COMUNALI, IL “RISVEGLIO” SOCIALISTA
E L’INSUSSISTENZA DI TUTTI I PARTITI
di MASSIMO CLAUSI – Il Pd riesce a perdere anche quando vince il centrosinistra. Può sembrare un paradosso ma, come diceva qualcuno, il paradosso è una mezza verità o una verità e mezza. Soprattutto in provincia di Cosenza il Pd esce con le ossa rotta da questa competizione elettorale in cui ha completamente sbagliato strategia. Soprattutto a Rende che non è un paesino sperduto della Calabria ma uno dei suoi principali motori economici, ha adottato una tecnica kamikaze.
Si è opposto alla candidatura di Sandro Principe, che come prevedibile ha stravinto, per poi nemmeno presentare la lista col simbolo. Le ragioni sono imperscrutabili ai più. Balbettate in nome di un giacobinismo che non regge visto che sono finiti per allearsi con un candidato diretta espressione dell’ex giunta Manna. Il risultato? Arrivare terzi.
Tecnica kamikaze del Pd
Una responsabilità che pesa tutte sulle spalle del capogruppo regionale Mimmo Bevacqua e dell’altro consigliere regionale Franco Iacucci, ma anche di altri dirigenti di lungo corso come Nicola Adamo e Carlo Guccione che in una riunione del circolo “Zuccarelli” di Cosenza hanno sparato ad alzo zero contro i Socialisti che hanno sostenuto Principe, arrivando a ventilare una crisi a Cosenza. In tutto questo l’ormai uscente segretario di Federazione, Vittorio Pecoraro, era bellamente in vacanza in Brasile.
Allora a questo errore ne sono seguiti altri come il mancato sostegno a Roberto Perrotta a Paola, a Giuseppe Aieta a Cetraro. Adesso le cose per il Pd cosentino si complicano perché in marzo si voterà per la Provincia e i Socialisti hanno tutto il diritto di alzare la voce governando anche Cosenza.
E che dire di Isola Capo Rizzuto? Mariagrazia Vittemberga è sindaco uscente che aveva ben operato. Da civica aveva deciso di iscriversi al Pd, ma al momento del voto i dem hanno deciso di non sostenerla. Lei non si è persa d’animo ed ha rispolverato il suo civismo che l’ha portata alla mancata vittoria per un soffio al primo turno. Il candidato del Pd, Pino Filici, invece non è riuscito ad arrivare al 10%.
Lamezia, Bevilacqua preso sottogamba
Anche a Lamezia Terme solo la determinazione di Doris Lo Moro è riuscita a tenere unito il campo del centrosinistra, ma anche sull’ex magistrato si erano registrati i soliti veti incrociati. Adesso si aprirà la lotteria del ballottaggio in cui l’ex parlamentare sembra avvantaggiata sul competitor Mario Murone, ma solo per la lotta fratricida del centrodestra che ha affrontato con troppa leggerezza il “caso” Gianpaolo Bevilacqua, che da solo, in nome del popolo, è riuscito ad arrivare al 24%.
Sui territori il centrodestra non esiste
A proposito del centrodestra, si conferma quanto intuito sin dalle battute iniziali di questa campagna elettorale. Sui territori semplicemente non esiste. SI può consolare solo con la performance di Gianpaolo Iacobini a Cassano all’Ionio che ha vinto al primo turno, determinando la fine dell’era Papasso. Qui i Socialisti non hanno attecchito, ma il merito è dell’assessore regionale Gianluca Gallo, recordman di preferenze alle regionali è già sindaco della città delle Terme. Gallo può ritenersi soddisfatto di questo successo personale, non così per l’altro ruolo che ricopre ovvero quello di coordinatore provinciale di Forza Italia.
