GIOIA TAURO (RC) – Il concerto della pianista Paolina Sasko

Domani sera, alle 19, a Gioia Tauro, a Palazzo Baldari, il concerto della pianista Paolina Sasko, vincitrice del 1° Premio al 22° Concorso Pianistico Internazionale Premio Mauro Paolo Monopoli.

L’evento apre la stagione concertistica organizzata da Ama Calabria in collaborazione dall’Associazione Musica Insieme, grazie al sostegno del Nuovo Imaie con i fondi dell’articolo 7 della Legge 93/92, del Ministero della Cultura Direzione Generale Spettacolo, della Regione e della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Assai interessante il programma proposto dalla giovane talentuosa artistica che prevede della Sonata in Do minore op. 30 n. 6 Hob.XVI:20 di Franz Joseph Haydn, dei Preludi di Claude Debussy La terrasse des audiences du clair de lune e Ce qu’a vu le vent d’ouest, del Notturno in Re bemolle maggiore op.27 di Federic Chopin, Jeux d’eau di Maurice Ravel, del Preludio Corale Ich ruf’ zu Dir, Herr di Johann Sebastian Bach nella versione di Ferruccio Busoni, dei 4 Pezzi op.119 di Johannes Brahms. (rrc)

GIOIA TAURO, DALLA ZES E IL RETROPORTO
SI GIOCHERÀ IL FUTURO DELLA CALABRIA

di FRANCESCO RAO – Il futuro della Calabria è a Gioia Tauro, nel cuore del Mediterraneo, dove il grande (e ancora oggi sottoutilizzato) Porto e la Zona Economica Speciale saranno gli elementi catalizzatori dello sviluppo. Tra sostenibilità, visione strategica e capacità di attuare politiche di crescita e di benessere non solo per l’area, bensì per tutta la regione, per tutti i calabresi. Gioia Tauro rappresenta il Porto strategico  che serve all’Italia (e non solo alla Calabria) per avvicinare ulteriormente l’Europa. Servono competenza, qualità del management, intuito e attitudine al business. Calabria.Live ne ha parlato con il maggiore terminalista del Mezzogiorno, che naturalmente sta puntando su Gioia Tauro: Antonio D. Testi, Chief Executive Officer di Medcenter Container Terminal.

– Qual è l’incidenza del porto e del retroporto per lo sviluppo della Zona Economica Speciale (ZES)?

«La ZES dovrebbe essere uno dei punti di forza per lo sviluppo economico dell’area di Gioia Tauro e non solo. La grande superficie demaniale (circa ben 800 ettari) disponibile per l’insediamento di nuove imprese e/o l’ampliamento di quelle esistenti, l’immediata prossimità all’area portuale, sia del terminal contenitori, del terminal ferroviario, del terminal gomma ed anche del terminal automobilistico, sono tutti fattori che rendono la ZES strumento particolarmente idoneo ad un piano di attrazione di investimenti sia locali che esteri.

In un Paese dove, per conformazione orografica e litoranea, si fa fatica a trovare un porto commerciale con qualche centinaio di metri di banchina avente un’adeguata area alle spalle da poter destinare a zona produttiva/logistica, il sistema portuale/logistico di Gioia Tauro appare come un eccezionale strumento di sviluppo non solo per una regione a PIL particolarmente ridotto, ma anche per l’intero sistema Paese.

Focalizzandosi su quella che è l’attività del terminal container, non è difficile rilevare alcuni dati che, in senso positivo, dovrebbero essere noti a tanti operatori industriali e dei servizi in Italia ed all’estero. Con i suoi 3,4 Km di banchine, 1,6 milioni di mq di piazzali, un porto canale profondo 16,5 metri, un nuovo gateway ferroviario armato di tre aste di 850 metri di lunghezza e quasi 3.000 prese per contenitori climatizzati, il porto container di Gioia Tauro è l’infrastruttura logistica tra le più grandi d’Europa ed il primo porto per dimensioni e volumi d’Italia. 

Ogni anno vi approdano circa 1.500 navi, tra cui le più grandi al mondo (oltre 400 metri di lunghezza per 62 di larghezza) che in Italia solo a Gioia Tauro possono attraccare ed essere servite con l’adeguato equipment di banchina. Queste navi collegano oggi il nostro porto a tutti e 5 i Continenti, tessendo sulla superficie del mare una ragnatela logistica composta da più di 120 porti nel mondo. Una simile “macchina da lavoro” è quindi in grado di fornire un servizio unico a tutti gli operatori che si affacciano sul Mediterraneo e che vogliono utilizzare questa eccezionale struttura calabrese per sviluppare i loro business.

