Jole Santelli è tra le ‘110 donne del 2020’ per il Corriere della Sera

Jole Santelli, la compianta presidente della Regione Calabria scomparsa recentemente, è stata indicata tra le 100 donne del 2020 per il Corriere della Sera a cura di Federica Seneghini.

Nell’articolo a firma di Fabrizio Caccia, si legge che «ora riposa nel cimitero di Malito (Cosenza) accanto ai suoi genitori. Fino all’ultimo ha combattuto con la malattia, era il Natale scorso quando accettò l’invito di Silvio Berlusconi a candidarsi per la presidenza della sua regione. Il mese dopo vinse, spendendosi in una campagna elettorale a perdifiato. Con il suo esempio e il suo sacrificio ha fatto coraggio a tanti malati oncologici, mostrando loro che comunque c’è tutta una strada chiamata vita da percorrere, prima di arrendersi. Se n’è andata il 15 ottobre, a 51 anni, forse nel sonno, forse per una volta senza soffrire. «La Calabria è la regione dei colori, mai più grigio, nero, opacità», sono le parole di una canzone che scrisse lei stessa, per darsi la spinta durante la volata finale. Dopo cento comizi, perse la voce ma mai il sorriso. Più forte, sempre, di tante battute sessiste e oltraggi anche postumi ricevuti». (rrm)

 

Il neo Commissario alla Sanità Guido Longo da oggi al lavoro Catanzaro

Prende possesso oggi del suo ufficio il neo Commissario ad acta per la sanità calabrese, il prefetto Guido Longo, il superpoliziotto scelto da Palazzo Chigi per rimettere in sesto i disastrati conti delle aziende sanitarie e riavviare un processo di rinnovamento per il benessere di tutti i calabresi. Non sarà una passeggiata, ma le sfide difficili non impensieriscono più di tanto il prefetto catanese che conosce molto bene la Calabria: è stato a Reggio prima capo della Mobile a Reggio e poi Questore, quindi ha concluso la sua attività come prefetto a Vibo Valentia. Un funzionario tutto d’un pezzo che sta incontrando un largo consenso in tutta la regione. I calabresi vogliono esprimere la loro simpatia e fargli sentire la loro piena fiducia che sarà importantissima per portare avanti un progetto così complicato. I sindacati Cgil-Cisl-Uil hanno già chiesto di incontrarlo prima possibile e spingono perché il prefetto Longo prenda immediati contatti con le personalità presenti sul territorio che hanno già espresso piena e appassionata disponibilità a spendersi per la propria terra.

Ci sono eccellenze in campo medico-scientifico, c’è la Facoltà di Medicina di Catanzaro, con in testa il Rettore il farmacologo Giovambattista De Sarro, che ha sformato fior di eccellenze oggi sparse in tutto il mondo, pronta a collaborare, ci sono specialisti come il prof. Franco Romeo (già chiamato come consulente per l’emergenza covid dalla Giunta regionale), l’ex Presidente della Regione Giuseppe Nisticò, che sta realizzando a Lamezia presso la Fondazione Mediterranea Terina il Dulbecco Institute, un centro di ricerca che sarà guidato dal prof. Roberto Crea (un genio delle biotecnologie, da 40 anni a San Francisco, pronto a rientrare in Calabria), e ci sono esperti di management sanitario come il prof. Gianfranco Luzzo e il virologo Rubens Curia. Solo alcuni nomi di una platea vasta e competente: l’importante – diranno i sindacati al Commissario Longo – è che si crei una task force in grado non solo di fronteggiare. il risanamento dei conti, ma anche di pianificare sul territorio in termini di crescita e sviluppo per garantire il diritto alla salute dei calabresi.

E nell’intervista apparsa ieri sul Corriere della Sera (a firma di Fabrizio Caccia) Longo ha dichiarato che «ci sarà molto da lavorare» ricordando che da prefetto di Vibo convocò «un tavolo tecnico per dare il via alla costruzione del nuovo ospedale, di cui la città aveva un gran bisogno. Era un mio pallino, il nuovo ospedale di Vibo». Opera incompiuta gli ha ricordato il giornalista Caccia: «Nel 2018 andai in pensione. Ma ora sono tornato». È evidente che una delle prime azioni che vedrà impegnato il nuovo Commissario riguarderà la riapertura o la riattivazione degli ospedali chiusi, incompleti, o mai entrati in funzione (ce ne sono 18!).

La Repubblica alla Calabria, ieri, ha dedicato un longform di quattro pagine. Uno speciale curato dal vicedirettore Carlo Bonini con contributi di Alessia Candito, Tommaso Ciriaco e Giuliano Foschini e un commento di Giuseppe Smorto, reggino, già vicedirettore del quotidiano romano. È un dossier che sicuramente il dott. Longo terrà da conto: c’è una lunga storia di negligenze, corruzione, complicità e stupida indifferenza dietro dieci anni di commissariamento che non sono serviti a nulla, meno che meno a interrompere le pratiche di malasanità che risalgono alla nascita delle Regioni, ma mai sanate.

