PER LA CALABRIA OLTRE 16 MILIARDI DA FS
BUONA PARTENZA, MA SONO ANCORA POCHI

Le Ferrovie dello Stato puntano sulla Calabria, investendo oltre 16 miliardi di euro degli oltre 190 miliardi previsti nel Piano Industriale 2021-2031 che è stato presentato a Roma dalla presidente Nicoletta Giadrossi e dall’Amministratore Delegato, Luigi Ferraris.

Il Piano, dunque, prevede una profonda ridefinizione della governance e un nuovo assetto organizzativo che aggrega le società controllate da FS in quattro poli di business: “Infrastrutture”, “Passeggeri”, “Logistica” e “Urbano”. La visione strategica e industriale di lungo periodo ha, tra i suoi principali obiettivi, dare certezza di esecuzione alle opere infrastrutturali nei tempi previsti; favorire il trasporto collettivo multimodale rispetto al trasporto privato; incrementare fino a raddoppiare rispetto al 2019 il trasporto merci su ferro; rendere le infrastrutture ferroviarie e stradali più sostenibili, accessibili, integrate efficacemente fra loro e resilienti, incrementandone la dotazione anche per ridurre il gap tra nord e sud del Paese; aumentare il grado di autonomia energetica del Gruppo attraverso fonti rinnovabili e contribuire, anche in questo campo, alla transizione ecologica del Paese.

Per la nostra regione, dunque, una vera e propria boccata d’ossigeno, che va a sommarsi all’importante somma stanziata dal Def Infrastrutture che prevede 3 miliardi per la Strada Statale 106 che, tuttavia, per l’eurodeputato di Fratelli d’ItaliaVincenzo Sofo, sono «assolutamente insufficienti per procedere con i lavori di potenziamento di questa dorsale infrastrutturale, tenuto conto che sulla metà di questo tracciato ancora nulla è stato fatto».

Per l’eurodeputato, infatti, «bisogna assolutamente evitare di far rivivere ai calabresi l’incubo della famigerata epopea dei lavori di realizzazione della Salerno-Reggio Calabria perché questa terra ha urgente bisogno di sviluppo e non ha più tempo da perdere».

Tornando al Piano Industriale del Gruppo FdS, è previsto un rinnovato scenario di mobilità – ferroviaria e stradale – all’insegna dell’interconnessione e della sostenibilità e le cui risorse saranno distribuite nel Polo Infrastrutture, Polo Passeggeri, Polo Urbano e Polo Logistica.

Per quanto riguarda il Polo Infrastrutture, è previsto lo stanziamento 15,28 miliardi di euro. Di questi, 8,8 miliardi riguardano le infrastrutture ferroviarie e saranno per lo più destinati alla realizzazione dell’AV Salerno-Reggio Calabria, al potenziamento e all’elettrificazione della linea ionica e della dorsale Lamezia-Catanzaro Lido e ai collegamenti con il porto di Gioia Tauro.

Ammontano invece a 6,48 miliardi di euro le risorse destinate alle infrastrutture stradali: tra gli interventi principali la SS 106 (in particolare per il Megalotto 3, l’adeguamento da Sibari a Crotone e la Catanzaro-Crotone), alcuni miglioramenti funzionali dell’A2 e il completamento della SS 182, la Trasversale delle Serre.

Per il Polo Passeggeri, sono 309 invece i milioni di euro destinati al “Polo Passeggeri”, che si tradurranno in 29 nuovi treni e in nuovi servizi, fra cui il miglioramento del servizio metropolitano nell’area di Reggio Calabria e la velocizzazione dei treni Intercity sulla linea ionica, fra Reggio Calabria e Taranto.

Per il Polo Urbano, si stimano circa 600 mila mq di aree da valorizzare, per un valore pari a 1,1 miliardi di euro; i principali progetti riguardano i territori di Reggio Calabria, Cosenza e Montebello Ionico.

Infine, per il Polo Logistica, è previsto un potenziamento e lo sviluppo di nuovi collegamenti. I servizi intermodali (legati al traghettamento nello Stretto di Messina) passano da circa 1,3 milioni di euro nel 2022 a circa 4,1 milioni nel 2031, equivalenti a circa 276 treni l’anno. I servizi convenzionali cresceranno da 1 milione di euro nell’anno corrente a 1,5 milioni nel 2031, determinando un fatturato incrementale (2031 vs 2022) del 47%, che interesserà in modo particolare la filiera automotive.

