“Diario di Lettura e di Letteratura” di Luigi Tassoni

di ELISA CHIRIANO – Bisogna esser grati a chi scrivendo ci concede di toccare, in modo intimo e profondo, angoli del pensiero, fotogrammi che catturano l’attimo e che si definiscono nel loro divenire. Un diario contiene la narrazione di sé, attinge alla quotidianità, all’ascolto vigile, alla ricerca personale e si arricchisce grazie all’incontro con l’altro. È vita scritta e scrittura della vita; è un promemoria, un modo per auscultare la voce interiore, fatta di tono, ritmo e intensità, e al contempo è uno strumento potente per raggiungere molteplici verità.

È una chiamata all’esserci attraverso connessioni, incidenze, avvenimenti ed eventi che accadono, superando la superficialità delle apparenze e creando legami spazio-temporali. Un diario mette in circolo storie che appartengono a un universo che non ha confini (e non li vuole), che esiste se la parola lo dice e la parola è corpo, carne, vita. È scheggia di brace e luce di astro; nutre sogni e spalanca nostalgie; avanza e infiamma, facendosi memoria o attesa e, intanto, sfugge a noi stessi, che bramiamo l’inesistente. La parola si fa desiderio e il desiderio entra nel corpo-parola, sazia storie e intesse pagine, brulica di vita e passione, avvolge e attanaglia.

A volte essa si impone come un taglio sul foglio, simile a quello che Fontana lascia sulla tela: un segno netto per sancire la volontà di sconfinare, di guardare dietro e aprire la possibilità di una nuova percezione delle cose. Si nutre di studio, ricerca e anche di silenzio, che collega cose lontane, si oppone alla realtà rumorosa, fatta di ferite e di lotta, conduce al senso ritrovato e a volte scardina o collega storie lontane. Si orienta tra retorica e semiotica, perché, come scriveva Umberto Eco, il signore dei segni, “è solo nel silenzio che funziona l’unico e veramente potente mezzo di informazione, che è il mormorio” (Costruire il nemico altri scritti occasionali p.215). 

Diario di lettura e di letteratura, Rubbettino Editore, è un invito ad andare oltre la pagina, lasciandosi guidare appunto dalla parola, che incede tra segni e suoni, significanti e significati, ritmo, riflessione, narrazione, poesia e dialogo. È un atto di fiducia e di amore verso la scrittura, verso il piacere di sfogliare le prime pagine di un romanzo, di un libro di poesie, di un saggio sul bancone di una affollata libreria. È un viaggio nella memoria, da alimentare e tenere viva e accesa, per non dimenticare, per cucire, frammento dopo frammento, anche i nostri naufragi, così come le felicità effimere. Non può avere la durata di un giorno in quanto è chiamata a lasciare traccia del nostro esserci, affinché la vita, grazie ai libri, possa dilatarsi. C’è un verso che ritorna negli scritti di Milo De Angelis «A memoria, dunque, a memoria ci siamo tutti»: non è nostalgia, non vuol dire guardare indietro per sentirsi perduti, la memoria è un essere ed esserci qui ed ora, con la consapevolezza dell’esistenza e della nudità di luoghi amati, della realtà del dolore, delle incidenze dei percorsi quotidiani.

Diario di lettura e di letteratura è un mosaico d’autore in cui vivono cinquantacinque articoli, scritti tra il 1984 e il 2021. Qui il tempo trova il suo spazio, in una prospettiva diacronica e sincronica, attraverso quattro tappe di un viaggio in cui la mèta è il percorso, tra Leonardo Sciascia, che odia la menzogna dei fatti e il silenzio delle idee, e una lettera a Natalia Ginzburg. Seguendo Luigi Tassoni, sulla scia di Italo Calvino (e dei suoi granchi), impariamo a vedere ogni sezione del libro non come un incipit, ma come già storia e narrazione a sé stante. E se la parte si definisce nel tutto, anche il tutto può essere contenuto nella parte, nel frammento che, come scrive Leonardo Sinisgalli, non vuole essere una fortezza costruita con gli stuzzicadenti, ma è un pensiero che si declina a tratti, un disegno che traccia una porzione. Esso consente in effetti un gioco tra le parti, un modo per tenere ben saldo il legame tra chi scrive e ciò che è scritto. Con il saggista, il critico letterario e il semiologo scopriamo tanta bellezza nella sconfinata proposta letteraria del passato e del presente; intravediamo qualche stilla d’infiniti abissi; ci imbattiamo anche in un’importante e inevitabile stroncatura.

