A Cosenza il sit-in di Cgil e Uil: Un protocollo per legalità e sicurezza

È necessario «farsi portavoce con il governo nazionale per potenziare l’organico nell’Ispettorato del lavoro e nelle aziende sanitarie perché è necessario che gli organi ispettivi lavorino in sinergia per aumentare i controlli». È quanto hanno ribadito Angelo Sposato e Maria Elena Senese, rispettivamente segretari generali di Cgil e Uil Calabria, nel corso dell’incontro con il prefetto di Cosenza, Vittoria Ciaramella, avvenuto durante la manifestazione di Cosenza per rivendicare maggiore sicurezza sul lavoro e meno precarietà.

Sono stati incontrati, anche, il capo di Gabinetto della Prefettura Giuseppe Di Martino e il funzionario Gianfranco Rovito. Nell’occasione, è stato chiesto ai vertici della Prefettura «di farsi portavoce dell’esigenza di un protocollo per la legalità e sicurezza e di misure di tracciabilità sulla spesa dei fondi comunitari e Pnrrr con la Regione».

«Nel settore dell’edilizia e dell’agricoltura – ha detto Maria Elena Senese – si registrano maggiormente infortuni mortali e per questi settori bisognerebbe prevedere organi ispettivi dedicati, con tecnici specializzati. La Calabria ha un triste primato, da noi c’è un problema di lavoro sommerso importante che si annida specialmente nei subappalti a cascata. Dobbiamo provare a fare un’inversione di marcia ma non solo da parte da nostra, abbiamo bisogno di tutti, lavoratori, istituzioni e aziende».

«Aver precarizzato il lavoro in questi anni, rendendolo più debole, sottopagato e sfruttato – ha aggiunto Sposato – ha creato una cultura del disvalore del lavoro e quando c’è disvalore anche la sicurezza viene meno. Abbiamo bisogno di norme che creino deterrenza contro chi vuole utilizzare il lavoro sfruttato e mettere in pericolo la vita dei lavoratori, serve introdurre il reato penale di omicidio sul lavoro e selezionare le imprese attraverso la patente a punti».

«Abbiamo chiesto alla prefetta di interfacciarsi con il presidente della Regione – ha spiegato – e segnalare che è necessario, sui venti miliardi di spesa che ci saranno su Pnrr e sulla programmazione comunitaria, di fare dei protocolli di legalità e rintracciabilità della spesa».

«Gli interventi devono essere selettivi – ha concluso – e dare premialità solo alle imprese che investono sulla sicurezza del lavoro, perché abbiamo visto che laddove sono stati fatti i protocolli di legalità, anche in grandi opere pubbliche, gli incidenti sul lavoro sono diminuiti».

Simone Celebre, segretario generale di Fillea Cgil Calabria, ha, invece, chiesto di sollecitare da subito alla Regione un’ordinanza per il lavoro durante le giornate più calde.

Da parte della Prefettura abbiamo avuto la disponibilità a veicolare le istanze a livello nazionale e regionale. (rcs)

Tirocinanti, i sindacati chiedono l’intervento del Governo

Le Segreterie Regionali Nidil Cgil, Felsa Cisl ,Uiltemp, Usb Fds hanno chiesto l’intervento del Governo per la vertenza dei tirocinanti calabresi, in quanto nel Dl Milleproroghe manca la dotazione finanziaria, valutabile in circa 60 milioni di euro annui.

I sindacati, poi, hanno reso noto che riproporranno l’azione sindacale nei confronti dell’Anci Calabria, nella persona della presidente Rosaria Succurro, «della quale si è potuto apprezzare uno spirito collaborativo, mancante nelle precedenti gestioni».

Quella dei tirocinanti, infatti, è una delle vertenze «più importanti – si legge in una nota – per il mondo del lavoro in Calabria con più di 4.000 lavoratori coinvolti, distribuiti in circa 450 amministrazioni pubbliche»

Il dl Milleproroghe, infatti, accoglie le deroghe normative affinché gli enti possano procedere alle assunzioni. Dopo la sua approvazione è seguito un confronto sui territori tra le quattro sigle sindacali e i lavoratori «per dare piena consapevolezza non solo di quanto conquistato, ma anche del difficile percorso di quanto ancora è necessario ottenere per poter davvero superare la fase dei tirocini formativi e approdare ad un lavoro vero e tutelato».

