Dieci anni di Cosenza Comics: 20 mila visitatori alla manifestazione

Sono stati oltre 20 mila i visitatori, provenienti da Sud e non solo, ad essere andati Cosenza Comics, svoltosi nei giorni scorsi. L’edizione di quest’anno ha avuto come titolo Celebration, proprio in occasione del decimo compleanno dell’originale festival dedicato al fumetto e alla cultura pop più grande in Calabria.

Tra gli ospiti principali di questa edizione spiccavano Jacopo Calatroni, doppiatore di numerose opere di animazione, telefilm e videogiochi; Domenico Guastafierro, conosciuto come CavernadiPlatone, scrittore di manga e content creator; Kurolily, conduttrice televisiva e radiofonica nonché streamer di successo e i ragazzi di InnTale, progetto multimediale dedicato al mondo dei GDR.

Per festeggiare al meglio insieme ai visitatori, numerosi concerti hanno arricchito le due serate di festival. Nella serata di sabato si sono esibiti i Joanna, la Disney Punk Rock Band che ha suonato per la prima volta in Calabria omaggiando l’immaginario Disney. Mentre, domenica è stato il turno del pianista Edoardo Brugnoli e del sassofonista Gax Win, che hanno deliziato il pubblico con le note di alcuni dei brani più famosi della storia dei cartoni animati. A chiudere la giornata di domenica sono stati i The Spleen Orchestra, che hanno celebrato l’universo di Tim Burton con il loro incredibile show musicale. Grandissimo successo anche per le attività dedicate al mondo videoludico – che ha contato numerosi tornei dedicati sia al mondo dei videogiochi che delle trading card – e per il l’area esterna, ricca di attività legate all’immaginario fantasy e alla rievocazione storica.

Cosenza Comics continua ad affermarsi come un punto di riferimento per i giovani calabresi, un evento destinato a crescere e a raccogliere nuovi utenti tra le fila dei fan affezionati. Un evento che valorizza al massimo il lavoro degli artisti locali, per questo motivo a loro è stato dedicato un ampio spazio non solo durante durante il weekend di fine maggio, ma anche al Museo del Presente. Infatti, l’evento non finisce qui perché Cosenza Comics continuerà fino al 29 giugno con le mostre al Museo del Presente dove ogni weekend è previsto l’intervento di un ospite sempre nuovo. (rcs)

COSENZA – Sopralluogo del sindaco Caruso al Planetario

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha effettuato un sopralluogo al Planetario “Giovan Battista Amico” per verificare le condizioni della struttura e dell’attrezzatura ottica e meccanica, dopo gli atti di vandalismo perpetrati all’interno del Planetario in più occasioni, l’ultima delle quali nella prima settimana del mese di maggio.

Assieme a lui, gli ingegneri informatici-planetaristi Angelo Mendicelli e Vincenzo Ragusa e alla dottoressa Angela Zavaglia, ricercatrice in astronomia e Direttore scientifico del Parco astronomico “Lilio” di Savelli, in provincia di Crotone.

Si è proceduto ad una ricognizione sommaria dei danni sofferti dalla struttura e dalla strumentazione ottica. Sarà necessario, però, un nuovo sopralluogo con gli esperti e i tecnici della Zeiss, l’azienda tedesca fornitrice della strumentazione. Si ricorda che il Planetario “Giovan Battista Amico” monta uno Starmaster Zmp della Zeiss, unico in Italia e tra i migliori d’Europa, capace di proiettare nella cupola fino a 4000 stelle.

Il Caruso, nel ringraziare gli esperti che lo hanno affiancato durante il sopralluogo, ha fermamente sottolineato che «la volontà dell’Amministrazione comunale è non solo quella di far ripartire il Planetario “Giovan Battista Amico”, ma anche di farlo diventare un’eccellenza per le sue caratteristiche strutturali e tecnico/strumentali a livello nazionale ed europeo. Avevamo registrato già la disponibilità dell’Università della Calabria, alla quale guardiamo con interesse, nell’ottica della sinergia istituzionale già sperimentata in altre occasioni, come per l’arrivo nel centro storico dei corsi di scienze infermieristiche, anche per il riavvio del Planetario quale polo attrattore della scienza e della conoscenza».

