Riparte il Fondo Artigiano, Confartigianato Imprese Calabria: Servono più risorse

Il segretario regionale di Confartigianato Imprese Calabria, Silvano Barbalace, ha reso noto che è ripartito il Fondo riservato alle imprese artigiane con una nuova dotazione finanziaria. Da oggi, infatti, possono essere presentate le domande per l’accesso ai contributi a fondo perduto nella misura del 65% dell’investimento realizzato per l’acquisto di attrezzatura o macchinari anche usati.

«Dopo alcuni mesi di confronto con la Regione – ha spiegato – finalmente riparte uno strumento importante per il sostegno alla crescita e sviluppo delle nostre imprese artigiane. Le risorse, pari a 5 milioni di euro, già stanziate dall’allora presidente facente funzioni Spirlì, erano bloccate da mesi per  aspetti burocratici, risolti solo sul finire dell’anno grazie anche all’impegno del Direttore Generale Francesco Venneri e dell’assessore Rosario Varì».

Il nuovo regolamento operativo del fondo, pubblicato nei giorni scorsi, che ha recepito le osservazioni delle associazioni di categoria, ha di fatto migliorato alcuni aspetti normativi e procedurali, ampliato le categorie di beni ammissibili e i termini per la rendicontazione delle spese, prevedendo procedure più snelle ed affidando al soggetto gestore Fincalabra anche la fase della erogazione dei contributi alle imprese, che molti ritardi aveva registrato nella passata edizione.

«Confidiamo che questa nuova struttura operativa del Fondo ed il nuovo impulso dato al dipartimento dalla presidenza Occhiuto – afferma il Presidente di Confartigianato Imprese Calabria, Roberto Matragrano – potrà finalmente consentire alle imprese artigiane di poter disporre di uno strumento utile e snello per la loro crescita, realizzando a pieno le intenzioni con cui era nato».

Al bando possono accedere le imprese artigiane calabresi che hanno stipulato con gli istituti di credito contratti di finanziamento per la realizzazione di investimenti materiali ed immateriali compresi tra 10 e 70 mila euro. Le domande potranno essere inoltrate solo attraverso i soggetti presentatori riconosciuti, tra cui Confartigianato. Tra le voci di spesa ammissibili, oltre ai costi per la ristrutturazione dei locali in cui viene esercitata l’attività e/o l’acquisto di mezzi targati, per i quali è previsto solo il contributo in conto interessi, anche l’acquisto di macchinari ed attrezzatura nuova e usata, hardware, software, siti internet ed e-commerce, interventi per l’efficientamento energetico e la sostenibilità ambientale e/o il  miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro, su cui invece viene riconosciuto un contributo a fondo perduto nella misura del 65%.

«Il bando va in prosecuzione di quello precedente – conclude il segretario Barbalace – e sebbene le risorse stanziate siano importanti, queste andranno parzialmente a coprire le richieste ancora non evase (circa 90 imprese), più volte sollecitate e su cui il Dipartimento ha assunto l’impegno di definirle in tempi molto brevi. Per questo, a conti fatti, le risorse effettivamente disponibili sono poco più di 2 milioni di euro, non sufficienti a garantire continuità allo strumento, così come dichiarato nelle intenzioni dal Presidente Occhiuto. Sul punto auspichiamo di poter incontrare nel breve l’Assessore Varì». (rcz)

 

L’ARTIGIANATO, TESORO DELLA CALABRIA
SOSTEGNO ALLE IMPRESE PER LA CRESCITA

Quanto aiuta l’artigianato nella crescita e lo sviluppo della Regione? Tantissimo, a guardare i dati diffusi da Confartigianato Imprese Calabria, che esprimono una buona vitalità di tutto il comparto, nonostante la pandemia e la crescente crisi economica. Serve, dunque, dare sostegno alle imprese e promuovere iniziative atte a salvaguardare quest’area produttiva (in gran parte operante nel settore agro-alimentare) perché si possano immaginare percorsi virtuosi di crescita, magari con la creazione di reti d’impresa e assistenza per la transizione digitale.

