CHIUDERE LA “STORIA INFINITA” DELLA 106
BISOGNA COMPLETARLA E AMMODERNARLA

di ANGELO SPOSATO, TONINO RUSSO E SANTO BIONDO – Uno dei nodi che blocca lo sviluppo in Calabria è costituito dall’insufficienza delle infrastrutture materiali di cui la strada statale 106 è un esempio eclatante.
Occorre, dunque un’urgente, modernizzazione ed è proprio per questo che rimane il punto fondamentale della nostra vertenza Calabria ed il motivo per cui ci mobilitiamo.
Abbiamo assistito al commissariamento della stessa nella speranza, vana, che potesse servire ad accelerare i tempi.
Abbiamo assistito all’interesse senza alcun dubbio determinante da parte del presidente Occhiuto nel volere inserire tale infrastruttura nell’allegato infrastrutturale al DEF che ha portato ad ottenere nella legge di Bilancio del 2022 un finanziamento di 3 miliardi con il quale sono state finanziate le due tratte Catanzaro Crotone e Sibari Rossano, più un importo pari a 500 milioni che arriva in parte dal fondo di coesione regionale e in parte da quello nazionale.
Sulla gazzetta ufficiale del 29.12.22 è stata pubblicata la legge n.197 nella quale all’ art.1 comma 511 si è disposto il finanziamento di cui sopra con stanziamenti previsti tra il 2023 ed il 2037. Le tratte prioritarie individuate dal commissario sono state la Catanzaro Crotone e la Sibari-Rossano vista anche la presenza di risorse destinate alle opere.
È necessario accelerare rispetto ai tempi di realizzazione dell’opere, per aprire i cantieri fondamentali per garantire il diritto alla mobilità e aprire importanti opportunità occupazionali
Da quanto emerso nell’ultimo incontro con Anas le tempistiche previsti per il finanziamento dei due tratti sono state sensibilmente ridotte, così come i tempi delle procedure autorizzative grazie alla Valutazione di Impatto Ambientale ora in capo alla Regione Calabria.
Per una viabilità moderna e sicura, per togliere tutta la fascia ionica calabrese dall’isolamento, rinvendichiamo il completamento e l’ammodernamento di tutta la S.S.106, che è priorità della Vertenza Calabria sulla quale sono impegnati le Segreterie Nazionali.
L’intera tratta Catanzaro Reggio Calabria è inserita nell’allegato A1.1 di cui all’aggiornamento del Cassa Depositi e Prestiti 16-20 approvato con Delibera N.43 del 27.12.22 a cura del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo.
L’ intervento per complessivi 174 km comprende le seguenti tratte: Catanzaro Roccella Jonica 74 km; Siderno Palizzi 60 km; Bova Reggio 44 km.
Su tutte queste tratte e quindi su tutto l’asse Catanzaro – Reggio Calabria vi è solo lo studio di fattibilità. In fase di avvio il Progetto di fattibilità tecnica economica sulle seguenti tratte: Montepaone Copanello 4 km; Bovalino Gerace 14 km; Capo Pellare Saline 10 km; Saline Marina di San Lorenzo 13 km.
Sullo svincolo di Gerace ” Prolungamento Locri” è stata avviata presso il ministero dell’ambiente la Valutazione di impatto ambientale tutt’ora in corso. Quindi ad eccezione delle 2 tratte già progettate e finanziate, si parla ancora oggi, a distanza di più di 2 anni dalla presentazione degli interventi del commissario straordinario Simonini, di Piano di fattibilità tecnico economica, senza fare cenno alcuno a livelli di progettazione che consentirebbero il finanziamento dei vari lotti.
La mancata progettazione del prolungamento della variante dall’abitato di Palizzi verso Ardore, poi, rappresenta il sintomo evidente di quello che stiamo dicendo. Troncare un’opera viaria così importante appena fuori il centro abitato del piccolo paese dell’Area grecanica è un torto non solo per i reggini ma per tutti i calabresi.
Senza queste risposte concrete, il territorio metropolitano, proprio per mancanza di infrastrutture materiali, non potrà agganciare il treno della ripartenza.
Occorre proseguire l’infrastrutturazione avviata con i lavori del lotto della S.S. 106 Roseto-Sibari a Sud, definendo le procedure autorizzative e bandendo le gare per la realizzazione della tratta Sibari-Rossano, opera fondamentale per connettere un’area dinamica come la Sibaritide e lo Jonio Cosentino, collegando le aree interne della Sila Greca con il completamento della Longobucco-Mare.
La tratta Sibari-Rossano è di circa 30 km e il costo preventivato è di circa 1 miliardo. Nel contempo chiediamo di procedere con la progettazione dell’ammodernamento del tratto a sud, da Corigliano Rossano a Crotone, La tratta considerata Rossano-Crotone è nella quasi totalità ancora quella della prima S.S.106, senza che sia stata realizzata la S.S.106 bis, oggi completamento inglobata nel tessuto urbanistico dei Comuni attraversati.
L’opera in questione riveste particolare importanza per il rilancio dell’aeroporto di Crotone, che amplierebbe il suo bacino di utenza potenziale in misura importante. Nel contempo riteniamo necessario avviare nel più breve tempo possibile i cantieri nel tratto Catanzaro-Crotone, per una lunghezza complessiva di circa 50 km, suddivisi in sei lotti funzionali, di cui uno, quello da Papanice a Crotone risulta già aggiudicato.
Non si può perdere altro tempo, il Governo ha il dovere di garantire ai calabresi strade moderne e soprattutto sicure.
È innegabile che la priorità della Vertenza Calabria sia rappresentata dall’ammodernamento a 4 corsie della famigerata e tristemente nota “strada della morte”.
Continuare a sfuggire da questa realtà significa inevitabilmente assumersi la responsabilità di essere moralmente complici delle tante tragedie già avvenute e di quelle che purtroppo verranno.
Infine occorre precisare che la rivendicazione per la SS106, sia per la realizzazione delle nuove tratte che per l’ammodernamento dell’intero tracciato, rappresenta l’esigenza e la necessità di una adeguata risposta alla mobilità viaria non solo per il versante Ionico ma per l’intera Calabria che, tra l’altro, consentirebbe di contare su una infrastruttura in grado di favorire la competitività territoriale e di conseguenza attrarre e creare sviluppo economico-produttivo, oltre a rispondere alle indifferibili esigenze sociali. (as, tr e sb)
[Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo sono rispettivamente segretari generali di Cgil Calabria, Cisl Calabria e Uil Calabria]

