Statale 106, al via progetto di fattibilità del tracciato Rossano-Sibari

Al via il progetto di fattibilità della s.s. 106, nel tracciato Rossano-Sibari, che prevede una soluzione a quattro corsie.

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, che ha auspicato che «le fasi della progettazione della nuova arteria procedano speditamente, e che alla strada statale 106 possa finalmente essere riconosciuta tutta l’attenzione che merita, partendo dall’accoglimento, da parte del ministero, di tutte le richieste avanzate dalla Regione Calabria per i finanziamenti da inserire nel nuovo contratto di programma Anas 2021-2024».

«La Rossano-Sibari – ha concluso – è un ulteriore tassello del complesso processo di adeguamento della Statale 106 e dell’intero sistema dei trasporti regionale».

«La specifica richiesta di intervento – è scritto in una nota dell’assessorato alle Infrastrutture – era stata trasmessa lo scorso 29 luglio dal presidente Jole Santelli, dopo un incontro tecnico in Cittadella con i progettisti Anas e le amministrazioni comunali interessate»

.«L’istanza della presidenza della Regione – prosegue la nota – era stata avanzata anche a seguito di quanto condiviso nell’incontro del 22 luglio scorso tra l’assessore Catalfamo e l’attuale sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, il quale, domani, a quanto si è appreso dagli organi di stampa, parteciperà alla presentazione dell’ipotesi di tracciato del progetto della nuova strada statale 106 tra Sibari e Rossano, formalizzando la decisione assunta dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile a seguito del processo avviato dalla Regione».

«Nell’ultimo incontro che si è svolto a Roma lo scorso 8 aprile tra l’assessore Catalfamo, il dirigente del settore Infrastrutture della Regione Calabria, Giuseppe Iiritano, e i vertici tecnici dell’Anas – viene specificato ancora – sono state ampiamente approfondite tutte le emergenze in termini di accessibilità e di sicurezza del tratto calabrese della strada 106 da affrontare con la nuova programmazione, partendo dal deficit assoluto di progettazione e di finanziamenti del tratto a sud di Catanzaro, passando per le numerose criticità e valutando tutte le potenzialità di sviluppo di un’area interessata da significativi livelli di domanda quotidiana, locale e di attraversamento, oltre che da elevatissime punte stagionali di traffico». (rcz)

JONIO-TIRRENO, CALABRIA DIVISA IN DUE
TRA SOGNI E PROMESSE, NON C’È FUTURO

di CARLO TANSI – Ricordate la vecchia lavagna delle elementari di un bel po’, ormai, di anni fa. Parlo di quella con i gessetti ‘farinosi’ divisa in due parti, su cui scrivere i nomi degli scolari buoni e dei loro compagnelli cattivi, da una riga bianca centrale tirata da un alunno, magari il capoclasse, o più spesso dall’insegnante. Una netta, e simbolica, linea di demarcazione, insomma, simile alla segnatura immaginaria che percorre logitudinalmente la Calabria fra i lati tirrenico e ionico.
Il primo collegato in maniera ampia e soddisfacente con autostrada, ferrovia e aeroporto di Lamezia. Il secondo invece rimasto all’epoca delle diligenze con la Statale 106 meglio conosciuta, in modo sinistro ma purtroppo meritato alla luce dell’inaccettabile numero di vittime mietute, come la ‘Strada della Morte’ e treni alimentati a combustibile fossile viaggianti lungo una rete di binari risalente in gran parte addirittura all’immediato Dopoguerra. Finita qui, che pure non è certo poco?
Neanche per idea. C’è persino di più, considerato come il divario, già di per sé abbastanza marcato sulla base di quanto peraltro premesso, fra la molto più ‘servita’ parte Ovest e la zona Est al contrario abbandonata al suo destino, una sorte assai grama, sia addirittura destinato ad aumentare. E di parecchio, per giunta. Fermo restando che è mia ferma intenzione bandire ogni forma di campanilismo, responsabile delle insopportabili forme di nanismo economico e culturale da cui è afflitta la realtà calabrese tenuta radente al suolo da una pesante zavorra.
Al di là di tutto, va detto che ai lauti finanziamenti del Recovery Fund è infatti stato programmato il superfluo raddoppio della galleria Cosenza-Paola, denominata Santomarco, per un costo di svariate centinaia di milioni di euro, ancora una volta sul Tirreno, che arricchirà ulteriormente, come si vocifera da queste parti, qualche illustre politico cosentino presente, sotto mentite spoglie, in una società a cui sarà affidato lo stesso ‘mega-progetto’ mentre non si segnalano progetti per la sempre più isolata e dimenticata fascia ionica.
A cui manca un collegamento veloce in grado di connettere le estese aree del comprensorio reggino, della Locride, del Soveratese, del Catanzarese, del Crotonese, con le ultime tre notoriamente connesse alle città di Catanzaro e Crotone, fino ad arrivare al grosso centro urbano di Corigliano-Rossano, alla Puglia e alla Lucania. Senza contare lo stato di abbandono in cui versa l’aeroporto della città di Pitagora, da tempo depotenziato in modo quasi totale, tra l’altro unitamente a quello di Reggio.