Diario di lettura e di letteratura è un libro vitale e, come evidenzia Daniele Benati, si legge come un racconto. Come un prisma dalle molteplici facce, è poliedrico. È un omaggio a ciò che dà sapore al sapere: alla filosofia, al cinema, alla pittura. L’arte incontra se stessa e le mille parti di sé, in una sorta di dichiarazione d’amore per tutto ciò che accende curiosità, desiderio di sosta, studio, riflessione, disvelamento e divulgazione. Può succedere, quindi, di incrociare, tra le pagine, un classico contemporaneo, come Eugenio Montale (che si muove nel solco della tradizione, ma con una proposta profondamente critica con i suoi eterni dubbi sulla fragilità e la precarietà della nostra condizione), oppure si può naufragare nel mare delle infinite domande che si im-pongono sulla scena, in modo apparentemente spontaneo. Qui scopriamo il lettore attento e curioso, il semiologo dei linguaggi creativi e della comunicazione, lo scrittore acuto, ma anche lo studente che, grazie all’incoraggiamento della sua maestra, Eleonora Ansani, inizia ad annotare su un quaderno con la copertina nera alcuni pensieri che le letture accendono la mente.

Nel corso degli anni i quaderni sono diventati centinaia, perché “una cosa è pensare, un’altra è ragionare scrivendo”. Anche i maestri si sono moltiplicati, così come gli incontri e le amicizie. Il lettore potrà ammirare in chiave diversa e originale le meraviglie e i segreti di Mattia Preti o le tele di Andrea Cefaly; superare con Saverio Strati i confini del mondo; entrare nell’universo dei più piccoli in modo giocoso e con proposte attraenti di narrativa impegnata e affascinante, che non rifugge dall’uso in tasca di un amuleto, perché la paura va attraversata e mai messa da parte o derisa.

Il lettore potrà anche nascondersi negli spazi aperti di Trieste, andare dietro le quinte di un film di Fellini e scoprire che il suo cinema vive in stretta familiarità con il percorso creativo della versificazione. La poesia resta quel ticchettio necessario, diventa un’esplorazione sul vissuto, sulla storia, sul pensiero, sulla psiche, sulla parola, e sull’invenzione. Nell’epoca dei flussi veloci della cibernetica, dell’intelligenza artificiale è una sorta di oasi, uno spazio in cui poter sperimentare a oltranza il senso del tempo presente, al di là della superficie delle cose. Essa sarà sempre necessaria rispetto al povero mutismo del mondo. E così l’attento lettore potrà conversare con Milo De Angelis; seguire Andrea Zanzotto nelle sue sperimentazioni linguistiche, illuminate da neologismi, balbettamenti, disegnini, di spazio reinventato da lingue diverse; entrare con pazienza e passione nei dialetti italiani; auscultare la poesia nel modo meno convenzionale che conosciamo; cogliere il debito di riconoscenza nei confronti dei versi di Achille Curcio, che ha forgiato un proprio dialetto, muovendosi in un’area linguisticamente ricca nella parte jonica della Calabria e che grazie allo spazio del suo speciale fonoritmo, ha creato il luogo del dicibile, il tempo in cui tutte le cose possono essere dette. Diario di lettura e di letteratura non è quindi solo un diario e non racconta solo di lettura e letteratura.

È una dichiarazione d’amore verso la parola, un invito rivolto al lettore ad avere coraggio, farsi avanti e non aspettare, fidandosi di critici attenti e scrupolosi che sappiano osare e scardinare luoghi comuni e situazioni di comodo; è la fiducia riposta nel piacere della lettura di qualità; è il desiderio di lasciarsi sedurre dalla Bellezza come pensiero, linguaggio, percorso e anche impegno. Leggo, dunque sono! (ec)

 

TAURIANOVA CAPITALE ITALIANA DEL LIBRO
PARTE DA QUI LA TUTELA DELLA CULTURA

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Adesso è ufficiale: Taurianova è Capitale Italiana del Libro. Dopo Vibo Valentia, dunque, la nostra regione è tornata a essere la protagonista indiscussa di un bene universale e fondamentale quale è la lettura. Ma non solo. La vittoria della città della Piana dimostra e conferma che la Calabria non è solo ‘ndrangheta e violenza, ma è cultura, conoscenza e, soprattutto, voglia di riscatto.

