Il Movimento 5 Stelle: Ripartizione del Fondo Europeo Agricolo deve rimanere invariata

«Basta scippi al Sud, la ripartizione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) deve rimanere invariata» hanno dichiarato in una nota gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle eletti nella circoscrizione Sud, Laura Ferrara, Isabella Adinolfi, Mario Furore e Chiara Gemma e nella circoscrizione Isole, Dino Giarrusso.

«Il criterio, proposto a Bruxelles dalla Regione Emilia Romagna, della Produzione Lorda Vendibile (Plv) non va inserito –  hanno spiegato i cinquestelle – tra i parametri da prendere in considerazione per il calcolo dell’indice di riparto delle risorse Feasr tra i Psr regionali nei due anni di transizione 2021 e 2022. Sarebbe infatti discriminatorio in quanto questo criterio penalizzerebbe ancora di più chi opera in Regioni in condizioni di svantaggi strutturali ed economici come quelle del Sud Italia».

«In una interrogazione – hanno aggiunto – presentata alla Commissione europea – prima firmataria l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Laura Ferrara – abbiamo evidenziato che con questa nuova modalità di calcolo ci sarebbero regioni che subirebbero un taglio di oltre cento milioni dia euro in due anni, Nello specifico, quasi 153 milioni in meno la Campania, poco meno di 124 milioni la Sicilia, 32,8 milioni la Puglia, 31,3 la Basilicata, 30,6 l’Umbria e 29,8 milioni la Calabria. Questo sarebbe inaccettabile».

«L’obiettivo cardine dei fondi europei – hanno proseguito i 5 Stelle – è quello di sostenere e aiutare i territori economicamente più svantaggiati e non sottrarre risorse a vantaggio di Regioni che, storicamente, hanno standard soddisfacenti di produzione e commercializzazione».

«Alla luce di ciò – hanno concluso – riteniamo necessario mantenere, nel biennio di transizione, i parametri vigenti già utilizzati nella corrente programmazione 2014/2020 e chiediamo alla Commissione se ritiene questa proposta coerente agli Obiettivi e alle Priorità dei Regolamenti Ue, in particolare con quelli che regolano la transizione della Pac». (rrm)

Vertice dei presidenti delle Regioni del Sud uniti per equa distribuzione dei fondi del Recovery Plan

Calabria, Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo e Sicilia uniti per «avanzare proposte e richieste in materia di Recovery Plan». Lo ha annunciato il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, al termine del vertice con i presidenti Vincenzo De Luca (Campania), Vito Bardi (Basilicata), Michele Emiliano (Puglia), Donato Toma (Molise), Marco Marsilio (Abruzzo) e Nello Musumeci (Sicilia).

«C’è la necessità – ha spiegato – di suddividere in modo equo le quote relative agli interventi, tenendo in considerazione il fatto che le regioni del Mezzogiorno hanno urgenze che non rimangono all’interno dei loro confini, ma riguardano l’organizzazione dell’intero continente, dal momento che si tratta di progetti strategici che interessano l’Europa, come, ad esempio, il Ponte sullo Stretto».

Durante l’incontro, i presidenti delle Regioni meridionali hanno anche parlato del raddoppio della linea ferroviaria Reggio Calabria-Bari e dell’alta velocità Reggio Calabria-Salerno, «due progetti  ha commentato Spirlì – che, insieme, consentirebbero la libera circolazione, in chiave moderna, delle persone in Europa».Attenzione anche sul porto di Gioia Tauro, «che è stato – dice ancora il presidente calabrese – completamente dimenticato dal ministro Paola De Micheli, malgrado non sia lo scalo di un piccolo comune della Calabria, ma il porto più importante del Mediterraneo e tra i più strategici d’Europa».

«Le proposte della Calabria, unite a quelle degli altri presidenti – ha concluso Spirlì –, andranno a formare un pacchetto di richieste precise al Governo nazionale, il quale, troppo spesso, così come quelli che lo hanno preceduto, dimentica le regioni del Sud privilegiando, a volte, nessuno». (rcz)

Tutti contro Augias, Spirlì chiede le scuse del giornalista

Le parole dette dal giornalista Corrado Augias a proposito della Calabria, definendola «una terra perduta» su Rai 3, hanno indignato i calabresi.

