La Cgil vuole incontrare i vertici della Map srl

Il Segretario Generale Fiom Cgil Calabria Umberto Calabrone e il Segretario Cgil Calabria Luigi Veraldi hanno chiesto un incontro urgente all’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese per verificare la possibilità di ripresa delle attività dell’azienda Map Srl di San Marco Argentano, realtà del settore automotive.

L’incontro si rende necessario per verificare la fattibilità di un piano di rilancio dell’azienda che occupa circa 50 dipendenti nella zona industriale di San Marco Argentano. Un atto necessario, per il quale è essenziale il coinvolgimento delle Istituzioni locali e regionali, per garantire l’occupazione, le professionalità e il reddito dei lavoratori.

Intanto, stamane il Segretario Generale Fiom Cgil Calabria Umberto Calabrone ha incontrato il Vescovo Stefano Rega. Sua Eccellenza si è detto disponibile a supportare la causa degli operai e delle loro famiglie affinché la Map Srl non chiuda.

Subito dopo Calabrone ha incontrato l’amministrazione comunale guidata da Virginia Mariotti la quale si è impegnata a coinvolgere il governo regionale e i parlamentari del territorio per evitare la chiusura di un’attività che azzopperebbe l’economia dell’area. Al momento, proprio grazie alla Map Srl, fa notare Fiom Cgil Calabria, il reddito procapite è sopra la media ma con la perdita di 50 posti di lavoro le conseguenze economiche sarebbero drammatiche.

Mercoledì prossimo il Segretario Generale Umberto Calabrone incontrerà l’amministratore delegato dell’azienda al fine di valutare possibili vie d’uscita. (rcs)

Fp Cgil: Preoccupati per la stabilizzazione dei tecnici al Sud

Il segretario del comitato stabilizzazione “Tecnici del sud” Giancarlo Scarpelli, Paolo Veltri e Alessandra Baldari rispettivamente coordinatore regionale Fp Cgil Pnrr e segretario regionale Fp Cgil, hanno espresso preoccupazione per la stabilizzazione dei tecnici del Sud.

«Nel corso della visita in Calabria, come riportato dalla stampa, il ministro della PA, Paolo Zangrillo, ha dichiarato che si prevede nel corso del 2023 l’assunzione di 170 mila persone negli uffici pubblici. Zangrillo, ospite alla Cittadella di Catanzaro, sede della Regione Calabria, ha poi detto ai giornalisti: “Stiamo lavorando per far sì che chi decida di entrare in un’amministrazione comunale abbia poi la possibilità, se si comporta bene, se performa, di esser stabilizzato dopo 36 mesi. Insomma – ha rilevato Zangrillo – ci sono tutta una serie di iniziative che hanno proprio la finalità di accompagnare soprattutto gli Enti attuatori del Pnrr, che sono prevalente enti territoriali, non le amministrazioni centrali”».

«Sono notizie – hanno detto – che la Funzione Pubblica della Cgil Calabria accoglie con parziale soddisfazione, in una regione dove quasi il 50% dei Comuni si trova in condizione di dissesto o predissesto finanziario, in cui gli uffici tecnici si stanno svuotando di personale e competenza e dove è sempre più difficile garantire i livelli essenziali delle prestazioni nei confronti di cittadini e utenza, ma che ritiene ancora insufficienti se si tiene conto della debolezza degli organici fiaccati da anni di blocco del turn over e in vista degli attuali e prossimi pensionamenti che incideranno ancora sulla tenuta dei servizi».

«È stata introdotta, recentemente – si legge – una norma nel dl del 24 febbraio 2023, numero 14, tramite la legge 21 aprile 2023, numero 41 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 aprile), proposta dalla Fp Cgil, che autorizza gli enti locali destinatari del personale assunto a tempo determinato a seguito dei concorsi banditi dall’Agenzia per la
Coesione in attuazione di quanto disposto dall’articolo 1, comma 179 della legge 30 dicembre 2020 numero 178, a stabilizzare lo stesso personale dopo 24 mesi di servizio. Si prevede, inoltre, che sia svolto un colloquio selettivo oltre alla valutazione dell’attività lavorativa svolta, determinando infine che le stabilizzazioni così effettuate siano a valere delle facoltà assunzionali disponibili a legislazione vigente per gli Enti».