«Manca, infatti, la parte economica – hanno evidenziato i sindacati – ossia quella dotazione finanziaria valutabile in circa 60 milioni di euro annui, perché gli Enti, in particolare i Comuni – notoriamente in gravi difficoltà finanziarie – possano procedere a concretizzare la norma che, altrimenti, rischia di restare lettera morta».

«Nel valutare quindi – hanno detto i sindacati – la mancata capacità della maggioranza degli Enti comunali di tradurre le norme in posti di lavoro per via della loro situazione economico – finanziaria, ribadiamo che l’unica soluzione per garantire un contratto a tutti i tirocinanti sia un intervento da parte del governo con il riconoscimento di un contributo al quale affiancare eventualmente altre risorse da parte della Regione Calabria».

«I prossimi mesi, dunque – hanno proseguito – saranno importanti anche alla luce dei provvedimenti normativi che saranno presentati al Parlamento e che dovranno effettivamente rendere la norma appena approvata accessibile a tutti gli enti utilizzatori per permettere di trasformare le parole in fatti. Continuiamo a pensare, infatti, che su una vertenza che coinvolge un così grande numero di famiglie calabresi non si possa pensare né a fughe in avanti solo per fini elettorali e nemmeno a facili scarica barili».

«Tutti i soggetti coinvolti a livello nazionale e regionale – hanno concluso le Segreterie – assieme alle parti sociali, devono remare nella stessa direzione. Richiameremo tutti alle proprie responsabilità anche attraverso mobilitazioni di piazza che decideremo assieme ai lavoratori». (rcz)

 

Sorveglianza idraulica, i sindacati: Calabria Verde convoca tavolo con chi non ha firmato il contratto

Fp Cgil Calabria, Cisl Fp Calabria, UIl Fpl Calabria, Cisal Csa hanno denunciato e trovato «incomprensibile» come Calabria Verde ha convocato un tavolo tecnico sulla retribuzione dei lavoratori della sorveglianza idraulica del comparto del pubblico impiego «con una organizzazione sindacale non firmataria di Contratto, quindi, non legittimata a sedersi a quel tavolo» e di come, invece, siano state escluse le sigle firmatarie.

«Si rimane sconcertati –  hanno evidenziato Alessandra Baldari, segretaria generale Fp Cgil Calabria, Luciana Giordano, segretaria generale Cisl Fp Calabria, Walter Bloise, segretario Uil Fp Calabria e i dirigenti sindacali Cisal-Csa, Gianluca Tedesco e Giuseppe Campanaro – dalla violazione delle elementari regole del confronto sindacale e dei rapporti tra datore di lavoro e legittimi rappresentanti dei lavoratori. Pertanto, le scriventi O.S., uniche legittimate alla contrattazione decentrata nell’ambito del Ccnl Funzioni Locali, chiedono la convocazione entro cinque giorni di un tavolo di confronto sulla vertenza del personale addetto alla sorveglianza idraulica».

«In caso di mancata convocazione nei termini di cui sopra – hanno concluso – si provvederà a tutelare le ragioni dei propri iscritti nelle opportune sedi giudiziarie, proponendo, se del caso, apposito ricorso ex art. 28 L. 300/1970». (rcz)

Sanità, i sindacati ottengono tavoli permanenti di confronto e concertazione

Ogni mese saranno convocate le Confederazioni regionali per il tavolo permanente regionale sulla sanità, ma non solo. Previsti, anche, tavoli tecnico-contrattuali, ad opera del dipartimento regionale della Tutela alla Salute e dell’Azienda Zero per dare attuazione agli istituti contrattuali del personale di Comparto e dell’Area Medica.

