TROPEA – La Giunta delibera intitolazione di Viale Stazione al Maestro Albino Lorenzo

Il Comune di Tropea, nei giorni scorsi, ha deliberato per intitolare Viale Stazione al Maestro Albino Lorenzo.

«L’atto – si legge in una nota – verrà ora trasmesso alla Prefettura di Vibo Valentia, che previo parere del Dipartimento di storia patria, potrà autorizzare l’intitolazione».

L’Amministrazione, inoltre, ha reso noto che «Viale Stazione sarà a breve interessato da un profondo restyling che lo renderà un tutt’uno con il corso principale. L’amministrazione conta, inoltre, di commissionare la realizzazione di un scultura che ricordi il Maestro».

La «proposta di intitolazione – si legge ancora – di un’area del territorio comunale, precisamente Viale Stazione nel tratto ricompreso tra l’intersezione con la piazza Vittorio Veneto e quella con via Fontana Nuova, ad una importante figura d’artista, figlio illustre di Tropea, che con i suoi dipinti e il suo animo nobile ha illuminato la storia cittadina lasciando segni duraturi nella comunità».

«Albino Lorenzo – si legge nella motivazione della Giunta comunale – ammiratissimo per la sua arte, rimane ancor più nel cuore dei tropeani per la sua affabilità, il suo atteggiamento umile e riservato e la sua vicinanza profonda e sincera ai concittadini. Noto a tutti come l’ultimo patriarca per la sua numerosissima famiglia: diciotto figli avuti dalla moglie, Donna Gina Capua, come lui, persona dolcissima e solare, Albino rallegra le case tropeane con almeno uno dei suoi dipinti, luminosissimi sullo sfondo scuro della faesite. É caro a tutti, non solo per la sua inconfondibile arte, che incanta ed emoziona, ma anche per il suo sconfinato amore per Tropea».
«Tutti ricordano – continua la nota – una sua intervista alla Rai in cui, parlando di un possibile trasferimento a Milano, così risponde al giornalista: “Troverei il successo, voi dite. Ma il prezzo che devo pagare é troppo alto. É qui che son nato ed é qui che intendo restare. Ho imparato che il successo prima o poi passa, e quel poco che ti resta sul serio è il tuo mondo, se hai la fortuna di avere un tuo mondo”. Il Maestro Lorenzo fece la scelta giusta perché, senza tradire neppure un poco le sue radici ma rimanendo fortemente e convintamente abbarbicato alla sua città natale, trovò ugualmente successo, fama e onori e nel contempo conquistò l’amore e la stima profondi della sua gente che continua a guardare a lui come a un modello di coerenza, di generosità e di fedeltà alla propria terra».
«Tropea, la Città dalle vicende millenarie – continua ancora la nota – caratterizzata da sempre da un respiro universale, riconosce la grandezza di questo suo figlio, artista eccelso e creatura d’animo nobile, e lo annovera tra le tante personalità che fanno ricca la sua storia. Il suo merito non scaturisce solo dallo straordinario talento pittorico, che lo porta alla ribalta del panorama artistico mondiale, ma dal suo essere cittadino innamorato della propria terra al punto da non volersene separare fino all’ultimo soffio di vita».
«Albino – conclude la nota – diventa un modello importante per tutti e un esempio luminoso per le nuove generazioni, deciso antidoto al disorientamento e all’incertezza della modernità liquida».
Albino Lorenzo, giovanissimo, riceve le prime nozioni di disegno dal padre scoprendo immediatamente il proprio talento artistico.
Durante gli anni Cinquanta inizia a definire la sua ispirazione, legata decisamente alle cose semplici della vita quotidiana, e la fatica della povera gente, con la genuinità del mondo contadino, irrompono prepotentemente nella sua arte.
Negli anni Sessanta partecipa a molte mostre collettive, nazionali e internazionali, e le sue opere vengono premiate, tra l’altro, a Parigi, Deauville, Nizza, Knokke, New York.
Il grande storico dell’arte Maurizio Calvesi evidenzia che Albino non fa un uso strumentale della cultura contadina avendo piuttosto vissuto un “moto di identificazione” con quel mondo arcaico.
Albino é schivo, modesto, estraneo ad ogni protagonismo, immerso totalmente nella sua incessante ricerca pittorica. Come lui stesso dichiara :”La pittura può anche essere denuncia e rivolta ma é prima di tutto uno stato d’animo…che esprime il proprio mondo”. Legatissimo a questo suo mondo lo preferisce senza esitazioni al successo che lo attende a Milano e in America.
Le sue personali sono oltre cinquanta e più di settanta le collettive. I suoi quadri si trovano nelle più importanti gallerie e collezioni private nazionali e internazionali. Tra i suoi amici artisti: Luigi Servolini, Michele Cascella, Eugenius Eibisch, Enotrio Pugliese. Tra i tanti critici che si sono accostati alla sua arte, oltre a Maurizio Calvesi, Eduard Baümer, Marziano Bernardi, Dino Buzzati, Renato Civitella, Carlo Mazzarella, Franco Miele, Bruno Morini, Mario Perazzi, Guglielmo Petroni, Mario Portalupi, Maurizio Marini, Claudio Strinati, Carlo Carlino.
Scrive di lui Calvesi: «Egli acciuffa per gli ultimi lembi un repertorio contadino in accelerato processo di scomparsa, aiutando l’acutissima percezione col richiamo di anni lontani, in cui Tropea e il suo entroterra erano ancora così, con i mercati luccicanti di pesci o affastellati di rosse e gialle cassette di pomodori e di limoni, le coppole e i fagotti dei braccianti, ceste e sporte di donne incupolate da grandi fazzoletti sulle tonache nere, il transito solenne delle mucche e Il trotterellare di somari, o le camicie dei pescatori aperte sulle pelli conciate, d’un bianco che rimbalza dai brillii del cielo».
Nel contesto dell’arte italiana Lorenzo é un “caso”, un’emergenza singolarissima che esprime la sua interiorità e il suo contesto di vita, quello di Tropea e del suo comprensorio: il suo unico ed esclusivo mondo. (rvv)