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Occhiuto promuova tavolo con Rfi per mobilità ferroviaria

Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, rispettivamente segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, hanno chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di promuovere un tavolo di confronto con Rfi sul tema della mobilità ferroviaria, «capitolo cruciale per la crescita della Calabria».

«La mobilità – scrivono i tre sindacalisti – è un tema strategico per lo sviluppo della Calabria e, in tale contesto, lo è quello della mobilità ferroviaria. Come abbiamo già più volte evidenziato, c’è grande attesa per gli investimenti promessi e per la realizzazione di opere fondamentali: pensiamo prioritariamente all’Alta Velocità, alla completa elettrificazione della linea jonica, alla necessità di fare il punto su cifre e progetti e chiarezza sul tracciato stesso dell’Alta Velocità». (rcz)

SERVE IL CONFRONTO E UN PATTO SOCIALE
LA RICETTA CISL PER RIPARTENZA E PNRR

di TONINO RUSSOIl tema del lavoro, e del lavoro dignitoso resta centrale nella nostra regione per i tanti precari, per i giovani costretti a lasciare la Calabria, per chi perde l’occupazione, per le famiglie. Ci aspettiamo parole chiare al “Tavolo regionale per i servizi e le politiche del lavoro” convocato per il 13 novembre alla Regione Calabria.

Ad ogni livello del confronto, dal Governo alle Regioni, nel dialogo con le associazioni datoriali la Cisl è impegnata con senso di responsabilità a cercare soluzioni condivise secondo una precisa linea di azione che è nel nostro Dna e si riassume in tre parole: concertare, contrattare, partecipare. Si riassume nello stare ai tavoli senza stancarsi; nell’agire non come partito politico, ma dialogando con tutti e facendo valere le proprie ragioni senza fare sconti a nessuno.

Perché quando le nostre richieste non vengono ascoltate, come sta avvenendo con il Governo in tema di pensioni, in relazione alla legge di bilancio che speriamo venga corretta in Parlamento, questo non ci sta affatto bene. Il Segretario Generale Luigi Sbarra ha, con tutto il Comitato Esecutivo nazionale, messo in evidenza luci ed ombre della manovra finanziaria. La Cisl propone con determinazione, anche in tema di unità nell’azione sindacale, “la via che porta a un nuovo Patto sociale per far ripartire investimenti e riforme, difendere il potere d’acquisto e i risparmi di lavoratori e pensionati, realizzare una nuova politica dei redditi, innalzare e redistribuire la produttività, sbloccare le infrastrutture materiali, energetiche, digitali e sociali guadagnando il Sud allo sviluppo e alla coesione, estendere in senso universale tutele e diritti dei lavoratori, abbassare le tasse sui ceti medi e popolari, affrontare in modo efficace le crisi aziendali azzerando morti e infortuni sul lavoro, rilanciando le politiche industriali, valorizzando la contrattazione e sostenendo il target strategico di una più forte partecipazione dei lavoratori alla vita e agli utili delle aziende”.