Ma tutta stampa nazionale (Il Fatto Quotidiano ricorda la storia delle fatture per 8 miliardi sparite a Cosenza) ha dato grande enfasi alla Calabria, in queste settimane dell’altalena del Commissario. E non sempre con intenti benevoli: la reputazione della Calabria, già in seria crisi, è andata a rotoli, però non dev’essere permesso a nessuno di insultare i calabresi e di infangare chi dà ogni giorno quasi la vita per salvarne altre, con turni spaventosi e impegno lavorativo sopra qualsiasi immaginazione. Sono i medici, gli specialisti, gli infermieri, i tecnici, una popolazione “invisibile” a cui non si finirà mai di tributare un grazie grande quanto il mondo. Sono queste le figure di riferimento per il nuovo commissario: servono assunzioni, ampliamento di reparti, attrezzature, dispositivi e quant’altro necessario per il diritto alla vita.

Un grosso fardello, non sfugge a nessuno. Ma la sfida di Longo è sostenuta dalla voglia di mostrare quanto lui vuole bene a questa terra. Trova la sua determinazione in una forza straordinaria e incredibile, quella che accomuna tantissime persone perbene, soprattutto quelle che sono andate via o dovute andare via: l’amore per la Calabria. Il prefetto Longo ci crede e i calabresi – lo sappia da subito – credono in lui. La delibera-fiume di nomina, che riportiamo di seguito, illustra cosa aspetta il nuovo Commissario. Bentornato in Calabria, dottor Longo. (s)


Per rendersi conto della “pesantezza” dell’incarico ecco, il testo integrale del provvedimento di nomina.

… il Consiglio dei Ministri delibera:

a) di nominare il dott. Guido Longo quale Commissario ad acta per l’attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario della Regione Calabria, secondo i Programmi operativi di cui all’articolo 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e ss.mm.ii..

b) di affidare al Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro della Regione Calabria l’incarico prioritario di attuare i Programmi operativi 2019-2021 di prosecuzione del Piano di rientro nonché di tutti gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità, nei termini indicati dai Tavoli tecnici di verifica, ivi compresa l’attuazione del decreto legge 10 novembre 2020 n. 150.
In particolare, nell’ambito della cornice normativa vigente, si affidano al Commissario ad acta le seguenti azioni ed interventi prioritari:

1) adozione di ogni necessaria iniziativa al fine di ricondurre il livello di erogazione dei livelli essenziali di assistenza agli standard di riferimento, in particolare con riguardo all’adesione agli screening oncologici, all’assistenza territoriale ed alla qualità e sicurezza dell’assistenza ospedaliera;

2) completamento ed attuazione del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete di emergenza-urgenza e delle reti tempo dipendenti, in coerenza con il fabbisogno assistenziale, in attuazione del regolamento adottato con decreto del Ministero della salute del 2 aprile 2015 n. 70, ed in coerenza con le indicazioni dei Tavoli tecnici di verifica;

3) definizione ed attuazione delle reti cliniche specialistiche;

4) monitoraggio delle procedure per la realizzazione dei Nuovi Ospedali secondo quanto previsto dalla normativa vigente e dalla programmazione sanitaria regionale;

5) revisione ed attuazione del provvedimento di riassetto della rete di assistenza territoriale, in coerenza con quanto previsto dalla normativa vigente e con le indicazioni dei Tavoli tecnici di verifica;

6) completamento del riassetto della rete laboratoristica e di assistenza specialistica ambulatoriale;

7) completa attuazione delle linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita (Conferenza Unificata Rep. Atti 137/CU del 16/12/2010);

8) gestione ed efficientamento della spesa per il personale in coerenza con l’effettivo fabbisogno, in applicazione della normativa vigente in materia;

9) razionalizzazione ed efficientamento della spesa per l’acquisto di beni e servizi in ottemperanza alla normativa vigente;

10) gestione ed efficientamento della spesa farmaceutica convenzionata ed ospedaliera al fine di garantire il rispetto dei vigenti tetti di spesa previsti dalla normativa nazionale e il corretto utilizzo dei farmaci in coerenza con il fabbisogno assistenziale;

11) definizione dei tetti di spesa e dei conseguenti contratti con gli erogatori privati accreditati per l’acquisto di prestazioni sanitarie in coerenza con il fabbisogno assistenziale, con l’attivazione, in caso di mancata stipula del contratto, di quanto prescritto dall’articolo 8-quinquies, comma 2-quinquies, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e ridefinizione delle tariffe delle prestazioni sanitarie, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente;

12) adozione di ogni necessaria iniziativa commissariale al fine di pervenire alla completa implementazione dei flussi informativi del Nuovo Sistema Informativo Sanitario da parte delle aziende in termini di completezza e qualità, ivi inclusa l’implementazione del nuovo sistema informativo contabile regionale, al fine di implementare il sistema di monitoraggio del Servizio Sanitario Regionale per il governo delle azioni previste dal Piano di rientro con riferimento alla garanzia dell’equilibrio economico-finanziario e alla garanzia dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza;

13) sottoscrizione degli accordi interregionali bilaterali in materia di mobilità sanitaria ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del Patto per la salute 2014-2016 sancito con Intesa Stato-Regioni del 10 luglio 2014 e dell’articolo 1, comma 576, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 e s.m.i.;

14) attuazione della normativa statale in materia di autorizzazioni e accreditamenti istituzionali, mediante adeguamento della vigente normativa regionale;

15) definizione e stipula del protocollo d’intesa con l’Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro in coerenza con la normativa vigente;

