La Decontribuzione al Sud prorogata fino a dicembre 2022

La decontribuzione al Sud è stata prorogata fino a dicembre 2022. È quanto ha reso noto la ministra per il Sud, Mara Carfagna, spiegando che «la Commissione Ue ha autorizzato la proroga».

La richiesta di proroga avanzata dal governo italiano è stata giudicata dai tecnici di Bruxelles “necessaria, appropriata e proporzionale” rispetto alle difficoltà create dall’invasione russa in Ucraina al sistema produttivo del Mezzogiorno. Qui, infatti, gli effetti negativi rischiano di essere aggravati dal maggior impatto del costo dell’energia sul sistema produttivo, rispetto al Centro-Nord, accentuando la fragilità dell’economia meridionale con effetti duraturi sui divari territoriali. Il tutto mentre ancora si stanno ponendo le basi per creare nuove condizioni di sviluppo, grazie agli investimenti e alle riforme del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

«Si tratta – ha spiegato la ministra – di una deroga temporanea alla disciplina europea sugli aiuti di Stato, giustificata dalle ripercussioni economiche del conflitto in Ucraina. È una decisione che riconosce gli sforzi del governo per migliorare le condizioni economiche del Sud Italia, ridurre i divari tra le varie aree del Paese e promuovere investimenti e occupazione nelle regioni meridionali».

La proroga consentirà alle imprese che operano nel Mezzogiorno di risparmiare una quota pari al 30% dei contributi da versare, che sarà a carico dello Stato. La scadenza della misura, prevista precedentemente per il 30 giugno, si sposta adesso al 31 dicembre 2022.

«Ringrazio – ha aggiunto – il sottosegretario Vincenzo Amendola, che ha portato a termine con abilità e determinazione il negoziato, e la rappresentanza italiana a Bruxelles. La ‘squadra Italia’ ha conseguito un risultato fondamentale per sostenere le imprese e lo sviluppo del Sud in questo momento complicato».

«Sono certa che il sistema produttivo – ha concluso la ministra – saprà cogliere questa occasione e voglio, ancora una volta, dare atto alla Commissione di avere saputo utilizzare in modo intelligente, come ha dimostrato di sapere fare fin dall’inizio della crisi pandemica, i margini di flessibilità previsti dalle regole europee. Resta la nostra intenzione di esplorare ogni strada perrendere la decontribuzione una misura strutturale, che sostenga lo sviluppo del Sud in un arco pluriennale». (rrm)

ADDIO AL «SUD CHE È ESISTITO FINO A IERI»
BENVENUTI NEL CUORE DEL MEDITERRANEO

di MARA CARFAGNA – Signor presidente della Repubblica, Signor presidente del Consiglio, Signor presidente della Camera, Autorità tutte, mentre in questi mesi preparavo questa iniziativa, mentre questa mattina aspettavo il vostro arrivo, pensavo che non c’è nulla di più bello per una donna del Sud, nata e cresciuta nell’Italia del Sud, che conosce l’orgoglio ma anche la fatica di essere meridionale, della possibilità di poter lavorare concretamente per la propria terra.

Di potersi impegnare per cambiare le cose e riuscire a ottenere risultati concreti.

È un privilegio enorme, ne sono consapevole e questo guida ogni giorno il mio lavoro.

Così come sono consapevole che la vostra presenza qui è una testimonianza di straordinaria attenzione per questo territorio, ma anche un’assunzione di responsabilità verso venti milioni di cittadini italiani, che troppo spesso negli ultimi tempi hanno avvertito la Repubblica e le sue istituzioni come lontane dalle loro vite, che si sono sentiti privati di diritti e opportunità che altrove sono riconosciuti a tutti.

Oggi siamo qui per dire che quella stagione è chiusa. Oggi si apre un’altra stagione.

Se siamo qui oggi, non è per l’ennesimo convegno “a tema” sul Sud, ma per marcare l’inizio di quella stagione che si è aperta nel 2021, grazie alle ingenti risorse provenienti dall’Unione Europea – e so bene di trovarmi in una condizione molto più favorevole rispetto a quella nella quale si sono trovati molti miei predecessori, che ringrazio per il testimone che mi hanno trasmesso.