I numeri parlano da soli: sono 8.241 le imprese artigiane della Calabria operanti in 47 settori in cui si realizzano prodotti artigianali e si offrono servizi di qualità che possono essere regalati in occasione del Natale. Parliamo del 36,5% delle imprese artigiane dislocate su tutta la regione: queste imprese danno lavoro a 17.881 addetti cioè al 36,9% degli addetti dell’artigianato. A livello provinciale in questi 47 settori l’artigianato conta 3.136 imprese con 6.348 addetti in provincia di Cosenza, 2.426 imprese con 5.752 addetti a Reggio Calabria, 1.470 imprese con 3.005 addetti a Catanzaro, 609 imprese con 1.520 addetti a Vibo Valentia e 601 imprese con 1.260 addetti a Crotone.

Buoni i dati del periodo natalizio dell’ultimo triennio (2018-2020) dove si può notare come sono cambiate le abitudini di spesa dei consumatori: a dicembre si registra un valore delle vendite al dettaglio superiore del 25,5% rispetto alla media annuale (+16,7% nel caso dei prodotti alimentari e +32,4% nel caso di quelli non alimentari). Le vendite al dettaglio del mese di dicembre rappresentano il 9,7% delle vendite annuali di prodotti alimentari e l’11,0% di quelli non alimentari. La distribuzione delle famiglie e della spesa media mensile familiare sul territorio calabrese permette di stimare una spesa in prodotti e servizi regalabili a Natale a dicembre che supera i 100 milioni di euro a: Cosenza (258 milioni di euro), Catanzaro (126 milioni di euro) e Reggio Calabria (186 milioni di euro).

Nella nostra regione l’artigianato attivo nei settori di offerta di prodotti e servizi tipici del Natale vede come primo ambito il settore Alimentare, bevande e ristorazione che conta 2.769 imprese artigiane attive con 8.436 addetti. L’ambito rappresenta poco meno di un terzo (33,6%) delle imprese artigiane attive nei settori di offerta di prodotti e servizi tipici del Natale ed il 12,3% dell’artigianato regionale mentre i suoi addetti sono il 47,2% degli addetti dell’artigianato attivo nei settori di offerta di prodotti e servizi tipici del Natale ed il 17,4% degli addetti dell’artigianato calabrese.

L’ambito Alimentare, bevande e ristorazione rappresenta il 2,6% delle imprese e il 3,2 % degli addetti dell’economia non agricola in Calabria. A livello provinciale le più alte incidenze degli addetti dell’ambito Alimentare, bevande e ristorazione sugli addetti del totale dell’economia non agricola si riscontrano a Reggio Calabria (4,8%), Vibo Valentia (4,0%) e Crotone (3,0%).

I prodotti del territorio si distinguono per una alta qualità di produzioni e di materie prime che caratterizzano un’offerta enogastronomica di assoluta eccellenza. Sulla base degli ultimi dati del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali la Calabria vanta 19 prodotti agroalimentari di qualità al 4 agosto 2021, il 6% dei 315 totali. Nel dettaglio si contano 13 DOP – Denominazione di origine protetta – (68,4% del totale) e 6 IGP – Indicazione geografica protetta – (il 31,6%

Una importante spinta nella fase ciclica positiva proviene dalle esportazioni. L’analisi dei dati disponibili con dettaglio settoriale evidenzia nei primi nove mesi del 2021 una crescita delle esportazioni dell’Alimentare e Bevande del 32,1% su base annua che segue il -2,8% dei primi 9 mesi del 2020, con un aumento cumulato del 28,3% rispetto al corrispondente periodo del 2019, un aumento leggermente superiore del recupero del 24,9% registrato dal totale della manifattura. A livello provinciale l’aumento cumulato nei primi 9 mesi dell’anno dell’export di prodotti alimentari e bevande rispetto allo stesso periodo del 2019 è più ampio per Crotone e Catanzaro

«Sostenere le imprese artigiane acquistando prodotti e servizi di qualità soprattutto in questo periodo dell’anno significa sostenere le storie e le realtà individuali che ci sono dietro il brand: persone che inventano il proprio lavoro, con difficoltà e sacrifici, come abbiamo imparato soprattutto nella fase della pandemia – affermano il presidente e il segretario regionale di Confartigianato Imprese Calabria, rispettivamente Roberto Matragrano e Silvano Barbalace. Acquistare da artigiani che utilizzano tecniche tradizionali vuol dire mantenere vive queste tecniche e fare in modo che siano tramandate, perché ancora in grado di generare guadagno. E sostenere un territorio: gli artigiani sono spesso sul territorio con botteghe e negozi, che contribuiscono a qualificare la propria via, la propria zona; comprare dagli artigiani vuol dire contribuire all’economia della città e aiutare un’intera comunità. Il valore dell’artigianato per un regalo di Natale è questo, e molto altro. E per 365 giorni all’anno». (ed)

Cosenza capitale della moda con il South Italy Fashion Week

Cosenza, lo scorso weekend, è stata la capitale della moda con il South Italy Fashion Week, organizzata da Giada Falcone in collaborazione con la Moema Academy.