Scenario intollerabile, che non deve però alimentare ‘guerre fra poveri’ bensì, lo ribadisco, viceversa far lavorare tutte insieme le persone perbene alla ricerca del rafforzamento della nostra amata regione nel suo complesso.
Perché la Calabria, e sembra persino banale ma ahimè nient’affatto scontato dirlo, ha bisogno di progredire in modo uniforme. Non certo a due velocità. Bisogna in altri termini pensare al migliore futuro del sistema Calabria nel suo complesso. Basti ad esempio riflettere sul fatto che, a ognuno di noi, spostarsi da qui a Roma costi più del doppio di quanto non sia necessario spendere per un veneto o un milanese analogamente diretti da casa loro alla capitale. È il motivo per cui in cima alle priorità del movimento arancione, accanto a Lavoro e Sanità, troverà posto il delicato e strategico tema della Mobilità. Senza la cui migliore efficienza possibile non ci può essere crescita e sviluppo di un qualunque territorio. (ct)

(Carlo Tansi, geologo, ex capo della protezione civile in Calabria, è stato candidato governatore alla Regione nel 2020 e sarà candidato con Luigi De Magistris alle prossime elezioni regionali)

Santo Biondo: Il Governo trovi spazio nel Recovery Plan per ammodernamento della Statale 106

Il segretario regionale della Uil Calabria, Santo Biondo, dopo che la Commissione Europea ha dichiarato importante la strada statale 106, ha dichiarato che «non ci sono più alibi a frenare l’ammodernamento della Strada statale 106».

«La Commissione europea direzione generali mobilità e trasporti – ha spiegato – ha rimandato la palla nel campo della politica, quella politica che, nei mesi scorsi, ha scelto di fare spallucce alle richieste provenienti dal territorio calabrese, quella politica che, nel progettare il Recovery plan, ha volutamente dimenticato di inserire la Strada statale 106 – se non per un maquillage inutile – dai piani di sviluppo e resilienza del territorio calabrese e nazionale».

«Oggi, invece – ha proseguito – sappiamo che Bruxelles reputa questa infrastruttura importante e, come da noi sostenuto da anni, determinante per lo sviluppo della Calabria e per la proiezione della sua economia verso i mercati europei e mondiali. Istituzioni locali, politica regionale e parlamentari calabresi, forze sociali e produttive, chiesa, associazionismo: Facciamo quadrato. Il momento giusto è adesso per la Ss106».

«Al Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, quindi – ha concluso – adesso occorre chiedere, di ripensare il Piano di resistenza e resilienza e trovare al suo interno lo spazio giusto per assecondare le indicazioni provenienti dalla Commissione europea e, allo stesso tempo, segnare una svolta concreta nelle politiche di sviluppo infrastrutturale della Calabria». (rrm)

Un palloncino rosso per le donne vittime della statale 106: L’iniziativa delle Associazioni della costa jonica

Attaccare un palloncino rosso lungo la strada statale 106 Jonica, esattamente nei luoghi in cui molte donne hanno perso la vita o subìto incidenti. È questa l’iniziativa promossa per la Giornata internazionale dei Diritti delle Donne promossa dal  Centro Studi “Don Francesco Caporale”  in collaborazione con la Fidapa Bpw Italy, Distretto Sud Ovest, la Fondazione Fidapa Onlus, il Centro Calabrese di Solidarietà, il Centro Antiviolenza “Mondo Rosa”, l’Ande di Catanzaro, l’Anas di Crotone, Et Syssitia Symposium di Torano Castello, con il prezioso sostegno dell’Odv “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” per i rendere omaggio alle tante donne del sud uccise o menomate, in maniera irreversibile, dalla trascuratezza istituzionale.

«Con questa iniziativa, il Centro Studi politico sociali “Don Francesco Caporale” – hanno scritto Paola Bellomo, Costanza Santimone, Fabio Lagonia, Maria Marino, Pietro Donato Ippolito, Alberto Tiriolo, Elena Grimaldi, Francesco Rotundo, Antonio Bitonte – intende celebrare l’8 marzo e al contempo evidenziare come, se è vero che molte tragedie dipendono dalla violenza e dalla sopraffazione nei confronti del mondo femminile, tante altre stragi sono figlie di istituzioni che non mantengono le promesse fatte; la mancata messa in sicurezza della statale jonica è proprio uno dei ripetuti impegni assunti dalla politica e mai onorati».

Il Centro Studi e Ricerche dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” dimostra che solo dal 2013 ad oggi sono 93 le donne che hanno perso la vita lungo la s.s.106, costrette, così, ad abbandonare tragicamente sogni, ambizioni e famiglie. Si tratta infatti di lavoratrici, spesso madri. In alcuni casi si tratta, purtroppo, anche di bambine.

Celebrare, allora, la Donna, lungo la famigerata statale jonica, assume un significato particolarmente rilevante: ricordare il cammino che le donne, non senza difficoltà e per lunghi decenni, hanno dovuto percorrere per arrivare all’emancipazione, ma anche e soprattutto rammentare alle istituzioni quale sia il disagiato tragitto che le donne impegnate a vario titolo, in Calabria, sono costrette ad attraversare quotidianamente, esponendo a costante pericolo la propria incolumità, a causa di quella forma di violenza invisibile che si chiama noncuranza, ovvero carenza di infrastrutture sicure e di manutenzione.

«L’8 marzo sia, allora – si legge in una nota – una giornata per riflettere su quante sfide vi siano ancora da vincere, su come diritti acquisiti e scontati in molte aree del Paese, siano ancora un miraggio in altre. Invitiamo tutti, quindi, ad unirsi a noi l’8 marzo per attaccare un palloncino rosso lungo i guardrail della Jonica in cui vi è stata una donna vittima della strada Statale 106 e poi a condividere una foto o un video nel gruppo Facebook “Basta Vittime Sulla S.S.106”».

