Demolizione villette Caminia, Legambiente Calabria: Un segnale importante di ripristino della legalità

Per Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, la demolizione delle villette a Caminia di Stalettì, costruite abusivamente sul demanio, a pochi metri dal mare, in violazione della normativa urbanistico-edilizia, «è stato un primo segnale forte ed importante di ripristino della legalità».

Si tratta in totale di circa 70 villette su un’area di oltre 5.000 mq che, da decenni, deturpano una della località più belle e suggestive dell’intera costa jonica calabrese a causa dell’inerzia protratta delle Istituzioni competenti.

Le demolizioni sono state effettuate dopo l’operazione congiunta denominata Sea View, in base alle indagini dirette dalla Procura della Repubblica con a capo il dott. Nicola Gratteri, e segue i provvedimenti di sgombero e di sequestro operati a seguito della decisione del Tar Calabria, di respingere il ricorso presentato da alcuni cittadini proprietari dei manufatti.

«Legambiente Calabria – ha spiegato la presidente Parretta – è al fianco delle pubbliche amministrazioni, a partire dal Comune di Stalettì, che stanno, finalmente, svolgendo il proprio ruolo restituendo Caminia all’uso collettivo. Restiamo in attesa della demolizione di tutte le villette abusive, incluse quelle ancora sub iudice, un vero ecomostro diffuso per come è stato definito, e del conseguente recupero ambientale effettivo del territorio. Il circolo “Cassiodoro” di Legambiente svolge un attento ruolo di monitoraggio del territorio.   Non vogliamo che restino ferite aperte come quella, ben visibile, rimasta a Stalettì dopo l’abbattimento di parte di villaggio Lopilato, seguito ad anni di lotte ambientali».

«Ricordiamo che – ha concluso il presidente regionale dell’Associazione ambientalista – per come raccontato annualmente dal rapporto Ecomafia, la Calabria è, purtroppo, saldamente ai primi posti della classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento. Legambiente, anche con la campagna “Abbatti l’abuso” lavora quotidianamente per arrivare alla demolizione di quell’80% di  immobili già colpiti da ordinanze di demolizione ma ancora in piedi, in spregio alla normativa vigente». (rcz)

Conferimento rifiuti a Crotone, Legambiente Calabria: Invece di trovare soluzione, si ricorre alla discarica

La presidente di Legambiente CalabriaAnna Parretta, ha espresso sconcerto in merito all’ordinanza del presidente f.f. della Regione, Nino Spirlì, che ha autorizzato il conferimento di tutti i rifiuti calabresi a Crotone, nella discarica di Columbra, e ha sottolineato come «invece di sviluppare la differenziata e aprire nuovi impianti di riciclo, in Calabria si ricorre sempre e solo alle discariche».

«Sembra di assistere – ha detto – allo stesso inaccettabile film degli ultimi 20 anni: non si diffonde la raccolta differenziata in tutti i Comuni calabresi, non si aprono nuovi impianti di riciclo e quindi si ricorre sempre alla solita aberrante soluzione dello smaltimento in discarica. Ci libereremo dalla dittatura dei signori delle discariche solo con una vera assunzione di responsabilità da parte di tutti, a partire dai Comuni, dalla Regione e dai cittadini, per fare sempre meglio la differenziata e facilitare la realizzazione degli impianti di riciclo».

«In Calabria – ha proseguito la presidente Parretta – ci sono ancora troppi Comuni inadempienti sulla raccolta differenziata che dal 2012 avrebbe dovuto superare la percentuale del 65%, a partire da alcuni Capoluoghi di provincia come Crotone con il 12%, Reggio Calabria con il 42% e Vibo Valentia con il 48%, dove si producono i maggiori quantitativi di rifiuti e che quindi sono inevitabilmente i principali conferitori di rifiuti in discarica. Ma la differenziata non basta, servono anche gli impianti industriali per riciclarli. Senza la realizzazione e l’entrata in esercizio di nuovi impianti per avviare a riciclo i rifiuti differenziati, a partire dall’umido domestico per la produzione di compost e biometano, da realizzare con processi partecipativi per garantire il pieno coinvolgimento dei territori, rischiamo di assistere solo alla penultima emergenza rifiuti. Tra qualche mese, infatti, in assenza di questi interventi strutturali che dovrebbero adottare i Comuni e la Regione, piomberemo in una nuova emergenza rifiuti, senza venirne definitivamente a capo, come già avvenuto negli ultimi decenni».

