SS 106: AURELIO MISITI, CON SOLDI PRIVATI
SI PUÒ REALIZZARE L’AUTOSTRADA JONICA

di FRANCESCO RAO – Una nuova autostrada, jonica, con un tracciato autonomo che si affianchi alla “maledetta” 106, ma senza nuove spese per lo Stato: è l’ambizioso progetto che sarà presentato il 26 marzo 2022 a Roccella Jonica. Da 20 anni Aurelio Misiti – ingegnere, docente universitario e politico, già Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e sottosegretario e viceministro nel Berlusconi IV e assessore in Regione con Chiaravalloti – pone molta attenzione allo sviluppo della Calabria. In tal senso, le infrastrutture rappresentano una priorità alla quale non è più possibile derogare. La Strada Statale 106 si pone al centro degli studi compiuti nel tempo dallo stesso Misiti il quale afferma: «i tempi sono maturi per realizzare una grande opera che deve segnare il superamento dell’assistenzialismo al Sud. Il Governo vuole il partenariato pubblico-privato e noi faremo proprio questo. Porterò a Roccella i rappresentanti dei privati, che confermeranno la nostra linea».

– On.le Misiti, la Calabria, contrariamente al passato, grazie ai fondi del PNRR ed a tutte le altre opportunità riconducibili ad altri fondi europei e nazionali, potrebbe ampiamente ridurre quel divario strutturale che nel tempo è stato anche causa di un mancato sviluppo socioeconomico. Parlandone con Lei, dal Suo autorevole punto di vista, potrebbe indicarci qualche anticipazione sull’iniziativa che intende promuovere a Roccella Jonica prossimamente?

«In questo momento, l’Europa ha previsto per l’Italia un finanziamento che al di sopra di tutti gli altri finanziamenti per gli altri 26 membri della Comunità Europea. L’Europa ha scelto di superare il gap tra il Mezzogiorno e il resto del Paese che sta divenendo un handicap non solo per l’Italia ma per l’intero continente. Questo fatto però provoca qualche ostacolo nella nostra incapacità tesa ad utilizzare tutti i fondi messi a disposizione.

«Per il sistema stradale si punta alla soluzione antica dei vari lotti funzionali e quindi, a un certo punto le opere vengono interrotte perché finiscono i finanziamenti. In tal senso, ricordiamo che i finanziamenti pubblici finalizzati per risolvere i problemi dei grandi assi autostradali meridionali sono limitati. Per affrontare in modo organico tali circostanze, offrendo una soluzione che potrebbe risolvere gli annosi problemi e i ritardi, bisognerebbe intervenire per far sì che oltre ai fondi dello Stato ci possano essere fondi dei privati. Si consideri che il 29 luglio del 2002, con l’accordo di programma per il sistema delle infrastrutture di trasporto, promosso dalla Regione Calabria e divenuto poi una intesa generale quadro tra la stessa Regione Calabria e il Governo di allora, si era stabilito di realizzare la Strada Statale 106 ricorrendo anche a fondi privati. Sono stato io a scrivere quell’intesa generale e il relativo accordo di programma per il sistema delle infrastrutture di trasporto. Ora è evidente che allora si erano previsti fondi tutti pubblici e si era un po’ scettici che i privati potessero intervenire con loro finanziamenti. Tuttavia, ci siamo messi all’opera e in quel momento avevamo trovato un modo per poter utilizzare oltre ai fondi pubblici che erano già stati finanziati, ma che erano pochi, in altri termini non bastavano se non per 1/3 nel finanziamento della E 90 ex 106, quindi era necessario trovare finanziamenti privati che potessero coprire il resto dell’investimento che ammontava in tutto tra i 9 e 10 miliardi di euro. Questa intesa istituzionale non si è realizzata in tutto.

«È chiaro, con la Legge Obiettivo si sono realizzati un paio di lotti funzionali, ma questa visione dei lotti funzionali era sbagliata, ed è sbagliato continuare a praticarne il metodo. Tant’è vero che in circa quarant’anni di investimenti per lotti funzionali per la 106 si sono realizzati da 50 a 60 km di nuova superstrada. Fatto che ho sempre osteggiato in quanto sostengo l’idea tesa alla realizzazione di una nuova autostrada Taranto-Reggio Calabria. Fatto dimostrato anche successivamente. Nel 2007, in Calabria Autonomie, c’è il progetto dell’autostrada jonica E 90, da me firmato, in cui è evidente l’indirizzo nuovo che io ho cercato di dare, certamente ricorrendo anche a finanziamenti privati. La progettazione deve essere di una nuova Autostrada jonica, con un tracciato autonomo, senza limitarsi ad un puro e semplice ammodernamento dell’attuale Strada Statale 106. Questa soluzione è illustrata nel suddetto progetto realizzabile con fondi dello Stato e fondi dei privati. Dall’idea progettuale illustrata nel 2007, nella quale proponevo una soluzione per la 106, oggi è mia intenzione esporre al Governo e al Presidente della Regione Calabria una progettualità tesa ad affrontare e superare l’annosa questione. Per questo motivo voglio realizzare un incontro operativo a Roccella Jonica per illustrare quanto si può fare oggi per trasformare il finanziamento a fondo perduto sia della Salerno Reggio Calabria sia delle strade che riguardano la Sicilia, mi riferisco alla Catania-Palermo e Trapani-Castelvetrano, che sono stati finanziati a fondo perduto e sono le uniche grandi autostrade che vengono finanziate dal Ministero del Tesoro e non realizzate attraverso il pagamento del pedaggio degli utenti. In tal senso, il pensionato di Cuneo pur non percorrendo l’arteria stradale, paga la Salerno-Reggio Calabria. Sfruttando questo fatto, ritengo che sia giusto trasformare il finanziamento a fondo perduto in investimento produttivo. Durante i lavori saranno svolti pubblicamente a Roccella Jonica spiegherò esattamente come è possibile realizzare tutto questo e anche recuperare la parte dello Stato anche i fondi investiti sia in Calabria che in Sicilia».

– Per quanto riguarda l’elettrificazione e la creazione del doppio binario ferroviario, sempre sulla linea jonica, volendo essere realisti, quali margini di possibilità potrebbero esserci per indurre RFI a progettare, ottenere i finanziamenti e realizzare l’opera?

