A Trebisacce con il Comitato Elette Alto Jonio si parla di Commissioni e Pnrr

Domani mattina, a Trebisacce, nella Sala Consiliare di Piazza della Repubblica, con il Coordinamento Elette Alto Jonio si parlerà della Formazione delle commissioni e proposte operative anche nell’ottica del Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza.

Lo hanno reso noto la consigliera delegata alle politiche sociali e pari opportunità, Antonia Roseti, insieme al sindaco Alex Aurelio.ù

«Incentivare ogni strategia utile per promuovere la parità di genere e contrastare, in ogni ambito, tutte le forme di violenza fisica, verbale e psicologica che possano ferire, minacciare e ledere la dignità, la sensibilità e la libertà della donna, era e continua ad essere un impegno prioritario per l’Esecutivo», ha spiegato la consigliera Roseti.

Approvato già dal consiglio comunale di Trebisacce, il Patto siglato nello scorso mese di novembre dal Coordinamento, iniziativa nata su impulso di Maria Rita Acciardi, già sindaco di Amendolara e consigliere comunale della stessa città, coinvolge i comuni di Albidona, Alessandria del Carretto, Amendolara, Canna, Castroregio, Cerchiara di Calabria, Francavilla Marittima, Montegiordano, Nocara, Oriolo, Plataci, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, San Lorenzo Bellizzi, Trebisacce e Villapiana. (rcs)

Deserti sanitari, Tavernise (M5S): Il Pnrr opportunità solo se sfruttato

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, a commento del report realizzato da Cittadinanza Attiva sulla carenza di camici bianchi in rapporto alla popolazione, ha ribadito che il «Pnrr è un’opportunità solo se sfruttato».

«Il dato che più desta stupore – ha spiegato – prima dell’esiguo numero di cardiologi in rapporto alla popolazione di Crotone, o di quello dei ginecologi, in rapporto alla popolazione di Reggio Calabria, è uno: per stessa ammissione dell’associazione Cittadinanza Attiva i dirigenti sanitari si rendono indisponibili o si dichiarano ignari dei dati sanitari richiesti».

«La sottrazione di chi opera nel mondo sanitario – ha proseguito – alla richiesta di informazioni semplici, quale il numero dei medici di medicina generale nella propria regione, è sintomatico di una cattiva amministrazione delle politiche sanitarie. Tanto non può non mettere in discussione l’opportunità che in tema di sanità viene offerta, anche alla Calabria, dal Pnrr. Senza piena coscienza dell’operatività di tutto il personale sanitario operante sul territorio regionale, quale personale si pensa di inserire nei previsti ospedali e case di comunità?».

«Se queste sono le premesse – ha concluso – come le vecchie case della salute le nuove strutture sanitarie, che si vorrebbero più prossime ai territori, rischiano o di non nascere proprio o di nascere monche. E a pagarne le conseguenze, come sempre saranno i cittadini che chiedono di non dover percorrere centinaia di chilometri di strade sferrate per accedere al pronto soccorso. Dove ovviamente troverebbero un medico, forse, di turno». (rrc)

Perciaccante (Ance): Pa e caro materiali sta rallentando attuazione del Pnrr

«Il settore delle costruzioni ed il Sud sono centrali nella realizzazione degli obiettivi del Pnrr. Purtroppo alcuni elementi ne stanno significativamente rallentando l’attuazione: il funzionamento della Pubblica Amministrazione ed il caro materiali». È quanto ha denunciato il presidente di Ance Calabria, Giovan Battista Perciaccante, al convegno Pnrr per il Sud che verrà svoltosi a Lecce.

Presenti la presidente nazionale di Ance, Federica Brancaccio e il ministro per gli Affari Europei, Raffaele Fitto.

Alla tavola rotonda, moderata da Nicola Porro ed alla quale hanno preso parte anche l’Anci e la Regione Puglia, Perciaccante ha sottolineato l’importanza delle misure previste dal Pnrr e le dinamiche di sviluppo che potrebbero essere generate nel Sud e, di conseguenza, nell’intero territorio nazionale. Infatti dei 222 miliardi di euro, 108 mld interessano il comparto delle costruzioni. Di questi ultimi oltre 45 miliardi riguardano il Sud. 