Il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, ha chiesto che «Augias trovi, tra le pieghe del suo caos interiore, il tempo e i modi per chiedere scusa alla Calabria e ai calabresi, alla storia, al presente e all’avvenire di una terra che, prima del suo ultimo sproloquio televisivo, non conosceva l’esistenza di questo signore».

«Ho imparato dalla mia Fede – ha detto Spirlì – a essere compassionevole con la gente che soffre, soprattutto di disturbi mentali. Chi offende parte certamente da questa patologia: quando la mente patisce, la lingua aggredisce. Nemmeno Corrado Augias sfugge all’atroce destino di chi subisce gli assalti di un’età che galoppa e di una mente che arranca. Offendere la Calabria e tutti i calabresi, considerandoli irrecuperabili e fuori regola, significa non essere tanto lucidi da poter constatare quanto questa terra sia uguale, nei comportamenti e nei sentimenti, al resto del creato».

Il bene e il male – continua – lottano da quel primo giorno, in ogni angolo dell’universo: a volte vince l’uno, a volte l’altro. Chi perde sempre è la stupidità umana. Che, constato, è ben distribuita, purtroppo, su una buona parte di umanità».

Indignazione è stata espressa anche dalla deputata del Movimento 5 Stelle, Dalila Nesci, che ha dichiarato che «stupisce che Corrado Augias alimenti stereotipi miopi ed ottocenteschi».

«La Calabria è Italia – ha scritto su Facebook la Nesci – gli italiani sono tali anche perché in loro scorre il sangue dei calabresi, oltre che dei veneti, dei siculi, dei longobardi e di mille altri popoli. Esprimere giudizi su un popolo è una deviazione positivista che facilmente conduce a teorie deliranti e alle relative aberranti soluzioni naziste. Quello che c’è da fare, invece, è tutto il contrario: bisogna credere negli essere umani, coltivare il bello che abita in ognuno e di cui i paesaggi mozzafiato della Calabria sono metafora».
«Io credo nei giovani – ha scritto ancora la parlamentare – nelle donne e nelle comunità di calabresi che non si arrendono. Augias non si senta esonerato dalla grande responsabilità che ha – da giornalista, divulgatore ed ex politico – nel difendere le istituzioni democratiche e i valori della nostra Costituzione. Serve l’aiuto di tutti, fuori e dentro i confini della mia amata Regione, per costruire un sistema di legalità e giustizia sociale».
«Chi alimenta stereotipi – ha concluso – è corresponsabile del rallentamento dei processi di sviluppo economico ed emancipazione dalla ‘ngrangheta che sono in atto da tempo, ma forse Augias non se n’è accorto».
Giuseppe Nucera, de La Calabria che vogliamo, ha chiesto alla Rai e al presidente f.f. Spirlì di intervenire.

«L’intervento di Augias – ha dichiarato Nucera – purtroppo non il primo che osserviamo in televisione contro la Calabria da parte di giornalisti e opinionisti, è grave e inaccettabile. Non è possibile vedere, a intervalli regolari, la nostra regione attaccata senza pietà da parte di personaggi che non sanno nulla della nostra realtà e che pontificano in modo gratuito e ignorante sulla Calabria senza probabilmente esserci mai stati».

«La Calabria che vogliamo – ha sottolineato l’ex presidente di Confindustria Reggio Calabria – chiede ufficialmente alla Rai e al presidente f.f. Nino Spirlì di intervenire. La Rai, in quanto emittente pubblica di informazione, non può permettere che venga vilipesa l’immagine di una regione in questo modo e senza che ci sia possibilità di replica. Per questi motivi chiediamo alla Rai di rimediare a quanto accaduto dando spazio e lustro ad uno dei tanti calabresi di successo, cosi che possa replicare al gratuito attacco di Augias e allo stesso tempo raccontare tutte le positività della nostra terra».

«Mi rivolgo inoltre al presidente f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì –ha aggiunto Nucera – auspicando ci sia un’azione legale nei confronti di Augias. È chiaro che questo tipo di affermazioni rappresentano un danno d’immagine per la Calabria. La reputazione della nostra regione, cavallo di battaglia del movimento ‘La Calabria che vogliamo’, ne esce inevitabilmente lesa. Per queste ragioni si evidenzia la necessità di procedere con un’azione legale».