A Rende già sono partite le accuse reciproche di poco impegno, ma il dato è che il centrodestra non sfonda da nessuna parte. Un brutto segnale per le regionali che si terranno fra poco più di un anno e mezzo. In fondo sono i sindaci i grandi portatori di voti e la chiave per vincere le regionali. (mc)
[Courtesy LaCNews24]
Parte da Siderno la battaglia per un Sud protagonista
È partita da Siderno la battaglia del Partito Democratico per un Sud protagonista in Italia e in Europa per battere le destre. Una battaglia iniziata dalla due giorni organizzata a Siderno dall’europarlamentare del PD, Sandro Ruotolo insieme al gruppo “Socialisti e Democratici” al Parlamento Europeo e che ha visto partecipare un folto pubblico composto da militanti, simpatizzanti e cittadini desiderosi di dare il proprio contributo d’idee per costruire insieme un’alternativa al governo regionale e nazionale
Per l’europarlamentare Ruotolo, infatti, «dobbiamo portare al Parlamento Europeo lo scandalo della sanità calabrese perché c’è una questione di diritti negati ai cittadini e c’è un puzzo insopportabile di mafia, di compiacenza. Serve una strategia europea per i territori fragili e abbandonati e la risposta non è il ponte sullo Stretto, ma riprendere la filosofia del PNRR, quella dell’Europa che investe dove c’è bisogno».
A fare gli onori di casa la sindaca di Siderno (e dirigente nazionale Pd) Mariateresa Fragomeni, fondatrice del circolo cittadino democrat che ha supportato l’iniziativa accogliendo positivamente l’approccio pratico e operativo voluto da Ruotolo «che – ha spiegato Mariateresa Fragomeni – mantiene le proprie promesse, vista l’attenzione costante ai territori, alla Calabria e a Siderno che ha sempre manifestato e continua a dimostrare».
La due giorni, che ha portato Siderno al centro del dibattito politico regionale e nazionale, si è aperta con un dibattito sul tema dell’immigrazione, intesa come fenomeno da governare con umanità e responsabilità, moderato dall’editore de “La Riviera” Rosario Condarcuri. Dopo l’introduzione di Mariateresa Fragomeni, sono intervenuti il segretario cittadino del Pd di Crotone, Annagiulia Caiazza che, ricordando il rapporto di collaborazione instaurato con le Ong, ha detto che «le politiche migratorie vanno regolate, non scansate. Così l’immigrazione è ricchezza culturale ma anche economica», mentre il capogruppo dem in consiglio regionale Domenico Bevacqua ha aggiunto che «nelle politiche migratorie i sindaci non possono essere lasciati soli». Particolarmente toccante l’intervento del parroco Padre Francesco Carlino, missionario in Africa e che per anni ha preso parte alle fasi successive agli sbarchi di migranti al Porto di Roccella Jonica. Dopo aver ricordato le responsabilità dell’Europa per le politiche colonialiste nel continente nero, ha aggiunto che «chi alimenta nazionalismi va a incentivare logiche patologiche di odio. Gesù, alla fine della vita, ci interrogherà sull’amore. Nessun razzista potrà mai eludere la verità ultima del vangelo».
Ha concluso Sandro Ruotolo, dicendo, tra l’altro, che «la prima cosa che dovremo fare, quando arriveremo al governo, è abolire la legge Bossi-Fini e ripristinare quella solidarietà fissata nei principi costituzionali».
Quindi, guardando alla prossima sfida elettorale delle elezioni regionali in Calabria, la dirigente del gruppo Donne Democratiche della provincia di Reggio Calabria Barbara Panetta ha moderato l’incontro sul tema “Per una Calabria libera, giusta e protagonista”, introdotto dalla presidente dell’assemblea regionale del Pd Calabria Giusy Iemma.
E il ruolo trainante del Partito Democratico nella costruzione dell’alternativa al centrodestra di Occhiuto è stato ribadito dalla presidente dell’assemblea provinciale reggina Tania Bruzzese, dal senatore (e segretario regionale del Pd) Nicola Irto e dal dirigente regionale Carlo Guccione, da sempre attento alle tematiche riguardanti la sanità. Quest’ultimo, si è concentrato particolarmente sugli effetti della legislazione speciale «che – ha detto – consegna a un presidente di Regione e Commissario della Sanità calabrese come Occhiuto anche il ruolo di commissario alla costruzione della nuova rete ospedaliera, dandogli in mano una dotazione di un miliardo e mezzo che può essere fonte di consenso e interlocuzioni a un anno e mezzo dalle elezioni, mentre l’emigrazione sanitaria aumenta e quasi il 5% dei calabresi rinuncia a curarsi», aggiungendo che «in Calabria ci sono troppi centri di spesa. La centralizzazione degli acquisti ci farebbe risparmiare almeno 300 milioni di euro, togliendoli agli appetiti torbidi e ‘ndranghetistici».
