COSENZA – L’appello di Cgil, Cisl e Uil sul Centro Covid di Rossano

La CgilCislUil lanciano un appello: che «l’attivazione del Centro Covid-19, con attività pneumologia nel P.O. di Rossano, avvenga nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza».

Nella riunione che si svolgerà domani con le Rsu e le Federazioni di categoria, la Direzione sanitaria illustrerà le modalità organizzative. «Abbiamo a più riprese, in questi giorni – si legge in una nota – evidenziato la necessità di un’adeguata dotazione di uomini e mezzi indispensabili in un centro coronavirus, insieme alla realizzazione di percorsi di sicurezza dedicati e soprattutto alla fornitura di dispositivi di protezione individuale per tutto il personale».

«È evidente – prosegue la nota – che la terza città della Calabria deve dare il suo contributo alla gestione sanitaria di questa emergenza, così come è evidente che le strutture sanitarie di Corigliano Rossano in questi anni sono state abbandonate. In tale contesto, l’ultimazione dei lavori per la creazione di un percorso dedicato che tuteli salute e sicurezza di tutti i degenti, un percorso che ci auguriamo sia rispettoso di tutte le indicazioni tecniche ministeriali, è sicuramente un fatto nuovo e positivo. Così come riteniamo necessario il potenziamento della struttura sanitaria in termini di attrezzature, posti letto e nuovo personale (medici, infermieri e operatori), senza ovviamente che ciò comporti il depauperamento di altri reparti».

«La delibera n. 379 dell’8 aprile – prosegue la nota – individua l’Ospedale di Rossano come presidio per l’emergenza con attività di Pneumologia Covid-19, prevedendo dieci nuovi posti letto, dieci nuovi posti di terapia intensiva e semi intensiva respiratoria, dieci di riabilitazione cardiologica respiratoria e sei di terapia intensiva generale che si potranno realizzare in aggiunta ai quattro già operativi. Un totale di trentasei nuovi posti letto, da dedicare in questa fase all’emergenza contagio. Al P.O. è stata assegnata anche una Tac di ultima generazione».

«Chiediamo – perché ci sembra fondamentale – che si destini, inoltre – prosegue la nota – al Pronto Soccorso nuovo personale medico ed infermieristico, per una migliore gestione della fase attuale. È evidente che quando i numeri del contagio saranno diminuiti a un livello tale da considerare superata l’emergenza, il territorio lotterà perché questi posti letto siano definitivamente assegnati alla struttura e non legati ad alcune fase di crisi. Ciò che entrerà in funzione in questi giorni, resterà anche in futuro al servizio del territorio».

«Si ribadisce – prosegue la nota – che per CGIL e CISL la realizzazione di un centro Covid-19 deve avere come condizione irrinunciabile la dotazione di idonei dispositivi di protezione individuale per tutto il personale, obbligo che, purtroppo, ancora oggi, non viene osservato. L’operatività del centro dovrà essere avviata nel pieno rispetto della salute e della sicurezza di operatori sanitari e degenti».

«Siamo consapevoli – prosegue la nota – che negli ultimi anni ci si è dimenticati di questo P.O., che il sogno del nuovo ospedale è diventato un incubo e che le carenze della sanità pubblica sono diventate la fortuna di centri sanitari e diagnostici privati. Auspichiamo che questa emergenza sia occasione per dare a tutto lo Jonio un ospedale spoke che non sia solo vuoto inglesismo, ma una struttura realmente rispondente ai bisogni sanitari di una comunità di duecentomila abitanti».

«Naturalmente – conclude la nota – visto il recente passato ci auguriamo che tutto avvenga in coordinamento con la Regione Calabria, per evitare nuovi elementi di confusione che possano disorientare i cittadini e fallire l’obiettivo di un servizio efficiente ed efficace». (rcs)

COSENZA – La Camera di Commercio stanzia risorse per sostenere le imprese cosentine

La Camera di Commercio di Cosenza stanzia, con il bando #RipartiamoInsieme, 3,5 milioni di euro, finanziabile fino a 6 milioni, con l’obiettivo di sostenere le imprese cosentine in questo momento di forte crisi di liquidità.

Con questo bando, l’Ente bruzio ha deliberato lo stanziamento di risorse più imponente della sua storia, sperando di poter così facilitare l’accesso al credito al maggior numero possibile di imprenditori, tra le decine di migliaia che si stanno trovando a dover fronteggiare una terribile emergenza finanziaria, oltre che sanitaria.

