Lunedì a Cosenza si presenta lo spettacolo Van Gogh Cafè

Lunedì 6 febbraio, nella Sala degli Specchi della Provincia di Cosenza, alle 11.30, si presenta lo spettacolo musicale Van Gogh Cafè, che andrà in scena il 24 e 25 febbraio al Teatro Rendano di Cosenza.

La commedia musicale sulla vita di Vincent Van Gogh, peraltro in concomitanza con il 170° Anniversario della nascita di Vincent Van Gogh, aprirà la 37sima edizione di Fatti di Musica, il Festival-Premio del Live d’Autore diretto da Ruggero Pegna e il nuovo format “Opere d’Arte”.

Interverranno all’incontro Rosaria Succurro, Presidente della Provincia di Cosenza, Antonietta Cozza, consigliere comunale delegata alla Cultura, e in collegamento video anche Andrea Ortis, regista e protagonista dell’opera.

Quattro gli spettacoli in programma: 2 matinée per le scuole alle ore 10:00 vicine al tutto esaurito e 2 serali per tutti alle ore 21:00, per i quali sono disponibili i biglietti sia online su ticketone.it e sia nei punti Ticketone. Trionfale è stata l’accoglienza del pubblico al debutto dello spettacolo a Tolentino, Milano e Torino, con lunghe standing ovation. Anche in Calabria la risposta è stata immediata, sia per i serali sia per le repliche del mattino.

Questi gli istituti che hanno confermato la presenza: I.T.C. La Palma di Corigliano Rossano, I.C. Rogliano di Cosenza, I.C. Fagnano/Mongrassano di Fagnano C., I.C. Perri-Pitagora di Lamezia Terme,  I.O. Polo Arbresh di Lungro, I.C. Rogliano di Marzi, I.C. Corrado Alvaro di Melito Porto Salvo, I.S. Pizzini/Pisani di Paola, Liceo Galilei di Paola, I.C. Rende Centro, I.C. Rende Commenda “De Coubertin”, I.C. Rende Quattromiglia, I.C. Parenti di Rogliano, I.C. Marvasi-Vizzone di Rosarno, I.I.S. LC-ITCG di San Marco Argentano, I.C. Rodari di Soveria Mannelli, I.C. Montalcini di Spezzano Albanese,  I.I.S. di Tropea.

Lo spettacolo realizzato dalla Mic – Musical International Company, con la produzione esecutiva di Lara Carissimi, già produttrice della straordinaria Opera La Divina Commedia, è scritto e diretto da Andrea Ortis, firma eclettica nel panorama del musical italiano, con la consulenza artistica di Gianni Musacchio, e racconta alcuni momenti della vita del celeberrimo pittore olandese e della sua arte pittorica. L’eccezionale spettacolo si avvale dell’ Orchestra dal Vivo diretta dal Maestro Antonello Capuano (chitarra), con Matteo Iannaccio al violino, Angelo Miele al pianoforte, Marco Molino alle percussioni, Lorenzo Mastrogiuseppe al contrabbasso; inoltre, del corpo di ballo del coreografo Marco Bebbu, di uno spazio scenico allargato alla platea progettato da Gabriele Moreschi, di atmosfere luminose e visive di Virginio Levrio, con grandi proiezioni animate 3D che avvolgono spettatore e scena, trasformandola in una “Notte Stellata” o in un “Campo di grano”, altre volte coinvolgendo l’habitat scenico in una vera e propria trasformazione in giallo “Girasole” o in lilla “Iris”.

Lo spettatore si troverà, così, immerso nella Parigi di metà ‘800, nelle lande desolate del Borinage o nei parchi parigini dell’en plein air, nelle assolate campagne di Arles o tra i vicoli di una formicolante Montmartre. L’utilizzo di proiezioni animate 3D su diversi livelli del palcoscenico coinvolge lo spettatore all’interno di paesaggi multimediali e alle atmosfere pittoriche, portandolo dentro i quadri di Van Gogh, toccandone la filosofia, il costrutto, l’anima, le sue manie e le sue paure.

