L’OPINIONE / Giusi Princi: Abbiamo l’obbligo morale di rispettare ogni essere umano in quanto persona

di GIUSI PRINCIAbbiamo l’obbligo morale di rispettare ogni essere umano in quanto persona! Appare molto grave che, ancora oggi, si verifichino questi casi di lavoratrici e lavoratori che devono subìre delle relazioni di potere, a dispetto della legalità e della dignità della persona.

Con il Presidente Occhiuto e tutta la Giunta regionale, per il tramite del mio Assessorato, ci siamo prefissati l’obiettivo di far crescere l’occupazione in Calabria, assicurando opportunità e condizioni di lavoro che siano dignitose per tutti e che contemplino, soprattutto per i più fragili, la crescita personale e l’integrazione sociale.

Infatti, sono già in atto una serie di azioni volte alla riqualificazione dei servizi di politica attiva del lavoro per mezzo del programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) che affianca il percorso di inclusione nel mercato del lavoro con particolare riguardo per le categorie più deboli. (gp)

SOVERATO – Si presenta il libro “Il giudice, sua madre e il basilisco” di Pantaleone Sergi

Questa sera, a Soverato, alle 22, all’Hotel San Domenico, si presenta il libro Il giudice, sua madre e il basilisco di Pantaleone Sergi, edito da Pellegrini.

L’iniziativa culturale è fortemente voluta dalla Pro Loco di Soverato e patrocinata dalla Città di Soverato.
Dopo gli interventi del presidente della Pro Loco, Giuseppe Chiaravalloti e della giornalista Rossella Galati; il giornalista Luigi Stanizzi dialogherà con l’autore Pantalone Sergi. Moderatore il giornalista Pietro Melia, presidente onorario della Pro Loco. Al centro del dibattito ci sarà la ‘ndrangheta, in quanto il romanzo è ambientato in un paese calabrese infestato, soffocato, da criminali.
Pantalone Sergi, laureato in Scienze Politiche all’Università di Messina, ha lavorato ai quotidiani L’Ora, L’Unità, il Giornale di Calabria, ed è stato inviato speciale del quotidiano La Repubblica, dove ha lavorato per trenta anni, nonché fondatore e direttore de Il Quotidiano della Calabria, oggi Il Quotidiano del Sud.
In quarant’anni di professione ha collaborato con numerose testate giornalistiche quotidiane e periodiche nazionali. Ha insegnato, per diversi anni, Storia del giornalismo e Linguaggio giornalistico nelle facoltà di Scienze Politiche e di Lettere dell’Università della Calabria. È deputato di Storia patria della Calabria. Dal dicembre 2010 al dicembre 2018, è stato presidente dell’ICSAIC (Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea), ed è tuttora presidente del Centro di Ricerca sulle Migrazioni con sede all’Università della Calabria.
Dal 2002 al 2007 è stato sindaco del comune di Limbadi. Dal giugno 2005 al marzo 2010 è stato portavoce del presidente della Regione Calabria. Scrive libri di storia del giornalismo, dell’emigrazione e sull’evoluzione della criminalità organizzata, con particolare attenzione alla ‘ndrangheta calabrese e alla mafia lucana dei Basilischi. Dal 2010 ha concentrato la sua ricerca storica sui giornali dell’emigrazione italiana nel Cono Sud dell’America Latina e in Turchia.
Nel 2017 ha esordito come narratore con il romanzo “Liberandisdòmini” a cui, cinque anni dopo è seguito “Il giudice, sua madre e il basilisco”, una storia di ‘ndrangheta e sentimenti. È condirettore del Giornale di Storia Contemporanea e direttore responsabile della Rivista storica calabrese. (rcz)

L’OPINIONE / Franco Cimino: Beauty e il lavoro sfruttato e il lavoro negato

di FRANCO CIMINO – Diciamolo subito, Beauty è nera. È pure nigeriana. È giovane, probabilmente colta o non ignorante. Sicuramente intelligente. I suoi venticinque anni pieni di energia e quella sua sensibilità, piena di rabbia, le hanno consentito quel gesto che tanti immigrati non hanno potuto mai fare.