Ma non è solo Ferrovie dello Stato a puntare a un «rinnovato scenario di mobilità»: Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nei giorni scorsi, ha presentato gli obiettivi strategici  da conseguire entro il 2030 per rendere la mobilità locale sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale indicati nel Rapporto “Verso un nuovo modello di mobilità locale sostenibile”, realizzato dagli esperti del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

Come sottolineato dal ministro Enrico Giovannini, infatti, «è necessario stimolare l’uso del trasporto pubblico, ancora molto basso soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree suburbane e periurbane dove la qualità del servizio è insoddisfacente e c’è una maggiore propensione a ricorrere all’auto privata».

«Una recente indagine dell’Istat – ha spiegato ancora – mostra segnali di un’inversione di tendenza e bisogna cogliere il momento. È perciò necessario stimolare la domanda di mobilità sostenibile, come il Governo ha fatto di recente introducendo il bonus sugli abbonamenti, disincentivare l’uso dell’auto e creare piattaforme digitali per facilitare la pianificazione degli spostamenti e la scelta dei mezzi anche in base alle emissioni inquinanti e climalteranti prodotte. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la legge di Bilancio 2022 e il Fondo Sviluppo e Coesione mettono a disposizione risorse per migliorare in modo significativo il sistema di mobilità locale, ma è necessario rivedere anche la regolazione del settore».

Nel Rapporto del Mims, realizzato sulla base di dati statistici raccolti da diverse fonti (tra cui, Istat, Eurostat, Eurobarometro, Isfort, Asstra, Osservatorio sul TPL Mims, Ministero dell’Interno) è stato evidenziato come «la qualità del servizio pubblico locale è piuttosto bassa, in particolare in alcune regioni del Centro e del Mezzogiorno. Collegamenti scarsi, vetustà del parco mezzi e basso livello di digitalizzazione dei servizi sono alcune delle criticità evidenziate nel Rapporto, che sottolinea anche come, sebbene in crescita, la mobilità condivisa e quella ciclabile presentino ancora forti ritardi rispetto ad alcune realtà europee».

«In base ai dati 2019 dell’indagine campionaria “Aspetti della vita quotidiana” condotta dall’Istat, una famiglia su tre segnala, nella zona in cui abita, abbastanza o molta difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici. Tale percentuale è più elevata nel Mezzogiorno, dove raggiunge il 40 per cento. Differenze più marcate si registrano in funzione della realtà urbana: le difficoltà di collegamento maggiori riguardano le periferie delle aree metropolitane, mentre esse sono più contenute nelle loro aree centrali».

Inoltre, nel rapporto viene evidenziato come sul livello di soddisfazione degli utenti del Tpl «si registrano divari territoriali significativi: sia il Centro che il Mezzogiorno, infatti, riportano livelli di soddisfazione significativamente inferiori rispetto a quelli del Nord».

«Per conseguire una mobilità locale che sia sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale è necessario poter  misurare le diverse dimensioni con indicatori che consentano di monitorare il cambiamento nella governance, nella programmazione, negli investimenti, nell’innovazione tecnologica e nella gestione del servizio», ha proseguito il ministro, spiegando che «fissare obiettivi quantitativi può servire alle istituzioni e agli operatori pubblici e privati a identificare le azioni più efficaci per ridurre le disuguaglianze territoriali e le distanze con gli altri paesi europei». (rrm)

 

Saccomanno (Lega): Non ci sono risorse per l’Alta Velocità in Calabria

Scenario impensabile: per l’Alta velocità in Calabria non ci sono risorse! Gli unici importi esistenti sul Pnrr per circa un miliardo ed 800 milioni sono il costo della tratta Battipaglia/Romagnano, con l’evidente conseguenza che per la Calabria non vi sono altre somme. In sostanza tanti proclami del tutto inutili dato che non esistono importi per poterli destinare alla nostra regione.