Il retroporto fornisce poi la perfetta risposta a chi ha necessità di spazi e di vicinanza al vettore marino, ferroviario o camionistico al fine di esportare (o importare) la propria merce. Così, aziende di produzione finale o di assemblaggio appartenenti ai più disparati settori quali industria o agricoltura possono beneficiare di questa grande realtà. In particolare, anche e soprattutto legato al settore primario, esiste la grande potenzialità legata ad un auspicabile progetto di catena del freddo alimentata da energia rinnovabile (solare). Gli ampi spazi ed il clima favorevole tutto l’anno consentirebbero infatti lo sfruttamento di questa risorsa per accelerare il processo di competitività del sistema locale e nazionale.

– Quale governance per la ZES?

Ancorchè all’interno del Comitato di indirizzo previsto dal DL 91/2017 si preveda la sola presenza di soggetti pubblici, con la presidenza dello stesso affidata al Presidente della AdSP, sarebbe forse auspicabile un coinvolgimento anche del soggetto privato – che ne avesse giusto e motivato titolo – per tutte quelle questioni, non amministrative, ma che dovessero attenere agli aspetti di sviluppo strategico della ZES. 

È infatti manifesto che l’impresa privata ha una visione diversa da quella pubblica e proprio per questo, unite, possono sviluppare la giusta sinergia per velocizzare i processi e renderli più brevi e funzionali».

– Le relazioni industriali nel contesto portuale ed industriale di Gioia Tauro sono ben strutturate o hanno bisogno di essere adeguate alle sfide future dello sviluppo?

«I rapporti tra stato, imprese, sindacati e lavoratori sono da tempo oggetto di profondo interesse da parte di ogni attore sul territorio. In un contesto regionale già caratterizzato da una bassa occupazione e stagnazione economica, appesantito ora anche dalla crisi pandemica, urge la modernizzazione del pensiero e della conseguente azione dei principali componenti del cluster portuale in generale.

Deve esserci un dialogo costruttivo basato sulle reali esigenze delle imprese e dei lavoratori, su quelle del sindacato e del territorio. Questo dialogo, però, non può mai prescindere dal valore e dalla qualità del lavoro come elemento generante il differenziale competitivo delle aziende operanti sul territorio. Per cui l’obiettivo deve essere per tutti gli attori la concorrenzialità delle imprese basata su competenze, formazione, produttività, efficacia ed efficienza dei processi. 

Fuori da questo schema si troverebbe inevitabilmente l’arenarsi di ogni progetto di rilancio e sviluppo dell’economia.

– Quale politiche bisogna attivare per l’attrazione delle imprese nella ZES ed in particolare in quali settori operativi ?

Fiscalità agevolata, processi burocratici snelliti, rapidità delle finalizzazioni procedurali, elasticità del mercato del lavoro. Tutto ciò da parte del soggetto pubblico, garante e primo promotore di questa importante opera di rilancio del Sud. Ma anche il valorizzare un polo logistico intermodale complesso e completo: nave, ferro, gomma, azienda. E viceversa.

Proviamo infatti a ragionare down under, come fanno gli inglesi quando scherzosamente parlano dell’Oceania. Abbattiamo creativamente le convezioni. Ovvero proviamo a ribaltare la visuale e vedremo che le merci entrano a Gioia Tauro dall’alto, come primo vero grande porto in cui approdano e, quasi cadendo, percorrono le più brevi rotte verso i mercati del nord Italia ed europei utilizzando navi, treni, camion.

Promuoviamo, sia in Italia che all’estero, questo plesso di servizi, strategico per la nostra economia, punto nodale che rifornisce gli italiani di circa il 30% delle merci che abitualmente consumano, siano esse di genere alimentare che di altra natura. 

Promuoviamo la professionalità delle nostre maestranze, capaci di servire con puntualità e precisione i giganti del mare, ma anche in grado di caricare o scaricare i lunghi treni merci oppure i più “piccoli” camion portacontenitori.

Promuoviamo l’export della nostra agricoltura offrendo catene del freddo complete.

Promuoviamo la nostra capacità di produrre energia dalla natura offrendo ettari di impianti fotovoltaici per la generazione e l’approvvigionamento di energia pulita. 

