All’Ordine dei Medici di Reggio il giuramento di Ippocrate e la consegna del codice deontologico

Nell’Auditorium del’Ordine dei Medici della Provincia di Reggio Calabria 44 nuovi medici hanno fatto il giuramento di Ippocrate, a cui è seguita la consegna del codice deontologico.

«Il giuramento d’Ippocrate è un passo fondamentale per la professione medica – ha sottolineato il presidente dell’Ordine dei medici, dottore Pasquale Veneziano – e per tale motivo abbiamo dedicato un’intera giornata a questo evento dedicato proprio ai giovani medici neo iscritti al nostro Ordine. Si tratta di una cerimonia sempre emozionante ed è palpabile, la voglia di questi neolaureati di approcciarsi nel modo migliore alla professione medica. La nostra speranza è che restino ad esercitare nella nostra provincia, vista l’attuale carenza di medici».

All’interno dell’evento, anche la consegna di tre borse di studio ad altrettanti neolaureati iscritti all’Albo dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri in memoria del dottore Roberto Stella, presidente dell’Ordine dei medici di Varese, primo medico italiano deceduto in seguito al contagio da Covid-19 nelle fasi iniziali dell’emergenza pandemica.

«Nel corso della cerimonia – ha rimarcato il presidente Pasquale Veneziano –abbiamo consegnato anche il premio Stella, a tre nuovi medici, tra quelli che hanno partecipato all’avviso pubblicato sul nostro sito e che hanno riportato la media più alta nel corso dei loro studi. Si tratta di un premio importante, alla memoria di un collega che si è sempre occupato di formazione e che, ai tempi del Covid, ha sacrificato la propria vita per curare i propri pazienti. Un esempio, quindi, per tutti questi ragazzi che si apprestano ad iniziare la professione».

«L’Ordine sarà sempre al fianco di questi giovani medici», ha evidenziato il dottore Filippo Frattima, presidente degli Odontoiatri e, nell’augurare loro un futuro colmo delle soddisfazioni che meritano, li sprona ad «osservare il giuramento d’Ippocrate affinché possano tenere in considerazione il rispetto e l’amore per i malati che si attendono da loro, oltre le usuali prescrizioni mediche, anche quella umanità e solidarietà che si sta perdendo sempre più nel tempo a causa di un contatto con il paziente sempre meno frequente, perché spesso la Medicina difensiva induce il medico, ad ogni minimo dubbio, ad affidarsi alla diagnostica per immagini o ad inviare il paziente direttamente in ospedale».

Per il dottore Vincenzo Nociti, segretario dell’Ordine, si è trattato di «una giornata importante per tutta la classe medica perché partecipare alla cerimonia in cui si svolge il giuramento d’Ippocrate, è fondamentale proprio perché lo stesso codice rappresenta il nostro iter morale, la nostra guida, praticamente il percorso che deve essere seguito da ogni medico. Ed è sicuramente una cosa importante riuscire a capire, integrarsi, stare vicino all’Ordine dei medici che farà rispettare e guiderà i nostri giovani colleghi in tutto quello che potrà essere il loro percorso».

«I medici sono qualcosa di più – ha aggiunto il segretario Nociti – che va aldilà non solo della professione ma, di quella che è l’attività quotidiana del loro vivere. Essere medico non vuol dire solo avere delle conoscenze per quanto riguarda la tutela della salute pubblica ma, vuol dire anche avere umanità e quindi, la capacità di instaurare un rapporto empatico con la gente. Insomma, essere una persona di famiglia, a tutela della salute in quanto benessere dell’individuo e non salute in quanto solo copertura e tutela dalle malattie. Riuscire a capire che ognuno di noi fa il proprio dovere con scienza e coscienza sicuramente, farà dei medici e degli uomini migliori».

Sulla stessa lunghezza d’onda il dottore Bruno Porcino consigliere e tesoriere dell’Ordine, per il quale «il giuramento d’Ippocrate rappresenta l’evento più importante del calendario ordinistico. Giovani medici che hanno ricevuto la pergamena e il tesserino d’iscrizione all’Ordine in un momento molto delicato per la Sanità in Calabria che registra, secondo gli ultimi dati, fughe in massa per lavorare in altre regioni italiane. L’augurio, quindi, è che questi giovani medici rimangano nella nostra regione o perlomeno, ritornino quando termineranno la specializzazione».

Tra i nuovi medici che hanno partecipato al giuramento d’Ippocrate, il dottore Leonardo Meduri, figlio d’arte in quanto il padre Giuseppe ha lavorato nella cardiologia di Polistena ed è stato uno dei referenti più importanti dell’utenza del luogo svolgendo una intensa attività professionale, soprattutto indirizzata nel campo della cardiostimolazione.