La misura varata dalla Camera di Commercio consentirà, a chi ne farà richiesta, di ottenere un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 10mila euro per coprire gli interessi derivanti dall’accensione di prestiti per importi entro i 100mila euro, con durata fino a 60 mesi (5 anni).

Tenuto conto del valore medio dei tassi praticati attualmente sul mercato, l’azione deliberata oggi potrebbe consentire di portare sul territorio fino a 200 milioni di finanziamenti a sostegno della liquidità delle imprese.

«Situazioni eccezionali – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Klaus Algieri – richiedono risposte eccezionali ed urgenti, anche in considerazione delle preoccupazioni della magistratura sugli ulteriori rischi per le imprese calabresi. Mai come in questa occasione, la Camera di commercio, la sua Giunta e il suo Consiglio, le Associazioni di categoria, l’ABI e gli Ordini professionali si sono mostrati così compatti e uniti nel dimostrare un altissimo senso di responsabilità nei confronti del loro territorio, superando ogni differenza per dare alle nostre imprese una risposta che ha davvero dell’eccezionale».

«Quelle che mettiamo in campo, e siamo la prima Camera italiana a farlo – ha proseguito il presidente Algieri – sono risorse che le imprese ci hanno affidato e che è sacrosanto restituire alle imprese in una situazione di difficoltà senza precedenti. Come componente della Task Force nazionale Unioncamere che ha contribuito alla stesura del DL Cura Italia mi sono battuto con forza perché l’intervento governativo prevedesse misure di sostegno alla liquidità e consentisse anche alle Camere di commercio di scendere in campo».

«Fortunatamente, così è stato – ha proseguito il presidente Algieri -. Il Decreto prevede la possibilità per le imprese di ottenere prestiti coperti da garanzie fino all’80% rese gratuitamente dal Fondo Centrale di Garanzia PMI e da altri soggetti. Parallelamente, consente alla Camere di Commercio di realizzare specifici interventi al  fine  di contrastare le difficoltà finanziarie delle PMI e facilitarne l’accesso al credito».

«In estrema sintesi – ha proseguito il presidente Algieri – la misura che abbiamo adottato oggi, combinata con la possibilità di accesso gratuito alle garanzie, consentirà alle imprese che ne hanno bisogno di ottenere un prestito fino a 100.000 euro coperto per l’80% da garanzie gratuite e, con il contributo della Camere di commercio, praticamente a tasso zero».

Il Bando, appena pubblicato, si caratterizza anche per l’estrema semplicità del meccanismo di partecipazione. Sarà sufficiente registrarsi al servizio gratuito Telemaco su www.registroimprese.it e allegare i pochi documenti richiesti: essenzialmente, una domanda di partecipazione e copia degli accordi contrattuali con la propria banca.

«Una risposta eccezionale, semplice e rapida – ha proseguito il presidente Algieri – dettata dalla consapevolezza che occorre agire riducendo ai minimi termini la burocrazia e liquidare le risorse richieste nel più breve tempo possibile. È per questo che abbiamo costituito una task force di personale camerale specificamente dedicata alla gestione del bando e abbiamo fatto rete con l’ABI e le Associazioni di categoria e Ordini professionali per fornire anche tutto il loro supporto alle imprese. Un’azione corale e coordinata che siamo convinti possa essere di grande aiuto a contrastare i contraccolpi di questa crisi sul nostro sistema economico locale».

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Camera di commercio di Cosenza, persona di riferimento Daniele Ziccarelli, tel. 0984 815 302, e-mail: daniele.ziccarelli@cs.camcom.it. (rcs)

COSENZA – La proposta di Unindustria per il sostegno di imprese e lavoratori

Il presidente di Unindustria, Natale Mazzuca, ha commentato i dati  i dati presentati dal Centro Studi di Confindustria, secondo cui, se la fase acuta dell’epidemia finisse a maggio, avremmo una «caduta cumulata dei primi due trimestri del 2020 del Pil del -10%, con una successiva risalita lenta ed una stima del -6% per fine anno».

«Come ha avuto modo di dichiarare il nostro presidente Boccia – ha aggiunto il presidente Mazzuca – solo i prossimi mesi ci diranno se in queste ipotesi c’è realismo o eccessivo ottimismo».