«Guardi, l’occasione il poter realizzare la 106 nuova, cioè l’ex E90, in un decennio piuttosto che in 250 anni, si rende anche possibile la elettrificazione della linea jonica Taranto-Reggio Calabria. Ma non ricorrendo al raddoppio nell’attuale linea jonica. Quella deve essere abbandonata. Occorre realizzare la linea ferroviaria parallelamente alla nuova autostrada 106, evitando di pagare espropri e quant’altro in quanto si dovrà procedere alla costruzione degli stessi in parallelo. Tenendo presente che oggi non c’è più necessità di elettrificare con i pali e portare l’energia elettrica dalle grandi centrali – sperando che il futuro dopo la guerra ci riporti anche al recente passato – ma noi possiamo ritenere possibile elettrificare la linea jonica, ossia una linea nuova, parallela alla nuova 106 a doppio binario, con l’energia elettrica prodotta all’interno del treno attraverso l’uso del combustibile idrogeno. Questa tecnologia, già praticata in ambito spaziale ci consentirà di realizzare l’energia elettrica necessaria per mettere in moto i treni sulla tratta Taranto-Reggio Calabria e viceversa. Quindi, niente elettrificazione come in passato. Le spiagge devono essere liberate, le ricerche archeologiche vanno continuate. La vecchia linea jonica potrà essere utilizzata dalla Regione come ritiene più opportuno. Si potrebbero coprire i binari e realizzare una grande pista ciclabile, capace di unire da una parte all’altra la Calabria e rendendo le 33 Stazioni rifugi per i ciclisti e in prospettiva si possono realizzare delle cose meravigliose per guardare al futuro. Il futuro non può essere come il passato. La vecchia linea jonica e la vecchia 106, ricordano 150 anni di storia del passato. Oggi dobbiamo guardare ai prossimi cento anni del futuro delle nuove generazioni e senza commettere gli errori che in passato sono stati commessi, magari pensando di poter dividere l’Italia. Adesso occorre unificare l’Italia. Tutto ciò, con molta franchezza, dovrà significare che il cittadino calabrese deve sentirsi uguale al cittadino lombardo o veneto, deve avere gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri. Se i lombardi pagano le autostrade, i calabresi alla fine lo devono fare pure. È necessario che sia nei diritti sia nei doveri i meridionali siano uguali ai settentrionali, altrimenti il divario non si può superare. Se i Meridionali aspettano la manna che viene dal cielo, non riusciranno mai a superare questo gap. Il divario si supera prendendo coscienza che i meridionali possono fare nel loro territorio tutto quello che fanno quando trasmigrano al Nord oppure nelle altre regioni d’Europa. Quindi, io ritengo che si debba dare una svolta proprio perché l’Europa ha riconosciuto che questo è uno dei danni maggiori alla visione europea unitaria che può portare a questo Continente ad essere uno dei Continenti guida della storia del prossimo secolo ma solo se l’Italia supera questo gap perché l’Italia è la palla al piede e continuerà ad essere come lo è stato nel secolo passato.

«Noi dobbiamo avere la capacità di superare questa visione assistenziale del Mezzogiorno ed essere protagonisti proprio della unificazione economica e intellettuale con l’Africa, perché l’Europa e l’Africa non possono non essere niente nel prossimo secolo. Ritornando alla domanda, noi dobbiamo fare sullo Jonio un’autostrada con le stesse caratteristiche della autostrada Salerno-Reggio Calabria, in più dobbiamo realizzare il doppio binario al di sopra dei 30 e più paesi che si affacciano sullo Jonio, autentici gioielli da utilizzare per il rilancio del turismo e per lo sviluppo economico delle aree interne potendo contare sul ruolo strategico assunto dalle trasversali, già previste dal 2002. Oggi, alcune di esse possono essere migliorate altre si devono fare ex novo.

«Io credo che sia il momento giusto per le trasversali stradali, per l’autostrada jonica e per le ferrovie con l’elettrificazione moderna ad idrogeno: possiamo realizzare in Calabria ciò che non avremmo potuto realizzare in altre regioni. In effetti, l’obiettivo di ottenere finanziamenti privati per la realizzazione dell’autostrada è fattibile, mentre oggettivamente le ferrovie sono state finanziate direttamente dallo Stato. Questo bisogna fare per non guardare indietro ma guardare in avanti e realizzare quel partenariato pubblico-privato che è possibile oggi proprio perché abbiamo la Salerno-Reggio Calabria che  è produttrice di guadagni e risparmi per lo Stato. Avendo una visione geopolitica proiettata a prossimi cento anni, ed operando per promuovere la pace, sarà possibile creare anche in Calabria uno sviluppo più moderno». (fr)

 

OGGI CONSIGLIO REGIONALE SULLA SS 106
BASTA RINVII, ORA LA CALABRIA REAGISCA

Oggi seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alla Statale 106. È ora che la Regione Calabria si faccia sentire con i Governo e richieda interventi ormai improcrastinabili per fermare la strage sulla strada della morte: dall’inizio dell’anno sono già sei le vittime di quella che, vergognosamente, qualcuno continua a chiamare arteria. 

Secondo l’ing. Fabio Pugliese, fondatore dell’Associazione Basta vittime 106, «bisogna capire se i nostri rappresentanti come al solito decideranno di piegare la schiena o se, invece, assumeranno scelte forti, efficaci e rispettose della dignità della Calabria e dei suoi cittadini».

«Auspico – afferma Pugliese – che il Consiglio Regionale domani possa approvare un atto amministrativo in cui impegna la Giunta Regionale a chiedere al Governo la revoca immediata della Delibera CIPESS sulle politiche di coesione; la riassegnazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC); la rideterminazione degli interventi previsti dal Commissario Straordinario per la strada statale 106 Jonica, attraverso una concertazione con la Regione Calabria, assegnando loro una priorità sulla base di criteri oggettivi e, soprattutto, chiedendo che siano finanziati e realizzati. Inoltre bisogna pretendere dall’Anas Spa interventi di messa in sicurezza urgente ed azioni mirate di ordinaria e straordinaria manutenzione».