«Sicuramente, le speranze sono tante – esordisce il dottore Leonardo Meduri che mostra la precisa volontà di specializzarsi in Endocrinologia e tornare nella sua terra –. Tornare soprattutto a Polistena, dove ancora non esiste questo tipo di specialità. Mi rendo conto che occorre fare dei sacrifici per portare avanti i propri sogni e poter assistere al meglio i pazienti ma, farò di tutto per realizzare ciò che ho sempre sognato».

Di seguito l’elenco dei nuovi medici che hanno partecipato alla cerimonia del giuramento d’Ippocrate:
Martina Aquila; Grazia Maria Arillotta; Maria Arminio; Alessia Barreca; Bruno Biasi; Claudia Caridi; Santino Caserta; Arianna Ceravolo; Irene Cherubino; Alessandro Chilà; Sebastiano Cutrupi; Felicia Cuzzola; Giovanna De Clariti Stresa; Miriana De Maria; Vincenzo Filastro; Francesca Simona Fiorino; Dario Gennaro; Filippo Gerace; Stella Giannetta; Valerio Rocco Gullace; Domenico Iaria; Teresa Iaria; Vincenzo Iatì; Francesca Isola; Leone Larizza; Daniele Latella; Chiara Leale; Giovanni Luppino; Leonardo Meduri; Vincenzo Mileto; Federico Morabito; Andrea Naso; Maria Elisa Nasso; Antonio Nirta; Deborah Nucera; Rosi Maria Romeo; Antonella Scaramuzzino; Debora Scullari; Valeria Sergi; Floriana Tibaldi; Jakub Tripodi; Giovanna Fernanda Vazzana; Anny Votano; Giuseppe Zema.

Vincitori della Borsa di studio intitolata alla memoria del dottore Roberto Stella sono: Giovanna Vazzana; Valeria Sergi per i medici e Anisia Ambroggio per gli odontoiatri. (rrc)

GERACE (RC) – Ordine dei medici, importante corso di aggiornamento sul Covid

Si continua ancora a parlare di covid, ma questa volta dal punto di vista della prevenzione. Ed il corso di aggiornamento su “Prevenzione vaccinale e assistenza ai malati affetti da Sars-Cov-2”, organizzato dall’Ordine dei Medici della provincia di Reggio Calabria e svoltosi nella sala “Chiesa di San Francesco d’Assisi” di Gerace, ha, infatti, evidenziato la necessità di non abbassare la guardia rispetto a quella che è stata una vera e propria pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero.

«È importante ricordare che il covid, anche se meno pericoloso rispetto al passato, non è stato completamente debellato – ha evidenziato nel corso del suo intervento il presidente dell’Ordine, dottore Pasquale Veneziano – occorre sempre porre molta attenzione sulla prevenzione vaccinale e nel seguire tutti quei pazienti che, a distanza di tempo continuano ad avere delle sequele che debbono essere curate ancora per molto tempo. La presenza dell’Ordine dei Medici a Gerace rappresenta un ringraziamento a tutti coloro che proprio in questi luoghi e quindi in tutta la fascia ionica hanno operato con grande professionalità e spirito di sacrificio».

All’incontro erano presenti, oltre ai tantissimi medici che operano in zona, diversi studenti del Liceo Scientifico di Locri, proprio perché, come ha rimarcato lo stesso Presidente, «il messaggio di prevenzione vada diffuso anche ai ragazzi delle varie scuole».

Il presidente Veneziano ha inoltre ricordato come l’ospedale di Locri da qualche mese è diventato molto più sicuro perché al suo interno è stato istituito un vero e proprio servizio di Polizia, attivo 12 ore al giorno. «Questa decisione rende più sicura l’attività dei medici che, come si sa, lavorano in una situazione ad alto rischio, basta solo ricordare i numerosi episodi di violenza accaduti di recente. Diamo merito, quindi, alla direzione sanitaria per essersi impegnata a trovare una soluzione a questo grave problema».

Tornando al Corso di aggiornamento, il presidente Veneziano ha poi ricordato la divisione di Pneumologia dell’ospedale di Locri, diretta dal dottore Domenico Calabrò, che nel periodo del covid si è distinta riuscendo a fronteggiare la pandemia in tutto il territorio della ionica, tanto che la dottoressa Anna Maria Stanganelli, garante regionale della Salute, ha voluto dare un riconoscimento all’Ordine e, quindi, indirettamente a tutti coloro che hanno prestato servizio in quel periodo.