«La discarica di Crotone per rifiuti speciali destinati temporaneamente ai rifiuti urbani nel periodo estivo – ha detto ancora la presidente di Legambiente Calabria – è una scelta emergenziale figlia di una mancata programmazione e realizzazione di interventi risolutivi che dura da decenni e che va a togliere, tra l’altro, volumetrie ad un impianto che dovrebbe servire per la bonifica del SIN della città. L’inefficienza del modello delle gestione dei rifiuti in Calabria sta nell’impiantistica – ci sono più discariche e inceneritori che impianti per il riciclo delle altre frazioni – ma anche nella modalità di raccolta con i cassonetti stradali che determina bassa percentuale di differenziata e diseconomie».

«Infatti – ha concluso – il costo medio per abitante all’anno per gestire i suoi rifiuti è di circa 165 euro mentre se, ad esempio, si passasse ad un modello più evoluto (raccolta porta a porta, maggiore quantità e qualità della differenziata, tariffazione puntuale) la cifra che potrebbe risparmiare mediamente ogni cittadino all’anno è di circa 26 euro, a dimostrazione che migliorando e investendo nel miglioramento del servizio si risparmia anche economicamente».

Dati Calabria

 Nel 2019 sono state prodotte 767 mila tonnellate di rifiuti In Calabria, di cui circa il 48% (367 mila tonnellate) è stato differenziato. Il dato medio regionale di RD è sotto l’obiettivo del 50% previsto al 2009 (11 anni fa) con dati su scala provinciale ancor più eclatanti (RD provincia di Crotone 31%, Reggio Calabria 36%, Vibo Valentia 41%, Catanzaro 54% e Cosenza 59%).

Nelle 5 discariche presenti (dati 2019) sono andate ben 309 mila tonnellate di rifiuti urbani (il 40%) a cui si aggiungono le 106 mila tonnellate incenerite nell’inceneritore di Gioia Tauro.

L’organico è la voce predominante dei rifiuti urbani prodotti (163 mila tonnellate delle 367 mila differenziate) seguito dalla carta (87 mila tonnellate). Per gestire l’organico sono presenti 6 impianti di compostaggio per 85 mila tonnellate trattate e 1 impianto anaerobico/aerobico che ne tratta altrettante 85 mila tonnellate a Rende (Cs).

Le piattaforme presenti che trattano gli imballaggi sono 25 di cui 5 per carta, 17 per legno e 3 per carte e legno. Non ci sono impianti per trattare la plastica. (rcz)

Legambiente: In Calabria solo 7 Comuni sono ‘rifiuti free’

Su 404 Comuni in Calabria, solo otto sono rifiuti free. È quanto è emerso dalla 28esima edizione di Comuni Ricicloni di Legambiente, il dossier realizzato nell’ambito del medesimo concorso con cui, fin dal 1994, Legambiente premia i migliori risultati nella gestione dei rifiuti, e che dal 2016 vede il suo principale focus nei Comuni Rifiuti Free, ossia i centri a bassa produzione di indifferenziato destinato a smaltimento.

I comuni vincitori sono stati divisi per regione e per categoria: sotto i 5mila abitanti, tra i 5mila ei 15 mila, sopra i 15 mila abitanti e per capoluoghi e, per la Calabria, è San Benedetto Ullano a essere stato insignito come Comune Riciclone, insieme ad altri 46 Comuni italiani.

