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Rilasciato il primo certificato di nascita in albanese

FRASCINETO – Rilasciato il primo certificato di nascita in albanese

Il Comune di Frascineto ha rilasciato il primo certificato di nascita in lingua albanese. Un atto, firmato dal sindaco Angelo Catapano, che lo pone come Ente capofila arberëshë d’Italia, ai sensi della legge 482-99, in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche.

Lo ha reso noto il direttore della locale Biblioteca Internazionale “A. Bellusci”, Tommaso Bellusci. L’atto amministrativo, è stato emesso in occasione della presentazione del libro Maria Markut, poetessa popolare di Eianina a cura di Caterina Adduci, consigliere delegato alle Politiche culturali del Comune di Frascineto, avvenuta lo scorso 30 marzo.

Maria Markut, studhjature ka Ejanina, personalità dalla vivida versificazione, ha declinato al femminile l’arte della composizione estemporanea e d’occasione in lingua arbëreshe. Animatrice delle festività maggiori della comunità di appartenenza, quello di Maria è un nome che ancora risuona nella memoria di tanti concittadini che l’hanno conosciuta personalmente o che ne hanno sentito parlare e che, grazie a quest’opera, come sottolineato dal sindaco Angelo Catapano, si sottrae all’oblio, consegnandolo, unitamente alle sue creazioni, alle generazioni future.

La figura e la produzione letteraria di Maria Markut sono state scandagliate dalla consigliera Adduci. Interessanti gli interventi di Agostino Giordano, direttore della rivista Jeta arbëreshe, di Antonio Viceconte, nipote della poetessa, di Agostino Pirrone e Pietro Armentano. È stata, invece, la voce di Maria Antonietta Rimoli a dar voce a Maria Markut attraverso la lettura di passi scelti delle sue composizioni.

Toccante l’interpretazione del pronipote Jacopo, adolescente residente a Brescia ma competente nell’uso della lingua arbëreshe, cui il sindaco Catapano ha passato simbolicamente il testimone per scongiurare la perdita di un patrimonio di tale portata.

«Per l’Amministrazione Comunale – ha dichiarato il sindaco Catapano –, si tratta di un evento storico che traccia un percorso da adottare, ora, in tutte le comunità arbëreshe d’Italia. “Continua la nostra azione a tutela giuridica di tipo “collettivo” che parte dai Comuni nel riconosce e qualificare una minoranza linguistica come tale».

«Sin dall’atto del nostro insediamento – ha rimarcato il sindaco –, abbiamo indirizzato la nostra attivita’ amministrativa a tutela delle tradizioni etno -culturali e in particolare della lingua, in modo da tramandarla alle giovani generazioni. Così come, molte opere letterarie date alle stampe, sono state pubblicate anche in lingua arberëshë». (rcs)