Oltre ad alcuni dei più famosi dipinti, le proiezioni riguardano anche molti schizzi e bozzetti originali presenti in alcune sue lettere; inoltre, favoriscono il cambio di paesaggi e la trasposizione in immagini degli stati d’animo dei protagonisti che, nel corso del racconto, si sovrappongono. Il viaggio nel tempo è scandito in tre macro-periodi importanti nella vita del pittore: quello Olandese, culminato con il dipinto “I mangiatori di patate”, quello Parigino e l’ultimo, quello dell’esplosione del colore ad Arles e della sua prematura scomparsa. “Van Gogh Cafè” è la storia di uomini e donne, parallele a quella di Vincent Van Gogh, narrata con la raffinatezza dello sfondo musicale dei più grandi parolieri e cantanti francesi, tra cui Edith Piaf, Charles Aznavour, Mireille Mathieu, Yves Montand. Il percorso sonoro e le coreografie di danza attingono, infatti, alla canzone classica francese degli anni 50/60/70. Nel cast, lo stesso Andrea Ortis (M. Luise Philippe), Floriana Monici (Madame Odille), Chiara Di Loreto (Mademoiselle Aline), Giulio Maroncelli (Luc); nel corpo di ballo, Lavinia Scott (Eugenie), Serena Origgi (Vanille), Rebecca Erroi (Juliette), Lucrezia Zizzo (Camille).

«Musica, danza, teatro, immagini, arte, alta tecnologia applicata allo spettacolo – ha dichiarato Pegna – in una commedia musicale affascinante, come altre grandi Opere presentate in esclusiva in Calabria. Un evento imperdibile, con forte valenza culturale e altissimo spessore artistico!». (rcs)

A maggio il Concorso internazionale “Greats Music Events” dell’Accademia Musicale “G. Verdi”

Dal 29 al 30 maggio, a Cosenza, si terrà la terza edizione del Concorso internazionale Great Music, organizzato dall’Accademia Musicale “Giuseppe Verdi”.

 L’associazione “Giuseppe Verdi”, da sempre in primo piano nelle iniziative a favore della musica, si conferma uno dei punti di riferimento in tutt’Italia, ed in particolare in Calabria, per la promozione di una peculiare cultura musicale. 

«Pertanto, questo concorso – si legge in una nota – è uno dei punti di forza anche per l’associazione che ha come obbiettivo tutelare precipuo quello di diffondere il patrimonio artistico e culturale italiano ed in particolare della Calabria prestando grande attenzione agli autori nazionali ed ai giovani talenti».

L’evento che si terrà al Rendano è, come sottolineano i membri dell’accademia, tra i quali i maestri Giovanni De Luca e Francesco Silvestri, rispettivamente presidente e vicepresidente, «un momento di scoperta, di conoscenza, di studio e di promozione, rivolto a musicisti di qualsiasi nazionalità, senza limiti di età. Un evento che consente di mettere in risalto il talento, e questo ci rendere orgogliosi del lavoro che svolgiamo a favore della musica». 

Nelle precedenti edizioni caratterizzate anche da una cospicua partecipazione, è stato possibile aprire spazi alla qualità e all’elevata professionalità dei musicisti che hanno preso parte alle diverse sezioni. È possibile iscriversi a categorie superiori a quella della propria età anagrafica, qualora il candidato ritenga la sua preparazione adeguata ed è concesso iscriversi a più categorie. Le informazioni relative al concorso e la possibilità di partecipare possono essere recepite sul sito Associazione Musicale Giuseppe Verdi e sulla pagina Facebook G.Verdi “Great Music Events”. (rcs)

A Cosenza presentato il libro su Giovanni Falcone di Claudio Martelli

di MARIACHIARA MONACOÈ stato presentato, nel suggestivo Salone degli Specchi, presso il Palazzo Arcivescovile di Cosenza, il volume Vita e persecuzione di Giovanni Falcone scritto da Claudio Martelli, ex guardasigilli e fedelissimo del leader socialista Bettino Craxi.

Ne hanno discusso insieme all’autore, Fabio Liparoti, Presidente Unione Giuristi Cattolici di Cosenza, Sergio Tursi Prato, Direttore Responsabile di Miga web TV, Sandro Principe, storico amministratore socialista rendese, e Giacomo Mancini.