È l’importante risultato a cui Cgil, Cisl e Uil Calabria hanno ottenuto dopo aver incontrato il presidente della Regione e commissario ad Acta, Roberto Occhiuto,, assieme ai responsabili regionali delle rispettive categorie della Funzione Pubblica, dell’Area Medica e dei Pensionati. Presenti anche i responsabili di Azienda Zero, del dipartimento regionale Tutela della Salute, delle Aziende Sanitarie Provinciali e delle Aziende Ospedaliere.

I sindacati, esprimendo una forte preoccupazione per il Sistema Sanitario Nazionale rispetto alla grave carenza di risorse legata a responsabilità del governo, alle lacune della medicina del territorio e della rete ospedaliera, hanno ribadito l’urgenza del rilancio della sanità pubblica, precisando che quella privata ne deve essere un’integrazione e non una sostituzione. Le organizzazioni hanno poi denunciato la mancata condivisione del tetto di spesa per le assunzioni e per la Contrattazione e la grave condizione del Commissariamento che dura da più di 12 anni, rilanciando la necessità di un confronto improntato sulla trasparenza a partire dal Pnrr con la necessità di acquisire informazioni sugli effettivi flussi di spesa e i relativi benefici.

Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito, inoltre, la necessità di affrontare le condizioni socio-sanitarie sull’invecchiamento, sulla disabilità e sulla non autosufficienza; di procedere alla verifica e alla revisione delle politiche di accreditamento a partire dal controllo delle applicazioni dei Ccnl; di recuperare la grave assenza dell’azione politica sulla sanità registrata durante il periodo della pandemia, con una carente azione commissariale nello stesso periodo.

Rimangono irrisolti i problemi del personale, a partire dallo sblocco delle assunzioni e dalla necessità di procedere alle stabilizzazioni del precariato esistente, al completamento dei Piani del Fabbisogno 2022, allo scorrimento delle graduatorie esistenti e a rendere le future procedure concorsuali più performanti rispetto a quelle finora esperite.

Per le sigle sindacali è determinante risolvere i problemi di accesso degli anziani ai servizi dei Cup, con particolare riferimento alle prenotazioni d’urgenza, ed intervenire sulla mobilità passiva e le liste d’attesa con soluzioni diverse da quelle delle prestazioni in intramoenia che rappresentano la mortificazione del diritto universale alle prestazioni sanitarie.

I sindacati hanno richiesto, tra l’altro, l’avvio di tavoli di confronto sulla vertenza sanità per la programmazione, pianificazione e con  tavoli tematici sulla non autosufficienza, la disabilità e accordi regionali a partire dalle linee guida per la contrattazione  che, tra l’altro assicurino l’impegno dell’omogeneità nell’applicazione degli istituti contrattuali nelle varie Aziende Sanitarie ed Ospedaliere e con obbligo allo svolgimento della Contrattazione decentrata e alla relativa attuazione. (rcz)

Venerdì 8 marzo a Catanzaro lo sciopero e manifestazione per la Vertenza Enel

Venerdì 8 marzo è in programma, ai Giardini Monsignore Durante, davanti alla Prefettura di Catanzaro, alle 10, lo sciopero e la manifestazione regionale per la Vertenza Enel.

Lo hanno reso noto le Segreterie regionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, sottolineando come «le numerose e partecipate assemblee del gruppo Enel tenute nel mese di febbraio sui luoghi di lavoro in tutta la regione, hanno evidenziato in modo inequivocabile la contrarietà e le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori verso le scelte aziendali che minano il futuro, non solo dei lavoratori interessati ma della tenuta del servizio elettrico nel Paese ed in particolare in Calabria».

«Questa vertenza – hanno ricordato le OO.SS di categoria – nasce per contrastare con determinazione la decisione di Enel di voler esternalizzare massivamente attività esclusive e distintive, modifiche unilaterali dell’orario e tagli sugli investimenti lungo tutta la filiera elettrica Produzione, Rete e Mercato/EnelX indebolendo un portato industriale e di competenze rappresentato e garantito dai lavoratori».

