DOPO VIBO VALENTIA, LA CITTÀ DELLA PIANA HA CONQUISTATO IL PRESTIGIOSO TITOLO;
TAURIANOVA CAPITALE ITALIANA DEL LIBRO PARTE DA QUI LA TUTELA DELLA CULTURA

TAURIANOVA CAPITALE ITALIANA DEL LIBRO
PARTE DA QUI LA TUTELA DELLA CULTURA

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Adesso è ufficiale: Taurianova è Capitale Italiana del Libro. Dopo Vibo Valentia, dunque, la nostra regione è tornata a essere la protagonista indiscussa di un bene universale e fondamentale quale è la lettura. Ma non solo. La vittoria della città della Piana dimostra e conferma che la Calabria non è solo ‘ndrangheta e violenza, ma è cultura, conoscenza e, soprattutto, voglia di riscatto.

Una volontà ben chiara alla Giuria del ministero della Cultura che, guidato da Gianfranco Bruni, ha scelto il progetto calabrese «perché rappresenta, per una realtà piccola – si legge nella motivazione – la strada di una crescita o addirittura una rinascita attraverso la realizzazione di infrastrutture culturali, materiali, immateriali e valoriali, capaci di irradiare i propri effetti virtuosi anche sul territorio circostante».

«La decisione è stata presa in coerenza – ha spiegato Bruni – con quello che l’Unesco definisce il valore intrinseco del settore culturale e creativo in termini di coesione sociale, capacità di generare risorse educative, benessere personale e crescita economica».

La giuria, autonoma e indipendente dal ministero, presieduta da Bruni, e composta da Incoronata Boccia, Gerardo Casale, Antonella Ferrara e Sara Guelmi, ha scelto il progetto calabrese «anche in ragione del contesto storico e geografico, l’occasione per generare un esempio di pedagogia di riscatto culturale, civile e sociale», si legge ancora nella nota.

La vittoria di Taurianova, decretata all’unanimità dalla giuria, conferma, dunque, «la vitalità culturale della nostra amata Calabria, e la voglia di crescere per abbracciare una mentalità nuova, più aperta al cambiamento, alle contaminazioni, al desiderio di evolvere; questo è ciò che provoca la letteratura e la cultura in generale», scriveva la sindaca di Vibo Valentia, Maria Limardo, in una lettera indirizzata al sindaco Roy Biasi.

Quella di Limardo, infatti, è la testimonianza di quanto sia stata importante, per Vibo Valentia, diventare Capitale Italiana del Libro nel 2021: «Con il progetto di Vibo Capitale italiana del Libro abbiamo creato occasioni di confronto, scambi culturali unici che altrimenti non sarebbe stato possibile neanche immaginare, ma soprattutto quanto fatto nel corso di quell’anno, ci ha consentito di dare vita a qualcosa di stabile, dal Comitato editori vibonesi (Cev) fino all’Orchestra Sinfonica della Calabria, riconosciuta come Ico dal Ministero e che oggi è un autentico faro di cultura per l’intera regione».

La vittoria della città della Piana, tuttavia, non si deve fermare solo alle congratulazioni. Se il sindaco Biasi dice che «altrove le biblioteche chiudono, a Taurianova la biblioteca riapre come segno di speranza e di risorgimento», in Calabria sono tante le biblioteche ancora chiuse.

Il caso più eclatante è quello della Biblioteca Civica di Cosenza, chiusa da tre anni e che sembra essere stata dimenticata dalla Regione. Sono stati inutili, infatti, gli appelli lanciati dal presidente dell’Accademia Cosentina, Antonio D’Elia, al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, non solo a intervenire, ma anche nel chiedere di inglobare l’istituto al ministero. Stesso discorso per la deputata del M5S, Anna Laura Orrico, che si era appellata a «tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, al di là di ogni colore politico, soprattutto quanti sono al governo del Paese e della Regione», affinché «prendano a cuore le sorti della Biblioteca Civica sostenendone la riapertura non solo attraverso i buoni propositi ma con risposte concrete alla chiusura di un presidio di storia, cultura e identità non solo cosentina ma meridionale».

Un’azione necessaria, soprattutto se, con l’incoronazione di Taurianova a Capitale del Libro, si è creata «un’occasione per far conoscere a livello nazionale e internazionale una città piena di cultura e di tradizioni, cambiando la narrazione degli ultimi decenni e facendo emergere le opportunità positive del nostro territorio», come ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, orgoglioso per il traguardo.

Come sottolineato dalla vicepresidente della Regione, Giusi Princi, «il riconoscimento rappresenta una bellissima pagina non solo per Taurianova ma anche per tutta la Calabria perché rappresenta la strada da percorrere per la di crescita e la rinascita, non solo di una piccola realtà ma dell’intera regione».

«È il riscatto di un territorio che va oltre gli stereotipi, supportando la Calabria che ha bisogno di tutte le sue forze migliori per raccontare di sé la grande voglia di cambiamento», ha aggiunto la vice di Occhiuto, sottolineando come «ogni biblioteca che riapre riaccende le speranze e io mi sento parte della comunità taurianovese che ha affidato il proprio futuro alla cultura, all’istruzione, ai saperi».

Questo risultato, accolto con immensa gioia da Roy Biasi, non deve essere interpretato solo «come l’incoraggiamento del governo a proseguire nell’azione di riscatto che abbiamo avviato, sentendo di rappresentare in questo nostro sforzo la Calabria che vuole dare, soprattutto alle giovani generazioni, occasioni di crescita attraverso una nuova reputazione che stiamo riconquistando agli occhi del Paese», ma essere lo spunto per la Regione, prima tra tutti, per investire, ancora di più, nella lettura, nella cultura e nell’immagine di una terra ricca di eccellenze e opportunità.

Concetto ribadito dal senatore di Fi Mario Occhiuto, che ha sottolineato come la vittoria di Taurianova è «un segno tangibile del potenziale straordinario che risiede nelle nostre comunità, ricche di storia e tradizioni», e che «tutto questo dimostra, ancora una volta, che la cultura può essere davvero un motore di trasformazione e sviluppo».

Un «tributo alla ricchezza culturale della Calabria e alla sua vivace comunità letteraria, contribuendo così alla costruzione di una società più coesa e inclusiva», l’ha definita il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso.

A fargli eco l’assessore regionale alle Infrastrutture, Emma Staine, sottolineando come «in questa terra di grandi contraddizioni, Taurianova sarà capace di esprimere le immense potenzialità culturali che caratterizzano la Calabria. Attraverso la promozione della lettura e la diffusione dei libri, la nostra città ha l’opportunità di valorizzare le nostre ricchezze e di trasmettere un’immagine autentica e positiva della nostra regione, troppo spesso affidata ad una narrazione carica di pregiudizi».

«Siamo fiduciosi che questa designazione – ha concluso – porterà benefici tangibili e duraturi per tutti i cittadini e ne siamo grati a tutti coloro che hanno contribuito a renderla possibile».

La rinascita della Calabria dunque, riparta anche dalle biblioteche, custodi di saperi e strumenti indispensabili per creare una società migliore da affidare alle nuove generazioni. (ams)