Lo pensano. Glielo leggi negli occhi che lo vorrebbero fare, ma non ne hanno il coraggio. Paura di perdere quel posto miserevole. Paura di perdere la “nostra affettuosa ospitalità”. Paura di essere rimandati a casa loro. Terrore, per gli irregolari (sic!), di essere cacciati e imbucati in un primo “volo” di rimpatrio. Diciamo pure che se Beauty non avesse avuto l’intelligenza coraggiosa di riprendere quella ormai famosa scena che ha fatto il giro del web, nessuno avrebbe appreso dell’accaduto e tanti di noi non avrebbero potuto recitare quella parte che recitiamo assai bene.

E, cioè, di scandalizzarci, piangendo lacrime finte su una indignazione insincera. Come è successo solo pochi giorni fa per l’assassino crudele di Alika, l’altro nigeriano, in una città poco lontana da Soverato, ma ad essa molto somigliante, Civitanova Marche. Chi lo piange più? Chi se ne indigna? Chi lo pagherà, dopo le già annunciate richieste di visita psichiatrica per Filippo, l’italiano che l’ha barbaramente ucciso. A pugni, con il bastone dell’invalido.

Con le mani strette alla gola di quell’ormone indifeso. E per concludere la missione di morte, magari vendicativa verso questi” (che vengono a rubarci il lavoro, a mettere paura ai nostri figli, a stuprare le nostre donne, a rompere le scatole per quella insistente mano tesa davanti al tuo viso a chiedere l’elemosina”), il gomito pressato sulla gola, come fanno i poliziotti americani. Perché è così che andrà a finire, con questa bella poesia lanciata sulla folla ottusa, per far partire quel corale: “ma sì che se l’è andata a cercare. Fossero rimasti a casa loro non sarebbe accaduto.” Non canta così il coro italico quando in una qualsiasi terrazza sentimento o per la strada, vengono stuprate le nostre ragazze-bambine?

Ed è ipotizzabile che lungo questa scia, passati questi primi giorni di clamore, tutto sarà dimenticato perché tutto torni come prima? E qual è questo prima che facciamo finta di non conoscere? Vogliamo dirlo? Con sincerità, coraggio, onesta? Ma sī, diciamolo, almeno noi che soltanto lo ripeteremmo. Ed è che in un’Italia dal lavoro sempre più agile per svuotarlo di diritti e dignità e in una Calabria dal lavoro sempre più ridotto in quantità e qualità, e in un Paese, sempre il nostro, che ha perso per strada la Politica sostituendola con piccoli arroganti poteri che hanno fatto apertamente la guerra, vincendola, contro le forze sociali e sindacali, che per dovere e vocazione si battono per il lavoro e la tutela dei lavoratoti, si è sviluppata una logica dello sfruttamento che si estende in lungo e in largo per tutto il territorio nazionale.

E aggredisce tutte le forme del lavoro. E il lavoro in generale. Nella sua sostanza e nel suo profondo principio umano. Ché il lavoro, come la nostra Costituzione detta, è per l’uomo prima che per l’economia. La ragione per quale tutto questo si sta verificando, e con più arroganza, è sempre quella antica, il profitto. Il profitto più duro, che va molto oltre il giusto guadagno di chi il lavoro crea, offre, organizza, garantisce. Questo profitto estremo si rappresenta come un atto ingiusto, che per sostenersi ha bisogno che il lavoro sia svuotato della sua funzione, della sua etica.

Del suo valore. Tutto questo avviene in un’Italia addormentata sui problemi che essa stessa si è creata, e che agita lo specchio della crisi economica per farne pagare il prezzo solo ai lavoratori, ai piccoli imprenditori, ai cittadini pensionati o con il reddito fisso. E, per quanto riguarda il territorio, al Sud e alle regioni più povere. Il lavoro non c’è. Ma c’è il lungo esercito delle braccia da cui si può prendere quel numero ristretto a qualsiasi condizioni. Di paga, di ore di lavoro. Di fatica. E lo si fa o in nero, oppure con quei contratti fasulli sottoscritti, sotto ricatto, per una quantità di ore correttamente pagate, in luogo del doppio o triplo che i lavoratori sono costretti a fare. Pena la perdita del “privilegio di questa schiavitù”. È per questo motivo che lavorano, specialmente nelle “ricche” stagioni estive, soprattutto gli immigrati. I neri. In particolare le donne, considerate più innocue, in tutti i sensi. Gli italiani, anche i calabresi, non lavorano e restano senza lavoro, non perché “questi neri gli rubano il lavoro”.