Promuoviamo il nostro marketing territoriale, offrendo il più immediato e sicuro punto di approdo delle merci che entrano (o escono) in Mediterraneo.

Promuoviamo tutto ciò che la nostra italiana creatività ci suggerisce ma…facciamolo. In concreto».

– Qual è il ruolo delle Risorse Umane con competenze e conoscenze adeguate come devono essere formate ed attratte nelle attività portuali ed industriali di Gioia Tauro?

«Da sempre il Capitale Umano è al centro di tutto, esattamente tutto, ciò che l’uomo ha ideato e realizzato. Senza un’adeguata selezione, formazione ed addestramento le risorse umane non possono dare il loro migliore contributo.

Quindi, adeguati istituti che formino in aula il personale e che poi lo stesso venga istruito in termini pratici sul luogo di lavoro. Questo personale, giovane e formato, sarà quindi pronto ad entrare nel ciclo produttivo sia in pianta stabile che a chiamata.

Con particolare riferimento a quest’ultimo concetto, anche la possibilità di usufruire di una certa elasticità nell’acquisizione ed impiego di mano d’opera specializzata è di fondamentale importanza per contribuire a garantire la competitività delle aziende operanti nell’area portuale. Il porto di Gioia Tauro necessita di un art. 17 vero e proprio che possa dare il suo contributo a tutte le imprese, sia terminaliste che non, per fare fronte ai picchi di lavoro ma anche alle “selle” dovute a picchi di indisponibilità, temporanea e/o eccezionale, di mano d’opera».

– Qual è, o dovrebbe essere, il ruolo del Porto di Gioia Tauro nel contesto nazionale, mediterraneo ed internazionale?

«Credo che non ci sia in Italia una infrastruttura così importante e così sconosciuta (o, a volte, persino malintesa) ai più. In un Paese dove le serie televisive nazionali non fanno altro che propinare una visione del malaffare imperante, e che trova uno dei suoi luoghi di “culto” nell’area di Gioia Tauro, dobbiamo ribaltare totalmente il modo di vedere e di vendere le cose. Una “n” che fa probabilmente la differenza.

Il Porto di Gioia Tauro, mega realtà che quotidianamente – da più di 25 anni –offre lavoro a migliaia di famiglie, è in vero il luogo dove transitano almeno un terzo delle merci che oggi raggiungono le nostre case. E’ quel luogo dove magicamente si toccano e si fondono diverse fasi e “luoghi” del processo logistico: nave, treno, camion, aziende destinatarie dei beni.

Il porto contenitori di Gioia Tauro, che in un vicino domani movimenterà 4,5 milioni di Teus, deve rientrare – gioco forza – in uno scenario complessivo, deve far parte di un reale progetto di reingegnerizzazione dell’area e della sua offerta di servizio/prodotto per divenire il plinto principale di un ponte produttivo e logistico che serva l’intera nazione e guardi con determinazione l’espansione in Europa.

Il Governo deve da subito mettere in atto concretamente quegli interventi che consentiranno al Porto di Gioia Tauro, sul lungo periodo, di eccellere sui mercati: ammodernamento della rete ferroviaria, creazione della ZES, creazione di un art. 17, agevolazioni all’impresa (sia essa nazionale che straniera), snellimento burocratico, etc.

Il DNA italiano, ricco di spirito creativo, ma troppe volte individualista, deve ora virare verso un concetto di coscienza collettiva, di spirito di squadra che poco ci caratterizza. Ma non possiamo evitare di compiere questa benevola mutazione se non vogliamo soccombere in una realtà di mercato sempre più globalizzata, sempre più interconnessa e che non lascia spazio ai ritardi, alle inefficienze ed a tutti quei fattori che limitano la vera competitività delle imprese e, conseguentemente, del sistema Paese.

Ricordiamoci sempre uno degli aforismi di Johann W. Goethe: qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Comincia ora.

8 marzo: il plauso della Presidente del Senato al Lab-Donne di Gioia Tauro

Grande orgoglio e ampia soddisfazione per il gruppo di lettura Lab-Donne di Gioia Tauro per il messaggio che la Presidente del Senato ha voluto inviare in occasione dell’8 marzo.

