Il Consigliere Cirillo al lavoro per offrire ai giovani dell’Area Jonica un futuro grazie al sistema Its

Il sistema Its per offrire ai giovani dell’Area Jonica un futuro. È l’ambizioso progetto su cui sta lavorando il consigliere regionale Salvatore Cirillo che ha incontrato a Caulonia la Fondazione Mask, la Scuola, gli imprenditori e le istituzioni per verificarne la fattibilità.

«Il territorio dell’Area ionica – ha spiegato Cirillo – dispone molte più opportunità di quanto si possa immaginare, perciò, tale affermazione, non credo sia più etichettabile come pura utopia ma occorre sostanziarla con la concretezza. Di conseguenza, l’idea di avviare dal basso una strutturale fase di rilancio, ci pone una duplice sfida nella quale sarà indispensabile superare i modelli praticati in passato, abbandonando di fatto quell’individualismo che non ci ha consentito di poter agire, praticando tutte le opportunità generate quando è attiva la collaborazione; dall’altra dovremo avviare, presto e insieme, un percorso nel quale sia possibile condurre il nostro territorio verso uno sviluppo reale ed il conseguente superamento della disoccupazione giovanile».

«Tutto ciò potrebbe essere una realtà grazie al modello che ha dato vita all’istituzione degli Istituti Tecnici Superiori – ha proseguito – nati con l’intento di creare sinergie operative tra mondo imprenditoriale, scuola e istituzioni territoriali per formare le Risorse Umane da assumere e innalzare gli standard qualitativi e produttivi».

All’incontro è stata significativa la presenza e la disponibilità manifestata dal Sindaco di Caulonia e dal Presidente del Consorzio di Bonifica dell’Alto Jonio reggino. Inoltre, sia il contributo di idee apportato durante i lavori dalla Dirigente dell’Istituto ITA di Caulonia sia la visione operativa condivisa grazie alla presenza di una delegazione della Fondazione dell’Istituto Tecnico Superiore “Mask”, composta dall’ing. Domenico Vecchio, tra l’altro Presidente di Confindustria di Reggio Calabria e dal dr. Domenico Napoli, Direttore del Cefris, Ente di Formazione Professionale e ricerca sociale con sede a Gioia Tauro, hanno reso possibile un maggiore ed esteso approfondimento.

«Seppur l’iniziativa sia ancora in una fase embrionale e non formalizzata – ha detto ancora il consigliere Cirillo – la risposta ottenuta dai singoli partecipanti potrebbe veder sorgere proprio a Caulonia Marina una sede distaccata dell’Its, appartenente alla Fondazione Mask di Gioia Tauro e il conseguente avvio, proprio in questo territorio, vista la mancanza di questo ambito formativo da Reggio Calabria a Soverato,  di tutte quelle azioni formative che andrebbero a generare una sinergia operativa con risultati sicuramente privi di precedenti».

«Difatti – ha continuato Cirillo – grazie ai numerosi spunti condivisi durante l’incontro, occasione che ne ha reso possibile un approfondito confronto, declinato in una chiave particolarmente intrisa di forte disponibilità nel cogliere la sfida lanciata, l’occasione si è rivelata utile per convenire sulla necessità di poter lavorare in tale direzione, conferendo al progetto una straordinaria valenza dal quale si auspica di poter registrare nel medio periodo una serie di indicatori di segno positivo sia a favore dell’occupazione giovanile sia nel migliorare gli standard produttivi delle aziende che aderendo a questa nuova esperienza potranno diventare i protagonisti di quel cambiamento già concretizzato in alcune regioni d’Italia».

«Adottando questo modello di lavoro – ha concluso Cirillo – numerosi giovani potrebbero conseguire il super diploma rilasciato direttamente dal Ministero dell’Istruzione e potrebbero superare il paradosso della disoccupazione mediante l’assunzione resa possibile grazie all’acquisizione di specifiche competenze e soprattutto senza dover continuare a fare la valigia per cercare altrove lavoro». (rrc)

 

Alla Calabria 70 mln per renderla una regione a misura di bambino

Sono oltre 70 milioni di euro la somma «per fare della Calabria una regione a misura di bambino». È quanto ha dichiarato la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, nel corso dell’incontro con i diversi attori istituzionali  competenti per verificare lo stato di attuazione in Calabria delle risorse del Piano nazionale per la promozione del Sistema integrato di educazione e di Istruzione, per le annualità 2018, 2019 e 2020.

Una somma di cui disporrà la Calabria « per fronteggiare, entro i prossimi anni, la povertà educativa territoriale legata all’infanzia, in una Regione nella quale solo il 3% di bambine e bambini usufruisce di asili nido o servizi integrativi per l’infanzia finanziati dai Comuni, un dato ben al di sotto della media nazionale che si attesta al 14,7%», ha spiegato Princi.

