Nella guida di Repubblica su popolo Arberesh una sezione dedicata alla Calabria

Nella guida di “Repubblica” intitolata Albanesi d’Italia, storia e volti del mondo arbëresh, c’è una sezione dedicata alla Calabria.

La guida rappresenta un pregevole compendio informativo e un agevole vademecum per conoscere la cultura arbëreshe. I discendenti delle popolazioni albanesi al seguito del principe e condottiero Giorgio Castriota Skanderbeg che, a causa dell’invasione ottomana, dalla seconda metà del XV secolo, migrarono dall’Albania, dall’Epiro e dalla Morea verso l’Italia meridionale. 

Questa storia avvincente trova una radicata e vivace testimonianza nelle comunità calabro-arbëreshe presenti in ben 31 comuni calabresi (situati in provincia di Cosenza, Catanzaro e Crotone) che per rilevanza numerica, ma soprattutto per l’importanza storico-culturale che rivestono, rendono la Calabria la regione italiana più rappresentativa per la minoranza storico-linguistica arbëreshe, cosi come riconosciuta dalla legge 482/1999 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”. 

In apertura, dopo l’introduzione del direttore Giuseppe Cerasa, c’è un commento (“Fieri del popolo arbëresh di Calabria”) del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, che evidenzia la specificità unica della Calabria, regione con ben tre minoranze linguistiche (greca, arbëresh e occitana), eredità di un passato in cui popoli e culture differenti coesistevano in una sorta di koinè culturale. 

Nella guida si distingue una corposa sezione che vede protagonista la Calabria e al cui interno è presente un inserto dedicato ai 31 comuni arbëreshe che, scrive il presidente Mancuso, «oggi sono considerati un felice esempio di integrazione proprio grazie al rapporto dialettico tra identità e alterità che i discendenti hanno saputo tramandare».

«A presidio dell’idioma e degli studi albanologici – si legge – ci sono le attività di approfondimento e ricerca della cattedra di Albanologia dell’Università della Calabria, così come l’aspetto religioso – centrale e fortemente identitario nella cultura arbëreshe che ha mantenuto il rito greco bizantino – ha come suo fondamentale punto di riferimento l’Eparchia di Lungro».

Per il presidente Mancuso «la minoranza arbëreshe, grazie alla sua matrice fortemente identitaria, costituisce un arcipelago linguistico e culturale all’interno del territorio regionale che a tutt’oggi conferma la vitalità di questa comunità, divenendo un potente attrattore turistico di cui andiamo fieri e testimoniando la ricchezza culturale, materiale e immateriale, della nostra meravigliosa regione». (rrm)

 

Sanità, la soddisfazione di Forza Italia per operazione di Occhiuto su accertamento debito

Tutta Forza Italia calabrese è d’accordo su un punto: che quella fatta dal Roberto Occhiuto, presidente della Regione e commissario ad acta, sull’accertamento del debito sanitario, è un’operazione straordinaria.

«Un’operazione storica», come l’ha definita lo stesso Occhiuto ma che è solo l’inizio di un lungo percorso di ripartenza. «Abbiamo tantissimo da fare: sui pronto soccorso, sull’emergenza urgenza, sul reclutamento dei medici, su tutta la riorganizzazione del sistema sanitario», ha ribadito il Governatore in un video su Facebook.

Giuseppe Mangialavori, deputato e coordinatore regionale azzurro in Calabria, ha evidenziato come le importanti novità illustrate da Occhiuto «costituiscono un nuovo inizio e la premessa fondamentale per voltare finalmente pagina nel delicato e complesso campo dei servizi sanitari in Calabria».

«Il presidente Occhiuto – insieme all’intera struttura commissariale e al Dipartimento regionale – è riuscito a mettere in campo un’operazione verità che nessuno, in oltre dieci anni di commissariamento del settore – ha concluso – era riuscito a realizzare. Si tratta per la Calabria di un altro obiettivo centrato, e la dimostrazione che alla guida della Regione vi sia un amministratore che pone i diritti fondamentali – quale è quello alla salute – al centro della propria agenda di governo».

La sottosegretaria agli Esteri e dirigente di FI, Maria Tripodi, ha definito l’azione del commissario ad acta «un primo fondamentale passo verso l’accertamento del debito sanitario della nostra Regione».

«Da decenni – ha ricordato – si fantasticava su un debito miliardario della sanità calabrese: c’era addirittura chi ipotizzava cifre superiori a 3 o 4 miliardi di euro. Oggi il governo regionale – dopo che per 12 anni i commissari non erano riusciti in questa impresa – in pochi mesi ha ricostruito la storia contabile delle Aziende sanitarie e ospedaliere».

«Le richieste di presunti crediti maturati al 31 dicembre 2020 – ha continuato – sono di poco superiori a 862 milioni di euro, quelle riferite agli anni 2021 e 2022 quasi 364 milioni di euro».