«Questo gesto – conclude la nota – vuole essere un ricordo delle troppe vittime che questa strada ci consegna anno dopo anno, ma anche un punto di partenza per chiedere, a gran voce, il cambiamento, affinché la S.S.106 diventi una strada sicura per tutti e consenta agli uomini e alle donne che quotidianamente transitano lungo questa direttrice, di muoversi senza rischiare la vita». (rrm)

Barbuto (M5S): Si realizzi nella ss 106 strada nuova e sicura di rango B

La deputata del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, chiede di «dare alla SS 106, ed a tutta la fascia jonica, la dignità che meritano mediante la realizzazione di una strada di categoria B, ossia a doppia carreggiata e doppia corsia per senso di marcia anche recuperando l’idea progettuale  dei vecchi megalotti che, agli inizi degli anni 2000,  la legge obiettivo aveva individuato per risolvere l’annoso problema della realizzazione di un’opera considerata strategica per la Calabria e per tutto il Mezzogiorno d’Italia».

«Sono intervenuta, unitamente alla collega Enza Bruno Bossio con la quale condivido l’esperienza in Commissione Trasporti,  per porre delle specifiche domande all’ad Anas, ing. Massimo Simonini, commissario designato per la SS 106 anche in considerazione della battaglia che sto portando avanti dall’inizio del mio mandato» ha dichiarato la Barbuto, aggiungendo che «non mi accontento, infatti, del risultato raggiunto in merito allo stanziamento dei fondi per la progettazione del tratto tra Crotone e Simeri».

«La mia attenzione, così come l’attenzione del territorio – ha proseguito – è ora rivolta al tratto Crotone/Sibari come attestato dall’esito della riunione svoltasi la settimana scorsa presso la sede della Provincia di Crotone nella quale i sindaci del tratto a nord di Crotone hanno ribadito il loro impegno e la loro volontà di chiedere con forza  una strada nuova e realizzata secondo gli standard europei di sicurezza. Ecco perché , ho ritenuto di dover sottolineare all’ing. Simonini la necessità che nel  nuovo contratto di programma Anas – Mit si inserisca la 106, non più nell’ottica di project review così come attualmente previsto, ma nell’ottica della realizzazione di una strada nuova e sicura di rango B e di chiedergli in che maniera il suo ruolo di Commissario potrà essere determinante per l’adozione di questa scelta fondamentale per il territorio anche in considerazione del fatto che il tratto Crotone / Mandatoriccio era già stato oggetto di uno studio di fattibilità giunto al rilascio della Via».

«Ed ecco perché – ha detto ancora la deputata Barbuto – ho appreso con piacere dallo stesso ad che nei giorni scorsi il Ministero, da me da sempre sollecitato in merito, ha inviato una comunicazione all’Anas con la quale da indicazione di riprendere, soprattutto per quanto riguarda la tratta Sibari – Crotone, l’idea progettuale dei vecchi megalotti. Lo stesso Ing. Simonini ha ribadito che il suo ruolo sarà anche quello di confrontarsi con il territorio per trovare una soluzione condivisa che, a mio avviso, conclude la deputata pentastellata, non può essere più quella di una strada ad una sola carreggiata».

«Vorrei ricordare, infatti – aggiunto – che nella revisione dell’analisi costi benefici da porre a base della valutazione richiesta dal Ministero, e richiamata dall’ ad Simonini, sarà essenziale tener conto soprattutto di un presupposto imprescindibile quale la valenza socio economica dell’opera destinata a spezzare l’isolamento del nostro territorio, oltre all’impressionante tributo di vite;  a collegare l’utenza dell’Alto Jonio in maniera rapida ed efficiente allo scalo aeroportuale;  a dare, infine, nuovo impulso alle nostre imprese e all’occupazione dei nostri giovani».

«Colgo, infine – ha concluso – l’occasione per invitare tutti i rappresentanti della fascia jonica a coordinarsi tra di loro per combattere questa battaglia di civiltà e fare sentire in maniera unitaria la propria voce. Solo così, solo uniti, potremo giungere al risultato al quale aspiriamo da tanto tempo e che, come ho detto nel corso del mio intervento, non vorremmo resti ancora solo una leggenda che si tramanda da generazioni». (rp)

 

Abate (M5S): Urge incontro per sbloccare l’ex Megalotto della ss.106

La senatrice del Movimento 5 Stelle, Rosa Silvana Abate, ha ribadito che «ora, più che mai, bisogna agire in sinergia per velocizzare le procedure e definire una volta per tutte la questione della variante all’ex Megalotto 8 della Statale 106 Sibari-Mandatoriccio».

«Per questo motivo – ha aggiunto – in accordo con il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, ho convocato il presidente della Provincia di Cosenza e tutti i sindaci interessati dalla costruzione del suddetto tratto, alla costituzione di un tavolo di lavoro previsto per lunedì otto febbraio. Oltre al presidente della Provincia di Cosenza, un formale invito è stato inviato ai primi cittadini dei comuni di Corigliano-Rossano, Cassano All’Ionio, Paludi, Cropalati, Crosia, Calopezzati, Caloveto, Pietrapaola, Mandatoriccio, San Giorgio Albanese, Longobucco, Bocchigliero, Campana, Scala Coeli, Terravecchia e Cariati. Lo scorso giugno avevo incontrato in videoconferenza, su mia proposta, la struttura territoriale di Anas Calabria, diretta dall’ingegnere Francesco Caporaso. Al centro della discussione c’era stato il tracciato dell’ex Megalotto 8 Sibari-Mandatoriccio».