Per quanto riguarda, invece, i Comuni Rifiuti Free, tra le Province calabresi, è quella di Cosenza a dominare le presenze con 5 comuni; Vibo Valentia con un solo comune e Catanzaro con uno. In cima alla classifica dei comuni rifiuti free calabresi troviamo San Benedetto Ullano (Cs), che per i risultati raggiunti ha ottenuto anche il titolo di “comune riciclone” a livello nazionale: con 1.453 abitanti, ha raggiunto l’80,3% di raccolta differenziata (rd) ed una produzione pro capite di secco residuo di 52,2 kg all’anno. Seguono: Mongiana con 699 abitanti, 74,5% di rd e 53,9 kg di secco residuo all’anno; Pietrafitta con 1212 abitanti, 83,7% di rd e 54,3 kg di secco; Carolei  con 3178 abitanti, 81,8% di rd e 54,3 kg di secco; Cerisano (Cs)con 3109 abitanti, 81,6% di rd e 57,3 kg di secco; Gimigliano con 3232 abitanti, 79,2% di rd e 58,7kg di secco. Chiude la classifica Aiello Calabro con 1.626 abitanti, 65% di rd e 74,7 kg di secco residuo pro capite all’anno.

«Quanto emerge dal dossier Comuni Ricicloni – ha dichiarato la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta – ci conferma che, nonostante l’esiguità dei comuni calabresi che hanno raggiunto risultati importanti, il passaggio ad un’economia di tipo circolare è possibile. È necessario però incentivare la comunicazione e l’informazione per i cittadini affinchè si possa realizzare una raccolta differenziata di qualità, ma soprattutto aiutare i comuni con interventi mirati tra i quali, per esempio, l’applicazione della tariffazione puntuale, in nome del principio “chi inquina paga” e la realizzazione di impianti di riciclo e riuso in ogni provincia calabrese».

Tra le realtà più rappresentative di questa edizione, meritevoli della menzione Conai “Teniamoli d’occhio” è stata premiata anche la Calabria, oltre a Puglia e Campania, con l’Ambito territoriale ottimale di Vibo Valentia che comprende 50 Comuni per un totale di 160.000 abitanti. (rrm)

Il mare più bello 2021, Legambiente Calabria: Ottenute solo tre vele, emblematico e paradossale per Calabria

«È emblematico e paradossale che la Calabria non raggiunga i vertici della classifica». È quanto ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria a seguito della presentazione della guida annuale Il mare più bello 2021, dove vengono segnalati i comprensori balneari più belli e sostenibili della Penisola e che vede la Calabria, ottenere solo tre vele nei comprensori di Capo Vaticano e Costa degli Dei, Costa Viola, Costa dei Gelsomini, Costa dei Saraceni, Costa degli Aranci e Costa dei Greci, mentre le altre località calabresi presenti nella guida raggiungono solo due o una vela.

La presidente Parretta, dunque, ha evidenziato come «nella nostra regione sono necessarie, ancor più che altrove, urgenti strategie sui temi della tutela ambientale e del turismo sostenibile. Alla base della selezione operata dalla guida, infatti, ci sono le valutazioni emerse dai monitoraggi effettuati da Goletta Verde di Legambiente, ma anche l’attenzione alle attività sostenibili ed ecologiche».

«La Calabria – ha aggiunto – ha moltissimo da offrire con i suoi circa 800 km di coste, le sue spiagge spesso ancora deserte o poco affollate, la vicinanza tra le coste e montagne altrettanto belle, la grande biodiversità delle sue aree protette, i suoi borghi, la sua storia e le sue tradizioni enogastronomiche di qualità. Ma la Calabria è anche una regione che deve essere amata e curata come merita da cittadini e, soprattutto, da amministratori troppo spesso “distratti” e che, invece, ha un forte bisogno di politiche efficaci su molti fronti, a partire da quello della depurazione, che sta comportando multe salate da parte dell’Europa. Il turismo sostenibile ha potenzialità enormi nella nostra regione e può costituire un importante volano di sviluppo di qualità e di occupazione. L’auspicio è che, il prossimo anno, con l’impegno di tutti, la Calabria possa vedere molte delle sue bellissime località costiere fregiarsi delle 5 vele».