«Cosa vuol dire? Che queste sono le cifre massime – ha detto ancora –, quanto chiedono i creditori, ma il debito reale – al termine delle operazioni di verifica condotte anche con l’ausilio della Guardia di Finanza – sarà molto probabilmente inferiore del 20/25%. In linea, dunque, con tante altre Regioni. Altro che debito monstre. Da qui potrà ripartire la sanità, da qui si potrà ricominciare a investire per i servizi e per la cura. Il presidente Occhiuto sta ancora una volta dimostrando che la Calabria può essere governata, governata bene e con piglio».

Giovanni Arruzzolo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, l’ha definita «un’ottima notizia per la Calabria».

«Per anni, con pregiudizio – ha spiegato –, si è lucrato su un’immagine della sanità calabrese irrecuperabile. Il commissariamento dei governi nazionali non solo non ha quantificato il debito sanitario, ma ha limitato all’osso i livelli di assistenza e alimentato a dismisura l’emigrazione sanitaria».

«Il presidente Occhiuto, in soli pochi mesi – ha ricordato – ha lavorato con determinazione e soprattutto ha realizzato un sistema di organizzazione senza precedenti per certificare finalmente il debito sanitario calabrese. Ora, per la nostra Regione si apre davvero una nuova era in questo settore, in cui si potranno finalmente restituire ai cittadini quelle condizioni di civiltà che per anni sono state negate».

Il capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale, Giuseppe Graziano, ha evidenziato come «Occhiuto ha dimostrato che la sanità in Calabria può essere governata e anche bene».

«Con la ricognizione aritmetica, dettagliata e precisa del debito della sanità la Calabria dimostra al Paese e all’Europa di essere una Regione normale, meritevole di ancora più fiducia e considerazione», ha detto Graziano, aggiungendo che «non occorreva molto, solo capacità e la consapevolezza di assolvere ad un ruolo – quello del governo – con coraggio e determinazione».

«È quanto ha dimostrato il governatore Roberto Occhiuto – ha detto ancora Graziano – restituendo alla nostra terra, in poco più di un anno, l’orgoglio di poter essere amministrata da una classe dirigente che finalmente si assume la responsabilità delle proprie azioni. Più che per la ricognizione del debito che oggi ci fornisce un quadro chiaro su come tracciare la rotta e uscire finalmente da quasi tre lustri di incertezze e decisioni abominevoli, ora siamo felici per aver ricollocato la Calabria nell’alveo della normalità che significa nuova programmazione e, per i calabresi, speranza in un futuro migliore. E tutto questo grazie a Roberto Occhiuto».

Francesco Cannizzaro, deputato di FI, ha dichiarato: «finalmente trasparenza e chiarezza segnano il governo della sanità in Calabria».

«Per la prima volta, nella storia recente della Regione – ha aggiunto – dopo oltre dieci anni di commissariamento, e grazie alla spinta del presidente Occhiuto, i cittadini calabresi hanno un quadro su bilanci, conti, debiti e crediti di un mondo che fino a poco tempo fa appariva agli occhi dei più come una grande e inavvicinabile nebulosa».

«Il debito sarà molto inferiore al miliardo di euro – ha continuato – Le cifre catastrofiche che hanno raccontato per anni non esistono e non esistevano. Semplicemente, in tanti in passato non sono stati in grado di fare bene il proprio mestiere. Ha vinto la determinazione del governo Occhiuto, ha vinto la buona amministrazione che consentirà ora alla Calabria di intraprendere un nuovo cammino nella tutela del diritto alla salute». (rcz)

Parola di Vita ripercorre il viaggio in Calabria di Papa Ratzinger

di PINO NANOIn un inserto speciale di 36 pagine Enzo Gabrieli direttore responsabile di Parola di Vita, ripercorre e ricostruisce il legame profondo che Papa Benedetto XVI ha avuto da Pontefice con la Calabria, riproponendo nel numero di oggi il fascino della visita che il Papa tedesco fece il 9 ottobre 2011 alla Certosa di Serra San Bruno tra uomini di fede che da secoli vivono in clausura. Un documento inedito e di straordinario valore mediatico.

«A qualcuno – scriveva in quella occasione lo stesso don Enzo Gabrieli, direttore Responsabile di Parola di Vita, il più antico periodico della Chiesa Calabrese – sarà sembrato strano, altri sono rimasti perplessi. Il papa parla del valore del silenzio. Lo ha fatto in Calabria, lo ha comunicato la sala stampa annunciando ai giornalisti il tema della prossima giornata per le comunicazioni sociali. Il messaggio sarà reso pubblico solo il prossimo 24 gennaio, ma nessuno ci vieta di ipotizzare che Benedetto XVI proprio dalla certosa di San Bruno abbia voluto anticiparne le linee». 

«La visita del Successore di Pietro in questa storica Certosa – ripete quel giorno Papa Ratzinger ai frati certosini di Serra San Bruno – intende confermare non solo voi, che qui vivete, ma l’intero Ordine nella sua missione, quanto mai attuale e significativa nel mondo dì oggi. Il progresso tecnico, segnatamente nel campo dei trasporti e delle comunicazioni, ha reso la vita dell’uomo più confortevole, ma anche più concitata, a volte convulsa».

