Sicurezza, rinforzi alla questura di Vibo e al Commissariato di Tropea

Sono stati rinforzati i presìdi di sicurezza nel Vibonese e aumentati gli organici collegati all’istituendo Commissariato di Pubblica Sicurezza di Tropea.

«Si tratta – sottolinea il sindaco Giovanni Macrì – di un fatto positivo, che conferma una direzione istituzionale pienamente condivisa. Tutto ciò che stiamo mettendo in campo sul fronte del decoro, della vivibilità, della gestione dei flussi e della qualità dell’accoglienza cammina necessariamente sui binari dello Stato e delle regole. La presenza delle Forze dell’Ordine è fondamentale per accompagnare questa visione e per sostenere, ogni giorno, il governo della bellezza che non è uno slogan, ma una responsabilità concreta verso residenti, operatori economici e visitatori».

«Una destinazione esperienziale – aggiunge il Primo Cittadino – ha bisogno di servizi, infrastrutture, promozione, decoro e capacità organizzativa, ma anche di presìdi adeguati alla pressione che vive nei periodi di maggiore afflusso. Il tema non è soltanto garantire ordine pubblico, ma creare le condizioni perché residenti, operatori economici e visitatori possano vivere Tropea dentro una cornice di serenità, rispetto e fiducia».

«Per questo – conclude Macrì – rivolgiamo un ringraziamento sincero alle Forze dell’Ordine, al Questore, al Prefetto e al Ministero dell’Interno. Il rafforzamento del Commissariato di Tropea è un passaggio importante e perfettamente coerente con la nostra idea di sviluppo: una destinazione bella, viva e accogliente deve essere anche ordinata, sicura e presidiata. Continueremo a lavorare in piena collaborazione istituzionale, perché la qualità dell’esperienza Tropea passa anche dalla certezza delle regole e dalla presenza autorevole dello Stato». (rvv)

Dal 20 settembre il Tropea Film Festival

Dal 20 al 26 settembre a Tropea si terrà la quarta edizione del Tropea Film Festival, ideato e diretto da Emanuele Bertucci, e sostenuta dall’Amministrazione comunale, da Calabria Film Commission e dal Ministero della Cultura.

«Il Tropea Film Festival – sottolinea il Sindaco Giovanni Macrì – è una delle iniziative che meglio interpretano la direzione culturale sulla quale stiamo lavorando. Non si limita ad utilizzare Tropea come scenografia, ma contribuisce a raccontarla, a produrre relazioni, a generare economia, a coinvolgere strutture ricettive, ristorazione, commercio, studenti, associazioni e imprese. È questa la differenza tra un evento da calendario e un progetto che diventa parte del posizionamento della Città».

L’edizione 2026 celebrerà il centenario della nascita di Marilyn Monroe e renderà omaggio ai 110 anni dalla nascita di Raf Vallone, figura profondamente legata alla storia di Tropea. Il manifesto, firmato dallo Studio dell’Architetto Fabio Rotella, unisce queste due leggende del cinema dentro la cornice del Santuario di Santa Maria dell’Isola e del mare tropeano, traducendo in immagine la visione scelta per questa edizione: Il cinema sul mare. Accanto alla memoria dei grandi protagonisti, il Festival conferma anche il ponte culturale con il Giappone e l’attenzione verso le nuove forme del linguaggio audiovisivo, comprese le opere realizzate con l’intelligenza artificiale, in un equilibrio tra memoria, innovazione e futuro.

In attesa del programma completo, il Festival ha già iniziato a svelare alcuni dei protagonisti della quarta edizione. Desirée Popper sarà la madrina del Tropea Film Festival 2026, volto di eleganza, talento e respiro internazionale. Tornerà a Tropea Madalina Ghenea, già madrina della seconda edizione, ambassador della terza e cittadina onoraria della Città. Tra gli ospiti annunciati figurano Neri Parenti, al quale sarà consegnata la Rupe d’Argento alla carriera; Lina Sastri, che riceverà la Rupe d’Argento per la sua Opera Prima e presenterà La casa di Ninetta; Giorgio Marchesi; Andrea Roncato; Antonio Catania; Bruno Bilotta; Antonella Salvucci; Marzia Roncacci; Camilla Ferranti; Manlio Castagna; Gabriella Bagnasco e Alexia Cozzi.