TROPEA – La città nel calendario 2021 dei “Borghi più belli d’Italia”

La città di Tropea è nella prima edizione del calendario dei Borghi più belli d’Italia, dell’omonima Associazione.

«La città  – si legge in una nota – si ritaglia uno spazio nella prima edizione del calendario del prestigioso Club».

Tropea, infatti, è la prima città del Vibonese ad essere entrata a far parte dell’Associazione Borghi più belli d’Italia, un organismo che vuole promuovere i più bei centri abitati italiani, nato nel 2001, su sollecitazione dell’Anci, riconosce come meritevoli dell’appellativo solo le località che si distinguono per spiccato interesse storico e artistico.

«Far parte di tale esclusiva selezione – aveva dichiarato il sindaco Giovanni Macrì – significa possedere un label di qualità che diventa una formidabile carta di presentazione per i viaggiatori che desiderano conoscere i siti italiani integri nel tessuto urbano, architettonicamente armonici, vivibili, con connotazioni artistiche e storiche di pregio e  servizi al cittadino». (rvv)

È nato il primo panettone artigianale calabrese alla Cipolla rossa di Tropea

Sulle tavole natalizie è pronto ad arrivare il primo panettone artigianale calabrese alla Cipolla rossa di Tropea della chef Denisia Congi.

L’idea di realizzare il prodotto lievitato così particolare è nata grazie all’intuizione del direttore artistico del Tropea Cipolla PartyPaolo Pecoraro che, poi, ha trovato la sua realizzazione grazie alla chef calabrese della Federazione Italiana Cuochi, che è riuscita a creare uno squisito connubio tra l’elemento più tradizionale della festa natalizia e una delle eccellenze agroalimentari per antonomasia della terra calabra.

La chef Denisia Congi

Un perfetto equilibrio di gusto e aromi, realizzato con l’impiego di materie prime di alta qualità, che garantiscono al dessert natalizio un gusto speciale e intrigante, grazie soprattutto al valore assoluto di una crema delicata e inconfondibile al sapore della dolce cipolla calabrese.

Gli ingredienti utilizzati per la produzione del panettone sono: farina di grano tenero tipo 0, lievito madre di farina di grano tenero, farina w350, zucchero, sale, lievito di birra, acqua, latte, tuorlo d’uovo pastorizzato, burro morbido, miele, bacca di vaniglia, frutta a guscio.