Poi il Santo Padre aggiunge un concetto che farà il giro del mondo tanto efficace era: «Le città sono quasi sempre rumorose: raramente in esse c’è silenzio, perché un rumore di fondo rimane sempre, in alcune zone anche di notte. Negli ultimi decenni, poi, lo sviluppo dei media ha diffuso e amplificato un fenomeno che già si profilava negli anni Sessanta: la virtualità che rischia di dominare sulla realtà. Sempre più, anche senza accorgersene, le persone sono immerse in una dimensione virtuale, a causa di messaggi audiovisivi che accompagnano la loro vita da mattina a sera».

«I più giovani, che sono nati già in questa condizione, sembrano voler riempire di musica e di immagini ogni momento vuoto, quasi per paura di sentire, appunto, questo vuoto. Si tratta di una tendenza che è sempre esistita, specialmente tra i giovani e nei contesti urbani più sviluppa­ ti, ma oggi essa ha raggiunto un livello tale da far parlare di mutazione antropologica. Alcune persone non sono più capaci di rimanere a lungo in silenzio e in solitudine».

Per Papa Ratzinger quell’occasione fu l’occasione anche per ricordare la visita precedente che un altro Pontefice prima di lui aveva fatto ai frati di clausura, Papa Woytila.

«Nel maggio 1984, il beato Giovanni Paolo II indirizzò al Ministro Generale una speciale Lettera, in occasione del nono centenario della fondazione da parte di san Bruno della prima comunità alla Chartreuse, presso Grenoble. Il 5 ottobre di quello stesso anno, il mio amato Predecessore venne qui, e il ricordo del suo passaggio tra queste mura è ancora vivo. Nella scia di questi eventi passati, ma sempre attuali, vengo a voi oggi, e vorrei che questo nostro incontro mettesse in risalto un legame profondo che esiste tra Pietro e Bruno, tra il servizio Pastorale all’unità della Chiesa e la vocazione contemplativa nella Chiesa». 

Il discorso che Papa Benedetto XVI tiene in Certosa è carico di emozioni forti.

«Cari fratelli – dice il Santo Padre ai frati del Grande Monastero calabrese –, voi avete trovato il tesoro nascosto, la perla di grande valore. Avete risposto con radicalità all’invito di Gesù: “Se vuoi essere perfetto, va, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!”. Ogni monastero – maschile o femminile – è un’oasi in cui, con la preghiera e la meditazione, si scava incessantemente il pozzo profondo dal quale attingere l’acqua viva” per la nostra sete più profonda. Ma la Certosa è un’oasi speciale, dove il silenzio e la solitudine sono custoditi con particolare cura, secondo la forma di vita iniziata da san Bruno e rimasta immutata nel corso dei secoli».

E qui arriva l’analisi di benedetto XVI sul valore del silenzio.

«Ritirandosi nel silenzio e nella solitudine, l’uomo, per così dire, si “espone” al reale nella sua nudità, si espone a quell’apparente “vuoto” cui accennavo prima, per sperimentare invece la Pienezza, la presenza di Dio, della Realtà più reale che ci sia, e che sta oltre la dimensione sensibile. È una presenza percepibile in ogni creatura: nell’aria che respiriamo, nella luce che vediamo e che ci scalda, nell’erba, nelle pietre… Il monaco, lasciando tutto, per così dire “rischia”: si espone alla solitudine e al silenzio per non vivere di altro che dell’essenziale, e proprio nel vivere dell’essenziale trova anche una profonda comunione con i fratelli, con ogni uomo!.

Troppo semplice se fosse tutto automatico, ma il Papa sa bene che nulla è scontato.

«Non basta infatti ritirarsi in un luogo come questo – sottolinea nella sua omelia ai frati calabresi – per imparare a stare alla presenza di Dio. Come nel matrimonio non basta celebrare il Sacramento per diventare effettivamente una cosa sola, ma occorre lasciare che la grazia di Dio agisca e percorrere insieme la quotidianità della vita coniugale, così il diventare monaci richiede tempo, esercizio, pazienza, “in una perseverante vigilanza divina – come affermava san Bruno – attendendo il ritorno del Signore per aprirgli immediatamente la porta”; e proprio in questo consiste la bellezza di ogni vocazione nella Chiesa: dare tempo a Dio di operare con il suo Spirito e alla propria umanità di formarsi, di crescere secondo la misura della maturità di Cristo, in quel particolare stato di vita».

Bellissima lezione di cristianesimo. Indimenticabile il passaggio del Papa dalle mura della Certosa.