«E con spirito di ammirazione – scrive Maria Elisabetta Alberti Casellati – che invio il mio saluto alle tante protagonista del Gruppo di lettura Lab Donne di Gioia Tauro. I numerosi appuntamenti organizzati, in questo difficile anno di pandemia, nell’ambito della rubrica digitale Una stanza tutta per sé si sono rivelati preziosi momenti di riflessione e approfondimento su tanti temi: letteratura, musica, arte, scienza, giustizia, famiglia, economia, società, solo per citarne alcuni. Con impegno e passione avete dimostrato che la condivisione delle idee, attraverso il dialogo e il confronto, costituisce da sempre un potente strumento di crescita umana e sociale. La cultura è uno spazio senza barriere che deve essere reso accessibile a ogni individuo, perché possa trovarvi gli strumenti per meglio comprendere e affrontare tutte le prove della vita. Sottolinearlo oggi, in occasione della giornata internazionale della donna, significa ricordare che la sfida dell’emancipazione femminile non si vince sul piano della legislazione o dell’azione di governo, ma su quello della cultura. La storia ha ampiamente dimostrato che ogni conquista sociale, economica o politica femminile è stata necessariamente preceduta da una conquista sul piano culturale, che ha spazzato via pregiudizi e barriere ideologiche.

Ed è questa la strada che dobbiamo seguire per continuare a costruire, con ancora maggiore determinazione, una società – un mondo – sempre più di pari opportunità e di pari dignità. Rinnovo quindi i miei auguri per il successo di questa iniziativa di cultura, di condivisione e di crescita insieme, espressione di una capacità realizzativa declinata al femminile a cui non farò mai mancare la mia adesione e il mio convinto sostengo».

Potrebbe essere un'immagine raffigurante in piedi e il seguente testo "Gruppo incollaborazione con Comune Lettura Lab Donne per Gioia Tauro vicesindaca d.ssa Carmen Moliterno MARATONA ON LINE 8marzo Giornata Internazionale delle Donne Ore 17 I|potere, donne la politica Serracchiani Deputata 17:45 18:30 Toponomastica femminile "sulla buona strada": una Giovanna Ardissone Antonina Musumeci "Donna Nina" 19.15 dinamiche dell'innamoramento Bruno Pisani neuropsichiatra, dirigente del servizio di psichiatria dell'ospedale di Vibo Valentia Codice Rosso contrasto alla violenza Paola Nicola Travaglini Giudice genere Contributo musicale 20:00 Barreca Leadership delle donne. Politica imprenditoria Raffaella Rinaldis diFimmana ve sua casa delle donne"

Oggi, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne, il gruppo di lettura di Lab-Donne propone una maratona on line dalle ore 17 su Facebook. (rrc)

Zes, Unindustria Calabria: Gioia Tauro infrastruttura strategica per il Paese

Unindustria Calabria, per quanto riguarda le Zone Economiche Speciali, ha ribadito che «Gioia Tauro è una infrastruttura strategica per il Paese».

Gli industriali, infatti, si sono incontrati con la commissaria di Governo per la Zes calabrese, Rosanna Nisticò e il commissario straordinario dell’Autorità Portuale, Andrea Agostinelli, dove si è discusso delle criticità e opportunità della zes.

L’assemblea, proficua e dall’impostazione pragmatica, ha consentito di analizzare lo stato dell’arte dell’attuazione del regime speciale e di individuare una “road map” che valorizzi il porto di Gioia Tauro. Durante i lavori è emersa, tra l’altro, la necessità di valorizzare adeguatamente l’hub tirrenico all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in linea con quanto affermato questa mattina in Senato dal presidente del Consiglio Draghi sul rilancio del Mezzogiorno per il rilancio del sistema Paese.

L’incontro è stato introdotto dal presidente della sezione Trasporti e logistica di Unindustria Calabria, Gualtiero Tarantino, che ha sollecitato «la nomina degli organi ordinari di governance ponendo fine alla stagione dei commissariamenti, oltre a uno sforzo corale per porre la competenza al centro delle politiche di sviluppo di questa importante realtà produttiva del Mezzogiorno».

Il presidente degli industriali calabresi Aldo Ferrara, nel ringraziare Nisticò e Agostinelli per la costante interlocuzione, ha posto l’accento sul «grande problema del Corap che unisce al default finanziario la complessità amministrativa e l’assoluta carenza di servizi. Occorre avviare un tavolo con la Regione, per dare la possibilità agli investitori di sapere quali aree sono disponibili per la vendita e la locazione, a prezzi di mercato appetibili, e quali progetti riguardino l’infrastrutturazione e e il cablaggio».

