La scrittrice Staropoli Calafati: la scoperta delle meraviglie 50 anni fa

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – La mattina del 16 agosto 1972, lo Jonio, bacino del Mediterraneo orientale, restituisce alla storia contemporanea la vecchia storia. Il volto iconico e il corpo statuario. La lingua greco antica.

Dal ventre ionico del mare di Riace, a Porto Forticchio, riemergono il petto e la schiena della Magna Grecia. La massa del tricipite, il volume della coscia e la caviglia snella.

Supini, occhi fissi in superficie, spalle atletiche, braccia vigorosamente pronunciate, cosce elaborate secondo la forza umana, zigomi pungenti, e bocca bruna da baciare. Due guerrieri nel mare nostrum. 

Il sub Stefano Mariottini, a 300 metri dalla costa del mare di Riace, e a 8 metri di profondità, rinviene, depositati sul fondale, ricoperti da pugni massicci di sabbia, due statue bronzee.

Chi è la?

Lo Ionio, sempre clemente e mai avaro, fa l’omaggio più bello che un mare del Sud avrebbe potuto fare al suo Meridione di terra, offrendo ciò che per ben 2500 anni circa ha custodito. Guerrieri bronzei di manifattura ellenica, con cui la spuma greca del mare di Calabria, ha visibilmente giocato per secoli, elaborando ricami, miriade di piccinissime incrostazioni, stratificazioni di sale e chiazze di ossido.

Sulla via degli antichi greci, il mare ritorna ai postumi i suoi Grandi Padri. Il bronzo B e il bronzo A, il vecchio e il giovane. Tenuti a pubblico battesimo come “I bronzi di Riace”. 

Un’offerta degli Dei al nuovo mondo. Un complesso di meraviglia stravagante e spettacolo puro, piacere della carne e sublimazione dello spirito. Stato umano di sbalordimento.

Alti rispettivamente 1,98 e 1,97 m, per un peso di 160 kg. Risalenti alla metà del V secolo a.C., con un carico di mistero che li rende praticamente bellissimi. E li fa oggetto di grande ammirazione, di pubblica lode.

I bronzi diventano immediato emblema di una storia unica, sempiterna, rivelata dal gaudio, il lume, il dolore e la gloria, ma velata da un mistero straordinario, irraggiungibile nella normale contemplazione, vivo al di là di ogni ragionevole orientamento, pervaso di reazioni cariche di fascino, in grado di donare ai due guerrieri ulteriore valore storico, artistico e culturale. In una misura che ovviamente non è comune in termini di doti e capacità.

I bronzi di Riace hanno una ritmica impossibile da riprodurre, l’immenso che riflettono li sottopone alla cadenza di un tempo illimitato e indefinito. Indistruttibile e interminabile.

Senza uguali e senza simili, affermato e indiscusso marcatore distintivo identitario della Regione Calabria, seppur patrimonio dell’umanità intera, nel 50° del loro ritrovamento in mare, di cui oggi, 16 agosto 2022 si celebra la grande festa, ancora una volta raccontano l’immortalità del loro tempo, la durevolezza della storia, l’indistruttibilità dell’arte.

Dal 1972, imponenti e fieri, i bronzi di Riace, si offrono nella loro interezza, nudi e abbaglianti, al Museo di Reggio Calabria. Da ogni parte del mondo, per questo compleanno della storia di cui essi sono la goduria e il piacere, è verso il MARRC di Reggio che invito a organizzare processioni di aerei, macchine, pullman. Colonie di giovani. Ciò che sarà visibile ai vostri occhi è di sconcertante bellezza. Verrà naturale prostrarsi innanzi ai Bronzi come coi Santi, che mentre i Santi sono nicchie sacre a custodirli, i Bronzi li custodisce la Calabria. La culla della Magna Grecia. 

Percorrendo il chilometro più bello d’Italia, come lo definì il D’Annunzio, arriverete nella casa in cui I bronzi di Riace, carichi di vigore e bellezza, vi incanteranno. Qui comprenderete che la Calabria, con il suo carico di Magna Grecia, non è una trovata qualunque, ma una verità assoluta. 

Poi dirigendovi verso la costa Ionica, sostate a Riace, immergetevi nello Ionio, i Bronzi laggiù fanno sempre magie, raccontano cose che non si sono mai dette.

Buon compleanno ragazzi, buon cinquantesimo miei eroi. Buona festa, Bronzi, e che la bellezza vi accompagni sempre. Anzi, porti innanzi a voi il mondo intero a stupirsi. (gsc)

IL FERRAGOSTO DEI BRONZI: È L’ANNO ZERO
DOPO 50 ANNI DI ASSURDA NONCURANZA

di SANTO STRATI – Buon anniversario, Bronzi. Se per voi, eroi venuti dal mare, è un compleanno in fondo modesto (cosa sono 50 anni contro i 2500 portati splendidamente?), per i nostri amministratori locali e regionali è forse l’occasione giusta per rimediare a cinque decenni di noncuranza e trascuratezza. Per carità non parliamo dei restauri che vi hanno fatto più belli e più affascinanti che mai, bensì dell’opportunità che sin dal vostro primo giorno sulla spiaggia di Riace avrebbe dovuto essere colta per trasformarvi in testimonial eccezionali, non solo della cultura magnogreca e della grecità mediterranea, ma di una terra che trasuda cultura in ogni angolo, ma non riesce a farlo sapere.