«Le decisioni di Enel sono profondamente sbagliate – viene ribadito –. In assenza di iniziative concrete verso la riconversione ecologica e di governo della transizione energetica, si rischiano gravi ricadute occupazionali sull’intero territorio e sull’indotto. Come è sbagliata ed inaccettabile, da parte del colosso energetico, la rinuncia alla realizzazione del progetto per la produzione di idrogeno green, con fondi Pnrr per circa 15 mln di euro, presso l’ex sito produttivo della dismessa centrale Enel che insiste nel comune di Corigliano-Rossano».

«Occorre, quindi – hanno sottolineato le Segreterie – accelerare in direzione delle energie rinnovabili. La transizione green, continuano le organizzazioni sindacali, non può essere gestita senza un adeguato piano di investimenti e di immissioni di personale necessari alla Calabria per rendere efficiente una rete inadeguata e vetusta che la pone, per qualità del servizio elettrico, una tra le regioni fanalino di coda d’Italia. Questione questa che riguarda tutti i cittadini calabresi ma che non fa registrare alcun interesse da parte del governo regionale».

«Allarmante, è la visione del gruppo Enel che sta rivisitando l’organizzazione del lavoro in un’ottica anacronistica e di austerità – viene spiegato –. In conclusione Filctem- Flaei e Uiltec ribadiscono che appare evidente come Enel abbia intrapreso una ingiustificata azione esclusivamente finanziaria, finalizzata alla riduzione dei costi, che provocherà gravi difficoltà nell’organizzazione del lavoro e nell’operatività quotidiana, snaturando di fatto l’Enel dall’essere un’azienda partecipata dallo Stato che gestisce una concessione e dalla vocazione di azienda industriale e strategica per la nazione».

«Siamo convinti che, per governare i profondi cambiamenti in corso relativi alla transizione ambientale, industriale e energetica – hanno concluso – sia decisivo il ruolo e l’apporto delle partecipate pubbliche». (rcz)

Il sindaco di RC Falcomatà a confronto coi sindacati sul futuro del comparto idrico

Si è parlato del futuro del comparto idrico nel confronto avvenuto, a Palazzo San Giorgio di Reggio, tra il sindaco Giuseppe Falcomatà e i rappresentanti sindacali di Uiltrasporti e Fisascat Cisl e le rsa della società per i servizi pubblici locali della Città Metropolitana e del Comune di Reggio Calabria, Castore.

All’incontro erano presenti il vice sindaco Paolo Brunetti, l’assessore con delega al Personale Domenico Battaglia, il direttore generale Demetrio Barreca, il consigliere Filippo Burrone, l’amministratore delegato di Castore, Stefano Sofi e Luigi Cassio per Sorical.

Al centro dell’incontro il passaggio della società reggina, le valutazioni sul personale e la programmazione, alla luce anche della prossima istituzione di un tavolo tecnico sugli stessi temi. Nelle more del trasferimento delle competenze, l’Amministrazione comunale si è posta come obiettivo prioritario la tutela del personale sia a tempo indeterminato e sia a tempo determinato.

Dopo aver ascoltato le istanze dei sindacati, il sindaco Falcomatà ha chiarito: «Continueremo a seguire questa fase e le eventuali criticità che potrebbero presentarsi. I fatti di questi anni dimostrano che l’indirizzo politico dell’Amministrazione deve essere garanzia per il mantenimento dei livelli occupazionali. La nostra storia politica – ha aggiunto – dimostra che non solo abbiamo a cuore la tutela del lavoratori, ma anche quando sono state eliminate le sacche di disoccupazione, abbiamo continuato a lavorare per migliorare la continuità e la stabilità dei nostri lavoratori».

«L’ultimo passaggio in ordine di tempo – ha spiegato – è quello relativo alla stabilizzazione degli Lsu Lpu che sono passati da 15, a 26 e, infine, a 36 ore. Nessuno se ne è mai lavato le mani: una volta raggiunti i primi risultati abbiamo continuato a combattere per aumentare il monte orario e adesso abbiamo conseguito il risultato».