Notizie queste, fornite da un esperto di fama nazionale ed internazionale, il prof. Francesco Russo, docente di trasporti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, in occasione di una trasmissione su LaC, condotta dal giornalista Pasquale Motta, nella data del 13 aprile 2022. Uno spaccato inverosimile venuto alla ribalta grazie all’azione incessante dell’indicato giornalista, che da tempo affronta i problemi con concretezza e preparazione. Ma non è emerso solo questo!

Il progetto alternativo all’attuale linea esistente prevederebbe un aumento del percorso di circa 50 km. (dagli attuali 390 a 445) ed un costo maggiore, senza, però, ridurre i tempi di percorrenza. E lo stesso prof. Russo che segnala tale anomalia e lo studio eseguito che, in tutti i casi, con il nuovo percorso, determinerebbe un tempo maggiore: 43 minuti per Catanzaro, 15 minuti per Crotone, 43 minuti per Vibo Valentia, 20 minuti per Cosenza e 40 minuti per Reggio Calabria.

Situazione incomprensibile e che non lascia spazi a possibili interpretazioni positive. Domande sì e tante: perché non si sistema il vecchio tracciato che potrebbe diminuire la percorrenza e il tempo? Perché questo anomalo cambiamento di progetto? Per quali ragioni? Probabilmente il ponte sullo Stretto insegna! Tanti progetti in alternativa per non fare nulla. Eppure, risulta pacifico che con l’Alta velocità il Pil aumenterebbe dell’1% annuo con evidenti benefici per l’intera regione e per quelle meridionali in genere, rispetto agli aumenti nell’ultimo decennio variabili tra lo 0,8 e lo 0,9.

E, allora, di cosa stiamo parlando? Nel mentre in Lombardia si progetta la cosiddetta “parallela” dell’alta velocità Milano-Brescia-Verona a circa 30 km. della esistente Bologna-Milano, in Calabria si sogna un qualcosa di irrealizzabile allo stato. E di tutto ciò nessuno ne parla: né la politica, né i sindacati, né le associazioni, né gli esperti. Silenzio assoluto!

Sarebbe opportuno che tutti assieme, invece, affrontassimo il problema per cercare di meglio comprendere e sostenere il progetto con forza e competenza per evitare che, ancora una volta, i fondi nazionali ed europei sbarchino in altri lidi, non certo per posizione presa e prevaricazione, ma per la evidente incompetenza ed inconcludenza del Sud. (Giacomo Saccomanno)

Occhiuto: Entro 10 giorni parte Azienda Zero

«Entro 10 giorni parte Azienda Zero». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in una intervista alla Gazzetta del Sud, sottolineando che «in pochi mesi abbiamo fatto tantissime cose».

«Innanzitutto – ha ricordato – abbiamo arginato la pandemia, e non era scontato: con una campagna vaccinale da record – la Calabria per settimane è stata la prima Regione d’Italia – siamo sempre rimasti in zona gialla. Abbiamo riaperto tre ospedali – Cariati, Trebisacce e Praia a Mare – che resteranno tali anche dopo la fine dell’emergenza; abbiamo ripreso ad assumere a tempo indeterminato; grazie al Pnrr avremo 91 nuovi presidi sanitari in tutto il territorio regionale».

«E, adesso – ha proseguito – stiamo mettendo mano alla macchina dell’emergenza/urgenza: voglio un numero unico regionale e ambulanze efficienti. È come scalare una montagna, ma a poco a poco che saliamo cominciamo a scorgere da una parte i primi risultati e dall’altra la vetta. Azienda Zero concentrerà la capacità amministrativa, oggi assai carente nelle aziende territoriali. Bisogna agire in modo coordinato e razionalizzare i costi. Credo partirà entro i prossimi 10 giorni».

Sulle aziende sanitarie provinciali e sulle aziende ospedaliere «si stanno concludendo le valutazioni. La legge non mi dà la possibilità di sostituire un commissario da un giorno all’altro. Ma sono convinto che prima della fine di aprile ci saranno novità nella governance delle Asp e delle Ao».

Il Governatore, poi, ha parlato di novità per la strada Statale 106: «posso dire che farò in modo che questo diventi un tema nazionale, come accadde in passato per l’autostrada Salerno-Reggio Calabria».

Sempre nell’intervista, Occhiuto ha parlato anche dell’alta velocità, evidenziando che «non molliamo di un millimetro».

