REGGIO – La conferenza su “Le armi dell’eroe”

Domani pomeriggio, in forma online, alle 17, è in programma la conferenza Le armi dell’eroe. Riflessioni sull’aspetto originale dei Bronzi di Riace del prof. Ludovico Rebaudo, dell’Università degli Studi di Udine.

L’evento rientra nell’ambito del ciclo di appuntamenti scientifici promosso dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e dall’Università Roma Tre, in collaborazione con altri Atenei d’Italia, in occasione del Cinquantenario anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace.

«Valorizzazione e ricerca scientifica rappresentano un binomio indissolubile, anche nell’ottica della promozione culturale – dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino –. Il MArRC in questi anni ha investito molte energie nel coinvolgimento di Università ed Enti di ricerca per lo studio dello straordinario patrimonio archeologico esposto o conservato nei depositi. Questo ciclo di incontri, curato dalla prof.ssa Giuliana Calcani dell’Università di Roma Tre e componente del CdA del Museo, sta riscuotendo grande successo, anche per l’ampia partecipazione ottenuta con l’uso delle piattaforme digitali. Ringrazio la prof.ssa Calcani per questa importante iniziativa, volta alla conoscenza scientifica dei Bronzi di Riace, e il prof. Rebaudo per aver risposto con entusiasmo al nostro invito».

L’incontro affronterà uno degli aspetti più discussi, e d’altra parte più importanti, per l’interpretazione dei Bronzi di Riace: quali erano in origine le loro armi?

«Le due sculture, com’è noto, sono state recuperate dal fondale marino prive dell’armamento che pure le doveva completare – afferma il prof. Rebaudo. Già nell’antichità, prima del loro spostamento sulla nave che ne ha causato il naufragio, è molto probabile che le armi fossero state tolte. Eppure tali elementi sono stati inseriti nelle copie che determinano, nell’immaginario comune, l’aspetto dei Bronzi di Riace, a partire da quelle realizzate dalla Städtische Galerie Liebieghaus di Francoforte, che presto arriveranno in Italia. Le copie possono essere uno strumento importante di sperimentazione e di studio dell’iconografia degli originali, ma sono ricostruzioni corrette?», conclude Rebaudo. (rrc)

  1. Per collegarsi alla conferenza: https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_MGI5YWE1NWEtYTAyMS00OTI0LTg0MmQtNTNlYTg2YjA3NzBi%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22ffb4df68-f464-458c-a546-00fb3af66f6a%22%2c%22Oid%22%3a%223d77d297-5a27-4734-bfc0-9208713f0d1b%22%7d

Boom di presenze al Museo Archeologico di Reggio per la “Domenica al museo”

Sono stati oltre 1800 i visitatori che, per la Domenica al Museo, iniziativa promossa del Ministero della Cultura, hanno scelto di visitare il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore Carmelo Malacrino, che ha parlato di «un grande risultato, che fa ben sperare per l’imminente stagione estiva, tutta dedicata alla valorizzazione del territorio in occasione del Cinquantesimo dei Bronzi di Riace. Moltissimi i bambini venuti con le famiglie – aggiunte il Direttore –, un segnale di speranza per il futuro del nostro patrimonio culturale».

«Voglio ringraziare, ancora una volta – ha proseguito – il personale del MArRC per la cortesia nell’accogliere i visitatori e per l’impegno nel garantire la sicurezza, nonostante la carenza di personale registrata da diverso tempo».

Complice anche l’allentamento delle restrizioni per i rischi da Covid-19, il Museo vuole riprendere la sua ricca programmazione culturale, per continuare a offrire quegli eventi che hanno contribuito, a sei anni dall’apertura della collezione permanente, a fare del MArRC il principale attrattore culturale della nostra regione. (rrc)

REGGIO – Al MArRC la settima edizione della rassegna “Arte (e)’ scienza”

Al Museo Archeologico di Reggio Calabria prende il via domani la settima edizione della rassegna Arte (e)’ scienza, organizzata dall’Associazione Italiana di Archeometria (AIAr), rappresentata dal Presidente Mauro Francesco La Russa.

