Piazza De Nava, Auddino (M5S): Fermare lo scempio alla memoria

Tra le fila dei contrari al progetto di rifacimento di Piazza De Nava a Reggio Calabria, si è aggiunto anche il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, che ha evidenziato come il progetto «va indubbiamente a minare l’identità storica e culturale della piazza».

Questo perché «prevede – ha spiegato il senatore –la manomissione del monumento celebrativo dedicato a Giuseppe De Nava, che sorge al centro della Piazza, opera realizzata, grazie ad una raccolta di fondi popolare, dal grande scultore polistenese Francesco Jerace nel 1936, un anno prima della sua scomparsa. Nei giorni scorsi cittadini, fondazioni, comitati, associazioni e politici locali hanno già espresso la loro disapprovazione ed io non posso che unirmi all’appello di fermare questo scempio alla memoria».

«Faccio un appello al Ministro Franceschini, alla Regione, Città Metropolitana, Amministrazione comunale di Reggio Calabria, al mondo accademico e a quello dell’informazione, alle forze politiche, ed alla società civile – ha concluso – uniamo le forze e promuoviamo un’ iniziativa pubblica per fermare insieme questo scempio e convinciamo la Soprintendenza a tornare sulla propria decisione! Le piazze sono di tutti e nessuno può pensare di eseguire progetti del genere senza prima ascoltare la voce delle comunità locali». (rrc)

Piazza De Nava, il prof. Aragona: Progetto stravolge identità del luogo

Continua a diventare sempre più ampio la fazione contraria al progetto di demolizione di Piazza De Nava a Reggio Calabria che, come detto dal prof. Stefano Aragona, «stravolge l’idenittà del luogo».

Il prof. Aragona, sentito dalla Fondazione Mediterranea, ha spiegato che «questo progetto stravolge la morfologia urbana, l’identità del luogo, che diverrebbe un “non luogo” del tutto simile a tanti altri posti…».

«Come si fa a scordare la “Carta di Gubbio” del 1960  – ha aggiunto – redatta dall’Associazione Nazionale Centri Storici e Artistici, che proprio ha dichiarato l’importanza del tessuto urbano e non solo dell'”emergenza” storico-architettonica andando oltre la tutela puntuale del 1939? Od anche la Convenzione del paesaggio ed il Codice dei Beni Culturali?».

«Cerchiamo di portare qualità ed identità nelle periferie – ha proseguito – e poi la togliamo ai luoghi che c’è l’hanno? Ricordate Settis, quando nel ricevere la laurea ad honorem in Architettura alla Mediterranea, nella Lectio Magistralis parlò di responsabilità etica di architetti, ingegneri, urbanisti nel loro agire citando Vitruvio. Ed anche Francesco Rosi che ricevette la laurea ad honorem in Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale per il film “Le mani sulla città”… I cittadini, la gran parte delle Associazioni sono contro questo progetto». 

«Quello che serve – ha evideniztao – è un restauro conservativo a scala vasta così come intendeva essere il Concorso di idee del 2010 che fece Barca, allora Ministro della Coesione territoriale, per l’area del Museo Nazionale di Archeologia di Reggio Calabria e per l’area di Pompei e non una distruzione di memoria, storia ed identità locale, elementi di attrazione culturale e turistica a scala nazionale e internazionale».

Si citano, come concettualmente contrari a ogni demolizione, non solo la “Carta di Gubbio”, la “Convenzione del paesaggio”, il “Codice dei Beni Culturali” (che la Soprintendenza con il suo progetto su Piazza De Nava dimostra di non conoscere o volutamente ignorare), ma anche il prof. Settis e regista Francesco Rosi, in occasione del conferimento delle lauree ad honorem dalla Mediterranea, e il ministro Barca con il suo concorso di idee del 2010 per il restauro conservativo dell’area circostante il Museo Archeologico reggino. 

«Insomma, cosa vogliamo di più – si legge in una nota della Fondazione Mediterranea –.  Non c’è un solo accademico, cominciando dal già rettore Bianchi, che si sia espresso positivamente sulla demolizione di piazza De Nava». 