«Abbiamo voluto fortemente la presenza dell’onorevole Martelli, uno dei maggiori protagonisti politici degli anni ’90, egli ricoprì il ruolo di Vice Presidente del Consiglio nel Sesto e Settimo Governo Andreotti, e di Ministro della Giustizia. La sua, fu un’azione incisiva per quanto concerne la lotta alla criminalità organizzata, basti pensare al decreto Scotti – Martelli, nel quale il 41bis venne modificato e ampliato ai detenuti reclusi per mafia. Questo volume mette in evidenza numerose zone d’ombra sulla strage di Capaci del 23 maggio ’92, e analizza da cima a fondo, periodi difficili per il nostro paese, dal Terrorismo, alla Trattativa Stato – Mafia», introduce Tursi Prato.

Un racconto avvincente, ma anche incisivo e rabbioso, nel quale l’ex guarda sigilli, ricostruisce minuziosamente gli anni della sua permanenza presso il Ministero della Giustizia, durante i governi Andreotti, e Amato (quest’ultimo dal giugno ’92 all’Aprile ’93), dal quale si dovette dimettere in febbraio, poiché raggiunto da un avviso di garanzia, arrivato probabilmente per la stretta collaborazione con il magistrato siciliano Giovanni Falcone, chiamato a dirigere l’Ufficio Affari Penali del Ministero, dopo un incontro, proprio a Palermo con Martelli.

Tutto questo, mentre l’Italia intera veniva scossa dall’inchiesta Mani Pulite, dall’omicidio di Salvo Lima (marzo1992), e non solo, visto che nel gennaio dello stesso anno era arrivato al culmine il cosiddetto Maxiprocesso, iniziato nel 1986, che aveva visto condannare tanti boss, fra cui il latitante Riina, personalità di spicco nella gerarchia di Cosa Nostra.

Artefice di tale miracolo giudiziario, fu proprio Falcone, grazie al suo innovativo sistema di indagine che prevedeva forti collaborazioni fra le Procure e le forze di polizia, anche oltreoceano, in particolare con la Fbi e la Dea. Martelli, nel cuore del racconto ha messo in evidenza non solo le capacità investigative del magistrato, il sostegno massiccio dell’opinione pubblica e la fama anche negli Usa, di Giovanni Falcone, ma anche il ruolo della magistratura e della politica (come il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando), che lo avevano messo sotto accusa attraverso interrogatori e sedute speciali del CSM.

«Falcone ebbe tanti nemici, ma due furono quelli che cominciarono a farlo morire, e che poi effettivamente lo uccisero. Al primo posto c’è  la mafia di Totò Riina che lo massacrò col tritolo; al secondo, i non pochi magistrati che cominciarono a farlo morire, molto tempo prima della strage di Capaci».

C’è una frase di Paolo Borsellino, suo grande amico e collega, ucciso anche lui da Cosa Nostra, che ha tutte le sembianze di un j’accuse, e che Martelli acutamente riprende: «Lo Stato, la magistratura, che forse ha più colpe di ogni altro, cominciarono a far morire Falcone nel gennaio 1988. Giovanni si era candidato a capo dell’Ufficio Istruzione, solo per continuare il suo lavoro e qualche Giuda si impegnò subito a prenderlo in giro, e il giorno del mio compleanno, il Csm ci fece questo regalo di preferirgli con motivazioni risibili Antonino Meli. Mi resi subito conto che nel volgere di pochi mesi Giovanni Falcone sarebbe stato distrutto… morto professionalmente nel silenzio senza che nessuno se ne accorgesse…doveva essere eliminato al più presto, Giovanni Falcone».

Parole che Claudio Martelli studia attentamente e parafrasa più volte nel suo libro-denuncia, scritto con la giusta distanza di chi ha poi compreso nel tempo, i misteri e i dubbi che ancora aleggiano sulla morte del coraggioso magistrato. È soprattutto quella frase, «la magistratura, che ha forse più colpe di ogni altro», a scuoterlo nell’intimo e a spingerlo a ricostruire la vicenda del giudice che, per la prima volta nella storia, aveva costretto i capi mafiosi alla sbarra, facendoli condannare sulla base di riscontri oggettivi, legati ad una lettura articolata di un potere criminale che, come spiegava, era diventata la più potente organizzazione criminale del mondo, non perché figlia del sottosviluppo, ma perché capace di approfittare di uno sviluppo distorto come quello che si era realizzato proprio in Sicilia.

Già dopo lo strano attentato dell’Addaura, il 21 giugno 1989, Falcone parlò di menti raffinatissime, e Martelli fa notare che non si riferiva soltanto a quelle dei mafiosi: «Nelle settimane e nei mesi successivi poliziotti che erano sul luogo e potevano fornire testimonianze decisive a chiarire l’identità degli esecutori, sono stati assassinati e gli assassini mai trovati».

