Il 19 ottobre il primo tavolo del Contratto Istituzionale di Sviluppo per la Calabria

Il 19 ottobre si svolgerà il primo tavolo del Contratto Istituzionale di Sviluppo per la Calabria. Lo ha reso noto la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, spiegando che la decisione di avviare il Cis è stata presa di concerto con la ministra per il Sud, Mara Carfagna, che sarà presente al pre-tavolo di martedì.

«La prima riunione si terrà il 19 ottobre e coinvolgerà i principali soggetti interessati. La Calabria ha ali più grandi del nido in cui l’hanno relegata anni di politiche miopi e fallimentari: il CIS è un punto di svolta per il nostro territorio» ha spiegato la sottosegretaria, sottolineando che «come cittadina calabrese e unica rappresentante della regione al Governo è mio dovere dedicare massima attenzione a un territorio martoriato, ma che ha enormi potenzialità».

«Per questo – ha spiegato – ho voluto promuovere l’avvio del CIS Calabria, ambito che rientra tra le mie specifiche deleghe ministeriali, prevedendo il coinvolgimento di tutto il territorio. Al pre-tavolo previsto martedì prossimo con la Ministra Carfagna, che ringrazio per il suo impegno, saranno con noi i rappresentanti dei Ministeri interessati, dell’Agenzia per la Coesione e di Invitalia, i Presidenti delle Province nonché il Presidente dell’Anci Calabria».

«Sarà prevista – ha spiegato ancora – una cooperazione rafforzata tra tutti i soggetti coinvolti con l’obiettivo di sostenere e accelerare gli investimenti per lo sviluppo economico e sociale, per la mobilità sostenibile, per la tutela dell’ambiente e per la promozione turistica e culturale».

«Verranno, inoltre – ha proseguito – adottati particolari criteri per l’ammissibilità delle proposte da parte degli Enti locali, in particolare modo sul piano della strategicità e della sostenibilità dei progetti».

«Con il Cis – ha concluso – sarà possibile valorizzare l’enorme patrimonio produttivo e culturale della Calabria, creando le condizioni materiali per superare certi stereotipi negativi e svelare a tutti la bellezza di un territorio così complesso e affascinante». (rrm)

Ttg di Rimini, al via gli incontri con i tour operator e i buyer

È cominciata l’avventura di “Calabria straordinaria” al Ttg-Traverl Experience di Rimini, il marketplace del turismo in Italia, in programma fino a venerdì 15 ottobre e che rappresenta, per la Calabria, non solo un momento di business, ma una vera e propria esperienza formativa su strategia, storytelling e contenuti.

I 38 espositori arrivati dalla Calabria stanno promuovendo le novità dell’offerta turistica e consolidando la vendita delle attrazioni già note e di successo. Un’occasione imperdibile, specie dopo il periodo pandemico da Covid-19, per fare promozione e pubbliche relazioni in presenza in un contesto dal respiro internazionale sia dal punto di vista business che consumer.

Un contesto di grande rilievo quello in cui la Regione Calabria torna a promuovere le proprie attrazioni attraverso gli operatori del turismo locale. (rrm)

Gli studenti di Calabria e Puglia rappresenteranno l’Italia alle Olimpiadi internazionali di Astronomia

Passa anche dall’astronomia il riscatto degli studenti del Mezzogiorno: sono, infatti, sei gli studenti, della Calabria e della Sicilia, che rappresenteranno l’Italia alle Olimpiadi internazionali di Astronomia, in programma a novembre.

Si tratta di Chiara Luppino, Ilenia Trunfio e Marco Carbone del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci di Reggio Calabria”, Vittoria Altomonte del Liceo Scientifico “Euclide” di Bova Marina, Raffaele Stoppa del Liceo Scientifico “F. Ribezzo” di Francavilla Fontana (Brindisi) e Alessandra Caggese del Liceo Scientifico “E. Fermi” di Bari.

I sei ragazzi si sono classificati primi tra 5142 coetanei superando le tre fasi precedenti: quella d’istituto, la regionale e la nazionale.

Il Comitato organizzatore, a seguito delle difficoltà legate all’emergenza Covid-19, non ha ritenuto opportuno convocare le squadre dei Paesi partecipanti a Matera, sede designata, ma ha optato per la distribuzione delle squadre nelle rispettive sedi nazionali.

L’organizzazione della competizione internazionale è stata, comunque, affidata all’Italia e l’osservatorio astronomico di Brera, a Milano, sarà la sede operativa per lo svolgimento di questa ultima fase della competizione. 

I finalisti italiani si recheranno, dunque, nel capoluogo lombardo nei giorni dal 5 al 13 novembre, per affrontare le tre prove teorica, pratica e osservativa.