«Durante il dibattito – ha proseguito la senatrice – era stato ricostruito come, essendo il sistema dei Megalotti oramai non più in uso, si stia lavorando già a dei nuovi interventi in sostituzione del vecchio progetto del suddetto Megalotto 8 redatto nell’anno 2009 che aveva dei costi stimati in circa 2,814 Mld di euro (una spesa improponibile e mai stanziata dai governi precedenti). Oggi dalle carte risultano i progetti sostitutivi indicati con i codici “CZ 372” che va da Mandatoriccio alla rotatoria di Aranceto, per il quale al momento si sta predisponendo lo studio di fattibilità, mentre il secondo, indicato con la sigla “CZ 388″ che va da zona Aranceto a Sibari all’innesto con la SS 534 ed è allo studio il progetto definitivo».

«Al momento – ha detto ancora – come previsto dal Contratto di programma, per il primo tratto sono disponibili 151 milioni di euro mentre per il secondo 290 milioni di euro. È oramai condiviso da tutte le istituzioni competenti ma anche dal territorio, come non sia utile e fruttuoso lavorare più a strade a due corsie perché non risolverebbero i problemi dei Comuni e del territorio».

«Sin dall’inizio della mia interlocuzione – ha concluso – sia con l’Anas e sia con la struttura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ho sempre lottato per avere una strada a quattro corsie ma ora è il momento di accelerare queste procedure per far sì che tutta quest’area della Sibaritide e tutta la fascia jonica venga tolta dall’isolamento alla quale la vecchia politica l’ha costretta per troppo tempo». (rcs)

È IL RECOVERY, BELLEZZA. ADDIO AL PONTE
DIMENTICATE LA CALABRIA, GIOIA E SS 106

di SANTO STRATI – Adesso ci si può proprio dimenticare del Ponte sullo Stretto: nel Recovery Plan messo a punto dal Governo non ce n’è traccia. Come non c’è traccia di finanziamenti da destinare al vero volano di sviluppo per la Calabria che è il Porto di Gioia Tauro, né per ricostruire ex novo la ss 106 o comunque avviare quel piano di risanamento della strada della morte ormai non più rinviabile. Si sono svegliati tutti, o quasi, dall’inspiegabile torpore che ha preso i nostri politici calabresi a proposito dei soldi dell’Europa per il post-Covid, ma temiamo sia un po’ tardi. Tardi per riscrivere completamente quel “benedetto” Recovery Plan che serve a convincere la UE a sganciare una paccata di miliardi (223, per essere precisi) a fronte di progetti infrastrutturali. Una sola la voce fuori dal coro, con l’innegabile sospetto che non abbia letto il documento: la deputata cosentina Enza Bruno Bossio (Pd) elogia gli investimenti previsti per il potenziamento della linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria arrivando a definirli «robusti interventi». «Un primo importante e significativo passo è compiuto» ha detto in una nota, improvvidamente diffusa senza, probabilmente, confrontarsi o riflettere sul fatto che i finanziamenti di cui tesse le lodi sono già stati previsti in un piano del 2012 e ammontano a poco più di 500 milioni a fronte di 223 miliardi messi a disposizione dell’Italia. Se non è sopraffazione questa nei confronti di una Calabria dimenticata, ancora una volta vilipesa, svillaneggiata per l’inezia dei suoi rappresentanti politici forse più preoccupati della crisi di governo che di iniziative per la propria terra.

L’indignazione – abbiamo scritto ieri – non basta più. Ma cosa si può fare? L’opera principale che avrebbe costituito una straordinaria opportunità per creare occupazione e sviluppo, il famigerato Ponte sullo Stretto, ce la possiamo dimenticare. Durante la campagna elettorale per le regionali dei mesi scorsi Conte aveva rilanciato l’idea del Ponte, tanto per mostrare un minimo d’attenzione nei confronti della Calabria, ma poi ci aveva pensato la sua ministra alle Infrastrutture, l’inadeguata (non lo diciamo noi) Paola De Micheli che aveva espresso l’esigenza di avviare nuovi studi di fattibilità sulla soluzione da scegliere per l’attraversamento stabile dello Stretto. Altri studi di fattibilità quando c’è già un progetto immediatamente eseguibile che langue da anni per l’incapacità dei nostri politici di alzare la voce ed esprimere forte l’istanza dei calabresi che ragionano. Contro una minoranza da sempre contraria al Ponte per partito preso e non per obiettive ragioni: non c’è nessun problema sismico che non si possa affrontare con le moderne tecniche di costruzione e i nostri progettisti, dotati di solidi attributi, rappresentano l’eccellenza nel panorama mondiale. Ma l’opposizione al collegamento stabile (lasciamo perdere la risibile proposta del tunnel) l’ha sempre avuta vinta, tra pseudo-ecologisti di giornata, ambientalisti catastrofisti e una bella e assortita comitiva di quelli che dicono sempre di no (ogni riferimento ai Cinque Stelle è decisamente voluto, non casuale). E Conte, ricevendo i sindaci delle cinque province in rappresentanza di tutta la Calabria, qualche mese fa, aveva promesso attenzione e impegni per la Calabria. Chi li ha visti? Ulteriore presa in giro di un Governo insensibile e troppo ballerino per occuparsi di cose importanti. Conte ripete spesso il suo mantra: «se non cresce il Sud non cresce il Paese». Ma come cresce il Mezzogiorno, con le briciole del Recovery Plan?

