Porto di Gioia Tauro, la Lega calabrese sfida il Pd: «Solleciti Gentiloni»

«E’ emblematico che nelle stesse ore in cui a Roma il vicepremier Matteo Salvini zittiva per sempre la propaganda contro il Ponte sullo Stretto, al porto di Gioia Tauro il nostro europarlamentare Valentino Grant dava una lezione di coerenza a quei partiti che con una mano hanno votato a favore di scelte scellerate contro lo sviluppo della Calabria e con l’altra erano là, nella stessa piazza, per stracciarsi le vesti illudendosi di prendere in giro il popolo».

E’ quanto dichiara Roy Biasi, responsabile regionale Enti Locali della Lega, all’indomani della manifestazione di protesta contro la norma con cui Bruxelles tassa i vettori navali per le emissioni nocive prodotte.

«Si è trattato – prosegue il dirigente della Lega che è anche sindaco di Taurianova – di una grande mobilitazione che, al fianco delle istituzioni che l’hanno organizzata e delle forze sociali che l’hanno sostenuta, ci ha visto partecipare a testa alta e senza doppiezze assieme al nostro rappresentante a Strasburgo, inneggiando sì alla necessaria unità che ora occorre trovare per cancellare le scelte ideologiche che penalizzano il primo porto italiano per traffico di container, senza però tacere sull’ecofollia di cui ancora una volta le sinistre hanno dato prova».

Biasi ricorda inoltre che «il gruppo parlamentare Identità e Democrazia, a cui aderisce la Lega, non ha votato la direttiva che dal gennaio prossimo obbligherà le compagnie di navigazione ad aderire al sistema di tassazione per compensare gli effetti nocivi della produzione di Co2, coerentemente con la visione pragmatica che sul tema della transizione ecologica il segretario Matteo Salvini sta impostando pure nel suo ruolo di governo, ma ciò evidentemente non è bastato visto che ieri in piazza non hanno rinunciato a sfilare anche i rappresentanti regionali della sinistra a cui, a questo punto, ha fatto bene il governatore Roberto Occhiuto a ricordare che, dopo la svolta ottenuta dal governo Meloni nella riunione dei ministri europei dell’Ambiente, la speranza di ottenere una moratoria che salvi il porto di Gioia Tauro dalla crisi passa dalle scelte che farà il commissario Paolo Gentiloni, espressione della maggioranza che ha voluto questa tassazione nemica dell’economia europea».

Per Biasi «coerenza vorrebbe che il Pd, adesso, in nome della unità vera che la Calabria ha manifestato sul tema, si rivolgesse direttamente a lui essendo responsabile degli Affari economici dell’Ue, ribadendogli il ruolo straordinario che nello shipping europeo ha il porto calabrese e la crisi mortale che rischia nel caso in cui la tassazione rimanesse nell’attuale configurazione che favorisce i porti di scalo concorrenti sulla costa africana del Mediterraneo». (rrc)

VIBO – Il Pd presenta iniziative per la sanità Vibonese

Mercoledì, a Vibo Valentia,  davanti all’Ospedale Jazzolino, si terrà l’iniziativa pubblica del Partito Democratico in merito alla gestione della sanità nel Vibonese.

Intervengono Raffaele Mammoliti, consigliere regionale del Pd, Giovanni Di Bartolo, segretario Federazione PD Vibo, Amalia Bruni, consigliera regionale, Mimmo Bevacqua, consigliere regiona e capogruppo del Pd, Marina Sereni, segretaria nazionale Pd – responsabile sanità.

«Una gestione inappropriata della sanità, purtroppo – si legge nella nota – si ripercuote prima di tutto su operatori e cittadini ma rappresenta anche la misura del livello di civiltà di un territorio, oltre naturalmente a influire sulla crescita sociale e anche economica».

«Sono molteplici gli aspetti e le concause organizzative strutturali che, purtroppo – si legge – caratterizzano la criticità sanitaria del nostro territorio e il rischio di un effettivo indebolimento è sotto gli occhi di tutti, sia per quanto riguarda la rete ospedaliera, sia per quanto riguarda la rete territoriale».

«Ci preme, però – continua la nota – evidenziare la disponibilità di cospicue risorse per mettere in sicurezza presidi e strutture, per migliorare la rete di prossimità attraverso strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria, per ammodernare il parco tecnologico e digitale ospedaliero».

«Si tratta di milioni di euro – viene evidenziato – che, se utilizzati proficuamente, contribuiranno a migliorare la qualità dell’offerta dei servizi e delle prestazioni sanitarie.

La nostra battaglia continuerà sia sul versante delle iniziative, che delle proposte, soprattutto sollecitando chi è chiamato a governare la sanità vibonese a voler garantire l’affermazione dei livelli essenziali di assistenza».

«Infatti, la costruzione del nuovo ospedale – continua la nota – non rappresenta solo un’infrastruttura strategica per il miglioramento della sanità vibonese, che tra l’altro avrebbe dovuto realizzarsi con l’ordinanza di protezione civile, ma rappresenta un’occasione fondamentale per affermare la legalità in questo settore».