Per non parlare dei depistaggi successivi alla strage di via D’Amelio, continua: «Con l’invenzione di rei confessi, poi creduti dai magistrati come oro colato quando si autoaccusarono, ma ignorati per tutti gli anni successivi in cui ritrattarono e rivendicarono la loro innocenza, accusando poliziotti e magistrati di averli forzati con metodi brutali e manipolati con false promesse».

Proprio da qui iniziano le domande, gli interrogativi, che l’ex guarda sigilli pone al centro della sua analisi, delle sue riflessioni, nel racconto forte e determinato di una verità che, a distanza di anni, tarda ad essere svelata.

«Sarebbe importante sapere – conclude – se anche i magistrati che congiurarono contro il giudice Falcone si sono pentiti, se riconoscono le loro colpe. Parlo dei magistrati che erano suoi colleghi, che l’avversarono apertamente, ma parlo soprattutto dei finti amici, giornalisti e politici, che l’ingannarono e lo tradirono». (mm)

COSENZA – Venerdì la Fondazione Attilio ed Elena Giuliani presenta il cartellone di iniziative culturali

Venerdì 3 febbraio, a Cosenza, alle 17.30, a Villa Rendano, la Fondazione Attilio ed Elena Giuliani presenta il proprio programma culturale con le Associazioni, i Circoli e i Club che operano nel settore.

Tale iniziativa, in linea con le finalità della Fondazione, punta a fare di Villa Rendano un presidio di cittadinanza attiva, un luogo permanente di intrattenimento, cooperazione e interdisciplinarietà, nonché di formazione attiva dei giovani nel comparto museale e culturale. (rcs)

Il 10 e 11 febbraio a Cosenza il congresso scientifico su “L’innovazione nella medicina territoriale”

Il 10 e l’11 febbraio, a Cosenza, nella sede dell’Ordine dei Medici, si terrà il congresso scientifico L’innovazione nella medicina territoriale, patrocinato dall’Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri di Cosenza e Provincia; l’Ordine degli ingegneri di Cosenza; il Comitato italiano per l’ingegneria dell’informazione.

Responsabili scientifici dell’importante evento, già presentato nei giorni scorsi al Senato della Repubblica, sono il dottor Giovanni Malomo, pneumologo dell’Asp di Cosenza e l’ingegnere Alessandro Astorino, coordinatore del Consiglio Operativo del Comitato Italiano per l’ingegneria dell’Informazione. A curare i lavori congressuali Xenia, provider Ecm di Francesca Mazza.

Una due giorni che vedrà arrivare nella città bruzia medici ed esperti da tutta Italia, ai quali si dimostrerà come anche la Calabria possa mettere in campo progetti d’avanguardia garantendo agli utenti cure efficaci e tempestive grazie, appunto, alla telemedicina. L’auspicio dei responsabili scientifici e di tutti i promotori del congresso è che l’iniziativa già avviata sul territorio di Cosenza possa estendersi a tutta la regione Calabria. 

Ciò alla luce dei risultati che già si stanno conseguendo dopo aver avviato l’iter progettuale a favore della comunità cosentina. Infatti, attualmente, sono già 128 i pazienti critici gravi di terzo livello, sia adulti che bambini seguiti con la telemedicina. Questa metodologia è stata applicata anche per circa 400 pazienti Covid; molti dei quali ricoverati in strutture per anziani. I responsabili scientifici, Malomo e Astorino, tengono a evidenziare la peculiarità del progetto in itinere volto a dare risposte concrete e in tempi celeri a pazienti cronici e fragili.

«Fragilità – rimarcano ancora i due professionisti – aumentata notevolmente a causa dell’emergenza pandemica che ci affligge ormai da tre anni». 

Per Malomo e Astorino, così come ribadito anche durante la presentazione al Senato, il congresso vorrà costituire il ‘plauso istituzionale’ al lavoro svolto sul territorio, in tema di telemedicina dall’azienda provinciale di Cosenza. Un progetto che è una realtà d’eccellenza in una regione come la Calabria dove la sanità va completamente ristrutturata e riorganizzata: un impegno che per l’amministrazione regionale in carica è un obiettivo prioritario. Non solo professionalità e competenza, dunque, ma anche grande sensibilità per la presa in carico del paziente, perché “ogni caso clinico è un incontro umano” che ha bisogno di essere trattato con criteri valoriali ben precisi. 