«Per questo – conclude Benedetto XVI – sono venuto qui, cari Fratelli che formate la Comunità certosina di Serra San Bruno! Per dirvi che la Chiesa ha bisogno di voi, e che voi avete bisogno della Chiesa. Il vostro posto non è marginale: nessuna vocazione è marginale nel Popolo di Dio: siamo un unico corpo, in cui ogni membro è importante e ha la medesima dignità, ed è inseparabile dal tutto. Anche voi, che vivete in un volontario isolamento, siete in realtà nel cuore della Chiesa, e fate scorrere nelle sue vene il sangue puro della contemplazione e dell’amore di Dio».

E nel caso qualcuno avesse ancora un dubbio nell’animo sulla validità della preghiera che si fa in una Certosa, il Papa tedesco arriva nella sua analisi fino in fondo, come solo lui da grande e illuminato teologo moderno sapeva fare. 

«La vita in una Certosa partecipa della stabilità della Croce che è quella di Dio, del suo amore fedele. Rimanendo saldamente uniti a Cristo, come tralci alla Vite, anche voi, Fratelli Certosini, siete associati al suo mistero di salvezza come la Vergine Maria, che presso la Croce stabat, unita al Figlio nella stessa oblazione d’amore. Così, come Maria e insieme con lei anche voi siete inseriti profondamente ne mistero della Chiesa, sacramento di unione degli uomini con Dio etra di loro. In questo – conclude il Papa – voi siete anche singolarmente vicini al mio ministero. Vegli, dunque, su di noi la Madre Santissima della Chiesa, e il santo Padre Bruno benedica sempre dal Cielo la vostra Comunità».

Una visita questa di Papa Ratzinger alla Certosa di Serra San Bruno che rimarrà negli annali della Storia della Chiesa e che oggi Padre Enzo Gabrieli su Parola di Vita riporta in vita è il caso di dire più bruciante e più attuale che mai. (pn)

 

L’OPINIONE / Giusy Princi: Calabria e Cuba hanno avviato percorso che non sarà legato solo alla medicina

di GIUSY PRINCI – È stato per me motivo d’orgoglio accogliere a Reggio Calabria, nel Palazzo della massima Assemblea regionale, l’Ambasciatrice di Cuba in Italia, Mirta Granda Averhorff. Proprio alla provincia reggina è destinato interamente il primo contingente di medici cubani legati all’accordo imbastito con la Regione. Calabria e Cuba hanno avviato un percorso che, sono certa, non terminerà con la brillante operazione del Presidente Occhiuto legata alla Medicina.

In attesa di programmare altro, sfruttiamo al meglio quest’occasione legata alla Sanità, nata da una grande intuizione e dalla forte caparbietà del Presidente Roberto Occhiuto, che ha il solo scopo di supportare le strutture ospedaliere della Calabria. Le enormi difficoltà in termini di organico non sono di facile ed immediata risoluzione; pertanto l’operazione in sinergia con Cuba è mirata a gestire l’emergenza, non è che una soluzione tampone.

Nel frattempo il nostro unico e prioritario obiettivo è quello di affidare la sanità calabrese ai nostri professionisti. Dobbiamo tuttavia guardare in faccia la realtà ed accettare che senza questa mossa del Presidente e Commissario ad acta, tutti gli ospedali calabresi andrebbero ancor più in sofferenza, messi già allo stremo dalle carenze strutturali e di organico. Piuttosto, ritengo che la Calabria con quest’operazione abbia creato un modello, che sicuramente verrà riprodotto da altre regioni.

Quella di oggi è stata, ovviamente, anche l’occasione per parlare di altro. Nel corso della visita dell’Ambasciatrice in riva allo Stretto abbiamo infatti già intavolato le trattative per un gemellaggio culturale e scolastico. È rimasta estasiata dalle nostre bellezze, tanto quelle paesaggistiche quanto quelle culturali. Ne è spontaneamente nata la volontà reciproca di collaborare per attuare altri progetti nel prossimo futuro, sfruttando al meglio ciò che una realtà può offrire all’altra. Come ha ben detto l’Ambasciatrice nel corso dell’incontro istituzionale in Cittadella, le relazioni umane sono fondamentali, arricchenti e danno beneficio a tutti. (gp)

Mammoliti (PD): Manovra finanziaria troppo timida per la Calabria

Il consigliere regionale del Pd, Raffaele Mammoliti, ha dichiarato che la «manovra finanziaria è troppo timida per la Calabria che resta in emergenza» e che «serve un piano straordinario del lavoro».

«L’approccio prudenziale della manovra da 5,8 mld – ha spiegato – non è certamente sufficiente ed in grado di affrontare da sola con la dovuta efficacia gli aspetti inediti del contesto economico, sociale e produttivo della nostra Regione. In tale direzione sarebbe stato auspicabile che nella sessione di bilancio fossero audite le forze sociali e produttive. Soltanto attraverso l’utilizzo proficuo e coerente delle risorse disponibili – appena 773 mln di Euro – pari al 13,3% iscritte in bilancio, le risorse della programmazione 2021/2027, le risorse del Pnrr, sarà possibile fronteggiare la drammatica situazione sociale, occupazionale e produttiva, che a partire dal 2023 rischia inevitabilmente di aggravarsi».