«Per la Calabria – ha proseguito il presidente Mazzuca – le previsioni sono decisamente peggiori. Stanno venendo al pettine i nodi strutturali, più volte evidenziati, ulteriormente ingarbugliati da uno stato di emergenza che sta mettendo tutti a dura prova. Alla crisi sanitaria, che sta facendo registrare l’azione eroica di chi sta combattendo sul campo e l’infinito dolore per chi non c’è più, fa il paio il peggioramento della situazione economica – sottolinea il presidente degli industriali calabresi – con implicazioni drammatiche. Che a farne maggiormente le spese sarebbero stati i territori in ritardo di sviluppo, con tassi di disoccupazione e di inattività alle stelle era purtroppo una previsione fin troppo facile».

«Proprio per queste ragioni – ha proseguito Mazzuca – occorre sostenere in maniera decisa, incisiva e tempestiva la gracile economia calabrese. Purtroppo, anche in un momento così grave, ci sono organismi, come le ASP provinciali, che con azioni amministrative del tutto incomprensibili rischiano di bloccare le attività delle imprese della sanità arrivando a non concedere la cessione di crediti certi liquidi ed esigibili, in relazione alle prestazioni già autorizzate e validate. Occorre un sovrappiù di senso di responsabilità. C’è bisogno di sostegno non di ostacoli».

Proprio in questa direzione, il presidente di Unindustria Calabria Mazzuca ed i colleghi delle sedi territoriali delle Associazioni degli Industriali di Catanzaro (Aldo Ferrara), Cosenza (Fortunato Amarelli), Crotone (Mario Spanò), Vibo Valentia (Rocco Colacchio), Reggio Calabria (Domenico Vecchio) e di Ance Calabria (Giovan Battista Perciaccante) hanno offerto alla presidente della Regione Jole Santelli un documento contenente «misure urgenti per il sostegno del sistema produttivo regionale connesse all’emergenza Covid-19».

«Oggi l’intervento più urgente per tenere in vita le imprese – ha proseguito il presidente Mazzuca – è quello di garantire un sostegno alla liquidità che deve essere pronta, a tasso zero e con tempi di restituzione medio lunghi. In questo momento, oltre alle tante ed utili misure adottate, occorre mettere in condizione tutte le imprese di poter pagare i propri lavoratori ed i fornitori. In caso contrario, lo scenario socio economico subirà effetti devastanti».

«L’altro elemento fondamentale – ha aggiunto Mazzuca – sarà garantire il flusso dei pagamenti per i crediti vantati dal sistema delle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione, a partire da quelle che svolgono servizi essenziali per la collettività. Offrire sostegno alle imprese significa agire in positivo per garantire il lavoro di milioni di persone sostenendo le rispettive famiglie».

Gli industriali calabresi auspicano il rilancio degli investimenti pubblici in infrastrutture e servizi per i territori mettendo a sistema le risorse già programmate ed assegnate per definire, insieme al Governo, il percorso per traguardare l’apertura dei cantieri. Ed ancora, la costituzione di un sistema di incentivi automatici finalizzati all’acquisto di servizi per la digitalizzazione dei processi, l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale in otticaIndustria 4.0, per il finanziamento di progetti di sviluppo innovativo, investimenti nelle infrastrutture e tecnologie ICT, nel cloud computing e nei big data e nel rafforzamento delle competenze digitali dei lavoratori delle PMI regionali».

«Passando ai settori del turismo, cultura ed ambiente – ha concluso il presidente Mazzuca – gli industriali auspicano la definizione di un progetto strategico per questa filiera fondamentale per lo sviluppo del territorio, con la costituzione di una cabina di regia dedicata che, già in questa fase, inizi a lavorare ad una campagna di comunicazione e marketing che valorizzi e rilanci pienamente la Calabria come meta turistica “four seasons». (rcs)

Graziano Di Natale: strutture a Cosenza e provincia per sfoltire gli ospedali

Il segretario-questore dell’Assemblea Nazionale, Graziano Di Natale, ha ribadito l’importanza di «costruire in provincia di Cosenza un gruppo di lavoro territoriale, guidato da infettivologi, capace di seguire in un’apposita struttura quanti sono in buone condizioni fin quando il tampone non si negativizza».