«Registriamo attenzione da parte della Regione Calabria – ha aggiunto il presidente di Unindustria – in termini di finanziamento delle imprese e credito d’imposta, ma abbiamo chiesto che vengano potenziati. Occorre fare squadra con l’autorità portuale e il commissario zes affrontando i nodi con pazienza, determinazione e competenza». 

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Confindustria territoriale Domenico Vecchio, il quale ha espresso critiche «al disinteresse della politica nazionale verso Gioia Tauro. E il disastro del Corap aggrava la situazione dell’ipertrofia burocratica esistente. La Zes è uno strumento potenzialmente importantissimo ma è indispensabile non solo portarlo a regime bensì anche informare imprenditori e investitori delle effettive opportunità che essa comporta». 

Il commissario Agostinelli ha sottolineato «la straordinaria performance di Gioia Tauro che, cinque anni fa, era sprofondato in una crisi gravissima, scivolando fino a 1,8 milioni di teus movimentati, tornando su livelli di elevata competitività fino ai 3,1 milioni di teus dello scorso anno, raggiunti nonostante la pandemia che ha colpito drammaticamente lo shipping. L’autorità portuale ha realizzato, collaudato e messo in esercizio tutti gli interventi previsti dal Pon Reti e infrastrutture 2014-2020, compreso il gateway ferroviario».

La commissaria Nisticò, dopo aver delineato la mission del suo ufficio, ha spiegato che «la Zes calabrese non è assolutamente in ritardo sul piano amministrativo, nonostante una fase di vuoto istituzionale, rispetto alle omologhe aree italiane. Ma paga il ritardo di sviluppo economico e infrastrutturale del territorio».

«Occorre lavorare – ha sottolineato – per l’attrazione degli investimenti, ma ciò richiede una solida programmazione e un’ottica di sviluppo complessivo. È auspicabile che, in tempi brevi, venga costituita una struttura che si occupi esclusivamente di intercettare capitali e investitori su un territorio che presenta indiscutibili punti di forza: la presenza di un grande porto, la funzionalità del gateway ferroviario e le potenzialità del ‘green field’ retroportuale».

Diversi gli interventi che si sono susseguiti da parte degli imprenditori che hanno partecipato all’incontro, tra cui quello del presidente della Camera di commercio di Reggio Calabria Antonino Tramontana, che ha rimarcato la marginalità di Gioia Tauro nelle politiche nazionali, lo sforzo istituzionale che la stessa Camera di Commercio sta portando avanti nell’ambito dei procedimenti di rafforzamento della zes, e l’eccessiva frammentazione del territorio interessato al regime economico speciale. (rrc)

Con Lab Donne di Gioia Tauro un viaggio nella filosofia e nella pratica dell’arte del vivere

Un piacevole viaggio nel mondo della filosofia e nella pratica dell’arte del vivere è stato fatto con Lab Donne, il Gruppo di Lettura di Gioia Tauro che, nei giorni scorsi, ha ospitato la presentazione del libro Prendila con filosofia di Mauria GancitanoAndrea Colamedici (edito da Harpers Collins), fondatori della casa editrice Tlon.

prendila con flosofiaL’evento è stato organizzato nell’ambito della rubrica Una stanza tutta per sé, che ha già ospitato magistrati, giornalisti, scrittori, intellettuali e personaggi come Daria Bignardi, Giovanna Botteri, Peppino Mazzotta, Andrea Bosca, Ranieri Guerra e tanti altri.

Il dialogo, condotto da Francesca Orefice, ha aperto un piacevole varco nel mondo della filosofia e della pratica dell’arte del vivere: la filosofia non è una scienza lontana dalla nostra esistenza concreta, è arte di esistere. Un viaggio teorico ma anche pratico sulle strade della meraviglia, che si può vedere sulla pagina FB.

Una personalità magnetica e intensa quella di Maura Gancitani, che ha saputo intrattenere i partecipanti in attiva presenza per oltre un’ora di diretta. È intervenuta alla discussione Cristina Bagala, compimente del gruppo di lettura lab donne.