Una volontà ben chiara alla Giuria del ministero della Cultura che, guidato da Gianfranco Bruni, ha scelto il progetto calabrese «perché rappresenta, per una realtà piccola – si legge nella motivazione – la strada di una crescita o addirittura una rinascita attraverso la realizzazione di infrastrutture culturali, materiali, immateriali e valoriali, capaci di irradiare i propri effetti virtuosi anche sul territorio circostante».

«La decisione è stata presa in coerenza – ha spiegato Bruni – con quello che l’Unesco definisce il valore intrinseco del settore culturale e creativo in termini di coesione sociale, capacità di generare risorse educative, benessere personale e crescita economica».

La giuria, autonoma e indipendente dal ministero, presieduta da Bruni, e composta da Incoronata Boccia, Gerardo Casale, Antonella Ferrara e Sara Guelmi, ha scelto il progetto calabrese «anche in ragione del contesto storico e geografico, l’occasione per generare un esempio di pedagogia di riscatto culturale, civile e sociale», si legge ancora nella nota.

La vittoria di Taurianova, decretata all’unanimità dalla giuria, conferma, dunque, «la vitalità culturale della nostra amata Calabria, e la voglia di crescere per abbracciare una mentalità nuova, più aperta al cambiamento, alle contaminazioni, al desiderio di evolvere; questo è ciò che provoca la letteratura e la cultura in generale», scriveva la sindaca di Vibo Valentia, Maria Limardo, in una lettera indirizzata al sindaco Roy Biasi.

Quella di Limardo, infatti, è la testimonianza di quanto sia stata importante, per Vibo Valentia, diventare Capitale Italiana del Libro nel 2021: «Con il progetto di Vibo Capitale italiana del Libro abbiamo creato occasioni di confronto, scambi culturali unici che altrimenti non sarebbe stato possibile neanche immaginare, ma soprattutto quanto fatto nel corso di quell’anno, ci ha consentito di dare vita a qualcosa di stabile, dal Comitato editori vibonesi (Cev) fino all’Orchestra Sinfonica della Calabria, riconosciuta come Ico dal Ministero e che oggi è un autentico faro di cultura per l’intera regione».

La vittoria della città della Piana, tuttavia, non si deve fermare solo alle congratulazioni. Se il sindaco Biasi dice che «altrove le biblioteche chiudono, a Taurianova la biblioteca riapre come segno di speranza e di risorgimento», in Calabria sono tante le biblioteche ancora chiuse.

Il caso più eclatante è quello della Biblioteca Civica di Cosenza, chiusa da tre anni e che sembra essere stata dimenticata dalla Regione. Sono stati inutili, infatti, gli appelli lanciati dal presidente dell’Accademia Cosentina, Antonio D’Elia, al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, non solo a intervenire, ma anche nel chiedere di inglobare l’istituto al ministero. Stesso discorso per la deputata del M5S, Anna Laura Orrico, che si era appellata a «tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, al di là di ogni colore politico, soprattutto quanti sono al governo del Paese e della Regione», affinché «prendano a cuore le sorti della Biblioteca Civica sostenendone la riapertura non solo attraverso i buoni propositi ma con risposte concrete alla chiusura di un presidio di storia, cultura e identità non solo cosentina ma meridionale».

Un’azione necessaria, soprattutto se, con l’incoronazione di Taurianova a Capitale del Libro, si è creata «un’occasione per far conoscere a livello nazionale e internazionale una città piena di cultura e di tradizioni, cambiando la narrazione degli ultimi decenni e facendo emergere le opportunità positive del nostro territorio», come ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, orgoglioso per il traguardo.