L’iniziativa sarà un’occasione per riflettere sul “gemellaggio” fra arte e scienza per la diffusione della conoscenza e la promozione del patrimonio culturale.

In tale occasione, sull’intero territorio nazionale, si apriranno le porte di musei e siti archeologici, offrendo al pubblico l’opportunità di vedere al lavoro i ricercatori di Università ed altri enti di ricerca a stretto contatto con coloro il cui mestiere è comprendere, restaurare, conservare e far conoscere le opere d’arte. 

«L’iniziativa organizzata al MArRC – ha dichiarato il direttore Carmelo Malacrino, ospiterà i ricercatori Istituto per i processi chimico fisici del CNRdi Messina e del dipartimento STEBICEF dell’Università di Palermo. Il museo, quindi, si conferma, ancora una volta, non solo un luogo in cui ammirare le bellezze del passato, ma un centro in cui è possibile fare ricerca e divulgazione didattica». 

«Anche quest’anno – ha spiegato Rosa Ponterio, ricercatore del CNR di Messina – nonostante le limitazioni ed i ritardi imposti dalla pandemia, ci stiamo preparando per la nostra consueta rassegna Arte e(ʹ) Scienza. Questo è diventato un appuntamento fisso al MArRC, dove siamo infatti presenti come CNR-IPCF Messina sin dal 2016».

«Durante le giornate previste – ha aggiunto – saranno allestite delle postazioni con strumentazione portatile per condividere con visitatori e studenti informazioni e delucidazioni riguardo all’utilizzo di metodologie scientifiche applicate allo studio dei beni culturali. Questa manifestazione – aggiunge- costituisce un’importante occasione per riflettere sul rapporto vitale tra i beni culturali e le metodologie scientifiche nella diagnostica e nella conservazione del nostro patrimonio artistico-culturale».

Per Maria Luisa Saladino, professoressa del dipartimento STEBICEF di Palermo «Arte e(ʹ) Scienza è un momento per mostrare ai cittadini e agli studenti come la scienza possa contribuire allo studio dei reperti archeologici in sinergia con gli esperti di altri settori come gli archeologici, i conservatori e i restauratori. La tutela dei beni culturali non è più soltanto una responsabilità degli esperti del settore ma di tutta la società e della comunità scientifica».

«Oggi – ha aggiunto – le nuove generazioni hanno a disposizione strumentazione avanzata, ma soprattutto portatile e non invasiva, tramite la quale è possibile rispondere in maniera ottimale ai quesiti posti dalle diverse professionalità legate al mondo della tutela».

La giornata di studi è organizzata con il coordinamento scientifico dei funzionari archeologi del MArRC Daniela Costanzo e Maurizio Cannatà e del funzionario restauratore Barbara Fazzari

«Presso la sala conferenze del Museo – ha dichiarato quest’ultima – saranno allestite delle postazioni che accoglieranno dei veri e propri laboratori di spettroscopia Raman e XRF e di ricostruzione tramite laser scanner 3D. Le indagini avranno come oggetto alcuni manufatti bronzei provenienti dall’antica Locri Epizefiri. In particolare lo studio diagnostico permetterà un approfondimento della tecnica esecutiva mediante spettroscopia e un confronto tipologico tramite ricostruzione 3D». (rrc)

MINISTRO FRANCESCHINI, SALVI IL MARRC
DALL’OBLIO E DA UN INEVITABILE DECLINO

di MIMMO NUNNARI – Se il vecchio cronista avesse un pur minimo potere chiederebbe al Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini di salvare dall’oblio i Bronzi di Riace e dal declino il Museo Nazionale Archeologico di Reggio, uno dei più importanti del Mediterraneo, pure più del Museo di Atene, scrisse sul Corriere della Sera Cesare de Seta. Tempi passati.