Ma quella stagione si è aperta anche perché abbiamo fatto una precisa scelta di campo: affrontare i problemi e risolverli, anziché usarli per fare propaganda o polemica. E ci siamo ispirati a una visione meridionalista concreta, fattiva, operosa, orgogliosa, ben distante dal meridionalismo disfattista e rivendicativo che per troppi anni ha tenuto prigioniero il Sud e ha alimentato sfiducia e rassegnazione.

Insomma, tengo a sottolineare che c’è un “prima” e un “dopo” la data del 30 aprile 2021, quando il nostro Piano di Ripresa e Resilienza è stato presentato all’Europa.

Per la prima volta, il tema dei divari territoriali è stato posto non come rivendicazione di una parte del Paese contro l’altra, ma come “questione nazionale”, come urgenza nazionale. Una questione non meridionale, ma nazionale, da affrontare e risolvere per far ripartire l’intero Paese, scartando il modello della “locomotiva”, dove poche regioni trainano e tutte le altre vanno a rimorchio.

Come ci ha ricordato il Presidente Mattarella nel suo discorso alle Camere riunite, il giorno del suo giuramento – cito testualmente – dobbiamo costruire «un Paese che cresca in unità. In cui le disuguaglianze, territoriali e sociali, che attraversano le nostre comunità vengano meno».

Per la prima volta – lo ricordava il Presidente Draghi – abbiamo quantificato, messo in evidenza, vincolato al Sud all’interno del PNRR una quota percentuale di investimenti superiore rispetto alla popolazione residente e rispetto al PIL prodotto: il 40 per cento del totale delle risorse territorializzabili, circa 82 miliardi di euro.

Non sono numeri scritti sulla carta, ma sono in alcuni casi cantieri già aperti, come quelli sulla linea ferroviaria Napoli-Bari, o sulla Palermo-Messina-Catania, o l’importante intervento nel porto di Gioia Tauro. O cantieri che apriranno nelle prossime settimane e prossimi mesi, come i tanti investimenti infrastrutturali nelle Zone Economiche Speciali, oppure per aprire nuove scuole, asili nido, palestre, mense scolastiche, per cui abbiamo già ripartito i fondi.

Per la prima volta, abbiamo varato un grande piano di modernizzazione infrastrutturale per cancellare l’isolamento “fisico” che ha condannato e condanna tutt’oggi all’arretratezza interi territori del Mezzogiorno. Vogliamo portare ovunque modernità, vogliamo portare ovunque collegamenti sia fisici che digitali. Per questo investiamo nelle reti ferroviarie, nelle reti idriche, nelle connessioni logistiche, nella diffusione della banda ultralarga. Ancora, investiamo nella creazione di decine di ecosistemi dell’innovazione, luoghi di ricerca e contaminazione tra università e impresa. Sosteniamo l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese meridionali.

Irrobustiamo la sanità del Sud, il suo sistema di istruzione, digitalizziamo la sua pubblica amministrazione.

Favoriamo la transizione ecologica ed energetica.

Finanziamo, grazie a un uso intelligente dei Fondi della Coesione – un uso addizionale e complementare, come ci viene richiesto dall’Europa – interventi che con i fondi europei non potevamo finanziare, come la viabilità stradale e gli aeroporti.

Un tema a cui tengo molto: per la prima volta cancelliamo l’odioso principio della “spesa storica” che ha alimentato, anno dopo anno, discriminazione e diseguaglianza. Un principio in base al quale, per esempio, un comune come Giugliano, con 120mila abitanti, ha le risorse per un solo asilo nido e un solo assistente sociale, mentre una città lombarda delle stesse dimensioni di Giugliano – per esempio, Monza – ha le risorse per 8 asili nido e 32 assistenti sociali.