«Se in nostri consiglieri regionali – conclude Fabio Pugliese – riusciranno a rappresentare per una volta gli interessi dei cittadini calabresi potremo da qui a qualche mese ottenere qualche risultato importante capace di salvaguardare l’incolumità di tanti cittadini automobilisti ma se, invece, si piegheranno alle solite logiche di appartenenza e d’interesse politico personale sarà molto difficile che si arriverà ad assumere posizioni forti contro un governo di cui praticamente quasi tutti fanno parte e che attraverso le recenti scelte assunte ha dimostrato di non voler risolvere i problemi legati alla Statale 106!».

Intanto non si calmano le polemiche sulla mancata partecipazione alla convocazione della IV Commissione del Consiglio regionale dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Lavori Pubblici, ing. Mauro Dolce, del commissario straordinario per la SS 106, ing. Massimo Simonini, e dell’Ing. Francesco Caporaso (Responsabile Struttura territoriale Calabria dell’Anas).  Su questo l’ing. Pugliese non ci va leggero: «La loro inaccettabile assenza pesa come un macigno ed ha un significato molto importante. Perché ha impedito al Consiglio Regionale di poter apprendere delle informazioni molto importanti direttamente dal Commissario Straordinario per la Statale 106, dal Responsabile della Struttura territoriale Calabria di Anas Spa e dall’Assessore Regionale alle Infrastrutture». In altri termini, il Consiglio Regionale di oggi – stigmatizza Pugliese –  affronterà il tema della Statale 106 senza essere a conoscenza dei fatti, quindi, della verità e, più in generale d’informazioni rilevanti circa una problematica complessa su cui ad oggi, l’unica certezza che abbiamo, è quella relativa al Governo che non ha alcuna volontà politica di impegnarsi per affrontarla e risolverla.

«Sui lavori della seduta della commissione, – ha detto Pugliese – c’è da dire che l’inaccettabile assenza del Commissario Straordinario per la Statale 106 ha fatto registrare il rammarico dell’on. Pietro Raso (presidente della commissione) e dell’on. Filippo Mancuso (presidente del Consiglio Regionale). L’on. Pasqualina Straface (Forza Italia), si è detta delusa da una seduta che «avrebbe potuto assurgere a seduta storica e come ciò non sia avvenuto a causa dell’assenza dei rappresentanti di Anas», l’on. Davide Tavernise (M5S), stigmatizza le assenze così come l’on. Amalia Bruni.

Tutti, o quasi, però si sono complimentati con l’unico presente in commissione per essere audito: Claudio Moroni, il dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e lavori pubblici.

Moroni ha spiegato che tra la Regione e l’Anas c’è una diversità di vedute perché «la Regione chiede che tutto il tracciato sia in categoria B (quindi ammodernato a 4 corsie con spartitraffico centrale) e Anas ritiene che tale richiesta non sia economicamente sostenibile dal Ministero, a fronte di costi nettamente superiori ai benefici che se ne ricaverebbero in termini di traffico».

Moroni ha illustra in Commissione tutte le tratte della strada Statale 106 “Jonica” che devono essere ammodernate (309 chilometri), e ha spiegto che sono necessari poco più di 8 miliardi di euro ma, aggiunge, al momento l’Anas sembrerebbe aver messo sul piatto solo 900 milioni di euro…

Non ci sono i soldi per la Locri-Ardore, per la Sibari-Corigliano-Rossano, per la Variante di Caulonia, per la Catanzaro-Crotone, la Crotone-Cirò, la Cirò-Mandatoriccio e la Mandatoriccio-Rossano. Il dirigente generale Moroni ha aggiunto poi che la Regione Calabria ha avuto una brillante idea: quella di chiedere al Governo un finanziamento per la progettazione di 5 interventi (al costo di 51,5 milioni di euro). Si tratta dell’adeguamento della tangenziale di Reggio Calabria, la Palizzi-Ardore, la Caulonia-Traversale delle Serre e la Stalettì-Squillace. Sono interventi il cui costo stimato è pari a 2.800 milioni di euro circa.

L’unica e la sola nota positiva è arrivata dall’on. Luciana De Francesco che per conto di Fratelli d’Italia (partito di cui fa parte), ha chiesto che si voti una mozione che impegni la Giunta regionale ad assumere un atto amministrativo da sottoporre al Governo chiedendo: la revoca immediata della Delibera CIPESS sulle politiche di coesione; la riassegnazione dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC); la rideterminazione degli interventi previsti dal Commissario Straordinario per la strada statale 106 Jonica, attraverso una concertazione con la Regione Calabria, assegnando loro una priorità sulla base di criteri oggettivi e, soprattutto, chiedere che siano finanziati e realizzati.

Con la proposta dell’on. Luciana De Francesco ha concordato l’on. Francesco Afflitto (M5S), mentre l’on. Pasqualina Straface si è dichiarata favorevole ma solo «dopo aver sentito il parere del presidente Occhiuto».  

Oggi c’è la possibilità di far sentire la voce dei calabresi che sono stufi di contare vittime sulla strada della morte: il Governo deve mostrare – su colelcitazione del Consiglio regionale calabrese – che il problema esiste e le risorse vanno diversamente distribuite, dando priorità alla messa in sicurezza della SS 106 con interventi di ordinaria e straordinaria amministrazione. (rrm)

STATALE 106: LA RIBELLIONE DEI SINDACI
LA LOCRIDE INTENDE FERMARE LA STRAGE

di FRANCESCO RAO – Per l’ennesima volta, ma con toni diversi, l’aula del Consiglio Comunale di Siderno, a seguito della convocazione effettuata nei giorni scorsi dall’Assemblea dei Sindaci della Locride, presieduta da Caterina Belcastro, dal Presidente del Comitato dei Sindaci della Locride, Giuseppe Campisi e dal Corsecom presieduto da Mario Diano, ha ospitato una intensa discussione intrisa tanto dall’amarezza e dal dolore per la recentissima giovane vittima, sottratta alla vita nell’ennesimo incidente, quanto nella capacità di ritrovarsi per avviare un percorso comune nel quale la determinazione e l’ottimismo dovranno essere gli elementi indispensabili sia per scrivere una tra le più importanti pagine per il Meridione, la Calabria e tutta l’area Jonica sia per porre fine ad una serie di tragedie che nel tempo hanno segnato moltissime famiglie a causa dei numerosi incidenti. 