All’iniziativa sono intervenuti anche la direttrice dell’ufficio scolastico regionale, Antonella Iunti, la dirigente generale del Dipartimento Istruzione, Formazione e Pari opportunità, Maria Francesca Gatto, e la dirigente del settore Istruzione e Diritto allo studio, Anna Perani. In collegamento il segretario dell’Anci Francesco Candia.

Presenti i rappresentanti dei Comuni calabresi capofila degli Ambiti territoriali «convocati – ha specificato la vicepresidente nell’ottica di stabilire insieme una corretta programmazione dei servizi educativi e delle strutture per l’infanzia, partendo dalla condivisione degli esiti del monitoraggio dei servizi educativi per l’infanzia calabrese, promosso dalla Regione, da cui è emerso che su 401 Comuni che hanno partecipato alla rilevazione, gli enti con servizi sono solo 112 ( il 27%), a fronte di un 72% di comuni sprovvisti di servizi».

Le risorse destinate agli enti locali potranno finanziare: nuove strutture per l’infanzia, ampliamento dei servizi educativi (posti e orari), riduzione delle rette a carico delle famiglie. A questi interventi strutturali, si legheranno protocolli d’intesa con Usr e Anci che prevedono imponenti azioni di formazione del personale educativo e docente delle scuole prescolari pubbliche e private e formazione dei coordinatori pedagogici. La quota di cofinanziamento regionale, oltre che alla formazione, verrà destinata all’istituzione di poli educativi per l’infanzia e di coordinamenti pedagogici e all’attivazione di nuove sezioni primavera.

«Pertanto, l’incontro di oggi con i diversi attori istituzionali competenti – ha rimarcato Princi – è finalizzato a fornire un compiuto supporto a tutte le Amministrazioni cercando di definire insieme le diverse criticità da risolvere e le opportunità da cogliere nella programmazione futura dei servizi per l’infanzia».

«Il dipartimento Istruzione, infatti – ha spiegato ancora – con il suo personale tecnico e amministrativo accompagnerà i Comuni supportandoli nelle fasi attuative con l’obiettivo di fare della Calabria una regione a misura di bambino, garantendo a tutti i bambini dell’età prescolare pari opportunità di sviluppo e di superamento delle disuguaglianze e delle barriere territoriali, sociali, culturali ed economiche. L’ampliamento, nonché l’accessibilità dei servizi regionali per l’infanzia, sono proprio una delle più importanti mission del presidente Occhiuto e di tutta la Giunta regionale».

«Le disuguaglianze tra i bambini, per quanto riguarda l’acquisizione di capacità e competenze – ha concluso – si formano già nei primissimi anni di vita, ben prima dell’ingresso a scuola, e frequentare l’asilo nido, i servizi educativi per l’infanzia, si dimostra un fattore determinante in grado di ridurre le numerose disparità».

«Con la vicepresidente Princi – ha evidenziato la direttrice Iunti – ci siamo sempre rapportate con un approccio collaborativo e operativo. La ringrazio molto perché anche sul sistema educativo dell’infanzia stiamo avendo un forte supporto con l’obiettivo comune di dare impulso ad un percorso che, in realtà non è solo normativo, ma penso sia uno dei tanti elementi strategici di rilancio del territorio che passa anche attraverso il sistema educativo scolastico 0-6».

«Nelle regioni dove già questo sistema è realtà – ha concluso – si è dimostrato che attraverso gli stimoli che i bambini ricevono alle scuole per l’infanzia il futuro successo formativo è migliore di quei ragazzi che non ne hanno potuto usufruire. Per questo la giornata di oggi è molto importante. In Calabria siamo all’inizio, ma insieme ce la faremo». (rcz)

In Cittadella mercoledì incontro sul sistema integrato di educazione e istruzione

Mercoledì 12 ottobre, alle 10, in Cittadella regionale, è in programma un incontro tra la Regione Calabria, Anci, Comuni e Ufficio Scolastico Regionale per  verificare lo stato di attuazione in Calabria delle risorse del Piano nazionale per la promozione del Sistema integrato di educazione e di Istruzione, per le annualità 2018, 2019 e 2020.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di continuare a supportare i Comuni nelle attività di caricamento delle schede di monitoraggio dei fondi ministeriali e regionali ricevuti per l’annualità 2018, senza le quali si rischierebbe di non ottenere i fondi ministeriali dell’esercizio finanziario 2022.

«Occorre proseguire senza sosta, e con la giusta attenzione, su quanto realizzato e quanto da programmare – ha evidenziato Giusi Princi, vicepresidente della Regione –, per fornire un compiuto supporto a tutti i Comuni al fine di potenziare i servizi educativi-integrativi per l’infanzia riducendo, così, le disuguaglianze tra bambini. Pertanto, abbiamo deciso di promuovere un questo incontro con l’Ufficio scolastico regionale, con l’Anci Calabria e con tutti i Comuni capofila degli ambiti territoriali, per capire nel dettaglio perché molti hanno utilizzato le risorse solo parzialmente e per inquadrare insieme le criticità da risolvere e le opportunità da cogliere nella programmazione futura dei servizi per l’infanzia».