Per queste ragioni la Cisl “auspica la più ampia convergenza delle Parti Sociali e delega la Segreteria Confederale a verificare la disponibilità di Cgil e Uil a sostenere questa strategia con una manifestazione nazionale unitaria, per indicare il sentiero di un Progetto-Paese fondato sulla piena attivazione delle energie, delle responsabilità e delle competenze sociali nella costruzione del futuro”. Questa posizione  la Cisl calabrese l’ha condivisa all’interno dell’Esecutivo nazionale e la fa propria qui, nel nostro territorio. Mai come oggi è possibile attingere a risorse importanti, come quelle del Pnrr, quelle del Fondo Sviluppo e Coesione di cui l’80% va al Sud e la spesa è molto rallentata, per intervenire in vari ambiti, per rilanciare la crescita, per creare lavoro finalizzato alla realizzazione di infrastrutture materiali e immateriali. Risorse del Fondo sviluppo e coesione e Zes unica devono far diventare attrattivi i territori del Sud, a partire dai sistemi portuali. Abbiamo giudicato positivamente lo stanziamento di 3 miliardi per la S.S. 106: ora si tratta di mettere a terra gli investimenti e realizzare le opere, aprendo i cantieri, ma anche ultimando gli interventi.

Per queste ragioni urge il confronto con Regione, Anas, Rete Ferroviaria Italiana, sugli interventi programmati, per fare chiarezza su cronoprogrammi, percorsi e tempi di realizzazioni. Per queste ragioni è necessario un confronto serrato sui temi del lavoro dignitoso, sicuro, stabile, orientato verso lo sviluppo. Per queste ragioni tutti gli interventi sul sistema sanitario devono essere orientati verso il miglioramento del servizio, il dare dignità al personale che vi opera tra mille difficoltà, la qualificazione dell’offerta, la riduzione di liste d’attesa ed emigrazione sanitaria.

La tutela dell’ambiente e la messa in sicurezza del territorio necessitano di una più attenta ed oculata riflessione sugli interventi necessari ad evitare tragiche sciagure. A valorizzare le tante ricchezze naturali che la Calabria offre, a partire dalla risorsa mare, per incentivare il mercato turistico.  Le tante vertenze aperte negli enti strumentali della Regione Calabria richiedono immediati tavoli di confronto utili a migliorare la qualità dei servizi erogati e ad evitare mortificazioni al personale che vi opera, spesso insufficiente e sottodimensionato.

La Cisl crede nella partecipazione, come testimonia anche la raccolta di firme in corso per la presentazione della legge popolare sul coinvolgimento dei lavoratori nella gestione delle imprese, impegno che stiamo portando avanti anche qui in Calabria. È un segnale di speranza, di novità, una proposta che porteremo in Parlamento perché sia finalmente attuato l’art. 46 della Costituzione per una più matura democrazia economica che veda protagonisti i lavoratori. ν

(Tonino Russo è il segretario generale Cisl Calabria)

Sbarra (Cisl): Su pensioni Governo è ancora in tempo per migliorare la misura

«Il governo sulle pensioni è ancora in tempo di migliorare le misure annunciate in queste ore con le ultime bozze». È quanto ha detto Luigi Sbarra, segretario nazionale della Cisl, nel corso dell’assemblea nazionale organizzativa della Fai Cisl.

«Si assicuri la piena indicizzazione delle pensioni – ha ribadito – si investa sulla previdenza dei giovani e delle donne, si rafforzino le flessibilità in uscita dal mercato del lavoro, si incentivi l’adesione alla previdenza complementare. Sbagliato ridurre aliquote e rendimenti per i pensionati pubblici».

«Sono ore decisive in cui chiediamo al Governo di essere coerente con gli affidamenti sociali dando, con opportuni interventi e pur nelle ristrettezze delle dotazioni, un convinto impianto sociale al Ddl Bilancio – ha concluso –. In caso contrario incasserà su queste materie la netta contrarietà della Cisl. E di certo non staremo con le mani in mano». (rrm)

CATANZARO – Il convegno “Scuola, turismo e agroalimentare” della Cisl

Si intitola Scuola, turismo e agroalimentare, il convegno in programma domani mattina, alle 9.30, nella sala congressi di Banca Centro Calabria di Catanzaro e promosso da Cisl Magna Graecia, Fisascat Cisl, Fai Cisl e Cisl Scuola Catanzaro- Crotone-Vibo Valentia.

Ai lavori prenderanno parte Salvatore Mancuso, Segretario Cisl Magna Graecia, Tonino Russo, Segretario Cisl Calabria, Daniele Gualtieri, Segretario Fai Cisl Magna Graecia, Alfredo Silipo, Segretario Cisl Scuola Magna Graecia, Antonio Bruno, Segretario Fisascat Cisl Magna Graecia, Antonella Iunti, Direttore Ufficio Scolastico regionale, Fortunato Lo Papa, vice presidente Ente Bilaterale Turismo Calabria, Aldo Ferrara, presidente Unindustria Calabria, Filippo Callipo, presidente Gruppo Callipo, Giovanni Calabrese, assessore regionale Lavoro e Formazione. Concluderà i lavori la Segretaria generale Cgil Scuola Nazionale Ivana Barbacci(rcz)

PER IL VERO RISCATTO DEL SUD SI DEVONO
UTILIZZARE TUTTE LE RISORSE DEL PNRR

di ANTONIETTA MARIA STRATIPer il riscatto del Sud bisogna attuare integralmente gli investimenti del Pnrr e fare molto di più sull’occupazione giovanile e femminile, realizzare infrastrutture sociali e materiali che assicurino a tutti pieno godimento dei diritti di cittadinanza». È la via indicata dal segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, nel corso dell’assemblea organizzativa della Cisl Calabria svoltasi nei giorni scorsi a Pizzo.