«Abbiamo avuto rassicurazioni dal ministro Giovannini, non è accettabile che la nostra Regione debba aspettare altri 10 anni per avere il collegamento ferroviario veloce».

Per quanto riguarda gli aeroporti, il Governatore ha spiegato che «l’aeroporto di Lamezia Terme è uno scalo già forte, che va ulteriormente potenziato e sostenuto. Adesso bisogna lavorare per specializzare e valorizzare anche gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria. Ho incontrato più volte i vertici di Enac e di Ita, e i primi risultati li abbiamo visti. La chiave è di allargare il nostro mercato regionale alle compagnie low cost». (rcz)

Alta Velocità, Nesci, Cancelleri: Per Sa-RC possibile ridefinire i singoli lotti

La Sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci e il viceministro per le Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, hanno reso noto che «alla linea Salerno – Reggio Calabria, oltre ai fondi previsti dal PNRR, abbiamo destinato altri 10 miliardi di euro dal bilancio dello Stato, con l’avvio delle prime gare previsto già nel 2022. Per raggiungere questo obiettivo saranno adottate le soluzioni più opportune, anche valutando con Rfi la possibilità di ridefinire singoli lotti».

«Colmare il divario infrastrutturale e rilanciare il Mezzogiorno – hanno aggiunto – è essenziale per favorire lo sviluppo del Paese. Ben il 55% delle risorse del PNRR, pari a 61 miliardi di euro, è destinato al Sud: un investimento massiccio, in grado di ammodernare la rete di trasporto del meridione. Per la Salerno – Reggio Calabria, già quest’anno, sono previsti 7,5 miliardi di lavori dal Fondo complementare che riguarderanno in particolare la tratta Romagnano – Praia e la galleria Santomarco».

«Nonostante le difficoltà derivanti dal contesto internazionale – hanno proseguito – come confermato da Rfi, l’obiettivo è avviare i lavori anche prevenendo nuove soluzioni di concerto con il Governo. Dal tavolo è emersa infatti la disponibilità a ridefinire, laddove necessario, alcuni interventi al fine di accelerare la realizzazione dell’opera».

«L’obiettivo – hanno concluso Nesci e Cancelleri – è portare l’Alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria in tempi brevi, con un progetto sostenibile, assicurando ai cittadini del Mezzogiorno collegamenti rapidi ed efficienti». (rrm)

Biondo (Uil Calabria): Aprire una vertenza su Statale 106 e Alta velocità

Il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, ha chiesto ai parlamentari calabresi di « con il Governo una vertenza Calabria sulle infrastrutture che ci aiuti, che aiuti questa regione, a vedere finalmente assecondate le proprie aspettative e realizzate interamente l’Alta velocità ferroviaria e ammodernata la Strada statale 106».

«La Calabria – ha spiegato – pretende di essere trattata per quello che è: una regione dell’Italia e non una contea sulla quale esercitare azioni di vassallaggio. La Calabria ha bisogno di vedere riconosciute le proprie aspettative e di ottenere l’interno finanziamento e la realizzazione in tempi certi e veloci dell’Alta velocità ferroviaria sino a Reggio Calabria e di una Strada statale 106 finalmente degna di questo rango».

«Ai parlamentari calabresi – ha detto ancora – che ancora oggi gioiscono per un finanziamento parziale, diciamo che ciò è poca cosa. Chi rappresenta questa regione in Parlamento dovrebbe battersi per pretendere il finanziamento dell’intera tratta dell’Alta velocità e dovrebbe aiutarci a portare a compimento la battaglia sulla Strada statale 106 sulla quale, questa è cosa concreta, apriremo una grande vertenza nazionale con il sostegno dei segretari generali delle Organizzazioni sindacali».

«Lo ribadiamo – ha concluso – non è tempo di accontentarsi delle briciole, non è più tempo che la politica pensi solo alla propria circoscrizione elettorale senza un pensiero di grande respiro per il futuro della nostra Calabria». (rcz)

La sottosegretaria Dalila Nesci: Dal ministro Giovannini la conferma dell’AV Sa-RC entro il 2026

La linea dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria sarà realizzata entro il 2026. Lo ha reso noto la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, spiegando che «ogni euro destinato al Sud garantirà lo sviluppo e la crescita dei nostri territori. Vogliamo investire le risorse in interventi concreti in grado di colmare il divario strutturale e rilanciare il Mezzogiorno».