Ora, avviene che l’ultima occasione reale per veder realizzare un’opera colossale dai grandiosi impatti di natura tecnologica, turistica, paesaggistica, d’immagine, si chiama Recovery Fund, ovvero Next Generation Ue, ma nessuno ha minimamente pensato di inserire il progetto (ripetiamo già pronto, da rinnovare soltanto nella scelta dei materiali di nuova generazione ancora più sicuri per le zone ad alta densità sismica), nessuno ha voluto verificare se ci fosse il minimo ostacolo perché l’Europa dicesse no a un investimento infrastrutturale di 8-10 miliardi (tanto costa realizzare il Ponte). Ovvero, hanno pensato bene di “dimenticarsene”. «A pensar male – diceva Andreotti – si fa peccato ma spesso ci s’azzecca». Purtroppo mai parole risultano più profetiche e adatte alla circostanza.

Sul Ponte ha insistito Renzi, nel dichiarare guerra al presidente Conte, ma ne ha smontato l’ardire Romano Prodi che, ospite da Giovanni Floris a Di Martedì, ha detto testualmente: «Renzi ha chiesto il Ponte sullo Stretto a Conte». Prodi ha anche immaginato la sua ipotetica risposta: «Se mi vesto da muratore e vado domani a costruire il Ponte sullo Stretto, Renzi chi chiederebbe il ponte sulla Sardegna…». In buona sostanza neanche Renzi crede alla grande opportunità che viene offerta a calabresi e siciliani con i quattrini dell’Europa: è stato un ulteriore pretesto per attaccare il governo e vedere l’effetto che fa. Decisamente non un bell’effetto, viste le critiche che gli sono piovute addosso da ogni parte. Probabilmente a Renzi resta sempre l’ipotesi WWF per chiedere la tutela delle razze (politiche) in via di estinzione…

Il Ponte non piace a tutti, questo è evidente, meno che meno a chi del traghettamento sullo Stretto ha fatto un business ultramilionario, ma bisogna essere onesti nel riconoscere che non ci sono realmente condizioni di non fattibilità: è semplicemente una questione di natura politica. Manca la volontà politica di realizzare il Ponte con tutto quello che potrebbe rappresentare sia per la Calabria sia per la Sicilia. Verrebbero da ogni parte del mondo solo per vederlo o per attraversarlo: c’è un esempio che rischierebbe di impallidire al confronto, il ponte rosso del Golden Gate a San Francisco. Lì aspettano the Big One, il più disastroso terremoto (ipotizzato) della storia della Valley. Ma quando l’hanno costruito (tra il 1933-1937) non c’erano le tecniche di costruzione di oggi ed era ben evidente il rischio sismico della zona. È ancora là, viene riverniciato continuamente con quel bel rosso che lo caratterizza, ad attrarre milioni di turisti. Senza avere l’incantevole e inimitabile paesaggio dello Stretto, della Costa Viola, dell’Etna che fuma e degli affascinanti gorghi marini che hanno incantato Omero.

Ma anche a voler essere indulgenti sulla storia del Ponte, non è tollerabile che un documento che è passato anche dalla Commissione Trasporti della Camera abbia di netto tagliato qualsiasi ipotesi di finanziamento alla statale 106, al Porto di Gioia Tauro, alle mille altre problematiche infrastrutturali che affliggono la Calabria. È successo, forse potrebbe cambiare qualcosa dopo l’esame del Parlamento, a fine crisi, comunque vada per il Governo, ma andrebbe completamente riscritto e non ci sono i tempi necessari.

L’unica preoccupazione per i nostri politici – questo è evidente – è evitare lo scioglimento delle Camere e dover tornare al voto. S’inventeranno la qualunque pur di restare a galla fino al regolare termine della legislatura. Dopo, quando si tornerà a votare, per molti saranno utili cartoline ricordo di Montecitorio e Palazzo Madama, unico memo di nostalgia di momenti decisamente irripetibili. (s)

La Calabria tra le prime in Italia a ricorrere alla deroga al dibattito pubblico: Sarà usata per la ss. 106

La Calabria sarà tra le prime, in Italia, a ricorrere alla deroga al dibattito pubblico per la realizzazione delle opere di interesse e di rilevanza sociale.

Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, che ha spiegato che «con la deliberazione 3 dello scorso 13 gennaio, la Giunta regionale ha, infatti, identificato, ai sensi del Dl 76/2020, l’intervento sulla Strada Statale 106 di competenza Anas (Itinerario in variante su nuova sede Catanzaro-Crotone dallo svincolo di Simeri Crichi (Cz) al km 17+020 della Ss106 Var A allo svincolo di Passovecchio (Kr) al km 250+800 della Ss106), in forza delle sue caratteristiche, quale grande opera infrastrutturale di rilevanza sociale, avente impatto sull’ambiente e sull’assetto del territorio di particolare interesse pubblico e rilevanza sociale».

«Un’opera – si legge in una nota – che interessa un ampio e importante tratto della 106, ossia l’arteria stradale che, percorrendo la costa jonica calabrese, serve oltre 500mila cittadini residenti. Queste prerogative dell’opera, formalmente sancite dalla Giunta regionale, anche a seguito di richiesta e condivisione con gli enti locali interessati, consentiranno di procedere ai sensi del medesimo art. 8 comma 6bis del Dl 76/2020, accelerando le procedure per le successive fasi progettuali».

Acquisito il parere formale favorevole della maggioranza delle amministrazioni provinciali e comunali interessate, con successivo atto, Anas verrà autorizzata a derogare dalla procedura di dibattito pubblico sugli studi progettuali in corso. Già nei prossimi giorni il competente dipartimento regionale avvierà il relativo iter tecnico-amministrativo.