Bene, grazie all’approvazione e al finanziamento in Legge di Bilancio del primo Livello Essenziale delle Prestazioni per gli asili nido e gli assistenti sociali – cui abbiamo aggiunto quello per il trasporto scolastico degli studenti con disabilità – da qui al 2027 Giugliano avrà le risorse per assumere gli stessi assistenti sociali e per aprire gli stessi asili nido di Monza. Solo quest’anno, il Comune godrà di circa 800mila euro in più per servire 105 bambini rispetto ai soli 20 dello scorso anno.

Questo varrà per Potenza, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, varrà per Napoli. Lo dico al sindaco, che è qui presente: Napoli soltanto quest’anno avrà circa 4 milioni di euro in più per accompagnare al nido 500 bambini che fino all’anno scorso il posto nel nido non lo avrebbero trovato.

Credo che questo sia un cambiamento importante, che porterà giustizia e diritti a migliaia di bambini e alle loro famiglie, che consentirà a migliaia di donne del Mezzogiorno di cercare e trovare un lavoro, o di tenersi stretto quello che faticosamente sono riuscite a conquistare, affrontando con decisione anche la piaga della bassa occupazione femminile al Sud.

Ancora, per la prima volta abbiamo finalmente attivato e reso operative le Zone Economiche Speciali, delineando una precisa visione di sviluppo.

In mille convegni, il Sud è stato definito “piattaforma logistica nel Mediterraneo”. Noi quella piattaforma oggi la realizziamo grazie a importanti investimenti nei porti – 1,2 miliardi – e grazie alla riforma e all’infrastrutturazione delle Zone Economiche speciali, che sono il “cuore” della nostra scommessa di sviluppo. Luoghi dove sarà finalmente conveniente, più facile, più rapido investire grazie a una burocrazia ridotta e a una tassazione agevolata.

E qui lo dico ai tanti investitori presenti o collegati da remoto: approfondite le opportunità che si aprono nelle ZES. Per chi investirà in quelle aree ci sarà un unico numero di telefono da chiamare, quello dei Commissari straordinari che abbiamo già nominato; un’unica autorizzazione da richiedere al posto della miriade di pareri, concessioni, autorizzazioni, nulla osta necessari prima; un unico sportello digitale cui connettersi per risolvere ogni problema.

Potrei continuare a lungo, ma credo che questa elencazione sia già stata abbastanza lunga.

Potrei ricordare l’impulso che abbiamo dato alla Strategia Nazionale delle Aree interne, abbiamo sbloccato cantieri fermi dal 2017. Potrei ricordare anche l’impulso dato ai Contratti Istituzionali di Sviluppo, che finanziano e finanzieranno importanti investimenti strategici infrastrutturali in molte aree del Mezzogiorno. Potrei ricordare il sostegno alla capacità operativa degli Enti locali. Ma mi fermo, perché quello che conta è la scelta di fondo, il messaggio che mi auguro passi anche attraverso questa due-giorni.

Dimenticatevi il Sud che è esistito fino a ieri. Ne sta nascendo un altro, più giusto, più moderno, più efficiente, più “europeo”, più collegato, capace di offrire pari diritti e pari dignità ai suoi cittadini, ma anche di attrarre investimenti nazionali e internazionali.

I nuovi scenari determinati prima dalla pandemia, poi dalla guerra in Ucraina, la crisi energetica, la crisi dell’agroalimentare, la necessità e l’opportunità di reindustrializzare l’Europa, rendono il Mezzogiorno l’asset più importante su cui investire in questo momento.

È al Sud che le rinnovabili hanno maggiori margini di sviluppo e maggiore resa.

È al Sud che dovremo immaginare di collocare i nuovi rigassificatori per trasformare il gas naturale liquefatto che viene e verrà sempre di più dall’America e da altri Paesi del mondo.

È il Sud che dovrà essere messo nelle condizioni di attrarre nuovi investimenti industriali, in un’epoca in cui si ridurranno le catene globali del valore e dovremo riportare in Europa produzioni che in passato troppo entusiasticamente avevamo lasciato in Cina e in Asia.