Sul dato nazionale, sembra ancora una volta avere la meglio Reggio Calabria, dove ha sede il Planetario Pythagoras, struttura afferente alla Città Metropolitana e da anni capofila nella preparazione degli studenti nello studio dell’astronomia. 

Gli esperti della struttura, per consentire a Vittoria, Marco, Chiara, Ilenia di affrontare le prove con adeguata preparazione e serenità, li sosteranno per affinare la preparazione con un corso di approfondimento allargato a tutti i ragazzi interessati.

Le lezioni, infatti, potranno servire loro ai fini dell’edizione del 2022, il cui bando è in pubblicazione.

In Italia le Olimpiadi sono promosse dal Ministero dell’Istruzione – Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici, la Valutazione e l’internazionalizzazione del Sistema Nazionale di Istruzione, ed attuate dalla Società Astronomica Italiana in sinergia con l’Istituto Nazionale d’Astrofisica. (rrm)

 

Il ministro Carfagna a Reggio: Niente annunci, ma impegni concreti per la Calabria

«Sviluppo, nuove strategie di investimento e quindi occupazione… ma soprattutto infrastrutture e opere connesse, per colmare il gap Nord-Sud» ha dichiarato il ministro per il Sud, Mara Carfagna, nel corso della conferenza stampa nella sede Provinciale di Forza Italia, dove ha garantito «impegni concreti per la Calabria».

Il ministro, infatti, ha parlato degli impegni che intende portare a termine, con il supporto della Regione Calabria, grazie alla grande occasione per il Meridione che si chiama Pnrr, «il 40% del quale – lo ha ribadito con forza Mara Carfagna qui in riva allo Stretto – è destinato al Sud. Chi parla di scippi e di informazioni fuorvianti non sa di cosa parla».

111 milioni per le Zes di tutta la Regione; 11 milioni per l’autostrada Salerno – Reggio; 50 milioni di euro all’Autorità portuale per portare Gioia Tauro ai vertici d’Europa e per rilanciare in maniera definitiva il Porto di Reggio (aggiungendosi ai 15 milioni di euro dell’emendamento Cannizzaro). E questi sono solo alcuni degli interventi di cui ha parlato il Ministro per il Sud.

A questi Mara Carfagna ha formalmente assunto l’impegno anche per alcuni Progetti bandiera su infrastrutture ferroviarie e stradali per la Calabria, per un totale di ben 373 milioni di euro (fondi FSC 21-27), sui quali c’è già totale intesa con i Ministeri competenti e che saranno già inseriti nel prossimo Decreto: SSV completamento collegamento A2 S.Roberto – Campo Calabro – Piani Aspromonte (20 mln); SSV completamento collegamento A2 S.Roberto – Campo Calabro – Piani Aspromonte (20 mln); SSV completamento collegamento A2 S.Roberto – Campo Calabro – Piani Aspromonte (20 mln); SSV bretella collegamento pedemontana della Piana di Gioia Tauro (20 mln).

E ancora, SS 280 dei due mari Catanzaro – Cosenza (25 mln); trasversale Amantea – Cosenza (20 mln); SS106 – SP197 – SP252 collegamento Corigliano – Tarsia (10 mln); Ammodernamento collegamento A2 aree interne Vibo Valentia (15 mln); Collegamento SS106 tramite attraversamento del fiume Esaro (10 mln); Collegamento SS106 tramite attraversamento del fiume Esaro (10 mln); Completamento elettrificazione linea jonica (180 mln) e Riattivazione linee Taurensi (28 mln).

«Con un Ministro così pragmatico e attento alle necessità del Sud, sarà sicuramente più facile governare la Regione – ha dichiarato Roberto Occhiutoma starà al nuovo corso politico dimostrare quanto male abbia fatto prima di noi la Sinistra e quanto si sbaglia oggi chi pensa che amministrare qui sia impossibile!».

«Non c’è mai stata una simile convergenza di forze politiche ed istituzionali sulla Calabria – è la chiosa di Francesco Cannizzaroe sono orgoglioso di poter essere costante espressione sul territorio di questo tangibile impegno. La cambiamo questa Regione. Insieme!». (rrc)

Il Presidente Mattarella inaugurerà l’anno scolastico in Calabria

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 20 settembre, all’Istituto Omnicomprensivo di Pizzo Calabro, inaugurerà l’anno scolastico.