«È necessaria, al contempo – ha concluso l’ideatore del movimento ‘La Calabria che vogliamo’ – un’azione di marketing territoriale che coinvolga le più importanti testate giornalistiche e le Tv nazionali, in modo da rappresentare la realtà della Calabria fuori dagli stereotipi e da pregiudizi che caratterizzano in modo negativo il pensiero dominante». 

Il senatore di Forza ItaliaGiuseppe Mangialavori, ha definito le dichiarazioni di Augias inaccettabili.

«Corrado Augias – ha detto Mangialavori – non perde occasione per offendere la Calabria e per distillare i suoi inaccettabili pregiudizi su una regione di sicuro problematica, ma che ha dentro di sé i germi del suo definitivo riscatto, con buona pace di tutti quegli opinionisti di sinistra i quali, troppo spesso, dimenticano di agitare la bandiera del politicamente corretto rivelando la loro reale cifra intellettuale».

«Secondo Augias – ha aggiunto – la Calabria è una “terra perduta e irrecuperabile”. Affermazione che fa il paio con quella resa, sempre da Augias, nel novembre scorso: “La Calabria non è terra normale, è una regione dove la criminalità coincide spesso con la restante società”. Si tratta di dichiarazioni inaccettabili, rispetto alle quali tutti i cittadini calabresi, stanchi di essere i protagonisti di stereotipi mortificanti, pretendono scuse ufficiali da parte di uno tra i massimi esponenti della ormai declinante intellighenzia progressista italiana, spesso rappresentata da ineguagliabili campioni del perbenismo e della doppia morale».

Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili,  ha “sfidato” il giornalista scrittore invitandolo «a vedere il video story di Diritti Civili, volto vero di questa nostra regione, ad ascoltare, su Fb e Youtube, il giudizio, su questa “leggenda calabrese”, di un grande uomo di cultura e autorevole personaggio del nostro tempo, come Vittorio Sgarbi, e a vergognarsi e a chiedere scusa ai calabresi, per quelle ingiuste e ignobili parole da lui pronunciate».

«Adesso basta! – ha dichiarato –. Continuare ad offendere, discriminare, umiliare una terra bella, ricca di arte, storia e cultura con tante intelligenze in ogni campo che a fatica cerca di superare vecchi e irrisolti problemi, storici ritardi, che non si arrende, che combatte ogni giorno per l’affermazione della legalità, della solidarietà, della Giustizia sociale, che non è certo solo quella, indirettamente, evocata, con il riferimento che ha fatto, dallo scrittore, che denota una sua palese cultura giustizialista che non gli fa onore, perché dimentica il pilastro di uno Stato di diritto che è la presunzione di innocenza».

«Ma alle offese di Augias alla Calabria – ha aggiunto – rispondo con i numeri impressionanti ed eloquenti di un Movimento, come Diritti Civili, che è sicuramente uno dei motivi di orgoglio di questa nostra regione. Oltre 1300 lettere ricevute in 25 anni, un migliaio i casi umani affrontati e in gran parte risolti. Quasi tutte le regioni italiane coinvolte in qualche battaglia di Diritti Civili. Una cinquantina i Paesi stranieri di ben 4 Continenti (Europa, Africa, Asia e Americhe) che hanno avuto un loro cittadino aiutato con una battaglia di Diritti Civili. Tante di queste battaglie e iniziative umanitarie vengono documentate in questo breve video, pubblicato su Fb».

«Un impegno straordinario, quello di Diritti Civili – ha proseguito Corbelli – che non ha mai usufruito di alcun contributo, né pubblico, né privato! Impegno, battaglie civili e iniziative umanitarie che sono sempre stati solo autofinanziati grazie al mio modesto stipendio di docente, continua Corbelli. Quel video vuole essere anche un messaggio di speranza in un momento particolarmente delicato e drammatico per la Calabria, l’Italia e il mondo, per dire che anche le battaglie più difficili si possono promuovere e vincere anche da una piccola, lontana, purtroppo discriminata regione, come la Calabria e la lunga storia di Diritti Civili lo testimonia, ma serve soprattutto a dimostrare il volto vero di questa regione che grazie alla grande opera umanitaria, il Cimitero internazionale dei Migranti, che stiamo realizzando a Tarsia, è riuscita a interessare il mondo intero e a far arrivare, in questo piccolo paesino del cosentino, giornalisti inviati da lontani Paesi del Pianeta: dal Brasile all’Inghilterra, dalla Francia alla Germania, dalla Svizzera al Qatar. La Calabria è questa, non una terra perduta e irrecuperabile»