È il Sud che deve rafforzare il suo ruolo di interlocutore privilegiato con i Paesi del Mediterraneo.

È il Sud a essere un hub energetico naturale per il gas in arrivo da Africa e Medio Oriente, non solo per l’Italia ma per l’intera Europa.

Queste sono sfide politiche, prima ancora che energetiche, industriali e commerciali, che possono assegnare al Sud un profilo strategico decisivo nei nuovi equilibri geopolitici mondiali.

Noi vogliamo attrezzare il Sud per vincere queste sfide, stiamo attrezzando il Sud per vincere queste sfide.

Questo è il nostro obiettivo, questo è il nostro impegno, che ovviamente richiederà nei prossimi anni continuità nell’azione di governo e anche una classe dirigente nazionale e locale all’altezza di questa sfida.

In questo nostro impegno, sarà di straordinario valore il Libro Bianco che tra poco sarà presentato dal dott. Valerio De Molli.

È una ricerca importante, molto approfondita e articolata, che non nasconde criticità e problemi, che conosciamo benissimo e per i quali siamo ogni giorno al lavoro. A mio avviso, sfata tre grandi luoghi comuni della cosiddetta “questione meridionale”.

Primo, il Sud Italia è – lo vedrete dai numeri – una realtà molto più vivace e competitiva di quello che si crede. Cito solo un esempio: nella classifica delle esportazioni hi tech, il Sud – in proporzione al totale delle esportazioni – è quarto nel Mediterraneo, appena dopo Israele. Qualcuno ha mai sentito parlare del Sud come esportatore di tecnologia, anziché di arretratezza? Questi sono gli aspetti da potenziare e da comunicare con efficacia. Secondo. A lungo si è discusso e si discute dell’assenza di una “politica industriale” per il Mezzogiorno. Forse non tutti si sono resi conto che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un grande strumento di politica industriale e noi l’abbiamo utilizzato per disegnare la nostra visione di politica industriale per il Paese e, naturalmente, il Mezzogiorno. L’Italia e il suo Sud come polo della trasformazione e distribuzione dell’agroalimentare italiano, come hub logistico ed energetico del Mediterraneo, centro di innovazione tecnologica e scientifica, luogo attrattore di turismo e nuovi residenti. Ancora, l’Italia del Sud come ponte necessario tra l’Europa e il Continente più giovane e promettente, l’Africa.

Terzo. Per anni abbiamo sentito ripetere che il Sud era un problema da affrontare, “una domanda” a cui dare risposte. Ogni dato presentato nel Libro Bianco ci dice che questa impostazione va totalmente capovolta.

Il Sud può essere la risposta alle tante questioni che interrogano la politica e la società italiana. Il Sud può essere la soluzione al problema della bassa crescita italiana.

Il governo ha scelto, consapevolmente, questo indirizzo. E la presenza qui a Sorrento di tanti ministri, oltre che del presidente Draghi, conferma la larga condivisione per questa scelta. Questa è la nostra grande scommessa. Io sono certa che uniti, soltanto uniti, potremo vincerla.

Ringrazio ancora tutti voi per essere qui, per partecipare a questo evento. Benvenuti al Primo Forum Internazionale del Mediterraneo. Benvenuti a Sorrento. Benvenuti nel cuore del Mediterraneo. Benvenuti nel nuovo Sud che stiamo costruendo. (mc)

[Mara Carfagna è la ministra per il Sud e la Coesione territoriale]

Ministero per il Sud: nel 2021 decontribuzione Sud per 2,6 milioni di lavoratori

Sono 368.307 i datori di lavoro nel Meridione che, nel 2021, hanno utilizzato la decontribuzione del 30% per 2.649.783 rapporti lavorativi. È quanto è emerso dai dati forniti dall’Inps agli uffici del ministro per il Sud e la Coesione territoriale.

Solo nei mesi compresi tra gennaio e novembre 2021, l’agevolazione è servita a promuovere 1.121.414 assunzioni e 86.108 trasformazioni, per un totale di oltre 1,2 milioni di nuovi contratti di lavoro.

