STATALE 106, C’È IL RISCHIO REVOCA FONDI
I PROGETTI SONO CARENTI E INADEGUATI?

Sono numerose le preoccupazioni sul processo di ammodernamento della nuova Strada statale 106. In particolare l’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106 che ha reso noto di aver inoltrato, all’ufficio competente della Regione Calabria, una osservazione. Proprio al Settore che si occupa della Valutazione di Impatto Ambientale (Via), della Regione Calabria è stato chiesto di vincolare la realizzazione dell’intero progetto al finanziamento complessivo dei progetti definitivi esecutivi dei Lotti 1 e 2.

Pertanto si è chiesto, per ragioni di carattere ambientale e non solo, di vincolare la realizzazione del progetto proposto solo e soltanto quando saranno interamente finanziati i costi determinati dei progetti definitivi esecutivi di tutti i 32 chilometri del tracciato.

All’osservazione, peraltro articolata, indichiamo di seguito il testo – senza aggiungere alcun commento – della controdeduzione ricevuta: “Le risorse per la realizzazione del progetto sono autorizzate ai sensi dell’art. 1, comma 51, della legge 29 dicembre 2022, n. 197”. Specifichiamo, inoltre, che tale controdeduzione non è stata ricevuta dal Settore preposto della Regione Calabria ma dall’Anas Spa.

Nuova SS 106 tra Sibari e Corigliano Rossano: Un progetto “carente”

Leggendo il parere ed i verbali dell’adunanza del 1° marzo 2023 si può intuire che seppure il progetto proposto da Anas Spa sulla Catanzaro – Crotone presenta diversi problemi rilevati dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici non vi sono dubbi sulla realizzabilità dell’Opera.

Leggendo il parere ed i verbali dell’adunanza del 22 marzo 2023, si comprende banalmente, quanto le prescrizioni (diverse e svariate), sollevate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sulla Corigliano-Rossano – Sibari siano tali da mettere in dubbio persino la fattibilità dell’Opera.

Basta ricordare che nel verbale dell’adunanza sono riportate chiaramente le parole del Presidente Fabio Croccolo il quale osserva che “il progetto esaminato non risulta corredato da valutazioni approfondite ed è caratterizzato da una serie di carenze rilevanti dal punto di vista impiantistico, geotecnico, di sicurezza delle gallerie ecc., che non giustificano né la scelta tecnica operata, che potrebbe essere ulteriormente ottimizzata per conseguire dei risparmi, né il dimensionamento corretto dei costi”.

Non solo ma Croccolo va giù duro nei confronti di Anas Spa precisando che “la Sezione non intende impedire lo sviluppo infrastrutturale dell’Italia e comprende la necessità di accelerare i procedimenti, ma non può non sottolineare che i Pfte non possono basarsi su dichiarazioni generiche o puramente apodittiche, ma devono contenere descrizioni dettagliate, in coerenza con il livello progettale considerato, degli interventi selezionati, che consenta di pervenire ad una corretta valutazione dei costi e, di conseguenza, ad una valida Analisi Benefici Costi a tutela dell’interesse generale dei cittadini”.

E quando il Direttore Generale del Dipartimento Infrastrutture, Claudio Moroni, ha chiesto se il progetto è stato approvato con prescrizioni oppure se non è stato approvato, il presidente Fabio Croccolo ha specificato che il progetto non necessita di un nuovo esame del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, poiché esso non esprime pareri vincolanti. Si può, quindi, procedere in fretta seguendo l’iter di approvazione del progetto. Tuttavia, ammonisce il Presidente Croccolo, tenendo conto delle prescrizioni riportate nel parere perché, senza di quelle, il progetto non potrà superare la verifica di ottemperanza.

Qual è il progetto all’attenzione della Via regionale

A seguito della pubblicazione (dovuta per legge), del progetto sul portale della Regione Calabria a seguito della procedura Via, siamo riusciti, finalmente, a visionare l’incartamento progettuale.

Ciò che stupisce è che il progetto pubblicato è grosso modo lo stesso progetto presentato presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. In pratica, quasi nessuna delle prescrizioni ricevute in adunanza il 22 marzo scorso sono state rispettate dall’Anas Spa.

La scelta di Anas Spa

Appare, quindi, evidente che l’Anas Spa probabilmente ha colto una opportunità: portare alla Via. regionale il progetto con la consapevolezza che non avrà alcun problema a superare questo passaggio in modo che ad aprile/maggio potrà finalmente essere mandato in gara e, chi si aggiudicherà la progettazione definitiva esecutiva, avrà il compito di realizzare un progetto (in un anno per come stabilito dal cronoprogramma), che però dovrà tenere conto di tutte le gravi e pesanti prescrizioni indicate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e, senza le quali, il progetto non potrà superare la verifica di ottemperanza necessaria alla sua realizzazione. Oppure, molto più probabilmente, non è stata capace di redigere un progetto capace di rispettare tutte le prescrizioni imposte dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici…

Il decreto interministeriale: Ecco le modalità di revoca del finanziamento

A tutto questo si aggiunge, il Decreto Ministeriale del 12 ottobre 2023 avente per oggetto “Individuazione del soggetto attuatore e dei lotti funzionali del nuovo asse viario Sibari-Catanzaro della strada statale 106 Jonica da finanziare con le risorse di cui all’articolo 1, comma 511, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, nonché’ dei criteri e delle modalità di erogazione e di revoca delle medesime risorse” e pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.60), il 12 marzo 2024.

Qui, all’articolo 4, “Modalità di erogazione e di revoca delle risorse” viene specificato chiaramente che nell’ipotesi in cui dovessero registrarsi dei ritardi sui tempi stabiliti dal cronoprogramma oppure se non vi è la copertura finanziaria l’intervento previsto viene revocato e, ovviamente, con esso il finanziamento che sarà inserito nel Contratto di Programma sottoscritto con Anas Spa e – citiamo testualmente – dell’avvenuta revoca si dà adeguata informativa al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato”.

Finanziamento a rischio

I problemi che mettono a rischio il finanziamento riguardano il progetto di ammodernamento del tratto Corigliano-Rossano – Sibari. Qui c’è il rischio concreto che, delle tre, possa certamente accaderne una:

1) chi si aggiudica la progettazione esecutiva-definitiva realizzerà un intervento che rispetterà le prescrizioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, supererà la verifica di ottemperanza ma costerà almeno 2 miliardi (quindi il doppio), rispetto a quanto previsto da Anas Spa che stiva l’intervento in un miliardo;

2)  chi si aggiudica la progettazione esecutiva-definitiva realizzerà un intervento che non rispetterà le prescrizioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e, quindi, non supererà la verifica di ottemperanza: in questo caso non saranno rispettati i tempi stabiliti dal cronoprogramma;

3) chi si aggiudica la progettazione esecutiva-definitiva, dopo aver svolto per la prima volta le valutazioni approfondite in fase progettuale evidenziate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, non riuscirà a realizzare il progetto.