«Siamo fermamente convinti – hanno evidenziato – che non sia per nulla scontato, per quanto sia una grande opportunità dettata dal legislatore, il verificarsi delle condizioni oggettive e soggettive per avviare le dovute richieste di stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori che possano finalmente vedere riconosciuta la valorizzazione del loro contributo e dell’attività lavorativa svolta in questi mesi a favore delle amministrazioni pubbliche presso cui prestano servizio. Il maggiore freno alla stabilizzazione dei vincitori del concorso Coesione 1 e 2 riguarderà però quei lavoratori di Comuni sottostanti la condizione giuridica di dissesto e predissesto e, soprattutto, condizionati, così come Regioni e Province, al rispetto dell’art. 33 del Dl n. 34 convertito con modificazioni dalla L. 28 giugno 2019, n. 58, secondo cui tutti gli Enti locali possono procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato in coerenza con i piani triennali dei fabbisogno di personale solo rispettando parametri molto stringenti sui bilanci».

«Si evidenzia, quindi – continua la nota – la necessità di investire risorse finalizzate e storicizzate e di produrre normative in deroga agli attuali vincoli legislativi che, attesa la condizione economico finanziaria degli Enti calabresi e di conseguenza le loro capacità assunzionali, per rendere davvero possibile la stabilizzazione dei lavoratori assunti a tempo determinato per il conseguimento degli obiettivi del PNRR, dopo una selezione accurata, e che sarebbe assurdo perdere data la carenza acclarata di professionalità tecniche in tutti gli Enti che ne ha indebolito la capacità amministrativa».

«Esprime preoccupazione anche il “Comitato per la stabilizzazione dei Tecnici al Sud” – annuncia la nota – che subito dopo aver appreso le dichiarazioni rilasciate nella giornata del 22 maggio al ministro Zangrillo a Catanzaro, ha subito lanciato un “sondaggio” su scala nazionale tra i “tecnici al sud” impiegati a tempo “determinato” presso gli Enti Locali al Sud… tristemente noti per essere la gran parte o “in dissesto finanziario” o in “pre-dissesto”».

«Ebbene – afferma il segretario del Comitato avvocato Giancarlo Scarpelli – dai risultati del sondaggio emerge in maniera incontrovertibile che il 48,9 % degli Enti Locali dove sono impiegati i “tecnici al sud” a tutt’oggi, nonostante le parole rassicuranti del Ministro Zangrillo, non hanno programmato “alcuna stabilizzazione” dei funzionari precari impegnati nella messa a terra del Pnrr e – prosegue il segretario Scarpelli – il restante 43,9 % del campione ha risposto che gli “enti di assegnazione” hanno “promesso” una possibile stabilizzazione in data non definita».

«Pertanto – ha concluso Scarpelli  – che, rispetto alla norma introdotta da dl del 24 febbraio 2023, n. 14, tramutata in legge 21 aprile 2023, n. 41, nonostante le “parole rassicuranti” del Ministro Zangrillo ad oggi continua a non esserci alcuna “certezza”, per via della situazione finanziaria disastrosa in cui versano la maggior parte dei comuni al Sud… ed infatti non accenna ad arrestarsi l’emorragia, da tempo segnalata agli organi competenti, da parte di “moltissimi tecnici” inviati a supporto della P.A. Italiana, che preferiscono nettamente rivolgersi verso “lidi più sicuri”, lasciando posti a tempo determinato per dirigersi verso tipologie contrattuali più stabili (contratti di lavoro a tempo indeterminato)».