Una parte importante del Festival sarà dedicata ai giovani, ai mestieri del cinema, ai panel formativi e al confronto diretto con attori, registi, produttori, sceneggiatori e professionisti dell’audiovisivo. In questa direzione si inserisce anche il progetto Un corto per Tropea, pensato per accompagnare i ragazzi dall’ascolto alla pratica, dalla visione alla produzione, dalla curiosità alla possibilità concreta di immaginare un futuro nel cinema. Tra gli incontri già annunciati, quello con Alexia Cozzi affronterà temi molto vicini alle nuove generazioni: rapporto con smartphone e social, consenso digitale, identità attraverso lo schermo e nuove professionalità del set, a partire dalla figura dell’Intimacy Coordinator.

«Il valore del Festival – aggiunge Macrì – è nella sua capacità di tenere insieme glamour e contenuto, ospiti e formazione, memoria e innovazione, spettacolo e ricaduta sul territorio. Quando il cinema porta presenze, attiva servizi, produce racconto mediatico e coinvolge i giovani, non stiamo promuovendo soltanto un evento: stiamo rafforzando una destinazione. L’obiettivo – conclude il Sindaco – è fare in modo che, pronunciando il nome Tropea, accanto al mare, alla bellezza e alla sua storia, venga sempre più naturale pensare anche al cinema. È una sfida culturale, economica e identitaria che merita continuità, ambizione e visione». (rvv)

Tropea sul New York Times, Macrì: «Sguardo mondiale sulla Costa degli Dei”

Il racconto che il New York Times dedica alla Calabria e al suo litorale più evocativo, quello della Costa degli Dei, conferma ancora una volta che Tropea è entrata stabilmente nello sguardo internazionale come luogo simbolo di un Sud capace di emozionare, sorprendere e restituire al viaggio una dimensione autentica.

Il New York Times – evidenzia il Sindaco Giovanni Macrì, commentando l’articolo pubblicato dal quotidiano statunitense – racconta una Costa degli Dei stratificata, affascinante, ricca di storia, cultura, mare, tradizioni e identità. Dentro questo racconto Tropea occupa una posizione centrale: per il Santuario di Santa Maria dell’Isola, per il suo centro storico, per l’architettura aristocratica, per il rapporto unico tra rupe e mare, per quella capacità di restare impressa negli occhi e nella memoria di chi arriva. È una visibilità importante, autorevole, che conferma il posizionamento internazionale della destinazione.

Quando una testata di questa autorevolezza guarda a Tropea – continua Macrì – cresce anche la nostra responsabilità. Ogni dettaglio pesa: il paesaggio, la storia, il commercio, la mobilità, i servizi, la pulizia, il modo in cui si vive il centro storico. La reputazione non si difende soltanto promuovendo ciò che abbiamo di straordinario, ma governando ciò che rischia di indebolire la qualità percepita della destinazione.

La nostra linea è chiara: vogliamo una Tropea viva, accogliente, elegante, ordinata, capace di soddisfare un ospite sempre più esigente e attento alla qualità dell’esperienza. Per questo stiamo lavorando su decoro urbano, sicurezza, gestione dei flussi, regole e programmazione. Una grande destinazione non può subire il proprio successo, deve saperlo governare.

Naturalmente – conclude il Sindaco – leggiamo con attenzione anche le sollecitazioni critiche contenute nell’articolo, a partire dalla percezione di un centro storico soffocato da Spritz Bar, appesantito da affollamenti, consumo veloce e presenza diffusa di persone con alcolici in mano. È un tema che non ci piace e che coincide con le azioni già messe in campo dall’Amministrazione, a partire dall’ordinanza sul divieto notturno di vendita per asporto e consumo su suolo pubblico di bevande alcoliche e superalcoliche. Non siamo contro la socialità, né contro chi lavora bene. Siamo contro il consumo disordinato della città: capannelli spontanei, bottiglie, bicchieri, rifiuti, assembramenti impropri e uso indistinto di strade, vicoli, scalinate e belvederi. Tropea deve continuare ad essere vissuta fino a notte fonda, ma dentro una cornice di rispetto, misura e responsabilità. (rvv)

TROPEA / Il 25 agosto Concerto gemellaggio al Teatro del Porto con l’Orchestra Vitino Zizzi

A TROPEA, MARTEDÌ 25 AGOSTO CONCERTO-GEMELLAGGIO AL TEATRO DEL PORTO. L’ORCHESTRA DI FIATI CITTÀ DI TROPEA INCONTRA LA VITINO ZIZZI DI CISTERNINO

La musica diventa ponte tra comunità, territori e tradizioni. È questo il senso del concerto-gemellaggio che martedì 25 agosto, alle ore 21.30, al Teatro del Porto di Tropea, unirà l’Orchestra di Fiati Città di Tropea e l’Orchestra di Fiati Vitino Zizzi di Cisternino in un incontro musicale costruito sulla stessa passione e sulla capacità delle bande di custodire memoria, educazione popolare e appartenenza.