La revoca del finanziamento interesserà la Crotone-Catanzaro?

Leggendo e rileggendo il Decreto Ministeriale del 12 ottobre 2023 il finanziamento di 3 miliardi previsto nella legge di Bilancio del 2022 destinato alla Statale 106 non vi è alcuna precisazione circa i due interventi prescelti dal “Commissario Straordinario per la Statale 106” Ing. Massimo Simonini. Per questa ragione è difficile ipotizzare quale sarà il possibile scenario.

Se verranno – come è auspicabile – revocati solo i 1.000 milioni di euro previsti per la Sibari – Corigliano-Rossano oppure se, invece, sarà revocato l’intero finanziamento di 3.000 milioni di euro. Anche perché sarà molto difficile che il progetto definitivo-esecutivo del solo tratto ammodernato della Statale 106 compreso tra Catanzaro e Crotone potrà costare meno di 3,5 miliardi di euro.

Una cosa è certa: restando a ciò che è stato scritto nel Decreto Ministeriale del 12 ottobre 2023 la revoca riguarderebbe tutto ma c’è da sperare che prevalga il buonsenso e, magari, le risorse revocate sulla Sibari – Corigliano-Rossano possano essere utilizzare per il completamento della Catanzaro – Crotone.

L’ultimo Cipess parla chiaro

L’altro elemento che lascia senza alcun dubbio è fornito dall’esito dell’ultimo Cipess dello scorso 21 marzo. In pratica mentre si approvano direttamente con una Delibera Cipess 4,6 miliardi di euro per la realizzazione di una tratta di 8,9Km di pedemontana lombarda si sceglie di finanziare indirettamente la Statale 106 utilizzando il Contratto di Programma 2021 – 2025 tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Anas Spa.

In questo modo, semmai dovessero nascere dei problemi tali da portare ad una revoca del finanziamento della Statale 106, le risorse revocate sarebbero comunque riutilizzate nell’ambito del Contratto di Programma 2021 – 2025 tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Anas Spa. (Basta Vittime sulla Strada Statale 106)

L’OPINIONE / Flavio Stasi: Se avremo possibilità di migliorare il tracciato della 106 ci proveremo

di FLAVIO STASI – Leggo un comunicato chilometrico del candidato a sindaco Pasqualina Straface sulla SS. 106.  A quel fiume di parole, il cui significato non mi è nemmeno chiaro, rispondo con due semplici fatti.

Il primo: il candidato Straface, nella qualità di consigliere regionale, si è espressa più volte a favore del primo tracciato, che su Santa Lucia passava con un rilevato alto come un palazzo. Se oggi c’è un viadotto urbano con aree verdi, sportive e commerciali, è perché l’amministrazione comunale, da sola, ha contrastato quell’idea. Oltre al viadotto urbano, abbiamo ottenuto il tunnel al Frasso, un percorso più corto, la rotonda di Boscarello, la rotonda di Fabrizio, la rotonda di Toscano Ioele, il ponte sul Cino, il ponte sul Nubrica, l’attraversamento di Gammicella. Altro che rilevato.

Il secondo: se ieri, oggi o domani avremo la possibilità di migliorare ancora il tracciato per la città, noi ci proveremo, sempre. Per un semplice fatto: io faccio il sindaco della mia città, sono stato scelto dalla città e devo rispondere solo alla mia città, non sono stato scelto altrove, da apparati a cui devo rispondere politicamente e per interessi diversi da quelli della città.

A proposito di rispondere politicamente: mi auguro di cuore che alle parole confusionarie proposte sulla Statale 106, si uniscano altrettante note chilometriche sulla Alta Velocità – sulla quale tutto l’apparato è affetto da mutismo cronico – o sul cantiere dell’ospedale fermo da mesi. Spero che almeno per recuperare qualche voto diano la parvenza di cantiere aperto, ma al momento restano solo una ventina di annunci.

 Spero presto di potermi confrontare pubblicamente su questi ed altri temi. (fs)

[Flavio Stasi è sindaco di Corigliano Rossano]

Il presidente Occhiuto: Due giorni intensi a Roma su Statale 106, accordo di coesione e vertenza Abramo

Statale 106, rinnovo dell’accordo di coesione e vertenza Abramo Customer Care. È su questo che si sono concentrate le due giornate del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a Roma.

«Due giorni molti intensi a Roma – ha detto su Instagram – per occuparmi della 106, per chiedere al ministro dell’Ambiente di darci la possibilità sostituirci al ministero dell’Ambiente per le valutazioni ambientali per far bandire subito tutti lotti ad Anas».

«Due giorni molto intensi per i lavoratori di Abramo», ha aggiunto il Governatore, assicurando il suo impegno nei confronti della Vertenza dell’Abramo Customer Care: «Sto chiedendo al governo un tavolo per affrontare questo tema. Anche nella prossima settimana lavorerò su questo problema».

E, infine, un incontro col ministro Raffaele Fitto, per firmare l’Accordo di Coesione: «dobbiamo discutere di alcune questioni ancora aperte che, però, stiamo sciogliendo proprio in questi giorni». L’accordo, ha detto Occhiuto, sarà firmato nei prossimi giorni. (rrm)

LA GUERRA DELLA SS 106 CONTRO LA VITA
DEI NOSTRI GIOVANI E DI QUESTA TERRA

di FRANCO CIMINO – E la pioggia finalmente è arrivata. Nessuno la cercava. Nessuno l’aspettava più in questo lungo dicembre che ci ha regalato un Natale quasi estivo. Con il chiarore del cielo che contrastava il cedere precoce della luce del giorno, secondo la regola dell’inverno e dell’ora naturale, che il pomeriggio era già sera. La pioggia è arrivata in serata avanzata. Insistente. Battente. Forte. Ma non di temporale.

È arrivata in silenzio senza tuoni né lampi di fuoco. Battente, però. Sui vetri delle finestre. Sui cornicioni. Sul pavimento dei balconi. E la senti. Oh, sì che la senti, anche se non fa rumore! Non pioveva, oggi, a fine mattinata. Non pioveva sulla statale 106, all’altezza del km 171, in località Calalunga-Pietragrande (km 171+300), come dicono i verbali tecnicamente dettagliati della Polizia e dei tecnici stradali. Lì, su quel tratto, al centro esatto della strada che separa la Marina di Catanzaro da Soverato, che saranno, da ambedue le direzioni, otto-dieci minuti per arrivarci, non pioveva da settimane. Non pioveva neppure oggi. C’era luce sulla via. E si vedeva bene e lungo. È una giornata di festa, questa. Una festa bella. L’Epifania, portatrice di doni al Bambino e da Lui promesse di vita nuova per tutti gli uomini e le donne di questa terra. Specialmente, per i ragazzi e i giovani. È la festa delle famiglie. E del riposo dal chiasso di queste due settimane, piene di movimento, di auto, di merci, di persone, di musiche assordanti e di piazze affollate. Di quasi tutti che hanno fretta e ti passano davanti senza neppure vederli, poterli salutare se li conosci.