«L’incontro – ha rimarcato la vicepresidente – sarà importante perché getterà le basi di una nuova strategia di programmazione delle future risorse destinate alla fascia 0/6, nonché di quelle non spese e quindi da riprogrammare, che saranno destinate non solo alla formazione del personale docente e degli educatori o alle attività di ristrutturazione dei locali che ospiteranno i bambini, ma anche, se non soprattutto, a nuove sezioni primavera alla creazione di poli per l’infanzia e all’abbattimento dei costi a carico delle famiglie attraverso la notevole riduzione delle rette scolastiche, un concreto supporto per le famiglie meno abbienti».

Parteciperanno all’iniziativa anche la dirigente generale del Dipartimento Istruzione, Formazione e Pari opportunità, Maria Francesca Gatto, e la dirigente del settore Istruzione e Diritto allo studio, Anna Perani(rcz)

INIZIA LA LUNGA MARATONA DELLE SCUOLE
IN CALABRIA ANCORA TROPPE CRITICITÀ

di GUIDO LEONEAncora qualche settimana di vacanze e poi per gli studenti calabresi delle scuole di ogni ordine e grado, così come per altri loro colleghi di buona parte delle regioni italiane, si riapriranno le porte delle aule per l’inizio delle lezioni fissato a mercoledì 14 settembre.

Nelle scuole superiori, poi, negli ultimi  giorni si sono svolte  le operazioni di verifica dei debiti scolastici che gli studenti  hanno dovuto dimostrare di avere  recuperato entro il 31 agosto. Si tratta di quelle prove che una volta erano chiamati esami di riparazione. Interessano mediamente  centinaia di studenti che nello scrutinio di giugno hanno avuto il  cosiddetto giudizio sospeso, cioè non sono stati né promossi né bocciati e che, pertanto, hanno dovuto sostenere le prove nelle materie insufficienti.

Intanto giovedì 1 settembre per il mondo della scuola è l’inizio  del nuovo anno scolastico. Anche quest’anno ci sarà una nuova ripartenza, la terza dall’inizio della pandemia da Covid-19, nel quale, ancora una volta, bisognerà confrontarsi con nuove abitudini e stili di vita che hanno impresso, nel corso degli ultimi anni,  una svolta epocale nel modo di essere e fare scuola, grazie anche al massiccio ricorso alle nuove tecnologie che ha colmato l’isolamento imposto dalle restrizioni per arginare il fenomeno Covid. 

La ripartenza è caratterizzata dalle novità contenute nel documento ministeriale che regolamenta il rientro degli studenti a scuola

Gli alunni frequenteranno regolarmente le lezioni in assenza di sintomi covid o febbre, con eccezione per il raffreddore, considerato una condizione stagionale e troppo frequente per impedire la regolare frequentazione; gli studenti con sintomi lievi e niente febbre possono frequentare ma con mascherina, sia chirurgica sia FFP2, mascherine che restano obbligatorie per le persone fragili. Non sarà necessario il distanziamento. Le scuole dovranno provvedere alla sanificazione, sia quella ordinaria e periodica, sia quella straordinaria in caso di casi confermati, con cambi d’aria frequenti e regolari. Nel caso di aumento dei contagi, si provvederà a misure aggiuntive come distanziamento, e obbligo di mascherina.

Stop anche all’obbligo di vaccinazione del personale scolastico.

I numeri della scuola reggina 

Lo scenario scolastico 2022- 2023, che si apre il 1° settembre, inizia per dirigenti, docenti e personale amministrativo, come al solito, con tutta una serie di operazioni di natura collegiale, relativamente a decisioni per la organizzazione delle condizioni di sicurezza negli istituti, anche per  la rivisitazione del piano dell’offerta formativa e la preparazione delle attività di accoglienza per le matricole reggine dei vari ordini di scuola, così distribuiti: 3.382 per l’infanzia ,4.208 per la primaria, 4.920 per la media e 6.009 per le superiori.

Ciò che andrebbe evitata è la fretta di sedersi alla cattedra e al banco, di riprendere a insegnare per recuperare il tempo perduto, lasciando le vite di prima, le vite del vuoto scolastico, fuori dalle aule.

Il progetto educativo della ripresa avrebbe bisogno di tre passaggi: accoglienza, narrazione, rimodulazione.

In tutto gli studenti della nostra provincia nell’anno scolastico 2022-2023 saranno 74.473, così distribuiti fra i vari ordini di scuola: 8.921 infanzia, 22.040 primaria,14.930 media, 28.582 superiore. Cui vanno ad aggiungersi gli allievi delle scuole paritarie. Resta,purtroppo,la tendenza, che si registra da tempo ad una diminuzione della popolazione scolastica anche nella nostra provincia.