«L’ambiente accademico – conclude la nota – si aggiunge alla sostanziale totalità delle associazioni ambientaliste e professionali, alla unanimità del Consiglio Comunale e a quel più del 90% della cittadinanza reggina che boccia il progetto, che comunque va avanti in spregio alla volontà popolare. Tra gli altri primati negativi di Reggio, purtroppo si corre il rischio di aggiungerne un altro». (rrc)

Le Associazioni ambientaliste contro la demolizione di Piazza De Nava

Le Associazioni Ambientaliste e professionali hanno espresso la loro contrarietà alla demolizione di Piazza De Nava a Reggio Calabria, e hanno chiesto la revisione progettuale partecipata e il rispetto dell’Odg votato all’unanimità dal Consiglio Comunale il 31 gennaio 2022.

Al meeting di studio e analisi organizzato dalla Fondazione Mediterranea, infatti, hanno partecipato le associazioni ambientaliste Fai, Legambiente, Wwf, ArcheoClub dello Stretto, Fareverde, insieme a Europa Verde. Erano presenti i rappresentati di altre associazioni cittadine (Il Circolo Zavattini, l’ass. Naz. Combattenti, l’ass. Da Domani, l’ass. Amici del Museo, il Comitato Area dello Stretto, l’ass. di Club Service, l’ass. Le Muse, ecc) e di categorie accademiche e professionali come la sezione calabrese dell’Istituto Nazionale di Urbanistica e la Società dei Territorialisti.      

La folta e variegata espressione del volontariato reggino ha approvato e deciso di sostenere l’azione fin qui prodotta dalla Fondazione Mediterranea e dal Comitato Civico Piazza De Nava, come peraltro fatto nei giorni scorsi anche da altre organizzazioni, come ad esempio la Fondazione Girolamo Tripodi.  Nel corso della riunione si è ripercorso l’iter che ha prodotto il vero monstrum urbanistico rappresentato dal progetto della nuova piazza De Nava che, demolendo la storia cittadina e la memoria collettiva e l’identità dei luoghi, creerà un “non-luogo” (Marc Augé). I relativi lavori, che dovrebbero partire – con ingiustificata fretta – già dopo le Feste Mariane, dureranno minimo tre anni e ostacoleranno poderosamente le attività museali del Cinquantenario dei Bronzi. 

Si è fortemente evidenziato che, contrariamente a quanto promesso dalla Soprintendenza e dal Segretariato Regionale del MIC in occasione della bocciatura del “Progetto Di Battista / Prosperetti”, non si è avuta una progettazione partecipata che coinvolgesse le associazioni professionali né tantomeno gli ambienti universitari (passaggio che si sarebbe dovuto attuare in fase di progetto preliminare, quindi prima della Conferenza dei Servizi).

Il millantato coinvolgimento dell’Università Mediterranea si è infatti limitato a una relazione tecnica commissionata direttamente alla direttrice del Pau prof.ssa Francesca Martorano, di cui negli ambienti accademici non si sapeva nulla e in cui peraltro non si parla di demolizione.

Una progettualità, quindi, nata all’interno della Soprintendenza e portata avanti senz’alcuna possibilità di intervento esterno (caso unico in Italia di un controllore che è deputato a controllare il proprio stesso operato), che collide frontalmente con gli intessi della Cittadinanza e con l’unanime parere espresso dal Consiglio Comunale nella seduta del 31 gennaio del 2022.

Alla fine della riunione si è concordemente stabilito di: «richiamare l’amministrazione Comunale a rendere cogente – viene spiegato in una nota – quanto stabilito nella seduta consiliare del 31 gennaio 2022; attivare tutte le procedure, anche legali (nonostante sia ancora pendente un procedimento penale aperto dalla Procura reggina), per tentare di modificare il progetto da demolitivo in restaurativo per mantenere la storia e l’identità dei luoghi; stigmatizzare l’operato pilatesco del Ministro Franceschini che, pur sollecitato per ben due volte a intervenire anche con interpellanze parlamentari, come affidando la pecora al lupo, ha incaricato di rispondere prima il dott. Patamia e poi l’arch. Sudano».