Anche quest’anniversario risulta maldestramente organizzato (pur con le dovute eccezioni): si aspettava da anni la ricorrenza, si è aspettato l’ultimo momento per non-organizzare qualcosa di importante e di significativo. Che facesse da traino. Alcuni forestieri in fila al Museo per vedere i Bronzi (sotto un sole cocente perché nessuno provvede a mettere una tenda provvisoria che offra riparo dalla calura) hanno osservato con mestizia: «sembra che la città non sappia di avere questi tesori: altrove avrebbero riempito le strade di colore, di nastri, avrebbero creato un clima di festa, ma a parte la meravigliosa offerta del Museo, non si avverte nessun coinvolgimento». Parole sante, che non hanno necessità di commenti.

E allora, questo anniversario deve costituire il punto di ripartenza per utilizzare, anzi sfruttare (è il termine più adatto) la propulsione mondiale che i bronzi possono costituire come attrattori di quel turismo culturale (non d’élite) che riempie i musei, i luoghi d’arte, i siti archeologici, le chiese, i conventi, i castelli, etc. Quel turismo che dovrebbe diventare l’industria numero uno per la nostra terra. L’industria dell’accoglienza, quel modo di essere che è dentro il DNA dei calabresi che sentono innata l’ospitalità e il riguardo verso il forestiero. Qui, però, non si tratta di nobilitare (perché non ce n’è bisogno) la passionale capacità di accoglienza del popolo calabrese, bensì di trasformare un’affinità in un business che porti prima di tutto occupazione per le giovani generazioni e quindi benessere e prosperità al territorio.

La Calabria mai come in questo momento, sta vivendo una particolare condizione di meta preferita per i vacanzieri non del tipo “mordi e fuggi”, bensì luogo ideale per chi vuole scoprire luoghi, genti e ricchezze del territorio. Questa terra è ricca di tutto ma sono i calabresi, per primi a ignorarlo, quando non – peggio ancora – fanno in modo di non farlo sapere agli altri. C’è un patrimonio artistico e culturale splendido e invidiabilissimo: i Bronzi costituiscono un attrattore unico e formidabile per chiunque. E chi arriva a far visita ai Bronzi nella loro bellissima casa che è il Museo archeologico di Reggio, sarà tentato di scoprire le tante altre meraviglie di questa terra: tre parchi nazionali, una ricchezza paesaggistica senza eguali, siti archeologici pieni di sorprese (pensate ai magnifici mosaici della Villa Romana di Casignana pressoché sconosciuti) e, non ultima, un’offerta eno-gastronomica da incanto.

La Calabria è una terra ricchissima, ma i calabresi continuano a non saperlo: ci sono opportunità da cogliere in tutti i campi, a cominciare da quello del turismo. Gli attrattori del turismo sono la cultura, il tema religioso, le vie del vino e della buona tavola: tanti eccellenti motivi per far scoprire la Calabria e far innamorare chiunque venga per curiosità, vacanze, lavoro. Non si può continuare a pensare che bastino sole, mare e pesce fresco. Scusatemi la citazione, lo scrivevo esattamente 50 anni fa, quando ho cominciato fare il giornalista: non è cambiato nulla, purtroppo.

Da quel 21 agosto, quando i carabinieri sommozzatori portarono a riva le due statue, dono dello Jonio e ricompensa inaspettata per i calabresi dimenticati e abbandonati da tutti, in 50 anni non c’è stata alcuna iniziativa seria per valorizzare questo straordinario e unico tesoro che il mondo ci invidia. Non è necessario attendere il riconoscimento ufficiale dell’Unesco, i Bronzi sono di fatto patrimonio dell’umanità e la loro incomparabile bellezza rappresenta il pretesto per cambiare radicalmente la politica del turismo in questa regione.

Certo, non basta saper “vendere” abilmente a livello di marketing i Bronzi: non ci può essere turismo se mancano le infrastrutture, i trasporti, i collegamenti, la formazione del personale in ambito ricettivo. Gli ospiti vanno accolti, curati e tenuti nella massima considerazione, cosa che avviene nella quasi totalità delle strutture esistenti, ma non basta: servono i servizi, le strade, opportunità di spostamenti per chi non utilizza l’auto, per chi vuol venire a passare un week end per un bagno di cultura (e un’ottima cena, perché no?). Occorre pensare ai due aeroporti di Reggio e Crotone, sottoutilizzati, che potrebbero servire migliaia di potenziali visitatori, occorre valorizzare i porti turistici, rimettere in sesto stazioni ferroviarie abbandonate e proporre percorsi originali alla scoperta del territorio. Altro che le navette dagli aeroporti inventate dall’attuale assessore regionale al Turismo, che non servono a nessuno se non ai titolari di pullman e corriere.