Si tratta della tradizionale cerimonia a cui il Capo dello Stato partecipa insieme al ministro dell’Istruzione e a diverse scolaresche. La presenza di Mattarella in Calabria, per Ernesto Magorno, senatore di Italia Viva, «è un importante segnale di attenzione verso la nostra regione possiamo solo essere grati al nostro Presidente». (rrm)

IL DISASTRO NEGLI OCCHI DEI CALABRESI
CON LA RABBIA DI CHI AMA QUESTI BOSCHI

di TOMMASO MARVASI – Il disastro. L’Aspromonte in fiamme. La mia amata montagna – la mamma che senza saperlo mi copriva amorosamente le spalle, mentre io guardavo il mare, dalla parte opposta, coi suoi orizzonti infiniti e la mia voglia giovanile di andare – brucia. Una sciagura di proporzioni bibliche, ma non un flagello: perché c’è la mano dell’uomo, non la punizione divina. Perché come hanno scritto le Guide dell’Aspromonte in una loro appassionata lettera «che tutti sappiano… Criminali e complici dei criminali, siate maledetti, voi che bruciate e voi che non avete fatto ciò che sarebbe servito a fermarli. È come se bruciassero i Bronzi di Riace… Sta bruciando l’Aspromonte. Non sterpaglie o erba secca, l’Aspromonte selvaggio e quasi intatto, quello dei boschi antichi, degli alberi millenari e dall’altissimo pregio. Bruciano la foresta di Acatti e la Valle Infernale, di recente divenuta patrimonio Unesco. Brucia lo Zomaro e i boschi di Roccaforte, nuovi focolai si segnalano nell’area grecanica».

Il primo impatto con l’incendio l’ho avuto, senza capirne la portata effettiva, nel pomeriggio di sabato 8 agosto. Ero a San Luca, all’inaugurazione della mostra fotografica Occhi di donna, una bella, colta e intelligente raccolta di più di un secolo di fotografie di donne di San Luca. Tutte bellissime. Anche quelle di donne dai tratti più arcigni, ma ispiranti dignità e forza; oppure quelle sprizzante la prepotente bellezza mediterranea ed i fieri lineamenti greci. Fino all’inaspettata donna dai capelli chiari e dagli occhi azzurri, forse una diretta discendente dorica. Oppure la sorpresa di scoprire la analfabeta, Settilia Palma Mammoliti, forse l’ultima poetessa solamente orale della storia (la notazione è di mio figlio Antonio, che mi accompagnava e che si occupa di letteratura a livello universitario), una “aeda” del XX secolo.

Ecco, quella cerimonia di apertura – presente anche Nino Spirlì, Presidente f.f. della Regione, vestito alla Salvini, con una polo della protezione civile – cominciò con un minuto di silenzio, un solidale raccoglimento che quella gente di montagna tributava in memoria delle ultime due vittime del fuoco, Antonino e Margherita Cilione, di Bagaladi, comune dell’area grecanica, dall’altra parte della montagna. Nelle parole del sindaco Bruno Bartolo – una mia recente conoscenza, ma col quale avverto una vicinanza come un amico antico – l’orgoglio per quello che le ragazzine del paese avevano saputo fare, senza fondi, senza aiuti esterni, con la loro determinazione e volontà.

Ma subito dopo eccolo esprimere la preoccupazione per l’incendio che saliva verso Montalto, che minacciava la distruzione non solo di un patrimonio naturale unico ed irripetibile, ma anche di una ricchezza culturale senza pari: che anche se espressa da incolti, come poteva essere l’aeda Settilia, era pur sempre il frutto di una tradizione plurimillenaria.

Nonostante le preoccupazioni del sindaco rimanevo lì incantato a sentire le storie delle ragazzine di San Luca. Scoprire una poco più che bambina, Miriam Giorgi, autrice di una trilogia di romanzi, nominata Alfiere della Repubblica. Ascoltare le aspirazioni, i sogni di queste giovani donne. Ma anche le loro paure, che non hanno nulla in comune con i problemi delle loro coetanee di altri posti.

Il loro chiedersi su dove potranno andare, su come potranno proporsi nel mondo, con quella loro origine di un paese meraviglioso come San Luca, che si è voluto fosse più conosciuto come capitale della ‘ndrangheta che come paese natale di Corrado Alvaro, gigante della letteratura del Novecento. Magari con un cognome di una delle famiglie più tristemente famose. O addirittura di queste parente, con la consapevolezza – esplicitamente espressa – che non potranno avere accesso a tante opportunità; che, ad esempio, non potranno mai pensare, con quel cognome e con quelle parentele, a costituire una impresa, stante la certezza della interdittiva antimafia, uno dei più discussi istituti giuridici della nostra epoca, soprattutto per come viene spesso abusato.

«Ma io», si chiedeva una di loro «che colpa ne ho se mio padre ha un parente mafioso; quale reato ho compiuto?».