Una vera e propria Guida al cambiamento, dove identità, partecipazione e innovazione sono le parole chiavi e l’emblema della lotta e dell’impegno che la Cisl – non solo nazionale, ma anche regionale – sta portando avanti da mesi, perché, ad oggi, la partecipazione, in ogni settore, è fondamentale per la vera crescita del Paese e del Mezzogiorno.

E proprio per quanto riguarda il Sud il cislino ha ribadito la necessità non più rinviabile di «rafforzare la fiscalità di sviluppo, realizzare impianti energetici come i rigassificatori di Gioia Tauro e Porto Empedocle, investire su rinnovabili e nuove tecnologie, infrastrutture che facciano della Calabria e del Sud un hub energetico e industriale».

Lo stesso Sbarra ha sottolineato la necessità di dare vita a un modello di sviluppo più equilibrato, competitivo, partecipativo. E da qui l’appello al Governo, affinché venga siglato un «patto con sindacati ed imprese che porti al riscatto delle fasce medie e popolari, ad una nuova politica dei redditi, ad una manovra redistributiva che difenda e rilanci salari e pensioni dissanguati dal caro  vita».

«L’appello alla corresponsabilità, al dialogo sociale del nostro Segretario Generale Luigi Sbarra è un appello al bene comune, a “rilegare”, ad unire», ha detto Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria.

«Dentro c’è il senso profondo dell’essere Cisl, la motivazione di tante scelte del passato, del presente e del futuro prossimo di un Sindacato libero», ha continuato Russo, sottolineando come «qui  troviamo anche il senso del nostro impegno ed il percorso da compiere per un’organizzazione capace di essere all’altezza delle nuove sfide. Un’organizzazione che di fronte alle grandi transizioni green e digitale, alle trasformazioni del mercato del lavoro, della società, non arretra, ma accetta la sfida del cambiamento».

«Un’organizzazione capace, come recita il titolo della nostra Assemblea Organizzativa, di guidare il cambiamento – ha aggiunto – mettendo al centro del proprio essere, la dimensione organizzativa, identità, partecipazione, innovazione. Tre parole chiave nel nostro futuro».

«Le radici ancorate nella terra dei nostri padri, lo sguardo dritto e aperto sul futuro. Un sindacato riformista, innovativo, che fa della partecipazione il suo tratto distintivo. La Cisl a tutti livelli  – ha ricordato – è impegnata nella campagna di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare “La partecipazione al Lavoro”, nei territori e sui luoghi di lavoro, tante iniziative realizzate in questi mesi». 

«Per la Cisl la grande riforma della partecipazione – ha proseguito – è un tassello fondamentale per ripartire dal Patto sociale. Le sfide della ripresa, della resilienza e del futuro, le cogliamo e le vinciamo solo insieme. Al nostro Paese non servono divisioni, contrapposizioni, fazioni, ma un grande Patto sociale, una nuova stagione di dialogo sociale, concertazione, partecipazione. Serve costruire relazioni, conquistare tavoli, anche quando è forte la tentazione di buttare la palla in tribuna, di fronte ai mali atavici di una regione che continua ad arrancare, senza riuscire a risalire la china». 

«Cito solo alcuni dati dei nostri divari persistenti – ha detto ancora – il tasso di occupazione al 43,5%, a fronte della media italiana del 60%; i dati sui Lea vedono la Calabria in gravissimo affanno, maglia nera per l’area distrettuale e della prevenzione, terz’ultima per l’area ospedaliera (dati Gimbe)».

Ma non sono solo i dati Gimbe a fotografare una Calabria in affanno: in un articolo de Il Sole 24 Ore, a firma di Gianni Trovati, la Calabria è tra le sette regioni “bocciate” per i Lea – livelli essenziali di assistenza, qualità dei servizi raggiunta dagli ospedali e attività di prevenzione, sono appena sufficienti.

«Lavoro e sviluppo, sanità e sociale restano le due grandi priorità – ha ribadito Russo –, insieme al superamento dei divari generazionali, di genere e digitali che sono i grandi obiettivi del Pnrr. Siamo preoccupati, da questo punto di vista, per il percorso di attuazione del Pnrr, viste le difficoltà degli enti locali calabresi. Restiamo in attesa di capire con certezza le modalità di finanziamento delle risorse assegnate alla Calabria dal Pnrr, circa un miliardo, oggetto della rimodulazione legata al Piano Repower Eu, che cerca di aiutare il Paese a superare i tanti problemi energetici».

«Il nostro compito è di lavorare insieme alle Istituzioni, ognuno per la propria parte», ha detto ancora.

Nel corso del suo intervento di apertura, Russo si è soffermato anche sulla necessità di un’attenzione rinnovata ai giovani: «La Cisl calabrese – ha detto tra l’altro – riprenderà l’esperienza dei campi scuola, sulla quale proprio Gigi Sbarra da Segretario regionale ha puntato. Una palestra di vita e un luogo nel quale hanno mosso i primi passi tanti attuali dirigenti».