«Basti tenere in considerazione l’aumento del costo dell’energia e l’aumento del costo delle materie prime – ha proseguito – oltre ad alcune scelte del Governo nazionale, come il ridimensionamento del reddito di cittadinanza, per comprendere il reale rischio di una grave e drammatica crisi produttivo-occupazionale. Se non saranno garantite le risorse necessarie ai lavoratori forestali, al trasporto pubblico locale, per sostenere la stabilizzazione del diffuso precariato e per limitare i danni conseguenti alla diminuzione della platea dei percettori del reddito di cittadinanza, che coinvolge oltre 200.000 calabresi, anche la tenuta democratica della nostra Regione rischia di essere messa a dura prova. In tale direzione, la descrizione del quadro delle politiche che la Giunta regionale (Defr), intende implementare per il raggiungimento del Programma di governo presentato lo scorso 14 Dicembre 2021, dal Presidente Occhiuto, non appare sufficientemente adeguato, soprattutto in riferimento alla soluzione prevista del bacino del precariato».

«Pertanto si sollecita l’attuazione e l’impegno assunto all’unanimità dal Consiglio regionale – ha concluso – nella seduta del 23 Dicembre 2021, dell’Ordine del Giorno presentato dal sottoscritto, che prevedeva la realizzazione di un Piano Straordinario del Lavoro. Solo garantendo la dignità del lavoro, la Calabria potrà offrire risposte adeguate ai tantissimi giovani diplomati e laureati che sono costretti ad emigrare non solo fuori dalla Regione ma addirittura fuori dall’Italia». (rrc)

Reggio e la Calabria prime in Italia per numero di partecipanti ai Campionati di Astronomia

La Calabria guida, ancora una volta, la classifica nazionale per la partecipazione di studenti ai Campionati di Astronomia. Sono, infatti, 3582 studenti su 9322 partecipanti a livello nazionale.

In classifica seguono il Lazio, con 932 allievi, la Sicilia con 629, la Campania con 614,  Chiude la classifica delle venti regioni il Trentino Alto Adige, con 16 allevi.

I campionati di Astronomia sono banditi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ed affidati per la realizzazione alla Società Astronomica Italiana che opera su dieci sedi nazionali, di cui nove dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e una presso la Città Metropolitana di Reggio Calabria con il suo Planetario Pythagoras.

In Calabria gli istituti secondari di secondo grado che hanno superato quota 100 di allievi iscritti sono il Liceo Scientifico Enrico Fermi di Bagnara, il Liceo scientifico Michele Guerrisi di Cittanova. Da evidenziare i numeri del Liceo Scientifico Alessandro Volta di Reggio Calabria che partecipa con ben 651 allievi.

Un dato importante, superiore al totale delle regioni Sicilia e Campania, considerato l’indirizzo di studio ed il piano dell’offerta formativa che il Liceo pubblica sul suo sito, anche quello dei 337 partecipanti dell’Istituto D’Istruzione Superiore – Liceo Classico Oliveti-Panetta di Locri, una bella conferma dell’attenzione che i licei classici pongono verso le discipline scientifiche. Nella secondaria di primo grado guidano la carica dei 100 gli Istituti Comprensivi Carducci-Vittorino da Feltre, il Giovanni XXIII Di Villa San Giovanni, la Falcomatà-Archi, l’istituto Comprensivo Tommaso Campanella, il Telesio-Montalbetti, l’Istituto Rossano 3 – Roncalli di Corigliano-Rossano e l’Istituto Pascoli –Galileo Galilei.

Risultati di straordinaria importanza per il territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che già a partire dalla metà degli anni ’90, quando era ancora Provincia, ha investito convintamente nel settore della cultura scientifica, affidando a partire dal 2003 le attività didattiche e la gestione scientifica del Planetario Pythagoras alla Società Astronomica Italiana, ente morale e referente nazionale per quanto concerne le attività legate all’astronomia e all’astrofisica.

«Le attività – ha dichiarato il delegato alla cultura della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Filippo Quartuccio – sono molteplici e sono indirizzate alla formazione e alla divulgazione scientifica in favore degli studenti e all’orientamento dei giovani particolarmente interessati all’astronomia. Si aggiungono i corsi di aggiornamento e di alta formazione, anche a carattere residenziale, per insegnanti e giovani studiosi».

«A Stilo e Riace – ha aggiunto – si svolge da 27 anni la scuola residenziale, nazionale, di formazione per i docenti. Un lavoro enorme, con risultati davvero importanti, nonostante i progetti didattici legati all’astronomia non siano affatto di facile attuazione per svariati motivi. La nostra Città Metropolitana, grazie all’indirizzo a suo tempo impresso dal sindaco Falcomatà e confermato dal facente funzioni Versace, ha tentato di ovviare, in maniera certamente significativa, a queste difficoltà, attraverso le attività messe in atto dal Planetario che ogni anno forgia le menti brillanti dei nostri ragazzi, introducendoli nello straordinario mondo dell’Astronomia. Mai come in questo momento storico il nostro territorio ha bisogno di cittadini in cui sia sviluppato un legame emotivo con la cultura e la scienza. L’astronomia, da questo punto di vista, può essere il veicolo emozionale privilegiato per raggiungere questo obiettivo».