«Concludendo – chiude la nota –  per il Comitato per la Stabilizzazione dei Tecnici al Sud, se il Governo non vuole seriamente compromettere il rispetto dei “target” previsti dal Pnrr, farebbe bene “con somma urgenza” a studiare delle “soluzioni normative” più garantiste; solo in questo modo, infatti, i “tecnici al sud”, potranno valutare concretamente di portare a compimento il loro lavoro ed arrivare “sereni” alla conclusione dei loro contratti a termine». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil in Piazza a Napoli per cambiare una Calabria che ha bisogno di più diritti e lavoro

Le segreterie confederali di CgilCislUil Calabria saranno domani alla mobilitazione di Napoli per una Regione che ha bisogno di «più diritti e lavoro».

La Calabria, infatti, per i sindacati «stenta a lasciarsi alle spalle la pesante crisi economica e sociale che lha relegata ai margini, costringendola a fare i conti con lallargamento della forbice delle diseguaglianze che è diventata intollerabile ma rischia, se il governo non dovesse mettere in campo politiche a sostegno del lavoro di qualità, di uno Stato sociale giusto un fisco equo e progressivo e un Sud priorità del Paese».

«Tutela dei redditi dallinflazione ed aumento del valore reale delle pensioni e dei salari, rinnovo dei contratti nazionali dei settori pubblici e privati. Riforma del fisco, potenziamento occupazionale e dei finanziamenti al sistema sociosanitario pubblico per garantire il diritto universale alla salute e del sistema di istruzione e formazione, maggiore sostegno alla non autosufficienza», hanno detto nella nota unitaria Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, segretari generali di Cgil Calabria, Cisl Calabria e Uil Calabria.

«Ma non solo – hanno aggiunto – con la nostra mobilitazione chiediamo di riportare in primo piano nellagenda politica del Governo lattenzione su un moderno ed efficiente modello di sicurezza sui luoghi di lavoro, di contrasto alle malattie professionali e alla precarietà.  E ancora, chiediamo una riforma del sistema previdenziale e politiche industriali e dinvestimento condivise con il mondo del lavoro per negoziare la transizione ambientale e digitale, realizzando un nuovo modello di sviluppo con particolare attenzione al mezzogiorno e puntando alla piena occupazione».

«Senza dimenticare la necessità di potenziare l’argine, umano e strumentale – hanno detto ancora – contro la crescita, economica e militare, delle organizzazioni criminali contro le quali, ogni giorno, sosteniamo continuamente l’azione di magistrati e forze dell’ordine. Solo il raggiungimento di questi obiettivi, abbinati ad un nuovo piano di potenziamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie, alla partenza operativa della Zona economica speciale e a un piano di mitigazione del dissesto idrogeologico che la tragedia nella quale è precipitata l’Emilia Romagna, alle cui cittadine ed ai cui cittadini va la nostra massima solidarietà, ha riportato drammaticamente all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale, potranno aiutare le calabresi ed i calabresi a riscrivere il futuro di questa terra». (rcz)

 

Osservatorio regionale contro le discriminazioni sui luoghi di lavoro, Cgil, Cisl e Uil non partecipano

«Cgil, Cisl e Uil non saranno presenti questa mattina alla riunione dell’Osservatorio regionale contro le discriminazioni sui luoghi di lavoro, convocata presso il consiglio regionale della Calabria dal presidente Filippo Mancuso», dichiarano in una nota unitaria i segretari generali regionali delle tre organizzazioni Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo.

«Ovviamente – proseguono i tre sindacalisti – la nostra assenza non significa affatto una sottovalutazione dell’importanza dell’organismo creato con la legge regionale n. 412 del 30/11/2022. Intendiamo invece, proprio per valorizzarne l’importante funzione, sottolineare alcuni punti. Innanzitutto, non riteniamo abbia senso una convocazione con all’ordine del giorno la “presentazione delle linee guide, della finalità e degli obiettivi dell’Osservatorio”, laddove le organizzazioni che rappresentano i lavoratori non hanno avuto la possibilità di partecipare all’elaborazione di queste linee, finalità e obiettivi».