La mostra Occhi di donna delle ragazze di San Luca era previsto si concludesse il 14 agosto. Perché la palestra della bella scuola media (che vanta un teatro ideato da Michele Placido) dovrà essere subito riadibita all’uso didattico. Non so come la mostra sia andata e se ha avuto il successo che meritava. Temo che le fiamme che dalla montagna incombevano su San Luca e che la preoccupazione per il Santuario della Madonna di Polsi, letteralmente circondato dal fuoco, abbiano tenuto lontani moltissimi.

Forza Don Tonino, resisti. Io so per certo che ci sarà Polsi Ambiente 2022; è poca cosa, Rettore, ma un passo alla volta si fa un cammino lungo.

E soprattutto: forza, ragazze di San Luca. Fatevi fotografare con la fiamma di vita che ho colto nei vostri occhi: l’unico incendio che dovrete consentire e che non dovrà mai essere spento: neppure dalle lacrime.

[Courtesy La Discussione]

EMERGENZA INCENDI, LA CALABRIA BRUCIA
LA REGIONE DICHIARI STATO DI CALAMITÀ

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Si deve salvare la Calabria dagli incendi. E, per farlo, serve dichiarare lo stato di emergenza, esattamente «come è stato fatto per la Sardegna». È questa la richiesta avanzata non solo dai sindacati, ma anche dal sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, che ha chiesto formalmente «lo stato d’emergenza per tutti i Comuni colpiti dai roghi, c’è da risarcire chi nelle fiamme ha perso tutto».

Ma lo stato di emergenza non è abbastanza. Serve un Patto per il Clima contro le devastazioni degli incendi, che stanno interessando il Sud, in particolare la Sardegna, l’Abruzzo, la Sicilia e la Calabria. È la proposta lanciata da Legambiente e a cui hanno aderito, al momento, 40 sindaci, di cui 5 calabresi. Ma non basta: infatti, durante le tappe di Appennino Bike Tour, l’Associazione sta chiedendo ai primi cittadini di firmare per realizzare una Rete per il Clima dei sindaci della Ciclovia dell’Appennino, fatta di impegni concreti e obiettivi misurabili.

«Biodiversità e ricchezza paesaggistica vanno a fuoco, mentre si continua a disinvestire nella prevenzione e se non si interviene in maniera repentina, nei prossimi anni, a causa del cambiamento climatico, la situazione può solo che peggiorare», per questo «c’è bisogno di prevenzione puntando sulla pianificazione forestale a tutti i livelli, eseguendo l’analisi della previsione dei rischi e valutando le azioni necessarie per ridurre la vulnerabilità delle foreste. Serve inoltre il presidio e la cura del territorio e il contrasto all’abbandono del bosco. Infine, è necessario un decisivo e determinante impegno per la lotta al cambiamento climatico che è la sfida di tutte le sfide che avremo avanti in un futuro che è ormai prossimo» ha detto Antonio Nicoletti, responsabile Nazionale Aree Protette e Biodiversità di Legambiente, evidenziando come «eventi di questo tipo si ripresentano negli ultimi anni con frequenza e intensità crescente, per questo non possono essere affrontati in un’ottica emergenziale».

«Gli incendi che stanno devastando la nostra Regione – ha dichiarato la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta – sono il frutto dell’assenza di prevenzione, programmazione e controllo sui territori particolarmente importante, in connessione al fenomeno dei cambiamenti climatici, ma anche conseguenza di comportamenti criminali. Sono necessari interventi urgenti ed incisivi da parte delle Amministrazioni preposte per evitare i gravissimi danni alla collettività ed all’ambiente che si stanno purtroppo verificando».

A ribadire la necessità di «un lavoro più efficace per la prevenzione» degli incendi è stato il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, che ha sottolineato il bisogno di «programmare interventi immediati per ripristinare la sicurezza dei luoghi, c’è da organizzare una risposta efficace per evitare che alle prime piogge le montagne, senza la protezione di alberi e piante, vengano giù in fiumi di fango. Le istituzioni nazionali e regionali si attivino immediatamente. La Regione Calabria deliberi lo stato d’emergenza, come avvenuto in Sardegna».

«Siamo di fronte ad un disastro ambientale di proporzioni gigantesche» ha concluso Falcomatà, sottolineando come «il territorio della nostra Città Metropolitana è devastato dagli incendi. Anche ieri montagne e colline hanno continuato a bruciare. L’area grecanica è in ginocchio, centinaia di ettari di verde sono andati in fumo, alcune abitazioni sono state evacuate, alcune aziende danneggiate, le comunità sono allo stremo, i sindaci stanno lottando in prima linea rischiando anche fisicamente per contrastare l’emergenza».