Nel Reggino ad affrontare i prossimi esami di maturità, che avranno inizio mercoledì  21 giugno 2023, nelle scuole superiori statali saranno 5.252 allievi, mentre nella scuola media inferiore saranno 5.029.

Cosa prevede il nuovo calendario scolastico: una lunga maratona di 203 giorni

 Questo è il ventunesimo anno della devolution nel quale le Regioni autonomamente  fissano la data d’inizio e il termine delle lezioni.

In Calabria il termine è stato decretato per sabato 10 giugno 2023.

Le attività educative nella scuola dell’infanzia, invece, termineranno in quasi tutte le regioni venerdì 30 giugno 2023.

Per tutti, giorno più giorno meno, una lunga maratona di nove mesi di lezione, 203 giorni per la Calabria, fatto salvo il minimo dei 200 giorni di lezione.

I giorni di festa (escluse le domeniche) previsti dal calendario ministeriale sono al momento 11, vincolanti su tutto il territorio nazionale.

E cioè il 1° novembre, festa di tutti i Santi; l’8 dicembre, Immacolata Concezione; il 25 dicembre, Natale; il 26 dicembre; l’1 gennaio, Capodanno; il 6 gennaio, Epifania; il giorno di lunedì dopo Pasqua; il 25 aprile, Anniversario Liberazione; l’1 maggio, Festa del Lavoro; il 2 Giugno, Festa nazionale della Repubblica; la festa del Santo Patrono. 

Il decreto del Presidente della Regione Calabria stabilisce, poi, che non si effettueranno lezioni  lunedì 31 ottobre 2022 ponte della festa di tutti i Santi, il 2 novembre 2019 (ponte festività Ognissanti), dal venerdì 9 al sabato 10 Dicembre 2022 – Ponte della Festa dell’Immacolata Concezione; – dal venerdì 23 Dicembre 2022 al sabato 7 Gennaio 2023 – Vacanze natalizie; – dal giovedì 6 al martedì 11 Aprile 2023 – Vacanze pasquali; – il lunedì 24 Aprile 2023 – Ponte dell’Anniversario della Liberazione; – il sabato 3 Giugno 2023 – Ponte della Festa Nazionale della Repubblica.  

Il nuovo calendario, così come prevede l’autonomia scolastica , è , comunque, flessibile e dà la possibilità alle scuole di proporre gli adattamenti che possono riguardare anche la data di inizio delle lezioni , nonché la sospensione, in corso di anno scolastico, delle attività educative e delle lezioni prevedendo, ai fini della compensazione delle attività non effettuate, modalità e tempi di recupero in altri periodi dell’anno. Sicchè anche le scuole della nostra provincia potrebbero  iniziare le lezioni ancor prima del 14 settembre.

L’esordio di nuovi dirigenti scolastici nella città di Reggio Calabria

Novità, poi come capita ogni anno, per le dirigenze scolastiche. A Reggio, in particolare, lasciano  per raggiunti limiti di età  le presidi Anna Nucera, Maria Rosaria Rao e Margherita Nucera alle quali va, insieme agli altri  dirigenti della nostra provincia, un doveroso ringraziamento per l’impegno profuso in tanti anni al servizio della scuola .Hanno  svolto con grande professionalità il loro lavoro contribuendo alla crescita qualitativa di tante generazioni. Le new entry cittadine riguardano i dirigenti Gueli Maria (I.C. Gallico),Martino Giuseppe (IC Ravagnese), Lucisano Carmela (Liceo Classico Campanella), Ubaldini Antonino (I.C. Moscato), Marino Teresa (Istituto Tecnico  Panella), Zavettieri Lucia (I.C Galilei Pascoli). 

Sono 66 ,invece, di cui 18 in provincia di Reggio, le scuole calabresi che avranno un dirigente part time come reggente e che dovranno dividersi fra due scuole talvolta abbastanza distanti tra loro.

In città il Liceo scientifico “Da vinci” sarà retto dal dirigente Franco Praticò

Continua a permanere la tendenza al colore rosa nei numeri della dirigenza scolastica calabrese e reggina in particolare e l’abbassamento dell’età media dei responsabili degli istituti. 

Le criticità

Il Covid–19 ha accentuato e messo a nudo i problemi che la scuola italiana manifestava da tempo. Non è un caso che la scuola italiana si presenti così male davanti ad una crisi pandemica senza precedenti, ma anche davanti ad un periodo di profondo cambiamento tecnologico.

Incredibilmente, tuttavia, il dibattito di questi giorni si concentra su aspetti certamente importanti ma non centrali,  vaccini, distanziamenti, mascherine, aereazione dei locali ecc. Si badi bene: queste vicende sono decisive e possono essere dirimenti per garantire la continuità scolastica, ma non affrontano i nodi rimasti irrisolti.