Domandargli dove stiano andando visto che sembrano indirizzarsi sul versante sempre opposto dal tuo. E poi, tra due giorni, complice la domenica, i figli torneranno a scuola. Si sta a riposo, oggi. I più stanno a casa per l’Epifania. O per la Befana. Sono le le tredici e trenta circa. È l’ora canonica del pranzo della festa. Non c’è molto traffico. Poche automobili, che vanno in opposte direzioni. Non c’è stanchezza. Non c’è l’alcol e la testa di fumo delle notti del sabato del divertimento acceso. Si può stare tranquilli, oggi, giorno della festa.

Non è successo nulla ad alcuno dei partecipanti ai diversi veglioni. È stato un Buon Natale e un buon fine 2023. Non può succedere più nulla. E, poi, oggi, è la Festa dei doni. E su quella strada sulla quale siamo passati mille volte noi. Da soli e con le nostre famiglie. E i nostri figli. Anche in qualche momento di questo lungo Natale. E le nostre raccomandazioni fatte per monotonia genitoriale, in quel ricorrente “andate piano, vi raccomando. E state attenti”, detto così perché lo diciamo. Ma senza particolari timori, come quando, invece, li sappiamo in viaggio su percorsi assai insicuri.

In quel tratto lì, di giorno quieto, si sta più tranquilli. Pur se della cattiva 106 sempre si tratta. Strada quasi bestemmiata, perché portatrice di morti e feriti, lungo tutti i suoi più di trecento chilometri. Quelli che dovrebbero unire tutta la magica realtà che dall’antica Magna Graecia scorre lungo il litorale Sibari-Crotone-Squillace-Monasterace-Reggio Calabria. Ma oggi è il giorno della festa nella giornata di quiete, di luce, di armonia. E, poi, sono le tredici e trenta. Non c’è traffico. Non c’è fretta. Le baldorie sono finite. E le bottiglie di vino e birra pure.

Invece, no. La 106, la strada cattiva, non rispetta alcuna regola. Non perdona errori e distrazioni, non protegge dai guasti tecnici, non difende la gioia di chi la percorre o il bisogno di chi è costretta ad usarla. La strada nata brutta su una lingua di territorio devastata dalle tante bruttezze che le sono state caricate sopra, a mo’ di sfregio e di sfruttamento, la strada lasciata peggiorare per oltre trent’anni e abbandonata da promesse ingannevoli, o da sistemazioni costosissime in tratti disgiunti e assai distanti tra loro, effettuati in tempi lunghissimi che la rendono ancora più pericolosa per le interruzioni quasi ritmiche, semina vittime continuamente.

È una strada contro. Sì, contro. E in opposizione anche. Contro lo sviluppo e la crescita economica della Regione. Contro il bisogno di unità territoriale, economica, culturale e politica. Della Calabria. Contro la estrema necessità di rompere l’isolamento che tiene la nostra terra ai margini dell’intero Paese.

E quasi ignorata dall’Europa, se non per il suo “ condannarsi” ad essere scoglio, invece che felicemente porto, d’approdo dei miserabili che attraversano il nostro mare per cercare pane e lavoro e libertà.

Contro, è questa strada, la vita. Dei nostri ragazzi, soprattutto, che la vita e la forza giovanile lasciano sul quell’asfalto ammalorato. Oggi, giorno della festa dei doni, a quell’ora lo schianto! Due auto piccole si scontrano violentemente. Muoiono tutti i passeggeri di un’auto. Sono quattro ragazzi, tre donne e un uomo. Venivano da San Luca, nel Reggino. L’unico, dell’altra, è in condizioni molto gravi in ospedale. È di Soverato, giovane anche lui nei suoi cinquant’anni, probabilmente di sposo e di padre di giovani come quelli che ha incontrato, “avversativamente dalla sorte”, oggi.

Una tragedia. Da bollettino di guerra. L’ultimo proveniente dall’Ucraina parla proprio di quattro morti innocenti sotto l’odierno vile attacco russo contro una piccola Città.

La guerra della statale 106, continua. Indifferente ai morti che semina come chicchi di dolore immane e di ingiustizia assurda. Quanti ce ne vorranno ancora per chiudere questo cimitero dell’inciviltà? Quante madri e quanti padri dovranno ancora morire agonizzando sul cadavere dei figli? Quanti ancora, figli suoi, di questa terra, dovranno cadere sotto i colpi di una barbarie senza colpevoli? Dal pomeriggio le agenzie di stampa sono prese d’assalto dalle dichiarazioni di uomini delle istituzioni che recano lo stesso grido: “basta vittime sulla strada della morte”. Tutti lo gridiamo. Ma sempre ad ogni strage. E che sia la più clamorosa, altrimenti neppure registriamo il fatto drammatico. Passato il clamore, celebrati i funerali, poi più nulla. Solo indifferenza. Il dolore resta alle famiglie e a quei paesi che non li hanno più visto tornare tutti quei ragazzi. Mentre la lotta per fare la strada nuova, e che si chiami con un altro nome, la fanno solo i due o tre comitati di cittadini (quello di Ciró Marina e di Badolato per dire i più noti), che da anni, in piena solitudine, scendono per le quelle strade.

Per protestare contro lo sterminio. Per rivendicare un diritto. Per opporsi alla morte. Per difendere la vita. Delle persone. E dei nostri figli, che sempre da lì dovranno passare. E la vita della nostra Terra, che non può consentirsi più di perderne neppure uno.

È già notte. E piove più forte. Di una pioggia che non rovina. Sono solo lacrime del Cielo per questo dolore insopportabile. Dolore ingiusto. (fci)

Dal Mit via libera ai cantieri sulla SS 106 Jonica

Con la firma del decreto interministeriale, da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero dell’Economia e delle Finanze, è stato dato il via liberai cantieri della Statale 106 jonica, da finanziare con i 3 miliardi di euro stanziati nella legge di bilancio 2023.

L’adozione del provvedimento, riferisce una nota del Mit, consente al Commissario straordinario e ad Anas di avviare le gare per far partire i lavori.

«Si tratta di opere attese da anni dal territorio che consentiranno di migliorare la sicurezza e la viabilità – si legge – una delle principali direttrici del Meridione. Le risorse e il decreto adottato in data odierna costituiscono un primo tassello del piano di ammodernamento complessivo della SS106, da Taranto fino a Reggio Calabria, cui il Ministro Salvini sta lavorando fin dal suo insediamento con la massima dedizione».

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sottolineando come si tratta di «una grande occasione per la Calabria».

«Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, e il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, hanno firmato il decreto interministeriale attraverso il quale viene scadenzato il cronoprogramma dei lavori che interesseranno la Strada statale Jonica – ha detto –. Vengono confermati i 3 miliardi di euro stanziati dalla legge di bilancio dello scorso anno per la Ss106 e si stabilisce ufficialmente che Anas sarà il soggetto attuatore degli interventi necessari per la realizzazione di lotti funzionali del nuovo asse viario Sibari-Catanzaro della medesima Strada statale».

«Da questo momento in poi potranno, dunque –  ha aggiunto – essere bandite le gare per far partire subito dopo i cantieri. Il decreto firmato oggi, all’articolo 7, prevede inoltre una clausola di flessibilità che dà la possibilità di rimodulare le risorse, anticipandole rispetto agli stanziamenti annuali già previsti, in caso di avanzamento celere dei lavori».

«Una bella notizia per la Calabria, una grande occasione che abbiamo per migliorare sensibilmente la viabilità e la sicurezza – ha sottolineato – in una delle direttrici più strategiche della nostra Regione. Un ringraziamento particolare al ministro Salvini che ha deciso di finanziare questa importantissima opera viaria e di dare credito alle richieste avanzate dal mio esecutivo regionale». (rrm)

LA STATALE 106, QUELLA STRADA UNISCE
3 REGIONI, COLPEVOLMENTE INCOMPLETA

di ERCOLE INCALZA – Molti anni fa nella definizione delle Reti Ten – T e poi nell’inserimento delle opere strategiche della Legge Obiettivo, ho approfondito la rilevanza geo economica del sistema idroviario padano – veneto; cioè della incidenza socio economica del fiume Po nel vasto territorio attraversato. Forse pochi ricordano che complessivamente il Po attraversa (dalla sorgente alla foce) 13 province: Cuneo, Torino, Vercelli e Alessandria (ubicati Regione Piemonte), Pavia, Lodi, Cremona e Mantova (ubicati nella Regione Lombardia), Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara (ubicati nella Regione Emilia-Romagna) e Rovigo (ubicato nella Regione Veneto).

Molti studi sociologici confermano che il fiume svolge un ruolo di “aggregante” delle culture, delle abitudini e, al tempo stesso, annulla i confini regionali delle varie realtà urbane attraversate. Per i sociologi questo è un fenomeno naturale perché la forza di un fiume, come il Po, oltre ad incidere sulla memoria visiva incide anche sulle tradizioni e sulla evoluzione storica locale.

Ricordo che sono anche interessanti i romanzi che parlano della vita lungo il fiume, penso sia sufficiente citarne uno solo come il Mulino del Po di Riccardo Baccelli, un libro che è diventato, nel tempo, un classico della letteratura italiana. Quindi, un fiume rappresenta un forte legante fra realtà urbane ubicate in ambiti regionali diversi ed in particolare ha la capacità di mantenere inalterate le tradizioni di ogni realtà urbana anche piccola ma di offrire, contestualmente, alle stesse realtà una omogeneità sociale ed umana davvero incredibile.

Ora più volte mi sono chiesto se un fenomeno del genere sia possibile anche per un asse stradale, per un impianto infrastrutturale creato dall’uomo ma che con il tempo è diventato una condizione per muoversi, per interagire con ambiti territoriali diversi, per essere direttamente o indirettamente coinvolti in ciò che è un determinato teatro socio economico.

Ebbene, potevo scegliere tanti esempi di strade che hanno segnato la crescita e lo sviluppo del Paese, potevo prendere come riferimento, senza dubbio ricco di storia, l’Appia o la Salaria, cioè due assi viari che testimoniano la grande forza strategica dei Romani e, al tempo stesso, la capacità dei territori attraversati di sentirsi più legati alla forza dell’itinerario viario che al loro ambito, al loro feudo, invece ho preferito soffermarmi su una strada ubicata nel Mezzogiorno; ho scelto la Strada Statale 106 Jonica, una strada statale che percorre 481 km da Taranto a Reggio Calabria, percorrendo tutta la costa jonica di Puglia, Basilicata e, soprattutto, Calabria. Questa strada attraversa si tre Regioni ma, forse pochi lo sanno, attraversa ambiti che hanno una loro identità completamente estranea alla loro identificazione regionale, mi riferisco alla Sibaritide, al Crotonese, allo Jonio Catanzarese, alla Locride ed al versante Sud – Orientale dell’Aspromonte.

Ho presieduto, come Capo della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel 2013 e nel 2014, le Conferenze dei Servizi del Terzo Macro Lotto Roseto – Capo Spulico ed ho avuto modo di verificare non un attaccamento dei residenti al proprio territorio, tipico delle realtà locali del nostro Mezzogiorno, ma una difesa dell’intero impianto viario indipendentemente dalla limitata realtà territoriale attraversata.

E sono anche diretto testimone di una vera alleanza fra tutti i residenti dei vari territori attraversati, cioè i pugliesi, i lucani ed i calabresi sia nelle Conferenza dei servizi, sia nelle riunioni programmatiche gestite dall’Anas e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ed è a tale proposito che ritengo davvero interessante ricordare, in modo sintetico, la storia di questo asse viario che attualmente, purtroppo, è nei primi posti della classifica nazionale delle incidentalità stradale (addirittura prima per numero di morti).

Su precisa volontà delle tre Regioni (Puglia, Basilicata e Calabria) l’intervento di riqualificazione funzionale dell’asse stradale 106 fu inserito nel 1° Programma delle Infrastrutture strategiche (Delibera Cipe n. 121/2001) nell’ambito della Legge n. 443/2201 (Legge Obiettivo) e nelle Intese Generali Quadro sottoscritte dalle tre Regioni con il Governo nel lontano 2002.

Tale intervento venne inserito nel piano Decennale Anas 2003-2012; per quanto concerne poi il Terzo Macro Lotto, ricordo che il CIPE approvò il Progetto Preliminare (Delibera n. 103) anche ai fini dell’attestazione di compatibilità ambientale e dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, per un importo complessivo di €. 1.234.754.242,86 (G.U. n.123 del 13/05/08). Il progetto definitivo dell’intero intervento fu poi approvato in linea tecnica, per l’avvio delle procedure autorizzative della Legge Obiettivo, dal Consiglio di Amministrazione dell’Anas in data 27/11/2013.

Per sette anni (dal 2013 fino alla approvazione del 2020) tutto si è praticamente fermato come in più occasioni ho ricordato, sia per questo intervento che per tutti gli interventi della Legge Obiettivo. Anche in questo caso sono stati non solo i cittadini interessati dal Megalotto 3 ma tutti i cittadini fruitori di tale asse a chiederne, con la massima urgenza, il completamento dell’intero asse e lo hanno fatto anche i Presidenti delle tre Regioni ed in modo particolare il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che, con la sua tenacia, ha ottenuto un interessante copertura di 3 miliardi di euro per continuare a realizzare questo asse che come un fiume ha la forza di rendere omogenei e coesi i diretti fruitori.