Ora, mentre il Museo Egizio di Torino riparte con l’Aida per celebrare il 150° anniversario del debutto dell’opera di Giuseppe Verdi al Cairo, a Reggio per il 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi, nella prima iniziativa, nell’ambito del progetto pensato per il grande evento, la luce che brilla è quella di Anna Falchi. Una “spruzzata di pop” su un avvenimento dedicato al bene culturale più identitario della Calabria, ha scritto su questo giornale Paride Leporace, richiamando alla memoria le passeggiate di Valeria Marini e Lele Mora, arruolati anni fa per promuovere “l’immagine” della città.

Anna Falchi è una bellezza statuaria. Niente da dire. Certo, le sue presenze più rilevanti in Calabria, come testimonial, in precedenza, riguardano l’inaugurazione di uno stabilimento caseario e una sfilata di moda. Ma non è la bella attrice il problema. La questione, più in generale, al di là del programma per il cinquantenario dei bronzi che ci auguriamo eccellente, riguarda la dimensione culturale attuale del Museo e la sua gestione.

Ospitato nel Palazzo progettato da Marcello Piacentini (uno dei massimi esponenti dell’architettura del primo Novecento) il museo reggino non splende, come dovrebbe splendere. Recentemente è stato anche imbruttito da una terribile sopraelevazione. Forse, c’era la necessità di ricavare nuovi spazi, ma stravolgere un edificio simbolo dello stile con cui il famoso architetto Piacentini fu capace di dare una svolta all’architettura italiana, reinnestandola nel circuito europeo, non è un’operazione da elogiare.

Tutt’altro. Era un monumento da salvaguardare Palazzo Piacentini, come è da proteggere la piazza De Nava, antistante il museo, prossima anch’essa ad un discutibile e radicale restyling, con un progetto per il quale la Fondazione Mediterranea (presidente Enzo Vitale) raccogliendo il comune sentire delle associazioni culturali e della cittadinanza e avvalendosi di qualificate consulenze si è opposta, fino a scrivere al ministro Franceschini e poi a presentare un esposto alla Procura delle Repubblica.

Dentro il palazzo Piacentini che con la raccolta dei materiali più diversi (ori, bronzi, terrecotte, pinakes, sculture, specchi, marmi ed acroteri fittili, corredi funerari esposti nella loro integrità) racconta la vita quotidiana magnogreca, c’è (nonostante i cospicui investimenti in arrivo dalla Regione) il grigiore del declino. Sono lontanissimi i tempi di quando questo grande museo italiano, dopo la collocazione dei bronzi, si animava con la presenza di autorevoli studiosi nazionali e stranieri. Il successo, richiamò personalità di calibro internazionale: il presidente francese Mitterrand, il ministro della Cultura greca Melina Mercuri, per citare i primi che vengono in mente.

Senza contare i ricordi più lontani – di quando ancora i bronzi erano sommersi nel mare di Riace – delle frequentazioni di re Gustavo di Svezia: “Il Re archeologo”, che trascorreva molto del suo tempo in Calabria, peregrinando tra i siti archeologici.  Quando arrivarono a Reggio i bronzi, dopo il restauro di Firenze e la “passerella” al Quirinale, fortemente voluta dal presidente Sandro Pertini, il museo ebbe echi nel mondo intero.

Nel 1981 i bronzi diventarono – seducendo milioni di persone – i personaggi dell’anno. Si produssero servizi televisivi, reportage, elzeviri, riflessioni per spiegare l’innamoramento collettivo verso le due sculture. A Roma, il primo a vederli, si racconta, è stato l’avvocato Gianni Agnelli, giunto sull’uscio del Quirinale verso le sette del mattino. Più tardi giunsero il presidente Pertini e Giovanni Spadolini presidente del Consiglio dei ministri. Poi, a Reggio, migliaia di visitatori paralizzarono la città, quando tornarono a casa. La media giornaliera era di ottomila visitatori.

Ci fu una giornata record, con oltre diciannovemila visitatori. I bronzi, con forza, fecero uscire Reggio, città tra le più belle del Mediterraneo, dall’isolamento. Si fecero simposi internazionali (uno all’Università della Calabria coordinato da Luigi Lombardi Satriani) con i maggiori esperti al mondo. Passato e presente si davano la mano nel Museo.