«In questa delicata fase, in cui le parole “crescita” e “sviluppo” possono e devono avere concretezza – ha concluso il Segretario della Cisl regionale –, tutti i soggetti sociali sono chiamati a dialogare, per sostenere persone e famiglie, per seminare speranza, per costruire un futuro diverso». (ams)

Cgil, Cisl e Uil scrivono a Mattarella per salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Di MAURIZIO LANDINI, LUIGI SBARRA E PIERPAOLO BOMBARDIERI – Illustre Presidente, La ringraziamo, innanzitutto, per tutta l’attenzione che ha dedicato negli anni e che continua a dedicare ai temi del lavoro e soprattutto al dramma delle morti sul lavoro.

Gli ultimi episodi sono solo l’ennesimo segnale del dramma che migliaia di lavoratrici e lavoratori, migliaia di famiglie hanno vissuto negli ultimi anni. Le continue morti, l’incremento degli infortuni e di malattie professionali non sono numeri: ci consegnano la dura realtà di un Paese che non riesce a fare fino in fondo i conti con la cultura della prevenzione, con la garanzia della salute e della sicurezza in ogni luogo di lavoro.

Non si tratta solo di un problema culturale, c’è una logica di mercato spietata che considera la sicurezza un costo e non un investimento, incrementa sempre di più i ritmi di lavoro, la rapidità degli interventi, in uno scambio in cui il lavoro e la vita delle persone continuano ad essere l’agnello sacrificale.

Su queste tematiche abbiamo predisposto e presentato al Governo una specifica Piattaforma unitaria senza aver ricevuto adeguate risposte. È il momento di un’azione straordinaria corale per raggiungere l’obiettivo di zero morti sul lavoro.

Ma richiediamo un’attenzione straordinaria a tutte le Istituzioni attraverso tutte le leve di promozione della prevenzione e di controllo, al legislatore affinché presti più attenzione agli effetti di provvedimenti che sacrificano le regole in favore della semplificazione, al mondo imprenditoriale affinché si unisca in questa battaglia per la salute e sicurezza isolando quelle imprese che non garantiscono il rispetto della normativa.
Caro Presidente, ci rivolgiamo a Lei per condividere le preoccupazioni e illustrarLe le nostre proposte al fine di realizzare gli obiettivi che da tempo vogliamo raggiungere con lo scopo di ottenere la piena applicazione della nostra Costituzione. (ml, ls,pb)

[Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri sono rispettivamente segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil]

La Cisl promuove legge di iniziativa popolare per partecipazione dei lavoratori a gestione azienda

«Oggi, più che mai, l’attuazione dell’Articolo 46 della Costituzione, non è solo un ideale a cui puntare, ma una stringente necessità». È quanto ha dichiarato il segretario nazionale di Cisl, Luigi Sbarra, nel corso del convegno organizzato dal sindacato a Lamezia Terme dal titolo Partecipazione al lavoro. Contrattazione e dialogo sociale per lo sviluppo del territorio.

Il convegno ha visto gli interventi di Aldo Ferrara, Presidente di Unindustria Calabria; Klaus Algieri, Presidente di Confcommercio Calabria; Franco Napoli, Presidente di Confapi Calabria; Roberto Occhiuto, Presidente della Giunta regionale della Calabria. Ha coordinato i lavori la giornalista Sarah Incamicia.

Per questo il sindacato ha promosso una legge di iniziativa popolare affinché sia data concreta attuazione all’art. 46 della Costituzione. Questo perché «la partecipazione dei lavoratori alla vita ed alla gestione delle aziende è la riforma istituzionale che serve al nostro paese, la vera sfida per alzare i salari e la produttività,  contrastare le delocalizzazioni, qualificare e sostenere le aziende virtuose che applicano i contratti, investono in innovazione e nuove tecnologie, sviluppano modelli partecipativi che danno ai delegati anche più incisivi poteri di controllo sulla sicurezza e la tutela della salute nei luoghi  di lavoro ed un ruolo attivo nelle decisioni e nell’organizzazione dell’impresa».

«La partecipazione – ha sottolineato il cislino – non può essere imposta: deve essere una scelta consapevole e costruita su misura. Perché nessuna azienda è uguale all’altra. Sta alla libera contrattazione tra le parti individuare la soluzione migliore, senza porre limiti a quello che, attraverso il dialogo e l’esperienza, si potrà in futuro implementare. Il senso della proposta di legge di iniziativa popolare della Cisl sta in tali direttrici, e per questo siamo e saremo in mobilitazione su tutto il territorio nazionale fino a dicembre per raccogliere adesioni e comunicare a lavoratori, pensionati, cittadini i contenuti della nostra proposta innovativa. La nostra campagna vuole dare pieno protagonismo al lavoro, riconoscendo alla persona la possibilità di incidere sul futuro proprio, della propria azienda e del proprio territorio».