«E, proprio in virtù di queste considerazioni – ha proseguito – non rinunceremo a far sì che l’Università della Calabria giochi un ruolo di guida scientifica per il territorio, proponendosi ancora una volta per la progettazione e la realizzazione di un innovativo piano delle attività scientifiche del Planetario di Cosenza».

A proposito degli episodi di vandalismo di cui è stato fatta oggetto la struttura, Caruso li ha aspramente condannati definendoli «un deprecabilissimo accanimento nei confronti di un bene pubblico che andava rispettato e salvaguardato, ma l’inciviltà umana non ha confini e spesso dà prova della sua smisurata ferocia».

Al termine del sopralluogo è stato constatato che la struttura ha bisogno anche di interventi esterni e a questo proposito il primo cittadino non ha escluso di valutare attentamente l’esecuzione delle opere e «se dovessero emergere delle difformità rispetto alle realizzazioni previste, che potrebbero essere state effettuate non a regola d’arte – ha detto il sindaco – l’Amministrazione potrebbe rivalersi sulle imprese esecutrici».

«Il Planetario – ha ricordato – ha funzionato da ottobre 2019 fino a febbraio 2020. Il modello di gestione sperimentale che era stato sbandierato si interruppe per l’arrivo del Covid e della pandemia. Prima dell’avvento del covid si tennero una serie di lezioni-spettacolo per le scuole con i dottorandi del Dipartimento di fisica dell’Università della Calabria. Mentre, di sera, si alternavano i docenti dello stesso dipartimento, insieme a professionisti, sia interni che esterni. Un gruppo di lavoro, di cui hanno fatto parte anche gli ingegneri Mendicelli e Ragusa e la dottoressa Zavaglia, le cui attività erano concentrate anche nel week-end».

«Il Planetario si era candidato a diventare un prezioso strumento di attrazione per le scuole e ancora oggi, nonostante la chiusura, continuano ad arrivare richieste di scolaresche che intendono prenotare le visite guidate. L’auspicio – ha concluso Franz Caruso –è che dopo la verifica delle condizioni in cui versano le strumentazioni, si possa studiare, con l’aiuto anche di chi oggi è venuto con me a rendersi conto dello stato dell’arte del Planetario, un piano di ripartenza che gli restituisca dignità, facendolo diventare realmente un fiore all’occhiello della città e di tutta l’area vasta cosentina, oltre che della Calabria e dell’intero Mezzogiorno d’Italia». (rcs)

Il sindaco di Cosenza Caruso: Rilanceremo e valorizzeremo i monumenti della cultura della città

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha ribadito come «il rilancio del Planetario, della Biblioteca Civica e dell’Accademia Cosentina sono un obiettivo, tra i più importanti, che perseguo nell’azione amministrativa che sto portando avanti e che intendo raggiungere, superando gli annosi problemi ereditati».

«Cosenza – ha proseguito Franz Caruso nel corso del convegno  sulla figura di Gaetano Bernardino Scorza nella Biblioteca del Liceo Scientifico “G.B. Scorza” – era vista come l’Atene della Calabria per la sua tradizione culturale che affonda le  radici nell’opera di Parrasio, iniziatore dell’Accademia Cosentina, e di Bernardino Telesio che ne prese le redini portandola ai massimi splendori, per spaziare successivamente in diversi altri ambiti, non ultima l’astronomia con Giovan Battista Amico a cui è intitolato il Planetario. Non possiamo, dunque, dimenticare o far disperdere quelli che sono i monumenti della cultura della nostra città».
«L’Accademia Cosentina, tra le prime fondate in Europa – ha detto ancora – è attualmente oggetto di un recupero strutturale a cui abbiamo dedicato corposi finanziamenti del Cis, mentre sin dal mio insediamento e nonostante il dissesto finanziario ereditato ho garantito alla Biblioteca Civica  già 100 mila euro di risorse finanziarie. Si pensi che  erano molti anni che il Comune non versava la quota (utile al sostentamento della Biblioteca Civica) cui per Statuto è tenuto e che sarà  garantita fino a quando ci sarò io alla guida dell’Ente».
Per quanto riguarda il Planetario, il sindaco Franz Caruso ha annunciato un sopralluogo con l’astronomo Angela Zavaglio per definire gli interventi volti a restituire l’importante struttura, inaugurata monca come tante altre opere, alla fruibilità dei cittadini.
«Per la messa in funzione del Planetario – ha detto il primo cittadino – certamente ci avvarremo dell’apporto dell’Università della Calabria, ma insieme ad essa il Liceo “G.B. Scorza” potrà, se lo vorrà, rappresentare un interlocutore privilegiato per una sinergia istituzionale che possa portare il Planetario al centro di tutta una serie di iniziative utili a far primeggiare in questo campo la nostra città all’interno del Mezzogiorno del Paese».
Caruso, nel salutare calorosamente i presenti, tra cui alcuni suoi ex professori, ha ricordato  gli anni trascorsi da “scorzino” nella sezione A.
«Sono orgoglioso, da ex alunno del Liceo Scorza e non solo da sindaco – ha concluso – di aver preso parte a questa iniziativa- ha sostenuto Franz Caruso – Questo luogo, che ha formato me e tantissime altre generazioni di studenti che oggi sono diventati  professionisti e personalità che danno lustro a Cosenza, mi è molto caro. Sono contento ed emozionato ogni qualvolta ritorno qui. Oggi più che mai perché ho rivisto tanti professori e volti amici». (rcs)

