L’OPINIONE / Daniela Palaia: Si legga e si rifletta sul documento della Cec sull’autonomia

di DANIELA PALAIA – Sento di dover esprimere pubblicamente una forte e sincera gratitudine alla Conferenza Episcopale Calabra che, nel documento condiviso nella Domenica delle Palme, ha nettamente criticato il progetto di autonomia differenziata, il cui esame è in piena fase di accelerazione con l’approvazione avvenuta al Senato del disegno di legge Calderoli.

Lo ha fatto stigmatizzando la contrarietà di quel progetto ai valori della Costituzione e invitando tutte le comunità diocesane e tutti i territori all’organizzazione di occasioni di approfondimento e di pubblica discussione sul tema per promuovere adeguate forme di mobilitazione democratica, legando solidarietà e giustizia.

La mia profonda gratitudine ai vescovi calabresi deriva non soltanto dalla specifica opposizione alla prospettiva della “secessione dei ricchi”, come la Conferenza Episcopale Calabra definisce l’autonomia differenziata riprendendo la felice espressione coniata dal professor Gianfranco Viesti, ma dalla più ampia riflessione che i vescovi svolgono intorno alla questione meridionale nella prospettiva di un regionalismo cooperativo e solidale. Questa è esattamente la mia visione: territori che si riconoscono e si sostengono adempiendo i doveri inderogabili di solidarietà richiesti dall’articolo 2 della Costituzione, al fine di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, come previsto dall’articolo 3.

La riflessione viene espressa richiamando un pensiero che la Cei ha sviluppato fin dal secondo dopoguerra e che trova oggi una definizione puntuale nella conclusione del documento dei vescovi calabresi che riporto testualmente: «non possiamo restare indifferenti. Bisogna trovare vie perché si maturi la consapevolezza che il Paese avrà un futuro solo se tutti insieme sapremo tessere e ritessere intenzionalmente legami di solidarietà, a tutti i livelli»

Forse coloro che non perdono occasione per autodefinirsi portatori e sostenitori dei valori cristiani farebbero bene a leggere e meditare la riflessione contenuta nel documento episcopale, trovando la forza e il coraggio, anche all’interno delle proprie formazioni politiche, per opporsi senza riserve a un disegno fortemente dannoso per le popolazioni e i territori meridionali che pur rappresentano, magari da presidenti di regione e vicesegretari nazionali di partito. (dp)

[Daniela Palaia è consigliera comunale di Catanzaro]

Copagri Calabria: Concludere iter ministeriale per riconoscimento Igp a Bergamotto di Reggio Calabria

Copagri Calabria ha ribadito l’importanza di «concludere l’iter che ha visto l’approvazione ministeriale del Disciplinare di produzione, tramite la dovuta convocazione della Riunione di pubblico accertamento» e, proprio per questo, assieme  ad altre sigle sindacali, Copagri Calabria ha già scritto agli uffici preposti del Masaf e al ministro Lollobrigida.

«Perdere o procrastinare un obiettivo tanto atteso e ormai raggiunto, ovvero l’IGP per il Bergamotto di Reggio Calabria che è la certificazione di qualità più opportuna per un agrume, appare oggi paradossale oltre che costituire un vero e proprio danno nei confronti dei bergamotticoltori», ha ribadito il presidente, Francesco Macrì.

«Soprattutto perché  – ha concluso – ad un percorso già concluso con relazioni tecniche e scientifiche, attestate da una documentazione impeccabile, si contrappone la richiesta del dop carente in moltissime parti e con pericolose prescrizioni»

La Confederazione, poi, in merito agli articoli di stampa pubblicati negli ultimi periodi inerenti al percorso di valorizzazione del Bergamotto di Reggio Calabria e alla querelle inerente all’ottenimento dell’Igp e alla presentazione della Dop, si tiene a rettificare che Copagri Calabria e Copagri provinciale sono a favore dell’Igp e sostengono tale percorso così come dichiarato ufficialmente  il 28 febbraio unitamente ad altra associazione sulle quattro associazioni datoriali presenti alla riunione indetta dal presidente Occhiuto presso la Cittadella regionale». (rcz)

A Reggio “Memoria e Impegno” nel segno di Lilia Gaeta

Una memoria e un impegno continuo nella lotta contro il cancro, nel segno del magistrato Lilia Gaeta. Un’azione incessante portata avanti dalla Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli, i cui risultati sono stati esposti proprio nel corso della seconda edizione del Premio Lilia Gaeta, svoltosi nella Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria in occasione della Giornata Mondiale contro il cancro infantile.