Una quattro giorni non solo di sfilata, ma anche di eventi, shooting, party e un interessante confronto, organizzato da Confartigianato Imprese Calabria, sul temaMade in Italy e sostenibilità della filiera tessile, svolta nella sede della Moema Academy, domenica scorsa.

Prestigiosi gli ospiti, premiati con le creazioni in argento realizzate da Scintille Montesanto che ha curato anche la sfilata di gioielli del brand Recarlo, nel corso della serata evento organizzata nel Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia e introdotta dalla performance musicale di Laura DjLo.

«La South Italy Fashion Week è pensata per stimolare un mood stilistico rivoluzionario, che apra a nuovi scenari e percezioni della città – ha spiegato Giada Falcone, SIFW e Moema Academy – la kermesse è stata inserita nel calendario nazionale di Confartigianato Moda. Per molti giovani questa manifestazione, giunta alla quinta edizione, è un trampolino di lancio. Il nostro progetto si sta evolvendo dopo le positive esperienze di AltaRoma e della Biennale di Venezia. Appena l’attenuazione del Covid lo consentirà saremo inoltre in Cina per la Fashion Source di Shenzhen».

«Siamo particolarmente felici di partecipare a un evento così coraggioso post pandemico per la moda, che sappiamo aver sofferto più di tutti gli altri comparti – ha affermato invece Maria Luisa Rubino, responsabile nazionale Confartigianato Imprese Moda –. I temi della sostenibilità ci stanno molto a cuore da sempre, stanno avendo una forte spinta a livello europeo e italiano non solo dal punto di vista formativo: dall’1 gennaio entrerà in vigore l’obbligo di raccolta di scarti tessili e tutti i Comuni saranno obbligati a organizzarsi perché non verranno più considerati rifiuti normali e quindi dovranno essere conferiti in maniera speciale. Siamo impegnati affinché lo scarto tessile non venga più considerato rifiuto ma materia prima e quindi venga rimesso in circolo nella produzione».

Rubino ha sottolineato che in realtà molti distretti in Italia sono già avanzati su questo, e che Confartigianato Imprese si è attivato per mettere a sistema.

«Non possiamo mai pensare alla moda slegata dal territorio, quindi dobbiamo valorizzarne le peculiarità – ha detto ancora –. Stiamo presentando un bel ventaglio di progetti: il primo è quello con Fendi, che ci ha contattato perché hanno già iniziato una produzione della loro iconica baguette valorizzando le maestranze locali, eccellenze che raccontassero una storia territoriale e anche nazionale, e infatti prendono un artigiano ogni regione per costruire una baguette e immetterla nel mercato dei collezionisti».

In Calabria quell’artigiano scelto da Fendi ha il volto di Vincenzo Bossio, protagonista del progetto ideato da Silvia Venturini Fendi per celebrare l’iconica baguette bag attraverso la reinterpretazione di venti artigiani italiani, uno per ogni regione.

Per la Calabria, Fendi ha scelto Fabbrica Tessile Bossio che ha dato il suo contributo producendo il tradizionale tessuto di ginestra odorosa. Una fibra tipica della tradizione tessile calabrese il cui valore risiede non solo nella sostenibilità ambientale della materia prima e del processo di lavorazione, ma per essere uno degli elementi emblematici del paesaggio e di un vivere sociale tipico dei villaggi della Calabria. A portare il proprio contributo nel confronto alla Moema Academy anche il presidente di Confartigianato Imprese Calabria, Roberto Matragrano e il segretario regionale, Silvano Barbalace.