Soddisfazione è stata espressa anche dalla Responsabile scientifica del Planetario Pythagoras, professoressa Angela Misiano, che ha messo in evidenza «i brillanti risultati ottenuti  grazie al lavoro e alla sensibilità dei docenti che aderendo alle attività extracurriculari dimostrano attenzione verso i propri alunni e colgono il valore didattico e motivante di queste iniziative».

«Un grazie – ha concluso Misiano – riconoscente va al Direttore Generale dell’Ufficio scolastico Regionale Antonella Iunchi, che ha promulgato i Campionati presso le scuole della nostra regione che risulta prima non solo per gli alunni partecipanti ma anche per il numero di scuole iscritte, 54 anche qui seguita dal Lazio con 30». (rrc)

A Bruxelles amministratori calabresi a confronto sulle potenzialità offerte dall’Unione Europea

Quello che si è svolto a Bruxelles è stato un importante appuntamento istituzionale, dove una nutrita rappresentanza di amministratori locali si sono confrontati per discutere delle potenzialità offerte dall’Unione Europea.

Una tavola rotonda dal titolo Opportunità di finanziamento europei per la Regione Calabria, organizzato dall’europarlamentare Denis Nesci, e a cui ha preso parte anche il consigliere regionale Antonio Montuoro, presidente della Prima Commissione Consiliare Bilancio.

«Si è trattato di un momento di approfondimento e confronto sulle tante opportunità che l’Europa offre in termini di programmazione e fondi strutturali. Uno sforzo comune da approfondire a tutti i livelli per cercare di cambiare il volto della nostra regione attraverso importanti come quelli che l’Unione europea mette a disposizione», ha affermato Montuoro ringraziando l’on. Nesci per l’invito e augurando buon lavoro all’europarlamentare che «saprà essere strumento di raccordo tra il territorio e le opportunità offerte dall’Unione europea».

«La Commissione europea ha dato il via libera definitivo al Por Calabria 21/27 proprio qualche giorno fa – ha sottolineato ancora il presidente della commissione consiliare Bilancio –. Il primo programma plurifondo approvato in Italia. Parliamo di uno strumento finanziario di circa 3 miliardi e 700 milioni, compreso il Piano operativo complementare: la sfida della Regione Calabria sarà quella di pianificare al meglio queste risorse, al fine di rispondere alle diverse esigenze del territorio».

Una Europa al servizio dei territori, insomma. «È questo quello che chiedono i cittadini – ha rimarcato Montuoro – soprattutto in un contesto id grandi crisi come quella che stiamo attraversando. E soprattutto per una regione come la Calabria dove restano deficitari la maggior parte degli indicatori economici: la capacità di saper rispondere alle emergenze che interessano famiglie e imprese, dipenderà dalla qualità della spesa dei fondi e dalla conseguente competenza della programmazione europea: siamo già al lavoro per non perdere l’ultimo treno e garantire un futuro migliore alla Calabria e ai Calabresi». (rrm)

Le eccellenze calabresi ad Artigiano in Fiera di Milano

Ci sarà anche la Calabria, con le sue eccellenze, alla 26esima edizione di Artigiano in Fiera, in programma dal 3 all’11 dicembre a Fieramilano.

Si tratta di una manifestazione internazionale dedicata alla microimpresa in cui la Calabria, nel padiglione 3, metterà in vetrina le sue eccellenze con 123 attori del territorio.

Protagonisti, poi, a questa edizione, i Bronzi di Riace insieme alle 20 aziende della Città Metropolitana di Reggio Calabria, dove potranno far conoscere e vendere i propri prodotti durante l’importante manifestazione internazionale, dove si attendono più di un milione di visitatori e a cui hanno aderito 3000 artigiani provenienti da 100 Paesi di tutto il mondo.

La Metrocity ha scelto di presentarsi a Milano esaltando due dei simboli più identitari del territorio metropolitano: i Bronzi di Riace e il Bergamotto, che saranno protagonisti indiscussi delle azioni di promozione territoriale, pensati dall’Ente in occasione della Fiera. Le immagini della Città Metropolitana nei luoghi di passaggio obbligato per raggiungere i padiglioni, la presenza sui social e sul sito web ufficiale di AF e la realizzazione di uno stand promozionale con una grafica suggestiva, sono soltanto alcune delle attività di marketing messe in campo per garantire la massima visibilità al territorio metropolitano in una straordinaria vetrina internazionale.

«L’obiettivo è mostrare il meglio della Città Metropolitana, i simboli identitari, l’autenticità dei prodotti, le tradizioni enogastronomiche e musicali. In una sola parola, la cultura del nostro territorio che deve presentarsi al mondo orgoglioso della propria identità», ha commentato il sindaco ff della Città Metropolitana Carmelo Versace.