Dunque, buon compleanno Bronzi, ma gli auguri preferiamo farli ai calabresi e a questa nostra terra: che finalmente trovi amministratori illuminati che sappiano utilizzare ciò che già c’è (e con i Bronzi si parte largamente avvantaggiati) ma siano in grado di avere una visione strategica per il futuro. Per il bene dei nostri ragazzi e per la riconoscenza (spesso anonima, ma ottimo passa-parola) che verrà loro da quanti scopriranno questa terra e le sue meraviglie. È un sogno, speriamo non diventi illusione. (s)

L’OPINIONE / Eduardo Lamberti Castronuovo: La Versilia lasci perdere i Bronzi

di EDUARDO LAMBERTI CASTRONUOVO – Mi sembra opportuno ritornare sulla questione copie dei Bronzi inabissate in Versilia.

Molte, anzi moltissime sono state le adesioni a quanto noi del Comitato Bronzi, e cioè Pasquale Amato, Francesco Alì e il sottoscritto, abbiamo fortemente denunciato, con coraggio ed a chiare lettere senza altro scopo che quello di portare a galla, per restare in tema, un vero e proprio misfatto.

Chiariamoci.

Soprattutto per quei pochi, anzi pochissimi, che more solito, hanno trovato l’occasione per scrivere qualcosa, probabilmente non collegando la realtà dei fatti a ciò che hanno scritto.

È ovvio, anzi naturale, che diverse possono essere le opinioni e che nel nostro Paese vige la libertà di pensiero e la libertà di stampa. Ma ciò non vuol dire che tutte le castronerie possono assurgere ad opinione reale o meglio a verità per una maggioranza che non esiste. 

Una vecchia canzone degli anni ’30 diceva “confondeva il trovator con la semiramide ”. La  stessa cosa è avvenuta sulla questione della quale stiamo discutendo.

Cioè, taluno ha confuso la cultura con l’economia o meglio l’arte con il business, cioè con l’interesse economico. Sono due cose ben diverse, che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti e soprattutto con la dignità di un popolo, messa in discussione per una vera e propria appropriazione indebita.

Innanzitutto una gentile Signora, che scrive molto spesso, parlando anche a “muzzu”, come diceva un caro amico scomparso ormai da anni, si domanda come mai questo Comitato sia venuto fuori ora e quali siano le sue origini. La gentile Signora, per la quale nutriamo il più assoluto rispetto, non conosce i fatti e la storia. Dice di essere  una cittadina non reggina ma che abita a Reggio da molto tempo ma evidentemente è lontana mille miglia dalla conoscenza dei fatti che riguardano la nostra città.

Il Comitato è nato nel 2009 ed ha evitato, gentile Signora, che i Bronzi fossero trasferiti in un ipotetico e non esistente laboratorio di restauro del Ministero dei Beni Culturali. Erano pronte financo le lettighe nel cantinato del Museo, per trasportare i Bronzi, appunto a Roma.

Il Comitato, costituitosi nell’immediato, e con il supporto, la storia parla per noi, dell’allora Presidente del Consiglio regionale, on. Giuseppe Bova, si riunì nell’immediato in una oceanica assemblea che stabilì addirittura di realizzare una catena umana  attorno al Museo per impedire il trasferimento dei Bronzi. Il risultato fu vincente, sempre più gentile Signora, tanto è vero che i Bronzi sono rimasti  a Reggio Calabria, appunto perché il presidente Bova mise a disposizione una salone del Palazzo Campanella per il restauro delle famose statue e la popolazione fu coesa ed irremovibile.

Quindi il Comitato c’era, c’è e continua ad esserci.

Altri soloni hanno scritto che avrebbero fatto bene i toscani a realizzare queste copie inabissandole perché hanno , contrariamente a quello che abbiamo fatto noi calabresi, sfruttato l’importanza dei Bronzi di Riace.

A questi soloni vorrei rispondere che il Comitato e quindi noi che abbiamo protestato non fa parte delle Istituzioni e dunque non ha alcun potere esecutivo, cosa che invece hanno le autorità competenti che dovrebbero rappresentare il popolo.

Il dovere dei cittadini che amano questa Terra è quello di mettere a conoscenza del popolo quelle che sono le iniziative, in questo caso, a nostro parere e non solo, contrarie alla correttezza, alle norme comportamentali, all’etica, e soprattutto al rispetto della cultura e della dignità dei beni appartenenti alla gente.