«La storia di Castore – ha evidenziato il primo cittadino – è una sfida difficile che la nostra Amministrazione ha raccolto dal 2014 per garantire un futuro diverso ai lavoratori da quello che sarebbe stato con il fallimento della ex Multiservizi. E oggi sono lavoratori formati, così come previsto per un servizio la cui continuità è garantita per legge e che, in casi come questo, deve tutelare le maestranze già formate, che conoscono il territorio e le sue esigenze in termini di manutenzione e cura dei beni comuni. Una continuità dietro alla quale c’è una volontà politica precisa che dimostra il nostro impegno, come di recente accaduto anche per IdroRhegion».

Il vicesindaco Brunetti ha ripercorso le attività degli ultimi mesi: «Non era scontato il passaggio del personale alla nuova società; va riconosciuto alla società l’impegno e lo stesso per l’Amministrazione comunale che si è fatta trovare all’altezza del compito e che non si trova in condizione di dover ricollocare i lavoratori».

1Ora Castore dovrà dare il centouno per cento – ha aggiunto Brunetti – perché l’Amministrazione ha fatto il massimo e possiamo essere apripista per altri comuni. Naturalmente la nostra attenzione è massima per ciò che riguarda le maestranze, ma anche per la continuità e la qualità del servizio, che deve continuare sulla strada intrapresa ed essere ulteriormente migliorato, in un settore strategico come è quello del comparto idrico nella nostra città».

Anche l’assessore Battaglia ha evidenziato l’attività svolta dal Comune di Reggio Calabria rispetto alla quale Sorical ha dato disponibilità a procedere con le pratiche il prima possibile in modo da superare in fretta questa fase transitoria. (rrc)

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Cosenza: Riconoscere quanto dovuto ai lavoratori forestali

«I lavoratori meritano il giusto riconoscimento per la fondamentale attività che svolgono a presidio del territorio e contrasto al dissesto idrogeologico», per cui si chiede «un immediato cambio di passo, risposte ed atti concreti da politica, istituzioni ed enti competenti». È quanto hanno chiesto Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil della provincia di Cosenza, nel corso dell’assemblea unitaria a San Giovanni in Fiore, a cui hanno partecipato oltre 300 lavoratori di Calabria Verde, per discutere sull’andamento del confronto con Regione Calabria e Calabria Verde su tematiche fondamentali per il settore forestale.

«Non chiediamo altro che veder riconosciuti i nostri diritti», hanno sottolineato i lavoratori, ribadendo come  «la certezza è che non è più possibile attendere oltre, in caso contrario saremo pronti a mobilitarci con rivendicazioni e azioni di protesta».

Un esempio è l’attesa del rinnovo del Contratto integrativo regionale, scaduto da 12 anni, «un vero e proprio diritto negato, che continua a causare una progressiva perdita di reddito in considerazione dell’aumento del costo della vita».

Altro tema fortemente discusso è stato quello della riqualificazione del personale che «continua ad andare a rilento e si annuncia contingentata, così come sono rimaste disattese altre questioni di carattere economico, previste invece dal Contratto Collettivo Nazionale, aspetti di natura organizzativa, che non possono essere oltremisura sopportati, come la gestione del riconoscimento di quanto previsto dall’art.9 del Contatto Integrativo».

«Il lavoro forestale, in un territorio a forte rischio idraulico come il nostro è essenziale – hanno ribadito i sindacati – pertanto dovrebbe essere rinvigorito e rinnovato. Il cantiere forestale di San Giovanni, pur essendo il più grande del territorio calabrese, si sta progressivamente svuotando di personale. Una emergenza che si concretizza in una minore salvaguardia del patrimonio boschivo e difesa del territorio».

«La sola immissione di un contingente di lavoratori ex L.R. n.15/2008, a tempo determinato – hanno concluso –, seppur apprezzabile, certamente è cosa insufficiente, così come è necessario l’immediato avvio dei lavoratori della cosiddetta legge 15 per migliorare efficienza e programmazione degli interventi». (rcs)

Sit-in dei sindacati per la SS 106: Regione, Anas e Governo finanzino i 15 mln per completarla

Tutti uniti per la Statale 106, per il diritto alla mobilità e la sicurezza. E, soprattutto, ammodernare la strada della morte. È sulla scia di queste rivendicazioni che Cgil, Cisl e Uil Calabria si sono ritrovati a Bianco, Locri, Crosia e Torre Melissa, per chiedere di fare «tutte le procedure che servono per completare la statale 106 a partire da Rossano verso Crotone, da Catanzaro verso Roccella jonica e così via».