«La ventunesima edizione di questa guida è una promessa di benessere e felice abbandono alla natura – ha dichiarato Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano – tanto più preziosa quanto più dura è la prova che la pandemia ha imposto a tutti. Da questa prova usciamo con la possibilità, e per certi versi la necessità, di ripensare il nostro rapporto con l’ambiente fondandolo su più stringenti logiche di sostenibilità, responsabilità, rispetto della terra e delle generazioni future».

«Un paradigma – ha aggiunto – cui l’accurato censimento degli ambienti marini e dei relativi comprensori turistici italiani che qui proponiamo, frutto della lunga collaborazione tra Touring Club Italiano e Legambiente, è legato fin dalle origini. Ne risulta non una classifica, ma una mappatura geografica che fotografa le eccezionali ricchezze dei mari e dei laghi italiani e segnala le buone pratiche ambientali, amministrative, turistiche che contribuiscono a conservarle e a farle conoscere».

«Le località al vertice della nostra classifica – ha dichiarato Sebastiano Venneri, responsabile Turismo di Legambiente – sono quelle che avranno più possibilità di vincere le sfide del futuro, quelle in grado cioè di coniugare al meglio le tematiche ambientali con le prospettive di sviluppo economico, che sapranno più di altre cogliere le opportunità che verranno dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e tradurle in occasione di rinascita e rafforzamento del tessuto economico e, soprattutto, di quello sociale».

«È chiaro a tutti – ha aggiunto – che le grandi sfide che abbiamo di fronte, a cominciare dalla sfida climatica, la più dura di tutte, non potranno essere affrontate e vinte con il bagaglio di pratiche esistenti; è evidente quanto il piano di finanziamenti che l’Europa sta mettendo in campo dovrà essere orientato prima di tutto a stringenti criteri ambientali». (rrm)

Legambiente Calabria: Intervenire con urgenza per la discarica abusiva a San Leonardo di Cutro

Legambiente Calabria, ha ribadito che bisogna intervenire, con urgenza, in merito alla discarica abusiva a San Leonardo di Cutro.

Legambiente Calabria ed i suoi circoli locali, in particolare il circolo “Le Castella”, sono al fianco del Comitato cittadino per la salvaguardia della salute e dell’ambiente nato a San Leonardo di Cutro e nel Marchesato. Il Comitato, presieduto da Franco Scarpino, si sta battendo per porre l’attenzione sulla gravissima situazione esistente nelle aree circostanti l’isola ecologica, sita in via Portofino, frazione di San Leonardo, posta sotto sequestro, e trasformata in una vasta discarica abusiva.

«Si tratta di una situazione grave per l’ambiente e per la salute della cittadinanza – ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – inconcepibile per un paese civile e fortemente penalizzante per l’economia di un territorio a forte vocazione turistica. È una situazione insostenibile ed illegale su cui occorre gettare un cono di luce e sulla quale le Istituzioni preposte devono intervenire urgentemente».

La discarica abusiva, infatti, si trova nei pressi di due grandi strutture ricettive che ospitano 60mila turisti a stagione. «La situazione di degrado del Comune di Cutro – ha dichiarato Antonio Lanatà, presidente del circolo di Le Castella –  coinvolge purtroppo anche la spiaggia, priva delle opportune opere di pulizia e di tutela del verde. Come Circolo abbiamo già chiesto un incontro al Commissario del Comune di Cutro».  (rkr)

Pulizia spiagge, Legambiente Calabria: Le Amministrazioni rispettino i propri obblighi normativi

Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria «chiede, con forza, a tutte le Amministrazioni competenti, di ottemperare ai propri obblighi normativi, perché, oltre alla meritoria opera dei volontari, non occorre dimenticare che vivere in un ambiente sano e pulito è un preciso diritto che deve essere garantito ad ogni cittadino».