«Ai ritardi sul fronte Pnrr si aggiungono quelli accumulati nella spesa dei fondi comunitari. Ne è un esempio il Fesr – ha sottolineato Perciaccante – il cui avanzamento della spesa al 31 ottobre 2022, secondo le elaborazioni Ance sui dati della Ragioneria Nazionale dello Stato, vede la Calabria in coda alla classifica con il 48%, a fronte di una media nazionale del 66%».

Rispondendo alle domande del giornalista, il presidente Perciaccante ha avuto modo di sottolineare la partenza lenta che si è registrata nell’attuazione del Pnrr con una spesa realizzata pari a 20,5 mld contro i 33,7 previsti. 

Il grado di efficienza della P.A., soprattutto nel Sud del Paese, trova collocazione fra gli ultimi posti nella graduatoria europea. Difficoltà che vengono accentuate dalla centralità che il Pnrr affida proprio ai Comuni per l’attuazione degli interventi. Cosa quest’ultima di grande rilievo poiché lo sviluppo dal basso è fondamentale per cogliere al meglio le specificità territoriali, ma che si scontra con una burocrazia sempre meno specializzata e sempre più anziana. L’età media nella P.A. è infatti salita a 55 anni ed oltre 1/3, nel Sud, ha più di 60 anni.

«È necessario perciò – ha sottolineato il presidente di Ance Calabria e del Comitato Mezzogiorno dell’Ance – puntare sui giovani, formarli ed adeguatamente retribuirli per implementare ed innovare una P.A che da troppi anni non registra turn over. Sarebbe anche un incentivo a trattenere i troppi giovani laureati che vanno via da territori come la Calabria». 

Sul versante del caro prezzi per Giovan Battista Perciaccante «non è più rinviabile la necessità di una rimodulazione del Pnrr per poter adeguare le condizioni di appalto dei lavori alle mutate condizioni del mercato. Solo a titolo di esempio: +37,2% l’acciaio, +142,5% l’energia, + 34,3% il bitume, +179,7% il gas. Questi pochi numeri stanno a testimoniare il perché è necessario intervenire, soprattutto per evitare che le gare d’appalto, come sta succedendo, vadano deserte».

Luci ed ombre dunque che possono essere dissipate secondo i massimi rappresentanti del sistema nazionale Ance con una nuova e più forte consapevolezza che investire nel Sud significa investire nel futuro del Paese. (rmm)

 

L’OPINIONE / Ugo Bianco: Serve nuovo modello organizzativo in Calabria per pubblica amministrazione

di UGO BIANCOLa riforma della pubblica amministrazione rappresenta uno dei principali obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Attraverso nuove norme e procedure amministrative si sta cercando di affermare la riorganizzazione dell’apparato amministrativo pubblico. Un sistemi di gestione antiquati, e con scarsa capacità di rigenerarsi ed adeguarsi alla modernità in autonomia. Possiamo riassumere in tre punti principali la genesi di questa riforma.

In primo luogo, possiamo parlare del concetto di “Accesso” per spiegare come si è voluto rendere più snello ed efficace l’iter di selezione del personale. Sul piano attuativo hanno preso corpo dei criteri di reclutamento veloci ed efficaci capaci di creare un contenitore di informazioni sull’intero capitale umano. In secondo luogo, parliamo di “Buona Amministrazione” per definire la semplificazione delle norme e delle procedure in materia di approvazione dei progetti per gli impianti di riciclo, per le energie rinnovabili e per le infrastrutture digitali. In terzo luogo, la “Digitalizzazione” che ha stabilito i criteri per la nascita di una piattaforma idonea alla selezione del personale con l’obiettivo di costituire un aggregato di competenze.

In questo contesto sono chiamati a ricoprire un ruolo di primo piano regioni, province, comuni insieme ad altri enti territoriali a cui verrà affidata una cospicua somma di denaro nell’ambito delle risorse stanziate dal Pnrr. Sono 66,4 mld destinati agli enti territoriali. Alla Calabria ne verrà stanziata una parte, ma bisogna fare presto nella predisposizione dei progetti e dare centralità a nuove politiche locali. Almeno per quanto riguarda i vari settori della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici come la sanità, la scuola, la viabilità ed infrastrutture che favoriscono gli scambi commerciali.