«Inoltre, la presidenza dell’Osservatorio è assegnata non dai componenti dall’organismo stesso – hanno detto – come vorrebbe la logica della partecipazione democratica, ma dal presidente del consiglio regionale con proprio decreto: un organismo importante, che prevede una larga presenza di enti e organizzazioni competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sa certamente decidere da sé chi deve svolgere le funzioni di presidente. Con queste premesse, l’Osservatorio parte male».

«Chiediamo perciò al consiglio regionale – concludono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria – di intervenire per correggere queste sgrammaticature istituzionali, se si vuole che l’organismo sia davvero uno strumento efficace per “il miglioramento della vita lavorativa, nonché della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori”, che operi effettivamente “nel rispetto del principio di sussidiarietà e secondo il metodo della concertazione con le parti sociali e della collaborazione con gli enti locali e con gli enti istituzionali competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, come è scritto nell’art. 1 della legge istitutiva». (rcz)

Svolto attivo unitario di Cgi, Cisl e Uil: Porre forestazione al centro delle politiche regionali

«Porre il settore forestale calabrese al centro delle politiche regionali, con questioni e tematiche urgenti e prioritarie». È quanto è emerso dall’Attivo Unitario sul settore forestale delle Federazioni territoriali Fai Cisl, Flai Cgil e Uil Uil della provincia di Reggio Calabria, svoltosi a Siderno.

La presidenza è stata affidata al Segretario Generale Uila Uil Reggio Calabria, Antonio Merlino, mentre la relazione introduttiva al Segretario Generale Fai Cisl Reggio Calabria Antonino Zema e le conclusioni alla Segretaria Generale Flai Cgil Calabria, Caterina Vaiti.

Presenti dirigenti sindacali, delegati del settore forestale e lavoratori del comparto.

L’attivo unitario territoriale è stato preceduto in queste settimane da assemblee presso le sedi sindacali e nei cantieri forestali con lavoratori e delegati, ed è parte di un generale percorso di mobilitazione regionale indetto dalla Federazioni sindacali calabresi di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, che prevede nella giornata di oggi anche gli attivi unitari nell’area di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia e in quella di Cosenza.

Durante gli attivi unitari è stata discussa la piattaforma sindacale regionale contente proposte e rivendicazioni sul settore forestale calabrese.

«Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil della Calabria – prosegue la nota sindacale – con questa mobilitazione intendono avviare una nuova stagione a favore del sistema ambientale-forestale regionale. Si ritiene essenziale, per il complessivo rilancio della forestazione calabrese, aprire il confronto regionale per un vero e proprio Piano Straordinario di Prevenzione, di Manutenzione del Territorio e di Difesa dell’equilibrio idrogeologico, attraverso una programmazione di lungo periodo di rimboschimenti e gestione dei ripopolamenti, al fine di garantire maggiore sicurezza, prevenire frane, alluvioni e incendi, rafforzare il Servizio Antincendio Boschivo (AIB) e valorizzare le infrastrutture».

«Altro tema fondamentale – viene evidenziato – è il ricambio generazionale. L’attuale forza lavoro non può garantire le attività di prevenzione e cura in una regione interessata dal dissesto idrogeologico e con centinaia di migliaia di ettari di bosco. Chiediamo, pertanto, il superamento della legge le legge nazionale n. 442 del 1984 e l’assunzione di nuova e qualificata manodopera forestale. Occorrono però ulteriori risorse e investimenti, che devono essere strutturali e adeguati, non i tagli effettuati dai vari Governi nazionali che hanno messo in ginocchio il settore».