«Continueremo a vigilare come gruppo – conclude la nota – e attiveremo un confronto positivo, sollecitando l’attenzione necessaria a tutte le forze sane e democratiche di questo territorio». (rvv)

Quale futuro per il Corap? Il Pd propone sia trasformato in una nuova Agenzia regionale

Porta la firma del consigliere regionale Raffaele Mammoliti, ed è condivisa dal tutto il gruppo del Partito democratico, la proposta di legge che ha come oggetto il rilancio delle politiche industriali e delle attività economiche e produttive in Calabria attraverso la trasformazione del Corap in una nuova Agenzia regionale. La proposta dal titolo “Riordino delle norme in materia di politica industriale, attività produttive, sviluppo economico e istituzione Agenzia regionale sviluppo industriale”, è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede regionale del Pd a Lamezia Terme alla presenza del capogruppo democrat, Mimmo Bevacqua.

Secondo Mammoliti «questa proposta non arriva a freddo, nei mesi scorsi avevo già presentato una interrogazione alla Giunta in merito alla vicenda del Corap, che è in liquidazione coatta. Mi è stato risposto che si stavano interessando non solo dal punto di vista del personale ma anche per dare una nuova funzione a una nuova Agenzia. Io nel frattempo ho esercitato il mio ruolo di azione legislativa presentando questa proposta che prevede tre aspetti importantissimi. Il primo è quello dell’effettiva valorizzazione del know how, delle esperienze e delle competenze maturate in questi anni e che possono dare un notevolissimo contributo alle politiche di sviluppo della regione, il secondo è la trasformazione del Corap in questa nuova Agenzia che dovrebbe consentire alla Regione di riassorbire le funzioni delle politiche industriali con una capacità di programmazione sulle attività produttive e sullo sviluppo economico della regione. Il terzo – sottolinea ancora Mammoliti – è il coinvolgimento dei Comuni, perché finora i Comuni nei quali ricadono aree industriali non sono mai stati coinvolti mentre invece nella nostra proposta hanno un ruolo fattivo. Quindi, interagire insieme per politiche industriali che possano aiutare a rendere le nostre aree industriali più attrattive e competitive anche alla luce dell’orientamento del governo nazionale sulla Zes unica del Mezzogiorno».

«Da un po’ di tempo il Partito democratico sta cercando di mettere in campo proposte serie e credibili discutendo con tutti gli attori competenti e svolgendo una opposizione propositiva e non strumentale dando a chi governa la regione una interlocuzione che possa portare alla migliore sintesi nell’interesse dei calabresi: è questa – ha affermato il capogruppo democrat, Bevacqua – la sfida che vogliamo lanciare anche con questa proposta. Una proposta che punta a colmare i limiti e i ritardi attuali del presidente della Giunta regionale, che soffre della malattia dell’annuncite, producendo provvedimenti in tono roboante ma non calati nella realtà calabrese. Pensiamo alla depurazione: già da ottobre la depurazione Corap doveva passare a Sorical ma ancora, a quanto ci risulta, non c’è nessun atto che va in questa direzione».

In conclusione, Mammoliti ha sottolineato che il gruppo del Pd punta a un confronto costruttivo con la maggioranza di centrodestra. «Rispetto ai provvedimenti sui quali il governo regionale ha chiesto una interlocuzione c’è stata una interlocuzione positiva, tanto è vero che a esempio per la legge sulle politiche attive del lavoro abbiamo presentato emendamenti sia in commissione, e sono stati approvati, sia in Consiglio regionale, e sono stati approvati, e abbiamo approvato quella legge all’unanimità. Invece – rimarca Mammoliti – spesso l’opposizione è stata trattata in maniera ingenerosa: sui Consorzi di bonifica, ad esempio, per i quali abbiamo presentato apposita proposta, non solo non c’è stato il nostro coinvolgimento ma non c’è stato nemmeno l’esame abbinato, che era obbligatorio. Quindi non è vero che il Pd si chiude in un’opposizione sterile, il Pd si apre a una opposizione e a una interlocuzione positiva. Auspichiamo che su questa proposta si possa aprire una interlocuzione con le Rsu, i sindacati, con tutti gli attori che interagiscono sulle attività produttive e naturalmente anche con il governo regionale».

Al termine della conferenza stampa, Mammoliti e Bevacqua hanno incontrato una delegazione di Rsu e organizzazioni sindacali di categoria. (rcz)

Festa Unità a Vibo, Elly Schlein: Non ci può essere riscatto dell’Italia senza il riscatto del Sud

«Crediamo che non ci può essere riscatto dell’Italia senza il riscatto del Sud». È quanto ha dichiarato la segretaria del Pd, Elly Schlein, nel corso della Festa dell’Unità di Vibo Valentia.