«Apprezziamo molto questa iniziativa, che abbiamo voluto sposare per dare attenzione al comparto che esprime importanti aziende – ha affermato Barbalace nel suo intervento – e dà conoscenza anche del territorio. Forse se ne parla poco nonostante esprima importanti numeri: oltre un migliaio di aziende operanti in Calabria di cui il 62% artigiane» (rcs)

Artigiano in Fiera, il dibattito di Confartigianato Imprese Calabria sull’importanza di mettere a sistema la rete degli artigiani

Interessante e ricco di spunti il secondo convegno organizzato da Confartigianato Imprese Calabria, nell’ambito dell’Artigiano in Fiera di Milano, dove si è parlato della promozione dell’artigianato della nostra regione.

Al confronto hanno partecipato il segretario regionale di Confartigianato Imprese Calabria, Silvano Barbalace; del responsabile dei progetti innovativi dell’associazione, e amministratore unico di “Officine delle Idee”, Antonio Blandi; del presidente di GEFI (organizzatore di Artigiano in Fiera), Antonio Intiglietta e della dirigente della Regione Calabria, Roberta Paviglianiti.

«La Calabria deve molto all’artigianato – ha esordito Antonio Blandi – tutta la sua economia nasce e ruota attorno alle piccole imprese. Qui ci sono 100 imprese, che ritornano ogni anno: questo significa che è un appuntamento storico, connaturato allo sviluppo economico della nostra regione e diventa ancora più importante perché nel futuro la Calabria dovrà investire sull’artigianato e soprattutto sugli artigiani, che rappresentano l’ossatura delle piccole comunità».

«Con cento aziende partecipanti, possiamo dire che la Calabria è tra le regioni protagoniste di questa splendida manifestazione  – ha dichiarato Silvano Barbalace –. Questo importante momento di confronto ci ha dato la possibilità di presentare il progetto che partirà nel 2022 relativo alla costruzione della rete di imprese nei piccoli centri, in particolare: l’intento è recuperare le tradizioni del passato guardando anche alle prospettive future dei nostri giovani, anche all’ambito della formazione».

«L’Artigianato è fondamentale – ha spiegato – non soltanto dal punto di vista produttivo ma anche per quello che può offrire alla crescita di una comunità. Non dimentichiamo che l’artigianato fonde storia, tradizione e cultura, ma riesce anche a essere di immediata percezione da parte dell’utente e racconta la storia di un territorio e di una comunità. Su questo noi vogliamo puntare – ha detto ancora – perché riteniamo che l’artigianato debba essere unito necessariamente con il turismo, la cultura e la valorizzazione dei borghi».

Barbalace ha, quindi, sottolineato l’importanza della partecipazione ad “Artigiano in Fiera”, che si tratta di «una vetrina non solo per l’artigianato ma anche per la Calabria», e ha rilanciato il progetto delle Vie dell’artigianato, che Confartigianato ha già adottato in forma sperimentale, insieme ad “Officina delle idee”.

«Assieme ad Antonio Blandi che è il nostro responsabile dei progetti di sviluppo locale, abbiamo già messo in campo un’iniziativa che ha dato ottimi risultati – ha concluso Barbalace – e vorremmo che da gennaio incominci a prendere più piede nell’ambito regionale mettendo insieme l’artigianato, la cultura, i borghi, e costruendo dei percorsi che possano accompagnare il turista. L’obiettivo è andare nella direzione di fare rete e di incentivare la crescita della comunità e del territorio». (rrm)

Artigiano in Fiera, Confartigianato Imprese Calabria presenta il progetto “Fabbrica artigianale diffusa e ospitale”

Si intitola Fabbrica artigianale diffusa e ospitale il progetto di Confartigianato Imprese Calabria che mette in correlazione le produzioni artigianali identitarie con la comunità locale. Antoni Blandi ha spiegato come “incentivando e realizzando un sistema produttivo diffuso, questo di fatto diventerà anche un percorso di conoscenza ed esperienziale, che partirà nel 2022 con un progetto sperimentale nel territorio della Locride che sarà realizzato insieme a Officine delle Idee e Il Gal terre Locridee”.

L’ambizioso progetto è stato illustrato nel corso di Artigiano In Fiera, la manifestazione che si sta svolgendo alla Fiera di Milano, e che vede 1800 espositori e 80 Paesi da tutto il mondo. Presente anche la Regione Calabria con 100 espositori nel padiglione n.3 che continua ad attirare attenzione e apprezzamenti, grazie anche alle gustose degustazioni dei prodotti nostrani e all’animazione degli straordinari musicisti del Sabatum Quartet.