Per la crema, invece, la chef ha utilizzato come ingredienti: cipolla rossa di Tropea (Igp), zucchero di canna, zucchero semolato, miele di acacia, mix di liquori, vino bianco.

Ovviamente, sono rigorosamente segreti sia la quantità degli ingredienti utilizzati sia la successione avvenuta nelle aggiunte dei vari ingredienti, oltre al numero di impasti effettuati e alle condizioni di lievitazione (temperatura, tempo e umidità) adottati per ottenere l’impasto finale, che costituiscono la singolarità e la ricchezza della produzione artigianale.

Come detto, per celebrare e promuovere il dolce artigianale italiano per eccellenza si è voluto osare, per poi vincere la sfida: è risaputo da tutti che la Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp sia la più Dolce del Mondo e, quindi, è facilmente intuibile quanto questa tipicità calabrese riesca a sposarsi bene anche con i dolci.

Da sempre, Pecoraro ha una voglia viscerale di promuovere la sua amata Calabria, da troppo tempo bistrattata, maltrattata e deturpata ma che conserva in sé tutti i valori e i suoi tesori inestimabili.

Caricato a molla da una forte passione per l’amore della vita e del bello, nonostante la distanza che lo tiene lontano dalla sua Calabria, ha deciso di scendere in campo per ridare onore, splendore e gloria alla terra che lo ha partorito.

Infatti, nel 2019 incaricato dal sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, ha fondato il Tropea Cipolla Party, ed è subito un successo strepitoso, convinto del fatto che non è poi così difficile, per la verità, promuovere la Calabria e le sue eccellenze. Televisione, stampa locale, nazionale e internazionale si accorgono subito del fenomeno e si catapultano nella città perla del Tirreno per coglierne l’essenza e la bellezza.

Adesso, nell’attesa della prossima edizione, che nel 2021 si terrà dal 4 al 6 giugno e che sarà finanziata in parte con i proventi ricavati dalla vendita dei panettoni, ci si aspetta che lo stesso accada per il Panettone Artigianale alla Cipolla Rossa di Tropea.

Per allietare un po’ le festività natalizie, una donazione verrà fatta dall’ideatore dell’iniziativa anche alla Casa di Riposo “Don Mottola” di Tropea. (rvv)

Si ferma il sogno di Tropea di diventare ‘Capitale della Cultura Italiana 2022’: è stata esclusa dalle 10 finaliste

Tropea non è tra le dieci finaliste nella selezione della città Capitale Italiana della Cultura 2022. Una scommessa, quella della città di conquistare il titolo, che è stata persa e che lascia l’amaro in bocca, ma che, sicuramente, sarà da incipit per tante altre iniziative che vedrà protagonista la Perla dello Ionio perché, come ha dichiarato il sindaco Giovanni Macrì, che ha dato la notizia, «Tropea non si ferma!».

«A vincere il bando del Mibact – ha dichiarato il primo cittadino – non è la città più bella ma quella che riesce a proporre il miglior progetto in termini di apertura culturale, d’innovazione, di trasversalità  e di  capacità di coinvolgimento. Il Gruppo di Lavoro era ben consapevole di queste esigenze ed ha operato in piena contezza dei parametri di riferimento. Le risorse a disposizione sono state enormi, relativamente al patrimonio culturale a cui attingere e alle energie umane coinvolte nel percorso di elaborazione e stesura del Dossier.  É scesa in campo l’intera Regione con la sua variegata Cultura, generosamente offerta all’iniziativa, e si sono mobilitate competenze, professionalità, idee e progettualità di grande livello. A noi  il rammarico di non essere stati accolti tra i concorrenti finali, ma anche la serenità di aver  fatto una scelta opportuna e di averla concretizzata in un documento di qualità, comunque da custodire e tradurre operativamente. Il Progetto rimane il prezioso frutto di un percorso innovativo e inconsueto, che è riuscito a far confrontare tutta la Calabria attraverso quesiti e risposte che sono serviti a far conoscere meglio le potenzialità  della  nostra bella terra». 