A chiedere che la Regione Calabria dichiari lo stato di emergenza «per i territori che hanno subito, e che tutt’ora stanno subendo ingenti danni, a causa delle fiamme, che ancora stentano ad affievolirsi» sono stati Rosy Perrone, segretario generale Cisl Reggio CalabriaRomolo Piscionieri, segretario generale Fai Cisl Reggio Calabria, affinché «si attivino  con celerità tutte le procedure atte a risarcire e ristorare cittadini e aziende che hanno subito danneggiamenti e perdite».

«Ciò detto – hanno proseguito – occorrerebbe aprire una riflessione sul tema della prevenzione e di una politica di promozione delle aree interne e collinari dei territori della Città Metropolitana, anche con l’intuizione di una sinergia istituzionale da attivare con l’Ente Parco d’Aspromonte, oggi da guardare con particolare attenzione avendo avuto il riconoscimento patrimonio Unesco anche per le faggete Aspromontane, parco dentro al quale ricadono molti comuni soprattutto dell’area grecanica».

«Avviare percorsi di attività di valorizzazione – hanno detto ancora – prevenzione e tutela del paesaggio con gli operai forestali sarebbe una soluzione concreta per mitigare e contenere il dissesto idrogeologico; attraverso piani di protezione civile, il cui indirizzo deve essere comunemente indicato da Regione Calabria e Città Metropolitana, le cui deleghe all’agricoltura dovrebbero servire anche alla programmazione e gestione del patrimonio naturalistico».

«Chiediamo dunque, con forza e immediatezza, come Cisl – hanno concluso – un tavolo permanente in Metrocity che possa prevedere anche azioni e progetti strategici da inserire nella programmazione Recovery e, comunque, complessivamente nella progettazione finanziata, che lavori in sinergia con le altre istituzioni preposte alla soluzione immediata delle emergenze oltre che alla programmazione per il futuro. Il Sud è attenzionato dal governo ma noi dobbiamo fare la nostra parte, interagendo con programmi e progetti che concretizzino azioni reali».

Anche Denis Nesci, commissario a Reggio Calabria di Fratelli d’Italia, ha chiesto che la «Regione Calabria dichiari lo stato d’emergenza per i comuni e i territori devastati dalle fiamme, e per cittadini, imprese e attività che hanno subito ingenti danni. Soprattutto per ripristinare nel limite del possibile e lenire i danneggiamenti al patrimonio ambientale dei comuni colpiti, anche perché sono frazioni comunali che ricadono nel Parco d’Aspromonte, e nel quale risiedono alcuni tra i siti naturalistici o architettonici che costituiscono una fondamentale attrazione per il comparto turistico».

Massimo Misiti, coordinatore della campagna elettorali per le regionali in Calabria e deputato del Movimento 5 Stelle, ha criticato duramente la politica regionale, che «non sembra rendersene conto» della Calabria che brucia «dal Pollino allo Stretto, muore divorata dalle fiamme».

«Nessuna attività di prevenzione, controllo e programmazione – ha proseguito Misiti – per la tutela del patrimonio ambientale è stata posta in essere dalla Regione Calabria in questi mesi. Solo annunci non seguiti da fatti conseguenti. La normativa di pianificazione antincendio è rimasta alla prova dei fatti lettera morta. Una latitanza imperdonabile che ha comportato l’annientamento di interi boschi di inestimabile valore, che causerà in futuro, al presentarsi delle prime piogge, inevitabili fenomeni di dissesto idrogeologico, smottamenti e frane».

«È tempo – ha concluso – che qualcuno all’interno della Regione Calabria faccia mea culpa, prepari le valigie e torni a casa, di certa sciatteria e noncuranza i calabresi ne hanno piene le tasche e lo dimostreranno alle regionali d’autunno scegliendo di cambiare con Amalia Bruni presidente».

Ma non è solo Legambiente a essere impegnata sul tema incendi: il Polo Net di Crotone, che ha lanciato la campagna di sensibilizzazione Non bruciare il tuo futuro, che mette in condivisione poche ma importanti informazioni che possono contribuire a salvare la vita delle persone e dei boschi.

Le foto utilizzate per l’attività social consegnano, visivamente all’utente, la misura della possibile tragedia: sono accompagnati da testi semplici ma esplicativi ed attraverso lo slogan Non bruciare il tuo futuro, indicano a tutti la responsabilità verso la nostra terra.

«La cronaca – ha dichiarato Luigi Borrelli, presidente del Polo Net – ci sta consegnando un agosto caldo ed ogni giorno le Tv ci offrono dei veri bollettini di guerra con immagini forti di un Italia che sta bruciando; Sardegna, Sicilia e Calabria sono in pole position. Da qui, l’esigenza del Polo Net di lanciare una campagna che attraverso un vademecum ricordi i comportamenti da evitare. L’imperativo per tutti è quello di telefonare immediatamente e di avvertire le autorità preposte, ai primi avvistamenti di fumo, e di non pensare mai che qualcun altro lo abbia già fatto, perché in queste tragedie la tempestività può fare la differenza. – Non gettare mozziconi di sigarette o fiammiferi ancora accesi, possono incendiare l’erba e le sterpaglie».