Come sottolineato dalla vicepresidente della Regione, Giusi Princi, «il riconoscimento rappresenta una bellissima pagina non solo per Taurianova ma anche per tutta la Calabria perché rappresenta la strada da percorrere per la di crescita e la rinascita, non solo di una piccola realtà ma dell’intera regione».

«È il riscatto di un territorio che va oltre gli stereotipi, supportando la Calabria che ha bisogno di tutte le sue forze migliori per raccontare di sé la grande voglia di cambiamento», ha aggiunto la vice di Occhiuto, sottolineando come «ogni biblioteca che riapre riaccende le speranze e io mi sento parte della comunità taurianovese che ha affidato il proprio futuro alla cultura, all’istruzione, ai saperi».

Questo risultato, accolto con immensa gioia da Roy Biasi, non deve essere interpretato solo «come l’incoraggiamento del governo a proseguire nell’azione di riscatto che abbiamo avviato, sentendo di rappresentare in questo nostro sforzo la Calabria che vuole dare, soprattutto alle giovani generazioni, occasioni di crescita attraverso una nuova reputazione che stiamo riconquistando agli occhi del Paese», ma essere lo spunto per la Regione, prima tra tutti, per investire, ancora di più, nella lettura, nella cultura e nell’immagine di una terra ricca di eccellenze e opportunità.

Concetto ribadito dal senatore di Fi Mario Occhiuto, che ha sottolineato come la vittoria di Taurianova è «un segno tangibile del potenziale straordinario che risiede nelle nostre comunità, ricche di storia e tradizioni», e che «tutto questo dimostra, ancora una volta, che la cultura può essere davvero un motore di trasformazione e sviluppo».

Un «tributo alla ricchezza culturale della Calabria e alla sua vivace comunità letteraria, contribuendo così alla costruzione di una società più coesa e inclusiva», l’ha definita il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso.

A fargli eco l’assessore regionale alle Infrastrutture, Emma Staine, sottolineando come «in questa terra di grandi contraddizioni, Taurianova sarà capace di esprimere le immense potenzialità culturali che caratterizzano la Calabria. Attraverso la promozione della lettura e la diffusione dei libri, la nostra città ha l’opportunità di valorizzare le nostre ricchezze e di trasmettere un’immagine autentica e positiva della nostra regione, troppo spesso affidata ad una narrazione carica di pregiudizi».

«Siamo fiduciosi che questa designazione – ha concluso – porterà benefici tangibili e duraturi per tutti i cittadini e ne siamo grati a tutti coloro che hanno contribuito a renderla possibile».

La rinascita della Calabria dunque, riparta anche dalle biblioteche, custodi di saperi e strumenti indispensabili per creare una società migliore da affidare alle nuove generazioni. (ams)

 

Calabria Nascosta di Fulvia Gioffrè

di PINO CINQUEGRANA – L’oggetto folklorico, l’attenzione storiografica, ritualità e magia, la festa è la tradizione religiosa di richiamo ai sapori, ad una cucina millenaria che trova le sue radici in culture diverse: arabe, greche, romane, ebraiche che nell’insieme danno una dimensione dei paesi di Calabria completamenti diversi persino nelle parlate in espressioni per identificare oggetti e costumanze, lettura  etnografica proposta al lettore per mezzo di fotografie narrative di tempi e di spazi, immagini indispensabili per comprendere caratteri, agire sociale, carnevali e corejisime quali tempi morti e tempi di attesa  con linguaggi e formule ritualistiche necessari al controllo del tempo, a scandire le stagioni e le circostanze ad esse legate. Tutto questo nell’incantevole volume di Fulvia Gioffré l’illustre Biologa che alla ricerca medica ha voluto comprendere la spiritualità quanto l’animo umano del calabrese.

Fulvia Gioffrè

La ricercatrice nella sua opera Calabria Nascosta, edizioni Libritalia in oltre duecento pagine impreziosite da fotografie a colori cattura l’attenzione del lettore tra realtà e misteri «un tuffo – scrive la Gioffré – nella memoria dove la magia dei ricordi diventano incantesimo e ci permettono di sentire le emozioni vive e presentiattraverso voci, suoni, momenti».

