REGGIO – “Lettura scenica in armonia con la musica” con Gigi Miseferi

Venerdì 28 maggio, a Reggio, alle 18, nell’Aula Magna del Conservatorio di Musica “Francesco Cilea”, è in programma Lettura Scenica in armonia con la Musica – Viaggio intorno al mondo tra Poesia e Musica” (Omaggio nel ricordo di Giacomo Battaglia 1965-2019 con Gigi Miseferi e Sergio Puzzanghera.

L’evento rientra nell’ambito della 30esima edizione della stagione concertistica del Conservatorio.

«In questo viaggio immaginario – ha spiegato Miseferi – avrò il piacere, attraverso la Voce, di sollevare le parole fatte meravigliosamente adagiare su straordinarie opere da grandi Poeti e Scrittori, quali Dante, Shakespeare, O. Wilde, E. Hemingway, J. Borges, J. Prevert, C. Kavafis, E. Puzzanghera, L. Repaci. Inoltre, accompagnato al Pianoforte dal Maestro Sergio Puzzanghera, canterò “Acquarello”, “Fly me to the moon”, “Imagine”, “La vie En rose”, “Nel blu dipinto di blu”. Il nostro “Viaggio” sarà in diretta streaming, a cura di “ReggioTV». (rrc)

Commissione regionale Pari Opportunità: la doppia preferenza norma indispensabile

Cinzia Nava e Monica Falcomatà, presidente e vicepresidente della Commissione regionale per l’uguaglianza dei diritti e le pari opportunità fra uomo e donna, hanno ribadito «che i tempi sono maturi sul piano normativo e culturale affinché il meccanismo volto a garantire l’equilibrio di genere nei Consigli regionali venga ben presto declinato in un testo normativo».

«Fin dal suo insediamento – hanno sottolineato – la Commissione ha ritagliato uno spazio prioritario di intervento per promuovere iniziative che andassero nella direzione di sollecitare la riduzione del gap sulla partecipazione attiva delle donne alla vita politica calabrese valorizzandone il loro ruolo anche nelle istituzioni, in particolare attraverso l’introduzione della doppia preferenza di genere, vera punta di diamante della democrazia paritaria».

«L’occasione offerta – hanno proseguito Cinzia Nava e Monica Falcomatà – dal recente invito del Governo rivolto alle sei Regioni inadempienti ad adeguarsi alla legge n. 20 del 2016 sulla promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive, nonché la scelta annunciata dalla Liguria di andare al voto con la doppia preferenza e ancora la posizione espressa dalla Regione Puglia che deciderà a breve l’adeguamento sono tutti elementi funzionali a ribadire che i tempi sono maturi sul piano normativo e culturale affinché il meccanismo volto a garantire l’equilibrio di genere nei Consigli regionali venga ben presto declinato in un testo normativo».

«La Commissione – hanno specificato Nava e Falcomatà – vuole continuare a portare avanti con determinazione questa battaglia per la Calabria, rivolgendo un appello alla sensibilità politica e istituzionale dei presidenti di Giunta e Consiglio affinché anche la nostra Regione non rimanga tra le ultime a dotarsi di questo strumento normativo indispensabile per garantire la qualità della democrazia e della rappresentanza. Ribadisce, inoltre, la propria disponibilità, nel solco di quanto già fatto, ad offrire il proprio impegno concreto nell’ambito dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali per assicurare azioni di supporto e di sensibilizzazione nei vari passaggi che porteranno, come si auspica, all’allineamento anche della nostra Regione alla doppia preferenza di genere». (rrm)

 

CATANZARO – Battiston fa Churchill al Politeama

Appuntamento giovedì 7 febbraio al Teatro Politeama di Catanzaro con Giuseppe Battiston che porta in palcoscenico Winston vs Churchill, con Maria Roveran e la regia di Paolo Rota. Lo spettacolo è tratto dal lavoro di Carlo Giuseppe Gabardini Churchill, il vizio della democrazia. Scende di Nicolas Bovey, costumi di Ursula Patzak, luci di Andrea Violato. Suono e musica di Angelo Longo.