«Se c’è un’area del paese che deve scommettere sul protagonismo delle persone che lavorano, questo è il Sud e la Calabria – ha concluso –dove non mancano imprese lungimiranti, che puntano su relazioni industriali costruttive e partecipative. Ma bisogna sbloccare gli investimenti pubblici soprattutto nelle infrastrutture ed assicurare buona qualità della spesa per dare al Mezzogiorno protagonismo continentale nei processi di crescita. Il Sud deve trasformarsi in un hub energetico, commerciale e industriale euromediterraneo. Questa è la grande sfida».

Aprendo i lavori, il Segretario Generale della Cisl regionale, Tonino Russo, ha toccato in modo particolare temi relativi alla Calabria.

«Siamo consapevoli – ha detto nel corso della sua introduzione – di essere chiamati, come Cisl, a testimoniare una volontà di cambiamento che deve andare oltre la denuncia di quel che non va. La Cisl non farà sconti a nessuno. Ma restando sempre nel merito delle proposte».

«Venendo alle questioni calabresi – ha aggiunto – in questi mesi con il Governo regionale abbiamo scelto la strada del confronto. Sappiamo che è la strada con più tornanti, la più difficile. Al Presidente Occhiuto chiediamo di intensificare il confronto, dargli concretezza. Sui grandi temi a questa regione servono risposte e progettualità condivise per costruire insieme – Istituzioni, parti sociali, Chiesa, Terzo settore – una grande Alleanza per la Persona ed il Lavoro, un Patto per lo sviluppo e la coesione sociale. Pnrr, FSC, nuova programmazione Por, mobilitano nel loro complesso risorse importanti che, se usate bene, possono incidere positivamente sul superamento dei divari regionali».

«Il Pnrr che serve – ha proseguito Russo – è quello che unisce. Apriamo subito un confronto su alcune questioni chiave. La prima è senza dubbio il lavoro, che interseca tutti le altre: dalla sanità alle infrastrutture materiali e alla mobilità; dalla prevenzione del dissesto idrogeologico alla rete del digitale; dal rilancio della pubblica amministrazione alla scuola; dal contenimento della fuga dei giovani dalla Calabria al presidio umano nelle aree interne, è chiaro che l’innovazione coincide con nuove possibilità di lavoro e di crescita. Parliamo di lavoro, non di assistenzialismo. Di crescita, non di sussidi. Non solo di precariato, parliamo di competenze, incrocio di domande e offerte, rilancio CPI, sistema duale, formazione, occupabilità».

«La riorganizzazione della sanità, la garanzia dei Lea sono le grandi priorità di una regione che spende 3 miliardi e non riesce a garantire servizi efficienti – ha proseguito –. Serve rafforzare il profilo universalistico pubblico e gratuito, per evitare l’allargamento della forbice con le altre regioni in tema di prestazioni. Varate le linee guida e prima dell’adozione degli atti aziendali, serve aprire il confronto. Non comprendiamo, per esempio, al di là degli annunci, con quale personale apriremo gli ospedali chiusi, garantiremo gli ospedali di comunità, le guardie mediche, il sistema dei MMG e PLS, architravi della Sanità sul territorio. Serve riorganizzare radicalmente la rete territoriale sanitaria, integrandone il rapporto con la rete ospedaliera: il sistema è oggi in Calabria troppo sbilanciato a favore dell’ospedalizzazione, creando costi inutili, disservizi e incentivando la mobilità passiva».

«Servirà mettere al centro la Medicina territoriale – ha evidenziato –. E la componente territoriale e quella ospedaliera dovranno lavorare in simbiosi con il sistema dell’Emergenza-Urgenza e con il sistema Socio-Sanitario. Servono sinergie sempre più efficaci fra Università, Ospedale e Territorio, con l’impegno a promuovere ed assicurare l’equità di accesso, la sicurezza e la qualità dell’assistenza, l’innovazione in ambito digitale, tecnologico e di ricerca. La nostra Piattaforma intitolata “Emergenza Sanità Calabria” contiene una visione unitaria. Perché i soli medici cubani, scelta che dall’inizio abbiamo condiviso, non bastano. Serve un grande piano per l’abbattimento delle liste di attesa, anche attraverso il coinvolgimento del privato convenzionato».

«Riguardo al Pnrr, serve subito la convocazione della cabina di regia – ha ribadito –, per capire le rimodulazioni effettuate, lo stato dell’arte dei progetti. Proponiamo una cabina di regia che vada al di là del Pnrr, e ci consenta di capire cosa sta accadendo sulle infrastrutture ferroviarie, per fare un esempio, sull’alta velocità. Che ci faccia capire come assicuriamo copertura ai progetti del Pnrr tagliati, che hanno messo in difficoltà tanti Sindaci. Serve capire a che punto siamo con i 3 miliardi destinati alla S.S 106, con la progettazione del tratto fino a Reggio, opere fondamentali nell’ottica del grande progetto del Ponte sullo Stretto, opera che la Cisl sostiene, che è stata al centro dell’importante iniziativa di giugno».