Tutto questo forse perché ciò che chiamiamo Magna Grecia, da Taranto fino a Reggio Calabria, è riuscita a mantenere elevato ed unito il Dna della nostra gente del Sud; d’altra parte gli “ori di Taranto”, i “sassi di Matera” e i “bronzi di Riace” non sono oggetti ma sono la nostra storia. (ei)

Oggi a Caulonia incontro dei sindaci area jonica sulla SS 106

Oggi, mercoledì 12 Aprile 2023, alle ore 14,30 si terrà un incontro tra i Sindaci dell’area Jonica, il Commissario della SS. 106 ANAS ed esponenti dell’area tecnica della Regione Calabria per fare il “Punto sulla Nuova Statale 106 jonica”.

L’incontro si svolgerà presso l’Auditorium “Angelo Frammartino” di Caulonia Marina, messo a disposizione del Sindaco del Comune di Caulonia, Francesco Cagliuso, di concerto con i Sindaci Pier Paolo Zavettieri (Associazione Comuni dell’Area Grecana), Bruno Bartolo (Associazione Comuni della Locride, Francesco Macrì del CORSECOM, Vittorio Zito e di tutti gli altri sindaci che hanno partecipato nei mesi scorsi ad una serie di incontri presso la Direzione generale ANAS a Roma.

L’ANAS sarà presente con il Commissario alla 106 Massimo Simonini e, la Regione Calabria sarà rappresentata dal D,G, del Dipartimento Lavori Pubblici Claudio Moroni e da Mauro Dolce, Consulente della Regione Calabria ed ex Assessore LL.PP.

Parteciperanno a questo incontro altri autorevoli esponenti delle Istituzioni come Carmelo Versace, Sindaco ff. della Città Metropolitana di Reggio Calabria e da autorevoli esponenti della giunta e del Consiglio della Regione Calabria come Giovanni Calabrese, Salvatore Cirillo e Giacomo Crinò. Partecipa, inoltre, al dibattito il prof. Alberto Prestininzi, già docente ordinario di Rischi geologici all’Università La Sapienza.

Obiettivo primario di questo incontro è quello di condividere il percorso che dovrà portare al completamento di questa fondamentale opera strategica, non solo per la Calabria, ma per l’Italia e l’Europa (Frontiera Sud dell’Europa sul Mediterraneo).

Per tali ragioni tutti i partecipanti saranno chiamati a ribadire, con voce unanime e con il consenso del territorio, la necessità di procedere senza indugi al completamento del progetto Tecnico Economico dell’intero tracciato, al finanziamento e al suo completamento.

Per ribadire l’importanza nazionale di questo incontro il Governo, con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, On. Matteo Salvini e la Regione Calabria, con il suo Presidente On. Roberto Occhiuto, saluteranno i partecipanti con un messaggio in apertura dei lavori. (rrc)

SS 106, IN 10 ANNI LA STRADA DELLA MORTE
HA PROVOCATO 205 VITTIME: È UNA STRAGE

È drammatico il bilancio delle vittime della ss 106, la “Strada della morte”, di questi ultimi dieci anni: 205 morti, all’incirca una ventina ogni anno, ma in realtà con un netto peggioramento degli incidenti mortali negli ultimi tre. Questi dati sono stati forniti, nel corso di una conferenza stampa all’Hotel Guglielmo di Catanzaro dall’Associazione di Volontariato “Basta Vittime sulla strada statale 106”.

L’ing. Fabio Pugliese, responsabile del Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerca – ha illustrato i dati contenuti nel rapporto: 205 sono le vittime della Statale 106 nel decennio trascorso dall’1 gennaio 2013 fino al 31 dicembre 2023. La tendenza degli ultimi 3 anni segna un netto peggioramento: dalle 13 vittime del 2020 siamo passati alle 21 vittime del 2021 fino alle 27 vittime dello scorso anno. Tra queste il 76% è costituito da maschi (156), mentre il 24% da donne. È Cosenza la provincia più colpita 33% (67 vittime), seguita da Reggio Calabria 28% (57), Catanzaro 22% (46) e Crotone 17% (35).

In pratica sui 76Km di Statale 106 in provincia di Catanzaro abbiamo avuto negli ultimi 10 anni una vittima ogni 1,65 chilometri; sui 113Km in provincia di Cosenza una vittima ogni 1,65 chilometri; sui 132km di Reggio Calabria una vittima su ogni 2,31 chilometri e sugli 84Km della provincia di Crotone una vittima ogni 2,4 chilometri. In Calabria, negli ultimi 10 anni, sulla Statale 106 abbiamo avuto in media circa 2 vittime al mese.

La fascia d’età più colpita è costituita dai giovani con età compresa tra i 16 ed i 25 anni 23,5% (48 vittime), seguita dagli anziani, ovvero da chi ha un’età maggiore ai 66 anni 21,5% (44 vittime). In particolare se come riferimento si prendono le macro fascia d’età la più colpita è quella compresa tra 0 e 35 anni 39% (78 vittime), seguita da chi ha un’età maggiore di 56 anni 36,6% (73 vittime), e poi da chi ha un’età compresa tra i 36 ed i 55 anni 24,4% (54).

PUNTI CRITICI SULLA STATALE 106 NEGLI ULTIMI 10 ANNI

L’ing. Pugliese elenca i comuni più colpiti dal fenomeno della mortalità stradale negli ultimi 10 anni. La maglia nera spetta, purtroppo, alla terza città della Calabria: 32 vittime a Corigliano-Rossano. Maglie rosse per Crotone (11), Reggio Calabria (10), Villapiana (10), Santa Caterina dello Jonio (9), Isola di Capo Rizzuto (8), Cirò Marina (7) e Roccella Jonica (7). Maglie arancioni per Catanzaro (6), Cassano all’Ionio (6), Riace (6), Calopezzati (5), Saline Joniche (5), Strongoli (5) e Trebisacce (5).

STRADA INADATTA A GESTIRE GLI ATTUALI VOLUMI DI TRAFFICO

L’ing. Pugliese ha poi dimostrato, attraverso i numeri, uno dei fattori più determinanti che provocano la morte sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria. Le vittime per mese, infatti, contribuiscono a determinare il fenomeno della mortalità stradale facendo rilevare l’inadeguatezza del tracciato esistente della Statale 106 inadatto a gestire gli attuali volumi di traffico. Solo nei mesi di luglio (31) e agosto (37) negli ultimi 10 anni si sono registrate 68 vittime. In pratica se nelle stagioni invernali e primaverili, negli ultimi 10 anni, abbiamo avuto 39 vittime, ed in quelle autunnali, ne abbiamo avuto 42, nelle stagioni estive le vittime sono state oltre il doppio, ovvero, 85.