La sanità diventa così salute, codice etico che si compenetra osmoticamente con la conoscenza tecnica maturata con l’esperienza: tematica su cui anche la Calabria può e vuole dire la sua. (rcs)

COSENZA – Il 5 febbraio al via le celebrazioni del Settenario in onore della Madonna del Pilerio

Dal 5 al 12 febbraio, nella Cattedrale di Cosenza prendono il via le celebrazioni per il Settenario in onore della Madonna del Pilerio.

Il settenario si aprirà con il consueto omaggio floreale alla Madonna del Pilerio dei Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme che si terrà all’inizio della celebrazione eucaristica domenicale delle ore 11.00.

Sono previsti, come ogni anno le attività consuete e il pellegrinaggio delle foranie. Ogni sera il nuovo Vescovo presiederà l’eucarestia e incontrerà i sacerdoti e i laici delle foranie presenti.

Domenica 12 febbraio alla sera, ore 18.00, con la solenne celebrazione si chiuderà l’ottavo centenario della Cattedrale. (rcs)

A Cosenza nascerà un Alzheimer Caffè

di MARIACHIARA MONACODa un’idea di un medico olandese, diffusasi poi per l’Europa, l’Alzheimer Cafè è diventato a tutti gli effetti un punto di riferimento, per le tante persone affette da demenza e per le loro famiglie, che giorno dopo giorno se ne prendono cura.

Un caffè, simbolo di convivialità e raffinatezza, diventa il protagonista di un progetto unico nel suo genere, che ha spalancato le ali già da molti anni, in tutte le principali città italiane, da nord a sud.

Si tratta di uno spazio ricreativo e di condivisione, che il sindaco di Cosenza, Franz Caruso ha intenzione di portare a compimento nella città dei Bruzi, in collaborazione con l’Associazione Onlus “Il Mio Blu”.

«Con l’assessore Maria Teresa De Marco, ci siamo adoperati per concretizzare questo strumento dedicato al sostegno delle persone fragili, che si trovano spesso da sole ad affrontare situazioni complesse e difficili, com’è quella ricadente nell’esperienza dell’Alzheimer. A tal fine è stato intercettato un finanziamento regionale pari a circa 94mila euro», ha dichiarato il primo cittadino, il quale sembra avere le idee molto chiare: «Siamo convinti, che l’ Alzheimer Cafè possa dare risposte concrete ad un importante bisogno sociale, ponendosi come spazio capace di portare benessere e sollievo. Un luogo dove poter esprimere sé stessi, essere ascoltati, riconosciuti e trovare conforto nella lotta contro l’isolamento e la solitudine».

Una patologia, che minaccia costantemente il tessuto sociale, e che richiede un impegno straordinario da parte delle Istituzioni centrali e regionali, e di tutti quegli organismi preposti e chiamati poi al contatto diretto col problema. 

Nel nostro paese, l’Alzheimer rappresenta una minaccia silenziosa, che ogni anno colpisce più di 600 mila persone. Una situazione drammatica se poi si prendono in considerazione i costi per l’assistenza, che superano gli 11 miliardi di euro, di cui il 73% a carico delle famiglie.

Spesso, in assenza di risposte terapeutiche risolutive, sono proprio i familiari che, con numerose problematiche annesse, assistono la persona malata, cercando di migliorarne la qualità di vita.

«Il morbo di Alzheimer – denuncia Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia – è devastante non solo per il malato, ma anche per tutta la sua famiglia, che si ritrova in un tunnel senza via d’uscita. Da questo punto di vista, c’è da registrare la lentezza del sistema sanitario italiano, che è ancora ben lontano dall’adeguarsi agli standard degli altri paesi come il Regno Unito e il Nord Europa».

A tal proposito, nonostante il Piano Nazionale Demenze sia stato approvato ormai da due anni, sono ancora molti i nodi da sciogliere per migliorare le cure e l’assistenza ai malati, dal momento che l’autonomia delle Regioni in materia di spesa sanitaria, ha causato una spaccatura tra chi ha scelto d’investire fondi nella malattia, e chi invece ha preferito aspettare.