16) interventi per la gestione, razionalizzazione ed efficientamento della spesa e delle attività proprie della medicina di base; 17) adozione dei provvedimenti necessari alla regolarizzazione degli interventi di sanità pubblica veterinaria e di sicurezza degli alimenti;

18) rimozione, ai sensi di quanto previsto dall’art. 2, comma 80, della legge n. 191 del 2009, dei provvedimenti, anche legislativi, adottati dagli organi regionali e i provvedimenti aziendali che siano di ostacolo alla piena attuazione del piano di rientro e dei successivi Programmi operativi, nonché in contrasto con la normativa vigente e con i pareri e le valutazioni espressi dai Tavoli tecnici di verifica e dai Ministeri affiancanti;

19) puntuale monitoraggio di quanto previsto dal Titolo II del decreto legislativo 118/2011 con riferimento alle rilevazioni del bilancio regionale riferite alle risorse destinate al Servizio sanitario regionale;

20) puntuale verifica dell’ordinato trasferimento da parte del bilancio regionale al SSR delle risorse ad esso destinate;

21) conclusione della procedura di regolarizzazione delle poste debitorie relative all’ASP di Reggio Calabria e delle ulteriori poste debitorie eventualmente presenti negli altri enti del Servizio Sanitario Regionale;

22) riconduzione dei tempi di pagamento dei fornitori ai tempi della direttiva europea 2011/7/UE del 2011, recepita con decreto legislativo n. 192/2012;

23) ricognizione, quantificazione e gestione del contenzioso attivo e passivo in essere, e verifica dei fondi rischi aziendali e consolidato sanitario regionale;

24) prosecuzione e tempestiva conclusione delle azioni previste per la puntuale attuazione del Percorso attuativo della certificabilità;

25) programmazione degli investimenti per interventi edilizi e/o tecnologici in coerenza con quanto previsto dall’articolo 25, comma 3, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e secondo gli indirizzi di programmazione coerenti con il decreto del Ministero della salute del 2 aprile 2015 n. 70 e con le misure di razionalizzazione ed efficientamento del patrimonio immobiliare strumentale e non strumentale, fermo restando quanto disposto dal decreto legge 10 novembre 2020, n. 150;

26) attuazione dei nuovi compiti assegnati al Commissario ad acta dal decreto legge 10 novembre 2020, n. 150. In particolare, il Commissario ad acta:

a. fornisce indicazioni in ordine al supporto tecnico ed operativo da parte di Agenas previsto all’articolo 1, comma 4, del citato decreto legge;

b. attua quanto previsto all’articolo 1, comma 2, del citato decreto legge;

c. nomina i commissari straordinari aziendali ai sensi dell’articolo 1 del citato decreto legge e verifica trimestralmente il relativo operato in relazione al raggiungimento degli obiettivi di cui al Programma operativo 2019-2021, anche ai fini di quanto previsto dall’articolo 2, comma 6, del citato decreto legge;

d. approva gli atti aziendali adottati dai commissari straordinari, al fine di garantire il rispetto dei LEA e di assicurarne la coerenza con il piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario e con i relativi programmi operativi di prosecuzione nonché al fine di ridefinire le procedure di controllo interno;

e. adotta gli atti aziendali in caso di inerzia da parte dei commissari straordinari ai sensi dell’articolo 2 del citato decreto legge;

f. verifica periodicamente, che non sussistano i casi di cui all’articolo 3, comma 1, quinto periodo, del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, in relazione all’attività svolta dai direttori amministrativi e sanitari;

g. provvede in via esclusiva all’espletamento delle procedure di approvvigionamento di cui all’articolo 3 del citato decreto legge;

h. valuta l’attivazione del supporto del Corpo della Guardia di finanza in coerenza con l’articolo 5 del citato decreto legge;

i. adotta il Programma operativo per la gestione dell’emergenza Covid-19 previsto dall’articolo 18 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18;

j. definisce il Piano triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale della Regione;

k. presenta, adotta e attua i Programmi operativi 2022-2023, anche ai fini di quanto previsto dall’articolo 6 del citato decreto legge; l. coordina le funzioni di supporto alla programmazione sanitaria delle aziende del Servizio sanitario regionale assicurandone l’efficacia;

c) di incaricare il Commissario ad acta a relazionare, con cadenza semestrale, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministeri affiancanti in merito all’attività svolta, in esecuzione del mandato commissariale, ferme restando le verifiche trimestrali ed annuali previste dalla normativa vigente.

 

DA OGGI LA FISCALITÀ DI VANTAGGIO AL SUD
E MINORI COSTI PER LE AZIENDE CALABRESI

C’è chi ancora non ci crede e chi – ottusamente – contesta l’agevolazione riservata soltanto ai territori meridionali: da oggi, 1° ottobre, è legge la fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno, ovvero la riduzione del 30% dei contributi sociali e assicurativi dovuti dalle aziende per i propri dipendenti e, soprattutto, per i nuovi assunti. È un’opportunità seria per incentivare nuova occupazione e aiutare le imprese delle regioni meridionali da troppo tempo dimenticate e messe in ginocchio dall’emergenza coronavirus.