«È, inoltre, urgente – continua la nota – avviare un percorso di confronto regionale al fine di superare l’anomalia del mancato recepimento del Contratto integrativo regionale del 2019, e, inoltre, completare la riqualificazione dell’attuale forza lavoro forestale. Infine, nella piattaforma – dichiarano le Organizzazioni sindacali – è stata inserita la necessità di valorizzare quello che riteniamo un settore strategico, considerata la fragilità morfologica della nostra regione, per come dimostrato dalle tante tragedie dovute al dissesto idrogeologico, ovvero la sorveglianza idraulica, per cui chiediamo di avviare un confronto regionale per affrontare definitivamente i vari problemi di natura normativa e contrattuale che interessano questi lavoratori».

Le Federazioni regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uil Uila Calabria il prossimo 12 maggio saranno presso la Cittadella Regionale per una forte mobilitazione, con il sostegno delle Confederazioni regionali di Cisl, Cgil e Uil e la partecipazione dei Segretari nazionali: il Segretario Generale Fai Cisl Onofrio Rota, il Segretario Generale Flai Cgil Giovanni Minnini e il Segretario nazionale Uila Uil Gabriele De Gasperis(rrc)

A Cosenza il 1° e 2 maggio “Buon compleanno Cgil”

Buon compleanno Cgil è il titolo della serie di iniziative in programma a Cosenza il 1° e 2 maggio, in occasione dei 110 anni della Camera del Lavoro.

Si parte alle 9 con un corteo che partirà da Piazza della Vittoria e raggiungerà Largo delle Vergini. Alle 10:30 apertura della mostra Di Vittorio eroe del Lavoro e saluti di Franz Caruso, sindaco di Cosenza.

Alle ore 11 presentazione del libro Sindacaliste. La storia della CGIL e delle sue protagoniste. Memoria e racconti tra esperienze ed aspettativa. Interverranno Teresa Aiello, Segretaria Cgil Cosenza, Teresa Cavaliere Segretaria Cgil Cosenza, Ilaria Romeo, Archivio storico Cgil e curatrice del libro, Maria Pia Funaro, vicesindaca di Cosenza, Claudia Carlino, Segretaria Nazionale Spi Cgil.

Alle 16  focus Lavoro insicuro, lavoro precario, lavoro povero. Interverranno Massimiliano Ianni, Segretario Generale Cgil Cosenza, Graziella Secreti, Segretaria Cgil Cosenza, Franz Caruso sindaco di Cosenza, Antonio Di Franco, segretario Fillea Cgil Nazionale, Angelo Sposato, Segretario Generale Cgil Calabria, Ivan Ferraro, Segretario Nidil Cgil Calabria, Emilio Miceli, Segretario Cgil nazionale.

Dalle 19:30 intrattenimento musicale con Ego&Fastidio – Santa Teresa About Tarantella a cura di Emily Vaccari, Marley session.

Il 2 maggio le iniziative continuano. Dalle  9:30 la Cgil Incontra gli studenti, mentre alle 16 incontro sul tema Legalità è conoscenza e libertà. Intervengono Massimiliano Ianni, Segretario Generale Cgil Cosenza, Maria Baldassarre, Segretaria CGIL Cosenza, Mimmo Denaro, Segretario Generale Flc Cgil Calabria, Silvio Gambino, docente Unical, Gianni Speranza, già Sindaco di Lamezia Terme, Veronica Buffone, assessore Comune di Cosenza.

Alle 18:30 spettacolo teatrale Nato senza camicia. Giuseppe Di Vittorio ieri oggi e domani, scritto e interpretato da Carlo Albè, musiche di Anthony Valentino. Dalle 19:30 Nando Misuraca e Band Svaporati(rcs)

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Calabria: Positivo incontro in Regione, ma si deve proseguire con mobilitazione

«Positivo incontro con la Regione, ma necessario proseguire campagna di mobilitazione». È quanto hanno riferito i segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Calabria a seguito dell’incontro in Cittadella regionale in merito alle problematiche che interessano il settore forestale calabrese.