«L’estate 2021 è ormai alle porte ed in Calabria, grazie ad una sensibilità ambientale che negli anni è cresciuta sempre di più, si stanno susseguendo diverse iniziative di pulizia del territorio, ed in particolare sulle spiagge, da parte di volontari, appartenenti ad associazioni o semplici cittadini» ha spiegato la presidente Parretta, sottolineando come, però, «seppure essenziali per contribuire al miglioramento della società, le iniziative di pulizia da parte dei volontari non possono e non devono bastare poiché non possono sostituire le attività che le pubbliche amministrazioni sono chiamate, per legge, ad effettuare».

«Le spiagge, ad esempio – ha aggiunto – sono parte integrante del territorio comunale e pertanto i Comuni devono intervenire obbligatoriamente adottando azioni preventive e di vigilanza oltre che effettuare la pulizia degli arenili con ogni dovuta cautela per tutelare i delicati ecosistemi costieri. Analoghi obblighi, da parte delle Amministrazioni competenti, esistono rispetto ai corsi d’acqua, al territorio ed a cigli stradali, spesso ridotti a pericolose ed indecorose discariche abusive indegne di un Paese civile».

«L’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti – ha spiegato – è vietato ed è soggetto a pesanti sanzioni. Inoltre, i responsabili sono tenuti a procedere alla rimozione, al recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con i proprietari. La pubblica amministrazione ha il potere di disporre ed intimare ed anche di provvedere all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati». (rcz)

Coldiretti Calabria: Altopiano della Sila invaso dai cinghiali, i selecontrollori scendano in campo

Il presidente della Sezione della Coldiretti di Parenti, Fiore Gualtieri, si fa portavoce della grave problematica relativa ai cinghiali che causano danni alle colture agricole, e con il presidente Regionale di Coldiretti CalabriaFranco Aceto, chiedono, con forza, l’intervento da subito dei competenti Enti Territoriali, con la necessità di una discesa in campo dei selecontrollori formati dalla Regione per predisporre al più presto una serie di interventi volti al controllo numerico delle popolazioni di cinghiali presenti.

«Oramai – si legge in una nota – è un continuo e abnorme proliferare di cinghiali che provocano gravissimi danni a coltivazioni, biodiversità e ambiente, minacciando anche sicurezza e salute pubblica. Le segnalazioni di aziende che subiscono ingenti danni alle produzioni si susseguono, così come le richieste di intervento per arginare questo fenomeno che imperversa ormai tutto l’anno. Ancor di più, in questo periodo, in cui sono maggiori la pressione e la presenza di questo selvatico sul territorio. Molte aree e troppe aree stanno soffrendo e vedono compromessi o, addirittura, già distrutti i raccolti delle colture estive, o estivo-autunnali. Un esempio è la drammatica situazione in cui versano i territori dell’altopiano Silano che vedono giorno per giorno danneggiati i terreni coltivati a Patate della Sila Igp e questo indebolisce sicuramente il tessuto produttivo».

«Gli agricoltori – ha detto il presidente Aceto – vogliono solo poter legittimamente fare impresa, senza essere costretti a vigilare anche di notte sulle proprie colture. Proprio per far fronte una volta per tutte ad un problema la cui risoluzione necessita di una svolta improrogabile, per questo ci rivolgiamo  a tutti i portatori di interesse che hanno a cuore il nostro sistema produttivo, al pari della sicurezza della comunità». (rcs)

Legambiente Calabria: Nidi tartarughe “Caretta Caretta”, Regione fermi uso delle ruspe per pulizie delle spiagge

Legambiente Calabria, ha chiesto alla Regione Calabria di fermare l’uso delle ruspe per la pulizia delle spiagge, e incentivi l’utilizzo di tecniche sostenibili, in modo da preservare e tutelare i nidi delle tartughe “Caretta Caretta”.