È stata poi la volta del direttore Soc di Pneumologia P.o. di Locri, dottore Domenico Calabrò, il quale ha ricordato non soltanto l’intensa collaborazione con l’Ordine dei medici nei quasi tre anni di pandemia ma anche con le diverse strutture italiane di pneumologia, allestendo, tra l’altro, nell’ospedale di Melito Porto Salvo, un reparto dedicato interamente alle problematiche conseguenti al covid.

«Abbiamo assistito i malati usando gli antivirali e con risultati davvero eccezionali – afferma il dottore Calabrò – perché agiscono all’interno del virus bloccando la replicazione, facendo si che tutti i pazienti a rischio di progressione di malattia potessero migliorare sensibilmente, allontanando i pericoli maggiori». Rispetto al Corso di aggiornamento, per il dottore Domenico Calabrò è stato molto utile perché tutti i medici coinvolti nell’assistenza a questo tipo di pazienti, nell’illustrare la propria esperienza acquisita durante la pandemia, «sono adesso pronti ad affrontare qualsiasi evenienza rispetto al covid».

Per il dottore Antonino Zema, libero professionista in Neurochirurgia e componente della Commissione regionale per la formazione e l’aggiornamento, la speranza è che non si verifichi mai più, in modo così eclatante, un problema di salute così grave.

«Nonostante la fine ufficiale della pandemia, certificata dalla Oms, occorre rispettare quelle regole basiche del vivere sociale, senza dimenticare quanto successo. Chiudiamo con il passato ma con un bagaglio d’esperienza enorme, una esperienza dal punto di vista medico-scientifica che servirà per curare altre patologie, compresi i tumori».

Infine la riflessione del vicepresidente dell’Ordine dei medici, dottore Giuseppe Zampogna, sintetica ma molto efficace.

«Questo convegno è utile per gli insegnamenti acquisiti nel corso della pandemia e dagli errori, quindi come concetto di “risk management”, possiamo prepararci ad eventuali insorgenze di future pandemie con l’augurio che non si manifestino». (rrc)

Ordine dei Medici RC: Bene conferimento per incarico di assistenza primaria a tempo indeterminato a 29 medici

L’Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Reggio Calabria ha espresso soddisfazione per il conferimento dell’incarico di assistenza primaria a tempo indeterminato a 29 medici, che andranno ad operare nelle zone carenti della provincia reggina.

«Finalmente si è arrivati a questa assegnazione – ha evidenziato il dottore Pasquale Veneziano, presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri della provincia di Reggio Calabria – grazie anche all’impegno della dottoressa Lucia Di Furia, commissario straordinario dell’Asp che si è spesa per questo progetto, ed anche grazie all’insistenza del consigliere dell’Ordine, dottore Francesco Biasi, il quale ha pressato costantemente l’amministrazione della stessa Asp per questo tipo di assegnazione. Si tratta davvero di un passaggio importante, direi fondamentale per tante zone della nostra provincia rimaste senza assistenza medica. Una situazione davvero preoccupante per migliaia di persone rimaste senza medico di base e che adesso sembra pian piano risolversi grazie all’impegno ed alla sensibilità degli organi istituzionali preposti».  

«Siamo qui dopo ormai quattro anni dall’ultima assegnazione – ha dichiarato il dottore Francesco Biasi, consigliere dell’Ordine – per conferire oggi a ventinove medici altrettanti incarichi di Medicina generale in provincia di Reggio Calabria. Ciò significa la possibilità di aprire gli ambulatori del medico di famiglia e in tutto questo l’Ordine rappresenta un ruolo di garante per i medici e per gli stessi cittadini. Vorrei ringraziare i dipendenti dell’Asp, in particolare quelli che fanno parte dell’Ufficio Gestione Risorse Umane, che si sono impegnati per effettuare tutte le procedure richieste».

«Un ringraziamento va anche alla dottoressa Di Furia, commissario Asp, che da collega ha capito l’importanza della Medicina generale e del territorio che fa da filtro riguardo gli ospedali: se non funziona la Medicina generale non funziona nulla. Ecco, quindi, la necessità di avere dei medici sul territorio. Il dato sconcertante – ha detto il dottore Francesco Biasi – è che ogni anno dovrebbero essere effettuate queste nomine e noi purtroppo stiamo scontando un ritardo di quasi cinque anni, probabilmente per una scarsa sensibilità degli organi istituzionali. A tal proposito vorrei ricordare che in provincia di Reggio ci sono ancora circa cinquantamila cittadini senza un medico di famiglia. Ancora più inquietante il fatto che stanno andando in pensione tantissimi medici e da qui a qualche anno la carenza dei medici sarà davvero preoccupante».