Confartigianato Calabria ha organizzato un interessante confronto dedicato alla promozione dell’artigianato della nostra regione che ha visto la partecipazione del segretario regionale di Confartigianato Imprese Calabria, Silvano Barbalace; del responsabile dei progetti innovativi dell’associazione, e amministratore unico di “Officine delle Idee”, Antonio Blandi e la significativa testimonianza di Umile Tortorella, della Besidiae Manici, giovane e talentuoso artigiano di Bisignano, che raccogliendo l’eredità della tradizione famigliare, ha scelto di fare della lavorazione del legno la propria attività. Si è parlato, infatti, dell’importanza della formazione e del ruolo de Maestro Artigiano, cruciale per la trasmissione dei saperi e delle competenze e dell’importanza di  riportare la cultura artigiana in primo piano, non solo come occasione per la creazione di occupazione stabile ma anche come “acceleratore” di sviluppo, in particolare nelle aree interne

Il dibattito – trasmesso in diretta sui canali social di Confartigianato Imprese Calabria – si è svolto nell’area istituzionale della Regione Calabria. In evidenza, la necessità di mettere in primo piano le produzioni identitarie, ma anche l’artigianato artistico e innovativo, comparto determinante per l’economia regionale e soprattutto per lo sviluppo di nuova economia e occupazione in particolare per quanto riguarda i borghi e le aree interne.

Il segretario regionale, ha voluto valorizzare il rapporto tra Confartigianato e Istituzioni, a partire dalla Regione Calabria, che con la partecipazione ad iniziative come “Artigiano in Fiera” mettono in vetrina il valore artigiano e danno visibilità alla creatività e allo spessore umano e professionale degli artigiani calabresi.

Nella giornata di oggi, inoltre, sarà presentato il progetto Le vie dell’artigianato, che vuole creare un sistema di rete tra i borghi che favorisca lo sviluppo di  un turismo tematico legato alle produzioni locali artigianali. (rrm)

Artigiano in Fiera, gli appuntamenti di Confartigianato Imprese Calabria

Confartigianato Imprese Calabria sarà presente all’Artigiano in Fiera, la fiera internazionale in programma a Milano fino al 12 dicembre, con una due giorni intensi, ricchi di eventi, dibattiti, degustazioni che si svolgeranno nell’area istituzionale della Regione Calabria, per promuovere le produzioni identitarie, ma anche l’artigianato artistico e innovativo.

Il 6 dicembre alle 15,30 si terrà un incontro nel quale verrà presentato il progetto FADO Fabbrica artigianale diffusa e ospitale, un progetto che mette in correlazione le produzioni artigianali identitarie con la comunità locale. Incentivando e realizzando un sistema produttivo diffuso di fatto diventa anche un percorso di conoscenza ed esperienziale, che partirà nel 2022 con un progetto sperimentale nel territorio della Locride che sarà realizzato da Confartigianato Calabria, Officine delle Idee e Il Gal terre Locridee.

Il 7 dicembre verrà, invece, presentato il progetto Le vie dell’artigianato, il progetto vuole creare un sistema di rete tra i borghi che favorisca lo sviluppo di  un turismo tematico legato alle produzioni locali artigianali. Tra i momenti più attesi e importanti la presentazione della collezione di Luigia Granata (Designer identitaria) dedicata al territorio e alla cultura calabrese. Ancora in programma: degustazione di prodotti artigianali, l’animazione animazione musicale con i Sabatum Quartet.

«La Calabria sarà protagonista di questi spazi che dal 4 al 12 dicembre diventano un vero e proprio villaggio globale di arti, mestieri, culture diverse che rappresentano le varie forme del ‘saper fare’ artigiano – dichiarano il presidente e il segretario regionale di Confartigianato Imprese Calabria, rispettivamente Roberto Matragrano e Silvano Barbalace –. La nostra associazione ha organizzato una serie di eventi nello spazio espositivo della Calabria proprio con l’intento di valorizzare lo spirito e la qualità dell’artigianato della nostra regione, una occasione unica per far conoscere non solo la bravura e le capacità delle nostre imprese ma anche per diffondere una immagine positiva della Calabria e dei calabresi nel mondo». (rcz)

Confartigianato Imprese Calabria: Decreto Anti-Frodi rischia di bloccare mercato che sta iniziando a riprendersi

Confartigianato Imprese Calabria, ha dichiarato che il Decreto anti-frodi, «pur condividendo le finalità di contrastare l’uso distorto degli incentivi del settore casa», «rischia di di bloccare un mercato che stava iniziando a riprendersi e a trainare la ripresa».