Le copie dei Bronzi sono dei falsi, tanto falsi che non meritano certamente l’attenzione di chi di cultura, ahinoi, capisce ben poco. Come si spiegano costoro la presenza di Sgarbi, come ho già detto in altro Editoriale, esperto di primo livello solo in turpiloqui se non per rendere credibile ciò che non lo è affatto?

Presenza che, in effetti, avrebbe voluto o vorrebbe, si utilizzi il tempo verbale che si vuole, conferire una dignità culturale ad un evento che nulla è, se non una vergognosa iniziativa  a scapito della cultura vera. Non c’entra nulla il fatto che esistono copie della Gioconda in tutto il mondo anche perché nessuna di esse viene esposta in un Museo o in una pinacoteca e soprattutto nessuno di queste croste viene inaugurata da Sgarbi o pseudo uomini di cultura come lui.

Inabissare i Bronzi per richiamare la gente è atto puerile e scorretto e soprattutto ingannevole oltre che ridicolo. Ancora.

Desta molta meraviglia che qualche rappresentante di associazioni importanti possa aver plaudito a questa iniziativa invece di occuparsi di favorire i suoi iscritti, attirando qui e non in Versilia i turisti. Non è facendo carachiri che si ottiene un risultato migliore per questa terra. Chi la ama davvero deve difenderla a spada tratta, contro queste vere e proprie contraffazioni.

Meraviglia anche la posizione di giornalisti calabresi che saltuariamente rientrano a Reggio quando affermano che l’operazione Versilia è positiva perché pubblicitaria. Pubblicitaria per la Versilia, non per noi!

Ha ragione chi dice che bisogna in tutti i modi far venire la gente a Reggio, e non sarà certamente il bluff della Versilia che porterà a Reggio tanta gente e tanti turisti.

Sarebbe opportuno aumentare il numero dei voli, abbattere le tariffe, rendere il Museo accessibile da tutte le parti del Mondo. Non possiamo glorificare la Versilia solo perché abbiamo il gusto stramaledetto “Riggitano” di farci del male da soli, plaudendo ai cittadini Toscani e andando addosso a chi ha il coraggio di dire la verità in questa terra. 

È qui il punto.

Bisogna avere la forza, la tenacia e l’orgoglio di difendere ciò che ci appartiene e non fare i maramaldo della situazione come hanno fatto tutti coloro che hanno scritto, in verità molto pochi, criticando l’iniziativa del comitato dei Bronzi, senza peraltro, come al solito proporre nulla di positivo.

Tacciano costoro e, se ne sono capaci, propongano cose positive così come abbiamo fatto noi del Comitato salvando i Bronzi dallo loro scomparsa da Reggio Calabria.

Perché è agevole pensare che se fossero partiti nel 2009, non sarebbero mai più ritornati in Patria. Di Pertini ce ne è stato uno solo. E di ciò sia cosciente ciascuno. (elc)

Il 16 agosto esce il brano “Bronzi di Riace Original Soundtrack”

Si intitola Bronzi di Riace Original Soundtrack la colonna sonora realizzata da nove pluripremiati compositori in occasione del 50esimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace.

Supernova Collettive, Marco del Bene, Demiurgo, Vittorio Giampietro, Roberto Lobbe Procaccini, Massimiliano Stefanelli, Dario Vero sono gli artisti coinvolti in una narrazione sonora che, partendo dal tema, si propone di esplorare l’Oro di Calabria: la Magna Grecia e i Bronzi di Riace in chiave contemporanea e cinematica.

Il progetto, ideato e curato nella veste di direttore artistico e compositore da Marco del Bene, creatore del sound logo originale, vede coinvolta una squadra di eccellenze italiane in un panorama di stili che va dalla musica classica all’elettronica. Nove tracce musicali basate sullo sviluppo della sequenza di Fibonacci e ispirate alla bellezza e al mistero dei Bronzi di Riace.

Bronzi di Riace Original soundtrack è un viaggio mistico e misterico attraverso i suoni e sulla scia dei Bronzi di Riace e del loro ritrovamento. Nove quadri di una storia che si sviluppa nella magia di Dario Vero in Parco di Laos, nella struggente dinamica sinfonica di Massimiliano Stefanelli delle tracce Epizerifi Skilletion, a cui si contrappone l’elettronica di Demiurgo in Tauriana. La profondità del racconto di Roberto lobbe Procaccini di Hipponion accompagna la poesia di Vittorio Giampietro in Sibari, gli echi epici dei Supernova Collective di Archeoderi e l’energia instagrammatica di Marco Del Bene – coordinatore del progetto – in Kaulon, che chiude la tracklist con una versione mistica del tema in Medma.

«I Bronzi di Riace sono cittadini della terra di Calabria – ha dichiarato Marco Del Bene –. La loro storia è intrisa di fascino e mistero. Così vicini e cosi distanti nella loro sensualità eterna, i bronzi sono immense icone di bellezza a cui è impossibile rimanere impassibili. Cercavo qualcosa che potesse sintetizzare la magia, la bellezza ed il mistero, qualcosa che potesse accompagnare i bronzi e l’anniversario del loro ritrovamento nella forma di sound logo. Una melodia ancestrale che potesse far risuonare l’ascoltatore facendogli percepire la profondità di questa storia straordinaria».