«Se avvisti del fumo o un incendio chiama subito il 115 – ha aggiunto –. Mai dare per scontata l’avvenuta segnalazione: Chiama tu. – questi sono alcuni claim che accompagneranno la nostra campagna social. Quello che si auspica con questa attività social è la massima collaborazione di tutti per contrastare gli incendi. Tutto dipende da Noi». (ams)

In copertina foto dell’incendio boschivo ad Acri del 4 agosto, fotografato da Calabria Verde

 

L’OPINIONE/ Emilio Errigo: I poveri e gli indifferenti in Calabria

di EMILIO ERRIGO – Ho sempre avuto una forte attrazione positiva verso i poveri, non perché i ricchi mi irritassero tutt’altro, li considero un innesco indispensabile per la crescita economica e civile del Paese.

Amo gli ultimi, gli emarginati sociali e i diseredati, perché intravedo in loro più sensibilità e una carica di umanità, che a volte da nord a sud parrebbero essersi nebulizzati e assentati dai cuori nobili degli Italiani di tutti i tempi a me noti.

Si sa, ma credo che occorra ripeterlo per non dimenticare, che «il dolore crea solidarietà umana e la felicità indifferenza sociale».
Ora (in medio start virtus), non occorre essere ipocriti e incredibili, in considerazione che la felicità e la gioia, creano nella mente e nel fisico di chi ne sono i beneficiati, uno stato di benessere psicofisico, che inconsapevolmente spesse volte per non dire sempre, lo distraggono dall’essere solidale e più umano, con gli ultimi della vita terrena.

Gli indifferenti in Calabria e verso la Calabria, sono in forte crescita esponenziale, anche se dal centro e nord Italia, non giungono voci e buone azioni incoraggianti in tal senso.

I poveri e gli ultimi, sono come dei bambini indifesi, hanno bisogno di continuo sostegno, assidua presenza protettiva, vicinanza fattiva e tanta dolcezza affettiva.

Ho visitato e quando posso visito e colloquio con immenso piacere, povere persone anziane e grandi adulti, che vivono nella mia Calabria, nei loro occhi e sorrisi spenti, intravedo tanta sofferenza patita e scarsa assistenza fruita, non a causa Covid. Comprendo che quello che più li addolora è l’indifferenza e la solitudine.

Desiderano in verità molto poco, una visita, un saluto, un pensiero di umana solidarietà per lenire la loro condizione dell’essere poveri e dimenticati dagli indifferenti e dai piu fortunati ricchi.

Pure il Senatore Umberto Zanotti-Bianco, era un nobile e ricco del nord, eppure ha amato e fatto tanto per la Calabria, ed è stato sempre vicino e solidale ai bisogni dei poveri e degli ultimi della Calabria. (er)

(Emilio Errigo è nato in Calabria, docente universitario e Generale in ausiliaria della Guardia di Finanza)

SIDERNO E LA LOCRIDE, PNRR E PROGETTI
COSÍ PUÒ RIPARTIRE TUTTA LA CALABRIA

di MARIATERESA FRAGOMENI – Siderno, come tutta la Calabria,  sconta grosse difficoltà in ambito sociale ed economico. Da assessore regionale ho avuto modo di conoscere bene la Calabria sotto i vari punti di vista: sociale, economico, amministrativo. Da sidernese conosco la mia città da sempre. Nonostante ciò, in questi mesi l’ascolto costante dei problemi mi ha portata a realizzare un’idea ancora più chiara di quei deficit che il nostro territorio (come tutta la Calabria) sconta.

La nostra regione, dopo un triennio di ripresa ha un tasso di occupazione che si è attestato al 42,0 % (ancora circa tre punti percentuali sotto ai livelli pre-crisi del 2007 e con un divario negativo di 17 punti percentuali rispetto al resto del Paese). Uno dei principali gap è quello tra uomo e donna, che fa del nostro territorio una terra veramente difficile per tutte quelle ragazze che si vogliono mettere in gioco lavorativamente parlando. Il divario per genere, già superiore alla media italiana, ha continuato ad ampliarsi. A spiegarcelo corrono in nostro aiuto i dati di Eures, secondo cui l’occupazione maschile è aumentata dell’1,2 %, mentre quella femminile si è ridotta del 2,3 %. Tra i più importanti datori di lavoro che si possono evidenziare, nella nostra provincia, cioè a Reggio Calabria, vi è la ex “Ansaldo Breda”, ora facente parte della “Hitachi Rail Italy” che è all’avanguardia nella costruzione di treni regionali e metropolitane esportate in tutto il mondo. Un sito produttivo che dà lavoro a 500 addetti diretti senza contare quelli dell’indotto.