«Siamo qui per l’attenzione che dobbiamo dare a questa regione, a partire dalla battaglia che il Pd sta facendo in tutto il Paese sulla manovra per chiedere più finanziamenti per la sanità pubblica e universalistica, perché non è giusto che vediamo tagli ai servizi alle persone e liste di attesa infinite», ha detto Schlein, accompagnata dal senatore del Pd e segretario regionale Nicola Irto, sottolineando che «non è questa l’Italia che disegna la nostra Costituzione e noi ci batteremo quindi per chiedere maggiore finanziamenti per la sanità pubblica perché anche le calabresi e i calabresi hanno diritto a una sanità di qualità».

La segretaria, poi, ha parlato dell’autonomia differenziata, «un progetto che vuole dividere ulteriormente un paese che invece deve essere ricucito, perché abbiamo visto dai dati Invalsi  che non è la stessa cosa avere una istruzione di qualità in una terra come la Calabria e in altre regioni con altri servizi».

Da qui il bisogno del riscatto del Sud, che «passa dalla capacità di creare le condizioni ai ragazzi e alle ragazze che studiamo qui di restare qui, opportunità di lavoro di qualità, stiamo facendo una battaglia per il salario minimo».

La segretaria, poi, ha parlato dei tagli al Pnrr, una «scelta scellerata scelta di far passare 10 mesi di incertezza sugli investimenti del Pnrr. A esempio rischiano di saltare alcuni progetti di rigenerazione urbana, uno per 15 milioni a Catanzaro. Ecco, questa è l’attenzione che questo governo riserva al Sud. E’ un errore madornale. Il governo fa il gioco delle tre carte: sta cancellando da Pnrr dopo 10 mesi di attesa 16 miliardi di progetti soprattutto destinati ai Comuni, che stanno spendendo bene e in fretta le risorse, e questo è sbagliato».

«Noi non lo accettiamo – ha ribadito – e ci stupisce che i governatori di centrodestra facciano prevalere l’interesse di partito e di appartenenza politica all’interesse della comunità, in questo caso calabrese».

Per  la leader del Pd, poi, «Salvini  dovrebbe accorgersi, dopo i roghi di questi mesi che hanno segnalato la grave carenza infrastrutturale, che prima di investire in un progetto anacronistico e che ci metterà moltissimo tempo a essere realizzato, c’è bisogno subito di risposte infrastrutturali per migliorare la viabilità e la mobilità in regioni come la Sicilia e la Calabria».

«Ci aspettiamo questo e non certo i tagli che stanno facendo anche sulle infrastrutture in questa regione», ha detto, ribadendo che «la priorità è non indebolire i presidi di legalità, anzi alzandoli, è sbagliato il segnale della riforma del codice degli appalti o del contante».

«Dobbiamo alzare i presidi di legalità alle altre forze del centrosinistra dico che dobbiamo metterci insieme su alcuni temi interrogandosi anzitutto sul perché tanti cittadini, anche in Calabria, non votano».

«La sanità deve essere pubblica e per tutti», ha detto dal palco Irto, dicendo «basta con le diseguaglianze tra ricchi e poveri, tra Nord e Sud».

«C’è tanto ancora da fare – ha detto ancora il senatore – ma c’è un grande senso di appartenenza a una comunità politica che si riconosce nei valori della solidarietà, dell’impegno civile, della democrazia; che considera la diversità una ricchezza, il confronto un elemento irrinunciabile e il partito lo strumento per costruire una società migliore e la Calabria del futuro».
«Sono contento ed orgoglioso – ha concluso –. Dobbiamo proseguire con questa stessa energia, allargando il centrosinistra e lavorando sul terreno delle proposte e dell’esempio per essere alternativi al centrodestra, che vuole dividere l’Italia, distruggere il Servizio sanitario nazionale, deprimere il Sud e reprimere il dissenso, le differenze individuali e le libertà sancite dalla Costituzione».

«Serve una battaglia nazionale per avere maggiori risorse e arrivare alla ricontrattazione del debito». È l’appello lanciato dall’ex candidata a governatore della Calabria e responsabile per la sanità in Consiglio regionale, Amalia Bruni, nel corso della seconda giornata di dibattito e confronto alla Festa regionale dell’Unità del Pd a Vibo Valentia.

Tema dell’incontro, Sanità in Calabria. Proposte oltre la crisi, a cui hanno preso parte anche Franco Mammì, Antonio Billari, Francesca Dorato, Giovanni Oliverio, Giusy Iemma e Nico Stumpo.

«Noi siamo l’estrema punta della sofferenza della sanità italiana che  sta soffrendo nel suo complesso – ha detto Bruni –. La battaglia da fare è di natura nazionale ed è stato costituito per questo un tavolo nazionale che messo insieme tutti gli esponenti che si occupano della materia nei Consigli regionali per fronteggiare l’emergenza. Serve una scelta politica di allocazione delle risorse che questo governo non sta facendo, tanto che continuano a mancare i quattro miliardi che il ministro Schillaci chiede da tempo».

«Servono risorse per eliminare il tetto alle assunzioni – ha evidenziato – perché abbiamo bisogno di medici e di personale sanitario in generale, così come va fatta la ricontrattazione del debito della sanità calabrese. Invece la prima legge che ha approvato la maggioranza di centrodestra in Consiglio è quella che ha istituito Azienda zero, una legge pessima nella quale non c’è scritto nulla di come questa struttura debba funzionare e nonostante cinque modifiche legislative ancora non lo sappiamo».