Ma perché, sostenuti dalle loro famiglie, rafforzate dai redditi di pensione dei nonni, per fortuna, ma anche senza, rifiutano questo lavoro non lavoro. Rifiutano lo sfruttamento e questa logica di nuovo schiavismo, inconcepibile nella Terra della Costituzione più bella. Oggi, grazie a Beauty, la ragazza che in quel pianto ma anche in quel coraggio, vorremmo, allo stesso modo in cui non vorremmo, fosse figlia nostra, questa situazione drammatica, quadro delineato di ingiustizia e arroganza, sfruttamento e violenza sociale, è emersa in tutta la sua ampiezza e drammaticità. Naturalmente, non tutto il sistema è così, non tutti gli imprenditori e non tutte le aziende, sono così. C’è del buono, del giusto, in tanti imprenditori e in molte parti della nostra economia. Anche in Calabria. Anche a Soverato.

E io pure ne conosco personalmente e tanti e buoni e giusti. Ma il problema c’è. E sistemico. E va affrontato. Subito, finalmente. E in modo sistemico, appunto e radicale. Non occorrono grandi fatiche e riforme importanti. Esse ci sono state. E vi sono, sonnolenti, però, le leggi buone che da quelle riforme sono seguite. Occorre applicarle. Con severità e nuova coscienza del valore del lavoro e della persone, all’interno di quel fecondo rapporto, proprio della cultura democratica, tra lavoro e lavoratore. Tra economia come risorsa fondamentale delle società e i soggetti che dall’imprenditoria al lavoratore, dal prodotto ai consumatori, concorrono a a formarla.

Oggi, a commento del grave fatto di Soverato che va perseguito ormai autonoma te, a prescindere dalla resistenza in giudizio della ragazza, ho letto del presidente della Regione , di un parlamentare, e immagino, anche se non letto ancora, del sindaco del Comune. Non sono persone qualsiasi e le loro parole, per quanto a mio avviso un po’ leggere, non sono quelle di un qualsiasi cittadino.

Rappresentano insieme i tre livelli istituzionali cui compete l’onore di creare lavoro, proteggerlo, garantire che esso sia non solo legale, ma pieno di dignità e umanità. Lasciando ciò che è di competenza della Giustizia e dei suoi immediati operatori, il Presidente, il Parlamentare, il Sindaco, attivino immediatamente tutti gli strumenti per verificare, in Calabria, a Soverato, se tutte le imprese e le attività economiche, siano in regola non solo con le leggi, ma con il diritto, i diritti, la morale. Quella del lavoro. E della persona.

E se nei casi negativi, avranno il coraggio, alla vigilia di altre elezioni, di assumere i provvedimenti di leggi e le determinazioni più severe. È questo, solo questo, il modo di solidarizzare con Beaty e di ringraziarla per questa sua ribellione, che ha un certo saporate di rivoluzione. (fc)

SOVERATO (CZ) – Venerdì col PD confronto su Azienda Zero

Venerdì 22 luglio, alle 18.30 nella sala del Consiglio comunale, è in programma il dibattito su Azienda zero – Esperienze a confronto, organizzato dal gruppo del Pd in Consiglio regionale di concerto con il partito regionale guidato da Nicola Irto.

All’incontro prenderanno parte il Commissario di Azienda Zero, Giuseppe Profiti e il presidente del gruppo del Pd della Regione Veneto Giacomo Possamai, oltre ai consiglieri regionali di opposizione, alle rappresentanze del mondo sindacale, dell’ordine dei medici e degli esperti di settore.

Il gruppo del Pd, con spirito critico e costruttivo, vuole procedere a un confronto con la Regione Veneto dove, da qualche tempo, è attiva un’Azienda simile a quella costituita in Calabria, con troppa fretta e senza alcun confronto. Per questo motivo il gruppo del Pd ha deciso di promuovere questa iniziativa al fine di potere attingere argomentazioni tali da potere superare le tante  criticità riscontrate.