DUE ORCHESTRE UNITE DALLA STESSA PASSIONE

L’appuntamento, ad ingresso gratuito, offrirà al pubblico una serata di musica, condivisione e amicizia tra due realtà artistiche che rappresentano presìdi culturali importanti nei rispettivi territori. A dirigere saranno il Maestro Vincenzo Laganà e il Maestro Donato Semeraro. La serata sarà presentata da Pasqualino Pandullo.

MACRÌ: MUSICA COME LEGAME TRA COMUNITÀ E TERRITORI

Anche iniziative come questa – sottolinea il sindaco Giovanni Macrì – arricchiscono il percorso culturale della Città e confermano il valore della musica come linguaggio capace di unire generazioni, luoghi e sensibilità diverse. Il gemellaggio tra l’Orchestra di Fiati Città di Tropea e l’Orchestra Vitino Zizzi di Cisternino è un’occasione bella, autentica e popolare, che valorizza il lavoro dei musicisti e restituisce alla comunità un momento di partecipazione condivisa.

EVENTO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Il concerto è realizzato con il contributo economico concesso dall’Amministrazione comunale, con il contributo della BCC Locorotondo e con il patrocinio della Pro Loco Tropea. L’ingresso è gratuito. Tra i partner dell’iniziativa figurano anche Casa Romano, Valentour Incoming Calabria e Tropis. (rvv)

Sanità a Vibo Valentia e Tropea: è quasi una lotteria

di MASSIMO MASTRUZZO – In Calabria, e in particolare nel Vibonese, la sanità pubblica non è più un diritto garantito: è diventata una lotteria territoriale. Gli ospedali di Vibo Valentia e Tropea non sono casi isolati, ma il simbolo di un sistema sanitario regionale deliberatamente impoverito, commissariato da anni e incapace di assicurare cure dignitose ai cittadini. Un sistema che, nei fatti, spinge le persone ad andare via, a curarsi altrove, se possono permetterselo.

Il 27 dicembre 2025, davanti all’ospedale “G. Jazzolino” di Vibo Valentia, i comitati civici hanno messo in scena l’ennesimo atto di una protesta che dura da anni. Tra le voci più attive della protesta c’è quella di Daniela Primerano, da sempre impegnata nella difesa dei diritti costituzionali dei cittadini del Vibonese e, più in generale, di tutti i calabresi, con particolare attenzione alla sanità pubblica.

Non una passerella, ma un atto politico forte: esposti ai Carabinieri e denunce alla Procura per segnalare la sistematica negazione del diritto alla salute. Lo stato di agitazione, proclamato già a novembre, è la risposta civile a una gestione regionale e aziendale che continua a ignorare il grido di allarme dei territori.

Ospedali svuotati, reparti chiusi, personale insufficiente: non è emergenza, è scelta politica

L’ospedale di Tropea è oggi un presidio sanitario svuotato: carenza cronica di personale, assenza di anestesisti, reparti chiusi o ridotti all’osso. Esistono posti letto solo sulla carta, utili a rispettare formalmente i Lea ma inesistenti nella realtà. Una finzione amministrativa che serve a coprire il fallimento del sistema.

Allo Jazzolino di Vibo Valentia la situazione non è diversa. La gestione dei fabbisogni di personale è errata, approssimativa e pericolosa. I sindacati lo denunciano da tempo: la sicurezza dei pazienti è a rischio, così come quella degli operatori sanitari, lasciati soli a fronteggiare turni massacranti e reparti sotto organico.

Nel frattempo, si continua a parlare di abbattimento delle liste d’attesa, mentre i cittadini fanno i conti con laboratori di analisi bloccati per problemi informatici e servizi essenziali che funzionano a intermittenza. Questa non è inefficienza occasionale: è disorganizzazione strutturale.