Ecco che lo Stato, ma soprattutto i comuni, gli enti più vicini fisicamente ai cittadini, scendono in campo, con iniziative molto valide, come quella sposata dall’amministrazione cosentina e non solo, visto il successo che ha riscontrato anche il altri comuni calabresi, come Amantea, Vibo Valentia, Melito Porto Salvo, fino alla città dello stretto, Reggio Calabria.

Una goccia in mezzo al mare? Probabilmente sì, bisogna che la politica stanzi maggiori finanziamenti, così da garantire più servizi, ed una vita dignitosa ai cittadini affetti dalla malattia.

Ma, tornando al Café, chi può accedere al servizio?

Possono fare richiesta, le persone affette da Alzheimer, che siano autosufficienti e non allettate, e le loro famiglie, residenti in uno dei comuni dell’ambito territoriale sociale. Saranno seguiti poi, da personale preparato, e potranno usufruire delle attività organizzate appositamente per loro, mentre i familiari, o chi assiste il malato, in uno spazio diverso, avranno la possibilità di interagire con personale qualificato per confrontarsi sulle modalità di relazionarsi con i propri congiunti, condividere esperienze, preoccupazioni, soluzioni. (mm)

 

COSENZA – Si presenta il libro “Santi e Beati in Calabria”

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 19, nella Basilica Minore Santa Maria della Consolazione, sarà presentato in anteprima nazionale il libro Santi e Beati in Calabria di mons. Luigi Renzo ed edito da Progetto 2000.

L’evento conclude i festeggiamenti del 2023 per il venerabile padre Gesualdo Melacrinò di Reggio Calabria.

Alla presentazione interverranno: il ministro provinciale dei Frati minori Cappuccini della Calabria, padre Pietro Ammendola, con una sua introduzione; subito dopo il saluto di Giusi Princi, vicepresidente della Giunta regionale della Calabria e a seguire una conversazione tra l’editore Demetrio Guzzardi e mons. Luigi Renzo.
Il libro è «un mosaico di bellezza e di esemplarità», che costituisce il miglior panorama della terra di Calabria, benedetta dalla testimonianza dei suoi santi” come ha scritto nella sua nota di apertura al volume il cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto emerito della Congregazione per le cause dei santi.
Ma quanti sono i santi e i beati calabresi? Mons. Renzo in questo suo accurato lavoro cita oltre 260 personalità, di quasi tutti viene pubblicata un’immagine a colori, rendendo il testo molto gradevole al lettore.  Per i santi del primo millennio oltre i 6 papi originari del Bruzio, ne vengono presentati 74, tra cui: Santa Domenica di Tropea, San Fantino il cavallaro, Sant’Arsenio di Armo, San Leoluca, Sant’Elia il giovane e Sant’Elia lo speleota e poi San Nilo e San Bartolomeo di Rossano, San Gregorio di Cassano, San Nicodemo di Mammola, San Ciriaco di Buonvicino, San Giovanni Thèriste, San Basilio Scamardi.
Per i santi del secondo millennio spiccano: San Bruno il certosino, San Bartolomeo da Simeri,  San Leo di Bova, San Cipriano di Reggio e poi i 7 francescani martiri a Ceuta, San Francesco di Paola, Sant’Umile di Bisignano, San Nicola Saggio di Longobardi, Sant’Angelo d’Acri e San Gaetano Catanoso.
Ben 85 nominativi sono presenti nella sezione dedicata ai beati: Cassiodoro, Gioacchino da Fiore, i martiri gesuiti calabresi in Giappone e poi la beata Elena Aiello (a monaca santa di Cosenza), il beato Francesco Maria Greco di Acri e il beato Francesco Mottola di Tropea, questa parte è chiusa dalle ultime due beate catanzaresi: Maria Antonia Samà detta la monachella di Serra San Bruno e Nuccia Tolomeo.
Il volume si conclude con la rassegna di tutte le cause di beatificazione accreditate presso la Congregazione dei santi suddivise per le 12 diocesi calabresi; che attualmente interessano 31 servi di Dio; inoltre vengono presentate altre 34 personalità e “testimoni del Vangelo” che hanno illuminato il Paradiso calabrese. (rcs)

Cosenza vista attraverso un concorso di idee progettuali degli studenti dell’Unical

di FRANCO BARTUCCIPer il  Corso di Tecnica Urbanistica del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile dell’Università della Calabria, di cui n’è titolare nell’insegnamento il prof. Mauro Francini, in continuità con quanto realizzato negli anni precedenti, è stato organizzato un concorso di idee-progetto per la  valorizzazione e rigenerazione della città di Cosenza.