«Come Governo – ha proseguito – stiamo lavorando per portare l’alta velocità al Sud: l’obiettivo, confermato dal ministro Giovannini, è quello di realizzare la linea TAV tra Salerno e Reggio Calabria entro il 2026. Un orizzonte preciso, che ha già visto come primo passo l’avvio del dibattito pubblico dal quale auspichiamo emerga un progetto sostenibile e immediatamente cantierabile».

«Alle infrastrutture del Mezzogiorno – ha proseguito – abbiamo destinato il 55% dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pari a 61 miliardi di euro. Un investimento massiccio, in grado di ammodernare la rete di trasporto del meridione e colmare le carenze infrastrutturali ancora esistenti. All’Alta velocità Salerno – Reggio Calabria, oltre alle risorse previste dal PNRR, sono destinati altri 10 miliardi di euro dal bilancio dello Stato. Risorse che potranno essere impiegate per avviare lavori in tempi rapidi e arrivare al completamento entro il 2026».

«Si tratta di un’opera fondamentale – ha concluso – per ridurre le distanze tra il Nord e il Sud, migliorare il servizio di trasporto per i cittadini e favorire lo sviluppo economico dei nostri territori. Continuiamo a lavorare – conclude Nesci – per far riparte il Mezzogiorno, e quindi il Paese».

Intanto, a Napoli, ha preso il via il Dibattito pubblico sul primo lotto Battipaglia-Romagnano, che si è aperto con una conferenza stampa a cui ha partecipato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini.

«Oggi, per il settore delle infrastrutture sostenibili, non è semplicemente l’avvio di un dibattito o di un’opera, ma l’avvio di un pezzo di storia con cui diciamo che nessuno è escluso» ha affermato il ministro Giovannini, rimarcando il significato sul piano sociale, economico e per l’inclusività della linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, «un’opera iconica per lo sviluppo del Mezzogiorno e di tutto il Paese”. Degli oltre 61 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e del Piano complementare (Pc) di competenza del Mims, ha ricordato il Ministro, “il 55% è destinato al Mezzogiorno e questa è stata una scelta politica». (rrm)

L’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e il Forum Disuguaglianze e Disabilità a confronto su Alta Velocità e Pnrr

L’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e il Forum Disuguaglianze e Disabilità hanno promosso, nei giorni scorsi, un importante confronto su Pnrr e alta velocità, dove è emersa l’importanza del coinvolgimento, oltre che dei territori, anche del mondo accademico e scientifico non appena i progetti esecutivi saranno pronti.

Al confronto hanno rappresentato il Forum il dott. Edoardo Zanchini, Vice Presidente di Legambiente ed i prof. Gianfranco Viesti, docente di Economia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bari. Vi hanno inoltre preso parte anche il co-fondatore del Comitato per la Provincia della Magna Graecia, Domenico Mazza ed il vicepresidente dell’Associazione Svimar – la nuova realtà associativa che mette insieme Puglia, Basilicata, Campania e Calabria, Pietro Calabrese.

Hanno rappresentato l’Unione delle Associazioni, il dott. Ettore Simone Durante ed il Segretario, dott. Andrea Incerto Leone.

Un meeting all’insegna della cordialità, nel corso del quale ci si é confrontati sulle sfide economiche e sociali post-pandemia. Sono considerevoli le risorse previste dal PNRR per il Sud, ma é emersa la preoccupazione circa una loro non proficua gestione. É necessario che si instauri un ragionamento che permetta di vedere gli effetti degli investimenti nel più breve tempo possibile. Non si possono attendere decenni per godere di benefici, che nel futuro potrebbero rivelarsi marginali o tardivi.