COSENZA – Sabato si celebra la Giornata dell’Africa 2024

Sabato 25 maggio, a Cosenza, nell’Aula Magna del Polo Scolastico di Piazza Cappello, si terrà una iniziativa per celebrare la Giornata dell’Africa, organizzata dall’Associazione Stella Cometa Odv e la Consulta Intercultura della Città di Cosenza.

La Giornata dell’Africa 2024 viene celebrata ogni anno per commemorare la fondazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana. Al centro, una riflessione sui successi dell’Africa, sulle sfide che il continente deve affrontare e sulla riaffermazione dell’impegno verso l’unità africana e lo sviluppo sostenibile.

L’intento è dare voce alle persone provenienti da questo continente che lavorano o studiano nelle nostre città. Nel quadro di sviluppo socioeconomico del Continente, promosso dall’Agenda 2063, vi è il raggiungimento di un’Africa stabile e sicura attraverso un rafforzamento dell’attività di prevenzione e gestione dei conflitti.

L’incontro prevede gli interventi di Hichem Kaba, consulente esperto di immigrazione; Malik Dem, esperto di sviluppo impianti di estrazione degli idrocarburi; Mazi E. Ugwu, segretario finanziario delle persone originarie del Biafra in Italia e Jean M. Sinzinkayo, ingegnere e fondatore di Irced, centro di ricerca in ingegneria per uno sviluppo sostenibile in Burundi. Si parlerà del ruolo dell’Algeria nella risoluzione della crisi migratoria nel Sahel, del tema degli idrocarburi in Senegal, della storia della guerra civile in Nigeria e della diaspora burundese, riconciliazione nazionale e processo di sviluppo.

Contribuiranno al dibattito don Battista Cimino, missionario in Africa e presidente di Stella Cometa e Nicolò Sivini, direttore di Gao-Cooperazione Internazionale e le associazioni o Enti del territorio che lavorano in Africa (AseCo, La Terra di Piero, Moci, Ri-ForMap, Opera don Bonifacio-Azione Verde, Migrantes Cosenza, Il Paradiso dei Poveri). A moderare sarà Berny Nanga, social media manager. È previsto un aperitivo africano. (rcs)

COSENZA – Domani l’incontro “La strage di Capaci e l’attacco delle mafie allo Stato”

Domani mattina, alle 10.30, a Cosenza, nella Biblioteca “Stefano Rodotà” del Liceo Telesio, si terrà l’incontro La strage di Capaci e l’attacco delle mafie allo Stato, organizzato dal Presidio Libera di Cosenza “Sergio Cosmai” in collaborazione con il liceo classico ”Bernardino Telesio” di Cosenza, a pochi giorni del 32esimo anniversario dell’attentato a Giovanni Falcone.

L’iniziativa è patrocinata dall’Osservatorio Falcone-Borsellino, dall’Associazione Antiracket “Lucio Ferrami” e dal Circolo della Stampa di Cosenza “Maria Rosaria Sessa”.

