delle vittime innocenti delle mafie. Nel lungo e straziante elenco letto ad alta voce in molte piazze in tutta Italia, compaiono i nomi di due cittadini di Sant’Onofrio: Onofrio Addesi e Francesco Augurusa, vittime innocenti di una cieca e feroce violenza.

«L’Amministrazione comunale di Sant’Onofrio, nella ricorrenza del 6 gennaio 2021, ha deciso di esporre una targa nella stessa Piazza in cui è avvenuto l’eccidio trent’anni prima, per ricordare i suddetti cittadini e testimoniare il proprio impegno e quello di tutta la comunità a schierarsi contro l’illegalità. Tenuto conto dell’emergenza in atto, che impone limitazioni per arginare i pericoli di contagio, si ha in programma di realizzare, oltre alla esposizione della suddetta targa commemorativa, una raccolta di videomessaggi di esponenti e osservatori privilegiati, i cui punti di vista rimangano a memoria e possano essere fonte di ispirazione per amministratori e cittadini.

«Illustri cittadini di Sant’Onofrio hanno scritto e illustrato storie e immagini della nostra comunità (ad esempio: il prof. Mario Teti con “Gente di Sant’Onofrio”, Pino Nano con “Cara Sant’Onofrio”). Oggi, ci poniamo l’obiettivo di raccogliere e far tesoro di analisi, casi emblematici, buone prassi e proposte qualificate per dare impulso ad una “rigenerazione” della comunità, a partire dalle nuove generazioni e con il fondamentale e potente aiuto del genere femminile, finora inespresso ed erroneamente sottovalutato». (rvv)

SANT’ONOFRIO (VV) – La Sagra “L’isola dei Sapori”

Questa sera, a Sant’Onofrio, alle 20.30, a Piazza Umberto I, la Sagra L’isola dei Sapori.

L’evento è stato organizzato dalla Parroccia Santa Maria delle Grazie in occasione dei festeggiamenti in onore di San Rocco.

Ad animare la serata, i GIganti di Sant’Onofrio, i 13 tamburi santonofresi, artisti di strada e Pino Russo con un concerto. (rvv)