«Il mio sentimento di profonda gratitudine – ha aggiunto – a tutti quelli che si sono uniti nella condivisione di un’idea che certamente non sarà abbandonata, ma verrà custodita e valorizzata per dar vita ad altre importanti iniziative di collaborazione all’interno dei territori locali e dell’intera Calabria. Se non siamo risultati tra i dieci progetti da cui emergerà il vincitore, sicuramente è perché occorre crescere ancora di più attraverso una maggiore consapevolezza dei punti forti su cui far leva e dei punti fragili  su cui lavorare per ridurre ed eliminare ogni disfunzione. Grazie al Gruppo Operativo di Lavoro che, con passione e spirito di servizio, ha ideato e redatto il Documento, grazie al Comitato Tropea, al Lead Partner Comitato Promotore, all’ Ambasciatore d’Onore, al Comitato d’Onore e ai tantissimi che sono stati vicini. Non faccio volutamente i loro nomi perché ognuno è stato importante e significativo, con un’unica eccezione che, sono certo, tutti Voi comprenderete: la nostra presidente Jole Santelli che ha creduto fortemente nella candidatura di Tropea, che si è prodigata per assicurarle gli opportuni sostegni istituzionali e, soprattutto, ha amato tantissimo la città e, per lei, si sarebbe continuata a spendere». 

«Mi sarebbe piaciuto poterle dedicare la vittoria – ha proseguito Macrì – ma sono certo che una conquista l’abbiamo ottenuta, e questa sì che gliela offro col cuore: nel momento stesso in cui siamo riusciti a coagulare intorno a Tropea non solo l’impegno ma anche l’orgoglio d’appartenenza, il senso di comunità e soprattutto la capacità di sperare e sognare insieme, tutta la Calabria, noi tutti abbiamo vinto, perché abbiamo superato gli individualismi che soffocano precludendo la visione d’insieme di una terra che vale se è unita.  Non lasciamoci mortificare dall’insuccesso momentaneo e circoscritto ma utilizziamolo come sprone ad andare avanti con umiltà, coscienza dei nostri limiti, ma anche delle  nostre enormi ricchezze. Tropea non interrompe il cammino neppure per un istante, continuiamo insieme, proseguiamo  a lottare senza divisioni e distanze interne per far emergere e riconoscere il valore della Calabria e dei Calabresi».

A presentare i loro dossiers alla giuria, in audizione pubblica, saranno, infatti: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra mentre restano al palo, assieme a Tropea, Arezzo, Arpino, Carbonia, Castellammare di Stabia, Fano, Isernia, Modica, Molfetta, Padula, Palma di Montechiaro, Pisa, San Severo, Scicli, Trani, Venosa, Verona e Vigevano. 

«Alle dieci città finaliste – ha concluso Macrì – dico: brave, avete già raggiunto una bella gratificazione, impegnatevi al massimo in quest’ultimo tratto di strada perché ognuna di voi potrebbe essere la Città Capitale Italiana della Cultura 2022». (rrm)

 

TROPEA – La città apre le danze del programma “Il Borgo dei Borghi”

È con Tropea, la perla del Tirreno, che prenderà il via la sfida de Il Borgo dei Borghi domenica 1° novembre all’interno del programma Rai 3 Alle Falde del Kilimangiaro, condotto da Camila Raznovich.

«Inizia, dunque – si legge in una nota del sindaco di Tropea, Giovanni Macrì – la competizione tra i Borghi più Belli d’Italia. Non mancate e non risparmiatevi nel sostenerci». (rvv)

Tropea è entrata a far parte dell’Associazione “Borghi più belli d’Italia’: è la prima del vibonese

Tropea è entrata a far parte dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia. Lo rende noto, con grande soddisfazione, il sindaco Giovanni Macrì.

«Far parte di tale esclusiva selezione – ha dichiarato il primo cittadino – significa possedere un label di qualità che diventa una formidabile carta di presentazione per i viaggiatori che desiderano conoscere i siti italiani integri nel tessuto urbano, architettonicamente armonici, vivibili, con connotazioni artistiche e storiche di pregio e  servizi al cittadino.  Per i Borghi che possono fregiarsi dell’appellativo di “più belli d’Italia” vengono organizzate variegate iniziative quali festival, mostre, fiere, concerti, convegni di risonanza nazionale e internazionale allo scopo di  esaltare il patrimonio culturale tradizionale, coinvolgendo ampiamente la comunità».