Dall’annosa penuria di docenti alla qualità della formazione e dell’offerta formativa, dalla abbondanza delle classi pollaio alle modeste condizioni retributive e lavorative, alla mancata riforma della carriera degli insegnanti, alla assenza di interventi per migliorare l’efficienza ed efficientamento energetico in strutture ad elevatissimo consumo e dispendio energetico. Le risorse destinate al sistema scolastico diminuiscono nell’indifferenza di tutti. La scuola, invece, deve essere la priorità perché ne va del nostro futuro.

Perciò è necessario pensare una scuola nuova con modelli metodologici e valutativi rivisti in profondità e con una reale personalizzazione dei percorsi. Serve un cambio di passo per garantire pari opportunità e successo formativo a ogni studente. Solo così potremo pensare di dare risposte ai bisogni formativi dei ragazzi che affollano le nostre scuole, preparandoli alle esigenze del mondo, del lavoro e delle università.

Messi in fila, questi dati raccontano di un ritardo preoccupante della regione calabrese  e risultati ancora peggiori in alcune realtà locali . La principale criticità della scuola in Italia riguarda infatti la qualità degli apprendimenti degli studenti, inferiore a quella degli altri paesi avanzati, così come sono inferiori quelli degli allievi calabresi in confronto ai colleghi del Centro-Nord Italia, come costantemente evidenziano gli esiti delle prove Invalsi soprattutto nelle insufficienti competenze in lingua italiana, matematica e scienze.

La grave perdita di apprendimenti generata, ancor più dal lockdown, per cui passeranno un paio di anni per un reale recupero, è la goccia che ha fatto traboccare un vaso, già colmo ben prima. Le politiche degli ultimi anni hanno indebolito il sistema d’istruzione nel nostro Paese. I nostri governanti hanno dimenticato che la scuola non è solo governo (autonomia, ministero, organi collegiali), ma anche struttura (ordinamenti) e cultura (programmi) e se non si interviene sinergicamente su questi tre elementi si possono provocare più guasti di quelli che si vogliono riparare. Alla scuola servono, idee, strumenti e risorse per ridefinirne la mission.

Colpisce l’assenza di iniziative da parte ministeriale ma anche della direzione dell’Ufficio scolastico regionale in questi ultimi anni. Ci saremmo aspettati da parte dell’U.S.R. una seria riflessione sulla scuola calabrese e sulle sue emergenze, dandole un senso, un significato, un orizzonte, unitamente alla Regione Calabria.

I nostri territori sono segnati, peraltro, da profonde differenze in termini di  opportunità spazi, servizi, attività integrative, di condizioni culturali, sociali e quant’altro, tutti aspetti ineludibili che condizionano fortemente gli stessi risultati. Ecco, necessita che l’Assessorato alla P.I. faccia una diagnosi puntuale dell’attuale condizione scolastica calabrese per capire quale può essere la terapia da affrontare per le nostre permanenti emergenze. (gl)

253 Licei italiani hanno sposato il percorso di Biomedicina partito da Reggio Calabria

Il percorso di Biomedicina nei Licei, progetto partito dal Liceo “Leonardo Da Vinci” di Reggio Calabria, è diventato un vero e proprio modello nazionale: sono, infatti, 253 i Licei italiani che lo hanno “sposato”, per un totale di oltre 30mila studenti e 105 Ordini Provinciali dei Medici coinvolti, per un totale di oltre 10mila medici impegnati.

Lo ha reso noto la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, che ha espresso soddisfazione, sottolineando come «la Calabria si distingue oggi più che mai come modello per tutta Italia. Dobbiamo andarne veramente fieri. Un dato che ci inorgoglisce e ci proietta con concretezza al futuro».

La vicepresidente, infatti, ha partecipato alla riunione d’insediamento a Roma della cabina di regia nazionale, guidata congiuntamente da Ministero dell’Istruzione e la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Oggetto principale della riunione l’individuazione dei nuovi licei scientifici e classici da coinvolgere nel grande progetto di biomedicina ideato ed avviato per la prima volta dal Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci”, oggi capofila, e dall’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, guidato dal Dr. Pasquale Veneziano, tutt’ora coinvolti nell’organizzazione del percorso. 

«L’orgoglio non è quello personale di averci creduto fin dall’inizio – ha precisato Giusi Princi – ma piuttosto di vedere oggi la Calabria e Reggio in particolare prese come modello dalle scuole di tutto il Paese. Oggi sono 19 i licei calabresi coinvolti, di cui 3 appena selezionati; 46  in totale le new entry su campo nazionale».