Il deputato ed ex ministro Andrea Orlando ha rivolto una stoccata al Governo Meloni quando ha detto che «Essere europei al 100% e guardare al Mediterraneo è una cosa; volere rapporti privilegiati con gli Stati Uniti è un’altra perchè per il Sud cambia completamente la prospettiva. L’Africa può essere, invece, una grande risorsa», bocciando la Zes unica che reputa «un modo di rinunciare a individuare delle priorità: trovare indifferenza nelle differenze. Lo stesso ponte sullo Stretto è una Zes unica dal punto di vista metodologico», allargando così il campo sulla costruzione di un’alterativa al governo nazionale tale da assegnare un ruolo prioritario al Mezzogiorno d’Italia.
Questo è stato il tema del dibattito conclusivo della prima giornata, moderato dal segretario del circolo cittadino di Bianco Giusy Falzea e che ha registrato gli interventi della coordinatrice regionale delle Donne Democratiche Teresa Esposito, della consigliera regionale Amalia Bruni, dello stesso Nicola Irto e del capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia, mentre il protagonismo del Sud Italia è stato approfondito dall’incontro di apertura della seconda giornata, moderato da Mariateresa Fragomeni e nel quale sono intervenuto il segretario della federazione di Reggio Calabria Antonio Morabito, il presidente del consiglio comunale di Cosenza Giuseppe Mazzuca, l’ex consigliere regionale Luigi Tassone e il deputato e responsabile nazionale del Pd per il Mezzogiorno Marco Sarracino, che oltre a ribadire l’impegno del Pd e della segreteria guidata da Elly Schlein a tenere nella massima considerazione il Sud Italia come assoluta priorità programmatica, ha raccolto le proposte di molti militanti che sono intervenuti.
E la soddisfazione per l’ottima riuscita della due giorni è stata espressa a chiare lettere da Sandro Ruotolo all’inizio dell’incontro conclusivo, moderato dall’editore di Telemia, Giuseppe Mazzaferro. Ha ricordato l’impegno del 40% dei fondi Pnrr per il Mezzogiorno e ha dato notizia dell’appello che il suo gruppo al Parlamento Ue ha condiviso con quello dei Popolari e della Sinistra in cui viene ritenuta intollerabile la crisi di Gaza, accogliendo la proposta della sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi di far partire da lì una grande manifestazione pro Gaza.
Ha difeso la scelta di votare per il no al riarmo e sì a una difesa comune europea, ribadendo l’importanza del voto ai cinque referendum di giugno e chiudendo con un concetto cardine del Pd: «dobbiamo essere il partito degli elettori e non degli eletti».
Le conclusioni sono state affidate al capodelegazione Pd al Parlamento Europeo, Nicola Zingaretti, che ha scaldato i cuori dei numerosi presenti quando ha esordito dicendo: «sono qui per lanciare un messaggio: c’è bisogno di noi»
. Una vera e propria adunata, la sua, per combattere insieme fino a sconfiggere quella che ha definito la peggiore destra di sempre. «Dobbiamo essere forti e organizzati – ha spiegato – per ricostruire un sentire comune, perché ritorna originale il motivo per il quale facciamo politica: la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono la dignità della persona».