Il settore che nei primi 11 mesi del 2021 più ha beneficiato della decontribuzione è quello del commercio con oltre 495mila nuovi rapporti di lavoro, seguito da attività professionali e amministrative (oltre 190mila nuovi contratti), costruzioni (più di 178mila) e attività manifatturiere (oltre 152mila).

In totale, da quando è entrata in vigore nell’ottobre 2020 fino al dicembre 2021, l’agevolazione ha consentito alle imprese di risparmiare 3,8 miliardi di euro, in buona parte finanziati dal programma europeo React-EU.

La decontribuzione è stata finora confermata fino al 30 giugno 2022, in linea con la proroga stabilita dalla Commissione europea del Quadro temporaneo degli aiuti di Stato. L’intenzione del governo rimane comunque quella di rendere stabile l’intervento nel medio periodo, così da farlo diventare un sostegno strutturale al rilancio dell’occupazione nel Mezzogiorno, in particolare quella giovanile e femminile. Per questo motivo, è avviato un confronto con la Commissione per individuare una base giuridica differente, che possa consentire di prolungare la decontribuzione anche oltre la scadenza del Quadro temporaneo.

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha ricordato che «la Decontribuzione Sud rappresenta una delle misure più rilevanti messe in campo dal Governo per sostenere l’occupazione nel Mezzogiorno, tramite un abbattimento del costo del lavoro pari al 30 per cento dei contributi dovuti. Oggi, rispondendo a una interpellanza in Aula alla Camera, ho sottolineato che la misura ha dato risultati estremamente positivi in termini di stabilità occupazionale e sostegno al tessuto produttivo».

«Secondo quanto reso noto dall’INPS – ha detto – dal 2021 l’esonero contributivo ha trovato applicazione in 2.649.782 rapporti di lavoro, per complessivi 368.307 datori di lavoro. Solo nel 2021, e in particolare nel periodo da gennaio a novembre, i rapporti di lavoro incentivati si sono attestati complessivamente a 1.207.522, di cui 1.121.414 assunzioni e 86.108 trasformazioni. Le assunzioni hanno interessato essenzialmente i seguenti settori: commercio (41 per cento), attività professionali e amministrative (circa 16 per cento), costruzioni (circa 15 per cento) e attività manifatturiere (circa 13 per cento). Si tratta di numeri significativi, che confermano l’efficacia della misura volta a contenere gli effetti negativi sull’occupazione dovuti alla crisi economica in quelle aree più fragili del Paese già caratterizzate da situazioni di disagio socio-economico».
«Anche in ragione del perdurare degli effetti della crisi pandemica – ha concluso – la Commissione europea ha esteso, in parallelo con la proroga del Quadro temporaneo degli aiuti di Stato – Temporary Framework, la Decontribuzione al 30 giugno 2022. Un traguardo importante, che il Ministero per il Sud intende rafforzare avviando un confronto con la Commissione europea finalizzato a rendere stabile l’intervento nel medio periodo, anche individuando un’altra base giuridica, e farlo diventare un sostegno strutturale al rilancio dell’occupazione nel Mezzogiorno, in particolare di quella giovanile e femminile». (rrm)

Il ministro Carfagna: Alla Calabria 13 milioni dal Pnrr per progettazione territoriale

Sono 13 milioni di euro la somma di cui è destinataria la Calabria per la progettazione territoriale. Lo ha reso noto il ministro per il Sud, Mara Carfagna, spiegando che è stato ripartito il Fondo, dotato di più 161.515.175 euro utili a rilanciare e accelerare la progettazione dei piccoli Comuni, delle Province e delle Città metropolitane delle regioni del Sud, Marche e Umbria, nonché dei centri delle aree interne.

«È uno dei principali strumenti che abbiamo studiato per sostenere lo sforzo di progettazione degli enti locali: una misura innovativa che aiuterà 4.845 amministrazioni a dotarsi di progetti per partecipare ai bandi e all’assegnazione delle risorse del PNRR e delle politiche di coesione nazionali ed europee» ha spiegato il ministro.