Migrazione sanitaria: una tassa occulta sui cittadini calabresi

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Nel 2024, e con dati confermati anche per il 2025, l’Asp di Vibo Valentia ha speso circa 47 milioni di euro per la mobilità sanitaria: 30 milioni verso altre province calabresi e 17 milioni verso strutture fuori regione. Soldi pubblici che seguono i pazienti costretti ad andare via perché qui non possono curarsi.

La Calabria resta al penultimo posto in Italia per qualità della salute, con un punteggio di 3,2 su 10 e un indice di soddisfazione della domanda interna fermo a 0,81. Numeri che certificano un fallimento politico prima ancora che sanitario.

La sanità pubblica non si commissaria all’infinito: si rifonda o si condanna un popolo

Come Movimento Equità Territoriale, denunciamo con forza questo modello che penalizza il Sud e la Calabria in particolare. Il diritto alla salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Serve una revisione radicale dei criteri di ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale, una ridefinizione dei Lea basata sui bisogni reali dei territori, non su parametri astratti che favoriscono chi è già forte.

Diciamo no alla progressiva privatizzazione strisciante della sanità, anche quando avviene sotto forma di convenzionamento. Il privato può affiancare il pubblico solo se eccellente, mai sostituirlo. Abbandonare la sanità pubblica significa abbandonare i cittadini più fragili.

Ci opponiamo alle nomine politiche dei dirigenti sanitari, chiediamo selezioni basate sul merito, investimenti veri, fine delle politiche di austerità e un piano serio per fermare la fuga dei professionisti sanitari verso il privato o l’estero.

Curarsi nel proprio territorio non è un privilegio, è un diritto

Vibo Valentia e Tropea non chiedono favori. Chiedono il rispetto di un diritto costituzionale. Continuare a ignorare questa emergenza significa accettare che in Calabria la salute sia un lusso e che la migrazione sanitaria diventi l’unica risposta istituzionale.

Noi non lo accettiamo. E continueremo a sostenere chi denuncia, nelle piazze e nelle sedi opportune, finché il diritto a curarsi a casa propria non sarà finalmente garantito.  (mma)

(Direttivo Nazionale Met – Movimento Equità Territoriale)

Al via TropeArte Plein Air Festival

Prende il via domani, a Tropea, la terza edizione del TropeArte Plein Air Festival, che, per una settimana, vedrà arrivare circa 60 artisti dipingere e creare arte “en plein air”, gestito dall’Associazione Artistico Culturale Il Giardino di Persefone, e gode del patrocinio e del contributo del Comune di Tropea.

Obiettivo della kermesse è quella di dipingere “en plein air” (all’aperto) a Tropea, e promuovere l’incontro tra artisti e appassionati. Come negli anni passati, il festival è ispirato dai maestri locali, come il grande impressionista tropeano, Albino Lorenzo, il cui spirito artistico è sempre presente a Tropea. Gli artisti che parteciperanno provengono da altre regioni d’Italia e dall’estero, includendo artisti che sono provenienti dall’Algeria, da Malta, dalla Polonia, e dalla Svizzera. Come negli anni precedenti, parteciperanno anche gli artisti bambini del TropeArte Junior, e gli artisti diversamente abili, sotto la guida di Pasqualina Del Mastro di Il Giardino di Persefone.

Gli artisti, dunque, si raduneranno  in quattro punti di riferimento: Piazza Cannone, Largo Duomo, Largo Migliarese, e Largo Galluppi. Si incomincia oggi, 9 ottobre, con un tour gratis del centro storico di Tropea, guidato da Dario Godano di Libertas e l’attrice Adele Rombolà (con una traduzione in inglese di Francesco Femia), coprendo la dimensione storica, mitica, e leggendaria di Tropea. Il tour sarà seguito da una degustazione fornita da Patrizia Fortunato della Boutique della Cipolla Rossa. Dopodiché gli artisti saranno liberi di pitturare “en plein air” fino alla sera dell’11 ottobre. Il festival culminerà il 12 ottobre con una celebrazione e un’esposizione delle opere realizzate, accompagnate dalla musica di Luigi Cerra, al pianoforte, e Thekla De Marco, al canto, e con un brindisi con taglio della torta offerto dal team TropeArte. Le opere rimarranno in mostra fino al 15 ottobre, con la possibilità di un’estensione di due giorni. (rvv)

TROPEA – Successo per Teatro d’aMare

Conclusa con successo, a Tropea, la nona edizione di Teatro d’aMare, il festival di LaboArt diretto da Maria Grazia Teramo e Francesco Carchidi. Per tre giorni, Tropea ha ospitato 14 appuntamenti in cartellone tra teatro, danza, musica, incontri e installazioni site-specific, e oltre 50 ospiti tra artisti, musicisti, performer e operatori culturali.