Ed ecco che in questo tempio sconosciuto l’autrice ci propone narrazioni di flagellanti (quelli di Verbicaro e di Nocera terinese), di antichi arti e mestieri che hanno segnato ogni contrada di Calabria: dalla lavorazione della seta a quella del corallo e dell’oro. La superstizione, il malocchio fino all’ultima magara la cui immagine rende la copertina cartonata la narrazione vera di Cecilia Faragò la cui storia qui narrata farà tanto scalpore da persuadere il re Ferdinando IV ad abolire, nel suo regno, il reato di maleficium. Paragrafo dopo paragrafo che vanno a comporre gli otto capitoli del testo tutto prende corpo, sembra persino muoversi per proiezione mentale secondo i linguaggi multipli della Calabria mai conosciuta fino in fondo, mai svelata totalmente dove ancora oggi si ricerca il cedro perfetto per la festa del Sukkot,  mentre dall’altro lato il miele millefiori, di sulla, di castagno, d’arancio, di erica custodisce antichi segreti, antiche opportunità persino nella farmacopea.

«Immagini e testo ci portano fino al bergamotto che nel 2015 – scrive la Gioffré – la Maison Dior è riuscita a creare una fragranza inedita che ha dato vita al Dior sauvage eau de parfum. Il mondo apotropaico, chiese tra antiche rocce, dolci e liquori secondo antiche ricette vanno a chiudere un’opera unica, una preziosità che dischiude i segreti e le storie di un mondo carico di storie e leggende chiamato Calabria». (pc)

Molto apprezzato a “Più libri, più liberi” l’opera di Cinquegrana e Pirone

Dal 6 al 10 dicembre a Roma si è tenuta la manifestazione organizzata dall’Associazione degli editori “Più libri, più liberi”, riservato alla piccola e media editoria.

Fra i tanti editori e autori presenti, nello stand di Libritalia erano presenti con il loro libro l’antropologo Pino Cinquegrana e il giornalista Nicola Pirone “Il sogno americano”. Un libro talmente apprezzato che ha riscosso grande successo in Canada, Stati Uniti e Cuba tanto da prevedere una traduzione in lingua inglese e in lingua spagnola.

Soddisfazione anche per gli editori di Libritalia, Enrico Bonanno e Simona Toma, che stanno lanciando in Calabria la piccola editoria. Tra gli altri libri targati Libritalia presenti alla rassegna nazionale, anche il libro del Club Vallelonga-Monserrato “Viaggio dalla Calabria alle Americhe”. (rrm)

Il Rhegium Julii è un faro di Cultura con le sue presentazioni di libri

Dopo i cenacoli con Annamaria Deodato (Fili interrotti), Alfredo Focà (Le donne filosofe nella Scuola di Pitagora a Crotone), Lucia Lo Bianco (Dove gli angeli camminano di notte) e Licio Di Biase (Fronte del cuore) è stato davvero intenso il calendario di eventi realizzato dal Rhegium Julii per le settimane che precedono la Pasqua.

Il primo, la Giornata mondiale della poesia del 21 marzo che ha visto protagonista presso il Liceo scientifico Alessandro Volta il poeta Dante Maffia. Presente il biografo e saggista Marco Onofrio, il noto letterato è stato presentato, poi, al Dgies dell’Università Mediterranea alla presenza del direttore del dipartimento avv. Daniele Cananzi. Reduce dai notevoli successi di Kioto e introdotto da Giuseppe Bova, Maffia ha presentato le sue più recenti pubblicazioni: Che cos’è la poesia, edizioni Pace e Le più belle poesie d’amore di tutti i tempi, sempre per edizioni Pace.

Altri due incontri sono stati realizzati presso le scuole cittadine: il primo con uno dei più grandi poeti italiani: Aldo Nove. Il salotto letterario si è tenuto presso la Biblioteca Gilda Trisolini del Liceo classico Tommaso Campanella, presenti la dirigente scolastica Carmen Lucisano e il presidente del Rhegium Giuseppe Bova. Nell’occasione è stato presentato il libro pubblicato dall’editore Einaudi Sonetti del giorno di Quarzo.