L’assessore Catalfamo ha evidenziato «l’importanza della scelta adottata in maniera pioneristica dalla Regione Calabria».

«D’intesa con Anas – ha aggiunto – potrà essere evitata una procedura che solitamente dura dai 6 ai 12 mesi, accelerando il complesso iter per la realizzazione di una grande opera attesa da tempo e che contribuirà a un concreto impulso allo sviluppo socio-economico del territorio interessato».

«La semplificazione del complesso iter autorizzativo per l’avvio dei lavori – ha concluso l’assessore Catalfamo – è inoltre coerente con l’obiettivo primario dell’assessorato regionale alle Infrastrutture e Lavori pubblici che mira allo snellimento delle procedure e all’accelerazione della realizzazione delle opere, fruendo di ogni possibilità giuridica contenuta nel decreto “Semplificazione” in materia di contratti pubblici».

Scontento è stato espresso dal Comitato Magna Graecia, in quanto c’è stata la «mancata considerazione ed il conseguente disconoscimento dell’asse Sibari-Crotone, totalmente cancellato dalle mappe», che riferiscono di aver lasciato il Comitato «attonito e basito».

«Su deliberato della Regione Calabria – si legge in una nota –è stato bypassato il dibattito pubblico circa la progettazione della nuova SS106 in variante tra Simeri Crichi ed il Bivio Passovecchio. Sia chiaro, come Comitato non siamo mai stati contrari alle nuove opere! Tuttavia corre l’obbligo far notare, ancora una volta, come tale progetto, privato di una sua naturale logica prosecuzione verso nord e parimenti dicasi per il terzo megalotto verso sud, rappresenti l’ennesima battaglia vinta dal centralismo».

«Nessuno, ancora ad oggi – continua la nota – chiarisce il perché si prediligano interventi di piccoli segmenti infrastrutturali, avulsi dal concetto di territorio, uccidendo, di fatto ogni velleità di crescita armoniosa dello stesso, continuando, pertanto, in una becera visuale centralista che foraggia esclusivamente gli interessi in auge ai capoluoghi storici».

«È stato finanziato – continua il Comitato – il progetto Roseto-Sibari ed inaugurato il cantiere già lo scorso maggio. Identica pianificazione per la tratta Crotone-Catanzaro, che incassa il parere favorevole della Regione Calabria. Sul punto notiamo la solerzia con cui l’assessore regionale Catalfamo parla di scelta pionieristica dell’asse Crotone-Catanzaro, preannunciando operazioni di snellimento delle procedure. Chissà perché, la stessa attenzione non sia prestata alla Sibari-Crotone! Atteggiamento vergognoso, discriminatorio, che conferma l’attuazione di un disegno precostituito di isolare la tratta jonica da ogni processo di sviluppo».

«Sarà l’unica carreggiata – continua ancora il Comitato –che non prevede le quattro corsie, ma solo rotatorie, così da danneggiare i flussi di traffico lungo l’asse magnograeco.   Come Comitato esprimiamo apprezzamenti rispetto al megalotto 3, ed al futuro megalotto 6  ma rilanciamo sull’inoculatezza di non proseguire, contestualmente ai previsti interventi il congiungimento dei lembi di Crotone e Sibari. Magari optando per un tracciato più interno rispetto alla linea di costa, che accorcerebbe i tempi di percorrenza tra le due principali città joniche, rallentando se non debellando la problematica palesata dall’ultimo rapporto Svimez che vede entro il 2050 la soccombenza di ben 30 comunità dell’entroterra jonico da Rocca Imperiale allo Steccato di Cutro».

«Magna Graecia – conclude la nota – dice basta alle progettualità prive di anima, alle proposte irriguardose del territorio ed alla perversa visuale centralista che persevera nel desertificare l’arco Jonico, ferendo la sua spina dorsale: l’asse Sibari–Crotone». (rcz)

L’assessore Catalfamo: un vertice con l’Anas sugli interventi urgenti per l’A2 e la statale 106

L’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Domenica Catalfamo ha diffuso gli esiti dell’incontro con i vertici di Anas, avvenuto nei giorni scorsi, per fare il punto sugli interventi in corso e sulla programmazione dei nuovi interventi sulla rete stradale e autostradale della Calabria.

L’INTERVENTO SULL’A2 – «Sono attualmente in corso – spiega l’assessore Catalfamo – interventi di manutenzione straordinaria (project review), da nord verso sud, nei tratti Morano-Firmo/Sibari, Cosenza-Altilia, Pizzo-S. Onofrio per circa 330 milioni di euro complessivi. Gli interventi sono mirati al rifacimento delle parti ammalorate, all’allargamento di alcuni della carreggiata e al risanamento sismico dei viadotti più vetusti ed ammalorati».

L’assessore Catalfamo, dopo aver condiviso con i tecnici dell’Anas che «l’A2 costituisca una infrastruttura strategica di penetrazione e accessibilità e che i disagi causati dalla presenza di cantieri abbiano hanno anche rilevanti ripercussioni economiche e sociali», ha evidenziato «l’inderogabile necessità che in tutti i cantieri vengano ridotti i tempi di intervento attraverso il ricorso a turni di lavorazione notturna e festiva e che non vengano programmati interventi nei periodi di traffico intenso».