Presenti il Presidente della Regione Roberto Occhiuto, l’assessore alla Forestazione Gianluca Gallo, l’assessore all’Ambiente Marcello Minenna, i Dirigenti dei Dipartimenti regionali competenti, i rappresentanti degli Enti Gestori regionali (Calabria Verde, Urbi Calabria, Parco regionale delle Serre), i Segretari Generali delle Confederazioni sindacali regionali Angelo Sposato (Cgil), Tonino Russo (Cisl), Santo Biondo (Uil) e i Segretari Generali delle Federazioni regionali di categoria Caterina Vaiti (Flai Cgil), Michele Sapia (Fai Cisl) e Pasquale Barbalaco (Uila Uil).

«Giudichiamo positivo questa prima convocazione dopo l’avvio della mobilitazione regionale – hanno dichiaratto Vaiti, Sapia e Barbalaco – abbiamo registrato aperture, ribadito proposte sindacali e discusso aspetti di criticità su questioni che riguardano il settore forestale calabrese ma resta ancora molto da fare». 

«Consideriamo, difatti – hanno aggiunto – necessario proseguire la fase di mobilitazione dell’intero comparto regionale, una campagna atta a sostenere i temi della forestazione, a favore delle maestranze e del territorio regionale.  In questi giorni sono in corso assemblee, significativi momenti di confronto con i lavoratori e delegati sindacali. La mobilitazione rappresenta un’occasione per rimettere al centro della discussione politica e sociale il settore della forestazione. Abbiamo predisposto un’apposita piattaforma con punti prioritari e urgenti, come, solo per citarne alcuni, il piano straordinario per l’avvio del ricambio generazionale, la necessità di sostenere il comparto con maggiori risorse finanziarie e investimenti, il contratto integrativo regionale e il settore della sorveglianza idraulica – affermano i rappresentanti sindacali».

«Proseguiremo, pertanto – hanno concluso – nella campagna di mobilitazione con il piano di assemblee sui cantieri forestali, mentre il 5 maggio si svolgeranno i tre attivi unitari, rispettivamente nel Nord, Centro e Sud della Calabria, fase che culminerà il 12 maggio con un momento di mobilitazione regionale, in cui saranno presenti, oltre alle Confederazioni regionali Cgil, Cisl, Uil, anche i Segretari nazionali, il Segretario Generale Flai Cgil Giovanni Minnini, il Segretario Generale Fai Cisl Onofrio Rota e il Segretario nazionale Uila Uil Gabriele De Gasperis». (rcz)

 

La Fp Cgil contraria al protocollo dell’Asp di Cosenza

«La Fp Cgil di Cosenza ha ritenuto non accettabile e contraddittoria l’ipotesi di moratoria di sei mesi delle attività sindacali inserita nel documento di proposta di protocollo d’intesa redatto dalla direzione Generale». Lo scrivono in una nota la segretaria generale Fp Cgil Calabria, Alessandra Baldari, e il segretario generale Fp Cgil Cosenza, Alessandro Iuliano.

«Ancora una volta, si vanifica il tentativo di portare avanti relazioni sindacali corrette e trasparenti. È necessario un confronto libero e partecipato tra le organizzazioni sindacali e la parte datoriale. Perché firmare un protocollo d’intesa tra Azienda e sindacati dove, addirittura nella prima bozza proposta, era inserito l’impedimento alle organizzazioni sindacali di proclamare stati di agitazione? Inoltre, inspiegabilmente viene indicato un tempo di novanta giorni per attuare i punti indicati nel protocollo, a fronte di un blocco delle attività sindacali di ben sei mesi».

«La Fp Cgil – si legge nella nota – è stata l’unica sigla a non sottoscrivere il “Protocollo di intesa” proposto dall’azienda Ospedaliera di Cosenza in data 12 u.e.; non è ben chiara la volontà della Rsu aziendale in quanto non è emersa da alcun verbale redatto a seguito di riunioni riguardo il suddetto protocollo. Mentre, i componenti delle Rsu eletti con la Fp Cgil non solo non hanno sottoscritto ma sono contrari al protocollo d’intesa proposto. La Fp Cgil è pronta ad attivare tutte le azioni di tutela dei diritti dei dipendenti che aspettano risposte da troppo tempo…ma non può accettare “bavagli”. Riteniamo che la semplice applicazione del ccnl da parte dell’Azienda, nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, consentirebbe una piena e fattiva collaborazione tra le parti.»