C’erano i bronzi di Riace, ma c’erano (e ci sono) anche le testimonianze culturali che s’intrecciavano con l’ambiente, con un territorio di testimonianze archeologiche che sembrava fatto apposta per collegare passato e presente. Oggi, tutte queste cose, sono senz’anima. Giacciono, i reperti, e i bronzi. E per animarle ci vuol altro che Anna Falchi, o magari Bocelli, che, si dice, farebbe un concerto ad agosto. Serve il meglio del meglio, per gestire il museo con una visione internazionale, perché i bronzi, la ricca collezione di reperti provenienti da tutto il territorio calabrese, sono un patrimonio culturale dell’umanità. (mn)

REGGIO – Il MArRC aderisce alla campagna “M’illumino di meno”

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha aderito alla campagna di sensibilizzazione M’illumino di meno, la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili lanciata da Caterpillar e Rai Radio 2, usando come testimonial d’eccezione i Bronzi di Riace.

L’iniziativa, fortemente sostenuta dal Ministro della Cultura Dario Franceschini, punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del risparmio energetico e sulla necessità di adottare stili di vita sostenibili. È un evento giunto alla sua la XVIII edizione, che segna la raggiunta consapevolezza scientifica che il pianeta vive una drammatica urgenza ambientale. 

«Oggi la nostra quotidianità è cambiata – ha dichiarato il direttore Carmelo Malacrino – e ce lo ricorda ancora una volta Caterpillar che, ogni anno nel mese di marzo, ci invita a ridurre al minimo il consumo dei dispositivi elettrici per contenerne l’impatto ambientale. Gli antichi vivevano in stretta simbiosi con la natura del nostro pianeta. La grande Madre Terra offriva, generosamente, la vita nel mondo animale e vegetale, in un ciclo di nascita e morte di cui sono rimaste molte tracce nel patrimonio archeologico esposto al Museo». 

Complici le celebrazioni per i 50 anni delle due statue che tutto il mondo ci invidia, venerdì 11 marzo, alle ore 11.00, la Sala del MArRC che le ospita assieme alle Teste del Filosofo e di Porticello regalerà ai visitatori il primo passo verso una nuova suggestiva illuminazione, finalizzata ad esaltare questi straordinari capolavori della bronzistica del V secolo a.C. 

«Abbiamo scelto questa occasione – ha proseguito il direttore del Museo – per presentare uno dei nostri progetti più significativi. In Sala Bronzi da mesi i nostri tecnici stanno lavorando non solo per migliorare l’illuminazione, rendendola più suggestiva ed efficace, ma anche per sostituire i corpi illuminanti con apparecchi ad alta efficienza energetica. L’obiettivo è quello di creare le condizioni migliori per la fruibilità delle opere, rispettando l’ambiente e garantendo ai visitatori il massimo benessere».

«​Sono sicuro – ha concluso Malacrino – che il pubblico apprezzerà anche questo impegno “green” e invito tutti a pubblicare tante immagini sui social per promuovere al meglio queste eccezionali opere dell’antichità». 

L’intervento di miglioramento dell’illuminazione della Sala Bronzi è realizzato dagli architetti del Museo​.  «Si tratta di un’un’attività – ha dichiarato l’arch. Claudia Ventura, responsabile dell’Ufficio tecnico – ancora in itinere, attraverso la quale il MArRC mira a valorizzare l’esperienza visiva dei Bronzi, ricorrendo a dispositivi illuminanti sempre più performanti, sia in termini di qualità della luce che di risparmio energetico. La sperimentazione di nuove soluzioni di illuminazione all’interno della principale sala espositiva del Museo parte dalla consapevolezza che la luce faccia parte dell’esperienza della visita, con un forte impatto sulle reazioni emotive».

«Per questo – ha concluso – nei prossimi mesi consolideremo queste esperienze, sottolineando che un’attenta e moderna illuminazione aiuterà a risparmiare energia e a ridurre i costi per la gestione e manutenzione». (rrc)

 

REGGIO – Al MArRC al via il progetto “Testimoni di legalità”

È partito, al Museo Archeologico di Reggio Calabria, il progetto Testimoni di legalità, su cui il Museo sta lavorando con l’Associazione Biesse, agli studenti dell’Istituto Alberghiero di Villa S. Giovanni e all’Ufficio per il servizio sociale per i minorenni di Reggio Calabria.