SI legge nelle note della produzione: «È possibile che un uomo da solo riesca a cambiare il mondo? Un uomo fatto come gli altri, con un corpo uguale agli altri, le cui giornate sono costituite da un numero di ore che è lo stesso di quelle degli altri. Cosa lo rende capace di cambiare il corso della storia, di intervenire sul fluire degli eventi modificandoli? Cosa gli permette di non impantanarsi nella poderosa macchina del potere e della politica, di non soccombere agli ingranaggi? La capacità di leggere la realtà? Il contesto? Il coraggio? La forza intellettuale?
«Queste domande ci guidano nell’interesse per un uomo sicuramente non qualunque, un uomo, un politico che è un’icona, quasi una maschera: Winston Churchill per certi versi è il Novecento, è l’Europa, forse è colui che, grazie alle sue scelte politiche, ha salvato l’umanità dall’autodistruzione durante il bellicoso trentennio che va dal 1915 al 1945. Churchill incarna il primato della politica e umanamente è un eccesso in tutto: tracanna whisky, urla, sbraita, si lamenta, ma senza mai arrendersi, fuma sigari senza sosta, tossisce, detta ad alta voce bevendo champagne, si ammala, comanda ma ascolta, è risoluto ma ammira chi è in grado di cambiare idea, spesso lavora sdraiato nel letto, conosce il mondo ma anche i problemi dei singoli, ha atteggiamenti e espressioni tranchant, e battute che sembrano tweets:

“Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre”

«Giuseppe Battiston incontra la figura di Churchill, la porta in scena, la reinventa, indaga il mistero dell’uomo attraverso la magia del teatro, senza mai perdere il potente senso dell’ironia

“Meglio fare le notizie che riceverle, meglio essere un attore che un critico”

«Di tutto questo parla il testo di Carlo G. Gabardini, che mostra Churchill in un presente onirico in cui l’intera sua esistenza è compresente e finisce per parlare a noi e di noi oggi con una precisione disarmante». (rs)

Buon 2019, col sogno di una Calabria che pensa ai giovani

di Santo Strati

1° gennaio 2019 – L’anno che inizia si apre con una sola certezza per la Calabria: gli aeroporti di Reggio e Crotone non chiudono, anzi viene rilanciato il loro ruolo determinante nelle prospettive dello sviluppo possibile. Per il resto, non avendo a disposizione sfere di cristallo divinatorie, si possono solo formulare auspici e speranze, peccando di inguaribile ottimismo.

È un momento difficile per tutto il Paese e andrà ancora peggio quando si scoprirà che le tante promesse del Governo (che, come al solito, al Sud riserva un’attenzione al di sotto del minimo) non potranno essere mantenute in alcun modo: la recessione è una conseguenza logica di una politica che ha mostrato di non avere la benché minima idea di crescita e sviluppo, ma si è impegnata a prendere per i fondelli gli elettori con la pratica (quotidiana) degli annunci che si autoannullano giorno dopo giorno (se non il giorno stesso).

Soffrirà il Paese, ma ancor di più la Calabria che però – secondo il rapporto Svimez – è l’unica delle regioni meridionali a mostrare timidi segni di crescita. Parliamoci chiaro: esistono le condizioni, le risorse umane e intellettuali e la capacità di rimuovere l’immobilismo che la politica regionale delle ultime legislature ha mostrato di privilegiare. La Calabria ha grandi ricchezze sottoutilizzate e, addirittura, trascurate dalla miopia di chi governa e, soprattutto, ha una grandissima massa di giovani, laureati, laureandi, ricercatori, che aspettano un segnale. Nessun giovane vuole il reddito di cittadinanza (o l’elemosina che avrebbe questo nome) ma pretende, sottolineo pretende, che siano offerte opportunità di occupazione, lavoro, crescita. La formazione in Calabria dà grandi risultati, ma ad essa non segue alcuna capacità di assorbimento e utilizzazione dei talenti formati: le nostre migliori risorse ci vengono “sottratte” da città e Paesi che hanno l’occhio lungo sulle capacità e le competenze che maturano nei centro di eccellenza del Mezzogiorno (che sono pure tanti). E allora? 

La Calabria fino ad oggi ha rubato il futuro a tanti giovani che sono andati via e non ha capito che il vero motore della ripartenza e della crescita è nelle mani delle nuove generazioni che cercano opportunità e offrono in cambio competenza, capacità e grande passione.