Un evento fortemente voluto dalla Garante, per non ricordare chi non c’è più, dal forte valore «scientifica, istituzionale ed educativa, come testimoniano la presenza di tante scuole», come dichiarato dal comandante della Scuola, colonnello Vittorio Carrara, nei saluti iniziali.

Rocco Bellantone, nel suo intervento in collegamento video, si è detto onorato di partecipare all’evento.

«È indubbio che dobbiamo ancora fare tanto nella lotta contro il cancro», ha esordito Bellantone.

Tantissime vittorie contro il cancro, ma la guerra continua, ha sottolineato Bellantone, ricordando l’impegno continuo e costante dell’Istituto Superiore di Sanità nella lotta contro i

«Al Gemelli abbiamo affrontato tantissime problematiche di tanti cittadini calabresi» ha detto Bellantone, auspicando che in futuro non ci siano più viaggi della speranza per curarsi, sottolineando la necessità che bisogna di colmare questo gravissimo gap.

«Le regioni del Meridione devono essere messe in condizione di  poter fornire ai loro cittadini tutto ciò che la ricerca e la clinica oncologica scopre ogni giorno».

Per Bellantone, tuttavia, serve un impegno corale per sanare questo gap sanitario in cui in c’è un divario non solo a livello di strutture, ma anche a livello di prevenzione ed “età” degli strumenti.

Il presidente dell’Ordine dei Medici, Pasquale Veneziano, ha ringraziato Stanganelli per aver organizzato una giornata in cui si parla di cancro «e per averla intitolata a Lilia Gaeta», che è stata un esempio «per il suo modo di combattere questa malattia. E penso che gli esempi siano importanti per sensibilizzare l’opinione pubblica».

Veneziano, poi, ha sottolineato come la Calabria sia «indietro», perché è tra le ultime regioni che fanno prevenzione e della necessità di sollecitare i concittadini a fare prevenzione.

Il Prefetto di Reggio, Clara Vaccaro, nei suoi saluti, ha evidenziato quanto sia importante la memoria «ci consente di tenere viva l’impegno che le persone hanno profuso nella loro vita. Dobbiamo essere tutti impegnati a garantire a ciascuno di noi di garantire di usufruire di tutti i nostri diritti, e quello alla salute è un diritto fondamentale».

L’appello del Prefetto è quello di non essere indifferenti e lottare e di fare uno sforzo corale per poter vivere al meglio quel diritto fondamentale quale è la sanità.

La vicepresidente della Regione, Giusi Princi, ha portato i saluti del presidente della Regione, Roberto Occhiuto e del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso. La vice, rivolgendosi ai ragazzi, li ha esortati a prendere da esempio «dal grande patrimonio di valori» di Lilia Gaeta, auspicando che «possiate fare nella quotidianità tesoro».

Princi, poi, ha parlato del divario tra Nord e Sud in termini di prevenzione, «ma queste giornate sono anche occasioni di andare a garantire una informazione che deve essere costante».

«È importante coinvolgere gli studenti affinché siano parte attiva e determinante» nella prevenzione, detto Princi.

Sono poi intervenute Olga Tarzia, presidente della Corte d’Appello di Reggio, Maria Grazia Arena, presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Lucia Di Furia, direttore dell’Asp di Reggio, Giovanni Bombardieri, Procuratore del Tribunale di Reggio Calabria, e tantissime altre personalità che hanno offerto spunti di riflessione su un tema delicato quale è l’oncologia pediatrica, oltre che la situazione sanitaria nella nostra regione.

Riflessioni che sono state arricchite dagli intermezzi musicali dell’Orchestra Giovanile di Laureana di Borello, diretta dal Maestro Maurizio Managò, del  Maestro tenore Aldo Iacopino e dall’Ente nazionale Sordi – Sede di Reggio Calabria. (rrc)

REGGIO – Gli appuntamenti di febbraio dell’Associazione Incontriamoci Sempre

Sono numerosi gli appuntamenti che l’Associazione Incontriamoci Sempre, guidata da Pino Strati, ha organizzato per il mese di febbraio. Si parte domenica 11, alle 18, alla Stazione di Santa Caterina, con la presentazione dei libri Il Sindaco mancato di Pat PorpigliaL’isola di Santo Janni di Giovanni Iannini. Conduce l’evento Francesco Miroddi.