È una vittoria – bisogna giustamente riconoscerne il merito – del ministro per il Sud e la Coesione sociale Peppe Provenzano: l’aveva promesso si è battuto con la forza e la caparbietà di tutti i meridionali (è siciliano) e l’ha spuntata. «La riduzione dei contributi – spiega una nota del ministro Provenzano – beneficerà, inizialmente, del temporary framework della Commissione europea in materia di aiuti di stato. Al momento il Governo è impegnato in un dialogo con la Commissione Europea per estendere la misura fino al 2029. Dalle prime interlocuzioni con Bruxelles è emersa la disponibilità a considerare la proposta grazie al suo inserimento nel più vasto quadro di riforma previsto dal Piano Sud 2030. È fondamentale infatti che un sostegno di questo tipo sia duraturo, e non solo temporaneo, per permettere una pianificazione più efficace delle scelte di investimento e riorganizzazione delle imprese».

Nel Sud, infatti, la crisi da Coronavirus si abbatte su un sistema produttivo che ancora non ha recuperato quanto perso durante la Grande Recessione, aggravando la carenza strutturale di opportunità di lavoro e gli ampi divari con il resto del Paese e dell’Europa. Nell’anno in corso il lavoro sarà duramente colpito, in particolare al Sud. Le ultime stime diffuse dalla SVIMEZ segnalano nell’area un calo dell’occupazione di circa il 6%, a fronte del 3,5% al Centro-Nord. Sono i primi segnali dell’asimmetria territoriale con la quale, ripetendo l’esperienza della crisi precedente, si produrranno le ripercussioni economiche e sociali. Va scongiurato, inoltre, che al crollo senza precedenti dell’occupazione nell’anno in corso segua nei prossimi anni il rischio di una jobless recovery nelle regioni meridionali, che minerebbe la capacità di riavviare un processo di sviluppo forte, durevole e sostenibile. Per supportare, in tempi rapidi, la domanda di lavoro nelle regioni meridionali è stato dunque necessario un taglio del costo lavoro, che non passi attraverso un calo delle retribuzioni dei lavoratori, già compromesse da un decennio di stagnazione salariale. Il taglio dei contributi a carico dei datori di lavoro inserito nel “D.L. Agosto” sosterrà al Sud la domanda di lavoro delle imprese, senza erodere il potere d’acquisto delle famiglie e le prospettive reddituali dei più giovani.

La fiscalità di vantaggio per il lavoro, oltre all’effetto diretto di rilancio della domanda di lavoro e di incremento della competitività del Mezzogiorno, consentirà altri due principali effetti indiretti: contrastare il lavoro nero favorendo l’emersione e intercettare il fenomeno del back-reshoring fornendo un rilevante vantaggio competitivo alle attività produttive che con la pandemia rivedono le proprie scelte localizzative, che in passato le avevano portate fuori dall’Italia.

«Questo intervento – afferma il ministro per il Sud – costituisce parte di una strategia complessiva di sviluppo del Mezzogiorno, che prevede un’azione di rilancio degli investimenti pubblici e privati, facendo leva sull’attuazione del Piano Sud, oggi parte integrante del Piano Nazionale di Riforma. Sul fronte impresa e lavoro, diverse sono le misure già attuate. Sono stati messi in campo crediti di imposta per gli investimenti, potenziandoli nelle Zone Economiche Speciali legate ai porti e rafforzando per tutto il Sud quelli in ricerca e sviluppo; è stato avviato il Fondo “Cresci al Sud” per accompagnare la crescita dimensionale delle imprese e istituito una linea di intervento specifica per le imprese meridionali con il Fondo Nazionale Innovazione.

Secondo Provenzano, «La priorità al Sud resta il rilancio degli investimenti, per garantire i diritti di cittadinanza e infrastrutture degne del 2020, e per promuovere l’innovazione e la sostenibilità, come previsto nel Piano Sud 2030, una strategia che ora verrà fortemente rafforzata nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La Fiscalità di vantaggio per il lavoro serve a moltiplicarne gli effetti in termini di ripresa occupazionale, perché il Sud ha bisogno di lavoro buono. E questo serve all’Italia intera».

Proprio stamattina il Corriere della Sera ha ospitato una lettera del ministro Provenzano in cui si rispondeva alle posizioni del giornale che in questi giorni «ha presentato nel migliore dei casi come un’illusione» la fiscalità di vantaggio per il Sud «(secondo il vice direttore Daniele Manca) o peggio, nell’editoriale di Francesco Giavazzi, come l’esempio di una strada che non aiuta le future generazioni e che addirittura “potrebbe avvicinare il Mezzogiorno al Vietnam”».

Provenzano spiega al Corriere che questa misura straordinaria nasce «Da una constatazione: fare impresa e lavorare al Sud costa di più, per un deficit di produttività legato a un progressivo disinvestimento di lungo periodo nel contesto formativo, infrastrutturale e istituzionale, aggravato dalle politiche di austerità seguite alla crisi precedente, di cui ancora attendiamo i famosi effetti espansivi previsti da Giavazzi. Se lo Stato, a ogni livello di governo, non ha investito in infrastrutture e servizi adeguati al Sud, in una P.A. efficiente, e tutto questo incide sui fattori di produttività, perché a pagarne il costo devono essere gli imprenditori e i lavoratori?»