«Speriamo che in un futuro prossimo – conclude il dottore Biasi – si continui con l’assegnazione degli incarichi perché ci sono altre zone, territori che evidenziano per l’anno 2021 una grave carenza di medici, e per l’anno 2022 il personale dell’Asp si sta impegnando in una ricognizione per risolvere il grave problema. Colgo l’occasione per sollecitare i Comuni, ancora inadempienti, a inviare all’Asp i dati dei propri residenti al 31 dicembre. Perché risultano perfettamente inutili le lamentele dei sindaci se poi non effettuano un passaggio fondamentale come, appunto, questo tipo di comunicazione».

«Ventinove medici di medicina generale, i cosiddetti medici di base, andranno a ricoprire il proprio ruolo in tutte quelle zone carenti della provincia reggina – ha rimarcato il dottore Filippo Carrozza, direttore dell’ufficio Gestione Risorse Umane dell’Asp – da diversi anni non si effettuano queste coperture ma adesso abbiamo ripreso e stiamo andando avanti in maniera spedita con questo lavoro». (rrc)

Occhiuto incontra il presidente dell’Ordine dei Medici Anelli

Il commissario ad acta e Presidente della Regione Roberto Occhiuto ha incontrato a  Roma il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, la Fnomceo, Filippo Anelli, per trovare soluzione alla carenza di personale.

 Una presa d’atto della situazione di estrema emergenza, anche a causa della carenza di personale, nella quale versa la sanità calabrese, circostanza che ha spinto la Regione ad intervenire con misure eccezionali per il reclutamento immediato, ma provvisorio, di medici provenienti da altri Paesi.

Un impegno a lavorare, ciascuno per la sua parte, per tentare di modificare – dialogando con il nuovo governo e il nuovo Parlamento – la norma di legge che prevede, per l’impiego di medici provenienti da Paesi extra-UE, una deroga per il riconoscimento dei titoli.

Prevedere per tutti i professionisti che esercitano sul nostro territorio l’iscrizione – con iter da individuare per i camici bianchi extracomunitari – agli Ordini italiani, in modo da non avere un doppio binario e una situazione di disparità tra i medici. 

«Ringrazio il Presidente Anelli per il proficuo e positivo confronto odierno – ha affermato Occhiuto –, denso di proposte e che si è chiuso con l’individuazione di una strategia condivisa per affrontare i problemi della sanità calabrese e della carenza di personale sanitario, che non riguarda solo noi ma tutto il territorio nazionale».

«La Regione Calabria – ha spiegato – nel sottoscrivere un accordo per un distacco transnazionale con il governo cubano ha rispettato, avendo come stella polare il bene dei calabresi e il loro diritto alla cura, la legislazione vigente e le deroghe concesse per valutare i titoli e le competenze dei professionisti extra-UE che ci daranno una mano, in via emergenziale, nei prossimi mesi».

«Circostanze di questo tipo – ha proseguito – stanno avvenendo anche in altre Regioni, e potrebbero continuare a replicarsi in futuro».

«Proprio per questa ragione – mentre andremo avanti con l’intesa con Cuba – condivido la necessità  – ha detto ancora Occhiuto – di intervenire affinché in futuro anche i professionisti extracomunitari che prestano servizio momentaneamente nel nostro Paese possano avere la possibilità, con le modalità che andranno individuate, di iscriversi agli Ordini dei medici italiani».

«Allo stesso tempo  – ha concluso – occorrerà intervenire per snellire le procedure di reclutamento dei medici italiani, in modo da colmare almeno in parte la carenza di personale nei nostri sistemi sanitari».

«Abbiamo apprezzato la sensibilità dimostrata dal Presidente Occhiuto nel prendersi a cuore la questione della carenza di medici specialisti in Calabria – ha affermato Anelli – e nel voler trovare una soluzione emergenziale, utilizzando tutte le risorse possibili».

«Da parte nostra – ha aggiunto – abbiamo in più occasioni espresso le nostre preoccupazioni per la sanità calabrese, diventata purtroppo paradigma delle disuguaglianze di salute nel nostro Paese. Ma abbiamo chiesto che la legge sia uguale per tutti, e che gli Ordini possano garantire l’esercizio della professione di tutti i medici che esercitano sul territorio italiano».