Sempre nel Reggino, vi è una importante presenza di altre industrie agroalimentari, fra le quali emergono “Mangiatorella” (acque minerali), “Fattorie Del Sole” e “Agrumaria Reggina”. Tutte realtà d’eccellenza che, se venissero sostenute adeguatamente, potrebbero essere un piccolo volano per lo sviluppo dei nostri prodotti agricoli e zootecnici. Per via degli effetti dell’emergenza Covid-19 e con un contesto di già strutturale debolezza, il mercato del lavoro calabrese ha risentito rapidamente e sono più che evidenti tutte le criticità del sistema economico e sociale della Calabria. Infatti, già nel primo trimestre 2020 si è rilevata una riduzione degli occupati dell’1,0% rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente. Gli occupati rappresentano circa il 36,5% della popolazione di 15 anni e più contro il 45,6% dell’Italia. Più elevato il tasso di disoccupazione (21,9% Calabria e 13,1% Italia). Inoltre, il tasso di occupazione maschile è 45,1% (cioè il +17%di quello femminile).

Sempre per ricollegarmi ai gap di genere prima menzionati. Con riferimento alle dinamiche economiche, come ci dice ISTAT, un primo aspetto da esaminare con attenzione, sia a livello centrale che locale, è quello relativo alle condizioni delle famiglie. Se gli indicatori di povertà identificano le casistiche più gravi, ulteriori dati statistici disponibili, come la fonte principale dei redditi familiari e il numero dei componenti occupati, consentono di mappare in maniera più ampia eventuali situazioni di fragilità economica. In Calabria(anno 2018) i valori degli indicatori di povertà sono decisamente più alti di quelli nazionali. Le famiglie che si trovano in uno stato di povertà relativa nella regione sono il 30,6 per cento rispetto all’11,8 per cento in Italia; anche l’incidenza della povertà relativa individuale (34,6 per cento) risulta più che doppia in confronto al totale del Paese (il 15,0 per cento). Le due fonti principali di reddito delle famiglie calabresi sono pensioni e trasferimenti pubblici(sussidi) e il lavoro dipendente. Nel primo caso, la quota regionale di famiglie beneficiarie, pari al 42,6 per cento, è significativamente più alta del dato nazionale (38,7 per cento). Nel caso del reddito da lavoro dipendente, percepito dal 42,1 per cento delle famiglie calabresi, la quota è di 3 punti percentuali al di sotto del dato nazionale (45,1 per cento).Con riferimento alla condizione occupazionale, emerge che il 22,2 per cento delle famiglie con almeno un componente da 15 a 64 non ha alcun componente appartenente alle forze di lavoro, una quota di 9 punti percentuali al di sopra del dato nazionale (il 13,2 per cento).Emerge inoltre che un terzo delle famiglie calabresi è priva di componenti occupati, contro un dato medio nazionale pari a poco meno di un quarto.

L’Istituto di Statistica ci dice, inoltre, che la disponibilità di internet in Calabria è qualcosa che rischia di minare fortemente la rivoluzione che il PNRR dovrebbe attuare e che si basa, in larga parte, sulla transizione al digitale. Non tutte le famiglie però sono ugualmente pronte a questo passaggio: in Calabria più di un terzo delle famiglie (il 32,7 per cento) non dispone ancora di un accesso ad Internet da casa. In Italia, invece, sono circa un quarto (il 23,9 per cento).Tra le famiglie che non dispongono di accesso alla rete, da notare che circa il 60 per cento di esse in Calabria dichiara di non sapere usare Internet (il 56,4 per cento in Italia), mentre il 21,7 per cento (contro il 25,5 per cento in Italia) non lo ritiene utile e/o interessante. Tra le famiglie che sono dotate di accesso alla rete, nella regione emerge una maggior propensione all’impiego della connessione a banda larga tramite telefonia mobile rispetto alla media nazionale (38,1 contro 33,7 per cento). In Calabria il 62,1 per cento tra le persone in età di 6 anni e oltre fa utilizzo di Internet, un dato alquanto inferiore rispetto alla media nazionale (70,4 per cento). Gli utilizzatori assidui (tutti i giorni) sono il 46,4 per cento (in Italia il dato è nettamente più alto: 54,7 per cento). Come emerge da questo resoconto, i dati non sono certamente positivi, ma Siderno, nello specifico, gode di una centralità unica nel Reggino. Il nostro mare, la vocazione turistica del nostro comune, le tradizioni e l’elemento, non ultimo, gastronomico e dell’artigianato possono essere, se ben valorizzati da una adeguata giunta comunale, un importate “magnete” per attrarre turisti da tutta Europa.