«L’iniziativa – ha proseguito Graziano Di Natale – tende ad evitare i sovraffollamenti degli ospedali a discapito di chi versa in condizioni più importanti. Per esempio, dalle Malattie Infettive di Cosenza stentano a dimettere i pazienti Covid che stanno meglio ma che hanno tampone ancora positivo perché non esiste l’infettivologo che faccia da raccordo fra l’ospedale hub e l’Asp (in collaborazione col Medico Asp)».

«Così non viene effettuata la presa in carico del paziente – ha proseguito Graziano Di Natale – e non può essere eseguita né monitorizzata la terapia di proseguimento a domicilio (con tutto il costante controllo clinico farmacologico e di laboratorio) che porti il paziente al traguardo della stabilità clinica con assenza di sintomi associata a negativizzazione del tampone (2 tamponi negativi a distanza di 48 ore): questa, esattamente è la definizione di ‘clinicamente guarito’». Conclude Graziano Di

«Ricordo che esiste un protocollo che, a domicilio – ha proseguito Graziano Di Natale – nei pazienti con tampone positivo e lievi sintomi o asintomatici, prevede che si possano somministrare antibiotici ed antimalarico che in 25 pazienti, ad esempio, ha azzerato il virus in 5 giorni! Ciò può e deve essere seguito dalla figura dell’Infettivologo di esperienza clinica. Chiamiamolo ‘Infettivologo di raccordo tra ospedale hub/Asp’. Questo, a mio parere, è il modello che non intasa ed anzi sblocca gli ospedali». (rcs)

COSENZA – Opi Cosenza: agli infermieri mancano ancora oggi i Dpi

«Siamo vicini ed esprimiamo vicinanza ai colleghi infermieri che, lavorando nelle strutture sanitarie private, percepiranno il sussidio della cassa integrazione – ha dichiarato Fausto Sposato, presidenrte dell’Ordine Professioni Infermieristi di Cosenza -. A tutti loro auguriamo di riprendere presto le retribuzioni spettanti e che si torni ad una piena regolarità contributiva, oltre che lavorativa».

«Apprezziamo la scelta – ha proseguito il presidente Sposato – di effettuare finalmente tamponi a tutto il personale sanitario ma non basta. Perché ancora molti infermieri lavorano con pochi ed a volte senza Dpi, senza alcuna protezione. E poi chi assicura che il tampone negativo di oggi non diventi un tampone positivo domani? È un circolo vizioso che assolutamente non va bene. Occorrono coraggio e scelte immediate».

Il presidente, poi, parla di “reclutamento”, su cui fa chiarezza: «non è questo il modus operandi giusto. Pur se si tratta di piena emergenza, non è pensabile che chi viene chiamato a lavorare in queste ore drammatiche non abbia una certezza temporale lavorativa. Si proceda invece con avvisi pubblici precisi, corretti».

«Con lo scorrimento delle graduatorie – ha proseguito il presidente Sposato – con incarichi dettagliati e con ruoli da ricoprire anche dopo l’emergenza. In questo modo si sovraccaricano i colleghi che già lavorano con difficoltà. Lo ribadiamo da tempo ormai: servono sempre gli infermieri. Siamo sotto organico da anni ed ora è giunto il tempo di rimediare ad una situazione non più rinviabile. Siamo ancora in tempo”, il suo grido d’allarme».

«Si crea promiscuità se non si capisce dove si porta il paziente contagiato – ha proseguito il presidente Sposato -. In quali ospedali, in quali reparti. E poi che ne sarà delle altre emergenze? Quella cardiaca, quella traumatologica, chirurgica, etc…».

«Tutte le altre non sono problemi e malfunzionamenti da curare? – ha proseguito il presidente Sposato -. Noi infermieri non faremo alcun passo indietro. Non lo abbiamo fatto prima e siamo in prima linea adesso. Ma vogliamo anche risposte concrete, a tutti i livelli e senza delegare più nessuno, relegando i soliti noti nei posti di comando. Non è tempo di fare polemiche ma non possiamo più accettare che altri decidano per noi…l’appello è di restare uniti in questo momento ma passata la tempesta chiederemo conto di ogni cosa». (rcs)

COSENZA – L’appello di Amarelli: contenere i contagi e salvare l’economia

Fortunato Amarelli, il presidente di Confindustria Cosenza, su Adnkronos, lancia l’allarme per la tenuta della fragile economia calabrese.