«È, la nostra regione, per questa grande opera di civiltà – ha concluso – elogiata dal Vaticano ed apprezzata nel mondo, un motivo di orgoglio per un intero Paese e un esempio per tutti, soprattutto oggi per i giovani e le future generazioni». (rrm)

De Magistris scioglie la riserva: Correrà a Governatore della Calabria

«Mi candido per amore della Calabria» ha dichiarato Luigi De Magistris, annunciando la sua ‘corsa’ alla presidenza della Regione Calabria.

Il sindaco di Napoli, infatti, è in queste ore a Cosenza e a Rende per una serie di incontri per l’avvio della campagna elettorale e, in una nota, ha raccontato del suo legame indissolubile, fin da bambino, per la nostra terra: «le estati dal 1975 al 1992; la prima sede da pubblico ministero (per scelta) dal 1995 al 1998; il ritorno (per scelta) dal 2003 al 2008 (cacciato dal Sistema per aver investigato il Sistema criminale); le estati dal 1995 ad oggi. Moglie calabrese, un figlio nato in Calabria. Sono napoletano doc, genitori napoletani, nonni paterni di origini lucane, nonno materno di origini siciliane. Insomma orgogliosamente un uomo del Sud».

Sempre in una nota ha, poi, spiegato i motivi della sua candidatura: «Mi rivolgerò, con umiltà e rispetto – continua ancora la nota – a tutte le donne e a tutti gli uomini di questa Regione. So quanto sia profonda la sete di giustizia. Migrazioni di migliaia di giovani che vanno via, ambiente spesso violentato, servizi non sempre all’altezza di un popolo che ha una grande umanità e dignità, una criminalità non di rado oppressiva, una borghesia mafiosa alquanto dominante in settori della politica e delle istituzioni. Non sono un candidato calato dall’alto, ho sempre affrontato le sfide con la gente e tra la gente. Il popolo è la forza di quella rivoluzione che deve coniugare rottura del sistema e capacità di governo. Posso essere strumento per un processo di liberazione dal basso per dare voce ai tanti calabresi che non si piegano, che lottano per i valori costituzionali».

«Per una Calabria forte e autorevole – si legge ancora nella nota – mai con il cappello in mano e il guinzaglio di un ceto politico trasversale che ha annichilito la potenzialità di questa terra. Abbiamo dimostrato di saper governare, con le mani pulite, senza mai cedere al compromesso morale e spezzando i legami tra criminalità organizzata e politica. Porto in dote autonomia, indipendenza, libertà, coraggio, amore e passione. Costruiremo insieme un programma chiaro e forte. Candideremo persone che hanno storie individuali e collettive credibili».

«Voglio dare voce a chi non l’ha avuta – conclude la nota – potere a chi considera il potere come servizio per il bene comune e non come luogo per perseguire interessi di parte. Sono consapevole dell’impresa che appare impossibile, ma nulla è impossibile se c’è la volontà e lotterò con entusiasmo fino alla fine per la vittoria insieme alla maggioranza del popolo calabrese che desidera riscatto, sviluppo, libertà, giustizia sociale e uguaglianza».

«Da magistrato in Calabria – ha detto in una nota De Magistris – ho dimostrato fedeltà alla Costituzione applicando l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Ho pagato un prezzo altissimo perché non sono scappato, e non mi sono girato dall’altra parte anche quando ero consapevole che mi avrebbero fatto fuori. Sono autonomo e libero, senza prezzo. Sono stato fermato (scippandomi indagini su fatti gravissimi, strappandomi le funzioni di Pm e trasferendomi per incompatibilità ambientale) per aver individuato un Sistema criminale – composto da politici, affaristi, magistrati, professionisti e uomini delle istituzioni – che gestiva in modo illecito fiumi di denaro pubblico che erano destinati allo sviluppo della Calabria».