Il giornalista e scrittore Arcangelo Badolati dialogherà con Giuseppe Lombardo, procuratore aggiunto al tribunale di Reggio Calabria, con Fabio Rao, regista del docufilm su Sergio Cosmai, con Anna De Luca e Alfredo Lio, moglie e figlio di Renato Lio, Medaglia d’oro al valor civile alla memoria. (rcs)

COSENZA – Venerdì l’Aghia Sophia Fest

Venerdì 24 e sabato 25 maggio, nell’area 3 dei BoCs Art di Cosenza, si terrà la quarta edizione dell’Aghia Fest, la kermesse culturale ideata e realizzata dall’Associazione culturale Il filo di Sophia, che vuole promuovere momenti di riflessione e di incontro, performance ed esposizioni artistiche, con un approccio orizzontale, trasversale, aperto alla contaminazione dei saperi.

Ricchissimo il programma di quest’anno, che prevede dibattiti, teatro, confronti su temi di stringente attualità, concerti, dj set, laboratori per l’infanzia e mostre d’arte.

Si parte venerdì 24 maggio alle 17 con l’incontro “Le città invivibili. Il futuro degli spazi urbani” con Giorgio De Finis (discussant Giuseppe Bornino)

Seguirà “Dilaga ovunque. Street art e pubblicità dello spazio con Vanni Santoni (discussant Giacomo Marinaro e Amaele Serino).  Ci sarà poi Militanza Grafica live in Enigma. Il gioco della lotta

A seguire i live di Carcano, Scum, Bangkok Trance Drop e il dj set di Contatto elettronico. 

Sabato 25 maggio si inizia sempre alle 17 con l’incontro Spettri di informazione. Manipolazione, censura e scomparsa dei diritti con Karem Rohana (discussant Carla Monteforte)

Segue Vogliamo tutto. Cronache da una società ingiusta e indifferente con Flavia Carlini (discussant Vittoria Morrone)

La serata proseguirà con il concerto di Max Collini (Offlaga Disco Pax) e Jukka Reverberi (Giardini di Mirò) live in Storie di Antifascismo senza retorica. Dopo di loro il dj set di Fabio Nirta. 

Durante entrambe le giornate area food&drink, mostre a cura di Accademia delle Belle Arti di Catanzaro, Flop Magazine, Giuseppe Apollonio, laboratori per l’infanzia a cura di Raccontami e Crescimondo, piccolo mercato dell’arte e dell’artigianato.

COSENZA – Si presenta il libro “Figli traditori” di Arcangelo Badolati

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 18.30, nella terrazza Pellegrini, sarà presentato il libro Figli traditori: I rampolli dei bossi in fuga dalla ‘ndrangheta di Arcangelo Badolati edito da Pellegrini Editore.

Intervengono Vincenzo Capomolla, procuratore distrettuale di Catanzaro, Ervole Giap Parini, direttore Dipartimento Scienze Politiche e Sociali dell’Unical. Introducono e moderano Cinzia Falcone e Ginevra Vercillo. Le letture sono a cura di Federica Montanelli. Sarà presente l’autore.

La mafia calabrese sta cambiando, travolta dalle trasformazioni avvenute lentamente nel suo nucleo fondativo e centrale: la famiglia. Il processo innescato appare graduale ma inesorabile. I figli non sono più disposti a condividere il destino dei padri e dei nonni e scelgono di “tradire” collaborando con lo Stato. Le loro confessioni fanno luce su efferati delitti e descrivono gli interessi e gli affari della ’ndrangheta presente in tutto il mondo. (rcs)

 

Successo a Cosenza per il convegno scientifico della Fondazione Lilli Funaro

Si è concluso, con successo, nel Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza il 18esimo Convegno scientifico della Fondazione Lilli Funaro, dal titolo Come far convivere ricerca, assistenza e cura in un sistema sottofinanziato: rapporto tra programmazione e risorse, diretto dal dott. Maurizio Berardelli.

I lavori si sono aperti con l’intervento di  S.E. Giovanni Checchinato, vescovo di Cosenza, che ha affidato ai presenti la sua riflessione sul potere unificante della solidarietà e dell’amore in cui si muovono ricerca scientifica e assistenza sanitaria.

L’evento scientifico ha rappresentato uno spazio di networking tra gli esperti del settore che, attraverso la loro esperienza professionale, hanno anche provato a delineare percorsi utili ad affrontare le sfide della ricerca e dell’assistenza sanitaria in un contesto di risorse limitate.