Il progetto, frutto di uno specifico protocollo di intesa Dalla tutela alla valorizzazione del patrimonio archeologico attraverso testimonianze di legalità, ha visto una lunga formazione, coordinata dal dott. Maurizio Cannatà, responsabile dei Servizi educativi del Museo.

Così, i ragazzi dell’Ufficio per i servizi sociali del Tribunale dei minori di Reggio Calabria e dell’Istituto Alberghiero di Villa San Giovanni accompagneranno le scuole in visita alla mostra Salvati dall’oblio. Tesori d’archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Grande emozione è stata espressa dal direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, che rivolto il suo ringraziamento a «tutti coloro che si sono impegnati per questo obiettivo e al dott. Maurizio Cannatà, responsabile dei Servizi Educativi del MArRC, per aver coordinato il progetto e la formazione». (rrc)

 

REGGIO – Al MArRC doppio appuntamento

Domani, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, diretto da Carmelo Malacrino, sono previste due iniziative frutto della collaborazione con enti e associazioni del territorio.

Si parte alle 11 con le attività del progetto Testimoni di legalità, su cui il MArRC da mesi sta lavorando insieme all’Associazione Biesse, agli studenti dell’Istituto Alberghiero di Villa S. Giovanni e all’Ufficio per il servizio sociale per i minorenni di Reggio Calabria. Frutto di uno specifico protocollo di intesa “Dalla tutela alla valorizzazione del patrimonio archeologico attraverso testimonianze di legalità“, il progetto ha visto una lunga formazione, coordinata dal dott. Maurizio Cannatà, responsabile dei Servizi educativi del Museo. Nello specifico, il tema della legalità è stato declinato sui contenuti della grande mostra Salvati dall’oblio. Tesori d’archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, allestita in Piazza Paolo Orsi fino al 15 maggio.

Saranno ora questi ragazzi a diventare “Testimoni di legalità”, accompagnando le scuole nel percorso dell’esposizione.

«Appartenenza e collaborazione – ha spiegato Malacrino – sono le parole chiave di questa intesa, diretta a ribaltare in positivo la visione e l’immagine che spesso i ragazzi hanno della loro terra. Diventare ambasciatori dei tesori del Museo sarà per loro un viaggio entusiasmante. La scuola ha un ruolo centrale, anche come istituto di educazione alla cittadinanza attiva e alla veicolazione di valori etici e morali utili per la crescita degli individui».

«Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per questa iniziativa – ha concluso il direttore del Museo –, che di certo resterà indelebile nei ricordi dei partecipanti».

Per prenotare la visita sulle disponibilità concordate con gli enti partecipanti basterà scrivere alla mail man.rc-didattica@beniculturali.it. 

«Finalmente si concretizza questo percorso che ha entusiasmato moltissimo i giovani studenti dell’Istituto alberghiero, coordinati dalla prof.ssa Anna Maria Guarnaccia – ha dichiarato Bruna Siviglia, presidente dell’Associazione Biesse. L’arte così diventa uno strumento prezioso per il riscatto di tanti giovani che spesso, purtroppo, non conoscono questa bellezza. Da oggi questi ragazzi diventeranno “Testimoni di legalità”».

Soddisfatto anche l’archeologo Cannatà: «I Servizi educativi del MArRC, in collaborazione con i docenti e i professionisti del Tribunale dei Minori, hanno formato giovani ‘Ciceroni’, che al termine di un importane percorso formativo umano e professionale metteranno a disposizione dei coetanei le loro conoscenze, attraverso visite e percorsi guidati alla mostra».

Nel pomeriggio, alle 17.00 in sala conferenza, riprenderanno gli Appuntamenti al MArRC. L’incontro, promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria, sarà dedicato a Vincenzo Panuccio: l’impronta. Proiettati verso il futuro senza dimenticare il passato e vedrà la partecipazione anche dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria. 