«La mia radice è questa – continua la nota – un uomo di giustizia che si è anche scontrato con la legalità formale divenuta abuso del diritto. Sono stato poi eletto deputato al Parlamento Europeo, con circa 500.000 voti, per due anni ho svolto le funzioni di presidente della Commissione controllo bilancio, occupandomi dei fondi europei. Poi ho accettato la sfida, inizialmente folle, di candidarmi a sindaco di Napoli, con una coalizione civica. Ho vinto al ballottaggio con circa il 70% dei voti. Poi confermato, al ballottaggio e sempre con circa il 70% del consenso, nel 2016, con una coalizione prettamente civica. Unica esperienza in Italia di una grande città con un’amministrazione autonoma che ha vinto contro tutto il ceto politico dominante. Ho ereditato Napoli con i rifiuti sino al primo piano e l’abbiamo portata, prima della pandemia, ad essere la città d’Italia che più è cresciuta in cultura e turismo. Ma ora non è il momento di parlare di Napoli. Ma della Calabria».

L’annuncio di De Magistris se da una parte ha trovato il consenso di molti cittadini, dall’altra ha raccolto critiche da parte dei partiti. Il leader della LegaMatteo Salvini, ha commentato la candidatura, su Twitter, scrivendo che «De Magistris si candida in Calabria ma continua a fare (male) il sindaco di Napoli. Mancanza di rispetto sia per i cittadini napoletani che per i calabresi, ormai la fame di poltrone della sinistra non conosce limiti».

Duro anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ha ricordato che «la Calabria è una grande terra, ricca di personalità e di storia e non può essere una colonia per una candidatura alla presidenza di chi viene da altre realtà, dove già ha arrecato gravi danni».

«La Calabria – ha aggiunto – non è un luogo per appagare sete di poltrone, e quindi De Magistris offende i calabresi e umilia la sinistra locale, che dovrebbe adattarsi a una candidatura perdente e di serie B, di una persona che non ha nulla a che vedere con una Regione che ha bisogno di una guida forte ed espressione del territorio e non certo di avventurieri che la vorrebbero usare per inseguire poltrone che in ogni caso non otterranno mai».

«Sarà il centrodestra unito – ha concluso – a fare rapidamente scelte sagge e ben radicate in Calabria, per dare continuità alla stagione di rinnovamento che era stata aperta da Jole Santelli. Gli avventurieri al bando, a meno che la sinistra non voglia gettarsi definitivamente al macero facendo da cavalier servente di candidature estranee al territorio e comunque perdenti». (rrm)

Bevacqua (PD): Alla Calabria serve una stagione di realistico e serio rinnovamento

Il consigliere regionale del Partito DemocraticoDomenico Bevacqua, ha sottolineato che bisogna «inaugurare una stagione di realistico e serio rinnovamento, che tolga con immediatezza la Calabria dall’isolamento geopolitico in cui è stata cacciata».

«L’appello dei sindaci di più aree che punta a mettere la Calabria al centro delle iniziative politiche in vista del voto di aprile è apprezzabile, merita attenzione e soprattutto va tenuto nel debito conto, consapevoli che qualsiasi progettualità di sviluppo non possa prescindere dal contributo fattivo degli amministratori locali».

«Il centrosinistra, e il Pd che di quest’area è l’asse riformista di riferimento – ha commentato – è consapevole delle problematiche sanitarie, sociali ed economiche che affiggono la Calabria e non nutre dubbi sul fatto che, per uscire dalla cappa dell’emergenza, occorra unire, non disgregare e disperdere, le forze dei riformisti, del civismo e delle istanze più rappresentative della società». 

«Ed e proprio su questa base – ha proseguito – legata ad una robusta progettualità che chiederemo il consenso ai calabresi per sconfiggere il centrodestra, individuando un candidato alla Presidenza che conosce le complessità del territorio ed ha avuto significative esperienze istituzionali, per come, con chiarezza è emerso a larga maggioranza dalla discussione e dal confronto  tra le forze politiche e civiche presenti al tavolo della coalizione».

«La difficile condizione generale del Paese, che oggi fronteggia una inopportuna crisi politica – ha commentato Domenico Bevacqua – crea sconcerto nei cittadini alle prese con problemi di sussistenza e il rischio è che i populismi in salsa calabrese, che si muovono anteponendo ad ogni strategia riformista e agli interessi generali i loro obiettivi particolari e individualistici, approfittino di questa fase di confusione per conquistare facile  consenso e impedendo alla Calabria di liberarsi del peggiore centrodestra che nell’ultimo anno ha collezionato sconfitte e insuccessi».