Il deputato dem Nico Stumpo, nel corso del suo intervento, ha sottolineato la necessità per il partito di «impegnarsi a formulare una proposta che porti gli elettori a votarci alla prossima tornata sapendo come gestiremo la sanità negli anni futuri. Serve un progetto serio e articolato per potenziare la sanità territoriale in modo da avere tanti punti di assistenza in modo che diventi efficace in tutta la Regione. Un servizio fondamentale da affiancare agli hub nei centri più grandi e facilmente raggiungibili. Fondamentale è poi abbattere gli ingressi inutili in ospedale».

Altro tema toccato nel corso della manifestazione è la Legalità e libertà d’informazione. a Questo panel sono intervenuti Maria C. Chiodo, Maria Locanto, Lucio Musolino, Emiliano Morrone, Alberto Cisterna, Michele Albanese e Sandro Ruotolo.

Il giornalista Michele Albanese, nel corso del suo intervento, ha lanciato una sfida al Pd incrociando legalità e informazione.

«Molti temi di attualità – ha detto Albanese – come il traffico di droga e il business che rappresenta per la malavita sono argomenti che non interessano giornalisti e politica. Perché? Eppure muovono risorse maggiori a quelle di una manovra finanziaria. Lancio una sfida al Pd: serve un partito che si occupi di informazione nelle terre di confine con il coraggio di spostare il dibattito anche nelle sedi centrali. Si tratta di un elemento fondamentale per il futuro della Calabria».

Il magistrato Alberto Cisterna ha indicato come fondamentale anche un risveglio dei cittadini che troppo spesso decidono di non informarsi scegliendo una sorta di “cecità colpevole”. «Esiste un problema strutturale dell’antimafia che è quello di non riuscire ad agganciare il nemico. Pochi hanno la capacità di individuare i settori in cui svolgere davvero le indagini».

«E la stessa miopia – ha proseguito – riguarda anche il diritto all’informazione e il diritto ad essere informato e ad essere bene informato. Un diritto che il cittadino deve esercitare e pretendere, anche perché un cittadino che non si informa è un cittadino che non vuole partecipare e poi non va a votare. Temo che grandi fette della nostra popolazione vogliano abbracciare questa “cecità colpevole”, questa cultura del non volere vedere e sapere, ritagliandosi il proprio angolo di correlazioni e amicizie. Questo consente il consolidarsi di poteri opachi e delle infiltrazioni».

Legalità e informazione vanno di pari passo e il governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni sembra averlo completamente dimenticato. Nelle sue conclusioni il responsabile di Informazione e Cultura della segreteria nazionale dem Sandro Ruotolo ha rivendicato lo sforzo intrapreso dal partito e ha ringraziato il segretario regionale Nicola Irto per il lavoro fin qui svolto e per avere scelto di occuparsi di un tema così importante.

«Questo è l’unico partito che ha posto nel suo programma e nel suo agire quotidiano la lotta alle mafie. Avvertiamo, con preoccupazione, questo calo di tensione sul principio di legalità come si può vedere anche dalla recente riforma del codice degli appalti. Stesso ragionamento vale per l’informazione che deve servire ai governati e non ai governanti».

«A Ravenna alla festa dell’Unità nazionale e poi con i gruppi parlamentari presenteremo la nostra proposta di riforma della governance della Rai – ha annunciato – per invertire il trend. Gli assetti proprietari dell’informazione stanno in mano a proprietari che fanno tutt’altro nella vita e non possono rendere un servizio ottimale e, per questo motivo,  insieme alla riforma della governance occorre anche una legge che regoli il conflitto di interesse».

Il segretario regionale del Pd Nicola Irto ha espresso la propria solidarietà e vicinanza, insieme a quella di tutto il partito, al giornalista di Rtv Cesare Minniti dopo la vile aggressione subita. «Episodi come quello registrato nelle scorse ore che hanno visto l’aggressione al giornalista Cesare Minniti, colpevole solo di svolgere il proprio lavoro con attenzione e serietà, non sono degni di una città moderna e civile. Ferma la condanna del Pd e la solidarietà al cronista e a tutta la redazione, con la certezza che la magistratura farà piena luce sull’accaduto e che il giornalista proseguirà, insieme ai colleghi, la sua preziosa attività di informazione con la consueta professionalità».

Di Salari e occupazione. I benefici del salario minimo per i calabresi ne hanno discusso Marwa El Afia, Gino Murgi, Anna Pittelli, Raffaele Mammoliti, e Jasmine Cristallo, gli esponenti delle altre forze della coalizione di centrosinistra Antonio Lo Schiavo (Forza Civica di centrosinistra), Ferdinando Pignataro (Sinistra Italiana), oltre ai segretari regionali di Cgil e  Uil Angelo Sposato e Santo Biondo.

Assente per motivi di salute Riccardo Tucci, che avrebbe dovuto rappresentare i Cinque Stelle che, tuttavia, ha pienamente condiviso l’iniziativa voluta dal segretario regionale Nicola Irto.