Ma, cosa più importante, ha evidenziato Enzo Scalese, segretario generale di Cgil Area Vasta, «il nostro ruolo è sensibilizzare soprattutto la Regione Calabria, Anas e Governo affinché finanzino questi 15 miliardi per servono per completare la Statale 106».

«Le situazioni che portano sviluppo e lavoro – ha aggiunto Scalese – sono riconducibili soprattutto alle infrastrutture: qui abbiamo da fare la statale 106 e completare l’elettrificazione della ferrovia ionica. Perché, altrimenti, è inutile fare i mega progetti. Soprattutto diciamo che bisogna mettere in sicurezza questa strada perché non è più possibile che qui ogni giorno si registrino vittime».

La Statale 106, come rimarcato da Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria, è «un pezzo importante del territorio» che, se completata, significa intanto bloccare questa carneficina di vite umane, significa creare occasioni di crescita e di sviluppo per questo territorio per toglierlo dall’isolamento, per cercare di collegare opere infrastrutturali importanti, penso all’aeroporto di Crotone e penso al nascente ponte sullo Stretto di Messina».

«Se non completiamo la statale 106 – ha spiegato – queste opere saranno cattedrali nel deserto. È un’opera che adesso la stessa Europa riconosce nel tragitto di Ten-T e quindi va completata. Proprio per questo stamattina abbiamo concentrato le manifestazioni in questi lotti dove langue la progettazione o manca la copertura finanziaria, perché già dalla programmazione del prossimo documento di programmazione economica e finanziaria del Governo si incomincino a destinare le ulteriori risorse che servono».

Santo Biondo, segretario generale di Uil Calabria, ha chiesto al Governo non solo di sollecitare Anas per presentare il progetto dell’intera opera entro il 2024, ma anche di indicare «una data anche per il completamento di questa strada strategica per la viabilità calabrese e dell’intero Mezzogiorno».

Una manifestazione, quella della triplice sindacale, con cui «poniamo al Governo il tema complessivo dell’infrastrutturazione del Mezzogiorno – ha spiegato Biondo –. Altro che regionalismo differenziato, il Sud ha bisogno di infrastrutture moderne ed efficienti e, per vederle realizzate, servono investimenti importanti e sicuri».

« Il ministro Salvini la smetta di “spottegiare” – ha aggiunto – e dia risposte infrastrutturali al Mezzogiorno che, per i ritardi nelle connessioni stradali e ferroviarie, vede compromesse le sue prospettive di crescita economica e sociale». Per Biondo «senza finanziamenti, infatti, non si possono aprire i cantieri e realizzare le opere. Lo avevamo detto, in tempi non sospetti, per l’Alta velocità ferroviaria, quando in perfetta solitudine avevamo denunciato il fatto che le coperture per portare questa infrastruttura da Salerno a Reggio Calabria non esistevano».

«Allora, il nostro allarme non venne ascoltato e, oggi – ha detto ancora – ci troviamo di fronte al fatto compiuto: con i fondi a disposizione l’Alta velocità difficilmente valicherà il Pollino e si penalizzeranno così le speranze di crescita del porto di Gioia Tauro, riducendo le possibilità che questo hub possa diventare il più importante del Mediterraneo».