«Abbiamo, quindi – ha concluso – condiviso con il Presidente Occhiuto la necessità di una modifica della normativa, che preveda esplicitamente il requisito dell’iscrizione ai nostri Albi anche per i medici extra-UE che esercitino temporaneamente in Italia». /rrm)

L’Ordine dei Medici: Serve creare sinergia tra le parti per superare le difficoltà

Serve un «un valido coordinamento tra le attività di tutte le categorie mediche inerenti la medicina di prevenzione, l’ospedale, i Mmg e i pediatri per creare così un valido supporto tra le parti che è fondamentale soprattutto, in un momento difficile come quello attuale». È quanto è emerso dalla riunione della Commissione Ospedale-Territorio di Reggio Calabria.

L’incontro si è svolto nella sede dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, e ha visto partecipare i dottori, Consiglieri dell’Ordine, Giuseppe Zampogna, Vincenzo Nociti, Francesco Biasi, Rocco Cassone, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Sandro Giuffrida e i rappresentanti dei sindacati Domenico Catalano  (FISIMU), Bruno Cristiano (FIMMG), Antonio Gurnari (FIMP), Pietro Scordo (FIMMG). 

Ad aprire l’incontro, il dottore Nociti che si è soffermato sulla «necessità di creare una giusta sinergia tra le parti per superare le difficoltà oggettive che pediatri e medici di MMG, specialmente in questo periodo di notevole carico lavorativo, devono quotidianamente affrontare sulle criticità relative all’appropriatezza prescrittiva, alle esenzioni da vaccino anti Covid-19, ai certificati medici di guarigione». 

Tutti i partecipanti hanno sottolineato l’urgenza di avere «un valido coordinamento tra le attività di tutte le categorie mediche inerenti la medicina di prevenzione, l’ospedale, i Mmg e i pediatri per creare così un valido supporto tra le parti che è fondamentale soprattutto, in un momento difficile come quello attuale». 

«Le normative di riferimento sono in continuo aggiornamento ed è opportuno che, attraverso incontri programmati, si traccino linee guida da seguire per creare una sinergia tra le parti per la risoluzione delle varie criticità che si presentano», ha affermato il dottore Zampogna.

Il dottore Biasi invece, si è soffermato su «l’importanza del lavoro portato avanti dai Mmg e dai pediatri che, soprattutto, in questo periodo di emergenza, è stato sottovalutato creando a volte disorientamento tra le competenze delle singole categorie mediche». 

In conclusione, il dottore Cassone ha posto l’accento «sull’importanza di tale coordinamento tra le parti che può portare non solo ad una valida visibilità sull’attività costante di interscambio soprattutto, con l’Azienda Ospedaliera ma anche, far emergere e segnalare le criticità da affrontare». 

Punti pienamente condivisi da tutti i relatori, specialmente dai dottori Giuffrida e Catalano che hanno ribadito l’importanza di «tali incontri che devono essere svolti con una certa frequenza per un confronto costruttivo e per sanare eventuali criticità». (rrc)

 

PRIME GRANE PER IL COMMISSARIO LONGO
GAFFE FA INFURIARE I MEDICI CALABRESI

Scivolone per il commissario ad acta della Sanità calabrese Guido Longo, per una sua gaffe avvenuta nel corso di una diretta a Radio Capital, che si è lasciato scappare che la bassa percentuale di vaccinazione in Calabria (5,4%) è dovuta ai «medici che non aderiscono».

Il Commissario, infatti, ha commentato i dati forniti dal Governo per quanto riguarda la somministrazione del vaccino anticovid-19, che posiziona la Calabria tra le ultime regioni, dichiarando, ai microfoni di Radio Capital, che dipende dal fatto che il vaccino «non è obbligatorio, è facoltativo e volontario, per chi se lo vuole fare».

«Colpa di una bassa adesione del personale medico? Evidentemente sì, perché le dosi ci sono e il personale che vaccina c’è» ha detto ancora il commissario Longo a cui, però, i conti non tornano: «Il 5%? Non lo so, io questi dati non ce li ho».

Per Longo, infatti, «tutto procede normalmente, speriamo che la gente aderisca perché il vaccino è salutare, è l’unica arma contro il covid e bisognerebbe che lo facessero tutti».

Dichiarazioni che, tuttavia, hanno scatenato la reazione dei cinque ordini dei medici provinciali, che, in una nota a firma di Vincenzo Ciconte per l’Ordine di Catanzaro, Enrico Ciliberto per quello di Crotone, Eugenio Corcioni per Cosenza, Antonino Maglia per Vibo Valentia e Pasquale Veneziano per Reggio Calabria, hanno espresso «stupore e rammarico» per le affermazioni di Longo, ritenute «infondate» e, soprattutto, «offensive per una categoria che fin dall’inizio della pandemia è stata ed è in prima fila nella lotta al virus – scrivono -, adoperandosi con coraggio, abnegazione e spirito di sacrificio, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica (non le saranno sfuggiti i tanti colleghi morti nell’adempimento del proprio dovere)».