Alle sette Città metropolitane del Sud (Reggio Calabria, Napoli, Bari, Cagliari, Catania, Messina e Palermo) andrà un milione di euro ciascuna. Alle 38 Province del Sud più Marche e Umbria 500mila euro ciascuna. Ai 4.800 Comuni del Sud e delle aree interne con meno di 30mila abitanti cifre variabili in relazione alla popolazione. In totale, alle amministrazioni del Sud è attribuita una quota di 98.977 milioni e a quelle del Centro Nord di 62.537 milioni. Alla Calabria sono assegnati 13.292.898,09 euro.

«Con questo provvedimento – ha concluso Carfagna – rispondiamo a una delle domande ricorrenti nel dibattito sul Piano di Ripresa: come faranno le amministrazioni più fragili a partecipare ai bandi? Gli Enti locali da oggi hanno consistenti fondi a disposizione per rivolgersi a professionisti esterni e definire un parco progetti in ambito urbanistico o di innovazione sociale utile a salire sul treno dei bandi PNRR, dei Fondi strutturali europei o del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione». (rrm)

Dal Cipess 465 milioni per le infrastrutture calabresi

Il Comitato per gli Investimenti e lo Sviluppo Sostenibile ha deliberato lo stanziamento di 465 milioni di euro a favore della Calabria. Lo ha reso noto la ministra per il Sud, Mara Carfagna, spiegando che per il Sud sono stati stanziati 5,1 miliardi per le opere stradali, ferroviarie e idriche.

Tali risorse «saranno impiegate per interventi riguardanti la Ss 106, la strada di collegamento per San Luca e l’elettrificazione della linea jonica. Investimenti massicci che consentiranno di affrontare le criticità e dare impulso allo sviluppo della nostra Regione» ha spiegato la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci.

«Oltre l’80% della somma, circa 5,1 miliardi di euro – ha spiegato – è destinato al Sud confermando ancora una volta la grande attenzione del Governo nei confronti del Mezzogiorno. Alla Calabria sarà destinato quasi mezzo miliardo di euro per finanziare opere strategiche e di primaria importanza. Alla statale Jonica 106 vengono  destinati 220 milioni di euro, in particolare per la tratta Catanzaro – Crotone, con immediata cantierabilità. Alla strada di collegamento per San Luca sono assegnati 65 milioni di euro, mentre altro 180 milioni serviranno a finanziare il progetto di completamento dell’elettrificazione della linea jonica. Risorse che consentiranno lo sviluppo infrastrutturale della Calabria dando impulso alla crescita, all’occupazione e alla competitività del nostro territorio».
«Grazie a questo importante finanziamento – ha concluso Nesci – i collegamenti saranno sempre più rapidi ed efficaci, migliorando il tessuto economico-produttivo del territorio e la qualità della vita dei cittadini».
«Questa delibera del Cipess che potenzia gli investimenti in infrastrutture sostenibili realizza quanto previsto dalla recente Direttiva del Presidente Draghi, secondo la quale gli investimenti pubblici devono contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in linea con il Next Generation EU», ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.
«Fondamentali per il successo di questa operazione – ha concluso – sono state le positive interlocuzioni con i presidenti di tutte Regioni, che hanno collaborato attivamente con il Mims per individuare le opere strategiche finanziabili tramite il FSC 2021-2017 tenendo conto di quanto previsto dal Pnrr e dal Pnc. La coerenza delle politiche nazionali e regionali invocata per molto tempo diventa realtà grazie al lavoro congiunto svolto nei mesi scorsi con le Regioni».
«Siamo pienamente soddisfatti – ha dichiarato il ministro Carfagna –. Si tratta di un grande piano di investimenti pubblici che darà impulso alla crescita, allo sviluppo e all’occupazione in aree importanti del Mezzogiorno».
«L’elemento chiave di questa delibera – ha concluso – è l’immediata cantierabilità di ogni singola opera. È stato il criterio guida delle nostre scelte, anche per battere il vizio di impegnare risorse in opere che poi non si realizzano. Con la delibera di oggi cominciamo a realizzare la nostra visione dei Fondi nazionali per la coesione come una sorta di “Pnrr permanente”, fatto di investimenti con un cronoprogramma definito e dettagliato; di obiettivi specifici; di incentivi e disincentivi per un corretto utilizzo delle risorse da parte di tutti i soggetti attuatori».
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sottolineando che i 465 milioni di euro stanziati per la Calabria dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile sono una buona notizia, e soprattutto sono il frutto positivo di un costante lavoro fatto in questi mesi da Mauro Dolce».
«Nelle proiezioni iniziali del Governo, infatti – ha proseguito – alla nostra Regione sarebbero andati circa 350 milioni di euro: con l’iniziativa del nostro assessore ai Lavori pubblici abbiamo incrementato questa cifra di 115 milioni di euro, atterrando a 465.
Siamo soddisfatti per quanto raggiunto, ma dal governo nazionale ci aspettiamo di più. Soprattutto pretendiamo che anche per la nostra Regione il Piano nazionale di ripresa e resilienza possa concorrere a finanziare le infrastrutture strategiche, indispensabili per lo sviluppo del nostro territorio».
«Le risorse del Fondo sviluppo e coesione – periodo 2021-2027 – destinate dal Cipess – ha detto ancora – riguarderanno la Strada Statale 106, nella tratta Catanzaro-Crotone (220 milioni di euro), la strada di collegamento San Luca (65 milioni di euro), e l’elettrificazione della linea ferroviaria jonica calabrese (180 milioni di euro). Conosciamo il prezioso lavoro che stanno facendo il ministro Carfagna e il ministro Giovannini, ma la Calabria è una terra che chiede opportunità e che vuole riscattarsi, costruendo un futuro migliore per la sua gente e per i suoi giovani. Anche per noi il Pnrr dovrà essere una reale occasione di rilancio». (rrm)