Un dialogo vivace tra la conduttrice e la scrittrice ha esplorato temi importanti e profondi: il senso della vita, la complessità della conoscenza (‘l’erotica complessità’), il problema del riduzionismo e del negazionismo come approccio problemi del tempo, l’importanza delle parole e del linguaggio nel processo di fioritura personale e il ruolo della narrazione nel disegno della vita di ciascuno di noi. A conclusione un divertente intervento sull’amore e il dialogo tra innamorati. (rrc)

GIOIA TAURO (RC) – Per gli alunni un concorso per le maschere più belle

L’Assessorato alla Pubblica Istruzione di Gioia Tauro, in occasione del Carnevale, ha promosso un concorso fotografico, destinato a tutti gli alunni delle scuole della città, che selezionerà le maschere più belle ed originali di questo carnevale 2021.

Per partecipare è sufficiente inviare una fotografia del bambino o della bambina, secondo la tipologia di scuola di appartenenza ( infanzia, primaria e media).

Una giuria di “esperti” premierà i vincitori ma, per tutti, ci sarà la possibilità di visualizzare la propria “maschera” in una galleria fotografica che sarà pubblicata sul sito istituzionale e sulla pagina Facebook del Comune.

La premiazione dei vincitori sarà il 23 febbraio a “le Cisterne” e potrà essere seguita in diretta Facebook sulla pagina dell’Ente.

«Ci aspettiamo una larga partecipazione dei bambini – ha dichiarato il il vicesindaco, Carmen Moliterno con delega alla Pubblica Istruzione– e il coinvolgimento delle scuole e delle famiglie in questa iniziativa, i bambini in questo momento hanno bisogno di ritrovare il più possibile quella normalità che purtroppo la pandemia gli ha portato via, con l’auspicio di mantenere vive e tradizioni così importanti nell’attesa di ritornare a rappresentarle in mezzo alla gente». (rrc)

Porto Gioia Tauro: il sindaco Alessio contro i tentativi di delegittimazione

Il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio reagisce ai tentativi di delegittimazione del Porto. In una nota stigmatizza le azioni che sono orientate a creare disorientamento e impoverire la più grande realtà della Piana.

«Prima – si legge nella nota del sindaco Alessio – il tentativo di impedire il trasferimento della sede della direzione regionale dell’agenzia delle dogane e monopoli della Calabria nel suo luogo naturale, cioè nel porto di Gioia Tauro che rappresenta oltre il 90% dell’attività doganale di sdoganamento delle merci provenienti in Calabria da tutto il mondo.

Adesso l’inserimento nello schema di decreto del Capo di Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza che prevede la soppressione della Polizia frontaliera nel Porto di Gioia Tauro, che nel corso degli ultimi anni ha subito un notevole decremento di personale passando dalle 54 unità del 2013 alle circa 20 odierne, nonostante l’aumento dei traffici marittimi dopo che lo scalo di transhipment è passato nelle mani della MSC e quindi di Aponte.

A causa della riduzione del personale, si riscontrano oggigiorno quotidiane difficoltà nel garantire l’espletamento della totalità dei servizi ordinari, tra cui il servizio di vigilanza e sicurezza portuale che, oramai, da tempo, risulta pressoché inesistente e che negli anni passati ha contribuito notevolmente a contrastare la criminalità organizzata e i traffici illeciti.

In alcuni livelli istituzionali non è ancora entrato in testa che il porto di Gioia Tauro è un grande porto nazionale ed europeo al servizio del Paese e della Comunità Europea e che quindi va difeso e tutelato dando la giusta attenzione che merita.

Bisogna dire basta a tutti questi tentativi maldestri di delegittimare il porto di Gioia Tauro attraverso azioni che lo impoveriscono anziché potenziarlo e rilanciarlo. Per questo motivo lancio un appello alla Regione Calabria, alla Città Metropolitana, all’Autorità Portuale, ai Sindaci della Città degli Ulivi e a tutti i rappresentanti istituzionali regionali e nazionali affinché, assieme, difendiamo gli interessi della Calabria e del suo grande porto internazionale e mondiali qual’è appunto il porto di Gioia Tauro che non può più essere oggetto di impoverimento, ma bensì un importante volano di sviluppo dell’intera Calabria». (rrc)

 

GIOIA TAURO (RC) – Successo per l’incontro sulla “Piana di Gioia Tauro e i Paesi più interni”

Successo per l’incontro online organizzato da Cambiamo! Reggio Calabria, coordinato da Saverio Anghelone, dal titolo Cronaca di un territorio dimenticato: la Piana di Gioia Tauro e i Paesi più interni.