Le due giornate sono state animate dall’esposizione di temi clinici e scientifici rilevanti e di attualità, grazie alla partecipazione di numerosi professionisti della medicina e della ricerca universitaria.  Interventi qualificati in una serie di sessioni mirate, che hanno spaziato dalle innovazioni nella ricerca oncologica alla prevenzione e diagnosi precoce delle malattie; dalla responsabilità civile dei professionisti sanitari ai vantaggi dell’IA in chirurgia. In questo contesto, la presenza dei tanti giovani ricercatori calabresi in campo oncologico ha espresso una platea generazionale molto promettente che si sta dedicando a una ricerca preclinica di grandi prospettive a cui si addice la dizione di ricerca traslazionale, quella che trasforma le scoperte scientifiche di studi di laboratorio in nuovi strumenti clinici e applicazioni che migliorano la salute umana, riducendo l’incidenza, la morbilità e mortalità delle malattie. Con i lavori del convegno si è evidenziato che la Calabria, con le sue università, è in una fase di crescita importante. In particolare, di grande rilievo, è aver costruito questo scenario scientifico emergente in contemporaneità dell’avvio della Scuola di Medicina e Tecnologia Digitale dell’Unical, con l’obiettivo di formare i medici del futuro, dotati di conoscenze scientifiche, ma anche di competenze bioinformatiche, ingegneristiche e di intelligenza artificiale. In tal senso, la convinzione dei relatori è che l’interazione tra ricerca preclinica e clinica può certamente dare una produttività inaspettata, proprio perché espressa da un incubatore formativo che racchiude tante anime disciplinari.

L’evento della Fondazione Lilli coglie proprio questa fase di importante transizione, che vede la ricerca tradizionale proiettata e più vicina al versante clinico, cioè al momento prognostico e terapeutico.

Un momento particolarmente significativo del convegno – e ciò che rappresenta il nucleo dell’attività della Fondazione Lilli Funaro –  è stata l’assegnazione delle borse di studio e dei premi ai giovani ricercatori calabresi. La Fondazione, come accade ormai da vent’anni, ne ha conferite due, ciascuna del valore di cinquemila euro, per supportare progetti di ricerca oncologica di base e traslazionale: la ‘Borsa di studio Lilli Funaro’ al giovane ricercatore Ennio Pietramala per il suo progetto su ‘Obesità e Trasformazione Neoplastica Mammaria: Ruolo delle Vescicole Extracellulari’, mentre a   Martina Forestiero è stata attribuita la ‘Borsa di studio Santina Bavasso’ per la ricerca su ‘New therapeutic perspectives with anti-ITGA6 monoclonal antibodies for molecular therapy of breast cancer: pre-clinical experimental models’.

Sono stati riconosciuti, inoltre,  il Premio Francesco Cardile e il Premio Irene Mancuso, ciascuno del valore di mille euro, per le migliori comunicazioni di ricerca oncologica: il primo è stato assegnato a Carmen Altomare su ‘Effects of the N-docosahexaenoyl ethanolamine and Doxorubicin in affecting progression and chemoresistance in Triple Negative Breast Cancer’; il secondo a Emine Tasan su ‘The Crosstalk between Tumor Stroma Components and ESR1 Mutant Breast Cancer Cells Remodels Tumor Microenvironment and Enhances Tumor Growth and Progression’.

Michele Funaro, rappresentante della Fondazione Lilli, ha espresso grande soddisfazione per l’esito del convegno e per l’opportunità di contribuire alla ricerca scientifica. «Questo rappresenta per noi una meravigliosa occasione di condivisione e crescita collettiva. Siamo profondamente gratificati nel vedere come il nostro impegno nel sostenere i giovani ricercatori calabresi porti frutti concreti. La bellezza di contribuire alla ricerca risiede non solo nei risultati ottenuti, ma anche nell’ispirazione e nella motivazione che riusciamo a trasmettere alle nuove generazioni».

«La Fondazione Lilli – ha concluso – continuerà con dedizione a promuovere la ricerca scientifica e a supportare i giovani talenti, perché crediamo fermamente che investire nella loro formazione e nei loro progetti significhi costruire un futuro migliore per tutti». (rcs)

COSENZA – A Palazzo Arnone prosegue la mostra dedicata all’artista Antonio Pujia Veneziano

Prosegue, con successo, a Palazzo Arnone di Cosenza, prosegue la mostra Natura, dedicata all’artista Antonio Pujia Veneziano.