Presenti all’iniziativa i sindaci della Locride, a dire il vero non tutti, la rappresentanza provinciale di CGIL, CISL e UIL, i Consiglieri regionali Giovanni Arruzzolo, Salvatore Cirillo e Giacomo Crinò e il parlamentare di Forza Italia, Francesco Cannizzaro. Come già anticipato, il tema posto all’Ordine del Giorno è stato quello della Strada Statale 106. 

Durante le oltre due ore di confronto, oltre ad ascoltare i numerosi ed appassionati interventi pronunciati sia dai sindaci sia da alcuni Cittadini, finalmente è passato il messaggio che ha lasciato impietriti molti degli sguardi di quanti ancora non volevano credere all’amara realtà: i lavori di ammodernamento della 106, relativi al territorio della provincia di Reggio Calabria, ad oggi non sono stati avviati perché pur essendoci disponibili i mezzi finanziari, manca il progetto.  Questa circostanza, per mille versi inaccettabile, richiede un grande sforzo al quale tutti dovranno impegnarsi.

«Le grandi opere partono dal basso e trovano concretezza negli atti formalizzati dai Comuni, dal Governo regionale e nazionale che successivamente dovranno far comprendere all’Anas le esigenze manifestate da un territorio vasto come quello preso in esame».

Il parlamentare di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, su questo passaggio è stato fermo e per il 9 marzo ha già anticipato che incontrerà il ministro Enrico Giovannini al quale chiederà risposte concrete. Anche i consiglieri regionali hanno assunto un particolare impegno per questa importantissima azione da portare avanti in Consiglio.

In particolare, il Consigliere Crinò ha condiviso un suo pensiero teso ad anticipare anche quanto porterà avanti in occasione del prossimo Consiglio regionale nel quale l’argomento posto all’attenzione dell’Assemblea è già stato posto nell’agenda dei lavori; il Consigliere Arruzzolo oltre a riflettere sull’importanza strategica di questa arteria stradale ha fortemente sostenuto la necessità di dialogare con l’Anas affinchè sia avviata al più presto la progettazione dell’opera.

Il Consigliere Cirillo, ribadendo che il problema è divenuto ormai un fatto storico e ciò non può essere più accettabile, sostiene con determinazione la necessità di vedere tutti i Sindaci del Territorio interessato uniti in una battaglia che dovrà portare risultati. Non è più possibile accettare questo stato di cose e ritrovarsi per riflettere dopo una tragedia e poi lasciare correre tutto come prima.

Nell’intervento conclusivo, il Parlamentare di Forza Italia Francesco Cannizzaro, presente sul territorio della Locride e disposto a lavorare per i territori, oltre ad assicurare tutto il suo impegno, teso ad ottenere i finanziamenti necessari per progettare il tratto Catanzaro-Reggio Calabria, ha sottolineato l’importanza di avviare un percorso comune nel quale la coesione e l’obiettivo divengano il collante per superare i ritardi che la Calabria oggi paga anche a seguito della qualità infrastrutturale che di fatto impedisce lo sviluppo socio-economico del territorio. Nel concludere l’intervento, il parlamentare ha chiesto ai presenti di voler considerare l’occasione come un momento nel quale tutti e insieme potranno affrancare i rispettivi territori dalle problematiche viarie e soprattutto porre fine alle continue tragedie. 

Conclusi gli interventi, la Presidente Belcastro ha dato lettura del documento redatto che sottoponiamo anche ai nostri lettori. 

«L’Assemblea dei Sindaci della Locride si è riunita il 18 febbraio per discutere delle problematiche inerenti alla SS106 tristemente nota come “strada della morte”. La SS 106 non è solo una strada. È l’unica strada di collegamento strategico per il Sud Italia.  L’unica strada che accompagna gli studenti a scuola, i genitori al lavoro, i giovani a divertirsi, le persone ad incontrarsi tra loro. È la strada che porta le merci, che fa arrivare i soccorsi. È l’unica strada che collega questa nostra comunità alle altre comunità. È l’unica strada che può usare chi vuole venire in vacanza nei nostri paesi ed è l’unica strada che ci collega al resto d’Italia e del mondo attraverso i nostri aeroporti.  Tutto ciò è così dal 1928! Quella strada attraversa le fiumare sui ponti costruiti dal regime fascista. Quando, spesso, uno di quei ponti crolla, il percorso per andare a nord o a sud deve tornare in collina, allungandosi di ore.  Su questa strada ogni anno perdono la vita decine e decine di persone. Non per fato, ma perché quella strada oggi non basta e ciò che dovrebbe essere vita, ciò che dovrebbe aiutare il progresso e lo sviluppo della regione è morte e pericolo». 

«Perché una strada che è l’unica arteria fondamentale per la nostra regione non può essere uguale a sé stessa da 90 e più anni.  Per questo diciamo basta. Perché non le rivendicazioni ad una strada migliore, ma il diritto ad una strada che dia e non tolga vita richiama questo basta! Chiediamo, quindi, che una volta per tutte si rediga un master plan che ridisegni definitivamente la SS106 e che si riprenda la costruzione di lotti funzionali che diano alla 106 una alternativa. Chiediamo con forza che nel frattempo si attuino tutti gli interventi necessari per mettere in sicurezza l’attuale percorso, redigendo anche qui un programma di interventi sul quale definire i tempi di realizzazione. E sul quale dare ai nostri cittadini, stanchi di essere trattati come italiani di serie b, il diritto a controllarne la realizzazione.  Questo nostro accorato appello lo rivolgiamo al Governo, in particolare al Ministro delle Infrastrutture e al Ministro per il Sud, chiedendo loro di organizzare un tavolo tecnico con le rappresentanze dei Sindaci della Locride e dell’intera fascia jonica e grecanica, per dare risposte concrete rispetto a quanto chiesto e rivendicato nell’importante Assemblea dei sindaci della Locride del 18 febbraio u.s.  Ringraziamo l’Onorevole Cannizzaro per l’importante contributo offerto nell’Assemblea dei Sindaci e gli chiediamo di farsi tramite con il Governo, ed in particolare con i due Ministri, affinché accolgano l’appello che l’Assemblea ha unanimemente espresso». (fr)

 

CARO DRAGHI, VENGA ANCHE IN CALABRIA
MA IN AUTO PERCORRENDO LA STATALE 106

La Strada Statale 106 è il simbolo di una Calabria dimenticata dal Governo, ma potrebbe diventare, anche, il simbolo del viaggio che il Premier Mario Draghi ha intrapreso per l’Italia per inaugurare la fase due del suo Governo. È la proposta avanzata dal segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo che, in maniera provocatoria suggerisce al Premier di venire nella nostra regione a bordo di un’auto, «per tastare con mano le tante problematiche ancora irrisolte di tutto il territorio regionale, a partire dalla Ss106».