«Il governo e, in particolare, il ministro Salvini smettano di fare campagna elettorale – ha concluso – e ci dicano, senza giri di parole, quanti soldi hanno intenzione realmente di mettere per aiutare il Mezzogiorno a superare il suo pensante gap infrastrutturale». (rkr)

 

Area Vasta Cgil, Cisl “Magna Graecia” e Uil Crotone: Garantire sicurezza attraverso interventi su ss 106

Serve un «impegno concreto e tempestivo da parte delle istituzioni per garantire la sicurezza e lo sviluppo della Calabria attraverso interventi mirati sulla Strada statale 106». È quanto hanno ribadito le organizzazioni territoriali guidate dal segretario generale della Cgil Area vasta Catanzaro, Crotone e Vibo Enzo Scalese, dal segretario generale della Cisl “Magna Graecia” Salvatore Mancuso e dal segretario generale della Uil Crotone, Fabio Tomaino.

I tre sindacalisti, infatti, saranno a Melissa nel sit-in di domani per la Strada Statale 106, occasione «per rilanciare il tema delle priorità in Calabria che, per noi, restano infrastrutture, lavoro e sanità».

«La Strada Statale 106 rappresenta un terzo del nostro territorio – hanno ribadito – l’arteria principale che si snoda rispondendo alle esigenze di una mobilità sempre più marginale e a forte rischio di isolamento economico e sociale. Davanti al numero sempre crescente di vittime, i cui nomi segnano drammaticamente la storia passata e presente della SS 106, il silenzio e l’immobilità di istituzioni e politica sono ipotesi non più contemplate: la strada necessita non solo di ammodernamento, ma anche di ricostruzione, specialmente per collegare territori calabresi isolati e solo la mobilitazione condivisa da sindaci e cittadini può richiamare chi di dovere al dovere di dare risposte concrete riguardo alla sicurezza e alla modernizzazione della strada».

«La questione della Strada statale 106 – hanno ribadito i segretari – deve realmente essere al centro dell’attenzione politica e mediatica: è fondamentale garantire finanziamenti e progettazione per l’intero tracciato, affinché la regione non sia dimenticata nei piani infrastrutturali nazionali».

«Chiediamo di accelerare i tempi per la realizzazione dei progetti sulla Strada statale 106 – hanno proseguito –. La spesa di 3 miliardi e mezzo già programmata deve essere completata con la progettazione del tratto da Catanzaro a Reggio Calabria-Melito Porto Salvo, per cui ancora manca la progettazione. Ricordiamo che è già stato chiesto ad Anas di accelerare i tempi e capire l’opera complessiva e quanto viene a costare il tratto da Rossano a Crotone dove praticamente ci sono 4 miliardi e mezzo già di progetti che necessitano avere le coperture».

«Complessivamente secondo le notizie che ci ha dato l’Anas – hanno concluso – servirebbero 15 miliardi, quindi considerati i tempi della spesa bisogna subito partire, soprattutto perché i tempi di realizzazione sono medio lunghi e con i prezzi che salgono in continuazione il rischio è che si programmi un’opera, per aprire cantieri che poi non si chiudono. E al momento la Strada Statale 106 è un grande cantiere aperto che continua a mietere vittime». (rcz)

Ferrovie, positivo incontro tra Rfi e sindacati

È stato positivo l’incontro, svoltosi in Cittadella regionale, tra i sindacati e Rfi, dove si è discusso delle cifre e dei progetti delle opere previste da Rfi in Calabria a partire dalla situazione relativa al futuro tracciato dell’Alta Velocità.

L’incontro, sollecitato dai sindacati per fare il punto sugli investimenti, in particolare per le opere relative all’Alta Velocità e all’elettrificazione della linea jonica, ha visto la partecipazione del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, del dirigente generale ai Lavori Pubblici, Claudio Moroni, il dirigente di Rfi con delega agli investimenti in Calabria e Sicilia, Marco Marchese, dirigenti e collaboratori regionali di Rfi e i vertici regionali di Cgil, Cisl e Uil: Angelo Sposato, Tonino Russo e Mariaelena Senese, accompagnati dai rappresentanti di Categoria.

Un confronto proficuo su argomenti importanti che, come è stato evidenziato da tutte le parti, rappresentano un capitolo cruciale per la crescita della Calabria.

Ulteriori confronti avverranno nel futuro, per seguire la coerenza con il cronoprogramma degli investimenti illustrati da Rfi. (rcz)