Il secondo incontro è stato realizzato presso l’Istituto tecnico economico Raffaele Piria. L’ospite d’eccezione è stato Francesco Magris, economista, figlio del più noto Claudio, già vincitore del Premio internazionale “Città dello Stretto”. Al matinée è stato presente il poeta Aldo Nove, il prof. Fabio Aquilino e la prof. Maria Antonella Sciarrone. Nel corso dell’incontro è stato presentato il libro Al margine edito da Bompiani, un tema di portata universale che ha consentito di esplorare le diverse condizioni di difficoltà e di emarginazione che interessano varie regioni del mondo.

Infine, presso l’auditorium Francesco Perri di Palazzo Alvaro, in collaborazione con la Fondazione Falcomatà, è stato presentato il giornalista del Corriere della sera Alberto Mingardi, politologo, professore associato di dottrine politiche dell’Università Iulm, direttore dell’istituto Bruno Leoni. Mingardi ha curato un testo di Richard Cobden dal titolo Scritti e discorsi politici – Il libero scambio per la pace tra le nazioni, edito da Rubbettino. Del commento al libro si sono occupati l’economista Francesco Magris e l’avv. Giuseppe Falcomatà, presente il poeta Aldo Nove. I saluti sono stati portati da Giuseppe Bova e Rosetta Neto Falcomatà.

Alberto Mingardi è un notevole studioso dei sistemi liberisti. Il suo libro: Stato essenziale, società vitale scritto insieme all’ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi è stato presentato recentemente in una sede parlamentare dal presidente Giuliano Amato. (rrc)

L’OPINIONE / Giovanni Suraci: Questo Natale regalate un libro

di GIOVANNI SURACI – Leggere un libro, magari di autori locali, sarebbe la migliore risposta che i calabresi potrebbero dare a giornalisti come Vittorio Feltri, il quale, tempo addietro,  nel corso di un’intervista, per rimarcare il suo convinto e ripetuto concetto sull’ inferiorità della gente del Sud, ha dichiarato: “Sappiamo che la lettura non è la principale attività nel meridione…».

Un’inversione di tendenza, da parte dei cittadini calabresi e perché no, pure degli abitanti delle altre regioni del Mezzogiorno, sarebbe auspicabile. Bisognerebbe, con uno scatto d’orgoglio, inviare un forte segnale a chi, con becero pregiudizio e rozza ostinazione, persevera nel considerarci esseri inferiori. Così come è opportuno dare seguito agli insegnamenti di tanti docenti della nostra terra che si impegnano quotidianamente a trasferire ai ragazzi l’importanza di approfondire le conoscenze, anche e soprattutto, attraverso la lettura. Bisogna dare atto, infatti, che ci sono tante scuole “illuminate” che investono tempo organizzando corsi di “invito alla lettura”.

Nel Nord Italia la media dei lettori che leggono almeno un libro all’anno è del 48,8%, con Regioni come Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Lombardia e Piemonte a fare da traino. Al Centro la media si abbassa, ma rimane comunque accettabile (43,5%). Il dato nettamente inferiore è quello che si registra al Sud e nelle Isole, dove ben sette Regioni sono decisamente al di sotto della media nazionale: in Calabria la percentuale, purtroppo, è del 26,1%.

 I calabresi sono tenuti quindi, più di tutti, anche per gli attacchi continui che subiscono e per l’immagine spesso distorta che si ha della nostra terra, a riflettere sui dati dolorosi che vedono negli ultimi posti la nostra regione tra i “consumatori” di libri. Eppure noi abbiamo avuto nel passato e ci sono, ancora oggi, fior di scrittori che tentano di narrare la nostra regione fuori dagli schemi, ormai stereotipati, di una terra dove esiste solo la ‘ndrangheta e il malaffare. Ecco bisogna con uno scatto di dignità uscire fuori dalla persistente e commercialmente produttiva retorica del filone visto e stravisto, oggi quasi nauseante, di sentire e vedere la Calabria raccontata sempre e comunque per fatti negativi, delittuosi o di bassa politica. Se riusciamo ad uscire dalla “gabbia”, dove tristemente ci siamo rinchiusi, potremo offrire degli stimoli nuovi alla “Gente di Calabria”, per indirizzarli verso un percorso culturale che li appassioni e provi interesse alla lettura di un libro, con l’orgoglio di essere partecipi e protagonisti di una svolta epocale.