L’evento di presentazione delle 12 proposte progettuali realizzate dagli studenti e la proclamazione dei progetti vincitori del concorso si terrà sulla piattaforma Microsoft Teams il 30 gennaio alle ore 18,00. Il Link per il collegamento all’evento è il seguente: https://dinci.unical.it/teams/30012023

Il programma dei lavori prevede alle ore 18,00 l’apertura dei lavori ad opera del prof. Mauro Francini ed a seguire interverrà il prof.Roberto Gaudio, direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università della Calabria.

Subito dopo ci sarà la presentazione della mostra virtuale a cura dell’ing. Carolina Salvo, Tutor del Corso, con una visione virtuale della stessa. Per le 19,00 è prevista la premiazione dei progetti vincitori con gli interventi degli studenti ed un relativo dibattito. L’incontro sarà concluso dall’intervento del Sindaco di Cosenza, Franz Caruso.

 A parlare dell’esperienza del corso e dei lavori svolti dagli studenti si è sentito  il prof. Mauro Francini per elencare i contenuti ed il significato stesso dell’iniziativa. Questa la sua analisi: «Investire in progetti di rigenerazione urbana significa investire nello sviluppo del territorio e quindi nell’intero tessuto produttivo. Per tal motivo è indispensabile contribuire a stimolare dei processi concreti di rigenerazione urbana rispondendo, da un lato, alla richiesta di alta formazione e dall’altro, alla definizione di un luogo fisico rinnovato dove moltiplicare occasioni di scambio culturale, rispettando i parametri generali della sostenibilità e della sicurezza».

«Per fare ciò, però – ha aggiunto – occorre avere chiaro il quadro d’insieme e gli obiettivi strategici che si vogliono raggiungere, senza correre il rischio di procedere al contrario, ovvero per singoli interventi non coordinati tra loro che rischiano di determinare risultati inadeguati che spesso possono avere effetti controproducenti».

«Le 12 proposte progettuali realizzate dagli studenti  – ha spiegato – riguardano la ridefinizione di un integrato quadro compositivo dei contesti della città di Cosenza, attraverso metodologie volte alla valorizzazione di corrette forme di riuso e riqualificazione, su cui costruire il confronto con i diversi “saperi” che vivono direttamente e indirettamente tali luoghi».

«Per tal motivo – ha proseguito – si è fatto riferimento a modelli di sviluppo sostenibili, utili a contrapporsi all’inevitabile percorso di desertificazione in atto, associando ai progetti di trasformazione fisica processi di mobilitazione e inclusione sociale in quanto la storia recente dell’urbanistica ci insegna che siamo di fronte a un cambio di paradigma della rigenerazione urbana, e soprattutto che con i tradizionali strumenti urbanistici non si possono affrontare le nuove sfide che la società contemporanea richiede».

«La riqualificazione di un qualsiasi contesto urbano, soprattutto se caratterizzato da fragilità evidenti come quelle presenti all’interno del centro storico di Cosenza – ha detto ancora – non può, inoltre, prescindere da azioni mirate di messa in sicurezza e di riduzione del rischio. A tal riguardo, si vogliono ricordare alcuni interessanti risultati conseguiti all’interno di una ricerca condotta dal Laboratorio di Pianificazione Territoriale dell’Università della Calabria insieme al Politecnico di Torino. Nello specifico la modellazione, che ha riguardato circa 2.300 edifici dell’intero centro storico di Torino e 800 nel Comune di Rende, ha permesso di definire determinati gradi di resilienza strutturale, a valle della quale è stata individuata la viabilità strategica con gli interventi prioritari da realizzare per la messa in sicurezza delle infrastrutture».