«Si conferma la formula che prevede, a partire dal terzo anno di Liceo – ha proseguito – l’introduzione nel piano di studi di 150 ore di insegnamenti aggiuntivi tra lezioni frontali tenute da docenti di biologia, lezioni pratiche con i medici e visite ad ambulatori, ospedali, laboratori di ricerca e studi specialistici. L’obiettivo è quello di fornire risposte concrete alle esigenze di orientamento degli studenti che intendono intraprendere il percorso sanitario. Il progetto, infatti, nato per accompagnare gli studenti verso gli indirizzi universitari medico-scientifici, dando loro di fatto la possibilità sia di prepararsi in vista di temuti test di accesso sia di valutare la personale attitudine e propensione al settore, mira pure a preparare al meglio la classe sanitaria del futuro».

«Un settore su cui il presidente Roberto Occhiuto sta investendo molto – ha evidenziato –. Formare bene gli studenti di oggi significa ritrovarsi poi già in casa dirigenti sanitari e medici competenti, motivati e che conoscono bene il contesto. Un investimento nel futuro che come Giunta abbiamo sposato pienamente. Non è un caso che l’estensione del percorso stia facendo registrare anno dopo anno un boom di richieste da parte dei licei di ogni regione. I risultati e la documentazione sono al vaglio del Ministero dell’Istruzione e dell’Università quale strumento per regolamentare l’accesso alle Facoltà di Medicina e materie sanitarie». 

«Da quest’anno – ha concluso – il coordinamento della rete di Licei italiani, a cura della Scuola capofila, è affidato al nuovo Dirigente scolastico Francesco Praticò che, insieme alla referente nazionale dei licei coinvolti, Francesca Torretta, al referente nazionale della componente medica, Domenico Tromba, al presidente dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, Pasquale Veneziano, al Segretario generale della Federazione nazionale Ordini dei Medici Roberto Monaco, avrà l’onere di gestire la complessa macchina organizzativa, che sono certa sarà gestita con la consueta abnegazione. Un particolare ringraziamento a loro ed a tutti i medici che a titolo gratuito da tanti anni garantiscono la formazione a migliaia di giovani calabresi». (rrc)

REGGIO – L’assessore Nucera incontra i dirigenti scolastici in vista dell’inizio della Scuola

L’assessore comunale all’Istruzione del Comune di Reggio, Lucia Anita Nucera, ha incontrato i dirigenti degli istituti scolastici reggini al fine di programmare con loro le future attività.

«Una riunione proficua con la collaborazione di tutte le componenti presenti, in vista della ripresa delle attività scolastiche» l’ha definita Nucera, spiegando che «sono stati inseriti in bilancio i fondi per l’accatastamento, per l’ agibilità e la capienza degli istituti scolastici, per le manutenzioni, il verde ecc.».

Inoltre, in vista della ripartenza della scuola  si sono approfondite le circolari del Mir. «Ho dato  massima disponibilità – ha sottolineato l’assessore – per affrontare le difficoltà che eventualmente si presenteranno».

Nel corso della riunione, che si è  svolta attraverso l’ascolto di tutti i dirigenti per le criticità in atto, per il completamento di alcuni lavori e il rilancio di strategia per l’abbattimento della dispersione scolastica, l’assessore Nucera  ha poi elencato le  diverse possibilità legate al Pnrr e i progetti già presentati e che riguardano: mensa, trasporto e l’orchestra e il coro delle scuole della città di Reggio Calabria.  È previsto, inoltre, l’avvio da parte dell’ assessorato di una serie di incontri in tutti gli istituti comprensivi avente come temi: autostima, diritti umani, la pace, legalità, storia, cultura e minoranze linguistiche.

La riunione molto partecipata, si è tenuta alla presenza  del  dirigente del settore istruzione e sport la dott.ssa Daniela Roschetti e il delegato del dirigente del lavori pubblici e manutenzioni ing. Postorino.

«Auspico una collaborazione concreta per un bene dei nostri ragazzi – ha concluso l’assessore Nucera – le riunioni con i dirigenti saranno a cadenza mensile e a seconda delle problematiche sarà prevista eventualmente la partecipazione anche  di altre istituzioni». (rrc)

Saccomanno (Lega): In arrivo 72 mln per Istituti primari e secondari in Calabria

Dal ministero dell’Istruzione sono aSono 72 milioni di euro la somma destinata agli Istituti primari e secondari della Calabria, assegnati dal ministero dell’Istruzione nell’ambito del Piano Scuola 4.0.

Lo ha reso noto il commissario della LegaGiacomo Saccomanno, che ha ribadito che «questo provvedimento è stato fortemente sostenuto dalla Lega e frutto dell’importante impegno del sottosegretario Sasso. Il piano prevede la trasformazione di classi tradizionali in ambienti innovativi di apprendimento e la creazione di laboratori per le professioni del futuro, e ciascuna scuola potrà decidere in autonomia come utilizzare le risorse».