«Il 70% dell’industria italiana è fermo – ha dichiarato Fortunato Amarelli -. Si tratta di una perdita per tutto il Paese, è una parte importante di ricchezza che viene meno. Credo siano state disposte dal Presidente del Consiglio misure per contrastare l’emergenza con 25 miliardi immessi subito sul mercato e 200 miliardi come fondo di garanzia, ma non si può pensare ad un futuro roseo».

«In Calabria – ha dichiarato all’Adnkronos il presidente di Amarelli – ci sono settori estremamente penalizzati come il turismo ed i trasporti, che saranno gli ultimi a ripartire. Difficile immaginare una stagione estiva simile a quelle passate, sicuramente mancheranno gli stranieri. Ciò non ci deve fermare, dalla prossima settimana infatti insieme a questi imprenditori dovremo costruire dei meccanismi per migliorare l’offerta e recuperare quanto più possibile».

«Proprio perché la Calabria non ha il Pil e le industrie dell’Emilia-Romagna, – ha proseguito il presidente Amarelli – le ripercussioni saranno ancora più gravi. La nostra non è una regione a piena occupazione, ha un tasso del 55% di disoccupazione, soprattutto giovanile, e la perdita di ricchezza ne provocherà un ulteriore aggravio. Avremo un impatto più importante rispetto ad altre regioni».

«Il problema delle aziende cosentine, come nel resto d’Italia – ha proseguito il presidente Amarelli – in questo momento è quello della liquidità. Mancando gli incassi, si fatica a coprire le scadenze. Gli strumenti per venire incontro agli imprenditori sono ancora lontani dall’essere realmente attuati».

«La sospensione del versamento dei contributi e l’attivazione della cassa integrazione sono misure utili – ha proseguito il presidente Amarelli – il danno però è molto più elevato rispetto agli importi che si riescono così a recuperare. L’agroalimentare calabrese è di alta qualità ed ha una grande forza con grandi prospettive di crescita. Rappresenta un pezzo importante del motore economico regionale, soffre di meno, ma non in tutti i settori».

«Un esempio – ha proseguito il presidente Amarelli – la fascia che si occupa della produzione di conserve ed ha come riferimento la grande distribuzione in questo momento ha avuto anche degli incrementi di fatturato, chi lavora con piccoli negozi ha invece subito un crollo verticale degli ordini».

«Nelle prossime settimane con una stretta maggiore – ha proseguito il presidente di Confindustria Cosenza – avremo non solo una sospensione del lavoro, ma una mancanza di ricchezza per tutti gli italiani. Ne vedremo gli effetti, per circa un anno, saranno mesi difficilissimi. Conseguenze che ricadranno sugli anelli più deboli della catena come i precari che verranno licenziati. Vale la pena essere attenti affinché si contengano i contagi, ma è bene lavorare con il bisturi e non con la mannaia».

«Dobbiamo cercare di salvare l’economia – ha concluso il presidente Amarelli – continuare per quanto è possibile a lavorare. Le banche in questo momento sono il nostro pronto soccorso finanziario e devono trovare il modo di velocizzare le procedure per erogare alle imprese le risorse messe a disposizione dal Governo. Le aziende calabresi non possono aspettare». (rcs)

 

COSENZA – L’Opi Cosenza: trattamenti inversamente proporzionali al nostro contributo

Il presidente dell’Ordine Professioni InfermieristicheFausto Sposato, e tutto il direttivo, hanno fatto proprio l’appello lanciato dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), rispetto al comportamento che si sta tenendo a livello professionale verso i suoi iscritti, esaltati come “eroi” la mattina e trattati come merce di scarso valore la sera nei provvedimenti delle istituzioni nazionali e regionali.

«Gli infermieri  – si legge in una nota – stanno dando tutto, anche la salute nell’emergenza COVID-19 e tutti lo riconoscono, per primi i cittadini. Ma dallo Stato, nonostante le citazioni e gli encomi per i quali ringraziamo (ma che a questo punto dobbiamo pensare di dover considerare solo di facciata), stanno ricevendo solo ‘pannicelli caldi’ come segnale di rispetto per il loro impegno, la loro professionalità, la loro volontà di non lasciare mai solo nessuno. Valori che, comunque, non verranno mai meno in questa emergenza».