Ci ripetiamo, lo so, ma non ci stancheremo di insistere sull’incapacità di progettare non lavori “finti” o a termine, ma vere opportunità di lavoro. In Calabria non ci sono giovani disoccupati, ci sono giovani che non hanno mai lavorato, ovvero cui non è mai stata offerta una pur minima occasione di mostrare il talento che è unicamente frutto di studio, sacrificio e determinazione. Tre elementi che hanno sempre contraddistinto i tantissimi giovani andati via e che oggi rappresentano, in ogni parte del mondo, una crema di eccellenze di cui la Calabria può andare fiera ma di cui si dovrebbe vergognare per averle perse.

Serve un progetto di sviluppo reale, non da libro dei sogni: ci sono imprenditori “illuminati” (basta citare Antonino De Masi che vuole formare e creare giovani laureati in campo tecnologico), ci sono aziende importanti che hanno bisogno di specialisti, esistono centri di eccellenza che possono sfornare centinaia di ricercatori di altissimo livello le cui competenze sarebbero fondamentali per lo sviluppo della regione. Ma queste realtà si scontrano con una burocrazia assurda e devastatrice, con la colpevole miopia degli istituti bancari che raccolgono denaro ma non ne danno se non a condizioni impossibili, con insormontabili muri di difficoltà deprimenti, in grado di smontare in un attimo qualsiasi progetto imprenditoriale proposto da giovani.

Il povero Antonio Megalizzi, ucciso dall’odio islamico a Strasburgo, per fare il giornalista è dovuto andare in Europa: in Italia nessuno gli avrebbe offerto la minima opportunità. E lui rappresenta, in pieno, il vero modello della condizione di precarietà dei nostri giovani calabresi: due lauree, generazione Erasmus, grande capacità e passione totale, ma zero opportunità di lavoro né in Calabria, né tantomeno in Italia. Quanti sono i giovani che sognano di fare i giornalisti in Calabria? Opportunità zero. Quanti sono gli ingegneri, gli architetti, gli scienziati, i medici laureati in Calabria che si sono visti offrire – probabilmente in nero – lavori inadeguati alla propria preparazione? È questo il punto: con tutto il rispetto per chi lavora in un negozio, in un’azienda o frigge patatine al McDonald’s, ai nostri giovani laureati non si offre alcuna possibilità di mostrare talento e capacità, con un lavoro che favorisca la specializzazione e premi l’impegno. 

I nostri politici non hanno alcuna scusante. L’indignazione cresce e poi si traduce in un non-voto: bene, ci sono due appuntamenti elettorali in questo 2019, i calabresi – quelli che amano questa terra, quelli che ci credono e vogliono guardare al futuro dei propri figli a lavorare, creare famiglia, e vivere una vita di qualità – non restino a casa, ma esprimano col voto la propria rabbia. Non cedendo ai facili populismi ma valutando idee e progetti. Anche in politica ci sono giovani capaci e di talento, che non hanno avuto l’opportunità di mostrare di cosa sono in grado di proporre. Svegliati Calabria. E buon 2019 a tutti. (s)

Buon Natale a chi è tornato, a chi rimane, a chi ripartirà

di Santo Strati

Il Natale, nelle regioni meridionali, ma soprattutto in Calabria, è la festa del ritorno: è l’occasione (o il pretesto) per tornare alla casa delle origini, per ritrovare genitori, parenti, familiari. È, però, un ritorno a tempo determinato: passate le feste, salutati parenti e amici, si torna nella “propria” città che non sta in Calabria. Portando giusto qualche prelibatezza fatta in casa (le tipicità e le squisitezze alimentari della regione, grazie al cielo, si trovano ormai dappertutto) e un piccolo magone nel pensare che, forse, sarebbe bello, magnifico, poter lavorare per la terra che li ha visti nascere.