«In vista della stagione estiva – viene spiegato in una nota – e dell’avvio delle attività turistiche in spiaggia, gli interventi di pulizia vengono spesso avviate, da molti Comuni, senza prestare la dovuta attenzione, utilizzando pesanti trattori e persino bulldozer cingolati che sconvolgono la struttura del suolo e le comunità animali e vegetali presenti. La spiaggia e la duna non sono un mucchio di sabbia inabitato, bensì rappresentano un prezioso ecosistema in cui vivono, e si riproducono, specie protette ed emblematiche come la tartaruga marina Caretta carettae il Fratino Charadrius alexandrinus».

«In riferimento a queste specie – continua la nota – stigmatizziamo il comportamento della Regione Calabria che è pronta a fregiarsi, in molte occasioni, del successo annuale di tante ovodeposizioni che si registrano sulle nostre coste, ma che poi non dimostra altrettanta prontezza quando occorre invece proteggerle attivamente, in particolare attraverso l’applicazione delle numerose leggi e regolamenti, nazionali e comunitari, che si stratificano a loro tutela. La tartaruga marina Caretta Caretta si riproduce in Calabria più che in ogni altra regione italiana e, stante ai numeri forniti dall’Associazione “Caretta Calabria Conservation”, che si occupa del monitoraggio e della tutela dei nidi della specie in tutta la regione, non meno di 50-100 deposizioni all’anno interessano le nostre coste. Sebbene il maggior numero di nidiate si rinvengono lungo la costa ionica della provincia di Reggio Calabria, il fenomeno interessa tutte le spiagge della regione, senza alcuna esclusione».

«Proprio nel rispetto dei nidi di Tartaruga marina – ha spiegato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità – la gestione delle spiagge da parte dei comuni dovrebbe quindi essere più attenta, evitando in primis la pulizia meccanica degli arenili che, oltre a distruggere le covate eventualmente presenti, turba l’equilibrio chimico fisico delle spiagge, rendendole meno accoglienti per le femmine di Carettache annualmente vi ritornano sperando di trovarla intatta e ospitale come quando da cuccioli, appena emersi dal nido, la lasciarono per la prima volta almeno 25-30 anni fa».

«Facciamo appello – ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – a tutti i sindaci dei comuni rivieraschi calabresi e alle altre istituzioni che sovrintendono alla gestione del demanio marittimo, affinché il fragile confine tra terra e mare sia preservato. La Regione intervenga in maniera efficace nel definire i criteri e le linee guida da seguire, facendo in modo che i Comuni possano ricevere risorse regionali solo nei casi di gestione manuale e sostenibile degli arenili; ampli le aree non idonee e il periodo di non utilizzo dei mezzi meccanici per la pulizia delle spiagge; verifichi che i comuni seguano le linee guida previste e  la coerenza delle operazioni  pulizia delle spiagge e metta a disposizione dei cittadini, infine, un numero verde per denunciare abusi e cattiva gestione degli arenili». (rcz)

SERSALE (CZ) – Inaugurata la sede della Riserva “Valli Cupe” di Legambiente

«La Riserva ha finalmente una sede, luogo dove far incontrare le realtà e le esigenze ambientali del territorio della Riserva e soprattutto le volontà e le sollecitazioni di tutti coloro che hanno a cuore lo studio e la tutela della biodiversità» ha dichiarato Antonio Falcone, direttore della Riserva “Valli Cupe” di Sersale, dove è stata inaugurata la nuova sede di Legambiente Calabria.