Dopo aver richiamato più volte i principi fondanti della Costituzione e del Manifesto di Ventotene, ha lanciato l’ennesimo richiamo all’unità delle forze alternative alla destra, puntando «sulla speranza che fa la differenza, che – ha detto – è il motore della partecipazione in un tempo in cui il mondo è precipitato verso l’angoscia senza speranza, il terreno in cui prospera la destra». Sulla sanità ha detto che «la differenza tra noi e chi sostiene la Meloni è che noi pretendiamo che il diritto alle cure si eserciti con la tessera sanitaria; loro con la carta di credito», chiudendo sul ruolo del Pd «che è quello di offrire un’alternativa alla rassegnazione, come facciamo a Siderno e in tanti altri comuni» e «costruire alleanze sociali, riaccendere la speranza di una riscossa popolare per la dignità». (rrc)
L’assessore Calabrese: Calabria nella gestione di acque e rifiuti ha intrapreso un nuovo corso
«La Calabria nella gestione dei servizi pubblici di acque e rifiuti ha intrapreso un nuovo corso». È così che l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Calabrese, ha risposto all’attacco di Pd e Movimento 5 Stelle, «che, ancora una volta, mettono in scena il maldestro tentativo di contrapporre l‘ArriCal e Regione accusando entrambe di nascondere la polvere sotto il tappeto».
«Ribadisco – ha proseguito l’esponente della Giunta Occhiuto – che quello che ArriCal ha comunicato ai sindaci sono i costi a consuntivo per gli anni 2023 e 2024, ossia i costi di gestione sostenuti dai Comuni per i contratti sottoscritti dagli Ato provinciali.
L’intervento della Regione, che ha messo in campo 45 milioni di euro, evidenzia la volontà di neutralizzare i costi a consuntivo, così come le ingenti risorse economiche che sono state stanziate per gli interventi strutturali sui fondi nazionali (179 milioni di euro) e comunitari (104 milioni di euro) del ciclo di programmazione 2021-2027 dimostrano che questo governo regionale ha una visione strategica di lungo periodo a favore dei Comuni e dei cittadini calabresi».
Pd Calabria: Divisioni nel cdx su Centrale del Mercure sintomo di cortocircuito
Il Partito Democratico Calabria ha evidenziato come «sulla centrale del Mercure, è singolare che il ministro leghista, Roberto Calderoli abbia accusato il titolare del ministero dell’Ambiente, il forzista Pichetto Fratin, d’aver chiesto l’impugnazione della legge regionale, sposata dal presidente della Regione Calabria, con cui si vorrebbe chiudere quell’impianto situato nel Parco nazionale del Pollino».
Divisioni e scaricabarile che, per i dem, «sono il sintomo di un cortocircuito interno destinato a diventare incendio», oltre che «una vera e propria faglia nel centrodestra a proposito della centrale a biomasse del Mercure, che il presidente della Regione non vuole affatto, al contrario del governo nazionale che, con quell’impugnazione, l’ha di fatto sconfessato ma non sa ammetterlo e prova a nascondersi».
«Calderoli si prepara – hanno concluso – ad ammansire ancora una volta Occhiuto sull’autonomia differenziata? Queste contraddizioni plateali confermano che sta finendo l’idillio tra il presidente della Regione e la sua maggioranza, tra lui e l’esecutivo Meloni. Sulla vicenda, il centrodestra calabrese resta ancora attonito, spiazzato e purtroppo debole». (rcz)
L’OPINIONE / Nicola Irto: Il Ponte non è affatto una priorità ed è funzionale agli interessi politici
di NICOLA IRTO – Insieme al partito della Sicilia, come Pd della Calabria abbiamo prodotto argomentate osservazioni sul ponte di Messina nell’ambito della relativa Conferenza dei servizi, sottolineando la mancata effettuazione della Vas, le pesanti criticità della Via, le palesi carenze di progetto, di procedura e analisi di impatto, oltre che i problemi di sismicità, ventosità, tutela ambientale e del paesaggio, di salvaguardia della salute pubblica, di sostenibilità dei cantieri e di consumo delle acque.