È un nostos diverso da quello che si realizza d’estate, per le vacanze. Si sceglie il mare, la collina, la montagna n Calabria e – se si può – si dedica qualche giorno a far visita a parenti e amici. A Natale no: la festa della famiglia accentua il senso di appartenenza, quella calabresità che rappresenta l’innato desiderio di ricongiungersi alla propria terra – madre ingrata – e fa avvertire un sentimento ineguagliabile di malinconia. I calabresi, al contrario di tanti altri “emigrati” portano la Calabria nel cuore, anche quando diventano importanti, ricchi e famosi e non solo quando l’esistenza continua tra mille difficoltà: sta nel loro, nel nostro, dna che in tanti ci invidiano. Non a caso, ovunque si vada c’è sempre un calabrese, molto spesso in posti chiave che ha saputo conquistare con fatica, lavoro e passione. Perché per i calabresi la sfida è doppia: quanta diffidenza da superare, quante mortificazioni e rinunce, prima di farsi apprezzare. È il riscatto di chi crede nel lavoro, nell’onestà, nell’impegno personale, e deve lottare contro i pregiudizi e le facili etichette di mafiosità. C’è la ‘ndrangheta e sono in tantissimi a combatterla: quello calabrese è un popolo fiero, che non ama la sopraffazione e la violenza, ma non sempre ha trovato uno Stato presente nella sua lotta quotidiana al malaffare e alle consorterie di mafia.

La Calabria ha una lunga storia di emigrazione, ma non ci sono più le valigie di cartone né i bastimenti di inizio secolo, quando le Americhe (o i Paesi d’Europa) erano l’unico sbocco possibile per un futuro migliore. Oggi, però, l’emigrazione calabrese è soprattutto intellettuale: migliaia di giovani, risorse essenziali per una regione che vuole crescere, vanno altrove per vedersi riconosciute capacità e competenze. Le statistiche dicono che solo negli ultimi cinque anni se ne sono andati oltre 180mila (oltre la metà laureati): giovani cui è stato negato il futuro nella propria terra, cui non è stata offerta la pur minima opportunità di occupazione e lavoro, anche in presenza di competenze e capacità.

È questa la colpa maggiore di chi ha governato la Calabria, sin dalla nascita delle Regioni: non aver programmato (né tanto meno pianificato) il futuro delle giovani generazioni. Sono nate le Università, a Cosenza, a Reggio, a Catanzaro, sono venuti fuori centri di eccellenza per la ricerca e la formazione, ma i nostri giovani con le loro capacità vanno ad arricchire altre città, altre regioni, altri Paesi. Per questo sono emerse tante eccellenze tra i calabresi emigrati nel mondo negli ultimi 50 anni. Primeggiano, i calabresi, nelle istituzioni, nella scienza, nelle professioni. La Calabria è una fabbrica di eccellenze, peccato che poi le regali agli altri.

In tutti i campi, soprattutto in quello scientifico il giovane calabrese deve preparare la valigia (spesso spalleggiato da genitori con la lacrima nascosta) ma non per Erasmus o una (giusta) esperienza all’estero bensì per trovare una nuova casa, formare una famiglia, mettere a frutto le proprie competenze, lontano da casa. Ecco perché poi tornano a Natale, per un abbraccio fugace alla terra che li ha respinti, per una carezza di mamma o papà che – credeteci – manca, anche quando la vita diventa un’altra, nel caso di una metropoli, in una piccola città o in futuribili centri tecnologici di altissimo livello.

Così, questo Buon Natale può suonare come mezza beffa: il nostos finisce troppo presto. Non dura. Buon Natale, dunque, a chi è tornato e ripartirà, ma soprattutto a chi rimane pensando ostinatamente a un sogno di lavoro, crescita e sviluppo. Irrealizzabile? No, questa terra può cambiare. Cambiamo gli uomini, cambiamo le teste – se occorre – ma chiediamo prima di ogni cosa opportunità per i giovani della Calabria. (s)

(Nell’immagine di copertina il presepe di sabbia di Stalettì, Catanzaro)

Più Libri Più Liberi, 100mila presenze, soddisfatti anche gli editori calabresi

10 dicembre 2018 – Calato ieri sera il sipario sulla XVII edizione di Più Libri, Più Liberi, la rassegna della piccola e media editoria, con uno straordinario successo di pubblico: 100mila presenze, e quasi tutti gli incontri affollatissimi. La partecipazione di oltre 15o0 autori, tra italiani e internazionali, ha qualificato la fiera rivelando la grande voglia di incontro che si registra oggi tra lettori e autori, soprattutto da parte dei giovani. La piccola partecipazione di editori calabresi, qualcuna “storica” (come Città del Sole di Franco Arcidiaco e Antonella Cuzzocrea), ha comunque portato a casa un buon riscontro di interesse.