«La “fiscalità di vantaggio per il lavoro” – dice il ministro Provenzano nella sua lettera al Corriere della Sera –, in questo quadro, è dettata dalla necessità di evitare un possibile collasso dell’occupazione nella crisi, che allargherebbe i già drammatici divari che separano il mercato del lavoro del Sud dal resto del Paese, per l’elevata incidenza di lavoratori precari, soprattuto tra quei giovani, dei quali Giavazzi giustamente si preoccupa, che già in molti casi non si sono visti rinnovare i contratti a tempo determinato. L’estensione fino al 2029, sepuur decrescente, serve a evitare quanto accaduto negli ultimi anni al Sud, una ripresa debole e senza lavoro (jobless recovery), e soprattutto a moltiplicare gli effetti occupazionali delgi investimenti (è quanto emerge da analisi di Banca d’Italia) che, nel 2021-2017, raggiungono una mole senza precedenti».

Il ministro conclude la sua lettera facendo notare che «a differenza di epoche passate, questa misura non è alternativa agli investimenti, è anzi il tassello di una strategia mai così ampia, ed è esattamente ciò che in sede europea viene apprezzato e che aiuterà, io credo, a rivedere gli orientamenti del recente passato… In Italia, purtroppo, è un costume poco diffuso anche tra le cosiddette élite, e forse è la ragione per cui si ripetono da decenni le stesse ricette economiche, con l’aggiunta di uno scetticismo (a volte giustificato) e una ostilità (spesso inaccettabile) per i provvedimenti destinati a sanare la frattura tra Nord e Sud. Liberare il potenziale di sviluppo dei territori, di tutti i territori, è la principale via per rilanciare lo sviluppo nazionale». (rp)

 

 

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Piccoli sussulti sul Ponte e lo Stretto strategico.
I partiti del «No» mostrano di volerci ripensare

È bastato un piccolo accenno nell’intervista di ieri del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini sul Corriere della Sera e si sono riaccesi subito le lampadine nelle teste pensanti dei partiti che avevano opposto un irrinunciabile «No» al progetto del Ponte sullo Stretto. Nell’intervista a Monica Guerzoni, ieri Franceschini aveva parlato di alta velocità e piano per i borghi, quali mosse per il turismo al Sud e quando la giornalista gli ha fatto notare che «le strade del Sud sono lastricate di belle promesse», il ministro ha ribattuto con le sue tre priorità: il fondo strategico per il turismo, previsto nel decreto Rilancio, un piano di recupero e rilancio dei borghi, e infine, la più importante, le infrastrutture. «Io penso – ha dichiarato Franceschini – a un grande investimento sulla mobilità. Non è possibile e giusto che l’alta velocità si fermi a Salerno. Sulla traccia di quello che la ministra De Micheli ha iniziato a fare, ora che le risorse ci sono bisogna avere il coraggio di immaginare due grandi scelte. Da un lato l’alta velocità che arriva in Sicilia, fino a Catania e Palermo… – la giornalista lo ferma con una domanda: “Il suo progetto prevede il Ponte?” –  Beh – replica Franceschini –, i treni ad alta velocità dovranno pur attraversare lo Stretto. Ma andranno visti costi e benefici di tutte le soluzioni alternative».

Fin qui il ministro. Anche Matteo Renzi, nel suo nuovo libro La mossa del cavallo è tornato a parlare del ponte non più in senso negativo: «Per vincere la sfida della povertà serve più il ponte sullo Stretto che il reddito di emergenza» – ha scritto l’ex premier. Nel 2012 quando era sindaco di Firenze Renzi si era opposto alla realizzazione del Ponte: “otto miliardi? meglio darli alle scuole per renderle più moderne e sicure”, poi cambiare di nuovo opinione da presidente del Consiglio “il Ponte utile per tornare ad avere una Sicilia più vicina e raggiungibile e per togliere la Calabria dall’isolamento”, scontrandosi però con buona parte del centrosinistra che si dichiarava contrario all’opera. A sostegno del progetto, ora, il suo capogruppo alla Camera Ettore Rosato (Italia Viva) ha parlato del Ponte come di un’opera «che in altri Paesi sarebbe stata già realizzata. Abbiamo la necessità di rendere le imprese del Sud competitive, per questo l’opera va pensata insieme al riammodernamento della rete viaria e ferroviaria. Crescita economica è riformismo, riformismo è coraggio. Ci vuole il coraggio delle scelte politiche». C’è quindi un nuovo atteggiamento, quasi un ripensamento da parte del centrosinistra e dei partiti che hanno osteggiato a spada tratta qualsiasi ipotesi di collegamento fisso tra Calabria e Sicilia. Certo, sono piccoli sussulti, non è il “terremoto” che servirebbe a rivoluzionare tutti i progetti strategici intorno all’area dello Stretto, ma è significativo questo mutamento nell’atteggiamento intransigente di chi aveva detto risolutivamente «No». Le grandi risorse da destinare alle infrastrutture del Sud sono decisamente un’opportunità che Governo e partiti non dovrebbero lasciarsi scappare e in tale contesto il progetto del Ponte è il presupposto per lasciare immaginare un cambiamento di strategia.