«Tutto questo accade – ha sottolineato la Federazione di Cosenza – in un momento in cui atteggiamenti che portano a una scarsa considerazione di alcuni professionisti rispetto ad altri, hanno conseguenze non solo professionali, ma soprattutto morali e psicologiche, sicuramente dannose e controproducenti sia per i professionisti che, di riflesso, per gli assistiti».

E la FNOPI, in questo, senso ha inviato una lettera a tutte le figure istituzionali coinvolte, dal premier ai ministeri, dalla Protezione Civile alle Regioni, dove si sottolineano una serie di sperequazioni alla categoria, dall’emanazione della circolare della Protezione Civile che recluta ‘solo’ 300 medici lasciando alla scelta volontaria gli infermieri che invece anche loro dovrebbero essere reclutati a livello nazionale al decreto Cura Italia che prevede concorsi e assunzioni a tempo indeterminato per i medici all’INAIL mentre lascia solo contratti precari (Co.Co.Co.) di collaborazione agli infermieri.

Dal reclutamento dei militari per il quale i medici, così come lo sono i laureati di altre discipline, sono inquadrati nei ruoli degli ufficiali, mentre gli infermieri, laureati anch’essi e anche specializzati, si fermano a livello di sottufficiali fino a bandi regionali sempre solo come Co.Co.Co o partite Iva per gli infermieri con compensi di 13-19 euro l’ora.

 «Gli infermieri – scrive la Federazione – finora sono la gran parte di quegli operatori sanitari risultati positivi a COVID-19 e molti di loro sono anche deceduti per colpa dell’epidemia. Gli infermieri sono quei professionisti che accolgono i pazienti, gli sono vicini e spesso li supportano in momenti in cui altrimenti resterebbero del tutto soli».

In ultimo, ma non meno importante, il messaggio sulla sicurezza dei professionisti impegnati in questi momenti drammatici: «Lo ribadiamo da tempo: stiamo combattendo una guerra a mani nude; occorre che sia i Dpi, i dispositivi di protezione, sia la salvaguardia complessiva del singolo operatore siano argomento di discussione affinché si trovi, immediatamente e senza altri tentennamenti, una soluzioni», hanno scritto Sposato ed i colleghi del direttivo di Cosenza. (rcs)

COSENZA – Viaggio virtuale nella Galleria Nazionale

La Galleria Nazionale di Cosenza ha organizzato una visita virtuale divisa in sei puntate, alla scoperta di alcune delle opere che la Galleria conserva.

La prima tappa, intitolata Fuga dalle atrocità della guerra, ha preso in esame l’opera Grande maternità di Antonietta Raphael, del 1964.

Galleria nazionale di Cosenza – Viaggio per la Salvezza: TAPPA 1

La Galleria nazionale di Cosenza ha organizzato una #visitavirtuale lunga 6 puntate, alla scoperta di alcune delle oere conservate all'interno delle sue collezioni!Non perdertene nemmeno una!Esplora con noi la Galleria nazionale attraverso il percorso tematico #ViaggioperlaSalvezzaTAPPA 1: Fuga dalle atrocità della guerraOpera in esame: "Grande maternità" di Antonietta Raphael, 1964.#polomusealedellacalabria #iorestoacasa #laculturanonsiferma #ilmuseoacasavostra

Posted by Galleria nazionale di Cosenza on Saturday, 21 March 2020

La seconda tappa, invece, si è incentrata sul Cireneo «e dell’indifferenza degli altri grazie alla lettura dell’opera attribuita a Lazzaro BastianoCristo aiutato da Simone il Cireneo a portare la croce, conservata nella collezione Ubi-Banca della Galleria. (rcs)

Viaggio per la Salvezza: TAPPA 2

Ecco la TAPPA 2 della #visitavirtuale organizzata dalla Galleria nazionale di Cosenza!Oggi parliamo del #Cireneo e dell'indiferrenza degli altri grazie alla lettura dell'opera attribuita a Lazzaro Bastiano "Cristo aiutato da Simone il Cireneo a portare la coce", conservata nella collezione UBI-Banca della Galleria.Ti sei perso la TAPPA 1 di ieri? tranquillo, al #link qui sotto puoi rivederlo comodamente sedutoda casa tua!#TAPPA1https://www.facebook.com/GalleriaCosenza/videos/2265132487124446/#polomusealedellacalabria #iorestoacasa #culturavirus #viaggioversolasalvezza

Posted by Galleria nazionale di Cosenza on Saturday, 21 March 2020

COSENZA – Attivo il Centro Operativo Comunale

A Cosenza, il sindaco Mario Occhiuto ha attivato il Centro Operativo Comunale per programmare le misure organizzative e preventive da adottare per la gestione dell’emergenza sanitaria.