Sentito il tema della nuova ferrovia AV/AC Salerno-Reggio Calabria, la più grande opera nel mezzogiorno nel dopo guerra. É emersa la necessità e la volontà di realizzare un confronto attraverso il quale riuscire a coniugare le istanze dei territori con il raggiungimento degli obiettivi di mobilità fissati al livello europeo. Sono dunque necessarie occasioni costruttive di dialogo attraverso le quali inserirsi nel dibattito pubblico.  Questa é una fase propedeutica per la realizzazione dell’infrastruttura, per la quale sono previsti iter procedurali semplificati.
Sulla base di ciò si é convenuto che, una volta usciti i progetti esecutivi, le Associazioni organizzeranno un confronto che si svolgerà in modalità mista, in presenza e da remoto.
La parola d’ordine é partecipazione, per questo si punta a coinvolgere nell’iniziativa oltre ai territori anche il mondo accademico e scientifico. (rrm)

 

REGGIO – Il dibattito sull’Alta Velocità Sa-RC del Touring Club RC

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 17, nell’aula consiliare Leonida Repaci di Palazzo Alvaro, il dibattito sul tema Alta Velocità Salerno Reggio Calabria, organizzato dal Touring Club Italiano di Reggio Calabria.

L’evento è patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, dall’Università degli Studi Mediterranea e dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria.

Con tale iniziativa il Club di Territorio intende accendere i riflettori dell’interesse generale della società calabrese sulla realizzazione d tale infrastruttura su un percorso adeguato e con tecnologie innovative al fine di collegare Roma con Reggio Calabria in 3 ore.

Partecipano il prof. Francesco Russo, Università Mediterranea, il dott. Antonino Tramontana,  Presidente Camera di Commercio di Reggio Calabria, ed il dott. Vincenzo Foti, giornalista scrittore.

La realizzazione della line ad Alta Velocita avrebbe tre risultati pratici: 1) una crescita del Pil così come peraltro attestato in una ricerca dell’Università di Napoli, sotto la guida del prof. Ennio Cascetta, che ha rilevato come nelle regioni più ricche (con reddito pro capite sopra la media) le città dotate di stazione AV hanno visto crescere il Pil del 10% nel decennio 2008-2018 (dato provinciale) contro il 3 % delle province che hanno una distanza superiore alle due ore da una stazione. Nelle regioni meno ricche, le città con stazione AV sono cresciute dell’8% contro lo 0.4% dei capoluoghi distanti più di due ore.

2) la linea AV LARG [Lean, Agile, Resilient, Green] sarebbe lo sbocco lavorativo per migliaia di giovani meridionali che verrebbero coinvolti in tutte le fasi realizzative.
3) L’abbattimento degli inquinanti e la convergenza verso gli obiettivi ambientali del Paese e dell’Europa, perché l’AV è la modalità a più basso impatto ambientale tra tutte le modalità, per passeggero trasportato, per gli spostamenti a scala interregionale e nazionale.

Infine, occorre rilevare che le infrastrutture e le reti di trasporto influiscono sullo sviluppo dei territori e la Calabria necessita di immediati interventi in tal senso anche e soprattutto in termini turistici. (rrc)

Pnrr, completata progettazione opere principali delle ferrovie, tra cui AV SA-RC

È stata completata la progettazione delle principali opere ferroviarie finanziate con i fondi del Pnrr, per un costo complessivo di 4,3 milioni di euro. Lo ha reso noto il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, spiegando che tali progetti «sono presenti nell’Allegato IV della legge 108/2021, che contiene le dieci opere strategiche nazionali, votate dal Parlamento, per le quali è prevista una procedura speciale di valutazione e approvazione».

«Inoltre – si legge in una nota del Ministero – oggi è stato presentato anche il progetto per il raddoppio della galleria Santomarco (tratta Cosenza-Paola della “AV/AC Salerno-Reggio Calabria”). L’intervento, del valore di 1,2 miliardi di euro, è finanziato con il Fondo nazionale complementare e si sviluppa per un’estensione di circa 22,2 km, di cui circa 17 km in sotterraneo».

Il progetto, che si aggiunge ai cinque Pfte già presentati, riguardano: l’Alta velocità/Alta capacità Salerno-Reggio Calabria (Lotto 1 – Battipaglia-Praja, compresa Interconnessione Bretella per Potenza, e Sublotto 1° – Battipaglia-Romagnano) il potenziamento Orte-Falconara” (Lotto 2 – Genga-Serra San Quirico) il raddoppio della Roma-Pescara (Lotto 1 – Raddoppio Manoppello Interporto d’Abruzzo, Lotto 2 – Raddoppio Scafa–Manoppello) il potenziamento delle linee di accesso al Brennero (Lotto 3°-Circonvallazione di Trento).