Ancora, «evidenziare il disinteresse alla vicenda da parte dei giornalisti reggini operanti sulla stampa nazionale che, tranne una sola accezione, si sono dimostrati interessati solo a venire in città a ritirare premi e presentare libri senza produrre nulla di concreto per Reggio; criticare l’incomprensibile silenzio sulla questione da parte di pur qualificate associazioni culturali reggine; sollecitare il doveroso democratico coinvolgimento della cittadinanza, tramite le associazioni civiche e le organizzazioni professionali, a una rimodulazione e revisione progettuale partecipata».  (rrc)

La Fondazione “G. Tripodi”: Demolizione di Piazza De Nava è delittuosa

La Fondazione “Girolamo Tripodi” è convinta che «siamo giunti al momento in cui occorre fare argine, in maniera unitaria e compatta, per fermare un progetto che colpisce al cuore l’identità storica e culturale di Piazza De Nava».

«Pertanto – si legge in una nota – la Fondazione Girolamo Tripodi ritiene opportuno e necessario far sentire anche la propria voce, unendosi a quanti, a partire dal prof. Pasquale Amato,  dal dott. Eduardo Lamberti Castronuovo e dal dott. Vincenzo Vitale sono impegnati attivamente nella forte e motivata opposizione al progetto del Segreteriato regionale per la Calabria del Ministero per i Beni e le Attività Culturali».

«In particolare, tra le ragioni che intendiamo porre a sostegno della nostra decisa contrarietà – viene spiegato – c’è sicuramente la difesa e la tutela del monumento celebrativo dedicato a Giuseppe De Nava, che sorge al centro della Piazza, di fronte al Museo Nazionale della Magna Grecia». 

«Questa bellissima e complessa opera d’arte, com’è noto – viene spiegato nella nota – è stata realizzata dal grande scultore polistenese Francesco Jerace: fu questo, l’ultimo grande monumento creato dallo scultore, essendo stato eretto nel 1936, un anno prima della sua scomparsa e fu possibile realizzarlo grazie ad una raccolta di fondi popolare scaturita dal bisogno collettivo di esprimere, in tal modo, il ringraziamento sentito del popolo reggino al personaggio che più si era impegnato, nell’opera di ricostruzione della città di Reggio Calabria, dopo il devastante terremoto del 1908».

«Orbene – si legge – da quanto si è potuto apprendere, il progetto, prevede tra l’altro, addirittura, la manomissione del monumento, con la demolizione delle conchiglie di ornamento della fontana, che costituiscono parte integrante dell’opera dell’artista polistenese».

«Questa specifica problematica, integra e completa le forti argomentazioni che vengono presentate per dire “no” – viene spiegato ancora – a un delitto contro la Memoria, l’Identità, la Storia e la Cultura».

«Infine, a proposito del dibattito e delle polemiche di questi giorni circa le manifestazioni per ricordare il Cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace che ricorre nel 2022 – prosegue la nota – ci sembra del tutto evidente per qualsiasi persona dotata di buon senso, che il miglior biglietto da visita per i turisti ed i visitatori che si recheranno al Museo Nazionale non può essere un cantiere aperto che renderà assai complicato anche lo stesso accesso alla struttura museale».

«Ciò consiglia di rinviare ad altra data l’apertura del cantiere e, quindi – viene spiegato – di avere altro tempo a disposizione per un riflessione supplementare da parte del Mibac e, segnatamente, del ministro Franceschini per unA profonda rimodulazione del progetto, al fine di salvaguardare la Piazza De Nava nelle sue peculiariri caratteristiche identitarie e storiche».

«In tal senso, la Fondazione Girolamo tripodi dichiara – conclude la nota –  la propria disponibilità a partecipare a tutte le iniziative che saranno promosse a difesa di Piazza De nava e degli interessi generali della città.

Bisogna ricordare con forza a chi se n’è dimenticato che, a Polistena come a Reggio e dappertutto, le piazze sono di tutti e nessuno può pensare di appropriarsene per altri fini o per perseguire azioni che sono un oltraggio alle comunità locali». (rrc)

Piazza De Nava RC: s’allarga il fronte dei contrari ai lavori

Si è svolta, a Reggio, una riunione di studio e approfondimento sul progetto di demolizione di piazza De Nava progettato dalla Soprintendenza e sulle dinamiche che lo hanno determinato organizzata dalla Fondazione Mediterranea.

Una riunione proficua che, oltre a dare un sostanziale “riconoscimento accademico” al Comitato Civico De Nava, ha decisamente allargato il fronte di chi si oppone alla demolizione da parte della Soprintendenza di uno storico manufatto urbanistico per la creazione di uno “spazio ampio” in cui tenete “mostre, esposizioni ed eventi folkloristici”.