«Non è con parole d’ordine vacue e generaliste – ha detto ancora il capogruppo Pd in Consiglio regionale – che si cambia la Regione, ma elaborando, in Calabria e con i calabresi, un’alternativa solida  al centrodestra che, facendo tesoro del passato, non punta all’uomo solo al comando, ma alla costruzione di una proposta di governo che va realizzata con il nuovo Presidente assieme alla  pluralità di uomini e donne che vogliano assumersi l’onere di  concorrere allo svecchiamento della Calabria e mettere a valore le sue enormi potenzialità per promuovere sviluppo e nuova occupazione”.

«Non si può, ragionevolmente – ha detto ancora Bevacqua – dare ascolto a pifferai che annunciano di voler fare tabula rasa di un passato che non di rado li ha visti protagonisti di azioni e performance a dir poco scriteriate e inconcludenti. L’obiettivo, al contrario è quello di inaugurare una stagione di realistico e serio rinnovamento, che tolga con immediatezza la Calabria dall’isolamento geopolitico in cui è stata cacciata e che rischia persino di farle perdere l’occasione storica del Recovery Fund. E, al contempo, consolidando relazioni proficue con le Istituzioni nazionali ed europee, aggregare le forze migliori e più dinamiche della Calabria e concentrarci su pochi ma ambiziosi progetti che le consentano di recuperare il ritardo di sviluppo». 

«È sul centrosinistra aperto alla società civile – ha concluso il presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale – che dobbiamo puntare se vogliamo evitare alla Regione altri fallimenti. Non ci sono scorciatoie. Questa volta: o vinciamo o noi o perde la Calabria».

Il Movimento 5 Stelle: Alla Calabria 11 milioni per interventi contro il dissesto idrogeologico

Sono 11 milioni e 178 mila euro la somma destinata alla Calabria dal Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico per finanziare cinque interventi a tutela del territorio.

Lo hanno reso noto i deputati del Movimento 5 StellePaolo ParentelaGiuseppe d’Ippolito, spiegando che, tra gli interventi, sono previsti il cantiere di Catanzaro Santa Maria, riguardo al torrente Fiumarella, e di quello di Gizzeria, per la salvaguardia del centro abitato.

«Si tratta di progetti – hanno spiegato ancora – immediatamente esecutivi per la messa in sicurezza del territorio dai rischi sempre maggiori, correlati a eventi climatici estremi su aree del Paese alquanto vulnerabili. Parliamo di interventi che fanno parte di un piano pluriennale, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle e dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e varato nel 2019».

«In questa tranche – hanno aggiunto – lo stanziamento generale ammonta di 262 milioni di euro. Come ha detto il ministro Costa, i lavori non si fermano e non possono fermarsi. Quelli contro il dissesto idrogeologico sono cantieri amici dell’ambiente e dell’uomo. Sono i più importanti, per proteggere il nostro Paese da eventi tragici. Quelli finanziati dal Ministero dell’Ambiente sono progetti esecutivi e cantierabili».

«A riguardo, con il dl Agosto – hanno proseguito i deputati M5S – Sogesid, società in house del ministero dell’Ambiente, era stata messa a disposizione degli enti locali e delle Regioni. Un modo, questo, per aiutare le amministrazioni nella progettazione».

«Con la medesima legge, come ha spiegato il ministro Costa – hanno concluso Parentela e D’Ippolito – ai presidenti di Regione, commissari straordinari per il contrasto del dissesto idrogeologico, sono stati dati poteri straordinari che permettono di ridurre del 40% i tempi di realizzazione dei lavori. Inoltre ai Comuni interessati viene anticipato il 30% della spesa, in modo da permettere in tempi rapidi l’attivazione di tutta la procedura per la messa in opera del cantiere». (rrm)

Innocenza Giannuzzi (Confartigianato Imprese Cz): Alla Calabria solo un contentino con il Recovery Plan

Innocenza Giannuzzi, vicepresidente di Confartigianato Imprese Catanzaro, ha sottolineato che alla Calabria, con il Recovery Plan, sono state date solo le “briciole” in quanto è previsto solo il collegamento ferroviario ad alta velocità/alta capacità Salerno-Reggio Calabria.