«È un provvedimento – viene spiegato – che pone nuovi oneri  carico delle imprese, sproporzionati rispetto anche ai piccoli interventi in cui il costo supera il beneficio, con il rischio di bloccare i cantieri, le fatturazioni e l’impossibilità di rendere liquidi crediti già riconosciuti ai clienti con il meccanismo dello sconto in fattura, ma non ancora comunicati all’Agenzia delle Entrate».

È in vigore, infatti, dal 12 novembre il Decreto-legge n. 157/2021 recante “Misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche”, contenente una serie di misure volte a vigilare sulle possibili frodi in materia di Superbonus 110% e per le altre agevolazioni fiscali. Il Decreto cosiddetto “anti-frodi” riguarda in particolare il contrasto alle frodi relative alle detrazioni e cessioni di crediti per lavori edilizi.

La norma estende l’obbligo del visto di conformità, previsto ora per la cessione del credito o lo sconto in fattura, anche nel caso in cui il Superbonus 110% venga utilizzato dal beneficiario in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi. L’obbligo per il visto di conformità viene poi esteso anche nel caso di  cessione del credito o sconto in fattura sulle detrazioni fiscali per lavori edilizi diversi dal superbonus  (ovvero quelle oggi al 50%, 65% e 90%).

Infatti,  l’Agenzia delle Entrate, ai fini del controllo preventivo, potrà sospendere fino a 30 giorni l’efficacia delle comunicazioni su cessioni del credito o su sconti in fattura che presentano particolari profili di rischio. Il Governo Draghi sceglie misure come l’estensione del documento di conformità per tutti i bonus casa previsti dalla legge di bilancio per prevenire gli abusi e l’uso distorto degli incentivi del settore. Le buone intenzioni sono quelle di tutelare i tanti contribuenti ed imprese che operano con correttezza sul mercato.

«Ma la scelta – si legge in una nota – di utilizzare la forma decreto legge blocca, di fatto, l’utilizzo delle detrazioni e delle cessioni dei crediti per lavori edilizi.  Sarebbe stato meglio intervenire con un emendamento in legge di bilancio che avrebbe concesso più respiro a tutti gli attori in campo oltre al fatto che appare incomprensibile il non aver previsto dei limiti di spesa al di sotto del quale non sarebbe stato obbligatorio il visto di conformità e l’asseverazione della congruità della spesa. Il quadro delle misure di accesso non deve essere complicato: bisogna tener conto che il loro impatto compromette inevitabilmente la forza degli incentivi che sinora hanno contribuito in maniera robusta alla ripresa». (rcz)

Confartigianato Imprese Calabria sostiene i giovani imprenditori con il progetto “Yes I Start Up- Calabria”

Confartigianato Imprese Calabria sostiene i giovani imprenditori con il progetto Yes, i Start Up – Calabria, promosso nell’ambito dell’accordo di collaborazione istituzionale tra Regione Calabria e Ente Nazionale per il Microcredito (ENM), al quale la Confartigianato ha aderito attraverso il proprio ente di formazione ConfartigianInforma.

Il progetto è finalizzato alla formazione e all’accompagnamento gratuito all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità dei giovani Neet attraverso un’attività formativa, preparatoria e di accompagnamento, per aiutare nell’accesso ai fondi nazionali per le start up: SelfiEmployment e Resto al Sud.

«Ricordiamo – si legge in una nota – che questi due strumenti offrono la possibilità di avviare un’attività commerciale con dei finanziamenti fino a 50 mila euro, a tasso zero, per il selfiemployment; fino a 60 mila euro per la seconda misura (resto al sud) di cui il 50% a fondo perduto, per tutti gli altri settori».