TUTOR INUTILI E DANNOSI NELL’ALTO JONIO CALABRESE

Il tracciato della Statale 106 è stato diviso in 3 blocchi. Il primo riguarda il tratto di Statale 106 tra Rocca Imperiale e Sibari (interessato dai lavori di ammodernamento relativi al 3° Megalotto). Su 45 chilometri di strada negli ultimi 10 anni sono 26 le vittime. Nonostante in quest’area abbiamo diverse installazioni di Tutor fissi per il controllo elettronico della velocità. Le vittime sono, infatti, avvenute nei tratti non controllati. In pratica l’eccessivo ed immotivato utilizzo di questi strumenti ha generato un fenomeno di evidente crescita della velocità nei tratti non controllati che ha notevolmente aumentato la mortalità stradale. Colpisce, infatti, un dato: all’aumentare delle installazioni dei Tutor fissi negli ultimi 10 anni sono aumentati i numeri dei decessi.

IL TRATTO SIBARI – CATANZARO LIDO IL PIÙ PERICOLOSO

L’ing. Pugliese ha poi evidenziato che il secondo tratto di Statale 106 tra Sibari e Catanzaro risulta il più pericoloso. Negli ultimi 10 anni sono 97 le vittime: una ogni 1,85Km. Oltre ai volumi di traffico elevati, inadatti all’attuale tracciato della Statale 106, tra le principali problematiche rilevate tra le cause del fenomeno della mortalità risultano: la strada in pessime condizioni; assenza di interventi di messa in sicurezza nei punti più pericolosi al fine di mitigare il fenomeno della mortalità stradale; la carenza di controlli delle forze dell’ordine (che vantano organici sotto dimensionati e poche risorse a loro disposizione).

IL TRATTO CATANZARO – REGGIO CALABRIA: VETUSTO E DI MUSSOLINANA MEMORIA

Nel terzo tratto di Statale 106 tra Catanzaro e Reggio Calabria negli ultimi 10 anni abbiamo avuto 82 vittime: una ogni 2,31Km. Tra le principali problematiche riscontrate una strada mussoliniana che versa in condizioni comatose; la mancanza degli standard minimi di sicurezza stradale; la totale l’assenza di interventi di messa in sicurezza.

COSTI SOCIALI

I costi sociali dovuti alla perdita delle 205 vittime della Statale 106 per la comunità ammontano a circa 308.317.950,00 di euro.

LE PROPOSTE DELL’O.D.V. BASTA VITTIME SULLA STRADA STATALE 106

L’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha avanzato delle proposte al fine di riuscire a mitigare il fenomeno della mortalità stradale nei prossimi anni sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria: Rimozione immediata dell’attuale dirigenza della Struttura Territoriale di Anas in Calabria per manifesta e conclamata incapacità; Piano urgente d’interventi di messa in sicurezza dell’intero tracciato dell’attuale strada Statale 106 nei punti più pericolosi e dove sussistono delle criticità e delle problematiche che debbono essere superate; Più sostegno alle forze dell’ordine in termini di uomini e risorse al fine di aumentare i controlli su strada; Massima attenzione quando si è alla guida è l’invito rivolto a tutti i cittadini automobilisti che percorrono la famigerata “strada della morte”. Infine, l’O.D.V. ha proposto al Governo di vincolare i 3 miliardi nella scorsa legge di Bilancio attraverso una Delibera CIPESS in modo da impedire al finanziamento di essere dirottato verso altre destinazioni.

L’ASSENZA DEI SINDACI E DELLA CLASSE DIRIGENTE POLITICA CALABRESE

Sia il Presidente dell’O.d.V. Basta Vittime Sulla Strada Statale 106 Leonardo Caligiuri che il Responsabile del Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerca Ing. Pugliese hanno stigmatizzato l’assenza all’iniziativa odierna di tutti i sindaci delle località attraversate dalla 106, contattati tramite Pec, dei consiglieri regionali e dei parlamentari calabresi. Assenti il Presidente e gli assessori della Giunta Regionale della Calabria. A tutti costoro l’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” invierà tramite pec il rapporto completo sulla mortalità stradale negli ultimi 10 anni sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria. Presenti il Consigliere Regionale Pietro Molinaro ed il S.Ten. Luca Pietrangeli, Comandante della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Catanzaro. Giustificati, poiché impossibilitati a partecipare, l’On. Sen. Ernesto Rapani, l’Assessore regionale Varì e l’ex Assessore regionale Mauro Dolce, il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e l’On. Deputato Domenico Furgiuele. (rcz)

I 3 MLD PER LA 106? BUONI E BENEDETTI
BASTA POLEMICHE, LA POLITICA S’IMPEGNI

Elemosina o una vera e propria svolta epocale? Non importa come la si guardi, sta di fatto che, adesso, la strada statale 106, conosciuta anche come strada della morte, potrà essere ammodernata e messa in sicurezza. Come? Con i tre miliardi che saranno distribuiti in 15 anni.

Soldi che – è bene ricordare – arrivano direttamente dal ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini. E non importa da quale bandiera politica arrivino questi fondi, perché significa che, finalmente, il Governo ha posato i suoi occhi sulla Calabria e sulle sue tante problematiche. La Strada Statale 1o6 era un’emergenza nell’emergenza. È tra le strade più pericolose d’Italia, che a settembre 2022 – come riportato dall’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106 –  ci sono state già 24 vittime. Ad oggi, purtroppo, ce ne sono state altre. Una scia di sangue inarrestabile che, forse, inizierà a fermarsi con quei preziosi fondi che arrivano direttamente dal Mit.

E, forse, il commissario della Lega, Giacomo Saccomanno, aveva proprio ragione nel dire «doveva venire Matteo Salvini ad impegnarsi per il nostro territorio!».

«Fare polemiche su questa corretta azione è, veramente, intollerabile!», scriveva Saccomanno ma, si sa, fa parte del gioco della politica. E, anche se «per la prima volta, dopo qualche mese dalla formazione del Governo, si parla concretamente delle infrastrutture calabresi e si indicano le strade da percorrere», ha evidenziato Saccomanno, ricordando che si tratta di «una cosa mai successa nei 30 anni precedenti anzi, per quanto riguarda la SS 106, vi sono zone ove ancora mancano i progetti! Ci chiediamo: cosa hanno fatto i Governi precedenti in oltre 30 anni! La risposta è sotto gli occhi di tutti: nulla di serio», è giusto sentire, ascoltare e dare spazio anche alle altre bandiere.

Tra tutti, spicca l’interrogazione presentata dal consigliere regionale del Pd, Ernesto Alecci, che ha definito «i 3 miliardi per la Statale 106 sono spalmati in 15 anni, da Salvini sono una piccola elemosina: è una vergogna».