Il consigliere regionale Raffale Mammoliti ha rivendicato il ruolo e il merito del Pd nell’avere riportato l’attenzione sui temi del lavoro. «Siamo davanti a un progressivo indebolimento delle tutele dei diritti dei lavoratori che va avanti da anni – ha detto Mammoliti – Ad oggi dobbiamo così confrontarci con un problema salariale, un problema relativo ai lavoratori poveri e con quello relativo all’occupazione, dati difficili in Italia, ma che in Calabria diventano disastrosi. Il merito del Pd è stato quello di rimettere al centro del dibattito la questione ricompattando l’opposizione. In Calabria dobbiamo proseguire sulla strada intrapresa arrivando ad avanzare una proposta concreta per chiedere al governo regionale un piano straordinario per il lavoro».

Antonio Lo Schiavo ha evidenziato la necessità per le forze politiche alternative alla destra di «unirsi su temi fondamentali per evitare di essere autoreferenziali, ma in grado di costruire un’alternativa di governo alle destre». 

E sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche Pignataro di Sinistra Italiana: «guardiamo con attenzione al Conferenza programmatica annunciata dal segretario del Pd Nicola Irto per compiere ulteriori passi in questa direzione per evitare le divisioni che in passato ci hanno fatto perdere le elezioni. Serve rafforzare il percorso avviato sul salario minimo magari avviando una sorta di coordinamento delle forze che si ritrovano in un programma comune».

Le conclusioni affidate ai sindacalisti Sposato e Biondo. 

Per Sposato bisogna «mettere al centro la lotta alla povertà, introdurre un salario minimo, aumentare subito salari e pensioni, reintrodurre le conquiste sociali smantellate, abrogando le leggi che hanno prodotto la precarietà con l’alibi della flessibilità, può essere la via maestra per una nuova stagione dei diritti. La mobilitazione è necessaria per fare cambiare le politiche sbagliate di questo governo».

«Ed anche sulla legge Fornero – ha aggiunto – andrebbe fatta una riflessione per un referendum abrogativo. L’emergenza climatica, demografica, la pandemia salariale sono temi che vanno affrontati con il consenso delle parti sociali. Il 7 ottobre saremo a Roma per una nuova lotta sociale. Siamo pronti a portare la vertenza Calabria in piazza e ad aprire una nuova vertenza Mezzogiorno».

Santo Biondo si è detto sicuro: «questa serata rappresenta un momento fondamentale non solo per il Pd, ma per l’intero centrosinistra. Il tema del lavoro è centrale per costruire una vera alternativa al governo e oltre al salario minimo si dovrà eliminare la precarietà dal mondo del lavoro italiano e calabrese».

A chiudere la Festa dell’Unità, il dibattito dedicato al ruolo delle donne, dal titolo Il presente delle donne. Politica, libertà e welfare.

Hanno partecipato al confronto voluto dalla Conferenza delle donne democratiche: Vladimira Pugliese, Lidia Vescio, Barbara Panetta, Rosy Caligiuri, Annagiulia Caiazza, Teresa Esposito e Cecilia D’Elia. 

Barbara Panetta, nel ringraziare militanti e iscritti al partito che hanno organizzato la festa, ha sottolineato l’importanza della scelta del segretario Nicola Irto di inserire il dibattito sulla condizione e sul ruolo della donna per concludere la tre giorni di Vibo prima dell’intervento della segretaria nazionale. Panetta ha chiesto maggiore attenzione del partito sul tema delle violenze e in particolare delle violenze sulle donne con disabilità.

Teresa Esposito, coordinatrice regionale delle Donne Democratiche, ha riferito del lavoro svolto insieme ai referenti nazionali per fare in modo che la Calabria diventi una regione “a misura di donna”.

Le conclusioni sono state affidate alla senatrice dem Cecilia D’Elia che è anche portavoce della Conferenza nazionale delle donne democratiche: «Sappiamo che muore una donna ogni tre giorni, ma questa estate ci ha messo davanti ad una situazione ancora più drammatica, un estate della disumanità per i femminicidi, per le violenze e per il dramma dei migranti. La rivoluzione passa dal restituire dignità alla donna e metterla al riparo non solo dalla violenza fisica, ma anche da quella psicologica e in grado di essere autonoma, realizzando effettive opportunità di lavoro che la rendano libera e non sottomessa. Una rivolta culturale di questo tipo non si fa solo con le leggi, ma ha bisogno della politica, quella che evidentemente non è in grado di mettere in campo la destra attualmente al governo». 

A chiudere la tre giorni, la presentazione del libro di Pino Soriero Andata in porto. Gioia Tauro una sfida vincente, alla presenza del presidente dell’autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli. (rvv)

 

L’OPINIONE / Francesca Straticò: Schlein e gli alibi da seguaci di vecchi schieramenti

«Si pensi a investire per le strade e le ferrovie prima di fare conferenze spot su un progetto di ponte costosissimo, dannoso, anacronistico», Queste le parole di Elly Schlein alla Camera.