Sono intervenuti, Concetta “Cetty” Scarcella, responsabile Territoriale per Cosoleto del partito, l’avvocato Giuseppe Casella ed il professore Saverio Garzo.  A moderare il dibattito, Francesco Meduri, responsabile Provinciale  per l’Organizzazione e lo  Sviluppo Territoriale. 

La Scarcella ha evidenziato come innumerevoli siano i problemi della Calabria, che incidono inevitabilmente soprattutto sui paesini della Piana.

«Il settore economico ha rappresentato sempre un pilastro per la nostra comunità – ha spiegato – ma la mancanza di attenzione della politica non ha consentito alle nostre realtà di fare il famoso salto di qualità. Penso a S. Eufemia che in passato canalizzava gente proveniente anche da altre regioni. Oggi assistiamo, invece, impotenti allo spopolamento dei piccoli comuni come Cosoleto. Diverse, infatti,  sono state  le aziende  costrette a chiudere in questi ultimi anni non avendo avuto alcun tipo di sostegno ed incentivi  dalle istituzioni. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha amplificato la crisi».

«Le criticità da risolvere sono molteplici – ha sottolineato –  in primis, i collegamenti carenti ed inefficienti, altresì, l’alta velocità rimane per adesso un’utopia. Il vecchio svincolo della A2 che consentiva di raggiungere velocemente S. Eufemia d’ Aspromonte è stato spostato creando un notevole danno economico in quest’area. Tutto questo è inconcepibile, se pensiamo che anche gli ospedali sono  lontani e difficili da raggiungere».  

Secondo Meduri le infrastrutture ed i collegamenti sono il problema principale della Calabria   specie per i paesini  della Piana: «È inconcepibile, allo stato attuale –ha rimarcato – pensare alla ‘conurbazione Reggio e Messina’ proposta dal vicesindaco di Reggio, Tonino Perna, considerato che si dovrebbero prima risolvere i  tanti problemi del nostro territorio».

L’avvocato Casella si è soffermato sul grave degrado sanitario in cui versa la regione da anni: «La Calabria  si è dotata del Registro nazionale dei tumori solo nel 2010, ovvero, 40 anni dopo rispetto ad altre regioni come la Toscana e l’Emilia Romagna. Mi preme sottolinearlo, poiché  comuni come Cosoleto, della fascia pre-aspromontana, Bagnara e Villa S, Giovanni presentano dati allarmanti riguardo le malattie oncologiche. A Cosoleto, dove sono consigliere comunale negli ultimi dieci anni, abbiamo rilevato un aumento dei casi anche in soggetti minorenni».

«Dati – ha spiegato Casella – che stiamo raccogliendo senza essere dotati di strumenti adeguati, ma facendo rete tra Comuni ed anche con la nascita di comitati. La politica non ci è stata vicina, e le nostre richieste sono rimaste inascoltate. È tempo di rinascere per il territorio e sono certo che “Cambiamo” possa rappresentare la svolta».

Per il professore Garzo «chi fa politica deve essere un missionario perché ha il dovere di ascoltare le   istanze che arrivano quotidianamente  dai cittadini e dalle tante realtà del territorio e, soprattutto, deve avere le competenze e le capacità per amministrare».

Ha poi aggiunto: «È mortificante che i genitori siano ancora costretti a separarsi dai propri figli per mandarli a studiare o lavorare fuori dalla nostra regione, alla ricerca di un futuro migliore. I paesi si svuotano  della propria cultura, tradizioni e maestranze. Non dobbiamo dimenticare che la Piana di Gioia Tauro è ricca di agrumeti, e le zone interne di uliveti, ma la politica non aiuta i coltivatori anzi li penalizza puntando sull’importazione e non sull’esportazione delle nostre eccellenze. Sulle nostre tavole arrivano le arance dal Marocco o dal Portogallo. È una situazione assurda».

«Ritengo – ha aggiunto – la Calabria una nave in balia delle onde, per questo occorre invertire la rotta mettendo in atto un vero ‘cambiamento’ che sia in grado di ridare dignità alla Calabria e speranza ai giovani verso un futuro migliore».

«Auspico – ha concluso Cetty Scarcella – di poter offrire un valido contributo alla voglia di rinascita e cambiamento del nostro territorio dando voce ai cittadini .  La nostra amata terra  deve rifiorire  ed  essere valorizzata come merita». (rrc) 

GIOIA TAURO – Una studentessa dell’IC Pentimalli vince il Concorso “Un poster per la pace”

La giovane Sofia Serafino, studentessa dell’Ic Pentimalli di Gioia Tauro, ha vinto il primo premio, a livello distrettuale (Calabria, Campania e Basilicata), del concorso Un poster della pace, indetto a livello mondiale dal Lions Club.