«I dirigenti scolastici, in collaborazione con l’animatore digitale e il team per l’innovazione – ha spiegato Saccomanno – potranno costituire un gruppo di progettazione insieme a docenti e studenti per pianificare gli interventi. A disposizione di ogni istituto ci saranno strumenti di accompagnamento, come il Gruppo di supporto al Pnrr, costituito al ministero dell’Istruzione e negli Uffici scolastici regionali, oltre che la Task force scuole, gestita in collaborazione con l’Agenzia per la coesione territoriale».

«Nello specifico – ha spiegato ancora – arriveranno risorse sia per la scuola primaria che per la scuola secondaria per un importo complessivo di 12.481.938,11 di euro per la provincia di Catanzaro, 26.543.651,14 per la provincia di Cosenza, 6.973.301,75 di euro per la provincia di Crotone, 19.761.017,08 per la provincia di Reggio Calabria, 6.630.232.,05 di euro per la provincia di Vibo Valentia. Ancora una volta, mentre gli altri chiacchierano, la Lega lavora per i cittadini e per dare risposte concrete alle richieste che arrivano dai territori di tutta Italia, a partire dalla nostra regione. Un passo in più per una scuola rinnovata e innovativa, capace di tutelare i ragazzi, le famiglie e i docenti». (rrm)

In Cittadella al via tavolo tecnico-politico sui Sistemi Locali dell’Educazione e dell’Istruzione

In Cittadella regionale si è svolto un tavolo tecnico politico finalizzato alla condivisione dei Sistemi Locali dell’Educazione e dell’Istruzione (SLEI), organizzato dall’Assessorato regionale all’Istruzione, guidato dalla vicepresidente Giusi Princi.

Si tratta della prima fase del processo di ridefinizione delle linee guida regionali per l’organizzazione della rete scolastica e dell’offerta formativa per il prossimo triennio che si concluderà nel mese di settembre.

«Le risorse necessarie – ha dichiarato il vicepresidente Princi – sono disponibili, ed è quindi necessario, seguendo l’indirizzo indicato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto,  finalizzare i nostri sforzi per rispondere correttamente alla richiesta di crescita dei territori, soprattutto attraverso la concertazione costante con gli enti locali in cui, sin dal mio insediamento, ho sempre creduto come leva per il cambiamento della nostra regione».

Alla riunione hanno preso parte il dirigente generale del Dipartimento Istruzione formazione e Pari opportunità, Maria Francesca Gatto, il dirigente del settore Istruzione e Diritto allo studio, Anna Perani, il Direttore dell’ufficio Scolastico regionale per la Calabria, Antonella Iunti, ed i rappresentanti di Anci e delle provincie calabresi.

Nel corso dell’incontro, la dirigente Perani ha presentato i tratti caratteristici del Slei che declinano, sul territorio regionale, i principi della sussidiarietà e dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. In concreto, i Sistemi Locali dell’Educazione e dell’Istruzione garantiranno il raggiungimento di diversi obiettivi, tra cui la partecipazione degli studenti al sistema educativo e formativo a partire dalla fascia 0 6, la prevenzione ed il contrasto alla dispersione scolastica e l’abbandono, la promozione dell’inclusione scolastiche, assicurando al contempo la perequazione territoriale ed il supporto ai processi di dimensionamento scolastico.

Registrata la piena disponibilità dei soggetti presenti all’incontro, al fine di gettare le basi per le nuove linee guida per il dimensionamento scolastico del prossimo triennio, elaborato anche sulla base dei dati acquisiti dall’Osservatorio regionale sul Diritto allo studio. Obiettivo principale, infatti, sarà anche quello di eliminare le reggenze, tutelare i territori più fragili, garantire stabilità alle istituzioni nel tempo. Tutte le operazioni di dimensionamento dovranno avvenire all’interno di un medesimo ambito – per il quale viene anche individuato un comune capo-ambito – sulla base di precisi indicatori di consistenza della popolazione, di efficienza organizzativa e capacità di gestione della spesa pubblica. (rcz)

La vicepresidente Princi incontra il ministro Bianchi: entusiasta a collaborare per rilancio della nostra regione

Importante incontro è avvenuto a Roma, tra la vicepresidente della Regione Calabria, Giusy Princi e il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, con cui «abbiamo già stabilito un percorso attuativo con la programmazione di incontri tecnici che coinvolgeranno anche il direttore dell’Usr della Calabria Antonella Iunti ed il capo Dipartimento Stefano Versari».

«Il ministro si è dimostrato entusiasta a collaborare per il rilancio della nostra Regione il cui valore delle risorse umane è ben noto al Ministero, come già ampiamente dimostrato in questi anni» ha spiegato la vicepresidente, aggiungendo che l’incontro «è stata l’occasione per porre l’accento sulle esperienze progettuali virtuose di tante scuole calabresi, su tutte il percorso di biomedicina, di cui sono state già poste le basi per una regolamentazione normativa».