L’editore reggino Roberto Laruffa al suo stand a Più Libri Più Liberi

Città del Sole ha proposto proprio ieri la presentazione di Carneade di Antonio Calabrò, con interventi di Franco Arcidiaco, Pietro Raschillà e Roberto Scanarotti. Laruffa editore ha presentato Il vento dell’Est di Paolo De Luca con il vicedirettore dell’Ansa Stefano Polli e Nicola Graziani, raccogliendo molti consensi; Coccole Books (di Cosenza) ha suscitato l’interesse dei più piccoli con le sue belle edizioni per bambini e l’evento musicale Il formichiere Ernesto; l’editore crotonese D’Ettoris ha presentato il libro di Andrea Pappalardo Bianche sponde sotto una lesta aurora e il libro di Silvio Rossi I signori dell’anello. Guida alla vita familiare in piccole note con Giuseppe Brienza. E grande eco, a proposito di Calabria, ha avuto l’incontro dell’ex sindaco di Riace Mimì Lucano con i giornalisti Francesco Merlo di Repubblica e Alessia Candito del Corriere della Calabria.

Un’edizione che ha, in sostanza, confermato la validità della formula: non è facile trovare chi paga un biglietto per ascoltare gli autori ma soprattutto per comprare dei libri. Invece a Roma funziona. È una vetrina per gli editori, ma una ghiotta occasione di cultura per il pubblico. Resta da capire quanti poi dei 100mila che hanno affollato gli stand degli editori, torneranno in una libreria a curiosare, “annusare” libri, scoprire novità o autori sconosciuti. Manca l’abitudine al libro, probabilmente, non ereditata dai genitori per i più giovani, ma l’affollamento agli incontri e alle presentazioni fa ben sperare. PLPL è sì una gigantesca bancarella di libri, con un’offerta che potrebbe persino apparire esagerata, ma svolge adeguatamente la funzione di stimolo e di impulso alla lettura. L’osservazione più frequentemente raccolta in fiera è stata, però: “qui scrivono tutti, ma leggono in pochi”.

«Anche quest’anno Più libri più liberi è stata una straordinaria occasione culturale: code dalla mattina alla sera, migliaia di ragazzi, incontri affollatissimi, editori contenti – ha sottolineato il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi –. AIE, l’Associazione Italiana Editori, si conferma una volta di più la casa di tutta l’editoria italiana, la casa dei piccoli e medi editori».

«Grande festa del libro e del mondo della cultura – ha detto Anna Maria Malato Presidente di Più libri più liberi – che ha visto la partecipazione di un pubblico attento, colto e interessato, proveniente non solo da Roma ma da ogni parte dell’Italia. Siamo molto soddisfatti per l’attenzione che tramite la nostra manifestazione siamo riusciti a dare ad un tema complesso come il Nuovo Umanesimo. Ci impegneremo per consolidare questo risultato e crescere ancora negli spazi e nell’offerta».

«La Fiera ha confermato la sua formula di successo – ha spiegato il presidente del Gruppo Piccoli editori di AIE, Diego Guida –. Questo si è concretizzato in incontri professionali seguitissimi che, attorno al tema della visibilità delle nostre produzioni e dell’internazionalizzazione, si sono tradotti in proposte pratiche e operative per il comparto, che imposteranno il lavoro per la categoria dei prossimi mesi».

«Anche in questa occasione il Centro per il libro e la lettura ha voluto dedicare i propri incontri alle scuole, bambini e ragazzi, i nostri interlocutori privilegiati – ha dichiarato Romano Montroni, Presidente del Centro per il libro e la lettura –. In generale siamo soddisfatti perché iniziative come Più libri più liberi hanno un grande valore per avvicinare il mondo dei libri ai lettori».