Al meeting ha partecipato una rappresentanza di professori universitari, architetti e ingegneri urbanisti, fino ad ora non coinvolti nella questione né tantomeno aderenti al Comitato Civico Piazza Nava. 

Questa qualificata rappresentanza professionale si è dichiarata d’accordo, dal punto di vista concettuale e scientifico, con le posizioni assunte fin ora dal Comitato e convenuto sulla loro legittimità e sostanziale esattezza: mancato rispetto della storia cittadina, della memoria collettiva e dell’identità dei luoghi; negazione a piazza De Nava dello status d’insieme urbanistico e sua dequalificazione a mera somma di elementi materici di nessuna importanza storica o architettonica; ecc.

Ma, a parte queste considerazioni di ordine urbanistico e storico, si è anche fortemente sottolineato che, contrariamente a quanto formalmente a suo tempo promesso dal dott. Prosperetti e dalla Soprintendenza in esito alla bocciatura del vecchio Progetto Di Battista sulla piazza da parte delle associazioni cittadine, oggi non si è seguita la strada della progettazione partecipata, tant’è che solo dopo l’approvazione del progetto da parte del Comune e per le denunce fatte dalla Fondazione Mediterranea le categorie professionali rappresentate alla riunione ne hanno avuto notizia. 

Il vulnus democratico e di credibilità delle Istituzioni è stato pertanto molto grave: la mancata formale partecipazione delle categorie professionali all’iter progettuale, per non parlare del mancato coinvolgimento della cittadinanza, ha pertanto fatto sì che in Conferenza dei Servizi si presentasse un progetto già definito in tutte le sue parti e approvato da Comune e Città Metropolitana, con l’unica prescrizione comunale la viabilità in via Vollaro. 

È stata sottolineata l’eccessiva fretta da parte della Segreteria Regionale del MIC nel voler definire al più presto tutta la questione senza coinvolgere le categorie professionali per come formalmente promesso, si è fatto notare come la prescrizione comunale circa la viabilità in via Vollaro ha reso di fatto inattingibile il principale obiettivo progettuale di creare uno spazio aperto pedonale a servizio del Museo in continuità con piazzetta Alvaro.

REGGIO – “Mutilato” un lampione a piazza De Nava. La denuncia del prof. Amato

Non se n’era accorto nessuno: in piazza De Nava improvvisamente si scopre uno degli storici lampioni “mutilato”. È rimasta solo la base. La denuncia parte dal prof. Pasquale Amato, apprezzato storico e docente reggino, che ha scritto una lettera al sindaco ff di Reggio Paolo Brunetti.  «Le chiedo – scrive al sindaco il prof. Amato –  di chiarire con Lettera Aperta un fatto increscioso: nell’ingresso davanti al Museo dei Bronzi, di cui in questi giorni il Direttore ci mostra con orgoglio le file davanti all’ingresso,  quello stesso Museo in cui vengono organizzati tanti incontri culturali, a cinquanta metri dalla Biblioteca De Nava (sede anch’essa di una serie di di incontri ed eventi culturali), nessuno si è accorto (o ha fatto finta di non accorgersi, per “farsi i fatti suoi”) che i due splendidi artistici  lampioni che caratterizzavano proprio davanti al Museo l’ingresso della storica Piazza, simbolo della memoria della ricostruzione dopo il 1908, si sono ridotti ad uno perché dell’altro è rimasta soltanto la base.

I lampioni di Piazza De Nava a Reggio

«Ritengo che la cittadinanza reggina abbia il diritto di essere informata su questa  mutilazione.
Passando con l’autobus avevo intravisto qualcosa che mancava nella Piazza. Ero certo di aver preso un abbaglio ed oggi ci sono tornato e ho purtroppo avuto la conferma che era avvenuto ciò che speravo fosse un mio errore. Ho fotografato la base dove si può notare che il lampione è stato divelto. 
La tanto poco gradita demolizione di Piazza De Nava – contro la quale buona parte della Città si oppone anche mediante un Comitato Civico e la Consulta Reggina della Cultura nella sua prima riunione si è espressa all’unanimità  –  è iniziata alla chetichella mutilando uno dei due Lampioni? Oppure c’è un’altra ragione che non conosciamo e vorremmo giustamente essere informati? 
Attendo – assieme alla Città – con urgenza un chiarimento da parte sua come capo dell’Amministrazione».  (rrc)
Il lampione prima della "mutilazione"