Il ponte sullo Stretto non è affatto una priorità, non serve al Sud ed è funzionale agli interessi politici e alla propaganda di Matteo Salvini e dell’intera Lega. La Calabria e la Sicilia hanno invece bisogno di grandi investimenti per superare il loro isolamento dal resto dell’Italia e i pesanti limiti di viabilità e mobilità interna. Inoltre, urgono ingenti risorse per migliorare la sicurezza stradale nelle due regioni, già penalizzate dallo scippo di quote del Fondo per lo sviluppo e la coesione, dolosamente dirottate sul ponte sullo Stretto.
Il governo Meloni e la sua maggioranza non sentono il dovere di colmare i divari territoriali, altrimenti non insisterebbero sulla follia imperdonabile dell’autonomia differenziata, nascosta dalla ricorrente bugia sull’utilità del ponte di Messina. (ni)
[Nicola Irto è senatore del Pd e segretario del Pd calabrese]
Bevacqua (PD): Minasi attacca il Pd mentre l’autonomia calpesterà i diritti dei calabresi
Il consigliere regionale e capogruppo del Pd, Mimmo Bevacqua, per capendo «la polemica e il clima elettorale», ritiene che «attaccare il Pd, mentre l’autonomia differenziata del ministro Calderoli rischia di spaccare il Paese è davvero inaccettabile».
«La senatrice Minasi dice che il Pd ha introdotto l’autonomia – ha detto – e vuole soltanto prendere in giro i cittadini. Se fosse già introdotta perché la Lega vorrebbe cambiarla? Ed in ogni caso la posizione del partito è chiara e non è per il no all’autonomia in generale, ma all’autonomia voluta dal ministro Calderoli. Un progetto che non tiene in alcuna considerazione i Lep, come ha sottolineato più volte il governatore Occhiuto, che appartiene al centrodestra e come ha evidenziato, da ultimo, anche la fondazione Gimbe con il suo ultimo report sulla migrazione sanitaria, descrivendo una situazione drammatica che certifica la sperequazione esistente tra il Nord e il Sud del Paese e che l’autonomia differenziata finirà con l’aumentare ancora».
«Lo stesso Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – ha ricordato – ha definito al limite del grottesco la posizione dei Presidenti delle Regioni meridionali governate dal centrodestra, favorevoli all’autonomia differenziata. ‘Una posizione autolesionistica che dimostra come gli accordi di coalizione partitica prevalgano sugli interessi della popolazione’ le parole di Cartabellotta».
«La posizione del Pd – ha concluso Bevacqua – dunque non è certo strumentale, ma assai critica nei confronti di un provvedimento che, nel merito, finisce con l’affossare ogni speranza di sviluppo per il Sud. Ma, evidentemente, la senatrice Minasi non avendo argomenti per rispondere nel merito si attacca alla sterile polemica». (rcz)
Porto di Gioia Tauro, la Lega calabrese sfida il Pd: «Solleciti Gentiloni»
«E’ emblematico che nelle stesse ore in cui a Roma il vicepremier Matteo Salvini zittiva per sempre la propaganda contro il Ponte sullo Stretto, al porto di Gioia Tauro il nostro europarlamentare Valentino Grant dava una lezione di coerenza a quei partiti che con una mano hanno votato a favore di scelte scellerate contro lo sviluppo della Calabria e con l’altra erano là, nella stessa piazza, per stracciarsi le vesti illudendosi di prendere in giro il popolo».
E’ quanto dichiara Roy Biasi, responsabile regionale Enti Locali della Lega, all’indomani della manifestazione di protesta contro la norma con cui Bruxelles tassa i vettori navali per le emissioni nocive prodotte.
«Si è trattato – prosegue il dirigente della Lega che è anche sindaco di Taurianova – di una grande mobilitazione che, al fianco delle istituzioni che l’hanno organizzata e delle forze sociali che l’hanno sostenuta, ci ha visto partecipare a testa alta e senza doppiezze assieme al nostro rappresentante a Strasburgo, inneggiando sì alla necessaria unità che ora occorre trovare per cancellare le scelte ideologiche che penalizzano il primo porto italiano per traffico di container, senza però tacere sull’ecofollia di cui ancora una volta le sinistre hanno dato prova».