«Dimostriamo con i fatti –ha detto il capogruppo dem a palazzo Campanella, Mimmo Bevacqua – di volere dare il nostro contributo per il bene comune e nell’interesse esclusivo della Calabria. Con lo stesso spirito, quindi, che anima la nostra azione di opposizione, anche a difesa delle prerogative e del ruolo dello stesso Consiglio regionale che spesso è stato scavalcato dall’azione dell’attuale giunta regionale. Questa è la prima di una serie di iniziative che metteremo in campo nei prossimi mesi per rimarcare la nostra presenza, le nostre posizioni e la forza delle nostre idee». (rcz)

Soverato incorona la Rettrice de La Sapienza Polimeni cittadina onoraria

di MARIA CRISTINA GULLÍ – La Rettrice dell’Università la Sapienza di Roma Antonella Polimeni, calabrese originaria della Locride, è diventata cittadina onoraria di Soverato. Il sindaco di Soverato Daniele Vacca e il vice sindaco Emanuele Amoruso le hanno conferito l’onorificenza nel corso di una semplice ma partecipata cerimonia, a conclusione dell’affollato convegno su “Donne e Scienza” al quale era stata invitata come relatrice dalla prof.ssa Paola Nucciarelli Coluccio, presidente dell’Associazione Biblioteca di Soverato. La stessa Associazione, è curioso ricordarlo, aveva proposto il nome della Rettrice Polimeni come presidente della Repubblica prima che fosse riconfermato Sergio Mattarella.

L’aula del consiglio comunale di Soverato era strapiena non solo di membri dell’Associazione ma di tanti cittadini venuti anche da lontano. 

Il sindaco e il suo vice hanno elencato le numerose motivazioni che sono alla base della cittadinanza onoraria concessa e si sono augurati di avere ospite nel comune la Rettrice almeno una volta all’anno, per poter programmare con lei una serie di iniziative culturali e scientifiche che renderanno la città di Soverato un punto di riferimento della costa jonica.  

La Polimeni, di padre calabrese di Locri-Gerace e di mamma romagnola, porta nel suo DNA i geni dell’antica splendida civiltà della Magna Grecia. Ospite della cerimonia, tra gli altri, il prof Salvatore Mongiardo, considerato uno dei filosofi migliori al mondo sul periodo della Magna Grecia.

La Polimeni è stata eletta Rettrice dell’Università La Sapienza di Roma il 1° dicembre 2020. Nata a Roma nel 1962, si è laureata in Medicina a Roma nel 1987, ordinario di odontoiatria a Roma, è stata preside della Facoltà di Odontoiatria, nonché presidente della conferenza nazionale dei corsi di laurea in Odontoiatria. Ha fatto parte del CdA della Sapienza e quindi molto è esperta non solo di problematiche scientifiche innovative, ma anche di managerialità della vita amministrativa dell’Ateneo. 

Il prof. Giuseppe Nisticò, commissario della Fondazione Renato Dulbecco, anch’egli di origine di Soverato, ha introdotto e portato il saluto di benvenuto alla Rettrice, con la quale esistono antichi rapporti di amicizia e stima.

Nisticò ha ricordato che, purtroppo, la Calabria, dopo lo splendore del periodo magnogreco, dello straordinario periodo bizantino-normanno e l’intensa attività culturale del Vivarium di Cassiodoro, era rimasta per secoli priva di Università. «Finalmente – ha detto il prof. Nisticò –, grazie al grande statista Riccardo Misasi, dopo che era stato ministro della Pubblica Istruzione, fu fondata negli anni 70 l’Università di Arcavacata in Calabria e successivamente, grazie a lui, e al sottosegretario al Tesoro Carmelo Pujia ed ad altri qualificati politici calabresi, fu creata l’Università di Catanzaro con la nuova Facoltà di Farmacia istituita agli inizi degli anni 90. Così ci fu l’opportunità per i nostri studenti di non essere più costretti ad andare in Università lontane ma frequentare in Calabria corsi di laurea in cui erano stati chiamati a insegnare professori di alto profilo come Beniamino Andreatta a Cosenza e diversi premi Nobel presso la Facoltà di Medicina a Catanzaro. 