L’ordinanza del sindaco Occhiuto, infatti, è finalizzata ad assicurare, nell’ambito del territorio del Comune di Cosenza, la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza della popolazione, e tiene conto di tutte le misure adottate finora dal governo nazionale e dal Dipartimento della Protezione Civile in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il Centro, coordinato da Antonella Rino, dirigente del settore Protezione Civile di Palazzo dei Bruzi, è ubicato a via degli Stadi e, come sede distaccata operativa, presso il Comando della Polizia Municipale, in via Bendicenti. Le singole funzioni, nell’ambito, delle proprie competenze, si attiveranno per il coinvolgimento immediato di tutti gli organi preposti interessati, delle forze dell’ordine e delle associazioni di volontariato, previa informativa al sindaco.

Le stesse funzioni, alla luce delle effettive esigenze, potranno essere incrementate di ulteriori risorse umane da reperire all’interno di tutto il personale comunale. Proprio per assicurare un più ampio coinvolgimento, è stata, inoltre, chiesta, all’Unità di crisi della Regione Calabria, l’attivazione delle Associazioni di Volontariato iscritte all’Albo Regionale.

L’attivazione delle Associazioni di Volontariato potrà avvenire a seguito di specifiche richieste da parte dei soggetti bisognevoli di ricevere beni di prima necessità a domicilio che potranno rivolgersi direttamente ai numeri telefonici del COC: 0984 813760 attivo h24, oppure, di mattina, in orario d’ufficio, 0984 813771 – 813793. (rcs)

COSENZA – L’appello dell’Ordine Professioni Infermieristiche

Il presidente dell’Ordine Professioni Infermieristiche, Fausto Sposato, lancia un appetto: «gli infermieri non rilascino dichiarazioni pubbliche se non autorizzati».

«Gli articoli 28 e 29, Capo V – ha proseguito il presidente Sposato – del nuovo Codice deontologico degli infermieri parlano chiaro: l’infermiere nella comunicazione, anche attraverso mezzi informatici e social media, si comporta con decoro, correttezza, rispetto, trasparenza e veridicità; tutela la riservatezza delle persone e degli assistiti ponendo particolare attenzione nel pubblicare dati e immagini che possano ledere i singoli, le istituzioni, il decoro e l’immagine della professione».

«Ed ancora: l’Infermiere – ha proseguito il presidente Sposato – anche attraverso l’utilizzo dei mezzi informatici e dei social media, comunica in modo scientifico ed etico, ricercando il dialogo e il confronto al fine di contribuire a un dibattito costruttivo”. Fausto Sposato, presidente dell’Opi di Cosenza, l’Ordine delle professioni infermieristiche, è costretto ad intervenire, in un periodo drammatico, per invitare colleghi e professionisti a non “rilasciare dichiarazioni pubbliche se non autorizzate».

Per il presidente dell’intera categoria bruzia, «va più che bene l’incoraggiamento al cittadino, l’invito a restare a casa ed il messaggio mediatico di vicinanza in queste ore. Ma al tempo stesso occorre fare molta attenzione poiché il periodo è drammatico e, da professionisti, dobbiamo necessariamente rimanere ancorati ai principi cardini del nuovo codice deontologico».

L’Opi fa presente che «le dichiarazioni inappropriate possono essere oggetto di deferimento e richiami. Devono essere gli organi istituzionali preposti ad esprimersi con cognizione di causa per veicolare un solo ed unico messaggio al paziente ed a chi segue, in quei momenti, notizie sul web».

Infine, un «doveroso ringraziamento alle innumerevoli associazioni dell’intera provincia che stanno offrendo, senza sosta, i dispositivi di protezioni che purtroppo non sono sufficienti ancora. Lo ribadiamo – il concetto di Fausto Sposato – stiamo combattendo una guerra  a mani nude. Occorre disciplina ed un comportamento unitario verso i media. Ponderato, autorizzato e concordato con chi di competenza». (rcs)