Ciconte, Ciliberto, Corcioni, Maglia e Veneziano, nella nota hanno sottolineato che «la Categoria si è resa oltremodo disponibile a proporsi da medici vaccinatori, in modo da poter eseguire postazioni vaccinali ulteriori per tutti gli iscritti agli ordini (libero professionisti, medici ed odontoiatri ecc). Tutto ciò, nonostante le “inefficienze” (ad essere buoni) del Ssr e l’incapacità dei suoi vertici di assicurare ai calabresi i dovuti servizi essenziali, mettendo a disposizione degli operatori strutture ed organigrammi adeguati e sufficienti. A questo proposito è di oggi la notizia che la Calabria continua ad essere ultima tra le Regioni per i Lea assicurati ai propri cittadini. Lea che, addirittura, risultano in decremento rispetto all’ultima rilevazione».

«Crediamo – si legge ancora nella nota – che di questo Ella si debba prioritariamente preoccupare, unitamente a vigilare e usare i Suoi poteri per efficientare le strutture e i servizi necessarie ad affrontare la crisi epidemica in corso, come ci si aspetta da una Regione di una grande democrazia Europea e come i medici e cittadini calabresi meritano ed hanno diritto». Dunque, l’invito a Longo a ritirare o rettificare le sue affermazioni e l’auspicio di incontrarlo per poter discutere delle «tante e gravi criticità che investono la sanità calabrese, con senso di responsabilità istituzionale, nella speranza di avviare una fattiva e proficua collaborazione».

Anche la Federazione Italiana Medici Pediatri non ci sta alle parole di Longo: «Dopo il caos sui tamponi – hanno denunciato i pediatri – che perdura ancora oggi in quanto, eccetto pochissime eccezioni legate essenzialmente alla buona volontà degli operatori coinvolti, non siamo riusciti a organizzare un sistema di tracciamento omogeneo in tutta la Regione, ora è la volta del caos vaccinazioni anti-Covid».

A «creare ulteriore confusione» è arrivata poi «la dichiarazione del Commissario Straordinario dott. Longo – hanno scritto i pediatri calabresi – che, per giustificare il fatto che la Calabria si è trovata subito all’ultimo posto tra le regioni per numero di soggetti vaccinati al Covid 19, ha dichiarato che ciò era dovuto ad una mancata adesione dei medici alla vaccinazione. Dichiarazione, parzialmente rettificata dopo la dura presa di posizione dei presidenti degli Ordini dei Medici della Regione. Ma, ormai, la notizia era stata ormai diffusa su tutti i media locali e nazionali creando confusione e dubbi nella popolazione generale che si è cominciata a chiedere perché i medici dovrebbero rifiutare questa vaccinazione».

«Come Pediatri di Famiglia – si legge nella nota – contestiamo non solo questo tipo di affermazioni, ma tutto questo modo di procedere. Infatti, vedendo la sostanziale immobilità della regione e delle ASP su questo argomento, nonostante a livello nazionale si stesse programmando già da diverse settimane la distribuzione delle dosi di vaccino necessarie ad ogni Regione, abbiamo provveduto noi stessi, già da qualche settimana, a raccogliere le adesioni dei colleghi e ad inviarle ai distretti per facilitare l’organizzazione degli appuntamenti per eseguire la vaccinazione. E, con dati alla mano, possiamo affermare di avere avuto un’adesione abbondantemente superiore al 90% e in qualche distretto addirittura del 100%. Pertanto, non abbiamo motivo di ritenere che tutti gli altri colleghi che lavorano ogni giorno rischiando di essere contagiati e di essere fonte di contagio loro stessi, possano avere un comportamento diverso dal nostro».

«Per cui – continua ancora la nota – queste dichiarazioni sono completamente prive di fondamento ed elusive del vero problema che è rappresentato dalla mancanza di un Piano Vaccinale Regionale anti-Covid. Come qualche mese fa, abbiamo dovuto scoprire, per mezzo di una trasmissione televisiva, che la Calabria non aveva un piano anti-covid, ora scopriamo che ancora che non abbiamo un piano di vaccinazione. Per cui in ogni Asp si innesca il rimpallo tra servizi di prevenzione e distretti su chi è la competenza ad organizzare la vaccinazione. Una cosa scandalosa che, in questo caso, per la drammaticità del momento, rischia di avere delle ripercussioni anche di livello penale che molti di coloro che hanno responsabilità gestionali non hanno ancora capito».