«Oggi – ha detto Nisticò – le nostre Università dispongono di un patrimonio umano di docenti e ricercatori veramente eccellente, che svolgono ricerche di avanguardia competitive in tutto il mondo.  Se riusciamo a richiamare, con incentivi, nella nostra Calabria giovani ricercatori calabresi che lavorano successo e dirigono prestigiosi istituti di ricerca nel mondo, saremo in grado di attuare una vera rivoluzione culturale e scientifica. E per la Calabria sarebbe sicuramente un significativo salto culturale, economico e sociale. 

«Ho avuto il piacere –  ha continuato Nisticò – di constatare l’amore della prof.ssa Polimeni per la Calabria quando da Presidente della Regione le avevo chiesto – ricevendolo immediatamente – un aiuto nella sua qualità di Preside della Conferenza italiana di Odontostomatologia la sua collaborazione per realizzare in Calabria una libera Facoltà privata di Odontoiatria in lingua inglese a Crotone. Qui infatti, già esisteva, grazie alla grande managerialità di un mio ex allievo, il dott. Massimo Marrelli, una struttura di eccellenza attraverso l’utilizzazione dei fondi dell’Unione Europea. 

«Anche di recente la Rettrice Polimeni ha espresso grande disponibilità di collaborazione con la Calabria: il suo Ateneo è diventato uno dei partner più qualificati che contribuisce a potenziare il nascente Renato Dulbecco Institute di Lamezia Terme che sarà diretto dal prof. Roberto Crea, lo scienziato di origine calabrese che da oltre 40 anni vive in California e che è considerato, per le sue scoperte, uno dei padri delle biotecnologie.

«Avere convinto Roberto Crea a rientrare in Calabria per dirigere scientificamente il Renato Dulbecco Institute è stata un’operazione straordinaria, come dimostrato dal fatto – ha dichiarato Nisticò – che proprio ieri è stato approvato dal Ministero del Sud il progetto dell’Istituto finanziato con circa 14 milioni di euro. È un vero trionfo per la Calabria e per questo desidero ancora ringraziare la Rettrice Polimeni per la sua rapida e intelligente decisione di partecipare alla realizzazione di questa straordinaria piattaforma di ricerca scientifica».

Infine, il prof. Nisticò ha invitato la Rettrice Polimeni a dare «il suo contributo scientifico e culturale alla task force che insieme con il prof. Giuseppe Profiti, supermanager dell’Azienda Zero della regione Calabria, stiamo organizzando per rilanciare la sanità nella nostra Regione e realizzare quell’ambizioso progetto, condiviso pienamente dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, che abbiamo voluto chiamare “Calabria Silicon Valley. Una rete, cioè, di centri di eccellenza che ancora mancano in Calabria e di cui i cittadini hanno enorme bisogno per evitare di ricorrere a cure specialistiche fuori della regione. Ringrazio il prof. Profiti – ha concluso Nisticò – per la sua qualificata presenza a questa cerimonia e sono sicuro, ben conoscendo il curriculum professionale di economista della sanità di fama internazionale (è stato direttore generale dell’Istituto Tumori di Genova, dell’Istituto Gaslini della Liguria, nonché direttore generale dell’Azienda regionale della sanità in questa regione e ha assolto con grande competenza al ruolo di direttore generale dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma), e sono sicuro che egli offrirà le garanzie più ampie, insieme con la task force di docenti e specialisti calabresi nel settore della Medicina e della Sanità. Si capirà così che finalmente siamo in una nuova era della vita politica della Calabria».

Dopo la conferenza precisa e dettagliata con cui la prof.ssa Polimeni ha svolto la sua relazione su  Donne e Scienza, in cui in maniera dettagliata ha riportato le statistiche della presenza e del ruolo femminile in seno all’Università di Roma La Sapienza, la Rettrice si è augurata che in futuro ci sia una maggiore valorizzazione delle giovani e brillanti donne laureate presso il suo Ateneo.