«Tropea – ha aggiunto – è la prima località del vibonese a entrare nel prestigioso club facendo così compagnia ad altri 14 centri sparsi nelle altre provincie calabresi. Siamo felici di quest’ulteriore conquista che, come la Bandiera Blu, non consideriamo un punto d’arrivo ma, piuttosto, l’avvio di un percorso in salita che ci consentirà di migliorare attraverso l’eliminazione progressiva di tutte le criticità  rilevate e segnalate dall’associazione che, periodicamente, effettuerà visite mirate. Il nostro impegno, infatti, è quello di crescere sempre attraverso le informazioni di ritorno che ci pervengono da tutti e, in particolare modo, dagli esperti».

«Essere tra i Borghi più belli d’Italia – ha concluso il sindaco Macrì – diventa una bellissimo sfida perché sprona non solo a mantenere alti i propri standard ma anche a porsi nuovi e più ambiziosi traguardi».

L’Associazione I Borghi più belli d’Italia è un organismo che vuole promuovere i più bei centri abitati italiani, nato nel 2001, su sollecitazione dell’ANCI, riconosce come meritevoli dell’appellativo solo le località che si distinguono per spiccato interesse storico e artistico. Si tratta di un sodalizio prestigioso e autorevole che, nel 2012, è entrato nel circuito internazionale “Les plus beaux villages de la Terre”. (rrm)

IL SOGNO DI TROPEA CAPITALE CULTURALE
È GIÀ VITTORIA SE SARÀ TRA LE FINALISTE

Tropea sogna di diventare la capitale italiana della Cultura del 2022. Un sogno, ma anche un’ambizione legittima e motivata da una storia di tradizioni, cultura, territorio. Lunedì 12 ottobre il Ministero dei Beni Culturali farà scegliere al comitato di esperti delegato per l’iniziativa le dieci città finaliste che concorreranno per il titolo del 2022. «Sarà già una grande vittoria arrivare tra le prime dieci – afferma il sindaco di Tropea Giovanni Macrì – considerate le città che hanno presentato la propria candidatura che hanno una storia importante alle spalle (Verona, Genova, etc). Calabria.Live ha intervistato il sindaco proprio in vista dell’importante appuntamento di lunedì. (click su: https://youtu.be/wW7Jwvugqfs)

Con oltre 25 mila visite, si chiude la tappa estiva dell’Odissea Museum a Tropea

Con oltre 25 mila visite in poco più di due mesi, si è chiusa, con successo, la tappa estiva dell’Odissea Museum, ospitato nel Complesso Monumentale di Santa Chiara a Tropea, promossa per il sostegno della candidatura di Tropea a Capitale Italiana della Cultura 2022.

Una scommessa riuscita per Sergio Basile, direttore della Rete Museale Regionale, che ha dato vita ad un progetto originale e unico in Italia, tra storia, mito e leggenda, con l’obiettivo di esaltare il magico connubio tra l’opera omerica e le gloriose vicende della Magna Graecia.

«È stata un’estate ricca di opportunità e di relazioni – ha dichiarato Basile – con visitatori e addetti ai lavori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Grazie all’amministrazione comunale di Tropea e ai tanti partners, come il network Italiani.it, abbiamo avuto l’occasione di parlare, da calabresi, della Magna Graecia e della preziosa eredità storica custodita nel nostro dna».

«Conoscere queste pagine di storia e tramandarle – ha aggiunto – è il regalo più grande che calabresi e siciliani possono fare a loro stessi, un obiettivo da cui partire per rilanciare la propria identità culturale».

L’esposizione, nel mese di ottobre, tornerà a Catanzaro, all’ex Stac, luogo in cui ha preso forma per la prima volta.

«Continueremo questa fantastica esperienza – ha proseguito Basile – con i tanti amici che sono con noi e con la partecipazione di importanti scultori e docenti delle più importanti accademie e scuole regionali e nazionali impegnati nella riproduzione dei capolavori artistici del passato».

«Non solo – ha concluso – il percorso ambisce ad assumere una forma itinerante con la programmazione di tappe anche in Europa, in America e in Australia, offrendo alla Calabria un’occasione di crescita e valorizzazione turistica del territorio». (rrm)

TROPEA – Il Premio Mare Pulito “Bruno Giordano”

Oggi pomeriggio, a Tropea, alle 18.00, alla Torretta del Porto, la cerimonia di premiazione del Premio Mare Pulito “Bruno Giordano”.