La presidente Jole Santelli ha dichiarato di star seguendo «con grande attenzione il dibattito nazionale sulla eventuale realizzazione del Ponte sullo Stretto. La mia posizione non è mai cambiata nel corso degli anni: sono favorevole alla costruzione di una straordinaria infrastruttura pubblica, che – oltre a dimostrare al mondo le grandi capacità progettuali e ingegneristiche del nostro Paese e a collegare, finalmente in modo efficiente, la Calabria e la Sicilia – avrebbe il merito di ridare fiato all’economia nazionale in un momento di grave crisi e di creare migliaia di nuovi posti di lavoro. La domanda che tutti dobbiamo porci non è se realizzare o meno il Ponte sullo Stretto, ma questa: se non ora, quando?»

Mostra soddisfazione e contentezza il sen. Marco Siclari (FI): «Dopo che è stata completata la Salerno Reggio Calabria, – ha detto – che sono iniziati i lavori del macro lotto della SS 106, manca la più importante opera strategica per il rilancio del Sud: il Ponte sullo Stretto. Oggi, per la prima volta nella storia, abbiamo oltre al centrodestra, importanti esponenti della maggioranza di Governo che, negli ultimi giorni, si sono dichiarati favorevoli: sia il Ministro Franceschini che Matteo Renzi così come i sindaci delle due sponde interessate al progetto ed i governatori delle due regioni Calabria e Sicilia. Si tratta di un’occasione politica storica che non può essere persa soprattutto in vista dei fondi europei».

Siclari ha evidenziato come «L’opera strategica, pensata dal centrodestra, serve a collegare il Mediterraneo e le regioni del Sud Italia, con l’Europa e può rappresentare un volano economico di sviluppo, del territorio e del turismo, per tutto il Sud oltre all’indotto che si crea in tutte le aree interessate per la sua realizzazione ed il grande potenziale occupazionale che serve ai cittadini del sud. Per queste ragioni il DL Rilancio deve prevedere, anche, il Ponte sullo Stretto perché con esso nascerà anche l’alta capacità ferroviaria che collegherà tutti i porti della Sicilia, della Calabria, della Campania e della Puglia ecc. con il resto dell’Europa. Anche il Porto di Gioia Tauro potrà sviluppare tutto il suo enorme potenziale che oggi, nonostante gli sforzi, non può utilizzare. Sono convinto che per rilanciare il Paese, soprattuto in una fase di profonda crisi occupazionale ed economica è necessaria una visione strategica unitaria a prescinderete dai colori politici». (s)

L’orgoglio del dialetto: il giornalista Tommaso Labate su ioDonna del Corriere

È da leggere e apprezzare quanto scrive il giornalista Tommaso Labate (orgogliosamente di Marina di Gioiosa Ionica) notista politico del Corriere della Sera, a difesa del dialetto sul settimanale femminile Io Donna da sabato in edicola. È il racconto di un figlio appassionato della sua terra, che riesce persino a far sorridere (oggi) sulle disavventure (reali) di chiunque superasse Salerno con un’auto targata RC. «Era un’altra Italia, quella – scrive Labate –. E forse era un altro mondo. Le differenze regionali venivano evidenziate anche nelle targhe delle macchine ma c’era un comune afflato nazionale che si faceva sentire tutti parte di quel grande Paese che ancora siamo, anche se spesso oggi non sentiamo di farne parte. Ripenso a quelle targhe tutte le volte che faccio il conto degli anni che io, nato a Marina di Gioiosa Ionica e orgogliosamente targato Reggio Calabria, ho vissuto a Roma, la città in cui abito tuttora».

«Da dove vieni – scrive ancora Labate – è molto di quello che sei. E che tu lo voglia o meno, quel “molto” è molto più di quello che pensi. L’identità è una cosa bellissima. Riconoscere e difendere con orgoglio la propria è la strada migliore per apprezzare e rispettare quella altrui. Sempre». (rrm)

Oliverio intervistato dal “Corriere della Sera” chiede le primarie e oggi fa la sua Leopolda

Intervistato oggi da Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera, il presidente della Regione Mario Oliverio insiste nella sua determinazione a sfidare il partito che «non lo vuole più»: «Io mi affido alla ragione. – dice al giornalista – Spero lo facciano anche a Roma. perché senza la ragione, si determinano sfaceli. Vogliono farmi fuori? Io dico: facciamo le primarie, e poi vediamo».

Roncone, autorevole firma del Corriere ricostruisce la carriera politica dell’attuale Governatore: «Quest’uomo di 66 anni soprannominato “Palla Palla” – che è poi il nome di una contrada di San Giovanni in Fiore, il paese dei nonni – è un personaggione. Che cresce nel vecchio Pci. Quel partito che, negli anni Settanta, guidando il superamento delle lotte contadine calabresi, scende dalla Sila e, arrivato a Cosenza, crocevia di commerci e terziario, sogno di una concreta urbanizzazione, si accorge di un giovane dirigente:appunto, Palla Palla. Il ragazzo – determinato, empatico, appassionato – va portato a Roma, nella scuola politica delle Frattocchie. È l’inizio di una carriera importante: nel 1980, appena ventisettenne, è eletto consigliere regionale. Sei anni dopo, diventa assessore all’Agricoltura della prima giunta di sinistra presieduta da Francesco Principe. Nel 1990 viene eletto sindaco del suo paese d’origine, San Giovanni in Fiore. Poi: deputato per quattro legislature consecutive  (dal 1992 al 2006) e, per dieci anni filati, presidente della Proovincia di Cosenza. Al Nazareno ora dicono: grazie può bastare».