L’evento è stato promosso dall’associazione Aleph Arte Aps in collaborazione con la Direzione Regionale Musei della Calabria, diretta dal dott. Filippo Demma. La mostra dall’alto valore artistico e culturale si  inserisce integralmente nell’ottica delle attività contemplate dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, che prevede forme e modi per l’utilizzazione non onerosa di beni mobili e immobili per manifestazioni e  iniziative temporanee di grande pregio. 

Alla presentazione della mostra, oltre all’artista sono intervenuti: la dott.ssa Rossana Baccari, direttrice della  Galleria Nazionale ed i curatori prof. Andrea Romoli Barberini docente di Storia dell’Arte moderna e  contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e il dott. Domenico Piraina Direttore di Palazzo Reale di Milano. 

Gli interventi hanno voluto sottolineare il lavoro di oltre cinquanta anni di ricerca di Antonio Pujia Veneziano che, pur operando lontano dai circuiti accreditati dell’arte, nei quali più facilmente e più spesso gli artisti sono  premiati dal mercato e dal successo, si è contraddistinto tra gli addetti ai lavori per il suo linguaggio attuale  e originale. 

La Direttrice Rossana Baccari si è soffermata sul ruolo del Museo come luogo privilegiato per la ricerca, la  sperimentazione, il dibattito pubblico e l’incontro comunitario e l’importanza di poter ospitare la mostra di  un importante artista contemporaneo dello spessore di Antonio Pujia veneziano nella Galleria Nazionale di  Cosenza, nel quale si trovano esposte le opere dei più importanti pittori nati in Calabria ed artisti napoletani,  insieme al nucleo costituito dalle opere di Mattia Preti e Luca Giordano, senza dimenticare la sezione di opere  grafiche di Umberto Boccioni e delle varie raccolte, fino alle espressioni artistiche contemporanee del  territorio. 

In particolare, Domenico Piraina, ha rimarcato che «Pujia, intellettualmente e filosoficamente cosciente di  un così evidente cambiamento d’epoca, intraprende il suo personale itinerario nomadico: parte dalla cultura  contemporanea e arriva all’arte primordiale e ancestrale dove trova il gesto e il segno; spazza via il superfluo,  le superfetazioni, le costruzioni razionali e si identifica con gli aspetti primari dell’agire umano: il gesto e il  segno, costituenti primari della pittura. Entrambi simboli di vita e di esistenza, rappresentano “l’essere nel  mondo”, il movimento e la sua impronta, l’esecuzione e la trascrizione della volontà e dell’idea».

Andrea Romoli Barberini, ha puntualizzato l’originalità del linguaggio dell’artista, partualizzando che: “Esprimere pittoricamente il concetto di natura è per Pujia Veneziano quasi un pretesto pittorico per  cimentarsi, in una declinazione della rappresentazione complessa e personalissima che nel negare, con  l’astrazione, l’antico principio mimetico, da lui adottato fino agli anni Ottanta con il genere del paesaggio,  cerca, ormai da anni, di quella stessa natura le cause prime, fondanti, originarie e le sue segrete dinamiche 

generative e vitali. La matrice informale delle sue stesure e dei suoi impasti, di variabile densità, se destinati  alla carta o alla tela, e dominati dall’infinita e sapiente scala dei grigi, è infatti sovente funzionale alla  restituzione di spazi profondi abitati da segni semplici ed enigmatici ad un tempo che rinviano a forme latenti  e simboli ancestrali. Una pittura quindi, questa di Pujia Veneziano, che si palesa come connotata da una  profonda spiritualità, sottolineata talvolta dall’uso del blu e dell’oro, e che, come nelle sue Disvelature,  sembra voler mostrare e dimostrare i segreti equilibri del caso e del caos. “ 

Lungo il percorso espositivo si possono ammirare opere significative, appartenenti ai diversi periodi  dell’artista: quadri su tela e carte intelate di varie dimensioni insieme ad alcune preziose ceramiche, sui temi  della Natura e dell’attuale, quanto diffusa,sensibilità ambientale, filtrati attraverso il linguaggio dell’arte  contemporanea.