«Sono arrabbiato e indignato – ha detto Alecci – per la notizia che mi è arrivata questa mattina, sul finanziamento della Statale 106. Abbiamo visto e letto dei proclami del centrodestra, del presidente Occhiuto, dei parlamentari calabresi, del ministro Salvini, che dicono che he sono stati messi 3 miliardi per la Statale 106 nella Finanziaria».

«E invece, leggendo attentamente il testo che arriverà in Parlamento – ha continuato il consigliere regionale – emerge che Salvini ci fa una piccola elemosina perché i 3 miliardi sono spalmati su 15 anni, quindi nella Finanziaria del 2023 per la Statale 106 sono finanziati solo 50 milioni, poi 100 milioni nel 2024 eccetera, come se avesse aperto una Findomestic e fatto un prestito… Il contratto di programma Anas 2021-25 chiarisce in maniera univoca ii lavori da fare e il costo annuo, indicando che per completare la Statale 106 ci vogliono 8 miliardi».

«Ricordo – ha aggiunto – il consigliere regionale del Pd – che tre anni fa Salvini fece un’interrogazione all’allora ministro De Micheli chiedendo investimenti  per quella che definiva la strada della morte  oggi è lui il ministro ed è come se facesse un’interrogazione a se stesso. I 3 miliardi un 15 anni – sempre che le cose non cambiano nel frattempo – significano che i lavori termineranno tra 20 anni. Insomma, sono previsti solo fondi per finanziarie e completare un terzo della Statale 106, per gli altri due terzi nulla. Di questo passo ci vorranno 40-50 anni per realizzare la Statale 106».

«È vergognoso, se fossi al posto di Salvini mi dimetterei – ha concluso – non abbiamo bisogno della sua elemosina. Quanto al presidente Occhiuto, avevo molta fiducia in lui ma vedo che si fanno ancora solo proclami. Io lunedì presenterò un’interrogazione affinché ai calabresi si dica la verità».

Immediata la risposta del presidente della Regione, Roberto Occhiuto: «Ad avercene di elemosine che cubano 3 miliardi di euro».

«Il Pd – quasi ininterrottamente al governo nazionale negli ultimi 10 anni e per più di un lustro alla guida della nostra Regione (9 dicembre 2014 – 15 febbraio 2020) – non ha mai posto in cima ai suoi programmi il rifacimento della Statale 106 – ha ricordato Occhiuto –. Con il centrodestra al governo della Calabria e adesso del Paese, invece, la Statale Jonica è diventata una priorità nazionale».

«Abbiamo coinvolto in questa battaglia – ha ricordato Occhiuto – la Cgil, la Cisl e la Uil, il Consiglio regionale ha unanimemente sostenuto l’iniziativa del mio esecutivo regionale, i ministri delle Infrastrutture, Giovannini prima e Salvini poi, hanno accolto le nostre richieste. Ed oggi raccogliamo i frutti di quanto seminato nell’ultimo anno. Lo spiego bene, anche per chi, come il consigliere Alecci, evidentemente non conosce la materia e non ha esperienza nella messa a terra delle grandi opere».

«La legge di bilancio per il 2023 – ha continuato – ha dato concreta attuazione alle previsioni dell’allegato infrastrutture al Def per il 2022, che aveva individuato la Strada statale106 come “la priorità” degli interventi stradali di Anas, al fine di garantire ai cittadini dell’area Jonica il diritto ad una mobilità efficace e sicura.  Oltre alle risorse già disponibili per il Megalotto 3, in corso di realizzazione, la manovra ha dunque stanziato 3 miliardi di euro che si aggiungono ai 200 milioni previsti dal Fsc 21-27. Il completamento delle attività di progettazione consentirà di definire il fabbisogno complessivo degli interventi che, dopo la tratta Catanzaro-Crotone, si amplieranno alla Crotone-Sibari e poi al tratto meridionale verso Melito Porto Salvo».

«Le ulteriori risorse necessarie – ha spiegato – potranno essere reperite attraverso i fondi strutturali  europei 21-27 e il Fsc 21-27 destinati alla Regione Calabria. I flussi temporali dei finanziamenti previsti dalla legge di bilancio potranno essere modulati sulla base dell’effettivo cronopramma dei cantieri, sulla base di progetti condivisi con i territori e con modalità realizzative coerenti con gli effettivi fabbisogni di mobilità. Le risorse della manovra, dunque, sono scadenzate nel tempo per evitare la possibilità di disimpegnare questi fondi a causa dei tempi tecnici necessari per costruire l’opera. Nei primi anni occorre completare le progettazioni, condividere i tracciati, avere le autorizzazioni e bandire le gare.  E per queste attività – spiega il governatore – le risorse del Fsc e quelle previste dalla legge di bilancio sono più che sufficienti.  Successivamente i finanziamenti potranno essere efficacemente rimodulati sulla base degli effettivi stati di avanzamento dei lavori, come è già stato fatto per altre grandi opere e per altri settori».

«Faccio un esempio. Se Anas sarà in grado di mettere a terra risorse per 2 miliardi di euro entro il 2025 – ha spiegato ancora –, quelle risorse saranno disponibili. In caso contrario, proprio grazie alla programmazione temporale data in manovra, i fondi non andranno disimpegnati e rimarranno nelle nostre disponibilità. Per realizzare le infrastrutture complesse non è importante il flusso di spesa, ma la disponibilità complessiva delle risorse. Altro esempio. Nel bilancio dello Stato l’Alta velocità ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria è finanziata spalmando le risorse su molte annualità, proprio per evitare disimpegni. In questo caso la mia preoccupazione è che siccome le prime attività previste per questa tratta ferroviaria non sono state ancora messe in atto, potremmo – per questa opera – perdere alcuni fondi. Ma di questo ne riparleremo nei prossimi mesi».

«Tornando alla strettissima attualità – ha aggiunto –. Se il consigliere Alecci avesse letto la legge di bilancio, nel suo paragrafo dedicato alle infrastrutture, forse avrebbe potuto apprezzare come la Strada Statale Jonica sia l’unica grande opera del Paese finanziata con una cifra così importante. Si tratta di uno sforzo epocale, avviato dal governo Draghi su iniziativa del ministro Giovannini, condiviso con la Regione Calabria, e al quale adesso, grazie anche all’impegno del ministro Salvini, il governo Meloni ha dato attuazione».

«Oggi non dovrebbe essere il giorno delle polemiche – ha concluso – ma della presa d’atto di una straordinaria opportunità cui dare concreta attuazione nei tempi più brevi possibili».

Lo stesso presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha definito «un’ottima notizia lo stanziamento pluriennale di 3 miliardi  previsto dalla manovra economica approvata dal Governo per ammodernare la SS 106».