«Un bel programma culturale da offrire alla città e alla Calabria – ha spiegato Strati – partendo dal grande successo della scorsa domenica con un evento dedicato al ricordo di Tony Bennett, star mondiale della musica dalle origini Reggine, che ha fatto registrare il sold out alla stazione di S.Caterina, grazie al duo D’Ascola-Mauro».

«Anche il mese di marzo – ha aggiunto Strati – sarà intenso e ricco di iniziative. Dove c’è Cultura c’è Vita: questo è il messaggio che Incontriamoci Sempre lancia da una piccola stazione ferroviaria, che è divenuta tra le roccaforti culturali più importanti d’Italia».

Gli altri appuntamenti di febbraio

Sabato 17 febbraio alle 20.30, alla Bottiglieria 2010 Pellarese, a Pellaro, una sensazionale serata all’insegna della cultura, della gastronomia e della degustazione dei vini di Palizzi e del territorio con gli archeologi Daniele Castrizio e Riccardo Consoli, che relazioneranno sulle scoperte archeologiche in Aspromonte.

Domenica 18, alle 17, allo Sporting Stelle del Sud, in Contrada Armacà, è in programma Un tè con lo scrittore con Pino Aprile e il suo ultimo libro La brigante bambina. Introduce Marco Mauro. Conversa con l’autore il dott. Pietro Arciello.

Domenica 25 febbraio, alle 18, alla Stazione di Santa Caterina, La leggenda del Mare, il format di Bruna Filippone che vedrà la partecipazione di tantissimi ospiti, con cui discuterà di ambiente, arte, letteratura e cultura. (rrc)

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Si parla di libertà di stampa e poi manca la pluralità di notizie

di GIACOMO SACCOMANNONon è polemica, ma solo una presa d’atto. Quando si parla di problemi seri e di interventi precisi qualche testata fa finta di non vedere. Con l’evidente conseguenza che viene ad essere violata la corretta informazione. Certamente, ognuno pubblica quello che ritiene più conveniente, ma questa non è, sicuramente, consona a quella libertà di stampa che dovrebbe consentire una partecipazione collettiva. Sulla autonomia differenziata pochi hanno letto il testo di legge approvato al Senato e che, ancora, deve fare un percorso molto lungo. Ma, a sparare nel mucchio fa sempre clamore!

Lo schiamazzo mediatico, però, non è una corretta informazione e tende a depistare la verità. Il Sud e l’Italia intera hanno necessità di migliorare e di utilizzare al massimo le poche risorse esistenti per cercare di eliminare quel divario sussistente tra il Nord ed il Sud. La cosiddetta “Questione meridionale” che non è stata mai correttamente affrontata e risolta, pur essendo decorsi decenni che hanno solo peggiorato la situazione.

Il Sud e la Calabria, in particolare, sono agli ultimi posti in tutte le classifiche attuali. Senza aggiungere la incapacità di utilizzare adeguatamente i fondi comunitari e la continua restituzione degli stessi. Circostanze queste innegabili e che dimostrano di come il Sud e la Calabria siano state gestite malamente e che questo andazzo non è stato mai corretto: tante dichiarazioni di intenti, ma nessuna misura reale ed incisiva.

Si è già detto, ma si deve ribadire per amore di verità: «Nel 2001 la sinistra decide di approvare una riforma per applicare il dettato costituzionale e dopo oltre 20 anni il Parlamento approva al Senato il disegno di legge presentato dal Governo (A.S. 615), che costituisce l’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, in tema di c.d. regionalismo differenziato. Da tempo, infatti, si è ritenuto (e questo Governo ha confermato questa posizione fin dal suo insediamento) che la disposizione costituzionale abbia bisogno di una attuazione da parte di una fonte legislativa. E, comunque, il testo originario di legge è stato ampiamente modificato dal Senato, che ha recepito numerosi emendamenti anche delle opposizioni».

«E, invero, l’obiettivo principale del disegno di legge è la definizione della procedura che porta all’adozione della legge rinforzata di approvazione dell’intesa fra Stato e Regione interessata concernente ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Il disegno di legge, poi, detta norme per il trasferimento delle funzioni (art. 4), per l’attribuzione di risorse finanziarie, umane e strumentali (art. 5), per l’attribuzione di funzioni agli enti locali (art. 6), per la durata nel tempo delle intese (art. 7) e per il monitoraggio (art. 8). Infine, il disegno di legge persegue finalità più ampie, di attuazione complessiva del Titolo V della Costituzione, a riprova del fatto che l’art. 116, terzo comma, Costituzione è, in realtà, il “motore” per il completamento di alcuni istituti costituzionali di primaria importanza. È di indispensabile importanza, al contrario di quello che viene affermato dalla sinistra e, dispiace, anche dalla Chiesa, l’articolo 2, che attribuisce al Governo una delega legislativa, da esercitarsi entro ventiquattro mesi, per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (Lep) nelle materie interessate dall’autonomia differenziata».