Teatro d’aMare 2025 è stato realizzato con il contributo economico del Comune di Tropea, con il sostegno della Camera di Commercio Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e dei main sponsor LaboApartments e Tropis Hotel.

Tre giornate – dall’11 al 13 settembre – in cui a fare da filo conduttore è stato il tema della cura nella scena contemporanea, indagato attraverso pratiche e testimonianze concrete: dall’esperienza laboratoriale annuale condotta da LaboArt insieme a persone ai margini, confluita nello spettacolo “Nella mia stanza l’Orsa Maggiore”, alla pratica della “non-scuola” di Marco Martinelli raccontata nel libro della giornalista e insegnante Francesca Saturnino, fino alle voci dei Putéca Celidònia che in una conferenza-spettacolo hanno presentato le loro esperienze portate avanti nel Rione Sanità di Napoli e nell’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida.

La cura è stato anche il focus del dibattito inaugurale del festival, che ha intrecciato le testimonianze di artisti, operatori e terapeuti, mostrando come le arti performative possano farsi strumento concreto di incontro e trasformazione.

A partire da lì, la riflessione si è articolata attraverso linguaggi e forme diverse: la performance itinerante “Trans. Essere Paesaggio”  di Pietro Spoto e Andrea Gerlando Terrana ha invitato a guardare la città come un organismo vivo, mentre il trittico “Metamorphosis” della C&C Company ha attraversato con potenza il tema delle mutazioni e del confine tra uomo e bestia.

Cura intesa anche come possibilità di oltrepassare i limiti e trasformarli in possibilità condivise: la cena-performativa “Limine” è stata allo stesso tempo approdo e varco, aprendo il festival verso nuove possibilità di relazione tra arte, comunità e territorio; “Peccato” di Mucchia Selvaggia ha invitato il pubblico a spingersi oltre i concetti di bene e male, mentre “Afànisi” del gruppo CTRL+ALT+CANC ha ribaltato la relazione tra spettatore e scena e la potenza di Annalisa Limardi in “NO” ha ricordato l’importanza di far valere la propria voce.

Accanto a loro, le voci dei musicisti hanno amplificato il senso di comunità: dalle sonorità urbane di DonGocò, al jazz del Claudio Francica Trio, fino alla reinterpretazione della tradizione calabrese firmata da Federica Greco e Paolo Presta.

«È stata un’edizione che ha raccolto, ma soprattutto ha costruito un mosaico di esperienze dove la cura si è manifestata come pratica concreta: nel lavoro quotidiano al fianco delle persone fragili, nel corpo che resiste e si trasforma, nelle comunità che si incontrano, nelle voci che raccontano i margini – affermano i direttori artistici Maria Grazia Teramo e Francesco Carchidi -. La risposta del pubblico, attento e partecipe, ci ha confermato che la strada intrapresa è quella giusta. La scelta di privilegiare linguaggi universali come la danza e la musica ha permesso anche ai tanti turisti stranieri presenti a Tropea di avvicinarsi al festival, scoprendo una città che non offre solo bellezza paesaggistica, ma anche una dimensione culturale viva e dinamica». (rvv)

TROPEA – La mostra Visio Mentis

Da domani al 9 agosto  Al Museo Civico Diocesano di Tropea si potrà visitare Visio Mentis, la mostra collettiva internazionale di fotografia che esplora le infinite sfumature della mente umana attraverso lo sguardo dell’arte visiva.

Il percorso espositivo accoglie le opere di artisti contemporanei provenienti da diversi Paesi, uniti dal desiderio di indagare – con approcci stilistici unici – i temi della percezione, identità, memoria e trasformazione interiore. Visioni, simboli e metafore si intrecciano in un viaggio introspettivo che stimola riflessione e consapevolezza.

L’iniziativa fa parte del cartellone culturale estivo della città ed è aperta a tutti, cittadini e turisti, con ingresso gratuito per l’intera durata della mostra. (rvv)