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La campagna referendaria della Cgil arriva all'Umg: Chiediamo impegno comune per cambiare il Paese

La campagna referendaria della Cgil arriva all’Umg: Chiediamo impegno comune per cambiare il Paese

«Chiediamo un impegno comune per cambiare il Paese». È l’appello lanciato dalla Cgil che, con la sua campagna referendaria, è approdata all’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Lì e categorie della Cgil che riguardano lavoratrici e lavoratori occupati nel contesto universitario. Flc Cgil, Filcams Cgil, Fp Cgil, Fiom Cgil, Fillea Cgil, Flai Cgil e Cgil Area Vasta hanno fatto volantinaggio e illustrato le questioni sulle quali il sindacato intende incidere.

La Cgil, che ha raggiunto 13mila firme in poche settimane di campagna, punta a rendere il lavoro più dignitoso, tutelato, sicuro e stabile chiedendo un impegno  comune per cambiare il Paese. In particolare, il referendum punta a garantire il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo andando ad abolire la norma del Jobs Act che lo limita a chi sia stato assunto dopo il 2015.

Il Sindacato mira anche a cancellare il tetto massimo di indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato nelle piccole aziende, affinché sia il giudice a determinare il giusto risarcimento senza alcuna soglia e a superare la precarietà dei contratti di lavoro eliminando la liberalizzazione dei contratti a termine confinandone l’uso a causali specifiche e temporanee.

Per rendere il lavoro più sicuro nel sistema degli appalti la Cgil punta, infine, ad abrogare la norma che esclude la responsabilità solidale delle aziende committenti nell’appalto e nel subappalto, in caso di infortunio e malattia professionale della lavoratrice o del lavoratore.

Passi importanti che andrebbero a minare le fondamenta del precariato e dello sfruttamento e ad incidere concretamente sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

La campagna della Cgil si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta la Calabria con banchetti e presidi diventati anche occasioni per raccontare le esperienze subite sulla propria pelle nell’intento comune di invertire la rotta. La raccolta firme proseguirà fino a luglio anche nelle Camere del Lavoro, ma è possibile firmare altresì on line. (rcz)