Da ultimo, da segnalare il grande successo per i ventitré appuntamenti del programma professionale, affollatissimi, che si sono svolti all’interno del Business Centre, il nuovo polo business e professionale di 500 metri quadrati, posizionato al Piano Forum e curato negli allestimenti da Gino Piardi con suo progetto Perrero Experience che ha portato in Fiera le eccellenze del design italiano. Il Business Centre ha funzionato da punto di incontro tra gli editori, le aziende della filiera (11 le aziende che hanno incontrato gli editori) e il pubblico professionale. Più libri più liberi rafforza così il suo ruolo di incubatore e di occasione di confronto e crescita per gli operatori del settore. Lo conferma anche il PLPL Rights Centre in cui gli editori e gli agenti stranieri hanno potuto conoscere il meglio della produzione editoriale della piccola e media editoria italiana da tradurre nei propri Paesi. Il progetto ha visto raddoppiare sia il numero degli incontri che sono diventati più di 600, sia il numero degli operatori italiani, 101, rispetto ai 45 dello scorso anno. Hanno partecipato 30 operatori stranieri provenienti da 20 Paesi. (rrm)

 

Nati x Leggere: regalate un libro per Natale

8 dicembre 2018 – Il progetto Nati per Leggere sta trovando buona accoglienza con l’iniziativa “Regala un libro per Natale”. Hanno aderito in provincia di Reggio Mondadori Bookstore di Siderno, l’Abbecedario di Locri, Regeneration Point di Bova Marina, Libreria Nuova Ave di Reggio, libreria L’isola che non c’è di Catona e la libreria Pan di libri di Reggio. (rrc)

Oggi in Campidoglio il Premio Roma allo Sviluppo

6 dicembre 2018 – Stamattina in Campidoglio, alla Sala Protomoteca, alle 10, la quarta edizione del Premio Roma allo Sviluppo del Paese, un riconoscimento ideato e realizzato dal calabrese cav. Ercole Pietro  Pellicanò che “intende premiare personalità del mondo dell’economia, delle scienze, del sociale e della cultura, che si siano particolarmente distinte per i contributi dati alla crescita e al prestigio del Paese”.

Il Premio Economia, Impresa e Sociale è stato assegnato a Vito Pertosa presidente del Gruppo MERMEC, la laudatio sarà a cura di Salvatore Rossi; il Premio Scienza, Cultura e Arte, a Giorgio Parisi, Presidente dell’Accademia die Lincei, con laudatio di Massimo Egidi; il Premio Speciale a Carla Fracci, con laudatio di Beniamino Quintieri. La cerimonia sarà introdotta dal cav. Pellicanò e chiuda da un intervento del presidente del Premio Marcello Messori.

Ercole Pietro Pellicanò, ideatore del Premio Roma allo Sviluppo

«Il Premio – dice il cav. Pellicanò – è intitolato a Roma e vuole essere un tributo ad una città che è al centro del mondo, economico e civile. Essa, con il suo splendore e le sofferte contraddizioni è la “madre” dalla quale tutto nasce e proietta i suoi valori nell’intelligenza e nella creatività dei figli. È doveroso riconoscere a Roma questa centralità, per la sua storia e per ciò che essa ha rappresentato, e rappresenta per l’intera umanità. L’assegnazione del Premio vuole essere un momento di incontro e di riflessione, in cui si intendono raccogliere intorno all’Urbe capacità realizzatrici ed ideali, espressi da personalità degne di tale riconoscimento».

Il Premio è promosso dalla rivista Tempo Finanziario. In giuria col presidente Marcello Messori e il coordinamento di Ercole Pietro Pellicanò, Fabio Carniol, Pierluigi Ciocca, Giorgio Di Giorgio, Patrizia Grieco, Gaetano Miccichè, Enzo Moavero Milanesi, Beniamino Quintieri, Salvatore Rossi. Il Comitato dei garanti del Premio è presieduto da Giuliano Amato e composto da Innocenzo Cipolletta, Massimo Egidi e Franco Gallo. (rrm)

Più Libri Più Liberi: gli editori calabresi presenti a Roma alla fiera della piccola editoria

6 dicembre 2018 – Da ieri alla Nuvola dell’Eur l’edizione 2018 di Più Libri Più Liberi, la fiera di Roma dedicata esclusivamente all’editoria indipendente: cinque giornate dove scoprire le novità e i cataloghi di oltre 500 editori, incontrare autori, assistere a performance musicali, reading e dibattiti. Lo scorso anno sono stati oltre 100mila i visitatori. Anche quest’anno presenti diversi editori calabresi.