Risorse idriche, bando da 313 milioni di euro per ridurre gli sprechi nel Mezzogiorno

Sono 313 milioni di euro la somma del bando del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per ridurre la dispersione di acqua nel Mezzogiorno, rendere più efficienti le reti idriche di distribuzione nei territori delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e colmare il divario territoriale in un settore di vitale importanza per i cittadini.

Si tratta di risorse europee del programma React Eu messe a disposizione dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale e gestite dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si tratta di fondi europei del Pon Infrastrutture e Reti 2014-2021.

Entro 45 giorni, gli Enti d’Ambito delle cinque Regioni del Sud potranno presentare progetti volti a migliorare la qualità e la gestione del servizio, anche attraverso l’impiego delle migliori tecnologie digitali per il monitoraggio delle reti e il miglioramento della resilienza, tenendo conto dei principi e gli indirizzi europei, della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.

«La riduzione delle perdite idriche nelle reti di distribuzione è una delle principali sfide per il Sud del Paese – ha dichiarato il Ministro Enrico Giovannini –. È infatti un obiettivo fondamentale inserito tra le riforme previste dal Pnrr. È necessario rafforzare il processo di industrializzazione del settore con la costituzione di operatori integrati, pubblici o privati, con l’obiettivo di realizzare economie di scala e garantire la gestione efficiente di un comparto che ancora oggi risulta frammentato e complesso».

«Questo bando è una prima risposta a un problema che incide sulla qualità della vita e le potenzialità di sviluppo del Sud – ha aggiunto il ministro Carfagna –. Grazie agli investimenti dell’Unione Europea e al piano che come governo italiano abbiamo predisposto nell’ambito di React Eu, finalmente c’è la possibilità di iniziare a migliorare la gestione delle risorse idriche al servizio dei cittadini meridionali. Spero in una risposta rapida ed efficace degli Enti per cogliere al meglio questa opportunità». (rrm)

Al via i lavori per il Contratto Istituzionale di Sviluppo Calabria, la ministra Carfagna: occasione da non sprecare

«Oggi al ministero per il Sud abbiamo avviato i lavori per il Cis Calabria: un’occasione da non sprecare per fare di questa Regione un esempio in positivo» ha dichiarato la ministra per il Sud, Mara Carfagna, a margine del primo tavolo.- svoltosi in videoconferenza – sul per i Contratti Istituzionali di Sviluppo per la Calabria.