L’arrivo di Draghi in Calabria sarebbe, infatti, un segnale importante di attenzione verso quella che è stata definita tra le strade più pericolose d’Italia e che, purtroppo, registra un numero altissimo di decessi (nel mese di gennaio, hanno perso la vita cinque persone) e di cui avrebbe bisogno – secondo Fabio Pugliese, fondatore dell’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106, «di una linea d’indirizzo politico e atti amministrativi», rivolgendosi ai consiglieri regionali calabresi che, il prossimo 28 febbraio, discuteranno del mancato ammodernamento della strada.

Si tratta di un passo importante, considerato l’aspetto strategico che l’infrastruttura rappresenta. Un aspetto, che è stato evidenziato anche dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che ha scritto al premier Draghi «Draghi perché nel Pnrr non ci sono opere strategiche per la Calabria» e, tra queste, la statale 106 che il Governatore, nei suoi piani, vorrebbe rendere a quattro corsie. Un obiettivo che, tuttavia, si deve raggiungere per tappe, come ha illustrato Occhiuto, ricordando che «la complessità della SS 106 risiede nelle notevoli carenze relative alla sicurezza stradale, alla percorribilità e, rispetto a queste problematiche, ai notevoli costi complessivi per l’ammodernamento dell’intera tratta calabrese, che ammontano a più di 4 miliardi di euro».

«Purtroppo – ha spiegato ancora Occhiuto – questi costi non saranno neanche parzialmente coperti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, e per questa ragione nelle scorse settimane ho scritto al premier Draghi. Non è possibile che nessuna grande opera infrastrutturale calabrese venga finanziata con il Pnrr».

Anche il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha ribadito la necessità della statale 106 di «un’urgente messa in sicurezza e modernizzazione, affinché diventi un’infrastruttura efficace e sicura di connessione tra la dorsale ionica calabrese e il resto d’Italia e d’Europa».

D’altronde, come ha ricordato Mancuso, «la Calabria su alcuni dossier strategici come la modernizzazione della Statale 106 che, se portati a buon fine, possono consentirle di contenere il divario di cittadinanza e di agganciare la ripresa economica, ha necessità di segnali concreti da parte del Governo».

E di segnali concreti da parte del Governo potrebbero arrivare proprio da una visita on the road da parte del Premier Draghi, se dovesse accogliere l’invito del sindacalista Biondo, «con lo spirito di chi potrà avere l’occasione di rendersi conto fattivamente quanto di sottosviluppo ci sia a pochi chilometri da Roma».

«Mario Draghi – ha concluso Biondo – accolga questa sfida, lo faccia anche per mandare un messaggio preciso alla criminalità organizzata che imperversa in Calabria e, spesso, ostacola l’apertura dei cantieri e mette a serio repentaglio la conclusione delle opere pubbliche».

Chissà se all’ex presidente della Bce arriverà questo invito o se le parole di Biondo rimarranno inascoltate. Intanto, riecheggiano le parole di don Francesco Carlino, il parroco di Roccella Jonica dette nella sua omelia durante i funerali di Davide e Gabriele, tra le ultime vittime della statale 106: «Fermate questa strage infinita, mettetevi la mano sulla coscienza e ricordatevi che la Calabria non è la terra da menzionare solo per i problemi della malavita organizzata. La nuova 106 non è un optional secondario, ma questione di vita o di morte. Svegliatevi politici!». (rrm)

Il sindaco Papasso chiede ad Anas di concertare il progetto di variante della ss 106 tra Sibari e Rossano

Il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianni Papasso, ha chiesto all’Anas  di concertare con il Comune il progetto di variante della Strada Statale 106 tra SIbari e Rossano.

Nella comunicazione, trasmessa per conoscenza anche al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, al competente Dipartimento della Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità della Regione Calabria, al Presidente della Provincia di Cosenza e al Sindaco del Comune di Corigliano-Rossano, il sindaco della Città di Cassano All’Ionio, Gianni Papasso, facendo esplicito riferimento al parere favorevole espresso in merito al tracciato dell’opera relativa al Nuovo asse di collegamento in variante alla SS 106, Raddoppio fra il Viadotto Coserie di Rossano e la SS 534 di Sibari di Cassano, in fase di Conferenza di Servizi Preliminari, ha evidenziato che eventuali modifiche che si dovessero apportare al tracciato, dovranno essere comunicate al Comune di Cassano, il quale, nella medesima eventualità, esprimerà un nuovo parere.

«Ricordiamo – si legge in una nota – che nella prima decade del mese di dicembre scorso, nel corso di un incontro con la stampa era stato presentato il progetto riguardante la realizzazione del tratto Sibari – Corigliano Rossano della statale 106 ‘Jonica’».

L’intervento, prevede, in particolare, il raddoppio della carreggiata della SS 534 detta “degli Stombi” dall’attuale punto terminale fino all’innesto della nuova SS 106, in corrispondenza all’attuale svincolo per Cassano allo Ionio. Il nuovo percorso sarà a due carreggiate separate con 2 corsie per senso di marcia, per uno sviluppo complessivo di circa 30 chilometri, fino al torrente Coserie di Rossano. (rcs)

La sen. Abate chiede chiarezza sui lavori Sibari-Rossano della SS 106

La senatrice del gruppo Misto Rosa Silvana Abate stigmatizza gli annunci relativi ai lavori (di fatto ancora da iniziare) del tratto Sibari-Rossano sulla statale 106. «Credo sia giunto il momento di fare chiarezza» – ha scritto in una nota.