«Inoltre – hanno proseguito – è inaccettabile che la nostra organizzazione sindacale sia stata “dimenticata”, per come dichiarato dall’azienda, all’incontro tra gli avvocati di parte datoriale e quelli delle organizzazioni sindacali, insieme ad avvocati privati, per sottoscrivere un accordo da corrispondere a compensazione dell’indennità di vestizione e svestizione, diritto previsto contrattualmente. Tutto ciò nonostante la Fp Cgil di Cosenza sia stata la prima organizzazione sindacale ad ottenere sentenza favorevole riguardo tale vertenza presso il Tribunale di Cosenza già nel settembre 2022».

«Il commissario straordinario – hanno detto ancora i sindacalisti – aveva assicurato una soluzione tempestiva alla questione, ma non è arrivata nessuna proposta da parte dell’azienda se non quella avanzata nell’incontro menzionato con i legali rappresentanti quei lavoratori che hanno promosso contenzioso. Tale proposta prevedeva la decurtazione del 30% sulla quota spettante e quindi con una perdita secca ingiustificata e soprattutto con l’obbligatorietà della definizione tramite accordo legale».

«Non riusciamo a comprendere – hanno spiegato – questa decisa posizione nel chiudere un accordo con i legali invece che trovare un accordo con le Rsu e le organizzazioni sindacali. Siamo in un periodo delicato, ma cruciale, in cui il clima di accusa nei confronti dei lavoratori sanitari ci preoccupa fortemente; manca colpevolmente il racconto sulle condizioni di lavoro, sull’assenza di organizzazione e sulla cronica e storicizzata mancanza di personale. Alcuni strumenti che apparentemente sembrano di controllo, potrebbero invece essere utilizzati, soprattutto perché anonimi, per colpire anche chi combatte dall’interno improprie scelte organizzative. Viene pubblicizzata l’apertura di nuovi reparti, senza evidenziare che gli infermieri ed gli Oss devono fare la spola tra una U.O. e l’altra, con enormi sacrifici e dispendio di energie. Gli stessi sanitari aspettano da giugno 2022 il pagamento delle prestazioni aggiuntive».

«È proprio l’organizzazione del lavoro – hanno sottolineato – che incide sulla qualità delle prestazioni, aumentando così i margini di eventuali errori nell’assistenza ai pazienti, e determinando, nel contempo, l’aumento del rischio lavorativo per i dipendenti. Sono necessarie nuove assunzioni, la carenza di personale è evidente a tutti, rivendichiamo l’urgenza di attuare un piano di assunzioni straordinarie volto a soddisfare le richieste dei cittadini e ridurre le interminabili liste di attesa. Vogliamo una sanità pubblica ed efficiente e con servizi di qualità».

«Le criticità organizzative, la mancanza di fondi, il ritardo dell’applicazione degli istituti contrattuali – hanno scritto Baldari e Iuliano – non devono e non possono ricadere sui lavoratori né tantomeno sui cittadini. È necessario mettere al centro della sanità pubblica il lavoro, gli uomini e le donne che con abnegazione svolgono un compito difficile e delicato, riconoscere competenze e professionalità, valorizzare i lavoratori. Il sorriso di ogni operatore è evidente e sicuro quando lo stesso viene messo in condizioni di sicurezza e riconosciuto, rispettato, valorizzato, potenziato, formato, e quindi al centro dei servizi e della mission aziendale». (rcs)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Conoscere tempistiche per integrazione socio-sanitaria

I segretari generali di  Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, rispettivamente Claudia CarlinoCosimo PiscioneriFrancesco De Biase, hanno chiesto di conoscere «i tempi di conclusione del Tavolo Tecnico per l’Integrazione Socio Sanitaria al netto dell’esigenza di pervenire prima possibile a provvedimenti che rendano attuativa l’integrazione socio-sanitaria».