L’obiettivo, è quello di «mettere in rete diversi soggetti amministrativi – ha spiegato la ministra – per sostenere investimenti di sviluppo e superare gli stereotipi negativi che pesano sulla Calabria, una Regione troppo spesso indicata come irrimediabilmente destinata al declino, al sottosviluppo, a farsi preda della criminalità organizzata».

Oltre al Ministro per il Sud Mara Carfagna e alla Sottosegretaria Dalila Nesci, che hanno presieduto il tavolo, erano presenti il Ministero dell’Economia, della Cultura, della Transizione Ecologica, delle Infrastrutture e del Turismo, la Regione Calabria, l’Agenzia per la Coesione territoriale e Invitalia, oltre ai Presidenti delle Province, ai sindaci dei capoluoghi e al Presidente dell’Anci Calabria.

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, che ha ribadito come il Cis «inaugura un percorso di cambiamento nelle politiche pubbliche a favore dei territori, che vede protagonisti tutti i soggetti coinvolti».

«Sono lieta di registrare l’entusiasmo, a ogni livello istituzionale – ha aggiunto – con cui parte questa iniziativa: apriamo una nuova fase di sinergia e collaborazione, grazie alla quale possiamo rendere la Calabria protagonista della ripartenza del Mezzogiorno e del Paese».

«Con il Cis – ha aggiunto – adottiamo una cooperazione rafforzata per attuare il piano straordinario di interventi a favore della Calabria e rispondiamo alla volontà di ascoltare le reali esigenze del territorio. Questo strumento consente di privilegiare l’approccio ‘bottom-up’ piuttosto che un intervento calato dall’alto, valutando l’entità del finanziamento complessivo sulla base delle istanze locali».

«Con il Cis, inoltre – ha evidenziato – l’attuazione dei progetti sarà più rapida perché beneficeranno delle stesse semplificazioni procedurali previste per il Pnrr. L’obiettivo che condividiamo è quello di rendere fruibile a tutti l’enorme patrimonio naturale, artistico e culturale della Calabria, con particolare riferimento alle minoranze etno-linguistiche, promuovere un turismo esperenziale e favorire anche, in via complementare agli ambiti elencati, i trasporti e la mobilità sostenibile».

«Con il Cis – ha proseguito la sottosegretaria Nesci – vogliamo sostenere la rinascita della nostra regione attraverso una stagione di crescita economica e di riscatto morale. Stiamo mettendo in campo le risorse e gli strumenti necessari a rendere ancora più attrattiva la Calabria, sotto ogni aspetto, a valorizzare in pieno un territorio complesso e affascinato che è ricco di bellezze ancora da svelare».

«Da parte dei Ministeri – è stato spiegato in una nota – è stata garantita la piena disponibilità e operatività rispetto al Cis, anche in termini di individuazione delle eventuali risorse aggiuntive. Le Agenzie coinvolte, quella per la Coesione come autorità di gestione e Invitalia come soggetto attuatore, hanno sottolineato la capacità di accelerazione degli investimenti da parte del Cis».

«Gli Enti locali, oltre a ringraziare il Ministro Carfagna e la Sottosegretaria Nesci per l’iniziativa – prosegue la nota – hanno elogiato la metodologia prevista dal Contratto di Sviluppo che prevede di valutare l’entità del finanziamento complessivo sulla base delle istanze locali».

«Tutti i soggetti che hanno partecipato al tavolo hanno quindi annunciato il massimo impegno rispetto al Cis, che così – conclude la nota – entra nella sua fase operativa con i lavori preparatori dei progetti». (rrm)