Biasi ricorda inoltre che «il gruppo parlamentare Identità e Democrazia, a cui aderisce la Lega, non ha votato la direttiva che dal gennaio prossimo obbligherà le compagnie di navigazione ad aderire al sistema di tassazione per compensare gli effetti nocivi della produzione di Co2, coerentemente con la visione pragmatica che sul tema della transizione ecologica il segretario Matteo Salvini sta impostando pure nel suo ruolo di governo, ma ciò evidentemente non è bastato visto che ieri in piazza non hanno rinunciato a sfilare anche i rappresentanti regionali della sinistra a cui, a questo punto, ha fatto bene il governatore Roberto Occhiuto a ricordare che, dopo la svolta ottenuta dal governo Meloni nella riunione dei ministri europei dell’Ambiente, la speranza di ottenere una moratoria che salvi il porto di Gioia Tauro dalla crisi passa dalle scelte che farà il commissario Paolo Gentiloni, espressione della maggioranza che ha voluto questa tassazione nemica dell’economia europea».
Per Biasi «coerenza vorrebbe che il Pd, adesso, in nome della unità vera che la Calabria ha manifestato sul tema, si rivolgesse direttamente a lui essendo responsabile degli Affari economici dell’Ue, ribadendogli il ruolo straordinario che nello shipping europeo ha il porto calabrese e la crisi mortale che rischia nel caso in cui la tassazione rimanesse nell’attuale configurazione che favorisce i porti di scalo concorrenti sulla costa africana del Mediterraneo». (rrc)
VIBO – Il Pd presenta iniziative per la sanità Vibonese
Mercoledì, a Vibo Valentia, davanti all’Ospedale Jazzolino, si terrà l’iniziativa pubblica del Partito Democratico in merito alla gestione della sanità nel Vibonese.
Intervengono Raffaele Mammoliti, consigliere regionale del Pd, Giovanni Di Bartolo, segretario Federazione PD Vibo, Amalia Bruni, consigliera regionale, Mimmo Bevacqua, consigliere regiona e capogruppo del Pd, Marina Sereni, segretaria nazionale Pd – responsabile sanità.
«Una gestione inappropriata della sanità, purtroppo – si legge nella nota – si ripercuote prima di tutto su operatori e cittadini ma rappresenta anche la misura del livello di civiltà di un territorio, oltre naturalmente a influire sulla crescita sociale e anche economica».
«Sono molteplici gli aspetti e le concause organizzative strutturali che, purtroppo – si legge – caratterizzano la criticità sanitaria del nostro territorio e il rischio di un effettivo indebolimento è sotto gli occhi di tutti, sia per quanto riguarda la rete ospedaliera, sia per quanto riguarda la rete territoriale».
«Ci preme, però – continua la nota – evidenziare la disponibilità di cospicue risorse per mettere in sicurezza presidi e strutture, per migliorare la rete di prossimità attraverso strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria, per ammodernare il parco tecnologico e digitale ospedaliero».
«Si tratta di milioni di euro – viene evidenziato – che, se utilizzati proficuamente, contribuiranno a migliorare la qualità dell’offerta dei servizi e delle prestazioni sanitarie.
La nostra battaglia continuerà sia sul versante delle iniziative, che delle proposte, soprattutto sollecitando chi è chiamato a governare la sanità vibonese a voler garantire l’affermazione dei livelli essenziali di assistenza».
«Infatti, la costruzione del nuovo ospedale – continua la nota – non rappresenta solo un’infrastruttura strategica per il miglioramento della sanità vibonese, che tra l’altro avrebbe dovuto realizzarsi con l’ordinanza di protezione civile, ma rappresenta un’occasione fondamentale per affermare la legalità in questo settore».