Dopo il conferimento del diploma della cittadinanza onoraria, la Rettrice Polimeni ha espresso vivissimo compiacimento e commozione e ha annunciato che sta già pensando di inserire la Calabria, in collaborazione con le Università regionali, in progetti di ricerca di livello nazionale. Una premessa importante per offrire ampie prospettive di futuro ai giovani calabresi che hanno talento e capacità e cercano opportunità di crescita e valorizzazione delle proprie competenze.

SOVERATO (CZ) – Euro.Soul Festival, oggi il Social Economic Forum dei Giovani imprenditori

È in corso, a Soverato, l’evento Mission impossibile, per la sesta edizione dell’Euro.Soul Festival, organizzato dall’Associazione Jump, che vede la partecipazione di 40 ospiti internazionali provenienti da Germania, Grecia, Nord Macedonia, Finlandia, Lituania, Spagna, Portogallo Ungheria

La manifestazione, cominciata domenica 8 maggio, si è aperta con la Coppa Schuman.

Le sei squadre partecipanti, in rappresentanza dei sei paesi fondatori dell’odierna UE, si sono sfidate a colpi di dribbling, parate, giocate mirabolanti e di Schuman Goals. Ogni squadra infatti durante il terzo tempo di ogni partita ha avuto la possibilità di ribaltare il risultato calcistico rispondendo alle domande di un euroquiz preparato da JUMP.

Nel pomeriggio di oggi, poi, è previsto il primo dei tre Social Economic Forum per giovani imprenditori,  grazie al programma Erasmus Plus. Ed in serata la celebrazione dei 10 anni di attività di JUMP. (rcz)

SOVERATO (CZ) – In scena lo spettacolo “Cria da marè”

Fino a domenica 10 aprile, al Teatro del Grillo di Soverato, in scena lo spettacolo Cria da Marè, un progetto nato da un testo poetico scritto da Anna Macrì come tributo a Marielle Franco, “figlia della Marè”, attivista e consigliera comunale di Rio De Janeiro assassinata il 14 marzo 2018 mentre rientrava a casa, freddata con una raffica di 13 colpi di pistola.

Il suono costante della sua vita, gli spari. Donna, nera, ragazza madre, attivista e omosessuale dichiarata, Marielle è un simbolo della lotta per i diritti degli emarginati.  Marielle è “corpo politico” e “corpo emotivo” oltre la forza con la sua fragilità, le crepe. Marielle è simbolo dell’ inevitabile osmosi che oltrepassa i muri e arriva alla pelle, quel luogo sottilissimo dove avviene il contatto, l’ambiente tocca noi e noi tocchiamo l’ambiente. Concretezza dell’eu sou porque nòs somos, Io sono perché Noi siamo. In scena sentiamo una Rio nascosta dietro i muri colorati dal governo, nascosta alle telecamere, nascosta nell’ombra, voci autentiche controcanto all’immagine di Festa e libertà che ci affascina di questa “Città meravigliosa”, in questa Rio de Janeiro che ama l’allegria, Marielle è la voce di chi voce non ha.

Marielle è osmotica, è narratrice delle storie della favela, storie di abitanti che, letteralmente, non esistono: molti di loro non hanno un documento d’identità e neanche un indirizzo, fantasmi, oggetto dei capricci dei narcotrafficanti che si contendono il controllo della zona e della milizia che vuol far rispettare l’ordine. Non c’è solo violenza, quanto l’assuefazione ad essa, la violenza come sistema di vita sociale,la perdita assoluta di discernere il bene dal male quando in gioco c’è la sopravvivenza. Marielle è l’esempio della’evolversi della consapevolezza della propria identità afroamericana e dell’emancipazione da tutti gli stereotipi che, anche inconsapevolmente, ci nutrono. È lotta per i diritti negati. Sullo sfondo fantasmi e un muro su cui potremmo trovare un Murales o un nome, o semplicemente una finestra aperta ad immaginare un mondo migliore. (rcz)

SOVERATO (CZ) – Successo per l’incontro “L’8 (Marzo) ogni giorno in corsia”

Storie di donne che hanno sfidato e sfidano il covid per svolgere il loro lavoro. È stato questo il tema dell’incontro, svoltosi nei giorni scorsi a Soverato e organizzato dal Soroptimist International Club di Soverato  con il patrocinio del Comune e della Commissione Pari Opportunità.