Antonio Pujia Veneziano (Monterosso Calabro VV, 1953) è artista oramai conosciuto in ambito nazionale e  dalla critica del settore, avendo maturato un prezioso curriculum espositivo. Da numerosi anni realizza  progetti improntati sull’interscambio e l’integrazione, promuovendo, altresì, eventi artistici in luoghi  socialmente aperti e tessendo un profondo legame con la cultura di appartenenza. 

Tratto distintivo di tutta la sua opera è la pittura d’avanguardia, unitamente a uno sviluppo espressivo legato  all’esperienza ceramica, che da un linguaggio di matrice segnico-gestuale si è evoluta nel tempo verso una  dimensione più essenziale e minimale. 

All’attività artistica, Antonio Pujia Veneziano affianca l’interesse per la didattica dell’arte e nel 2008, su  invito del Mic, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, ha preso parte in qualità di relatore alle  giornate di studio sui laboratori didattici ispirati alla metodologia di B. Munari. Nel 2015 ha curato il  laboratorio di Arte Pubblica “Conterraneo, Memoria Identitaria e Poetica dei Luoghi” realizzato nel Borgo  di Bova (RC) e per la Sezione Urbana del Museo della Lingua Greco-Calabra “Gerard Rohlfs” ha eseguito  diverse opere in ceramica. Fra queste, l’installazione “Pirgos, ceramiche parlanti”, esposta anche nella mostra  “CHAGALL, la Bibbia”, curata da Domenico Piraina nel 2021, presso il Complesso Monumentale del San  Giovanni (CZ).  

Nel 1992, gli viene assegnata la Borsa di Studio per le Arti Visive (Progetto Internazionale Civitella D’Agliano, VT), prendendo parte al simposio residenziale internazionale per artisti europei. Inoltre, tra le varie mostre  si ricordano: 13 x 17- Padiglione Italia, rassegna itinerante a cura di P. Daverio – 2007; Tornare@Itaca, (Fondazione Mudima, Milano – 2010); 54ª Biennale di Venezia – Padiglione Italia, curata da V. Sgarbi (Villa  Zerbi, Reggio Calabria – 2011); Segni Tempo Spazio (Mostra personale antologica – Castello Ducale di  Corigliano Calabro – 2015) a cura di A. Masi; Purezza dei Segni (Mostra personale – MAON (Museo d’Arte  dell’Otto e Novecento, Rende – 2016) a cura di T. Sicoli e A. Romoli Barberini; Contributi al Novecento, da  Boccioni ai contemporanei. La collezione del Maon (Fondazione Stelline, Milano – 2018) a cura di T. Sicoli e  B. Corà; Atelier #1 – Progetto Macro Asilo (Macro – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, 2019) con la  direzione artistica di G. de Finis.  

Innumerevoli le opere in ceramica realizzate nell’ambito di progetti socio educativi ed eventi di arte pubblica  e partecipata. Molte sue opere sono state acquisite da importanti musei e documentate in prestigiose  collezioni pubbliche e private.  (rcs)

COSENZA – Lunedì si presenta il libro “La mia forza è la moderazione” di Mimmo Bevacqua

Lunedì 20 maggio, a Cosenza, alle 18, nella Sala degli Specchi della Provincia di Cosenza, sarà presentao il libro La mia forza è la moderazione di Mimmo Bevacqua, edito da Rubbettino.

All’incontro, che sarà aperto dai saluti del segretario regionale del Pd Nicola Irto e del vicepresidente del Consiglio regionale Franco Iacucci, parteciperanno amministratori, consiglieri regionali e dirigenti dei vari schieramenti politici per testimoniare la vicinanza umana e ricordare la parte di viaggio politico percorsa insieme a Mimmo Bevacqua.

Nel corso della presentazione sono inoltre previste le testimonianze di chi ha condiviso con il capogruppo scelte e battaglie, nonché un confronto aperto con gli intervenuti e i partecipanti.

“La mia forza è la moderazione”, è un libro-intervista, costruito attraverso un dialogo informale e sotto voce con Salvatore Audia, r racconta l’impegno di Bevacqua in politica fin dal suo esordio tra i giovani della Dc per proseguire e fino ai giorni nostri. Un impegno avvincente, caratterizzato da soddisfazioni e scandito da tantissime vicende, umane e politiche. (rcs)