«La bellezza del nostro essere autentici – ha spiegato ancora – della capacità di rimanere ancorati alle tradizioni, sperimentando nuove connessioni; la forza di una cultura che affonda le radici in un glorioso antico passato del quale conserviamo caratteri e valori; il coraggio di piccoli imprenditori instancabili che credono nel proprio lavoro e nella possibilità di intraprendere un percorso comune di crescita che veda impegnati Istituzioni e Comunità. Portiamo tutto questo ad Artigiano in Fiera, presentiamo ciò che siamo, un popolo ricco di bellezza, di cultura, di forza e di coraggio».

«Stare accanto alle nostre piccole imprese e ai nostri artigiani, dando loro opportunità di confronto con nuovi mercati e con altre esperienze produttive è fondamentale per proseguire nella mission di sviluppo economico sostenibile del territorio metropolitano, in cui nessuno resti indietro. Andiamo tutti insieme nella stessa direzione, con consapevolezza e determinazione – ha concluso –. La grande partecipazione delle aziende a queste iniziative e le richieste di supporto e di vicinanza che raccogliamo giornalmente, ci fanno capire che dobbiamo spingere sulle attività in grado di esportare l’immagine del territorio, di aprire nuovi mercati e di creare nuovi canali di commercializzazione. I settori dell’artigianato, dell’enogastronomia, dell’agroalimentare hanno ampio potenziale di crescita e possono influire anche sul comparto turistico, per l’interesse crescente verso le tipicità, e di conseguenza su tutto l’indotto. Investiamo nel futuro». (rrm)

ENERGIA, OCCHIUTO: CI SIANO VANTAGGI
PER CHI PRODUCE FA FONTI RINNOVABILI

di ANTONIETTA MARIA STRATI – La Calabria è una regione che produce tanta, troppa energia. Eppure, i calabresi pagano le stesse bollette degli altri cittadini di regioni che producono meno energia. Come fare allora? Una idea l’ha offerta il Governatore della Regione, Roberto Occhiuto, intervenendo a Buongiorno Regione.

Il Governatore ha evidenziato come «sulle autonomie regionali penso innanzitutto che vada applicata la Costituzione, che stabilisce che i diritti devono essere assicurati ai cittadini italiani in maniera uguale e uniforme su tutto il territorio nazionale».

«Per questo occorre la perequazione, proprio per dare la possibilità alle Regioni più povere di assicurare gli stessi diritti a tutti. Al termine della perequazione, quando tutti i cittadini hanno acquisito gli stessi diritti, se poi ci sono Regioni che hanno capacità fiscali maggiori, credo che sia giusto consentirgli interventi ulteriori per i loro cittadini».

Occhiuto ha rilevato come «purtroppo la perequazione in questo Paese non ha mai funzionato negli ultimi anni, anzi quando si sono finanziati i servizi pubblici, lo si è fatto in ragione della spesa storica e non dei fabbisogni standard. Cominciamo a cambiare queste cose. Per quanto riguarda le materie delegate, ho già detto al ministro Calderoli che su questo tema noi accettiamo la sfida col governo».

«Faccio un esempio molto attuale, quello sull’energia – ha spiegato –. La mia Regione produce molta più energia rispetto a quella che consuma, ma i miei cittadini pagano le bollette elettriche allo stesso modo dei cittadini di altre Regioni che producono meno energia. Eppure produciamo una percentuale molto più alta di energia da fonti rinnovabili e dall’idroelettrico. Perché la mia Regione non può, dunque, tenere per sé i maggiori introiti fiscali derivanti da una maggiore produzione di energia alternativa?».

«Se io domani – ha continuato – dovessi ricevere un gruppo industriale che vuole realizzare un grande impianto eolico offshore, visto che la Calabria è una Regione molto esposta al vento, io dovrei convincere le popolazioni a ospitare quell’impianto.
È una cosa complessa, difficile, lo faccio perché è giusto per il Paese, ma sarebbe ancora più giusto che i cittadini avessero dei vantaggi concreti».

«Se non si interviene in questo modo, dando appunto dei vantaggi ai territori che investono sulle rinnovabili, non ci può essere un reale incentivo allo sviluppo dell’energia pulita», ha concluso il governatore.

E proprio di autonomia regionale e costituzione ha parlato, nei giorni scorsi in una intervista a La Repubblica Napoli, il presidente della Svimez, Adriano Giannola.

Nell’intervista, Giannola ha parlato di un’autonomia regionale che «è un siluro alla Costituzione sin dal 2001, ed è fuori dalla legge del 2009 che è stata elaborata e firmata dall’attuale ministro Calderoli. Questa si chiama eversione».