L’incontro, aleggiava già da tempo all’interno del Club come continuazione del progetto dello scorso anno con il quale i ragazzi  degli Istituti superiori di Soverato hanno descritto   come le donne hanno vissuto la pandemia, con questa manifestazione invece si è andati dall’altra parte della barricata e le donne, professioniste sanitarie hanno raccontato la loro storia in corsia ogni giorno nella lotta contro il covid 19.
Donne che curano ma che si prendono cura con tenacia e determinazione, ognuna di loro in modo diverso e unico, storie le loro che spesso si intrecciano in modo inesorabile con quelle dei pazienti, donne che vivono lontane dalla luce dei riflettori ma in una quotidiana lotta per la vita dei pazienti.
L’incontro,  ha avuto inizio con l’ascolto degli inni, la lettura delle finalità del club e del posto occupato per ricordare tutte le donne vittime di violenza: ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex compagno di vita, un amante ponesse fine alla loro vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, all’Università, nella società.
All’incontro, condotto dalla presidente Carmela Pisano, erano presenti la dott.ssa Donatella Soluri, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Catanzaro; la dott.ssa Anna Monardo, direttore UOC Anestesia e Rianimazione del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme; la dottoressa Raffaella Pinto, infermiera Professionale del Reparto di Anestesia e Rianimazione del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme e la dottoressa Cristina Segura, professore Associato di Psichiatria dell’ Università Magna Graecia  di Catanzaro.
Un pensiero è stato rivolto dalla Relatrici e dalla Presidente del Club al triste momento storico che sta attraversando il popolo Ucraino. (rcz)

SOVERATO (CZ) – Il Soroptimist realizza un decalogo contro il bullismo

In occasione della Giornata contro il Bullismo e il Cyberbullismo, il Soroptimist di Soverato ha realizzato un manifesto contenente un decalogo di azioni che vadano a contrastare questi fenomeni dilaganti che rappresentano le due facce di una stessa medaglia, in quanto il  Cyberbullismo è la manifestazione in rete del bullismo.

Il bullo è quel soggetto che non rispetta le regole e mette in atto prevaricazioni ripetute verso chi viene reputato diverso, più debole. Chiunque di noi assista o venga a conoscenza di un atto di bullismo non deve rimanere indifferente ma ha il dovere di denunciare presso le strutture preposte, di aiutare e sostenere le vittime. Allo stesso modo, chi è vittima di bullismo  deve trovare il coraggio di rompere il silenzio e raccontare quanto subìto.

Bisogna arginare questa grave epidemia di Bullismo e Cyberbullismo, in aumento non solo fra gli adolescenti, ma, sempre di più frequentemente, fra i bambini, come risulta dai dati accertati:
46% nelle scuole primarie, 35% nelle scuole superiori di I° grado.

Questo decalogo è una risposta, se pure parziale, ad uno dei grandi problemi del nostro tempo, oramai diffuso anche nelle aree più avanzate: la povertà educativa, condizione da cui si generano problemi, se non talvolta addirittura drammi, che vanno diffondendosi in strati sociali sempre più ampi e in fasce di età sempre più giovani.

Non è un caso che l’OMS abbia individuato nel bullismo “un fattore predittivo per la futura violenza contro le donne”, capace di compromettere una crescita serena e matura, in grado di segnare la vita di molti giovani, di lasciare un profondo e incancellabile disagio, fino a portare a tragedie (im)previste.  (rcz)

SOVERATO – “Redemption”, l’installazione del Liceo Artistico Design contro la violenza di genere

Si intitola Redemption l’installazione realizzata dal Liceo Artistico Design di Squillace Lido in collaborazione col Soroptimist Club di Soverato e patrocinata dal Comune di Soverato e inaugurata la scorsa domenica su Corso Umberto I.