La segretaria Schlein, pur giovane e propositiva di quel che le piace definire il “nuovo corso” del Pd, parla come una vecchia parlamentare della Democrazia cristiana o dell’Ulivo o del vecchio Partito comunista italiano.

Ricorda, infatti, alcuni interventi alla Camera o al Senato di noti riferimenti storici di tali schieramenti politici, caratterizzati dal comune approccio: «prima di realizzare il Ponte sullo Stretto occorre completare l’autostrada Salerno – Reggio Calabria, l’autostrada Palermo – Messina, occorre garantire le risorse per le Ferrovie in Sicilia e in Calabria; occorre dare copertura ad opere come la 106 Jonica o la Palermo – Agrigento Caltanisetta o l’alta velocità ferroviaria in Sicilia».

Ora, premettendo che per il Mezzogiorno tanto deve essere ancora fatto, e che opere come il Ponte sullo Stretto possono validamente costituire il presupposto dei necessari adeguamenti infrastrutturali ad oggi necessari, v’è da evidenziare che grazie alla Legge Obiettivo (Legge voluta nel 2001 da un Governo non democristiano, né comunista) quelle opere o sono state realizzate o hanno trovato adeguate coperture, almeno fino al 2015 mentre successivamente con l’arrivo dei Ministri Del Rio, Toninelli, De Micheli e Giovannini tutto si è bloccato.

Le parole della Schlein appaiono essere, dunque, la riproposizione del tipico alibi dei seguaci di vecchi schieramenti ma oggi sentirle dalla giovane segretaria di un Partito che si professa “riformista”, appare incomprensibile.

Legittimo, dunque, il dubbio che, nel caso specifico, non si sia solo in presenza di una, malauguratamente comprensibile, ignoranza delle opere avviate nel Sud prima del Ponte, ma che si tratti invece di un sostegno di quella parte del Pd che flirta con il Movimento 5 Stelle e che, evidentemente, contempla una “decrescita” del Mezzogiorno, ignara o forse colposamente indifferente, all’impatto che questa contemplata decrescita avrebbe sull’intero Paese, mantenendo fermi alcuni tragici indicatori come il costo del denaro ed il reddito pro capite (17.000 euro a Caltanisetta e 38.000 euro a Bergamo).

Certo, in questo modo il Partito della Schlein può mantenere ferma quella soglia del consenso che, pur irrilevante in termini percentuali, con il contributo dell’astensionismo, le lascia ancora il ruolo di protagonista di un centrosinistra dai contorni sempre più incerti e sfumati ma, cara Elly, siete ben lontani dall’interpretare compiutamente i reali bisogni di un Paese in rapido mutamento e, certamente, siete ancor più lontani da quel “riformismo” di cui stentate a comprendere il vero significato.

Forse un giorno riuscirete a vedere il futuro sviluppo di questo Paese, ma non prima di imparare a distogliere lo sguardo da quello sterile utilitarismo, così lontano da attesi ideali politici e così responsabile di tanta astensione. (fs)

Irto (PD): L’autonomia aumenterà i divari già esistenti tra Nord e Sud

L’autonomia differenziata aumenterebbe ancora di più le distanze e le divisioni che ci sono tra il Nord e il Sud del Paese», ha tuonato il senatore del Partito Democratico, Nicola Irto, all’iniziativa di Napoli “Una e indivisibile” organizzata dal partito per denunciare i gravi pericoli dell’autonomia differenziata.

«Noi continueremo a contrastare l’autonomia differenziata e – ha sottolineato Irto – a preoccuparci per il futuro. È inaccettabile che chi verrà in questo Paese potrà avere la fortuna di nascere al Nord o la sfortuna di nascere al Sud. Nel centrodestra vogliono più Italie, eppure si riempiono la bocca parlando di nazione. Noi vogliamo solo un’Italia una e indivisibile e questo solo il Partito democratico può garantirlo». «Questa iniziativa – ha precisato il segretario dei dem calabresi, ringraziando la segretaria Elly Schlein, la segreteria del partito nazionale e i tanti militanti arrivati in pullman dalla Calabria – dà il senso dell’autonomia differenziata, che spaccherebbe il Paese e aumenterebbe la migrazione sanitaria. Io vengo da una regione commissariata da 13 anni per la sanità, che ancora oggi continua a produrre inefficienza e risultati drammatici. Per non parlare delle infrastrutture, tant’è che noi in Parlamento abbiamo proposto anche una perequazione infrastrutturale. È inaccettabile che nel Nord del Paese ci siano collegamenti efficienti e connessioni tra grandi città e invece nel Sud – ha rimarcato Irto – manchi l’Alta velocità ferroviaria ed esistano collegamenti disumani; penso tra Catania e Messina e tra Catania e Palermo, penso all’isolamento della costa ionica calabrese, penso alle infrastrutture inesistenti nel Mezzogiorno». (rrm)

Delega formazione all’assessore Calabrese, botta e risposta tra Bevacqua (PD) e Calabrese

Il capogruppo del Partito Democratico, Mimmo Bevacqua, ha chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di fare chiarezza in merito alla «presunta incompatibilità dell’assessore Giovani Calabrese di cui si sta occupando la Giunta per le elezioni di Palazzo Campanella meriterebbe».