Il vero nodo da sciogliere è avere più disponibilità di risorse umane ad alta professionalità, capaci di mettere in campo strategie e progetti efficaci a grande impatto socioeconomico. Ma come ben sappiamo, gli enti territoriali, singolarmente, non dispongono di risorse e personale con competenze specifiche da destinare alle opportunità del Pnrr. Proprio su questa criticità, bisogna fare una riflessione e pensare ad un nuovo modello organizzativo capace di migliorare la pianificazione e gestione delle risorse.

Credo sia necessario un modello organizzativo basato sulla partecipazione e la condivisione di più enti, vicini tra loro, con le stesse caratteristiche strutturali, culturali e sociali, che diano vita ad una co-programmazione green, capace di creare un valore aggiunto allo sviluppo della nostra terra. Solo così sarà possibile traghettare la Calabria verso una nuova stagione di politiche sociali più eque, sistemi produttivi più sostenibili e una pubblica amministrazione più efficace ed efficiente al servizio dei cittadini e del progresso. (ub)

[Ugo Bianco è dirigente nazionale Associazione Nazionale Sociologi]

Il Pd Calabria: Esclusione dai fondi del Pnrr per rete idrica un fallimento

Il gruppi Pd in Consiglio regionale ha definito «un fallimento» l’esclusione della Calabria ai fondi del Pnrr per gli interventi sulla rete idrica.

«Il decreto ministeriale – ha spiegato il PD – che ha passato in rassegna i progetti predisposti dalle Regioni in ordine alla linea di finanziamento M2C4-I4.2 relativo alla “Riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione il monitoraggio delle reti”, ha escluso la nostra Regione».

Un’esclusione a cui i dem calabresi chiedono spiegazioni alla Giunta regionale, lanciando il proprio allarme per un provvedimento che rischia di rendere ancora più grave la crisi idrica che attanaglia i Comuni calabresi.

«Il progetto elaborato dall’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche Calabria – viene spiegato – che prevedeva “gli interventi per l’efficienza delle reti di distribuzione idrica dei Comuni della Calabria di terza fascia di grandezza (6-10mila abitanti) per un importo complessi pari ad Euro 32.897.844,74” è stato ammesso, ma non finanziato per mancanza di fondi. Si tratta della seconda battuta d’arresto per il comparto, in quanto la prima volta la Calabria era stata esclusa per una questione burocratica attinente alla mancanza di alcuni documenti da allegare alla proposta».

«Adesso la domanda proposta da Arrical è stata ammessa – hanno proseguito – ma non finanziata e ha ottenuto un punteggio molto basso (14), a dimostrazione di una palese incapacità progettuale. Il risultato, dunque, è lo stesso e a pagarne il prezzo saranno i cittadini calabresi che continueranno a patire i disservizi idrici nei Comuni di appartenenza che non avranno la possibilità di realizzare gli interventi previsti».

«L’annunciata rivoluzione nel settore, con la creazione frettolosa della nuova Autorità di gestione – ha detto ancora il gruppo del Pd – evidentemente non ha portato ai risultati sperati: la Regione continua ad essere esclusa dai finanziamenti europei che erano indispensabili per cominciare a rendere efficiente la rete idrica. Il presidente Roberto Occhiuto e la sua giunta facciano chiarezza su quanto avvenuto e spieghino al Consiglio regionale come si intende porre rimedio».

«In ogni caso – conclude la nota – una maggiore concertazione e un maggiore confronto, anche e soprattutto con gli amministratori locali, è un punto dal quale non si può prescindere se davvero si vuole dare una speranza di sviluppo alla Calabria. Il presidente Occhiuto rifletta e inizi finalmente a capire che il decisionismo non serve se non si ha la capacità e l’umiltà di fare sistema. Lo diciamo  per il suo bene, ma soprattutto avendo rispetto dei calabresi che aspettano risposte ai loro atavici problemi». (rrc)

Il Piano Strategico della Metrocity RC all’esame della Cabina di Regia

Nella Sala del Consiglio Metropolitano di Palazzo Alvaro, si è svolto l’incontro della Cabina di Regia del Pnrr, dove è stato esaminato il Piano Strategico della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Molti gli spunti offerti nel corso di un confronto arricchito dalla partecipazione di Luca Bianchi, direttore nazionale della Svimez, Associazione per lo Sviluppo dell’industria del Mezzogiorno, cui è assegnato un ruolo di collaborazione importante nella stesura complessiva del documento di programmazione per come indicato nelle linee di mandato del sindaco Giuseppe Falcomatà.