È con il consueto taglio del nastro che è stata inaugurata la nuova sede, un gesto simbolico per suggellare la ripartenza delle attività che Legambiente Calabria, quale nuovo ente gestore, intende realizzare per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio naturalistico. Un nastro inaugurale che per l’occasione è stato scelto di colore verde a simboleggiare la natura, la vita e la speranza per un futuro sempre più rigoglioso per una Riserva che merita di essere tutelata, rispettata e amata a tutti i livelli: dalle istituzioni ai tanti visitatori che ogni anno popolano i suggestivi sentieri, il canyon, le cascate, le gole e i monoliti. Anche la data scelta per l’inaugurazione della sede, quella del 22 maggio, non è un caso, ma nasce dalla precisa volontà di farla coincidere con la Giornata mondiale della Biodiversità, per celebrare la bellezza della Riserva.

I locali di via Roma che ospitano gli uffici della Riserva sono stati concessi in comodato d’uso gratuito dal Comune di Sersale, in attesa dei lavori di ristrutturazione della sede definitiva.

A causa delle restrizioni anti covid, la cerimonia inaugurale si è tenuta in forma ristretta alla sola presenza del dirigente del settore territorio ed ambiente della Regione Calabria, Giovanni Aramini; la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, quale ente gestore; il direttore della Riserva Antonio Falcone; i sindaci Salvatore Torchia di Sersale, Domenico Gallelli di Zagarise e Fabrizio Rizzuti di Cerva.

Al termine della cerimonia, i rappresentanti istituzionali hanno fatto visita al centro informazione turistica (Cit) della Pro Loco di Sersale, a cui è stata rinnovata la convenzione per l’affidamento della promozione turistica della Riserva. Al Cit sono giunti anche alcuni rappresentanti dei circoli calabresi di Legambiente che, pur non potendo partecipare all’inaugurazione, hanno voluto far sentire la loro vicinanza per questa importante sfida che coinvolge tutta l’Associazione ambientalista e la Calabria intera.

«La perdita di biodiversità – ha dichiarato Aramini – costituisce l’emergenza ambientale di maggiore rilevanza con numeri drammatici di specie animali e vegetali a rischio di estinzione. La Regione Calabria, a fronte di un capitale naturale importante che comprende quasi il 30% di aree protette, sta portando avanti una strategia di medio periodo finalizzata alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione del capitale naturale attraverso il rafforzamento del turismo sostenibile. Un percorso che intendiamo affrontare attivando tutte le possibili sinergie, a partire dalle Associazioni ambientaliste che ci stanno supportando nella gestione delle nostre Riserve regionali».

Nel corso della giornata, Aramini ha annunciato che saranno incrementati i fondi da destinare alle cinque aree protette della Calabria.

«La nostra regione, tra i territori più ricchi di biodiversità in Europa – ha spiegato la presidente Parretta – è chiamata a fare la sua parte in termini di efficacia ed efficienza nella gestione del sistema delle aree protette e nella difesa delle specie a rischio e per il ripristino ecologico. In questo quadro la Riserva “Valli Cupe” assume un ruolo strategico per l’importanza degli ecosistemi naturali da proteggere ed incentivare. Abbiamo assunto l’onore e l’onere della gestione della Riserva avendo a cuore la valorizzazione e la promozione di questo bellissimo e prezioso scrigno di biodiversità. Il nostro compito come tutori e controllori dell’ambiente, è quello di unire nell’obiettivo comune di proteggere la natura e consentire uno sviluppo ecosostenibile dell’intero territorio. Affinchè il nostro compito possa essere assolto nel modo migliore, però, è essenziale il supporto di tutti gli attori istituzionali a partire dalla Regione Calabria».

«Dal 2016 la Riserva delle Valli Cupe – ha spiegato ancora Falcone – è diventata zona protetta per legge, pertanto, come tale, va trattata e gestita. Ma la tutela dell’ambiente non deve essere intesa come preclusione alla scoperta ed al godimento dei suoi benefici. Per tale motivo, stiamo mettendo in campo delle iniziative per garantire una corretta fruizione delle indiscutibili bellezze naturalistiche di questo tratto della Presila catanzarese».