Un affiancamento, quello garantito da Confartigianato, ai giovani che consentirà di acquisire le conoscenze di base per la creazione e la gestione di un’attività in proprio, forti della propria esperienza, e per la corretta redazione del business plan per la presentazione della domanda di finanziamento sulla piattaforma Invitalia per l’accesso ai contributi nazionali.

Il progetto è rivolto ai giovani di età inferiore ai 30 anni, che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione, ma anche ai Giovani professionisti, titolari di partita iva, residenti in Calabria, fino ai 35 anni di età. (rcz)

Concluso all’IC “Pascoli-Aldisio” progetto di Confartigianato Imprese Calabria e Piemonte su uso della plastica

Si è chiuso, con successo, all’IC “Pascoli-Aldisio” di Catanzaro, il progetto di sensibilizzazione sull’uso della plastica, promosso dal Confartigianato Imprese Calabria e Confartigianato Imprese Piemonte, a cui ha aderito la scuola catanzarese, guidata dal dirigente Raoul Elia.

Assieme alla sede della Primaria decentrata “Laura D’Errico”, l’Istituro comprensivo “Pascoli-Aldisio” ha avuto un ruolo integrante nella riuscita di questo progetto che promuove azioni concrete volte sostenere lo sviluppo sostenibile e la lotta ai cambiamenti climatici, e ieri mattina ha visto la consegna del kit plastic free (contenente borraccia e sacchetto) da parte dei vertici di Confartigianato Imprese: presenti infatti, il presidente e il segretario dell’associazione calabrese, rispettivamente Roberto Matragrano e Silvano Barbalace, e il vice presidente e il segretario dell’organizzazione piemontese, Cristiano Gatti e Carlo Napoli.

Nella sede centrale, a partire dalle 9.30, sapientemente guidati dalle loro insegnanti, una rappresentanza delle classi III, IV, e V  ha voluto raccontare come hanno acquisito principi di comportamento ambientale attraverso interventi, disegni e cartelloni pronti a mettere in pratica con entusiasmo quello che hanno imparato, trasmettendolo anche ai genitori.

Un benvenuto toccante, da cui i vertici di Confartigianato Imprese si sono fatti coinvolgere distribuendo personalmente borracce e sacchetti, anche nella sede della “D’Errico” dove a rappresentare la scuola, al fianco del dirigente scolastico Elia e della fiduciaria Anna Margio, sono stati gli alunni della Quinta classe.

«Abbiamo invitato i genitori ad essere collaborativi, e abbiamo avuto una risposta positiva – ha spiegato il dirigente scolastico – che hanno apprezzato questa nostra iniziativa, arricchita dalla decisione di fare la raccolta differenziata nelle singole classi per fare in modo che ci si abitui al riciclo e al rispetto dell’ambiente sin dalla più tenera età».

«La scuola riveste un ruolo fondamentale nella formazione dei futuri cittadini e ha il compito di sensibilizzare e promuovere azioni volte allo sviluppo sostenibile e al rispetto degli ecosistemi – ha indotto la docente Italia Console –. È in questa ottica che nasce l’iniziativa nazionale Rete Scuole Green in cui, la promozione di uno sviluppo sostenibile, mediante azioni e buone pratiche quotidiane, sposa a pieno il curricolo didattico del nostro istituto che ha deciso di aderire all’iniziativa insieme a molte altre scuole, di ogni ordine e grado, presenti sul territorio nazionale».

Nel corso del progetto, partito in realtà prima del lockdown del 2020, sono state svolte attività didattica volte a trasmettere agli studenti la necessità di mettere in atto comportamenti utili alla salvaguardia dell’ecosistema, ma anche promossi e percorsi di divulgazione scientifica, organizzando momenti di incontro tra le comunità scolastiche ed esperti in ambito ecologico e climatologico.

«Sono venuto in Calabria con grande piacere per conoscervi, proprio qui realizziamo per la prima volta questo importante gemellaggio tra le nostre associazioni con la finalità di trasmettere valori positivi nella direzione della tutela dell’ambiente – ha esordito Gatti, il vicepresidente di Confartigianato Piemonte – che avete dimostrato di saper cogliere, fare vostri e trasmettere con grande maturità».