«Sin dall’inizio del mio mandato, lavorando per la Sibaritide – spiega la senatrice Abate – , ho trovato situazioni arenate ed incancrenite “grazie” a tutta la vecchia politica che le aveva portate a questo punto. Parlo della Ferrovia jonica, del Porto di Schiavonea e della Ss 106. Tutte scrostate grazie al tanto lavoro da me fatto e a lunghe e costanti interlocuzioni con le istituzioni preposte.

E questo proprio il caso della Ss 106. Interloquendo sia con l’Anas e sia con la struttura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ho sempre lottato per avere una strada a quattro corsie. Richiesta formalizzata nel corso dei tavoli che ci furono quando portai nel febbraio del 2019 l’allora Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Danilo Toninelli, al Porto di Schiavonea. Uno di quei tavoli riguardò proprio la Ss 106 e vi partecipò quello che era il Capo Area di Anas Spa per la Calabria, l’ingegnere Vincenzo Marzi, e gli chiedemmo di studiare per la Ss 106, a cominciare dal tratto Sibari-Mandatoriccio dove l’iter era già in fase più avanzato, una strada a 4 corsie moderna che venisse incontro alle esigenze del territorio.

Anche se il prosieguo di alcune situazioni fu un po’ rallentato a causa del Covid, nel luglio del 2020, in piena pandemia, incontrai in videoconferenza la struttura territoriale di Anas Calabria, diretta dall’ingegnere Francesco Caporaso. Dal dibattito e dalla documentazione, già in mio possesso perché l’avevo reperita per precedente accesso agli atti richiesto proprio ad Anas inerente al vecchio progetto del tratto Sibari-Mandatoriccio (meglio conosciuto allora come Megalotto 8 della Ss 106), si prese atto che essendo il sistema dei Megalotti oramai non più in uso si stava lavorando a dei nuovi interventi in sostituzione del vecchio progetto del suddetto Megalotto 8 redatto nell’anno 2009 che aveva dei costi stimati in circa 2,814 miliardi di euro (una spesa improponibile e mai stanziata dai governi precedenti). A seguito di quell’incontro, convocai tutti i sindaci dell’area e comunicai che dalle carte risultavano i progetti sostitutivi (denominati poi “tratti funzionali”) indicati con i codici di cantiere “CZ 372” che va da Mandatoriccio alla rotatoria di Aranceto e “CZ 388″ che va da zona Aranceto a Sibari all’innesto con la SS 534. Per questo secondo tratto, già allora, era allo studio il progetto definitivo (parliamo di un anno e mezzo fa). Sempre allora comunicai che, come previsto dal Contratto di programma allora vigente, per il tratto Sibari-Rossano (il “CZ 388”) erano disponibili 151 milioni di euro (e dalle interlocuzioni era emerso che al Ministero erano già allocati gli altri soldi che verranno sbloccati soltanto quando ci sarà un progetto definitivo, come è giusto che sia poiché è finita l’epoca in cui si accantonavano soldi per opere che non hanno mai visto la luce) mentre per il “CZ 372” vi erano allocati 290 milioni. Dall’interlocuzione con Anas emerse, inoltre che, visti i volumi di traffico previsti e considerata anche l’eccessiva mortalità nel tratto, si stava predisponendo un progetto a quattro corsie. Già allora concordammo con Anas stessa che si dovesse velocizzare al massimo l’iter per arrivare ai progetti definitivi e alla cantierizzazione delle opere e a tal fine presentammo un emendamento al decreto “Semplificazioni” del 2020 che prevedeva la richiesta di deroga al dibattito pubblico con la norma approvata all’articolo 8 previa dichiarazione di “strategicità” della strada che avrebbero dovuto chiedere i comuni, la provincia e la regione interessate.

Da allora, sostanzialmente, la situazione è ferma: solo Anas ha continuato a lavorare avendo avuto, nel frattempo, il nulla osta per la progettazione di una strada a 2 carreggiate e 4 corsie (iter anche questo da me seguito quotidianamente al Ministero) ma quello che purtroppo si registra è un sostanziale blocco dell’iter causato in primis dal Comune di Corigliano-Rossano, unico su tutta la tratta da Catanzaro a Cassano a non aver deliberato positivamente sul progetto proposto, e dai conseguenti siparietti che stanno riempiendo in questi giorni le pagine dei giornali, alimentato da alcuni giornalisti stessi, e che non fanno bene al nostro territorio. C’è chi scopre oggi che ci sono allocati 151 milioni di euro per il tratto Sibari-Rossano quando invece lo scrissi nel luglio del 2020, c’è chi parla di accelerazione del Governo (quando l’ultimo atto è sempre del 2020, i soldi sono sempre quelli del vecchio contratto di programma e l’iter è già pianificato da tempo così come prevede la legge) e c’è, addirittura, chi grida al miracolo grazie al presidente della Regione Roberto Occhiuto che si è insediato da poco più di un mese e che, al massimo, ha avuto il tempo di guardare la pratica.

La verità è che la situazione è giunta al paradosso ed è in fase di stallo perché nessuno si vuole prendere le proprie responsabilità. Ora la questione è puramente tecnica: se il sindaco di Corigliano-Rossano non è d’accordo col tracciato poteva e potrà sollevare le proprie eccezioni tecniche in fase di conferenza dei servizi con una relazione tecnica e le relative richieste. D’altro canto Anas, essendo l’opera commissariata, deve andare avanti per velocizzare l’iter e certamente non può perdere tempo in inutili dibattiti. Altrimenti non si capisce a cosa sia servita la nomina dell’ingegnere Massimo Simonini a commissario straordinario.

Alla popolazione, che si fa grasse risate con i siparietti di questi giorni, andrebbe raccontato che Simonini è un professionista e che è stato nominato, contestualmente alla Ss 106, anche commissario della strada Grosseto-Fano (anche in quelle zone 6-7 mesi fa si diceva che sarebbe stato rimosso) ma la verità è che il suo lavoro va avanti e a inizio dicembre Umbria, Marche e Toscana, le regioni interessate dalla costruzione della E78 Grosseto-Fano, hanno firmato un protocollo per accelerare i lavori non solo promuovendo nei confronti di Mims e Anas la realizzazione a quattro corsie ma anche affiancando lo stesso commissario Simonini nell’elaborazione del cronoprogramma e nel reperimento di finanziamenti. Il protocollo, infatti, prevede anche la costituzione di un Comitato di Coordinamento Istituzionale, ovvero una cabina di regia a supporto del commissario. Il Governo, contestualmente alla nomina di Simonini, ha messo sul piatto circa due miliardi di euro per 270 km di tracciato.