«È un risultato molto importante che manifesta la volontà e la capacità di RFI di raggiungere gli obiettivi nei tempi richiesti dal programma europeo», ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, che esprime la propria soddisfazione per il forte impegno dimostrato da RFI nel velocizzare la realizzazione delle opere previste nel Pnrr.

«I progetti finanziati dal Pnrr rispondono a una strategia di potenziamento della rete ferroviaria, soprattutto al Sud, per vedere sempre più interconnesso il Paese – ha aggiunto Giovannini – superare le disuguaglianze territoriali, migliorare la qualità dei servizi per i cittadini».

«Con la consegna dei progetti di fattibilità tecnico-economica, proseguiamo l’impegno di realizzare gli investimenti per le opere infrastrutturali inserite nel Pnrr. Lavori che consentiranno il miglioramento della mobilità in tutto il Paese tenendo sempre presente i principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica», ha dichiarato l’Amministratrice Delegata e Direttrice Generale di RFI, Vera Fiorani.

«Adesso – ha proseguito – inizieranno le procedure autorizzative, per gli interventi da eseguire, che saranno oggetto di un costante confronto con tutte le comunità locali, anche attraverso l’indizione del Dibattito Pubblico, così come già fatto per gli altri progetti presentati».

Le dieci opere presenti nell’Allegato IV della legge 108/2021 beneficiano, in ragione della loro complessità e rilevanza, di una procedura autorizzativa innovativa da parte del Comitato speciale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (Csllpp). Questo organismo, guidato dal presidente del Csllpp, di cui fanno parte anche esperti del mondo accademico e rappresentanti dei ministeri competenti, valuta i progetti dal punto di vista tecnico, ambientale e paesaggistico in tempi definiti, riunendo in un’unica sede le singole procedure autorizzative, come la Valutazione di impatto ambientale (VIA), superando il complesso iter autorizzativo precedente.

Nei mesi scorsi il Comitato speciale ha già autorizzato nelle varie fasi previste dalla legge 108 (con prescrizioni) i progetti relativi alla circonvallazione di Trento, i due lotti della Roma-Pescara e già esaminato quelli per il 1° lotto della Salerno-Reggio Calabria e del Lotto 2-Genga–Serra San Quirico della Orte-Falconara. Sei sono i progetti per i quali è stato avviato da RFI il dibattito pubblico, secondo le procedure previste dalla medesima legge, mentre per gli altri interventi questa fase verrà avviata nelle prossime settimane. Per tutti i progetti presentati da RFI al Comitato speciale è previsto l’avvio delle relative gare entro il secondo semestre del 2022, in linea con i cronoprogrammi definiti in sede di Pnrr.

«Le nuove procedure di progettazione e approvazione dei progetti ferroviari di particolare complessità inseriti dal Pnrr – ha sottolineato Giovannini – stanno funzionando molto bene, consentendo il rispetto dei tempi, coerentemente con quella operazione di ‘reingegnerizzazione’ dei processi autorizzativi che abbiamo definito nel maggio 2021. Inoltre, i progetti presentati seguono le nuove linee guida emanate per realizzare infrastrutture sostenibili, coerentemente con il cambio di nome del Ministero».

«Si tratta – ha concluso – di innovazioni profonde nel modo di disegnare e realizzare le nuove infrastrutture del nostro Paese, condividendole con il territorio, che rispondono in modo efficace a problemi che hanno caratterizzato per anni il dibattito nazionale su questo tema». (rrm)

«PNRR, LA CALABRIA NON PUÒ ASPETTARE»
OCCHIUTO VUOLE L’ATTENZIONE DI DRAGHI

dalla REDAZIONE ROMANA – La Calabria non intende né può aspettare per riprogrammare il proprio futuro: è questo il succo della decisa lettera che il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha inviato al Premier Mario Draghi. Nella lettera viene espressa la chiara richiesta di modifica per la Calabria della programmazione della quota di finanziamento nazionale del PNRR per la parte che spetta alla regione. In tal modo – secondo Occhiuto – si potranno avviare «opere e interventi che, indipendentemente dai vincoli originari di spesa, possano essere dedicati a progetti oggi in grado di produrre lavoro, occupazione, benessere sociale».