«Sono partito, così, dalla scrittura di un tema musicale ispirato alla sequenza di Fibonacci – ha proseguito –. Come per un film, da questo tema si è sviluppata una colonna sonora chiamando a raccolta colleghi, talenti della musica audiovisiva e non solo. Artisti che, con grande entusiasmo, si sono messi in gioco condividendo il percorso con divertimento e grande responsabilità in un omaggio a tutto tondo. Ogni autore, nel pieno rispetto del proprio stile, ha sviluppato la sua visione della melodia sulle base delle suggestioni dettate da un’ipotetica sceneggiatura. Ogni traccia ha un titolo dedicato ad un sito archeologico della Magna Grecia dedicando l’intero progetto a questi due testimonial di eccezione».

L’intera colonna sonora sarà a supporto della campagna di promozione Bronzi50. Il progetto è un percorso contemporaneo che mette al centro la Calabria e la sua capacità di farsi riscoprire grazie all’arte, alla bellezza e alla cultura.

Bronzi di Riace original soundtrack è solo uno dei progetti contemporanei che vedranno i Bronzi di Riace protagonisti di nuove narrazioni in Italia e nel mondo. Se da luglio a settembre verrà rilanciata e valorizzata in toto l’eccellenza della Calabria, in grado di proporre un’offerta che spazia dal teatro al cibo, dalla musica al divertimento, forte di una rete museale accessibile e articolata, da ottobre a dicembre la Calabria “viaggerà” in Italia e nel mondo, raccontandosi attraverso interventi artistici dal linguaggio contemporaneo che ne presenteranno la bellezza e la ricchezza nelle grandi città europee.

L’intera progettazione di Bronzi50 è stata fortemente voluta dalla Regione Calabria.

È possibile rimanere aggiornati su eventi e iniziative sui social ufficiali, Facebook e Instagram, @bronzidiriace50 e seguendo l’hashtag ufficiale #bronzi50. Inoltre sul sito www.bronzi50.it saranno periodicamente pubblicate tutte le novità, con approfondimenti e interviste disponibili anche sul canale YouTube dedicato, Bronzi di Riace Official.

L’Evento celebrativo Bronzi50 1972-2022 è voluto e promosso dalla Regione Calabria in collaborazione con il Segretariato Regionale per la Calabria del Ministero della Cultura, il Comune di Reggio Calabria ed il Comune di Riace, della Direzione Regionale Musei Calabria, del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, dell’Università della Calabria e di Unioncamere Calabria e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria. (rrm)

Verso il 50esimo dei Bronzi: Gli eventi organizzati al Museo Archeologico di Reggio Calabria

Entra nel vivo la programmazione estiva e delle celebrazioni per il 50esimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Oggi, alle 17.30, s’inaugura la mostra I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini, curata dal Direttore del Museo, Carmelo Malacrino: con foto di Luigi Spina.

«Un tributo alla bellezza e alla potenza iconografica dei Bronzi di Riace», ha spiegato Malacrino.

Giovedì 11 agosto alle ore 21:00, per il ciclo di incontri “Melodie d’estate”, gli studenti del Conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, diretto dal prof. Romano, si esibiranno nella splendida terrazza che affaccia sullo Stretto, tra le note di opere di Donizetti, Puccini e Bellini.

«Le iniziative proposte mirano a trasformare l’anniversario dei Bronzi in un’opportunità di promozione e valorizzazione per tutto il territorio – ha proseguito Malacrino –. Sono il frutto di collaborazioni, sinergie e reti istituzionali che hanno contribuito ad arricchire l’offerta culturale del MArRC, trasformando il Museo in luogo inclusivo e dinamico col territorio circostante».

Si proseguirà venerdì 12 agosto, alle ore 17:30, con il taglio del nastro in Piazza Paolo Orsi per la mostra Gli Eroi e la Magna Grecia. Insieme per i Bronzi di Riace. Un vero e proprio tributo ai Bronzi di Riace, nato dalla sinergia con i principali Musei della Magna Grecia: Napoli, Campi Flegrei, Paestum e Velia, Taranto, Matera, Sibari e tutti i Musei della Calabria. 

Sabato 13 agosto, alle ore 21:00, dopo il successo della prima edizione, tornerà il Premio Bronzi di Riace, conferito a personalità che si sono distinte nel campo della cultura, della promozione, della tutela e della scienza per i beni culturali. Un appuntamento speciale, a pochi giorni dalla ricorrenza del cinquantesimo anniversario dalla scoperta.