«Tutto ciò è in linea, altresì, con quanto ormai condiviso nel dibattito nazionale e internazionale – ha detto – ovvero che non si può prescindere da qualsiasi intervento di rigenerazione senza investire sulla prevenzione, considerato che questa politica è sempre più “conveniente” rispetto a probabili successive operazioni “postume”. Ulteriori elementi di criticità dei progetti di rigenerazione urbana sono determinati da una carente dotazione di progettualità della sfera pubblica e da una scarsa capacità di spendere le risorse disponibili, dalla farraginosità delle procedure, da un complicato quadro normativo, da una tendenza alla settorializzazione e da un drammatico impoverimento della filiera pubblica. Il disegno e la ridefinizione dello spazio pubblico, che deve essere accessibile, attrattivo e multifunzionale, sono, infatti, fondamentale per rigenerare aree caratterizzate da fenomeni di degrado e di marginalità e per garantire ai cittadini una nuova “qualità dell’abitare”. Il recupero e il riuso di aree interstiziali, di spazi interclusi, di terreni incolti e di aree dismesse e inutilizzate per la produzione e il disegno dello spazio pubblico assume, nello specifico, un ruolo centrale per il rilancio economico e sociale dei contesti urbani». 

«Alcune esperienze positive realizzate sia in Italia che in Europa – ha spiegato ancora – hanno dimostrato che il successo degli interventi di rigenerazione urbana dipendono in buona misura dalla robustezza della regia pubblica, dall’utilizzo del partenariato pubblico privato, della partecipazione e dalla capacità di gestione di fondi appositamente dedicati attraverso programmi e piani che regolano l’utilizzo di tali risorse».

«Su tali premesse, all’interno del corso di Tecnica Urbanistica del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università della Calabria, è stato organizzato un concorso di idee-progetto volto a proporre soluzioni di rigenerazione urbana della città di Cosenza. Le 12 proposte progettuali realizzate, frutto del lavoro degli studenti del corso, sono state rivolte alla ridefinizione di un quadro compositivo integrato dei contesti oggetto di studio attraverso metodologie volte alla valorizzazione di forme corretto di riuso. Esse racchiudono la sintesi – ha concluso il prof. Mauro Francini – di un percorso definito attraverso la raccolta di una molteplicità di saperi che hanno determinato soluzioni indirizzate a consolidare il legame tra tradizione e innovazione».

Per la presentazione dei lavori come in precedenza chiarito è stata organizzata una mostra virtuale delle 12 proposte progettuali illustrate dagli studenti che si consiglia di seguire sulla piattaforma MTeams accessibile a tutti collegandosi al Link sopra riportato. 

I Progetti vincitori del concorso  saranno individuati da un’apposita commissione giudicatrice così composta: Avv. Franz Caruso, sindaco di Cosenza; Arch. Margherita Eichberg, Ispettore Centrale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Arch. Pasquale Costabile, Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Cosenza; Ing. Marco Saverio Ghionna, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza; Ing. Gustavo Coscarelli, libero professionista; Prof. Mauro Francini, docente  del Corso di Tecnica Urbanistica, Unical; Prof. Roberto Gaudio, Direttore Dipartimento di Ingegneria Civile, Unical; Prof. Fabrizio Greco, Coordinatore del Corso di Laurea in Edile-Architettura, Unical; Prof.ssa Gabriella Mazzulla, Coordinatrice del Corso di Laurea Ingegneria Civile, Unical; Ing. Salvatore Orlando, docente Unical; Ing. Gianfranco Salfi – Dipartimento Ingegneria Civile, Unical; Ing. Carolina Salvo, Tutor del Corso di Tecnica Urbanistica, Unical; Ing. Alessandro Vitale, docente del Dipartimento di  Ingegneria Civile, Unical(fb)

“Ai margini della Memoria”, l’evento di riflessione con Cgil e Arci Cosenza

Domani pomeriggio, a Cosenza, a Piazza della Vittoria, a partire dalle 16, è in programma l’iniziativa Ai margini della memoria. Si tratta di un evento di riflessione organizzato da CgilArci in occasione della Giornata della Memoria.

Dopo i saluti iniziali del Segretario Generale Cgil Cosenza, Massimiliano Ianni e del Presidente Arci Cosenza, Silvio Cilento, prenderà la parola il Segretario Generale Cgil Calabria, Angelo Sposato. Nel corso dell’evento si terrà il Reading di storie e immagini dell’Olocausto a cura di Irene De Benedittis e Francesco Messina.

Seguirà l’intervento di Giusi Tordo sulle lavoratrici sessuali e quello di Gina Venneri su Transessualità e dissidenza politica. La storia di Lucy Salani.  Si parlerà, anche, di disabilità con Roberto Giacomantonio e Simone Paolo Crocco. A chiudere il docufilm Il senso di Hitler 2020(rcs)