Oliverio, come ha ribadito nell’intervista a Calabria.Live del 29 settembre scorso, non recede dalla sua ricandidatura «Me lo chiedono i calabresi» – ha dichiarato al nostro giornale e oggi ha convocato a Lamezia, nell’ex stabilimento SIR una specie di “Leopolda” dove i suoi fedelissimi cercheranno di far sentire a Roma il “peso” degli oliveriani. A presiedere l’assise il socialista Luigi Incarnato nominato coordinatore della colazione che sostiene il Governatore uscente. Si discuterà su sette tematiche su tavoli coordinati da altrettanti autorevoli sostenitori di Oliverio per produrre un documento programmatico che, nelle intenzioni, dovrebbe far cambiare idea a Roma.

È un’ipotesi remota un retrofront di Nicola Zingaretti e direzione dem, dopo le infuocate dichiarazioni contro Oliverio del commissario Stefano Graziano e del responsabile del Mezzogiorno Nicola Oddati, ma in politica – si sa – tutto è possibile, persino un ripensamento del capo politico dei Cinque Stelle. Esperienza conclusa – ha dichiarato Luigi Di Maio, sull’intesa umbra che ha portato a una catastrofe di voti – non ripetibile né in Calabria né in Emilia. Non avendo “pace interna” Di Maio potrebbe optare a un nuovo accordo grillini-dem piuttosto che rinunciare alle liste (come propone il presidente della Commissione Antimafia sen. Nicola Morra) o accettare la candidatura di Dalila Nesci, che affida le sue ultime chances a Beppe Grillo. La settimana si preannuncia abbastanza movimentata. (s)

COSENZA – Arriva il tour del Corriere della Sera “Il Bello dell’Italia”

Questo pomeriggio, a Cosenza, alle 18.30, al Museo Multimediale Bilotti, arriva Il Bello dell’Italia, il tour del Corriere della Sera che parla delle storie positive del nostro Paese.

L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, punta alla scoperta dei territori, mettendo in evidenza gli aspetti culturali, ambientali e urbanistici.

«Cosenza – si legge in una nota di Cannavò – è riuscita con i suoi piani green a balzare, nel 2018, al quinto posto per performance ambientale, classifica che normalmente vede ai vertici solo le città del Nord».

Il programma dell’incontro, condotto da Alessandro Cannavò e intitolato Una città in trasformazione in un habitat prezioso, con la giornalista del Corriere della Sera, Giusi Fasano, prevede un prologo musicale con gli allievi del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza.

A seguire, la lectio magistralis Telesio, Bruno, Campanella. Le riflessioni sulla natura di Nuccio Ordine, docente di Letteratura italiana all’Università della Calabria, l’intervista a Sandra Savaglio, scienziata e docente Unical dal titolo Cosenza, nuovo regno dell’astrofisica.

Ancora, un momento dal titolo La città verde, il recupero del Centro storico, l’Università come motore di innovazione con Mario Occhiuto, sindaco della città di Cosenza, con Anna Laura Orrico, sottosegretario Mibact, e Gino Mirocle Crisci, Rettore Università della Calabria; l’ncontro con Fortunato Amarelli, Presidente di Confindustria Cosenza che parlerà di Una famiglia, un’azienda: Amarelli, storia secolare.

Francesco Iovino, ecologo forestale Unical , parlerà de Il valore ambientale di Pollino e Sila; mentre Enrico De Luca (Lavonium Borgo Diffuso), Biagio Perrone (Azienda Tenuta Colle della Pomara), Caterina Ceraudo (chef) e Domenico Vivino (Cooperativa Nido di seta) racconteranno Quattro storie di ragazzi del territorio.

De Il turismo tra natura e cultura ne parleranno Daniele Donnici, Destinazione Sila, e Mirella Barracco, Museo Old Calabria; de  Il valore dell’arte ambientale Ettore Favini, artista, e Maurizio Orrico, Bocs Art Museum di Cosenza.

L’evento si chiude con l’ esibizione del cantautore Peppe Voltarelli dal titolo La musica e le proprie radici. (rcs)

Il turismo matrimoniale: una bella inchiesta del Corriere della Sera/Buone Notizie

Si parla di “turismo matrimoniale” in Calabria, oggi sull’inserto Buone Notizie del Corriere della Sera, con un’inchiesta firmata da Carlo Vulpio. È un progetto lanciato da un gruppo di donne per valorizzare la propria terra, basato su uno studio universitario: quasi 7mila coppie ogni anno scelgono l’Italia dall’estero per sposarsi.