Avvocato, professore emerito dell’Università di Messina, preside della Facoltà di Economia e Commercio, eminente rappresentante della scuola giuridica messinese, nonché per circa mezzo secolo presidente dell’Associazione “Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria”, Panuccio è stato uno dei più autorevoli esponenti della migliore cultura giuridica del nostro tempo.

«Sono particolarmente contento – ha proseguito Malacrino – di riprendere il programma di incontri al Museo ricordando il prof. Panuccio, che ancor prima della mia nomina a direttore mi volle ospite dell’Associazione per una conferenza sull’importanza di un Museo della Città a Reggio Calabria. La sua figura, così culturalmente poliedrica, sarà un modello per tanti giovani che amano questo territorio».

L’incontro prevede, dopo i saluti del direttore del MArRC, gli interventi di Carmelo Infantino, presidente dell’Ordine degli Avvocati, di Francesco Arillotta, presidente dell’Associazione “Amici del Museo”, di Alberto Panuccio, fratello di Vincenzo e già presidente dell’Ordine degli Avvocati, e di Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria.

A seguire le relazioni di Paola Radici Colace, ordinario di Filologia Classica all’Università di Messina, di Francesca Panuccio, figlia di Vincenzo e associato di Diritto Privato Comparato nello stesso Ateneo, di Fulvio Rizzo, procuratore generale alla Corte di Appello di Reggio Calabria, e di Melania Salazar, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Reggio Calabria.

«Con l’evento di stasera –ha  dichiarato Loreley Rosita Borruto – continueremo a riflettere sul valore degli insegnamenti e sulla straordinaria lezione di attualità di un intellettuale che ha progettato il futuro, sui cui scritti ancora mediteranno e si formeranno generazioni future di giuristi. Per lui la cultura è stata soprattutto “memoria”, dei nostri avi, delle nostre origini: per custodirla, Panuccio si è impegnato per tutta la vita, perché disperdere la memoria significa costruire un futuro senza basi». (rrc)

Giornata Mondiale della Lingua Greca, i Bronzi di Riace ponte culturale tra l’Italia e la Grecia

Il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino, ha partecipato all’iniziativa promossa sul web dalla Fondazione Ellenica per la Cultura, promuovendo la storia e le collezioni del MArRC, museo inserito nel cuore di un territorio da sempre strettamente legato alla lingua e alla cultura ellenica.

Il Museo, infatti, è stato tra i protagonisti delle manifestazioni organizzate ad Atene per la celebrazione della Giornata Mondiale della Lingua Greca.

Nel suo intervento, infatti, Malacrino non solo ha ricordato le origini greche dell’antica Rhegion, fondata nella seconda metà dell’VIII secolo a.C. da coloni provenienti da Calcide, in Eubea, ma ha voluto anche evidenziare il valore culturale delle comunità grecofone ancora presenti nell’area reggina, tra cui quelle di Bova, Roghudi, Chorìo, Roccaforte del Greco, Condofuri e Gallicianò. 

«Ascoltare e partecipare all’incontro è stato proficuo – ha commentato Malacrino –. È stato possibile presentare il lavoro svolto in questi anni per trasformare il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria in un luogo inclusivo e dinamico per tutto il territorio. Di grande impatto e suggestione sono state le immagini dei magnifici reperti esposti al MArRC e, in particolare, dei capolavori più noti, i Bronzi di Riace, di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della scoperta. Nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale di tutta l’area dello Stretto, il Museo, dopo questi difficili anni di pandemia, punta a riconquistare un ruolo di meta favorita dai turisti provenienti da ogni parte del mondo».

Al dibattito erano presenti Nikos Koukis, Presidente della Fondazione Ellenica per la Cultura, e Theodoros Papangelìs, professore emerito dell’Università di Salonicco e membro dell’Accademia di Atene. La partecipazione del Museo è stata promossa da Domenica Minniti Gònias, professoressa dell’Università Nazionale e Kapodistrias di Atene.