All’inaugurazione sono intervenuti l’assessore Daniela Prunestì, la Presidente del Soroptimist Carmela Pisano, il Dirigente dell’Istituto Comprensivo “E. Majorana” di Girifalco prof. Tommaso Cristofaro, i docenti e gli alunni del Liceo Artistico Design di Squillace Lido.

L’opera, che affronta la tematica della violenza di genere, è stata progettata e realizzata nei laboratori del Liceo Artistico su invito del Soroptimist, a sostegno della campagna internazionale “Orange the World” promossa da UN Women, ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile.

 La cerimonia di inaugurazione rientra nell’ambito dei 16 giorni di attivismo che vanno dal 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza, al 10 dicembre, giornata internazionale per i diritti umani che coincide con il Soroptimist Day, e vedono le Soroptmiste unite per realizzare iniziative ed azioni di sensibilizzazione utilizzando in tutta la comunicazione il colore arancione, simbolo di un futuro senza violenza di genere e il motto dell’Unione.

Durante la serata è stata sottolineata l’importanza della collaborazione tra la scuola ed il Soroptimist, che insieme hanno affrontato una tematica delicata e di grande attualità, utilizzando l’arte come mezzo di comunicazione efficace. La lotta contro la violenza di genere si combatte soprattutto formando i giovani e con un impegno costante, quotidiano e continuo che si esprime attraverso la presa di coscienza, il sostegno e l’azione.

La fase di progettazione e realizzazione dell’opera “Redemption”, ha coinvolto gli alunni delle classi prima, seconda e terza del Liceo Artistico Design di Squillace Lido, guidati dal gruppo dei docenti di indirizzo Giuseppe Stillo, Serena Grasà, Monica Vescio, Patrizia Lagrotteria e Adriana De Vito.

Figura centrale dell’installazione è l’albero della vita, il cui tronco ha le sembianze di una donna con le braccia protese verso il cielo in cerca di aiuto. Una richiesta d’aiuto rappresentata dalle mani, aperte a richiamare l’attenzione dei passanti.

Una mano che mostra quattro dita e si chiude in pugno è il simbolo scelto durante il primo lockdown nel 2020, un gesto silenzioso nato da un’iniziativa della Canadian Women’s Foundation, un segnale segreto per chiedere aiuto online in caso di episodi di violenza domestica.

Queste mani si trasformano in farfalle, che simboleggiano la rinascita, la speranza, il coraggio, la bellezza, ma anche la trasformazione interiore e la redenzione.

Dall’albero partono sei radici, cinque delle quali terminano con delle sagome maschili, tre bianche e due nere, contrapposte. Tre farfalle, vanno a posarsi sulle sagome bianche posizionate difronte alla donna, in direzione della chioma dell’albero, le sagome di tre uomini che hanno capito di aver sbagliato e si sono redenti. 

Dalla parte opposta, alle spalle della donna, ci sono, invece, le sagome di due uomini che rappresentano la passività, l’indifferenza e l’aggressività, la violenza verbale e psicologica, poiché oltre alla violenza fisica esistono altre forme di violenza.

Una sesta radice, al centro delle due sagome nere, ha alla sua estremità una farfalla, che simboleggia il messaggio che l’opera vuole lanciare, un messaggio di speranza, di trasformazione interiore, di redenzione.

Significato importante hanno anche i colori scelti.

L’arancione utilizzato per colorare la figura femminile, che è divenuto il simbolo di un futuro luminoso e ottimista, senza violenza di genere, scelto per la campagna internazionale “Orange the World” sostenuta dal Soroptimist International e promossa da UN Women, ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile, impegnato nella lotta contro ogni forma di discriminazione e violenza contro le donne. 

Il bianco ed il nero che ritroviamo contrapposti nelle sagome maschili, simboleggiano la luce ed il buio.

I tre colori primari scelti per colorare le mani e le farfalle:

Il blu, associato a livello psicologico alla spiritualità e sensibilità simbolo di armonia ed equilibrio;

Il giallo, colore della luce ma anche della conoscenza e dell’energia, sia dell’intelletto che nervosa, ha come significato il cambiamento;

Il rosso è simbolo dell’energia vitale sia mentale che fisica. È una spinta all’azione verso un cambiamento rivoluzionario. (rcz)