Per tutte queste ragioni forse è proprio il Natale l’occasione giusta per leggere o regalare un buon libro, meglio ancora se di autori calabresi. (gs)

L’OPINIONE / Giovanni Suraci: A Natale regalate un libro, magari di autori calabresi

di GIOVANNI SURACI – Anche quest’anno, purtroppo, l’Istat offre una fotografia implacabile della situazione calabrese. In Calabria si legge poco e la regione si colloca al 18° posto, terz’ultima, nella graduatoria italiana. Risulta che attualmente il 69% della popolazione, dai sei anni in su, non ha aperto un libro.

Quattro calabresi su 100 vanno in biblioteca solo una volta l’anno (la media nazionale si attesta a 14 su 100 e i dati di lettura ci confermano, purtroppo, nella zona bassa nella classifica delle regioni italiane in termini di lettori di libri. 

Leggere libri è, ovviamente, elemento fondamentale di crescita culturale.

Oggi viviamo in una società complessa, dove le persone hanno bisogno di sfogarsi, di esprimersi, di parlare, di scrivere, ma non di ascoltare gli altri – quindi nemmeno di leggere gli altri -. 

La famiglia, anche in questo campo, ha un ruolo fondamentale, un po’ tutti, infatti, dovremmo sapere che se un genitore legge, con molta più probabilità, anche suo figlio leggerà. Se in casa ci sono molti libri aumenta la probabilità che i propri figli leggano. Se si abituano i bambini a interessarsi e apprendere dai libri fin da piccoli, con molta probabilità leggeranno da giovani e da grandi. C’è un apprezzabile livello di intervento da parte di tante Associazioni per la diffusione della lettura, ma è auspicabile soprattutto il coinvolgimento delle famiglie per ottenere risultati positivi.

È opportuno stimolare a leggere buoni libri sin dall’infanzia, avvalendosi del dato di fatto che i lettori più appassionati sono proprio i bambini che continuano a leggere più della media (è il 47,3% dei bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni che legge almeno un libro all’anno, mentre nella restante parte della popolazione la percentuale scende al 39,5%). C’è da dire che spesso capita di imbattersi in autori poco avvincenti e in opere poco interessanti che scoraggiano chi già non è abituato a leggere. Dopo essersi annoiati una volta, si è restii a riaprire un libro.

Ecco perché la scuola ha il ruolo fondamentale: nell’indirizzare i ragazzi verso i buoni e adeguati libri. Bisogna assolutamente riconoscere che, tanti docenti, nonostante le difficoltà alle quali vanno incontro, si impegnano costantemente, attraverso progetti mirati, a motivare i ragazzi alla lettura. Nell’era del digitale la missione è quasi impossibile, però con un ampliamento della sinergia scuola/famiglia si possono, con tanta pazienza e dedizione, migliorare i risultati.

Da queste considerazioni nasce l’invito di regalare un libro, magari dei tanti autori calabresi, almeno nel periodo dello scambio dei doni natalizi. Una forma di investimento educativo che si potrà rilevare determinante nel percorso di vita di una persona. La cultura che è seme di civiltà, infatti, è alla base della crescita per l’intera popolazione calabrese. I bassi indici di lettura, com’è accertato, a loro volta, influiscono negativamente sui fattori di innovazione e del progresso economico e sociale di un intero territorio.

Ciascuno di noi, infine, può fare molto per educare all’acquisto e alla lettura di un libro, perché “il sapere” rappresenta l’opportunità di investire in uno dei settori più durevoli e promettenti per l’emancipazione dell’intera società e soprattutto per la nostra amata Calabria. (gs)

Durante un’epidemia – Roberta Ferrucci, Benedetta Demartini, Maria Rita Reitano, Fabiana Ruggero, Veronica Nisticò e Alberto Priori

Psicologhe e medici ospedalieri, che operano in strutture pubbliche, e che hanno fatto esperienza in prima persona della crisi pandemica, analizzano i fattori che influenzano lo stato psicopatologico correlato all’epidemia e descrivono — in relazione sia al soggetto contagiato sia al soggetto a rischio di contagio — i meccanismi psicologici e comportamentali di risposta all’ansia e allo stress. È questo l’obiettivo del libro Durante un’epidemia – Aspetti psicologici e psicopatologici legati alla pandemia di Covid che, tra gli autori, vede anche Maria Rita Reitano, nipote di Mino Reitano e figlia di Gegè.