«Nel mio intervento – ha concluso – ho auspicato un sempre maggior consolidamento dei rapporti con l’altra sponda del mar Ionio, con gli amici Greci. Questo non solo in termini di visitatori del Museo, ma anche per visioni e progetti di tutela e valorizzazione della lingua e della cultura grecanica. Il mio invito va, in particolare, alle varie comunità del territorio, affinché il loro straordinario patrimonio linguistico e culturale non vada disperso, ma costituisca un eccezionale valore aggiunto dell’offerta culturale e turistica calabrese».  (rrc)

 

REGGIO – Prorogata la mostra “Salvati dall’oblio”

È stata prorogata, fino al 15 maggio, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio, la mostra Salvati dall’oblio. Tesori d’archeologia recuperati dai Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale curata dal direttore Carmelo Malacrino, dal Capitano Bartolo Taglietti, già Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza, e dall’archeologo Maurizio Cannatà.

«Promuovere il valore identitario del patrimonio culturale e l’importanza della sua tutela presso le giovani generazioni – ha dichiarato il direttore Malacrino – è uno degli obiettivi della missione istituzionale del MArRC. Questa esposizione lancia un messaggio significativo su tutto il territorio e si è rivelata finora un grande successo. Oltre 75 mila visitatori, a partire dallo scorso 18 giugno, al loro ingresso al Museo hanno trovato ad accoglierli, nel suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi, oltre 150 preziosi reperti restituiti alla collettività dallo straordinario lavoro dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Per questo motivo, in accordo con il Comando generale e con il Nucleo T.P.C. di Cosenza, si è deciso di prorogare l’esposizione ancora per qualche mese».

La funzione sociale del Patrimonio Culturale, la sua appartenenza a tutta la collettività e l’importanza di garantirne l’accessibilità a tutte le categorie di pubblico, dunque, saranno ancora protagonisti al MArRC, proprio in contemporanea con le celebrazioni per il 50° anniversario dalla scoperta dei Bronzi di Riace, simboli identitari della Calabria nel Mondo. L’obiettivo è stato possibile grazie alla preziosa sinergie intessute dal MArRC, in primo luogo con il Nucleo Carabinieri TPC di Cosenza oggi al comando del Ten. Giacomo Geloso, oltre che con la Direzione Regionale Musei Calabria guidata dal dott. Filippo Demma e con il Dipartimento Culture Educazione e Società dell’Unical, diretto dal Prof. Roberto Guarasci.

«La ripresa dell’emergenza sanitaria ha purtroppo frenato nuovamente l’affluenza di pubblico, soprattutto dei gruppi scolastici, tra i principali destinatari del messaggio culturale dell’esposizione – ha commentato il dott. Cannatà, responsabile dei servizi educativi del Museo –. Per tale ragione abbiamo lavorato per consentire la fruizione della mostra fino alla prossima primavera, per permettere ai bambini e ai ragazzi delle comunità scolastiche del territorio di non perdere questa straordinaria opportunità».

Valore aggiunto della nuova programmazione dell’esposizione sarà uno specifico protocollo d’intesa, stipulato tra il MArRC, l’Ufficio Servizi Sociali dei Minorenni del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, l’Istituto professionale alberghiero di Villa San Giovanni e l’Associazione culturale Biesse, con l’obiettivo di rafforzare nei ragazzi le radici classiche dell’identità calabrese e con esse i suoi valori positivi da contrapporre a quelli della cultura massificante e dell’illegalità.

«Uno strumento fondamentale per il riscatto di tanti giovani – ha dichiarato Bruna Siviglia, presidente dell’associazione culturale Biesse. Una sinergia importantissima per divulgare i valori di legalità e di giustizia attraverso l’arte e la bellezza. La bellezza salverà il mondo».

Incontri formativi coordinati dai Servizi Educativi Museali hanno formato giovani ‘Ciceroni’ che al termine di un importane percorso formativo umano e professionale metteranno a disposizione dei loro coetanei le loro conoscenze, attraverso visite e percorsi guidati alla mostra. Le attività saranno prenotabili all’indirizzo mail man-rc.mostre@beniculturali.it a partire dal mese di febbraio e si svolgeranno nel rispetto dei protocolli anticontagio. (rrc)