Una richiesta avanzata in merito al decreto del commissario ad acta Occhiuto n.74 del 3.3.2023, che ha finalmente istituito il Tavolo tecnico sul tema e che avrà il compito di approfondire e attuare le relative politiche regionali.

I sindacati dei pensionati si rivolgono alla coordinatrice del Tavolo, la vicepresidente Giusy Princi, perché si faccia presto. Dal canto loro, le sigle spiegano che vigileranno sull’andamento dei lavori riservandosi di esprimere il loro giudizio sui risultati e sulla loro pratica attuazione.

«Attiveremo le opportune relazioni sindacali – hanno detto i sindacati – affinché ci sia permesso di esercitare il diritto a dire la nostra su un provvedimento che consideriamo strategico per lo sviluppo di un modello di assistenza sanitaria e sociale che integra i due aspetti e realizza la presa in carico completa del paziente».

«Il tema dell’integrazione socio-sanitaria, prevista da decenni in tutte le pianificazioni di tipo sanitario e sociale e purtroppo mai praticata, è da anni al centro delle nostre rivendicazioni  – hanno aggiunto – perché la riteniamo indispensabile per consentire soprattutto alle persone anziane, di usufruire di alcuni loro diritti fondamentali».

Gli stessi anziani dai quali proviene una domanda che si caratterizza per la sua fragilità bisogna mettere a terra strategie utili ad integrare, a coordinare programmi, per favorire un percorso di inclusione sociale, per riscrivere strategie e destinare le necessarie risorse, a rispondere ai bisogni di una società che invecchia.

L’invecchiamento della popolazione fa prevedere l’aumento della domanda di assistenza a lungo termine al quale occorre dare una risposta.

«Nell’incontro del 13 febbraio scorso – hanno concluso – abbiamo rivendicato e sollecitato che fosse proprio l’assessore al Welfare ad assumere ogni opportuna iniziativa presso il Commissario ad acta e il Dipartimento Tutela della Salute affinché si procedesse speditamente in tal senso , alla luce anche delle più recenti pianificazioni nazionali che mettono al centro l’integrazione socio-sanitaria. È per noi fondamentale incrementare il servizio pubblico socio- sanitario per dare ai tanti anziani che spesso soli, devono  provvedere a questo bisogno». (rcz)

Occhiuto incontra i sindacati: focus su sviluppo, sanità e riforme

Sviluppo economico, ambiente, e riforme, nel corso dell’incontro tra il presidente Roberto Occhiuto e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, rispettivamente Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo.

«La Vertenza Calabria è ancora estremamente attuale – ha evidenziato Occhiuto – e anche con il nuovo governo nazionale vogliamo avere un’interlocuzione chiara e costruttiva in merito a ciò che la nostra Regione si aspetta da Roma».

«Giudico positiva la riunione ordierna – ha proseguito – durante la quale abbiamo illustrato a Sposato, a Russo e a Biondo le priorità dei prossimi mesi, con i sindacati regionali che hanno avuto modo di avanzare preziosi consigli e proposte intelligenti».

«Nella seconda parte dell’incontro – al quale ha partecipato anche Giuseppe Profiti – abbiamo trattato soprattutto il tema della sanità», ha illustrato il presidente della Regione.

«Dopo la conclusione dell’iter legislativo e dopo il via libera alle linee guida, infatti, Azienda Zero – il grande ente unico regionale che coordinerà il lavoro e le azioni delle Asp e delle Ao, e dunque l’intera sanità calabrese – è pronta a partire», ha annunciato il Governatore.

«Avere la possibilità di accentrare tante competenze e di mettere ordine nella governance delle Aziende sanitarie e ospedaliere sarà importantissimo – ha evidenziato – per riuscire a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati».

«Anche in questo caso il dialogo e il confronto con i sindacati saranno fondamentali per il successo di questa nuova avventura», ha concluso. (rcz)