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A Zambrone il Museo all’aperto che ripensa la “Calabria al femminile”

C’è un progetto, o meglio un Museo a cielo aperto che vuole “nascere” a Zambrone, ed è chiamato Calabria al femminile.

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Piazza 8 Marzo a Zambrone

Il Museo, che si dovrebbe posizionare a Piazza 8 Marzo, una piazza dedicata alle donne, realizzata nel 1988, dalla Giunta presieduta dal compianto sindaco Salvatore L’Andolina, sarà il primo realizzato nella città.

Per la realizzazione di tale progetto è stata proposta già istanza di partecipazione al bando regionale sulla “Valorizzazione del sistema dei beni culturali e ambientali” (annualità 2019. Azione 1. Tipologia 1.3: “Eventi non storicizzati”) con delibera di giunta municipale 146/2019. Con quest’ultima delibera è stata nominata la commissione giudicatrice composta da Anna Collia, Giuseppe Lonetti (presidente), Maria Teresa Marzano, Ulderico Nisticò, Letizia Paonessa.

«Numerose – si legge in un comunicato della Giunta Comunale – sono le pubblicazioni, opere, eventi che riguardano i calabresi illustri, e ce ne sono parecchi in ogni campo, dalla filosofia alla matematica, alla storia alla scienza e via così».

«Meno conosciuto – prosegue il comunicato – è l’apporto che le donne della Calabria hanno dato non solo alla nostra regione, ma alla storia e al progresso dell’intera nazionale. Il Comune di Zambrone intende colmare questa lacuna, che rappresenta anche un debito di riconoscenza nei confronti di un universo meno considerato dalla narrazione ufficiale, ma che, nel silenzio delle retrovie, nella maggior parte dei casi, o anche in prima linea quando si è data la possibilità, ha dato il suo fondamentale contributo, anche se poco considerato».

«Il progetto Calabria al femminile – prosegue il comunicato – intende, perciò, mettere al centro le figure di 12 donne calabresi, reali e non solo, che attraversano l’intera storia della regione, dalla Magna Grecia a oggi, avendo dato lustro ai diversi campi del sapere, della politica, della vita in generale».

«Ripensare la Calabria al Femminile – prosegue il comunicato – vuol dire riproporre una immagine nuova, innovativa, più gentile, seppure tenace, decisa, combattiva, ma anche più delicata della nostra regione. L’installazione delle opere d’arte in un museo all’aperto è destinata a produrre attrattiva turistica e questo tipo di immagine».

«Da dove nasce l’idea di creare quest’opera? – ha dichiarato il sindaco di Zambrone, Corrado Antonio L’Andolina – In parte, le ragioni vanno ravvisate nella premessa che precede. Il fil rouge è rappresentato dall’opportunità (per certi versi una necessità) di dare compiutezza a un progetto che viene da lontano (sin dagli anni Ottanta) e che punta con decisione alla valorizzazione dell’elemento identitario forgiato intorno alle donne: “L’altra metà del cielo”».

«Un progetto culturale – ha proseguito il sindaco L’Andolina – di ampio respiro che, in una cornice esteticamente appropriata, propone un’iniziativa unica nel panorama regionale. Tale realizzazione si rivolge innanzitutto alla popolazione locale, che deve essere il primo attore del progetto, non in qualità di spettatore dell’evento, ma di soggetto che recupera a sé un importante patrimonio storico-culturale. Dopodiché esso è rivolto sia al turismo culturale, al turismo scolastico, ma in ultima analisi a tutte le fasce dei visitatori che ogni anno giungono a Zambrone da ogni parte d’Europa. Parlare di Calabria al femminile introduce un elemento nuovo che non va né a contrapporsi né ad aggiungersi ai più consolidati marcatori identitari, semmai li rielabora sotto una luce nuova, quella di una parte poco presente nella narrazione complessiva di questo territorio».

«Ognuna delle donne celebrate – ha concluso il sindaco L’Andolina – rappresenta storie e valori non divisivi, nei quali è possibile riconoscersi e suscitare un sentimento di coesione e condivisione. La loro presenza fisica, in quello che di fatto diventa un nuovo attrattore culturale, il museo (delle donne calabresi) all’aperto, continuerà a produrre i suoi effetti in modo duraturo, ben oltre la conclusione del progetto, inducendo ogni volta a riflessione, ammirazione, benevolenza».

Le figure prescelte sono la Contadina Zambronese – lavoro, orgoglio, dignità e identità, Nosside, poetessa del IV sec. a.C., Giuditta di Evreux, la contessa combattiva del XI secolo, Enrichetta Ruffo, una nobildonna fra avventura, guerre e amore del XV secolo, Diana Recco, vindice del territorio oppresso del XVI secoloCarmela Borelli, la maternità eroica – XX secolo, Giuditta Levato, sindacalista e martire del lavoro del XX secolo, Virginia Cundari, sindaco e maestra, Natuzza Evolo, mistica del XX secolo, Gianna Maria Canale, la bellezza – XX secolo, Mia Martini, l’artista del XX secolo, Donna, fra presente e futuro (L’altra metà del cielo). (rvv)