Roberta Ferrucci, Benedetta Demartini, Maria Rita Reitano, Fabiana Ruggero, Veronica Nisticò e Alberto Priori, dunque, con questo libro suggeriscono strumenti, strategie e tecniche di gestione del disagio psicologico, utili per comprendere e per affrontare le difficoltà del periodo che stiamo vivendo.

DURANTE UN’EPIDEMIA

di Roberta Ferrucci, Benedetta Demartini, Maria Rita Reitano, Fabiana Ruggero, Veronica Nisticò e Alberto Priori

Edizioni Erickson, ISBN: 9788859025412. (rl)

“Co-Veni, Co-Vid-Co-Vici”
(autori vari)

Co-Veni, Co-Vid, Co-Vici è il libro scritto da avvocati e bambini – su idea dell’avvocato Antonella Sotira, presidente dell’Associazione Iusgustando Simposi Giuridici – che uscirà il 10 aprile per la casa editrice Bastogi.

Si tratta di racconti brevi e brevissimi, di cui otto sono stati scritti da bambini, «gli unici a non aver temuto il limite delle 100 parole»; insieme a loro, lo scrittore Andrea Bocconi, Angelo Martinelli e Maria Rosaria Rizzo, Giovanni Iorio, Gianni Spallone, i giornalisti Catia Acquesta ed Emanuele Gagliardi, gli avvocati Giovanna Corrias Lucente e Anton Emilio Krogh, Giuliana Barbieri, Irma Conti, Lucilla Anastasio, Antonia Manfredi, Anna Sistoapoli, Monica Schipani, Giovannella Mazza, Tiziana Colamonico,  Antonietta Lazzaruolo,  Emilia Vera Giurato, Maria Rita Verdiglione, Raffaella Scutieri, Nadia Boni, Elian Furlan, Ivan Vaccari, Massimiliano Bonifazi, Giuseppe Belcastro, Giuseppe Cherubino, Fabio Federico Alberto Campisi.

E ancora, i poeti Dante Maffia, Maria Buongiorno e Antonella Pagano, l’amministratore unico di Cisal, Francesco Greco, i dirigenti Stefania Saccone e Giampiero Stancati e le mamme Alessandra Maggiora Vergano ed Elena Dunova, la creativa Paolina Picozzi e il direttore commerciale Curcio Editore, Roselyn Mirialachi.

«L’iniziativa – ha spiegato Antonella Sotira – è stata occasione di incontro intimo e fraternizzante con gli autori, alcuni semplici conoscenti, che ci ha consentito di contenere la paura, la sofferenza e la preoccupazione di questo drammatico momento. Dai racconti trapela tristezza, disperazione ma anche tanta tenerezza e speranza. Molti   sono carichi di humor ed ironia, di metafore con licenza poetica, e tutti egualmente densi di pietas e humanitas. La creatività è sempre una risorsa terapeutica a cui bisogna saper attingere nei momenti di crisi».

I proventi, infine, saranno devoluti al Comitato Croce Rossa “Riviera dei Gelsomini” nella locride per contribuire all’emergenza sanitaria Covid. (rl)

CATANZARO – Il libro “Orme dimenticate” di Silvana Franco

19 gennaio 2019 – Oggi a Catanzaro, alle 18.30, presso l’Atelier Antichi Tessitori – Sartoria, Silvana Franco presenterà il suo libro Orme dimenticate.

L’incontro sarà coordinato da Angela Rubino, dell’Associazione Culturattiva – promotrice dell’evento – , e prevede la partecipazione di Gennaro Santillo e Luigi Tassone, founder del marchio Antichi Tessitori.

Nel corso dell’evento, inoltre, l’autrice presenterà la sua ultima opera, Legendabria, legende di Calabria, scritto insieme a Loredana Turco, ed edito da Publicgrafic. (rcz)