L’autonomia, che «è prevista dalla Costituzione – ha detto il presidente della Svimez –. Se fosse intellettualmente onesto, Fassino dovrebbe illustrare la corretta procedura prevista dall’articolo 116, che prevede possibili maggiori competenze per le Regioni e chiude con una frase molto semplice: “Nel rispetto dell’articolo 119” e della legge del 2009 mai applicata, dove si parla di fondi perequativi, senza vincolo di destinazione, e si rinvia a un altro stile ancora».

Del tema ne ha ampiamente parlato Pietro Massimo Busetta in un suo editoriale, sottolineando come «il Sud può contribuire insieme a tutto il Paese alle energie rinnovabili o anche ad ospitare i rigassificatori, ma non si vede il motivo per cui le pale eoliche, o i campi di impianti solari, che certo non migliorano il paesaggio, possano essere messe sulle colline siciliane o sul tavoliere delle Puglie o sugli Appennini e non possano essere piazzate invece anche sulle Alpi, o i rigassificatori non siano distribuiti per tutto il Paese».

«Bene bisogna – ha continuato – che ogni realtà regionale possa essere autonoma rispetto all’energia che consuma e nel caso invece si debba ricorrere a quella di regioni diverse, che queste siano indennizzate per il servizio che compiono nei confronti del Paese. Perché deve essere chiaro a tutti che gli impianti che creano energia sono un peso per le realtà che le accolgono che devono essere compensate in qualche modo».

Busetta nel suo editoriale ha ribadito che non è necessario «che profeti improvvisati e mai visti si presentino al Sud per venderci come opportunità quelle che invece sono solo esigenze legittime, ma da considerare più prezzi da pagare che incassi da ricevere. Il Sud non chiede soltanto di essere interlocutore adulto del sistema Paese, ma pretende di non essere considerato area coloniale nella quale catapultare, oltre che  i paracadutati della politica,  profeti per convincere i più riottosi della bontà di progetti della cui esigenza sono portatori le aree più industrializzate».

D’altronde, è da tanto ormai che la Calabria si sta muovendo sul tema dell’energia, soprattutto delle rinnovabili. Era il 25 maggio del 2021 quando l’allora assessore regionale all’Innovazione e Ricerca, Sandra Savaglio, aveva annunciato che «la Calabria può essere un centro di riferimento sulle energie rinnovabili e, con i suoi siti di ricerca, si candida a essere un nucleo strategico sul Mediterraneo nell’ambito del Pnrr».

E da qui, tantissime cose sono nate in Calabria. Sono nate le prime Comunità energetiche (secondo un report de La Repubblica, attualmente ce ne sono quattro), il presidente della Regione ha stipulato un importante accordo con il Gestore Servizi Energetica, società del Ministero dell’Economia, dalla durata di tre anni.

Un protocollo, questo in particolare, che prevede di sostenere la Regione Calabria nella pianificazione energetica regionale generando modelli virtuosi di economia circolare e agevolando il raggiungimento dei target di sostenibilità attraverso la diffusione delle fonti rinnovabili, dell’autoconsumo e della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico.

Le fondamenta ci sono. Serve solo attuare quello che Occhiuto ha suggerito, in modo da consentire ai cittadini calabresi di beneficiare del vantaggio di avere l’elettricità a km zero e prodotto in modo pulito. Se ciò venisse fatto, la Calabria potrebbe essere apripista per una perequazione che non è mai stata applicata. (bl)

 

Torna il Frecciarossa notturno tra Milano e la Calabria per il Ponte di Ognissanti e Immacolata

Nelle giornate del 28 ottobre, 1° novembre e 7 dicembre, tornano i collegamenti notturni dei Frecciarossa tra Milano e la Calabria. Trenitalia, infatti, ha predisposto sei nuovi collegamenti in occasione dei ponti di Ognissanti e dell’Immacolata.

Il Frecciarossa notturno partirà da Milano Centrale alle 21.20, con arrivo a Reggio Calabria alle 8.18 della mattina seguente. La partenza da Reggio Calabria è invece fissata alle 22.19, con arrivo a Milano alle 8.50 del giorno dopo. Disponibile nei sistemi di vendita di Trenitalia il Frecciarossa notturno ferma a Milano Rogoredo, Reggio Emilia AV, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella e, in Calabria, a Paola, Lamezia Terme Centrale, Rosarno e Villa S. Giovanni.  Il collegamento di ritorno per il ponte dell’Immacolata, previsto l’11 dicembre, verrà inserito successivamente nei canali di vendita con il completamento dell’offerta invernale.

Per raggiungere la Sicilia, inoltre, è possibile usufruire delle navi veloci di Blujet (Gruppo FS) in connessione con il Frecciarossa da Villa San Giovanni, per un facile interscambio fra i due mezzi di trasporto. Un servizio che si aggiunge alle Frecce e Intercity che collegano nord e sud del Paese per un’offerta sempre più flessibile, integrata e attenta alle esigenze di mobilità delle persone che, viaggiando di notte, potranno dedicare maggiore tempo allo svago e alla famiglia durante i ponti di novembre e dicembre. (rrm)