Mentre nel Centro Italia le istituzioni collaborano per definire la questione qui, invece, c’è la corsa a sfilarsi e a non assumersi le proprie responsabilità. Perché da noi assistiamo a questa prolungata fase di stallo? Se si è deciso che la fascia jonica deve rimanere nel pietoso stato in cui è (e l’hanno ridotta) allora lo si dica chiaramente e lo si mettesse agli atti affinché i cittadini sappiano la verità e che resti storicamente testimoniato.

Io, personalmente, dopo aver esposto il lavoro fatto in questi tre anni e mezzo, lascio agli altri anche la facoltà di prendersi il merito delle sollecitazioni al Ministero per la 4 corsie, la “scoperta” dei 151 milioni e tutto il resto ma ora è tempo che ogni Istituzione si assuma le proprie responsabilità per il bene comune e per i tanti morti che si piangono soprattutto sul tratto Sibari-Rossano di questa strada chiamata “della morte”». (rp)

Presentato il progetto del tratto SIbari-Corigliano Rossano della Statale 106: Costerà 500 milioni

È stato presentato, dall’Anas, il progetto del tratto Sibari-Corigliano Rossano della Strada Statale 106, che interessa i Comuni di Cassano allo Ionio e quello di Corigliano Rossano e il cui costo sarà di circa 500 milioni di euro.

L’intervento, illustrato alla presenza del Responsabile della Struttura Territoriale Calabria, Francesco Caporaso, del Responsabile Nuove Opere, Silvio Canalella, e dell’Amministratore delegato di Sirjo Spa e progettista del Contraente Generale, Salvatore Lieto, prevede il raddoppio della carreggiata della SS 534 “degli Stombi” dall’attuale punto terminale fino all’innesto della nuova SS 106, in corrispondenza all’attuale svincolo per Cassano allo Ionio (che verrà completamente ammodernato) mediante la costruzione di una strada di tipo Extraurbano Principale tipo B, a due carreggiate separate con 2 corsie per senso di marcia, per uno sviluppo complessivo di circa 30 chilometri, fino al torrente Coserie, in agro di Rossano.

Il tracciato illustrato, rispetto all’originario del Megalotto 8 (nel suo stralcio fino al torrente Coserie), è più spostato verso la costa, e consente l’eliminazione delle 23 gallerie (per complessivi 11 km) presenti sul precedente tracciato oltre ad una sensibile riduzione dei viadotti, limitati allo scavalcamento delle fiumare ed al superamento delle zone a rischio idraulico nonché gli abitati di Corigliano Scalo e Rossano Scalo. Ciò comporta, a parità di estensione di tracciato, una ben più elevata sostenibilità tecnico economica dell’intervento, rendendo risolutamente più efficace l’investimento complessivo sulla base dell’analisi costi benefici dell’opera. Oltre al rifacimento dello svincolo di Cassano Allo Ionio, di innesto del nuovo tracciato, l’intervento proposto prevede, procedendo in direzione sud, complessivamente 5 svincoli: Corigliano Nord; Corigliano Centro; Corigliano vecchia; Rossano Nord; Rossano Sud.

I lavori stanno riguardando la realizzazione della nuova SS 106 – in variante al tracciato esistente – tra la SS 534 e Roseto Capo Spulico, dove si ricollegherà alla statale già ammodernata a due corsie per senso di marcia. Le attività, allo stato attuale, presentano una produzione, per soli lavori, pari a circa 240 milioni di euro, corrispondente a circa il 25%. Aggiungendo quelle relative alle procedure espropriative ed allo spostamento delle interferenze, la produzione complessiva supera i 300 milioni di euro, a fronte dell’investimento totale previsto, pari a 1,335 miliardi di euro).

Attualmente, le attività sono concretamente avviate su più fronti e procedono con regolarità. In particolare, sono in corso di esecuzione le seguenti opere: sottofondazioni, le fondazioni e le elevazioni (pile, pulvini ed impalcati) dei viadotti Laghi, Raganello, Ferro, Satanasso; il completamento delle paratie dell’imbocco nord della galleria Trebisacce e le opere d’imbocco della finestra intermedia, il completamento della paratia dell’imbocco sud della galleria Roseto 1, opere propedeutiche all’inizio degli scavi di imminente avvio; il consolidamento della storica frana di Roseto (con un fronte di estensione pari a circa 1 chilometro) nel comune di Roseto Capo Spulico, della quale è stato completato circa il 50% dell’intervento di stabilizzazione.

Sono pronti al varo gli impalcati dei viadotti ricadenti nella Piana e sono stoccati, presso apposite aree di cantiere, circa 7 km di conci prefabbricati relativi alle gallerie artificiali. (rrm)

 

SS 106: i sindaci della Jonica si uniscano chiedendo sicurezza

Ancora un appello perché si fermino le stragi della strada della morte, la famigerata statale 106 jonica. A lanciare un accorato messaggio è il sindaco di Terranova da Sibari, Luigi Lirangi, che ritiene assolutamente necessaria la presentazione congiunta tra tutti i rappresentati locali di un documento per sollecitare il processo di formulazione definitiva ed esecutiva dei progetti in corso.

«Non si ferma – ha detto Lirangi – lo stillicidio di pericolo e di morte sulla Statale 106. È tempo che tutti i sindaci della fascia jonica interessata si uniscano ancora una volta per far sentire forte la loro voce alle istituzioni regionali e nazionali per accelerare la realizzazione di opere per la messa in sicurezza e ammodernamento».

Secondo Lirangi, un concreto punto di partenza può essere la possibilità di verificare eventuali rimodulazioni stradali attraverso l’intervento dell’Anas «soprattutto alla luce delle risorse che il Pnrr Italia destinerà al settore delle infrastrutture».