L’OPINIONE / Enzo Vitale: Un’offesa il Premio Anassilaos alla Soprintendenza

di ENZO VITALECome lo potremmo definire il Premio Anassilaos alla Soprintendenza? Nella migliore delle ipotesi una sonora scivolata, dando per scontata la buona fede degli organizzatori, che vogliamo ancora credere non adusi al “servo encomio”. Il riconoscimento è un’offesa alla città: piuttosto che essere tutelata dalla Soprintendenza, Reggio è stata oggetto di interventi a lei lesivi, sia dal punto di vista prettamente urbanistico che da quello più generale culturale. Di ciò si hanno eclatanti esempi che, pur non entrando per brevità nel loro merito, è utile ricordare: pavimentazione del Corso Garibaldi, resti archeologici in piazza Garibaldi, Lido Comunale, progetto demolitivo su piazza De Nava. Sono casi di devastazione del centro urbano che tutti hanno sotto gli occhi e che non necessitano di ulteriori descrizioni.

Reggio è afflitta da troppi premi, il più delle volte autosollecitati, con una sostanziale perdita di credibilità del premiante. Il Premio Anassilaos si pone in questo svilente trend con l’aggravante che la motivazione del premio assegnato alla Soprintendenza è palesemente una forzatura.

Oltre agli esempi appena citati, di pubblico dominio, dobbiamo evidenziare due perle di saggezza urbanistica dei nostri. In conferenza dei servizi, nel corso dell’audizione della progettista della demolizione di piazza De Nava, arch. Giuseppina Vitetta, si è verbalizzato il concetto che di un manufatto storico, per conservarne la memoria, basta non mandare in discarica i resti della sua demolizione ma utilizzarli per una nuova costruzione. Tale concetto è stato fatto proprio dalla Commissione Regionale Cultura, presieduta dal segretario regionale del Mic, dott. Salvatore Patamia, e di cui era componente l’attuale soprintendente reggino, arch. Fabrizio Sudano. Quest’ultimo, forse resosi conto dell’enormità di quanto avallato, con una comunicazione formale diffusa anche sulla stampa, in un momento successivo ha cambiato idea, condividendo l’assunto presente nel progetto esecutivo su Piazza De Nava: il materiale lapideo di pregio, residuante della demolizione della piazza, non verrà usato per la sua pavimentazione bensì come “paracarri” ovvero dissuasore di parcheggio nelle strade adiacenti. Anche a queste perle di saggezza urbanistica viene assegnato il Premio Anassilaos.

Sulla base di queste documentate considerazioni, ritenendo che il Premio Anassilaos non dovesse essere attribuito alla Soprintendenza, ne chiediamo formalmente il suo ritiro, coerentemente peraltro con la posizione critica assunta in precedenza dall’Anassilaos sul progetto demolitivo della Soprintendenza su Piazza De Nava. Per coerenza, infatti, pur non entrando nel merito della risibile motivazione, non si sarebbe dovuto assegnare un premio a una struttura il cui operato si è in precedenza stigmatizzato. (ev)

L’OPINIONE / Enzo Vitale: Va avanti il progetto demolitivo di Piazza De Nava nonostante il dissenso

di ENZO VITALE – Una gara bandita e vinta, lavori assegnati e un progetto che va avanti nonostante l’unanime dissenso del Consiglio Comunale. Questa si chiama arroganza del potere, di un potere amministrativo sordo a qualsiasi input che non provenga da suoi interessi, certamente legittimi ma che collidono con l’interesse pubblico. Oggettivi dubbi e incongruenze macchiano il progetto esecutivo, sostanzialmente copia di quello definitivo approvato in conferenza dei servizi, che a sua volta era un copia e incolla di quello preliminare nato all’interno della Soprintendenza a firma dell’arch. Giuseppina Vitetta.