«È stato un primo incontro – ha proseguito – dove abbiamo sviscerato punti di forza e punti deboli della Calabria, spiegando la necessità di dare finalmente centralità alla nostra Regione, facendo squadra per intervenire sugli annosi problemi dell’edilizia scolastica, della qualità degli apprendimenti ostacolata dalle classi pollaio, dei presìdi educativi per l’infanzia (fascia 0-6 anni), dei nuovi Its che dovranno essere sempre più curvati sulle competenze tecniche e tecnologiche professionali di cui hanno bisogno le aziende del territorio regionale».

«Abbiamo affrontato, anche – ha spiegato – la questione della maggiore digitalizzazione delle scuole, specie quelle dell’entroterra non raggiunte da banda, e quindi delle misure necessarie per ridurre i divari tra territori. L’obiettivo finale di tutti questi punti, a lungo termine, è evitare la fuga dei cervelli. Facendomi portavoce di tutta la Giunta Occhiuto – conclude il vicepresidente – ho detto al Ministro che è nostro dovere di Istituzioni dare ai giovani calabresi una scuola all’avanguardia nella qualità dei percorsi formativi, una formazione post-diploma che garantisca all’80% dei nostri studenti (come avviene nel resto d’Italia) un inserimento lavorativo dentro i confini della propria Regione».

«Colmare il gap con le realtà del Nord non è impossibile – ha concluso –. Abbiamo le capacità e le risorse umane. Ci serve solo l’aiuto del Governo per concretizzarle e metterle a frutto». (rrm)

L’appello dell’assessore Savaglio all’Ufficio Scolastico Regionale: l’inclusione scolastica sia effettiva

L’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio, ha inviato una lettera al direttore dell’Ufficio Scolastico Maria Rita Calvosa, in merito all’inclusione scolastica e alla didattica a distanza, ribadendo che «è necessario favorire la frequenza in presenza degli alunni disabili, dsa o con bisogni speciali».

«Carissima – ha esordito la Savaglio – mi arrivano da più parti segnalazioni che alcune scuole (soprattutto secondarie di secondo grado), dopo aver ricevuto l’obbligo di adottare la didattica a distanza, non hanno garantito la didattica in presenza per quegli alunni disabili, Dsa o con bisogni speciali. Ciò, come sai, è previsto dal Dpcm del 3 novembre scorso».

«Nel decreto ministeriale – ha spiegato l’assessore all’Istruzione – si chiarisce l’obbligo di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del ministro n. 89 dell’istruzione 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del ministro dell’Istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata».

«Le scuole – ha sottolineato – non devono certo trasformarsi in “scuole speciali”, cosa che ci riporterebbe indietro di quasi cinquant’anni rispetto ai progressi raggiunti in termini di inclusione scolastica».

«Su questo – ha aggiunto –, giunge in soccorso la nota del 5 novembre nella quale si esplicita che in materia di inclusione scolastica per tutti i contesti ove si svolga attività in ddi il Dpcm, nel richiamare il principio fondamentale della garanzia della frequenza in presenza per gli alunni con disabilità, segna nettamente la necessità che tali attività in presenza realizzino un’inclusione scolastica “effettiva” e non solo formale, volta a mantenere una relazione educativa che realizzi effettiva inclusione scolastica. Ci conosciamo da poco, ma ho chiaro che tu sia una persona di grande sensibilità. Quindi, non devo ricordarti cosa significhi continuare a privare gli alunni con disabilità del supporto della scuola. Questo vuole dire mancanza di docenti e compagni, spesso indispensabili per il raggiungimento delle autonomie fondamentali, e niente obiettivi formativi anche minimi. I danni che questo vuoto educativo causa in loro potrebbero essere – in alcuni casi – irreparabili».

«La relazione educativa – ha detto ancora la Savaglio – va mantenuta e si deve cercare in tutti modi possibili e compatibili con l’emergenza. Ovvero, è necessario favorire la frequenza in presenza di queste bambine/i e ragazze/i , ma non da soli però, cioè con piccoli gruppi di compagni. Si è creata, da qualche parte, anche la confusione sulle modalità di attivazione della frequenza in presenza. La domanda che ti pongo è: devono essere le famiglie dei bambini interessati a farne esplicita richiesta o, al contrario, le scuole devono comunque procedere ad attivarla?».

«Ti chiedo – ha concluso la Savaglio – consapevole del lavoro puntuale che tu e il tuo Ufficio state svolgendo in questi mesi difficili, di verificare lo stato di applicazione del Dpcm in materia di inclusione scolastica; io, nei modi e nei tempi che riterrai opportuni, sarò sempre disponibile a lavorare insieme come fatto fino ad ora. Ti ringrazio infinitamente per la tua sempre pronta disponibilità». (rrm)