Nel corso dell’evento, attraverso piattaforma web, è intervenuto per un saluto anche il presidente nazionale Stefano Ciafani: «Oggi è per noi un grande giorno – ha dichiarato – perché con l’inaugurazione della sede della Riserva, possiamo premere l’acceleratore delle attività di questo tesoro di biodiversità e bellezza che la Regione può vantare. Legambiente Calabria, come ente gestore, darà il massimo per valorizzare al meglio quei territori come nella migliore tradizione della nostra Associazione in tutto il Paese».

«Con Legambiente e la nuova governance della Riserva – dice il sindaco di Sersale Torchia – abbiamo da subito avviato una collaborazione all’insegna della cordialità e della correttezza dei rapporti con il solo ed unico obiettivo di continuare nella tutela e nella promozione dei nostri gioielli naturalistici ai quali da quasi venti anni dedichiamo impegno, amore e passione accompagnati dalla bandiera della lealtà e dell’onore, mai ammainata. A tutti noi, artefici e protagonisti del “fenomeno Valli Cupe”, l’augurio di proseguire nel solo ed esclusivo interesse dello sviluppo sostenibile delle nostre comunità, dei nostri giovani, dei nostri operatori turistici e commerciali, di una comunità che, dopo il tempo del disorientamento e della delusione, dovrà riprendere il cammino».

«L’inaugurazione della nuova sede della Riserva Valli Cupe – ha spiegato il sindaco di Cerva, Rizzuti – è l’inizio di un percorso per il rinnovamento della Riserva naturale, che riprende, finalmente, un percorso di valorizzazione del nostro patrimonio ambientale con una nuova proposta turistico innovativa. Tuti gli Enti coinvolti devono iniziare a lavorare per programmare la ripresa del processo di sviluppo dell’intera zona. Vedere valorizzata questa importante area cercando di renderla sempre più attrattiva, è un motivo di grande orgoglio. Tutela ambientale e sviluppo possono e devono viaggiare di pari passo».

«Dopo le polemiche legate alla legge regionale 41/2016 ed alla sua modifica relativamente all’individuazione dell’ente gestore – ha affermato il sindaco di Zagarise, Gallelli – oggi finalmente si può partire con pari dignità e senza la mortificazione di nessun comune coinvolto. La riserva “Valli Cupe” nell’autorevole e qualificata gestione di Legambiente Calabria e del direttore Antonio Falcone, oltre che dell’impegno di tutti i soggetti coinvolti, ha bisogno di risorse certe e storicizzate, partendo dallo stanziamento nel bilancio regionale, per poter programmare l’attività di conservazione, di valorizzazione ambientale e con essa di promozione turistica dei nostri comuni». (rcz)

SERSALE (CZ) – Legambiente inaugura la nuova sede Riserva “Valli Cupe”

Sabato 22 maggio, a Sersale, Legambiente inaugura la nuova sede della Riserva naturale regionale delle “Valli Cupe”, sita a Sersale in via Roma, locale concesso in comodato d’uso gratuito dal Comune di Sersale.

Al taglio del nastro prenderanno parte il dirigente del settore territorio ed ambiente della Regione Calabria, Giovanni Aramini; la presidente di Legambiente Calabria Anna Parretta, quale ente gestore; il direttore della Riserva Antonio Falcone; i sindaci Salvatore Torchia di Sersale, Domenico Gallellidi Zagarise e Fabrizio Rizzuti di Cerva. È stato invitato a partecipare anche l’assessore regionale all’ambiente Sergio De Caprio. La cerimonia si svolgerà in forma ristretta a causa delle restrizioni anti Covid.

«La scelta di inaugurare la sede il 22 maggio – viene spiegato in una nota – nasce dalla volontà di celebrare la grande bellezza della Riserva “Valli Cupe” nella Giornata mondiale della Biodiversità indetta dalle Nazioni Unite, proprio in questo giorno, per esaltare la ricchezza della vita, a livello di ecosistemi, specie e geni, sul nostro Pianeta». (rcz)