«Il Recovery Plan – ha spiegato la vicepresidente – comprende 179 pagine. Come si legge nella bozza: “si articola in 6 Missioni, che a loro volta raggruppano 16 Componenti funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del governo. Le Componenti si articolano in 47 Linee di intervento per progetti omogenei e coerenti”. Linee guida dettagliate, con programmi di riforme e voci di spesa, che serviranno all’Italia per investire i 209 miliardi complessivi in arrivo da Bruxelles con il Recovery Fund».

«In Italia – ha aggiunto – il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede tre assi strategici: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale. A questi si aggiungono le tre priorità trasversali: donne, giovani, Mezzogiorno. Per la Calabria? Il Nulla! L’unico intervento previsto per la nostra regione è il nuovo collegamento ferroviario ad alta velocità/alta capacità Salerno-Reggio Calabria, per un importo complessivo inferiore al miliardo di euro. Certamente sarà prevista un linea Avc, ciò vuol dire che, attraverso dei lavori sulla linea tradizionale, si porterà la velocità massima a 200 km/h, e non una Velocità di Rete (Avr). In quest’ultima sono comprese sia le linee Avac (quindi 300-350 km/h), sia le linee tradizionali».

«Per semplificare – ha proseguito – un ennesimo “contentino”. Cavilli, briciole, minuzie. Se l’obiettivo è quello di tornare a investire, di risollevare l’Italia, messa a dura prova dalla pandemia del Coronavirus, la maggior parte dei fondi dovrebbero essere investiti al Sud, e dunque in Calabria, che è stata senza dubbio quella più colpita dal momento pandemico e, allo stesso tempo, è quella che più può risollevare le sorti del nostro Paese. A livello di enunciazione, il Sud è una priorità trasversale nel Recovery Plan per ridurre i divari territoriali e liberare il potenziale inespresso di sviluppo del Mezzogiorno. Ciò in coerenza strategica con il “Piano Sud 2030” e integrando le risorse del Pnrr con quelle per le politiche di coesione europee e nazionali in corso di programmazione». 

«Una quantificazione precisa delle risorse del Pnrr – ha concluso – per il Mezzogiorno non è possibile, e sarebbe sempre incompleta, proprio perché il Sud è priorità trasversale a tutte le sei missioni. L’impatto di tali risorse, però, è stato stimato con riferimento al Pil delle regioni meridionali e ai livelli occupazionali. Ma, come sempre, l’inganno che si perpetua nei confronti della Calabria è continuo Nel silenzio delle forze politiche, Confartigianato Imprese Catanzaro invita i Calabresi (ed anche coloro che ormai vivono all’estero) a realizzare un piano strategico da presentare sulle linee previste dal Recovery Plan: non è possibile che si perpetui sempre questo scippo nei confronti della regione baricentrica nel bacino del Mediterraneo!». (rcz)

 

Ernesto Magorno (IV): Agricoltura vettore di rilancio economico e contrasto alla disoccupazione giovanile nel Meridione

L’Agricoltura come vettore di rilancio economico e di contrasto alla disoccupazione giovanile in tutto il Meridione e come strumento di tutela ambientale. È ciò che pensa il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, che ha riferito di aver fatto il punto, in uno spazio di approfondimento del Tg2 insieme al presidente della Commissione Agricoltura al Senato, Gianpaolo Vallardi, sui disegni di legge per valorizzare, rilanciare e irrobustire l’intera filiera agroalimentare italiana.

«A partire dal disegno di legge – ha aggiunto – per la promozione e la commercializzazione delle piccole produzioni locali, un segmento finora non adeguatamente coperto dal legislatore e che ora trova un momento di riscatto e di emancipazione».

«È una grande opportunità – ha sottolineato il senatore – che va colta e oggi, grazie al disegno di legge e al lavoro svolto dal ministro Teresa Bellanova, trova una strada normativa per decollare e creare a cascata nuove occasioni di crescita. Basti pensare al turismo e agli itinerari enograstronomici. Il made in Italy, dunque, si declina dentro al sistema agroalimentare anche come elemento identitario dei territori e delle diverse comunità locali e su questo terreno in commissione abbiamo sempre raggiunto una comunione d’intenti, a dimostrazione che la sintesi è sempre possibile quando ci misuriamo sui temi».