«Continueremo a vigilare come gruppo – conclude la nota – e attiveremo un confronto positivo, sollecitando l’attenzione necessaria a tutte le forze sane e democratiche di questo territorio». (rvv)
Quale futuro per il Corap? Il Pd propone sia trasformato in una nuova Agenzia regionale
Porta la firma del consigliere regionale Raffaele Mammoliti, ed è condivisa dal tutto il gruppo del Partito democratico, la proposta di legge che ha come oggetto il rilancio delle politiche industriali e delle attività economiche e produttive in Calabria attraverso la trasformazione del Corap in una nuova Agenzia regionale. La proposta dal titolo “Riordino delle norme in materia di politica industriale, attività produttive, sviluppo economico e istituzione Agenzia regionale sviluppo industriale”, è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede regionale del Pd a Lamezia Terme alla presenza del capogruppo democrat, Mimmo Bevacqua.
Secondo Mammoliti «questa proposta non arriva a freddo, nei mesi scorsi avevo già presentato una interrogazione alla Giunta in merito alla vicenda del Corap, che è in liquidazione coatta. Mi è stato risposto che si stavano interessando non solo dal punto di vista del personale ma anche per dare una nuova funzione a una nuova Agenzia. Io nel frattempo ho esercitato il mio ruolo di azione legislativa presentando questa proposta che prevede tre aspetti importantissimi. Il primo è quello dell’effettiva valorizzazione del know how, delle esperienze e delle competenze maturate in questi anni e che possono dare un notevolissimo contributo alle politiche di sviluppo della regione, il secondo è la trasformazione del Corap in questa nuova Agenzia che dovrebbe consentire alla Regione di riassorbire le funzioni delle politiche industriali con una capacità di programmazione sulle attività produttive e sullo sviluppo economico della regione. Il terzo – sottolinea ancora Mammoliti – è il coinvolgimento dei Comuni, perché finora i Comuni nei quali ricadono aree industriali non sono mai stati coinvolti mentre invece nella nostra proposta hanno un ruolo fattivo. Quindi, interagire insieme per politiche industriali che possano aiutare a rendere le nostre aree industriali più attrattive e competitive anche alla luce dell’orientamento del governo nazionale sulla Zes unica del Mezzogiorno».
«Da un po’ di tempo il Partito democratico sta cercando di mettere in campo proposte serie e credibili discutendo con tutti gli attori competenti e svolgendo una opposizione propositiva e non strumentale dando a chi governa la regione una interlocuzione che possa portare alla migliore sintesi nell’interesse dei calabresi: è questa – ha affermato il capogruppo democrat, Bevacqua – la sfida che vogliamo lanciare anche con questa proposta. Una proposta che punta a colmare i limiti e i ritardi attuali del presidente della Giunta regionale, che soffre della malattia dell’annuncite, producendo provvedimenti in tono roboante ma non calati nella realtà calabrese. Pensiamo alla depurazione: già da ottobre la depurazione Corap doveva passare a Sorical ma ancora, a quanto ci risulta, non c’è nessun atto che va in questa direzione».
In conclusione, Mammoliti ha sottolineato che il gruppo del Pd punta a un confronto costruttivo con la maggioranza di centrodestra. «Rispetto ai provvedimenti sui quali il governo regionale ha chiesto una interlocuzione c’è stata una interlocuzione positiva, tanto è vero che a esempio per la legge sulle politiche attive del lavoro abbiamo presentato emendamenti sia in commissione, e sono stati approvati, sia in Consiglio regionale, e sono stati approvati, e abbiamo approvato quella legge all’unanimità. Invece – rimarca Mammoliti – spesso l’opposizione è stata trattata in maniera ingenerosa: sui Consorzi di bonifica, ad esempio, per i quali abbiamo presentato apposita proposta, non solo non c’è stato il nostro coinvolgimento ma non c’è stato nemmeno l’esame abbinato, che era obbligatorio. Quindi non è vero che il Pd si chiude in un’opposizione sterile, il Pd si apre a una opposizione e a una interlocuzione positiva. Auspichiamo che su questa proposta si possa aprire una interlocuzione con le Rsu, i sindacati, con tutti gli attori che interagiscono sulle attività produttive e naturalmente anche con il governo regionale».
Al termine della conferenza stampa, Mammoliti e Bevacqua hanno incontrato una delegazione di Rsu e organizzazioni sindacali di categoria. (rcz)