«Obiettivo del progetto – si legge sul sito del Lions – è sensibilizzare i più giovani al valore della Pace, coinvolgendoli ad esprimere il loro modo di vedere la pace attraverso l’arte e la creatività. Così, il concorso entra nelle scuole dei cinque Continenti tanto da registrare mediamente oltre 600.000 partecipanti».

Per questa edizione, gli studenti si sono cimentati nell’interpretazione del tema La Pace attraverso il servizio, e, all’IC Pentimalli, diretto dal dirigente Luisa Antonella Ottanà, si sono distinti i due studenti della 3D, Sofia Serafini e Antonio Guerrisi, seguiti dalla dott.ssa Teresa Pulitanò, che hanno vinto il primo premio locale.

A Sofia Serafini, poi, è stato assegnato il riconoscimento distrettuale per l’«originalità, doti artistiche e attinenza al tema. Sofia ha voluto mettere in evidenza l’importanza di esserci nel momento del bisogno, di donarsi agli altri. La pace non è fame, non è odio, non è povertà e non è malattia, ma è fiducia nel futuro, è lavoro costante dove è fondamentale l’aiuto di tutti». (rrc)

 

Vecchio (Confindustria RC): Arrivo del treno al Porto di Gioia Tauro è bellissima pagina di riscatto

Per il presidente di Confindustria Reggio CalabriaDomenico Vecchio, l’arrivo nello scalo gioiese del primo treno proveniente dall’interporto di Nola, che sancisce l’avvio della fase operativa del trasporto ferroviario di container, è «un risultato atteso da tutto il sistema imprenditoriale locale e destinato a segnare, auspichiamo in modo duraturo e stabile, un cambio di rotta di portata storica per il presente e il futuro del più importante insediamento produttivo della Calabria».

«Confindustria Reggio Calabria – ha proseguito il presidente Vecchio – da sempre pone il rilancio di Gioia Tauro fra le priorità della Calabria e dell’intero Mezzogiorno, sotto i profili economico e occupazionale. Oggi, finalmente, si concretizza un passaggio chiave per lo scalo reggino che aggiunge un tassello straordinariamente importante nell’ottica del progressivo ampliamento della propria capacità attrattiva e delle funzionalità di questa infrastruttura. L’intermodalità, dunque, non è più una chimera o soltanto un traguardo fumoso e irrealizzabile».

«Oggi – ha evidenziato il presidente degli Industriali reggini – possiamo parlare a pieno titolo di Gioia Tauro come di una realtà moderna, all’avanguardia, capace di attrarre investimenti e pertanto perfettamente in grado di affrontare le complesse sfide della competitività imposte dai mercati internazionali. Una bellissima pagina di riscatto, che va di pari passo ai dati estremamente positivi registrati dal porto di Gioia Tauro in questo 2020 che, in forte controtendenza rispetto ad un anno funestato praticamente in ogni ambito dalla pandemia da Covid-19, si chiude con una crescita dei traffici di circa il 25% con una movimentazione annuale di oltre 3 milioni di teus che ha visto approdare sulle sponde gioiesi le più grandi navi portacontainer del mondo».

«Ad ulteriore riprova – ha sottolineato il presidente Vecchio – dell’eccellente lavoro condotto dal terminalista Til-Msc che fa capo al gruppo Aponte, il cui impegno sta conducendo Gioia Tauro con slancio, competenza e visione prospettica, passo dopo passo, verso un posizionamento di primissimo piano nel quadro della connettività internazionale. Adesso, auspichiamo che questo traguardo restituisca centralità e rilievo a Gioia Tauro nel quadro di una più ampia e strutturata strategia di sviluppo industriale nazionale che veda, proprio nel nostro scalo, il motore dell’economia e lo strumento di rilancio dei livelli occupazionali».

«La Calabria e l’intero Sud del paese – ha concluso – guardano con fiducia e speranza al virtuoso processo in atto nel cuore della nostra provincia per porre le solide basi di una ripartenza che, ci auguriamo, possa prendere il via già a cominciare dal nuovo anno che è alle porte». (rrc)