 «Pur prendendo atto, nel corso della seduta, della rimozione della propria  incompatibilità  per come previsto  dalla  normativa e a prescindere dal merito della vicenda e dagli aspetti giuridici che saranno affrontati dagli organi preposti – ha spiegato Bevacqua anche a nome del gruppo del Pd – sarebbe opportuno che il presidente Occhiuto chiarisca se fosse o meno a conoscenza della presunta situazione di incompatibilità dell’assessore Calabrese al momento della sua nomina».

«L’assessore risultava titolare di una società di formazione accreditata dalla Regione, che ha beneficiato anche di fondi regionali, e ha ricevuto dal governatore proprio la delega alla formazione. Non solo – ha detto ancora Bevacqua – sarebbe un atto dovuto per capire quale sia la posizione del governo regionale rispetto a questa vicenda che, evidentemente, presenta fortissimi dubbi di opportunità politica che è quella di cui vorremmo discutere. Non sarebbe certo un atteggiamento condivisibile quello di girare la testa dall’altra parte facendo finta di nulla e rimettendosi soltanto a decisione di terzi che naturalmente saranno di natura esclusivamente giuridica e formale».

La replica dell’assessore Calabrese: Mai avuta società accreditata con Regione

L’assessore regionale Calabrese ha smentito «la stravagante dichiarazione di Bevacqua, non avendo mai avuto a nessun titolo, alcuna società di formazione accreditata con la Regione Calabria per come formalmente verificato e dichiarato dallo stesso Direttore del Dipartimento Lavoro e Formazione con nota trasmessa alla Giunta per le Elezioni».

Calabrese, infatti, ha riferito di aver contattato telefonicamente il consigliere Bevacqua «senza sottrarmi ad ulteriori spiegazioni – ha spiegato – come già documentato agli organi preposti. Un colloquio telefonico in cui il consigliere Bevaqua mi è apparso confuso e spiace che lo stesso capogruppo del Partito Democratico, nella qualità di componente della Giunta per le Elezioni, non abbia letto la documentazione relativa al sottoscritto e sia stato indotto ad una presa di posizione con divulgazione di notizie false e tendenziose circa la vita professionale ed il ruolo politico del sottoscritto».

«Anche il ruolo di amministratore unico della società chiamata in causa – ha proseguito – era cessato per motivi di mera opportunità dopo il conferimento dell’incarico di assessore regionale da parte del Presidente Occhiuto che non comprendo perché debba fornire spiegazioni alle fantasiose richieste del consigliere Bevacqua».

«Spero che il capogruppo del Partito Democratico voglia, in ogni caso – ha concluso – approfondire meglio la questione, fare una riflessione e formulare pubbliche scuse con le medesime modalità al sottoscritto, al Presidente Occhiuto e a Fratelli d’Italia». (rcz)

Mammoliti (PD): In Calabria i dati del mercato del lavoro sono da allarme sociale

Il consigliere regionale del Pd, Raffaele Mammoliti, ha denunciato come «in Calabria i dati del mercato del lavoro e l’aumento della disoccupazione costituiscono un vero e proprio allarme sociale».

«E non può di certo essere sufficiente – ha aggiunto – il titolo di un provvedimento legislativo o cambiare targa da azienda Calabria Lavoro ad Arpal per rendere esigibile la missione principale nel mercato del lavoro calabrese delle politiche attive e dell’apprendimento permanente da troppi anni purtroppo sacrificate. Ieri ho partecipato ai lavori della III Commissione in Consiglio regionale che ha affrontato la discussione in merito alla proposta di legge n. 176/12^ rubricata “Norme per il mercato del lavoro, le politiche attive e l’apprendimento permanente”».

«La Commissione ha svolto le audizioni delle OOSS di categoria le quali, pur apprezzando il provvedimento – ha detto – hanno comunque manifestato perplessità in merito alle risorse destinate per i lavoratori impegnati nella nuova Agenzia denominata Arpal. Come abbiamo anticipato  nel corso degli interventi, come gruppo Pd nei prossimi giorni avanzeremo le nostre proposte tese a rafforzare l’impianto normativo e l’effettiva valorizzazione delle risorse umane, individuando attraverso la necessaria implementazione le risorse economico-finanziarie per meglio declinare gli obiettivi contenuti nel provvedimento e per rendere più esigibile il diritto al lavoro attraverso le politiche attive che nella nostra regione sono indispensabili se di vuole realmente offrire opportunità di lavoro ai tantissimi giovani disoccupati e inoccupati».

«In Calabria abbiamo dati da vero allarme sociale – ha rimarcato – con la percentuale più bassa di occupati e percentuali più alte per disoccupati soprattutto tra i giovani e le donne. Inoltre il livello dei neet (giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni che non lavorano e non sono inseriti in percorsi di istruzione e formazione) supera di gran lunga la percentuale nazionale che è del 19%, mentre in Calabria sfiora il 30%.  È  evidente che bisognerà, se non si vuole annunciare generiche e burocratiche, azioni di riforma varare con il coinvolgimento delle OOSS confederali un Piano del lavoro utilizzando bene le risorse e gli strumenti disponibili».