«E poi rilanciamo il tema di un “Cis Mare Pulito”, un grande progetto sulla depurazione calabrese – ha detto ancora – per evitare le scene di mare sporco, per superare le tante procedure d’infrazione. La Regione non ha competenze dirette e i Comuni spesso non hanno risorse sufficienti. Anziché armarci l’un contro l’altro, anziché come nell’ultimo CIS frammentare la spesa in mille rivoli, come al solito, utilizziamo parte delle risorse per risolvere un problema, quello della depurazione, che penalizza lo sviluppo turistico regionale».

«La Cisl – ha concluso Russo – rinnova oggi la propria disponibilità a lavorare insieme alle altre parti sociali, nell’interesse esclusivo dei calabresi, per rompere il muro della rassegnazione e dare futuro ai giovani». (rcz)

 

Sanità, Russo (Cisl) chiama Occhiuto: «Riunire sindacati insieme ai vertici sanitari»

«È ora più che mai indispensabile intervenire con le risorse del Pnrr per riorganizzare il Servizio Sanitario Nazionale e rafforzarne il profilo universalistico pubblico e gratuito, per evitare che si allarghi ulteriormente la forbice delle differenze nella qualità delle prestazioni assistenziali e di cura tra le regioni», afferma in una nota Tonino Russo, segretario generale della Cisl calabrese.

«Da tempo – prosegue il sindacalista – la Cisl ha lanciato l’allarme sulla crisi in cui versa la Sanità pubblica nel nostro Paese, sospinta da un progressivo taglio di risorse del Fondo Sanitario Nazionale di oltre 37 miliardi negli ultimi 10 anni: tagli negli organici, blocco del turn over, chiusura di ospedali, assenza di programmazione hanno prodotto questi risultati. L’obiettivo principale deve essere la presa in carico del paziente, la continuità assistenziale. La riorganizzazione della rete ospedaliera e l’integrazione con la rete di assistenza territoriale tutta da organizzare, sono fondamentali per garantire i Lea e, con essi, la necessaria assistenza diffusa, soprattutto nelle aree interne e quella rivolta agli anziani e alle fasce più deboli della popolazione, in Calabria più ampie che altrove. Il territorio ben assistito diventa essenziale anche come filtro rispetto alle tante ospedalizzazioni inappropriate. Serve, quindi, una maggiore integrazione ospedale/territorio, soprattutto per la gestione delle cronicità. E serve nuovo personale a fronte delle gravi carenze negli organici, perché le strutture camminano con le gambe delle donne e degli uomini. Serve valorizzare il Distretto quale struttura che prende in carico il paziente nel territorio di competenza, dopo la dimissione e/o prima del ricovero in ospedale. Questo modello organizzativo, collegato alla rete dei medici di medicina generale e alle Unità Operative e/o con il Distretto, è un punto fondamentale, elemento insostituibile di base nell’interazione ospedale-territorio, perché finalizzato a creare una vera presa in carico e utile per evitare riacutizzazioni di patologie che comportano spesso ulteriori ricoveri, disagi per i pazienti e i loro familiari, dispendio di risorse. Serve altresì una reale integrazione tra Aziende Sanitarie e Aziende Ospedaliere Universitarie. È un obiettivo ambizioso e prioritario non più procrastinabile se vogliamo supportare e sostenere lo sviluppo di percorsi che garantiscano realmente presa in carico e continuità nelle cure dei pazienti. Servono sinergie sempre più efficaci tra università, ospedale e territorio, con l’impegno a promuovere ed assicurare appunto sinergicamente l’equità di accesso, la sicurezza e la qualità dell’assistenza, nonché l’innovazione in ambito digitale, tecnologico e di ricerca».

«È importante – sottolinea il segretario generale della Cisl Calabria – realizzare un modello organizzativo espressione della integrazione tra due ordinamenti, ospedaliero ed universitario, nel quale la specificità di ciascuno è definita dagli obiettivi dell’Azienda, ispirati dalla Regione e consacrati negli atti aziendali, da attuare mediante la programmazione di Asp, Ao e Aou. Su questo, la Cisl chiede al Presidente della Giunta regionale Occhiuto, nella sua qualità di Commissario ad acta per il piano di rientro della Sanità calabrese, di promuovere un confronto tra sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, commissari straordinari aziendali, direttori delle strutture ospedaliere e rettori. Affermiamo ciò anche nella convinzione che in una regione come la Calabria diventa fondamentale organizzare didattica e ricerca nelle strutture ospedaliere e territoriali per una vera integrazione tra le reti e la reale presa in carico del paziente. Esistono tante realtà virtuose a cui guardare nel nostro Paese. Abbiamo il dovere di non rovinarle e di moltiplicarle. È un processo di cambiamento che serve ad alzare il livello dei servizi offerti nell’interesse dei cittadini. Per la Cisl, l’integrazione tra le aziende deve servire a migliorare la qualità del servizio, la tempistica, in una parola: il risultato. Deve servire a ridurre le lungaggini nelle liste di attesa per screening su tante patologie, screening che non vengono più eseguiti correttamente e puntualmente. Deve servire ad evitare i tantissimi ricoveri inappropriati e le lunghe degenze, a volte immotivate, con difficoltà per i pazienti e costi salatissimi per la collettività. Molti cittadini calabresi stanno rinunciando alle cure per problemi economici e tra essi molti anziani: ciononostante, registriamo comunque una mobilità sanitaria in crescita. L’integrazione tra le aziende serve anche ad evitare una migrazione sanitaria non più sopportabile per il bilancio regionale e per le tasche delle famiglie calabresi. Traghettare il finanziamento del pubblico al privato, con la pseudo ragione di fare meglio e velocemente, è l’errore più grosso, quello definitivo. Sottrarre risorse al sistema pubblico significa portarlo sul patibolo e suggerire al privato risultati dell’apparire e non già dell’essere. Il privato di eccellenza deve operare in un sistema sanitario integrato e intervenire dove il pubblico non arriva, non sostituire il pubblico».