Il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, insieme al Consigliere delegato Giuseppe Giordano, al Direttore generale, Umberto Nucara, ed al Dirigente del Settore, Pietro Foti, che hanno lavorato fino ad oggi alla stesura della bozza del Piano Strategico, ha posto all’attenzione dei rappresentanti dei vari gruppi d’interesse territoriali i dettagli del documento, sottolineando le ambizioni e le peculiarità emerse nello studio che ha tenuto in considerazione le ampie e variegate potenzialità di un territorio esteso su 97 Comuni e che contempla al suo interno, peculiarità unica tra le Città Metropolitane italiane, un Parco nazionale.

Dall’incontro, molto partecipato e ricco di interessanti spunti, sono nate numerose idee che andranno a completare la stesura definitiva dell’importante strumento di pianificazione, posto a breve al vaglio del Consiglio Metropolitano.

«Il Piano Strategico – ha spiegato Versace – riveste un’importanza fondamentale per lo sviluppo futuro del nostro territorio. L’illustre presenza del Direttore dello Svimez, Luca Bianchi, che ringraziamo per l’attenzione specifica che ha voluto dedicare al nostro territorio, ha sancito, ancora con più forza, l’autorevolezza dell’Ente che, con il sindaco Falcomatà ed il direttore Nucara, ha fortemente voluto il coinvolgimento e la partecipazione dell’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno in quella che rappresenta una delle fasi strategiche determinanti per la vita delle comunità».

Nel ringraziare il consigliere delegato Giuseppe Giordano per il lavoro svolto, il sindaco facente funzioni ha ribadito «l’intensa attività della macchina politica ed amministrativa della Città Metropolitana che, con dedizione, impegno e sacrificio ha prodotto un documento inclusivo, partecipato e rispettoso delle necessità e delle aspettative del comprensorio, per le quali ancora nel corso dell’odierno incontro sono pervenute interessanti suggestioni».

Per il consigliere Giordano, «il Patto Strategico potrà diventare un vero e proprio Patto sociale». «La sessione odierna della Cabina di regia – ha spiegato il delegato che durante il suo intervento ha ringraziato i Consiglieri Scionti e Marino che, prima di lui, hanno lavorato alla stesura del piano – ha consegnato un ulteriore momento di condivisione e coesione».

«È servito un processo lungo e consapevole – ha continuato – che ha accolto le enormi potenzialità e le tante sollecitazioni del territorio, offrendo appieno quel senso di comunità decisivo per una crescita complessiva delle nostre realtà». Partecipazione, condizione e sinergia sono stati i termini maggiormente utilizzati dal consigliere Giordano per illustrare «un lavoro autorevole e capace di offrire indicazioni che verranno messe a frutto in una prospettiva che ci dovrà vedere, inevitabilmente ed ovviamente, impegnati».

«Quella di oggi – ha concluso – è stata soltanto una tappa. Seguirà, infatti, l’approvazione definitiva del Piano che dovrà orientare lo sviluppo dei prossimi decenni».

Il direttore dello Svimez, Luca Bianchi, ha parlato di «un momento di riflessione molto importante, un capitale di indiscutibile ricchezza, durante il quale abbiamo valorizzato le potenzialità di un territorio che mette insieme diverse potenzialità che riguardano sia i suoi trasporti marittimi sia un tessuto produttivo da ampliare, migliorando la qualità dei servizi».

«Abbiamo di fronte una straordinaria occasione – ha affermato – rappresentata anche dalle risorse del Pnrr. C’è bisogno di mettere insieme i territori e questo odierno è un ottimo esempio di come decine di Comuni collaborino per costruire un piano condiviso ed efficace».