La richiesta dei pediatri è, quindi, che la Calabria si doti immediatamente di un “Piano Regionale di Vaccinazione Anti-Covid” che permetta di raggiungere la popolazione target il più presto possibile dando indirizzi a tutte le Asp sui centri vaccinali previsti, le priorità di effettuazione della vaccinazione, le modalità di prenotazione, i tempi entro cui devono essere completate e il personale necessario per rispettare il cronoprogramma».

I pediatri si dicono disponibili non solo a vaccinarsi, ma anche a «contribuire all’efficienza del processo effettuando le vaccinazioni ai nostri assistiti a supporto delle strutture vaccinali, qualora lo si ritenesse necessario. In un momento drammatico come questo, non possono essere accettate diserzioni da parte di alcuno, ma deve essere richiesto il contributo di tutti. Ed i pediatri di famiglia calabresi, lo ricordiamo ancora, lo stanno danno da dieci mesi, anche in assenza del Piano Regionale Anti-Covid».

«Infine – conclude la nota – ci sentiamo di raccomandare al Commissario Straordinario per il Piano di Rientro, di scegliersi dei collaboratori affidabili per evitare di cadere in grossolani scivoloni come questo sull’adesione di medici alla vaccinazione. Se poi questi collaboratori, sono per lo più gli stessi che ricoprono cariche dirigenziali e decisionali da decenni, non c’è proprio da attendersi niente di diverso, essendo essi stessi, a nostro parere, corresponsabili della scellerata gestione della sanità nella nostra Regione da diversi anni a questa parte».

Gennaro De Nardo, segretario generale della Federazione Italiana Medici di Famiglia di Catanzaro ha espresso profonda delusione «di alle dichiarazioni infondate rilasciate a Radio Capital dal Commissario ad Acta della Sanità in Calabria Guido Longo e riportate da alcuni organi di informazione».

«Le dichiarazioni rilasciate dal Commissario Longo, secondo le quali – ha aggiunto il dott. De Nardo – le cause dei pochi vaccini fatti in Calabria andrebbero ricercate nella “bassa adesione del personale medico” alla campagna di vaccinazione, sono inesatte e prive di ogni fondamento, in quanto non supportate dai fatti. Inoltre, gettano ombre sulla credibilità di una categoria che si è invece contraddistinta per impegno, disponibilità e spirito di servizio, sopperendo spesso alle carenze strutturali ed organizzative del sistema sanitario. La scomparsa recente del validissimo medico di medicina generale Annibale Battaglia testimonia l’impegno dei medici in questa emergenza pandemica e, per tali ragioni, non accettiamo le dichiarazioni del Commissario Longo che ci auguriamo, soprattutto nel rispetto di chi ha sacrificato la propria vita, vengano presto rettificate dall’interessato».

«L’insuccesso della campagna vaccinale – ha aggiunto – che vede la Calabria all’ultimo posto tra le regioni italiane per dosi somministrate (circa il 6%), non è dovuto certamente al fatto che i medici si sarebbero sottratti alle vaccinazioni, come asserito dal Commissario Longo. I risultati negativi sono invece ascrivibili, alle difficoltà riscontrate dalle strutture aziendali proposte».

«Tengo a precisare – ha proseguito il dott. De Nardo – che i medici di medicina generale si sarebbero vaccinati spontaneamente già da tempo, in quanto ritenevano doveroso assurgere quale modello di riferimento per i propri assistiti in termini di adesione alla vaccinazione. Siamo disponibili ad auto-vaccinarci, se ci dessero l’opportunità di farlo, e a contribuire, inoltre, allo svolgimento della campagna di vaccinazione, sopperendo alle negligenze di una macchina organizzativa che ancora il neo Commissario stenta a far decollare».

«Tale proposta – ha detto ancora – è realizzabile se si considera che i vaccini attualmente in uso, una volta portati a temperature comprese tra due e otto gradi centigradi mantengono stabilità ed efficacia fino a cinque giorni. La Fimmg, rivolgendosi alla triade Commissariale dell’Asp di Catanzaro richiede la istituzione in tempi brevi di una cabina di regia per l’organizzazione efficiente della vaccinazione. Una cabina di regia coordinata dalla direzione sanitaria, e composta dalle seguenti figure professionali: un medico di sanità pubblica, un medico di medicina generale, un farmacista aziendale, un medico competente aziendale, un referente dell’ordine provinciale dei medici e infine un referente della protezione civile».