Citiamone solo una di queste incongruenze. La Soprintendenza afferma che (nota stampa del 24 aprile) “Non esistono vincoli diretti sui monumenti presenti nell’Area né su alcuno degli elementi materiali che compongono la piazza” e che “L’Area del Museo e di piazza De Nava, comprese le immediate adiacenze, non è interessata da vincoli archeologici derivanti da appositi provvedimenti di tutela sia diretta che indiretta”. La prima affermazione collide con il vincolo paesaggistico ambientale, certificato dal Comune, e con il vincolo naturalmente presente su ogni monumento storico. La seconda è più grave, anche se meno evidente, perché è la stessa Soprintendenza ad aver posto in passato vincoli di natura archeologica su tutta l’Area.
Soprattutto per questo motivo è abortito un progetto del Comune che nel 2007 avrebbe voluto restaurare la piazza sostituendone la pavimentazione. Addirittura la Soprintendenza ha in quell’occasione imposto: la presenza di un suo funzionario ai lavori di scavo, peraltro superficiali, per il rifacimento dell’impianto di illuminazione; l’effettuazione di rilievi fotografici prima e dopo il restauro dei bordi delle aiuole, in pietra tufacea di nessuna importanza. Tutto questo minuzioso e capillare controllo su un progetto del Comune, derivante da precisi vincoli posti dalla Soprintendenza, si scioglie come neve al sole quando il progetto nasce all’interno della stessa struttura di controllo. Ed è soprattutto a causa di questa inversione di giudizio a 180 gradi che è stato aperto un procedimento penale.
A questo punto è legittimo il sospetto di interessi personali a effettuare comunque e presto i lavori, avanzato sui social dalla cittadinanza? (Peraltro, caso unico in Europa, in Italia le percentuali spettanti agli aventi diritto sull’ammontare del progetto scattano a inizio lavori e non alla loro fine). La posizione della Fondazione Mediterranea è sempre stata chiara: gli interessi vi sono, sono legittimi e tutelati dalle leggi ma collidono con gli interessi della collettività. Cosa fare, quindi? Un passaggio ineludibile è che la Soprintendenza dica chiaramente quanto sarà l’importo che spetterà ai progettisti e ai funzionari interni alla Soprintendenza e alla Segretaria Regionale del MIC.
Da una sommaria analisi delle carte fatte in corso di Conferenza di Servizi, mi sembra di ricordare la cifra di € 270.00 (duecentosettantamila) per il solo progetto, più altre somme (tra il 2 e il 4 per certo) fino ad arrivare a ben oltre il 10% dell’importo complessivo. Si può sbagliare sull’esattezza dei numeri, non certo sul fatto che i numeri comunque vi siano.
È un obbligo etico della Soprintendenza dichiarare i propri legittimi interessi, anche per mettere definitivamente fine a chiacchiere e illazioni. (ev)

L’OPINIONE / Enzo Vitale: Va avanti il progetto demolitivo di Piazza De Nava

di VINCENZO VITALE – Dopo ben tre mesi dalla prima richiesta effettuata per Pec, dopo un sollecito effettuato dal legale della Fondazione Mediterranea e un minacciato esposto all’Autorità nazionale anticorruzione, Anac, forse anche a seguito dell’interpellanza parlamentare dell’on. Francesco Cannizzaro, finalmente la Soprintendenza reggina si è decisa a dare riscontro positivo all’accesso agli atti. Si è così ottenuto il link di accesso per visionare il progetto esecutivo della prevista demolizione di piazza De Nava.