«Adesso – ha concluso il direttore dello Svimez – si deve lavorare e porre all’attenzione nazionale le esigenze di un’area del Mezzogiorno che non aspetta altro d’avere risorse ed opportunità per dare un contributo sostanziale alla crescita del Paese». (rrc)

REGGIO – Pnrr, nuovi fondi del Pnrr per Associazioni e Comuni per il sostegno alle fragilità

Sono in arrivo i primi 21 milioni dei 118 previsti dal primo bando del Pnrr sui Piani urbani integrati e destinati alla Città Metropolitana di Reggio Calabria per la Rigenerazione urbana. Il sindaco f.f. della Metrocity, Carmelo Versace, si è detto «particolarmente felice per un lavoro che inizia a dare i suoi frutti».

Il Consiglio Metropolitano, infatti, ha approvato cinque interventi specifici.

Nel corso del dibattito in aula, infatti, Versace ha ricordato «le attività della cabina di regia che ha visto il coinvolgimento dei 97 Comuni metropolitani». Nel dettaglio, 12 milioni saranno dedicati ad un intervento integrato per la Mobilità del Comune di Reggio Calabria, altri 5 milioni saranno riservati alla rifunzionalizzazione ecosostenibile di immobili esistenti e destinati ai servizi metropolitani, il Settore Innovazione sarà al centro di due misure per la Piattaforma di monitoraggio, controllo e gestione di flussi dati pari a 2 milioni ed un altro milione e mezzo per la Piattaforma digitale del Welfare, mentre un milione interesserà un piano per il settore Pianificazione.

«Oggi – ha detto Versace – veniamo ripagati per la scelta di indire la riunione plenaria dei sindaci dei 97 Comuni che, insieme, hanno scelto sul destino delle proprie comunità». Nel merito, il consigliere Giuseppe Sera ha sottolineato «il rispetto degli obiettivi raggiunti» ed ha espresso un plauso per «le buone prassi politico-amministrative, come la cabina di regia, diventate esempio nazionale». Sera ha, quindi, evidenziato «il metodo di condivisione, concertazione e sinergia istituzionale fra l’Ente sovraordinato e quelli che hanno un territorio specifico da tutelare».

Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere Giuseppe Giordano: «La Città Metropolitana è stata virtuosa nel coordinare le diverse istanze guardando ogni traiettoria possibile utile a sviluppare sinergie ed energie che derivano da un’attività di programmazione e pianificazione che porteranno al prossimo Piano strategico metropolitano».

L’aula “Repaci”, nella seduta odierna, si è confrontata anche su importanti interventi per i settori della Viabilità e delle Politiche sociali. In particolare, è stata votata favorevolmente una variazione in entrata al Bilancio di Previsione 2022-2024, per 3,3 milioni di euro derivanti da fondi dei “Patti per il Sud” che rischiavano di andare persi per inadempienze di alcuni Comuni che non potevano scrivere le obbligazioni giuridicamente vincolanti entro 31 dicembre. La Città Metropolitana, quindi, ha recuperato le somme destinandole a misure di messa in sicurezza di strade lungo le varie dorsali Tirrenica, Centro e Jonica come il tatto della rotatoria di Cinquefrondi, nei pressi di un’area commerciale e teatro di svariati incidenti, la rotatoria di Lumbrichi o le direttrici mare-monti lungo la tratta Bova-Sant’Eufemia d’Aspromonte.

«L’obiettivo – ha spiegato il sindaco facente funzioni Versace – è quello di aumentare il coefficiente di sicurezza attraverso il rifacimento del manto stradale, delle gabbionate, della pulizia delle cunette, del ripristino delle segnaletiche orizzontali e verticali». Sul punto, il consigliere delegato ai Patti per il Sud, Giuseppe Sera, ha sottolineato «il repentino e puntuale intervento della Città Metropolitana volto a scongiurare la perdita di risorse indispensabili per i territori». Per questo motivo, Sera ha ringraziato i settori e, in particolare, gli staff dei dirigenti Pietro Foti e Lorenzo Benestare per «essersi dimostrati pronti a reinvestire le somme».