«Mi sono molto emozionato – ha concluso – porto a casa un ricordo straordinario, complimenti a voi e ai vostri insegnanti. Ci state insegnando molto, noi vi diamo gli input, ma impariamo da voi. Andate avanti così perché siete un buon esempio non solo per questo territorio ma per l’Italia intera». (rcz)

L’importante ruolo di Confartigianato nel sostenere le imprese che affiancano lo Stato nel recupero di beni confiscati

Dell’importante ruolo che Confartigianato ha nell’affiancare le imprese che intendono affiancare lo Stato nel recupero di beni e aziende confiscate alla mafia, se ne è parlato nel corso di un webinar, dal titolo Beni confiscati alla mafia: problematiche e possibilità di sviluppo produttivo, organizzato da Confartigianato Imprese Calabria, tenuto nei giorni scorsi alla presenza, oltre che dottor Walter Ignazitto,  sostituto procuratore Dda Reggio Calabria, di Alessandro Messina, direttore generale di Banca Etica, Bruno Panieri, direttore Politiche Economiche della Confartigianato Imprese e Silvano Barbalace, segretario regionale di Confartigianato Imprese.

Ad aprire i lavori, il segretario regionale Barbalace, che ha evidenziato come «questi beni costituiscono oramai una quota importante dell’economia italiana e del sistema produttivo del Paese. La nostra Organizzazione svolge un importante ruolo anche di attore sociale per lo sviluppo di comunità e territori sani».

«Le mafie – ha aggiunto – sono forti e radicate ben oltre i confini entro cui convenzionalmente si ritiene operino e crescano. C’è quindi una mole di patrimoni immobiliari e anche aziendali che finiscono per essere confiscati, ed il loro riutilizzo ha non solo una finalità sociale ovviamente di riscatto per la comunità, ma anche un’ importante forza culturale ed economica per quel territorio e quella comunità. Confartigianato deve accompagnare le proprie imprese in questo percorso».

Il Direttore generale di banca Etica, Messina, si è soffermato sulle problematiche connesse all’applicazione della normativa, portando l’esperienza della propria banca che ha sostenuto molti processi diretti al riutilizzo di beni confiscati. Nel 2020, ha sostenuto 24 organizzazioni impegnate sui temi della legalità attraverso finanziamenti per un totale di 2,8 milioni di euro. Tra queste organizzazioni, 20 realtà operanti sui beni confiscati sono state sostenute con finanziamenti per 2 milioni di euro.

«Il riuso sociale dei beni confiscati è una delle forme più efficaci di contrasto alla mafia – ha spiegato il direttore generale Messina –. Per realizzare l’effettiva destinazione sociale dei beni confiscati c’è bisogno però di risorse finanziarie sia per il ripristino delle strutture che per  la gestione ad uso sociale. Ed è qui che entra in gioco la finanza etica. Banca Etica è da sempre al fianco delle organizzazioni che si battono per la legalità e il contrasto all’usura».

«Quando c’è un’impresa malata, nel senso di infiltrazione criminale, il rischio che questo marciume si estenda alle aziende che si muovono accanto, nello stesso contesto, è altissimo. È nell’interesse di tutti arginare questo fenomeno, vaccinarci un po’ tutti» , ha esordito Walter Ignazitto che riconosce come spesso i procedimenti di affidamento dei beni confiscati «sono lunghi, farraginosi e complicati».

Ignazitto ha, però, posto l’accento su una novità introdotta al codice antimafia nel 2017: l’imprenditore sano può diventare una specie di consulente dello Stato e affiancarlo nella gestione dell’impresa confiscata. Per farlo ci vuole un grande coraggio e grande impegno, ma lo Stato riconosce un diritto di prelazione sull’azienda ‘risanata’.

Per Bruno Panieri, quindi, lo spaccato fornito da Ignazitto offre interessanti spunti applicativi su cui Confartigianato può e deve ragionare.

«Ci siamo dati una missione molto rigorosa – ha spiegato – nell’accompagnamento delle imprese nella cultura della legalità. Affiancare gli imprenditori che si vogliono mettere in gioco, fornire la necessaria assistenza alla gestione, rimettere in circolazione una impresa, vuol dire che l’associazione è pronta a fare da rete di protezione per salvaguardare un contesto di valori per il territorio».

«Significa – ha concluso Panieri – creare occupazione, contaminare il territorio con imprese sane e togliere le imprese criminali, e questo è uno dei compiti che ci può aspettare in prospettiva». (rcz)