Ma perché tanta ritrosia a rendere di pubblico dominio qualcosa che è nel diritto della cittadinanza conoscere? Si capisce leggendo le carte, quelle prodotte dopo la chiusura della Conferenza dei Servizi, nel cui verbale conclusivo si prometteva di rendere meno impattante il progetto esecutivo: non vi è stata alcuna revisione progettuale e, con un banale copia e incolla, si va spediti verso la distruzione della memoria architettonica reggina della ricostruzione dopo il sisma del 1908, nonostante l’unanime OdG del Consiglio Comunale che rispecchia l’orientamento dell’assoluta maggioranza della cittadinanza.
In poche parole, dell’attuale piazza De Nava non resterà nulla ovvero verrà spianata a zero per realizzarvi al suo posto uno “spazio aperto” in cui ospitare “mostre ed eventi folkloristici”.
Le parole rassicuranti del Segretario regionale del Mic, dott. Salvatore Patamia, e del Sovrintendente reggino, arch. Fabrizio Sudano, non hanno un riscontro fattuale. Si aveva ragione, quindi, a non dare loro credito. I nostri hanno scientemente mentito alla cittadinanza o si sono semplicemente arrampicati sugli specchi per tentare di giustificare l’ingiustificabile distruzione della memoria civica e dell’identità dei luoghi?
Un’unica concessione è stata fatta, ma è un plateale insulto al buon senso oltre che ai canoni urbanistici. I pilastrini non verranno buttati in discarica (le transenne si) ma saranno riutilizzati come “paracarri” o dissuasori di parcheggio sui marciapiedi delle vie adiacenti alla piazza: Romeo, Tripepi e Vollaro. Che mesta fine per un esempio di architettura razionalista italiana voluta da Camillo Autore per cordonare la sua piazza De Nava.
Testuale dal progetto: “La nuova collocazione permette l’utilizzo dei pilastrini con funzione di paracarri che eviteranno il parcheggio sui marciapiedi. Il mantenimento nell’invaso dello spazio di Piazza De Nava ne preserva il valore di testimonianza storica”. È la linea sostenuta in Conferenza dei Servizi: per mantenere la memoria di un insieme architettonico è sufficiente il riutilizzo del suo materiale lapideo di pregio, non più da usare per la pavimentazione, come allora proposto dall’arch. Vitetta, ma restaurato e usato come “paracarri”. Che vergogna.
Ma c’è dell’altro. Come ben evidente nel rendering, in ben cinque riproduzioni si vede chiaramente il basamento della statua mutilato delle simmetriche fontane in stile liberty. I nostri travet della Soprintendenza devono rispondere alla cittadinanza, se non in sede giudiziaria, di questo loro accanimento distruttivo e giustificarlo, se riescono, in un pubblico dibattito.
Essere buoni servitori dello Stato significa anche ammettere i propri errori e porvi riparo in un’ottica di maggiore interesse della collettività, senza trincerarsi in proposizioni offensive del comune buon senso oltre che di condivisi canoni estetici ed urbanistici. (ev)

Il Restyling di Piazza De Nava arriva al ministro Franceschini

È grazie a una interpellanza presentata dal deputato di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, che la questione del restyling di Piazza De Nava di Reggio Calabria è arrivata sul tavolo del ministro alla Cultura, Dario Franceschini.

«Seguo la vicenda del progetto di ammodernamento di Piazza De Nava sin dagli albori – ha spiegato Cannizzaro –. Sono rimasto in posizione defilata fino ad una decina di giorni fa, finché la Fondazione Mediterranea, il Comitato Civico ed altre associazioni culturali reggine non mi hanno investito della questione, chiedendomi di intercedere direttamente con il Ministro. Ho preso un impegno e sto cercando di portarlo avanti».

«Nei giorni scorsi – ha proseguito – ho fatto già presente per le vie formali la vicenda Piazza De Nava al Ministro, attraverso la presentazione di una interpellanza parlamentare urgente. Ma vista l’importanza che la questione ha per la Città e l’alto interesse che riscuote nella cittadinanza, ho voluto sottoporla alla sua attenzione personalmente. L’ho incontrato e ne abbiamo parlato a lungo».

«Attendo riscontri già nei prossimi giorni – ha detto ancora –. Personalmente ho inteso farmi carico delle istanze della cittadinanza, dei comitati spontanei e delle associazioni culturali, rimaste finora inascoltate o prive di risposte, dopo essere stato ospite della Fondazione Mediterranea, da annoverare tra gli oppositori più fermi al progetto così come è stato pensato e approvato dalla Soprintendenza».

«Il Ministro Franceschini – ha detto ancora – ha assunto l’impegno di verificare nel più breve tempo possibile tutto l’iter ed entrare nel merito della questione – spiega ancora il parlamentare calabrese – Ho fatto mie le rimostranze del pubblico sentire e le ho fatte presenti al primo difensore della Cultura italiana. Non escludo che, nelle prossime settimane, voglia anche ricevere una delegazione in rappresentanza delle associazioni che tanto si stanno battendo in difesa della storia e dell’identità cittadina».

«Intanto – ha concluso – l’aspetto fondamentale è che la questione Piazza De Nava sia arrivata per la prima volta a Roma, al Ministero e direttamente sulla scrivania del Ministro competente anche brevi manu, accompagnata da una lucida spiegazione basata su validi elementi. Credo ci siano tutte le condizioni affinché la questione possa essere affrontata. Ad ogni buon conto, la voce di Reggio anche stavolta è arrivata fino al diretto interessato a Roma. Continuerò a seguirla fino ad avere dei riscontri concreti». (rrc)