Lunedì 15 agosto è prevista l’apertura straordinaria del Museo, un’occasione speciale per trascorrere la festività all’insegna della cultura e della fruizione del proprio patrimonio. E martedì 16 agosto il Museo sarà aperto al pubblico nei consueti orari, per permettere di ammirare i tesori custoditi e, in particolare, i Bronzi, nel giorno dell’anniversario del loro ritrovamento. (rrc)

 

LA VERSILIA HA CLONATO I BRONZI DI RIACE
E LI BUTTA IN MARE: CHE BEFFA PER REGGIO

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Il 16 agosto 1972, due statue bronzee furono rinvenute sul fondo del mar Ionio, a Riace Marina, a circa 200 m dalla costa e alla profondità di 8.

Rewind. Il 14 agosto 2022, a cinquant’anni da quello storico ritrovamento, i due bronzi, in falsa copia (realizzate tra il 1990 e il 1995 dalla Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro), verranno inabissati nel mare della Versilia. A Marina di Pietra Santa, pontile di Tonfano.

Appropriazione indebita di una storia che, nello spirito oltre che nella manifattura, ha tutt’altra radice. Che è Meridione, è Mezzogiorno, è Magna Grecia. E non può e non deve prestarsi a esperimenti di sorta misurati altrove. Non può e non deve partecipare a esercizi di falsa palestra culturale, ordinati da chicchessia, le cui finalità hanno principi fin troppo bastardi e irregolari.
Sandro Pertini, presidente della Repubblica italiana, nel 1972, colpito anch’egli dalla stupefacente scoperta nel mare di Riace, attribuì ai bronzi la paternità che il luogo stesso del ritrovamento rivendicava per loro. Negli uffici anagrafe di tutto il mondo v’è per i bronzi un identico certificato di famiglia. La Calabria è madre e padre dei guerrieri della Magna Grecia. Non v’è altra appartenenza all’infuori di questa. 

I bronzi di Riace non sopportano clonazione, non approvano lo spatrio. E se c’è un posto in cui essere inabissati questo è lo stesso mare in cui sono stati ritrovati. Il mare della Calabria, lo Ionio delle albe incantate, il profumo delle acque di Riace. È questione di giustizia sociale e morale, storica, artistica e culturale.

I bronzi sono identità non esperimento, e semmai a tale situazione dovessero essere sottoposti, è qui che deve accadere, in Calabria, nell’acqua di cui per tanti anni si sono nutriti. La stessa che li ha conservati e protetti. I fondali che li hanno maternamente accuditi.

E poi, perché togliere i figli a una madre? Perché privare una madre dell’affetto dei propri figli e i figli dell’amore materno? Che razza di uomini siamo?! Sempre e solo assunti dal Dio denaro che non guarda in faccia nessuno, disereda se necessario, e si appropria dell’amore e della roba d’altri, e per il piglio d’avere, essere primi e sopraffare.

Un parco subacqueo a Marina di Pietra Santa, in cui verranno immersi due cloni dei Bronzi di Riace a grandezza naturale e il cui inabissamento verrà tenuto a battesimo da Vittorio Sgarbi, del quale è nota la grandezza di critico d’arte, ma altrettanto nota è la strafottenza rispetto al senso dell’appartenenza dell’arte stessa. Destinandola finanche la fuori luogo.

L’interazione del bronzo con l’acqua di mare aveva bisogno proprio dei bronzi di Riace, della loro forma, delle loro linee, per essere sperimentata? Non si poteva riprodurre l’effige bronzea di Ulisse magari attorniato dalle sirene, e renderlo, il mare della Versilia, parco marino ugualmente attrattivo, invece di ‘usare’ i bronzi di Riace, deviando i flussi turistici dalla Calabria verso la Versilia?
E poi un anno contro 2500, che cosa volete che sia? Un falso d’arte sicuramente.

È forse questo solo l’inizio di una politica oscurantista nei confronti di una Calabria che ha potenziale tanto da far tremare le vene nei polsi alle altre regioni? Perché questo sbattimento nei confronti di una regione che può, ma non deve, rispetto al resto d’Italia?
Non v’è pace per i due guerrieri, né rispetto per la terra di Calabria, la Magna Grecia da cui i nostri figli hanno i tratti e lo spirito. 

In Versilia si sarebbe potuto inabissare tutt’altro. I bronzi no. E vi prego, siete ancora in tempo per recuperare. Voi che avete avuto questa banalissima genialata e voi che l’avete approvata. Voi che non l’avete contrastata, e soprattutto voi, calabresi delle istituzioni e della politica, che vi siete fatti passare di lato, by-passare forse, quando invece avrebbero dovuto transitare sul vostro cadavere, e solo poi dal mare di Riace arrivare a quello della Versilia.

I bronzi traghettati da Caronte, verso un viaggio che più che un inizio, sembra essere un deludente finale. E allora, dicevo, siete ancora in tempo. È in tempo Reggio Calabria che i Bronzi li custodisce, è in tempo Riace che li ha iniziati, è in tempo la Calabria che se insiste muta e non avanza verso il fermo di questo ennesimo smacco italiano, metterà di suo pugno ulteriori prove agli atti, per essere condannata grande e amara. È in tempo la Versilia, affinché domani non pesi su di essa l’appropriamento indebito. 

