IL RACCONTO DI ERCOLE INCALZA SULL'INFRASTRUTTURA FONDAMENTALE PER LA CALABRIA E LO JONIO;
SS 106

LA STATALE 106, QUELLA STRADA UNISCE
3 REGIONI, COLPEVOLMENTE INCOMPLETA

di ERCOLE INCALZA – Molti anni fa nella definizione delle Reti Ten – T e poi nell’inserimento delle opere strategiche della Legge Obiettivo, ho approfondito la rilevanza geo economica del sistema idroviario padano – veneto; cioè della incidenza socio economica del fiume Po nel vasto territorio attraversato. Forse pochi ricordano che complessivamente il Po attraversa (dalla sorgente alla foce) 13 province: Cuneo, Torino, Vercelli e Alessandria (ubicati Regione Piemonte), Pavia, Lodi, Cremona e Mantova (ubicati nella Regione Lombardia), Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara (ubicati nella Regione Emilia-Romagna) e Rovigo (ubicato nella Regione Veneto).

Molti studi sociologici confermano che il fiume svolge un ruolo di “aggregante” delle culture, delle abitudini e, al tempo stesso, annulla i confini regionali delle varie realtà urbane attraversate. Per i sociologi questo è un fenomeno naturale perché la forza di un fiume, come il Po, oltre ad incidere sulla memoria visiva incide anche sulle tradizioni e sulla evoluzione storica locale.

Ricordo che sono anche interessanti i romanzi che parlano della vita lungo il fiume, penso sia sufficiente citarne uno solo come il Mulino del Po di Riccardo Baccelli, un libro che è diventato, nel tempo, un classico della letteratura italiana. Quindi, un fiume rappresenta un forte legante fra realtà urbane ubicate in ambiti regionali diversi ed in particolare ha la capacità di mantenere inalterate le tradizioni di ogni realtà urbana anche piccola ma di offrire, contestualmente, alle stesse realtà una omogeneità sociale ed umana davvero incredibile.

Ora più volte mi sono chiesto se un fenomeno del genere sia possibile anche per un asse stradale, per un impianto infrastrutturale creato dall’uomo ma che con il tempo è diventato una condizione per muoversi, per interagire con ambiti territoriali diversi, per essere direttamente o indirettamente coinvolti in ciò che è un determinato teatro socio economico.

Ebbene, potevo scegliere tanti esempi di strade che hanno segnato la crescita e lo sviluppo del Paese, potevo prendere come riferimento, senza dubbio ricco di storia, l’Appia o la Salaria, cioè due assi viari che testimoniano la grande forza strategica dei Romani e, al tempo stesso, la capacità dei territori attraversati di sentirsi più legati alla forza dell’itinerario viario che al loro ambito, al loro feudo, invece ho preferito soffermarmi su una strada ubicata nel Mezzogiorno; ho scelto la Strada Statale 106 Jonica, una strada statale che percorre 481 km da Taranto a Reggio Calabria, percorrendo tutta la costa jonica di Puglia, Basilicata e, soprattutto, Calabria. Questa strada attraversa si tre Regioni ma, forse pochi lo sanno, attraversa ambiti che hanno una loro identità completamente estranea alla loro identificazione regionale, mi riferisco alla Sibaritide, al Crotonese, allo Jonio Catanzarese, alla Locride ed al versante Sud – Orientale dell’Aspromonte.

Ho presieduto, come Capo della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel 2013 e nel 2014, le Conferenze dei Servizi del Terzo Macro Lotto Roseto – Capo Spulico ed ho avuto modo di verificare non un attaccamento dei residenti al proprio territorio, tipico delle realtà locali del nostro Mezzogiorno, ma una difesa dell’intero impianto viario indipendentemente dalla limitata realtà territoriale attraversata.

E sono anche diretto testimone di una vera alleanza fra tutti i residenti dei vari territori attraversati, cioè i pugliesi, i lucani ed i calabresi sia nelle Conferenza dei servizi, sia nelle riunioni programmatiche gestite dall’Anas e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ed è a tale proposito che ritengo davvero interessante ricordare, in modo sintetico, la storia di questo asse viario che attualmente, purtroppo, è nei primi posti della classifica nazionale delle incidentalità stradale (addirittura prima per numero di morti).

Su precisa volontà delle tre Regioni (Puglia, Basilicata e Calabria) l’intervento di riqualificazione funzionale dell’asse stradale 106 fu inserito nel 1° Programma delle Infrastrutture strategiche (Delibera Cipe n. 121/2001) nell’ambito della Legge n. 443/2201 (Legge Obiettivo) e nelle Intese Generali Quadro sottoscritte dalle tre Regioni con il Governo nel lontano 2002.

Tale intervento venne inserito nel piano Decennale Anas 2003-2012; per quanto concerne poi il Terzo Macro Lotto, ricordo che il CIPE approvò il Progetto Preliminare (Delibera n. 103) anche ai fini dell’attestazione di compatibilità ambientale e dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, per un importo complessivo di €. 1.234.754.242,86 (G.U. n.123 del 13/05/08). Il progetto definitivo dell’intero intervento fu poi approvato in linea tecnica, per l’avvio delle procedure autorizzative della Legge Obiettivo, dal Consiglio di Amministrazione dell’Anas in data 27/11/2013.

Per sette anni (dal 2013 fino alla approvazione del 2020) tutto si è praticamente fermato come in più occasioni ho ricordato, sia per questo intervento che per tutti gli interventi della Legge Obiettivo. Anche in questo caso sono stati non solo i cittadini interessati dal Megalotto 3 ma tutti i cittadini fruitori di tale asse a chiederne, con la massima urgenza, il completamento dell’intero asse e lo hanno fatto anche i Presidenti delle tre Regioni ed in modo particolare il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che, con la sua tenacia, ha ottenuto un interessante copertura di 3 miliardi di euro per continuare a realizzare questo asse che come un fiume ha la forza di rendere omogenei e coesi i diretti fruitori.

Tutto questo forse perché ciò che chiamiamo Magna Grecia, da Taranto fino a Reggio Calabria, è riuscita a mantenere elevato ed unito il Dna della nostra gente del Sud; d’altra parte gli “ori di Taranto”, i “sassi di Matera” e i “bronzi di Riace” non sono oggetti ma sono la nostra storia. (ei)