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Al Teatro Manzoni di Roma Il viaggio dei Bronzi di Riace

A Roma stasera al Teatro Manzoni “Il viaggio dei Bronzi di Riace”

di PAOLO DI GIANNANTONIO – Ogni volta, e sono parecchie ormai, che sono andato, a Reggio Calabria, ad ammirare i Bronzi di Riace ho pensato che non fosse sufficiente fare due giri intorno alle statue, ammirarle, dire “ma quanto sono belli” e andare via. Quello è – a mio avviso – solo l’inizio del processo di conoscenza dei Bronzi. C’è tutta una storia, una epica, da raccontare. E c’è da portarli, idealmente, fuori della Calabria. C’è da alimentare un flusso di notizie che li riguardano per fare in modo che il mondo continui ad interessarsi di loro, della Calabria e – più in generale – della cultura magnogreca.
Per questo abbiamo pensato, con gli amici che tra poco citerò, di mettere su uno spettacolo teatrale che stiamo portando in giro in Italia e, probabilmente, anche all’estero. Finora siamo stati a Montegrotto di Padova, Venezia, Gardone Riviera, Bergamo, Pizzo Calabro e Reggio Calabria, naturalmente.
I due capolavori si sono ‘riposati’ in mare per centinaia di anni, nei pressi della spiaggia di Riace. Poi sono stati ritrovati l, 52 anni fa, ed hanno ripreso – dopo complessi restauri – la eterna missione che è di raccontare al mondo la perfezione dell’arte greca, la storia, il mito e la leggenda della civiltà mediterranea.
In questi anni sono stati ammirati, indagati, studiati. Attorno a loro sono sorte – e non poteva essere diversamente – discussioni e polemiche tra esperti (e non) per stabilire chi fossero, da dove venissero e dove andassero prima di quel naufragio che li fece diventare calabresi a tutti gli effetti.
Oggi ci sono novità. Novità molto importanti.
Si debbono alla collaborazione (parola magica!) tra archeologi italiani e greci, culminata con una missione di un team italiano ad Argos, città del Peloponneso, ricca di testimonianze storico/archeologiche che non finiscono di stupire. Argos, a una decina di km da Micene, è la città di Heracles/Ercole e di Agamennone, di Tideo, il re che mangiava il cervello dei nemici, solo per fare tre esempi.
Ma eccoci alle novità che vogliamo raccontare con una serata che è informazione, intrattenimento ed anche performance artistica.
1.⁠ ⁠I Bronzi vengono certamente da Argos perché la “terra di fusione” servita a modellarli viene solamente da quella città. E questo è provato scientificamente.
2.⁠ ⁠Le statue erano esposte nell’Antica agorà di Argos: le impronte trovate su un basamento di pietra coincidono perfettamente con quelle del Bronzo B.
3.⁠ ⁠C’è una terza statua, in fase di restauro ad Atene, trovata ad Argos nei pressi di un antico laboratorio. La terra di fusione è la stessa degli altri due. Si confronterà anche la lega di bronzo e, se sarà uguale, i bronzi diventeranno tre.
Questo verrà spiegato da Daniele Castrizio, l’archeologo reggino che da anni studia i Bronzi e che è arrivato ad ipotizzare, in base a ricerche su autori greci e romani, anche l’identità delle due statue: Eteocle e Polinice, figli di Edipo, che si affrontano in uno scontro fratricida per il potere a Tebe. Eschilo racconta che si combattono fino a morire entrambi, sotto gli occhi della madre Eurigania, della sorella Giocasta e dell’indovino Tiresia. Una scena a cinque che potrebbe essere stata affidata ad una potente “scena teatrale” con cinque statue protagoniste.
Tutto questo è ricostruito dal visual designer Saverio Autellitano, che ha studiato i Bronzi millimetro per millimetro ed ha trovato tracce interessanti a conferma di questa tesi.
Castrizio e Autellitano spiegheranno anche perché sono convinti che le due statue fossero state portate a Roma, dove rimasero per parecchio tempo. Al Foro di Pompeo, a tre chilometri in linea d’aria , più o meno, dal teatro Manzoni, dove performereremo lo spettacolo.
All’intensità interpretativa della attrice Annalisa Insardà sono affidate le parti recitate che raccontano il culmine della tragedia dei fratricidi mentre la musica e le parole del
musicantore Fulvio Cama riportano all’atmosfera e ai miti della Magnagrecia.
Resta da accennare alla cronaca “nera”: c’è chi dice che i Bronzi nel mare di Riace fossero tre e che qualcuno ne abbia sottratto uno, facendolo partire clandestinamente per la California, destinazione Museo Getty, che però smentisce tutto. Si ricorda anche il
misterioso sequestro di Paul Getty III da parte della n’drangheta nel 1973. Si disse che forse si trattò di un modo per costringere il nonno miliardario a pagare quello che era stato
pattuito per la terza statua. Ma sono voci destinate a rimanere tali.
I Bronzi, intanto, si apprestano ad essere sottoposti ad una ennesima e provvidenziale fase di restauro… (pdg)