«Promuoveremo, pertanto, un’apposita iniziativa per avanzare le nostre proposte – ha concluso – che sottoporremo all’attenzione del presidente Occhiuto sollecitandolo ad un’indispensabile azione riformatrice. Prima di ogni altra cosa sarà necessario individuare le risorse adeguate, in grado di sostenere le azioni di sistema che bisognerà mettere in campo per elaborare un Piano straordinario di interventi di politica del lavoro». (rrc)

Bevacqua (PD): I ritardi del Pnrr si accumulano, occorre fare presto

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, ha evidenziato come «nonostante le modifiche apportate dal governo Meloni alla governance del Pnrr con l’ultimo decreto, continuano ad accumularsi ritardi e inefficienze che rischiano di far evaporare le risorse e lasciare incompleti tantissimi progetti, soprattutto al Sud».

«In un’intervista rilasciata a La Repubblica – ha spiegato Bevacqua – il Commissario Romano ammette il mancato avvio delle opere e ha dichiarato di avere  scritto diverse lettere a enti e ministeri chiedendo semplicemente a che punto fossero le gare di appalto per le  infrastrutture  senza avere ricevuto mai alcuna risposta, maturando l’idea che tali fondi non saranno mai spesi. Eppure Campania e Calabria, insieme a tutte quelle delle regioni del Sud, sono state inserite nelle Zone economiche speciali (Zes) per accelerare le procedure burocratiche e agevolare nuovi insediamenti. Evidentemente, come spiegato da Romano, le Regioni meridionali restano poco attrattive per le imprese, anche perché in gran parte delle aree industriali sono semi abbandonate, con pochi servizi e senza collegamenti con porti e ferrovie».

«Anche il Commissario Gentiloni, del resto – ha proseguito – ha fatto sapere che prima ci si mette al tavolo per le modifiche al Pnrr meglio è, anche per evitare di perdere i fondi già previsti per la terza rata in scadenza a dicembre. Insomma una situazione che desta moltissime preoccupazioni specialmente in Regioni come la Calabria che agganciano al Pnrr la speranza di non soccombere e di avere una speranza di sviluppo e progresso. La stessa Corte dei Conti della Calabria nella relazione semestrale di qualche giorno fa mette in evidenza le criticità nell’attuazione del Pnrr e delle Zes in particolare, nonostante la corposa struttura commissariale».

«Come gruppo del Pd – ha detto ancora Bevacqua – chiediamo nuovamente al governatore Roberto Occhiuto di  rendere un’informativa sullo stato di attuazione dei progetti in Calabria in attesa che la stessa operazione la faccia il ministro Fitto in Parlamento. Non si può perdere altro tempo e, soprattutto, non possiamo correre il rischio di disperdere risorse».

«Vanno aiutati i Comuni nella progettazione – ha concluso – e si deve far fronte all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia che hanno fatto lievitare i costi originari dei vari progetti. Davvero serve uno sforzo unitario, senza distinzione di colore politico, per fare il punto della situazione e accelerare procedure e messa a terra delle risorse». (rcz)

Bevacqua (PD): Su diritto all’istruzione non si possono consentire ulteriori tagli

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, ha ribadito quanto sia «inaccettabile che il governo nazionale possa pensare di spazzare via classi e scuole dei paesi più piccoli e disagiati».

«Leggendo la circolare inoltrata agli Uffici scolastici regionali dal ministro Valditara – ha spiegato – si capisce immediatamente che per ottenere dei risparmi si continueranno a tagliare fondi alla scuola con il rischio di fare scomparire classi e plessi scolastici soprattutto nei Comuni più piccoli e in quelli di montagna in particolare».

«Non si può operare una riduzione della spesa – ha continuato – senza calcolare gli effetti devastanti che essa genera dal punto di vista sociale. In primis deve essere garantito il diritto allo studio dei giovani che hanno già effettuato l’iscrizione negli istituti calabresi che potrebbero sparire per l’effetto delle nuove disposizioni del governo».

«Poi va tenuto in conto – ha detto ancora Bevacqua – che i paesi di montagna, che continuano a spopolarsi, rischiano concretamente di essere completamente desertificate con grave nocumento anche per le zone costiere. Mentre il Pnrr si pone come obiettivo di combattere la dispersione scolastica, i nostri burocrati fanno esattamente l’opposto generando una situazione sociale esplosiva».

«Chiederò di discutere della questione già in occasione della prossima riunione della Conferenza dei capigruppo – ha concluso Bevacqua – e fare in modo che si arrivi in Consiglio regionale con una proposta unitaria di ordine del giorno per chiedere alla giunta di impegnarsi a trovare pronta soluzione al problema, con l’aiuto del governo nazionale, tutelando il diritto all’istruzione dei giovani dei paesi più fragili e meno collegati ai grandi centri». (rcz)