In primo piano Città del Sole Edizioni che partecipa per il diciassettesimo anno consecutivo. L’appuntamento con gli appassionati di libri è allo Stand F45, Centro Congressi, La Nuvola, Eur dove sarà possibile sfogliare ed acquistare le ultime novità e i titoli di punta degli ultimi anni.

L’offerta culturale della casa editrice di Reggio, diretta da Franco Arcidiaco e Antonella Cuzzocrea, è ampia e accoglie la pluralità di voci che narrano la società attuale e le sue mille sfaccettature. Alcune di queste voci sarà possibile ascoltarle durante incontri programmati all’interno dell’evento: ad aprire le danze domenica 9 dicembre ore 14.30, sala Venere, il nuovo libro di Antonio Calabrò Carneade, converseranno con l’autore Pietro Raschillà, Rai TG1, redazione Linea Verde e Roberto Scanarotti, giornalista e scrittore, già capoufficio stampa FFSS. Un happening “letterario” coinvolgerà i visitatori allo Stand F45 per tutti i giorni della kermesse (5-9 dicembre) e vedrà protagonista il Regno della Litweb e la sua “regina”, la blogger Ippolita Luzzo con il suo nuovo  libro Pezzi. Un modo diretto di incontrare gli appassionati di blog letterari, la sua presenza allo stand darà un affresco che, a tratti, è esso stesso narrativo, coinvolgente, sapido di sale greco.

Laruffa Editore di Reggio, che si occupa non solo della promozione della cultura e dei luoghi di Calabria, ma anche di tematiche olistiche e temi internazionali, ha presentato ieri il libro di Paolo De Luca, Il vento dell’est, dispotismo e democrazia nell’era della globalizzazione con Stefano Polli, vicedirettore dell’Ansa e Nicola Graziani, storico “quirinalista” dell’Agenzia Italia, due giornalisti di grande esperienza nel campo della politica interna ed internazionale.

Presenti alla Nuvola anche Coccole Books (E21) l’editore di Belvedere Marittimo (CS) specializzato in opere per bambini, Del Vecchio Editore di Cosenza e D’Ettoris di Crotone

Qualche numero sulla fiera: oltre 1.200 autori, tra cui Abraham Yehoshua, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio, Zerocalcare, Joe R. Lansdale, Patrice Nganang, Pinar Selek, Michael Dobbs, Paolo Giordano, Philippe Forest, Michela Murgia, Fabio Stassi, Luciano Canfora, Giorgio Agamben che si confronteranno sul tema dell’anno, Per un nuovo umanesimo.

E ancora attualità e politica con i direttori dei maggiori giornali italiani: Mario Calabresi, Virman Cusenza, Marco Damilano, Giovanni De Mauro, Luciano Fontana e Marco Travaglio. Primo appuntamento a inaugurare la Fiera sarà la diretta RAI con lo speciale di Quante storie condotta da Corrado Augias.

Inoltre, tanto spazio anche alla letteratura per ragazzi, e un grande regalo per loro: il “Buono Libro” da 10 euro da spendere in fiera.

Il mercato librario mostra un segno positivo: cresce il numero dei piccoli e medi editori (+0,5%), crescono le novità pubblicate (+10,5%) e cresce il peso dei titoli dei piccoli editori sul totale dei libri in commercio (oggi più di 1 titolo su 2 è da ricondurre alla piccola e media editoria). Cresce anche la loro quota di mercato nelle librerie, online e grande distribuzione (è al 39%, + 3,3% rispetto al 2016): tutti indicatori che confermano come la piccola e media editoria registri buoni andamenti nel suo complesso, pur avendo ancora troppe difficoltà ad accedere ai canali distributivi e a conquistare la giusta visibilità.

A scuola si legge: ecco Libriamoci

22 ottobre – Da oggi al 27 ottobre la campagna sociale di lettura nelle scuole: Libriamoci 2018 vuole sensibilizzare docenti e studenti all’abitudine della lettura dei libri. Il 2018 è l’anno europeo del patrimonio culturale. Un anno per scoprire il nostro patrimonio culturale, in tutte le sue manifestazioni materiali, immateriali e digitali, quale espressione della diversità culturale europea ed elemento centrale del dialogo interculturale. Il patrimonio racconta storie, viene costantemente reinterpretato, è in continua evoluzione. (rcz)