«Accanto alle prioritarie condizioni di sicurezza – aggiunge Lirangi – va ricordato che la Statale 106 è una delle più importanti arterie stradali della Regione su cui si sviluppano molteplici attività economiche. Deve essere il simbolo del rilancio della Calabria in termini di ricostruzione morale per la vita delle persone e anche per le prospettive di lavoro e sviluppo senza le quali non abbiamo futuro». (rcs)

Il ministro Carfagna: Dal Governo altri 2 miliardi per completare la Statale 106 Jonica

Per completare la Strada Statale Jonica, «occorre assicurare, nel prossimo periodo, un ulteriore significativo sforzo finanziario di circa 2 miliardi». È quanto ha annunciato la ministra per il Sud, Mara Carfagna, nel corso dell’interrogazione sulla riqualificazione e completamento della Statale 106 Jonica e sulla riqualificazione a ammodernamento della S.G.C. Jonio –Tirreno (da Rosarno a Marina di Gioiosa) proposta dagli onorevoli di Coraggio Italia, Felice Maurizio D’Ettore e Stefano Mugnai.

«Il Governo – ha spiegato Mara Carfagna – è pienamente consapevole dell’importanza dell’opera e sta lavorando per reperire nelle prossime settimane, al più tardi entro la prossima legge di bilancio, le risorse per finanziare ulteriori lotti, in linea con il progressivo avanzamento della progettazione. A queste risorse che stanno per essere stanziate, si aggiungeranno poi anche quelle della programmazione del FSC 21/27 relative alla Calabria che, certamente, avranno nel completamento e nell’ammodernamento della Statale Ionica un obiettivo primario».

«L’attenzione su un’arteria viaria strategica come la Statale Jonica – ha proseguito – si pone in un contesto più ampio di interventi dedicati alla Calabria, nel Pnrr, nel Fondo complementare (penso per esempio al finanziamento di oltre 9 miliardi dedicato all’alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria), nel futuro Piano di Sviluppo e Coesione per la Calabria e nelle politiche di coesione europea. Come ministero per il Sud  – grazie anche alla collaborazione della sottosegretaria Dalila Nesci – stiamo anche lavorando all’istituzione di un Cis Calabria, a cui destineremo risorse per interventi di natura sociale, culturale e ambientale. Grazie alle importanti risorse che stiamo mobilitando e grazie alle semplificazioni delle procedure che abbiamo già attuato, siamo nelle condizioni di produrre finalmente una vera accelerazione nella realizzazione di interventi così strategici».

Soddisfazione è stata espressa da Roberto Occhiuto, candidato alla presidenza della Regione Calabria,  che ha ringraziato la ministra Carfagna «per l’impegno assunto a nome dell’esecutivo a reperire i 2 miliardi di euro necessari per completare la Statale Jonica, una infrastruttura chiave per la nostra Regione e per i collegamenti commerciali dell’intero Meridione».

«Ringrazio il ministro Carfagna, che come sempre sottolinea la capacità di iniziativa dal punto di vista strategico per tutto il Mezzogiorno» ha dichiarato Maurizio D’Ettore, a seguito della risposta della ministra, sottolineando che «per la Calabria questa iniziativa è fondamentale: 2 miliardi di ulteriore finanziamento per completare tutti i lotti funzionali della strada, da prevedere al massimo nella prossima legge di bilancio, diventano veramente significativi e importanti per la logistica calabrese, fermi i finanziamenti già in essere ed attivati per oltre 800 milioni di euro».

Per D’Ettore, «le parole del Ministro sono di conforto per la popolazione calabrese perché evidenziano quanto è importante strategicamente il reticolo viario della 106 inserito in un programma sinergico e sistematico che riguarda sia la parte ferroviaria tirrenica che l’ulteriore collegamento viario jonio-tirreno, sia la parte stradale della 106 appunto, senza la quale la Calabria non può avere una crescita sostenibile». (rrm)

 

Nuovo grido di dolore di “Basta vittime” sulle stragi continue della SS 106

Nuovo grido di dolore dell’Associazione Basta vittime sulla Strada Statale 10, dopo il mortale incidente avvenuto a Cassano all’Ionio dove hanno perso la vita tre ragazzi.

«Tre giovani vittime – si legge in una nota dell’Organizzazione di Volontariato – che si uniscono ad Altea Morelli, Raffale Misuraca, Anna Maria Concetta Cutuli, Kawsu Ceesay, Maria Mammone e Valentino Pò. 9 in tutto le vittime sulla “strada della morte” in Calabria dal primo gennaio 2021».

L’O.D.V. intende ribadire e sottolineare che «tutto ciò rappresenta la più grande Strage di Stato della storia della Repubblica italiana ed intende evidenziare, inoltre, che quanto accade purtroppo da sempre sulla S.S.106 ha delle chiare ed evidenti responsabilità politica: il silenzio e l’indifferenza del Governo nazionale e regionale, della classe parlamentare calabrese a Roma, delle amministrazioni locali e provinciali, delle forze sindacali. Tutti, nessuno escluso, coloro i quali rivestono ruoli istituzionali, sono moralmente responsabili dell’olocausto sulla S.S.106.

«Non è più possibile che ancora oggi nel 2021, nell’indifferenza della classe politica calabrese tutta (senza alcuna distinzione!), possa esistere una pseudo-strada che miete vittime e feriti con una frequenza precisa, puntuale e disastrosa. Così come non è più tollerabile che la Calabria sia offesa da ogni Governo (compreso quello attuale), che puntualmente promette l’ammodernamento della S.S.106 determinando investimenti salvo poi – nei fatti – tradire ogni impegno assunto nel silenzio della Politica».

Il Direttivo dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” «non accetta che si possa pensare alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, per un investimento di oltre 10 miliardi di euro destinati alla criminalità organizzata, mentre 415 chilometri di costa jonica calabrese hanno una strada inadatta a gestire gli attuali volumi di traffico che semina morte e disperazione da circa un secolo nell’assoluta indifferenza».

L’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, infine, si stringe attorno alle Famiglie delle vittime, ai parenti ed agli amici tutti, a cui esprimiamo sentimenti di vicinanza e cordoglio. Noi non dimenticheremo queste giovani vite spezzate sull’asfalto della “strada più pericolosa d’Italia”. Noi non resteremo indifferenti ed in silenzio davanti all’ennesima tragedia di una strada sempre più serial killer in Calabria ed in Italia. La “strada della morte”, non ci stancheremo mai di ripeterlo, rappresenta la più grande Strage di Stato della storia della Repubblica italiana. (rcs)