Siderno si sviluppa in armonia con la Locride e la Calabria, dentro una visione strategica che punti a utilizzare le risorse del dopo Pandemia attraverso idee progettuali fondate sulla riconversione ecologica e la transizione, la piena occupazione femminile e giovanile. Occorrono politiche per il reddito delle persone, la erogazione di servizi sociali e sanitari ispirata alla equità ed alla solidarietà. L’innovazione digitale e le risorse umane qualificate, insieme alle risorse, consentiranno agli Enti di raccogliere la sfida della spesa dei fondi. Oggi ,realizzare queste politiche, in coerenza con le linee guida illustrate dal presidente Draghi nella introduzione al PNRR ,è possibile. Io penso ad una Siderno libera dal bisogno, protesa verso nuove conquiste e libera dai poteri criminali che tanti danni hanno recato alla nostra realtà, fatta di una stragrande maggioranza di cittadini operosi e perbene. Considero la scelta del Sindacato di svolgere una grande manifestazione nazionale nella mia città una opportunità straordinaria, ho ritenuto sinteticamente di sottoporre loro alcuni spunti, consapevole che i problemi che la nostra città vive vanno rappresentati ai massimi livelli istituzionali. La mia idea di amministrazione è quella di un continuo confronto con le forze sociali e produttive e con la assemblea dei sindaci della Locride, della città Metropolitana di Reggio Calabria, la Regione Calabria, il Governo e l’Europa. Siderno può e deve ripartire, serve uno sforzo collettivo. (mtf)

Longo (Cambiamo!): Tema turismo sia in cima alle priorità da affrontare per rilancio della regione

Per Filomena Longo, responsabile Provinciale Turismo e Territorio di Cambiamo Reggio Calabria, «infrastrutture, trasporti, programmazione, formazione, tutela e promozione del territorio, sostenibilità: sono queste le basi da cui far ripartire il turismo in Calabria».

«Occorre una volta per tutte – ha evidenziato – porre il tema del turismo in cima alle priorità da affrontare concretamente e seriamente per il rilancio della nostra regione. Non è sufficiente accogliere turisti solo nei mesi estivi o durante il periodo delle gite scolastiche, come non è plausibile dover accettare tariffe aeree oltremodo esose per raggiungere la Calabria o partire dalla Calabria alla volta, spesso, di Milano e Roma per motivi di studio, lavoro o salute».

«La Calabria – ha proseguito – è una terra rigogliosa, ospitale, piena di tante opportunità ancora da valorizzare pienamente. Mare, montagna, storia, arte, cultura, terme, enogastronomia, il tutto incorniciato da un clima mite che potrebbe consentire un turismo destagionalizzato, da godere per tutto l’arco dell’anno. Per rilanciare il turismo calabrese, è indispensabile investire anche nella formazione, creando figure professionali le cui competenze possano poi, essere impiegate per promuovere e valorizzare il territorio».

«Ritengo di fondamentale importanza – ha spiegato Longo – avviare una sinergia, che faccia dialogare la Regione Calabria e gli enti pubblici con le imprese, le strutture ricettive, le agenzie di viaggio ed i tour operator, al fine di sviluppare un modus operandi che faccia da volano ad un comune percorso di crescita, lanciato verso un futuro fatto di innovazione ma anche di tradizioni e patrimoni da tutelare.  Tavoli di concertazione interistituzionali permanenti per una visione e una strategia unica a livello regionale».

«Sono queste le basi da cui si struttura il PST, Piano Strategico di Sviluppo del Turismo 2017-2022 – ha detto ancora – che trovano pienamente riscontro nella nostra Calabria, dove tutti questi aspetti andrebbero solo valorizzati. Si comprende facilmente che, l’unica cosa che manca in presenza di una “ricca regione”, è la “programmazione” come fulcro di uno sviluppo turistico che porti a migliorare nel breve tempo il fattore global reputation, che ci vede enormemente al di sotto delle nostre potenzialità rispetto ad altri luoghi con equiparabile patrimonio culturale, naturale e territoriale».

«In questo delicato momento – ha concluso Filomena Longo – che sta attraversando il Paese, il nostro movimento politico Cambiamo! -/Coraggio Italia vuole tracciare un nuovo sentiero di politica attiva del turismo, soprattutto, in Calabria, dove le tante possibilità, con la giusta collaborazione, potrebbero diventare concretezza e crescita reale per l’intera regione. Il nostro obiettivo è cambiare con coraggio le sorti della nostra regione». (rrc)