«L’Anas, – è scritto ancora – ha garantito ogni possibile impegno in tal senso partendo sin da subito nel tratto Cosenza-Altilia, uno dei tratti più pericolosi dell’intera autostrada A2. Negli oltre 20 km di cantiere vi sono lunghe interruzioni per l’esecuzione dei lavori in quanto solo in pochi punti è possibile programmare gli scambi tra le due carreggiate che corrono su piani sfalsati. In questo tratto si interverrà principalmente sulle zone non interessate dalle varianti in corso di avanzata progettazione che saranno oggetto di finanziamento specifico all’interno del prossimo contratto di programma».

IL TRATTO DI REGGIO CALABRIA – «La necessità di profondere ogni sforzo organizzativo per accelerare la conclusione degli interventi in corso – prosegue la nota – è stata particolarmente rimarcata per i cantieri in prossimità di Reggio Calabria, la cui accessibilità è ormai da troppo tempo inficiata dall’esecuzione dei lavori in corso. Anas ha rappresentato che l’intervento sulla carreggiata nord, su cui resta da completare la stesa del tappeto di usura, sarà completato entro la fine del 2020. Nel corso del 2021 dovrebbero essere realizzati ancora altri interventi di ripristino corticale di muri di sostegno, con un disagio certamente limitato rispetto a quello conseguente agli interventi massivi dell’ultimo anno. Per la carreggiata sud, rimarranno da completare nei successivi 2 mesi i lavori sul viadotto Catona, dove sono in corso i lavori di ripristino dei cordoli e di installazione di nuove barriere. Entro la fine di febbraio 2021 dunque l’intero tratto in prossimità delle Città di Reggio Calabria sarà ultimato e riaperto al traffico».

L’assessore Catalfamo ha sollecitato Anas anche «sull’intervento di ripristino della vecchia sede dell’autostrada tra gli svincoli di Scilla e Santa Trada, dismesso nel dicembre 2014. Si tratta di un importante intervento di riefficientamento e messa in esercizio che consentirà di riaprire al traffico locale questo tratto, importante asse di viabilità alternativa anche in caso di emergenza». Catalfamo ha anche ricevuto garanzia da Anas che l’apertura del tratto «potrà avvenire in tempi brevi».

LA STATALE 106 – «Durante l’incontro – ha detto ancora l’assessore – si è discusso anche dei lavori in corso o in programmazione sulla Ss 106. A seguito della registrazione del contratto di programma 2018-2020 da parte della Ragioneria generale dello Stato, avvenuta nello scorso mese di novembre, sono state sbloccate importanti risorse che consentiranno non solo di avviare la progettazione di nuove opere ma anche di procedere con la realizzazione di rotatorie per la messa in sicurezza di alcuni tratti, per un importo di 20 milioni di euro».

I TRATTI INTERESSATI – «Per il tratto tra Catanzaro e Crotone, la Regione Calabria si è resa disponibile ad accogliere la richiesta di Anas e dei Comuni interessati di deroga al dibattito pubblico, utilizzando una misura di accelerazione degli investimenti approvata con il recente decreto “Semplificazione”. Per il tratto tra Crotone e Sibari nelle prossime settimane saranno organizzati incontri con i comuni interessati per condividere le ipotesi progettuali in corso di redazione».

LE CARENZE DELLA 106 – L’assessore anche in questa sede ha ribadito «l’evidente grave carenza nelle precedenti programmazioni di interventi sul tratto di Ss 106 tra Catanzaro e Reggio che soffre di annosi problemi in termini di sicurezza e di capacità non adeguata agli elevati flussi di traffico. In merito a tale condivisa e ingiustificabile carenza Anas, ha assicurato che nel prossimo contratto di programma, in fase di predisposizione, sarà finanziata la progettazione di fattibilità complessiva propedeutica alla concreta programmazione dei relativi interventi. Nel “ripensare” l’ammodernamento della SS106 nel tratto da Catanzaro a Reggio si ripartirà dei vecchi “megalotti” individuati in passato e mai finanziati, Satriano-Roccella Jonica, Roccella Jonica-Ardore, Ardore-Palizzi, Palizzi-Melito P.S. Per tali lotti è stato evidenziato che le progettazioni dell’epoca prevedevano la realizzazione nella fascia pedemontana con costi molto elevati per la presenza di numerosi viadotti e gallerie; una rivisitazione delle scelte progettuali valuterà certamente l’ipotesi di realizzare le arterie in prossimità della costa, riducendo i costi e consentendo di servire anche il traffico locale e non solo quello di lunga percorrenza. In considerazione della complessa analisi e dei necessari approfondimenti, si è anche condivisa l’opportunità di concordare a breve un ulteriore confronto dedicato all’intero tratto Catanzaro-Reggio Calabria».«Gli imminenti incontri successivi – conclude la nota –, come già condiviso con Mit e l’Agenzia di Coesione, saranno mirati a monitorare l’efficace conduzione degli interventi in corso ma anche alla redazione del prossimo contratto di programma che dovrà essere pensato in un’ottica di un sistema dei trasporti integrato e basato su una visione unitaria di funzionamento dell’intera rete calabrese». (rcz)

SS 106, Il via al cantiere. La Santelli: «Una giornata straordinaria»

L’inaugurazione del cantiere del terzo megalotto della SS 106 rappresenta un ottimo punto di ripartenza per i lavori pubblici in Calabria. «Una giornata straordinaria per la Calabria – ha detto la presidente Jole Santelli –: finalmente, dopo 20 anni, si apre un cantiere negli stessi giorni della ripartenza del Paese. Ora è il momento di agire tutti insieme per far vincere la ‘squadra Italia’. Ringrazio – continua Santelli – i dirigenti Anas e tutti i sindaci della Sibaritide: questa è una vittoria anche loro e di tutta la popolazione. Tengo a ringraziare anche il viceministro Giancarlo Cancelleri, che dimostra di essere sempre molto vicino alla Calabria, e, con immutato affetto, il ministro Paola De Micheli, per le splendide parole e l’attenzione che ha voluto dedicare a questa regione. Conosco da tempo la grinta e la forza con cui Paola ha affrontato le montagne russe della politica e sono particolarmente contenta della sua presenza qui oggi, in occasione di una cerimonia molto importante per tutta la Calabria e dal forte valore simbolico, visto che avviene il giorno dopo l’inizio della fase 2 per tutta l’Italia».