Via libera, poi, a 5 milioni di euro da destinare a lavori di rifacimento e messa in sicurezza dei segmenti stradali lungo la SP 1 Dir. tra i Comuni di Taurianova-Molochio-Terranova Sappo Minulio e Varapodio, partendo dal tratto prospiciente l’Ospedale di Oppido Mamertina. Il disco verde è arrivato anche per un’altra variazione in entrata al Bilancio pluriennale, pari ad oltre 4 milioni di euro, da riservare al rinnovo del parco rotabile automobilistico utilizzato per lo svolgimento dei servizi di trasporto pubblico locale. Il Consiglio Metropolitano, successivamente, ha approvato l’ingresso operativo di Castore all’interno di Palazzo Alvaro. Alla società “in house”, infatti, sono stati affidati i servizi di pulizie degli immobili della Città Metropolitana. Sul punto, il sindaco facente funzioni Carmelo Versace ha espresso «un grosso in bocca al lupo per questo percorso, già iniziato da un punto di vista formale, che dal primo gennaio diventerà sostanziale».

Infine, spazio alle Politiche sociali con l’approvazione di sei importanti interventi per i quali è stata necessaria una variazione di bilancio per 720 mila euro. In particolare, dopo la relazione del consigliere delegato al Welfare, Domenico Mantegna, sono stati accolti favorevolmente nuovi avvisi pubblici per l’erogazione di sussidi a sostegno delle persone non vedenti, non udenti e/o sordocieche per 120 mila euro (divisi su due diversi bandi), con disturbo dello spettro autistico per 120 mila euro, rivolti agli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti per la selezioni di progetti di utilità sociale da realizzare sul territorio della Città Metropolitana per 40 mila euro, per selezionare proposte in partenariato con Enti del Terzo settore per 180 mila euro ed un avviso destinato ai Comuni rivolto a programmi di utilità sociali per 260 mila euro.

Un plauso è arrivato dal consigliere Sera che ha ringraziato il delegato Mantegna ed il settore per «averci consentito di votare questa delibera». «Qualsiasi euro speso per andare incontro alle persone speciali del territorio – ha aggiunto Sera – va accolto con grande entusiasmo».

Pnrr, il sindaco di Caloveto Mazza: Sono a rischio le opere dei Comuni

Sono a serio rischio le opere dei Comuni per il Pnrr. È la denuncia fatta dal sindaco di Caloveto, Umberto Mazza, nel corso dell’evento dell’Asmel – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali svoltosi a Napoli.

«Se non interverranno concrete ed urgenti iniziative di solidarietà – ha spiegato il primo cittadino – snellimento e sostegno da parte del Governo centrale ai comuni, soprattutto ai piccoli comuni, per fronteggiare e superare la quantità di passaggi burocratici cui adempiere e la complessità della documentazione da fornire, un binomio spesso maniacale che blocca la messa a terra delle opere già in fase di avanzamento, quella che oggi è ancora una corsa contro il tempo (22 miliardi di euro in gara) rischia di diventare un fallimentare pantano per tutta l’Italia».

Insieme al sindaco Mazza erano presenti anche il vicesindaco Francesco Salatino e gli assessori comunali Vittorio Mazza e Giuseppe Sapia.

Ospitato a Palazzo Caracciolo, a Napoli, all’evento che ha visto l’adesione di più di 4 mila amministratori, oltre il 50% dei territori italiani, hanno preso parte e sono intervenuti, tra gli altri, anche il sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri, Giuseppina Castiello ed il sindaco di Benevento e già ministro Clemente Mastella.

Facendo proprio l’appello lanciato dal Sottosegretario Castiello il sindaco ha sottolineato come il rischio che salti tutto è reale, soprattutto nei comuni meridionali, ipotecati da scarsità di risorse economiche ed umane e da una ridotta se non inesistente capacità organizzativa strutturale.

«La nostra amministrazione – ha concluso – sta al momento rispettando le tempistiche e modalità del Pnrr. Lo scenario generale però resta complesso e in assenza di nuove e ulteriori misure di semplificazione e sostegno si mettono a rischio la prosecuzione e i tempi delle attività straordinarie e ordinarie programmate». (rrm)

Occhiuto: Il presidente Meloni prenda in mano il dossier su Rigassificatore di Gioia Tauro

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha invitato il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, a prendere in mano il dossier sul Rigassificatore di Gioia Tauro.

«Ne sto parlando da un anno, da prima che scoppiasse la crisi energetica. E lo faccio anche perché connessa al processo di rigassificazione c’è la realizzazione della piastra del freddo, che serve anche per surgelare i prodotti agroalimentari», ha detto Occhiuto, nel suo intervento a Focus Economia su Radio 24.