Nella lettera, inviata per conoscenza anche al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Roberto Garofoli, il presidente Occhiuto espresso le perplessità della Regione in merito alla nuova linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, in quanto nella proposta presentata, manca il progetto integrale che, da Battipaglia, arriva a Reggio.

«Apprendo – scrive il Governatore – che nella presentazione dei lotti che interessano il territorio della mia Regione di cui non è emersa alcuna caratteristica tecnica dell’opera ma sono solo emersi i riferimenti legati al tipo di finanziamento. In particolare è stato precisato che il finanziamento di 9,4 miliardi di euro graverà su generiche fonti finanziarie: è emerso anche che per i relativi tempi di attuazione l’orizzonte temporale si attesta al 2030, ovviamente successivo al 2026; mentre entro il 2026 sarà possibile disporre di soli 33 km tra Battipaglia e Romagnano finanziati con 1.8 miliardi di euro del PNRR. Infatti la tratta Battipaglia Praja è articolata in 3 sublotti con un sublotto a), tra Battipaglia e Romagnano di 35 km, il sublotto b) tra Romagnano Buonabitacolo di 46 km e il sub lotto c che parte da Buonabitacolo di 47 km per arrivare a Praja, sulla costa calabrese».

«Nonostante gli sforzi del Presidente e di alcuni componenti della Commissione speciale – continua Occhiuto – prima richiamata nell’insistere sulla necessità di disporre di un quadro complessivo di un’opera tra le più significative del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza a livello europeo per il suo intrinseco significato di coesione economica e territoriale, di accessibilità alle aree interne, di equità infrastrutturale, di impatto sui fondamentali indicatori di sviluppo, al momento non è stato presentato il progetto di fattibilità tecnica economica oltre Romagnano fino a Praja e nulla è stato presentato sulle tratte tutte in territorio calabrese che da Praja vanno a Tarsia, nulla sul rifacimento della Galleria Santomarco».

«L’unico riferimento – ha spiegato – è stato al finanziamento a valere per complessivi 9,4 miliardi di euro su non meglio specificate fonti di finanziamento. I lotti tra Tarsia e Cosenza, Cosenza e Lamezia Terme, Lamezia Terme e Gioia Tauro sono ad oggi solo un’idea di tracciato per i quali manca anche una idea di finanziamento. La ragionevole certezza dell’assenza di progetti in grado di generare lavoro, occupazione, stabilità sociale in momenti gravi come questi che stiamo vivendo, si scontra così nei fatti con le migliori intenzioni di investimento in aree meno sviluppate del Paese, producendo una distorsione che considero significativa delle iniziali ragioni che hanno portato al concepimento stesso del PNRR».

«È utile ricordare – ha aggiunto – che senza il progetto dell’Alta Velocità ferroviaria nel Sud del Paese difficilmente la Unione Europea avrebbe acconsentito alla strutturazione di un Piano del valore, solo per l’Italia, di ben 209 miliardi di euro e devo tristemente sottolineare che la differenza essenziale tra un piano esclusivamente finanziario ed uno realmente significativo per lo sviluppo di ampie aree del Paese, passa proprio attraverso l’attuazione di una serie di interventi da sempre noti e rimasti da sempre intuizioni progettuali».

«La Calabria non può aspettare – ha ribadito il presidente – che Rete Ferroviaria Italiana produca progetti di fattibilità tecnica delle tratte in territorio calabrese non conoscendo, perché non è pubblico, neanche la stima dei cronoprogrammi dei lavori tra Praja e Tarsia e nel proseguimento della tratta fino a Reggio».

«La Calabria – ha proseguito – non può aspettare che da quei cronoprogrammi oggi non conosciuti discendano finanziamenti bloccati per circa 9.4 miliardi che migliorano solo il rating delle stazioni appaltanti, congelati come sono nel relativo contratto di programma».

«La Calabria – ha detto ancora – non può aspettare che nel suo stesso territorio siano genericamente assegnati e bloccati fondi per opere per le quali la prima fattura lavori da pagare sarà probabilmente nel 2031 ed avere oggi nel 2021 progetti definitivi in grado di creare lavoro bloccati per l’assenza di fondi». (rrm)

In copertina, il ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini e il presidente Occhiuto