«C’è bisogno di un progetto reale e ambizioso di programmazione e gestione che metta da parte ambizioni personali. Di programmazione vera, di seconda puntata rispetto ai fallimenti addebitabili a commissari ad acta passati di moda. La vera integrazione si realizza solo attraverso scelte meritocratiche, che valorizzino e premino esperienze, competenze, anni di servizio, professionalità. Tutto questo, la Cisl ne è convinta, si potrà realizzare – conclude Tonino Russo – solo attraverso tavoli regionali di confronto che abbiano una grande attenzione per il sistema pubblico». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil a confronto con Occhiuto sulle emergenze calabresi

È stato un confronto positivo quello avvenuto tra i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, rispettivamente Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per discutere dei

temi prioritari della Sanità, del Lavoro, delle Infrastrutture, dell’Ambiente e dei punti nevralgici della Vertenza Calabria che avevano accumulato negli ultimi mesi diversi ritardi.

Sulla Sanità si è partiti dalla rete ospedaliera e dalla medicina territoriale, della rete di emergenza-urgenza che saranno oggetto di un nuovo e specifico incontro, proseguendo poi con la necessità di procedere a nuove assunzioni. Il presidente ha dato notizia dell’imminente arrivo di altri medici cubani che per i sindacati, pur implementando l’organico, non sono sufficienti a garantire una sanità di qualità. Altra questione nevralgica quella degli accreditamenti, in merito ai quali Occhiuto ha comunicato di voler riformare il sistema attraverso una specifica legge regionale. Sono, invece, 120 i milioni euro di spesa previsti per la rete delle emergenze-urgenze, il 118 e la nuova diagnostica. 

Le sigle hanno posto il tema dei ritardi nella costruzione dei nuovi ospedali che in alcuni casi sono lievitati a causa dell’aumento dei costi dei materiali edili e in merito ai quali occorre recuperare tempo. Un’altra richiesta di incontro è stata avanzata in merito alle facoltà di Medicina degli atenei di Catanzaro e Cosenza per discutere della strategicità e potenzialità che queste possono avere in termini di ritorno sull’offerta sanitaria.  

Durante il tavolo si è discusso anche di Infrastrutture, a partire dalla Ss. 106 per la quale pare ci sia una riduzione dei tempi del finanziamento di 3 miliardi di euro per il tratto Sibari-Reggio Calabria che dovrebbe attivarsi entro il 2024. Altri fondi, ha spiegato Occhiuto, sono poi previsti per il rifacimento e messa in sicurezza del tratto A3 Altilia – Grimaldi. 

CGIL CISL E UIL hanno concordato con il presidente un tavolo con Rfi per discutere di un piano di investimenti di circa 9 miliardi previsti per la rete ferroviaria calabrese. A tal proposito, CGIL CISL e Uil hanno insistito sulla elettrificazione della rete ionica ed Alta Velocità.

Così come per il ponte crollato a Longobucco, per il quale si terrà un incontro in Regione con Anas il 3 agosto, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un ulteriore incontro per la galleria della Limina.

Durante il tavolo si è discusso anche del precariato storico calabrese sul quale le sigle hanno chiesto un’accelerazione, così come sono stati concordati nuovi tavoli di confronto su settore idrico, depurazione e rifiuti.

In merito alla riforma dei consorzi di bonifica, Cgil Cisl e Uil hanno chiesto l’applicazione delle clausole sociali a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e il presidente si è impegnato a sentire le organizzazioni sindacali di categoria in un’apposita audizione in commissione regionale.

Per quanto concerne Fincalabra i sindacati hanno affermato la necessità di una riorganizzazione finalizzata al rafforzamento tecnico amministrativo della struttura che possa intercettare fondi comunitari.

Grande attenzione è stata, infine, data alla straordinaria ondata di calore che sta colpendo la Calabria. Unitariamente le sigle hanno chiesto ad Occhiuto di emanare un’ordinanza di divieto di lavoro nelle ore più calde anche nel settore edile ed affini, così come già fatto in agricoltura. 

Il segretario generale di Cgil Calabria, Angelo Sposato, ha parlato di «un risultato importante e un atto di sensibilità e responsabilità per la sicurezza dei lavoratori». (rcz)