La ministra Paola De Micheli, presente a Francavilla Marittima con l’amministratore delegato dell’Anas Massimo Simonini alla cerimonia di avvio dei lavori del lotto Roseto-Sibari – ha voluto sottolineare la sua soddisfazione: «Avremmo voluto essere qui a marzo, per aprire questo cantiere, ma l’Italia era in ginocchio. Questa è un’opera strategica a cui l’Italia tiene e vi porto il saluto del presidente del Consiglio, che ho sentito in macchina, venendo qui. Questo di oggi è un segnale di concretezza e sono convinta che il futuro non sia un destino già scritto, ma il destino della Calabria non è già scritto: dipende da voi, ma io sono qui per dirvi che dipende da noi. Ci siamo detti due cose: la ricchezza della discussione in corso su come fare le opere, farle in fretta e bene, e la necessità di continuare comunque a farle, qualunque siano le regole. Non ci possiamo nascondere e aspettare. Noi non abbiamo aspettato e anche durante l’emergenza abbiamo tenuto aperti il 48% dei cantieri. L’altra grande questione è quella di continuare ad investire in questa terra, e abbiamo tanti progetti – molti dei quali sono partiti».

Simonini A.D. dell’Anas ha voluto evidenziare che «prosegue l’impegno di Anas in Calabria che nella regione investe complessivamente 3 miliardi 840 milioni. Anas non si è mai fermata, anzi ha contribuito, con il suo presidio sulla rete stradale e autostradale, a garantire la movimentazione delle merci lungo tutta la Penisola, in un momento di emergenza. Oggi apriamo il più grande cantiere viario d’Italia per realizzare una moderna infrastruttura che ottimizzerà la mobilità dell’area, con l’obiettivo di innalzare il livello di sicurezza, riducendo i tempi di viaggio e garantendo anche un risparmio nei consumi di carburante e una diminuzione delle emissioni inquinanti. L’opera avrà straordinarie ricadute sia economiche che sociali e si accompagna ad un importante progetto di valorizzazione turistica a beneficio dell’intero territorio».

Per la presidente Santelli «Quello di oggi è un omaggio alla ripartenza: l’apertura di questo cantiere è stata attesa per venti anni. L’impegno che dobbiamo prendere tutti è: se non ora quando? Dobbiamo abbattere ora le maglie della burocrazia e delle leggi folli di un Paese che si è chiuso in una ragnatela che gli impedisce di volare. La speranza è che ripartano gli investimenti pubblici e che si faccia uno sforzo per semplificare tutto il sistema. Continuiamo a perdere ingenti risorse dell’Unione europea e non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo metterci insieme e creare la ‘squadra Italia’. Genova ci ha dimostrato che si può fare, che ce la possiamo fare. Togliamoci le nostre casacche politiche e lavoriamo al di là delle solite contrapposizioni di partito: lavoriamo tutti insieme per la ‘squadra Italia’ e per la ‘squadra Calabria’». (rp)

_______

L’ON. BRUNO BOSSIO: BENE LA PRIMA PIETRA, POTEVAMO METTERLA GIÀ NEL 2018

Non mancano spunti polemici, intorno all’inaugurazione dei lavori del terzo megalotto. L’on. Enza Bruno Bossio ha ricordato che si tratta di «un’opera interamente finanziata che avrebbe potuto vedere la luce già nel 2018, se non fosse stato per la opposizione dei parlamentari 5 stelle del territorio e dell’allora ministro Toninelli. Un primo passo è stato compiuto con la posa simbolica della prima pietra ma è bene chiarire che non siamo difronte all’inizio dei lavori. Per questo invitiamo tutti alla cautela e alla massima allerta su quella che sulla carta rappresenta una delle più grandi infrastrutture del Sud ma che per molto tempo è stata solo ostaggio di retrive logiche di rivalsa politica».
«Il ministro grillino Toninelli, infatti, all’epoca – prosegue la deputata – l’aveva in sostanza stralciata dagli investimenti fondamentali per il Mezzogiorno e insieme ad altri parlamentari Pd e all’allora presidente della Regione, Mario Oliverio, abbiamo dovuto condurre una dura battaglia politica e istituzionale per mantenere viva l’attenzione sullo straordinario investimento avviato dai Governi Renzi e Gentiloni.
L’attuale viceministro grillino Cancellieri oggi ne va fiero e ne prendiamo atto. In questo gioco delle parti, noi restiamo vigili sull’effettiva realizzazione dell’opera attesa da oltre dieci anni e fondamentale per i collegamenti, la sicurezza e l’accessibilità non solo della fascia ionica calabrese ma per il completamento del corridoio europeo adriatico-ionico. Al Ministero dei LLPP, il compito di vigilanza oltre che la titolarità della responsabilità dell’effettiva realizzazione della opera». (rp)