«Invitiamo anche il Commissario Longo – ha concluso il segretario provinciale Fimmg – ad utilizzate i suoi poteri per efficientare il sistema sanitario calabrese dotandolo di strutture e servizi necessari non solo per affrontare l’attuale emergenza, ma anche per costruire un futuro più solido per la sanità calabrese».

Anche la Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu ritiene gravissime le  affermazioni del commissario Guido Longo contro i medici per i ritardi nella campagna vaccinale contro il Covid19 in Calabria.

Il segretario nazionale, Francesco Esposito, ha dichiarato che «i commissari sono un terno al lotto in Calabria, con una costante, quella dell’approssimazione. In questo caso Longo sembra da un lato lo smemorato di Collegno,  o uno che passa quasi per caso nella nostra regione, dall’altro sembra come un difensore di una squadra di calcio che di fronte al pericolo butta il pallone in tribuna: come si fa, infatti, a scaricare maldestramente sui medici i problemi relativi alla cattiva organizzazione della campagna addebitandoli alla loro scarsa adesione alla vaccinazione. È gravissimo ed è falso!».

«Il commissario forse ignora, il che è una aggravante – ha aggiunto – che ancora  numerosi medici non sono stati neppure invitati ad aderire, che non esistono neppure i calendari. Il commissario non ha sentito neanche l’esigenza di coinvolgere i sindacati medici nel processo di vaccinazione, grottesca la mancanza di un serio piano vaccinale. Sembra quasi di rivedere il replay delle ‘amnesie’ di Saverio Cotticelli (altro smemorato) che non sapeva di dover fare il piano anti pandemia. Invece di cercare facili capri espiatori, in questo caso i medici, rivolgiamo una domanda al Commissario: anche in questo frangente a chi tocca fare il piano vaccini?».

«Noi abbiamo una idea chiara delle responsabilità – ha concluso – ma siamo già in grave ritardo. È urgente cambiare rotta, intervenire».

Il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, invece, prende le parti del capo della Sanità, assicurando che «avrò modo di incontrare il commissario e di chiarire quello che appare come uno spiacevole incidente tra persone perbene, che hanno a cuore la tutela della salute della gente di Calabria».

Spirlì, infatti, ha preso atto «con dispiacere, della polemica avviata dai presidenti degli Ordini dei medici della Calabria contro il commissario ad acta della Sanità regionale, Guido Longo, in merito a una sua recente dichiarazione sulla campagna di vaccinazione».

«Per quel che mi riguarda – ha concluso – sono al suo fianco: incontro il commissario ogni giorno e posso dire che, fin dal suo insediamento, ha messo in atto un’accanita difesa dei medici e di tutto il personale sanitario calabrese. Questo piccolo incidente è una delle tante prove di come, durante un’intervista, si possa fraintendere un buon proposito e trasformarlo in una accusa inesistente».

In merito alla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale del Gruppo Misto Francesco Pitaro, sottolineando che «non è certo dovuto alla mancata disponibilità dei medici a farsi vaccinare al Covid-19 il basso numero di somministrazioni nella nostra regione».

«La falsa notizia – ha aggiunto – veicolata dopo l’intervista al Commissario della sanità, induce a ribadire piena solidarietà ai medici e al personale sanitario senza il cui apporto – considerati i disastri nella sanità e l’incapacità dei suoi vertici di garantire servizi efficaci ed efficienti – la Calabria avrebbe conosciuto guai più pesanti. E a raccomandare a coloro che svolgono funzioni amministrative apicali nella sanità di trattare con meno leggerezza informazioni così delicate».

«Piuttosto – ha proseguito – come ha sollecitato il portavoce di ‘Comunità Competente’ Rubens Curia, è necessario chiarire perché mai la Calabria non disponga ancora ‘di un modello organizzativo standard per vaccinare la popolazione target nel più breve tempo possibile’. Questa è la fase della responsabilità, non più delle asserzioni di principio. Delle scelte forti, per garantire che le vaccinazioni siano eseguite senza improvvisazioni, per mettere ordine dove imperversano confusioni e inefficienze e per difendere, con atti formali e concretamente, ciò che funziona come il Sant’Anna Hospital: una struttura d’eccellenza finita nella tenaglia della burocrazia Asp di Catanzaro – Dipartimento Sanità della Regione che rischia di stritolarlo, avvilendo oltre 300 professionalità e provocando svantaggi enormi ai calabresi». (rcz)