«Questo rigassificatore sarebbe uno dei più grandi in Europa – ha ribadito – avrebbe un’enorme piastra del freddo che consentirebbe di ospitare, a ridosso del porto di Gioia Tauro, che è diventato il primo porto d’Italia, un grande distretto dell’agroindustria per fare in modo che si possano insediare delle imprese, in una Regione come la mia che ha grande necessità di un piano di attrazione degli investimenti. Abbiamo fatto anche partire l’intermodalità: ora da Gioia Tauro partono treni per Nola, Bari, Padova e Bologna».

«L’obiettivo – ha proseguito – è quello di far scaricar le merci e farle lavorare. Devo ringraziare Minenna, il direttore dell’Agenzie delle Dogane, per l’istituzione del corridoio doganale. Per cui, sostanzialmente, chi sbarca le merci a Gioia Tauro può trasportarle via treno sdoganando dove meglio ritiene. Quindi, di fatto, è un’attività che abbiamo già fatto partire. Sul rigassificatore trovo assurdo che qualcuno dica che questa opera possa ancora attendere».

«Il rigassificatore non serve solo a produrre energia – ha spiegato ancora – ma servirebbe al nostro Paese per acquisire potere strategico e negoziale. Stiamo passando da un contesto in cui eravamo dipendenti dalla Russia a un altro nel quale rischiamo di dipendere da altri Paesi che non mi pare abbiano governi più affidabili».

Per quanto riguarda il Pnrr, Occhiuto ha espresso preoccupazione, «perché governo una Regione nella quale c’è una scarsissima capacità amministrativa».

«Peraltro i protagonisti del Pnrr sono soprattutto i Comuni – ha ricordato – tra cui molti in Calabria sono in dissesto o predissesto e non hanno spesso il segretario generale o il capo dell’ufficio tecnico, quindi hanno difficoltà a eseguire i progetti e realizzarli nei tempi previsti».

«È evidente che c’è un problema strutturale – ha continuato –. Ho sempre detto che ci si è concentrati molto sulle risorse di questo Piano ma non sulle riforme, che servono per fare effettivamente spesa. È come se l’Europa avesse riempito i vagoni di tanti investimenti, tra cui una buona parte a prestito, e noi non avessimo costruito i binari sui quali farli correre. Il problema non è solo legato alle risorse umane dei Comuni o delle Regioni, il tema è mettere le strutture dello Stato al servizio di tali enti, talvolta per sostituirsi nella progettazione degli interventi. Penso ad esempio a Cassa Depositi e Prestiti che non dovrebbe limitarsi a dare assistenza tecnica alle Regioni ma potrebbe fare anche i progetti al posto dei Comuni sulla base delle indicazioni previste».

«Agli enti interessa che si facciano le opere, chi le esegue è meno rilevante – ha concluso – l’importante è portarle a compimento. Bisogna quindi mettere in atto procedure straordinarie anche facendo valere principi di sussidiarietà nel rapporto tra amministrazioni». (rrm)

Pnrr, Nesci (Fdi): Commissione Ue tenga conto delle esigenze degli Stati membri

L’eurodeputato di Fratelli d’ItaliaDenis Nesci, ha chiesto che la Commissione Europea tenga conto delle esigenze degli Stati membri per quanto riguarda il Pnrr.

Nesci, infatti, è intervenuto in commissione congiunta Econ / Empl a Strasburgo durante l’audizione dei tre Commissari europei Valdis Dombrovskis, Paolo Gentiloni e Nicolas Schmit al Parlamento europeo.

«La Commissione europea ha ribadito che il Pnrr – ha spiegato – si può modificare soltanto per quanto riguarda parametri molto stringenti, e che rinvii sulle scadenze temporali ‘non sono possibili dal punto di vista tecnico, politico e legale’, ma questo approccio non tiene conto dell’esigenza di alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, di ridiscutere determinate linee d’intervento del Pnrr».

«Infatti, i costi delle materie prime sono spropositamente aumentati rispetto alla stesura del Piano – ha concluso – e, dunque, dal punto di vista delle scadenze temporali, oltre alla necessità di rivedere gli obiettivi intermedi, sarebbe doveroso ragionare sulla possibilità di prolungare i progetti previsti, oltre il 2026». (rrm)