«È un importante segnale d’attenzione per un’infrastruttura fondamentale finora fortemente trascurata. Adesso, in vista del suo rilancio e messa in sicurezza, è necessario che ciascun soggetto interessato, a partire dall’Anas, agisca rapidamente», ha concluso Mancuso.

La deputata del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, nell’interpellanza discussa nella Camera dei Deputati, ha chiesto al Governo «quanti soldi ci sono nella manovra di bilancio, per quanti anni, per fare cosa e in quanto tempo? Il Governo sulla statale 106 parli un linguaggio di chiarezza e di verità, perché la Calabria merita attenzione, serietà e soprattutto rispetto».

«È il giorno della verità per i calabresi che attendono di conoscere il destino di un’opera che è entrata nei loro destini – ha rimarcato Baldino in apertura di intervento. La statale 106 è più una mulattiera che una statale. Dei 415 km, ricadenti in Calabria, solo il 16% risulta ammodernato, mentre il 47% risulta da ammodernare, con progettazione in corso, il 27% da ammodernare, con progettazione da avviare, e solo il 10% di lavori in corso».

«È un’arteria strategica per il sud che mette in comunicazione due capoluoghi, numerosi comuni costieri, l’unica possibile che consente ai comuni dell’hinterland delle grandi cittadine calabresi di raggiungere, accedendo a servizi pubblici essenziali, ospedali, scuole, stazioni, aeroporti. È una strada – ha continuato la Baldino – che miete 30 morti l’anno, uno ogni 15 giorni».

Nel ripercorrere la storia decennale sull’ammodernamento, ricordando il lavoro del M5S negli ultimi 4 anni per una strada a 4 corsie, la stoccata al Governo targato centrodestra per i 7 miliardi sottratti in passato «la politica ha un debito enorme verso la Calabria e i calabresi – ha ricordato, infatti la Baldino – un debito che ora è chiamato a sanare con i fatti e non con le promesse o le note stampa».

A rispondere per il Governo, il sottosegretario alla cultura Gianmarco Mazzi, che conferma senza, però, fornire ulteriori dettagli, nella manovra di bilancio i 3 miliardi indicati nel DEF 2022.

«Al vaglio nuovi strumenti normativi finanziari per prevedere interventi risolutivi e stanziamenti chiari e spalmabili su più anni”, annuncia il sottosegretario alla cultura. Ulteriori risorse, avvisa il Governo, potranno essere assicurate in concomitanza con la definizione dei progetti attualmente in fase di sviluppo. Confermata, poi, la visita di Salvini a Bruxelles.

«Sarà occasione – ha avvisato il sottosegretario Mazzi – per aprire un confronto sulla strategicità dell’opera e per la sua inclusione nella rete TEN – T per accedere alle opportunità di finanziamento europeo».

Secca la replica. «Speriamo che a Bruxelles non si parli solo di ponte sullo Stretto – ha rilanciato la Baldino –. Sarò soddisfatta quando avrò modo di leggere nero su bianco nella legge di bilancio i 3 miliardi indicati nel DEF 2022, e i dettagli degli stanziamenti che ad oggi mancano».

«Completare le opere infrastrutturali, a partire dal completamento della statale 106, farebbe segnare in Calabria una vera e propria rivoluzione economica, sociale e culturale. Rilevanti sarebbero le ricadute sul Pil», ha concluso Baldino.

In questa enorme polemica, in cui la politica spreca fiato sulle risorse, nessuno ha posato gli occhi o si è soffermato a parlare delle vittime. Di quelle persone, tra cui giovanissimi, che hanno perso la vita su una strada che non attende altro che essere messa in sicurezza. E allora ben vengano i finanziamenti, ma si dovrà parlare di «svolta epocale» solo nel momento in cui non si saranno quasi ogni giorno vittime sulla Strada Statale 106. (rrm)

Baldino (M5S): Governo sia chiaro sugli stanziamenti per la ss 106

La deputata del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, nell’interpellanza discussa nella Camera dei Deputati, ha chiesto al Governo «quanti soldi ci sono nella manovra di bilancio, per quanti anni, per fare cosa e in quanto tempo? Il Governo sulla statale 106 parli un linguaggio di chiarezza e di verità, perché la Calabria merita attenzione, serietà e soprattutto rispetto».

«È il giorno della verità per i calabresi che attendono di conoscere il destino di un’opera che è entrata nei loro destini – ha rimarcato Baldino in apertura di intervento. La statale 106 è più una mulattiera che una statale. Dei 415 km, ricadenti in Calabria, solo il 16% risulta ammodernato, mentre il 47% risulta da ammodernare, con progettazione in corso, il 27% da ammodernare, con progettazione da avviare, e solo il 10% di lavori in corso».

«È un’arteria strategica per il sud che mette in comunicazione due capoluoghi, numerosi comuni costieri, l’unica possibile che consente ai comuni dell’hinterland delle grandi cittadine calabresi di raggiungere, accedendo a servizi pubblici essenziali, ospedali, scuole, stazioni, aeroporti. È una strada – ha continuato Baldino – che miete 30 morti l’anno, uno ogni 15 giorni».

Nel ripercorrere la storia decennale sull’ammodernamento, ricordando il lavoro del M5S negli ultimi 4 anni per una strada a 4 corsie, la stoccata al Governo targato centrodestra per i 7 miliardi sottratti in passato «la politica ha un debito enorme verso la Calabria e i calabresi – ha ricordato, infatti Baldino – un debito che ora è chiamato a sanare con i fatti e non con le promesse o le note stampa».

A rispondere per il Governo, il sottosegretario alla cultura Gianmarco Mazzi, che conferma senza, però, fornire ulteriori dettagli, nella manovra di bilancio i 3 miliardi indicati nel DEF 2022.

«Al vaglio nuovi strumenti normativi finanziari per prevedere interventi risolutivi e stanziamenti chiari e spalmabili su più anni”, annuncia il sottosegretario alla cultura. Ulteriori risorse, avvisa il Governo, potranno essere assicurate in concomitanza con la definizione dei progetti attualmente in fase di sviluppo. Confermata, poi, la visita di Salvini a Bruxelles.

«Sarà occasione – ha avvisato il sottosegretario Mazzi – per aprire un confronto sulla strategicità dell’opera e per la sua inclusione nella rete TEN – T per accedere alle opportunità di finanziamento europeo».

Secca la replica. «Speriamo che a Bruxelles non si parli solo di ponte sullo Stretto – ha rilanciato Baldino –. Sarò soddisfatta quando avrò modo di leggere nero su bianco nella legge di bilancio i 3 miliardi indicati nel DEF 2022, e i dettagli degli stanziamenti che ad oggi mancano».

«Completare le opere infrastrutturali, a partire dal completamento della statale 106, farebbe segnare in Calabria una vera e propria rivoluzione economica, sociale e culturale. Rilevanti sarebbero le ricadute sul Pil», ha concluso Baldino. (rp)