«Questo ragionamento – ha concluso – è tanto più vero in Calabria, terra ricca di biodiversità e di prodotti unici al mondo, come il cedro e il bergamotto. Terra e nuove competenze sono veramente una nuova frontiera verso cui indirizzare tutte le nostre energie». (rp)

Dall’11 gennaio la Calabria è zona arancione, Spirlì: Una cosa necessaria

La Calabria, dall’11 gennaio, sarà in zona arancione. Lo stabilisce la nuova ordinanza del Ministero della Salute, che dovrebbe essere firmata dal ministro Roberto Speranza in serata, valida fino al 15 gennaio.

Insieme alla Calabria, in zona arancione anche Lombardia, Sicilia e Veneto.

«Ho appena parlato con il ministro Roberto Speranza, aspettavo l’ufficialità, ma la zona arancione in Calabria è data dall’aumento dell’Rt, mi ha comunicato la necessità di andare in zona arancione» ha dichiarato all’Adnkronos il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, sottolineando che «devo prendere atto dell’aumento dei contagi, che ora è veramente tangibile, ci sono molti territori che hanno numeri che si sono elevati».

«I calabresi capiscano che il virus è presente, può farci male, creare grandi danni» ha detto ancora Spirlì sottolineando come si debba sempre più far fronte alle conseguenze economiche del virus: «Mi auguro che il governo sappia prendere le dovute misure di tutela per le attività che resteranno chiuse, Ora più che mai, con la maledetta terza ondata si devono assumere grandi responsabilità».

«Non basta più il ristoro – ha concluso il presidente f.f. – ma ci deve essere un vero risarcimento del danno, per ristoranti, pizzerie, bar e con loro tutte le attività che sono la spina dorsale della regione». (rrm)

I sindacati al commissario Longo e al presidente Spirlì: Qual è il piano di vaccinazione per i lavoratori delle strutture sanitarie pubbliche e private?

I segretari generali di Filcams Cgil CalabriaGiuseppe Valentino,  Fisascat Cisl CalabriaFortunato Lo Papa Uiltrasporti Uil CalabriaDomenico Lombardo, hanno chiesto, tramite una lettera, un incontro urgente al commissario ad acta, Guido Longo e al presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, per conoscere il piano di vaccinazione che riguarderà il personale impegnato nei servizi di pulizia, sanificazione, vigilanza e mense che opera presso le strutture sanitarie pubbliche e private.

«Tra le Categorie di lavoratori per i quali è prevista la vaccinazione – si legge nella lettera – è stata data priorità agli operatori sanitari e sociosanitari e ai residenti e al personale delle Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa) mentre, al momento, appaiono escluse le lavoratrici e lavoratori dei servizi in appalto di pulizie e sanificazione (oltre che la Vigilanza e le Mense) che operano nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e nelle Rsa che, parimenti al personale diretto, sono ‘in prima linea’ fin dall’inizio dell’emergenza pandemica e, come loro, hanno un rischio elevato di essere esposti all’infezione Covid-19 e di trasmetterla a pazienti e persone vulnerabili in contesti sanitari e sociali».

«Durante tutto il drammatico periodo della pandemia – continua la lettera – vissuto sino ad ora, questi lavoratori sono stati troppo spesso dimenticati. C’è stata scarsa considerazione del valore del loro lavoro, per il quale non hanno avuto nessun riconoscimento economico e, nella prima fase della pandemia, in molte realtà, abbiano lavorato sprovvisti dei necessari strumenti di protezione individuale, eppure occorre ricordare ancora che queste lavoratrici e questi lavoratori operano con le medesime difficoltà ed i gravi rischi di tutto il restante personale sanitario».

«Con la presente – hanno concluso le organizzazioni sindacali – siamo pertanto a chiedere di includere i suddetti lavoratori nel Piano di vaccinazione prioritario. Lo chiediamo, anche, nella piena convinzione che vaccinare prioritariamente anche queste lavoratrici e lavoratori, al pari del personale sanitario, aiuterà certamente a mantenere la resilienza del servizio sanitario stesso». (rcz)