Il prestigioso riconoscimento, che premia le buone pratiche ambientali messe in atto da amministrazioni ed enti pubblici, è istituito dall’omonima Associazione intitolata al compianto magistrato, già procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, e guidata dalla moglie Francesca Mirabelli.

Si parte con i saluti di Giovanni Macrì, sindaco di Tropea. Intervengono Antonio Ranieri, capitano di vascello direzione marittima Calabria e Basilicata e comandante porto di Reggio Calabria, Claudio Mazza, presidente Fee Italia – Bandiere Blu, Jole Santelli, presidente della Regione Calabria, Domenico Pappaterra, direttore Arpacal, Francesca Mirabelli, fondatrice Associazione Mare Pulito “Bruno Giordano”.

Ospite della serata, Giovanni Pettorino, comandante Generle del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, che cosegnerà il Premio al Comune prescelto.

La targa è realizzato dal Maestro orafo Santo Naccarato(rvv)

TROPEA – La 15esima edizione del Tropea Blues Festival

Al centro storico di Tropea torna, con la 15esima edizione, dal 17 al 19 settembre, e dal 24 al 26 settembre il Tropea Blues Festival, l’evento musicale più atteso della Calabria e di tutto il Sud Italia, organizzato dall’Associazione Tropea Blues con la direzione artistica di Christian Saturno e voluto fortemente dall’Amministrazione comunale, guidata da Giovanni Macrì.

La manifestazione, che vuole sensibilizzare un pubblico sempre più crescente all’ascolto di questo genere musicale e nel contempo di sviluppare un turismo culturale creando un momento di attrazione forte per il paese, per tutto il territorio della Costa degli Dei e per l’intera Regione Calabria.

Un’edizione, quella di quest’anno, dedicata alle Buskers Band, «un ritorno alle origini – hanno scritto su Facebook gli organizzatori – sarà un festival tra la gente e per la gente, sarà un festival senza palchi senza luci ed effetti speciali, ma sarà il festival che ci farà meglio assaporare la magia della musica blues che, nonostante tutto, ritorna tra le vie, le piazze e i vicoli del centro storico di Tropea».

«Il Tropea Blues Festival, arrivato ormai alla sua 15° edizione – ha spiegato il direttore artistico – vorrebbe, in questo momento particolare, essere non solo un evento culturale interamente dedicato alla riscoperta della musica di genere, ma anche un’occasione per dimostrare come si possa fare animazione, fare blues, e rispettare le regole del distanziamento sociale, adottare le precauzioni necessarie e proteggersi».

Il sindaco Macrì, dal canto suo, ha rimarcato come tutta la macchina amministrativa sarà di supporto all’evento per garantire la sicurezza di spettatori ed artisti.
«Di concerto con l’organizzazione – ha dichiarato – provvederemo a monitorare ogni situazione, al fine di tutelare i tanti visitatori che, anche quest’anno, siam o certi vorranno premiare Tropea e la sua bella programmazione culturale».
1Per l’occasione – ha concluso il primo cittadino – distribuiremo delle mascherine sanitarie a tutti gli spettatori delle esibizioni live. Questa non vuole essere una manifestazione in sordina, ma in sicurezza. E lo sarà, confermando Tropea una capitale del turismo animata, ma capace di garantire il pieno rispetto delle regole. Per il bene dei turisti, e soprattutto dei suoi abitanti».

A Tropea, quindi, arriveranno una ventina gli artisti provenienti da ogni parte d’Italia che si alterneranno nel centro storico cittadino, dando modo ai visitatori di approfondire la conoscenza della profonda e validissima scena musicale nazionale. Particolare attenzione verrà data alle band Mediterranee Made in Sud.

«Come in ogni edizione, anche e soprattutto quest’anno – ha spiegato il direttore artistico Saturno – l’obiettivo del nostro festival rimane quello di dare spazio ai musicisti emergenti, e rafforzare il bel movimento musicale calabrese, e mediterraneo».

Primo appuntamento, il 18 settembre a partire dalle ore 19 in piazza Ercole, cuore già negli anni passati delle esibizioni dei Buskers. (rvv)