È davvero una storia banale questa, di piccola dimensione e di scarso valore morale. Ma l’Italia è diventata davvero un piccinissimo paese, e gli italiani masse allo sbaraglio. I calabresi al macello.
Cosa resterà di noi? Lo chiedo ai calabresi. 

Se i bronzi fossero stati rinvenuti altrove, quel 16 agosto del ’72, oggi la Versilia avrebbe messo in atto questo progetto? Certo che no. Non glielo avrebbero permesso. Pensate se fossero stati ritrovati in Versilia, e il progetto di inabissarli fosse stato nostro, della Calabria. Non vi sono dubbi, con i riti del lutto ci avrebbero tolti dalla storia del paese, che tanto della punta dello stivale non fotte niente a nessuno.

Che triste storia quella della Calabria, che della terra dei padri non riesce a conservare nulla, e si confonde invece, e non si difende, e si cede come una puttana di bordello.

Il cinquantesimo dei bronzi avrebbe dovuto essere la nostra festa, la festa dell’arte, della storia, della grandezza dell’identità, quella in cui la Calabria avrebbe dovuto riempirsi di gente fino all’orlo. Traboccare. Da Riace a Reggio, percorrendo la via dei Bronzi, che sono tutto per noi, ma con la Versilia di mezzo rischiano di diventare nessuno. (gsc)

La copia dei Bronzi di Riace idea ridicola e lesiva

di PASQUALE AMATO, FRANCESCO ALÌ E EDUARDO LAMBERTI CASTRONUOVO – L’iniziativa delle copie dei Bronzi di Riace gettate in mare e recuperate dopo un anno per studiarne gli effetti è innanzitutto un’idea ridicola. Bisognerebbe tenere in mare le copie per circa 2.000 anni, ricreare le stesse condizioni climatiche, di salinità del mare, di fauna e flora che si sono avvicendate nello stesso periodo per provare a riprodurre gli effetti prodotti sugli originali.

Ci dispiace che gli organizzatori debbano sprecare risorse economiche e tempo per provare a scoprire risultati già acquisiti dal Ministero che, da quando i Bronzi sono stati ritrovati, ha già effettuato tre restauri (di cui il secondo e il terzo a Reggio) con i quali si è altresì cercato di porre rimedio ai danni procurati dagli agenti corrosivi e dalle ossidazioni provocate da tanti anni in fondo al mare. Se gli organizzatori di questa iniziativa inutile si fossero informati avrebbero evitato di fare una pessima figura.

Questa operazione, esclusivamente commerciale sebbene contrabbandata come pseudo-scientifica, è non solo ridicola ma anche offensiva verso l’impegno degli studiosi che si sono spesi in 50 anni di restauri e ricerche. È altresì ingannevole e lesiva dell’immagine dei due capolavori assoluti del V sec. aC nel mondo. Danneggia infine il primato dell’Italia come sede del più rilevante patrimonio artistico e culturale nel mondo.

Se davvero si vuole diffondere al meglio la conoscenza dei due capolavori, invitiamo il Ministero, la Regione e la Città Metropolitana a investire risorse per organizzare Voli e Treni Speciali per consentire ai visitatori italiani e stranieri di venire a Reggio Calabria per ammirare l’armoniosa perfezione artistica e l’ammaliante bellezza delle statue originali. Opere che sono Eccellenze Mondiali e Beni Identitari e inamovibili del Museo Archeologico della Magna Grecia di Reggio Calabria. (pa, fa, elc)

REGGIO – Al MArRC la mostra dedicata ai “Bronzi di Riace”

Domani pomeriggio, alle 17.30, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, s’inaugura la mostra dedicata ai Bronzi di Riace, con un percorso di immagini curato dal direttore del Museo, Carmelo Malacrino, e da Luigi Spina, riconosciuto da Artribune quale miglior fotografo italiano del 2020. 

Sedici fotografie di grande formato (90 x 134 cm) verranno esposte nello spazio della suggestiva scalinata piacentiniana del MArRC, proponendo un dialogo visivo fra le due sculture. La sequenza di otto più otto fotografie, dedicate rispettivamente alla statua A e alla statua B, metterà in evidenza un lento movimento che, seppur incessante, crea pause e ritmo.

«Questa esposizione, nata in collaborazione con il noto fotografo d’arte Luigi Spina, sarà un tributo alla bellezza e alla potenza iconografica dei Bronzi di Riace, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo a.C – ha dichiarato Malacrino –. Alla mostra, visitabile fino al prossimo 23 ottobre, si accompagnerà anche un prezioso catalogo, nel quale le immagini di Spina affiancheranno una narrazione storica e artistica sulle due statue, che ho avuto il piacere di redigere insieme a Riccardo Di Cesare, archeologo e docente presso l’Università di Foggia».