«Finalmente, dopo oltre 22 anni, si potrà iniziare un percorso serio e concreto per cercare di eliminare il divario esistente, con individuazione delle risorse necessarie. Il problema sarà avere degli amministratori capaci, poi, di utilizzare le risorse e mettere in atto quel piano straordinario per colmare l’attuale deficit esistente. E qui che si misurerà la capacità della Calabria e del Sud di riuscire, finalmente, ad essere concreti e adeguati. La Lega è pronta a confrontarsi con tutti per dimostrare la bontà dell’iniziato percorso, purché gli interlocutori studino e possano, con un dialogo corretto, apportare anche miglioramenti al disegno di legge. Il resto è solo una “menzogna” gridata per interessi partitici e non, invece, per la crescita economica e sociale del Mezzogiorno».

Ebbene, pochi conoscono il testo di legge e, comunque, non si può accettare che il presidente dell’Anci Calabria, possa affermare una posizione negativa senza aver affrontato seriamente il problema. Comprendiamo che la maggioranza dei sindaci, per ignoranza o tendenziosità, contrasta l’autonomia differenziata, ma questo non può accettarsi da chi è stata eletta nel Cd. Ci dispiace che la Succurro non si renda conto di quello che ha detto e della evidente poca conoscenza della materia. Come già ribadito la Lega è disponibile a qualsiasi confronto serio per far comprendere di cosa si sta parlando. E la Succurro sa come incontraci per un confronto serio e sereno nell’interesse esclusivo della comunità calabrese e del Sud. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

Nuovo Ospedale di CZ, Mancuso incontra il commissario della Dulbecco e i dirigenti tecnici

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha incontrato il commissario straordinario della Dulbecco, Simona Carbone, e i dirigenti tecnici dell’azienda Ospedaliero-Universitaria e della Regione per fare il punto sullo stato delle procedure per la realizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro.

Alla riunione, avvenuta ieri in Cittadella, hanno partecipato oltre al commissario straordinario dell’Azienda ospedaliero-universitaria ‘Dulbecco’ Simona Carbone, il dirigente della struttura Gestione tecnico-patrimoniale della ‘Dulbecco’ Carlo Nisticò e il dirigente dell’UOA ‘Investimenti sanitari- Edilizia Sanitaria e Investimenti tecnologici’ Pasquale Gidaro.

Si è appreso del parere favorevole, espresso dal Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del Ministero della Salute con cui, di fatto, si dà il via libera all’Accordo di Programma dei fondi ex art. 20 della legge n. 67/88 che prevede 170 milioni per il nuovo Ospedale di Catanzaro, 40 milioni per la riqualificazione del presidio Pugliese e 25 milioni per l’adeguamento del Policlinico. Questi ultimi fondi saranno destinati (con un accordo separato) per la costruzione del pronto soccorso a Germaneto, come sancito dal protocollo d’intesa Regione-UMG. Circa il nuovo Ospedale, oltre ai 170 milioni, esiste un parallelo finanziamento dell’Inail pari a 86,8 milioni. Dunque, le somme complessivamente disponibili sono circa 260 milioni di euro.

Nella riunione è emersa la necessità che l’Azienda definisca il quadro sanitario futuro, tenendo conto della dotazione di 850 posti letto e della necessità di armonizzare i diversi interventi. Il documento sarà la base per l’elaborazione dello studio di fattibilità del nuovo Ospedale di Catanzaro. Il commissario straordinario Simona Carbone ha dato disponibilità a elaborare l’atto in circa 15 giorni.

«Non appena l’Aou ‘Dulbecco’ fornirà il documento – ha spiegato – sarà convocato un tavolo – in cui saranno rappresentati Università Magna Graecia e Comune di Catanzaro – per discutere la localizzazione del nuovo Ospedale. Dopo aver raggiunto il traguardo storico dell’integrazione fra Pugliese-Ciaccio e Mater Domini, sono state sbloccate queste importanti risorse per costruire nel capoluogo presidi ospedalieri moderni ed efficienti. Occorre procedere spediti verso l’obiettivo di fare di Catanzaro la ‘Città della Buona Salute e della Ricerca Scientifica’». (rcz)