Scrive Vulpio: «Quattro dottorande in Scienze turistiche dell’Università della Calabria (Alessia Berardelli, Alessia Nigro, Federica Pascuzzo e Pamela Russo), con una ricerca sul “Wedding Tourism” – ovvero su quel fenomeno economico affermatosi negli ultimi anni che si può più dolcemente definire “Turismo Matrimoniale” interessanti: gli stranieri che si uniscono in matrimonio in Italia prediligono la Toscana (32 per cento) e tra le città Capri (il 21 per cento) seguita da Matera (17), Tropea (15), Pienza (12) e Lago di Como (10). Le ragioni di questa scelta dovrebbero esserci familiari e indurci a qualche riflessione più intelligente. Se gli stranieri che vengono da noi, e ora in numero sempre maggiore anche a sposarsi, cercano bellezza (arte, cultura, paesaggio), storia, tradizioni, cibo, romanticismo, vita a misura d’uomo, perché non siamo ancora in grado di offrirglieli in maniera “scientifica”, organizzata, attraverso proposte “complete”, a cui non manchi niente, per esempio l’emozione di un luogo, legata alla sua storia, alle sue opere d’arte e quasi sempre all’essere quello stesso luogo un’opera d’arte naturale? E perché la Toscana sì e la Calabria no? Perché la Calabria deve evocare soltanto la ‘ndrangheta, quando invece già Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia la raccontava come una regione di una bellezza prepotente, una Svizzera verde con in più 800 chilometri di coste circondate da mare blu? Davvero la Calabria può essere ridotta a sola ‘ndrangheta e depuratori malfunzionanti? E perché allora non creare un’offerta, questa offerta del turismo matrimoniale, proprio qui, proprio nella regione che nella domanda del “matrimonio altrove” ora è agli ultimi posti, ma ha tutte le potenzialità per salire in vetta alla classifica»? (rrm)

Vedi anche: www.sposiamociincalabria.it

sposiamociincalabria.it

GOEL premiato dal Corriere della Sera

27 settembre – Goel – Gruppo Cooperativo, ha ricevuto il Premio “Le economie della fiducia” di Buone Notizie del Corriere della Sera.
La Comunità di Goel, composta da cooperative, aziende, e singole persone, dal 2003 opera per il cambiamento ed il riscatto della Calabria attraverso l’etica, l’innovazione e una ferma opposizione alle mafie.
Sono tanti, infatti, i settori in cui opera Goel: dall’agricoltura biologica alla moda di fascia alta, dal turismo responsabile ai servizi sociali e, in questi, applica il proprio metodo, con l’obiettivo di dimostrare che l’etica non è solo una scelta morale, ma l’unica strada percorribile per uno sviluppo economico vero dei territori in cui viene praticata.
Il Premio è stato assegnato lunedì a Milano, presso l’Unicredit Pavillon, nel corso della festa organizzata per i primi 12 mesi dell’inserto, che sta riscuotendo grande successo a livello nazionale.
«Questo premio, attraverso Goel, – ha dichiarato Vincenzo Linarello, presidente di Goel – è dedicato a tutti i calabresi, singoli ed associati, che non si arrendono. Ai calabresi che lottano quotidianamente che, malgrado tutto, non rinunciano al sogno di una Calabria innovativa, etica e solidale, una Calabria che vuole lasciarsi alle spalle il vecchiume della ‘ndrangheta, delle massonerie deviate e della politica corrotta». (rrc)

FIUMEFREDDO: IL GIORNALISTA FEDERICO FUBINI A “MAESTRI FUORI CLASSE”

1° settembre – Ottimo avvio, ieri mattina, del primo festival sulla formazione e sull’apprendimento continuo “Maestri fuori Classe” organizzato da CREO, nella splendida cornice del Castello della Valle di Fiumefreddo Bruzio,
Ad aprire il festival l’editorialista e vice direttore ad personam del Corriere della Sera, Federico Fubini, che ha donato al pubblico presente una splendida lectio magistralis sul concetto di Fiducia. Fubini, partendo dal suo ultimo libro “La maestra e la camorrista” edito Mondadori, dopo un’attenta analisi fatta nelle scuole italiane (del nord e del sud) spiega e racconta al pubblico come tre sono le forze silenziose che dominano oggi la società italiana: «la ricchezza patrimoniale privata contro l’enorme debito pubblico, la povertà demografica in un Paese nel quale le nascite diminuiscono sempre più e la fragilità culturale».

La ‘lectio magistralis’ del vicedirettore del Corriere della Sera, Federico Fubini

Fubini ha condotto una serie di test nelle scuole, cercando di capire ed analizzare gli ostacoli che impediscono ai più svantaggiati di cambiare la propria condizione d’origine, alla base di tutto emerge il concetto di fiducia in sé stessi, nel prossimo e nel sistema. Conclude Fubini: «In sostanza, più sei immerso in un contesto di successo, più ti fidi. E viceversa. Il successo nutre la fiducia e la capacità di fidarsi nutre il successo. Diffidare invece secerne la tossina della paralisi».
Di educazione si è continuato a parlare con la presentazione dell’EducAgenda della casa editrice Falco. Presenti l’editore, Michele Falco, a moderare l’incontro Maria Antonietta Sacco, vice presidente di Avviso Pubblico.
La serata si è conclusa con l’educatore e fondatore dell’Associazione storica Maestri di Strada, Cesare Moreno. Per Moreno l’educazione è prima di tutto un’alleanza fra l’adulto e il giovane. Moreno ha raccontato al pubblico come sia fondamentale impegnarsi e dare testimonianze sul territorio, offrendosi agli altri con passione. Far capire che il conflitto è un momento di crescita. «Si cresce se cresce tutto ciò che è intorno a noi». Siamo individui relazionali e come tali abbiamo bisogno dell’altro e del confronto con l’altro. Per educare bisogna uscire fuori delle cornici esistenti. Alla domanda cosa deve fare l’educazione, la risposta per Moreno è semplice: «Educare al bene, al bello, al buono».
Il Festival Maestri fuori Classe continua fino a domani. (rcs)