«Una narrazione – ha aggiunto – che immergerà il lettore nella storia suggestiva dei Bronzi, tra verità scientifiche e domande rimaste ancora aperte. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato per rendere possibile la realizzazione di questo progetto e del volume di corredo, la cui traduzione, in inglese e francese, sarà un efficace strumento di promozione e divulgazione dei Bronzi di Riace in tutto il mondo».  

«L’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto – ha spiegato Spina –, prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio dell’osservatore». 

Durante l’inaugurazione della mostra sarà presentato in anteprima al pubblico il libro fotografico “Bronzi di Riace”, quarto volume della collana Tesori Nascosti di 5 Continents Editions, nel quale i testi di Carmelo Malacrino e Riccardo Di Cesare dialogano con la ricerca fotografica di Luigi Spina. La pubblicazione, che vanta un’edizione italiana, una inglese e una francese, sarà acquistabile in tutte le librerie italiane e sul sito dell’editore a partire dal 19 agosto. (rrc)

SCILLA (RC) – Allo Scilla Jazz si ripercorre la storia dei Bronzi con Daniele Castrizio

È stato un viaggio nella storia dei Bronzi di Riace – di cui il 16 agosto ricorrono i 50 anni dal ritrovamento – quello fatto dal prof. Daniele Castrizio, nel corso della prima serata dello Scilla Jazz Festival, organizzato dall’Amministrazione comunale.

Il professor Castrizio, docente di numismatica presso l’Università di Messina, da decenni si dedica allo studio dei Bronzi di Riace e su di essi ha elaborato una teoria in merito alla loro creazione e alla loro identità. Ha all’attivo la pubblicazione di numerose opere, sia nel campo della Numismatica che approfondimenti sui Bronzi.

L’ultimo volume che ha curato I Bronzi di Riace. Studi e ricerche, edito da Laruffa Editore, vede inoltre la partecipazione dei più importanti studiosi in materia a livello internazionale e proprio, ieri commenta ironicamente l’autore, è stato consegnato a Richard Gere dalla vicepresidente della Regione Calabria.

Il racconto di Castrizio ha seguito lo spirito del luogo e non poteva mancare la narrazione dei miti di Scilla, strettamente legati a quelli di Reggio e alla nascita della parola Italia che appartiene proprio a questi lidi. Poi, entrando nel vivo dell’argomento e approfittando della complicità del pubblico attento, Castrizio ha portato sul palco la grande storia dei Bronzi di Riace attraverso risvolti nuovi e studi ancora inediti su questi capolavori di arte severa che oggi concorrono a diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Tra i più affascinanti recenti aggiornamenti gli studi effettuati su colori e materiali dei Bronzi di Riace che si soffermano sulla barba del Bronzo A, i cui riccioli lavorati singolarmente presentano quantità di stagno ogni volta differenti che consentirono all’artista di ottenere molteplici sfumature che andavano dal biondo al rosso.

Il docente ha poi passato in rassegna le più fantasiose teorie che negli ultimi tempi hanno avuto un immeritato risalto come quella che propone i Bronzi come guerrieri della Tracia imbraccianti la pelta (uno scudo troppo leggero per giustificare lo sforzo muscolare dei due eroi); e con sempre carismatica ironia ha avvicinato il pubblico anche ai particolari più tecnici come la realizzazione delle costole della statua B modellate su “salsicciotti di argilla” in un procedimento del tutto innovativo. (rrc)

I Bronzi di Riace conquistano Arisa

I Bronzi di Riace “stregano” e conquistano Arisa, la cantante pop che, per I Tesori del Mediterraneo, si è esibita a Reggio Calabria.

Accompagnata dal sindaco facenti funzioni della Città Metropolitana Carmelo Versace ed accolta dal Direttore del Museo Carmelo Malacrino, la cantante ha potuto apprezzare la maestosità dei due guerrieri rinvenuti nel mare della costa jonica 50 anni fa.
«”Felici di aver potuto accogliere un’artista di fama internazionale nella nostra città – ha dichiarato Versace a margine della visita al Museo – la sua esibizione, organizzata nell’ambito del programma promosso dalla Città Metropolitana per le celebrazioni dei Bronzi di Riace, in collaborazione con il Comune di Reggio Calabria e nell’ambito della kermesse I Tesori del Mediterraneo, costituisce un ulteriore motivo di attrazione per le due statue, che in questi mesi sono al centro di un ricchissimo cartellone di eventi ed iniziative culturali costruito insieme alle altre istituzioni territoriali».
«Ringrazio Arisa per aver accettato il nostro invito – ha concluso Versace – e naturalmente il direttore Malacrino per l’accoglienza e per lo straordinario lavoro di promozione culturale che stiamo condividendo nell’ambito del cartellone condiviso per le celebrazioni dei Bronzi». (rrc)